12.12.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 356/1


REGOLAMENTO (UE) N. 1299/2014 DELLA COMMISSIONE

del 18 novembre 2014

relativo alle specifiche tecniche di interoperabilità per il sottosistema «infrastruttura» del sistema ferroviario dell'Unione europea

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

vista la direttiva 2008/57/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 giugno 2008, relativa all'interoperabilità del sistema ferroviario comunitario (1), in particolare l'articolo 6, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

L'articolo 12 del regolamento (CE) n. 881/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio (2) prevede che l'Agenzia ferroviaria europea (in seguito «l'Agenzia») provveda affinché le specifiche tecniche di interoperabilità («le STI») siano adeguate al progresso tecnico, all'evoluzione del mercato e alle esigenze a livello sociale e proponga alla Commissione le modifiche delle STI che ritiene necessarie.

(2)

Con la decisione C(2010) 2576 del 29 aprile 2010 la Commissione ha conferito all'Agenzia il mandato di elaborare e rivedere le STI in vista di estenderne l'ambito di applicazione all'intero sistema ferroviario dell'Unione. Secondo i termini di tale mandato, l'Agenzia doveva estendere il campo di applicazione della STI relativa al sottosistema «infrastruttura» all'intero sistema ferroviario dell'Unione europea.

(3)

Il 21 dicembre 2012, l'Agenzia ha pubblicato una raccomandazione sulle modifiche da apportare alla STI relativa al sottosistema «infrastruttura». (ERA/REC/10-2012/INT).

(4)

Per stare al passo con il progresso tecnologico e incoraggiare la modernizzazione, è opportuno promuovere soluzioni innovative e consentirne l'applicazione a determinate condizioni. Quando viene proposta una soluzione innovativa, è necessario che il fabbricante o il suo rappresentante autorizzato dichiarino in che modo essa si discosta dalla pertinente sezione della STI o come la integra. La soluzione innovativa deve essere inoltre valutata dalla Commissione. In caso di esito positivo della valutazione, è necessario che l'Agenzia elabori le opportune specifiche funzionali e di interfaccia della soluzione innovativa e metta a punto i relativi metodi di valutazione.

(5)

La STI «infrastruttura» istituita dal presente regolamento non tratta tutti i requisiti essenziali. In conformità all'articolo 5, paragrafo 6, della direttiva 2008/57/CE, gli aspetti tecnici che non sono contemplati dalla STI in parola sono identificati come «punti in sospeso», disciplinati dalla normativa nazionale applicabile nei singoli Stati membri.

(6)

Ai sensi dell'articolo 17, paragrafo 3, della direttiva 2008/57/CE, gli Stati membri notificano alla Commissione e agli altri Stati membri le procedure di valutazione di conformità e di verifica da utilizzare per i casi specifici, nonché gli organismi responsabili dell'espletamento di tali procedure. È opportuno prevedere lo stesso obbligo per quanto riguarda i punti in sospeso.

(7)

Il traffico ferroviario si svolge attualmente in base ad accordi vigenti a livello nazionale, bilaterale, multinazionale o internazionale. È importante che tali accordi non ostacolino progressi attuali e futuri verso l'interoperabilità. È altresì opportuno che gli Stati membri notifichino tali accordi alla Commissione.

(8)

Conformemente all'articolo 11, paragrafo 5, della direttiva 2008/57/CE, la STI «infrastruttura» dovrebbe consentire, per un periodo di tempo limitato, l'incorporazione di componenti di interoperabilità in sottosistemi non coperti da certificazione, se sono soddisfatte determinate condizioni.

(9)

È opportuno, pertanto, abrogare le decisioni 2008/217/CE (3) e 2011/275/UE (4) della Commissione.

(10)

Al fine di evitare costi aggiuntivi e oneri amministrativi non necessari, è opportuno che le decisioni 2008/217/CE e 2011/275/UE continuino ad essere applicate, anche dopo la loro abrogazione, ai sottosistemi e progetti di cui all'articolo 9, paragrafo 1, lettera a), della direttiva 2008/57/CE.

(11)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato istituito ai sensi dell'articolo 29, paragrafo 1, della direttiva 2008/57/CE,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Oggetto

È adottata la specifica tecnica di interoperabilità (STI) relativa al sottosistema «infrastruttura» del sistema ferroviario nell'intera Unione europea, che figura in allegato.

Articolo 2

Ambito di applicazione

1.   La STI si applica a tutta l'infrastruttura nuova, rinnovata o ristrutturata del sistema ferroviario dell'Unione europea di cui al punto 2.1 dell'allegato I della direttiva 2008/57/CE.

2.   Fatti salvi gli articoli 7 e 8 e il punto 7.2 dell'allegato, la STI si applica alle nuove linee ferroviarie nell'Unione europea immesse in servizio a decorrere dal 1o gennaio 2015.

3.   La STI non si applica all'infrastruttura esistente del sistema ferroviario dell'Unione europea, che è stata già messa in servizio in tutta la rete ferroviaria (o parte della stessa) di qualsiasi Stato membro al 1o gennaio 2015, tranne quando sia soggetta a rinnovo o ristrutturazione conformemente all'articolo 20 della direttiva 2008/57/CE e al punto 7.3 dell'allegato.

4.   La STI si applica alle seguenti reti:

a)

la rete del sistema ferroviario transeuropeo convenzionale, come definita nell'allegato I, punto 1.1, della direttiva 2008/57/CE;

b)

la rete del sistema ferroviario transeuropeo ad alta velocità (TEN), come definita nell'allegato I, punto 2.1, della direttiva 2008/57/CE;

c)

altre parti della rete del sistema ferroviario dell'Unione;

sono esclusi i casi indicati all'articolo 1, paragrafo 3, della direttiva 2008/57/CE.

5.   La STI si applica alle reti aventi i seguenti scartamenti nominali: 1 435 mm, 1 520 mm, 1 524 mm, 1 600 mm e 1 668 mm.

6.   Lo scartamento metrico è escluso dall'ambito di applicazione tecnico della presente STI.

7.   L'ambito di applicazione tecnico e geografico del presente regolamento è definito ai punti 1.1 e 1.2 dell'allegato.

Articolo 3

Punti in sospeso

1.   Per quanto riguarda gli aspetti classificati come «punti in sospeso» di cui all'appendice R della STI, le condizioni da rispettare per la verifica dell'interoperabilità ai sensi dell'articolo 17, paragrafo 2, della direttiva 2008/57/CE sono le norme nazionali applicabili nello Stato membro che autorizza la messa in servizio del sottosistema oggetto del presente regolamento.

2.   Entro sei mesi dall'entrata in vigore del presente regolamento, ogni Stato membro comunica agli altri Stati membri e alla Commissione le informazioni indicate di seguito, a meno che le stesse non siano già state loro trasmesse a norma delle decisioni 2008/217/CE o 2011/275/UE:

a)

la normativa nazionale di cui al paragrafo 1;

b)

le procedure di valutazione e di verifica della conformità da attuare ai fini dell'applicazione della normativa nazionale di cui al paragrafo 1;

c)

gli organismi designati in conformità all'articolo 17, paragrafo 3, della direttiva 2008/57/CE, a espletare le procedure di valutazione e verifica della conformità in relazione ai punti in sospeso.

Articolo 4

Casi specifici

1.   Per quanto riguarda i casi specifici elencati al punto 7.7 dell'allegato al presente regolamento, le condizioni da rispettare per la verifica dell'interoperabilità ai sensi dell'articolo 17, paragrafo 2, della direttiva 2008/57/CE, sono le norme nazionali applicabili nello Stato membro che autorizza la messa in servizio del sottosistema oggetto del presente regolamento.

2.   Entro sei mesi dall'entrata in vigore del presente regolamento, ogni Stato membro comunica agli altri Stati membri e alla Commissione le seguenti informazioni:

a)

la normativa nazionale di cui al paragrafo 1;

b)

le procedure di valutazione e di verifica della conformità da attuare ai fini dell'applicazione della normativa nazionale di cui al paragrafo 1;

c)

gli organismi designati, in conformità all'articolo 17, paragrafo 3, della direttiva 2008/57/CE, a espletare le procedure di valutazione e verifica della conformità nei casi specifici di cui al punto 7.7 dell'allegato.

Articolo 5

Notifica degli accordi bilaterali

1.   Gli Stati membri comunicano alla Commissione entro il 1o luglio 2015, gli eventuali accordi nazionali, bilaterali, multilaterali o internazionali in vigore tra Stati membri e imprese ferroviarie, gestori dell'infrastruttura o paesi non membri che sono necessari alla luce della natura specifica o locale del previsto servizio ferroviario o che permettono di garantire livelli significativi di interoperabilità a livello locale o regionale.

2.   Tale obbligo non si applica agli accordi che sono già stati notificati alla Commissione a norma della decisione 2008/217/CE della Commissione.

3.   Gli Stati membri notificano sollecitamente alla Commissione gli eventuali accordi futuri o le modifiche degli accordi in vigore.

Articolo 6

Progetti in fase avanzata di sviluppo

In conformità all'articolo 9, paragrafo 3, della direttiva 2008/57/CE, entro un anno dall'entrata in vigore del presente regolamento ogni Stato membro comunica alla Commissione l'elenco dei progetti in corso di attuazione sul suo territorio e che si trovano in una fase avanzata di sviluppo.

Articolo 7

Certificato CE di verifica

1.   Durante un periodo transitorio che avrà termine il 31 maggio 2021, è possibile rilasciare un certificato CE di verifica di un sottosistema che contiene componenti di interoperabilità sprovvisti di dichiarazione CE di conformità o di idoneità all'impiego, a condizione che siano rispettati i requisiti di cui al punto 6.5 dell'allegato.

2.   La produzione, la ristrutturazione o il rinnovo del sottosistema utilizzando componenti di interoperabilità non certificati devono essere completati entro il periodo transitorio, di cui al paragrafo 1, compresa la messa in servizio.

3.   Durante il periodo transitorio di cui al paragrafo 1:

a)

le ragioni dell'assenza di certificazione di qualsiasi componente di interoperabilità devono essere adeguatamente individuate dall'organismo notificato prima del rilascio del certificato CE a norma dell'articolo 18 della direttiva 2008/57/CE;

b)

a norma dell'articolo 16, paragrafo 2, lettera c), della direttiva 2004/49/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (5), le autorità nazionali preposte alla sicurezza segnalano l'uso di componenti di interoperabilità non certificati nel contesto delle procedure di autorizzazione nella loro relazione annuale di cui all'articolo 18 della direttiva 2004/49/CE del Parlamento europeo e del Consiglio.

4.   A decorrere dal 1o gennaio 2016, i componenti di interoperabilità di nuova produzione sono oggetto della dichiarazione CE di conformità o idoneità all'impiego.

Articolo 8

Valutazione della conformità

1.   Le procedure per la valutazione di conformità, di idoneità all'impiego e della verifica CE stabilite alla sezione 6 dell'allegato sono basate sui moduli definiti nella decisione 2010/713/UE della Commissione (6).

2.   Il certificato di esame del tipo o del progetto dei componenti di interoperabilità è valido per un periodo di sette anni. In questo periodo è consentita la messa in servizio di nuovi componenti dello stesso tipo, senza l'obbligo di effettuare una nuova valutazione della conformità.

3.   I certificati di cui al paragrafo 2, rilasciati in base ai requisiti della decisione 2011/275/UE della Commissione [TSI INF CR] o della decisione 2008/217/CE della Commissione [TSI INF HS], rimangono validi, senza che sia necessaria una nuova valutazione di conformità, fino alla data di scadenza stabilita in origine. Ai fini del rinnovo di un certificato, il progetto o il tipo sono rivalutati solo per quanto riguarda i requisiti nuovi o modificati stabiliti nell'allegato del presente regolamento.

Articolo 9

Attuazione

1.   La sezione 7 dell'allegato indica le fasi da seguire per l'attuazione di un sottosistema infrastruttura pienamente interoperabile.

Fatto salvo l'articolo 20 della direttiva 2008/57/CE, gli Stati membri predispongono un piano nazionale di attuazione in cui illustrano gli interventi che intendono adottare per conformarsi alla presente STI, in conformità alla sezione 7 dell'allegato. Gli Stati membri inviano i rispettivi piani nazionali di attuazione agli altri Stati membri e alla Commissione entro il 31 dicembre 2015. Gli Stati membri che hanno già inviato i loro piani di attuazione non sono tenuti a inviarli di nuovo.

2.   A norma dell'articolo 20 della direttiva 2008/57/CE, quando è richiesta una nuova autorizzazione e se la STI non è pienamente applicata, gli Stati membri comunicano alla Commissione le seguenti informazioni:

a)

il motivo per cui la STI non è applicata completamente;

b)

le caratteristiche tecniche applicabili in sostituzione della STI;

c)

gli organismi responsabili dello svolgimento della procedura di verifica di cui all'articolo 18 della direttiva 2008/57/CE.

3.   Gli Stati membri trasmettono alla Commissione una relazione sull'attuazione dell'articolo 20 della direttiva summenzionata tre anni dopo il 1o gennaio 2015. La relazione è discussa in seno al comitato istituito ai sensi dell'articolo 29 della direttiva 2008/57/CE e, ove opportuno, la STI in allegato viene adattata.

Articolo 10

Soluzioni innovative

1.   Per mantenersi al passo con il progresso tecnologico possono essere necessarie soluzioni innovative che non sono conformi alle specifiche di cui all'allegato o alle quali non possono essere applicati i metodi di valutazione illustrati nell'allegato.

2.   Le soluzioni innovative possono riguardare il sottosistema «infrastruttura», le sue parti e i suoi componenti di interoperabilità.

3.   Qualora sia proposta una soluzione innovativa, il fabbricante o il suo rappresentante autorizzato stabilito nell'Unione dichiarano in che modo essa si discosti dalle pertinenti disposizioni della presente STI, o integri queste ultime, e sottopongono tali informazioni alla Commissione che le analizza. La Commissione può chiedere il parere dell'Agenzia in merito alla soluzione innovativa proposta.

4.   La Commissione esprime un parere sulla soluzione innovativa proposta. In caso di parere favorevole, le opportune specifiche funzionali e di interfaccia ed il metodo di valutazione da includere nella STI per consentire l'uso di tale soluzione innovativa sono elaborati e successivamente integrati nella STI in sede di processo di revisione a norma dell'articolo 6 della direttiva 2008/57/CE. In caso di parere negativo, la soluzione innovativa proposta non può essere utilizzata.

5.   In attesa della revisione della STI, il parere favorevole della Commissione è considerato un mezzo accettabile ai fini della conformità ai requisiti essenziali della direttiva 2008/57/CE e può essere utilizzato per la valutazione del sottosistema.

Articolo 11

Abrogazione

Le decisioni 2008/217/CE e 2011/275/UE sono abrogate a decorrere dal 1o gennaio 2015.

Esse continuano tuttavia ad essere applicate:

a)

ai sottosistemi autorizzati in conformità alle stesse decisioni;

b)

ai progetti per sottosistemi nuovi, rinnovati o ristrutturati che, alla data di pubblicazione del presente regolamento, sono in una fase avanzata di sviluppo o sono oggetto di un contratto in corso

Articolo 12

Entrata in vigore

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal 1o gennaio 2015. Tuttavia, anteriormente al 1o gennaio 2015 può essere rilasciata un'autorizzazione di messa in servizio in conformità alla STI come illustrata nell'allegato al presente regolamento.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 18 novembre 2014

Per la Commissione

Il presidente

Jean-Claude JUNCKER


(1)  GU L 191 del 18.7.2008, pag. 1.

(2)  Regolamento (CE) n. 881/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, che istituisce un'Agenzia ferroviaria europea (GU L 164 del 30.4.2004, pag. 1).

(3)  Decisione 2008/217/CE della Commissione, del 20 dicembre 2007, relativa a una specifica tecnica di interoperabilità per il sottosistema «infrastruttura» del sistema ferroviario transeuropeo ad alta velocità (GU L 77 del 19.3.2008, pag. 1).

(4)  Decisione 2011/275/UE della Commissione, del 26 aprile 2011, relativa a una specifica tecnica di interoperabilità per il sottosistema «infrastruttura» del sistema ferroviario transeuropeo convenzionale (GU L 126 del 14.5.2011, pag. 53).

(5)  Direttiva 2004/49/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa alla sicurezza delle ferrovie comunitarie e recante modifica della direttiva 95/18/CE del Consiglio relativa alle licenze delle imprese ferroviarie e della direttiva 2001/14/CE relativa alla ripartizione della capacità di infrastruttura ferroviaria, all'imposizione dei diritti per l'utilizzo dell'infrastruttura ferroviaria e alla certificazione di sicurezza (direttiva sulla sicurezza delle ferrovie) (GU L 164 del 30.4.2004, pag. 44).

(6)  Decisione 2010/713/UE della Commissione, del 9 novembre 2010, concernente i moduli per le procedure di valutazione della conformità, dell'idoneità all'impiego e della verifica CE da utilizzare per le specifiche tecniche di interoperabilità adottate nell'ambito della direttiva 2008/57/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 319 del 4.12.2010, pag. 1).


ALLEGATO

INDICE

1.

Introduzione 11

1.1.

Ambito di applicazione tecnico 11

1.2.

Ambito di applicazione geografico 11

1.3.

Contenuto della presente STI 11

2.

Definizione e ambito di applicazione del sottosistema 11

2.1.

Definizione del sottosistema «infrastruttura» 11

2.2.

Interfacce della presente STI con altre STI 12

2.3.

Interfacce della presente STI con la STI «Persone a mobilità ridotta» 12

2.4.

Interfacce della presente STI con la STI «Sicurezza nelle gallerie ferroviarie» 12

2.5.

Relazione con il sistema di gestione della sicurezza 12

3.

Requisiti essenziali 12

4.

Descrizione del sottosistema «infrastruttura» 15

4.1.

Introduzione 15

4.2.

Specifiche funzionali e tecniche del sottosistema 16

4.2.1.

Categorie di linea STI 16

4.2.2.

Parametri fondamentali che caratterizzano il sottosistema «infrastruttura» 18

4.2.3.

Tracciato della linea 20

4.2.4.

Parametri dei binari 22

4.2.5.

Dispositivi di armamento 27

4.2.6.

Resistenza del binario ai carichi applicati 27

4.2.7.

Resistenza delle strutture ai carichi da traffico 28

4.2.8.

Limite di azione immediata su difetti della geometria del binario 30

4.2.9.

Marciapiedi 33

4.2.10.

Salute, sicurezza e ambiente 34

4.2.11.

Disposizioni in materia di esercizio 35

4.2.12.

Impianti fissi per la manutenzione dei treni 36

4.3.

Specifiche funzionali e tecniche delle interfacce 36

4.3.1.

Interfacce con il sottosistema «Materiale rotabile» 37

4.3.2.

Interfacce con il sottosistema «Energia» 39

4.3.3.

Interfacce con il sottosistema «Controllo-comando e segnalamento» 39

4.3.4.

Interfacce con il sottosistema «Esercizio e gestione del traffico» 40

4.4.

Norme di esercizio 40

4.5.

Norme relative alla manutenzione 40

4.5.1.

Fascicolo di manutenzione 40

4.5.2.

Piano di manutenzione 41

4.6.

Qualifiche professionali 41

4.7.

Condizioni di salute e di sicurezza 41

5.

Componenti di interoperabilità 41

5.1.

Base di selezione dei componenti di interoperabilità 41

5.2.

Elenco dei componenti 41

5.3.

Prestazioni e specifiche dei componenti 41

5.3.1.

Rotaia 41

5.3.2.

Sistemi di attacco delle rotaie 42

5.3.3.

Traverse 42

6.

Valutazione della conformità dei componenti di interoperabilità e verifica CE dei sottosistemi 42

6.1.

Componenti d'interoperabilità 42

6.1.1.

Procedure di valutazione della conformità 42

6.1.2.

Applicazione dei moduli 43

6.1.3.

Soluzioni innovative per i componenti di interoperabilità 43

6.1.4.

Dichiarazione CE di conformità per i componenti di interoperabilità 43

6.1.5.

Procedure di valutazione particolari per componenti di interoperabilità 44

6.2.

Sottosistema «infrastruttura» 44

6.2.1.

Disposizioni generali 44

6.2.2.

Applicazione dei moduli 45

6.2.3.

Soluzioni innovative 45

6.2.4.

Procedure di valutazione particolari per il sottosistema infrastruttura 45

6.2.5.

Soluzioni tecniche che consentono di presumere la conformità nella fase di progettazione 48

6.3.

Verifica CE in caso di uso della velocità quale criterio di migrazione 49

6.4.

Valutazione del fascicolo di manutenzione 49

6.5.

Sottosistemi contenenti componenti di interoperabilità privi di dichiarazione CE 49

6.5.1.

Condizioni 49

6.5.2.

Documentazione 50

6.5.3.

Manutenzione dei sottosistemi certificati conformemente al punto 6.5.1 50

6.6.

Sottosistemi contenenti componenti di interoperabilità utilizzabili in servizio e adatti al riutilizzo 50

6.6.1.

Condizioni 50

6.6.2.

Documentazione 50

6.6.3.

Impiego di componenti di interoperabilità utilizzabili in servizio nella manutenzione 51

7.

Attuazione della STI «infrastruttura» 51

7.1.

Applicazione della presente STI alle linee ferroviarie 51

7.2.

Applicazione della presente STI alle nuove linee ferroviarie 51

7.3.

Applicazione della presente STI alle linee ferroviarie esistenti 51

7.3.1.

Ristrutturazione di una linea 51

7.3.2.

Rinnovo di una linea 52

7.3.3.

Sostituzione nell'ambito della manutenzione 52

7.3.4.

Linee esistenti che non sono oggetto di un progetto di rinnovo o ristrutturazione 52

7.4.

Applicazione della presente STI a marciapiedi esistenti 53

7.5.

La velocità come criterio di attuazione 53

7.6.

Verifica della compatibilità delle infrastrutture e del materiale rotabile dopo l'autorizzazione del materiale rotabile 53

7.7.

Casi specifici 53

7.7.1.

Particolarità della rete austriaca 53

7.7.2.

Particolarità della rete belga 54

7.7.3.

Particolarità della rete bulgara 54

7.7.4.

Particolarità della rete danese 54

7.7.5

Particolarità della rete estone 54

7.7.6.

Particolarità della rete finlandese 55

7.7.7.

Particolarità della rete francese 58

7.7.8.

Particolarità della rete tedesca 58

7.7.9.

Particolarità della rete greca 58

7.7.10.

Particolarità della rete italiana 58

7.7.11.

Particolarità della rete lettone 59

7.7.12.

Particolarità della rete polacca 60

7.7.13.

Particolarità della rete portoghese 62

7.7.14.

Particolarità della rete della Repubblica d'Irlanda 64

7.7.15.

Particolarità della rete spagnola 65

7.7.16.

Particolarità della rete svedese 68

7.7.17.

Particolarità della rete del Regno Unito per la Gran Bretagna 68

7.7.18.

Particolarità della rete del Regno Unito per l'Irlanda del Nord 70

7.7.19.

Particolarità della rete slovacca 70

Appendice A —

Valutazione dei componenti di interoperabilità 75

Appendice B —

Valutazione del sottosistema «infrastruttura» 76

Appendice C —

Caratteristiche tecniche dei progetti di binari e di dispositivi di armamento 79

Appendice D —

Condizioni d'uso dei progetti di binari e di dispositivi di armamento 81

Appendice E —

Requisiti di capacità applicabili alle strutture in funzione del codice di traffico 82

Appendice F —

Requisiti di capacità applicabili alle strutture in funzione del codice di traffico nel Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord 84

Appendice G —

Conversione della velocità in miglia all'ora per la repubblica di Irlanda e il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord 86

Appendice H —

Sagoma limite per il sistema con scartamento da 1 520 mm 87

Appendice I —

Curve contrapposte con raggio compreso tra 150 m e 300 m 89

Appendice J —

Garantire la sicurezza sui cuori doppi delle intersezioni 91

Appendice K —

Base dei requisiti minimi per le strutture per le carrozze passeggeri e le unità multiple 95

Appendice L —

Definizione della categoria di linea EN a12 per il codice di traffico P6 96

Appendice M —

Caso specifico relativo alla rete estone 97

Appendice N —

Caso specifico relativo alla rete greca 97

Appendice O —

Caso specifico relativo alle reti della Repubblica di Irlanda e del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord 97

Appendice P —

Sagoma limite per le parti inferiori dello scartamento da 1 668 mm sulla rete spagnola 98

Appendice Q —

Norme tecniche nazionali relative ai casi specifici UK-GB 100

Appendice R —

Elenco dei punti in sospeso 101

Appendice S —

Glossario 102

Appendice T —

Elenco delle norme citate 108

1.   INTRODUZIONE

1.1.   Ambito di applicazione tecnico

La presente specifica tecnica di interoperabilità (STI) riguarda il sottosistema «infrastruttura» e parte del sottosistema «manutenzione» del sistema ferroviario dell'Unione conformemente all'articolo 1 della direttiva 2008/57/CE.

Il sottosistema «infrastruttura» è definito all'allegato II (2.1) della direttiva 2008/57/CE.

L'ambito di applicazione tecnico della presente STI è ulteriormente definito all'articolo 2, paragrafi 1, 5 e 6, del presente regolamento.

1.2.   Ambito di applicazione geografico

L'ambito di applicazione geografico della presente STI è definito all'articolo 2, paragrafo 4, del presente regolamento.

1.3.   Contenuto della presente STI

(1)

Ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 3, della direttiva 2008/57/CE la presente STI:

a)

definisce l'ambito di applicazione previsto (sezione 2);

b)

stabilisce i requisiti essenziali del sottosistema «infrastruttura» (sezione 3);

c)

definisce le specifiche funzionali e tecniche che il sottosistema e le sue interfacce devono rispettare in relazione ad altri sottosistemi (sezione 4);

d)

specifica i componenti di interoperabilità e le interfacce che devono essere oggetto di specifiche europee, tra cui le norme europee, che sono necessari per realizzare l'interoperabilità del sistema ferroviario dell'Unione (sezione 5);

e)

indica, in ogni caso previsto, le procedure da usare per valutare la conformità o l'idoneità all'impiego dei componenti di interoperabilità, da un lato, o per la verifica CE dei sottosistemi, dall'altro (sezione 6);

f)

indica la strategia di applicazione della presente STI (sezione 7);

g)

indica, per il personale interessato, i requisiti di qualifica professionale e le condizioni di salute e sicurezza sul luogo di lavoro richiesti per il funzionamento e la manutenzione del sottosistema, nonché per l'attuazione della presente STI (sezione 4).

Ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 5, della direttiva 2008/57/CE, nella sezione 7 sono indicate le disposizioni per i casi specifici.

(2)

I requisiti di cui alla presente STI sono validi per tutti i sistemi di scartamento che rientrano nel suo ambito di applicazione, salvo laddove un paragrafo faccia riferimento a uno specifico sistema di scartamento o a uno specifico scartamento nominale.

2.   DEFINIZIONE E AMBITO DI APPLICAZIONE DEL SOTTOSISTEMA

2.1.   Definizione del sottosistema «infrastruttura»

La presente STI riguarda:

a)

il sottosistema strutturale «infrastruttura»;

b)

la parte del sottosistema funzionale «manutenzione» relativa al sottosistema «infrastruttura» (impianti di lavaggio per la pulizia esterna dei treni, impianti di rifornimento d'acqua, impianti di rifornimento di carburante, impianti fissi per lo scarico dei servizi igienici e l'alimentazione elettrica a terra).

Gli elementi del sottosistema «infrastruttura» sono descritti nell'allegato II (2.1. Infrastruttura) della direttiva 2008/57/CE.

Il campo di applicazione della presente STI include pertanto i seguenti aspetti del sottosistema «Infrastruttura»:

a)

tracciato delle linee;

b)

parametri dei binari;

c)

dispositivi di armamento;

d)

resistenza del binario ai carichi applicati;

e)

resistenza delle strutture ai carichi da traffico;

f)

limite di azione immediata su difetti della geometria del binario;

g)

marciapiedi;

h)

salute, sicurezza e ambiente;

i)

disposizioni in materia di esercizio;

j)

impianti fissi per la manutenzione dei treni.

Ulteriori informazioni sono elencate al punto 4.2.2 della presente STI.

2.2.   Interfacce della presente STI con altre STI

Il punto 4.3 della presente STI definisce la specifica funzionale e tecnica delle interfacce con i seguenti sottosistemi, definiti nelle STI pertinenti:

a)

sottosistema «materiale rotabile»;

b)

sottosistema «energia»;

c)

sottosistema «controllo-comando e segnalamento»;

d)

sottosistema «esercizio e gestione del traffico».

Le interfacce con la STI «Persone a mobilità ridotta» (STI PRM) sono descritte al punto 2.3.

Le interfacce con la STI «Sicurezza nelle gallerie ferroviarie» (STI SRT) sono descritte nella sezione 2.4.

