32000D0480

2000/480/CE: Decisione della Commissione, dell'8 luglio 1999, concernente gli aiuti accordati dalla Francia al gruppo Crédit agricole per la raccolta e la conservazione dei depositi dei notai nei comuni rurali [notificata con il numero C(1999) 2147] (Testo rilevante ai fini del SEE)

Gazzetta ufficiale n. L 193 del 29/07/2000 pag. 0079 - 0090


Decisione della Commissione

dell'8 luglio 1999

concernente gli aiuti accordati dalla Francia al gruppo Crédit agricole per la raccolta e la conservazione dei depositi dei notai nei comuni rurali

[notificata con il numero C(1999) 2147]

(Il testo francese è il solo facente fede)

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(2000/480/CE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, comma I,

visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),

dopo aver invitato gli interessati, conformemente agli articoli succitati, a presentare osservazioni,

considerando quanto segue:

I

PROCEDIMENTO

(1) Con lettera del 22 gennaio 1998 la Commissione ha informato le autorità francesi dell'avvio di un procedimento ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE nei confronti dei vantaggi accordati dallo Stato francese al Crédit agricole tramite la concessione, a quest'ultimo, dei diritti riservati sui depositi dei notai nei comuni rurali. Il procedimento è stato avviato in seguito alla denuncia alla Commissione, dell'Association française des banques (AFB) e della Chambre syndicale des banques populaires (CSBP) concernente i diritti accordati dallo Stato francese al Crédit agricole.

(2) Le autorità francesi hanno risposto alla Commissione con lettera del 9 aprile 1998 presentando un dossier di risposta ai quesiti formulati nella lettera di avvio del procedimento e annunciando l'intenzione di porre fine, a partire dalla metà 1998, ai diritti di raccolta dei depositi dei notai accordati al Crédit agricole. In seguito alla pubblicazione della comunicazione concernente l'avvio del procedimento nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(1), il 5 giugno 1998 il Crédit agricole ha inviato una lettera alla Commissione in cui presentava argomenti volti ad evitare la qualifica di aiuti di Stato per le misure oggetto dell'avvio del procedimento. Il 22 settembre 1998 la Commissione ha chiesto alle autorità francesi informazioni complementari sulla base della loro risposta del 9 aprile. Le autorità francesi hanno risposto a detta richiesta con lettera del 7 gennaio 1999. La Commissione, il 25 gennaio, ha nuovamente scritto alle autorità francesi chiedendo conferma della preannunciata cessazione dei diritti accordati al Crédit agricole. Le autorità, con lettera del 28 aprile 1999, l'hanno informata delle misure opportune che si accingevano ad adottare per porre fine, il 1o aprile 2000, ai diritti accordati al Crédit agricole.

II

IL CRÉDIT AGRICOLE - DESCRIZIONE DEL MECCANISMO DEL DEPOSITO DEI NOTAI

(3) Prima della fusione della Société Générale e di Paribas annunciata nel febbraio 1999, il gruppo Crédit agricole era il principale gruppo bancario francese e il quinto gruppo bancario europeo(2). Si tratta di un gruppo di società mutue cooperative, di cui le prime sono state create alla fine del XIX secolo per rispondere ai fabbisogni finanziari degli agricoltori. La Caisse nationale du crédit agricole (CNCA), incaricata dell'allocazione delle anticipazioni tra le casse, è stata creata dallo Stato nel 1926. La CNCA è stata privatizzata nel 1988: il gruppo è ormai diventato un ente interamente privato, detenuto al 91 % dalle casse regionali del gruppo e al 9 % dai suoi dipendenti. Le casse regionali, a loro volta, fanno capo alle casse locali che raggruppano circa 5 milioni di soci. L'attività del gruppo si è sviluppata in quella di grande banca di depositi e di banca universale. Alla fine del 1997 il gruppo disponeva di una rete di circa 8200 agenzie e 9200 "punti verdi", servizi delegati a commercianti che effettuano operazioni semplici. Nell'ambiente rurale il Crédit agricole rappresenta circa il 33 % degli sportelli, ossia molto più delle tre principali banche dell'AFB considerate congiuntamente.

(4) Il gruppo Crédit agricole continua a svolgere un ruolo essenziale nel finanziamento dell'agricoltura, ma la sua clientela si è notevolmente diversificata estendendosi alle altre categorie professionali della popolazione e agli altri settori dell'economia. Il Crédit agricole ha detenuto il monopolio della distribuzione di prestiti agevolati all'agricoltura fino al 1990, data in cui tali agevolazioni sono state aperte alla concorrenza bancaria.

(5) I notai, pur essendo liberi professionisti, sono funzionari ministeriali assoggettati a norme ben precise stabilite dai pubblici poteri. In particolare non possono fungere da depositari dei depositi della clientela inerenti transazioni soggette ad atti notarili: lo stato impone ai notai di collocare tali depositi presso enti di cui stabilisce un elenco tassativo. Questi fondi temporaneamente detenuti dai notai provengono principalmente da successioni, operazioni immobiliari, costituzione di società e prezzi di cessione di aziende commerciali. In occasione dell'avvio del procedimento ex articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE, la Commissione, in base alle informazioni di cui disponeva fornite dai ricorrenti e dalle autorità francesi, ha indicato che lo stato, nel 1972 (con decreto del 25 agosto) aveva fissato l'elenco degli istituti abilitati a raccogliere e a conservare i depositi di durata inferiore a tre mesi, in cui figurano la Caisse de Dépôt et Consignations (cassa depositi e prestiti - CDC), il servizio degli assegni postali e le casse di credito agricolo (casse di credito agricolo) (per i comuni con meno di 5000 abitanti). Nel 1973 lo Stato ha abilitato le Caisses de crédit agricole a ricevere i fondi detenuti dai notai nei comuni con meno di 30000 abitanti(3).

