02014R0003 — IT — 16.10.2016 — 001.007


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►B

REGOLAMENTO DELEGATO (UE) N. 3/2014 DELLA COMMISSIONE

del 24 ottobre 2013

►C4  che integra il regolamento (UE) n. 168/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio in merito ai requisiti di sicurezza funzionale del veicolo per l'omologazione dei veicoli a motore a due o tre ruote e dei quadricicli ◄

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(GU L 007 del 10.1.2014, pag. 1)

Modificato da:

 

 

Gazzetta ufficiale

  n.

pag.

data

►M1

REGOLAMENTO DELEGATO (UE) 2016/1824 DELLA COMMISSIONE del 14 luglio 2016

  L 279

1

15.10.2016


Rettificato da:

►C1

Rettifica, GU L 239, 7.9.2016, pag.  4 (3/2014)

►C2

Rettifica, GU L 123, 16.5.2017, pag.  50 (2016/1824)

►C3

Rettifica, GU L 144, 8.6.2018, pag.  7 (2016/1824)

►C4

Rettifica, GU L 066, 7.3.2019, pag.  6 (3/2014)

►C5

Rettifica, GU L 139, 27.5.2019, pag.  17 (3/2014)




▼B

REGOLAMENTO DELEGATO (UE) N. 3/2014 DELLA COMMISSIONE

del 24 ottobre 2013

▼C4

che integra il regolamento (UE) n. 168/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio in merito ai requisiti di sicurezza funzionale del veicolo per l'omologazione dei veicoli a motore a due o tre ruote e dei quadricicli

▼B

(Testo rilevante ai fini del SEE)



CAPO I

OGGETTO E DEFINIZIONI

Articolo 1

Oggetto

Il presente regolamento fissa requisiti tecnici dettagliati e procedure di prova nel campo della sicurezza funzionale per l’omologazione e la sorveglianza del mercato di veicoli appartenenti alla categoria L e di sistemi, componenti e unità tecniche indipendenti destinati a tali veicoli ai sensi del regolamento (UE) n. 168/2013 e contiene un elenco di regolamenti UNECE con relative modifiche.

Articolo 2

Definizioni

Si applicano le definizioni di cui al regolamento (UE) n. 168/2013. Si applicano, inoltre, le seguenti definizioni:

1)

«dispositivo di segnalazione acustica» : dispositivo che segnala acusticamente la presenza, o la manovra, di un veicolo in una situazione pericolosa per la circolazione stradale, costituito da uno o più punti di emissione del suono eccitati da un’unica fonte di alimentazione o da più componenti, ciascuno dei quali emette un segnale sonoro e che funzionano simultaneamente in quanto azionati da un unico comando;

2)

«tipo di dispositivo di segnalazione acustica elettrico» : dispositivi di segnalazione acustica che non differiscono sostanzialmente tra loro, soprattutto per quanto segue: marchio di fabbrica o commerciale, principio di funzionamento, tipo di alimentazione elettrica (corrente continua, corrente alternata, aria compressa), forma esterna del suo involucro, forma e dimensioni delle membrane, forma o tipo dei punti di emissione del suono, frequenze nominali del suono, tensione nominale di alimentazione e, in caso di segnalatori alimentati direttamente da una fonte esterna di aria compressa, pressione nominale di funzionamento;

3)

«tipo di dispositivo di segnalazione acustica meccanico» : dispositivi di segnalazione acustica che non differiscono sostanzialmente tra loro, soprattutto per quanto segue: marchio di fabbrica o commerciale, principio di funzionamento, tipo di azionamento, forma esterna e dimensioni del campanello, costruzione interna;

4)

«tipo di veicolo riguardo al segnalatore acustico» : veicoli che non differiscono in aspetti essenziali come: numero di segnalatori acustici montati sul veicolo, tipo/tipi di segnalatori acustici montati sul veicolo, supporti impiegati per montare i segnalatori acustici sul veicolo, posizione e orientamento dei segnalatori acustici al volante, rigidità delle parti del telaio su cui i segnalatori acustici sono montati, forma e materiali delle parti di carrozzeria che possono influire sul livello del suono emesso dai segnalatori acustici e avere un effetto di mascheramento;

5)

«carrozzeria» : la struttura esterna del veicolo a motore che comprende paraurti, porte, montanti, pareti laterali, tetto, pavimento, paratia anteriore, divisorio posteriore e/o altri pannelli esterni;

6)

«tipo di veicolo riguardo all’impianto di frenatura» : veicoli che non differiscono in aspetti essenziali come: massa massima, distribuzione della massa tra gli assi, velocità massima di progetto del veicolo, dimensione degli pneumatici e dimensioni delle ruote nonché caratteristiche di progetto del sistema frenante e delle sue componenti;

7)

«tipo di veicolo riguardo alla sicurezza elettrica» : veicoli che non differiscono in aspetti essenziali come l’ubicazione di parti e componenti che conducono elettricità per l’intero impianto elettrico del veicolo, l’installazione del propulsore elettrico e del bus ad alta tensione collegato galvanicamente nonché la natura e il tipo del propulsore elettrico e delle componenti ad alta tensione collegate galvanicamente;

8)

«modo attivo di possibile messa in moto» : stato del veicolo quando, premendo il pedale dell’acceleratore (o un dispositivo di azionamento equivalente) o sbloccando il sistema frenante, il propulsore elettrico mette in moto il veicolo;

9)

«barriera» : parte che protegge da contatti diretti con parti sotto tensione, indipendentemente dalla direzione da cui provengono;

10)

«raccordo conduttore» : collegamento mediante connettori a una fonte di elettricità esterna quando il sistema ricaricabile di stoccaggio dell’energia (rechargeable energy storage system — REESS) viene ricaricato;

11)

«sistema ricaricabile di stoccaggio dell’energia (REESS)» : sistema ricaricabile di stoccaggio dell’energia che fornisce elettricità alla propulsione elettrica;

12)

«sistema di accoppiamento per ricaricare il REESS» : circuito elettrico usato per ricaricare il RESS da una fonte di elettricità esterna, comprendente l’ingresso nel veicolo;

13)

«contatto diretto» : contatto di persone con parti sotto tensione;

14)

«telaio elettrico» : serie di elementi conduttori, collegati elettricamente, il cui potenziale è preso come valore di riferimento;

15)

«circuito elettrico» : insieme di elementi interconnessi, destinato a essere messo sotto tensione in condizioni di funzionamento normali;

16)

«sistema di conversione dell’energia elettrica» : sistema che genera e fornisce energia elettrica per la propulsione elettrica;

17)

«motopropulsore elettrico» : circuito elettrico che comprende motore/i di trazione, REESS, sistema di conversione dell’energia elettrica, convertitori elettronici, relativi cablaggi e connettori e il sistema di accoppiamento per ricaricare il REESS;

18)

«convertitore elettronico» : dispositivo capace di controllare e/o convertire l’energia elettrica per la propulsione elettrica;

19)

«involucro» : parte che racchiude le unità interne e le protegge da contatti diretti indipendentemente dalla direzione da cui provengono;

20)

«parte conduttrice esposta» : parte conduttrice che può essere toccata se ricorre il grado di protezione IPXXB e che si carica elettricamente in condizioni di isolamento difettose;

21)

«fonte di energia elettrica esterna» : fonte di corrente elettrica alternata (AC) o continua (CC) all’esterno del veicolo;

22)

«alta tensione» : classificazione di una componente o di un circuito elettrico, se il valore quadratico medio (rms) della sua tensione di esercizio è > 60 V e ≤ 1 500  V (CC) o > 30 V e ≤ 1 000  V (CA);

23)

«bus ad alta tensione» : circuito elettrico comprendente il sistema d’accoppiamento per ricaricare il REESS e che funziona ad alta tensione;

24)

«contatto indiretto» : contatto di persone con parti conduttrici esposte;

25)

«parti sotto tensione» : parti conduttrici destinate a essere alimentate elettricamente in normali condizioni d’uso;

26)

«vano bagagli» : spazio del veicolo destinato ai bagagli, delimitato dal tetto, dal portellone, dal pavimento, da pareti laterali nonché dalla barriera e dall’involucro che proteggono l’apparato propulsore da contatti diretti con parti in tensione e separato dall’abitacolo da un pannello anteriore o posteriore;

27)

«sistema di bordo per il controllo della resistenza di isolamento» : dispositivo che controlla la resistenza di isolamento tra i bus ad alta tensione e i telai elettrici;

28)

«batteria di trazione di tipo aperto» : batteria di tipo liquido che richiede di essere riempita d’acqua e che genera idrogeno liberato nell’atmosfera;

29)

«abitacolo» : spazio destinato agli occupanti, limitato dal tetto, dal pavimento, da pareti laterali, da sportelli, dal vetro dei finestrini, dal pannello anteriore e posteriore, o dal portellone posteriore, nonché dalle barriere e dagli involucri che proteggono l’apparato propulsore da contatti diretti con parti sotto tensione;

30)

«grado di protezione» : protezione offerta da una barriera o da un involucro da contatti con parti sotto tensione, in una prova effettuata con un dito di prova (IPXXB) o un cavo per il calibro di accessibilità (IPXXD);

31)

«interruttore di servizio» : dispositivo di disattivazione del circuito elettrico a fini di manutenzione o controllo delle componenti elettriche quali il REESS e la pila a combustibile;

32)

«isolante solido» : strato isolante del cablaggio che isola parti sotto tensione da contatti diretti indipendentemente dalla direzione da cui provengono, rivestimenti che isolano parti sotto tensione dei connettori nonché vernici o pitture applicate a scopo isolante;

33)

«tensione d’esercizio» : valore quadratico medio (rms) più elevato della tensione di un circuito elettrico, stabilita dal fabbricante del veicolo per ciascun circuito indipendente e galvanicamente isolato, che può essere rilevato tra qualsiasi parte conduttrice in condizioni di circuito aperto o in condizioni di funzionamento normali;

34)

«tipo di veicolo riguardo alla durata» : veicoli che non differiscono sostanzialmente tra loro per caratteristiche generali di progetto, per gli impianti di fabbricazione e di assemblaggio del veicolo e delle componenti e per procedure di controllo e di garanzia della qualità;

35)

«tipo di veicolo riguardo alla struttura di protezione anteriore e posteriore» : veicoli che non differiscono tra loro in aspetti essenziali come forma e ubicazione di strutture, parti e componenti anteriori e posteriori del veicolo;

36)

«protezione» : dimensione di un bordo, stabilita in conformità all’allegato 3, paragrafo 2, del regolamento UNECE n. 26 ( 1 );

37)

«linea di base» : la linea definita al paragrafo 2.4. del regolamento UNECE n. 26;

38)

«struttura del veicolo» : parti del veicolo, come carrozzeria, componenti, paraurti, centine, collegamenti, pneumatici, ruote, parafanghi e vetrature, fatte di un materiale della durezza di almeno 60 Shore (A);

39)

