18.7.2018   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 181/39


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2018/1013 DELLA COMMISSIONE

del 17 luglio 2018

che istituisce misure di salvaguardia provvisorie in relazione alle importazioni di determinati prodotti di acciaio

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) 2015/478 del Parlamento europeo e del Consiglio dell'11 marzo 2015 (1), in particolare gli articoli 5 e 7,

visto il regolamento (UE) 2015/755 del Parlamento europeo e del Consiglio dell'11 marzo 2015 (2), in particolare gli articoli 3 e 4,

sentito il comitato per le misure di salvaguardia istituito rispettivamente ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 3, del regolamento (UE) 2015/478 e dell'articolo 22, paragrafo 3, del regolamento (UE) 2015/755,

considerando quanto segue:

I.   CONTESTO

(1)

Il 26 marzo 2018 la Commissione ha pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea un avviso di apertura di un'inchiesta di salvaguardia relativa alle importazioni di 26 categorie di prodotti di acciaio (2018/C 111/10) (3). La Commissione ha deciso di aprire l'inchiesta perché vi sono sufficienti elementi di prova che le importazioni di questi prodotti possano causare o minaccino di causare un grave pregiudizio ai produttori dell'Unione interessati.

(2)

Il 28 giugno la Commissione ha inoltre pubblicato un avviso con il quale estendeva l'inchiesta ad altre due categorie di prodotti (4).

(3)

Le informazioni a disposizione della Commissione provenienti dall'attuale meccanismo di vigilanza preventiva sull'acciaio (5) e da fonti interne all'industria dell'Unione mostravano che la tendenza alla crescita delle importazioni di queste categorie di prodotti, e le pericolose condizioni economiche e commerciali prevalenti, tra cui la situazione dell'industria siderurgica dell'Unione, giustificavano un esame approfondito.

(4)

Inoltre, alla luce delle misure nei confronti delle importazioni di acciaio adottate dagli Stati Uniti d'America («Stati Uniti») a norma della sezione 232 della legge per l'espansione degli scambi (Trade Expansion Act) del 1962 («Sezione 232»), sussisteva un elevato rischio di ulteriore incremento delle importazioni conseguente alla diversione degli scambi.

(5)

In un contesto di persistenti sovraccapacità mondiali, queste circostanze possono mettere a repentaglio l'industria siderurgica dell'Unione, che è ancora vulnerabile a un probabile imminente aumento delle importazioni e che sta ancora recuperando il danno causato da pratiche commerciali sleali adottate di recente in diversi parti del mondo sui prodotti siderurgici.

(6)

L'11 aprile 2018 la Commissione ha pubblicato una «nota al fascicolo» che presentava importanti statistiche sulle importazioni e gli indicatori disponibili sul pregiudizio. In relazione a questa «nota al fascicolo», la Commissione ha ricevuto 41 contributi da paesi terzi, associazioni nazionali e singole imprese siderurgiche.

(7)

Diverse parti interessate hanno lamentato che la Commissione non abbia presentato in modo adeguato e puntuale gli elementi di prova sui quali si è fondata l'apertura dell'inchiesta di salvaguardia. A loro giudizio, questa omissione non ha consentito alle parti interessate di esercitare a pieno i propri diritti di difesa. Più precisamente, diverse parti interessate hanno lamentato che la «nota al fascicolo» resa disponibile l'11 aprile 2018 non presentava dati sulle vendite dell'Unione, sulle esportazioni dell'Unione, sui consumi dell'Unione né sulla produzione totale dell'Unione.

(8)

Contrariamente a queste affermazioni, la «nota al fascicolo» conteneva in realtà dati sulle vendite dell'Unione, sui consumi dell'Unione e sulla produzione totale dell'Unione. Inoltre la Commissione ritiene che i principali elementi e dati disponibili siano stati adeguatamente riepilogati sia nell'avviso di apertura dell'inchiesta pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea sia nell'avviso di inchiesta inviato all'OMC ai sensi dell'articolo 12.1(a) dell'accordo dell'OMC sulle misure di salvaguardia.

(9)

La Commissione ritiene quindi di aver assolto il proprio obbligo legale di proteggere adeguatamente il diritto di difesa dei soggetti interessati. In ogni caso, le parti interessate hanno comunque la possibilità di esercitare i propri diritti nella restante parte dell'inchiesta.

(10)

Al fine di ottenere le informazioni necessarie a eseguire una valutazione approfondita, la Commissione ha inviato dei questionari ai produttori noti dell'UE e a tutti i produttori esportatori, importatori e utilizzatori dei prodotti oggetto dell'inchiesta che ne abbiano fatto richiesta entro i termini stabiliti nell'avviso di apertura. Questi soggetti, insieme ai paesi terzi, sono stati anche invitati a presentare un proprio contributo. La Commissione ha ricevuto 222 risposte ai questionari e 74 contributi.

II.   PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE O DIRETTAMENTE CONCORRENTE

(11)

La Commissione ha aperto l'inchiesta di salvaguardia su 26 categorie di prodotti siderurgici importate nell'UE e il 28 giugno ha esteso l'ambito della stessa a 2 ulteriori categorie di prodotti per mezzo di un avviso modificativo dell'avviso di apertura (6). Le 28 categorie di prodotti («il prodotto in esame» o le «categorie di prodotti in esame») rientrano tutte nel meccanismo di vigilanza sull'acciaio introdotto dalla Commissione nel maggio 2016. Sono anche soggette alle misure tariffarie statunitensi ai sensi della Sezione 232. Le categorie di prodotti in esame, unitamente ai codici NC con cui sono attualmente classificate, sono elencate nell'allegato I.

(12)

In questa valutazione preliminare, la Commissione rileva che le 28 categorie di prodotti fabbricati da produttori dell'Unione (di seguito «il prodotto simile» o «le categorie di prodotti simili») sono simili o direttamente concorrenti delle categorie di prodotti in esame. I prodotti fabbricati nell'Unione e i prodotti importati in esame presentano le stesse caratteristiche fisiche, tecniche e chimiche fondamentali; presentano gli stessi utilizzi e le informazioni sul prezzo e sulla qualità che li riguardano sono facilmente disponibili; sono anche venduti attraverso canali simili o identici a clienti che li acquistano o possono acquistarli da esportatori interni e da esportatori esteri, in alternativa. Pertanto vi è una serrata concorrenza tra le categorie di prodotti in esame e quelle fabbricate da produttori dell'Unione nelle corrispondenti categorie.

(13)

La Commissione ha anche rilevato in questa analisi preliminare che vi è una stretta correlazione e una forte concorrenza tra prodotti classificati in diverse categorie e anche tra prodotti a differenti livelli di produzione all'interno di determinate categorie, dato che alcune categorie contengono la principale materia prima o il principale fattore di produzione per fabbricare altri prodotti di altre categorie di prodotti.

(14)

Alcuni esempi illustrano questa interrelazione e concorrenza all'interno e tra le categorie di prodotti. Ad esempio i nastri laminati a caldo vengono prodotti da bramme e arrotolati in bobine oppure prodotti in forma piana su laminatori a quarto. Tagliando i nastri a lunghezza si ottengono i fogli. I nastri stretti vengono prodotti direttamente oppure tagliando il nastro laminato a caldo. I prodotti laminati a caldo vengono anche usati nella produzione di tubi per il settore petrolchimico mentre i prodotti laminati a freddo vengono successivamente utilizzati da produttori di tubi saldati. Gran parte del nastro d'acciaio laminato a caldo viene quindi lavorata ulteriormente per produrre nastri laminati a freddo, che sono più sottili e presentano una finitura superficiale migliore. Una parte significativa dei prodotti laminati a freddo viene rivestita in metallo, con stagno o cromo per il settore dei contenitori, oppure con zinco (7).

(15)

Molti produttori nell'Unione europea sono attivi nella produzione della maggior parte dei prodotti citati in precedenza. Ad esempio Arcelor Mittal non produce unicamente fogli e nastri laminati a caldo e a freddo ma esegue anche il rivestimento di diversi prodotti siderurgici e produce lamiere. Analogamente imprese come Voest Alpine e Tata Steel producono fogli e nastri laminati a caldo e a freddo e anche i prodotti siderurgici rivestiti da essi ricavati.

(16)

Inoltre, per effetto di questo livello di interrelazione, la pressione competitiva può essere spostata facilmente da un prodotto a un altro. Ad esempio, se vengono istituite misure di protezione commerciale su un prodotto, ad esempio le bobine d'acciaio, quel prodotto può essere sottoposto a ulteriore trasformazione nello stesso paese ed esportato sotto una forma differente per evitare le misure aggiuntive e competere comunque con i prodotti domestici. Non è nemmeno escluso che paesi terzi importino parte di questi prodotti a basso costo e li trasformino prima di riesportarli nell'Unione.

(17)

Date queste interrelazioni e interconnessioni, e poiché (come verrà meglio illustrato più avanti) la possibile diversione degli scambi che potrebbe derivare dalle misure adottate ai sensi della Sezione 232 degli Stati Uniti vale per tutte le categorie di prodotti, dato che queste misure si applicano orizzontalmente a tutti i prodotti siderurgici, senza distinzione di forma, dimensioni o composizione, l'analisi ai fini della determinazione provvisoria è stata eseguita sia complessivamente per tutte le 28 categorie di prodotti, come i prodotti in esame (ossia acciaio in diverse forme) sia singolarmente per ogni categoria di prodotto (8).

III.   I PRODUTTORI DELL'UNIONE

(18)

La maggior parte dei produttori dell'Unione fa parte dell'Associazione europea della siderurgia («Eurofer») oppure, per quanto riguarda i tubi, della European Steel Tube Association («ESTA»). Queste due associazioni settoriali rappresentano oltre il 95 % della produzione di acciaio dell'Unione. I loro membri hanno sede in quasi tutti gli Stati membri.

(19)

Per conto dei loro associati, queste associazioni settoriali hanno informato la Commissione che accolgono con favore l'apertura dell'inchiesta di salvaguardia, nonché l'adozione di misure che contrastino anche la diversione degli scambi conseguente alle misure adottate ai sensi della Sezione 232 che perturbano gravemente il mercato siderurgico, che non si è ancora pienamente ripreso dalla crisi dell'acciaio.

IV.   INCREMENTO DELLE IMPORTAZIONI

(20)

Sulla base delle informazioni provenienti da Eurostat, dal precedente meccanismo di vigilanza dell'acciaio, e dalle informazioni presentate dall'industria dell'Unione, la Commissione ha eseguito un'analisi preliminare dell'aumento delle importazioni dei prodotti in esame nel periodo 2013-2017. Per confermare la recente crescita delle importazioni, la Commissione ha anche esaminato l'andamento delle importazioni nel primo trimestre del 2018.

(21)

Le importazioni totali dei prodotti in esame hanno avuto la seguente evoluzione:

 

2013

2014

2015

2016

2017

importazioni (in migliaia di tonnellate)

18 861

22 437

27 164

29 778

30 573

indice 2013 = 100

100

119

144

158

162

quote di mercato

12,7 %

14,4 %

16,9 %

17,9 %

18,0 %

Fonte: Eurostat

(22)

In generale, nel periodo 2013-2017 le importazioni dei 28 prodotti in esame sono complessivamente aumentate in termini assoluti del 62 %. L'aumento delle importazioni è stato marcato soprattutto fino al 2016. Successivamente, le importazioni hanno continuato ad aumentare confermandosi a livelli molto elevati.

(23)

Le importazioni della maggior parte delle singole categorie di prodotti rientranti nell'inchiesta hanno anche mostrato un aumento in termini assoluti negli ultimi cinque anni. Ad esempio, le importazioni delle maggiori categorie in termini di importazioni (categorie di prodotti 1, 4 e 7) sono aumentate rispettivamente del 45 %, 168 % e 78 %.

(24)

Non è stata invece registrata una crescita per 5 categorie di prodotti, nello specifico i prodotti 10, 11, 19, 24 e 27. La Commissione ritiene quindi che queste categorie di prodotti debbano essere escluse in questa fase dal campo di applicazione delle misure provvisorie. La Commissione si riserva comunque il diritto di includere queste 5 categorie di prodotti nel campo di applicazione delle misure definitive e a tale scopo continuerà a monitorare le importazioni in queste categorie. L'evoluzione delle importazioni per ogni categoria di prodotti è presentata nell'allegato II.

(25)

Oltre all'esclusione, in questa fase, delle categorie di prodotti indicate sopra, la Commissione ha anche valutato l'esclusione di alcuni paesi dal campo di applicazione delle misure, coerentemente con le conclusioni espresse nel considerando 121. Pertanto la Commissione ha esaminato l'andamento delle importazioni dopo aver escluso le importazioni di queste categorie di prodotti dai paesi suindicati dalla restante parte della sua analisi preliminare.

(26)

Alla luce di ciò, le importazioni dei prodotti interessati da questa determinazione preliminare hanno avuto la seguente evoluzione:

 

2013

2014

2015

2016

2017

importazioni (in migliaia di tonnellate)

17 367

20 764

25 556

28 174

29 122

indice 2013 = 100

100

120

147

162

168

quote di mercato

12,1 %

13,8 %

16,5 %

17,5 %

17,8 %

Fonte: Eurostat

(27)

In termini assoluti le importazioni sono aumentate del 68 % nel periodo 2013-2017, con un incremento delle quote di mercato dal 12,1 % al 17,80 %. L'aumento più significativo è avvenuto nel periodo 2013-2016, ma le importazioni hanno continuato ad aumentare e a mantenersi a livelli elevati anche nel 2017.

(28)

La tendenza all'aumento delle importazioni prosegue anche nel 2018. Confrontando il primo trimestre 2018 con il primo trimestre del 2017, l'aumento complessivo delle importazioni è pari al 10 %. Per 9 categorie di prodotti, l'aumento è maggiore del 20 % mentre per una di queste categorie (la categoria 13) l'aumento è superiore al 100 %. Per di più, questo incremento si è prodotto anche prima dell'entrata in vigore delle misure adottate ai sensi della Sezione 232.

(29)

La Commissione conclude quindi che vi è stato un improvviso, repentino e significativo aumento delle importazioni in termini assoluti per le 23 categorie di prodotti. Inoltre, l'aumento delle importazioni continua anche nel primo trimestre 2018, e si prevede che sarà ancora più significativo alla luce della prevista diversione degli scambi conseguente alle misure adottate ai sensi della Sezione 232.

V.   EVOLUZIONI IMPREVISTE

(30)

La Commissione ha stabilito in via preliminare che il summenzionato aumento delle importazioni di prodotti siderurgici nell'Unione è stato il risultato di sviluppi imprevisti che hanno origine in diversi fattori che creano e aggravano gli squilibri nel commercio internazionale dei prodotti in esame.

(31)

In primo luogo, la capacità globale nominale di produzione di acciaio è più che raddoppiata dal 2000, passando da 1,05 miliardi di tonnellate nel 2000 a 2,29 miliardi di tonnellate nel 2016, rimanendo a un livello molto alto anche nel 2017 (2,27 miliardi di tonnellate) (9). Inoltre, la produzione globale reale di acciaio nel 2016 (1,6 miliardi di tonnellate) era ancora di 100 milioni di tonnellate maggiore rispetto alla domanda globale (1,5 miliardi di tonnellate). Per questo motivo, negli ultimi anni si è registrato un divario importante tra la capacità mondiale nominale e la produzione, e tra la produzione e la domanda, che ha generato una sovraccapacità senza precedenti nel mercato mondiale dell'acciaio, che persiste nonostante le misure adottate per contenerla. Inoltre, guardando in prospettiva, se la produzione globale del 2017 è cresciuta di oltre il 5 % grazie alla ripresa economica, la domanda globale di acciaio nel 2018 crescerà solo moderatamente, con un ulteriore rallentamento nel 2019, secondo le previsioni. Nel 2017 vi sono stati segnali di ripresa, ma permangono importanti rischi.