2.3.   Interfacce della presente STI con la STI «Persone a mobilità ridotta»

Tutti i requisiti relativi al sottosistema «infrastruttura» per quanto riguarda l'accesso delle persone a mobilità ridotta al sistema ferroviario sono definiti nella STI «Persone a mobilità ridotta».

2.4.   Interfacce della presente STI con la STI «Sicurezza nelle gallerie ferroviarie»

Tutti i requisiti relativi al sottosistema «infrastruttura» per quanto riguarda la sicurezza nelle gallerie ferroviarie sono fissati nella STI «Sicurezza nelle gallerie ferroviarie».

2.5.   Relazione con il sistema di gestione della sicurezza

I processi necessari ai fini della gestione della sicurezza conformemente ai requisiti di cui alla presente STI, comprese le interfacce con persone, organizzazioni o altri sistemi tecnici, sono progettati e attuati nel sistema di gestione della sicurezza del gestore dell'infrastruttura, come previsto dalla direttiva 2004/49/CE.

3.   REQUISITI ESSENZIALI

La tabella riportata di seguito indica i parametri di base specificati nella presente STI e la loro corrispondenza ai requisiti essenziali enunciati e numerati nell'allegato III della direttiva 2008/57/CE.

Tabella 1

Parametri fondamentali del sottosistema «infrastruttura» corrispondenti ai requisiti essenziali

Punto della STI

Titolo del punto della STI

Sicurezza

Affidabilità,

Disponibilità

Salute

Protezione dell'ambiente

Compatibilità tecnica

Accessibilità

4.2.3.1

Sagoma limite

1.1.1, 2.1.1

 

 

 

1.5

 

4.2.3.2

Interasse dei binari

1.1.1, 2.1.1

 

 

 

1.5

 

4.2.3.3

Pendenze massime

1.1.1

 

 

 

1.5

 

4.2.3.4

Raggio minimo di curvatura orizzontale

1.1.3

 

 

 

1.5

 

4.2.3.5

Raggio minimo di curvatura verticale

1.1.3

 

 

 

1.5

 

4.2.4.1

Scartamento nominale

 

 

 

 

1.5

 

4.2.4.2

Sopraelevazione

1.1.1, 2.1.1

 

 

 

1.5

1.6.1

4.2.4.3

Insufficienza di sopraelevazione

1.1.1

 

 

 

1.5

 

4.2.4.4

Cambio brusco dell'insufficienza di sopraelevazione

2.1.1

 

 

 

 

 

4.2.4.5

Conicità equivalente

1.1.1, 1.1.2

 

 

 

1.5

 

4.2.4.6

Profilo del fungo della rotaia per il binario di corsa

1.1.1, 1.1.2

 

 

 

1.5

 

4.2.4.7

Inclinazione della rotaia

1.1.1, 1.1.2

 

 

 

1.5

 

4.2.5.1

Geometria di progettazione dei dispositivi di armamento

1.1.1, 1.1.2, 1.1.3

 

 

 

1.5

 

4.2.5.2

Utilizzo di deviatoi con cuore a punta mobile

1.1.2, 1.1.3

 

 

 

 

 

4.2.5.3

Lunghezza massima dello spazio non guidato dei cuori doppi delle intersezioni

1.1.1, 1.1.2

 

 

 

1.5

 

4.2.6.1

Resistenza del binario ai carichi verticali

1.1.1, 1.1.2, 1.1.3

 

 

 

1.5

 

4.2.6.2

Resistenza longitudinale del binario

1.1.1, 1.1.2, 1.1.3

 

 

 

1.5

 

4.2.6.3

Resistenza laterale del binario

1.1.1, 1.1.2, 1.1.3

 

 

 

1.5

 

4.2.7.1

Resistenza dei ponti nuovi ai carichi del traffico

1.1.1, 1.1.3

 

 

 

1.5

 

4.2.7.2

Carico verticale equivalente per opere in terra nuove ed effetti di pressione della terra sulle strutture nuove

1.1.1, 1.1.3

 

 

 

1.5

 

4.2.7.3

Resistenza di strutture nuove sovrastanti i binari o adiacenti ai binari

1.1.1, 1.1.3

 

 

 

1.5

 

4.2.7.4

Resistenza dei ponti e delle opere in terra esistenti ai carichi del traffico

1.1.1, 1.1.3

 

 

 

1.5

 

4.2.8.1

Limite di azione immediata per allineamento

1.1.1, 1.1.2

1.2

 

 

 

 

4.2.8.2

Limite di azione immediata per livellamento longitudinale

1.1.1, 1.1.2

1.2

 

 

 

 

4.2.8.3

Limite di azione immediata per lo sghembo del binario

1.1.1, 1.1.2

1.2

 

 

 

 

4.2.8.4

Limite di azione immediata per lo scartamento in quanto difetto isolato

1.1.1, 1.1.2

1.2

 

 

 

 

4.2.8.5

Limite di azione immediata per la sopraelevazione

1.1.1, 1.1.2

1.2

 

 

 

 

4.2.8.6

Limite di azione immediata per dispositivi di armamento

1.1.1, 1.1.2

1.2

 

 

1.5

 

4.2.9.1

Lunghezza utile dei marciapiedi

1.1.1, 2.1.1

 

 

 

1.5

 

4.2.9.2

Altezza dei marciapiedi

1.1.1, 2.1.1

 

 

 

1.5

1.6.1

4.2.9.3

Distanza dei marciapiedi

1.1.1, 2.1.1

 

 

 

1.5

1.6.1

4.2.9.4

Tracciato di posa dei binari lungo i marciapiedi

1.1.1, 2.1.1

 

 

 

1,5

1.6.1

4.2.10.1

Variazione massima della pressione nelle gallerie

1.1.1, 2.1.1

 

 

 

1.5

 

4.2.10.2

Effetto dei venti trasversali

1.1.1, 2.1.1

1.2

 

 

1.5

 

4.2.10.3

Sollevamento del ballast

1.1.1

1.2

 

 

1.5

 

4.2.11.1

Indicatori di ubicazione

1.1.1

1.2

 

 

 

 

4.2.11.2

Conicità equivalente in servizio

1.1.1, 1.1.2

 

 

 

1.5

 

4.2.12.2

Scarico delle toilette

1.1.5

1.2

1.3.1

 

1.5

 

4.2.12.3

Impianti di pulizia esterna del treno

 

1.2

 

 

1.5

 

4.2.12.4

Rifornimento di acqua

1.1.5

1.2

1.3.1

 

1.5

 

4.2.12.5

Rifornimento di carburante

1.1.5

1.2

1.3.1

 

1.5

 

4.2.12.6

Alimentazione elettrica di terra

1.1.5

1.2

 

 

1.5

 

4.4

Norme di esercizio

 

1.2

 

 

 

 

4.5

Norme relative alla manutenzione

 

1.2

 

 

 

 

4.6

Qualifiche professionali

1.1.5

1.2

 

 

 

 

4.7

Condizioni di salute e di sicurezza

1.1.5

1.2

1.3

1.4.1

 

 

4.   DESCRIZIONE DEL SOTTOSISTEMA «INFRASTRUTTURA»

4.1.   Introduzione

(1)

Il sistema ferroviario dell'Unione, a cui si applica la direttiva 2008/57/CE e di cui fanno parte i sottosistemi infrastruttura e manutenzione, è un sistema integrato di cui occorre accertare la coerenza. Tale coerenza deve essere verificata in particolare per quanto riguarda le specifiche del sottosistema infrastruttura, le sue interfacce con gli altri sottosistemi del sistema ferroviario dell'Unione in cui è integrato, nonché le norme di funzionamento e manutenzione.

(2)

Non si intende imporre i valori limite stabiliti nella presente STI come valori standard per la progettazione. Tuttavia, i valori di progettazione devono rientrare nei limiti stabiliti dalla presente STI.

(3)

Le specifiche funzionali e tecniche del sottosistema e delle interfacce, di cui ai punti 4.2 e 4.3, non impongono l'uso di tecnologie o soluzioni tecniche specifiche, tranne quando strettamente necessario per l'interoperabilità del sistema ferroviario dell'Unione.

(4)

Le soluzioni innovative di interoperabilità, che non ottemperano ai requisiti specificati nella presente STI e/o che non sono valutabili ai sensi della stessa, richiedono nuove specifiche e/o nuovi metodi di valutazione. Per favorire l'innovazione tecnologica, tali specifiche e metodi di valutazione sono sviluppati secondo il processo per le soluzioni innovative descritto all'articolo 10.

(5)

Laddove si fa riferimento alle norme EN, eventuali variazioni, denominate «deviazioni nazionali» alla norma EN, non sono applicabili, salvo indicazione contraria nella presente STI.

(6)

Quando la velocità delle linee è espressa in [km/h] come categoria o parametro di prestazione nella presente STI, è consentito convertire la velocità nel suo equivalente in [mph], come nell'appendice G, per le reti della Repubblica di Irlanda e del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord.

4.2.   Specifiche funzionali e tecniche del sottosistema

4.2.1.   Categorie di linea STI

(1)

L'allegato I della direttiva 2008/57/CE riconosce che la rete ferroviaria dell'Unione può essere suddivisa in diverse categorie: rete del sistema ferroviario transeuropeo convenzionale (punto 1.1), rete del sistema ferroviario transeuropeo ad alta velocità (punto 2.1) e estensione dell'ambito di applicazione (punto 4.1). Per realizzare l'interoperabilità nel rispetto del criterio costi-efficacia, la presente STI definisce livelli di prestazione per le «categorie di linea STI».

(2)

Le categorie di linee sono utilizzate per classificare le linee esistenti al fine di definire un sistema target affinché siano rispettati i pertinenti parametri di prestazioni.

(3)

La categoria di linea della STI è una combinazione di codici di traffico. Per le linee sulle quali transita una sola tipologia di traffico (ad esempio una linea riservata al solo traffico merci) è possibile utilizzare un codice unico per descrivere i requisiti; nei casi di traffico misto la categoria viene descritta da uno o più codici per i passeggeri e le merci. I codici di traffico combinati descrivono l'insieme in cui può circolare l'auspicato mix di traffico.

(4)

Ai fini della categorizzazione per la STI, le linee sono classificate in modo generico sulla base del tipo di traffico (codice di traffico) caratterizzato dai seguenti parametri di prestazioni:

sagoma limite;

carico per asse;

velocità della linea;

lunghezza del treno;

lunghezza utile dei marciapiedi.

Le colonne «sagoma limite» e «carico per asse» sono considerate requisiti minimi in quanto controllano direttamente i treni che possono circolare. Le colonne «velocità della linea», «lunghezza utile dei marciapiedi» e «lunghezza del treno» sono indicative della gamma di valori generalmente applicati a differenti tipi di traffico ma non impongono direttamente restrizioni al traffico che può circolare sulla linea.

(5)

I criteri di prestazioni di cui alle tabelle 2 e 3 non sono destinati all'uso per valutare direttamente la compatibilità tra materiale rotabile e infrastruttura.

(6)

Le informazioni che definiscono la relazione tra il carico massimo per asse e la velocità massima in base al tipo di veicolo sono riportate nelle appendici E ed F.

(7)

I livelli di prestazioni per tipi di traffico sono definiti nelle seguenti tabelle 2 e 3.

Tabella 2

Parametri di prestazioni per il traffico passeggeri

Codice di traffico

Sagoma limite

Carico per asse [t]

Velocità della linea (km/h)

Lunghezza utile del marciapiede [m]

P1

GC

17 (1)

250-350

400

P2

GB

20 (1)

200-250

200-400

P3

DE3

22,5 (2)

120-200

200-400

P4

GB

22,5 (2)

120-200

200-400

P5

GA

20 (2)

80-120

50-200

P6

G1

12 (2)

n.d.

n.d.

P1520

S

22,5 (2)

80-160

35-400

P1600

IRL1

22,5 (2)

80-160

75-240


Tabella 3

Parametri di prestazioni per il traffico merci

Codice di traffico

Sagoma limite

Carico per asse [t]

Velocità della linea (km/h)

Lunghezza del treno [m]

F1

GC

22,5 (3)

100-120

740-1 050

F2

GB

22,5 (3)

100-120

600-1 050

F3

GA

20 (3)

60-100

500-1 050

F4

G1

18 (3)

n.d.

n.d.

F1520

S

25 (3)

50-120

1 050

F1600

IRL1

22,5 (3)

50-100

150-450

(8)

Nel caso delle strutture, il carico per asse da solo non è sufficiente per definire i requisiti per le infrastrutture. I requisiti sono specificati al punto 4.2.7.1.1 per le strutture nuove e al punto 4.2.7.4 per le strutture esistenti.

(9)

I nodi passeggeri, i nodi merci e le linee di collegamento sono inclusi nei codici di linea di cui sopra, ove opportuno.

(10)

L'articolo 5, paragrafo 7, della direttiva 2008/57/CE stabilisce quanto segue:

«Le STI non ostano alle decisioni degli Stati membri sull'utilizzo delle infrastrutture per la circolazione dei veicoli non contemplati dalle STI»

.

È pertanto consentito progettare linee nuove o ristrutturate tali da accettare sagome limite maggiori, carichi per asse superiori, velocità più elevate, maggiori lunghezze utili dei marciapiedi e treni più lunghi rispetto ai valori specificati.

(11)

Fatti salvi la sezione 7.6 e il punto 4.2.7.1.2(3), quando una nuova linea viene inserita nella categoria P1, ci si deve accertare che i treni di «Classe I», conformemente alla STI HS RST (decisione 2008/232/CE della Commissione (4)), per velocità superiori a 250 km/h, possano circolare su tale linea fino a raggiungere la velocità massima.

(12)

Parti specifiche della linea possono essere progettate per uno o tutti i parametri di prestazioni velocità della linea, lunghezza utile dei marciapiedi e lunghezza del treno inferiori a quelli definiti nelle tabelle 2 e 3, in casi debitamente giustificati per rispondere a limitazioni geografiche, urbane o ambientali.

4.2.2.   Parametri fondamentali che caratterizzano il sottosistema «infrastruttura»

4.2.2.1.   Elenco dei parametri fondamentali

I parametri fondamentali che caratterizzano il sottosistema «Infrastruttura», raggruppati secondo gli aspetti elencati al punto 2.1, sono i seguenti:

A.

Tracciato della linea

a)

Sagoma limite (4.2.3.1);

b)

Interasse dei binari (4.2.3.2);

c)

Pendenze massime (4.2.3.3);

d)

Raggio minimo di curvatura orizzontale (4.2.3.4);

e)

Raggio minimo di curvatura verticale (4.2.3.5).

B.

Parametri dei binari

a)

Scartamento nominale (4.2.4.1);

b)

Sopraelevazione (4.2.4.2);

c)

Insufficienza di sopraelevazione (4.2.4.3);

d)

Cambio brusco dell'insufficienza di sopraelevazione (4.2.4.4);

e)

Conicità equivalente (4.2.4.5);

f)

Profilo del fungo della rotaia per il binario di corsa (4.2.4.6);

g)

Inclinazione della rotaia (4.2.4.7).

C.

Dispositivi di armamento

a)

Geometria di progetto dei dispositivi di armamento (4.2.5.1);

b)

Utilizzo di deviatoi con cuore a punta mobile (4.2.5.2);

c)

Lunghezza massima dello spazio non guidato dei cuori doppi delle intersezioni (4.2.5.3).

D.

Resistenza del binario ai carichi applicati

a)

Resistenza del binario ai carichi verticali (4.2.6.1);

b)

Resistenza longitudinale del binario (4.2.6.2);

c)

Resistenza laterale del binario (4.2.6.3).

E.

Resistenza delle strutture ai carichi da traffico

a)

Resistenza dei ponti nuovi ai carichi da traffico (4.2.7.1);

b)

Carico verticale equivalente per opere in terra nuove ed effetti di pressione della terra sulle strutture nuove (4.2.7.2);

c)

Resistenza di strutture nuove sovrastanti i binari o adiacenti ai binari (4.2.7.3);

d)

Resistenza delle strutture e delle opere in terra esistenti ai carichi da traffico (4.2.7.4).

F.

Limite di azione immediata su difetti della geometria del binario

a)

Limite di azione immediata per allineamento (4.2.8.1);

b)

Limite di azione immediata per livellamento longitudinale (4.2.8.2);

c)

Limite di azione immediata per lo sghembo del binario (4.2.8.3);

d)

Limite di azione immediata per lo scartamento in quanto difetto isolato (4.2.8.4);

e)

Limite di azione immediata per la sopraelevazione (4.2.8.5);

f)

Limite di azione immediata per dispositivi di armamento (4.2.8.6).

G.

Marciapiedi

a)

Lunghezza utile dei marciapiedi (4.2.9.1);

b)

Altezza dei marciapiedi (4.2.9.2);

c)

Distanza dei marciapiedi (4.2.9.3);

d)

Tracciato di posa dei binari lungo i marciapiedi (4.2.9.4).

H.

Salute, sicurezza e ambiente

a)

Variazione di pressione massima in galleria (4.2.10.1);

b)

Effetto dei venti trasversali (4.2.10.2);

c)

Sollevamento del ballast (4.2.10.3).

I.

Disposizioni in materia di esercizio

a)

Indicatori di ubicazione (4.2.11.1);

b)

Conicità equivalente in servizio (4.2.11.2).

J.

Impianti fissi per la manutenzione dei treni

a)

Disposizioni generali (4.2.12.1);

b)

Scarico delle toilette (4.2.12.2);

c)

Impianti di pulizia esterna del treno (4.2.12.3);

d)

Rifornimento di acqua (4.2.12.4);

e)

Rifornimento di carburante (4.2.12.5);

f)

Alimentazione elettrica di terra (4.2.12.6).

K.

Norme relative alla manutenzione

a)

Documentazione per la manutenzione (4.5.1).

4.2.2.2.   Requisiti per i parametri fondamentali

(1)

I requisiti sono descritti nei paragrafi seguenti, unitamente alle condizioni particolari eventualmente ammesse in ciascun caso per i parametri fondamentali e le interfacce in questione.

(2)

I valori dei parametri fondamentali sono validi soltanto fino a una velocità massima della linea di 350 km/h.

(3)

Per la rete della Repubblica di Irlanda e del Regno Unito in relazione all'Irlanda del Nord i valori dei parametri fondamentali sono validi soltanto fino a una velocità massima della linea di 165 km/h.

(4)

In caso di binario a rotaie multiple, i requisiti della presente STI devono essere applicati separatamente a ogni coppia di rotaie progettata per essere utilizzata come binario separato.

(5)

I requisiti per le linee che rappresentano casi specifici sono descritti al punto 7.7.

(6)

È autorizzato l'uso di una breve sezione di binario con dispositivi per consentire il passaggio fra scartamenti nominali diversi.

(7)

I requisiti sono concepiti per il sottosistema in condizioni normali di esercizio. Le eventuali conseguenze dell'esecuzione di lavori che possono temporaneamente comportare eccezioni rispetto alle prestazioni del sottosistema, sono trattate nel punto 4.4.

(8)

Le prestazioni dei treni possono essere potenziate mediante l'adozione di sistemi specifici, come i dispositivi a cassa oscillante. Possono essere autorizzate condizioni particolari per la circolazione dei treni così equipaggiati, purché esse non comportino restrizioni alla circolazione dei treni privi di simili dispositivi.

4.2.3.   Tracciato della linea

4.2.3.1.   Sagoma limite

(1)

La parte superiore della sagoma limite è stabilita sulla base delle sagome selezionate conformemente al punto 4.2.1 e definite nell'allegato C e nell'allegato D, punto D.4.8 della norma EN 15273-3:2013.

(2)

La parte inferiore della sagoma limite è GI2, quale definita nell'allegato C della norma EN 15273-3:2013. Quando i binari sono dotati di freni di rotaia, il profilo limite GI1, quale definito nell'allegato C della norma EN 15273-3:2013, si applica alla parte inferiore della sagoma.

(3)

I calcoli della sagoma limite sono effettuati utilizzando il metodo cinematico conformemente ai requisiti di cui alle sezioni 5, 7 e 10 e all'allegato C e allegato D, punto D.4.8, della norma EN 15273-3:2013.

(4)

Diversamente da quanto stabilito ai punti da 1) a 3), per il sistema con scartamento da 1 520 mm si applicano tutti i codici di traffico selezionati conformemente al punto 4.2.1 con la sagoma limite uniforme «S» quale definita nell'appendice H della presente STI.

(5)

Diversamente da quanto stabilito ai punti da 1) a 3), per il sistema con scartamento da 1 600 mm si applicano tutti i codici di traffico selezionati conformemente al punto 4.2.1 con la sagoma limite uniforme IRL1 «S» quale definita nell'appendice O della presente STI.

4.2.3.2.   Interasse dei binari

(1)

L'interasse dei binari è stabilito sulla base delle sagome selezionate conformemente al punto 4.2.1.

(2)

L'interasse nominale orizzontale dei binari per le nuove linee deve essere specificato per il progetto e non deve essere inferiore ai valori della tabella 4; esso tiene conto dei margini per gli effetti aerodinamici.

Tabella 4

Interasse nominale orizzontale minimo dei binari

Velocità massima consentita (km/h)

Interasse nominale orizzontale minimo dei binari [m]

160 < v ≤ 200

3,80

200 < v ≤ 250

4,00

250 < v ≤ 300

4,20

v > 300

4,50

(3)

L'interasse dei binari deve essere quantomeno conforme ai requisiti per l'interasse d'installazione limite, definito conformemente alla sezione 9 della norma EN 15273-3:2013.

(4)

Diversamente da quanto stabilito ai punti da 1) a 3), per il sistema con scartamento da 1 520 mm l'interasse nominale orizzontale dei binari deve essere specificato per il progetto e non deve essere inferiore ai valori della tabella 5; esso tiene conto dei margini per gli effetti aerodinamici.

Tabella 5

Interasse nominale orizzontale minimo dei binari per il sistema di scartamento da 1 520 mm

Velocità massima consentita (km/h)

Interasse nominale orizzontale minimo dei binari [m]

v ≤ 160

4,10

160 < v ≤ 200

4,30

200 < v ≤ 250

4,50

v > 250

4,70

(5)

Diversamente da quanto stabilito al punto 2, per il sistema con scartamento da 1 668 mm l'interasse nominale orizzontale dei binari per le nuove linee deve essere specificato per il progetto e non deve essere inferiore ai valori della tabella 6; esso tiene conto dei margini per gli effetti aerodinamici.

Tabella 6

Interasse nominale orizzontale minimo dei binari per il sistema di scartamento da 1 668 mm

Velocità massima consentita (km/h)

Interasse nominale orizzontale minimo dei binari [m]

160 < V ≤ 200

3,92

200 < V < 250

4,00

250 ≤ V ≤ 300

4,30

300 < V ≤ 350

4,50

(6)

Diversamente da quanto stabilito ai punti da 1) a 3), per il sistema con scartamento da 1 600 mm, l'interasse dei binari deve essere fissato sulla base delle sagome selezionate conformemente al punto 4.2.1. L'interasse nominale orizzontale dei binari deve essere specificato per il progetto e non deve essere inferiore a 3,57 m per la sagoma IRL1; esso tiene conto dei margini per gli effetti aerodinamici.

4.2.3.3.   Pendenze massime

(1)

Le pendenze di binari lungo marciapiedi per passeggeri delle nuove linee non devono essere superiori a 2,5 mm/m nei casi in cui i veicoli sono regolarmente agganciati e sganciati.

(2)

Le pendenze dei nuovi binari di stazionamento destinati alla sosta di materiale rotabile non devono essere superiori a 2,5 mm/m salvo disposizioni specifiche per impedire la fuga del materiale rotabile.

(3)

In fase di progettazione sono ammesse pendenze pari a 35 mm/m per i binari principali delle nuove linee P1 dedicate al traffico passeggeri, sempre che siano rispettate le seguenti condizioni:

a)

la media mobile della pendenza del profilo su 10 km deve essere inferiore o pari a 25 mm/m;

b)

la lunghezza massima di pendenza continua di 35 mm/m non deve superare 6 km.

4.2.3.4.   Raggio minimo di curvatura orizzontale

Il raggio minimo di curvatura orizzontale deve essere selezionato tenendo conto della velocità locale di progetto della curva.

(1)

Il raggio minimo di curvatura orizzontale di progetto per le nuove linee non deve essere inferiore a 150 m.

(2)

Per le nuove linee le curve contrapposte (escluse quelle nelle stazioni di smistamento in cui i carri sono movimentati singolarmente) con raggio compreso fra 150 m e 300 m devono essere progettate in modo da evitare la sovrapposizione dei respingenti. Nel caso di tratti di binario intermedi e rettilinei, compresi tra le curve, si applicano la tabella 43 e la tabella 44 dell'appendice I. Nel caso di tratti di binario intermedi non rettilinei deve essere effettuato un calcolo accurato per verificare l'entità del disassamento delle estremità (di due veicoli adiacenti).

(3)

Diversamente da quanto stabilito al punto 2, per il sistema con scartamento da 1 520 mm, le curve contrapposte con raggio compreso tra 150 e 250 m devono essere progettate con una sezione di binario rettilineo di almeno 15 m tra le curve.

4.2.3.5.   Raggio minimo di curvatura verticale

(1)

Il raggio di curvatura verticale (escluso le selle di lancio nelle stazioni di smistamento) deve essere di almeno 500 m sui dossi o di 900 m negli avvallamenti.

(2)

Per le selle di lancio nelle stazioni di smistamento il raggio di curvatura verticale deve essere di almeno 250 m sui dossi o di 300 m negli avvallamenti.

(3)

Diversamente da quanto stabilito al punto 1), per il sistema con scartamento da 1 520 mm, il raggio di curvatura verticale (escluso le stazioni di smistamento) deve essere di almeno 5 000 m sia sui dossi che negli avvallamenti.

(4)

Diversamente da quanto stabilito al punto 2), per il sistema con scartamento da 1 520 mm e per le selle di lancio nelle stazioni di smistamento il raggio di curvatura verticale deve essere di almeno 350 m sui dossi e di 250 m negli avvallamenti.

4.2.4.   Parametri dei binari

4.2.4.1.   Scartamento nominale

(1)

Lo scartamento standard nominale europeo è di 1 435 mm.

(2)

Diversamente da quanto stabilito al punto 1), per il sistema con scartamento da 1 520 mm lo scartamento standard nominale europeo è di 1 520 mm.

(3)

Diversamente da quanto stabilito al punto 1), per il sistema con scartamento da 1 668 mm lo scartamento standard nominale europeo è di 1 668 mm.

(4)

Diversamente da quanto stabilito al punto 1), per il sistema con scartamento da 1 600 mm lo scartamento standard nominale europeo è di 1 600 mm.

4.2.4.2.   Sopraelevazione

(1)

La sopraelevazione di progetto delle linee deve essere limitata come definito nella tabella 7.

Tabella 7

Sopraelevazione di progetto [mm]

 

Traffico merci e misto

Traffico passeggeri

Binari con ballast

160

180

Binari senza ballast

170

180

(2)

La sopraelevazione di progetto su binari adiacenti ai marciapiedi delle stazioni in cui è previsto che i treni si fermino nelle condizioni normali di servizio non deve essere superiore a 110 mm.

(3)

Sulle nuove linee con traffico misto o merci con curve aventi un raggio inferiore a 305 m e una transizione di sopraelevazione superiore a 1 mm/m, la sopraelevazione deve essere limitata al valore fornito dalla formula seguente:

D ≤ (R – 50)/1,5

dove D rappresenta la sopraelevazione in mm e R il raggio in m.

(4)

Diversamente da quanto stabilito ai punti da 1) a 3), per il sistema con scartamento da 1 520 mm la sopraelevazione di progetto non deve superare 150 mm.

(5)

Diversamente da quanto stabilito al punto 1), per il sistema con scartamento da 1 668 mm la sopraelevazione di progetto non deve superare 180 mm.

(6)

Diversamente da quanto stabilito al punto 2), per il sistema con scartamento da 1 668 mm la sopraelevazione di progetto su binari adiacenti ai marciapiedi delle stazioni in cui è previsto che i treni si fermino nelle condizioni normali di servizio non deve essere superiore a 125 mm.

(7)

Diversamente da quanto stabilito al punto 3), per il sistema con scartamento da 1 668 mm sulle nuove linee con traffico misto o merci e con curve aventi un raggio inferiore a 250 m, la sopraelevazione deve essere limitata al valore fornito dalla formula seguente:

D ≤ 0,9 * (R – 50)

dove D rappresenta la sopraelevazione in mm e R il raggio in m.

(8)

Diversamente da quanto stabilito al punto 1), per il sistema con scartamento da 1 600 mm la sopraelevazione di progetto non deve superare 185 mm.

4.2.4.3.   Insufficienza di sopraelevazione

(1)

I valori massimi per l'insufficienza di sopraelevazione sono riportati nella tabella 8.