«tipo di veicolo riguardo alla vetratura, ai tergicristalli e lavacristalli e ai dispositivi di sbrinamento e di disappannamento» : veicoli che essenzialmente non differiscono tra loro per la forma, le dimensioni, lo spessore e le caratteristiche del parabrezza e del suo montaggio, del tergicristallo e del lavacristallo e dei dispositivi di sbrinamento e disappannamento;

40)

«tergicristallo» : insieme costituito da un dispositivo atto a detergere la superficie esterna del parabrezza e dagli accessori e comandi necessari per azionare e fermare il dispositivo stesso;

41)

«raggio d’azione del tergicristallo» : superfici del parabrezza sulle quali agiscono le spazzole del tergicristallo in normali condizioni di funzionamento;

42)

«lavacristallo» : insieme di dispositivi atti a immagazzinare, convogliare e spruzzare un liquido sulla superficie esterna del parabrezza nonché dei comandi necessari per azionare e fermare il dispositivo stesso;

43)

«comando del lavacristallo» : dispositivo che serve all’attivazione e alla disattivazione manuali del lavacristallo;

44)

«pompa del lavacristallo» : dispositivo atto a convogliare il liquido dal serbatoio del lavacristallo alla superficie esterna del parabrezza;

45)

«ugello» : dispositivo che serve a dirigere il liquido sul parabrezza;

46)

«(sistema) del tutto approntato» : sistema che è stato attivato di solito per qualche tempo e nel quale, grazie alla pompa e ai raccordi tubolari, il liquido è stato convogliato e spruzzato dagli ugelli;

47)

«superficie detersa» : superficie precedentemente sporca che, una volta completamente asciutta, non presenta tracce di gocce e di sporco residuo;

48)

«zona di visibilità A» : zona di prova A, definita all’allegato 18, paragrafo 2.2, del regolamento UNECE n. 43 ( 2 );

49)

«interruttore generale del veicolo» : dispositivo che attiva l’elettronica di bordo facendola passare dallo stato di spegnimento, proprio del veicolo parcheggiato senza conducente a bordo, a quello di normale operatività;

50)

«tipo di veicolo riguardo all’identificazione di comandi, spie e indicatori» : veicoli che non differiscono in aspetti essenziali come numero, ubicazione e caratteristiche costruttive di comandi, spie e indicatori, tolleranze del meccanismo di misura del tachimetro, costante tecnica del tachimetro, gamma delle velocità indicate, rapporto generale di trasmissione, riduttori compresi, al tachimetro e designazioni delle dimensione minime e massime degli pneumatici;

51)

«comando» : qualsiasi parte del veicolo o componente direttamente azionata dal conducente che provoca una modifica nello stato o nel funzionamento del veicolo o di una delle sue parti;

52)

«spia» : segnale ottico che attesta l’attivazione di un dispositivo, la regolarità o meno di un funzionamento o di una condizione o un mancato funzionamento;

53)

«indicatore» : dispositivo che dà un’informazione sul buon funzionamento o sullo stato di un sistema o di parte di esso, come il livello di un liquido;

54)

«tachimetro» : dispositivo che indica al conducente la velocità puntuale del veicolo;

55)

«contachilometri» : dispositivo che indica la distanza percorsa da un veicolo;

56)

«simbolo» : diagramma a partire dal quale si identifica un comando, una spia o un indicatore;

57)

«spazio comune» : settore specifico in cui possono essere esposti più spie, indicatori, simboli e altre informazioni;

58)

«tipo di veicolo riguardo all’installazione di dispositivi di illuminazione» : veicoli che non differiscono in aspetti essenziali come dimensioni e forma esterna del veicolo, nonché numero, ubicazione e caratteristiche costruttive dei dispositivi di illuminazione e di segnalazione luminosa installati;

59)

«dispositivo di illuminazione» : lampada o catadiottro, omologati;

60)

«dispositivo di segnalazione luminosa» : dispositivo di illuminazione che può essere usato per segnalazioni;

61)

«(dispositivo di illuminazione) singolo» : dispositivo di illuminazione, o parte di esso, avente una sola funzione, una sola superficie illuminante e una o più sorgenti luminose; può anche essere costituito da due dispositivi d’illuminazione, indipendenti o raggruppati, identici o meno, aventi la stessa funzione, se essi sono installati in modo che le proiezioni delle loro superfici di uscita della luce su un dato piano trasversale occupano almeno il 60 % della superficie del rettangolo più piccolo che circoscriva le proiezioni di tali superfici di uscita della luce;

62)

«superficie di uscita della luce» di un dispositivo di illuminazione : l’intera superficie esterna, o parte di essa, del materiale trasparente indicato nella documentazione di omologazione; può comprendere la superficie illuminante o coincidere del tutto con essa e comprendere anche l’area che il dispositivo di illuminazione delimita completamente;

63)

«superficie illuminante» di un dispositivo di illuminazione : la superficie definita al paragrafo 2.7 del regolamento UNECE n. 53 ( 3 );

64)

«(dispositivo di illuminazione) indipendente» : dispositivo di illuminazione avente superficie illuminante, sorgente luminosa e contenitore distinti;

65)

«(dispositivi di illuminazione) raggruppati» : dispositivi di illuminazione aventi superfici illuminanti e sorgenti luminose distinte, ma un contenitore comune;

66)

«(dispositivi di illuminazione) combinati» : dispositivi di illuminazione aventi superfici illuminanti distinte ma sorgenti luminose e contenitore comuni;

67)

«(dispositivi di illuminazione) reciprocamente incorporati» : dispositivi aventi sorgenti luminose distinte o un’unica sorgente luminosa che funziona a diverse condizioni (differenze ottiche, meccaniche o elettriche), superfici illuminanti interamente o parzialmente comuni e un contenitore in comune;

68)

«proiettore abbagliante» : dispositivo usato per illuminare in profondità la strada davanti al veicolo (fascio abbagliante);

69)

«proiettore anabbagliante» : dispositivo usato per illuminare la strada davanti al veicolo senza abbagliare né disturbare indebitamente conducenti o altri utenti della strada provenienti dalla direzione opposta.

70)

«luce di posizione anteriore» : dispositivo usato per segnalare la presenza del veicolo quando viene visto dalla parte anteriore;

71)

«luce di marcia diurna» : luce rivolta verso l’avanti che rende il veicolo più facilmente visibile durante la circolazione diurna;

72)

«proiettore fendinebbia anteriore» : dispositivo usato per illuminare meglio la strada in caso di nebbia, neve, pioggia o nubi di polvere;

73)

«indicatore luminoso di direzione» : dispositivo per segnalare agli altri utenti della strada che il conducente intende cambiare direzione verso destra o verso sinistra;

74)

«segnale luminoso di pericolo» : funzionamento simultaneo di tutti gli indicatori luminosi di direzione per segnalare che il veicolo costituisce temporaneamente un particolare pericolo per gli altri utenti della strada;

75)

«luce di arresto» : dispositivo che segnala agli altri utenti della strada dietro al veicolo, che il conducente di quest’ultimo sta azionando il freno di servizio;

76)

«luce di posizione posteriore» : dispositivo usato per segnalare la presenza del veicolo quando viene visto dalla parte posteriore;

77)

«proiettore fendinebbia posteriore» : dispositivo usato per rendere il veicolo più facilmente visibile dalla parte posteriore in caso di nebbia, neve, pioggia o nubi di polvere;

78)

«proiettore di retromarcia» : dispositivo usato per illuminare la strada dietro al veicolo e segnalare gli altri utenti della strada che il veicolo effettua, o sta per effettuare, una retromarcia;

79)

«proiettore della targa d’immatricolazione posteriore» : dispositivo per illuminare lo spazio riservato alla targa di immatricolazione posteriore; può essere composto da vari elementi ottici;

80)

«catadiottro» : dispositivo che, riflettendo la luce proveniente da una sorgente luminosa estranea al veicolo stesso, segnala la presenza di un veicolo a un osservatore situato in prossimità di tale sorgente luminosa; sono escluse targhe di immatricolazione o adesivi retroriflettenti di limitazione della velocità;

81)

«catadiottro posteriore» : dispositivo usato per segnalare la presenza del veicolo quando viene visto dalla parte posteriore;

82)

«catadiottro laterale» : dispositivo usato per segnalare la presenza del veicolo quando viene visto da una posizione laterale;

83)

«luce di posizione laterale» : dispositivo che segnala la presenza del veicolo visto da una posizione laterale;

84)

«asse di riferimento» : asse caratteristico di un dispositivo, indicato nella documentazione di omologazione della componente, che serve da direzione di riferimento (H = 0°, V = 0°) per angoli di campo nelle misure fotometriche e nel montaggio della luce sul veicolo;

85)

«centro di riferimento» : intersezione dell’asse di riferimento con la superficie di uscita della luce; il centro di riferimento è specificato dal fabbricante del dispositivo di illuminazione;

86)

«visibilità geometrica» : angoli che determinano il quadrato in cui la superficie di uscita della luce del dispositivo di illuminazione è completamente visibile quando i rispettivi angoli (α verticali e β orizzontali) sono misurati al bordo esterno della superficie apparente e la luce è osservata da lontano; se all’interno del quadrato si trovano ostacoli che oscurano in parte la superficie di uscita della luce, essi sono accettabili se è provato che, nonostante tali ostacoli, sono rispettati i valori fotometrici prescritti per omologare il dispositivo di illuminazione in quanto componente;

87)

«piano longitudinale mediano del veicolo» : piano di simmetria del veicolo oppure, se il veicolo non è simmetrico, piano verticale longitudinale che passa attraverso il centro degli assi del veicolo;

88)

«spia di funzionamento» : segnale ottico o acustico (o altro segnale equivalente) indicante l’attivazione di un dispositivo e se questo funzioni correttamente o no;

89)

«spia di innesto» : spia che indica l’attivazione di un dispositivo ma non se questo funzioni correttamente o no;

90)

«tipo di veicolo riguardo alla visibilità posteriore» : veicoli che non differiscono in aspetti essenziali come dimensioni e forma esterna del veicolo, nonché numero, ubicazione e caratteristiche costruttive dei dispositivi installati di visione indiretta;

91)

«tipo di veicolo riguardo alla struttura di protezione antiribaltamento» : veicoli che non differiscono in aspetti essenziali come la struttura del veicolo il cui scopo essenziale è quello di attenuare o evitare per gli occupanti del veicolo rischi di ferimento grave dovuti al ribaltamento del veicolo in condizioni d’impiego normali;

92)

«zona libera» : spazio occupato da un manichino maschile del 50o percentile rappresentato in tutte le posizioni a sedere dal dispositivo antropomorfo di prova Hybrid III in posizione seduta normale;

93)

«tipo di veicolo riguardo alle cinture di sicurezza e ai loro ancoraggi» : veicoli che non differiscono in aspetti essenziali come le principali caratteristiche di progettazione e costruzione dei veicoli nonché degli ancoraggi delle cinture di sicurezza e numero, ubicazione e configurazione delle cinture di sicurezza montate;

94)

«sistema di aggiustamento» : dispositivo che permette di aggiustare le parti del sedile per adeguare la posizione a sedere alla morfologia dell’occupante; ciò può avvenire in senso longitudinale, verticale e/o angolare;