(32)

Le imprese siderurgiche continuano a essere vulnerabili dal punto di vista finanziario perché, come indicato in precedenza, sussistono squilibri strutturali nel settore siderurgico. Gli squilibri sono accentuati da sovvenzioni distorsive e da misure di sostegno statale (10). Data l'importanza dei costi fissi nel settore siderurgico, molti produttori di acciaio, in particolare nei paesi in cui lo Stato distorce il normale funzionamento delle forze di mercato, hanno mantenuto l'utilizzo della capacità a percentuali elevate, inondando i mercati di paesi terzi con prodotti a basso costo che non potevano essere assorbiti dal consumo interno. Questo ha comportato un aumento delle importazioni nell'UE e una depressione generalizzata dei prezzi. Nel 2017 i prezzi delle importazioni erano in genere inferiori rispetto ai prezzi dell'industria dell'Unione, sulla base di un confronto dei prezzi medi per ciascuna categoria di prodotti. Questo confronto dei prezzi medi non rispecchia necessariamente tutte le specificità che possono influenzare la comparabilità, ma rappresenta comunque una buona indicazione del livello generale dei prezzi delle importazioni rispetto ai prezzi dell'Unione. Per 17 categorie di prodotti è stata accertata una sottoquotazione, che si attesta tra l'1,2 % e il 23 %.

(33)

In secondo luogo, questo effetto è stato esacerbato da pratiche di restrizione degli scambi nei mercati di paesi terzi. Infatti, a partire dal 2014/2015, in reazione all'eccessiva offerta di acciaio e alle pratiche distorsive del mercato, diversi paesi hanno iniziato a ricorrere in misura maggiore a strumenti di politica commerciale e di difesa commerciale nel settore siderurgico con l'obiettivo di proteggere i propri produttori nazionali. Il Messico, il Sudafrica, l'India e la Turchia hanno applicato tariffe alle importazioni, comprese tra il 2,5 % e il 40 %, per una serie di prodotti siderurgici tra cui: acciaio laminato a caldo e a freddo, prodotti piatti di acciaio come i nastri e barre di rinforzo. Questi prodotti sono stati tipicamente importati in quantità crescenti nel periodo in esame. Inoltre alcuni paesi terzi hanno continuato a imporre misure restrittive degli scambi per tutto il 2017: alcuni paesi hanno introdotto prezzi minimi di importazione (India), alcuni hanno istituito norme nazionali obbligatorie per l'acciaio (Indonesia), mentre altri hanno istituito obblighi di preferenza nazionale, anche per gli appalti pubblici (Stati Uniti).

(34)

A ciò va aggiunto il fatto che è andato costantemente aumentando il ricorso a strumenti di difesa commerciale. Sulla base delle statistiche dell'OMC, se nel periodo 2011-2013 ogni anno erano state aperte in media circa 77 indagini sull'acciaio, nel periodo 2015-2016 questa media è salita a 117. A febbraio 2018, gli Stati Uniti avevano in essere 169 dazi antidumping e compensativi sull'acciaio, oltre a 25 indagini in corso che potrebbero portare a un quadro ancora più restrittivo per le importazioni di acciaio verso gli Stati Uniti (11). Dato che gli Stati Uniti sono tra i maggiori paesi importatori di acciaio al mondo (rappresentano circa il 13,1 % delle importazioni mondiali di acciaio nel 2016), l'impatto di questo elevato numero di misure commerciali si è fatto sentire pesantemente in tutto il mondo.

(35)

In terzo luogo, nel contesto di persistente e prevalente sovraccapacità mondiale, data la loro importanza e il loro campo di applicazione, le misure illecite e restrittive adottate ai sensi della Sezione 232 sono suscettibili di causare un rilevante spostamento dei flussi di prodotti siderurgici verso l'Unione. Gli Stati Uniti hanno calcolato che l'istituzione di una singola tariffa trasversale in base alle misure adottate ai sensi della Sezione 232, senza escludere quasi nessun paese, dovrebbe ridurre le importazioni di circa 13 milioni di tonnellate, pari al 7 % del consumo dell'Unione (12). Il mercato dell'Unione è in generale molto interessante per i prodotti siderurgici, sia in termini di domanda sia di prezzi. Alcuni dei principali esportatori verso gli Stati Uniti sono anche tradizionali fornitori di acciaio dell'Unione; non vi è quindi dubbio che questi paesi, insieme ad altri che vedranno la propria produzione ed esportazione interessate dalle misure statunitensi e dal prevedibile effetto a cascata di diversione degli scambi, rivolgeranno le proprie esportazioni verso l'Unione. Anche una diversione parziale dei flussi di scambi di cui sopra verso l'Unione comporterà inevitabilmente una nuova depressione dei prezzi e una sottoquotazione dei prezzi sul mercato dell'UE, deprimendo i prezzi a livelli comprabili a quelli del 2016, con rilevanti ripercussioni negative sulla redditività dell'industria siderurgica dell'Unione. Occorre infine notare che l'ulteriore aumento delle importazioni, suscettibile di causare un ulteriore deterioramento della situazione economica dell'industria siderurgica dell'Unione, potrebbe provenire da paesi attualmente non soggetti a dazi antidumping/compensativi.

(36)

Pertanto, questi imprevisti sviluppi hanno causato e continueranno a causare un netto aumento delle importazioni di acciaio nell'Unione.

VI.   MINACCIA DI GRAVE PREGIUDIZIO

1.   Situazione complessiva dell'industria siderurgica dell'Unione

(37)

Per poter formulare la sua determinazione preliminare circa la presenza di elementi di prova di un grave pregiudizio o della minaccia di grave pregiudizio all'industria dell'Unione per i prodotti in esame, la Commissione, come previsto dall'articolo 9 del regolamento (UE) 2015/478 e dall'articolo 6 del regolamento (UE) 2015/755, ha esaminato le tendenze di consumo, produzione, utilizzo della capacità produttiva, vendite, quota di mercato, prezzi, redditività, scorte, rendimento dei capitali investiti (ROCE), flussi di liquidità e occupazione per i prodotti in esame per gli anni dal 2013 al 2017 (in attesa di raccogliere i dati del 2018).

(38)

L'analisi è stata condotta complessivamente e anche individualmente per le 23 categorie di prodotti, e ha evidenziato un aumento dei volumi delle importazioni («i prodotti/le categorie di prodotti in esame»). Come spiegato nella precedente Sezione II, la Commissione ritiene che un'analisi globale e complessiva di questo tipo sia adeguata per questa inchiesta alla luce della situazione di interrelazione, interconnessione e concorrenza tra i diversi prodotti da un punto di vista della domanda e dell'offerta.

(39)

Guardando alla situazione complessiva, il consumo dell'Unione, le vendite dei produttori dell'Unione e le corrispondenti quote di mercato hanno registrato la seguente evoluzione:

(migliaia di tonnellate)

2013

2014

2015

2016

2017

Consumi

144 908

152 146

157 236

163 100

166 244

indice 2013 = 100

100

105

109

113

115

Vendite interne

125 808

129 261

129 542

132 717

134 542

indice 2013 = 100

100

103

103

105

107

quote di mercato (%)

86,8 %

85,0 %

82,4 %

81,4 %

80,9 %

Fonte: Eurostat e dati dell'industria

(40)

Il consumo dei prodotti oggetto dell'esame è aumentato costantemente in tutti gli anni del periodo 2013-2017, registrando complessivamente un +15 %. Sono cresciute anche le vendite dei produttori dell'Unione, ma in misura notevolmente minore, pari a solo il 7 %. Ne consegue che i produttori dell'Unione non sono stati in grado di trarre beneficio dall'aumento della domanda dell'Unione e hanno perso quote di mercato, passando dall'86,8 % all'80,9 %. Occorre ricordare che nello stesso periodo le importazioni sono aumentate del 68 %.

(41)

Sulla base delle risposte ricevute dai produttori dell'Unione al questionario, la produzione e la capacità di produzione hanno avuto il seguente andamento:

migliaia di tonnellate

2013

2014

2015

2016

2017

Produzione UE

184 912

190 687

192 493

194 369

200 650

indice 2013 = 100

100

103

104

105

109

capacità produttiva

257 331

257 138

258 056

260 171

265 353

indice 2013 = 100

100

100

100

101

103

utilizzo della capacità produttiva (%)

71,9 %

74,2 %

74,6 %

74,7 %

75,6 %

Fonte: dati dell'industria

(42)

La capacità produttiva è aumentata del 3 % nel periodo 2013-2017, meno però della produzione, che è aumentata del 9 %. Pertanto, il tasso di utilizzo della capacità produttiva è aumentato dal 72 % al 76 %.

(43)

Le scorte mantenute dalle imprese che hanno collaborato sono aumentate complessivamente del 20 % nel periodo 2013-2017.

migliaia di tonnellate

2013

2014

2015

2016

2017

Scorte

11 006

11 896

12 391

12 117

13 222

indice 2013 = 100

100

108

113

110

120

Fonte: risposte al questionario

(44)

I prezzi unitari di vendita, la redditività e i flussi di liquidità dei produttori dell'Unione hanno registrato la seguente evoluzione:

 

2013

2014

2015

2016

2017

Prezzi di vendita unitari (EUR/tonnellata)

673,5

652,8

616,9

572,9

681,5

indice 2013 = 100

100

97

92

85

101

Redditività

– 1,0 %

0,9 %

0,9 %

2,2 %

6,2 %

Flussi di liquidità (mio EUR)

3 133

4 975

6 519

5 386

6 141

indice 2013 = 100

100

159

208

172

196

Fonte: risposte al questionario

(45)

Nel periodo 2013-2016 si è registrata una significativa depressione dei prezzi sul mercato dell'Unione: i prezzi unitari di vendita sono diminuiti del 15 %. Occorre ricordare che nello stesso periodo le importazioni sono aumentate significativamente. Il prezzo unitario di vendita medio è però salito nel 2017, tornando a un livello comparabile al 2013. I livelli di redditività sono rimasti in generale molto bassi nel periodo 2013-2016. Nonostante un significativo decremento dei prezzi, nel 2016 il settore dell'Unione è stato comunque in grado di ridurre i costi di produzione in modo da riuscire a generare un piccolo livello di profitto del 2,2 %. Questa situazione è migliorata temporaneamente nel 2017. I prezzi di vendita sono aumentati di quasi il 20 % tra il 2016 e il 2017, tornando ai livelli del 2013. L'industria dell'Unione ha raggiunto un livello di profitto del 6,2 % perché i costi di produzione (materie prime), anche se in aumento, sono rimasti inferiori rispetto al 2013. La posizione complessiva dell'industria dell'Unione in termini di flussi di liquidità è aumentata di circa il 60 %.

(46)

In termini di occupazione, nel quinquennio i produttori dell'Unione delle categorie di prodotti in esame hanno perso quasi 10 000 posti di lavoro.

 

2013

2014

2015

2016

2017

occupazione (ETP)

189 265

183 470

182 136

182 162

181 303

indice 2013 = 100

100

97

96

96

96

Fonte: risposte al questionario

2.   Situazione a livello di singole categorie di prodotti

(47)

In aggiunta all'analisi complessiva della situazione per i prodotti in esame in generale, che a giudizio della Commissione è il punto di vista corretto per valutare la necessità di misure di salvaguardia in questa inchiesta, la Commissione ha valutato anche la situazione a livello delle singole categorie di prodotti, per confermare le tendenze di cui sopra a livello disaggregato.

(48)

Guardando alle singole categorie di prodotti, la situazione è più contrastata, ma sostanzialmente conferma le stesse tendenze. Gli indicatori economici individuali e per categorie di prodotti sono presentati nell'allegato III.

(49)

Il consumo dell'Unione per tutte le categorie di prodotti, eccetto due, è aumentato nell'arco del quinquennio. Se l'aumento è rimasto modesto per alcuni singoli prodotti, con un aumento minimo del 2 %, è stato molto più marcato per altri, con un aumento massimo del 169 %.

(50)

I volumi di vendita sono stati generalmente stabili nel periodo 2013-2017 o in alcuni casi in leggero aumento ma, eccetto che per tre categorie di prodotti, non hanno avuto una crescita pari ai consumi dell'UE. Pertanto nel quinquennio in esame per tutti i prodotti, tranne 3, si è registrato un calo delle quote di mercato.

(51)

In generale livelli della produzione sono aumentati per 18 dei 23 singoli prodotti, così come i tassi di utilizzo della capacità produttiva.

(52)

In termini di prezzi, si è registrato un decremento significativo per ogni prodotto (eccetto che per un prodotto che è stato interessato da dazi antidumping sotto forma di prezzo minimo all'importazione) nel periodo 2013-2016. Nel 2017 i prezzi si sono ripresi, grazie a un generalizzato recupero del mercato siderurgico, ma anche per effetto di diverse misure di difesa commerciale nei confronti delle prassi di tariffazione sleale e le importazioni sussidiate. Per 16 prodotti il livello dei prezzi del 2017 è rimasto inferiore rispetto al 2013. Occorre osservare che i livelli dei prezzi di importazione medi sono stati quasi sistematicamente inferiori ai prezzi dell'Unione in tutti gli anni e per tutte le categorie di prodotti.

(53)

Dal lato della redditività, tutte le categorie di prodotti sono state vendute in perdita o con un utile notevolmente ridotto fino al 2016. Solo 7 prodotti sono stati in grado di recuperare fino a un livello di profitto superiore al 6 % nel 2017. Questi prodotti sono significativi in termini di volumi di produzione dell'UE e sei di essi sono attualmente oggetto di misure (recenti) antidumping o compensative. Si osservi che queste misure interessano solo alcuni paesi di origine. Tutti gli altri prodotti sono rimasti o in perdita (3 prodotti) o solo vicini al punto di pareggio (13 prodotti). Si ritiene che un livello di redditività inferiore al 6 % non sia sufficiente a coprire gli investimenti necessari per sostenere l'attività dato che, nella maggior parte delle inchieste recenti, la Commissione ha usato un livello di redditività intorno all'8 % come valore sufficiente a coprire gli investimenti nel settore. Per quanto riguarda i flussi di liquidità, per la metà dei prodotti tali flussi sono peggiorati nel 2013-2017 mentre per 6 prodotti sono stati anche negativi nel 2017. Il rendimento dei capitali investiti (ROCE) è rimasto basso nel periodo 2013-2016, ma successivamente è migliorato per gran parte delle categorie di prodotti, anche se per 5 prodotti il ROCE era ancora negativo nel 2017.

(54)

In termini di scorte, esse sono aumentate per 17 categorie di prodotti. Solo le scorte di 5 categorie di prodotti sono diminuite, mentre per una categoria di prodotti sono rimaste invariate nel periodo in esame.

(55)

L'analisi che precede corrobora la tesi che la situazione dell'industria siderurgica dell'Unione è peggiorata significativamente nel periodo 2013-2016. Il deterioramento si è manifestato in un calo delle quote di mercato e da una significativa depressione dei prezzi, che ha impedito all'industria di beneficiare dei costi più bassi delle materie prime. Queste tendenze sono rilevabili sia a livello generale sia di singolo prodotto. La situazione è parzialmente migliorata nel 2017. Anche se molte categorie di prodotti si trovano ancora sotto un livello di redditività sostenibile, alcune hanno registrato dei miglioramenti, molto probabilmente per effetto della recente istituzione di misure antidumping e antisovvenzioni. Complessivamente, e per le singole categorie di prodotti, si ritiene quindi che l'industria dell'Unione si trovi ancora in una situazione fragile e che sia vulnerabile a un ulteriore aumento delle importazioni, in particolare se le importazioni provenienti da paesi oggetto di misure di difesa commerciale verranno sostituite da altre importazioni sviate dal mercato statunitense in conseguenza dei provvedimenti adottati ai sensi della Sezione 232.

(56)

È questo ad esempio il caso tipico delle categorie di prodotti 1, 2 e 4, importanti in termini di domanda dell'Unione ma anche perché queste categorie di prodotti (in particolare le categorie 1 e 2) vengono usate come materie prime per produrre altri prodotti siderurgici. Per le categorie di prodotti 1, 2 e 4, la situazione finanziaria era negativa nel 2016, ma è diventata positiva nel 2017 a seguito dell'istituzione di misure antidumping e antisovvenzioni nei confronti di diversi paesi tra cui Cina e Russia. Le importazioni provenienti da questi paesi sono state però di recente parzialmente sostituite dalle importazioni provenienti da India, Corea e Turchia, questi ultimi due fornitori importanti anche degli Stati Uniti. Nel primo trimestre 2018, quindi prima dell'istituzione delle misure negli Stati Uniti, le importazioni dell'Unione erano già aumentate per la categoria 1 di prodotti rispetto al primo trimestre 2017, principalmente per effetto delle importazioni dalla Turchia.

