31998R1687

Regolamento (CE) n. 1687/98 del Consiglio del 20 luglio 1998 che modifica il regolamento (CE) n. 1749/96 della Commissione, relativamente al campo di applicazione dei beni e dei servizi dell'indice dei prezzi al consumo armonizzato

Gazzetta ufficiale n. L 214 del 31/07/1998 pag. 0012 - 0022


REGOLAMENTO (CE) N. 1687/98 DEL CONSIGLIO del 20 luglio 1998 che modifica il regolamento (CE) n. 1749/96 della Commissione, relativamente al campo di applicazione dei beni e dei servizi dell'indice dei prezzi al consumo armonizzato

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 2494/95 del Consiglio, del 23 ottobre 1995, relativo agli indici dei prezzi al consumo armonizzati (1), in particolare gli articoli 4 e 5, paragrafo 3,

vista la proposta della Commissione,

visto il parere della Banca centrale europea (2),

considerando che, ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 1, lettera b) del regolamento (CE) n. 2494/95, ogni Stato membro è tenuto a compilare un indice dei prezzi al consumo armonizzato (IPCA) a decorrere dal gennaio 1997; che l'obbligo di compilare tale indice non mette in discussione il diritto degli Stati membri di pubblicare i propri indici di inflazione nazionali e non armonizzati che desiderino eventualmente usare per scopi di politica nazionali;

considerando che il regolamento (CE) n. 1749/96 della Commissione, del 9 settembre 1996, sulle misure iniziali dell'avviamento del regolamento (CE) n. 2494/95 del Consiglio relativo agli indici dei prezzi al consumo armonizzati (3), definisce un campo di applicazione iniziale per gli IPCA che si limita ai beni e servizi contemplati dalla totalità o dalla maggior parte degli indici dei prezzi al consumo (IPC) nazionali; che i prezzi da rilevare per l'IPCA - in particolare il trattamento di sovvenzioni, abbuoni e rimborsi - richiedono definizioni armonizzate; che la copertura geografica e demografica degli IPCA deve essere ancora specificata;

considerando che ai sensi dell'articolo 3 del regolamento (CE) n. 2494/95 l'IPCA deve essere basato sui prezzi dei beni e servizi acquistabili nel territorio economico dello Stato membro e destinati al soddisfacimento diretto della domanda dei consumatori; che i prezzi non effettivamente pagati dai consumatori per tali acquisti, i costi di opportunità o i pagamenti di interessi, non si prestano ai raffronti internazionali dell'inflazione dei prezzi al consumo;

considerando che è riconosciuto che le variazioni dei rimborsi anche se possono non avere alcun effetto sulla misura dell'inflazione in un contesto più ampio, costituiscono tuttavia un elemento essenziale del processo inflazionistico che interessa i consumatori e che, di conseguenza, l'IPCA deve tenerne conto;

considerando che il comitato del programma statistico (CPS) non ha formulato un parere entro il termine fissato dal suo presidente; che pertanto, a norma dell'articolo 14, paragrafo 2 del regolamento (CE) n. 2494/95, la Commissione deve sottoporre senza indugio al Consiglio una proposta in merito alle misure da adottare,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Il regolamento (CE) n. 1749/96 è modificato come segue:

1) L'allegato I è sostituito dagli allegati Ia e Ib del presente regolamento;

2) Al primo trattino dell'articolo 1 è soppressa la parola «iniziale».

3) La lettera a) dell'articolo 2 è sostituita dal testo seguente:

«a1) Per "campo di applicazione" dell'IPCA si intendono i beni ed i servizi inclusi nella spesa per consumi finali delle famiglie in termini monetari di cui alla lettera a2). Il campo di applicazione è suddiviso secondo le categorie e sottocategorie a 4 cifre della classificazione figurante nell'allegato Ia, derivata dalla classificazione internazionale COICOP e designata come COICOP/IPCA (Classificazione dei consumi individuali secondo la funzione adattata alle esigenze degli IPCA).

a2) Per "spesa per consumi finali delle famiglie in termini monetari" si intende la parte di spesa per consumi finali sostenuta dalle famiglie in transazioni monetarie in uno o entambi i periodi di tempo raffrontati e specificata nell'allegato Ib. Salvo indicazione contraria, l'allegato Ib segue le definizioni adottate nel Sistema europeo dei conti (SEC) 1995 contenuto nel regolamento (CE) n. 2223/96 (*). La "spesa per consumi finali delle famiglie in termini monetari" consiste nella spesa sostenuta per beni e servizi utilizzati per il soddisfacimento diretto delle esigenze o fabbisogni individuali da parte di:

a2a) famiglie residenti sul territorio nazionale o all'estero, o

a2b) famiglie residenti e non residenti sul territorio nazionale, o

a2c) popolazione delle famiglie nell'ambito dell'indagine nazionale sui bilanci di famiglia.