95)

«sistema di spostamento» : sistema di aggiustamento e bloccaggio che, facendo piegare lo schienale di sedili posti anteriormente ad altri sedili, permette ai passeggeri di accedere alla fila di sedili posteriore e di uscirne quando non esistono porte in corrispondenza di tale fila;

96)

«sella» : posto a sedere sul quale siede a cavalcioni il conducente del motociclo o il passeggero;

97)

«sedile» : posto a sedere diverso da una sella, munito di schienale cui può appoggiarsi la schiena del conducente o del passeggero;

98)

«schienale» : elemento strutturale collocato dietro il posto a sedere del punto R a un’altezza di almeno 450 mm sul piano verticale che attraversa il punto R al quale una persona seduta può appoggiare la schiena per rilassarsi;

99)

«manichino maschile del 50o percentile» : dispositivo antropomorfo per prove fisiche avente dimensioni e masse specificate oppure un modello virtuale, che rappresentano entrambi il corpo di un maschio medio;

100)

«ancoraggio effettivo della cintura di sicurezza» : punto della struttura del veicolo o della struttura del sedile o qualsiasi altra parte del veicolo cui deve essere montata fisicamente una cintura di sicurezza;

101)

«ancoraggio reale della cintura di sicurezza» : punto preciso nel veicolo, dotato di sufficiente rigidità da cambiare il percorso, l’orientamento e la direzione di una cintura di sicurezza indossata dall’occupante del veicolo e comprende il punto più vicino alla parte di cintura a contatto diretto ed effettivo con l’occupante;

102)

«posto a sedere anteriore» : posto a sedere singolo collocato anteriormente, che può essere raggruppato in una fila di vari altri posti a sedere;

103)

«posto a sedere posteriore» : posto a sedere singolo collocato posteriormente all’asse di un posto a sedere anteriore e che può essere raggruppato in una fila di più posti a sedere;

104)

«linea di riferimento del tronco» : asse del tronco definito dal fabbricante del veicolo per ogni posto a sedere e determinato in conformità all’allegato 3 del regolamento UNECE n. 17 ( 4 );

105)

«inclinazione del tronco» : angolo compreso tra l’asse verticale e l’asse del tronco;

106)

«posizione teorica» : posizione in cui un dispositivo, come un sedile, può essere aggiustato in modo che tutte le relative impostazioni corrispondano per quanto possibile a una determinata posizione;

107)

«ISOFIX» : sistema che permette di fissare ai veicoli i sistemi di ritenuta per bambini (SRB), munito di due ancoraggi rigidi sul veicolo, cui corrispondono due fissaggi rigidi sull’SRB e di un sistema per limitare la rotazione longitudinale dell’SRB;

108)

«tipo di veicolo riguardo ai posti a sedere» : veicoli che non differiscono tra loro per aspetti essenziali come forma, ubicazione e numero di sedili o delle selle;

109)

«manichino femminile adulto del 50o percentile» : dispositivo antropomorfo per prove fisiche avente dimensioni e masse specificate oppure un modello virtuale, che rappresentano entrambi il corpo di una donna non molto grande;

110)

«tipo di veicolo riguardo alle capacità, caratteristiche e idoneità alla sterzata» : veicoli che non differiscono per aspetti essenziali come caratteristiche del meccanismo dello sterzo, dispositivi di retromarcia e differenziali bloccanti, se tali dispositivi sono montati sul veicolo;

111)

«raggio di sterzata» : cerchio, al cui interno si collocano le proiezioni al suolo di tutti i punti del veicolo, specchi retrovisori esclusi, quando il veicolo descrive una traiettoria circolare;

112)

«vibrazione anomala» : vibrazione notevolmente diversa da una vibrazione normale e costante, in cui si avvertono uno o più forti aumenti non intenzionali dell’ampiezza della vibrazione e che richiede un aumento delle forze sterzanti che sono incostanti e di natura imprevedibile;

113)

«tipo di veicolo riguardo al montaggio degli pneumatici» : veicoli che non differiscono in aspetti essenziali come tipo degli pneumatici, designazioni delle dimensione minime e massime degli pneumatici, dimensioni e offset del cerchione nonché velocità e capacità di carico sopportabili e caratteristiche dei parafanghi della ruota;

114)

«offset del cerchione» : distanza tra il piano d’ancoraggio del cerchione al mozzo della ruota e il piano centrale del cerchione stesso;

115)

«pneumatico di scorta a uso temporaneo» : pneumatico diverso da quelli che equipaggiano il veicolo in normali condizioni di guida e destinato solo a un uso temporaneo in condizioni di guida sottoposte a particolari restrizioni;

116)

«limite massimo di carico» : massa che uno pneumatico può sopportare se impiegato secondo i requisiti che ne regolano l’uso specificati dal fabbricante dello pneumatico, espressa come indice della capacità di carico;

117)

«indice della capacità di carico» : numero legato al limite massimo di carico dello pneumatico e relativo alla definizione di cui al paragrafo 2.26 del regolamento UNECE n. 75 ( 5 ), al paragrafo 2.28 del regolamento UNECE n. 30 ( 6 ), al paragrafo 2.27 del regolamento UNECE n. 54 ( 7 ), e al paragrafo 2.28 del regolamento UNECE n. 106 ( 8 );

118)

«simbolo della categoria di velocità» : simbolo di cui al paragrafo 2.28 del regolamento UNECE n. 75, al paragrafo 2.29 del regolamento UNECE n. 30, al paragrafo 2.28 del regolamento UNECE n. 54 e al paragrafo 2.29 del regolamento UNECE n. 106;

119)

«tipo di veicolo riguardo alla targhetta di limitazione della velocità massima e alla sua ubicazione sul veicolo» : veicoli che non differiscono tra loro per aspetti essenziali come la velocità massima di progetto del veicolo e come il materiale, l’orientamento e le caratteristiche costruttive della targhetta di limitazione della velocità massima;

120)

«superficie virtualmente piana» : superficie di materiale solido, con un raggio di curvatura di almeno 5 000  mm;

121)

«tipo di veicolo riguardo alle finiture interne e alle porte» : veicoli che non differiscono tra loro per aspetti essenziali come le caratteristiche costruttive delle loro finiture interne, il numero e la posizione dei sedili e le porte;

122)

«livello del cruscotto» : linea definita dai punti di contatto di tangenti verticali al cruscotto o linea che si trova a livello del piano orizzontale che coincide con il punto R del posto a sedere del conducente nel caso in cui quest’ultimo si trovi a un’altezza superiore a uno dei punti di tangenza in questione;

123)

«bordi di contatto» : bordi che possono entrare in contatto con la superficie di un apparecchio di prova e che possono appartenere a strutture, elementi o componenti situati ovunque nel veicolo — come pavimento, pareti, porte, finestrini, tetto, montanti del tetto, centine, ante parasole, cruscotto, comando dello sterzo, sedili, poggiatesta, cinture di sicurezza, leve, pomelli, coperture, comparti e luci dell’abitacolo - senza doversi limitare ad essi;

124)

«porta» : qualsiasi struttura o materiale che deve essere aperto, spostato, piegato, separato, fatto scorrere o mosso in qualunque altro modo per permettere a una persona di entrare o uscire dal veicolo;

125)

«centro della porta» : ubicazione dimensionale, in un piano verticale parallelo al piano longitudinale centrale del veicolo, che coincide con il centro di gravità della porta;

126)

«tipo di veicolo riguardo alla potenza nominale continua o netta massima e/o alla limitazione di progetto della velocità del veicolo» : veicoli che non differiscono in aspetti essenziali come la potenza massima continua del motore elettrico e/o a scoppio, la velocità massima di progetto del veicolo e le caratteristiche costruttive di dispositivi e metodi usati per limitare efficacemente la velocità massima conseguibile dal veicolo e/o la sua potenza;

127)

«tipo di veicolo riguardo alla compattezza strutturale» : veicoli che non differiscono in aspetti essenziali come le caratteristiche costruttive delle giunture meccaniche come saldature e giunture filettate, del telaio, dell’autotelaio e/o della carrozzeria del veicolo e del modo in cui essa è irrigidita.



CAPO II

OBBLIGHI DEI FABBRICANTI

Articolo 3

Requisiti di montaggio e di dimostrazione attinenti alla sicurezza funzionale

1.  
I sistemi, le componenti e le unità tecniche indipendenti che incidono sulla sicurezza funzionale, di cui i fabbricanti muniscono i veicoli appartenenti alla categoria L devono essere progettati, costruiti e montati in modo da permettere al veicolo, usato normalmente e mantenuto secondo le prescrizioni del fabbricante, di soddisfare i requisiti tecnici dettagliati e le procedure di prova. In conformità agli articoli da 6 a 22, i fabbricanti devono dimostrare all’autorità di omologazione mediante prove fisiche di dimostrazione che i veicoli appartenenti alla categoria L resi disponibili sul mercato, immatricolati o messi in servizio nell’Unione sono conformi alle prescrizioni di sicurezza funzionale di cui agli articoli 18, 20, 22 e 54 del regolamento (UE) n. 168/2013 e soddisfano i requisiti tecnici dettagliati e le procedure di prova di cui al presente regolamento.
2.  
I ►M1  fabbricanti di componenti ed equipaggiamenti ◄ devono dimostrare che le parti e i dispositivi di ricambio resi disponibili sul mercato o messi in servizio nell’Unione sono omologati in conformità alle prescrizioni del regolamento (UE) n. 168/2013, come specificato dai requisiti tecnici dettagliati e dalle procedure di prova di cui al presente regolamento. Un veicolo omologato appartenente alla categoria L munito di una parte o di un dispositivo di ricambio siffatti deve soddisfare gli stessi requisiti delle prove di sicurezza funzionale e ottenere gli stessi valori limite di prestazione di un veicolo munito di una parte o di un dispositivo originale che soddisfa i requisiti di durata almeno pari a quelli di cui all’articolo 22, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 168/2013.
3.  
I fabbricanti devono presentare all’autorità di omologazione una descrizione dei provvedimenti presi per impedire alterazioni e modifiche al sistema di gestione del gruppo motore, centraline di controllo della sicurezza funzionale comprese.

Articolo 4

Applicazione dei regolamenti UNECE

1.  
Alle omologazioni devono essere applicati i regolamenti UNECE e le modifiche ad essi apportate di cui all’allegato I del presente regolamento.
2.  
I riferimenti dei regolamenti UNECE ai veicoli appartenenti alle categorie L1, L2, L3, L4, L5, L6 ed L7 si intendono fatti rispettivamente ai veicoli appartenenti alle categorie L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e ed L7e di cui al presente regolamento, comprese le sottocategorie.
3.  
I veicoli con velocità massima di progetto ≤ 25 km/h devono essere conformi a tutti i requisiti pertinenti prescritti per i veicoli con velocità massima di progetto > 25 km/h.