Tabella 8

Massima insufficienza di sopraelevazione [mm]

Velocità di progetto [km/h]

v ≤ 160

160 < v ≤ 300

v > 300

Per l'esercizio del materiale rotabile conforme alla STI «Locomotive e materiale rotabile per il trasporto di passeggeri»

153

100

Per l'esercizio del materiale rotabile conforme alla STI «Carri merci»

130

(2)

È ammesso che i treni specificamente progettati per circolare con un'insufficienza di sopraelevazione superiore (unità multiple con carichi assiali inferiori a quelli riportati nella tabella 2; veicoli muniti di equipaggiamento speciale per impegnare le curve) possano circolare con valori più elevati di insufficienza di sopraelevazione, previa dimostrazione che ciò può essere ottenuto in sicurezza.

(3)

Diversamente da quanto stabilito al punto 1), per tutti i tipi di materiale rotabile per il sistema con scartamento da 1 520 mm l'insufficienza di sopraelevazione non deve superare 115 mm. Ciò vale per velocità fino a 200 km/h.

(4)

Diversamente da quanto stabilito al punto 1), per il sistema con scartamento da 1 668 mm i valori dell'insufficienza di sopraelevazione sono indicati nella tabella 9.

Tabella 9

Valori massimi dell'insufficienza di sopraelevazione per il sistema con scartamento da 1 668 mm [mm]

Velocità di progetto [km/h]

v ≤ 160

160 < v ≤ 300

v > 300

Per l'esercizio del materiale rotabile conforme alla STI «Locomotive e materiale rotabile per il trasporto di passeggeri»

175

115

Per l'esercizio del materiale rotabile conforme alla STI «Carri merci»

150

4.2.4.4.   Cambio brusco dell'insufficienza di sopraelevazione (4.2.4.4)

(1)

I valori massimi per un cambio brusco dell'insufficienza di sopraelevazione sono:

a)

130 mm per V ≤ 60 km/h,

b)

125 mm per 60 km/h < V ≤ 200 km/h,

c)

85 mm per 200 km/h < V ≤ 230 km/h,

d)

25 mm per V > 230 km/h.

(2)

Per V ≤ 40 km/h e insufficienza di sopraelevazione ≤ 75 mm sia prima che dopo un cambio brusco di curvatura, il valore del cambio brusco dell'insufficienza di sopraelevazione può essere aumentato a 150 mm.

(3)

Diversamente da quanto stabilito ai punti 1) e 2), per il sistema con scartamento da 1 520 mm i valori massimi del cambio brusco dell'insufficienza di sopraelevazione sono:

a)

115 mm per V ≤ 200 km/h,

b)

85 mm per 200 km/h < V ≤ 230 km/h,

c)

25 mm per V > 230 km/h.

(4)

Diversamente da quanto stabilito al punto 1), per il sistema con scartamento da 1 668 mm i valori massimi di progetto del cambio brusco dell'insufficienza di sopraelevazione sono:

a)

110 mm per V ≤ 115 km/h,

b)

(399 – V)/2,6 [mm] per 115 km/h < V ≤ 220 km/h,

c)

70 mm per 220 km/h < V ≤ 230 km/h.

Un cambio brusco dell'insufficienza di sopraelevazione non è consentito per velocità superiori a 230 km/h.

4.2.4.5.   Conicità equivalente

(1)

I valori limite della conicità equivalente riportati nella tabella 10 devono essere calcolati per l'ampiezza (y) dello spostamento trasversale della sala montata:

y = 3 mm,

if (TG – SR) ≥ 7 mm

Formula

,

if 5 mm ≤ (TG – SR) < 7 mm

y = 2 mm,

if (TG – SR) < 5 mm

dove TG è lo scartamento e SR è la distanza tra le facce attive della sala montata.

(2)

Non è richiesta alcuna valutazione della conicità equivalente per i dispositivi d'armamento.

(3)

I valori di progetto dello scartamento, del profilo del fungo della rotaia e dell'inclinazione della rotaia per i binari di corsa devono essere scelti in modo da garantire che non siano superati i limiti della conicità equivalente riportati nella tabella 10.

Tabella 10

Valori limite di progetto della conicità equivalente

 

Profilo della ruota

Gamma di velocità [km/h]

S1002, GV1/40

v ≤ 60

Valutazione non richiesta

60 < v ≤ 200

0,25

200 < v ≤ 280

0,20

v > 280

0,10

(4)

Le sale montate seguenti devono essere progettate per la circolazione sulle condizioni dei binari specificate (simulate mediante il calcolo conformemente alla norma EN 15302:2008+A1:2010):

a)

S 1002 quali definite nell'allegato C della norma EN 13715:2006 +A1:2010 con SR1.

b)

S 1002 quali definite nell'allegato C della norma EN 13715:2006 +A1:2010 con SR2.

c)

GV 1/40 quali definite nell'allegato B della norma EN 13715:2006 +A1:2010 con SR1.

d)

GV 1/40 quali definite nell'allegato B della norma EN 13715:2006 +A1:2010 con SR2.

Per SR1 e SR2 si applicano i seguenti valori:

a)

Per il sistema con scartamento da 1 435 mm SR1 = 1 420 mm e SR2 = 1 426 mm.

b)

Per il sistema con scartamento da 1 524 mm SR1 = 1 505 mm e SR2 = 1 511 mm.

c)

Per il sistema con scartamento da 1 600 mm SR1 = 1 585 mm e SR2 = 1 591 mm.

d)

Per il sistema con scartamento da 1 668 mm SR1 = 1 653 mm e SR2 = 1 659 mm.

(5)

Diversamente da quanto stabilito ai punti da 1 a 4, per il sistema con scartamento da 1 520 mm non è richiesta la valutazione della conicità equivalente.

4.2.4.6.   Profilo del fungo della rotaia per il binario di corsa

(1)

Il profilo del fungo della rotaia è selezionato dalla gamma di cui all'allegato A della norma EN 13674-1:2011, all'allegato A della norma EN13674-4:2006+A1:2009 o deve essere conforme alle disposizioni del punto 2).

(2)

Il progetto dei profili del fungo della rotaia per il binario di corsa comprende:

a)

un'inclinazione laterale sul fianco del fungo della rotaia compresa fra la verticale e 1/16 rispetto all'asse verticale del fungo;

b)

la distanza verticale tra l'estremo superiore di detta inclinazione laterale e la parte superiore della rotaia deve essere inferiore a 20 mm;

c)

un raggio di almeno 12 mm all'interno del fungo della rotaia;

d)

la distanza orizzontale tra lo spigolo superiore della rotaia e il punto di tangenza deve essere compresa tra 31 e 37,5 mm.

Figura 1

Profilo del fungo della rotaia

Image

(3)

I presenti requisiti non sono applicabili ai dispositivi di dilatazione

4.2.4.7.   Inclinazione della rotaia

4.2.4.7.1.   Binario di corsa

(1)

La rotaia deve essere inclinata verso il centro del binario.

(2)

L'inclinazione della rotaia per un determinato percorso deve essere scelta nell'intervallo compreso fra 1/20 e 1/40.

(3)

Per sezioni non superiori a 100 m fra dispositivi di armamento senza inclinazione, dove la velocità operativa non è superiore a 200 km/h, è autorizzata la posa di rotaie senza inclinazione.

4.2.4.7.2.   Requisiti per i dispositivi di armamento

(1)

La rotaia deve essere progettata per essere verticale o inclinata.

(2)

Se la rotaia è inclinata, l'inclinazione di progetto deve essere scelta nell'intervallo compreso fra 1/20 e 1/40.

(3)

L'inclinazione può essere data dalla forma della parte attiva del profilo del fungo della rotaia.

(4)

Nei dispositivi di armamento, laddove la velocità operativa è superiore a 200 km/h e pari o inferiore a 250 km/h, la posa di rotaie senza inclinazione è autorizzata purché sia limitata a sezioni di lunghezza non superiore a 50 m.

(5)

Per velocità superiori a 250 km/h le rotaie devono essere inclinate.

4.2.5.   Dispositivi di armamento

4.2.5.1.   Geometria di progetto dei dispositivi di armamento

Il punto 4.2.8.6 della presente STI definisce i limiti di azione immediata per i dispositivi di armamento compatibili con le caratteristiche geometriche delle sale montate quali definite nelle STI relative al materiale rotabile. Spetta al gestore dell'infrastruttura decidere i valori geometrici di progetto adeguati al suo piano di manutenzione.

4.2.5.2.   Utilizzo di deviatoi con cuore a punta mobile

Per velocità superiori a 250 km/h i dispositivi di armamento devono essere muniti di deviatoi con cuore a punta mobile.

4.2.5.3.   Lunghezza massima dello spazio non guidato dei cuori doppi delle intersezioni

Il valore di progetto della lunghezza massima dello spazio non guidato dei cuori doppi delle intersezioni deve essere conforme ai requisiti di cui all'appendice J della presente STI.

4.2.6.   Resistenza del binario ai carichi applicati

4.2.6.1.   Resistenza del binario ai carichi verticali

I binari, compresi i dispositivi di armamento, devono essere progettati tenendo conto almeno delle seguenti forze:

a)

il carico per asse selezionato in conformità al punto 4.2.1;

b)

le forze statiche verticali massime esercitate dalle ruote. Le forze massime esercitate dalle ruote per determinate condizioni di prova sono definite al punto 5.3.2.3 della norma EN 14363:2005;

c)

le forze quasi statiche verticali esercitate dalle ruote. Le forze quasi statiche massime esercitate dalle ruote per determinate condizioni di prova sono definite al punto 5.3.2.3 della norma EN 14363:2005.

4.2.6.2.   Resistenza longitudinale del binario

4.2.6.2.1.   Sollecitazioni di progetto

I binari, compresi i dispositivi di armamento, devono essere progettati per sopportare forze longitudinali equivalenti a quelle derivanti da una frenatura di 2,5 m/s2 per i parametri di prestazioni scelti in conformità al punto 4.2.1.

4.2.6.2.2.   Compatibilità con i sistemi di frenatura

(1)

I binari, compresi i dispositivi di armamento, devono essere progettati per essere compatibili con l'uso di sistemi di frenatura magnetica per la frenatura di emergenza.

(2)

I requisiti di progettazione dei binari, compresi i dispositivi di armamento, compatibili con l'uso di sistemi di frenatura a corrente parassita, costituiscono un punto in sospeso.

(3)

Per il sistema con scartamento da 1 600 mm è consentito non applicare il punto 1).

4.2.6.3.   Resistenza laterale del binario

I binari, compresi i dispositivi di armamento, devono essere progettati tenendo conto almeno delle seguenti forze:

a)

forze laterali; le forze laterali massime esercitate da una sala montata sul binario per determinate condizioni di prova sono definite al punto 5.3.2.2 della norma EN 14363:2005.

b)

forze di guida quasi statiche; le forze di guida quasi statiche Yqst per determinati raggi e condizioni di prova sono definite al punto 5.3.2.3 della norma EN 14363:2005.

4.2.7.   Resistenza delle strutture ai carichi da traffico

I requisiti di cui alla norma EN 1991-2:2003/AC:2010 e all'allegato A2 della norma EN 1990:2002 pubblicato come EN 1990:2002/A1:2005 di cui alla presente sezione della STI devono essere applicati conformemente ai punti corrispondenti degli allegati nazionali delle norme in questione, se esistenti.

4.2.7.1.   Resistenza dei ponti nuovi ai carichi del traffico

4.2.7.1.1.   Carichi verticali

(1)

Le strutture devono essere progettate per sostenere carichi verticali conformemente ai seguenti modelli di carico, definiti nella norma EN 1991-2:2003/AC:2010:

a)

Il modello di carico 71, come stabilito al punto 6.3.2 (2)P della norma EN 1991-2:2003/AC:2010.

b)

Inoltre, il modello di carico SW/0 per ponti continui, come stabilito al punto 6.3.3 (3)P della norma EN 1991-2:2003/AC:2010.

(2)

I modelli di carico vanno moltiplicati per il fattore alfa (α) come stabilito ai punti 6.3.2 (3)P e 6.3.3 (5)P della norma EN 1991-2:2003/AC:2010.

(3)

Il valore del fattore alfa (α) deve essere pari o superiore ai valori stabiliti nella tabella 11.

Tabella 11

Fattore alfa (α) per la progettazione di strutture nuove

Tipo di traffico

Valore minimo del fattore alfa (α)

P1, P2, P3, P4

1,0

P5

0,91

P6

0,83

P1520

Punto in sospeso

P1600

1,1

F1, F2, F3

1,0

F4

0,91

F1520

Punto in sospeso

F1600

1,1

4.2.7.1.2.   Tolleranza per gli effetti dinamici dei carichi verticali

(1)

Gli effetti di carico del modello di carico 71 e del modello di carico SW/0 vanno incrementati applicando un fattore dinamico phi (Φ), come indicato ai punti 6.4.3 (1)P e 6.4.5.2 (2) della norma EN 1991-2:2003/AC:2010.

(2)

Nel caso dei ponti e per velocità superiori a 200 km/h, laddove il punto 6.4.4 della norma EN 1991-2:2003/AC:2010 prevede l'esecuzione di un'analisi dinamica, la struttura deve essere progettata inoltre per il modello di carico HSLM, di cui al punto 6.4.6.1.1 da (3) a (6) della norma EN 1991-2:2003/AC:2010.

(3)

È consentito progettare i nuovi ponti in modo da consentire il passaggio di singoli treni passeggeri con carichi per asse superiori a quelli previsti dal modello HSLM. L'analisi dinamica deve essere effettuata utilizzando il valore caratteristico di carico del singolo treno assunto come massa di progetto in condizioni di carico utile normale conformemente all'appendice K con una tolleranza per i passeggeri in piedi nelle aree apposite, conformemente alla nota 1 dell'appendice K.

4.2.7.1.3.   Forze centrifughe

Quando un binario su un ponte è curvo su tutta o parte della lunghezza del ponte, la forza centrifuga deve essere tenuta in considerazione ai fini della progettazione delle strutture, come definito ai punti 6.5.1 (2), (4)P e (7) della norma EN 1991-2:2003/AC:2010.

4.2.7.1.4.   Spinte di serpeggio

La spinta di serpeggio deve essere tenuta in conto ai fini della progettazione delle strutture, come indicato al punto 6.5.2 della norma EN 1991-2:2003/AC:2010.

4.2.7.1.5.   Azioni dovute alla trazione e alla frenatura (carichi longitudinali)

Delle forze di trazione e di frenatura si deve tenere conto ai fini della progettazione delle strutture, come indicato ai punti 6.5.3 (2)P, (4), (5), (6) e (7)P della norma EN 1991-2:2003/AC:2010.

4.2.7.1.6.   Sghembo del binario di progetto dovuto alle azioni del traffico ferroviario

Lo sghembo totale massimo di progetto del binario dovuto alle azioni del traffico ferroviario non deve superare i valori stabiliti al punto A2.4.4.2.2(3)P dell'allegato A2 della norma EN 1990:2002 pubblicata come EN 1990:2002/A1:2005.

4.2.7.2.   Carico verticale equivalente per opere in terra nuove ed effetti di pressione della terra

(1)

Occorre progettare le opere in terra e specificare gli effetti di pressione della terra tenendo conto dei carichi verticali prodotti dal modello di carico 71 di cui al punto 6.3.2 (2) della norma EN 1991-2:2003/AC:2010.

(2)

Il carico verticale equivalente va moltiplicato per il fattore alfa (α) come indicato al punto 6.3.2 (3)P della norma EN 1991-2:2003/AC:2010. Il valore di a deve essere pari o superiore ai valori riportati nella tabella 11.

4.2.7.3.   Resistenza di strutture nuove sovrastanti i binari o adiacenti ai binari

Le azioni aerodinamiche esercitate dai treni circolanti devono essere prese in considerazione come definito ai punti da 6.6.2 a 6.6.6 della norma EN 1991-2:2003/AC:2010.

4.2.7.4.   Resistenza dei ponti e delle opere in terra esistenti ai carichi del traffico

(1)

I ponti e le opere in terra devono essere portati a un livello specifico di interoperabilità conformemente alla categoria di linea STI come da definizione di cui al punto 4.2.1.

(2)

I requisiti minimi di capacità per le strutture per ciascun codice di traffico sono specificati nell'appendice E. I valori rappresentano il livello minimo stabilito come obiettivo che le strutture devono possedere perché la linea sia dichiarata interoperabile.

(3)

Sono contemplati i casi seguenti:

a)

Quando una struttura esistente è sostituita da una struttura nuova, la struttura nuova deve essere conforme ai requisiti di cui ai punti 4.2.7.1 o 4.2.7.2.

b)

Se la capacità minima delle strutture esistenti, espressa dalla categoria di linea EN pubblicata in combinazione con la velocità autorizzata, soddisfa i requisiti dell'appendice E, si considera che le strutture esistenti soddisfino i requisiti applicabili in materia di interoperabilità.

c)

Quando la capacità di una struttura esistente non soddisfa i requisiti di cui all'appendice E e sono effettuati lavori (per esempio di rafforzamento) per migliorare la capacità della struttura affinché soddisfi i requisiti della presente STI (e la struttura non è sostituita da una struttura nuova), la struttura deve essere resa conforme ai requisiti dell'appendice E.

(4)

Per quanto riguarda la rete del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, ai punti 2) e 3) di cui sopra la categoria di linea EN può essere sostituita dal numero RA (Route Availability), rilasciato conformemente alla norma tecnica nazionale notificata a tal fine e, di conseguenza, il riferimento all'appendice E è sostituito da un riferimento all'appendice F.

4.2.8.   Limite di azione immediata su difetti della geometria del binario

4.2.8.1.   Limite di azione immediata per allineamento

(1)

I limiti di azione immediata per difetti isolati di allineamento sono definiti al punto 8.5 della norma EN 13848-5:2008+A1:2010. I difetti isolati non devono superare i limiti dell'intervallo di lunghezza d'onda D1, quali indicati nella tabella 6 della norma EN.

(2)

I limiti di azione immediata per difetti isolati di allineamento nel caso di velocità superiori a 300 km/h costituiscono un punto in sospeso.

4.2.8.2.   Limite di azione immediata per livellamento longitudinale

(1)

I limiti di azione immediata per difetti isolati di livellamento longitudinale sono definiti al punto 8.3 della norma EN 13848-5:2008+A1:2010. I difetti isolati non devono superare i limiti dell'intervallo di lunghezza d'onda D1, quali indicati nella tabella 5 della norma EN.

(2)

I limiti di azione immediata per difetti isolati di livellamento longitudinale nel caso di velocità superiori a 300 km/h costituiscono un punto in sospeso.

4.2.8.3.   Limite di azione immediata per lo sghembo del binario

(1)

Il limite di azione immediata per lo sghembo del binario in quanto difetto isolato è fornito da un valore da zero al valore di picco. Lo sghembo del binario è definito al punto 4.6 della norma EN 13848-1:2003+A1:2008.

(2)

Il limite dello sghembo di binario è una funzione della base di misurazione applicata conformemente al punto 8.6 della norma EN 13848-5:2008 + A1:2010.

(3)

Il gestore dell'infrastruttura stabilisce nel piano di manutenzione la lunghezza di base sulla quale effettuerà la misurazione del binario al fine di verificare il rispetto di tale requisito. La lunghezza di base della misurazione deve includere almeno una base compresa fra 2 e 5 m.

(4)

Diversamente da quanto stabilito ai punti 1) e 2), per il sistema con scartamento da 1 520 mm lo sghembo di binario, per una lunghezza di base di 10 m, non deve essere superiore a:

a)

16 mm per le linee passeggeri con v > 120 km/h o per le linee merci con v > 80 km/h;

b)

20 mm per le linee passeggeri con v ≤ 120 km/h o per le linee merci con v ≤ 80 km/h.

(5)

Diversamente da quanto stabilito al punto 3), per il sistema con scartamento da 1 520 mm il gestore dell'infrastruttura stabilisce nel piano di manutenzione su quale lunghezza di base deve essere effettuata la misurazione del binario al fine di verificare il rispetto di tale requisito. La lunghezza di base della misurazione deve includere almeno una base di 10 m.

(6)

Diversamente da quanto stabilito al punto 2), per il sistema con scartamento da 1 668 mm il limite dello sghembo di binario è una funzione della base di misurazione applicata conformemente a una delle seguenti equazioni a seconda della sopraelevazione:

a)

Limite dello sghembo = (20/l + 3) per u ≤ 0,67 × (r – 100) con un valore massimo di:

7 mm/m per velocità V ≤ 200 km/h, 5 mm/m per velocità V > 200 km/h

b)

Limite dello sghembo = (20/l + 1,5) per 0,67 × (r – 100) < u< 0,9 × (r – 50) con un valore massimo di:

6 mm/m per l ≤ 5 m, 3 mm/m per l> 13 m

u = sopraelevazione (mm), l = lunghezza di base dello sghembo (m), r = raggio di curvatura orizzontale (m)

4.2.8.4.   Limite di azione immediata dello scartamento in quanto difetto isolato

(1)

I limiti di azione immediata dello scartamento in quanto difetto isolato sono stabiliti nella tabella 12.

Tabella 12

Limite di azione immediata dello scartamento

Velocità [km/h]

Dimensioni [mm]

 

Scartamento minimo

Scartamento massimo

V ≤ 120

1 426

1 470

120 < V ≤ 160

1 427

1 470

160 < V ≤ 230

1 428

1 463

V > 230

1 430

1 463

(2)

Diversamente da quanto stabilito al punto 1), per il sistema con scartamento da 1 520 mm i limiti di azione immediata dello scartamento in quanto difetto isolato sono riportati nella tabella 13.

Tabella 13

Limiti di azione immediata dello scartamento per il sistema di scartamento da 1 520 mm

Velocità [km/h]

Dimensioni [mm]

 

Scartamento minimo

Scartamento massimo

V ≤ 140

1 512

1 548

V > 140

1 512

1 536

(3)

Diversamente da quanto stabilito al punto 1), per il sistema con scartamento da 1 600 mm i limiti di azione immediata dello scartamento in quanto difetto isolato sono i seguenti:

a)

scartamento minimo: 1 591 mm

b)

scartamento massimo: 1 635 mm.

4.2.8.5.   Limite di azione immediata per la sopraelevazione

(1)

La sopraelevazione massima consentita in servizio è 180 mm.

(2)

La sopraelevazione massima consentita in servizio è 190 mm su linee destinate al traffico passeggeri.

(3)

Diversamente da quanto stabilito ai punti da 1) a 2), per il sistema con scartamento da 1 520 mm la sopraelevazione massima consentita in servizio è 150 mm.

(4)

Diversamente da quanto stabilito ai punti da 1) a 2), per il sistema con scartamento da 1 600 mm la sopraelevazione massima consentita in servizio è 185 mm.

(5)

Diversamente da quanto stabilito ai punti da 1) a 2), per il sistema con scartamento da 1 668 mm la sopraelevazione massima consentita in servizio è 200 mm.

4.2.8.6.   Limiti di azione immediata per dispositivi di armamento

Figura 2

Ritrazione della punta del cuore di un incrocio fisso

Image

(1)

Le caratteristiche tecniche dei dispositivi di armamento devono essere conformi ai seguenti valori in condizioni di esercizio:

a)

valore massimo dello spazio di libero passaggio tra gli aghi: 1 380 mm.

Tale valore può essere aumentato se il gestore dell'infrastruttura dimostra che il sistema di attivazione e di bloccaggio dello scambio può resistere all'impatto delle forze trasversali di una sala montata.

b)

Valore minimo della protezione della punta fissa del cuore dei deviatoi: 1 392 mm.

Questo valore è misurato 14 mm al di sotto della superficie di rotolamento e sulla linea teorica di riferimento, a distanza idonea dalla punta effettiva (RP) del deviatoio come indicato nella figura 2.

Per i deviatoi con ritrazione della punta, questo valore può essere ridotto. In questo caso, il gestore dell'infrastruttura deve dimostrare che la ritrazione della punta è sufficiente per garantire che la ruota non entri in collisione con il cuore della punta effettiva (RP).

c)

Valore massimo dello spazio di libero passaggio nella zona del cuore d'incrocio: 1 356 mm.

d)

Valore massimo dello spazio di libero passaggio all'ingresso controrotaia/zampa di lepre: 1 380 mm.

e)

Larghezza minima della gola: 38 mm.

f)

Profondità minima della gola: 40 mm.

g)

Altezza massima della controrotaia: 70 mm.

(2)

Tutti i requisiti pertinenti per i dispositivi di armamento si applicano anche alle altre soluzioni tecniche che utilizzano scambi, per esempio nei deviatoi speciali usati nei binari a rotaia multipla.

(3)

Diversamente da quanto stabilito al punto 1), per il sistema con scartamento da 1 520 mm le caratteristiche tecniche dei dispositivi di armamento devono essere conformi ai seguenti valori in condizioni di esercizio:

a)

il valore minimo di passaggio nel punto più stretto tra l'ago discosto ed il contrago è 65 mm;

b)

il valore minimo della protezione della punta fissa del cuore dei deviatoi è 1 472 mm.

c)

Questo valore è misurato 13 mm al di sotto della superficie di rotolamento e sulla linea teorica di riferimento, a distanza idonea dalla punta effettiva (RP) del deviatoio come indicato nella figura 2. Per i deviatoi con ritrazione della punta, questo valore può essere ridotto. In questo caso, il gestore dell'infrastruttura deve dimostrare che la ritrazione della punta è sufficiente per garantire che la ruota non entra in collisione con il cuore della punta effettiva (RP).

d)

Il valore massimo del libero passaggio nella zona del cuore d'incrocio è 1 435 mm.

e)

La larghezza minima della gola è 42 mm.

f)

La profondità minima della gola è 40 mm.

g)

L'altezza massima della controrotaia è 50 mm.

(4)

Diversamente da quanto stabilito al punto 1), per il sistema con scartamento da 1 600 mm le caratteristiche tecniche dei dispositivi di armamento devono essere conformi ai seguenti valori in condizioni di esercizio:

a)

valore massimo dello spazio di libero passaggio tra gli aghi: 1 546 mm.

Tale valore può essere aumentato se il gestore dell'infrastruttura dimostra che il sistema di attivazione e di bloccaggio dello scambio può resistere all'impatto delle forze trasversali di una sala montata.

b)

Valore minimo della protezione della punta fissa del cuore dei deviatoi: 1 556 mm.

Questo valore è misurato 14 mm al di sotto della superficie di rotolamento e sulla linea teorica di riferimento, a distanza idonea dalla punta effettiva (RP) del deviatoio come indicato nella figura 2.

Per i deviatoi con ritrazione della punta, questo valore può essere ridotto. In questo caso, il gestore dell'infrastruttura deve dimostrare che la ritrazione della punta è sufficiente per garantire che la ruota non entri in collisione con il cuore della punta effettiva (RP).

c)

Valore massimo dello spazio di libero passaggio nella zona del cuore d'incrocio: 1 520 mm.

d)

Valore massimo dello spazio di libero passaggio all'ingresso controrotaia/zampa di lepre: 1 546 mm.

e)

Larghezza minima della gola: 38 mm.

f)

Profondità minima della gola: 40 mm.

g)

Altezza massima della controrotaia sopra la testa della rotaia di scorrimento: 25 mm.

4.2.9.   Marciapiedi

(1)

I requisiti del presente punto si applicano soltanto ai marciapiedi adibiti al servizio viaggiatori lungo i quali è previsto che i treni si fermino nelle condizioni normali di servizio.

(2)

Ai fini dei requisiti del presente punto è permesso progettare marciapiedi sulla base degli attuali requisiti di servizio, a condizione che siano adottate disposizioni per i requisiti di servizio ragionevolmente prevedibili in futuro. Quando sono specificate le interfacce con i treni di cui è prevista la fermata al marciapiede, occorre prendere in considerazione sia i requisiti di servizio attuali che i requisiti di servizio ragionevolmente prevedibili per un periodo di almeno dieci anni successivamente all'entrata in servizio del marciapiede.

4.2.9.1.   Lunghezza utile dei marciapiedi

La lunghezza utile di un marciapiede è stabilita conformemente al punto 4.2.1.

4.2.9.2.   Altezza dei marciapiedi

(1)

L'altezza nominale di un marciapiede è pari a 550 mm o a 760 mm al di sopra della superficie di rotolamento per raggi di 300 m o più.

(2)

In caso di raggi di lunghezza inferiore l'altezza nominale del marciapiede può essere adeguata sulla base della distanza dello stesso per ridurre la distanza tra il treno e il marciapiede.

(3)

Nel caso dei marciapiedi lungo i quali è previsto che si fermino treni che non rientrano nell'ambito di applicazione della STI LOC&PAS, è possibile applicare altre disposizioni in materia di altezza nominale dei marciapiedi.

(4)

Diversamente da quanto stabilito ai punti da 1) a 2), per il sistema con scartamento da 1 520 mm l'altezza nominale dei marciapiedi è pari a 200 mm o a 550 mm al di sopra della superficie di rotolamento.

(5)

Diversamente da quanto stabilito ai punti da 1) a 2), per il sistema con scartamento da 1 600 mm l'altezza nominale dei marciapiedi è pari a 915 mm al di sopra della superficie di rotolamento.

