02011R0582 — IT — 22.07.2018 — 009.001


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►B

REGOLAMENTO (UE) N. 582/2011 DELLA COMMISSIONE

del 25 maggio 2011

recante attuazione e modifica del regolamento (CE) n. 595/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le emissioni dei veicoli pesanti (Euro VI) e recante modifica degli allegati I e III della direttiva 2007/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(GU L 167 dell'25.6.2011, pag. 1)

Modificato da:

 

 

Gazzetta ufficiale

  n.

pag.

data

►M1

REGOLAMENTO (UE) N. 64/2012 DELLA COMMISSIONE del 23 gennaio 2012

  L 28

1

31.1.2012

►M2

REGOLAMENTO (UE) N. 519/2013 DELLA COMMISSIONE del 21 febbraio 2013

  L 158

74

10.6.2013

►M3

REGOLAMENTO (UE) N. 136/2014 DELLA COMMISSIONE dell'11 febbraio 2014

  L 43

12

13.2.2014

►M4

REGOLAMENTO (UE) N. 133/2014 DELLA COMMISSIONE del 31 gennaio 2014

  L 47

1

18.2.2014

►M5

REGOLAMENTO (UE) N. 627/2014 DELLA COMMISSIONE del 12 giugno 2014

  L 174

28

13.6.2014

►M6

REGOLAMENTO (UE) 2016/1718 DELLA COMMISSIONE del 20 settembre 2016

  L 259

1

27.9.2016

►M7

REGOLAMENTO (UE) 2017/1347 DELLA COMMISSIONE del 13 luglio 2017

  L 192

1

24.7.2017

►M8

REGOLAMENTO (UE) 2017/2400 DELLA COMMISSIONE del 12 dicembre 2017

  L 349

1

29.12.2017

►M9

REGOLAMENTO (UE) 2018/932 DELLA COMMISSIONE del 29 giugno 2018

  L 165

32

2.7.2018




▼B

REGOLAMENTO (UE) N. 582/2011 DELLA COMMISSIONE

del 25 maggio 2011

recante attuazione e modifica del regolamento (CE) n. 595/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le emissioni dei veicoli pesanti (Euro VI) e recante modifica degli allegati I e III della direttiva 2007/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio

(Testo rilevante ai fini del SEE)



Articolo 1

Oggetto

Il presente regolamento stabilisce misure di attuazione degli articoli 4, 5, 6 e 12 del regolamento (CE) n. 595/2009.

Inoltre, esso modifica il regolamento (CE) n. 595/2009 e la direttiva 2007/46/CE.

Articolo 2

Definizioni

Ai fini del presente regolamento, si intende per:

1) «sistema motore», il motore, il sistema di controllo delle emissioni e l’interfaccia di comunicazione (hardware e messaggi) tra le centraline elettroniche (di seguito «ECU») del sistema motore e qualsiasi altra unità di controllo del gruppo motopropulsore o del veicolo;

2) «programma di accumulo di esercizio», il ciclo di invecchiamento e il periodo di accumulo di esercizio per determinare i fattori di deterioramento per il sistema di post-trattamento della famiglia di motori;

3) «famiglia di motori», un raggruppamento, operato dal fabbricante di motori che, in base alle caratteristiche di progettazione di cui al punto 6 dell’allegato I, hanno caratteristiche di emissione dei gas di scarico simili; tutti i componenti della famiglia devono rispettare i valori limite di emissione applicabili;

4) «tipo di motore», una categoria di motori che non differiscono tra loro per quanto riguarda le caratteristiche essenziali del motore definite nell’allegato I, appendice 4;

5) «tipo di veicolo relativamente alle emissioni e alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione del veicolo», un gruppo di veicoli che non differiscono tra loro per quanto riguarda le caratteristiche essenziali del motore e del veicolo definite nell’allegato I, appendice 4;

6) «sistema deNOx», un sistema di riduzione catalitica selettiva (di seguito «SCR»), un assorbitore di NOx, un catalizzatore di NOx passivo o attivo con funzionamento in magro o qualsiasi altro sistema di post-trattamento del gas di scarico progettato per ridurre le emissioni di ossidi di azoto (NOx);

7) «sistema di post-trattamento del gas di scarico», un catalizzatore (di ossidazione, a tre vie o di qualsiasi altro tipo), un filtro antiparticolato, un sistema deNOx, un sistema combinato deNOx-filtro antiparticolato o qualsiasi altro dispositivo di riduzione delle emissioni montato a valle del motore;

8) «sistema diagnostico di bordo (OBD)», un sistema presente a bordo di un veicolo o di un motore in grado di:

a) rilevare malfunzionamenti che incidono sulle prestazioni del sistema motore in termini di emissioni;

b) segnalare la loro presenza per mezzo di un sistema di allarme; e

c) localizzare il malfunzionamento per mezzo di dati memorizzati nel computer e/o comunicare tali dati all’esterno del veicolo;

▼M4

9) «componente o sistema deteriorato qualificato» (di seguito «QDC»), una componente o un sistema, intenzionalmente sottoposti a deterioramento, ad esempio tramite invecchiamento accelerato, o manipolati in maniera controllata e il cui uso è accettato dall’autorità di omologazione, ai sensi di quanto disposto all’allegato 9B del regolamento UNECE n. 49, se si dimostra l’efficienza dell’OBD del sistema motore;

▼B

10) «ECU», la centralina elettronica di controllo del sistema motore;

11) «codice diagnostico di guasto» (di seguito «DTC»), un codice numerico o alfanumerico che identifica o designa un malfunzionamento;

12) «sistema portatile di misura delle emissioni» (di seguito «PEMS»), un sistema portatile di misura delle emissioni che soddisfa le prescrizioni di cui all’appendice 2, dell’allegato II;

13) «spia di malfunzionamento» (di seguito «MI»), una spia che fa parte del sistema di allarme e che informa chiaramente il conducente del veicolo in caso di malfunzionamento;

14) «ciclo d’invecchiamento», le condizioni di funzionamento del veicolo o del motore (velocità, carico, potenza) da riprodurre durante il periodo di accumulo di esercizio;

15) «componenti fondamentali in relazione alle emissioni», i seguenti componenti progettati essenzialmente per controllare le emissioni: qualsivoglia sistema di post-trattamento del gas di scarico, l'ECU e i sensori e gli attuatori ivi connessi e il sistema di ricircolo dei gas di scarico (di seguito «EGR») compresi tutti i relativi filtri, refrigeranti, valvole di controllo e tubi;

16) «manutenzione fondamentale in relazione alle emissioni», la manutenzione da eseguire sui componenti fondamentali connessi alle emissioni;

17) «manutenzione in relazione alle emissioni», la manutenzione che influisce in modo significativo sulle emissioni o che può incidere sul deterioramento delle emissioni del veicolo o del motore durante il funzionamento nelle normali condizioni d’uso;

18) «famiglia di sistemi di post-trattamento», un raggruppamento, operato dal fabbricante, comprendente motori che rientrano nella definizione di famiglia di motori e che in più usano un sistema di post-trattamento del gas di scarico simile;

▼M4

19) «indice di Wobbe (Wl inferiore o Wu superiore)», il rapporto tra il corrispondente potere calorifico di un gas per unità di volume e la radice quadrata della sua densità relativa nelle stesse condizioni di riferimento:

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Che può anche essere espresso nella forma che segue:

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20) «fattore di spostamento λ» (di seguito «Sλ»), espressione che descrive la flessibilità richiesta a un sistema di gestione del motore relativamente ad un cambiamento del rapporto di eccesso d’aria λ se il motore è alimentato con una composizione di gas diversa dal metano puro, come specificato all’allegato 4, appendice 5, sezione A.5.5.1 del regolamento UNECE n. 49;

▼B

21) «manutenzione senza conseguenze sulle emissioni», la manutenzione che non influisce in modo sostanziale sulle emissioni e che non ha un effetto duraturo sul deterioramento delle emissioni del veicolo o del motore durante il funzionamento nelle normali condizioni d’uso;

22) «famiglia di motori OBD», raggruppamento, operato dal fabbricante, comprendente sistemi motore che hanno metodi comuni di monitoraggio e di diagnosi dei malfunzionamenti relativi alle emissioni;

23) «scanner», apparecchiatura di prova esterna usata per la comunicazione normalizzata tra l’esterno e il sistema OBD conformemente alle prescrizioni del presente allegato;

24) «strategia ausiliaria di controllo delle emissioni» (di seguito «AES»), una strategia di controllo delle emissioni che si attiva e sostituisce o modifica una strategia di base di controllo delle emissioni per un determinato scopo e in risposta a una serie di condizioni ambientali e/o di funzionamento specifiche e che resta attiva finché tali condizioni perdurano;

25) «strategia di base di controllo delle emissioni (di seguito “BES”)», una strategia di controllo delle emissioni che è operativa per tutto l’intervallo di regimi e di carico del motore se non viene attivata una AES;

26) «rapporto di efficienza in servizio», il rapporto tra il numero di volte in cui sussistevano le condizioni in cui un monitor o un gruppo di monitor avrebbe dovuto rilevare un malfunzionamento e il numero di cicli di guida rilevanti per tale monitor o gruppo di monitor;

27) «avviamento del motore», consiste nelle seguenti fasi: contatto, avvio e inizio della combustione ed è completo quando il regime di rotazione del motore raggiunge 150 min-1 al di sotto del regime di minimo normale, a caldo;

28) «sequenza operativa», una sequenza che consta delle seguenti fasi: avviamento del motore, periodo di funzionamento (del motore), arresto del motore e tempo che intercorre fino al successivo avviamento, in cui un monitor specifico dell’OBD effettua un ciclo completo e rileva gli eventuali malfunzionamenti;