Articolo 5

Specifiche tecniche relative alla sicurezza funzionale e alle procedure di prova

1.  
Le procedure di prova finalizzate alla sicurezza funzionale devono essere effettuate in conformità ai requisiti di prova previsti dal presente regolamento.
2.  
Le procedure di prova devono essere svolte o certificate dall’autorità di omologazione o dal servizio tecnico se autorizzato dall’autorità di omologazione,.
3.  
I metodi di misurazione e i risultati delle prove vanno notificati all’autorità di omologazione nella forma di una relazione di prova di cui all’articolo 72, lettera g) del regolamento (UE) n. 168/2013.

Articolo 6

Requisiti che si applicano ai dispositivi di segnalazione acustica

Occorre effettuare le procedure di prova e verificare i requisiti di prestazione che si applicano ai dispositivi di segnalazione acustica di cui all’allegato II (B1) del regolamento (UE) n. 168/2013, in conformità all’allegato II del presente regolamento.

Articolo 7

Requisiti che si applicano ai freni, inclusi i sistemi antibloccaggio e i sistemi di frenatura combinata, se il veicolo ne è munito

Le procedure di prova e i requisiti di prestazione che si applicano ai freni, inclusi i sistemi antibloccaggio e i sistemi di frenatura combinata, di cui all’allegato II (B2) e all’allegato VIII del regolamento (UE) n. 168/2013, devono essere effettuati e verificati in conformità ai requisiti elencati all’allegato III del presente regolamento.

Articolo 8

Requisiti che si applicano alla sicurezza elettrica

Occorre effettuare le procedure di prova e verificare i requisiti di prestazione che si applicano alla sicurezza elettrica di cui all’allegato II (B3) del regolamento (UE) n. 168/2013, in conformità ai requisiti di cui all’allegato IV del presente regolamento.

Articolo 9

Requisiti che si applicano alla dichiarazione del fabbricante sulla prova di resistenza di sistemi, parti ed equipaggiamenti critici relativi alla sicurezza funzionale

La dichiarazione del fabbricante sulla prova di resistenza di sistemi, parti ed equipaggiamenti critici relativi alla sicurezza funzionale di cui all’allegato II (B4) del regolamento (UE) n. 168/2013, devono soddisfare i requisiti di cui all’allegato V del presente regolamento.

Articolo 10

Requisiti che si applicano alle strutture protettive anteriori e posteriori

Occorre effettuare le procedure di prova e verificare i requisiti di prestazione che si applicano alle strutture protettive anteriori e posteriori di cui all’allegato II (B5) del regolamento (UE) n. 168/2013, in conformità ai requisiti di cui all’allegato VI del presente regolamento.

Articolo 11

Requisiti che si applicano ai vetri, tergicristalli e lavacristalli nonché dispositivi di sbrinamento e di disappannamento

Occorre effettuare le procedure di prova e verificare i requisiti di prestazione che si applicano ai vetri, tergicristalli e lavacristalli nonché dispositivi di sbrinamento e di disappannamento di cui all’allegato II (B6) del regolamento (UE) n. 168/2013, in conformità all’allegato VII del presente regolamento.

Articolo 12

Requisiti che si applicano ai comandi azionati dal conducente e comprendenti l’identificazione dei comandi, le spie e gli indicatori

Occorre effettuare le procedure di prova e verificare i requisiti di prestazione che si applicano ai comandi azionati dal conducente, e che comprendono l’identificazione dei comandi, le spie e gli indicatori di cui all’allegato II (B7) del regolamento (UE) n. 168/2013, in conformità all’allegato VIII del presente regolamento.

Articolo 13

Requisiti che si applicano alla installazione di dispositivi di illuminazione e di segnalazione luminosa e comprendenti l’accensione automatica di luci

Occorre effettuare le procedure di prova e verificare i requisiti di prestazione che si applicano alla installazione di dispositivi di illuminazione e di segnalazione luminosa, compresa l’accensione automatica delle luci, di cui all’allegato II (B8) e all’allegato VIII del regolamento (UE) n. 168/2013, in conformità ai requisiti di cui all’allegato IX del presente regolamento.

Articolo 14

Requisiti che si applicano alla visibilità posteriore

Occorre effettuare le procedure di prova e verificare i requisiti di prestazione che si applicano alla visibilità posteriore di cui all’allegato II (B9) del regolamento (UE) n. 168/2013, in conformità ai requisiti di cui all’allegato X del presente regolamento.

Articolo 15

Requisiti che si applicano alla struttura di protezione in caso di capovolgimento

Occorre effettuare le procedure di prova e verificare i requisiti di prestazione che si applicano alla struttura di protezione in caso di ribaltamento di cui all’allegato II (B10) del regolamento (UE) n. 168/2013, in conformità ai requisiti di cui all’allegato XI del presente regolamento.

Articolo 16

Requisiti che si applicano agli ancoraggi delle cinture di sicurezza e alle cinture di sicurezza

Occorre effettuare le procedure di prova e verificare i requisiti di prestazione che si applicano agli ancoraggi delle cinture di sicurezza e alle cinture di sicurezza di cui all’allegato II (B11) del regolamento (UE) n. 168/2013, in conformità ai requisiti di cui all’allegato XII del presente regolamento.

Articolo 17

Requisiti che si applicano ai posti a sedere (selle e sedili)

Occorre effettuare le procedure di prova e verificare i requisiti di prestazione che si applicano ai posti a sedere (selle e sedili) di cui all’allegato II (B12) del regolamento (UE) n. 168/2013, in conformità ai requisiti di cui all’allegato XIII del presente regolamento.

Articolo 18

Requisiti che si applicano alle capacità, caratteristiche e idoneità alla sterzata

Occorre effettuare le procedure di prova e verificare i requisiti di prestazione che si applicano alle capacità, caratteristiche e idoneità alla sterzata di cui all’allegato II (B13) del regolamento (UE) n. 168/2013, in conformità ai requisiti di cui all’allegato XIV del presente regolamento.

Articolo 19

Requisiti che si applicano al montaggio degli pneumatici

Occorre effettuare le procedure di prova e verificare i requisiti di prestazione che si applicano al montaggio degli pneumatici di cui all’allegato II (B14) del regolamento (UE) n. 168/2013, in conformità ai requisiti di cui all’allegato XV del presente regolamento.

Articolo 20

Requisiti che si applicano alla targhetta di limitazione della velocità massima del veicolo e alla sua ubicazione sul veicolo

Occorre effettuare le procedure di prova e verificare i requisiti di prestazione che si applicano alla targhetta di limitazione della velocità massima del veicolo e alla sua ubicazione sul veicolo, di cui all’allegato II (B15) del regolamento (UE) n. 168/2013, in conformità all’allegato XVI del presente regolamento.

Articolo 21

Requisiti che si applicano a elementi di protezione degli occupanti del veicolo, come finiture interne e porte del veicolo

Occorre effettuare le procedure di prova e verificare i requisiti di prestazione che si applicano a elementi di protezione degli occupanti del veicolo, come finiture interne e porte del veicolo, di cui all’allegato II (B16) del regolamento (UE) n. 168/2013, in conformità ai requisiti di cui all’allegato XVII del presente regolamento.

Articolo 22

Requisiti che si applicano alla potenza massima continua nominale o netta e/o al limite di progetto della velocità massima del veicolo

Occorre effettuare le procedure di prova e verificare i requisiti di prestazione che si applicano alla potenza massima continua nominale o netta e/o al limite di progetto della velocità massima del veicolo, di cui all’allegato II (B17) del regolamento (UE) n. 168/2013, in conformità all’allegato XVIII del presente regolamento.

Articolo 23

Requisiti che si applicano alla integrità della struttura del veicolo

Occorre effettuare le procedure di prova e verificare i requisiti di prestazione che si applicano alla integrità della struttura del veicolo di cui all’allegato II (B18) del regolamento (UE) n. 168/2013, in conformità ai requisiti di cui all’allegato XIX del presente regolamento.



CAPO III

OBBLIGHI DEGLI STATI MEMBRI

Articolo 24

Omologazione di veicoli, sistemi, componenti e unità tecniche indipendenti

In conformità all’articolo 22 del regolamento (UE) n. 168/2013, e a decorrere dalle date fissate nell’allegato IV, le autorità nazionali, nel caso di veicoli nuovi non conformi alle disposizioni del regolamento (UE) n. 168/2013 e alle disposizioni del presente regolamento, cessano di considerare validi, ai fini dell’articolo 43, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 168/2013, i certificati di conformità e possono vietare, per ragioni di sicurezza funzionale, la messa a disposizione sul mercato, l’immatricolazione o la circolazione di tali veicoli.



CAPO IV

DISPOSIZIONI FINALI

Articolo 25

Entrata in vigore

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Esso si applica a decorrere dall’1 gennaio 2016.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.




ELENCO DEGLI ALLEGATI



Numero dell’allegato

Titolo dell’allegato

I

Elenco dei regolamenti UNECE che si applicano in via obbligatoria

II

Procedure di prova e requisiti di prestazione che sia applicano ai dispositivi di segnalazione acustica

III

Requisiti che si applicano ai freni, inclusi i sistemi antibloccaggio e i sistemi di frenatura combinata

IV

Requisiti che si applicano alla sicurezza elettrica

V

Requisiti che si applicano alla dichiarazione del fabbricante sulla prova di resistenza di sistemi, parti ed equipaggiamenti critici relativi alla sicurezza funzionale

VI

Requisiti che si applicano alle strutture protettive anteriori e posteriori

VII

Requisiti che si applicano ai vetri, tergicristalli e lavacristalli nonché dispositivi di sbrinamento e di disappannamento

VIII

Requisiti che si applicano ai comandi azionati dal conducente e comprendenti l’identificazione dei comandi, le spie e gli indicatori

IX

Requisiti che si applicano alla installazione di dispositivi di illuminazione e di segnalazione luminosa e comprendenti l’accensione automatica di luci

X

Requisiti in materia di visibilità posteriore

XI

Requisiti che si applicano alla struttura di protezione in caso di capovolgimento(ROPS)

XII

Requisiti che si applicano agli ancoraggi delle cinture di sicurezza e alle cinture di sicurezza

XIII

Requisiti che si applicano ai posti a sedere (selle e sedili)

XIV

Requisiti relativi alle capacità, caratteristiche e idoneità alla sterzata

XV

Requisiti che si applicano al montaggio degli pneumatici

XVI

Requisiti che si applicano alla targhetta di limitazione della velocità massima del veicolo e alla sua ubicazione sul veicolo

XVII

Requisiti che si applicano a elementi di protezione degli occupanti del veicolo, come finiture interne e porte del veicolo

XVIII

Requisiti relativi alla limitazione della potenza massima continua nominale o netta e/o della velocità massima di progetto del veicolo

XIX

Requisiti relativi alla integrità della struttura del veicolo

▼M1




ALLEGATO I

Elenco dei regolamenti UNECE che si applicano in via obbligatoria



N. regolamento UNECE

Oggetto

Serie di modifiche

Riferimento alla GU

Applicabilità

1

Proiettori per veicoli a motore (R2 e HS1)

02

GU L 177 del 10.7.2010, pag. 1.

L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e e L7e

3

Catadiottri

Supplemento 12 alla serie di modifiche 02

GU L 323 del 6.12.2011, pag. 1.