4.2.9.3.   Distanza dei marciapiedi

(1)

La distanza tra l'asse del binario e il bordo del marciapiede parallelo al piano di rotolamento (bq), secondo la definizione del capitolo 13 della norma EN 15273-3:2013, è stabilita sulla base della sagoma limite di installazione (bqlim). La sagoma limite di installazione è calcolata sulla base della sagoma G1.

(2)

Il marciapiede deve essere costruito in prossimità della sagoma con una tolleranza massima di 50 mm. Il valore di bq deve pertanto corrispondere a:

bqlim ≤ bq ≤ bqlim + 50 mm.

(3)

Diversamente da quanto stabilito ai punti da 1) a 2), per il sistema con scartamento da 1 520 mm la distanza dei marciapiedi è:

a)

1 920 mm per i marciapiedi di altezza pari a 550 mm e

b)

1 745 mm per i marciapiedi di altezza pari a 200 mm.

(4)

Diversamente da quanto stabilito ai punti da 1) a 2), per il sistema con scartamento da 1 600 mm la distanza dei marciapiedi è pari a 1 560 mm.

4.2.9.4.   Tracciato di posa dei binari lungo i marciapiedi

(1)

Di preferenza, per le nuove linee il binario adiacente ai marciapiedi deve essere diritto; in nessun caso comunque deve presentare un raggio inferiore a 300 m.

(2)

Non sono specificati valori per i binari esistenti lungo marciapiedi nuovi, rinnovati o ristrutturati.

4.2.10.   Salute, sicurezza e ambiente

4.2.10.1.   Variazione massima della pressione nelle gallerie

(1)

Tutte le gallerie o strutture sotterranee destinate alla circolazione a velocità superiori o uguali a 200 km/h devono garantire che la variazione della pressione massima in galleria, causata dal passaggio di un treno che viaggia alla velocità massima consentita, non sia superiore a 10 kPa durante il tempo che il treno impiega a percorrere la galleria.

(2)

Tale requisito deve essere rispettato lungo l'esterno di qualsiasi treno conforme alle STI «Locomotive e materiale rotabile per il trasporto di passeggeri».

4.2.10.2.   Effetto dei venti trasversali

(1)

Una linea è interoperabile per quanto riguarda i venti trasversali se la sicurezza è garantita per un treno di riferimento che circola su tale linea nelle condizioni di esercizio più critiche.

(2)

Le norme di verifica della conformità tengono conto delle curve caratteristiche del vento dei treni di riferimento di cui alla STI LOC&PAS.

(3)

Se la sicurezza non può essere garantita senza misure mitigative, sia per la situazione geografica sia per altre caratteristiche specifiche della linea, il gestore dell'infrastruttura adotta tutte le misure necessarie per mantenere la sicurezza, ad esempio:

riducendo la velocità del traffico in loco, possibilmente nei soli periodi a rischio di forti perturbazioni atmosferiche;

installando dispositivi volti a proteggere la sezione di binario in questione dagli effetti del vento trasversale,

applicando altre misure adeguate.

(4)

È necessario dimostrare che la sicurezza è garantita a seguito dell'adozione delle misure citate.

4.2.10.3.   Sollevamento del ballast

(1)

L'interazione aerodinamica tra il materiale rotabile e l'infrastruttura può causare il sollevamento ed il successivo volare via di ballast dalla massicciata.

(2)

I requisiti del sottosistema infrastruttura finalizzati a limitare il rischio di «sollevamento del ballast» si applicano esclusivamente alle linee dove la velocità massima è pari o superiore a 200 km/h.

(3)

I requisiti del precedente punto 2 costituiscono un punto in sospeso.

4.2.11.   Disposizioni in materia di esercizio

4.2.11.1.   Indicatori di ubicazione

Lungo il percorso, a intervalli nominali non superiori a 1 000 m, devono essere presenti indicatori di ubicazione.

4.2.11.2.   Conicità equivalente in servizio

(1)

Qualora venga segnalata un'instabilità di marcia, l'impresa ferroviaria e il gestore dell'infrastruttura devono localizzare il tratto di linea interessato con un'indagine congiunta conformemente ai successivi paragrafi 2) e 3).

Nota: tale indagine congiunta è specificata inoltre al punto 4.2.3.4.3.2 della STI LOC & PAS relativo agli interventi sul materiale rotabile.

(2)

Il gestore dell'infrastruttura misura lo scartamento e i profili del fungo della rotaia nel sito di cui trattasi a una distanza di circa 10 m. La conicità equivalente media su 100 m è calcolata mediante modellizzazione con le sale montate (a) – (d) di cui al punto 4.2.4.5(4) della presente STI per verificare la conformità, ai fini dell'indagine congiunta, con la conicità equivalente limite per i binari specificati alla tabella 14.

Tabella 14

Valori limite della conicità equivalente in servizio per il binario (ai fini dell'indagine congiunta)

Velocità [km/h]

Valore massimo della conicità equivalente media su 100 m

v ≤ 60

valutazione non richiesta

60 < v ≤ 120

0,40

120 < v ≤ 160

0,35

160 < v ≤ 230

0,30

v > 230

0,25

(3)

Se la conicità equivalente media su 100 m è conforme ai valori limite di cui alla tabella 14, l'impresa ferroviaria e il gestore dell'infrastruttura effettuano un'indagine congiunta per accertare i motivi dell'instabilità.

4.2.12.   Impianti fissi per la manutenzione dei treni

4.2.12.1.   Indicazioni generali

Il presente punto 4.2.12 stabilisce gli elementi dell'infrastruttura del sottosistema «manutenzione» necessari per la manutenzione dei treni.

4.2.12.2.   Scarico delle toilette

Gli impianti fissi per lo scarico dei servizi igienici devono essere compatibili con le caratteristiche del sistema di servizi igienici a ritenuta di cui nelle STI «Materiale rotabile».

4.2.12.3.   Impianti di pulizia esterna del treno

(1)

L'eventuale impianto di lavaggio deve essere in grado di lavare le fiancate esterne dei treni a uno o due piani, di altezza compresa tra:

a)

500 e 3 500 mm per i treni a un piano;

b)

500 e 4 300 mm per i treni a due piani.

(2)

L'impianto di lavaggio deve essere progettato in modo che i treni possano attraversarlo a una velocità compresa fra 2 km/h e 5 km/h.

4.2.12.4.   Rifornimento di acqua

(1)

Gli impianti fissi per il rifornimento di acqua devono essere compatibili con le caratteristiche del sistema idrico di cui nelle STI «Materiale rotabile».

(2)

Gli impianti fissi di rifornimento di acqua potabile sulla rete interoperabile devono essere provvisti di acqua potabile, in conformità alla direttiva 98/83/CE del Consiglio (5).

4.2.12.5.   Rifornimento di carburante

Gli impianti per il rifornimento di carburante devono essere compatibili con le caratteristiche del circuito del carburante specificato nella STI «materiale rotabile».

4.2.12.6.   Alimentazione elettrica di terra

Ove presente, l'alimentazione elettrica al suolo deve essere effettuata utilizzando uno o più dei sistemi di alimentazione elettrica specificati nella STI «materiale rotabile».

4.3.   Specifiche funzionali e tecniche delle interfacce

Per quanto riguarda la compatibilità tecnica, le interfacce tra il sottosistema «infrastruttura» e gli altri sottosistemi sono descritte nei punti seguenti.

4.3.1.   Interfacce con il sottosistema «materiale rotabile»

Tabella 15

Interfacce con il sottosistema materiale rotabile, STI «Materiale rotabile — Locomotive e materiale rotabile per il trasporto di passeggeri»

Interfaccia

Riferimento STI Infrastruttura

Riferimento STI Materiale rotabile — Locomotive e materiale rotabile per il trasporto di passeggeri

Scartamento

4.2.4.1.

Scartamento nominale

4.2.5.1

Geometria di progetto dei dispositivi di armamento

4.2.8.6

Limite di azione immediata per dispositivi di armamento

4.2.3.5.2.1

Caratteristiche meccaniche e geometriche della sala montata

4.2.3.5.2.3

Sale montate a scartamento variabile

Sagoma

4.2.3.1.

Sagoma limite

4.2.3.2.

Interasse dei binari

4.2.3.5.

Raggio minimo di curvatura verticale

4.2.93

Distanza dei marciapiedi

4.2.3.1

Scartamento

Carico per asse e interasse del carrello

4.2.6.1.

Resistenza del binario ai carichi verticali

4.2.6.3.

Resistenza laterale del binario

4.2.7.1

Resistenza dei ponti nuovi ai carichi del traffico

4.2.7.2

Carico verticale equivalente per opere in terra nuove ed effetti di pressione della terra sulle strutture nuove

4.2.7.4.

Resistenza dei ponti e delle opere in terra esistenti ai carichi del traffico

4.2.2.10

Condizioni di carico e massa ponderata

4.2.3.2.1

Parametro del carico per asse

Caratteristiche di marcia

4.2.6.1.

Resistenza del binario ai carichi verticali

4.2.6.3.

Resistenza laterale del binario

4.2.7.1.4

Spinte di serpeggio

4.2.3.4.2.1

Valori limite per la sicurezza della circolazione

4.2.3.4.2.2

Valori limite di carico sui binari

Stabilità di marcia

4.2.4.4.

Conicità equivalente

4.2.4.6

Profilo del fungo della rotaia per il binario di corsa

4.2.11.2

Conicità equivalente in servizio

4.2.3.4.3

Conicità equivalente

4.2.3.5.2.2

Caratteristiche meccaniche e geometriche delle ruote

Azioni longitudinali

4.2.6.2.

Resistenza longitudinale del binario

4.2.7.1.5

Azioni dovute alla trazione e alla frenatura (carichi longitudinali)

4.2.4.5

Prestazioni di frenatura

Raggio minimo di curvatura orizzontale

4.2.3.4.

Raggio minimo di curvatura orizzontale

4.2.3.6

'Raggio minimo di curvatura

Allegato A, A.1 Respingenti

Comportamento dinamico in movimento

4.2.4.3.

Insufficienza di sopraelevazione

4.2.3.4.2.

Comportamento dinamico in movimento

Decelerazione massima

4.2.6.2.

Resistenza longitudinale del binario

4.2.7.1.5

Azioni dovute a trazione e frenatura

4.2.4.5

Prestazioni di frenatura

Effetti aerodinamici

4.2.3.2.

Interasse dei binari

4.2.7.3.

Resistenza di strutture nuove sovrastanti i binari o adiacenti ai binari

4.2.10.1.

Variazione massima della pressione in galleria

4.2.10.3

Sollevamento del ballast

4.2.6.2.1

Spostamento d'aria sui passeggeri lungo marciapiedi e i lavoratori lungo i binari.

4.2.6.2.2

Impulso della pressione di testa

4.2.6.2.3

Variazione massima della pressione in galleria

4.2.6.2.5

Effetto aerodinamico su binari con ballast

Venti trasversali

4.2.10.2.

Effetto dei venti trasversali

4.2.6.2.4

Vento trasversale

Impianti per la manutenzione dei treni

4.2.12.2.

Scarico delle toilette

4.2.12.3.

Impianti di pulizia esterna dei treni

4.2.12.4.

Rifornimento di acqua

4.2.12.5.

Rifornimento di carburante

4.2.12.6.

Alimentazione elettrica di terra

4.2.11.3.

Sistema di scarico delle toilette

4.2.11.2.2

Pulizia esterna in un impianto di lavaggio

4.2.11.4

Strumenti per il rifornimento idrico

4.2.11.5

Interfaccia per il rifornimento idrico

4.2.11.7

Attrezzature di rifornimento

4.2.11.6

Requisiti particolari per lo stazionamento dei treni


Tabella 16

Interfacce con il sottosistema materiale rotabile, STI «Carri merci»

Interfaccia

Riferimento STI Infrastruttura

Riferimento STI «Carri merci» per il sistema ferroviario convenzionale

Scartamento

4.2.4.1.

Scartamento nominale

4.2.4.6.

Profilo del fungo della rotaia per il binario di corsa

4.2.5.1

Geometria di progetto dei dispositivi di armamento

4.2.8.6

Limite di azione immediata per dispositivi di armamento

4.2.3.6.2

Caratteristiche delle sale montate

4.2.3.6.3

Caratteristiche delle ruote

Sagoma

4.2.3.1.

Sagoma limite

4.2.3.2.

Interasse dei binari

4.2.3.5.

Raggio minimo di curvatura verticale

4.2.9.3

Distanza dei marciapiedi

4.2.3.1

Scartamento

Carico per asse e interasse del carrello

4.2.6.1.

Resistenza del binario ai carichi verticali

4.2.6.3.

Resistenza laterale del binario

4.2.7.1.

Resistenza di ponti nuovi ai carichi di traffico

4.2.7.2

Carico verticale equivalente per opere in terra nuove ed effetti di pressione della terra sulle strutture nuove

4.2.7.4.

Resistenza dei ponti e delle opere in terra esistenti ai carichi del traffico

4.2.3.2

Compatibilità con la capacità di carico delle linee

Comportamento dinamico in movimento

4.2.8

Limite di azione immediata su difetti della geometria del binario

4.2.3.5.2

Comportamento dinamico in movimento

Azioni longitudinali

4.2.6.2.

Resistenza longitudinale del binario

4.2.7.1.5

Azioni dovute alla trazione e alla frenatura (carichi longitudinali)

4.2.4.3.2

Efficienza dei freni

Raggio minimo di curvatura

4.2.3.4.

Raggio minimo di curvatura orizzontale

4.2.2.1

Interfacce meccaniche

Curvatura verticale

4.2.3.5.

Raggio minimo di curvatura verticale

4.2.3.1

Scartamento

Venti trasversali

4.2.10.2.

Effetto dei venti trasversali

4.2.6.3

Venti trasversali

4.3.2.   Interfacce con il sottosistema «Energia»

Tabella 17

Interfacce con il sottosistema «Energia»

Interfaccia

Riferimento STI Infrastruttura

Riferimento STI Energia

Sagoma

4.2.3.1.

Sagoma limite

4.1.10

Sagoma del pantografo

4.3.3.   Interfacce con il sottosistema «Controllo-comando e segnalamento»

Tabella 18

Interfacce con il sottosistema «Controllo-comando e segnalamento»

Interfaccia

Riferimento STI Infrastruttura

Riferimento STI «Controllo-comando e segnalamento»

Profilo limite degli ostacoli per gli impianti CCS

Visibilità degli oggetti del sistema CCS

4.2.3.1.

Sagoma limite

4.2.5.2

Comunicazione Eurobalise (spazio per l'installazione)

4.2.5.3

Comunicazione Euroloop (spazio per l'installazione)

4.2.10

Sistemi di rilevamento treno (spazio per l'installazione)

4.2.15

Visibilità degli oggetti del sistema controllo-comando e segnalamento di terra

4.3.4.   Interfacce con il sottosistema «Esercizio e gestione del traffico»

Tabella 19

Interfacce con il sottosistema «Esercizio e gestione del traffico»

Interfaccia

Riferimento STI Infrastruttura

Riferimento STI «Esercizio e gestione del traffico»

Stabilità di marcia

4.2.11.2

Conicità equivalente in servizio

4.2.3.4.4.

Qualità dell'esercizio

Utilizzo di freni a correnti di Foucault

4.2.6.2.

Resistenza longitudinale del binario

4.2.4.3.2

Prestazioni di frenatura

Venti trasversali

4.2.10.2.

Effetto dei venti trasversali

4.2.3.6.3

Disposizioni contingenti

Norme di esercizio

4.4.

Norme di esercizio

4.1.2.2.2

Modifiche alle informazioni contenute nel Fascicolo percorso treno

4.2.3.6

Esercizio in condizioni degradate

Competenze del personale

4.6.

Qualifiche professionali

2.2.1.

Personale e treni

4.4.   Norme di esercizio

(1)

Le norme di esercizio sono elaborate nell'ambito delle procedure descritte nel sistema di gestione della sicurezza del gestore dell'infrastruttura. Dette norme tengono conto della documentazione relativa all'esercizio che forma parte integrante del fascicolo tecnico, come previsto dall'articolo 18, paragrafo 3, della direttiva 2008/57/CE e indicato nell'allegato VI (punto I.2.4) della stessa.

(2)

In determinate situazioni che riguardano lavori già programmati, può essere necessario sospendere temporaneamente le specifiche del sottosistema «infrastruttura» e i suoi componenti di interoperabilità definiti nelle sezioni 4 e 5 della presente STI.

4.5.   Norme relative alla manutenzione

(1)

Le norme relative alla manutenzione sono elaborate nell'ambito delle procedure descritte nel sistema di gestione della sicurezza del gestore dell'infrastruttura.

(2)

Il fascicolo di manutenzione è preparato prima della messa in servizio di una linea e forma parte integrante del fascicolo tecnico che accompagna la dichiarazione di verifica.

(3)

Il piano di manutenzione è redatto per il sottosistema al fine di garantire che i requisiti di cui alla presente STI siano mantenuti per tutta la durata di vita dello stesso.

4.5.1.   Fascicolo di manutenzione

Il fascicolo di manutenzione deve contenere almeno:

a)

una serie di valori per i limiti di azione immediata;

b)

le misure adottate (ad esempio, riduzione di velocità, tempi di riparazione) qualora non siano rispettati i limiti previsti,

relativi alla qualità geometrica del binario e ai limiti dei difetti isolati.

4.5.2.   Piano di manutenzione

Il gestore dell'infrastruttura deve disporre di un piano di manutenzione che prevede i punti di cui al punto 4.5.1 così come almeno i seguenti punti riguardanti gli stessi elementi:

a)

una serie di valori per i limiti di intervento e di allerta;

b)

una dichiarazione relativa ai metodi, alle competenze professionali del personale e ai dispositivi di sicurezza per la protezione personale che devono essere utilizzati;

c)

le norme applicabili alla protezione delle persone che lavorano sui o in prossimità dei binari;

d)

gli strumenti utilizzati per controllare il rispetto dei valori in condizioni operative.

4.6.   Qualifiche professionali

Le qualifiche professionali del personale incaricato del funzionamento e della manutenzione del sottosistema «infrastruttura» non sono illustrate nella presente STI ma sono descritte nel sistema di gestione della sicurezza del gestore dell'infrastruttura.

4.7.   Condizioni di salute e di sicurezza

(1)

Le condizioni di salute e di sicurezza del personale incaricato del funzionamento e della manutenzione del sottosistema «infrastruttura» devono essere conformi alla pertinente legislazione europea e nazionale.

(2)

Tale aspetto è trattato nell'ambito delle procedure descritte nel sistema di gestione della sicurezza del gestore dell'infrastruttura.

5.   COMPONENTI DI INTEROPERABILITÀ

5.1.   Base di selezione dei componenti di interoperabilità

(1)

I requisiti del punto 5.3 si basano sul progetto tradizionale di binari con ballast e rotaia Vignole (a base piana) su traversine di calcestruzzo o legno e attacchi che offrono resistenza allo scorrimento longitudinale appoggiandosi al piede della rotaia.

(2)

I componenti e i sottoinsiemi utilizzati per la costruzione di altri progetti di binari non sono considerati componenti di interoperabilità.

5.2.   Elenco dei componenti

(1)

Ai fini della presente STI, solo i seguenti elementi, che si tratti di componenti elementari o di sottoinsiemi del binario, sono definiti «componenti di interoperabilità»:

a)

la rotaia (punto 5.3.1)

b)

gli attacchi della rotaia (punto 5.3.2)

c)

le traverse (punto 5.3.3).

(2)

I punti seguenti descrivono, per ciascuno di questi componenti, le specifiche applicabili.

(3)

Le rotaie, gli attacchi e le traverse utilizzati per brevi tratti di binari per usi specifici, per esempio nei dispositivi di armamento, nei dispositivi di dilatazione, nelle piastre di passaggio e in strutture speciali, non sono considerati componenti di interoperabilità.

5.3.   Prestazioni e specifiche dei componenti

5.3.1.   Rotaia

Le specifiche del componente d'interoperabilità «rotaia» riguardano i seguenti parametri:

a)

profilo del fungo della rotaia;

b)

acciaio della rotaia.

5.3.1.1.   Profilo del fungo della rotaia

Il profilo del fungo della rotaia deve soddisfare i requisiti di cui al punto 4.2.4.6 «Profilo del fungo della rotaia per il binario di corsa».

5.3.1.2.   Acciaio della rotaia.

(1)

L'acciaio della rotaia è pertinente ai fini dei requisiti del punto 4.2.6 «Resistenza del binario ai carichi applicati».

(2)

L'acciaio della rotaia deve soddisfare i seguenti requisiti:

a)

La durezza della rotaia deve essere di almeno 200 HBW.

b)

La resistenza alla trazione deve essere di almeno 680 MPa.

c)

Il numero minimo di cicli nella prova di fatica, senza che si registrino avarie, deve essere pari ad almeno 5 × 106.

5.3.2.   Sistemi di attacco delle rotaie

(1)

Il sistema di attacco delle rotaie riguarda i requisiti del punto 4.2.6.1 «Resistenza dei binari ai carichi verticali», del punto 4.2.6.2 «Resistenza longitudinale del binario» e 4.2.6.3 «Resistenza laterale del binario».

(2)

Il sistema di attacco delle rotaie deve soddisfare i seguenti requisiti nelle condizioni di prova in laboratorio:

a)

lo sforzo longitudinale necessario affinché il binario inizi a scivolare (a spostarsi in modo anelastico) attraverso un solo assemblaggio di attacco del binario deve essere di almeno 7 kN e, per velocità superiori a 250 km/h, di almeno 9 kN.

b)

l'attacco del binario deve resistere all'applicazione di 3 000 000 cicli del carico tipico applicato in una curva stretta in modo che le prestazioni dell'attacco in termini di forza di serraggio e blocco longitudinale non siano degradate di oltre il 20 % e la rigidità verticale non sia degradata di oltre il 25 %. Il carico tipico deve essere adatto per:

il carico assiale massimo che il sistema di attacco delle rotaie è progettato per sopportare

la combinazione di rotaia, inclinazione della rotaia, piastre sottorotaia (tavolette) e tipo di traverse con i quali il sistema di attacchi può essere utilizzato.

5.3.3.   Traverse

(1)

Le traverse devono essere progettate in modo che, quando sono utilizzate con rotaie e un sistema di attacco della rotaia specifici, abbiano proprietà conformi ai requisiti di cui ai punti 4.2.4.1 «Scartamento nominale», 4.2.4.7 «Inclinazione della rotaia» e 4.2.6 «Resistenza del binario ai carichi applicati».

(2)

Per il sistema con scartamento nominale da 1 435 mm lo scartamento di progetto per le traverse deve essere di 1 437 mm.

6.   VALUTAZIONE DELLA CONFORMITÀ DEI COMPONENTI DI INTEROPERABILITÀ E VERIFICA CE DEI SOTTOSISTEMI

I moduli per le procedure di valutazione della conformità o dell'idoneità all'impiego e verifica CE sono definiti all'articolo 8 del presente regolamento.

6.1.   Componenti d'interoperabilità

6.1.1.   Procedure di valutazione della conformità

(1)

La procedura di valutazione della conformità dei componenti di interoperabilità di cui alla sezione 5 della presente STI deve essere effettuata applicando i relativi moduli.

(2)

I componenti di interoperabilità utilizzabili in servizio che sono adatti al riutilizzo non sono soggetti alle procedure di valutazione della conformità.

6.1.2.   Applicazione dei moduli

(1)

Ai fini della valutazione della conformità dei componenti di interoperabilità sono utilizzati i seguenti moduli:

a)

CA «Controllo interno della produzione»

b)

CB «Esame CE del tipo»

c)

CC «Conformità al tipo basata sul controllo interno della produzione»

d)

CD «Conformità al tipo basata sul sistema di gestione della qualità nel processo di produzione»

e)

CF «Conformità al tipo basata sulla verifica del prodotto»

f)

CH «Conformità basata sul sistema di gestione della qualità totale»

(2)

I moduli per la valutazione della conformità dei componenti di interoperabilità devono essere selezionati fra quelli proposti nella tabella 20.

Tabella 20

Moduli per la valutazione della conformità da applicare per i componenti di interoperabilità

Procedure

Rotaie

Sistema di attacco delle rotaie

Traverse

Immesse sul mercato UE prima dell'entrata in vigore delle pertinenti STI

CA o CH

CA o CH

Immesse sul mercato UE dopo l'entrata in vigore delle pertinenti STI

CB + CC o

CB + CD o

CB + CF o

CH

(3)

Nel caso di prodotti immessi sul mercato prima della pubblicazione delle pertinenti STI, il tipo si considera autorizzato, pertanto l'esame CE per tipo (modulo CB) non è necessario, purché il fabbricante dimostri che le prove e le verifiche dei componenti di interoperabilità sono state considerate soddisfacenti per applicazioni precedenti in condizioni simili e sono conformi ai requisiti previsti dalla presente STI. In questo caso le valutazioni rimangono valide nella nuova applicazione. Se non è possibile dimostrare che la soluzione ha ottenuto risultati positivi in passato, si applica la procedura per i componenti di interoperabilità immessi sul mercato UE dopo la pubblicazione della presente STI.

(4)

La valutazione della conformità dei componenti di interoperabilità deve riguardare le fasi e le caratteristiche di cui alla tabella 36 dell'appendice A della presente STI.

6.1.3.   Soluzioni innovative per i componenti di interoperabilità

Se per un componente di interoperabilità è proposta una soluzione innovativa, si applica la procedura descritta all'articolo 10.

6.1.4.   Dichiarazione CE di conformità per i componenti di interoperabilità

6.1.4.1.   Componenti di interoperabilità soggetti alle direttive dell'Unione europea.

(1)

L'articolo 13, paragrafo 3, della direttiva 2008/57/CE dispone che «se […] componenti di interoperabilità sono oggetto di altre direttive comunitarie concernenti altri aspetti, la dichiarazione CE di conformità o di idoneità all'impiego indica in questo caso che i componenti di interoperabilità rispondono anche ai requisiti di queste altre direttive».

(2)

Conformemente all'allegato IV (3) della direttiva 2008/57/CE, la dichiarazione CE di conformità deve essere accompagnata dalla dichiarazione che definisce le condizioni di uso.

6.1.4.2.   Dichiarazione CE di conformità per le rotaie

Non è richiesta la dichiarazione che definisce le condizioni di uso.

6.1.4.3.   Dichiarazione CE di conformità per i sistemi di attacco delle rotaie

La dichiarazione CE di conformità deve essere corredata di una dichiarazione attestante:

a)

la combinazione di rotaia, inclinazione della rotaia, piastre sottorotaia (tavolette) e tipo di traverse con i quali il sistema di attacchi può essere utilizzato

b)

il carico massimo per asse che il sistema di attacco delle rotaie è progettato per sopportare.

6.1.4.4.   Dichiarazione CE di conformità per le traverse

La dichiarazione CE di conformità deve essere corredata di una dichiarazione attestante:

a)

la combinazione di rotaia, inclinazione della rotaia e tipo di sistema di attacchi con cui possono essere utilizzate le traverse;

b)

lo scartamento nominale e di progetto;

c)

le combinazioni di carico per asse e velocità del treno che la traversa è progettata per sostenere.

6.1.5.   Procedure di valutazione particolari per componenti di interoperabilità

6.1.5.1.   Valutazione delle rotaie

La valutazione dell'acciaio delle rotaie è effettuata sulla base dei seguenti requisiti:

a)

La durezza della rotaia è sottoposta a prova per la posizione RS, conformemente al punto 9.1.8 della norma EN 13674-1:2011, misurata utilizzando un campione (campione di controllo fuori produzione).

b)

La resistenza alla trazione è sottoposta a prova conformemente al punto 9.1.9 della norma EN 13674-1:2011, misurata utilizzando un campione (campione di controllo fuori produzione).

c)

La prova di fatica è eseguita conformemente ai punti 8.1 e 8.4 della norma EN 13674-1:2011.

6.1.5.2.   Valutazione delle traverse

(1)

Fino al 31 maggio 2021 è consentito l'uso di uno scartamento di progetto per le traverse inferiore a 1 437 mm.

(2)

Nel caso delle traverse per scartamento multiplo e polivalente è consentito non sottoporre a valutazione lo scartamento di progetto per lo scartamento nominale da 1 435 mm.

6.2.   Sottosistema «infrastruttura»

6.2.1.   Disposizioni generali

(1)

Su richiesta del richiedente, l'organismo notificato esegue la verifica CE del sottosistema «infrastruttura» conformemente all'articolo 18 della direttiva 2008/57/CE e conformemente alle disposizioni dei moduli pertinenti.

(2)

Se il richiedente dimostra che le prove o le valutazioni di un sottosistema infrastruttura o di parti dello stesso sono le stesse che hanno ottenuto valutazione positiva in applicazioni precedenti di un progetto, l'organismo notificato tiene conto di tali prove e valutazioni ai fini della verifica CE.

(3)

La verifica CE del sottosistema «infrastruttura» deve riguardare le fasi e le caratteristiche di cui alla tabella 37 dell'appendice B della presente STI.