(6) Tali fondi danno luogo a remunerazione sotto forma di una commissione dell'1 %(4) (al notaio). Come la Commissione ha inoltre sottolineato nell'avvio del procedimento, questo accesso a una risorsa finanziaria a buon mercato non ha formato oggetto, fino al 1990, di nessuna contropartita per il Crédit agricole. Nel 1990 è stato costituito (mediante convenzione tra lo Stato e il Crédit agricole del 26 settembre 1990) il FAC (Fonds d'allégement des charges financières des agriculteurs - Fondo per lo sgravio degli oneri finanziari degli agricoltori) cui il Crédit Agricole ha accettato di contribuire a concorrenza di 500 milioni di FRF nel 1991 e nel 1992, 600 milioni di FRF nel 1993, e 500 milioni nel 1994 e nel 1995. Nel 1996 è intervenuto un accordo tra i poteri pubblici e il Crédit Agricole sul rinnovo di detto contributo al FAC a concorrenza di 1 miliardo di FRF per gli anni 1996-1999. Il FAC è alimentato dalle casse regionali del Crédit agricole in percentuale dalle risorse provenienti dalla gestione dei depositi dei notai. Il fondo accorda contributi in conto interessi (soprattutto ai giovani agricoltori), nonché prestiti detti di consolidamento e finanzia rinunce a crediti in particolare facilitare cessazioni di attività. Il Crédit agricole gestisce secondo questi criteri l'impiego dei fondi del FAC.

(7) Nell'avvio del procedimento, la Commissione ha considerato che la concessione al Crédit agricole di diritti riservati di raccolta e di conservazione rispetto ai depositi dei notai:

- falsava la concorrenza in misura atta ad incidere sugli scambi intracomunitari,

- conferiva al Crédit agricole un vantaggio che non avrebbe ottenuto in condizioni di mercato, e

- mobilitava risorse di Stato.

(8) Di conseguenza la Commissione ha considerato che le misure in questione potevano contenere notevoli elementi di aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 87 del trattato CE. Sulla base delle informazioni all'epoca in suo possesso, la Commissione aveva ritenuto che gli aiuti eventualmente constatati costituirebbero nuovi aiuti ai sensi del trattato CE per cui era necessario avviare il procedimento ex articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE per esaminare le misure in questione.

(9) Gli argomenti addotti dai ricorrenti (l'AFB e la CSBP) sono stati illustrati nella comunicazione di avvio del presente procedimento(5).

III

OSSERVAZIONI DEGLI INTERESSATI

(10) A prescindere dalle osservazioni comunicate dal Crédit agricole, la Commissione, nel quadro del presente procedimento, non ha ricevuto nessuna osservazione da parte di terzi interessati.

(11) Alla stregua delle autorità francesi, il Crédit agricole:

- ha sottolineato che le casse di credito agricolo erano state autorizzate a raccogliere i depositi di fondi dei notai fin dal 1930 e che non potevano fruire di diritti esclusivi giacché la CDC e il servizio degli assegni postali sono abilitati a raccogliere detti depositi su tutto il territorio, zone rurali incluse,

- ha sostenuto che i depositi dei notai non potrebbero essere considerati risorse di Stato e quindi non potrebbero dar luogo ad aiuti Stato ai sensi dell'articolo 87,

- ha sottolineato le missioni di servizio pubblico dei notai e le restrizioni regolamentari annesse al regime,

- ha sottolineato che le spese di gestione inerenti ai depositi dei notai ammontavano a circa l'1,77 % dei fondi,

- ha evidenziato il massimale per crediti a breve all'agricoltura cui era stato assoggettato fino al febbraio 1997 e che ritiene essergli stato imposto in contropartita dei depositi dei notai,

- ha fatto presente la creazione del FAC cui, dalla sua costituzione nel 1990, ha conferito 3,9 miliardi di FRF, finanziati in percentuale delle risorse dei depositi e che per tale motivo riveste valore di contropartita per i depositi dei notai,

- ha contestato qualsiasi incidenza sugli scambi intracomunitari visti il carattere rurale e locale della sua clientela e i modesti importi in gioco, irrilevanti rispetto all'ammontare totale dei depositi in Francia.

(12) Il Crédit agricole ha sottolineato che soltanto le casse regionali potevano beneficiare del deposito dei notai ed ha osservato che la Commissione aveva commesso un errore di fatto e di diritto nel considerare, in occasione dell'avvio del presente procedimento, l'insieme della rete formata dalle casse regionali e dal CNCA come l'entità economica beneficiaria, nella fattispecie, degli aiuti inerenti al meccanismo del deposito dei notai. Il Crédit agricole ha fatto presente la modesta dimensione del suo sviluppo internazionale ed ha considerato che i fondi dei depositi dei notai non avevano in nessun caso potuto finanziare il suo sviluppo internazionale, che è quello della CNCA, mentre invece sono le casse regionali del gruppo che beneficiano dei depositi dei notai. Esso ha indicato che le risorse monetarie, di cui fanno parte i depositi dei notai, erano iscritte unicamente nel bilancio delle casse regionali. Gli eccedenti delle casse regionali, inclusi i depositi dei notai, sono indubbiamente ricollocati presso la CNCA, ma alle condizioni del mercato, senza che quest'ultima ne tragga alcun profitto.

(13) Il Crédit agricole ha sostenuto che il fatto che lo Stato, registri in conseguenza della rinuncia a qualsiasi remunerazione del deposito dei notai, un mancato guadagno di risorse che avrebbe potuto ottenere tramite il meccanismo in questione non può costituire un elemento di aiuto dato che gli interventi dello Stato sono numerosi, oppure visto che un siffatto obbligo di remunerazione rimetterebbe in discussione sia il carattere discrezionale dell'intervento economico dello Stato - che gli riconosce il diritto nazionale - che il principio di non venalità degli atti amministrativi. Il Crédit agricole ha inoltre contestato l'esistenza in diritto comunitario di un obbligo di far fruttare i diritti accordati dallo Stato al Crédit Agricole.

(14) Il Crédit agricole ha sostenuto che, considerati gli obblighi connessi al regime, sarebbe comunque stato prescelto dai poteri pubblici, indipendentemente dall'elenco degli enti finanziari selezionati per il deposito dei notai.

(15) Il Crédit agricole ha sottolineato che nella sentenza del 27 marzo 1997 il Consiglio di Stato francese aveva giudicato le disposizioni del deposito dei notai non solo compatibili con l'articolo 82, ma anche con l'articolo 86 del trattato CE per cui non potevano essere incompatibili con l'articolo 87 del medesimo. In particolare il Crédit agricole ha rilevato che le banche aderenti all'AFB potevano essere considerate idonee ad offrire una garanzia analoga a quella del Crédit Agricole solo da quando è stato adottato il regolamento dell'AFB, l'8 febbraio 1994, il quale stabilisce che i depositi dei notai siano, se necessario, rimborsati integralmente nel caso di dissesto di una delle banche aderenti all'AFB.