L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e e L7e

6

Indicatori di direzione

Supplemento 25 alla serie di modifiche 01

GU L 213 del 18.7.2014, pag. 1.

L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e e L7e

7

Luci di posizione anteriori e posteriori e luci di arresto

Supplemento 23 alla serie di modifiche 02

GU L 285 del 30.9.2014, pag. 1.

L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e e L7e

8

Proiettori per veicoli a motore (H1, H2, H3, HB3, HB4, H7, H8, H9, H11, HIR1, HIR2)

05

GU L 177 del 10.7.2010, pag. 71.

L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e e L7e

16

Cinture di sicurezza, sistemi di ritenuta, sistemi di ritenuta per bambini

Supplemento 5 alla serie di modifiche 06

GU L 304 del 20.11.2015, pag. 1.

L2e, L4e, L5e, L6e e L7e

19

Proiettori fendinebbia anteriori

Supplemento 6 alla serie di modifiche 04

GU L 250 del 22.8.2014, pag. 1.

L3e, L4e, L5e e L7e

20

Proiettori per veicoli a motore (H4)

03

GU L 177 del 10.7.2010, pag. 170.

L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e e L7e

28

Dispositivi di segnalazione acustica

Supplemento 3 alla serie di modifiche 00

GU L 323 del 6.12.2011, pag. 33.

L3e, L4e e L5e

37

Lampade a incandescenza

Supplemento 42 alla serie di modifiche 03

GU L 213 del 18.7.2014, pag. 36.

L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e e L7e

38

Proiettori posteriori per nebbia

Supplemento 15 alla serie di modifiche 00

GU L 4 del 7.1.2012, pag. 20.

L3e, L4e, L5e e L7e

39

Disposizioni uniformi concernenti l'omologazione dei veicoli per quanto riguarda il tachimetro e la sua installazione

Supplemento 5 alla versione originale del regolamento

GU L 120 del 13.5.2010, pag. 40.

L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e e L7e

43

Vetrature di sicurezza

Supplemento 2 alla serie di modifiche 01

GU L 42 del 12.2.2014, pag. 1.

L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e e L7e

46

Dispositivi per la visione indiretta (retrovisori)

Supplemento 1 alla serie di modifiche 04

GU L 237 dell'8.8.2014, pag. 24.

L2e, L5e, L6e e L7e

50

Componenti di illuminazione per veicoli appartenenti alla categoria L

Supplemento 16 alla serie di modifiche 00

GU L 97 del 29.3.2014, pag. 1.

L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e e L7e

53

Installazione di dispositivi di illuminazione (motocicli)

Supplemento 14 alla serie di modifiche 01

GU L 166 del 18.6.2013, pag. 55.

L3e

56

Proiettori per ciclomotori e veicoli trattati come tali

01

GU L 89 del 25.3.2014, pag. 1.

L1e, L2e e L6e

57

Proiettori per ciclomotori e veicoli trattati come tali

02

GU L 130 dell'1.5.2014, pag. 45.

L3e, L4e, L5e e L7e

60

Identificazione di comandi, spie e indicatori

Supplemento 4 alla serie di modifiche 00

GU L 297 del 15.10.2014, pag. 23.

L1e e L3e

72

Proiettori per ciclomotori e veicoli trattati come tali (HS1)

01

GU L 75 del 14.3.2014, pag. 1.

L3e, L4e, L5e e L7e

74

Installazione di dispositivi di illuminazione (motocicli)

►C3  Supplemento 7 alla serie di modifiche 01 ◄

GU L 166 del 18.6.2013, pag. 88.

L1e

75

Pneumatici

Supplemento 13 alla serie di modifiche 01

GU L 84 del 30.3.2011, pag. 46.

L1e, L2e, L3e, L4e e L5e

78

Freni, inclusi i sistemi antibloccaggio e i sistemi di frenatura combinata

Rettifica 2 della serie di modifiche 03

GU L 24 del 30.1.2015, pag. 30.

L1e, L2e, L3e, L4e e L5e

81

Retrovisori

Supplemento 2 alla serie di modifiche 00

GU L 185 del 13.7.2012, pag. 1.

L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e e L7e

82

Proiettori per ciclomotori e veicoli trattati come tali (HS2)

01

GU L 89 del 25.3.2014, pag. 92.

L1e, L2e e L6e

87

Luci di marcia diurna

Supplemento 15 alla serie di modifiche 00

GU L 4 del 7.1.2012, pag. 24.

L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e e L7e

90

Insiemi di ricambio di guarnizioni per freni e guarnizioni per freni a tamburo

02

GU L 185 del 13.7.2012, pag. 24.

L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e e L7e

98

Fari con lampade a scarica di gas

Supplemento 4 alla serie di modifiche 01

GU L 176 del 14.6.2014, pag. 64.

L3e

99

Sorgenti luminose a scarica di gas

Supplemento 9 alla serie di modifiche 00

GU L 285 del 30.9.2014, pag. 35.

L3e

112

Proiettori a raggi asimmetrici

Supplemento 4 alla serie di modifiche 01

GU L 250 del 22.8.2014, pag. 67.

L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e e L7e

113

Proiettori a raggi simmetrici

Supplemento 3 alla serie di modifiche 01

GU L 176 del 14.6.2014, pag. 128.

L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e e L7e

Nota esplicativa:  il fatto che un componente sia incluso in questo elenco non significa che la sua installazione sia obbligatoria. Per determinati componenti, tuttavia, altri allegati del presente regolamento recano prescrizioni relative all'installazione obbligatoria.

▼B




ALLEGATO II

Procedure di prova e requisiti di prestazione che si applicano ai dispositivi di segnalazione acustica

PARTE 1

Requisiti che si applicano all’omologazione di una componente per un tipo di dispositivo meccanico o elettrico di segnalazione acustica da montare su veicoli appartenenti alle categorie L1e, L2e ed L6e

1.   Requisiti generali

1.1. I dispositivi elettrici di segnalazione acustica devono emettere un suono continuo e uniforme; durante il funzionamento lo spettro acustico non deve variare in modo percepibile. Nei dispositivi di segnalazione acustica a corrente alternata, questo requisito si applica solo a regime costante del generatore, nella gamma specificata al punto 2.3.2.

1.2. I dispositivi di segnalazione acustica devono avere caratteristiche acustiche (ripartizione spettrale dell’energia acustica, livello di pressione sonora) e meccaniche che permettano loro di superare, nell’ordine stabilito, le prove di cui ai punti da 2 a 3.4.

1.3. I dispositivi elettrici di segnalazione acustica possono essere muniti di un dispositivo per funzionare a un livello di pressione sonora molto più basso.

1.4. I dispositivi meccanici di segnalazione acustica devono essere muniti di una leva che, con il pollice, aziona o un tipo di campanello a traino, che fa ruotare rapidamente due dischetti metallici applicati in modo non rigido all’interno della calotta del campanello, o un tipo di campanello a tocco singolo.

2.   Misurazioni del livello sonoro

2.1. È preferibile che i dispositivi di segnalazione acustica siano provati in un ambiente anecoico. In alternativa, possono essere provati in una camera semianecoica o in uno spazio esterno, in condizioni di campo libero. In tal caso, occorre evitare riflessi del suolo nella zona di misurazione, ad esempio predisponendo una serie di schermi assorbenti. Occorre controllare che la divergenza sferica non superi 1 dB in un emisfero di almeno 5 m di raggio sino al raggiungimento della frequenza massima da misurare, principalmente nella direzione di misurazione e all’altezza dell’apparecchio e del microfono. Il rumore ambientale deve essere inferiore di almeno 10 dB ai livelli di pressione sonora da misurare.

L’apparecchio da provare e il microfono devono trovarsi alla stessa altezza, compresa tra 1,15 m e 1,25 m. La linea di massima sensibilità del microfono deve coincidere con la direzione in cui il livello sonoro del dispositivo di segnalazione raggiunge il livello massimo.

Il microfono va posizionato in modo che la sua membrana si trovi a una distanza di 2 ± 0,01 m dal piano di uscita del suono emesso dall’apparecchio. In caso di dispositivi a più uscite, la distanza va determinata rispetto al piano di uscita più vicino al microfono.

2.2. I livelli di pressione sonora devono essere misurati con un fonometro di precisione (classe 1) che soddisfi i requisiti della pubblicazione CEI n. 651, prima edizione (1979).

Tutte le misurazioni vanno effettuate usando la costante di tempo «rapida». I livelli globali di pressione sonora vanno misurati applicando la curva di ponderazione (A).

Lo spettro del suono emesso va misurato applicando la trasformata di Fourier del segnale acustico. In alternativa, si possono impiegare filtri a un terzo di ottava conformi a quanto prescritto dalla pubblicazione CEI n. 225, prima edizione (1966); in tal caso, il livello di pressione sonora nella banda di ottava di frequenza media 2 500  Hz va determinato sommando le medie quadratiche delle pressioni sonore nelle bande di terzi di ottava di frequenza media di 2 000 , 2 500 e 3 150  Hz.

In ogni caso, occorre considerare come metodo di riferimento solo quello della trasformata di Fourier.

2.3. Il dispositivo elettrico di segnalazione acustica dev’essere alimentato con le seguenti tensioni, a seconda dei casi:

2.3.1. 

Dispositivi di segnalazione acustica alimentati a corrente continua: tensione di prova di 6,5, 13,0 o 26,0 V, misurata all’uscita della fonte di elettricità e corrispondente rispettivamente a tensioni nominali di 6, 12 o 24 V.

2.3.2. 

Se un dispositivo di segnalazione acustica è alimentato a corrente continua fornita da un generatore elettrico del tipo normalmente usato con tale tipo di dispositivo, le caratteristiche acustiche del dispositivo vanno registrate per velocità dell’alternatore pari al 50 %, al 75 % e al 100 % della velocità massima indicata dal fabbricante del generatore per un funzionamento continuo. Durante la prova, l’alternatore non va sottoposto a nessun altro carico elettrico. La prova di durata descritta ai punti da 3 a 3.4 va effettuata alla velocità indicata dal fabbricante del dispositivo e sarà compresa nella gamma sopraindicata.

2.3.3. 

Se per la prova di un dispositivo di segnalazione acustica alimentato a corrente continua si usa una corrente raddrizzata, la componente alternata della tensione ai terminali, misurata da picco a picco durante l’azionamento del dispositivo di segnalazione non deve superare 0,1 V.

2.3.4. 

Nei dispositivi di segnalazione acustica alimentati a corrente continua, la resistenza del conduttore elettrico, compresa la resistenza dei terminali e dei contatti, deve essere il più possibile prossima a 0,05 Ω per una tensione nominale di 6 V, a 0,10 Ω per una tensione nominale di 12 V e a 0,20 Ω per una tensione nominale di 24 V.

2.4. Il dispositivo meccanico di segnalazione acustica va provato nel modo che segue.

2.4.1. 