(4)

I parametri di prestazioni di cui al punto 4.2.1 della presente STI non sono soggetti alla verifica CE del sottosistema.

(5)

Il punto 6.2.4 presenta procedure speciali di valutazione per i parametri specifici fondamentali del sottosistema «Infrastruttura».

(6)

Il richiedente redige la dichiarazione CE di verifica per il sottosistema «Infrastruttura» conformemente all'articolo 4, paragrafo 18, e all'allegato V della direttiva 2008/57/CE.

6.2.2.   Applicazione dei moduli

Per la procedura di verifica CE del sottosistema «Infrastruttura», il richiedente deve scegliere:

a)

Modulo SG: verifica CE basata sulla verifica su un'unità, o

b)

modulo SH1: verifica CE basata sul sistema di gestione della qualità totale più esame del progetto.

6.2.2.1.   Applicazione del modulo SG

Quando la verifica CE può essere effettuata con maggior efficacia utilizzando le informazioni raccolte dal gestore dell'infrastruttura, dall'ente appaltante o dai contraenti principali interessati (per esempio dati ottenuti utilizzando veicoli di prova o altri dispositivi di misurazione), l'organismo notificato deve tenere conto di queste informazioni ai fini della valutazione della conformità.

6.2.2.2.   Applicazione del modulo SH1

Il modulo SH1 può essere scelto soltanto quando le attività facenti capo al sottosistema oggetto della verifica (progettazione, fabbricazione, assemblaggio, installazione) sono controllate da un sistema di gestione della qualità che riguarda progettazione, produzione, controllo e prova del prodotto finito; tale sistema deve essere approvato e monitorato da un organismo notificato.

6.2.3.   Soluzioni innovative

Se per un sottosistema dell'infrastruttura è proposta una soluzione innovativa, si applica la procedura descritta all'articolo 10.

6.2.4.   Procedure di valutazione particolari per sottosistemi dell'infrastruttura

6.2.4.1.   Valutazione della sagoma limite

(1)

La valutazione della sagoma limite in sede di esame del progetto deve essere effettuata sulla base di sezioni trasversali caratteristiche utilizzando i risultati dei calcoli effettuati dal gestore dell'infrastruttura o dall'ente appaltante sulla base delle sezioni 5, 7 e 10 e dell'allegato C e del punto D.4.8 dell'allegato D della norma EN 15273-3:2013.

(2)

Sezioni trasversali caratteristiche sono le seguenti:

a)

binario senza sopraelevazione;

b)

binario con sopraelevazione massima;

c)

binario con strutture di ingegneria civile che sovrastano la linea;

d)

qualsiasi altro punto in cui la distanza dalla sagoma limite di installazione di progetto è inferiore a 100 mm o la distanza dalla sagoma nominale o uniforme d'installazione è inferiore a 50 mm.

(3)

Dopo l'assemblaggio e prima della messa in servizio gli spazi liberi sono verificati nei punti in cui la distanza dalla sagoma limite di installazione di progetto è inferiore a 100 mm o la distanza dalla sagoma nominale o uniforme d'installazione è inferiore a 50 mm.

(4)

Diversamente da quanto stabilito al punto 1), per il sistema con scartamento da 1 520 mm la valutazione della sagoma limite in sede di esame del progetto deve essere effettuata sulla base di sezioni trasversali caratteristiche utilizzando il profilo limite uniforme «S» quale definito nell'appendice H della presente STI.

(5)

Diversamente da quanto stabilito al punto 1), per il sistema con scartamento da 1 600 mm la valutazione della sagoma limite in sede di esame del progetto deve essere effettuata sulla base di sezioni trasversali caratteristiche utilizzando il profilo limite «IRL1» quale definito nell'appendice O della presente STI.

6.2.4.2.   Valutazione dell'interasse dei binari

(1)

Un esame del progetto per la valutazione dell'interasse dei binari viene effettuata utilizzando i risultati dei calcoli svolti dal gestore dell'infrastruttura o dall'ente appaltante sulla base del capitolo 9 della norma EN 15273-3:2013. L'interasse nominale dei binari è verificato sul tracciato della linea in cui le distanze sono date in parallelo al piano orizzontale. L'interasse d'installazione minimo dei binari è verificato utilizzando il raggio e la sopraelevazione pertinente.

(2)

Dopo l'assemblaggio e prima della messa in servizio l'interasse dei binari è verificato nei punti critici nei quali la distanza dall'interasse d'installazione minimo dei binari, definito conformemente al capitolo 9 della norma EN 15273-3:2013, è inferiore a 50 mm.

(3)

Diversamente da quanto stabilito al punto 1), per il sistema con scartamento da 1 520 mm un esame del progetto per la valutazione dell'interasse dei binari deve essere effettuata utilizzando i risultati dei calcoli svolti dal gestore dell'infrastruttura o dall'ente appaltante. L'interasse nominale dei binari è verificato sul tracciato della linea in cui le distanze sono date in parallelo al piano orizzontale. L'interasse d'installazione minimo dei binari è verificato utilizzando il raggio e la sopraelevazione pertinente.

(4)

Diversamente da quanto stabilito al punto 2), per il sistema con scartamento da 1 520 mm, dopo l'assemblaggio e prima della messa in servizio, l'interasse dei binari è verificato in punti critici nei quali la distanza dall'interasse d'installazione minimo dei binari, è inferiore a 50 mm.

6.2.4.3.   Valutazione dello scartamento nominale

(1)

La valutazione dello scartamento nominale in fase di esame del progetto è effettuata verificando l'autocertificazione del richiedente.

(2)

La valutazione dello scartamento nominale in fase di assemblaggio e prima della messa in servizio è effettuata verificando il certificato del componente di interoperabilità «traversa». Nel caso di componenti di interoperabilità non certificati la valutazione dello scartamento nominale è effettuata verificando l'autocertificazione del richiedente.

6.2.4.4.   Valutazione del tracciato di posa dei binari

(1)

In fase di esame del progetto, i raggi di curva, la sopraelevazione, l'insufficienza di sopraelevazione e il cambio brusco dell'insufficienza di sopraelevazione devono essere valutati sulla base della velocità locale di progetto.

(2)

Non è richiesta la valutazione della configurazione dei dispositivi di armamento.

6.2.4.5.   Valutazione dell'insufficienza di sopraelevazione per treni progettati per circolare con un'insufficienza di sopraelevazione superiore.

Il punto 4.2.4.3(2) recita: «È ammesso che i treni specificamente progettati per circolare con un'insufficienza di sopraelevazione superiore (unità multiple con carichi assiali inferiori; veicoli muniti di equipaggiamento speciale per impegnare le curve) possano circolare con valori più elevati di insufficienza di sopraelevazione, purché sia possibile dimostrare che ciò avviene in tutta sicurezza». Tale dimostrazione non rientra nell'ambito di applicazione della presente STI e non è quindi soggetta alla verifica del sottosistema «infrastruttura» da parte di un organismo notificato. La dimostrazione è effettuata dall'impresa ferroviaria, se necessario in cooperazione con il gestore dell'infrastruttura.

6.2.4.6.   Valutazione dei valori di progetto della conicità equivalente

La valutazione dei valori di progetto della conicità equivalente viene effettuata utilizzando i risultati dei calcoli svolti dal gestore dell'infrastruttura o dall'ente appaltante sulla base della norma EN 15302:2008+A1:2010.

6.2.4.7.   Valutazione del profilo del fungo della rotaia

(1)

Il profilo di progetto delle nuove rotaie è valutato sulla base del punto 4.2.4.6.

(2)

Le rotaie adatte al servizio e riutilizzate non sono soggette ai requisiti relativi al profilo del fungo della rotaia di cui al punto 4.2.4.6.

6.2.4.8.   Valutazione dei dispositivi di armamento

La valutazione dei dispositivi di armamento relativi ai punti da 4.2.5.1 a 4.2.5.3 viene effettuata accertandosi dell'esistenza dell'autocertificazione da parte del gestore dell'infrastruttura o dell'ente appaltante.

6.2.4.9.   Valutazione di nuove strutture, opere in terra nuove ed effetti di pressione della terra

(1)

La valutazione delle nuove strutture viene effettuata verificando i carichi di traffico e il limite dello sghembo di binario utilizzati per il progetto sulla base dei requisiti minimi dei punti 4.2.7.1 e 4.2.7.3. L'organismo notificato non è tenuto a riesaminare il progetto né a effettuare calcoli. Ai fini del riesame del valore del fattore alfa utilizzato nel progetto conformemente al punto 4.2.7.1, occorre esclusivamente verificare che il valore del fattore alfa sia conforme ai dati della tabella 11.

(2)

La valutazione delle opere in terra nuove e degli effetti di pressione della terra viene effettuata verificando i carichi verticali utilizzati per il progetto sulla base dei requisiti del punto 4.2.7.2. Ai fini del riesame del valore del fattore alfa utilizzato nel progetto conformemente al punto 4.2.7.2, occorre esclusivamente verificare che il valore del fattore alfa sia conforme ai dati della tabella 11. L'organismo notificato non è tenuto a riesaminare il progetto né a effettuare calcoli.

6.2.4.10.   Valutazione delle strutture esistenti

(1)

La valutazione delle strutture esistenti alla luce dei requisiti del punto 4.2.7.4(3), lettere b) e c), viene effettuata con uno dei seguenti metodi:

a)

verificando che i valori delle categorie di linea EN, in combinazione con la velocità autorizzata pubblicata o in procinto di essere pubblicata per le linee comprendenti le strutture in questione, siano conformi ai requisiti di cui all'appendice E della presente STI;

b)

verificando che i valori delle categorie di linea EN, in combinazione con la velocità autorizzata specificata per le strutture in questione o per il progetto, siano conformi ai requisiti di cui all'appendice E della presente STI;

c)

verificando i carichi di traffico specificati per le strutture in questione o per il progetto sulla base dei requisiti minimi dei punti 4.2.7.1.1 e 4.2.7.1.2. Ai fini del riesame del valore del fattore alfa conformemente al punto 4.2.7.1.1, occorre esclusivamente verificare che il valore del fattore alfa sia conforme al valore riportato nella tabella 11.

(2)

Non è necessario riesaminare il progetto né effettuare calcoli.

(3)

Per la valutazione delle strutture esistenti si applica rispettivamente il punto 4.2.7.4(4).

6.2.4.11.   Valutazione della distanza del marciapiede

(1)

La valutazione della distanza tra l'asse del binario e il bordo del marciapiede, in sede di esame del progetto, viene effettuata utilizzando i risultati dei calcoli realizzati dal gestore dell'infrastruttura o dall'ente appaltante sulla base del capitolo 13 della norma EN 15273-3:2013.

(2)

Lo spazio libero deve essere verificato dopo l'assemblaggio e prima della messa in servizio. La distanza è verificata alle estremità del marciapiede e ogni 30 metri sui tratti di binario in rettilineo e ogni 10 metri sui tratti di binario in curva.

(3)

Diversamente da quanto stabilito al punto 1), per il sistema con scartamento da 1 520 mm la valutazione della distanza tra l'asse del binario e il bordo del marciapiede, in sede di esame del progetto, viene effettuata sulla base dei requisiti del punto 4.2.9.3. Il punto (2) si applica di conseguenza.

(4)

Diversamente da quanto stabilito al punto 1), per il sistema con scartamento da 1 600 mm la valutazione della distanza tra l'asse del binario e il bordo del marciapiede, in sede di esame del progetto, viene effettuata sulla base dei requisiti del punto 4.2.9.3(4). Il punto (2) si applica di conseguenza.

6.2.4.12.   Valutazione della variazione massima di pressione in galleria

(1)

La valutazione della variazione massima di pressione in galleria (criterio 10 kPa) viene effettuata utilizzando i risultati delle simulazioni numeriche conformi ai capitoli 4 e 6 della norma EN 14067-5:2006+A1:2010 svolte dal gestore dell'infrastruttura o dall'ente appaltante sulla base di tutte le condizioni di esercizio attese con i treni conformi alla STI «Locomotive e materiale rotabile per il trasporto di passeggeri» e progettati per circolare a velocità pari o superiori a 200 km/h nella specifica galleria da sottoporre a valutazione.

(2)

I parametri da utilizzare devono essere tali da rispettare la pressione di riferimento caratteristica propria dei treni definita nella STI «Locomotive e materiale rotabile per il trasporto di passeggeri».

(3)

La superficie delle sezioni trasversali di riferimento dei treni interoperabili da considerare (costante lungo il treno), indipendentemente dai veicoli, a motore o trainati, deve essere:

a)

12 m2 per i veicoli progettati per la sagoma cinematica di riferimento GC e DE3;

b)

11 m2 per i veicoli progettati per le sagome cinematiche di riferimento GA e GB;

c)

10 m2 per i veicoli progettati per la sagoma cinematica di riferimento G1.

La sagoma del veicolo da prendere in considerazione è stabilita sulla base delle sagome selezionate conformemente al punto 4.2.1.

(4)

La valutazione può prendere in considerazione eventuali caratteristiche costruttive atte a ridurre le variazioni di pressione, nonché la lunghezza della galleria.

(5)

Non è necessario prendere in considerazione le variazioni di pressione dovute alle condizioni atmosferiche o geografiche.

6.2.4.13.   Valutazione dell'effetto dei venti trasversali

Tale dimostrazione di sicurezza non rientra nell'ambito di applicazione della presente STI e non è quindi soggetta alla verifica da parte di un organismo notificato. La dimostrazione è effettuata dal gestore dell'infrastruttura, se necessario in cooperazione con l'impresa ferroviaria.

6.2.4.14.   Valutazione degli impianti fissi per la manutenzione dei treni

La valutazione degli impianti fissi per la manutenzione dei treni rientra fra le responsabilità dello Stato membro interessato.

6.2.5.   Soluzioni tecniche che consentono di presumere la conformità nella fase di progettazione

La presunzione di conformità in fase di progettazione per le soluzioni tecniche può essere valutata prima della realizzazione di uno specifico progetto e indipendentemente dallo stesso.

6.2.5.1.   Valutazione della resistenza del binario nella linea di corsa

(1)

La dimostrazione di conformità del binario ai requisiti del punto 4.2.6 può essere effettuata con riferimento a un progetto di binario esistente che soddisfa le condizioni di esercizio previste per il sottosistema interessato.

(2)

Un progetto di binario è definito dalle caratteristiche tecniche di cui all'appendice C.1 della presente STI e dalle condizioni di esercizio di cui all'appendice D.1 della presente STI.

(3)

Si parla di «progetto di binario esistente» se sono soddisfatte entrambe le condizioni seguenti:

a)

il progetto di binario è stato in condizioni normali di esercizio per almeno un anno;

b)

il quantitativo totale transitato sul binario è stato di almeno 20 milioni di tonnellate lorde nel periodo di normale esercizio.

(4)

Le condizioni di esercizio per un progetto di binario esistente sono le condizioni che sono state applicate nel normale esercizio.

(5)

La valutazione finalizzata a confermare un progetto di binario esistente è effettuata verificando che siano specificate le caratteristiche tecniche di cui all'appendice C.1 della presente STI e le condizioni d'uso di cui all'appendice D.1 della presente STI e che sia disponibile il riferimento agli utilizzi precedenti del progetto di binario.

(6)

Quando in un progetto è utilizzata la progettazione di un binario esistente già sottoposta a valutazione, l'organismo notificato si limita a verificare che siano rispettate le condizioni d'uso.

(7)

Nel caso di progetti di binario nuovi che sono basati su progetti di binario esistenti, può essere effettuata una nuova valutazione per verificare le differenze e valutare il loro impatto sulla resistenza del binario. Tale valutazione può essere effettuata per esempio mediante simulazione al computer, analisi di laboratorio o prova in situ.

(8)

Si ritiene che un progetto di binario sia nuovo in caso di cambiamento di almeno una delle caratteristiche tecniche di cui all'appendice C della presente STI o di una delle condizioni di uso di cui all'appendice D della presente STI.

6.2.5.2.   Valutazione dei dispositivi di armamento

(1)

Ai fini della valutazione della resistenza del binario per quanto riguarda i dispositivi di armamento si applicano le disposizioni del punto 6.2.5.1. L'appendice C.2 stabilisce le caratteristiche tecniche dei progetti dei dispositivi di armamento e l'appendice D.2 le condizioni d'uso dei progetti dei dispositivi di armamento.

(2)

La valutazione della geometria di progetto dei dispositivi di armamento è effettuata conformemente al punto 6.2.4.8 della presente STI.

(3)

La valutazione della lunghezza massima dello spazio non guidato dei cuori doppi delle intersezioni è effettuata conformemente al punto 6.2.4.8 della presente STI.

6.3.   Verifica CE in caso di uso della velocità quale criterio di migrazione

(1)

Il punto 7.5 consente la messa in servizio di una linea ad una velocità inferiore a quella per la quale era stata progettata. Il presente punto stabilisce i requisiti per la verifica CE in tale caso.

(2)

Alcuni valori limite stabiliti nella sezione 4 dipendono dalla velocità per la quale il percorso è stato progettato. La conformità deve essere valutata alla velocità prevista dal progetto; tuttavia, è consentito valutare caratteristiche che dipendono dalla velocità a una velocità inferiore al momento della messa in servizio.

(3)

La conformità delle altre caratteristiche per la velocità prevista nella progettazione rimane valida.

(4)

Per dichiarare l'interoperabilità alla velocità prevista, è necessario valutare la conformità delle sole caratteristiche temporaneamente non rispettate al momento in cui saranno portate al livello progettato.

6.4.   Valutazione del fascicolo di manutenzione

(1)

Il punto 4.5 prevede che il gestore dell'infrastruttura disponga per ciascuna linea interoperabile di un fascicolo di manutenzione per il sottosistema «Infrastruttura».

(2)

L'organismo notificato deve confermare che il fascicolo di manutenzione esiste e che contiene gli elementi di cui al punto 4.5.1. L'organismo notificato non è responsabile della valutazione dell'idoneità dei requisiti dettagliati stabiliti nel fascicolo.

(3)

L'organismo notificato include nella documentazione tecnica di cui all'articolo 18, paragrafo 3, della direttiva 2008/57/CE un riferimento al fascicolo di manutenzione di cui al punto 4.5.1 della presente STI.

6.5.   Sottosistemi contenenti componenti di interoperabilità privi di dichiarazione CE

6.5.1.   Condizioni

(1)

Fino al 31 maggio 2021 un organismo notificato può rilasciare un certificato CE di verifica relativo a un sottosistema anche se per alcuni componenti di interoperabilità del sottosistema non esiste una dichiarazione CE di conformità e/o idoneità all'impiego ai sensi della presente STI, a condizione che siano soddisfatti i criteri seguenti:

a)

l'organismo notificato ha verificato la conformità del sottosistema ai requisiti della sezione 4 e in relazione alle sezioni da 6.2 a 7 (escluso il punto 7.7 «Casi specifici») della presente STI. Inoltre, la conformità dei componenti di interoperabilità alle sezioni 5 e 6.1 non si applica, e

b)

i componenti di interoperabilità, che non dispongono della pertinente dichiarazione CE di conformità e/o di idoneità all'impiego, sono stati utilizzati in un sottosistema già approvato e messo in servizio in almeno uno Stato membro prima dell'entrata in vigore della presente STI.

(2)

Non sono rilasciate dichiarazioni CE di conformità e/o idoneità all'impiego per i componenti di interoperabilità valutati in questo modo.

6.5.2.   Documentazione

(1)

Il certificato di verifica CE del sottosistema indica chiaramente quali componenti di interoperabilità sono stati valutati dall'organismo notificato nel contesto della verifica del sottosistema.

(2)

La dichiarazione CE di verifica del sottosistema specifica chiaramente:

a)

quali componenti di interoperabilità sono stati valutati nell'ambito del sottosistema;

b)

la conferma che il sottosistema contiene componenti di interoperabilità identici a quelli verificati nell'ambito del sottosistema;

c)

per tali componenti di interoperabilità, la ragione o le ragioni per cui il fabbricante non ha fornito una dichiarazione CE di conformità o idoneità all'impiego prima di inserire i componenti nel sottosistema, compresa l'applicazione delle norme nazionali notificate ai sensi dell'articolo 17 della direttiva 2008/57/CE.

6.5.3.   Manutenzione dei sottosistemi certificati conformemente al punto 6.5.1

(1)

Durante e dopo il periodo di transizione e dopo il termine dello stesso, fino a quando il sottosistema è aggiornato o rinnovato (tenendo conto della decisione dello Stato membro sull'applicazione delle STI), i componenti di interoperabilità sprovvisti di dichiarazione CE di conformità e/o di idoneità all'impiego e che sono dello stesso tipo possono essere utilizzati come prodotti sostitutivi nell'ambito della manutenzione (parti di ricambio) per il sottosistema, sotto la responsabilità dell'organismo responsabile della manutenzione.

(2)

L'organismo responsabile della manutenzione deve in ogni caso assicurare che i componenti dei prodotti sostitutivi nell'ambito della manutenzione siano idonei all'applicazione e che siano utilizzati nello stesso ambito e che consentano di ottenere l'interoperabilità all'interno del sistema ferroviario rispondendo nel contempo ai requisiti essenziali. Per tali componenti devono essere assicurate la tracciabilità e la certificazione in conformità a qualsiasi norma nazionale o internazionale, o a qualsiasi codice di buona prassi ampiamente riconosciuto nel settore ferroviario.

6.6.   Sottosistemi contenenti componenti di interoperabilità utilizzabili in servizio e adatti al riutilizzo

6.6.1.   Condizioni

(1)

Un organismo notificato può rilasciare un certificato CE di verifica relativo a un sottosistema anche se alcuni componenti di interoperabilità incorporati nel sottosistema sono componenti di interoperabilità utilizzabili in servizio e adatti al riutilizzo, a condizione che siano soddisfatti i criteri seguenti:

a)

l'organismo notificato ha verificato la conformità del sottosistema ai requisiti della sezione 4 e in relazione alle sezioni da 6.2 a 7 (escluso il punto 7.7 «Casi specifici») della presente STI. Inoltre, la conformità dei componenti di interoperabilità alla sezione 6.1 non si applica, e

b)

i componenti di interoperabilità non dispongono della pertinente dichiarazione CE di conformità e/o idoneità all'impiego.

(2)

Non sono rilasciate dichiarazioni CE di conformità e/o idoneità all'impiego per i componenti di interoperabilità valutati in questo modo.

6.6.2.   Documentazione

(1)

Il certificato CE di verifica del sottosistema indica chiaramente quali componenti di interoperabilità sono stati valutati dall'organismo notificato nel contesto della verifica del sottosistema.

(2)

La dichiarazione CE di verifica del sottosistema specifica chiaramente:

a)

quali componenti di interoperabilità sono componenti di interoperabilità utilizzabili in servizio e adatti al riutilizzo;

b)

che il sottosistema contiene componenti di interoperabilità identici a quelli verificati come elementi del sottosistema.

6.6.3.   Impiego di componenti di interoperabilità utilizzabili in servizio nella manutenzione

(1)

I componenti di interoperabilità utilizzabili in servizio e adatti al riutilizzo possono essere utilizzati come elementi sostituibili (pezzi di ricambio) per interventi di manutenzione del sottosistema sotto la responsabilità dell'organismo preposto alla manutenzione.

(2)

L'organismo responsabile della manutenzione deve in ogni caso assicurare che i componenti dei prodotti sostitutivi nell'ambito della manutenzione siano idonei all'applicazione e che siano utilizzati nello stesso ambito e che consentano di ottenere l'interoperabilità all'interno del sistema ferroviario rispondendo nel contempo ai requisiti essenziali. Per tali componenti devono essere assicurate la tracciabilità e la certificazione in conformità a qualsiasi norma nazionale o internazionale, o a qualsiasi codice di buona prassi ampiamente riconosciuto nel settore ferroviario.

7.   ATTUAZIONE DELLA STI «INFRASTRUTTURA»

Gli Stati membri mettono a punto un piano per l'attuazione della presente STI tenendo conto della coerenza dell'intero sistema ferroviario dell'Unione europea, nel quale rientrano tutti i progetti soggetti al rinnovo o ristrutturazione dei sottosistemi «infrastruttura» in linea con le disposizioni dei successivi punti da 7.1 a 7.7.

7.1.   Applicazione della presente STI alle linee ferroviarie

Le sezioni da 4 a 6 e tutte le disposizioni specifiche dei successivi punti da 7.2 a 7.6 si applicano integralmente alle linee che rientrano nell'ambito di applicazione geografico della presente STI e che entreranno in servizio come linee interoperabili dopo l'entrata in vigore della presente STI.

7.2.   Applicazione della presente STI alle nuove linee ferroviarie

(1)

Ai fini della presente STI per «nuova linea» si intende una linea che crea un percorso dove prima non ne esisteva alcuno.

(2)

Le situazioni seguenti, in cui l'obiettivo è aumentare la velocità o la capacità, possono essere considerate come linee ristrutturate e non come linee nuove:

a)

il riallineamento di una parte di un percorso esistente,

b)

la creazione di una circonvallazione,

c)

l'aggiunta di uno o più binari su un percorso esistente, indipendentemente dalla distanza fra i binari originari e i binari nuovi.

7.3.   Applicazione della presente STI alle linee ferroviarie esistenti

7.3.1.   Ristrutturazione di una linea

(1)

Conformemente all'articolo 2, lettera m), della direttiva 2008/57/CE, per «ristrutturazione» si intendono lavori significativi di modifica di un sottosistema o di una sua parte che migliora l'insieme delle prestazioni del sottosistema.

(2)

Il sottosistema «infrastruttura» di una linea è considerato ristrutturato nel quadro della presente STI quando almeno uno dei parametri di prestazione carico per asse e sagoma, di cui al punto 4.2.1, è stato modificato al fine di conformarsi ai requisiti di un altro codice di traffico.

(3)

Per altri parametri di prestazioni della STI, conformemente all'articolo 20, paragrafo 1, della direttiva 2008/57/CE, gli Stati membri decidono in quale misura la STI debba essere applicata al progetto.

(4)

Quando si applica l'articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 2008/57/CE, in quanto la ristrutturazione è soggetta a un'autorizzazione di messa in servizio, gli Stati membri decidono quali requisiti della STI devono essere applicati.

(5)

Quando non si applica l'articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 2008/57/CE, in quanto la ristrutturazione non è soggetta a un'autorizzazione di messa in servizio, si raccomanda la conformità alla presente STI. Quando non è possibile ottenere tale conformità, l'ente appaltante ne comunica le ragioni allo Stato membro.

(6)

Per un progetto che include elementi non conformi alla STI, le procedure per la valutazione della conformità e della verifica CE da applicare devono essere concordate con lo Stato membro.

7.3.2.   Rinnovo di una linea

(1)

Conformemente all'articolo 2, lettera n), della direttiva 2008/57/CE, per «rinnovo» si intendono lavori significativi di sostituzione di un sottosistema o di una sua parte che non modificano l'insieme delle prestazioni del sottosistema.

(2)

A tal fine, per lavoro significativo di sostituzione si deve intendere un progetto intrapreso per sostituire sistematicamente gli elementi di una linea o di una sezione di una linea. Il rinnovo differisce dalla sostituzione nell'ambito della manutenzione, di cui al punto 7.3.3, in quanto offre la possibilità di realizzare un percorso conforme alla STI. Un rinnovo è comparabile a una ristrutturazione, con la differenza che non comporta una modifica dei parametri di prestazioni.

(3)

Quando si applica l'articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 2008/57/CE, in quanto il rinnovo è soggetto a un'autorizzazione di messa in servizio, gli Stati membri decidono quali requisiti della STI devono essere applicati.

(4)

Quando non si applica l'articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 2008/57/CE, in quanto il rinnovo non è soggetto a un'autorizzazione di messa in servizio, si raccomanda la conformità alla presente STI. Quando non è possibile ottenere tale conformità, l'ente appaltante ne comunica le ragioni allo Stato membro.

(5)

Per un progetto che include elementi non conformi alla STI, le procedure per la valutazione della conformità e della verifica CE da applicare devono essere concordate con lo Stato membro.

7.3.3.   Sostituzione nell'ambito della manutenzione

(1)

Quando le parti di un sottosistema su una linea sono oggetto di lavori di manutenzione, conformemente alla presente STI non è necessario prevedere una procedura di verifica formale e messa in servizio. Tuttavia, le sostituzioni nel quadro di una manutenzione dovrebbero essere effettuate, nei limiti di quanto ragionevolmente realizzabile, conformemente ai requisiti della presente STI.

(2)

L'obiettivo dovrebbe essere il progressivo sviluppo di una linea interoperabile grazie alle sostituzioni effettuate nel quadro della manutenzione.

(3)

Affinché una parte considerevole del sottosistema «infrastruttura» evolva progressivamente verso l'interoperabilità, il seguente gruppo di parametri fondamentali deve sempre essere adattato simultaneamente:

a)

tracciato delle linee;

b)

parametri dei binari;

c)

dispositivi di armamento;

d)

resistenza del binario ai carichi applicati;

e)

resistenza delle strutture ai carichi da traffico;

f)

marciapiedi.