(57)

È probabile che un ulteriore aumento delle importazioni di acciaio nell'Unione impedisca alla sua industria, che non si è ancora ripresa totalmente, di beneficiare dell'effetto positivo delle recenti misure di difesa commerciale.

3.   Minaccia di grave pregiudizio

(58)

Nella sua comunicazione sull'acciaio del marzo 2016 (13), la Commissione era giunta alla conclusione che l'industria siderurgica unionale stesse affrontando diverse gravi sfide, alimentate dalla sovraccapacità globale, da un aumento vertiginoso delle esportazioni globali e da un'ondata senza precedenti di prassi commerciali sleali.

(59)

Parallelamente, per rimediare al pregiudizio causato delle importazioni sleali, l'Unione ha istituito diverse misure antidumping e antisovvenzioni nei confronti delle importazioni di prodotti siderurgici. Attualmente sono attive in totale non meno di 19 misure antidumping o antisovvenzioni nei confronti di prodotti importati in modo sleale da vari paesi appartenenti a 14 categorie oggetto dell'inchiesta. Nel periodo dell'inchiesta, ossia il 2013-2017, 13 nuove inchieste hanno accertato che l'industria siderurgica dell'UE stava subendo (o in un caso vi era la minaccia che subisse) un pregiudizio grave causato dalle prassi commerciali sleali.

(60)

Come osservato nel considerando 55, l'industria dell'Unione è ancora fragile e vulnerabile a un ulteriore aumento delle importazioni. La recente decisione degli Stati Uniti di non escludere le esportazioni provenienti dall'UE dal campo di applicazione delle misure adottate ai sensi della Sezione 232 probabilmente ridurrà la capacità dei produttori dell'Unione di esportare i propri prodotti negli Stati Uniti, rendendo ancora più fragile la loro situazione.

(61)

Le importazioni di acciaio sono aumentate significativamente, rimanendo a livelli elevati nel 2017. L'ulteriore aumento delle importazioni nel 2018, in particolare da paesi o esportatori non soggetti a misure di difesa commerciale, potrebbe impedire all'industria di riprendersi totalmente e di beneficiare di queste misure. L'industria siderurgica dell'Unione è considerata infatti ancora vulnerabile a ulteriori incrementi delle importazioni.

(62)

In assenza di misure di salvaguardia provvisorie, è probabile che nel futuro prossimo questa situazione evolva in un concreto pregiudizio grave.

(63)

Alla luce di ciò, a norma dell'articolo 9, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2015/478 e dell'articolo 6, paragrafo 3, del regolamento (UE) 2015/755, la Commissione ha esaminato il tasso di incremento delle esportazioni verso l'Unione e la probabilità che la capacità disponibile sia destinata all'Unione.

(64)

In primo luogo, come concluso sopra, le importazioni nell'Unione sono aumentate in modo sostanziale nel periodo 2013-2017, complessivamente del 68 %. Anche se l'aumento è stato marcato soprattutto fino al 2016, le importazioni hanno continuato ad aumentare nel periodo successivo, benché a un ritmo minore. Come evidenziato nei considerando 37 e 82 relativamente alle circostanze critiche, nel primo trimestre del 2018 le importazioni sono aumentate significativamente, di quasi il 10 %. La percentuale di aumento delle importazioni è quindi significativa.

(65)

In secondo luogo, in una situazione di sovraccapacità complessiva in diversi paesi, si prevede che le misure restrittive statunitensi adottate ai sensi della Sezione 232 causeranno una diversione degli scambi di prodotti siderurgici verso l'Unione, data la loro portata e ampiezza.

(66)

Gli Stati Uniti hanno annunciato l'intenzione di ridurre le importazioni di circa 13 milioni di tonnellate e, pertanto, hanno istituito a marzo 2018 un ulteriore dazio del 25 % sull'importazione di un elevatissimo numero di prodotti siderurgici. I volumi di acciaio che non verranno più esportati negli Stati Uniti verranno inevitabilmente sviati verso altri paesi terzi.

(67)

Alcuni dei principali esportatori verso gli Stati Uniti riforniscono tradizionalmente di acciaio anche l'Unione. È più che probabile che molti di questi paesi, così come altri, vorranno dirigere le loro esportazioni verso l'Unione. In generale il mercato dei prodotti siderurgici dell'Unione è effettivamente interessante, sia in termini di domanda sia di prezzi. Infatti, dopo la Cina, ma prima degli Stati Uniti, l'UE è uno dei maggiori mercati dell'acciaio, dove negli ultimi anni è cresciuta la domanda e i prezzi si sono ripresi.

(68)

In questo contesto, un aumento significativo dell'offerta sul mercato dell'Unione dovuto a un afflusso di importazioni comporterà una pressione generalizzata al ribasso dei prezzi, portandoli a livelli comparabili a quelli del 2016, con conseguenze negative significative sulla redditività dell'industria siderurgica dell'Unione.

4.   Conclusioni

(69)

In queste circostanze, e alla luce di quanto esposto sopra, la conclusione preliminare a cui si è giunti è che, benché l'industria siderurgica dell'Unione si sia parzialmente ripresa per alcune categorie di prodotti nel 2017, in particolare grazie a misure di difesa commerciale, per la gran parte delle categorie di prodotti in esame la situazione finanziaria rimane ancora ben al di sotto di livelli sostenibili, fatto che rende l'industria dell'Unione vulnerabile in caso di ulteriore incremento delle importazioni. Pertanto la Commissione conclude che l'industria siderurgica dell'Unione si trova in una situazione di minaccia di grave pregiudizio per le 23 categorie di prodotti in esame.

VII.   NESSO CAUSALE

1.   Incremento delle importazioni

(70)

La Commissione ha determinato in via preliminare che sussiste un nesso causale tra l'aumento delle importazioni del prodotto in esame da una parte e la minaccia di grave pregiudizio dall'altra, sulla scorta degli elementi che seguono.

(71)

Si ricorda in primo luogo che i prodotti fabbricati da produttori dell'Unione sono simili ai prodotti in esame o direttamente concorrenti. Hanno le stesse caratteristiche fondamentali, gli stessi utilizzi e vengono venduti attraverso canali di vendita simili o identici, e sono in forte concorrenza sul prezzo.

(72)

Come spiegato nelle Sezioni IV e VI, i produttori dell'Unione hanno sofferto in termini di perdita di quote di mercato e di significativa pressione sui prezzi, la cui conseguenza è stata un livello di profitto non sostenibile. Per alcuni prodotti, anche se i produttori si sono ripresi, il grave pregiudizio sembra imminente.

(73)

Nel periodo 2013-2017, le importazioni dei prodotti in esame sono aumentate significativamente e hanno eroso quote di mercato dell'Unione in virtù di livelli dei prezzi inferiori a quelli praticati dai produttori dell'Unione. Infatti, la quota di mercato delle importazioni è cresciuta complessivamente dal 12,2 % al 17,6 %, con i prezzi delle importazioni che sono rimasti sistematicamente inferiori ai prezzi di vendita nell'Unione per ciascun singolo prodotto.

(74)

Il nesso causale tra l'aumento delle importazioni e la situazione dei produttori dell'Unione è stato particolarmente evidente nel periodo 2013-2016, quando si è registrato un picco delle importazioni a basso costo (+ 62 %) e i prezzi dei produttori dell'UE sono scesi del 15 %. Per la categoria 13, il decremento dei prezzi è stato addirittura del 20 %, mentre per le categorie 1 e 3 si è attestato rispettivamente a 19 % e 18 %. In conseguenza di ciò, i produttori dei prodotti simili nell'Unione si sono trovati in perdita oppure di poco sopra al punto di pareggio. Nell'anno 2017 le importazioni sono rimaste elevate e hanno continuato a sottoquotare i prezzi, nonostante un aumento generalizzato dei prezzi. I prezzi nell'UE sono saliti, ma non a sufficienza per alcuni prodotti, che vengono ancora venduti in perdita o con scarso profitto.

(75)

Anche se per alcune categorie di prodotti il profitto si è ripreso, la situazione rimane vulnerabile. Infatti, alla luce dell'andamento degli anni precedenti, queste categorie di prodotti sono particolarmente sensibili alla pressione dei prezzi e l'eventuale ulteriore aumento delle importazioni a bassi prezzi avrebbe ripercussioni negative significative sulla loro situazione.

(76)

In questo contesto si ritiene che le misure restrittive adottate dagli Stati Uniti ai sensi della Sezione 232 del Trade Expansion Act, data la loro portata ed estensione, probabilmente causeranno a breve un grave pregiudizio ai produttori dell'Unione.

(77)

La Commissione conclude quindi provvisoriamente che, in relazione alle 23 categorie di prodotti in esame, sussiste un nesso causale tra l'aumento delle importazioni, la pressione sul prezzo del mercato dell'acciaio nell'Unione e la minaccia di un grave pregiudizio per i produttori dell'Unione.

2.   Altri fattori noti

(78)

Al fine di accertarsi che il grave pregiudizio non sia attribuibile a fattori diversi dall'incremento delle importazioni, la Commissione ha eseguito un'analisi preliminare per stabilire se gli altri fattori possano aver contribuito al grave pregiudizio subito dai produttori dell'Unione.

(79)

Si è riscontrato che un contributo è stato dato dalla sovraccapacità globale, nel senso che questa ha alimentato le importazioni a basso costo verso l'Unione. Il consumo di prodotti siderurgici in esame è cresciuto e non ha quindi potuto indebolire il nesso causale.

(80)

La Commissione ha anche valutato l'attribuzione del grave pregiudizio alle importazioni dei prodotti in esame da paesi membri dello Spazio economico europeo (SEE). Per effetto dell'accordo sul SEE tra l'Unione e i suoi Stati membri, da una parte, e i membri del SEE (Norvegia, Islanda e Liechtenstein), dall'altra, l'Unione ha creato una stretta integrazione economica con i mercati dei paesi del SEE, nonché con le industrie dei prodotti in esame. L'industria in questi mercati è matura e satura, pertanto si ritiene che l'esclusione di prodotti provenienti da paesi membri del SEE dalle misure di salvaguardia avrà un impatto minimo, se non inesistente, sui livelli delle importazioni dei prodotti. Infatti, benché le importazioni da questi paesi abbiano effettivamente contribuito per alcune categorie di prodotti a un incremento delle importazioni (complessivamente le importazioni da questi prodotti mostrano un incremento di circa il 9 %), la quota di queste importazioni sul totale delle importazioni è limitata (la quota SEE delle importazioni si aggira intorno all'1,5 %, con una corrispondente quota di mercato dello 0,3 % in totale). Inoltre i paesi membri del SEE sono tradizionalmente fornitori minori dei prodotti in esame verso gli Stati Uniti: si è quindi stabilito in via preliminare che il rischio di diversione degli scambi sia contenuto. Tenuto conto quindi dei volumi storicamente contenuti di forniture verso gli Stati Uniti, della maturità dell'industria nei mercati SEE e del rischio contenuto di diversione degli scambi che ne deriva, la Commissione ritiene che le importazioni dei prodotti in esame da paesi membri del SEE possa avere eventualmente contribuito in modo solo marginale, se non nullo. alla minaccia di grave pregiudizio.

(81)

Per questo motivo la Commissione non ha individuato altri fattori che potrebbero affievolire il nesso causale tra l'incremento delle importazioni e il grave pregiudizio subito dai produttori dell'Unione. Ciononostante, nella restante parte dell'inchiesta si procederà a un esame più approfondito di tutti gli altri fattori che hanno o potrebbero avere contribuito al pregiudizio.

VIII.   SITUAZIONE CRITICA

(82)

Come indicato sopra, i produttori di acciaio dell'Unione si trovano in generale in una situazione di minaccia di grave pregiudizio imminente. Per alcune singole categorie di prodotti, vi sono già elementi indicativi di un grave pregiudizio. Un ulteriore aumento delle importazioni probabilmente avrà effetti negativi significativi sulla situazione economica dell'industria nel suo insieme.

(83)

La Commissione ha valutato se sussistono circostanze critiche tali per cui un ritardo causerebbe un danno difficilmente riparabile. In particolare ha valutato se le importazioni hanno continuato ad aumentare nell'ultimo periodo.

(84)

Sulla base di un confronto tra le importazioni di prodotti siderurgici nel primo trimestre 2018 e nel primo trimestre 2017, è evidente che per 18 categorie di prodotti su 23 le importazioni sono aumentate del 26 %. Questo incremento delle importazioni è significativamente più rilevante rispetto a quello registrato nel periodo 2016-2017, che era intorno al 2 %.

(85)

Le tariffe del 25 % sui prodotti siderurgici previste dalla Sezione 232 sono state introdotte il 23 marzo 2018. Nella presente fase non è possibile valutare la piena portata delle misure statunitensi in termini di diversione degli scambi. L'aumento delle importazioni verso l'Unione nel primo trimestre 2018 potrebbe essere interpretato però come un'anticipazione dei loro effetti e quindi potrebbe rappresentare una buona indicazione di quale potrebbe essere il futuro sviluppo delle importazioni dell'Unione dopo l'istituzione delle misure statunitensi.

(86)

Il 30 maggio 2018 gli Stati Uniti hanno inoltre deciso che le misure adottate ai sensi della Sezione 232 sarebbero state applicate nei confronti dell'Unione, del Messico e del Canada. La Commissione ritiene che questo costituisca un ulteriore elemento critico perché non solo limiterebbe le esportazioni dell'Unione ma accrescerebbe anche il rischio di diversione degli scambi degli altri due importanti paesi produttori di acciaio.

(87)

Data la vulnerabilità dell'industria, e alla luce della recentissima crescita delle importazioni, un ulteriore eccesso di offerta di prodotti siderurgici sul mercato dell'Unione, e la conseguente pressione su prezzi, avrebbe certamente delle ripercussioni gravi sulla situazione dei produttori dell'Unione.

(88)

Pertanto la Commissione ritiene che, alla luce del rischio concreto di diversione degli scambi e di ulteriore limitazione delle importazioni verso gli Stati Uniti di importanti paesi produttori di acciaio, sussistano delle circostanze critiche in presenza delle quali il ritardo nell'adozione di misure di salvaguardia provvisorie potrebbe causare un danno difficilmente riparabile. La Commissione conclude quindi che occorra adottare senza indugio misure di salvaguardia provvisorie.

IX.   INTERESSE DELL'UNIONE

(89)

Ai sensi dell'articolo 16 del regolamento 2015/478, è stato valutato se, nonostante la determinazione provvisoria di minaccia di grave pregiudizio, sussistono motivi impellenti per concludere che non sia nell'interesse dell'Unione adottare misure provvisorie nello specifico caso. L'analisi dell'interesse dell'Unione è stata fondata sulla valutazione di tutti i differenti interessi coinvolti, compresi quelli dei produttori, degli importatori e degli utilizzatori dell'Unione.

(90)

L'industria dell'Unione è composta da circa 40 produttori, ubicati in molti Stati membri differenti, che nel periodo 2013-2017 davano lavoro direttamente a oltre 180 000 persone in relazione ai 25 prodotti in esame. È stato accertato che l'industria dell'Unione si trova di fronte alla minaccia di un grave pregiudizio causato dall'aumento delle importazioni. Si ricorda che l'industria dell'Unione non ha beneficiato dell'aumento dei consumi e che la sua situazione economica rimane fragile e vulnerabile a un ulteriore incremento delle importazioni. L'importanza strategica dell'industria siderurgica è riconosciuta da tempo (14). È nell'interesse dell'Unione avere un'impresa siderurgica sana e competitiva. È evidente che in assenza di misure, sia i prezzi sia le quote di mercato dei produttori dell'Unione continueranno a calare, causando un taglio della produzione, un aumento delle perdite finanziarie e una perdita di occupazione, sia nell'industria siderurgica sia nei settori collegati. L'istituzione di misure di salvaguardia provvisorie porrà un rimedio provvisorio al grave pregiudizio e faciliterà l'adeguamento da parte dell'industria dell'Unione.