(16) Il Crédit agricole ha inoltre considerato che la Commissione aveva confuso l'aiuto ipotetico e il beneficio dell'aiuto. In particolare esso ha sottolineato che nel valutare il vantaggio derivante per il Crédit Agricole dalla raccolta e dalla conservazione dei depositi dei notai, la Commissione non aveva conto della quota di mercato "naturale" del Crédit agricole nelle zone rurali in Francia (in caso di banalizzazione del regime) né di quella di cui è attualmente privato in zona urbana. Il Crédit agricole, in base a quella che ritiene essere la sua quota di mercato naturale sui depositi dei notai, in caso di banalizzazione, ha calcolato in 12,1 miliardi di FRF l'importo che sarebbe depositato presso la banca e quindi, tenuto conto di un volume di 21 miliardi di FRF nel 1996, in soltanto 9 miliardi di FRF l'importo addizionale raccolto grazie ai diritti riservati di cui beneficiava. Secondo il Crédit agricole il livello di questi fondi era irrilevante rispetto a quello dell'ammontare globale della banca.

(17) Il Crédit agricole ha considerato che, dati gli obblighi di controllo cui è assoggettata la contabilità dei notai, era incompatibile con l'obiettivo di sicurezza del sistema istituito la possibilità che i depositi dei notai venissero collocati presso enti situati all'estero.

(18) Infine, il Crédit Agricole ha considerato che il sostegno all'agricoltura sotto forma di un'agevolazione dei prestiti a breve fosse giustificato dall'adempimento di missioni di interesse generale.

IV

OSSERVAZIONI DELLA FRANCIA

(19) Nella lettera indirizzata alla Commissione il 9 aprile 1998 le autorità francesi hanno presentato le loro osservazioni in risposta ai quesiti sollevati dalla Commissione in occasione dell'avvio del presente procedimento.

a) Origine dei diritti accordati al Crédit agricole

(20) Nella loro lettera del 9 aprile 1998 le autorità francesi hanno indicato che la possibilità concessa al Crédit agricole di raccogliere e conservare i depositi di durata inferiore a tre mesi dei notai derivava da un regolamento del 9 marzo 1953, senza limitazione dei depositi dei notai. Secondo le autorità francesi le decisioni più tardive adottate tramite decreto del Guardasigilli del 25 agosto 1972, completato il 7 giugno 1973, avevano avuto per effetto di operare una restrizione rispetto alla situazione anteriore limitando tali diritti ai depositi di durata inferiore a tre mesi nelle zone rurali.

(21) Poiché, con lettera del 22 settembre 1998, la Commissione aveva chiesto i documenti giustificativi necessari per stabilire che i diritti riservati accordati al Crédit agricole erano anteriori all'entrata in vigore del trattato, le autorità francesi, il 7 gennaio 1999, hanno inviato alla Commissione:

- copia del decreto del Guardasigilli del 9 marzo 1953 il quale stabilisce che i fondi denominati "liberi" dei notai (esclusi i fondi a più di tre mesi che devono essere versati alla CDC), potevano, sulla base di una circolare del 1930, essere depositati presso vari enti, tra cui le casse di credito agricolo,

- copia di una circolare della Cancelleria, del 24 dicembre 1930, attestante che il Crédit agricole faceva già parte, dal 1924, degli enti atti a raccogliere i depositi dei notai.

b) Motivi e obiettivi che hanno indotto lo Stato francese a creare e a mantenere i diritti di raccolta e di conservazione dei depositi dei notai

(22) Secondo le autorità francesi il regime di diritti in questione era giustificato dalle tre ragioni seguenti: la specificità della professione notarile e la necessità di organizzarne il controllo in maniera efficace; l'accessibilità del servizio bancario per i notai delle zone rurali e l'assoluta sicurezza dei fondi raccolti. Esse hanno fatto presente che i notai esercitano un'attività di servizio pubblico nell'ambito di una libera professione e hanno sottolineato che i notai sono tenuti a un controllo particolare e che la Corte di cassazione francese, in una sentenza del 19 novembre 1914, aveva attribuito alla contabilità notarile il carattere di scrittura pubblica. In secondo luogo, le autorità francesi hanno sottolineato l'insediamento geografico del Crédit agricole in ambiente rurale, dove è tuttora di gran lunga la prima rete bancaria in Francia contando circa il 34 % degli sportelli. Il 64 % degli sportelli permanenti del Crédit agricole sono ubicati in ambiente rurale. In terzo luogo le autorità hanno messo in evidenza la sicurezza che il Crédit agricole garantisce al deposito dei notai, sulla base di un sistema di garanzia preventivo, non soggetto a massimale, fondato sulla solidarietà di tutte le casse regionali della CNCA, per cui il gioco delle garanzie interne al gruppo rendeva improbabile il dissesto delle casse regionali e, di conseguenza, i fondi dei notai risultavano garantiti nella loro integralità.

(23) Le autorità francesi hanno anche messo in rilievo, come del resto aveva osservato la Commissione in occasione dell'avvio del presente procedimento, la costituzione, nel 1990, di un fondo di sgravio degli oneri finanziari degli agricoltori che a loro avviso costituisce una contropartita al regime dei depositi dei notai. Tra il 1990 e il 1999 il Crédit agricole ha conferito a tale fondo 3,6 miliardi di FRF sui proventi della raccolta dei depositi dei notai, cui si aggiungono 300 milioni di FRF anch'essi provenienti dal collocamento dei depositi dei notai a beneficio del regime nazionale per le calamità agricole.

c) Evoluzione dei depositi

(24) Le autorità francesi hanno presentato uno studio ricapitolativo dell'ammontare dei fondi depositati dai notai presso il Crédit agricole dal 1973 in poi da cui risulta che tra il 1973 il 1977 tale ammontare è oscillato da 15600 a 25400 milioni di FRF (espressi in franchi del 1997) e che, a prescindere dai cicli della congiuntura economica, si è mantenuto notevolmente stabile per tutto il periodo. Nel 1997 era di 19600 milioni di FRF (in valore medio).

d) Costo di gestione dei depositi dei notai

(25) In risposta alla domanda formulata dalla Commissione in occasione dell'avvio del presente procedimento sui costi di gestione dei depositi dei notai, le autorità francesi hanno indicato che tali costi nel 1997 erano pari all'1,77 % circa. A loro avviso tale costo si scomporrebbe come segue:

i) 0,29 % per costi di gestione delle operazioni di deposito ed operazioni inerenti ai mezzi di pagamento alla stregua di qualsiasi conto professionale;

ii) 1,49 % per sovraccosti inerenti alle particolari caratteristiche di gestione dei conti notarili, tra cui:

- 0,11 % per sovraccosto relativo a talune operazioni specifiche,

- 0,96 % connesso all'esclusione delle regole abituali sui movimenti,

- 0,42 % per oneri specifici di personale.