29) «monitoraggio dei valore limite di emissione», monitoraggio di un malfunzionamento che determina il superamento dei valori limite per l'OBD (denominati nel prosieguo «OTL»), che consiste in una o in entrambe le operazioni a seguire:

a) misurazione diretta delle emissioni per mezzo di uno o più sensori che rilevano le emissioni allo scarico e di un modello che permette di correlare le emissioni dirette alle emissioni specifiche del ciclo di prova applicabile;

b) indicazione di un aumento delle emissioni attraverso la correlazione tra i dati di input/output del computer e le emissioni specifiche per il ciclo di prova;

30) «monitoraggio dell’efficienza», monitoraggio dei malfunzionamenti effettuato per mezzo di controlli della funzionalità e del monitoraggio di parametri non direttamente correlati con i limiti di emissione, eseguito su componenti o sistemi per controllare che funzionino entro l’intervallo di lavoro previsto;

31) «difetto di razionalità», un malfunzionamento in cui il segnale proveniente da un singolo sensore o componente non corrisponde a quello previsto quando viene valutato rispetto a segnali ricavabili da altri sensori o componenti del sistema di controllo, compresi i casi in cui tutti i segnali misurati e i dati in uscita del componente presi singolarmente rientrano nell’intervallo di lavoro associato al normale funzionamento del sensore o del componente in questione e i casi in cui nessuno dei sensori o dei componenti preso singolarmente indica un malfunzionamento;

32) «monitoraggio di difetto funzionale totale», monitoraggio per rilevare un malfunzionamento che comporterebbe la perdita totale della funzione desiderata di un sistema;

33) «malfunzionamento», guasto o deterioramento di un sistema motore, ivi compreso il sistema OBD, che potrebbe ragionevolmente provocare l’aumento della quantità di uno o più inquinanti regolamentati emessi dal sistema motore o una riduzione dell’efficacia del sistema OBD;

34) «denominatore generale», un contatore che indica il numero di volte in cui un veicolo è stato messo in funzione, tenuto conto delle condizioni generali;

35) «contatore dei cicli d’accensione», contatore che indica il numero di avviamenti del motore di un veicolo;

36) «ciclo di guida», una sequenza che consta delle seguenti fasi: avviamento del motore, periodo di funzionamento (del veicolo), arresto del motore e tempo che intercorre fino al successivo avviamento del motore;

37) «gruppo di monitor», al fine di valutare l’efficienza in servizio di una famiglia di motori OBD, un gruppo di monitor dell’OBD usati per determinare il corretto funzionamento del sistema di controllo delle emissioni;

38) «potenza netta», la potenza ottenuta sul banco di prova all’estremità dell’albero motore o di un organo equivalente, misurata al corrispondente regime del motore con gli elementi ausiliari secondo l’Allegato XIV e determinata alle condizioni atmosferiche di riferimento;

39) «potenza massima netta», il valore massimo della potenza netta misurato con il motore a pieno carico;

40) «filtro antiparticolato diesel a flusso a parete», un filtro antiparticolato diesel (nel prosieguo: «DPF») in cui tutto il gas di scarico viene convogliato verso una parete che filtra i corpi solidi;

41) «rigenerazione continua», il processo di rigenerazione di un sistema di post-trattamento del gas di scarico che si effettua in permanenza oppure almeno un volta per ogni prova su ciclo di guida transiente armonizzato a livello mondiale (denominato nel prosieguo «WHTC») con avviamento a caldo;

▼M1

42) «adattamenti personalizzati», qualsiasi modifica a un tipo di veicolo, a un sistema, a una componente o a una entità tecnica, apportata su richiesta specifica di un cliente e soggetta a omologazione;

43) «informazioni relative all’OBD del veicolo», informazioni riguardanti un sistema diagnostico di bordo che controlli un qualsiasi sistema elettronico del veicolo;

44) «sistema riportato», un sistema, quale definito all’articolo 3, paragrafo 23, della direttiva 2007/46/CE, riportato da un tipo di veicolo vecchio a uno nuovo;

▼M4

45) «modalità diesel», la normale modalità di funzionamento di un motore a doppia alimentazione durante la quale il motore non utilizza un carburante gassoso per nessuna sua condizione di funzionamento;

46) «motore a doppia alimentazione», un sistema motore progettato per funzionare contemporaneamente con carburante diesel e carburante gassoso; i due carburanti sono dosati separatamente e il quantitativo consumato di uno dei due rispetto all’altro può variare a seconda del funzionamento del veicolo;

47) «modalità a doppia alimentazione», la normale modalità di funzionamento di un motore a doppia alimentazione durante la quale, in determinate condizioni di funzionamento del motore, il motore usa contemporaneamente carburante diesel e carburante gassoso;

48) «veicolo a doppia alimentazione», un veicolo dotato di un motore a doppia alimentazione in cui i carburanti usati dal motore sono forniti da sistemi separati di stoccaggio a bordo;

49) «modalità di servizio», una modalità speciale di un motore a doppia alimentazione che viene attivata a scopo di riparazione o per far uscire il veicolo dal traffico se non è possibile il funzionamento nella modalità a doppia alimentazione;

50) «indice energetico del gas (Gas Energy Ratio — GER)» nei motori a doppia alimentazione, è il rapporto, espresso in percentuale, tra il contenuto energetico del carburante gassoso e il contenuto energetico di entrambi i carburanti (diesel e gassoso); il contenuto energetico dei carburanti è definito come il potere calorifico inferiore;

51) «indice medio del gas», l’indice energetico medio del gas calcolato durante un ciclo di guida;

52) «motore a doppia alimentazione di tipo 1A», un motore a doppia alimentazione funzionante durante la parte a caldo del ciclo di prova WHTC con un indice medio del gas non inferiore al 90 % (GERWHTC ≥ 90 %), che non tiene il minimo con il solo carburante diesel e che non dispone di modalità diesel;

53) «motore a doppia alimentazione di tipo 1B», un motore a doppia alimentazione funzionante durante la parte a caldo del ciclo di prova WHTC con un indice medio del gas non inferiore al 90 % (GERWHTC ≥ 90 %), che in modalità a doppia alimentazione non tiene il minimo con il solo carburante diesel ma che dispone di modalità diesel;

54) «motore a doppia alimentazione di tipo 2A», un motore a doppia alimentazione funzionante durante la parte a caldo del ciclo di prova WHTC con un indice medio del gas compreso tra il 10 % e il 90 % (10 % < GERWHTC < 90 %) e che non dispone di modalità diesel oppure che funziona durante la parte a caldo del ciclo di prova WHTC con un indice medio del gas non inferiore al 90 % (GERWHTC ≥ 90 %), ma che tiene il minimo solo con il carburante diesel e non dispone di modalità diesel;

55) «motore a doppia alimentazione di tipo 2 B», un motore a doppia alimentazione funzionante durante la parte a caldo del ciclo di prova WHTC con un indice medio del gas compreso tra il 10 % e il 90 % (10 % <GERWHTC < 90 %) e che dispone di modalità diesel oppure che funziona durante la parte a caldo del ciclo di prova WHTC con un indice medio del gas non inferiore al 90 % (GERWHTC ≥ 90 %), ma che tiene il minimo solo con il carburante diesel in modalità a doppia alimentazione e non dispone di modalità diesel;

56) «motore a doppia alimentazione di tipo 3B», un motore a doppia alimentazione funzionante durante la parte a caldo del ciclo di prova WHTC con un indice medio del gas non superiore al 10 % (GERWHTC ≤ 10 %) e che dispone di modalità diesel.

▼M1

Articolo 2 bis

Accesso alle informazioni relative all’OBD e sulla riparazione e manutenzione del veicolo

1.  I fabbricanti mettono in atto le disposizioni e le procedure necessarie, ai sensi dell’articolo 6 del regolamento (CE) n. 595/2009 e dell’allegato XVII del presente regolamento, al fine di garantire che informazioni relative all’OBD e alla riparazione e manutenzione del veicolo siano accessibili su Internet con un formato standard, in modo facile, rapido e non discriminatorio rispetto alle disposizioni impartite o all’accesso consentito ai concessionari/meccanici autorizzati. I fabbricanti distribuiscono inoltre agli operatori indipendenti e a concessionari/meccanici autorizzati materiale di formazione tecnica.

2.  Le autorità di omologazione rilasciano l’omologazione solo dopo aver ricevuto dal fabbricante un Certificato di accesso alle informazioni relative all’OBD e sulla riparazione e manutenzione del veicolo.

3.  Il Certificato di accesso alle informazioni relative all’OBD e sulla riparazione e manutenzione del veicolo prova la conformità all’articolo 6 del regolamento (CE) n. 595/2009.

4.  Il Certificato di accesso alle informazioni relative all’OBD e sulla riparazione e manutenzione del veicolo va redatto in base al modello di cui all’appendice 1 dell’allegato XVII.

5.  Le informazioni relative all’OBD e sulla riparazione e manutenzione del veicolo devono contenere i seguenti elementi:

a) l’identificazione inequivocabile del veicolo, del sistema, della componente o dell’entità tecnica di cui è responsabile il fabbricante;

b) manuali di servizio, per annotare riparazioni e attività di manutenzione;

c) manuali tecnici;

d) informazioni su componenti e diagnosi (come valori di misurazione teorici minimi e massimi);

e) schemi elettrici;

f) codici diagnostici di guasto, compresi i codici specifici dei fabbricanti;

g) numero di identificazione della taratura del software applicabile a un tipo di veicolo;

h) informazioni su strumenti e apparecchiature proprietari, e informazioni fornite mediante tali strumenti e apparecchiature;

i) informazioni sui dati registrati e dati bidirezionali di monitoraggio e prova;

j) unità di lavoro o scadenze standard per operazioni di riparazione e manutenzione, se comunicate ai meccanici e ai concessionari autorizzati del fabbricante direttamente o tramite terzi;

k) nel caso di un’omologazione in più fasi, le informazioni chieste all’articolo 2 ter.