(4)

In questi casi si noti che ciascuno degli elementi di cui sopra, preso separatamente, non può assicurare la conformità dell'intero sottosistema. La conformità del sottosistema può essere dichiarata soltanto quando tutti gli elementi siano stati resi conformi alla STI.

7.3.4.   Linee esistenti che non sono oggetto di un progetto di rinnovo o ristrutturazione

La dimostrazione del livello di conformità delle linee esistenti ai parametri fondamentali della STI è facoltativa. La procedura per tale dimostrazione deve essere conforme alla raccomandazione 2014/881/UE della Commissione del 18 novembre 2014 (6).

7.4.   Applicazione della presente STI a marciapiedi esistenti

In caso di ristrutturazione o rinnovo del sottosistema infrastruttura si applicano le seguenti condizioni relative all'altezza del marciapiede disciplinate dal punto 4.2.9.2 della presente STI:

a)

per garantire la coerenza con uno specifico programma di ristrutturazione o rinnovo di una linea, o sezione di una linea, è consentito applicare altre altezze nominali dei marciapiedi;

b)

se le opere impongono di apportare modifiche strutturali a un elemento portante, è consentito applicare altre altezze nominali dei marciapiedi;

7.5.   La velocità come criterio di attuazione

(1)

È consentito mettere in servizio una linea in quanto linea interoperabile a una velocità inferiore a quella per la quale è stata progettata. Tuttavia, in tal caso la linea non deve essere costruita in modo da impedire la futura adozione della velocità per la quale era stata progettata.

(2)

Per esempio, l'interasse deve essere adatto per la velocità per la quale la linea era stata progettata ma la sopraelevazione deve essere adeguata alla velocità di circolazione sulla linea al momento della sua entrata in servizio.

(3)

I requisiti per la valutazione della conformità in tale caso sono definiti nella sezione 6.3.

7.6.   Verifica della compatibilità delle infrastrutture e del materiale rotabile dopo l'autorizzazione del materiale rotabile

(1)

Il materiale rotabile conforme alle STI relative al materiale rotabile non è automaticamente compatibile con tutte le linee conformi alla presente STI «Infrastruttura». Per esempio, un veicolo di sagoma GC non è compatibile con una galleria di sagoma GB. Il processo di verifica della compatibilità con l'itinerario da seguire deve essere conforme alla raccomandazione della Commissione relativa all'autorizzazione di messa in servizio di sottosistemi strutturali e veicoli a norma della direttiva 2008/57/CE (7).

(2)

Il progetto delle categorie di linea STI di cui alla sezione 4 è generalmente compatibile con l'esercizio dei veicoli classificati secondo la norma EN 15528:2008+A1:2012 fino alla velocità massima indicata nell'appendice E. Tuttavia, può sussistere un rischio di effetti dinamici eccessivi, compresa la risonanza in determinati ponti, che possono avere un ulteriore impatto sulla compatibilità dei veicoli e dell'infrastruttura.

(3)

Possono essere effettuati controlli, basati su ipotesi operative specifiche concordate fra il gestore dell'infrastruttura e l'impresa ferroviaria, per dimostrare la compatibilità dei veicoli che operano a velocità superiori alla velocità massima di cui all'appendice E.

(4)

Conformemente al punto 4.2.1 della presente STI, è permesso progettare linee nuove o ristrutturate tali da poter accogliere profili maggiori, carichi assiali superiori, velocità più elevate, maggiore lunghezza utile dei marciapiedi e treni più lunghi rispetto ai valori specificati.

7.7.   Casi specifici

I seguenti casi specifici possono essere applicati su determinate reti. I casi specifici sono classificati come:

a)   casi «P»: casi permanenti;

b)   casi «T»: casi temporanei, per i quali si raccomanda di raggiungere il sistema definitivo entro il 2020 (obiettivo stabilito dalla decisione n. 1692/96/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (8), del 23 luglio 1996, sugli orientamenti comunitari per lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti (GU L 228 del 9.9.1996, pag. 1), quale modificata dalla decisione n. 884/2004/CE (GU L 167 del 30.4.2004, pag. 12).

7.7.1.   Particolarità della rete austriaca

7.7.1.1.   Altezza dei marciapiedi (4.2.9.2)

Casi P

Per altre parti della rete ferroviaria dell'Unione, di cui all'articolo 2, paragrafo 4, del presente regolamento, in caso di rinnovo e ristrutturazione, è ammessa un'altezza nominale dei marciapiedi di 380 mm al di sopra della superficie di rotolamento.

7.7.2.   Particolarità della rete belga

7.7.2.1.   Distanza dei marciapiedi (4.2.9.3)

Casi P

Per altezze dei marciapiedi di 550 mm e 760 mm il valore convenzionale bq0 della distanza del marciapiede è calcolato applicando le seguenti formule:

Formula

in curva con raggio 1 000 ≤ R ≤∞ (m);

Formula

in curva con raggio R < 1 000 (m).

7.7.3.   Particolarità della rete bulgara

7.7.3.1.   Altezza dei marciapiedi (4.2.9.2)

Casi P

Per marciapiedi rinnovati o ristrutturati è ammessa un'altezza nominale dei marciapiedi di 300 mm e 1 100 mm al di sopra della superficie di rotolamento.

7.7.3.2.   Distanza dei marciapiedi (4.2.9.3)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito ai punti 4.2.9.3(1) e 4.2.9.3(2), la distanza dei marciapiedi è:

a)

1 650 mm per i marciapiedi di altezza pari a 300 mm e

b)

1 750 mm per i marciapiedi di altezza pari a 1 100 mm.

7.7.4.   Particolarità della rete danese

7.7.4.1.   Altezza dei marciapiedi (4.2.9.2)

Casi P

Per i servizi della S-Tog è ammessa un'altezza nominale dei marciapiedi di 920 mm al di sopra della superficie di rotolamento.

7.7.5.   Particolarità della rete estone

7.7.5.1.   Scartamento nominale (4.2.4.1)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.4.1(2), per il sistema con scartamento da 1 520 mm lo scartamento standard nominale è di 1 520 mm o di 1 524 mm.

7.7.5.2.   Resistenza di ponti nuovi ai carichi del traffico (4.2.7.1)

Casi P

Per il sistema con scartamento da 1 520 mm, su linee con un carico per asse di 30 t, è ammesso progettare strutture per sostenere carichi verticali conformemente al modello di carico di cui all'appendice M della presente STI.

7.7.5.3.   Limite di azione immediata per dispositivi di armamento (4.2.8.6)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al sottopunto 4.2.8.6(3)(a), per il sistema con scartamento da 1 520 mm il valore minimo di passaggio nel punto più stretto tra la rotaia del deviatoio aperta e la rotaia contrago è 54 mm.

7.7.6.   Particolarità della rete finlandese

7.7.6.1.   Categorie di linea STI (4.2.1.)

Casi P

Al posto delle sagome specificate nelle colonne «Sagoma» delle tabelle 2 e 3 del punto 4.2.1(6), per lo scartamento nominale da 1 524 mm è consentito l'uso della sagoma FIN1.

7.7.6.2.   Sagoma limite (4.2.3.1)

Casi P

(1)

Diversamente da quanto stabilito ai punti 4.2.3.1(1) e 4.2.3.1(2), per lo scartamento nominale da 1 524 mm sia la parte superiore che la parte inferiore della sagoma limite sono stabilite sulla base della sagoma FIN1. Tali sagome sono definite nell'allegato D, sezione D4.4 della norma EN 15273-3:2013.

(2)

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.3.1(3), per lo scartamento nominale da 1 524 mm i calcoli della sagoma limite sono effettuati usando il metodo statico in conformità ai requisiti delle sezioni 5, 6 e 10 dell'allegato D, sezione D4.4 della norma EN 15273-3:2013.

7.7.6.3.   Interasse dei binari (4.2.3.2)

Casi P

(1)

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.3.2(1), per lo scartamento nominale da 1 524 mm l'interasse dei binari è stabilito sulla base della sagoma FIN1.

(2)

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.3.2(2), per il sistema di scartamento da 1 524 mm l'interasse nominale orizzontale dei binari per le nuove linee è specificato per il progetto e non deve essere inferiore ai valori della tabella 21; esso tiene conto dei margini per gli effetti aerodinamici.

Tabella 21

Interasse nominale orizzontale minimo

Velocità massima consentita (km/h)

Interasse nominale orizzontale minimo dei binari [m]

v ≤ 120

4,10

120 < v ≤ 160

4,30

160 < v ≤ 200

4,50

200 < v ≤ 250

4,70

v > 250

5,00

(3)

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.3.2(3), per il sistema con scartamento da 1 524 mm l'interasse dei binari deve essere almeno conforme ai requisiti relativi all'interasse d'installazione minimo dei binari, definito in conformità all'allegato D, sezione D4.4.5 della norma EN 15273-3:2013.

7.7.6.4.   Raggio minimo di curvatura orizzontale (4.2.3.4)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.3.4(3), per il sistema con scartamento da 1 524 mm le controcurve (escluse le controcurve nelle stazioni di smistamento in cui i carri sono movimentati singolarmente) con raggio compreso fra 150 m e 275 m per le nuove linee sono progettate in conformità alla tabella 22 in modo da evitare il blocco dei respingenti.

Tabella 22

Limiti di lunghezza di tratti di binario intermedi rettilinei tra due lunghe curve circolari in direzioni opposte [m]  (9)

Catena di allineamento (9)

Limiti per i binari destinati al traffico misto [m]

R = 150 m — rettilineo — R = 150 m

16,9

R = 160 m — rettilineo — R = 160 m

15,0

R = 170 m — rettilineo — R = 170 m

13,5

R = 180 m — rettilineo — R = 180 m

12,2

R = 190 m — rettilineo — R = 190 m

11,1

R = 200 m — rettilineo — R = 200 m

10,00

R = 210 m — rettilineo — R = 210 m

9,1

R = 220 m — rettilineo — R = 220 m

8,2

R = 230 m — rettilineo — R = 230 m

7,3

R = 240 m — rettilineo — R = 240 m

6,4

R = 250 m — rettilineo — R = 250 m

5,4

R = 260 m — rettilineo — R = 260 m

4,1

R = 270 m — rettilineo — R = 270 m

2,0

R = 275 m — rettilineo — R = 275 m

0

7.7.6.5.   Scartamento nominale (4.2.4.1)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.4.1(1), lo scartamento nominale è di 1 524 mm.

7.7.6.6.   Sopraelevazione (4.2.4.2)

Casi P

(1)

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.4.2(1), per lo scartamento nominale da 1 524 mm la sopraelevazione di progetto non deve superare 180 mm per binari con o senza ballast.

(2)

In deroga al punto 4.2.4.2(3), per lo scartamento nominale da 1 524 mm mm sulle nuove linee con traffico misto o merci e con curve aventi un raggio inferiore a 320 m e un raccordo di sopraelevazione superiore a 1 mm/m, la sopraelevazione deve essere compresa tra i limiti indicati nella formula seguente:

D ≤ (R – 50) × 0,7

dove D rappresenta la sopraelevazione in mm e R il raggio in m.

7.7.6.7.   Lunghezza massima dello spazio non guidato dei cuori doppi delle intersezioni (4.2.5.3)

Casi P

Al punto 1) dell'appendice J, per lo scartamento nominale da 1 524 mm:

a)

Diversamente da quanto stabilito al sottopunto (J.1)(b), il raggio minimo attraverso un cuore doppio di una intersezione è 200 m; per un raggio compreso tra 200-220 m il piccolo raggio è compensato allargando lo scartamento.

b)

Diversamente da quanto stabilito al sottopunto (J.1)(c), l'altezza minima della controrotaia è pari a 39 mm.

7.7.6.8.   Limite di azione immediata per lo scartamento in quanto difetto isolato (4.2.8.4)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.8.4(1), per lo scartamento nominale da 1 524 mm i limiti di azione immediata dello scartamento in quanto difetto isolato sono riportati nella tabella 23.

Tabella 23

Limiti di azione immediata dello scartamento nominale da 1 524 mm

Velocità [km/h]

Dimensioni [mm]

 

Scartamento minimo

Scartamento massimo

v ≤ 60

1 515

1 554

60 < v ≤ 120

1 516

1 552

120 < v ≤ 160

1 517

1 547

160 < v ≤ 200

1 518

1 543

200 < v ≤ 250

1 519

1 539

v > 250

1 520

1 539

7.7.6.9.   Limite di azione immediata per la sopraelevazione (4.2.8.5)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.8.5(1), per lo scartamento nominale da 1 524 mm la sopraelevazione massima consentita in servizio è 190 mm.

7.7.6.10.   Limite di azione immediata per dispositivi di armamento (4.2.8.6)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.8.6(1), per lo scartamento nominale da 1 524 mm le caratteristiche tecniche dei dispositivi di armamento devono essere conformi ai seguenti valori in condizioni di esercizio:

a)

valore massimo dello spazio di libero passaggio tra gli aghi: 1 469 mm.

Tale valore può essere aumentato se il gestore dell'infrastruttura dimostra che il sistema di attivazione e di bloccaggio dello scambio può resistere all'impatto delle forze trasversali di una sala montata.

b)

Valore minimo della protezione della punta fissa del cuore dei deviatoi: 1 476 mm.

Questo valore è misurato 14 mm al di sotto della superficie di rotolamento e sulla linea teorica di riferimento, a distanza idonea dalla punta effettiva (RP) del deviatoio come indicato nella figura 2.

Per i deviatoi con ritrazione della punta, questo valore può essere ridotto. In questo caso, il gestore dell'infrastruttura deve dimostrare che la ritrazione della punta è sufficiente per garantire che la ruota non entra in collisione con il cuore della punta effettiva (RP).

c)

Valore massimo dello spazio di libero passaggio nella zona del cuore d'incrocio: 1 440 mm.

d)

Valore massimo dello spazio di libero passaggio all'ingresso controrotaia/zampa di lepre: 1 469 mm.

e)

Larghezza minima della gola: 42 mm.

f)

Profondità minima della gola: 40 mm.

g)

Altezza massima della controrotaia: 55 mm.

7.7.6.11.   Distanza dei marciapiedi (4.2.9.3)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.9.3(1), per lo scartamento nominale da 1 524 mm la distanza tra l'asse del binario e il bordo del marciapiede parallelo al piano di rotolamento è stabilita sulla base della sagoma limite di installazione ed è definita nel capitolo 13 della norma EN 15273-3:2013. La sagoma limite di installazione è fissata sulla base della sagoma FIN1. La distanza minima di bq, calcolata come nel capitolo 13 della norma EN 15273-3:2013, è successivamente indicata come bqlim.

7.7.6.12.   Impianti di pulizia esterna del treno (4.2.12.3)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.12.3(1), per lo scartamento nominale da 1 524 mm l'eventuale impianto di lavaggio deve essere in grado di lavare le fiancate esterne dei treni a uno o due piani, di altezza compresa tra:

a)

330 e 4 367 mm per i treni a un piano;

b)

330 e 5 300 mm per i treni a due piani.

7.7.6.13.   Valutazione della sagoma limite (6.2.4.1.)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 6.2.4.1(1), per lo scartamento nominale da 1 524 mm la valutazione della sagoma limite in sede di esame del progetto viene effettuata sulla base di sezioni trasversali caratteristiche utilizzando i risultati dei calcoli effettuati dal gestore dell'infrastruttura o dall'ente appaltante sulla base delle sezioni 5, 6 e 10 e dell'allegato D, sezione D.4.8, della norma EN 15273-3:2013.

7.7.7.   Particolarità della rete francese

7.7.7.1.   Altezza dei marciapiedi (4.2.9.2)

Casi P

Per la rete ferroviaria dell'Ile-de-France è ammessa un'altezza nominale dei marciapiedi di 920 mm al di sopra della superficie di rotolamento.

7.7.8.   Particolarità della rete tedesca

7.7.8.1.   Altezza dei marciapiedi (4.2.9.2)

Casi P

Per i servizi della S-Bahn è ammessa un'altezza nominale dei marciapiedi di 960 mm al di sopra della superficie di rotolamento.

7.7.9.   Particolarità della rete greca

7.7.9.1.   Altezza dei marciapiedi (4.2.9.2)

Casi P

È ammessa un'altezza nominale dei marciapiedi di 300 mm al di sopra della superficie di rotolamento.

7.7.10.   Particolarità della rete italiana

7.7.10.1.   Distanza dei marciapiedi (4.2.9.3)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.9.3(1), per i marciapiedi con altezza di 550 mm la distanza bqlim [mm] tra l'asse del binario e il bordo del marciapiede parallelo al piano di rotolamento è calcolata applicando la seguente formula:

a)

sui rettifili e nel lato interno delle curve:

bqlim = 1 650 + 3 750/R + (g – 1 435)/2 + 11,5

b)

all'esterno delle curve:

bqlim = 1 650 + 3 750/R + (g – 1 435)/2 + 11,5 + 220 * tanδ

dove R è il raggio del binario, in metri, g è lo scartamento, δ è l'angolo della sopraelevazione con la linea orizzontale.

7.7.10.2.   Conicità equivalente (4.2.4.5)

Casi P

(1)

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.4.5(3), i valori di progetto dello scartamento, del profilo del fungo della rotaia e dell'inclinazione della rotaia per il binario di corsa devono essere scelti in modo da garantire che non siano superati i limiti della conicità equivalente riportati nella tabella 24.

Tabella 24

Valori limite di progetto della conicità equivalente

 

Profilo della ruota

Velocità [km/h]

S1002, GV1/40

EPS

v ≤ 60

Valutazione non richiesta

60 < v ≤ 200

0,25

0,30

200 < v ≤ 280

0,20

N.D.

v > 280

0,10

N.D.

(2)

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.4.5 (4), le sale montate seguenti devono essere progettate per la circolazione sulle condizioni dei binari specificate (simulate mediante il calcolo conformemente alla norma EN 15302:2008+A1:2010):

a)

S 1002 quali definite nell'allegato C della norma EN 13715:2006 +A1:2010 con SR1.

b)

S 1002 quali definite nell'allegato C della norma EN 13715:2006 +A1:2010 con SR2.

c)

GV 1/40 quali definite nell'allegato B della norma EN 13715:2006 +A1:2010 con SR1.

d)

GV 1/40 quali definite nell'allegato B della norma EN 13715:2006 +A1:2010 con SR2.

e)

EPS quale definito nell'allegato C della norma EN 13715:2006 +A1:2010 con SR1.

Per SR1 e SR2 si applicano i seguenti valori:

f)

Per il sistema con scartamento da 1 435 mm SR1 = 1 420 mm e SR2 = 1 426 mm.

7.7.10.3.   Conicità equivalente in servizio (4.2.11.2).

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.11.2.(2), il gestore dell'infrastruttura misura lo scartamento e i profili del fungo della rotaia nel sito di cui trattasi a una distanza di circa 10 m. La conicità equivalente media su 100 m è calcolata mediante modellizzazione con le sale montate (a) – (e) di cui al punto 7.7.10.2(2) della presente STI per verificare la conformità, ai fini dell'indagine congiunta, con la conicità equivalente limite per i binari specificati alla tabella 14.

7.7.11.   Particolarità della rete lettone

7.7.11.1.   Resistenza dei ponti nuovi ai carichi di traffico (4.2.8.1) — carichi verticali (4.2.7.1.1)

Casi P

(1)

In relazione al sottopunto 4.2.7.1.1(1)(a) per il sistema con scartamento da 1 520 mm, si applica il modello di carico 71 con un carico distribuito qvk di 100 kN/m.

(2)

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.7.1.1(3), per il sistema con scartamento da 1 520 mm il valore del fattore alfa (α) deve essere in tutti i casi pari a 1.46.

7.7.12.   Particolarità della rete polacca

7.7.12.1.   Categorie di linea STI (4.2.1.)

Casi P

Al punto 4.2.1(7), tabella 2, rigo P3, sulle linee ferroviarie polacche rinnovate o ristrutturate, al posto della sagoma DE3 è ammessa la sagoma G2.

7.7.12.2.   Interasse dei binari (4.2.3.2)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.3.2(4), per il sistema con scartamento da 1 520 mm, nel caso di binari delle stazioni per il carico diretto di merci da un carro all'altro è ammesso un interasse nominale orizzontale minimo di 3,60 m.

7.7.12.3.   Raggio minimo di curvatura orizzontale (4.2.3.4)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.3.4(3), per il sistema con scartamento da 1 520 mm su binari diversi dai binari principali, le curve contrapposte con raggio compreso tra 150 e 250 m sono progettate con una sezione di binario rettilineo di almeno 10 m tra le curve.

7.7.12.4.   Raggio minimo di curvatura verticale (4.2.3.5)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.3.5(3), per lo scartamento da 1 520 mm, il raggio di curvatura verticale (esclusi i dorsi d'asino nelle stazioni di smistamento) deve essere di almeno 2 000 m sia sui dossi che negli avvallamenti.

7.7.12.5.   Insufficienza di sopraelevazione (4.2.4.3)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.4.3(3), per tutti i tipi di materiale rotabile per lo scartamento da 1 520 mm l'insufficienza di sopraelevazione non deve superare 130 mm.

7.7.12.6.   Cambio brusco dell'insufficienza di sopraelevazione

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.4.4(3), per lo scartamento da 1 520 mm si applicano i requisiti dei punti 4.2.4.4(1) e 4.2.4.4(2).

7.7.12.7.   Limite di azione immediata per lo sghembo del binario (4.2.8.3)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito ai punti 4.2.8.3(4) e 4.2.8.3(5), per lo scartamento da 1 520 mm si applicano i punti da 4.2.8.3(1) a 4.2.8.3(3).

7.7.12.8.   Limite di azione immediata per lo scartamento in quanto difetto isolato (4.2.8.4)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito ai requisiti della tabella 13 di cui al punto 4.2.8.4(2), i valori limite per lo scartamento da 1 520 mm in Polonia sono riportati nella tabella seguente:

Tabella 25

Limiti di azione immediata dello scartamento per lo scartamento da 1 520 mm in Polonia

Velocità [km/h]

Dimensioni [mm]

 

Scartamento minimo

Scartamento massimo

V < 50

1 511

1 548

50 ≤ V ≤ 140

1 512

1 548

V > 140

1 512

1 536

7.7.12.9.   Limite di azione immediata per dispositivi di armamento (4.2.8.6)

Casi P

(1)

Diversamente da quanto stabilito al sottopunto 4.2.8.6(1)(d), per taluni tipi di scambi con R = 190 m e incroci con inclinazione di 1:9 e 1:4,444 per lo spazio libero di passaggio è ammesso un valore massimo di 1 385 mm all'ingresso della controrotaia/zampa di lepre.

(2)

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.8.6(3), per lo scartamento da 1 520 mm le caratteristiche tecniche dei dispositivi di armamento devono essere conformi ai seguenti valori in condizioni di esercizio:

a)

valore massimo dello spazio di libero passaggio tra gli aghi: 1 460 mm.

Tale valore può essere aumentato se il gestore dell'infrastruttura dimostra che il sistema di attivazione e di bloccaggio dello scambio può resistere all'impatto delle forze trasversali di una sala montata.

b)

Valore minimo della protezione della punta fissa del cuore dei deviatoi: 1 472 mm.

Questo valore è misurato 14 mm al di sotto della superficie di rotolamento e sulla linea teorica di riferimento, a distanza idonea dalla punta effettiva (RP) del deviatoio come indicato nella figura 2.

Per i deviatoi con ritrazione della punta, questo valore può essere ridotto. In questo caso, il gestore dell'infrastruttura deve dimostrare che la ritrazione della punta è sufficiente per garantire che la ruota non entra in collisione con il cuore della punta effettiva (RP).

c)

Valore massimo dello spazio di libero passaggio nella zona del cuore d'incrocio: 1 436 mm.

d)

Larghezza minima della gola: 38 mm.

e)

Profondità minima della gola: 40 mm.

f)

Altezza massima della controrotaia: 55 mm.

7.7.12.10.   Altezza dei marciapiedi (4.2.9.2)

Casi P

(1)

Nel caso dei marciapiedi utilizzati per i servizi ferroviari urbani e suburbani, è ammessa un'altezza nominale del marciapiede di 960 mm al di sopra della superficie di rotolamento.

(2)

Per linee rinnovate o ristrutturate con velocità non superiore a 160 km/h è ammessa un'altezza nominale del marciapiede compresa tra 220 e 380 mm al di sopra della superficie di rotolamento.

7.7.12.11.   Conicità equivalente in servizio (4.2.11.2).

Casi T

Fino all'introduzione di apparecchiature per la misurazione degli elementi richiesti ai fini del calcolo della conicità equivalente in servizio, in Polonia è consentito non verificare tale parametro.

7.7.12.12.   Traverse (punto 5.3.3).

Casi P

Il requisito del punto 5.3.3(2) si applica in caso di velocità superiori a 250 km/h.

7.7.13.   Particolarità della rete portoghese

7.7.13.1.   Sagoma limite (4.2.3.1)

Casi P

(1)

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.3.1(1), per lo scartamento nominale da 1 668 mm la parte superiore della sagoma limite è stabilita sulla base delle sagome riportate nelle tabelle 26 e 27 dell'allegato D, sezione D4.3, della norma EN 15273-3:2013.

Tabella 26

Sagome utilizzate in Portogallo per il traffico passeggeri

Codice di traffico

Sagoma

P1

PTc

P2

PTb+

P3

PTc

P4

PTb+

P5

PTb

P6

PTb


Tabella 27

Sagome utilizzate in Portogallo per il traffico merci

Codice di traffico

Sagoma

F1

PTc

F2

PTb+

F3

PTb

F4

PTb

(2)

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.3.1(2), per lo scartamento nominale da 1 668 mm la parte inferiore della sagoma limite deve essere conforme all'allegato D, sezione D.4.3.4, della norma EN 15273-3:2013.

(3)

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.3.1(3), per lo scartamento nominale da 1 668 mm i calcoli della sagoma limite sono effettuati usando il metodo cinematico in conformità ai requisiti dell'allegato D, sezione D.4.3, della norma EN 15273-3:2013.

7.7.13.2.   Interasse dei binari (4.2.3.2)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.3.2(1), per lo scartamento nominale da 1 668 mm l'interasse dei binari è stabilito sulla base dei profili di riferimento PTb, PTb+ o PTc definiti nell'allegato D, sezione D.4.3, della norma EN 15273-3:2013.

7.7.13.3.   Limite di azione immediata per lo scartamento in quanto difetto isolato (4.2.8.4)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.8.4(1), per lo scartamento nominale da 1 668 mm i limiti di azione immediata dello scartamento in quanto difetto isolato sono riportati nella tabella 28.

Tabella 28

Limite di azione immediata dello scartamento della rete portoghese

Velocità [km/h]

Dimensioni [mm]

 

Scartamento minimo

Scartamento massimo

V ≤ 120

1 657

1 703

120 < V ≤ 160

1 658

1 703

160 < V ≤ 230

1 661

1 696

V > 230

1 663

1 696

7.7.13.4.   Limite di azione immediata per dispositivi di armamento (4.2.8.6)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.8.6(1), per lo scartamento nominale da 1 668 mm le caratteristiche tecniche dei dispositivi di armamento devono essere conformi ai seguenti valori in condizioni di esercizio:

a)

Valore massimo dello spazio di libero passaggio tra gli aghi: 1 618 mm.

Tale valore può essere aumentato se il gestore dell'infrastruttura dimostra che il sistema di attivazione e di bloccaggio dello scambio può resistere all'impatto delle forze trasversali di una sala montata.

b)

Valore minimo della protezione della punta fissa del cuore dei deviatoi: 1 625 mm.

Questo valore è misurato 14 mm al di sotto della superficie di rotolamento e sulla linea teorica di riferimento, a distanza idonea dalla punta effettiva (RP) del deviatoio come indicato nella figura 2.

Per i deviatoi con ritrazione della punta, questo valore può essere ridotto. In questo caso, il gestore dell'infrastruttura deve dimostrare che la ritrazione della punta è sufficiente per garantire che la ruota non entra in collisione con il cuore della punta effettiva (RP).

c)

Valore massimo dello spazio di libero passaggio nella zona del cuore d'incrocio: 1 590 mm.

d)

Valore massimo dello spazio di libero passaggio all'ingresso controrotaia/zampa di lepre: 1 618 mm.

e)

Larghezza minima della gola: 38 mm.

f)

Profondità minima della gola: 40 mm.

g)

Altezza massima della controrotaia: 70 mm.

7.7.13.5.   Altezza dei marciapiedi (4.2.9.2)

Casi P

Per lo scartamento nominale da 1 668 mm, in caso di marciapiedi nuovi o ristrutturati, è ammessa un'altezza nominale del marciapiede di 685 mm e 900 mm al di sopra della superficie di rotolamento per raggi superiori a 300 m.