Secondo le autorità francesi tale costo tende a diminuire nel lungo periodo dati gli aumenti di produttività del Crédit agricole, per l'insieme delle sue attività e per questa in particolare. Per tale motivo sarebbe quindi stato più elevato in passato.

e) La limitazione da parte del Crédit agricole del costo di finanziamento a breve termine dell'agricoltura

(26) Oltre alla recente dotazione del FAC, le autorità francesi nella lettera del 9 aprile 1998 hanno considerato che i proventi netti della gestione dei depositi dei notai rurali presso il Crédit agricole erano destinati fin dall'origine a contenere i costi di finanziamento a breve dell'agricoltura. Questi finanziamenti sono stati concessi fino al 1981 a tassi stabiliti per decreto dei ministri dell'agricoltura e dell'economia. In seguito, questi tassi sono stati fissati dalla CNCA in un margine di fluttuazione di +- 30 % del tasso medio mensile del mercato monetario. Questa normativa, che stabilisce la limitazione dei tassi a breve, secondo le autorità francesi è stata abrogata soltanto di recente con decreto del 3 febbraio 1997. Esse hanno sottolineato che il contesto di tassi bassi di cui beneficiava l'economia francese, aveva, nel frattempo, ridotto l'interesse di un meccanismo protettore specifico per l'agricoltura.

f) Costo medio della provvista del Crédit agricole

(27) In risposta alla domanda formulata dalla Commissione nell'avvio del presente procedimento, le autorità francesi hanno presentato dati attestanti che nell'ultimo decennio il costo medio della provvista del Crédit agricole è sceso dal [...] %(6) nel 1987 al [...] %(7) nel 1996 e che è costantemente rimasto all'interno di tale forcella.

g) Impiego delle dotazioni del FAC

(28) Nella loro lettera alla Commissione del 9 aprile 1998, le autorità francesi hanno fornito alcuni chiarimenti sulle dotazioni annuali al FAC e relativo impiego.

(29) Esse hanno indicato che le dotazioni al FAC e relativo impiego, da quando è stato istituito il Fondo, sono state le seguenti:

TABELLA 1

Dotazioni e interventi del FAC

>SPAZIO PER TABELLA>

(30) Le autorità francesi hanno indicato che questi interventi del FAC, da un lato riguardavano la ristrutturazione del debito degli agricoltori clienti del Crédit agricole e, dall'altro, erano destinati ad azioni specifiche, in particolare al Fondo nazionale di garanzia delle calamità agricole. Le autorità hanno sottolineato che le priorità del FAC venivano definite ogni anno di comune accordo tra il Crédit agricole e lo Stato. A loro avviso a questo dispositivo erano affidate missioni di interesse generale in favore dell'agricoltura e i veri beneficiari del FAC erano gli agricoltori clienti del Crédit agricole e non quest'ultimo. Esse hanno giustificato detti interventi sostenendo che il Crédit agricole deteneva circa l'80 % del debito bancario degli agricoltori; inoltre hanno sottolineato che erano stati aperti fondi di bilancio aventi la stessa finalità alle altre banche che beneficiano di una dotazione annua di 20 milioni di FRF.

(31) Le autorità francesi hanno considerato che gli interventi del FAC non costituivano per il Crédit agricole un sostituto alla sua politica in materia di provvista giacché gli incagli delle casse regionali di credito agricolo avevano beneficiato, a seconda degli anni, soltanto del 15 %-19 % delle dotazioni del FAC: infatti il 10 % degli interventi erano stati effettuati sotto forma di rinunce di crediti, mentre la maggior parte era stata allocata in funzione della situazione dei differenti settori di produzione e dell'insediamento dei giovani agricoltori. L'importo dell'aiuto medio per agricoltore (circa 6000 FRF), è modesto e, secondo le autorità, ha una finalità sociale.

h) Osservazioni generali sul regime di deposito dei notai

(32) Le autorità francesi hanno contestato il carattere di risorse di Stato dei depositi dei notai e la distorsione di concorrenza sottolineata dalla Commissione nell'avvio del presente procedimento. In particolare, in base al principio di non venalità degli atti amministrativi, esse hanno contestato il mancato guadagno di risorse di stato imputato al regime. Per tale motivo hanno negato l'esistenza di elementi di aiuto inerenti al regime di diritti riservati del deposito dei notai e, a titolo sussidiario, hanno sostenuto che il regime in questione non era di natura tale da incidere sugli scambi intracomunitari.

(33) Le autorità francesi hanno anche dichiarato che il regime del deposito dei notai era stato istituito per preservare, nelle zone rurali, gli imperativi di interesse generale legati in particolare alla professione notarile.

(34) Le autorità francesi hanno infine fatto presente la sentenza del Consiglio di Stato francese, del 27 marzo 1997, secondo cui la regolamentazione del deposito dei notai non era contraria all'articolo 82 del trattato.

i) Evoluzione prevista del regime del deposito dei notai

(35) Nella lettera del 9 aprile 1998 le autorità francesi hanno preannunciato alla Commissione il riesame, prima dell'estate 1998, del regime del deposito dei notai volto a ricentralizzare unicamente presso la Cassa dei depositi e prestiti l'integralità della conservazione dei depositi dei notai, indipendentemente dalla loro durata: in tal modo il Crédit agricole perderebbe il vantaggio fiscale derivante dai proventi della raccolta del deposito dei notai (cfr. il punto 61 gli impegni assunti dalle autorità francesi nella loro lettera del 28 aprile 1999).

V

VALUTAZIONE DELLE MISURE DI AIUTO CONTEMPLATE

V.1. Carattere di aiuto di Stato delle misure in esame

a) Impresa beneficiaria delle misure in questione

(36) Il Crédit agricole, nella risposta all'avvio del presente procedimento, ha ritenuto che la Commissione avesse commesso un errore di fatto e di diritto nell'assimilare tutte le entità del gruppo Crédit agricole ad un solo ed unico beneficiario, il Crédit agricole.