6.  Concessionari e/o officine autorizzate facenti parte del sistema di distribuzione di un determinato fabbricante di veicoli sono considerati operatori indipendenti ai fini del presente regolamento se forniscono servizi di riparazione e manutenzione a veicoli di un fabbricante del cui sistema di distribuzione essi non fanno parte.

7.  Le informazioni sulla riparazione e sulla manutenzione dei veicoli devono essere sempre accessibili, salvo durante gli interventi di manutenzione sul sistema d’informazione.

8.  Per fabbricare o riparare componenti OBD di ricambio, strumenti diagnostici e attrezzature di prova, i costruttori forniscono le pertinenti informazioni sull’OBD e sulla riparazione e manutenzione del veicolo a tutti i fabbricanti/meccanici interessati di componenti, strumenti diagnostici o attrezzatura di prova, senza discriminazioni.

9.  Il fabbricante rende note modifiche successive e supplementi d’informazione sulla riparazione e sulla manutenzione dei veicoli sui propri siti web nel momento stesso in cui li rende accessibili alle officine autorizzate.

10.  Se le attività di riparazione e di manutenzione di un veicolo sono memorizzate in una banca dati centrale del fabbricante del veicolo o a suo nome, le officine indipendenti che sono state abilitate e autorizzate ai sensi dell’allegato XVII, sezione 2.2, devono poter accedere ai dati gratuitamente e alle stesse condizioni dei meccanici autorizzati e introdurre informazioni sull’attività di riparazione e di manutenzione da essi eseguite.

11.  Il fabbricante mette a disposizione delle parti interessate le seguenti informazioni:

a) informazioni pertinenti per consentire lo sviluppo di componenti di ricambio fondamentali per il corretto funzionamento del sistema OBD;

b) informazioni per consentire lo sviluppo di strumenti di diagnosi generici.

Ai fini del primo comma, lettera a), lo sviluppo di componenti di ricambio non deve essere limitata dai seguenti aspetti:

a) mancanza di informazioni pertinenti;

b) requisiti tecnici relativi alle strategie di indicazione dei malfunzionamenti se si superano i valori limite OBD o se il sistema OBD non può soddisfare i requisiti di base relativi al monitoraggio del presente regolamento;

c) modifiche specifiche al trattamento dell’informazione OBD, introdotte per gestire in modo indipendente il funzionamento del veicolo con benzina o gas;

d) l’omologazione di veicoli alimentati a gas che presentano alcune anomalie di scarsa rilevanza.

Ai fini della lettera b), quando un costruttore usa strumenti di diagnosi e di prova conformi alle norme ISO 22900 Modular Vehicle Communication Interface (MVCI) e ISO 22901 Open Diagnostic Data Exchange (ODX) nella sua rete affiliata, i file ODX devono essere accessibili agli operatori indipendenti attraverso il sito Internet del fabbricante.

Articolo 2 ter

Omologazione in più fasi

1.  Nel caso di dell’omologazione in più fasi, di cui all’articolo 3, paragrafo 7, della direttiva 2007/46/CE, il fabbricante finale deve fornire l’accesso alle informazioni relative all’OBD e sulla riparazione e manutenzione del veicolo relative alle proprie fasi di fabbricazione e al legame con la/le fase/i precedente/i.

Il fabbricante finale deve inoltre fornire agli operatori indipendenti, attraverso il proprio sito web, le seguenti informazioni:

a) indirizzo Internet del/dei fabbricante/i responsabile/i della/e fase/i precedente/i;

b) nome e indirizzo di tutti i fabbricanti responsabili della/e fase/i precedente/i;

c) numero/i di omologazione della/e fase/i precedente/i;

d) il numero del motore.

2.  Ogni fabbricante responsabile di una determinata fase o di più fasi dell’omologazione deve garantire, attraverso il suo sito web, l’accesso all’informazione sull’OBD e sulla riparazione e manutenzione del veicolo riguardante la/le fase/i dell’omologazione di cui è responsabile e il legame con la fase precedente.

3.  Il fabbricante responsabile di una determinata fase o di più fasi dell’omologazione deve fornire le seguenti informazioni al fabbricante responsabile di una fase successiva:

a) il Certificato di conformità per la/le fase/i di cui è responsabile;

b) il Certificato di accesso alle informazioni relative all’OBD e sulla riparazione e manutenzione del veicolo, comprese le sue appendici;

c) il numero di omologazione corrispondente alla/e fase/i di cui egli sia responsabile;

d) i documenti di cui alle lettere a), b) e c) secondo quanto previsto dal/dai fabbricante/i coinvolti nella/e fase/i precedente/i.

Ogni fabbricante deve autorizzare il fabbricante responsabile di una fase successiva a trasferire i documenti ottenuti ai fabbricanti responsabili delle fasi successive e di quella finale.

Inoltre, su base contrattuale, il fabbricante responsabile di una determinata o di più fasi di omologazione deve:

a) permettere al fabbricante responsabile della fase seguente, l’accesso a informazioni relative all’OBD e sulla riparazione e manutenzione del veicolo e a informazioni d’interfaccia corrispondenti alla/e fase/i in questione di cui è responsabile;

b) permettere al fabbricante responsabile di una fase ulteriore, l’accesso alle informazioni relative all’OBD e sulla riparazione e manutenzione del veicolo e a informazioni d’interfaccia corrispondenti alla/e fase/i in questione di cui è responsabile.

4.  Un fabbricante, compreso un fabbricante finale, può riscuotere un canone solo ai sensi dell’articolo 2 septies riguardo alla/e fase/i specifica/che di cui è responsabile.

Un fabbricante, compreso un fabbricante finale, non può riscuotere un canone per fornire informazioni relative all’indirizzo web o alle informazioni di contatto di altri fabbricanti.

Articolo 2 quater

Adattamenti personalizzati

1.  In deroga all’articolo 2 bis, se il numero di sistemi, componenti o entità tecniche soggette a uno specifico adattamento personalizzato è inferiore a 250 unità prodotte in tutto il mondo, le informazioni sulla riparazione e la manutenzione dell’adattamento personalizzato devono essere fornite in modo facile, rapido e non discriminatorio rispetto alle disposizioni impartite o all’accesso consentito ai concessionari/meccanici autorizzati.

Per la manutenzione e la riprogrammazione di unità elettroniche di controllo riguardanti un adattamento personalizzato, il fabbricante mette a disposizione degli operatori indipendenti le proprie attrezzature specializzate e di prova nonché gli strumenti di diagnosi alle stesse condizioni riconosciute alle officine autorizzate.

Gli adattamenti personalizzati devono essere elencati nel sito web del fabbricante dedicato alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione e indicati all’atto dell’omologazione nel Certificato di accesso alle informazioni relative all’OBD e sulla riparazione e manutenzione del veicolo.

2.  Fino al 31 dicembre 2015, se il numero di sistemi, componenti o entità tecniche oggetto di uno specifico adattamento personalizzato supera le 250 unità a livello mondiale, il fabbricante può derogare all’obbligo di cui all’articolo 2 bis di consentire l’accesso alle informazioni relative all’OBD e sulla riparazione e manutenzione del veicolo usando un formato standard. Se il fabbricante si avvale di tale deroga, fornirà l’accesso alle informazioni relative all’OBD e sulla riparazione e manutenzione del veicolo in modo facile, rapido e non discriminatorio rispetto alle disposizioni impartite o all’accesso consentito ai concessionari/meccanici autorizzati.

3.  I fabbricanti, tramite vendita o affitto, mettono a disposizione degli operatori indipendenti le proprie attrezzature specializzate e di prova nonché gli strumenti di diagnosi per effettuare la manutenzione dei sistemi oggetto di adattamenti personalizzati, alle stesse condizioni riconosciute alle officine autorizzate.

4.  All’atto dell’omologazione, il fabbricante deve indicare nel Certificato di accesso alle informazioni relative all’OBD e sulla riparazione e manutenzione del veicolo gli adattamenti personalizzati e tutte le unità elettroniche di controllo ad essi correlate per i quali egli deroga all’obbligo di cui all’articolo 2 bis di consentire l’accesso alle informazioni sull’OBD e sulla riparazione e la manutenzione dei veicoli in un formato standard.

Tali adattamenti personalizzati e tutte le unità elettroniche di controllo a essi correlate vanno elencati anche nel sito web del fabbricante dedicato alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione.

Articolo 2 quinquies

Fabbricanti in piccole serie

1.  In deroga all’articolo 2 bis, i fabbricanti la cui produzione annua a livello mondiale di un tipo di veicolo, di sistema, di componente o di entità tecnica che rientri nel presente regolamento sia inferiore a 250 unità, forniscono l’accesso a informazioni sulle riparazioni e la manutenzione in modo facile, rapido e non discriminatorio rispetto alle disposizioni impartite o all’accesso consentito ai concessionari/meccanici autorizzati.

2.  Il veicolo, il sistema, la componente e l’entità tecnica soggetti al paragrafo 1 devono essere elencati nel sito web del fabbricante dedicato alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione.