7.7.13.6.   Distanza dei marciapiedi (4.2.9.3)

Casi P

(1)

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.9.3(1), per lo scartamento nominale da 1 668 mm la distanza tra l'asse del binario e il bordo del marciapiede parallelo al piano di rotolamento (bq), secondo la definizione del capitolo 13 della norma 13 EN 15273-3:2013, è stabilita sulla base della sagoma limite di installazione (bqlim). La sagoma limite di installazione è calcolata sulla base della sagoma PTb+ di cui all'allegato D, sezione D.4.3, della norma EN 15273-3:2013.

(2)

Per il sistema di binario a tre rotaie, la sagoma limite di installazione è il profilo esterno risultante dalla sovrapposizione della sagoma d'installazione centrata sullo scartamento da 1 668 e della sagoma d'installazione di cui al punto 4.2.9.3(1) centrata sullo scartamento da 1 435 mm.

7.7.13.7.   Valutazione della sagoma limite (6.2.4.1.)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 6.2.4.1(1), per lo scartamento nominale da 1 668 mm la valutazione della sagoma limite in sede di esame del progetto viene effettuata sulla base di sezioni trasversali caratteristiche utilizzando i risultati dei calcoli effettuati dal gestore dell'infrastruttura o dall'ente appaltante sulla base dei capitoli 5, 7 e 10 e della sezione D.4.3, della norma EN 15273-3:2013.

7.7.13.8.   Valutazione della variazione massima di pressione in galleria (6.2.4.12)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 6.2.4.12(3), per lo scartamento nominale da 1 668 mm la superficie delle sezioni trasversali di riferimento da considerare (costante lungo il treno), indipendentemente dai veicoli, a motore o trainati, deve essere:

a)

12 m2 per i veicoli progettati per la sagoma cinematica di riferimento PTc;

b)

11 m2 per i veicoli progettati per le sagome cinematiche di riferimento PTb e PTb+.

La sagoma del veicolo da prendere in considerazione è stabilita sulla base della sagoma selezionata conformemente al punto 7.7.13.1.

7.7.14.   Particolarità della rete della Repubblica d'Irlanda

7.7.14.1.   Sagoma limite (4.2.3.1)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.3.1(5), per lo scartamento nominale da 1 600 mm è consentito applicare la sagoma limite uniforme IRL2, come indicato nell'appendice O della presente STI.

7.7.14.2.   Interasse dei binari (4.2.3.2)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.3.2(6), per lo scartamento nominale da 1 600 mm, l'interasse dei binari è fissato sulla base delle sagome selezionate conformemente al punto 7.7.14.1. L'interasse nominale orizzontale dei binari è specificato per il progetto e non deve essere inferiore a 3,47 m per la sagoma IRL2; esso tiene conto dei margini per gli effetti aerodinamici.

7.7.14.3.   Valutazione della sagoma limite (6.2.4.1)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 6.2.4.1(5), per lo scartamento da 1 600 mm la valutazione della sagoma limite in sede di esame del progetto deve essere effettuata sulla base di sezioni trasversali caratteristiche utilizzando la sagoma limite «IRL2» quale definito nell'appendice O della presente STI.

7.7.15.   Particolarità della rete spagnola

7.7.15.1.   Sagoma limite (4.2.3.1)

Casi P

(1)

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.3.1(1), per lo scartamento nominale da 1 668 mm la parte superiore della sagoma limite per le nuove linee è stabilita sulla base delle sagome riportate nelle tabelle 29 e 30 dell'allegato D, sezione D.4.11, della norma EN 15273-3:2013.

Tabella 29

Sagome per il trasporto passeggeri sulla rete spagnola

Codice di traffico

Sagoma delle parti superiori

P1

GEC16

P2

GEB16

P3

GEC16

P4

GEB16

P5

GEB16

P6

GHE16


Tabella 30

Sagome per il trasporto merci sulla rete spagnola

Codice di traffico

Sagoma delle parti superiori

F1

GEC16

F2

GEB16

F3

GEB16

F4

GHE16

Nel caso di linee nuove o ristrutturate la parte superiore della sagoma limite è stabilita sulla base della sagoma GHE16 definita nell'allegato D, sezione D.4.11, della norma EN 15273-3:2013.

(2)

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.3.1(2), per lo scartamento nominale da 1 668 mm la parte inferiore della sagoma limite è GEI2 di cui all'appendice P della presente STI. Quando i binari sono dotati di freni di rotaia, alla parte inferiore della sagoma si applica la sagoma limite GEI1, quale definita nell'appendice P della presente STI.

(3)

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.3.1(3), per lo scartamento nominale da 1 668 mm i calcoli della sagoma limite sono effettuati usando il metodo cinematico in conformità ai requisiti dell'allegato D, sezione D.4.11, della norma EN 15273-3:2013 per le parti superiori e dell'appendice P della presente STI per le parti inferiori.

7.7.15.2.   Interasse dei binari (4.2.3.2)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.3.2(1), per lo scartamento nominale da 1 668 mm l'interasse dei binari è stabilito sulla base delle sagome per le parti superiori GHE16, GEB16 o GEC16 di cui all'allegato D, sezione D.4.11, della norma EN 15273-3:2013.

7.7.15.3.   Sghembo del binario di progetto dovuto all'azione del traffico ferroviario (4.2.7.1.6)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.7.1.6, per lo scartamento nominale da 1 668 mm lo sghembo totale massimo di progetto del binario dovuto all'azione del traffico ferroviario non deve superare 8 mm/3 m.

7.7.15.4.   Limite di azione immediata per lo scartamento in quanto difetto isolato (4.2.8.4)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.8.4(1), per lo scartamento nominale da 1 668 mm i limiti di azione immediata dello scartamento in quanto difetto isolato sono riportati nella tabella 31.

Tabella 31

Limite di azione immediata dello scartamento da 1 668

Velocità [km/h]

Dimensioni [mm]

Scartamento minimo

Scartamento massimo

V ≤ 80

1 659

1 698

80 < V ≤ 120

1 659

1 691

120 < V ≤ 160

1 660

1 688

160 < V ≤ 200

1 661

1 686

200 < V ≤ 240

1 663

1 684

240 < V ≤ 280

1 663

1 682

280 < V ≤ 320

1 664

1 680

320 < V ≤ 350

1 665

1 679

7.7.15.5.   Limite di azione immediata per dispositivi di armamento (4.2.8.6)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.8.6(1), per lo scartamento nominale da 1 668 mm le caratteristiche tecniche dei dispositivi di armamento devono essere conformi ai seguenti valori in condizioni di esercizio:

a)

Valore massimo dello spazio di libero passaggio tra gli aghi: 1 618 mm.

Tale valore può essere aumentato se il gestore dell'infrastruttura dimostra che il sistema di attivazione e di bloccaggio dello scambio può resistere all'impatto delle forze trasversali di una sala montata.

b)

Valore minimo della protezione della punta fissa del cuore dei deviatoi: 1 626 mm.

Questo valore è misurato 14 mm al di sotto della superficie di rotolamento e sulla linea teorica di riferimento, a distanza idonea dalla punta effettiva (RP) del deviatoio come indicato nella figura 2.

Per i deviatoi con ritrazione della punta, questo valore può essere ridotto. In questo caso, il gestore dell'infrastruttura deve dimostrare che la ritrazione della punta è sufficiente per garantire che la ruota non entra in collisione con il cuore della punta effettiva (RP).

c)

Valore massimo dello spazio di libero passaggio nella zona del cuore d'incrocio: 1 590 mm.

d)

Valore massimo dello spazio di libero passaggio all'ingresso controrotaia/zampa di lepre: 1 620 mm.

e)

Larghezza minima della gola: 38 mm.

f)

Profondità minima della gola: 40 mm.

g)

Altezza massima della controrotaia: 70 mm.

7.7.15.6.   Altezza dei marciapiedi (4.2.9.2)

Casi P

L'altezza nominale ammessa per i marciapiedi destinati al traffico

a)

pendolari o regionale, o

b)

pendolari e di lunga distanza

c)

regionale e di lunga distanza

che vi si ferma nelle normali condizioni di servizio è 680 mm al di sopra della superficie di rotolamento per un raggio pari o superiore a 300 m.

7.7.15.7.   Distanza dei marciapiedi (4.2.9.3)

Casi P

(1)

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.9.3(1), per lo scartamento nominale da 1 668 mm la distanza tra l'asse del binario e il bordo del marciapiede parallelo al piano di rotolamento (bq), secondo la definizione del capitolo 13 della norma 13 EN 15273-3:2013, è stabilita sulla base della sagoma limite di installazione (bqlim). La sagoma limite di installazione è calcolata sulla base delle sagome delle parti superiori GHE16 o GEC16 di cui all'allegato D, sezione D.4.11, della norma EN 15273-3:2013.

(2)

Per il sistema di binario a tre rotaie, la sagoma limite di installazione è il profilo esterno risultante dalla sovrapposizione della sagoma limite d'installazione centrata sullo scartamento da 1 688 e della sagoma limite d'installazione di cui al punto 4.2.9.3(1) centrata sullo scartamento da 1 435 mm.

7.7.15.8.   Valutazione della sagoma limite (6.2.4.1.)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 6.2.4.1(1), per lo scartamento nominale da 1 668 mm la valutazione della sagoma limite in sede di revisione del progetto viene effettuata sulla base di sezioni trasversali caratteristiche utilizzando i risultati dei calcoli effettuati dal gestore dell'infrastruttura o dall'ente appaltante sulla base dei capitoli 5, 7 e 10 e dell'allegato D, sezione D.4.11, della norma EN 15273-3:2013 per le parti superiori e dell'appendice P della presente STI per le parti inferiori.

7.7.15.9.   Valutazione della variazione massima di pressione in galleria (6.2.4.12)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 6.2.4.12(3), per lo scartamento nominale da 1 668 mm la superficie delle sezioni trasversali di riferimento da considerare indipendentemente dai veicoli, a motore o trainati, deve essere:

a)

12 m2 per i veicoli progettati per la sagoma cinematica di riferimento GEC16;

b)

11 m2 per i veicoli progettati per le sagome cinematiche di riferimento GEB16 e GHE16.

La sagoma del veicolo da prendere in considerazione è stabilita sulla base della sagoma selezionata conformemente al punto 7.7.15.1.

7.7.16.   Particolarità della rete svedese

7.7.16.1.   Indicazioni generali

Casi P

Sull'infrastruttura con collegamenti diretti con la rete finlandese e per le infrastrutture nei porti possono essere applicate le particolarità della rete finlandese, di cui alla sezione 7.7.6 della presente STI, sui binari destinati ai veicoli per lo scartamento nominale da 1 524 mm.

7.7.16.2.   Distanza dei marciapiedi (4.2.9.3)

Casi P

Come indicato al punto 4.2.9.3(1), la distanza tra l'asse del binario e il bordo del marciapiede parallelo al piano di rotolamento (bq), secondo la definizione del capitolo 13 della norma 13 EN 15273-3:2013, è calcolata con i seguenti valori per il decentramento aggiuntivo consentito (Skin):

a)

all'interno della curva: Skin = 40,5/R,

b)

all'esterno della curva: Skin = 31,5/R.

7.7.17.   Particolarità della rete del Regno Unito per la Gran Bretagna

7.7.17.1.   Categorie di linea STI (4.2.1.)

Casi P

(1)

Quando la velocità delle linee è espressa in chilometri all'ora [km/h] come categoria o parametro di prestazione nella presente STI, è consentito convertire la velocità nel suo equivalente in miglia per ora [mph], come nell'appendice G, per la rete nazionale del Regno Unito in Gran Bretagna.

(2)

Diversamente da quanto stabilito alla colonna «Sagoma» di cui alle tabelle 2 e 3 del punto 4.2.1(7), per la sagoma di tutte le linee nuove dedicate all'alta velocità con il codice di traffico P1 è consentito utilizzare le norme tecniche nazionali di cui all'appendice Q.

7.7.17.2.   Sagoma limite (4.2.3.1)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.3.1, per le sagome nazionali selezionate in base al punto 7.7.17.1(2), la sagoma limite è fissata conformemente all'appendice Q.

7.7.17.3.   Interasse dei binari (4.2.3.2)

Casi P

(1)

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.3.2, l'interasse nominale dei binari deve essere di 3 400 mm sui rettilinei e binari in curva con un raggio pari o superiore a 400 m.

(2)

Quando vincoli topografici impediscono di applicare un interasse nominale di 3 400 mm, è permesso ridurre l'interasse a condizione di attuare misure speciali per consentire l'incrocio dei treni in condizioni di sicurezza.

(3)

La riduzione dell'interasse deve essere conforme alla norma tecnica nazionale di cui all'appendice Q.

7.7.17.3.bis   Conicità equivalente (4.2.4.5)

Casi P

(1)

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.4.5(3), i valori di progetto dello scartamento, del profilo del fungo della rotaia e dell'inclinazione della rotaia per il binario di corsa devono essere scelti in modo da garantire che non siano superati i limiti della conicità equivalente riportati nella tabella 32.

Tabella 32

Valori limite di progetto della conicità equivalente

 

Profilo della ruota

Velocità [km/h]

S1002, GV1/40

EPS

v ≤ 60

Valutazione non richiesta

60 < v ≤ 200

0,25

0,30

200 < v ≤ 280

0,20

0,20

v > 280

0,10

0,15

(2)

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.4.5 4), le sale montate seguenti devono essere progettate per la circolazione sulle condizioni dei binari specificate (simulate mediante il calcolo conformemente alla norma EN 15302:2008+A1:2010):

a)

S 1002 quali definite nell'allegato C della norma EN 13715:2006 +A1:2010 con SR1.

b)

S 1002 quali definite nell'allegato C della norma EN 13715:2006 +A1:2010 con SR2.

c)

GV 1/40 quali definite nell'allegato B della norma EN 13715:2006 +A1:2010 con SR1.

d)

GV 1/40 quali definite nell'allegato B della norma EN 13715:2006 +A1:2010 con SR2.

e)

EPS quale definito nell'allegato C della norma EN 13715:2006 +A1:2010 con SR1.

Per SR1 e SR2 si applicano i seguenti valori:

f)

Per il sistema con scartamento da 1 435 mm SR1 = 1 420 mm e SR2 = 1 426 mm.

7.7.17.4.   Lunghezza massima dello spazio non guidato dei cuori doppi delle intersezioni (4.2.5.3)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.5.3, il valore di progetto della lunghezza massima dello spazio non guidato dei cuori doppi delle intersezioni deve essere conforme alla norma tecnica nazionale di cui all'appendice Q.

7.7.17.5.   Limite di azione immediata per dispositivi di armamento (4.2.8.6)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.8.6(1)(b), per la progettazione «CEN56 verticale» dei dispositivi di armamento, per gli incroci comuni di 1 388 mm è ammesso un valore minimo della protezione della punta fissa (misurato 14 mm al di sotto della superficie di rotolamento, e sulla linea teorica di riferimento, a distanza idonea dalla punta effettiva (RP) del deviatoio come indicato nella figura 2).

7.7.17.6.   Altezza dei marciapiedi (4.2.9.2)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.9.2, per quanto riguarda l'altezza dei marciapiedi è consentito utilizzare le norme tecniche nazionali di cui all'appendice Q.

7.7.17.7.   Distanza dei marciapiedi (4.2.9.3)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.9.3, per quanto riguarda la distanza dei marciapiedi, è consentito utilizzare le norme tecniche nazionali di cui all'appendice Q.

7.7.17.8.   Conicità equivalente in servizio (4.2.11.2).

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.11.2.(2), il gestore dell'infrastruttura misura lo scartamento e i profili del fungo della rotaia nel sito di cui trattasi a una distanza di circa 10 m. La conicità equivalente media su 100 m è calcolata mediante modellizzazione con le sale montate (a) – (e) di cui al punto 7.7.17.3(2) della presente STI per verificare la conformità, ai fini dell'indagine congiunta, con la conicità equivalente limite per i binari specificati alla tabella 14.

7.7.17.9.   Valutazione della sagoma limite (6.2.4.1.)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 6.2.4.1, è consentito valutare la sagoma limite in conformità alle norme tecniche nazionali di cui all'appendice Q.

7.7.17.10.   Valutazione dell'interasse dei binari (6.2.4.2)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 6.2.4.2, è consentito valutare l'interasse dei binari in conformità alle norme tecniche nazionali di cui all'appendice Q.

7.7.17.11.   Valutazione della distanza del marciapiede (6.2.4.11)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 6.2.4.11, è consentito valutare la distanza dei marciapiedi in conformità alle norme tecniche nazionali di cui all'appendice Q.

7.7.18.   Particolarità della rete del Regno Unito per l'Irlanda del Nord

7.7.18.1.   Sagoma limite (4.2.3.1)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.3.1(5), per lo scartamento nominale da 1 600 mm è consentito applicare la sagoma limite uniforme IRL3, come indicato nell'appendice O della presente STI.

7.7.18.2.   Interasse dei binari (4.2.3.2)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.3.2(6), per lo scartamento nominale da 1 600 mm, l'interasse dei binari è fissato sulla base delle sagome selezionate conformemente al punto 7.7.17.1. L'interasse nominale orizzontale dei binari è specificato per il progetto e tiene conto dei margini per gli effetti aerodinamici. Il valore minimo ammesso per la sagoma limite uniforme IRL3 costituisce un punto in sospeso.

7.7.18.3.   Valutazione della sagoma limite (6.2.4.1)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 6.2.4.1(5), per lo scartamento da 1 600 mm la valutazione della sagoma limite in sede di esame del progetto deve essere effettuata sulla base di sezioni trasversali caratteristiche utilizzando la sagoma limite «IRL3» come definita nell'appendice O della presente STI.

7.7.19.   Particolarità della rete slovacca

7.7.19.1.   Categorie di linea STI (4.2.1.)

Casi P

Nel caso del codice di traffico F1520, di cui alla tabella 3 del punto 4.2.1(7), per il sistema di scartamento da 1 520 mm, è consentito utilizzare un carico per asse di 24,5 t e una lunghezza del treno compresa tra 650 m e 1 050 m.

7.7.19.2.   Raggio minimo di curvatura orizzontale (4.2.3.4)

Casi P

(1)

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.3.4(2), le curve contrapposte (escluse le curve contrapposte nelle stazioni di smistamento in cui i carri sono movimentati singolarmente) con raggio compreso fra 150 m e 300 m per le nuove linee sono progettate in conformità alle tabelle 33 e 34 in modo da evitare il blocco dei respingenti.

(2)

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.3.4(3), per il sistema con scartamento da 1 520 mm sui binari principali, le curve contrapposte con raggio compreso tra 150 e 250 m sono progettate con una sezione di binario rettilineo di almeno 15 m tra le curve.

(3)

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.3.4(3), per il sistema con scartamento da 1 520 mm su binari diversi dai binari principali, le curve contrapposte con raggio compreso tra 150 e 250 m sono progettate in conformità alle tabelle 33 e 34.

Tabella 33

Llimiti di lunghezza dei tratti di binario intermedi rettilinei tra due lunghe curve circolari in direzioni opposte (m)

R1/R2

150

160

170

180

190

200

220

230

250

280

300

150

11,0

10,7

10,4

10,0

9,8

9,5

9,0

8,7

8,1

7,6

6,7

160

10,7

10,4

10,0

9,8

9,5

9,0

8,6

8,1

7,6

6,7

6,4

170

10,4

10,0

9,8

9,5

9,0

8,5

8,1

7,6

6,7

6,4

6,0

180

10,0

9,8

9,5

9,0

8,5

8,0

7,5

6,6

6,4

6,0

5,5

190

9,8

9,5

9,0

8,5

8,0

7,5

6,5

6,3

6,0

5,4

4,5

200

9,5

9,0

8,5

8,0

7,5

6,5

6,2

6,0

5,3

4,0

3,0

220

9,0

8,6

8,1

7,5

6,5

6,2

6,0

5,3

4,0

3,0

0,0

230

8,7

8,1

7,6

6,6

6,3

6,0

5,3

4,0

3,0

0,0

 

250

8,1

7,6

6,7

6,4

6,0

5,3

4,0

3,0

0,0

 

 

280

7,6

6,7

6,4

6,0

5,4

4,0

3,0

0,0

 

 

 

300

6,7

6,4

6,0

5,5

4,5

3,0

0,0

 

 

 

 

325

6,4

6,0

5,7

5,0

4,0

0,0

 

 

 

 

 

350

6,3

5,8

5,2

4,0

3,0

0,0

 

 

 

 

 

400

6,0

5,2

4,0

3,0

0,0

 

 

 

 

 

 

450

5,5

4,5

3,0

0,0

 

 

 

 

 

 

 

500

5,0

3,0

0,0

 

 

 

 

 

 

 

 

600

3,0

0,0

 

 

 

 

 

 

 

 

 

700

0,0

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Tabella 34

Llimiti di lunghezza dei tratti di binario intermedi rettilinei tra due lunghe curve circolari in direzioni opposte (m); per treni passeggeri con velocità fino a 40 km/h per binari diversi dai binari principali

R1/R2

150

160

170

180

190

200

220

230

250

150

11,0

10,7

10,4

10,0

9,8

9,5

9,0

8,7

8,1

160

10,7

10,4

10,0

9,8

9,5

9,0

8,6

8,1

7,6

170

10,4

10,0

9,8

9,5

9,0

8,5

8,1

7,6

6,7

180

10,0

9,8

9,5

9,0

8,5

8,0

7,5

6,6

6,4

190

9,8

9,5

9,0

8,5

8,0

7,5

6,5

6,3

6,0

200

9,5

9,0

8,5

8,0

7,5

6,7

6,2

6,0

5,3

220

9,0

8,6

8,1

7,5

6,5

6,2

6,0

5,3

4,0

230

8,7

8,1

7,6

6,6

6,3

6,0

5,3

4,0

4,0

250

8,1

7,6

6,7

6,4

6,0

5,3

4,0

4,0

4,0

280

7,6

6,7

6,4

6,0

5,4

4,0

4,0

4,0

4,0

300

6,7

6,4

6,0

5,5

4,5

4,0

4,0

4,0

4,0

325

6,4

6,0

5,7

5,0

4,0

4,0

4,0

4,0

4,0

350

6,3

5,8

5,2

4,0

4,0

4,0

4,0

4,0

4,0

400

6,0

5,2

4,0

4,0

4,0

4,0

4,0

4,0

4,0

450

5,5

4,5

4,0

4,0

4,0

4,0

4,0

4,0

4,0

500

5,0

4,0

4,0

4,0

4,0

4,0

4,0

4,0

4,0

600

4,0

4,0

4,0

4,0

4,0

4,0

4,0

4,0

4,0

7.7.19.3.   Raggio minimo di curvatura verticale (4.2.3.5)

Casi P

(1)

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.3.5(1), esclusivamente per i binari di raccordo con velocità massima fino a 10 km/h, il raggio di curvatura verticale (escluse le selle di lancio nelle stazioni di smistamento) deve essere di almeno 500 m sia sui dossi che negli avvallamenti.

(2)

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.3.5(3), per il sistema con scartamento da 1 520 mm il raggio di curvatura verticale (escluse le stazioni di smistamento) deve essere di almeno 2 000 m sia sui dossi che negli avvallamenti e, in caso di spazi limitati, di almeno 1 000 m sia sui dossi che negli avvallamenti.

(3)

Nel caso di binari di raccordo con velocità massima fino a 10 km/h è consentito utilizzare un raggio di curvatura verticale di almeno 500 m sia sui dossi che negli avvallamenti.

(4)

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.3.5(4), per il sistema con scartamento da 1 520 mm in caso di selle di lancio nelle stazioni di smistamento il raggio di curvatura verticale deve essere di almeno 300 m sui dossi e di 250 m negli avvallamenti.

7.7.19.4.   Insufficienza di sopraelevazione (4.2.4.3)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.4.3(3), per tutti i tipi di materiale rotabile per il sistema di scartamento da 1 520 mm l'insufficienza di sopraelevazione non deve superare 137 mm. Nel caso del traffico passeggeri ciò vale per velocità fino a 230 km/h. Nel caso del traffico misto tale limite è valido per velocità fino a 160 km/h.

7.7.19.5.   Limite di azione immediata per lo sghembo del binario (4.2.8.3)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito ai punti 4.2.8.3(4) e 4.2.8.3(5), per il sistema con scartamento da 1 520 mm si applicano i punti da 4.2.8.3(1) a 4.2.8.3(3).

7.7.19.6.   Limite di azione immediata per lo scartamento in quanto difetto isolato (4.2.8.4)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.8.4(2), per il sistema con scartamento da 1 520 mm i limiti di azione immediata dello scartamento in quanto difetto isolato sono riportati nella tabella 35.

Tabella 35

Llimiti di azione immediata dello scartamento per lo scartamento da 1 520 mm nella Repubblica slovacca

Velocità [km/h]

Dimensioni [mm]

 

Scartamento minimo

Scartamento massimo

V ≤ 80

1 511

1 555

80 < V ≤ 120

1 512

1 550

120 < V ≤ 160

1 513

1 545

160 < V ≤ 230

1 514

1 540

7.7.19.7.   Limite di azione immediata per la sopraelevazione (4.2.8.5)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto da 4.2.8.5(3), per il sistema con scartamento da 1 520 mm la sopraelevazione massima consentita in servizio è 170 mm.

7.7.19.8.   Limite di azione immediata per dispositivi di armamento (4.2.8.6)

Casi P

Diversamente da quanto stabilito al punto 4.2.8.6(3), per il sistema con scartamento da 1 520 mm le caratteristiche tecniche dei dispositivi di armamento devono essere conformi ai seguenti valori in condizioni di esercizio:

a)

Il valore minimo di passaggio nel punto più stretto tra la rotaia del deviatoio aperta e la rotaia contrago è 60 mm;

b)

Il valore minimo della protezione della punta fissa del cuore d'incrocio è 1 472 mm. Questo valore è misurato 14 mm al di sotto della superficie di rotolamento, e sulla linea teorica di riferimento, a distanza idonea dalla punta effettiva (RP) del deviatoio come indicato nella figura 2. Per i deviatoi con ritrazione della punta, questo valore può essere ridotto. In questo caso, il gestore dell'infrastruttura deve dimostrare che la ritrazione della punta è sufficiente per garantire che la ruota non entra in collisione con il cuore della punta effettiva (RP).

c)

Il valore massimo del libero passaggio nella zona del cuore d'incrocio è 1 436 mm.

d)

La larghezza minima della gola è 40 mm.

e)

La profondità minima della gola è 40 mm.

f)

L'altezza massima della controrotaia è 54 mm.

7.7.19.9.   Altezza dei marciapiedi (4.2.9.2)

Casi P

Nel caso di linee rinnovate con velocità massima non superiore a 120 km/h, l'altezza nominale del marciapiede consentita è compresa tra 200 mm e 300 mm al di sopra della superficie di rotolamento.

7.7.19.10.   Conicità equivalente in servizio (4.2.11.2).

Casi T

Fino all'introduzione di apparecchiature per la misurazione degli elementi richiesti ai fini del calcolo della conicità equivalente in servizio, nella Repubblica slovacca è consentito non verificare tale parametro.

7.7.19.11.   Traverse (punto 5.3.3).

Casi P

Il requisito del punto 5.3.3(2) si applica in caso di velocità superiori a 250 km/h.


(1)  Il carico per asse è basato sulla massa di progetto in ordine di marcia per motrici (e locomotive P2) e sulla massa di esercizio in condizioni di carico utile normale per i veicoli in grado di trasportare un carico di passeggeri o bagagli quale definito al punto 2.1 della norma EN 15663:2009+AC:2010. I corrispondenti ** valori del carico per asse per i veicoli in grado di trasportare un carico di passeggeri o bagagli sono 21,5 t per P1 e 22,5 t per P2, conformemente all'appendice K della presente STI.

(2)  Il carico per asse è basato sulla massa di progetto in ordine di marcia per motrici e locomotive, conformemente al punto 2.1 della norma EN 15663:2009+AC:2010, e sulla massa di progetto in condizioni di carico utile eccezionale per gli altri veicoli di cui all'appendice K della presente STI.

(3)  Il carico per asse è basato sulla massa di progetto in ordine di marcia per motrici e locomotive, conformemente al punto 2.1 della norma EN 15663:2009+AC:2010, e sulla massa di progetto in condizioni di carico utile eccezionale per gli altri veicoli di cui all'appendice K della presente STI.

(4)  Decisione della Commissione, del 21 febbraio 2008, relativa una specifica tecnica di interoperabilità per il sottosistema materiale rotabile del sistema ferroviario transeuropeo ad alta velocità (GU L 84 del 26.3.2008, pag. 132).

(5)  Direttiva 98/83/CE del Consiglio del 3 novembre 1998 concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano (GU L 330 del 5.12.1998, pag. 32).

(6)  Raccomandazione 2014/881/UE della Commissione del 18 novembre 2014 relativa alla procedura di dimostrazione della conformità delle linee ferroviarie esistenti ai parametri fondamentali delle specifiche tecniche di interoperabilità (cfr. pag. 520 della presente Gazzetta ufficiale).

(7)  Non ancora pubblicata nella Gazzetta ufficiale.