Il dispositivo da provare va azionato da una persona o da altri mezzi esterni, premendo la leva di azionamento come raccomandato dal fabbricante. La presenza di un operatore non deve avere alcuna significativa influenza sui risultati della prova. Una sequenza di misurazione consiste in dieci azionamenti consecutivi eseguiti, nel giro di 4 ± 5 s, sull’intera corsa della leva. Si effettuano cinque sequenze, ciascuna interrotta da una pausa. Il ciclo di azionamento completo va effettuato cinque volte.

2.4.2. 

Il livello sonoro ponderato (A) va registrato per ciascuna delle 25 sequenze di misurazione, deve essere inferiore a 2,0 dB (A) e, per calcolare il risultato finale, ne deve essere derivata la media.

2.5. Il dispositivo di segnalazione acustica va solidamente montato, con il/i pezzo/i previsto/i dal fabbricante, su un supporto avente massa almeno 10 volte superiore a quella del dispositivo da provare, e pari ad almeno 30 kg. Il supporto va inoltre sistemato in modo che i riflessi sulle pareti e le vibrazioni non influiscano sensibilmente sui risultati delle misurazioni.

2.6. Alle suddette condizioni il livello sonoro ponderato (A) non deve superare 115 dB (A) nel caso dei dispositivi elettrici di segnalazione acustica e 95 dB (A) nel caso di quelli meccanici.

2.7. Il livello di pressione sonora del dispositivo elettrico di segnalazione acustica compreso nella banda di frequenze tra 1 800 e 3 550  Hz deve essere superiore a quello di qualsiasi componente di frequenza superiore a 3 550  Hz e, in ogni caso, pari ad almeno 90 dB (A). Il livello di pressione sonora del dispositivo meccanico di segnalazione acustica dev’essere pari ad almeno 80 dB (A).

2.8. Un dispositivo di segnalazione acustica che sia stato sottoposto alla prova di durata di cui ai punti da 3 a 3.4 deve anche possedere le caratteristiche di cui ai punti da 2.6 a 2.7.

2.8.1. Ogni variazione nella tensione di alimentazione deve essere compresa tra il 115 % e il 95 % della tensione nominale per i dispositivi elettrici di segnalazione acustica alimentati a corrente continua, o tra il 50 % e il 100 % della velocità massima del generatore indicata dal suo fabbricante per un funzionamento continuo nel caso di quelli alimentati a corrente alternata.

2.9. L’intervallo tra il momento di azionamento e il momento in cui il suono raggiunge il valore minimo prescritto ai punti da 2.6 a 2.7 non deve superare 0,2 s, misurati alla temperatura ambiente di 293 ± 5 K (20 ± 5 °C). Tale prescrizione vale in particolare per i dispositivi di segnalazione acustica a funzionamento pneumatico o elettropneumatico.

2.10. I dispositivi pneumatici o elettropneumatici di segnalazione acustica devono fornire, alle condizioni di alimentazione per essi stabilite dai fabbricanti, le stesse prestazioni acustiche di quelli elettrici.

2.11. Il valore minimo chiesto ai punti da 2.6 a 2.7 va ottenuto per ogni componente, che possa emettere un suono in maniera indipendente, di un apparecchio a suono multiplo. Il valore massimo complessivo del livello sonoro va ottenuto azionando simultaneamente tutti gli elementi costitutivi.

3.   Prova di durata

3.1. La temperatura ambiente deve trovarsi tra 288 e 303 K (tra 15 e 30 °C).

3.2. Il dispositivo elettrico di segnalazione acustica va alimentato alla tensione nominale e con la resistenza del conduttore elettrico specificati ai punti da 2.3.1 a 2.3.4, sarà conforme al punto 2.8.1 e sarà azionato 10 000 volte, al ritmo di 1 s di funzionamento seguito da 4 s di disattivazione. Durante la prova, il dispositivo di segnalazione acustica va esposto a una corrente d’aria di velocità compresa tra 0 m/s e 2 m/s circa.

3.2.1. Se la prova avviene in una camera isolata, questa deve avere un volume sufficiente da permettere la normale dissipazione del calore emesso dal dispositivo di segnalazione durante la prova di resistenza.

3.3. Effettuati metà degli azionamenti prescritti, il dispositivo elettrico di segnalazione acustica può essere azzerato se le caratteristiche del livello sonoro sono diverse rispetto a quelle all’inizio della prova. Una volta effettuati tutti gli azionamenti prescritti, il dispositivo di segnalazione acustica può essere nuovamente azzerato e deve successivamente soddisfare i requisiti delle prove di cui al punto 2.8.

3.4. Si devono sottoporre alla prova di durata quattro unità di un tipo di dispositivo meccanico di segnalazione acustica. Ciascuno di essi deve essere nuovo e non essere lubrificato durante la prova. Esso sarà attivato 30 000 volte per l’intera corsa della leva di azionamento alla velocità di circa 100 ± 5 azionamenti al minuto. I quattro dispositivi vanno quindi sottoposti a una prova in nebbia salina ai sensi della norma EN ISO 9227:2012. Tre dispositivi su quattro devono soddisfare i requisiti delle prove di cui al punto 2.8.

PARTE 2

Requisiti per l’omologazione di un tipo di veicolo riguardo al segnale acustico

1.   Requisiti di montaggio

1.1. I veicoli appartenenti alle categorie L1e-B, L2e ed L6e devono essere muniti di almeno un dispositivo elettrico di segnalazione acustica cui sia stata rilasciata l’omologazione di componente ai sensi del presente regolamento o del regolamento UNECE n. 28 ( 9 ).

1.2. I veicoli appartenenti alla categoria L1e-B con velocità massima di progetto ≤ 25 km/h e potenza massima continua nominale o netta ≤ 500 W, possono in alternativa essere muniti di un dispositivo meccanico di segnalazione acustica omologato come componente ai sensi del presente regolamento; in tal caso non si applicano i requisiti dei punti da 2.1.1 a 2.1.7.

1.3. I veicoli appartenenti alle categorie L3e, L4e ed L5e devono essere conformi a tutti i pertinenti requisiti di montaggio di cui al regolamento UNECE n. 28.

1.3.1. In mancanza di istruzioni specifiche, il termine «motocicli» in tale regolamento si intende riferito ai veicoli appartenenti alle categorie L3e, L4e ed L5e.

1.4. I veicoli appartenenti alla categoria L7e devono soddisfare tutti i pertinenti requisiti di montaggio del regolamento UNECE n. 28 prescritti per la categoria di veicoli L5e.

1.5. In mancanza di requisiti specifici nel regolamento UNECE n. 28 e come disposto nella parte 1, punto 1.3, i dispositivi di segnalazione acustica o i dispositivi aggiuntivi montati su veicoli azionati da uno o più motori elettrici, possono incorporare una funzionalità che consenta loro di attivarsi in modo intermittente a un livello di pressione acustica molto inferiore a quello prescritto per i dispositivi di segnalazione acustica e di emettere un suono continuo e uniforme senza variare in modo percettibile lo spettro acustico durante il funzionamento, per segnalare ad esempio ai pedoni l’avvicinarsi del veicolo.

2.

Requisiti di prestazione dei dispositivi elettrici di segnalazione acustica.

2.1. Per veicoli appartenenti alle categorie L1e-B, L2e ed L6e:

2.1.1. 

la tensione di prova dev’essere quella di cui ai punti da 2.3 a 2.3.2 della parte 1;

2.1.2. 

i livelli di pressione acustica devono essere misurati alle condizioni di cui al punto 2.2 della parte 1;

2.1.3. 

il livello di pressione sonora ponderata A emesso dal dispositivo di segnalazione acustica va misurato a 7,0 m di distanza davanti a un veicolo collocato in uno spazio aperto, su una superficie il più possibile liscia e a motore spento se munito di dispositivi alimentati a corrente continua;

2.1.4. 

il microfono dello strumento di misurazione va posto approssimativamente sul piano mediano longitudinale del veicolo;

2.1.5. 

il livello di pressione sonora del rumore di fondo e del rumore del vento deve essere inferiore di almeno 10 dB (A) al suono da misurare;

2.1.6. 

il livello massimo di pressione sonora deve essere compreso tra 0,5 e 1,5 m dalla superficie del terreno;

2.1.7. 

se misurato nelle condizioni di cui ai punti da 2.1.1 a 2.1.5, il valore massimo del livello sonoro determinato al punto 2.1.6 deve essere compreso fra 75 dB (A) e 112 dB (A).

2.2. I veicoli appartenenti alle categorie L3e, L4e ed L5e devono soddisfare tutti i pertinenti requisiti di prestazione di cui al regolamento UNECE n. 28.

2.2.1. In mancanza di istruzioni specifiche, il termine «motocicli» in tale regolamento si intende riferito ai veicoli appartenenti alle categorie L3e, L4e ed L5e.

2.3. I veicoli appartenenti alla categoria L7e devono soddisfare tutti i pertinenti requisiti di prestazione del regolamento UNECE n. 28 prescritti per la categoria di veicoli L5e.




ALLEGATO III

Requisiti che si applicano ai freni, inclusi i sistemi antibloccaggio e i sistemi di frenatura combinata

1.   Requisiti per l’omologazione di un tipo di veicolo riguardo ai freni.

1.1. I veicoli appartenenti alle categorie L1e, L2e, L3e, L4e ed L5e devono soddisfare tutti i pertinenti requisiti del regolamento UNECE n. 78.

1.1.1. Fatte salve le condizioni stabilite al punto 1.1, le disposizioni dei punti da 1.1.1.1 a 1.1.1.3 si applicano ai veicoli appartenenti alla categoria L1e con massa in ordine di marcia ≤ 35 kg, equipaggiati come segue.

1.1.1.1. 

Nei dispositivi di frenatura a trasmissione idraulica, i recipienti contenenti il fluido di riserva sono esentati dai requisiti in materia di facilità di controllo del livello del fluido di cui al suddetto regolamento UNECE.

1.1.1.2. 

Riguardo ai freni su cerchio, ai fini delle disposizioni particolari sulle prove con freni bagnati di cui al suddetto regolamento UNECE, l’acqua va spruzzata sulla parte del cerchio che fornisce l’attrito e gli ugelli vanno posti a una distanza tra 10 e 30 mm dietro il blocco del freno.

1.1.1.3. 

Per veicoli con cerchi larghi fino a 45 mm (codice 1.75), riguardo alle prestazioni di frenatura con il solo freno anteriore se caricato fino alla sua massa massima tecnicamente ammissibile, la distanza di arresto o la corrispondente decelerazione media a regime (DMR) devono essere quelle prescritte dal suddetto regolamento UNECE. Se questa condizione non può essere ottenuta a causa della scarsa aderenza tra pneumatico e superficie stradale, si applica la distanza di arresto pari a S ≤ 0,1 + V2/115 con la corrispondente decelerazione media a regime di 4,4 m/s2 per provare un veicolo carico fino alla massa massima tecnicamente ammissibile con entrambi i freni usati simultaneamente.

1.1.2. Per l’omologazione di un tipo di veicolo, si applicano le disposizioni di cui al regolamento (UE) n. 168/2013, allegato VIII, relative al montaggio obbligatorio di sistemi di frenatura avanzati.