3.  L’autorità di omologazione informa immediatamente la Commissione di ogni omologazione rilasciata ai fabbricanti in piccole serie.

Articolo 2 sexies

Sistemi riportati

1.  Fino al 30 giugno 2016, riguardo ai sistemi riportati di cui all’appendice 3 dell’allegato XVII, il costruttore può derogare all’obbligo di riprogrammare le unità elettroniche di controllo in conformità alle norme di cui all’allegato XVII.

La deroga in tal senso va indicata sul Certificato di accesso alle informazioni relative all’OBD e sulla riparazione e manutenzione del veicolo all’atto dell’omologazione.

I sistemi per i quali un fabbricante deroga all’obbligo di riprogrammare le unità elettroniche di controllo in conformità alle norme di cui all’allegato XVII, vanno indicate sul suo sito web dedicato alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione.

2.  Per la manutenzione e la riprogrammazione delle unità elettroniche di controllo nei sistemi riportati per i quali il fabbricante deroga all’obbligo di effettuare tali operazioni in conformità alle norme di cui all’allegato XVII, i fabbricanti devono garantire che gli operatori indipendenti possono acquistare o affittare le rispettive attrezzature o strumentazioni specializzate.

Articolo 2 septies

Canoni per accedere alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione dei veicoli

1.  I fabbricanti possono chiedere la corresponsione di un importo, ragionevole e proporzionato, per accedere alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione dei veicoli di cui al presente regolamento.

Ai fini del primo comma, un canone è considerato eccessivo o sproporzionato se scoraggia l’accesso per non voler tener conto dell’uso che ne fa l’operatore indipendente.

2.  I fabbricanti mettono a disposizione informazioni sulla riparazione e la manutenzione dei veicoli, come i servizi transnazionali di riprogrammazione o di assistenza tecnica, su base oraria, giornaliera, mensile e annua, con canoni d’accesso diversi a seconda dei vari periodi per i quali viene consentito l’accesso.

Oltre a un accesso basato sulla durata, i fabbricanti possono offrire un accesso del tipo a transazione; il canone è allora fissato per transazione e non in funzione del tempo per la cui durata l’accesso viene consentito. Se i fabbricanti offrono entrambi i sistemi, le officine indipendenti scelgono il sistema di accesso che preferiscono: o il tipo «durata» o il tipo «transazione».

Articolo 2 octies

Rispetto degli obblighi relativi all’accesso alle informazioni relative all’OBD e sulla riparazione e manutenzione del veicolo

1.  Un’autorità di omologazione può in qualsiasi momento, di propria iniziativa oppure sulla base di un reclamo o di una valutazione effettuata da un servizio tecnico, verificare l’ottemperanza di un fabbricante alle disposizioni del regolamento (CE) n. 595/2009, del presente regolamento e del contenuto del Certificato di accesso alle informazioni relative all’OBD e sulla riparazione e manutenzione del veicolo.

2.  Se un’autorità di omologazione rileva che un fabbricante non ha ottemperato agli obblighi in materia di accesso alle informazioni relative all’OBD e sulla riparazione e manutenzione del veicolo, l’autorità di omologazione che ha rilasciato l’omologazione prende gli opportuni provvedimenti per porre rimedio alla situazione.

Tali provvedimenti possono contemplare il ritiro o la sospensione dell’omologazione, ammende o altre misure adottate in conformità all’articolo 11 del regolamento (CE) n. 595/2009.

3.  L’autorità di omologazione procede a una verifica per accertare l’ottemperanza, da parte del fabbricante, agli obblighi riguardanti l’accesso alle informazioni relative all’OBD e sulla riparazione e manutenzione del veicolo, se un operatore indipendente o un’associazione di categoria che rappresenti operatori indipendenti le presenta un reclamo.

4.  Nell’effettuare la verifica, l’autorità di omologazione può chiedere al servizio tecnico o a un altro esperto indipendente una perizia che accerti il rispetto di tali obblighi.

Articolo 2 nonies

Forum sull’accesso alle informazioni relative ai veicoli

Il campo di applicazione delle attività svolte dal Forum sull’accesso alle informazioni relative ai veicoli, istituito ai sensi dell’articolo 13, paragrafo 9, del regolamento (CE) n. 692/2008 della Commissione ( 1 ) viene esteso ai veicoli contemplati dal regolamento (CE) n. 595/2009.

Se emergono prove di abuso, intenzionale o no, delle informazioni sull’OBD e sulla riparazione e la manutenzione del veicolo, il Forum darà indicazioni alla Commissione sulle misure volte a impedire un abuso delle informazioni.

▼B

Articolo 3

Prescrizioni relative all’omologazione

▼M4

1  Per ottenere l’omologazione CE di un sistema motore o di una famiglia di motori quale unità tecnica distinta, o l’omologazione CE di un veicolo munito di sistema motore omologato riguardo alle emissioni e alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione del medesimo, oppure l’omologazione CE di un veicolo riguardo alle emissioni e alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione del medesimo, il fabbricante deve dimostrare, ai sensi delle disposizioni dell’allegato I, che i veicoli o i sistemi motore sono stati sottoposti alle prove e soddisfano i requisiti di cui agli articoli 4 e 14 nonché agli allegati da III a VIII, X, XIII, XIV e XVII. Il fabbricante garantisce altresì la conformità alle specifiche relative ai carburanti di riferimento indicate nell’allegato IX. Nel caso dei motori e dei veicoli a doppia alimentazione, il fabbricante deve inoltre soddisfare i requisiti di cui all’allegato XVIII.

▼M8

Per ottenere l'omologazione CE di un veicolo munito di sistema motore omologato riguardo alle omologato riguardo alle emissioni e alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione, oppure l'omologazione CE di un veicolo riguardo alle emissioni e alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione, il costruttore deve inoltre dimostrare che i requisiti di cui all'articolo 6 e all'allegato II del regolamento (UE) 2017/2400 ( 2 ) sono soddisfatti per quanto riguarda il gruppo di veicoli interessato. Tuttavia i requisiti non si applicano qualora il costruttore indichi che i nuovi veicoli del tipo da omologare non saranno immatricolati, venduti o messi in circolazione nell'Unione nelle date di cui all'articolo 24, paragrafo 1, lettere a), b) e c), del regolamento (UE) 2017/2400 o successivamente alle stesse, per il rispettivo gruppo di veicoli.

▼M1

1 bis.  Se, al momento della presentazione della domanda di omologazione, le informazioni sull’OBD e sulla riparazione e manutenzione del veicolo non sono disponibili o non sono conformi all’articolo 6 del regolamento (CE) n. 595/2009, all’articolo 2 bis ed, eventualmente, agli articoli 2 ter, 2 quater e 2 quinquies del presente regolamento nonché all’allegato XVII del presente regolamento, il costruttore fornisce tali informazioni entro 6 mesi dalla data di cui all’articolo 8, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 595/2009 o entro 6 mesi dalla data dell’omologazione, se questa è successiva.

1 ter.  La fornitura dei dati e delle informazioni entro le date di cui al paragrafo 5 è obbligatoria solo se, dopo l’omologazione, il veicolo viene immesso sul mercato.

Se il veicolo viene immesso sul mercato più di 6 mesi dopo l’omologazione, le informazioni vanno fornite alla data in cui esso viene immesso sul mercato.

1 quater.  L’autorità di omologazione può presumere che il costruttore abbia applicato disposizioni e procedure adeguate riguardo all’accesso alle informazioni relative all’OBD e sulla riparazione e manutenzione del veicolo grazie al Certificato di accesso alle informazioni relative all’OBD e sulla riparazione e manutenzione del veicolo, debitamente compilato, purché non siano stati presentati reclami e il fabbricante fornisca le informazioni entro il termine di cui al paragrafo 1 bis.

Se il certificato di conformità non viene prodotto entro tale periodo, l’autorità di omologazione adotta adeguati provvedimenti per garantire la conformità.

▼M4

2.  Per ottenere l’omologazione CE di un veicolo munito di sistema motore omologato riguardo alle emissioni e alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione del medesimo o l’omologazione CE di un veicolo riguardo alle emissioni e alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione del medesimo, il fabbricante deve garantire la conformità ai requisiti di montaggio di cui all’allegato I, sezione 4, e, nei veicoli a doppia alimentazione, ai requisiti aggiuntivi di montaggio di cui all’allegato XVIII, sezione 6.

3.  Per ottenere l’estensione dell’omologazione CE di un veicolo omologato riguardo alle emissioni e alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione del medesimo ai sensi del presente regolamento, dotato di massa di riferimento superiore a 2 380  kg, ma inferiore a 2 610  kg, il fabbricante deve soddisfare i requisiti di cui all’allegato VIII, sezione 5.

4.  Le disposizioni riguardanti l’omologazione alternativa di cui all’allegato X, punto 2.4.1, e all’allegato XIII, punto 2.1, non si applicano ai fini di ottenere l’omologazione CE di un sistema motore o di una famiglia di motori quale unità tecnica distinta. Esse non si applicano neppure ai motori e ai veicoli a doppia alimentazione.

5.  Qualsiasi sistema motore e qualsiasi elemento di progettazione in grado di influire sulle emissioni di inquinanti gassosi e particolato deve essere progettato, costruito, assemblato e installato in modo che, in condizioni d’uso normali, il motore sia conforme alle prescrizioni del regolamento (CE) n. 595/2009 e a quelle del presente regolamento. Il fabbricante deve anche la conformità ai requisiti relativi alle emissioni fuori ciclo di cui all’articolo 14 e all’allegato VI del presente regolamento. Nel caso dei motori e dei veicoli a doppia alimentazione occorre rispettare anche le prescrizioni di cui all’allegato XVIII.