(8)  Decisione n. 1692/96/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 1996, sugli orientamenti comunitari per lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti (GU L 228 del 9.9.1996, pag. 1), quale modificata dalla decisione n. 884/2004/CE (GU L 167 del 30.4.2004, pag. 12).

(9)  

Nota: Nel caso di curve contrapposte con raggi differenti, per la progettazione dei tratti rettilinei tra le curve si utilizza il raggio della curva più piccola.

Appendice A

Valutazione dei componenti di interoperabilità

Le caratteristiche dei componenti di interoperabilità che devono essere valutate dall'organismo notificato o dal fabbricante conformemente al modulo selezionato, nelle varie fasi di progettazione, sviluppo e produzione, sono contraddistinte con una «X» nella tabella 36. Se non è richiesta alcuna valutazione, la tabella riporta l'indicazione «n.a.».

Per i componenti di interoperabilità del sottosistema «infrastruttura» non sono richieste procedure particolari di valutazione.

Tabella 36

Valutazione dei componenti di interoperabilità ai fini della dichiarazione CE di conformità

Caratteristiche da valutare

Valutazione nella fase seguente

Fase di progettazione e sviluppo

Fase di produzione

Processo di fabbricazione + prova del prodotto

Esame del progetto

Revisione del processo di fabbricazione

Esame del tipo

Qualità del prodotto

(serie)

5.3.1.

Rotaia

 

 

 

 

5.3.1.1.

Profilo del fungo della rotaia

X

n.a.

X

X

5.3.1.2.

Durezza della rotaia

X

X

X

X

5.3.2.

Sistemi di attacco delle rotaie

n.a.

n.a.

X

X

5.3.3.

Traverse

X

X

n.a.

X

Appendice B

Valutazione del sottosistema «infrastruttura»

Le caratteristiche del sottosistema da valutare nelle varie fasi di progettazione, costruzione e funzionamento sono contrassegnate con una «X» nella tabella 37.

Se non è richiesta alcuna valutazione da parte di un organismo notificato, la tabella riporta l'indicazione «n.a.». Ciò non preclude la necessità di effettuare altre valutazioni nell'ambito di altre fasi.

Definizione delle fasi di valutazione:

(1)   «Esame del progetto»: include la verifica dell'esattezza dei valori/parametri rispetto ai requisiti STI applicabili relativi al progetto finale.

(2)   «Assemblaggio prima della messa in servizio»: la verifica sul campo della conformità del prodotto o sottosistema effettivo con i rispettivi parametri di progetto immediatamente prima dell'entrata in servizio.

La colonna 3 contiene riferimenti al punto 6.2.4 «Procedure di valutazione particolari per il sottosistema» e al punto 6.2.5 «Soluzioni tecniche che consentono di presumere la conformità nella fase di progettazione».

Tabella 37

Valutazione del sottosistema «infrastruttura» ai fini della verifica CE di conformità

Caratteristiche da valutare

Linea nuova o progetto di ristrutturazione/rinnovo

Procedure di valutazione particolari

Esame del progetto

Assemblaggio prima della messa in servizio

1

2

3

Sagoma limite (4.2.3.1)

X

X

6.2.4.1

Interasse dei binari (4.2.3.2)

X

X

6.2.4.2

Pendenze massime (4.2.3.3)

X

n.a.

 

Raggio minimo di curvatura orizzontale (4.2.3.4)

X

X

6.2.4.4

Raggio minimo di curvatura verticale (4.2.3.5)

X

n.a.

6.2.4.4

Scartamento nominale (4.2.4.1)

X

X

6.2.4.3

Sopraelevazione (4.2.4.2)

X

X

6.2.4.4

Insufficienza di sopraelevazione (4.2.4.3)

X

n.a.

6.2.4.4

6.2.4.5

Cambio brusco dell'insufficienza di sopraelevazione (4.2.4.4)

X

n.a.

6.2.4.4

Valutazione dei valori di progetto della conicità equivalente (4.2.4.5)

X

n.a.

6.2.4.6

Profilo del fungo della rotaia per il binario di corsa (4.2.4.6)

X

n.a.

6.2.4.7

Inclinazione della rotaia (4.2.4.7)

X

n.a.

 

Geometria di progettazione dei dispositivi di armamento (4.2.5.1)

X

n.a.

6.2.4.8

Utilizzo di deviatoi con cuore a punta mobile (4.2.5.2)

X

n.a.

6.2.4.8

Lunghezza massima dello spazio non guidato dei cuori doppi delle intersezioni (4.2.5.3)

X

n.a.

6.2.4.8

Resistenza del binario ai carichi verticali (4.2.6.1)

X

n.a.

6.2.5

Resistenza longitudinale del binario (4.2.6.2)

X

n.a.

6.2.5

Resistenza laterale del binario (4.2.6.3)

X

n.a.

6.2.5

Resistenza di ponti nuovi ai carichi del traffico (4.2.7.1)

X

n.a.

6.2.4.9

Carico verticale equivalente per opere in terra nuove ed effetti di pressione della terra (4.2.7.2)

X

n.a.

6.2.4.9

Resistenza di strutture nuove sovrastanti i binari o adiacenti ai binari (4.2.7.3)

X

n.a.

6.2.4.9

Resistenza delle strutture e delle opere in terra esistenti ai carichi del traffico (4.2.7.4)

X

n.a.

6.2.4.10

Limite di azione immediata per allineamento (4.2.8.1)

n.a.

n.a.

 

Limite di azione immediata per livellamento longitudinale (4.2.8.2)

n.a.

n.a.

 

Limite di azione immediata per lo sghembo del binario (4.2.8.3)

n.a.

n.a.

 

Limite di azione immediata per lo scartamento in quanto difetto isolato (4.2.8.4)

n.a.

n.a.

 

Limite di azione immediata per la sopraelevazione (4.2.8.5)

n.a.

n.a.

 

Limite di azione immediata per dispositivi di armamento (4.2.8.6)

n.a.

n.a.

 

Lunghezza utile dei marciapiedi (4.2.9.1)

X

n.a.

 

Altezza dei marciapiedi (4.2.9.2)

X

X

 

Distanza dei marciapiedi (4.2.9.3)

X

X

6.2.4.11

Tracciato di posa dei binari lungo i marciapiedi (4.2.9.4)

X

n.a.

 

Variazione di pressione massima in galleria (4.2.10.1)

X

n.a.

6.2.4.12

Effetto dei venti trasversali (4.2.10.2)

n.a.

n.a.

6.2.4.13

Indicatori di ubicazione (4.2.11.1)

n.a.

n.a.

 

Conicità equivalente in servizio (4.2.11.2).

n.a.

n.a.

 

Scarico dei servizi igienici (4.2.12.2) n.a.

n.a.

n.a.

6.2.4.14

Impianti di pulizia esterna del treno (4.2.12.3)

n.a.

n.a.

6.2.4.14

Rifornimento di acqua (4.2.12.4)

n.a.

n.a.

6.2.4.14

Rifornimento di carburante (4.2.12.5)

n.a.

n.a.

6.2.4.14

Alimentazione elettrica di terra (4.2.12.6)

n.a.

n.a.

6.2.4.14

Applicazione dei componenti di interoperabilità

n.a.

X

 

Appendice C

Caratteristiche tecniche dei progetti di binari e di dispositivi di armamento

 

Appendice C.1

Caratteristiche tecniche dei progetti di binari

I progetti di binari devono essere definiti almeno dalle caratteristiche tecniche seguenti:

a)

Rotaie

Profilo(i) e inclinazione

Lunga rotaia saldata o lunghezza delle rotaie (per le sezioni con binari giuntati)

b)

Sistema di attacchi

Tipo

Rigidità delle piastrine

Forza di serraggio

Tenuta longitudinale

c)

Traverse

Tipo

Resistenza ai carichi verticali:

Calcestruzzo: momenti flettenti di progetto

Legno: conformità alla norma EN 13145:2001

Acciaio: momento di inerzia della sezione trasversale

Resistenza ai carichi longitudinali e laterali: geometria e peso

Scartamento nominale e di progetto

d)

Inclinazione della rotaia

e)

Sezioni trasversali della massicciata (rinfianco del ballast — spessore del ballast)

f)

Tipo di ballast (calibrazione = granulometria)

g)

Passo delle traverse

h)

Dispositivi speciali: ad esempio, ancoraggi per le traverse, terza/quarta rotaia, …

Appendice C.2

Caratteristiche tecniche dei progetti di dispositivi di armamento

I progetti di dispositivi di armamento devono essere definiti almeno dalle caratteristiche tecniche seguenti:

a)

Rotaie

Profilo(i) e inclinazione (rotaia del deviatoio, contrago)

Lunga rotaia saldata o lunghezza delle rotaie (per le sezioni con binari giuntati)

b)

Sistema di attacchi

Tipo

Rigidità delle piastrine

Forza di serraggio

Tenuta longitudinale

c)

Traverse

Tipo

Resistenza ai carichi verticali:

Calcestruzzo: momenti flettenti di progetto

Legno: conformità alla norma EN 13145:2001

Acciaio: momento di inerzia della sezione trasversale

Resistenza ai carichi longitudinali e laterali: geometria e peso

Scartamento nominale e di progetto

d)

Inclinazione della rotaia

e)

Sezioni trasversali della massicciata (rinfianco del ballast — spessore del ballast)

f)

Tipo di ballast (calibrazione = granulometria)

g)

Tipo di incrocio (cuori a punta fissa o mobile)

h)

Tipo di bloccaggio (telaio degli aghi, cuore a punta mobile)

i)

Dispositivi speciali: ad esempio, ancoraggi per le traverse, terza/quarta rotaia, …

j)

Schema generale dei dispositivi di armamento indicante

il tracciato geometrico (triangolo) con descrizione della lunghezza della deviazione e le tangenti alla fine della deviazione

le principali caratteristiche geometriche, quali il raggio principale nello scambio, il pannello di chiusura e di incrocio, l'angolo di incrocio

il passo delle traverse

Appendice D

Condizioni d'uso dei progetti di binari e di dispositivi di armamento

 

Appendice D.1

Condizioni d'uso dei progetti di binari

Le condizioni d'uso dei progetti di binari sono definite come segue:

a)

Carico massimo per asse [t]

b)

Velocità massima della linea [km/h]

c)

Raggio minimo di curvatura orizzontale [m]

d)

Sopraelevazione massima [mm]

e)

Insufficienza massima di sopraelevazione [mm]

Appendice D.2

Condizioni d'uso dei progetti di dispositivi di armamento

Le condizioni d'uso dei progetti di dispositivi di armamento sono definite come segue:

a)

Carico massimo per asse [t]

b)

Velocità massima della linea [km/h] su un percorso diretto e nei binari deviati degli scambi

c)

Norme per gli scambi curvi basate su progetti generici indicanti curvature minime (ad esempio, per percorsi diretti e nei binari deviati degli scambi)

Appendice E

Requisiti di capacità applicabili alle strutture in funzione del codice di traffico

I requisiti minimi di capacità applicabili alle strutture sono definiti nella tabella 38 e nella tabella 39 in funzione del codice di traffico di cui alla tabella 2 e alla tabella 3. I requisiti di capacità sono definiti nella tabella 38 e nella tabella 39 da un parametro combinato comprendente la categoria di linea EN e la velocità massima corrispondente. La categoria di linea EN e la velocità corrispondente devono essere considerate come un'unica quantità combinata.

La categoria di linea EN è una funzione del carico per asse e degli aspetti geometrici riguardanti la spaziatura degli assi. Le categorie di linea EN sono riportate nell'allegato A della norma EN 15528:2008+A1:2012.

Tabella 38

Categoria di linea EN — Velocità corrispondente  (1)  (6) [km/h] — Traffico passeggeri

Codice di traffico

Vetture passeggeri (comprese carrozze, furgoni e carri per il trasporto di automobili) e carri merci leggeri (2)  (3)

Locomotive e motrici (2)  (4)

Unità multiple, mezzi di trazione ed elettromotrici elettrici o diesel (2)  (3)

P1

Punto in sospeso

P2

P3a (> 160 km/h)

A – 200

B1 – 160

D2 – 200 (11)

Punto in sospeso

P3b (≤ 160 km/h)

B1 – 160

D2 – 160

C2 (8) – 160

D2 (9) – 120

P4a (> 160 km/h)

A – 200

B1 – 160

D2 – 200 (11)

Punto in sospeso

P4b (≤ 160 km/h)

A – 160

B1 – 140

D2 – 160

B1 (7) – 160

C2 (8) – 140

D2 (9) – 120

P5

B1 – 120

C2 – 120 (5)

B1 (7) – 120

P6

a12 (10)

P1520

Punto in sospeso

P1600

Punto in sospeso


Tabella 39

Categoria di linea EN — Velocità corrispondente  (1)  (6) [km/h] — Traffico merci

Codice di traffico

Carri merci altri veicoli

Locomotive (2)

F1

D4 – 120

D2 – 120

F2

D2 – 120

D2 – 120

F3

C2 – 100

C2 – 100

F4

B2 – 100

B2 – 100

F1520

Punto in sospeso

F1600

Punto in sospeso


(1)  Il valore della velocità indicato nella tabella rappresenta il requisito massimo per la linea e può essere inferiore in conformità ai requisiti del punto 4.2.1(10). Nella verifica delle singole strutture sulla linea è ammesso tenere conto del tipo di veicolo e della velocità consentita a livello locale.

(2)  Le vetture passeggeri (inclusi carrozze, furgoni e carri per il trasporto di automobili), gli altri veicoli, le locomotive, le motrici, Unità multiple, mezzi di trazione ed elettromotrici elettrici o diesel sono definiti nella STI RST. I carri merci leggeri sono definiti come furgoni con l'eccezione che sono autorizzati a essere trasportati in composizioni non destinate a trasportare passeggeri.

(3)  I requisiti applicabili alle strutture sono compatibili con le carrozze passeggeri, i furgoni, i carri per il trasporto di automobili, i carri merci leggeri e i veicoli nelle unità multiple e nei mezzi di trazione diesel ed elettrici di lunghezza: compresa fra 18 m e 27,5 m per i veicoli convenzionali e articolati e compresa fra 9 m e 14 m per gli assi unici classici.

(4)  I requisiti applicabili alle strutture sono compatibili con un numero massimo di due locomotive e/o motrici adiacenti accoppiate. I requisiti applicabili alle strutture sono compatibili con una velocità massima di 120 km/h per tre o più locomotive e/o motrici adiacenti accoppiate (o un treno di locomotive e/o motrici) a condizione che le locomotive e/o motrici rispettino i limiti corrispondenti per i carri merci.

(5)  Per il codice di traffico P5 lo Stato membro può indicare se i requisiti si applicano alle locomotive e alle motrici.

(6)  La base per la verifica della compatibilità di singoli treni e strutture deve essere conforme all'appendice K della presente STI.

(7)  I requisiti applicabili alle strutture sono compatibili con una massa media per unità di lunghezza di 2,75 t/m sulla lunghezza di ogni carrozza/veicolo.

(8)  I requisiti applicabili alle strutture sono compatibili con una massa media per unità di lunghezza di 3,1 t/m sulla lunghezza di ogni carrozza/veicolo.

(9)  I requisiti applicabili alle strutture sono compatibili con una massa media per unità di lunghezza di 3,5 t/m sulla lunghezza di ogni carrozza/veicolo.

(10)  Cfr. appendice L della presente STI.

(11)  Sono ammessi soltanto i veicoli a 4 assi. La spaziatura tra gli assi di un carrello deve essere di almeno 2,6 m. La massa media per unità di lunghezza sulla lunghezza del veicolo non deve essere superiore a 5,0 t/m.

Appendice F

Requisiti di capacità applicabili alle strutture in funzione del codice di traffico nel Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord

I requisiti minimi di capacità applicabili alle strutture sono definiti nella tabella 40 e nella tabella 41 in funzione del codice di traffico di cui alla tabella 2 e alla tabella 3. I requisiti di capacità sono definiti nella tabella 40 e nella tabella 41 da un parametro combinato comprendente il numero RA e la velocità massima corrispondente. Il numero RA e la velocità associata devono essere considerati come un unico parametro combinato.

Il numero RA è una funzione del carico per asse e degli aspetti geometrici relativi alla spaziatura fra gli assi. I numeri RA sono definiti nelle norme tecniche nazionali notificate a tal fine.

Tabella 40

Numero RA — Velocità associata  (1)  (5) [miglia all'ora] — Traffico passeggeri

Codice di traffico

Vetture passeggeri (comprese carrozze, furgoni e carri per il trasporto di automobili) e carri merci leggeri (2)  (3)  (6)

Locomotive e motrici (2)  (4)

Unità multiple, mezzi di trazione ed elettromotrici elettrici o diesel (2)  (3)  (6)

P1

Punto in sospeso

P2

P3a (> 160 km/h)

RA1 – 125

RA2 – 90

RA7 – 125 (7)

RA8 – 110 (7)

RA8 – 100 (8)

RA5 – 125 (9)

Punto in sospeso

P3b (≤ 160 km/h)

RA1 – 100

RA2 – 90

RA8 – 100 (8)

RA5 – 100 (9)

RA3 – 100

P4a (> 160 km/h)

RA1 – 125

RA2 – 90

RA7 – 125 (7)

RA7 – 100 (8)

RA4 – 125 (9)

Punto in sospeso

P4b (≤ 160 km/h)

RA1 – 100

RA2 – 90

RA7 – 100 (8)

RA4 – 100 (9)

RA3 – 100

P5

RA1 – 75

RA5 –75 (8)  (10)

RA4 – 75 (9)  (10)

RA3 – 75

P6

RA1

P1600

Punto in sospeso


Tabella 41

Numero RA — Velocità associata  (1)  (5) [miglia all'ora] — Traffico merci

Codice di traffico

Carri merci altri veicoli

Locomotive (2)  (4)  (8)

F1

RA8 – 75

RA7 – 75

F2

RA7 – 75

RA7 – 75

F3

RA5 – 60

RA7 – 60

F4

RA4 – 60

RA5 – 60

F1600

Punto in sospeso


(1)  Il valore della velocità indicato nella tabella rappresenta il requisito massimo per la linea e può essere inferiore in conformità ai requisiti del punto 4.2.1(10). Nella verifica delle singole strutture sulla linea è ammesso tenere conto del tipo di veicolo e della velocità consentita a livello locale.

(2)  Le vetture passeggeri (inclusi carrozze, furgoni e carri per il trasporto di automobili), gli altri veicoli, le locomotive, le motrici, Unità multiple, mezzi di trazione ed elettromotrici elettrici o diesel sono definiti nella STI RST. I carri merci leggeri sono definiti come furgoni con l'eccezione che sono autorizzati a essere trasportati in composizioni non destinate a trasportare passeggeri.

(3)  I requisiti applicabili alle strutture sono compatibili con le carrozze passeggeri, i furgoni, i carri per il trasporto di automobili, i carri merci leggeri e i veicoli nelle unità multiple e nei mezzi di trazione diesel ed elettrici di lunghezza: compresa fra 18 m e 27,5 m per i veicoli convenzionali e articolati e compresa fra 9 m e 14 m per gli assi unici classici.

(4)  I requisiti applicabili alle strutture sono compatibili con un numero massimo di due locomotive e/o motrici adiacenti accoppiate. I requisiti applicabili alle strutture sono compatibili fino a una velocità massima di 75 mph per un massimo di 5 locomotive e/o motrici adiacenti accoppiate (o un treno di locomotive e/o motrici) a condizione che le locomotive e/o motrici rispettino i limiti corrispondenti per i carri merci.

(5)  La base per la verifica della compatibilità di singoli treni e strutture deve essere conforme all'appendice K della presente STI, salvo laddove modificata dalle norme tecniche nazionali notificate a tal fine.

(6)  I requisiti applicabili alle strutture sono compatibili con una massa media per unità di lunghezza di 3,0 t/m sulla lunghezza di ogni carrozza/veicolo.

(7)  Sono ammessi soltanto i veicoli a 4 assi. La spaziatura tra gli assi di un carrello deve essere di almeno 2,6 m. La massa media per unità di lunghezza sulla lunghezza del veicolo non deve essere superiore a 4,6 t/m.

(8)  Sono ammessi i veicoli a 4 o 6 assi.

(9)  Motrici, sono ammessi soltanto i veicoli a 4 assi. Incluse le locomotive in cui la differenza di lunghezza tra la locomotiva e i veicoli trainati è inferiore al 15 % della lunghezza dei veicoli trainati per velocità superiori a 90 mph.

(10)  Per il codice di traffico P5 lo Stato membro può indicare se i requisiti si applicano alle locomotive e alle motrici.

Appendice G

Conversione della velocità in miglia all'ora per la repubblica di Irlanda e il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord

Tabella 42

Conversione della velocità da [km/h] a [mph]

Velocità [km/h]

Velocità [mph]

2

1

3

1

5

3

10

5

15

10

20

10

30

20

40

25

50

30

60

40

80

50

100

60

120

75

140

90

150

95

160

100

170

105

180

110

190

120

200

125

220

135

225

140

230

145

250

155

280

175

300

190

320

200

350

220

Appendice H

Sagoma limite per il sistema con scartamento da 1 520 mm

Figura 3

Sagoma limite S per il sistema con scartamento da 1 520 mm [dimensioni in mm]

Image

Chiarimenti per la figura 3:

 

Tutte le dimensioni orizzontali sono misurate dalla mezzeria del binario e tutte le dimensioni verticali dall'estremità del fungo della rotaia.

 

Lato sinistro del contorno — applicazioni binari all'interno delle stazioni, le fermate, e i tratti privati/binari di raccordo (ad eccezione dei contorni Ia, Ib, IIa, IIIa).

 

Lato destro del contorno — applicazioni per i binari di corsa.

Applicazioni per parti specifiche del contorno

 

1,I — 1, I — contorno del profilo limite per binari non elettrificati,

 

1,I — II — III — II — 1,I — contorno del profilo limite per binari elettrificati — per binari di corsa, per binari all'interno delle stazioni e per i tratti privati/binari di raccordo, in cui non è prevista la sosta dei veicoli,

 

Ia — Ib — IIa — IIIa — contorno del profilo limite per binari elettrificati — per altri binari all'interno delle stazioni e altri tratti privati/binari di raccordo

Nota: i valori di 1 000 mm, 1 020 mm, 6 900 mm e 6 400 mm indicati nei numeratori si riferiscono a un sistema di contatto con cavo portante.

I valori di 1 100 mm, 1 120 mm, 6 750 mm e 6 250 mm indicati nei denominatori si riferiscono a un sistema di contatto senza cavo portante.

 

11 — 10 — 3 — contorno del profilo limite per strutture e apparecchiature (ad eccezione di gallerie, ponti, marciapiedi e rampe) all'esterno del «limite» del binario;

 

9 — 4a — contorno del profilo limite per gallerie, parapetti dei ponti, binari sopraelevati (profilo del ballast), segnali, muri dei terrapieni e parapetti di altre strutture della piattaforma ferroviaria,

 

12-12 — contorno che non può essere in posizione più elevata rispetto ad alcun dispositivo (sui binari tra stazioni o in stazioni sulla lunghezza utile del binario) fatta eccezione per i passaggi a livello, gli induttori di segnalazione delle locomotive, il meccanismo degli scambi e le apparecchiature di segnalamento e sicurezza situate in loro prossimità.

 

14-14 — contorno di edifici (o fondamenta), cavi sotterranei, cavi in acciaio, condotte e altre strutture non ferroviarie (fatta eccezione per le apparecchiature di segnalamento e sicurezza)

Per lo scartamento nominale da 1 520 mm a1 = 670 mm e a2 = 760 mm.

Per lo scartamento nominale da 1 524 mm a1 = 672 mm e a2 = 762 mm.

Figura 4

Profilo di riferimento per le parti inferiori su binari muniti di deviatoio doppio

Image

Chiarimenti per la figura 4:

La distanza di 760 mm si riferisce allo scartamento da 1 520 mm e quella di 762 allo scartamento da 1 524 mm.

Figura 5

Profilo di riferimento per le parti inferiori nelle stazioni di smistamento munite di freni di rotaia

Image

Appendice I

Curve contrapposte con raggio compreso tra 150 m e 300 m

I valori della tabella 43 sono basati su un veicolo di riferimento (carrozza passeggeri standard con distanza tra i perni di ralla del carrello a = 19 m e distanza tra la superficie del respingente e il perno di ralla del carrello nt = 3,7 m, larghezza dei respingenti Δ = 635 mm e gioco trasversale del veicolo w = +/– 60 mm) e un disassamento delle estremità di 395 mm per due carrozze passeggeri standard adiacenti.

I valori della tabella 44 sono basati su un veicolo di riferimento (carro merci standard con distanza tra gli assi finali o i perni di ralla del carrello di 12 m e distanza tra la superficie del respingente e l'asse finale o il perno di ralla del carrello di 3 m) e un disassamento delle estremità di 225 mm per due carri merci standard adiacenti.

In funzioni delle condizioni locali può essere necessario imporre una lunghezza maggiore dell'elemento intermedio o condizioni speciali di esercizio o una maggiore larghezza del respingente al fine di evitare la sovrapposizione dei respingenti per i veicoli che non rispondono alle ipotesi di cui sopra.

Tabella 43

Lunghezza minima di tratti di binario intermedi rettilinei tra due lunghe curve circolari contrapposte [m]

R1

R2

150

155

160

165

170

175

180

185

190

195

200

205

210

215

220

150

10,78

10,53

10,29

10,06

9,83

9,6

9,38

9,16

8,94

8,73

8,52

8,31

8,11

7,91

7,71

160

10,29

9,86

9,48

9,22

8,97

8,73

8,49

8,25

8,02

7,79

7,56

7,34

7,12

6,91

6,69

170

9,83

9,37

8,97

8,62

8,3

8,04

7,78

7,53

7,28

7,04

6,8

6,55

6,31

6,06

5,81

180

9,38

8,91

8,49

8,12

7,78

7,48

7,2

6,93

6,65

6,37

6,08

5,79

5,49

5,18

4,86

190

8,94

8,45

8,02

7,63

7,28

6,96

6,65

6,33

6

5,67

5,33

4,97

4,59

4,19

3,76

200

8,52

8,01

7,56

7,16

6,8

6,44

6,08

5,71

5,33

4,93

4,5

4,04

3,54

2,97

2,28

210

8,11

7,59

7,12

6,7

6,31

5,91

5,49

5,06

4,59

4,09

3,54

2,91

2,11

0,73

0

220

7,71

7,17

6,69

6,25

5,81

5,35

4,86

4,34

3,76

3,1

2,28

0,95

0

0

0

230

7,32

6,77

6,27

5,79

5,29

4,76

4,18

3,52

2,74

1,67

0

0

0

0

0

240

6,95

6,38

5,85

5,32

4,74

4,11

3,38

2,5

1,07

0

0

0

0

0

0

250

6,58

5,99

5,42

4,81

4,14

3,36

2,39

0,51

0

0

0

0

0

0

0

260

6,22

5,6

4,97

4,26

3,46

2,44

0,36

0

0

0

0

0

0

0

0

270

5,86

5,2

4,48

3,66

2,64

0,86

0

0

0

0

0

0

0

0

0

280

5,51

4,78

3,96

2,96

1,45

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

290

5,15

4,33

3,37

2,06

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

300

4,77

3,85

2,68

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

310

4,37

3,31

1,75

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

320

3,95

2,67

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

330

3,47

1,85

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

340

2,94

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

350

2,3

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

360

1,41

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

370

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

380

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0


Tabella 44

Limiti di lunghezza di tratti di binario intermedi rettilinei, su linee destinate al traffico merci, tra due lunghe curve circolari contrapposte [m]

R1

R2

150

155

160

165

170

175

180

185

190

195

200

150

6,79

6,61

6,43

6,25

6,09

5,92

5,76

5,60

5,44

5,28

5,13

160

6,43

6,20

6,01

5,82

5,63

5,45

5,26

5,07

4,89

4,70

4,51

170

6,09

5,85

5,63

5,42

5,20

4,98

4,76

4,54

4,31

4,08

3,84

180

5,76

5,51

5,26

5,01

4,76

4,51

4,25

3,98

3,70

3,40

3,09

190

5,44

5,16

4,89

4,60

4,31

4,01

3,70

3,36

3,01

2,61

2,15

200

5,13

4,82

4,51

4,18

3,84

3,48

3,09

2,65

2,15

1,51

0

210

4,82

4,47

4,11

3,73

3,32

2,88

2,37

1,73

0,68

0

0

220

4,50

4,11

3,69

3,25

2,75

2,15

1,35

0

0

0

0

230

4,17

3,73

3,24

2,70

2,04

1,07

0

0

0

0

0

240

3,83

3,32

2,74

2,04

0,96

0

0

0

0

0

0

250

3,47

2,87

2,15

1,07

0

0

0

0

0

0

0

260

3,08

2,36

1,35

0

0

0

0

0

0

0

0

270

2,65

1,73

0

0

0

0

0

0

0

0

0

280

2,16

0,68

0

0

0

0

0

0

0

0

0

290

1,51

0

0

0

0