(91)

Gli utilizzatori e gli importatori in generale cercano il prezzo più basso possibile per l'acciaio ed è evidente che, in assenza di misure, i prezzi sarebbero più bassi. Tuttavia, è anche nel loro interesse avere un'industria siderurgica competitiva e vitale, in grado di far fronte alle loro future esigenze.

(92)

In questo contesto, diverse parti interessate all'inchiesta hanno sostenuto che non sarebbe nell'interesse dell'Unione istituire misure di salvaguardia provvisorie. Esse sostengono che le misure comporterebbero quasi certamente una carenza nell'approvvigionamento e metterebbero quindi l'industria dell'Unione in una posizione contrattuale più forte per esercitare pressione sui prezzi. Tali parti interessate hanno inoltre sostenuto che le fonti di approvvigionamento sono già limitate dall'istituzione di misure antidumping e antisovvenzioni e che i prodotti non disponibili presso i produttori dell'Unione, o non in quantità sufficienti o con le opportune specifiche tecniche, devono essere esclusi dalle misure di salvaguardia.

(93)

Per poter trovare il giusto equilibrio tra i diversi legittimi interessi e poiché la minaccia di grave pregiudizio è collegata principalmente, nel caso in questione, all'esistenza della diversione degli scambi, la Commissione ritiene che la forma delle misure di salvaguardia dovrebbe preservare i livelli storici delle importazioni, e che solo le importazioni eccedenti rispetto a questi livelli debbano essere assoggettate a tali misure. A questo riguardo, un sistema di contingenti tariffari che non ostacoli i flussi storici degli scambi garantisce che le misure di salvaguardia siano compatibili con l'interesse dell'Unione. Questa forma di intervento eviterebbe le conseguenze negative della diversione degli scambi per l'industria dell'Unione, preservando al contempo le tradizionali fonti di approvvigionamento e una concorrenza effettiva sul mercato dell'acciaio.

(94)

In queste circostanze la Commissione ritiene che il rischio che le misure adottate causino un'insufficienza dell'offerta o un aumento dei prezzi non sia significativo. Analogamente, la richiesta di escludere dalle misure di salvaguardia alcune specifiche categorie di prodotti non disponibili da produttori dell'Unione o non disponibili in quantità sufficienti o con le opportune specifiche tecniche, dovrebbe essere respinta, perché i flussi storici degli scambi verranno garantiti.

(95)

Pertanto, in definitiva, la Commissione conclude provvisoriamente che l'interesse dell'Unione richiede l'adozione di misure di salvaguardia provvisorie sotto la specifica forma di un aumento delle tariffe che si applicherà alle eccedenze rispetto ai flussi storici degli scambi, per singole categorie di prodotti.

X.   CONCLUSIONE E ADOZIONE DI MISURE PROVVISORIE

1.   Adozione di misure provvisorie

(96)

Si è concluso in via preliminare che l'industria siderurgica dell'Unione si trova in una situazione di minaccia di grave pregiudizio per le 23 categorie di prodotti in esame e che nel futuro prevedibile questa situazione potrebbe tradursi in un concreto pregiudizio grave. Date le circostanze critiche, si ritiene che occorra adottare misure di salvaguardia provvisorie prima della conclusione dell'inchiesta in corso, per prevenire un danno difficilmente riparabile all'industria siderurgica dell'UE.

2.   Forma e livello delle misure

(97)

Per la scelta della forma opportuna delle misure, la Commissione ha valutato i tre seguenti elementi. In primo luogo, è probabile che si concretizzi un grave pregiudizio all'intera industria siderurgica dell'Unione causato dalla diversione delle esportazioni di acciaio dagli Stati Uniti verso l'UE per effetto delle misure adottate ai sensi della Sezione 232. In secondo luogo si ritiene opportuno mantenere l'apertura del mercato dell'Unione e preservare il flusso storico delle importazioni. Infatti, in sostanza si ritiene che solo l'eccedenza delle importazioni rispetto ai flussi storici costituisca la maggiore minaccia per la situazione dell'industria siderurgica. Infine, in conformità dell'articolo 7, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2015/478 e degli obblighi internazionali dell'Unione, in particolare l'articolo 6 dell'accordo dell'OMC sulle misure di salvaguardia, le misure provvisorie dovrebbero assumere la forma di misure tariffarie.

(98)

Sulla base di quanto precede la Commissione ritiene, come menzionato nel considerando 93, che le misure di salvaguardia provvisorie dovrebbero assumere la forma di un sistema di contingenti tariffari oltre i quali sarà dovuto un dazio supplementare. Al fine di garantire l'accesso al mercato dell'Unione a tutti i fornitori storici, questi contingenti tariffari dovrebbero essere basati sulla media delle importazioni annue negli anni 2015, 2016 e 2017. Poiché i contingenti tariffari saranno operativi per 200 giorni di calendario, i contingenti dovrebbero essere fissati in proporzione al valore per l'anno intero.

(99)

I dazi aggiuntivi al di là del contingente devono essere fissati a un livello coerente con l'obiettivo di prevenire un grave pregiudizio all'industria dell'Unione. Viste le conclusioni sulla minaccia di grave pregiudizio e il fatto che il grave pregiudizio non si è ancora realizzato in termini generali, la Commissione ritiene che non sembri opportuno calcolare un margine di pregiudizio sulla base del prezzo medio non pregiudizievole costruito per tonnellata dei prodotti dell'industria dell'Unione nel periodo più recente.

(100)

In queste circostanze la Commissione ritiene invece più opportuno adottare un approccio prospettivo per valutare l'ammontare del dazio necessario a evitare che si realizzino importazioni eccedenti rispetto ai flussi storici degli scambi e che causino un grave pregiudizio all'industria dell'Unione una volta raggiunto il livello del contingente.

(101)

A questo proposito, l'industria dell'Unione ha presentato due metodologie complementari per calcolare una tariffa che abbia sufficiente effetto deterrente, che la Commissione giudica adeguate a tale scopo: la prima è un modello a equilibro parziale del mercato siderurgico dell'Unione, mentre la seconda calcola i margini di contribuzione per i prodotti siderurgici.

(102)

Un modello a equilibrio parziale è un insieme di equazioni della domanda e dell'offerta che si concentra su una parte dell'economia e applica al resto dell'economia la presunzione «ceteris paribus». Il modello presume inoltre che gli effetti macroeconomici dello scenario analizzato non siano sufficientemente ampi per influenzare gli aggregati macroeconomici, come il livello complessivo dei salari nell'economia.

(103)

Il modello proposto dall'industria dell'Unione si basa su un codice pubblicamente disponibile programmato e risolto in un software a foglio di calcolo. I modelli a equilibrio parziale rappresentano più in generale uno strumento ordinario per l'analisi delle politiche commerciali da parte delle autorità inquirenti, compresa la Commissione.

(104)

Il modello, come la maggior parte degli altri, applica la cosiddetta ipotesi di Armington, secondo la quale i prodotti provenienti da origini diverse sono sostituti imperfetti. Il modello guarda al solo mercato dell'Unione utilizzando una funzione ciascuna per l'offerta interna dell'Unione, l'offerta di importazioni dai paesi soggetti alle salvaguardie e l'offerta di importazioni dai paesi esenti dalle salvaguardie. Infine, utilizza una funzione per la domanda dell'Unione che risponde al livello complessivo dei prezzi per determinare la domanda di acciaio a livello aggregato, e la distribuisce secondo i relativi prezzi sulle tre fonti di offerta indicate. Quest'ultimo processo è regolato dalle cosiddette elasticità di Armington, ovvero parametri economici che rappresentano l'elasticità della sostituzione tra prodotti provenienti da differenti paesi che si distinguono per tipologia e mercato.

(105)

I dati del modello provengono da EUROFER ed Eurostat. Le elasticità di Armington e le elasticità dell'offerta e della domanda provengono da fonti consolidate come l'ITC degli Stati Uniti e il Global Trade Analysis Project («GTAP»). Coerentemente con queste fonti, l'elasticità di Armington è fissata a 3,75, l'elasticità della domanda a – 0,5 e le tre elasticità dell'offerta a 4.

(106)

Essendo un modello con un unico paese, occorre effettuare alcune ipotesi esplicite e implicite, in particolare per quanto concerne il mercato dell'acciaio statunitense e l'impatto delle misure istituite ai sensi della Sezione 232.

(107)

In primo luogo si presume che queste misure riusciranno a escludere dal mercato statunitense le attuali esportazioni dei paesi sottoposti alle misure adottate ai sensi della Sezione 232. Nel passaggio successivo, viene calcolata la proporzione di queste esportazioni escluse che verranno dirottate verso il mercato dell'UE per ogni paese produttore che attualmente esporta verso gli Stati Uniti, secondo una metodologia che considera e pondera quattro differenti criteri: distanza dall'Unione, disponibilità nella rispettiva regione di paesi in grado di assorbire le esportazioni sviate, presenza di paesi nella regione con significativa sovraccapacità e presenza nel paese di misure di difesa commerciale. Secondo questo calcolo, il 72 % delle attuali importazioni statunitensi di acciaio verranno dirottate verso il mercato dell'UE, cifra che corrisponde al 55 % delle importazioni totali di acciaio dell'Unione nel 2017. Si presume inoltre che queste importazioni addizionali dislocheranno un'uguale produzione dell'Unione.

(108)

Il modello viene specificato con i parametri indicati sopra e i dati di mercato corretti per le ipotesi fatte nei due precedenti considerando. Il modello viene quindi risolto sperimentando diversi livelli di tariffa di salvaguardia fuori contingente per l'Unione. I risultati del modello prevedono che una tariffa del 25 % dovrebbe consentire livelli di importazioni di circa il 19 % superiori rispetto al periodo di riferimento 2015-2017. Una tariffa del 32 % consentirebbe ancora il 10 % di importazioni in più rispetto al periodo di riferimento. Una tariffa del 41 % riporterebbe invece le importazioni al livello 2015-2017.

(109)

I risultati del modello macroeconomico di scambi vengono completati da una serie di simulazioni microeconomiche dei margini di contribuzione tipici per 12 differenti categorie di prodotti in esame. L'ipotesi che sottostà all'analisi è che in caso di abbassamento dei prezzi i produttori continuerebbero a usare a pieno la loro capacità e ad esportare verso l'Unione fintanto che i costi variabili sono coperti. Il margine tra il prezzo di vendita e i costi variabili è detto «margine di contribuzione». In altre parole, un produttore continuerebbe a produrre fintanto che il margine di contribuzione non diventa negativo. L'analisi determina, per ciascuna delle dodici categorie di prodotti in esame, il prezzo sbarcato nell'Unione al quale il margine di contribuzione per gli esportatori verso l'UE sarebbe completamente esaurito. Il differenziale tra questo prezzo e il prezzo interno non pregiudizievole sul mercato dell'Unione dovrebbe essere quindi l'aliquota fuori contingente necessaria a garantire un livello dei prezzi non pregiudizievole sul mercato dell'Unione.

(110)

L'analisi fa uso di un paniere di prezzi delle materie prime basato sugli indici pubblici di Metal Bulletin, del costo variabile delle imprese cinesi ricavato dalla banca dati CRU e dei costi di trasporto presunti di $60/tonnellata tra la Cina e l'UE, considerata una stima prudente. Conclude che i margini di contribuzione e quindi le necessarie aliquote fuori contingente deterrenti dovrebbero essere nell'intervallo 19-45 %, con una mediana del 34 %, che confermerebbe sostanzialmente l'ordine di grandezza delle aliquote fuori contingente individuato dal modello a equilibrio parziale.

(111)

Sulla base di quanto precede, la Commissione ha stabilito in via preliminare che un'aliquota fuori contingente provvisoria del 25 % dovrebbe essere sufficiente a prevenire l'occorrenza di un grave pregiudizio. Questa aliquota, inferiore rispetto a quella del 32 % ricavata dal modello per garantire gli scambi storici più un aumento del 10 % dei flussi di importazione, rappresenta un approccio prudente, che tiene conto dell'interesse dell'Unione, in attesa anche delle osservazioni delle parti interessate a seguito dell'adozione delle misure provvisorie e di uno studio più approfondito sull'evoluzione delle importazioni prima dell'istituzione delle misure definitive.

3.   Gestione dei contingenti

(112)

Il modo migliore per garantire un uso ottimale dei contingenti tariffari è assegnarli secondo l'ordine cronologico delle date di accettazione delle dichiarazioni di immissione in libera pratica, come previsto dal regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447 della Commissione (15). A tutti gli importatori dell'Unione deve essere garantito un pari e continuo accesso ai contingenti. Questo metodo di gestione richiede una stretta collaborazione tra gli Stati membri e la Commissione.

(113)

L'ammissibilità delle merci importate da paesi in via di sviluppo da escludere dai contingenti tariffari dipende dall'origine delle merci. Occorre quindi applicare i criteri di determinazione dell'origine non preferenziale attualmente in vigore nell'Unione.

(114)

Ai fini delle misure provvisorie, per consentire di mantenere i flussi storici degli scambi, verrà determinato un contingente specifico per ciascuna categoria di prodotti per la quale il regolamento istituisce misure provvisorie, indipendentemente dal paese di origine. La restante parte dell'inchiesta stabilirà se sia opportuna un'assegnazione del contingente per paese esportatore al fine di assicurare i flussi storici degli scambi da questi paesi, tenuto conto dell'impatto delle misure provvisorie. In particolare la Commissione dovrà valutare il possibile effetto delle misure antidumping e antisovvenzioni attualmente in vigore sull'assegnazione e sull'uso di un contingente per paese.

4.   Misure antidumping e antisovvenzioni applicabili

(115)

Una volta raggiunto il contingente in franchigia doganale si applicheranno le misure di salvaguardia.

(116)

Diverse parti interessate hanno sostenuto che l'abbinamento delle misure antidumping e compensative già istituite su molte categorie di prodotti con le misure di salvaguardia sulle stesse importazioni comporterebbe un onere indesiderato su determinati produttori esportatori che intendono esportare verso l'UE, con il possibile effetto di negare loro l'accesso al mercato dell'Unione.

(117)

In effetti, per 12 categorie di prodotti siderurgici oggetto delle misure di salvaguardia provvisorie attuali, alcuni paesi di origine sono attualmente soggetti a dazi antidumping e compensativi. È quindi necessario valutare se il cumulo di queste misure con le misure di salvaguardia non produca un effetto maggiore del voluto (16). Allo scopo di evitare l'istituzione di «doppie misure correttive», al superamento del contingente tariffario il livello degli attuali dazi antidumping e compensativi verrà sospeso o ridotto, per assicurare che l'effetto combinato di queste misure non sia superiore al maggiore tra i dazi di salvaguardia o i dazi antidumping/compensativi in vigore.

5.   Durata

(118)

Le misure provvisorie dovrebbero applicarsi per 200 giorni di calendario dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.

XI.   ESCLUSIONE DI ALCUNI PAESI DAL CAMPO DI APPLICAZIONE DELLE MISURE PROVVISORIE

(119)

In conformità dell'articolo 18 del regolamento (UE) 2015/478 e in osservanza degli obblighi internazionali dell'Unione, le misure provvisorie non si applicano ai prodotti originari di un paese in via di sviluppo finché la quota di importazioni di quel prodotto nell'Unione è inferiore al 3 %, sempre che i paesi in via di sviluppo membri dell'OMC la cui quota nelle importazioni unionali è inferiore al 3 % non forniscano tutti insieme oltre il 9 % del totale delle importazioni del prodotto in questione nell'Unione.