1.2. I veicoli appartenenti alla categoria L6e devono soddisfare tutti i pertinenti requisiti del regolamento UNECE n. 78 prescritti per la categoria di veicoli L2e.

1.3. I veicoli appartenenti alla categoria L7e devono soddisfare tutti i pertinenti requisiti del regolamento UNECE n. 78 prescritti per la categoria di veicoli L5e.




ALLEGATO IV

Requisiti che si applicano alla sicurezza elettrica

1.   Requisiti per l’omologazione di un tipo di veicolo riguardo alla sicurezza elettrica.

1.1.

I veicoli azionati da uno o più motori elettrici, siano essi veicoli ibridi elettrici o solo elettrici, devono soddisfare i requisiti del presente allegato.

2.

Requisiti generali relativi alla protezione contro le scosse elettriche e di sicurezza elettrica che si applicano ai bus ad alta tensione in condizioni di non collegamento con l’alimentazione elettrica esterna ad alta tensione.

2.1.

La protezione contro contatti diretti con parti sotto tensione deve soddisfare i requisiti di seguito esposti. Le protezioni applicate (isolante solido, barriera, involucro ecc.) non devono poter essere aperte, smontate o rimosse senza l’impiego di utensili.

La protezione contro l’accesso a parti sotto tensione deve essere provata ai sensi di quanto disposto all’appendice 3 — Protezione contro contatti diretti con parti sotto tensione.

2.1.1.

Per la protezione da parti sotto tensione all’interno dell’abitacolo chiuso per conducente e passeggeri nonché del vano bagagli, deve essere raggiunto il grado di protezione IPXXD.

2.1.2.

Per la protezione da parti sotto tensione in luoghi diversi dall’abitacolo chiuso per conducente e passeggeri nonché del vano bagagli, deve essere raggiunto il grado di protezione IPXXB.

2.1.3.

Per la protezione da parti sotto tensione in veicoli in cui non esiste un abitacolo chiuso per conducente e passeggeri, l’intero veicolo deve raggiungere il grado di protezione IPXXD.

2.1.4.

I connettori (presa del veicolo inclusa) sono ritenuti soddisfare i requisiti se:

— 
raggiungono il grado di protezione IPXXB se vengono separati senza usare utensili,
— 
sono collocati sotto il pavimento del veicolo e sono muniti di un meccanismo di bloccaggio (che può essere a vite, a baionetta ecc.),
— 
sono muniti è di un meccanismo di bloccaggio e, per separare il connettore, occorre prima rimuovere, con degli utensili, altre componenti; oppure
— 
la tensione delle parti sotto tensione diventa ≤ 60V in CC o ≤ 30V(rms) in CA entro 1 secondo dopo la separazione del connettore.

2.1.5.

Se un interruttore di servizio può essere aperto, smontato o rimosso senza l’uso di utensili, per tutte queste condizioni deve essere raggiunto il grado di protezione IPXXB.

2.1.6.

Requisiti specifici di etichettatura

2.1.6.1. Se un REESS (rechargeable energy storage system) è ad alta tensione, il simbolo indicato alla figura 4-1 andrà collocata sopra o vicino a esso. Lo sfondo del simbolo dovrà essere giallo; i bordi e la freccia dovranno essere neri.

Figura 4-1

Simbolo indicante la presenza di attrezzatura ad alta tensione

image

2.1.6.2. Il simbolo dovrà inoltre essere apposto su involucri e barriere che, se rimossi, mettano a nudo parti sotto tensione di circuiti ad alta tensione. Questa disposizione si applica in via facoltativa ai connettori per bus ad alta tensione e non si applica a nessuno dei seguenti casi:

— 
quando involucri e barriere non possono essere fisicamente accessibili, aperti o rimossi senza prima rimuovere, con degli utensili, altre componenti del veicolo; oppure
— 
quando involucri e barriere sono collocati sotto il pavimento del veicolo.

2.1.6.3. I cavi per bus ad alta tensione non collocati all’interno di involucri devono essere riconoscibili dal rivestimento esterno di color arancione.

2.2.

La protezione contro contatti indiretti con parti sotto tensione deve soddisfare i requisiti di seguito esposti.

2.2.1.

Per la protezione contro scosse elettriche provocate da contatti indiretti, le parti conduttrici esposte (come barriere e involucri conduttori), devono essere collegate galvanicamente in modo sicuro ai telai elettrici mediante cavi elettrici, prese a terra, saldature o viti ecc. in modo da evitare l’insorgere di un potenziale elettrico pericoloso.

2.2.2.

La resistenza tra tutte le parti conduttrici esposte e i telai elettrici deve essere inferiore a 0,1 Ω se il flusso di corrente è di almeno 0,2 A. Tale requisito è considerato soddisfatto se il collegamento galvanico è stato stabilito mediante saldatura.

2.2.3.

I veicoli destinati a essere collegati a fonti di energia elettrica esterna messa a terra mediante connessione conduttrice, devono essere muniti di un dispositivo che permetta il collegamento galvanico dei telai elettrici a terra.

Il dispositivo deve permettere il collegamento a terra prima che sia applicata al veicolo la tensione esterna e deve poter interrompere tale collegamento solo dopo che la tensione esterna sul veicolo sia stata tolta.

La conformità a questo requisito può essere dimostrata o usando il connettore specificato dal fabbricante del veicolo o con altri tipi d’analisi.

2.2.3.1. Non è necessario un collegamento galvanico dei telai elettrici a terra nei seguenti casi:

— 
se il veicolo può utilizzare solo un apposito caricabatterie che è protetto contro l’insorgere di ogni singolo caso di mancato isolamento,
— 
se l’intero corpo metallico del veicolo è protetto contro l’insorgere di ogni singolo caso di mancato isolamento; oppure
— 
se la ricarica del veicolo non può avvenire senza rimuovere completamente dal veicolo il complesso della batteria di trazione.

2.3.

La resistenza d’isolamento deve soddisfare i requisiti che seguono.

2.3.1.

Riguardo a motopropulsori elettrici composti da bus a CC e CA separati:

se i bus a CA e a CC sono galvanicamente isolati tra loro, la resistenza d’isolamento tra tutti i bus ad alta tensione e i telai elettrici deve avere un valore minimo di 100 Ω/V della tensione d’esercizio per i bus a CC e un valore minimo di 500 Ω/V della tensione d’esercizio per i bus a CA.

Le misurazioni devono essere effettuate in conformità alle disposizioni di cui all’appendice 1 — Metodo di misurazione della resistenza d’isolamento.

2.3.2.

Riguardo a motopropulsori elettrici composti da bus a CC e CA combinati:

se i bus a CA e a CC ad alta tensione sono connessi galvanicamente, la resistenza d’isolamento tra tutti i bus ad alta tensione e i telai elettrici deve avere un valore minimo di 500 Ω/V della tensione d’esercizio;

tuttavia, la resistenza d’isolamento tra i bus ad alta tensione e i telai elettrici deve avere un valore minimo di 100 Ω/V della tensione d’esercizio se tutti i bus a CA ad alta tensione sono protetti in uno dei 2 modi che seguono:

— 
due o più strati di isolanti solidi, barriere o involucri che in modo indipendente l’uno dall’altro soddisfino i requisiti di cui ai punti da 2.1 a 2.1.6.3, per esempio cavi di cablaggio; oppure
— 
protezioni robuste dal punto di vista meccanico, capaci di durare per l’intero ciclo di vita del veicolo, come alloggiamento del motore, scatole o connettori per convertitori elettronici.

La resistenza d’isolamento tra i bus ad alta tensione e i telai elettrici può essere dimostrata con calcoli, misurazioni o una combinazione di entrambi.

La misurazione va effettuata ai sensi dell’appendice 1 — Metodo di misurazione della resistenza d’isolamento.

2.3.3.

Riguardo ai veicoli che funzionano con pile a combustibile:

se il requisito della resistenza d’isolamento minima non può essere mantenuto nel tempo, la protezione desiderata va ottenuta in uno dei seguenti modi:

— 
due o più strati di isolanti solidi, barriere o involucri che in modo indipendente l’uno dall’altro soddisfino i requisiti di cui ai punti da 2.1 a 2.1.6.3; oppure
— 
un sistema di bordo che controlli la resistenza d’isolamento, combinato a un segnale d’allarme per il conducente se la resistenza d’isolamento scende al di sotto del valore minimo richiesto. Non è necessario monitorare la resistenza d’isolamento tra i bus ad alta tensione del sistema d’accoppiamento per la ricarica del REESS, che non è alimentato durante il caricamento del RESS, e i telai elettrici.

Il corretto funzionamento del sistema di bordo che controlla la resistenza d’isolamento va provato nei modi descritti nell’appendice 2 — Metodo per confermare il funzionamento del sistema di bordo che controlla la resistenza di isolamento.

2.3.4.

Requisiti della resistenza d’isolamento del sistema d’accoppiamento di ricarica del REESS

La presa del veicolo o il cavo di ricarica, se collegato al veicolo in permanenza, destinato a essere connesso conduttivamente alla fonte esterna di CA messa a terra, e il circuito elettrico connesso galvanicamente alla presa del veicolo durante la ricarica del REESS, devono avere una resistenza d’isolamento tra i bus ad alta tensione e i telai elettrici di almeno 1,0 ΜΩ quando il raccordo del caricatore è staccato. Durante la misurazione, la batteria di trazione può essere staccata.

3.

Requisiti relativi al REESS

3.1.

Protezione in caso di sovraccarico di corrente.

Il REESS non deve surriscaldarsi in caso di sovraccarico di corrente; se esso tendesse a surriscaldarsi a causa di sovraccarichi di corrente, va munito di uno o più dispositivi di protezione come fusibili, interruttori e/o contattori principali.

Il fabbricante del veicolo deve eventualmente fornire dati pertinenti e analisi attestanti che il surriscaldamento per sovraccarico di corrente è impedito senza l’uso di dispositivi di protezione.

3.2.

Impedimento dell’accumulo di gas.

Gli alloggiamenti destinati a contenere batterie di trazione di tipo aperto che possono produrre idrogeno devono essere muniti di un ventilatore o di un tubo d’areazione per impedire l’accumulo di idrogeno. Veicoli con quadro di tipo aperto che non consentono accumulo di idrogeno in tali alloggiamenti non sono tenuti a munirsi di un ventilatore o di un tubo d’areazione.

3.3.

Protezione contro fuoriuscite dell’elettrolita.

L’elettrolita non deve fuoriuscire dal veicolo quando quest’ultimo fosse inclinato in una direzione qualsiasi, verso destra o verso sinistra rispetto al suolo e neppure quando il REESS fosse capovolto.

In caso di fuoriuscita dell’elettrolita dal REESS o da sue componenti dovuta ad altri motivi, esso non deve raggiungere il conducente né altre persone dentro o intorno al veicolo se esso si trova in normali condizioni d’uso, parcheggiato (anche quando si trova su un piano inclinato) o in qualsiasi altra normale condizione di funzionamento.

3.4.

Distacco accidentale o non intenzionale.

Il REESS e le sue componenti devono essere installate sul veicolo in modo da precludere la possibilità di distacco accidentale o non intenzionale o di espulsione del REESS.