a3) I prezzi utilizzati nell'IPCA sono i prezzi d'acquisto pagati dalle famiglie per acquistare beni e servizi individuali in operazioni monetarie. Qualora i consumatori abbiano potuto disporre a titolo gratuito di beni e servizi, per i quali successivamente sia loro richiesto il pagamento effettivo di un prezzo, la variazione dal prezzo 0 al prezzo effettivo, e viceversa, deve essere presa in considerazione nel calcolo dell'IPCA.

a4) Le "ponderazioni" dell'IPCA rappresentano la spesa aggregata delle famiglie per ogni categoria di beni e servizi considerata dall'IPCA, espressa come percentuale della spesa complessiva per tutti i beni e i servizi contemplati;

(*) GU L 310 del 13. 11. 1996, pag. 1.».

4) L'articolo 3 è sostituito dal seguente:

«Articolo 3

Campo di applicazione

1. Sono considerati comparabili gli IPCA stabiliti sulla base di variazioni di prezzo e di ponderazioni per ogni categoria di spesa per consumi finali delle famiglie in termini monetari di cui all'allegato Ia rappresentante almeno l'1 per 1 000 della spesa totale coperta da tutte le categorie incluse, come specificato nell'articolo 3, paragrafo 2.

2. Il campo di applicazione dell'IPCA viene ampliato secondo le seguenti modalità:

a) A partire dalla compilazione dell'IPCA per il gennaio 1997, gli Stati membri elaborano i dati raccolti per le categorie indicate nella colonna "campo di applicazione iniziale" dell'allegato Ia;

b) al momento (non prima) della compilazione dell'IPCA per il dicembre 1999, gli Stati membri elaborano i dati raccolti anche per le categorie indicate nella colonna "dicembre 1999" dell'allegato Ia.»

5) Nell'articolo 4 il termine «allegato I» è sostituito da «allegato Ia».

Articolo 2

Tenendo conto delle opinioni del comitato istituito ai sensi della decisione 89/382/CEE, Euratom (4), la Commissione, entro due anni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, redige una relazione e la sottopone al Consiglio. La relazione valuta il funzionamento delle disposizioni contenute nel presente regolamento, in particolare la nozione di spesa per consumi finali delle famiglie in termini monetari relativamente a concetti alternativi pertinenti. Alla luce di tale relazione, la Commissione può, se del caso, proporre al Consiglio adeguate iniziative ai fini della modifica del presente regolamento.

Articolo 3

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, addì 20 luglio 1998.

Per il Consiglio

Il presidente

W. MOLTERER

(1) GU L 257 del 27. 10. 1995, pag. 1.

(2) Parere reso il 14 luglio 1998 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale).

(3) GU L 229 del 10. 9. 1996, pag. 3.

(4) GU L 181 del 28. 6. 1989, pag. 47.

ALLEGATO Ia

Il campo di applicazione dell'IPCA include le seguenti categorie della COICOP/IPCA:

>SPAZIO PER TABELLA>

ALLEGATO Ib

A. DEFINIZIONE DELLA SPESA PER CONSUMI FINALI DELLE FAMIGLIE IN TERMINI MONETARI

1. Il settore delle famiglie comprende individui o gruppi di individui (cfr. definizione nel SEC, 2.76.a e 2.76.b) e può includere o meno le collettività (cfr. definizione nel SEC, 2.76.b).

2. Una famiglia residente ha il suo centro di interesse economico nel territorio economico dello Stato membro, che può comprendere o meno le zone franche territoriali o extra territoriali (cfr. definizione nel SEC, 2.04-2.07).

3. Un'operazione monetaria è un flusso economico che costituisce una interazione consensuale tra unità istituzionali in cui le unità in questione effettuano o ricevono pagamenti, contraggono passività o ricevono attività espresse in unità di moneta. Per convenzione la raccolta di rifiuti domestici verrà considerata come un'interazione consensuale. Le operazioni che non riguardano scambi di denaro o attività o passività espresse in unità di moneta, sono operazioni non monetarie. Le operazioni non monetarie cui partecipa più di una unità istituzionale riguardano operazioni sui prodotti (baratto di prodotti), operazioni di distribuzione e di redistribuzione (retribuzioni in natura, trasferimenti in natura, ecc.) ed altre operazioni (baratto di attività non finanziarie non prodotte).