6.  Per ottenere l’omologazione CE di un sistema motore o di una famiglia di motori quale unità tecnica distinta o l’omologazione CE di un veicolo riguardo alle emissioni e alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione del medesimo, ai fini di un’omologazione universale per tutti i gruppi di carburanti, o di un’omologazione limitata a un gruppo di carburanti oppure di un’omologazione per un determinato carburante, il fabbricante deve garantire la conformità ai requisiti di cui all’allegato I, sezione 1.

▼B

7.  Per ottenere l’omologazione CE nel caso di motori alimentati a benzina o a E85, il fabbricante garantisce che siano adempiute le prescrizioni specifiche concernenti le aperture di entrata dei serbatoi di carburante per i veicoli alimentati a benzina e a E85, stabilite al punto 4.3 dell’allegato I.

8.  Prescrizioni specifiche concernenti la sicurezza del sistema elettronico sono contenute nel punto 2.1 dell'allegato X.

9.  Il fabbricante adotta misure tecniche per garantire che le emissioni dallo scarico risultino effettivamente limitate, conformemente al presente regolamento, per tutto il normale ciclo di vita del veicolo e in condizioni d’uso normali. Tali misure riguardano anche la sicurezza dei tubi flessibili utilizzati nei sistemi di controllo delle emissioni e dei relativi raccordi e collegamenti, che devono essere costruiti in modo conforme al progetto originario.

10.  Il fabbricante garantisce che i risultati delle prove relative alle emissioni siano conformi al valore limite applicabile nelle condizioni di prova precisate nel presente regolamento.

11.  Il fabbricante determina i fattori di deterioramento da utilizzarsi per dimostrare che le emissioni di gas e particolato di una famiglia di motori o di una famiglia di sistemi di post-trattamento rimangono conformi ai limiti di emissione stabiliti nell’allegato I del regolamento (CE) n. 595/2009 nei periodi di normale vita utile di cui all’articolo 4, paragrafo 2, di tale regolamento.

Le procedure per dimostrare la conformità del sistema motore o della famiglia di sistemi di post-trattamento nei periodi di normale vita utile sono descritte nell’allegato VII.

12.  Per i motori ad accensione comandata sottoposti alla prova di cui all’allegato IV, al regime normale di minimo del motore, il tenore massimo di monossido di carbonio ammesso nei gas di scarico è quello indicato dal fabbricante del veicolo. In ogni caso, il tenore massimo di monossido di carbonio non deve superare 0,3 % vol.

Al minimo accelerato, il tenore in volume di monossido di carbonio nei gas di scarico non deve superare 0,2 % vol, con un regime del motore di almeno 2 000 min-1 e un valore lambda di 1 ± 0,03 o in conformità alle specifiche del fabbricante.

13.  In caso di basamento del motore chiuso, i fabbricanti garantiscono che per la prova di cui all’allegato V, il sistema di ventilazione del motore non consenta l’emissione di gas del basamento nell’atmosfera. In caso di basamento di tipo aperto, si misurano le emissioni e si aggiungono alle emissioni allo scarico secondo le disposizioni dell’allegato V.

14.  Nel presentare la domanda di omologazione, i fabbricanti forniscono all’autorità di omologazione informazioni comprovanti che il sistema deNOx mantiene la propria funzione di controllo delle emissioni in tutte le condizioni ambientali normalmente presenti nel territorio dell’Unione, in particolare alle basse temperature.

Inoltre, i fabbricanti forniscono all’autorità di omologazione informazioni sulla strategia di funzionamento dell'EGR, compreso il funzionamento alle basse temperature.

Tali informazioni comprendono anche una descrizione degli eventuali effetti sulle emissioni quando il sistema funziona a temperature basse.

▼M1 —————

▼B

Articolo 4

Diagnosi di bordo

1.  I fabbricanti garantiscono che tutti i sistemi motore e i veicoli siano dotati di un sistema OBD.

2.  Il sistema OBD è progettato, costruito e montato sul veicolo in conformità all’allegato X, in modo tale da consentirgli di individuare, registrare e comunicare i tipi di deterioramento o malfunzionamento specificati in tale allegato per l’intero ciclo di vita del veicolo.

3.  Il fabbricante garantisce che il sistema OBD sia conforme alle prescrizioni di cui all’allegato X, in particolare alle prescrizioni relative all’efficienza in servizio dell’OBD in tutte le condizioni di guida normali e ragionevolmente prevedibili riscontrate nell’Unione, comprese le normali condizioni d’uso specificate nell’allegato X.

4.  La spia di malfunzionamento del sistema OBD, se sottoposta a prova con un componente deteriorato qualificato, deve attivarsi in conformità all’allegato X. La spia di malfunzionamento del sistema OBD può attivarsi anche a livelli di emissioni inferiori ai valori limite per l’OBD precisati nell’allegato X.

5.  Il fabbricante garantisce che siano adempiute le disposizioni relative all’efficienza in servizio della famiglia di motori OBD stabilite nell’allegato X.

6.  I dati relativi all’efficienza in servizio dell’OBD sono salvati dal sistema OBD e messi a disposizione senza cifratura attraverso il protocollo di comunicazione standard dell’OBD conformemente a quanto disposto nell’allegato X.

7.  A scelta del fabbricante, durante 3 anni a decorrere dalle date di cui all’articolo 8, paragrafo 1, e all’articolo 8, paragrafo 2, del regolamento CE n. 595/2009, i sistemi OBD possono essere conformi a prescrizioni alternative, come specificato nell’allegato X del presente regolamento con riferimento al presente paragrafo.

▼M5

8.  Fino al 31 dicembre 2015, in caso di nuovi tipi di veicoli o di motori, e fino al 31 dicembre 2016, per tutti i veicoli nuovi venduti, immatricolati o messi in servizio all'interno dell'Unione, il fabbricante può valersi di disposizioni alternative, ai sensi dell'allegato X, punto 2.3.3.3, per monitorare il DPF.

▼M1

Articolo 5

Domanda di omologazione di un sistema motore o di una famiglia di motori come entità tecnica per quanto riguarda le emissioni e l’accesso alle informazioni sulla riparazione e sulla manutenzione

▼B

1.  Il fabbricante presenta all’autorità di omologazione domanda di omologazione CE del sistema motore o della famiglia di motori quale unità tecnica distinta.

2.  La domanda di cui al paragrafo 1 è redatta conformemente al modello di scheda informativa di cui all’appendice 4 dell’allegato I. A tal fine si applica la parte 1 di tale appendice.

3.  Unitamente alla domanda, il fabbricante fornisce un fascicolo di documenti che illustra nel dettaglio tutti gli elementi di progetto che influenzano le emissioni, la strategia di controllo delle emissioni del sistema motore, il modo in cui il sistema motore controlla le variabili d’uscita che influiscono sulle emissioni, se tale controllo è diretto o indiretto, nonché le caratteristiche del sistema di allarme e di persuasione prescritto dalle sezioni 4 e 5 dall'allegato XIII. Il fascicolo di documenti comprende le seguenti parti, comprese le informazioni di cui al punto 8 dell’allegato I:

a) un fascicolo di documenti ufficiale che sarà conservato dall’autorità di omologazione e che potrà essere messo a disposizione degli interessati su richiesta;

b) un fascicolo di documenti completo che resterà riservato. Tale fascicolo di documenti completo può essere conservato dall’autorità di omologazione o dal fabbricante, a discrezione dell’autorità di omologazione, ma deve poter essere visionato dall’autorità di omologazione durante la procedura di omologazione o in qualsiasi momento nel periodo di validità dell’omologazione. Se il fascicolo di documenti è conservato dal fabbricante, l’autorità di omologazione deve adottare le misure necessarie per garantire che la documentazione non sia alterata dopo l’omologazione.

4.  Oltre alle informazioni di cui al paragrafo 3, il fabbricante deve fornire le informazioni seguenti:

a) nel caso di motori ad accensione comandata, una sua dichiarazione riguardante relativa alla percentuale minima di accensioni irregolari, sul numero totale di accensioni, che determina un livello di emissioni superiore ai limiti di cui all’allegato X, se presente fin dall’inizio della prova di emissione descritta nell’allegato III, o che può causare il surriscaldamento di uno o più catalizzatori dei gas di scarico, con conseguente danno irreversibile degli stessi;

b) una descrizione delle disposizioni adottate per prevenire la manomissione e l’alterazione del computer che controlla le emissioni, compreso il dispositivo di aggiornamento basato sull’utilizzo di un programma o di una taratura approvati dal fabbricante;

c) una documentazione relativa al sistema OBD, in conformità alle prescrizioni di cui al punto 5 dell’allegato X;

d) informazioni relative all’OBD finalizzate all'accesso alle informazioni sull’OBD e sulla riparazione e la manutenzione, in conformità alle prescrizioni del presente regolamento;

e) una dichiarazione di conformità delle emissioni fuori ciclo alle prescrizioni di cui all’articolo 14 e al punto 9 dell’allegato VI;

f) una dichiarazione di conformità dell’efficienza in servizio dell’OBD alle prescrizioni dell’appendice 6 dell’allegato X;

▼M1

g) il Certificato di accesso alle informazioni relative all’OBD e sulla riparazione e manutenzione del veicolo;

▼B

h) il piano iniziale delle prove da eseguire sui veicoli in servizio a norma del punto 2.4 dell’allegato II;

i) se del caso, copia di altre omologazioni corredata dei dati che consentano l’estensione delle omologazioni e l’individuazione dei fattori di deterioramento;

▼M4

j) eventualmente, la documentazione necessaria per la corretta installazione del motore omologato come unità tecnica distinta.