(120)

La determinazione preliminare della Commissione mostra che le categorie di prodotti in esame originari di determinati paesi in via di sviluppo soddisfano i requisiti per beneficiare della suddetta deroga. L'allegato IV (Elenco di prodotti originari di paesi in via di sviluppo a cui si applicano le misure provvisorie) specifica i paesi in via di sviluppo ai fini del presente regolamento. Per ciascuna delle 23 categorie di prodotti, esso specifica anche i paesi in via di sviluppo a cui si applicano le misure provvisorie. La Commissione ritiene opportuno in questa fase calcolare il volume delle importazioni provenienti dai paesi in via di sviluppo per singola categoria di prodotti, dato che anche il contingente tariffario è stabilito in riferimento ai flussi storici degli scambi per ciascuna singola categoria. Questa procedura lascia impregiudicate decisioni future volte a determinare se un paese possa essere considerato in via di sviluppo.

(121)

Come indicato nel considerando 80, alla luce della stretta integrazione dei mercati con i membri del SEE, dei numeri complessivi delle importazioni da questi paesi, e del basso rischio di diversione degli scambi, la Commissione ritiene che i prodotti in esame provenienti da Norvegia, Islanda e Liechtenstein debbano essere esclusi dal presente regolamento,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

1.   Sono aperti contingenti tariffari in relazione alle importazioni nell'Unione di ciascuna delle 23 categorie di prodotti elencate nell'allegato I, per un periodo di 200 giorni dall'entrata in vigore del presente regolamento.

2.   I contingenti tariffari sono specificati nell'allegato V (definiti in riferimento ai relativi codici NC).

3.   Se il contingente tariffario pertinente è esaurito o se le importazioni delle categorie di prodotti non beneficiano del contingente tariffario pertinente, è riscosso un dazio supplementare del 25 %. Il dazio supplementare è applicato al valore doganale dei prodotti importati.

Articolo 2

1.   L'origine dei prodotti cui si applica il presente regolamento è determinata in conformità delle disposizioni in vigore nell'Unione in materia di origine non preferenziale.

2.   Salvo diversa indicazione sono applicate le disposizioni pertinenti in vigore in materia di dazi doganali.

Articolo 3

I contingenti tariffari sono gestiti dalla Commissione e dagli Stati membri in conformità del sistema di gestione dei contingenti tariffari di cui agli articoli da 49 a 54 del regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447 della Commissione.

Articolo 4

Le importazioni di categorie di prodotti di cui all'articolo 1 già in transito verso l'Unione alla data di entrata in vigore del presente regolamento e di cui non è possibile modificare la destinazione non sono assegnate ai contingenti tariffari e non sono soggette al dazio supplementare di cui all'articolo 1, e possono essere immesse in libera pratica.

Articolo 5

Gli Stati membri e la Commissione collaborano strettamente per garantire il rispetto del presente regolamento.

Articolo 6

1.   Fatto salvo il paragrafo 2, le importazioni delle 23 categorie di prodotti di cui all'allegato I originarie di uno dei paesi in via di sviluppo, come specificato nell'allegato IV, non sono soggette né ai contingenti tariffari né al dazio supplementare di cui all'articolo 1.

2.   Per ciascuna delle 23 categorie di prodotti, l'allegato IV specifica i paesi di origine in via di sviluppo soggetti alle misure di cui all'articolo 1.

Articolo 7

I prodotti provenienti da Norvegia, Islanda e Liechtenstein non sono soggetti alle misure di cui all'articolo 1.

Articolo 8

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 17 luglio 2018

Per la Commissione

Il presidente

Jean-Claude JUNCKER


(1)  GU L 83 del 27.3.2015, pag. 16.

(2)  GU L 123 del 19.5.2015, pag. 33.

(3)  GU C 111 del 26.3.2018, pag. 29.

(4)  GU C 225 del 28.6.2018, pag. 54.

(5)  Le misure di sorveglianza preventiva sono state adottate nell'aprile 2018 con il regolamento di esecuzione (UE) 2016/670 della Commissione, del 28 aprile 2016, che introduce una vigilanza unionale preventiva sulle importazioni di determinati prodotti siderurgici originari di alcuni paesi terzi (GU L 115 del 29.4.2016, pag. 37).

(6)  GU C 225 del 28.6.2018, pag. 54.

(7)  Causa n. COMP/ECSC.1351 Usinor/Arbed/Aceralia e causa n. COMP/M.4137, Mittal/Arcelor.

(8)  In particolare si vedano la sezione IV e la sezione VI 1 e 2.

(9)  Cfr. rapporti dell'83o e 84o Comitato OCSE per l'acciaio, disponibili all'indirizzo http://www.oecd.org/sti/ind/steel.htm.

(10)  Come sopra, 83o rapporto.

(11)  Comunicato stampa del segretario statunitense Wilbur Ross, dipartimento del Commercio, https://www.commerce.gov/news/press-releases/2018/02/secretary-ross-releases-steel-and-aluminum-232-reports-coordination.

(12)  Rapporto del dipartimento del Commercio degli Stati Uniti secondo la Sezione 232, https://www.commerce.gov/sites/commerce.gov/files/the_effect_of_imports_of_steel_on_the_national_security_-_with_redactions_-_20180111.pdf.

(13)  Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo, al Comitato delle regioni e alla Banca europea per gli investimenti: «Acciaio: mantenere occupazione sostenibile e crescita in Europa», COM(2016)155 final, 16.3.2016.

(14)  Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo, al Comitato delle regioni e alla Banca europea per gli investimenti del 16/3/2016: «Acciaio: mantenere occupazione sostenibile e crescita in Europa», COM(2016)155 final.

(15)  Regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447 della Commissione, del 24 novembre 2015, recante modalità di applicazione di talune disposizioni del regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il codice doganale dell'Unione, GU L 343 del 29.12.2015, pag. 558.

(16)  Regolamento (UE) 2015/477 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 marzo 2015, relativo alle misure che l'Unione può adottare in merito all'effetto combinato dei dazi antidumping/compensativi e delle misure di salvaguardia, GU L 83 del 27.3.2015, pag. 11.


ALLEGATO I – Prodotti in esame

Numero di prodotto

Categoria di prodotto

Codici NC

1

Fogli e nastri laminati a caldo di acciai non legati e di altri acciai legati

7208 10 00 , 7208 25 00 , 7208 26 00 , 7208 27 00 , 7208 36 00 , 7208 37 00 , 7208 38 00 , 7208 39 00 , 7208 40 00 , 7208 52 10 , 7208 52 99 , 7208 53 10 , 7208 53 90 , 7208 54 00 , 7211 13 00 , 7211 14 00 , 7211 19 00 , 7212 60 00 , 7225 19 10 , 7225 30 10 , 7225 30 30 , 7225 30 90 , 7225 40 15 , 7225 40 90 , 7226 19 10 , 7226 91 20 , 7226 91 91 , 7226 91 99

2

Fogli laminati a freddo di acciai non legati e di altri acciai legati

7209 15 00 , 7209 16 90 , 7209 17 90 , 7209 18 91 , 7209 25 00 , 7209 26 90 , 7209 27 90 , 7209 28 90 , 7209 90 20 , 7209 90 80 , 7211 23 20 , 7211 23 30 , 7211 23 80 , 7211 29 00 , 7211 90 20 , 7211 90 80 , 7225 50 20 , 7225 50 80 , 7225 99 00 , 7226 20 00 , 7226 92 00

3

Lamiere magnetiche (escluse le lamiere magnetiche a grani orientati GOES)

7209 16 10 , 7209 17 10 , 7209 18 10 , 7209 26 10 , 7209 27 10 , 7209 28 10 , 7225 19 90 , 7226 19 80

4

Fogli rivestiti di metallo

7210 20 00 , 7210 30 00 , 7210 41 00 , 7210 49 00 , 7210 61 00 , 7210 69 00 , 7210 90 80 , 7212 20 00 , 7212 30 00 , 7212 50 20 , 7212 50 30 , 7212 50 40 , 7212 50 61 , 7212 50 69 , 7212 50 90 , 7225 91 00 , 7225 92 00 , 7226 99 10 , 7226 99 30 , 7226 99 70

5

Fogli a rivestimento organico

7210 70 80 , 7212 40 80

6

Prodotti stagnati

7209 18 99 , 7210 11 00 , 7210 12 20 , 7210 12 80 , 7210 50 00 , 7210 70 10 , 7210 90 40 , 7212 10 10 , 7212 10 90 , 7212 40 20

7

Lamiere quarto di acciai non legati e di altri acciai legati

7208 51 20 , 7208 51 91 , 7208 51 98 , 7208 52 91 , 7208 90 20 , 7208 90 80 , 7210 90 30 , 7225 40 12 , 7225 40 40 , 7225 40 60

8

Fogli e nastri laminati a caldo di acciai inossidabili

7219 11 00 , 7219 12 10 , 7219 12 90 , 7219 13 10 , 7219 13 90 , 7219 14 10 , 7219 14 90 , 7219 22 10 , 7219 22 90 , 7219 23 00 , 7219 24 00 , 7220 11 00 , 7220 12 00

9

Fogli e nastri laminati a freddo di acciai inossidabili

7219 31 00 , 7219 32 10 , 7219 32 90 , 7219 33 10 , 7219 33 90 , 7219 34 10 , 7219 34 90 , 7219 35 10 , 7219 35 90 , 7219 90 20 , 7219 90 80 , 7220 20 21 , 7220 20 29 , 7220 20 41 , 7220 20 49 , 7220 20 81 , 7220 20 89 , 7220 90 20 , 7220 90 80

12

Profilati leggeri e laminati mercantili di acciai non legati e di altri acciai legati

7214 30 00 , 7214 91 10 , 7214 91 90 , 7214 99 31 , 7214 99 39 , 7214 99 50 , 7214 99 71 , 7214 99 79 , 7214 99 95 , 7215 90 00 , 7216 10 00 , 7216 21 00 , 7216 22 00 , 7216 40 10 , 7216 40 90 , 7216 50 10 , 7216 50 91 , 7216 50 99 , 7216 99 00 , 7228 10 20 , 7228 20 10 , 7228 20 91 , 7228 30 20 , 7228 30 41 , 7228 30 49 , 7228 30 61 , 7228 30 69 , 7228 30 70 , 7228 30 89 , 7228 60 20 , 7228 60 80 , 7228 70 10 , 7228 70 90 , 7228 80 00

13

Barre di rinforzo

7214 20 00 , 7214 99 10

14

Profilati leggeri e barre di acciai inossidabili

7222 11 11 , 7222 11 19 , 7222 11 81 , 7222 11 89 , 7222 19 10 , 7222 19 90 , 7222 20 11 , 7222 20 19 , 7222 20 21 , 7222 20 29 , 7222 20 31 , 7222 20 39 , 7222 20 81 , 7222 20 89 , 7222 30 51 , 7222 30 91 , 7222 30 97 , 7222 40 10 , 7222 40 50 , 7222 40 90

15

Vergelle di acciai inossidabili

7221 00 10 , 7221 00 90

16

Vergelle di acciai non legati e di altri acciai legati

7213 10 00 , 7213 20 00 , 7213 91 10 , 7213 91 20 , 7213 91 41 , 7213 91 49 , 7213 91 70 , 7213 91 90 , 7213 99 10 , 7213 99 90 , 7227 10 00 , 7227 20 00 , 7227 90 10 , 7227 90 50 , 7227 90 95

17

Profilati di ferro o di acciai non legati

7216 31 10 , 7216 31 90 , 7216 32 11 , 7216 32 19 , 7216 32 91 , 7216 32 99 , 7216 33 10 , 7216 33 90

18

Palancole

7301 10 00

20

Tubi gas

7306 30 41 , 7306 30 49 , 7306 30 72 , 7306 30 77

21

Profilati cavi

7306 61 10 , 7306 61 92 , 7306 61 99

22

Tubi di acciai inossidabili senza saldatura

7304 11 00 , 7304 22 00 , 7304 24 00 , 7304 41 00 , 7304 49 10 , 7304 49 93 , 7304 49 95 , 7304 49 99

23

Tubi cuscinetto

7304 51 12 , 7304 51 18 , 7304 59 32 , 7304 59 38

25

Grandi tubi saldati

7305 11 00 , 7305 12 00 , 7305 19 00 , 7305 20 00 , 7305 31 00 , 7305 39 00 , 7305 90 00

26

Altri tubi saldati

7306 11 10 , 7306 11 90 , 7306 19 10 , 7306 19 90 , 7306 21 00 , 7306 29 00 , 7306 30 11 , 7306 30 19 , 7306 30 80 , 7306 40 20 , 7306 40 80 , 7306 50 20 , 7306 50 80 , 7306 69 10 , 7306 69 90 , 7306 90 00

28

Fili di acciai non legati

7217 10 10 , 7217 10 31 , 7217 10 39 , 7217 10 50 , 7217 10 90 , 7217 20 10 , 7217 20 30 , 7217 20 50 , 7217 20 90 , 7217 30 41 , 7217 30 49 , 7217 30 50 , 7217 30 90 , 7217 90 20 , 7217 90 50 , 7217 90 90


ALLEGATO II

II.1 Crescita delle importazioni per le 23 categorie di prodotti (in tonnellate)

Numero di prodotto

Categoria di prodotto

2013

2014

2015

2016

2017

Crescita 2017 rispetto al 2013

1

Fogli e nastri laminati a caldo di acciai non legati e di altri acciai legati

4 814 207

5 212 268

7 807 441

8 574 007

6 991 376

45 %

2

Fogli laminati a freddo di acciai non legati e di altri acciai legati

1 832 159

1 903 092

2 759 877

1 998 437

2 462 471

34 %

3

Lamiere magnetiche (escluse le lamiere magnetiche a grani orientati GOES)

266 559

285 132

280 256

318 496

379 649

42 %

4

Fogli rivestiti di metallo

1 854 963

2 202 856

2 687 715

3 911 752

4 980 452

168 %

5

Fogli a rivestimento organico

681 698

725 296

622 553

730 625

915 248

34 %

6

Prodotti stagnati

552 384

662 861

638 316

756 016

617 567

12 %

7

Lamiere quarto di acciai non legati e di altri acciai legati

1 419 767

1 959 605

2 554 930

2 814 802

2 530 630

78 %

8

Fogli e nastri laminati a caldo di acciai inossidabili

175 836

233 028

269 697

351 075

436 173

148 %

9

Fogli e nastri laminati a freddo di acciai inossidabili

697 457

1 017 613

787 521

843 352

976 108

40 %

12

Profilati leggeri e laminati mercantili di acciai non legati e di altri acciai legati

911 115

1 219 800

1 200 627

1 400 824

1 385 829

52 %

13

Barre di rinforzo

527 008

972 602

1 430 014

1 292 971

1 191 445

126 %

14

Profilati leggeri e barre di acciai inossidabili

113 071

147 453

142 416

147 811

159 577

41 %

15

Vergelle di acciai inossidabili

52 082

71 229

57 627

58 670

62 978

21 %

16

Vergelle di acciai non legati e di altri acciai legati

1 125 730

1 289 953

1 697 912

2 000 967

2 094 274

86 %

17

Profilati di ferro o di acciai non legati

223 669

277 507

268 014

388 041

262 745

17 %

18

Palancole

15 870

16 503

14 051

36 970

85 054

436 %

20

Tubi gas

266 467

340 051

298 103

336 050

380 257

43 %

21

Profilati cavi

461 263

552 874

574 490

725 545

820 667

78 %

22

Tubi di acciai inossidabili senza saldatura

32 581

38 782

39 719

42 510

42 701

31 %

23

Tubi cuscinetto

7 489

9 426

11 944

9 773

8 663

16 %

25

Grandi tubi saldati

286 939

411 273

209 524

159 219

1 044 534

264 %

26

Altri tubi saldati

474 949

491 934

510 548

540 386

571 167

20 %

28

Fili di acciai non legati

573 988

722 719

692 714

736 500

722 633

26 %

II.2 Crescita delle importazioni per le 23 categorie di prodotti (in tonnellate)

Numero di prodotto

Categoria di prodotto

1o trimestre 2017

1o trimestre 2018

Crescita 1o trimestre 2017vs. 1o trimestre 2018

1

Fogli e nastri laminati a caldo di acciai non legati e di altri acciai legati

1 810 764

2 079 408

15 %

2

Fogli laminati a freddo di acciai non legati e di altri acciai legati

679 628

630 459

– 7 %

3

Lamiere magnetiche (escluse le lamiere magnetiche a grani orientati GOES)