La spesa per consumi finali delle famiglie in termini monetari comprende i seguenti casi limite:

4. Comprende voci non trattate come consumi intermedi, ad esempio l'occorrente per le piccole riparazioni e la decorazione normalmente effettuate dagli inquilini come pure dai proprietari, e l'occorrente per la riparazione e la manutenzione di beni di consumo durevoli compresi i veicoli.

5. Comprende voci non trattate come investimenti, in particolare i beni di consumo durevoli, che continuano a svolgere la propria funzione durante più periodi contabili; ciò include il trasferimento di proprietà di alcuni beni durevoli da un'impresa a una famiglia.

6. Comprende i servizi finanziari addebitati direttamente.

7. Comprende i servizi di assicurazione contro i danni per l'ammontare del compenso del servizio implicito.

8. Comprende tutte le spese finanziate con gli indennizzi di assicurazione contro i danni, inclusi i pagamenti effettuati direttamente dalle imprese di assicurazione ad autorimesse, ospedali, medici, ecc. Ciò implica che il prezzo complessivo pagato dalle famiglie o dalle imprese di assicurazione alle autorimesse, ospedali, medici, ecc. è coperto dall'IPCA.

Gli indennizzi di assicurazione contro i danni sono le somme che le imprese di assicurazione sono tenute a versare a titolo di liquidazione dei danni subiti da persone o cose. Essi rappresentano trasferimenti correnti dalle imprese di assicurazione alle famiglie beneficiarie e, di conseguenza, rientrano nel reddito disponibile delle famiglie. Ogni spesa effettuata in conseguenza, ad esempio pagamenti ad autorimesse, ospedali o medici è trattata come sostenuta dalle famiglie e non dalle imprese di assicurazione. È irrilevante il fatto che le famiglie sostengano effettivamente la spesa prima del pagamento degli indennizzi, caso che appare allora come rimborso in materia di sicurezza sociale, oppure che i pagamenti siano effettuati direttamente dalle imprese di assicurazione alle autorimesse, ospedali, ecc. In quest'ultimo caso le imprese sono trattate unicamente come agenti per conto delle famiglie, considerate come sostenitrici delle spese.

9. Comprende gli esborsi sostenuti dalle famiglie per ottenne il rilascio di licenze, permessi, ecc., considerati acquisti di servizi. Tuttavia, se le amministrazioni pubbliche sfruttano il rilascio di licenze per svolgere una funzione di regolamentazione (ad es., per verificare la competenza o le qualifiche di colui che le richiede) i versamenti dovrebbero essere considerati come spese per l'acquisto di servizi dalle amministrazioni pubbliche e i prezzi rilevati nell'IPCA, mentre se il rilascio di licenze avviene automaticamente dietro pagamento dell'importo dovuto, i versamenti dovrebbero essere considerati come imposte dirette e non prezzi. Le patenti di guida o i brevetti di pilota, i canoni di abbonamento alla radio e alla televisione, il porto d'armi, l'accesso a musei o biblioteche, le tasse per la raccolta dei rifiuti, ecc. sono considerati nella maggior parte dei casi come acquisti di beni erogati dalle amministrazioni pubbliche, mentre i diritti per utilizzare veicoli, natanti o aeromobili sono considerati nella maggior parte dei casi come imposte.

10. Comprende l'acquisto di prodotti a prezzi economicamente non significativi, ad es. biglietti d'ingresso a un museo.

La spesa per consumi finali delle famiglie in termini monetari non comprende i seguenti casi limite:

11. Non comprende i redditi in natura, che non rappresentano un'operazione monetaria (sebbene, secondo il SEC 3.76.b, essi siano compresi nella spesa per consumi finali).

12. a) Non comprende i trasferimenti sociali in natura ricevuti dalle famiglie, incluse le parti di spesa inizialmente sostenuta dalle famiglie ma successivamente rimborsata dagli enti di sicurezza sociale, dalle amministrazioni pubbliche o dalle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie, ad esempio per spese mediche o in materia di istruzione. Allorché una famiglia acquista un bene o un servizio per il quale è successivamente rimborsata, in tutto o in parte, si può considerare che la famiglia agisca per conto dell'ente di previdenza e di assistenza sociale, delle amministrazioni pubbliche o delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie. Gli importi rimborsati alle famiglie sono considerati come trasferimenti sociali in natura effettuati dall'ente di previdenza e di assistenza sociale, dalle amministrazioni pubbliche o dalle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie. Essi non sono contabilizzati come trasferimenti in denaro alle famiglie e non formano parte del reddito disponibile delle famiglie. Questo metodo di contabilità conduce allo stesso risultato di quando un ente di previdenza e di assistenza sociale acquista i beni ed i servizi, prodotti da produttori di beni e servizi destinabili alla vendita e, successivamente, li rivende alle famiglie a prezzi inferiori a quelli di mercato. Ciò implica che il prezzo rilevato per l'IPCA è l'importo pagato dalla famiglia diminuito del rimborso.

