31985L0591

Direttiva 85/591/CEE del Consiglio del 20 dicembre 1985 concernente l'istituzione di modalità di prelievo dei campioni e di metodi d'analisi comunitari per il controllo dei prodotti destinati all'alimentazione umana

Gazzetta ufficiale n. L 372 del 31/12/1985 pag. 0050 - 0052
edizione speciale finlandese: capitolo 13 tomo 15 pag. 0015
edizione speciale spagnola: capitolo 13 tomo 19 pag. 0054
edizione speciale svedese/ capitolo 13 tomo 15 pag. 0015
edizione speciale portoghese: capitolo 13 tomo 19 pag. 0054


DIRETTIVA DEL CONSIGLIO del 20 dicembre 1985 concernente l'istituzione di modalità di prelievo dei campioni e di metodi d'analisi comunitari per il controllo dei prodotti destinati all'alimentazione umana (85/591/CEE)

IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE, visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 100, vista la proposta della Commissione (1), visto il parere del Parlamento europeo (2), visto il parere del Comitato economico e sociale (3), considerando che la produzione, la fabbricazione, la commercializzazione e l'impiego delle derrate destinate all'alimentazione umana sono particolarmente rilevanti nella Comunità economica europea; considerando che le modalità di prelievo dei campioni ed i metodi di analisi utilizzati a questo scopo possono avere un'incidenza diretta sulla creazione e sul funzionamento del mercato comune e che pertanto occorre procedere alla loro armonizzazione; considerando che la determinazione di dette modalità di prelievo dei campioni nonché dei metodi di analisi costituisce una misura a carattere tecnico e scientifico; che è necessaria una procedura rapida per provvedere al loro sviluppo, miglioramento e completamento; che per agevolare l'attuazione di tali misure è opportuno fissare una procedura che instauri una stretta cooperazione fra gli stati membri e la Commissione nell'ambito del comitato permanente per le derrate alimentari, HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

Articolo 1

1. Nei casi in cui è necessario introdurre modalità di prelievo di campioni o metodi di analisi comunitari destinati a determinare la composizione, le caratteristiche di fabbricazione, condizionamento o etichettatura di derrate alimentari, queste modalità o metodi sono adottati dalla Commissione, ed eventualmente dal Consiglio, conformemente alla procedura prevista all'articolo 4.2. Il paragrafo 1 lascia impregiudicate le disposizioni particolari in vigore o che venissero adottate nel quadro di regolamentazioni comunitarie specifiche. 3. Per determinare la necessità di introdurre le misure previste al paragrafo 1, si terrà conto in particolare:a) del bisogno di assicurare un'applicazione uniforme della legislazione comunitaria;b)dell'esistenza di ostacoli agli scambi intracomunitari;c)del carattere permanente o ripetitivo dei criteri di cui alle lettere a) o b).

Articolo 2

1. Le direttive previste all'articolo 1 tengono conto delle conoscenze scientifiche o tecniche e in particolare delle modalità di prelievo di campioni e dei metodi d'analisi già provati. 2. Queste direttive prevedono termini appropriati per la loro applicazione da parte degli stati membri. 3. L'introduzione delle misure previste all'articolo 1, paragrafo 1, non impedisce agli stati membri di servirsi di altre modalità o metodi provati e scientificamente validi, a condizione che ciò non ostacoli la libera circolazione dei prodotti riconosciuti conformi alla regolamentazione in applicazione delle modalità o dei metodi comunitari. Tuttavia, in caso di divergenza d'interpretazione dei risultati, sono determinanti quelli ottenuti mediante modalità o metodi comunitari. 4. I metodi d'analisi da introdurre sono conformi ai criteri stabiliti nell'allegato. 5. Senza pregiudizio dell'articolo 3, le modifiche delle direttive esistenti rese necessarie dall'evoluzione scientifica e tecnica possono, su richiesta di uno stato membro, essere adottate secondo la procedura prevista all'arti- colo 4.

Articolo 3

1. Quando uno stato membro constata, sulla base di una motivazione circostanziata, che una misura adottata in conformità dell'articolo 1 è inappropriata in un particolare caso per ragioni tecniche o che in un particolare caso essa non è sufficientemente probante per consentire di esaminare un problema importante sul piano della salute umana, tale stato membro può sospendere provviso riamente sul suo territorio l'applicazione della misura in questione ed unicamente per il caso particolare. Ne informa immediatamente gli altri stati membri e la Commissione indicando i motivi della sua decisione. 2. La Commissione esamina, al più presto, le motivazioni addotte dallo stato membro interessato e procede alla consultazione degli stati membri in seno al comitato permanente per le derrate alimentari di cui all'articolo 4, poi esprime senza indugio un suo parere e prende le misure appropriate. 3. Se la Commissione ritiene che sono necessarie modifiche della misura adottata in conformità dell'articolo 1 al fine di rimediare alle difficoltà menzionate al paragrafo 1, essa avvia la procedura prevista all'articolo 4. In questo caso, lo stato membro che ha sospeso l'applicazione della misura comunitaria può mantenere tale sospensione fino all'entrata in vigore di queste modifiche.

Articolo 4

1. Qualora si ricorra alla procedura definita nel presente articolo, il comitato permanente per le derrate alimentari istituito mediante la decisione 69/414/CEE (1), qui di seguito denominato «comitato», è investito della questione dal suo presidente per iniziativa di quest'ultimo oppure su richiesta del rappresentante di uno stato membro. 2. Il rappresentante della Commissione presenta al comitato un progetto delle misure da attuare. Il comitato formula il suo parere in merito al progetto nel termine che il presidente può stabilire in relazione all'urgenza dei problemi. Il comitato si pronuncia a maggioranza di quarantacinque voti; ai voti degli stati membri è attribuita la ponderazione di cui all'articolo 148, paragrafo 2, del trattato. Il presidente non partecipa al voto. 3. a) La Commissione adotta le misure prospettate quando esse sono conformi al parere del comitato;b)se le misure prospettate non sono conformi al parere formulato dal comitato, o in mancanza di detto parere, la Commissione sottopone immediatamente al Consiglio una proposta relativa alle misure da adottare. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata;c)se, al termine di un periodo di tre mesi a decorrere dal momento in cui la proposta è stata presentata al Consiglio, quest'ultimo non ha deliberato, le misure proposte sono adottate dalla Commissione.

Articolo 5

Entro un termine di due anni a decorrere dalla notifica della presente direttiva (2), gli stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi ne informano immediatamente la Commissione.

Articolo 6

Gli stati membri sono destinatari della presente direttiva.

Fatto a Bruxelles, addì 20 dicembre 1985. Per il Consiglio Il Presidente R. STEICHEN

(1) GU n. C 53 del 24. 2. 1984, pag. 9.

(2) GU n. C 46 del 18. 2. 1985, pag. 95.

(3) GU n. C 44 del 15. 2. 1985, pag. 1.

(1) GU n. L 291 del 19. 11. 1969, pag. 9. (2) La presente direttiva è stata notificata agli stati membri il 23 dicembre 1985.