80 836

114 451

42 %

4

Fogli rivestiti di metallo

1 482 049

1 190 741

– 20 %

5

Fogli a rivestimento organico

212 209

201 838

– 5 %

6

Prodotti stagnati

146 457

168 583

15 %

7

Lamiere quarto di acciai non legati e di altri acciai legati

676 207

640 176

– 5 %

8

Fogli e nastri laminati a caldo di acciai inossidabili

122 092

107 577

– 12 %

9

Fogli e nastri laminati a freddo di acciai inossidabili

229 981

280 549

22 %

12

Profilati leggeri e laminati mercantili di acciai non legati e di altri acciai legati

319 420

466 154

46 %

13

Barre di rinforzo

210 505

551 316

162 %

14

Profilati leggeri e barre di acciai inossidabili

40 602

49 988

23 %

15

Vergelle di acciai inossidabili

14 956

19 642

31 %

16

Vergelle di acciai non legati e di altri acciai legati

560 863

641 668

14 %

17

Profilati di ferro o di acciai non legati

73 733

139 670

89 %

18

Palancole

19 947

20 326

2 %

20

Tubi gas

94 430

120 512

28 %

21

Profilati cavi

223 618

256 998

15 %

22

Tubi di acciai inossidabili senza saldatura

12 411

12 399

0 %

23

Tubi cuscinetto

1 316

1 498

14 %

25

Grandi tubi saldati

48 791

51 285

5 %

26

Altri tubi saldati

145 059

153 106

6 %

28

Fili di acciai non legati

176 299

202 450

15 %

II.3 Crescita delle importazioni per le 5 categorie di prodotti (in tonnellate)

Numero di prodotto

Categoria di prodotto

2013

2014

2015

2016

2017

Crescita 2017 rispetto al 2013

10

Lamiere quarto laminate a caldo di acciai inossidabili

34 319

40 218

37 542

31 407

32 917

– 4 %

11

Lamiere magnetiche a grani orientati

147 565

160 580

150 047

156 477

121 947

– 17 %

19

Materiale ferroviario

1 376

1 096

1 240

1 521

1 342

– 2 %

24

Altri tubi senza saldatura

456 167

528 245

475 132

464 876

402 600

– 12 %

27

Barre finite a freddo di acciai non legati e di altri acciai legati

456 791

521 976

484 927

459 327

458 310

0 %


ALLEGATO III – Indicatori economici per le 23 categorie di prodotti

Prodotto 1 Fogli e nastri laminati a caldo di acciai non legati e di altri acciai legati

Dati per l'anno civile

2013

2014

2015

2016

2017

Consumo (in tonnellate)

30 225 632

31 095 524

33 121 273

34 158 703

32 768 375

Importazioni

Volume (in tonnellate)

4 814 207

5 212 268

7 807 441

8 574 007

6 991 376

Quota di mercato (in %)

15,9 %

16,8 %

23,6 %

25,1 %

21,3 %

Prezzi unitari (in EUR/tonnellata)

463

442

396

351

492

Situazione dei produttori dell'UE

Utilizzo degli impianti (in %)

75 %

75 %

76 %

75 %

76 %

Produzione (in tonnellate)

76 871 621

77 990 908

77 331 686

77 563 694

79 568 514

Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate)

25 411 425

25 883 256

25 313 832

25 584 696

25 776 999

Quota di mercato (in %)

84,1 %

83,2 %

76,4 %

74,9 %

78,7 %

Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata)

519

493

455

422

556

Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %)

– 1,9 %

0,0 %

– 3,1 %

– 1,0 %

7,8 %

Occupazione (fine periodo)

37 467

35 573

35 038

33 557

34 815

Scorte

2 572 574

2 580 258

2 585 958

2 617 556

2 749 280

Flusso di cassa

448 135 738

1 065 492 450

763 891 666

603 485 811

1 369 472 142

ROCE (in %)

– 3,8 %

1,0 %

– 6,6 %

– 1,0 %

7,7 %


Confronto dei prezzi per il 2017

 

Sottoquotazione dei prezzi

11,5 %

Prodotto 2 Fogli laminati a freddo di acciai non legati e di altri acciai legati

Dati per l'anno civile

2013

2014

2015

2016

2017

Consumo (in tonnellate)

9 772 904

9 728 449

10 353 391

9 849 904

10 085 487

Importazioni

Volume (in tonnellate)

1 832 159

1 903 092

2 759 877

1 998 437

2 462 471

Quota di mercato (in %)

18,7 %

19,6 %

26,7 %

20,3 %

24,4 %

Prezzi unitari (in EUR/tonnellata)

566

546

485

474

606

Situazione dei produttori dell'UE

Utilizzo degli impianti (in %)

71 %

75 %

75 %

75 %

77 %

Produzione (in tonnellate)

40 855 196

41 632 189

41 639 946

41 738 974

42 811 283

Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate)

7 920 370

7 805 648

7 570 764

7 829 002

7 602 288

Quota di mercato (in %)

81,0 %

80,2 %

73,1 %

79,5 %

75,4 %

Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata)

588

558

522

495

633

Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %)

– 4,4 %

– 2,8 %

– 3,0 %

0,6 %

9,8 %

Occupazione (fine periodo)

12 690

11 973

11 550

11 230

11 264

Scorte

1 078 838

1 052 246

1 064 061

1 054 347

1 093 798

Flusso di cassa

200 559 843

413 849 620

324 264 435

454 766 919

375 807 983

ROCE (in %)

– 8,0 %

– 2,4 %

– 12,8 %

– 3,1 %

4,0 %


Confronto dei prezzi per il 2017

 

Sottoquotazione dei prezzi

4,3 %

Prodotto 3 Lamiere magnetiche (escluse le lamiere magnetiche a grani orientati GOES)

Dati per l'anno civile

2013

2014

2015

2016

2017

Consumo (in tonnellate)

1 267 827

1 287 448

1 223 892

1 255 417

1 350 354

Importazioni

Volume (in tonnellate)

266 559

285 132

280 256

318 496

379 649

Quota di mercato (in %)

21,0 %

22,1 %

22,9 %

25,4 %

28,1 %

Prezzi unitari (in EUR/tonnellata)

648

617

578

502

642

Situazione dei produttori dell'UE

Utilizzo degli impianti (in %)

87 %

80 %

80 %

82 %

81 %

Produzione (in tonnellate)

1 080 894

1 110 013

1 052 273

1 032 560

1 114 309

Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate)

1 001 268

1 002 316

943 636

936 553

969 977

Quota di mercato (in %)

79,0 %

77,9 %

77,1 %

74,6 %

71,8 %

Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata)

705

657

606

576

699

Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %)

– 8,9 %

– 8,1 %

– 13,0 %

– 14,3 %

– 3,2 %

Occupazione (fine periodo)

1 522

1 707

2 087

2 069

2 065

Scorte

45 680

136 605

142 998

125 466

148 259

Flusso di cassa

110 221 498

213 556 132

127 226 053

131 151 436

– 89 295 095

ROCE (in %)

– 18,3 %

– 11,7 %

– 38,3 %

– 17,9 %

– 3,4 %


Confronto dei prezzi per il 2017

 

Sottoquotazione dei prezzi

8,1 %

Prodotto 4 Fogli rivestiti di metallo

Dati per l'anno civile

2013

2014

2015

2016

2017

Consumo (in tonnellate)

23 229 673

24 289 751

25 840 225

27 439 848

28 231 862

Importazioni

Volume (in tonnellate)

1 854 963

2 202 856

2 687 715

3 911 752

4 980 452

Quota di mercato (in %)

8,0 %

9,1 %

10,4 %

14,3 %

17,6 %

Prezzi unitari (in EUR/tonnellata)

679

657

615

530

662

Situazione dei produttori dell'UE

Utilizzo degli impianti (in %)

78 %

82 %

84 %

86 %

84 %

Produzione (in tonnellate)

27 930 059

29 517 243

29 875 495

29 905 847

30 450 568

Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate)

21 344 052

22 056 052

23 118 423

23 490 212

23 218 040

Quota di mercato (in %)

91,9 %

90,8 %

89,5 %

85,6 %

82,2 %

Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata)

682

654

614

586

711

Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %)

1,9 %

5,4 %

5,5 %

7,9 %

11,7 %

Occupazione (fine periodo)

28 915

28 243

28 749

29 863

29 648

Scorte

1 970 500

2 433 422

2 498 143

2 329 341

2 597 133

Flusso di cassa

807 884 294

1 353 026 892

1 343 062 742

1 720 354 890

2 020 588 339

ROCE (in %)

– 6,8 %

– 0,9 %

– 10,4 %

– 1,7 %

6,0 %


Confronto dei prezzi per il 2017

 

Sottoquotazione dei prezzi

7,0 %

Prodotto 5 Fogli a rivestimento organico

Dati per l'anno civile

2013

2014

2015

2016

2017

Consumo (in tonnellate)

4 533 256

4 823 144

4 809 384

5 121 927

5 221 575

Importazioni

Volume (in tonnellate)

681 698

725 296

622 553

730 625

915 248

Quota di mercato (in %)

15,0 %

15,0 %

12,9 %

14,3 %

17,5 %

Prezzi unitari (in EUR/tonnellata)

854

813

813

709

853

Situazione dei produttori dell'UE

Utilizzo degli impianti (in %)

70 %

76 %

74 %

76 %

75 %

Produzione (in tonnellate)

4 479 238

4 564 346

4 574 414

4 863 169

4 940 410

Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate)

3 851 467

4 097 788

4 186 771

4 391 169

4 306 231

Quota di mercato (in %)

85,0 %

85,0 %

87,1 %

85,7 %

82,5 %

Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata)

898

868

829

791

934

Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %)

– 1,7 %

1,4 %

1,1 %

3,7 %

3,9 %

Occupazione (fine periodo)

6 377

6 272

6 047

6 150

6 095

Scorte

239 236

182 275

197 241

214 384

258 114

Flusso di cassa

152 893 378

351 790 418

321 603 588

361 237 401

79 886 901

ROCE (in %)

– 7,6 %

– 2,1 %

– 12,9 %

– 2,7 %

3,7 %


Confronto dei prezzi per il 2017

 

Sottoquotazione dei prezzi

8,6 %

Prodotto 6 Prodotti stagnati

Dati per l'anno civile

2013

2014

2015

2016

2017

Consumo (in tonnellate)

3 638 423

3 758 879

3 789 391

3 792 575

3 695 205

Importazioni

Volume (in tonnellate)

552 384

662 861

638 316

756 016

617 567

Quota di mercato (in %)

15,2 %

17,6 %

16,8 %

19,9 %

16,7 %

Prezzi unitari (in EUR/tonnellata)

822

792

781

667

753

Situazione dei produttori dell'UE

Utilizzo degli impianti (in %)

82 %

84 %

84 %

82 %

84 %

Produzione (in tonnellate)

4 223 583

4 315 402

4 353 002

4 302 367

4 295 575

Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate)

3 085 602

3 095 745

3 150 741

3 036 316

3 077 185

Quota di mercato (in %)

84,8 %

82,4 %

83,1 %

80,1 %

83,3 %

Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata)

845

821

789

728

812

Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %)

1,7 %

4,1 %

4,8 %

4,6 %

3,1 %

Occupazione (fine periodo)

7 939

7 660

7 683

7 819

7 424

Scorte

380 445

394 384

394 712

297 877

356 460

Flusso di cassa

117 064 184

201 350 074

291 440 814

272 002 110

133 250 945

ROCE (in %)

– 18,6 %

– 10,1 %

– 35,2 %

– 20,4 %

– 25,0 %


Confronto dei prezzi per il 2017

 

Sottoquotazione dei prezzi

7,3 %

Prodotto 7 Lamiere quarto di acciai non legati e di altri acciai legati

Dati per l'anno civile

2013

2014

2015

2016

2017

Consumo (in tonnellate)

10 148 839

10 375 274

10 934 966

11 058 596

11 059 068

Importazioni

Volume (in tonnellate)

1 419 767

1 959 605

2 554 930

2 814 802

2 530 630

Quota di mercato (in %)

14,0 %

18,9 %

23,4 %

25,5 %

22,9 %

Prezzi unitari (in EUR/tonnellata)

513

492

474

403

533

Situazione dei produttori dell'UE

Utilizzo degli impianti (in %)

58 %

62 %

62 %

63 %

65 %

Produzione (in tonnellate)

10 749 475

11 240 103

10 608 260

10 244 950

10 581 040

Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate)

8 727 826

8 414 892

8 377 455

8 242 865

8 527 686

Quota di mercato (in %)

14,0 %

18,9 %

23,4 %

25,5 %

22,9 %

Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata)

700

676

714

582

692

Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %)

– 9,4 %

– 8,9 %

– 4,0 %

– 7,5 %

3,2 %

Occupazione (fine periodo)

18 472

17 628

17 177

16 763

16 211

Scorte

707 152

788 008

896 708

862 084

819 690

Flusso di cassa

45 651 999

123 399 207

426 592 285

– 44 547 318

205 976 592

ROCE (in %)

– 12,2 %

– 0,3 %

– 3,3 %

– 9,9 %

– 1,5 %


Confronto dei prezzi per il 2017

 

Sottoquotazione dei prezzi

23,0 %

Prodotto 8 Fogli e nastri laminati a caldo di acciai inossidabili

Dati per l'anno civile

2013

2014

2015

2016

2017

Consumo (in tonnellate)

1 168 291

1 352 875

1 590 437

1 807 242

1 487 848

Importazioni

Volume (in tonnellate)

175 836

233 028

269 697

351 075

436 173

Quota di mercato (in %)

15,1 %

17,2 %

17,0 %

19,4 %

29,3 %

Prezzi unitari (in EUR/tonnellata)

2 011

1 926

1 877

1 518

1 822

Situazione dei produttori dell'UE

Utilizzo degli impianti (in %)

61 %

65 %

69 %

73 %

73 %

Produzione (in tonnellate)

3 334 814

3 525 794

3 664 821

3 842 503

3 799 867

Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate)

991 962

1 119 435

1 320 528

1 455 714

1 050 966

Quota di mercato (in %)

84,9 %

82,7 %

83,0 %

80,5 %

70,6 %

Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata)

2 023

2 013

2 028

1 792

2 115

Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %)

– 4,2 %

– 0,3 %

4,0 %

4,9 %

9,2 %

Occupazione (fine periodo)

5 439

4 914

4 464

4 271

4 133

Scorte

103 375

131 557

123 098

106 508

93 335

Flusso di cassa

144 497 251

182 932 062

613 851 975

116 754 324

218 815 195

ROCE (in %)

– 33,7 %

– 37,1 %

– 1,5 %

– 0,4 %

13,6 %


Confronto dei prezzi per il 2017

 

Sottoquotazione dei prezzi

13,9 %

Prodotto 9 Fogli e nastri laminati a freddo di acciai inossidabili

Dati per l'anno civile

2013

2014

2015

2016

2017

Consumo (in tonnellate)

3 362 718

3 671 898

3 587 237

3 913 974

3 816 472

Importazioni

Volume (in tonnellate)

697 457

1 017 613

787 521

843 352

976 108

Quota di mercato (in %)

20,7 %

27,7 %

22,0 %

21,5 %

25,6 %

Prezzi unitari (in EUR/tonnellata)

2 098

1 985

2 064

1 782

2 023

Situazione dei produttori dell'UE

Utilizzo degli impianti (in %)

71 %

76 %

80 %

84 %

84 %

Produzione (in tonnellate)

3 076 074

3 016 723

3 139 572

3 425 201

3 114 323

Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate)

2 664 602

2 653 177

2 798 719

3 070 197

2 839 979

Quota di mercato (in %)

79,2 %

72,3 %

78,0 %

78,4 %

74,4 %

Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata)

2 259

2 272

2 238

2 014

2 323

Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %)

– 4,2 %

– 2,7 %

2,4 %

5,5 %

9,4 %

Occupazione (fine periodo)