(37) La Commissione osserva che:

- il gruppo Crédit agricole, malgrado le forme specifiche che gli attribuisce, in particolare a livello locale, il suo statuto di società mutua e l'autonomia di gestione di cui sembrano fruire le singole casse di credito agricolo, è ciò nondimento un ente economico che forma un tutto coerente, che ne fa, secondo la relazione del 1997 del Crédit agricole, un gruppo unito e decentralizzato, che si basa su una struttura a tre livelli (casse locali, casse regionali e casse nazionali) e che pertanto dispone di una capacità finanziaria che va valutata globalmente. Nella relazione annuale del 1997 si rileva che la comunità di interessi che lega le casse locali, le casse regionali e la cassa nazionale porta il Crédit agricole a presentare rendiconti finanziari rappresentativi della sua situazione economica e assimilabili ai rendiconti consolidati degli altri grandi gruppi bancari. Pertanto, per la Commissione come per gli interlocutori e partner del Crédit agricole nonché per i mercati finanziari non v'è dubbio che il Crédit agricole riveste tutte le forme giuridiche ed economiche che permettono di definirlo come un'impresa. È sulla base della contabilità consolidata, che presentava un bilancio consolidato di 2,514 miliardi di FRF al 31 dicembre 1997, che è stata formulata la valutazione attribuitagli dalle agenzie specializzate: al 31 dicembre 1997 la valutazione del gruppo consolidato era AA per Standard & Poor e, rispettivamente, Aal per Moody. Il rating di un gruppo, in particolare di un ente finanziario, determina le sue condizioni di accesso ai mercati finanziari ed è quindi un elemento fondamentale di formazione dei suoi costi suscettibile di avvantaggiarlo o svantaggiarlo nella concorrenza che esercita nei confronti delle imprese dello stesso settore,

- il Crédit agricole, nel quadro del presente procedimento, ha presentato un unico promemoria di osservazioni, firmato congiuntamente dal direttore generale della Fédération nationale de crédit agricole e dal direttore generale aggiunto della CNCA. Questa risposta è quella presentata a nome del "Crédit agricole"; se la CNCA ritiene di non essere oggetto del presente procedimento, allora la Commissione non comprende per quale motivo abbia ritenuto necessario di presentare osservazioni comuni di difesa, solidali con quelle della Fédération nationale de crédit agricole,

- le autorità francesi hanno sottolineato che uno dei motivi per cui il Crédit agricole era stato considerato atto a ricevere i depositi dei notai era la sicurezza derivante dalla garanzia solidale dell'insieme delle casse regionali e della CNCA.

(38) Sulla base di questi elementi che incontestabilmente qualificano il gruppo Crédit agricole come un'impresa, la Commissione non ha quindi alcun motivo di modificare la valutazione effettuata in occasione dell'avvio del presente procedimento rispetto al beneficiario dei diritti riservati dei depositi dei notai, vale a dire il Crédit agricole in quanto gruppo [cfr. la sentenza della Corte di giustizia delle Comunità europee nella causa 383/82, Intermills(8)]. La questione dell'allocazione interna in seno al gruppo dei vantaggi che trae dai diritti riservati sui depositi dei notai è una considerazione d'interesse secondario che la Commissione non deve esaminare nel quadro del presente procedimento.

b) Carattere di risorse di Stato dei fondi raccolti dai notai

(39) I notai, come hanno sottolineato le autorità francesi, sono funzionari pubblici e ministeriali la cui professione è strettamente regolamentata dai poteri pubblici. Le autorità francesi, tra l'altro, hanno fatto presente una sentenza della Corte di cassazione che assimila la contabilità notarile, rigorosamente regolamentata ad una scrittura pubblica. Su questa base le autorità francesi, nella lettera del 9 aprile 1998, hanno concluso che l'insieme delle disposizioni regolamentari in vigore mostrava che i fondi depositati dai notai non sono fondi ordinari. La regolamentazione dei depositi dei notai non può pertanto essere valutata alla luce unicamente delle regole relative alla professione bancaria, ma va valutata anche in base a considerazioni di interesse pubblico. Pertanto, dalle informazioni presentate dalle autorità nel quadro del presente procedimento, risulta incontestabilmente accertato che è sulla base di atti formali del potere pubblico che il Crédit agricole, a varie riprese, è stato confermato idoneo, a condizioni ben definite, a ricevere i depositi dei notai.

(40) La Commissione può quindi pienamente confermare, come già aveva considerato in occasione dell'avvio del presente procedimento, che:

- l'intervento dello Stato in condizioni discrezionali, tramite la concessione dei diritti riservati in questione, apporta al Crédit agricole risorse che ne derivano direttamente,

- lo Stato esercita un controllo direttivo sull'allocazione delle risorse costituite dai depositi, obbligatori, dei notai, che sono funzionari ministeriali sottoposti all'autorità pubblica.

(41) Di conseguenza si deve concludere, in base agli elementi di cui sopra, che il meccanismo del deposito dei notai mobilita risorse che devono essere qualificate come risorse di Stato. Il fatto che le autorità francesi abbiano sottolineato che la succitata giurisprudenza della Corte di cassazione francese assimila la contabilità notarile ad una scrittura pubblica, conferma tale analisi.

(42) In occasione del presente procedimento, le autorità hanno presentato elementi che a loro avviso fungono da contropartita in quanto vanno dedotti dai proventi riscossi dal Crédit agricole sul deposito dei notai e annullano il vantaggio derivante per il Crédit agricole dalla quasi gratuità del deposito dei notai. Malgrado questi elementi, il meccanismo in questione mobilita risorse di Stato.

c) Vantaggio per il Crédit agricole e carattere di aiuto delle misure in questione

(43) Come è stato rilevato dalla Commissione in occasione dell'avvio del presente procedimento, il concetto di aiuto comprende non solo le prestazioni positive quali le sovvenzioni, ma anche gli interventi i quali, in varie forme, alleviano gli oneri che normalmente gravano sul bilancio dell'impresa e che, di conseguenza, ne hanno la stessa natura e producono identici effetti [cfr. la sentenza della Corte di giustizia nella causa C-387-92, Banco exterior de España(9)].

(44) Peraltro, sempre in occasione dell'avvio del presente procedimento, la Commissione aveva sottolineato che la rinuncia da parte dello Stato a qualsiasi remunerazione del deposito dei notai (a parte la commissione dell'1 %), rappresentava per quest'ultimo un lucro cessante di risorse che avrebbe potuto ottenere tramite il meccanismo in questione. Infatti, se quest'operazione fosse stata effettuata secondo normali condizioni commerciali, lo Stato avrebbe potuto, fin dall'inizio, farsi remunerare sui depositi in questione. Avrebbe anche potuto, imporre un prezzo (il tasso d'interesse sui depositi) da riesaminare regolarmente, per tener conto dell'evoluzione dei tassi d'interesse e degli aumenti di produttività realizzati nel settore bancario e dagli enti ammissibili al meccanismo in questione. Detta revisione avrebbe potuto beneficiare della concorrenza tra i differenti enti bancari al fine di selezionarne i più competitivi a condizione che rispettassero un minimo di criteri prudenziali per garantire la sicurezza dei depositi, in modo che avrebbero potuto essere aumentati i proventi derivanti da commissioni su interessi percepiti dallo Stato.