▼B

5.  Il fabbricante deve presentare al servizio tecnico responsabile delle prove di omologazione un motore ovvero un motore capostipite rappresentativo del tipo di motore da omologare.

6.  Le modifiche apportate alla costruzione di un sistema, di un componente o di un’unità tecnica distinta dopo l’omologazione non invalidano automaticamente l’omologazione, se non quando le caratteristiche o i parametri tecnici originari sono modificati in misura tale da influire sulla funzionalità del motore o del sistema di controllo dell’inquinamento.

▼M1

Articolo 6

Disposizioni amministrative per la domanda di omologazione di un sistema motore o di una famiglia di motori come entità tecnica per quanto riguarda le emissioni e l’accesso alle informazioni sulla riparazione e manutenzione

▼B

1.  Se tutte le prescrizioni pertinenti sono soddisfatte, l’autorità di omologazione rilascia l’omologazione CE del sistema motore o della famiglia di motori quale unità tecnica distinta e assegna un numero di omologazione conformemente al sistema di numerazione di cui all’allegato VII della direttiva 2007/46/CE.

Fatte salve le disposizioni dell’allegato VII della direttiva 2007/46/CE, la sezione 3 del numero di omologazione è composta conformemente all’appendice 9 dell'allegato I del presente regolamento.

L’autorità di omologazione non può assegnare lo stesso numero ad un altro tipo di motore.

▼M4

1 bis.  In alternativa alla procedura prevista al paragrafo 1, l’autorità di omologazione rilascia l’omologazione CE a un sistema motore o di una famiglia di motori quale unità tecnica distinta se sono riunite tutte le seguenti condizioni:

a) al momento della domanda di omologazione CE era già stata rilasciata l’omologazione a un sistema motore o a una famiglia di motori quale unità tecnica distinta ai sensi del regolamento UNECE n. 49;

b) i requisiti di cui agli articoli da 2 bis a 2 septies del presente regolamento in materia di accesso alle informazioni sull’OBD del veicolo e alla riparazione e manutenzione del medesimo, applicabili al sistema motore o alla famiglia di motori in questione, sono soddisfatti;

c) i requisiti di cui all’allegato X, punto 6.2, del presente regolamento durante il periodo transitorio stabilito dall’articolo 4, paragrafo 7, sono soddisfatti;

d) sono applicate tutte le altre eccezioni di cui all’allegato VII, punti 3.1 e 5.1, del presente regolamento, all’allegato X, punti 2.1 e 6.1, del presente regolamento, all’allegato XIII, punti 2, 4.1, 5.1, 7.1, 8.1 e 10, del presente regolamento e all’allegato XIII, appendice 6, punto 1 del presente regolamento.

▼M4

2.  Quando rilascia l’omologazione CE ai sensi del paragrafo 1 e 1 bis, l’autorità di omologazione rilascia un certificato di omologazione CE conforme al modello di cui all’allegato I, appendice 5.

▼B

Articolo 7

Domanda di omologazione CE del veicolo munito di sistema motore omologato riguardo alle emissioni e all’accesso alle informazioni sulla riparazione e manutenzione

1.  Il fabbricante presenta all’autorità di omologazione una domanda di omologazione CE del veicolo munito di sistema motore omologato riguardo alle emissioni e all’accesso alle informazioni sulla riparazione e manutenzione.

2.  La domanda di cui al paragrafo 1 è redatta conformemente al modello di scheda informativa di cui alla parte 2, dell’appendice 4, dell’allegato I. Tale domanda è accompagnata da una copia della scheda di omologazione CE del sistema motore o della famiglia di motori quale unità tecnica distinta emessa in conformità all'articolo 6.

3.  Il fabbricante fornisce un fascicolo di documenti che spiega illustra nel dettaglio gli elementi del sistema di allarme e di persuasione presente sul veicolo a norma dell’allegato XIII. Tale fascicolo di documenti è fornito ai sensi dell’articolo 5, paragrafo 3.

4.  Oltre alle informazioni di cui al paragrafo 3, il fabbricante deve fornire le informazioni seguenti:

a) una descrizione delle misure prese per evitare prevenire la manomissione e l’alterazione delle centraline elettroniche del veicolo oggetto del presente regolamento, compreso il dispositivo di aggiornamento basato sull’utilizzo di un programma o di una taratura approvati dal fabbricante;

b) la descrizione dei componenti del sistema OBD montati sul veicolo, in conformità alle prescrizioni del punto 5 dell’allegato X;

c) informazioni sui componenti del sistema OBD montati sul veicolo ai fini dell'accesso alle informazioni sull’OBD e sulla riparazione e manutenzione;

▼M1

d) il Certificato di accesso alle informazioni relative all’OBD e sulla riparazione e manutenzione del veicolo;

▼B

e) se del caso, copia di altre omologazioni corredata dei dati necessari per consentire l’estensione delle omologazioni.

5.  Le modifiche apportate alla costruzione di un sistema, di un componente o di un’unità tecnica distinta dopo l’omologazione non invalidano automaticamente l’omologazione, se non quando le caratteristiche o i parametri tecnici originari sono modificati in misura tale da influire sulla funzionalità del motore o del sistema di controllo dell’inquinamento.

Articolo 8

Disposizioni amministrative relative alla domanda di omologazione CE del veicolo munito di sistema motore omologato riguardo alle emissioni e all’accesso alle informazioni sulla riparazione e manutenzione

1.  Se tutte le prescrizioni pertinenti sono soddisfatte, l’autorità di omologazione rilascia l’omologazione CE del veicolo munito di sistema motore omologato relativamente alle emissioni e all’accesso alle informazioni sulla riparazione e manutenzione del veicolo e assegna un numero di omologazione conformemente al sistema di numerazione di cui all’allegato VII della direttiva 2007/46/CE.

Fatte salve le disposizioni dell’allegato VII della direttiva 2007/46/CE, la sezione 3 del numero di omologazione è ricavata composta conformemente all'appendice 9 dell'allegato I del presente regolamento.

L'autorità di omologazione non può assegnare lo stesso numero ad un altro tipo di veicolo.

▼M4

1 bis.  In alternativa alla procedura prevista al paragrafo 1, l’autorità di omologazione rilascia l’omologazione CE a un veicolo dotato di sistema motore omologato riguardo alle emissioni e all’accesso alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione del veicolo se sono riunite tutte le seguenti condizioni:

a) al momento della domanda di omologazione CE era già stata rilasciata l’omologazione di un veicolo dotato di sistema motore omologato ai sensi del regolamento UNECE n. 49;

b) i requisiti di cui agli articoli da 2 bis a 2 septies del presente regolamento, in materia di accesso alle informazioni sull’OBD del veicolo e sulla riparazione e manutenzione del medesimo, sono soddisfatti;

c) i requisiti di cui all’allegato X, punto 6.2, del presente regolamento durante il periodo transitorio stabilito dall’articolo 4, paragrafo 7, sono soddisfatti;

▼M8

d) si applicano tutte le altre eccezioni di cui all'allegato VII, punto 3.1, del presente regolamento, all'allegato X, punti 2.1 e 6.1, del presente regolamento, all'allegato XIII, punti 2.1, 4.1, 5.1, 7.1, 8.1 e 10.1, del presente regolamento e all'allegato XIII, appendice 6, punto 1.1, del presente regolamento;

▼M8

e) i requisiti di cui all'articolo 6 e all'allegato II del regolamento (UE) 2017/2400 sono soddisfatti per quanto riguarda il gruppo di veicoli interessato, eccetto qualora il costruttore indichi che i nuovi veicoli del tipo da immatricolare non saranno immatricolati, venduti o messi in circolazione nell'Unione nelle date di cui all'articolo 24, paragrafo 1, lettere a), b) e c), di tale regolamento, o successivamente alle stesse, per il rispettivo gruppo di veicoli.

▼M4

2.  Quando rilascia l’omologazione CE ai sensi del paragrafo 1 e 1 bis, l’autorità di omologazione rilascia un certificato di omologazione CE conforme al modello di cui all’allegato I, appendice 6.

▼B

Articolo 9

Domanda di omologazione CE del veicolo riguardo alle emissioni e all’accesso alle informazioni sulla riparazione e manutenzione

1.  Il fabbricante presenta all’autorità di omologazione domanda di omologazione CE del veicolo riguardo alle emissioni e all’accesso alle informazioni sulla riparazione e manutenzione del veicolo stesso.

2.  La domanda di cui al paragrafo 1 è redatta conformemente al modello di scheda informativa di cui all’appendice 4 dell’allegato I. A tal fine si applicano la parte 1 e la parte 2 di tale appendice.

3.  Il fabbricante fornisce un fascicolo di documenti che illustra nel dettaglio tutti gli elementi di progetto che influenzano le emissioni, la strategia di controllo delle emissioni del sistema motore, il modo in cui il sistema motore controlla le variabili d’uscita che influiscono sulle emissioni, se tale controllo è diretto o indiretto, nonché le caratteristiche del sistema di allarme e di persuasione di cui all’allegato XIII. Tale fascicolo di documenti è fornito a norma dell’articolo 5, paragrafo 3.

4.  Oltre alle informazioni di cui al paragrafo 3, il fabbricante deve fornire le informazioni previste all’articolo 5, paragrafo 4, lettere da a) a i), e all’articolo 7, paragrafo 4, lettere da a) a e).

5.  Il fabbricante deve presentare al servizio tecnico responsabile delle prove di omologazione un motore rappresentativo del tipo di motore da omologare.