10 205

9 483

9 220

8 892

8 812

Scorte

179 087

206 956

219 170

215 904

213 931

Flusso di cassa

135 463 456

45 971 825

847 696 098

450 355 017

685 492 711

ROCE (in %)

– 12,4 %

– 7,7 %

8,5 %

10,6 %

21,5 %


Confronto dei prezzi per il 2017

 

Sottoquotazione dei prezzi

12,9 %

Prodotto 12 Profilati leggeri e laminati mercantili di acciai non legati e di altri acciai legati

Dati per l'anno civile

2013

2014

2015

2016

2017

Consumo (in tonnellate)

11 891 558

12 422 902

12 297 356

12 678 733

13 617 607

Importazioni

Volume (in tonnellate)

911 115

1 219 800

1 200 627

1 400 824

1 385 829

Quota di mercato (in %)

7,7 %

9,8 %

9,8 %

11,0 %

10,2 %

Prezzi unitari (in EUR/tonnellata)

699

657

640

531

641

Situazione dei produttori dell'UE

Utilizzo degli impianti (in %)

79 %

82 %

80 %

80 %

74 %

Produzione (in tonnellate)

12 132 593

12 585 360

12 301 986

11 839 241

12 427 808

Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate)

10 964 010

11 189 221

11 095 204

11 276 054

12 230 774

Quota di mercato (in %)

92,2 %

90,1 %

90,2 %

88,9 %

89,8 %

Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata)

632

613

573

520

592

Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %)

2,2 %

3,4 %

2,4 %

0,8 %

3,6 %

Occupazione (fine periodo)

9 537

9 734

10 057

10 342

10 486

Scorte

749 386

888 456

914 268

943 355

1 023 612

Flusso di cassa

220 994 774

264 742 034

272 433 127

255 904 385

123 997 731

ROCE (in %)

– 1,2 %

3,7 %

3,3 %

3,9 %

6,9 %


Confronto dei prezzi per il 2017

 

Sottoquotazione dei prezzi

– 8,3 %

Prodotto 13 Barre di rinforzo

Dati per l'anno civile

2013

2014

2015

2016

2017

Consumo (in tonnellate)

9 617 685

10 359 993

10 664 689

11 099 947

11 253 309

Importazioni

Volume (in tonnellate)

527 008

972 602

1 430 014

1 292 971

1 191 445

Quota di mercato (in %)

5,5 %

9,4 %

13,4 %

11,6 %

10,6 %

Prezzi unitari (in EUR/tonnellata)

475

446

388

353

441

Situazione dei produttori dell'UE

Utilizzo degli impianti (in %)

72 %

72 %

71 %

73 %

67 %

Produzione (in tonnellate)

13 171 558

13 019 699

12 763 140

13 191 436

12 494 712

Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate)

8 906 120

9 187 941

9 019 809

9 568 119

9 848 615

Quota di mercato (in %)

92,6 %

88,7 %

84,6 %

86,2 %

87,5 %

Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata)

460

437

386

367

436

Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %)

– 2,0 %

– 2,5 %

– 2,6 %

3,4 %

4,8 %

Occupazione (fine periodo)

5 563

5 441

5 529

5 634

5 457

Scorte

761 808

683 591

642 506

602 948

659 484

Flusso di cassa

20 571 082

14 116 433

53 015 513

165 167 521

249 292 475

ROCE (in %)

0,9 %

2,4 %

1,9 %

6,2 %

9,3 %


Confronto dei prezzi per il 2017

 

Sottoquotazione dei prezzi

– 1,3 %

Prodotto 14 Profilati leggeri e barre di acciai inossidabili

Dati per l'anno civile

2013

2014

2015

2016

2017

Consumo (in tonnellate)

526 080

593 501

593 530

630 737

632 804

Importazioni

Volume (in tonnellate)

113 071

147 453

142 416

147 811

159 577

Quota di mercato (in %)

21,5 %

24,8 %

24,0 %

23,4 %

25,2 %

Prezzi unitari (in EUR/tonnellata)

3 092

2 894

3 035

2 590

2 885

Situazione dei produttori dell'UE

Utilizzo degli impianti (in %)

65 %

68 %

68 %

69 %

72 %

Produzione (in tonnellate)

527 386

597 178

599 927

637 938

641 446

Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate)

411 655

444 339

450 094

482 314

472 247

Quota di mercato (in %)

78,2 %

74,9 %

75,8 %

76,5 %

74,6 %

Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata)

2 988

2 969

2 838

2 404

2 807

Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %)

5,2 %

5,6 %

4,1 %

2,3 %

5,8 %

Occupazione (fine periodo)

3 680

3 766

3 737

3 789

3 844

Scorte

83 561

91 900

89 676

90 409

90 893

Flusso di cassa

111 869 518

142 849 693

191 511 047

155 623 001

145 832 442

ROCE (in %)

1,0 %

4,3 %

1,4 %

– 0,7 %

4,9 %


Confronto dei prezzi per il 2017

 

Sottoquotazione dei prezzi

– 2,8 %

Prodotto 15 Vergelle di acciai inossidabili

Dati per l'anno civile

2013

2014

2015

2016

2017

Consumo (in tonnellate)

318 373

323 191

304 987

335 552

347 077

Importazioni

Volume (in tonnellate)

52 082

71 229

57 627

58 670

62 978

Quota di mercato (in %)

16,4 %

22,0 %

18,9 %

17,5 %

18,1 %

Prezzi unitari (in EUR/tonnellata)

2 300

2 193

2 310

1 962

2 228

Situazione dei produttori dell'UE

Utilizzo degli impianti (in %)

63 %

64 %

65 %

69 %

71 %

Produzione (in tonnellate)

373 010

383 586

388 273

412 892

449 392

Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate)

266 290

251 961

247 359

276 880

284 098

Quota di mercato (in %)

83,6 %

78,0 %

81,1 %

82,5 %

81,9 %

Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata)

2 480

2 516

2 382

2 022

2 417

Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %)

– 3,7 %

– 2,1 %

– 4,7 %

– 3,1 %

3,9 %

Occupazione (fine periodo)

1 677

1 671

1 731

1 761

1 852

Scorte

24 810

28 696

31 083

31 584

43 800

Flusso di cassa

13 022 575

18 221 077

106 175 940

84 328 053

44 337 763

ROCE (in %)

– 0,7 %

2,9 %

– 1,5 %

– 2,8 %

5,5 %


Confronto dei prezzi per il 2017

 

Sottoquotazione dei prezzi

7,8 %

Prodotto 16 Vergelle di acciai non legati e di altri acciai legati

Dati per l'anno civile

2013

2014

2015

2016

2017

Consumo (in tonnellate)

18 033 534

18 249 258

18 949 497

19 375 225

20 026 426

Importazioni

Volume (in tonnellate)

1 125 730

1 289 953

1 697 912

2 000 967

2 094 274

Quota di mercato (in %)

6,2 %

7,1 %

9,0 %

10,3 %

10,5 %

Prezzi unitari (in EUR/tonnellata)

522

504

439

392

486

Situazione dei produttori dell'UE

Utilizzo degli impianti (in %)

80 %

84 %

83 %

81 %

83 %

Produzione (in tonnellate)

19 765 154

19 775 715

20 436 595

20 037 883

20 757 864

Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate)

16 782 585

16 828 358

17 108 877

17 222 468

17 795 595

Quota di mercato (in %)

93,1 %

92,2 %

90,3 %

88,9 %

88,9 %

Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata)

509

492

443

420

505

Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %)

1,8 %

4,8 %

3,0 %

0,6 %

3,4 %

Occupazione (fine periodo)

11 561

11 598

11 881

13 068

13 058

Scorte

876 450

896 633

1 120 091

974 085

954 649

Flusso di cassa

234 768 428

424 076 182

365 467 214

287 106 970

310 381 566

ROCE (in %)

1,0 %

6,9 %

2,9 %

3,9 %

6,7 %


Confronto dei prezzi per il 2017

 

Sottoquotazione dei prezzi

3,7 %

Prodotto 17 Profilati di ferro o di acciai non legati

Dati per l'anno civile

2013

2014

2015

2016

2017

Consumo (in tonnellate)

6 159 135

6 544 142

6 549 935

7 205 377

7 375 383

Importazioni

Volume (in tonnellate)

223 669

277 507

268 014

388 041

262 745

Quota di mercato (in %)

3,6 %

4,2 %

4,1 %

5,4 %

3,6 %

Prezzi unitari (in EUR/tonnellata)

539

509

463

409

473

Situazione dei produttori dell'UE

Utilizzo degli impianti (in %)

64 %

69 %

71 %

72 %

72 %

Produzione (in tonnellate)

8 583 668

8 590 216

8 894 223

9 400 691

9 605 365

Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate)

5 935 432

6 266 353

6 281 426

6 817 231

7 112 453

Quota di mercato (in %)

96,4 %

95,8 %

95,9 %

94,6 %

96,4 %

Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata)

471

471

449

417

463

Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %)

– 6,5 %

– 3,7 %

– 0,6 %

2,1 %

– 1,8 %

Occupazione (fine periodo)

6 212

5 685

6 006

6 264

6 096

Scorte

510 927

464 184

466 561

559 452

569 947

Flusso di cassa

– 48 381 794

7 224 031

161 157 041

150 487 051

– 18 595 244

ROCE (in %)

– 6,0 %

6,3 %

1,4 %

3,9 %

0,6 %


Confronto dei prezzi per il 2017

 

Sottoquotazione dei prezzi

– 2,1 %

Prodotto 18 Palancole

Dati per l'anno civile

2013

2014

2015

2016

2017

Consumo (in tonnellate)

574 025

637 684

577 270

584 985

626 863

Importazioni

Volume (in tonnellate)

15 870

16 503

14 051

36 970

85 054

Quota di mercato (in %)

2,8 %

2,6 %

2,4 %

6,3 %

13,6 %

Prezzi unitari (in EUR/tonnellata)

787

765

1 126

651

629

Situazione dei produttori dell'UE

Utilizzo degli impianti (in %)

78 %

82 %

76 %

82 %

81 %

Produzione (in tonnellate)

907 320

940 451

840 182

777 182

817 764

Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate)

558 131

621 150

563 140

548 010

541 782

Quota di mercato (in %)

97,2 %

97,4 %

97,6 %

93,7 %

86,4 %

Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata)

711

697

652

623

640

Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %)

6,8 %

11,5 %

8,8 %

14,0 %

3,7 %

Occupazione (fine periodo)

949

971

951

981

995

Scorte

49 762

47 610

58 744

68 417

75 616

Flusso di cassa

58 272 442

68 732 139

63 936 644

86 404 634

40 555 786

ROCE (in %)

– 9,3 %

6,8 %

6,7 %

10,3 %

1,5 %


Confronto dei prezzi per il 2017

 

Sottoquotazione dei prezzi

1,7 %

Prodotto 20 Tubi gas

Dati per l'anno civile

2013

2014

2015

2016

2017

Consumo (in tonnellate)

1 211 435

1 662 233

1 653 112

1 637 097

1 642 935

Importazioni

Volume (in tonnellate)

266 467

340 051

298 103

336 050

380 257

Quota di mercato (in %)

22,0 %

20,5 %

18,0 %

20,5 %

23,1 %

Prezzi unitari (in EUR/tonnellata)

688

649

646

566

676

Situazione dei produttori dell'UE

Utilizzo degli impianti (in %)

37 %

38 %

38 %

40 %

37 %

Produzione (in tonnellate)

1 053 283

1 460 549

1 471 772

1 396 933

1 392 404

Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate)

944 903

1 322 070

1 354 273

1 300 727

1 262 560

Quota di mercato (in %)

78,0 %

79,5 %

81,9 %

79,5 %

76,8 %

Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata)

717

666

619

580

693

Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %)

0,9 %

1,3 %

2,3 %

3,9 %

0,5 %

Occupazione (fine periodo)

552

543

548

526

509

Scorte

55 178

55 305

53 434

58 081

50 697

Flusso di cassa

15 451 286

15 884 723

16 166 705

15 309 189

20 506 964

ROCE (in %)

3,7 %

3,9 %

1,1 %

1,7 %

8,7 %


Confronto dei prezzi per il 2017

 

Sottoquotazione dei prezzi

2,4 %

Prodotto 21 Profilati cavi

Dati per l'anno civile

2013

2014

2015

2016

2017

Consumo (in tonnellate)

3 347 996

3 407 926

3 511 951

3 885 748

4 028 730

Importazioni

Volume (in tonnellate)

461 263

552 874

574 490

725 545

820 667

Quota di mercato (in %)

13,8 %

16,2 %

16,4 %

18,7 %

20,4 %

Prezzi unitari (in EUR/tonnellata)

599

571

553

497

618

Situazione dei produttori dell'UE

Utilizzo degli impianti (in %)

46 %

46 %

46 %

47 %

49 %

Produzione (in tonnellate)

3 019 375

3 019 977

3 106 261

3 333 368

3 388 786

Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate)

2 882 473

2 854 843

2 936 771

3 159 965

3 207 994

Quota di mercato (in %)

86,1 %

83,8 %

83,6 %

81,3 %

79,6 %

Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata)

606

569

541

517

625

Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %)

– 2,7 %

– 3,9 %

– 3,3 %

0,2 %

– 0,5 %

Occupazione (fine periodo)

1 073

1 124

1 200

1 209

1 181

Scorte

160 442

138 981

146 353

107 826

149 537

Flusso di cassa

– 9 630 441

13 389 861

23 807 058

13 000 201

21 372 166

ROCE (in %)

– 2,4 %

– 5,3 %

– 6,2 %

– 0,6 %

7,2 %


Confronto dei prezzi per il 2017

 

Sottoquotazione dei prezzi

1,2 %

Prodotto 22 Tubi di acciai inossidabili senza saldatura

Dati per l'anno civile

2013

2014

2015

2016

2017

Consumo (in tonnellate)

96 507

101 504

97 341

96 320

95 672

Importazioni

Volume (in tonnellate)

32 581

38 782

39 719

42 510

42 701

Quota di mercato (in %)

33,8 %

38,2 %

40,8 %

44,1 %

44,6 %

Prezzi unitari (in EUR/tonnellata)

6 941

6 167

6 118

5 846

6 300

Situazione dei produttori dell'UE

Utilizzo degli impianti (in %)

6 %

7 %

6 %

6 %

6 %

Produzione (in tonnellate)

116 630

124 135

101 291

101 831

92 357

Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate)

61 822

61 708

56 802

53 196

52 083

Quota di mercato (in %)

64,1 %

60,8 %

58,4 %

55,2 %

54,4 %

Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata)

7 913

7 740

8 318

7 361

7 993

Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %)

3,1 %

5,9 %

– 0,4 %

– 0,1 %

1,2 %

Occupazione (fine periodo)

11 180

11 211

10 369

9 779

9 317

Scorte

7 452

9 389

10 455

8 690

11 688

Flusso di cassa

19 858 477

10 438 041

– 48 885 671

4 038 078

– 22 872 178

ROCE (in %)

22,7 %

– 4,3 %

– 58,1 %

– 33,4 %

– 50,5 %


Confronto dei prezzi per il 2017

 

Sottoquotazione dei prezzi

21,2 %

Prodotto 23 Tubi cuscinetto

Dati per l'anno civile

2013

2014

2015

2016

2017

Consumo (in tonnellate)

68 824

72 805

67 249

59 867

65 355

Importazioni

Volume (in tonnellate)

7 489

9 426

11 944

9 773

8 663

Quota di mercato (in %)

10,9 %

12,9 %

17,8 %

16,3 %

13,3 %

Prezzi unitari (in EUR/tonnellata)

2 069

1 626

1 749

1 630

1 608

Situazione dei produttori dell'UE

Utilizzo degli impianti (in %)

68 %

64 %

53 %

52 %

63 %

Produzione (in tonnellate)

64 972

65 475

58 407

52 494

57 657

Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate)

61 324

63 378

55 304

50 092

56 691

Quota di mercato (in %)

89,1 %

87,1 %

82,2 %

83,7 %

86,7 %

Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata)

2 023

2 003

1 925

1 804

1 837

Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %)