Il REESS e le sue componenti non devono essere espulse dal veicolo quando quest’ultimo fosse inclinato in una direzione qualsiasi, verso destra o verso sinistra rispetto al suolo e neppure quando il REESS fosse capovolto.

4.

Requisiti di sicurezza in servizio

4.1.   Procedura di potenza disponibile/indisponibile del sistema propulsore

4.1.1.

In fase di avvio, anche della potenza disponibile del sistema, per selezionare il modo attivo di possibile messa in movimento, il conducente deve effettuare almeno due azioni deliberate e distinte.

4.1.2.

Il conducente del motociclo deve avere almeno un’indicazione istantanea che il veicolo si trova in modo attivo di possibile messa in movimento; essa tuttavia non è necessaria se la forza di propulsione del veicolo proviene, direttamente o indirettamente, da un motore a combustione interna.

4.1.3.

Quando lascia il veicolo, un segnale (ottico o acustico) deve informare il conducente del motociclo se il veicolo è ancora nel «Modo attivo di possibile messa in movimento».

▼M1

4.1.4.

Se il REESS di bordo può essere ricaricato esternamente dal conducente, il sistema di propulsione del veicolo deve essere impossibilitato a mettere in moto il veicolo finché il connettore della fonte di energia esterna è fisicamente collegato alla presa del veicolo. Nel caso dei veicoli della categoria L1e con massa in ordine di marcia ≤ 35 kg, il veicolo non deve potersi muovere con il proprio il sistema di propulsione fintanto che il connettore del caricabatterie è fisicamente collegato alla fonte esterna di energia elettrica. L'ottemperanza a questa prescrizione va dimostrata utilizzando il connettore o il caricabatterie indicato dal costruttore del veicolo. Se i cavi di ricarica sono connessi permanentemente, la suddetta prescrizione è considerata soddisfatta se l'uso del cavo di ricarica impedisce in modo evidente di utilizzare il veicolo (ad esempio se il cavo passa sempre attraverso comandi operativi, a livello di sella o sedile del conducente, di manubrio o di volante, o se il sedile che copre l'alloggiamento del cavo deve restare in posizione sollevata).

▼B

4.1.5.

Se un veicolo è munito di un’unità di controllo della direzione di marcia (come una retromarcia) al conducente del motociclo va indicato lo stato di tale unità.

4.1.6.

È consentito che basti una sola azione per disattivare il modo attivo di possibile messa in movimento o per completare la procedura di potenza indisponibile.

4.2.   Guida a potenza ridotta

4.2.1.   Indicazione di consumo ridotto

Se il sistema di propulsione elettrica ha un dispositivo che automaticamente riduce la potenza di propulsione del veicolo (come una modalità operativa in disfunzione del propulsore), al conducente del motociclo vanno indicate le riduzioni significative.

4.2.2.   Indicazione di scarso contenuto di energia del REESS

Se lo stato di carica nel REESS ha notevoli effetti sulle prestazioni di guida del veicolo (accelerazione e guidabilità, che il servizio tecnico valuterà insieme al costruttore del veicolo), occorre indicare al conducente del motociclo il basso contenuto di energia con un dispositivo messo in evidenza (come un segnale ottico o acustico). A tal fine è bene non utilizzare la dicitura usata per il punto 4.2.1.

▼M1

4.3.   Retromarcia

Non deve essere possibile attivare la funzione di retromarcia del veicolo in modo incontrollato mentre il veicolo si sta muovendo a marcia in avanti, perché altrimenti potrebbe verificarsi una decelerazione forte e improvvisa del veicolo o potrebbero bloccarsi le ruote. È tuttavia consentito attivare la funzione di retromarcia se questa determina un rallentamento graduale del veicolo.

▼B

4.4.   Determinazione delle emissioni di idrogeno

4.4.1.

Tale verifica va effettuata su tutti i tipi di veicoli muniti di batterie di trazione di tipo aperto; tutti i requisiti devono essere soddisfatti.

4.4.2.

I veicoli devono essere muniti di caricabatterie di bordo. La prova va effettuata con il metodo descritto all’allegato 7 del regolamento UNECE n. 100 ( 10 ). Campionamento e analisi dell’idrogeno devono avvenire in base a quanto prescritto; si può tuttavia ricorrere ad altri metodi di analisi purché sia dimostrato che danno risultati equivalenti.

4.4.3.

Nel corso di una normale procedura di ricarica, alle condizioni di cui all’allegato 7 del regolamento UNECE n. 100, le emissioni di idrogeno devono essere < 125 g durante 5 ore o meno (25 × t2) (g) durante t2 (h).

4.4.4.

Durante una ricarica effettuata da un caricabatterie interno che presenti perdite (condizioni di cui all’allegato 7 del regolamento UNECE n. 100), le emissioni di idrogeno devono essere inferiori a 42 g. Il caricabatterie di bordo deve inoltre limitare le eventuali perdite a 30 min.

4.4.5.

Tutte le operazioni legate alla ricarica del REESS saranno a controllo automatico, compresa l’arresto della ricarica.

4.4.6.

Una sovrapposizione manuale alle fasi di ricarica deve essere impossibile.

4.4.7.

Normali operazioni di connessione e disinnesto dalla rete elettrica o tagli di corrente non devono limitare il sistema di controllo delle fasi di ricarica.

4.4.8.

Perdite durante la ricarica che possono causare disfunzioni al caricabatterie di bordo durante ricariche successive, devono sempre essere segnalate al conducente o chiaramente indicate a un operatore che stia per avviare una procedura di ricarica.

4.4.9.

Il manuale di istruzioni del veicolo deve contenere istruzioni dettagliate sulla procedura di ricarica e una dichiarazione di conformità ai requisiti di cui ai punti da 4.4.1 a 4.4.8.

4.4.10.

Si possono usare risultati di prova ottenuti da altri tipi di veicolo, comuni a quelli appartenenti alla stessa famiglia, ai sensi di quanto disposto dall’allegato 7, appendice 2, del regolamento n. 100.




Appendice 1

Metodo di misurazione della resistenza d’isolamento in prove effettuate su veicoli

1.   Aspetti generali

La resistenza d’isolamento per ogni bus ad alta tensione del veicolo va misurata o calcolata utilizzando valori di misurazione su ogni parte o su ogni componente di un bus ad alta tensione (cosiddetta «misurazione separata»).

2.   Metodo di misurazione

La misurazione della resistenza d’isolamento si effettua scegliendo un adeguato metodo di misura fra quelli elencati ai punti da 2.1 a 2.2, in funzione della carica elettrica delle parti sotto tensione o della resistenza d’isolamento ecc.

La gamma di tensione del circuito elettrico da misurare va chiarita in precedenza, ricorrendo a schemi di circuiti elettrici ecc.

Si possono anche effettuare delle modifiche, se necessarie alla misurazione della resistenza d’isolamento, come rimuovere una copertura per raggiungere parti sotto tensione, porre cavi di misurazione, modificare un software ecc.

Se i valori misurati non sono stabili perché, ad esempio, il sistema di bordo di controllo della resistenza d’isolamento è in funzione, per effettuare la misurazione potrebbe essere necessario far cessare il funzionamento dei dispositivi interessati o rimuoverli. Se il dispositivo viene rimosso, si deve inoltre provare, mediante schemi ecc., che la resistenza d’isolamento tra le parti sotto tensione e i telai elettrici non è cambiata.

Porre la massima attenzione nell’evitare corto circuiti, scosse elettriche ecc.: la prova può richiedere interventi diretti sul circuito ad alta tensione.

2.1.   Metodo di misurazione utilizzando tensione di fonti esterne al veicolo

2.1.1.   Strumento di misurazione

Va impiegato uno strumento di prova della resistenza d’isolamento capace di applicare una CC di tensione più elevata di quella d’esercizio del bus ad alta tensione.

2.1.2.   Metodo di misurazione

Inserire lo strumento di prova della resistenza d’isolamento tra le parti sotto tensione e i telai elettrici. La resistenza d’isolamento va quindi misurata applicando una CC a una tensione pari ad almeno la metà della tensione d’esercizio del bus ad alta tensione.

Se nel circuito collegato galvanicamente il sistema ha più gamme di tensione (ad esempio, per la presenza di un convertitore ausiliario) e alcune componenti non possono resistere alla tensione d’esercizio dell’intero circuito, si può misurare separatamente la resistenza d’isolamento tra tali componenti e i telai elettrici applicando almeno la metà della tensione d’esercizio loro propria, tenendo staccata tale componente.

2.2.   Metodo di misurazione che utilizza il REESS proprio del veicolo come fonte di tensione in CC

2.2.1.   Condizioni del veicolo di prova

Il bus ad alta tensione va alimentato dal REESS o dal sistema di conversione dell’energia proprio del veicolo; durante l’intera prova, il livello di tensione del REESS e/o del sistema convertitore sarà almeno pari alla tensione di funzionamento nominale specificata dal fabbricante del veicolo.

2.2.2.   Strumento di misurazione

Il voltmetro usato durante la prova deve misurare i valori in CC e avere una resistenza interna superiore a 10ΜΩ.

2.2.3.   Metodo di misurazione

2.2.3.1.   Prima fase

Si misura la tensione secondo le indicazioni della figura 4-Ap1-1 e si registra la tensione (Vb) del bus ad alta tensione. Vb deve essere pari o superiore alla tensione d’esercizio nominale del REESS o del sistema convertitore, specificata dal fabbricante del veicolo.

Figura 4-Ap1-1

Misurazione delle tensioni Vb, V1, V2

image

2.2.3.2.   Seconda fase

Misurare e registrare la tensione (V1) tra il polo negativo del bus ad alta tensione e i telai elettrici (cfr. figura 4-Ap1-1).

2.2.3.3.   Terza fase

Misurare e registrare la tensione (V2) tra il polo positivo del bus ad alta tensione e i telai elettrici (cfr. figura 4-Ap1-1).

2.2.3.4.   Quarta fase

se V1 è pari o superiore a V2, inserire una resistenza normalizzata nota (Ro) tra il polo negativo del bus ad alta tensione e il telaio elettrico. Con Ro inserita, misurare e registrare la tensione (V1’) tra il polo negativo del bus ad alta tensione e i telai elettrici (cfr. figura 4-Ap1-2).

Calcolare l’isolamento elettrico (Ri) con la seguente formula:

image

o

image

Figura 4-Ap1-2

Misurazione della tensione V1’

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Se V2 è maggiore di V1, inserire una resistenza normalizzata nota (Ro) tra il polo positivo del bus ad alta tensione e il telaio elettrico. Con Ro inserita, misurare la tensione (V2’) tra il polo positivo del bus ad alta tensione e il telaio elettrico (cfr. figura 4-Ap1-3). Calcolare l’isolamento elettrico (Ri) con la formula indicata. Dividere questo valore dell’isolamento elettrico (in Ω) per la tensione d’esercizio nominale del bus ad alta tensione (in V).

Calcolare l’isolamento elettrico (Ri) con la seguente formula:

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o

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Figura 4-Ap1-3

Misurazione della tensione V2’