6.  Le modifiche apportate alla costruzione di un sistema, di un componente o di un’unità tecnica distinta dopo l’omologazione non invalidano automaticamente l’omologazione, se non quando le caratteristiche o i parametri tecnici originari sono modificati in misura tale da influire sulla funzionalità del motore o del sistema di controllo dell’inquinamento.

Articolo 10

Disposizioni amministrative per l’omologazione CE del veicolo riguardo alle emissioni e all’accesso alle informazioni sulla riparazione e manutenzione del veicolo

1.  Se tutte le prescrizioni pertinenti sono soddisfatte, l’autorità di omologazione rilascia l’omologazione CE del veicolo relativamente alle emissioni e all’accesso alle informazioni sulla riparazione e manutenzione del veicolo stesso e assegna un numero di omologazione conformemente al sistema di numerazione di cui all’allegato VII della direttiva 2007/46/CE.

Fatte salve le disposizioni dell’allegato VII della direttiva 2007/46/CE, la sezione 3 del numero di omologazione è ricavata composta conformemente all'appendice 9 dell'allegato I del presente regolamento.

L’autorità di omologazione non può assegnare lo stesso numero ad un altro tipo di veicolo.

▼M4

1 bis.  In alternativa alla procedura prevista al paragrafo 1, l’autorità di omologazione rilascia l’omologazione CE a un veicolo riguardo alle emissioni e all’accesso alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione del veicolo se sono riunite tutte le seguenti condizioni:

a) al momento della domanda di omologazione CE era già stata rilasciata l’omologazione di un veicolo ai sensi del regolamento UNECE n. 49;

b) i requisiti di cui agli articoli da 2 bis a 2 septies del presente regolamento in materia di accesso alle informazioni sull’OBD del veicolo e alla riparazione e manutenzione del medesimo sono soddisfatti;

c) i requisiti di cui all’allegato X, punto 6.2, del presente regolamento durante il periodo transitorio stabilito dall’articolo 4, paragrafo 7, sono soddisfatti;

▼M8

d) si applicano tutte le altre eccezioni di cui all'allegato VII, punto 3.1, del presente regolamento, all'allegato X, punti 2.1 e 6.1, del presente regolamento, all'allegato XIII, punti 2.1, 4.1, 5.1, 7.1, 8.1 e 10.1.1, del presente regolamento e all'allegato XIII, appendice 6, punto 1.1, del presente regolamento;

▼M8

e) i requisiti di cui all'articolo 6 e all'allegato II del regolamento (UE) 2017/2400 sono soddisfatti per quanto riguarda il gruppo di veicoli interessato, eccetto qualora il costruttore indichi che i nuovi veicoli del tipo da immatricolare non saranno immatricolati, venduti o messi in circolazione nell'Unione nelle date di cui all'articolo 24, paragrafo 1, lettere a), b) e c), di tale regolamento, o successivamente alle stesse, per il rispettivo gruppo di veicoli.

▼M4

2.  Quando rilascia l’omologazione CE ai sensi del paragrafo 1 e 1 bis, l’autorità di omologazione rilascia un certificato di omologazione CE conforme al modello di cui all’allegato I, appendice 7.

▼B

Articolo 11

Conformità della produzione

1.  Le misure intese a garantire la conformità della produzione sono adottate a norma dell'articolo 12 della direttiva 2007/46/CE.

2.  La conformità della produzione è verificata in base alla descrizione contenuta nelle pertinenti schede di omologazione riportate nelle appendici 5, 6 e 7 dell’allegato I.

3.  La conformità della produzione è valutata in base alle disposizioni specifiche contenute nella sezione 7 dell’allegato I e ai metodi statistici pertinenti riportati nelle appendici 1, 2 e 3 di tale allegato.

Articolo 12

Conformità in servizio

1.  Le misure volte a garantire la conformità in servizio dei veicoli o dei sistemi motore omologati a norma del presente regolamento o della direttiva 2005/55/CE del Parlamento europeo e del Consiglio ( 3 ) sono prese adottate conformemente all’articolo 12 della direttiva 2007/46/CE e alle prescrizioni dell’allegato II del presente regolamento nel caso di veicoli o sistemi motore omologati a norma del presente regolamento e conformemente alle prescrizioni dell’allegato XII del presente regolamento nel caso di veicoli o sistemi motore omologati a norma della direttiva 2005/55/CE.

2.  Le misure tecniche adottate dal fabbricante devono garantire che le emissioni allo scarico siano efficacemente ridotte per tutta la normale vita utile dei veicoli in condizioni d’uso normali. La conformità alle prescrizioni del presente regolamento è controllata durante la normale vita utile del sistema motore installato sul veicolo, in condizioni d’uso normali, come specificato nell’allegato II del presente regolamento.

3.  Il fabbricante deve riferire i risultati delle prove in servizio all’autorità che ha rilasciato l'omologazione iniziale conformemente al piano iniziale presentato al momento dell’omologazione. Qualsiasi variazione rispetto al piano iniziale deve essere giustificata in modo giudicato sufficiente dall’autorità di omologazione.

4.  L’autorità che ha rilasciato omologazione iniziale, se considera insufficienti le informazioni fornite dal fabbricante a norma del punto 10 dell’allegato II o riscontra che la conformità in servizio è insufficiente, può ordinare al fabbricante di eseguire una prova di conferma. L’autorità di omologazione esamina quindi il verbale della prova di conferma presentato dal fabbricante.

5.  L’autorità di omologazione che ha rilasciato l’omologazione iniziale, se considera insufficienti i risultati delle prove in servizio o delle prove di conferma, secondo i criteri stabiliti nell’allegato II del presente regolamento o sulla base di prove in servizio condotte da uno Stato membro, può esigere dal fabbricante un piano di misure correttive volto a rimediare alla mancata conformità a norma dell’articolo 13 e del punto 9 dell’allegato II.

6.  Ciascuno Stato membro può condurre proprie prove di sorveglianza e riferirne i risultati sulla base della procedura relativa alle prove di controllo della conformità in servizio stabilita nell’allegato II. Le informazioni sull'acquisizione, sulla manutenzione e sulla partecipazione del fabbricante alle attività vanno registrate. Su richiesta di un’autorità di omologazione, l’autorità di omologazione che ha rilasciato l’omologazione iniziale deve fornire le informazioni sull’omologazione necessarie per consentire l’esecuzione delle prove in conformità alla procedura descritta stabilita nell’allegato II.

7.  Se uno Stato membro dimostra che un tipo di motori o di veicoli non è conforme alle prescrizioni di cui al presente articolo e all’allegato II, esso informa senza indugio, tramite la propria autorità di omologazione, l’autorità di omologazione che ha rilasciato l’omologazione iniziale, in conformità alle prescrizioni di cui all’articolo 30, paragrafo 3, della direttiva 2007/46/CEE.

In seguito a tale comunicazione e fatto salvo il disposto dell’articolo 30, paragrafo 6, della direttiva 2007/46/CE, l’autorità di omologazione dello Stato membro che ha concesso l’omologazione iniziale comunica celermente al fabbricante che un tipo di motore o di veicolo non soddisfa tali prescrizioni.

8.  Successivamente alla comunicazione di cui al paragrafo 7 e nei casi in cui precedenti prove di controllo della conformità in servizio abbiano dato esito di conformità, l’autorità di omologazione che ha rilasciato l’omologazione iniziale può chiedere al fabbricante di eseguire ulteriori prove di conferma dopo aver consultato gli esperti dello Stato membro che avevano segnalato il veicolo non conforme.

Qualora i dati relativi a tali prove non siano disponibili, il fabbricante, entro 60 giorni lavorativi dalla ricezione della comunicazione di cui al paragrafo 7, presenta all'autorità di omologazione che ha rilasciato l’omologazione iniziale un piano di misure correttive a norma dell’articolo 13 oppure esegue ulteriori prove di controllo della conformità in servizio con un veicolo equivalente per verificare se il tipo di motore o di veicolo non soddisfa i requisiti. Qualora il fabbricante sia in grado di dimostrare all’autorità di omologazione che è necessario più tempo per eseguire ulteriori prove, può essere concessa una proroga.

9.  Gli esperti dello Stato membro che avevano segnalato il tipo di motore o di veicolo non conforme a norma del paragrafo 7 sono invitati a presenziare alle ulteriori prove di controllo della conformità in servizio di cui al paragrafo 8. Inoltre i risultati delle prove sono comunicati allo Stato membro e alle autorità di omologazione.

Se tali prove di controllo della conformità in servizio o prove di conferma ribadiscono la non conformità del tipo di motore o di veicolo, l’autorità di omologazione chiede al fabbricante di presentare un piano di misure correttive volto a rimediare alla mancata conformità. Il piano di misure correttive deve soddisfare le prescrizioni dell’articolo 13 e del punto 9 dell’allegato II.

Se le prove di controllo della conformità in servizio o delle prove di conferma positivo danno esito di conformità, il fabbricante presenta un verbale all’autorità di che ha rilasciato omologazione iniziale. Tale verbale è inviato dall’autorità che ha rilasciato l'omologazione iniziale allo Stato membro che aveva segnalato il tipo di veicolo non conforme e alle autorità di omologazione. Il verbale deve riportare i risultati delle prove a norma del punto 10 dell’allegato II.

10.  Lo Stato membro che ha determinato che il tipo di motore o di veicolo non rispetta le prescrizioni applicabili deve esser informato, dall'autorità di omologazione che ha rilasciato l’omologazione iniziale, in merito al progredire e ai risultati delle discussioni con il fabbricante, delle prove di verifica e delle misure correttive.