(45) La remunerazione delle risorse bancarie supplementari dei depositi che percepisce il Crédit agricole grazie ai diritti riservati accordatigli dallo Stato sarebbe senz'altro un onere di norma gravante sul bilancio di un'impresa bancaria se le risorse fossero allocate al Crédit agricole in maniera concorrenziale, ad esempio sotto forma di un bando di gara alle banche. Orbene, il Crédit agricole non remunera la conservazione dei depositi dei notai e si limita a versare loro una commissione dell'1 % dei fondi raccolti. Prima dell'avvio del presente procedimento, le autorità francesi avevano giustificato questa non remunerazione adducendo il divieto, disposto dalla legge francese, della remunerazione dei prestiti di durata inferiore a un mese. Tuttavia le autorità non hanno mai spiegato, nell'ambito del presente procedimento, per quale motivo, allorché una parte considerevole, da esse calcolata nella lettera del 3 aprile 1997 pari a circa il 50 % dei depositi dei notai presso il Crédit agricole, ha una durata compresa da uno a tre mesi (i depositi eccedenti i tre mesi non vengono conservati presso il Crédit agricole, ma sono ricollocati presso la Cassa depositi e prestiti), questi non possono essere remunerati. Ne consegue che la concessione di diritti di raccolta e di conservazione sui depositi dei notai, a simili condizioni di quasi gratuità, costituisce una deroga alle condizioni di mercato che di norma si applicherebbero alla raccolta di tali risorse.

(46) Nell'ambito del presente procedimento la Commissione ha chiesto alla Francia quale fosse il costo medio della provvista del Crédit agricole e le autorità francesi hanno indicato che tale costo era inter alia del [...] % nel 1987 e del [...] % nel 1996. Tuttavia i costi medi di provvista del Crédit agricole sembrano comprendere i fondi remunerati, tra cui i prestiti a lungo termine e quelli gratuiti come i depositi dei privati. Per determinare l'aiuto inerente ai prestiti, vale a dire la riduzione degli oneri del Crédit agricole rispetto alle condizioni normali di mercato, occorre fare un ragionamento non in base al costo medio, bensì al costo marginale. A tal fine va anche osservato che i tassi d'interesse a breve, in Francia, nel 1987 erano dell'8,3 % e del 3,9 % nel 1996(10). Pertanto non vi è alcun dubbio che la concessione al Crédit agricole di risorse quasi gratuite (eccetto la commissione dell'1 % al notaio) riduce gli oneri che di norma gravano sul conto di gestione di una banca ed ha un effetto equivalente a quello di una sovvenzione.

(47) Di conseguenza si deve concludere che le misure in questione costituiscono aiuti di Stato aventi carattere di aiuti al funzionamento in quanto riducono i normali oneri di gestione della banca.

d) Effetto distorsivo degli aiuti

(48) Gli aiuti al funzionamento hanno un effetto particolarmente distorsivo in quanto hanno un impatto diretto sul risultato delle imprese assistite e permettono loro di mantenere costi di gestione più elevati dei concorrenti senza essere penalizzate malgrado la mancanza di competitività oppure di realizzare maggiori profitti ed aumentare in tal modo le proprie capacità finanziarie. Questi aiuti hanno un effetto ancora più distorsivo visto che sono permanenti, la concorrenza è forte e i margini delle imprese concorrenti sono ridotti.

(49) Orbene, i dati disponibili mostrano che nel corso degli anni '90, la concorrenza bancaria è aumentata e i margini di interesse delle banche si sono regolarmente erosi(11). Inoltre la situazione delle banche francesi appare vulnerabile: in questi ultimi anni esse presentavano un tasso di redditività tra i più deboli di tutta la Comunità (cfr. la tabella 2) e solo di recente, nel 1998-1999, si sono riprese. In un contesto di forte concorrenza, che si traduce nell'erosione dei margini d'interesse e di redditività, gli aiuti al funzionamento ad un ente creditizio hanno incontestabilmente un effetto distorsivo oltremodo elevato. Questa tendenza recente ha forti probabilità di perdurare nei prossimi anni: secondo la Banca centrale europea, la realizzazione dell'Unione economica e monetaria creerà un ambiente più concorrenziale ed eserciterà maggiore pressione sulla redditività delle banche(12) accelerando l'integrazione del settore a livello europeo, in particolare sotto forma di operazioni transfrontaliere(13).

TABELLA 2

Tassi di rendimento del capitale

(utile netto del capitale)

>SPAZIO PER TABELLA>

(50) Inoltre, il Crédit agricole è un'impresa redditizia che ha realizzato considerevoli utili negli ultimi anni. Gli aiuti in questione, a meno che non siano compensati da sovraccosti equivalenti (cfr. in appresso) che non erano indispensabili perché realizzasse utili, gli hanno quindi permesso di accrescere i profitti e di accumulare capitali addizionali con gli utili non distribuiti. Orbene, nel settore bancario, il vincolo di solvibilità, introdotto dalla direttiva 89/647/CEE del Consiglio, del 18 dicembre 1989, relativa a un coefficiente di solvibilità degli enti creditizi(14) (il nocciolo dei fondi propri "di base" è fissato a un minimo del 4 % delle attività ponderate e i fondi propri in senso lato devono rappresentarne almeno l'8 %) introduce un obbligo che limita le capacità di crescita degli istituti di credito. In realtà simile vincolo di capitalizzazione esiste in assoluto a medio e lungo termine per qualsiasi forma di impresa, ma nel settore bancario si esercita in maniera permanente ed immediata, è direttamente quantificabile e non può per criteri prudenziali essere temporaneamente allentato nel quadro di una strategia di crescita seguita da un ente creditizio. Un ente creditizio che rispetti di stretta misura il criterio di solvibilità non dispone di margine di crescita fintantoché non è in grado di attirare nuovi capitali propri o di far crescere il suo capitale mediante un livello di profitto significativo. Pertanto un ente inefficace vede la sua crescita direttamente "imbrigliata", mentre una banca che realizza utili elevati dispone di un margine di crescita in relazione alla sua redditività.