b) Tutti gli altri rimborsi effettuati dalle amministrazioni pubbliche, in particolare nel caso delle abitazioni, gli importi versati agli inquilini allo scopo di rendere meno onerosi i fitti da questi pagati (inclusi i versamenti effettuati a discrezione dell'inquilino direttamente al proprietario) sono considerati prestazioni sociali in denaro e, di conseguenza, rientrano nel reddito disponibile delle famiglie. Ciò implica che l'IPCA comprende il prezzo complessivo del bene o del servizio prima del rimborso.

13. Non comprende i servizi di abitazione per gli alloggi occupati dai rispettivi proprietari, in quanto non rappresentano operazioni monetarie (sebbene, in base al SEC 3.76a, essi. rientrino nella spesa per consumi finali).

14. Non comprende l'acquisto di abitazioni e di beni considerati come acquisto di beni non prodotti, in particolare l'acquisto di terreno.

15. Non comprende la spesa sostenuta dal proprietario-occupante per opere di decorazione, manutenzione e riparazione dell'abitazione diverse da quelle normalmente eseguite dagli inquilini.

16. Non comprende la spesa sostenuta per oggetti di valore.

17. Non comprende la spesa sostenuta per ragioni di lavoro dalle famiglie proprietarie di imprese non costituite in società.

18. Non comprende le imposte correnti sul reddito e sul patrimonio, che rappresentano pagamenti obbligatori unilaterali, in denaro o in natura, riscossi periodicamente dalle amministrazioni pubbliche e dal resto del mondo sul reddito e sul patrimonio delle unità istituzionali, nonché talune imposte periodiche che non sono basate né sul reddito né sul patrimonio. Altre imposte correnti includono tutti gli esborsi sostenuti dalle famiglie per licenze considerate come imposte, ad esempio il diritto di possedere o di utilizzare veicoli, natanti o aeromobili, ecc.

19. a) Non comprende le quote di associazione, i contributi ed i diritti versati dalle famiglie alle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie, quali sindacati, enti professionali, associazioni dei consumatori, associazioni religiose ed associazioni sociali, culturali, ricreative e sportive.

b) Peraltro, se un club, un sindacato, un ente o un'associazione possono essere considerati come produttori di beni e servizi destinabili alla vendita che vendono i propri servizi a prezzi economicamente significativi, il che è spesso il caso, sebbene la personalità giuridica possa essere quella di organizzazione senza scopo di lucro, in questo caso le quote di associazione, i contributi e i diritti versati dalle famiglie sono considerati come remunerazione di servizi prestati - non come trasferimento - e, di conseguenza rientrano nell'IPCA.

20. Non comprende i trasferimenti volontari in denaro o in natura dalle famiglie a enti di beneficenza o ad organizzazioni di aiuto e assistenza.

21. Non comprende i pagamenti di redditi da capitale, inclusi gli interessi. I redditi da capitale sono i redditi percepiti dai proprietari di attività finanziarie o di beni materiali non prodotti quale corrispettivo per aver messo tali attività a disposizione di un'altra unità istituzionale. In funzione delle caratteristiche dello strumento finanziario concordato tra le parti, gli interessi rappresentano l'importo che il debitore è tenuto a corrispondere al creditore nel corso di un dato periodo di tempo senza ridurre l'ammontare del capitale da rimborsare.

22. Non comprende i contributi sociali obbligatori o volontari, ad esempio i contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro versati agli enti di previdenza e di assistenza sociale, alle imprese di assicurazione o ai fondi pensione autonomi e non autonomi che gestiscono sistemi di assicurazione sociale, al fine di garantire prestazioni sociali ai propri dipendenti, né i contributi sociali a carico dei lavori dipendenti versati agli enti di previdenza e di assistenza sociale, ai sistemi privati con costituzione di riserve e ai sistemi senza costituzione di riserve.

23. Non comprende i servizi di assicurazione sulla vita e i servizi pensionistici (sebbene, in base al SEC 3.76.f e g, tali servizi siano inclusi nella spesa finale per consumi per l'ammontare del compenso del servizio implicito).