4,6 %

4,9 %

– 6,7 %

– 9,2 %

– 1,8 %

Occupazione (fine periodo)

332

322

306

274

280

Scorte

1 285

1 433

2 591

1 452

2 429

Flusso di cassa

3 499 664

3 928 566

5 055 796

– 791 310

– 620 461

ROCE (in %)

0,9 %

– 3,3 %

– 64,7 %

– 54,5 %

– 28,1 %


Confronto dei prezzi per il 2017

 

Sottoquotazione dei prezzi

12,5 %

Prodotto 25 Grandi tubi saldati

Dati per l'anno civile

2013

2014

2015

2016

2017

Consumo (in tonnellate)

669 846

1 041 055

427 457

586 746

1 804 463

Importazioni

Volume (in tonnellate)

286 939

411 273

209 524

159 219

1 044 534

Quota di mercato (in %)

42,8 %

39,5 %

49,0 %

27,1 %

57,9 %

Prezzi unitari (in EUR/tonnellata)

1 070

793

904

772

936

Situazione dei produttori dell'UE

Utilizzo degli impianti (in %)

26 %

32 %

29 %

35 %

65 %

Produzione (in tonnellate)

1 333 900

1 150 000

1 034 600

1 086 300

1 500 000

Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate)

382 758

624 819

216 243

426 937

759 478

Quota di mercato (in %)

57,1 %

60,0 %

50,6 %

72,8 %

42,1 %

Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata)

894

887

835

771

766

Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %)

3,0 %

– 6,1 %

– 2,7 %

– 0,6 %

0,0 %

Occupazione (fine periodo)

1 512

1 545

1 365

1 372

1 326

Scorte

322 722

600 020

633 600

727 048

1 139 429

Flusso di cassa

197 726 967

– 97 558 802

94 492 289

– 70 888 943

13 666 659

ROCE (in %)

– 15,8 %

– 23,5 %

– 17,7 %

– 6,7 %

9,1 %


Confronto dei prezzi per il 2017

 

Sottoquotazione dei prezzi

– 22,0 %

Prodotto 26 Altri tubi saldati

Dati per l'anno civile

2013

2014

2015

2016

2017

Consumo (in tonnellate)

2 385 499

3 121 613

3 126 300

3 286 436

3 352 661

Importazioni

Volume (in tonnellate)

474 949

491 934

510 548

540 386

571 167

Quota di mercato (in %)

19,9 %

15,8 %

16,3 %

16,4 %

17,0 %

Prezzi unitari (in EUR/tonnellata)

1 352

1 376

1 397

1 262

1 431

Situazione dei produttori dell'UE

Utilizzo degli impianti (in %)

57 %

57 %

57 %

58 %

60 %

Produzione (in tonnellate)

2 384 152

3 166 935

3 144 492

3 190 480

3 301 195

Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate)

1 907 944

2 622 348

2 588 536

2 721 349

2 765 915

Quota di mercato (in %)

80,0 %

84,0 %

82,8 %

82,8 %

82,5 %

Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata)

1 024

1 013

984

942

1 062

Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %)

1,2 %

2,4 %

1,7 %

4,2 %

4,3 %

Occupazione (fine periodo)

3 024

3 013

3 011

3 089

3 025

Scorte

125 621

84 268

100 035

120 308

120 420

Flusso di cassa

66 281 502

68 619 951

77 514 611

87 283 492

106 630 804

ROCE (in %)

9,1 %

11,5 %

8,8 %

12,8 %

19,3 %


Confronto dei prezzi per il 2017

 

Sottoquotazione dei prezzi

– 34,8 %

Prodotto 28 Fili di acciaio

Dati per l'anno civile

2013

2014

2015

2016

2017

Consumo (in tonnellate)

1 318 451

1 517 192

1 480 243

1 513 248

1 505 202

Importazioni

Volume (in tonnellate)

574 083

722 773

692 918

736 623

722 858

Quota di mercato (in %)

43,5 %

47,6 %

46,8 %

48,7 %

48,0 %

Prezzi unitari (in EUR/tonnellata)

781

729

722

626

708

Situazione dei produttori dell'UE

Utilizzo degli impianti (in %)

73 %

75 %

77 %

73 %

71 %

Produzione (in tonnellate)

899 763

932 496

940 169

886 666

900 054

Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate)

744 368

794 419

787 325

776 626

782 344

Quota di mercato (in %)

56,5 %

52,4 %

53,2 %

51,3 %

52,0 %

Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata)

940

909

840

832

905

Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %)

0,5 %

0,0 %

1,1 %

2,6 %

0,8 %

Occupazione (fine periodo)

3 387

3 395

3 429

3 459

3 408

Scorte

 

 

 

 

 

Flusso di cassa

66 281 502

68 619 951

77 514 611

87 283 492

106 630 804

ROCE (in %)

 

 

 

 

 


Confronto dei prezzi per il 2017

 

Sottoquotazione dei prezzi

21,8 %


ALLEGATO IV - Elenco dei prodotti originari di paesi in via di sviluppo a cui si applicano le misure provvisorie

Paese/Gruppo di prodotti

1

2

3

4

5

6

7

8

9

12

13

14

15

16

17

18

20

21

22

23

25

26

28

Afghanistan

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Albania

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Angola

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Antigua e Barbuda

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Argentina

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Armenia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bahrein, regno del

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bangladesh

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Barbados

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Belize

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Benin

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bolivia, Stato plurinazionale di

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Botswana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Brasile

x

x

 

 

 

x

x

 

 

 

 

 

 

 

x

 

 

 

 

 

 

 

 

Sultanato del Brunei Darussalam

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Burkina Faso

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Burundi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Capo Verde

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cambogia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Camerun

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Repubblica centrafricana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ciad

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cile

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cina

 

 

x

x

 

x

 

x

 

x

 

 

x

 

 

x

 

x

x

x

x

x

x

Colombia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Congo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Costa Rica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Costa d'Avorio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cuba

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Repubblica democratica del Congo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gibuti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dominica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Repubblica dominicana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ecuador

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Egitto

x

 

 

 

 

 

 

 

 

x

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

El Salvador

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Figi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gabon

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gambia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Georgia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ghana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Grenada

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Guatemala

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Guinea

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Guinea-Bissau

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Guyana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Haiti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Honduras

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Hong Kong, Cina

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

India

x

x

x

x

x

x

x

 

x

 

 

x

x

 

 

 

x

 

x

x

 

x

 

Indonesia

 

 

 

 

 

 

x

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giamaica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giordania

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Kazakhstan

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Kenya

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Kuwait, Stato del

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Repubblica del Kirghizistan

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Repubblica democratica popolare del Laos

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lesotho

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Liberia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Macao, Cina

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Madagascar

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Malawi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Malaysia

 

 

 

 

 

 

 

 

x

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Maldive

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mali

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mauritania

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Maurizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Messico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Moldova, repubblica di

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

x

 

 

x

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mongolia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Montenegro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Marocco

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mozambico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Myanmar

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Namibia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nepal

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nicaragua

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Niger

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nigeria

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Oman

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pakistan

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Panama

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Papua Nuova Guinea

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Paraguay

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Perù

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Filippine

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Qatar

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ruanda

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Saint Kitts e Nevis

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Santa Lucia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Saint Vincent e Grenadine

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Samoa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Arabia Saudita, regno della

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

x

 

 

Senegal

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Seychelles

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sierra Leone

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Isole Salomone

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sud Africa

 

 

 

 

 

 

 

x

x

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sri Lanka

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Suriname

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Swaziland

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tagikistan

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tanzania

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Thailandia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ex Repubblica iugoslava di Macedonia

 

 

 

 

x

 

x

 

 

 

 

 

 

 

 

 

x

x

 

 

 

 

 

Togo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tonga

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Trinidad e Tobago

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tunisia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Turchia

x

x

 

x

x

 

 

 

x

x

x

 

 

x

x

 

x

x

 

 

x

x

x

Uganda

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ucraina

x

x

 

 

 

 

x

 

 

 

x

x

 

x

x

 

x

x

x

 

 

 

x

Emirati arabi uniti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

x

 

 

 

 

 

x

 

Uruguay

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vanuatu

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Venezuela, repubblica bolivariana del

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vietnam

 

x

 

x

 

 

 

 

x

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Yemen

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Zambia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Zimbabwe

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


ALLEGATO V – Contingenti tariffari

Numero di prodotto

Numero d'ordine

Categoria di prodotto

Codici NC

Volume del contingente tariffario (tonnellate nette)

Aliquota del dazio supplementare

1

09.8501

Fogli e nastri laminati a caldo di acciai non legati e di altri acciai legati

7208 10 00 , 7208 25 00 , 7208 26 00 , 7208 27 00 , 7208 36 00 , 7208 37 00 , 7208 38 00 , 7208 39 00 , 7208 40 00 , 7208 52 99 , 7208 53 90 , 7208 54 00 , 7211 14 00 , 7211 19 00 , 7212 60 00 , 7225 19 10 , 7225 30 10 , 7225 30 30 , 7225 30 90 , 7225 40 15 , 7225 40 90 , 7226 19 10 , 7226 91 20 , 7226 91 91 , 7226 91 99

4 269 009

25 %

2

09.8502

Fogli laminati a freddo di acciai non legati e di altri acciai legati

7209 15 00 , 7209 16 90 , 7209 17 90 , 7209 18 91 , 7209 25 00 , 7209 26 90 , 7209 27 90 , 7209 28 90 , 7209 90 20 , 7209 90 80 , 7211 23 20 , 7211 23 30 , 7211 23 80 , 7211 29 00 , 7211 90 20 , 7211 90 80 , 7225 50 20 , 7225 50 80 , 7226 20 00 , 7226 92 00

1 318 865

25 %

3

09.8503

Lamiere magnetiche (escluse le lamiere magnetiche a grani orientati GOES)

7209 16 10 , 7209 17 10 , 7209 18 10 , 7209 26 10 , 7209 27 10 , 7209 28 10 , 7225 19 90 , 7226 19 80

178 704

25 %

4

09.8504

Fogli rivestiti di metallo

7210 20 00 , 7210 30 00 , 7210 41 00 , 7210 49 00 , 7210 61 00 , 7210 69 00 , 7210 90 80 , 7212 20 00 , 7212 30 00 , 7212 50 20 , 7212 50 30 , 7212 50 40 , 7212 50 61 , 7212 50 69 , 7212 50 90 , 7225 91 00 , 7225 92 00 , 7226 99 10 , 7226 99 30 , 7226 99 70

2 115 054

25 %

5

09.8505

Fogli a rivestimento organico

7210 70 80 , 7212 40 80

414 324

25 %

6

09.8506

Prodotti stagnati

7209 18 99 , 7210 11 00 , 7210 12 20 , 7210 12 80 , 7210 50 00 , 7210 70 10 , 7210 90 40 , 7212 10 10 , 7212 10 90 , 7212 40 20

367 470

25 %

7

09.8507

Lamiere quarto di acciai non legati e di altri acciai legati

7208 51 20 , 7208 51 91 , 7208 51 98 , 7208 52 91 , 7208 90 20 , 7208 90 80 , 7210 90 30 , 7225 40 12 , 7225 40 40 , 7225 40 60 , 7225 99 00

1 442 988

25 %

8

09.8508

Fogli e nastri laminati a caldo di acciai inossidabili

7219 11 00 , 7219 12 10 , 7219 12 90 , 7219 13 10 , 7219 13 90 , 7219 14 10 , 7219 14 90 , 7219 22 10 , 7219 22 90 , 7219 23 00 , 7219 24 00 , 7220 11 00 , 7220 12 00

193 049

25 %

9

09.8509

Fogli e nastri laminati a freddo di acciai inossidabili

7219 31 00 , 7219 32 10 , 7219 32 90 , 7219 33 10 , 7219 33 90 , 7219 34 10 , 7219 34 90 , 7219 35 10 , 7219 35 90 , 7219 90 20 , 7219 90 80 , 7220 20 21 , 7220 20 29 , 7220 20 41 , 7220 20 49 , 7220 20 81 , 7220 20 89 , 7220 90 20 , 7220 90 80

476 161

25 %

12

09.8512

Profilati leggeri e laminati mercantili di acciai non legati e di altri acciai legati

7214 30 00 , 7214 91 10 , 7214 91 90 , 7214 99 31 , 7214 99 39 , 7214 99 50 , 7214 99 71 , 7214 99 79 , 7214 99 95 , 7215 90 00 , 7216 10 00 , 7216 21 00 , 7216 22 00 , 7216 40 10 , 7216 40 90 , 7216 50 10 , 7216 50 91 , 7216 50 99 , 7216 99 00 , 7228 10 20 , 7228 20 10 , 7228 20 91 , 7228 30 20 , 7228 30 41 , 7228 30 49 , 7228 30 61 , 7228 30 69 , 7228 30 70 , 7228 30 89 , 7228 60 20 , 7228 60 80 , 7228 70 10 , 7228 70 90 , 7228 80 00

728 270

25 %

13

09.8513

Barre di rinforzo

7214 20 00 , 7214 99 10

714 964

25 %

14

09.8514

Profilati leggeri e barre di acciai inossidabili

7222 11 11 , 7222 11 19 , 7222 11 81 , 7222 11 89 , 7222 19 10 , 7222 19 90 , 7222 20 11 , 7222 20 19 , 7222 20 21 , 7222 20 29 , 7222 20 31 , 7222 20 39 , 7222 20 81 , 7222 20 89 , 7222 30 51 , 7222 30 91 , 7222 30 97 , 7222 40 10 , 7222 40 50 , 7222 40 90

82 156

25 %

15

09.8515

Vergelle di acciai inossidabili

7221 00 10 , 7221 00 90

32 744

25 %

16

09.8516

Vergelle di acciai non legati e di altri acciai legati

7213 10 00 , 7213 20 00 , 7213 91 10 , 7213 91 20 , 7213 91 41 , 7213 91 49 , 7213 91 70 , 7213 91 90 , 7213 99 10 , 7213 99 90 , 7227 10 00 , 7227 20 00 , 7227 90 10 , 7227 90 50 , 7227 90 95

1 058 110

25 %

17

09.8517

Profilati di ferro o di acciai non legati

7216 31 10 , 7216 31 90 , 7216 32 11 , 7216 32 19 , 7216 32 91 , 7216 32 99 , 7216 33 10 , 7216 33 90

167 817

25 %

18

09.8518

Palancole

7301 10 00

24 854

25 %

20

09.8520

Tubi gas

7306 30 41 , 7306 30 49 , 7306 30 72 , 7306 30 77

185 280

25 %

21

09.8521

Profilati cavi

7306 61 10 , 7306 61 92 , 7306 61 99

387 343

25 %

22

09.8522

Tubi di acciai inossidabili senza saldatura

7304 11 00 , 7304 22 00 , 7304 24 00 , 7304 41 00 , 7304 49 10 , 7304 49 93 , 7304 49 95 , 7304 49 99

22 818

25 %

23

09.8523

Tubi cuscinetto

7304 51 12 , 7304 51 18 , 7304 59 32 , 7304 59 38

5 549

25 %

25

09.8525

Grandi tubi saldati

7305 11 00 , 7305 12 00 , 7305 19 00 , 7305 20 00 , 7305 31 00 , 7305 39 00 , 7305 90 00

258 133

25 %

26

09.8526

Altri tubi saldati

7306 11 10 , 7306 11 90 , 7306 19 10 , 7306 19 90 , 7306 21 00 , 7306 29 00 , 7306 30 11 , 7306 30 19 , 7306 30 80 , 7306 40 20 , 7306 40 80 , 7306 50 20 , 7306 50 80 , 7306 69 10 , 7306 69 90 , 7306 90 00

296 274

25 %

28

09.8528

Fili di acciai non legati

7217 10 10 , 7217 10 31 , 7217 10 39 , 7217 10 50 , 7217 10 90 , 7217 20 10 , 7217 20 30 , 7217 20 50 , 7217 20 90 , 7217 30 41 , 7217 30 49 , 7217 30 50 , 7217 30 90 , 7217 90 20 , 7217 90 50 , 7217 90 90

393 031

25 %