(51) Nel caso di aiuti ad enti creditizi, per effetto del criterio di solvibilità, è possibile effettuare una stima convenzionale molto indicativa della distorsione di concorrenza. Se gli aiuti hanno per effetto diretto e indiretto di aumentare i fondi propri, allora la distorsione di concorrenza può essere valutata in termini di attivi ponderati. Un aiuto al funzionamento di un miliardo di FRF che si traduca in un aumento dei profitti dopo le imposte di 0,6 miliardi di FRF(15), nell'ipotesi che tali profitti non siano distribuiti bensì destinati ad aumentare i fondi propri della banca, permette di accrescerne gli attivi ponderati in bilancio (tenuto conto del coefficiente di solvibilità regolamentare del 4-8 %) e quindi il suo livello di attività. Quest'operazione si traduce in una distorsione potenziale di concorrenza, misurata in termini di attivi ponderati dell'ordine di 7,5-15 miliardi di FRF (senza l'aiuto in questione la banca non avrebbe potuto aumentare i suoi attivi ponderati). Una simile correlazione mostra un effetto di leva notevole degli aiuti nel settore finanziario. Questi fondi propri possono anche contribuire a fare in modo che l'ente assistito assuma partecipazioni di minoranza o di maggioranza in altre imprese. Il presidente del Crédit agricole, interrogato da un organo della stampa finanziaria(16), nel febbraio 1999 ha dichiarato che un terzo dei 140 miliardi di FRF dei fondi propri di cui dispone il Crédit agricole era disponibile per nuove operazioni.

(52) Si deve pertanto concludere che gli aiuti concessi dalla Francia al Crédit agricole, tenuto conto del loro carattere di aiuto al funzionamento, della situazione economica del settore bancario in Europa, della debole redditività delle banche francesi e dei criteri di solvibilità propri del settore bancario, hanno un effetto distorsivo innegabile sulla concorrenza nel settore finanziario.

V.2. Incidenza sugli scambi intracomunitari

(53) La Commissione ha preso atto degli argomenti addotti dalle autorità francesi e del Crédit agricole per negare qualsiasi incidenza del regime in questione sugli scambi intracomunitari. Occorre prendere in considerazione i seguenti elementi.

(54) Innanzitutto, dato che la Commissione esamina i possibili effetti di questi aiuti a livello dell'insieme del gruppo Crédit agricole, è necessario esaminare le attività internazionali, in particolare quelle europee, di quest'ultimo. Dalla relazione del Crédit agricole per il 1997, risulta che la banca, nel 1997, si è dotata degli strumenti per essere una banca di primo rango per i grandi clienti ed a livello internazionale. Le sue operazioni con la clientela negli Stati membri (Francia esclusa) ammontavano a 37,9 miliardi di FRF nel 1997, ossia un importo indubbiamente modesto tra le sue operazioni di clientela (circa il 3 % di quest'ultime) ma non trascurabile, vista la dimensione del gruppo, che alla fine del 1997 era il più importante gruppo bancario francese ed uno dei principali(17) in Europa. La banca sottolinea, tra l'altro, che nel 1997, con la creazione di una nuova controllata, la Indocam, si è dotata di uno strumento la cui ambizione è di entrare nel novero dei gestori di attivi europei. La banca persegue una politica attiva di sviluppo in Europa ed ha svolto un ruolo attivo nella creazione della seconda banca italiana, la Banca Intesa, sorta dalla fusione del Banco Ambrosiano Veneto e di Cariplo, di cui il Crédit agricole detiene il 30 % ed è il primo azionista. Esso detiene inoltre il 20 % del gruppo Banco Espirito Santo in Portogallo. Il Crédit Agricole conta varie sedi nella Comunità, più particolarmente a Lisbona, Madrid, Bilbao, Gibilterra, Barcellona, Lussemburgo, Londra, Amburgo, Francoforte, Stoccolma, Oslo, Helsinki e il Pireo. Il gruppo, nella relazione annuale del 1997, ha dichiarato che, sarà particolarmente vigile alle opportunità che potranno presentarsi per rafforzare la sua posizione sul mercato europeo della banca di dettaglio. La sua solidità gli assicura i mezzi per tale sviluppo. Questi sviluppi internazionali del Crédit agricole richiedono movimenti di capitali atti a permettere, ad esempio, l'assunzione di partecipazioni in enti quali la Banca Intesa o il Banco Espirito Santo e quindi incidono sugli scambi intracomunitari. Inoltre la banca di investimento del gruppo Crédit agricole, la Indosuez, è una delle principali banche d'affari francesi e svolge una parte considerevole della sua attività all'estero.

(55) In secondo luogo, anche supponendo di restringere l'esame dell'effetto delle misure in questione al livello delle entità regionali del gruppo, come suggerisce il Crédit agricole nelle sue osservazioni, va rilevato che l'attività internazionale non è appannaggio unicamente della CNCA in seno al gruppo Crédit agricole. Infatti, contrariamente a ciò che indica il Crédit agricole nelle sue osservazioni, la relazione annuale del 1997 del Crédit agricole sottolinea che durante l'anno 1997 si è anche sviluppata l'attività internazionale delle casse regionali frontaliere. La relazione annuale evidenzia, in particolare, lo sviluppo della cassa regionale dei Pirenei Guascogna nel Paese Basco spagnolo, per cui la Bankoa, ormai detenuta in maggioranza dal Crédit agricole, è stata inclusa, nel 1997, nel perimetro di consolidamento del gruppo. Nella relazione si legge che quest'iniziativa rientra nel quadro degli sviluppi transfrontalieri delle casse regionali che estendono la loro attività di banca al dettaglio, d'accordo con la CNCA, nei paesi limitrofi. Questi sviluppi riguardano non solo le attività di merchant banking e di corporate banking del Crédit agricole, ma anche le sue attività di banca al dettaglio, di cui fanno parte i depositi dei notai. Pertanto sembra che il supplemento di risorse e di utili che esse generano, ottenuti grazie ai depositi dei notai, abbia potuto contribuire direttamente al finanziamento dello sviluppo del Crédit agricole in altri Stati membri.

(56) Pertanto sembra che il supplemento di risorse e di utili che esse generano, ottenuti grazie ai depositi dei notai, abbia potuto contribuire direttamente al finanziamento dello sviluppo del Crédit agricole in altri Stati membri.