24. Non comprende i premi netti di assicurazione contro i danni. Si tratta dei premi da pagare in forza di contratti di assicurazione stipulati da unità istituzionali. I contratti di assicurazione stipulati da singole famiglie sono quelli conclusi su loro iniziativa e a proprio beneficio, senza l'intervento dei datori di lavoro o delle amministrazioni pubbliche e al di fuori di qualsiasi sistema di assicurazione sociale. I premi netti di assicurazione contro i danni comprendono sia i premi effettivi pagati dagli assicurati per garantirsi la copertura assicurativa durante il periodo contabile (premi guadagnati) sia i premi supplementari derivanti dai redditi da capitale attribuiti agli assicurati al netto del compenso del servizio prestato dalle imprese di assicurazione. (N.B.: l'ammontare del servizio rientra nella spesa per consumi finali delle famiglie in termini monetari!). I premi netti di assicurazione contro i danni sono gli importi pagati per garantirsi una copertura assicurativa contro diversi eventi o rischi che danneggino cose o proprietà o arrechino danni a persone, per cause naturali o provocate dall'uomo - incendi, inondazioni, incidenti, collisioni, naufragio, furto, violenza, malattia, ecc. - oppure contro i rischi di perdite finanziarie derivanti da malattia, disoccupazione, infortunio, ecc.

25. Non comprende i trasferimenti correnti tra famiglie, che consistono in tutti i trasferimenti correnti in denaro o in natura che le famiglie residenti effettuano a favore di altre famiglie residenti o non residenti, o che esse ricevono da queste.

26. Non comprende ammende e multe. Queste sono inflitte alle unità istituzionali da organi giurisdizionali o simili e sono considerate trasferimenti correnti obbligatori. Non comprende nemmeno le pene pecuniarie inflitte dalle autorità fiscali per evasione fiscale o ritardato pagamento di imposte che non possono essere distinte dalle relative imposte.

27. Non comprende concorsi a premi e scommesse, né il compenso del servizio riconosciuto all'unità che organizza il concorso o accetta la scommessa, né il trasferimento corrente residuo a favore dei vincitori (sebbene, in base al SEC 4.135, il compenso del servizio sia incluso nella spesa per consumi finali).

B. DEFINIZIONE DEL PREZZO

28. Il prezzo di acquisto è il prezzo effettivamente pagato dall'acquirente per i prodotti al momento dell'acquisto, incluse eventuali imposte al netto dei contributi ai prodotti, al netto di eventuali sconti rispetto ai prezzi o agli oneri standard per acquisti di grandi quantitativi o fuori stagione, esclusi gli interessi o gli oneri addebitati nell'ambito di convenzioni creditizie ed esclusi eventuali oneri accessori sostenuti in conseguenza del mancato pagamento entro il periodo fissato all'epoca dell'acquisto.

29. I beni e i servizi per consumi individuali («beni e servizi individuali») sono acquisiti da una famiglia e utilizzati per il soddisfacimento dei desideri e dei bisogni dei componenti di tale famiglia. I beni ed i servizi individuali presentano le seguenti caratteristiche:

a) deve essere possibile osservare e registrare l'acquisizione del bene o del servizio da parte di una singola famiglia o di un suo componente ed anche il momento in cui essa si è verificata;

b) la famiglia deve aver assentito alla fornitura del bene o servizio e deve intraprendere ogni azione necessaria per renderla possibile: ad esempio, frequentando una scuola o recandosi in ospedale;

c) il bene o il servizio deve avere natura tale che la sua acquisizione da parte di una famiglia o di una persona, o anche di un ristretto numero di persone, ne precluda l'acquisto ad altre famiglie o persone.

La spesa per consumi finali delle famiglie è interamente individuale. Per convenzione, tutti i beni e servizi forniti dalle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie sono considerati individuali.

Per convenzione, tutta la spesa per consumi finali delle amministrazioni pubbliche in materia di istruzione, sanità, previdenza e assistenza sociale, sport e tempo libero, cultura dovrebbe essere considerata spesa per servizi per consumi individuali, fatta eccezione per la spesa per l'amministrazione in generale, l'attività normativa, la ricerca, ecc. Inoltre la spesa per la fornitura di abitazioni, la raccolta di rifiuti domestici, la gestione dei sistemi di trasporto dovrebbe anch'essa essere considerata individuale. La spesa per consumi collettivi corrisponde alla parte restante della spesa per consumi finali delle amministrazioni pubbliche. Essa comprende in particolare: gestione e regolamentazione della società, tutela della sicurezza e difesa del territorio, mantenimento dell'ordine, attività legislativa e normativa, tutela della salute pubblica, protezione dell'ambiente, ricerca e sviluppo, infrastruttura e sviluppo economico.