(57) Inoltre l'impatto potenziale dei diritti accordati al Crédit agricole non si limita a questi effetti sull'espansione del Crédit agricole fuori della Francia negli altri Stati membri. Come ha sottolineato la Commissione nell'avvio del presente procedimento, benché in linea di massima, gli istituti di credito possano esercitare senza frontiere la loro attività, principalmente basata sulla raccolta di depositi, l'emissione di prestiti sul mercato e la concessione di mutui, la loro espansione all'estero incontra una serie di ostacoli, legati spesso alla protezione delle banche nazionali dagli effetti della concorrenza, situazione che rende meno vantaggioso l'accesso al mercato per i concorrenti esteri. È il caso appunto degli aiuti al Crédit agricole che possono rendere il mercato nazionale francese meno aperto alla concorrenza estera sia a livello nazionale della CNCA che a livello regionale delle casse. Tali aiuti hanno inoltre per effetto di mantenere una forte compartimentazione nazionale di talune attività di deposito bancario che è contraria all'apertura del mercato voluta dal trattato, proprio quando le operazioni transfrontaliere stanno per moltiplicarsi nel settore bancario, come indica la Banca centrale europea. Quest'effetto di maggiore integrazione dei sistemi bancari nazionali continua tuttavia a dipendere, secondo quanto indica la Banca centrale europea, dall'abolizione di differenze fiscali e regolamentari tra gli Stati membri(18).

(58) Pertanto si deve ritenere che le misure in questione rientrino nel divieto dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE in quanto costituiscono aiuti di Stato che falsano la concorrenza in misura atta ad incidere sugli scambi intracomunitari.

VI

CONCLUSIONI

(59) I diritti di raccolta a titolo quasi gratuito(19) e di conservazione, a titolo gratuito, accordati al Crédit agricole dallo Stato francese sono misure che contengono aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE.

(60) Giacché, sulla base delle nuove informazioni trasmesse alla Commissione nell'ambito del presente procedimento, attualmente risulta che gli aiuti in questione sono aiuti preesistenti all'entrata in vigore del trattato, si evince che:

- gli aiuti in questione sono legittimi e non è esigibile alcun rimborso,

- la Commissione dovrebbe, come per qualsiasi aiuto di Stato esistente, esaminarne la compatibilità con il trattato e qualora l'esame ne dimostrasse l'incompatibilità con l'interesse comune, eventualmente valutare con lo Stato membro le misure opportune previste all'articolo 88, paragrafo 1, del trattato CE nell'eventualità che l'aiuto sia giudicato incompatibile con il mercato comune.

(61) Tuttavia, in una lettera del 28 aprile 1999, le autorità francesi hanno formalmente informato la Commissione della loro intenzione di porre fine ai diritti del Crédit agricole sui depositi dei notai e di centralizzare i depositi dei notai presso la Cassa dei depositi e prestiti che è ormai incaricata della conservazione di tutti i depositi dei notai. Al Tesoro pubblico sarà affidata la raccolta di questi depositi nelle zone rurali ed urbane. Le autorità hanno annunciato che questa misura entrerà in vigore il 1o gennaio 2000. La sua applicazione verrà attuata progressivamente sull'intero territorio entro il 1o aprile 2000. Le autorità francesi si sono impegnate ad adottare le misure regolamentari necessarie per modificare il regime del deposito dei notai entro tempi ravvicinati, una volta adottata la presente decisione.

(62) La Commissione prende atto di quest'impegno delle autorità francesi. Essa considera il termine proposto ragionevole e visto il carattere completo e definitivo della soppressione dei diritti di raccolta e di conservazione del Crédit agricole sui depositi dei notai, può concludere che questa nuova misura porrà fine agli aiuti al Crédit agricole oggetto del presente procedimento avviato ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE. Sulla base di tale impegno non risulta necessario esaminare la compatibilità degli aiuti in questione con il trattato né avviare il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 1, del trattato CE. La Commissione può pertanto chiudere il presente procedimento,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

1. Le misure adottate dalla Francia a favore del Crédit agricole in ordine alla raccolta e alla conservazione dei depositi dei notai nei comuni rurali costituiscono aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE.

2. Le misure di cui al paragrafo 1 sono aiuti preesistenti l'entrata in vigore del trattato. Dato l'impegno della Francia di sopprimerli entro il 1o aprile 2000, il presente procedimento è chiuso.

Articolo 2

La Francia informa la Commissione, entro il termine di due mesi a decorrere dalla notifica della presente decisione, dei provvedimenti adottati per sopprimere, entro il 1o aprile 2000, i diritti accordati al Crédit agricole sulla raccolta e sulla conservazione dei depositi dei notai.

Articolo 3

La Repubblica francese è destinataria della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, l'8 luglio 1999.

Per la Commissione

Karel Van Miert

Membro della Commissione

(1) GU C 144 del 9.5.1998, pag. 6.

(2) Secondo la classificazione dell'agenzia di valutazione Moody, a fine 1997.

(3) Ad eccezione dei comuni la cui popolazione è compresa tra 5001 e 30000 abitanti e dei comuni che fanno parte di un'agglomerazione con oltre 50000 abitanti, nonché dei comuni situati in zone di rinnovamento rurale e di economia di montagna, escluse le agglomerazioni con oltre 50000 abitanti.

(4) Tale commissione di fatto è un tasso di interesse annuo dell'1 % che si applica prorata temporis sull'ammontare dei depositi. Pertanto un deposito medio di 20 miliardi di FRF dà luogo ad un versamento di commissione ai notai ammontanti complessivamente a 200 milioni di FRF.

(5) Cfr. nota 1.

(6) Segreto d'affari.

(7) Segreto d'affari.

(8) Raccolta 1984, pag. 3809, punto 11 delle motivazioni.

(9) Raccolta 1994, pag. I-902, punto 13 delle motivazioni.

(10) Tassi nazionali nominali a tre mesi. Fonte: EC economic data pocket book, n. 12/1998, Commissione europea, Ufficio delle pubblicazioni delle Comunità europee.

(11) Banca centrale europea, "Possibili effetti dell'UME sui sistemi bancari dell'UE a medio e lungo termine" febbraio 1999, secondo i dati OCSE.

(12) Stesso riferimento, pag. 4.

(13) Banca centrale europea, bollettino mensile, aprile 1999. Banking in the euro area: structural features and trends.

(14) GU L 336 del 3.12.1989, pag. 14.

(15) Supponendo, per semplificare, un'imposta del 40 % sui risultati.

(16) Intervista in "Les Echos", mercoledì 10 febbraio 1999.

(17) Secondo una classifica stabilita dall'agenzia di valutazione Moody (citata dal quotidiano Le Monde 17/18 gennaio 1999), il Crédit Agricole alla fine del 1997 era il 5o gruppo bancario europeo in termini di attivi.

(18) Cfr. note precedenti 9-11.

(19) Esclusa la commissione dell'1 % versata ai notai sulla raccolta.