Articolo 13

Misure correttive

1.  Su richiesta dell’autorità di omologazione e dopo aver eseguito le prove in servizio a norma dell’articolo 12, il fabbricante presenta il piano di misure correttive all’autorità di omologazione entro 60 giorni lavorativi dalla ricezione della notifica da parte di tale autorità. Qualora il fabbricante sia in grado di dimostrare all’autorità di omologazione che è necessario più tempo per determinare il motivo della mancata conformità e presentare un piano di misure correttive, può essere concessa una proroga.

2.  Le misure correttive si applicano a tutti i motori in servizio appartenenti alle stesse famiglie di motori o alle stesse famiglie di motori OBD nonché alle famiglie di motori o alle famiglie di motori OBD che presumibilmente presentino gli stessi difetti. Il fabbricante deve valutare se debbano essere modificati i documenti relativi all’omologazione e informare l’autorità di omologazione in merito.

3.  L’autorità di omologazione consulta il fabbricante al fine di raggiungere un accordo sul piano di misure correttive e sulla sua attuazione. Qualora l’autorità di omologazione che ha rilasciato l’omologazione iniziale constati che non è possibile raggiungere un accordo, si avvia la procedura di cui all’articolo 30, paragrafi 1 e 5, della direttiva 2007/46/CE.

4.  L’autorità di omologazione approva o rigetta il piano di misure correttive entro 30 giorni lavorativi dalla data di ricezione del piano stesso. Inoltre, entro lo stesso termine, essa comunica al fabbricante e a tutti gli Stati membri la propria decisione.

5.  Il fabbricante è responsabile dell’attuazione del piano di misure correttive approvato.

6.  Il fabbricante deve tenere un registro di tutti i sistemi motore o veicoli richiamati e riparati o modificati con l’indicazione dell’officina che ha eseguito le riparazioni. L’autorità di omologazione deve avere accesso a tale registro, su richiesta, durante l’attuazione del piano e per i successivi cinque anni.

7.  La Qualsiasi riparazione o modifica ai sensi del paragrafo 6 è annotata in un certificato rilasciato dal fabbricante al proprietario del motore o del veicolo.

Articolo 14

Prescrizioni intese a limitare le emissioni fuori ciclo

1.  Il fabbricante adotta tutte le misure necessarie, a norma del presente regolamento e dell’articolo 4 del regolamento (CE) n. 595/2009, per garantire che le emissioni allo scarico siano efficacemente ridotte per tutto il normale ciclo di vita del veicolo e in tutte le condizioni d’uso normali.

Tali misure ottermperano alle seguenti prescrizioni:

a) le prescrizioni generali, in particolare i requisiti relativi alle prestazioni e il divieto di usare strategie di manomissione;

b) le prescrizioni miranti a ridurre efficacemente le emissioni allo scarico nella gamma di condizioni ambientali in cui il veicolo è destinato a funzionare e nella gamma di condizioni di funzionamento che possono verificarsi;

c) le prescrizioni relative alle prove di laboratorio eseguite per determinare le emissioni fuori ciclo all’atto dell’omologazione;

▼M1

d) le prescrizioni relative alla dimostrazione basata sull’uso di sistemi di misura portatili delle emissioni (portable emission measuring systems - PEMS) in sede di omologazione e qualsiasi ulteriore prescrizione relativa alle prove eseguite sul veicolo in servizio per determinare le emissioni fuori ciclo, contenuta del presente regolamento;

▼B

e) l'onere del fabbricante di fornire una dichiarazione di conformità alle prescrizioni relative alla riduzione delle emissioni fuori ciclo.

2.  Il fabbricante deve soddisfare le prescrizioni specifiche e seguire le relative procedure di prova descritte nell’allegato VI.

▼M6 —————

▼B

Articolo 15

Dispositivi di controllo dell’inquinamento

1.   ►M1  Il fabbricante garantisce che dispositivi di ricambio per controllare l’inquinamento e destinati a essere montati su sistemi motore o su veicoli omologati, contemplati dal regolamento (CE) n. 595/2009, siano omologati come entità tecniche ai sensi del presente articolo e degli articolo 16 e 17. ◄

I convertitori catalitici, i dispositivi deNOx e i filtri antiparticolato sono considerati dispositivi di controllo dell’inquinamento agli effetti del presente regolamento.

2.  I dispositivi di controllo dell’inquinamento di ricambio originali, che rientrano nel tipo oggetto del punto 3.2.12, dell’appendice 4, dell’allegato I e che sono destinati a essere montati sul veicolo cui si riferisce il documento di omologazione pertinente, non devono essere conformi a tutte le disposizioni dell’allegato XI, purché soddisfino le prescrizioni dei punti 2.1, 2.2 e 2.3 di tale allegato.

3.  Il fabbricante si assicura che il dispositivo di controllo dell’inquinamento originale sia provvisto del marchio di identificazione.

4.  Le marcature di identificazione di cui al paragrafo 3 devono comprendere quanto segue:

a) la denominazione commerciale o il marchio del fabbricante del veicolo o del motore;

b) la marca e il numero identificativo del dispositivo di controllo dell’inquinamento originale riportato nelle informazioni di cui al punto 3.2.12.2, dell’appendice 4, dell’allegato I.

▼M6 —————

▼B

Articolo 16

Domanda di omologazione CE di un tipo di dispositivo di controllo dell’inquinamento di ricambio come unità tecnica distinta

1.  Il fabbricante presenta all’autorità di omologazione domanda di omologazione CE di un tipo di dispositivo di controllo dell’inquinamento di ricambio come unità tecnica distinta.

2.  La domanda è redatta conformemente al modello di scheda informativa di cui all’appendice 1 dell’allegato XI.

▼M1

3.  Il costruttore è tenuto a presentare il Certificato di accesso alle informazioni relative all’OBD e sulla riparazione e manutenzione del veicolo.

▼B

4.  Inoltre, egli presenta al servizio tecnico incaricato delle prove di omologazione:

a) uno o più sistemi motore di un tipo omologato conformemente al presente regolamento, provvisti di un dispositivo di controllo dell’inquinamento originale nuovo;

b) un campione del tipo di dispositivo di controllo dell’inquinamento di ricambio;

c) un ulteriore campione del tipo di dispositivo di controllo dell’inquinamento di ricambio, se trattasi di un dispositivo di controllo dell’inquinamento di ricambio destinato a essere montato su un veicolo munito di sistema OBD.

5.  Ai fini del paragrafo 4, lettera a), i motori di prova sono scelti dal richiedente con l’assenso dell’autorità di omologazione.

▼M4

Le condizioni di prova sono conformi ai requisiti dell’allegato 4, sezione 6, del regolamento UNECE n. 49.

▼B

I motori di prova devono soddisfare le prescrizioni seguenti:

a) non devono presentare difetti del sistema di controllo delle emissioni;

b) le parti originali che influiscono sulle emissioni, qualora siano mal funzionanti o eccessivamente consumate, devono essere riparate o sostituite;

c) devono essere messi a punto correttamente e regolati secondo le specifiche del fabbricante prima delle prove relative alle emissioni.

6.  Ai fini del paragrafo 4, lettera b) e lettera c), il campione deve essere contrassegnato in modo chiaro e indelebile con l'insegna o il marchio e la denominazione commerciale.

7.  Ai fini del paragrafo 4, lettera c), deve essere utilizzato come campione un componente deteriorato qualificato.

Articolo 17

Disposizioni amministrative relative all’omologazione CE del dispositivo di controllo dell’inquinamento di ricambio come unità tecnica distinta

1.  Se tutte le prescrizioni pertinenti sono soddisfatte, l’autorità di omologazione rilascia l’omologazione CE dei dispositivi di controllo dell’inquinamento di ricambio come entità tecniche e assegna loro un numero di omologazione conformemente al sistema di numerazione indicato nell’allegato VII della direttiva 2007/46/CE.

L’autorità di omologazione non può assegnare lo stesso numero a un altro tipo di dispositivo di controllo dell’inquinamento di ricambio.

Lo stesso numero di omologazione può riferirsi all’uso di tale dispositivo di controllo dell’inquinamento di ricambio in vari di tipi di motore o di veicolo.

2.  Ai fini del paragrafo 1, l’autorità di omologazione rilascia una scheda di omologazione CE conforme al modello riportato nell’appendice 2 dell’allegato XI.

3.  Se il fabbricante è in grado di dimostrare all’autorità di omologazione che il dispositivo di controllo dell’inquinamento di ricambio rientra in un tipo indicato al punto 3.2.12.2, dell’appendice 4, dell’allegato I, il rilascio dell’omologazione non è subordinato alla verifica della conformità alle prescrizioni contenute al punto 4 dell’allegato XI.

▼M6

Articolo 17 bis

Disposizioni transitorie per determinate omologazioni e determinati certificati di conformità

1.  A decorrere dal 1o settembre 2018, le autorità nazionali rifiuteranno, per motivi attinenti le emissioni, il rilascio dell'omologazione CE o nazionale ai nuovi tipi di veicoli o di motori sottoposti a prova mediante procedure non conformi all'allegato II, appendice 1, punti 4.2.2.2 e 4.2.2.2.1 e 4.2.2.2.2 e 4.3.1.2 e 4.3.1.2.1 e 4.3.1.2.2.

2.  A decorrere dal 1o settembre 2019, le autorità nazionali considereranno non più validi ai fini dell'articolo 26 della direttiva 2007/46/CE i certificati di conformità rilasciati per i veicoli nuovi non conformi all'allegato II, appendice 1, punti 4.2.2.2 e 4.2.2.2.1 e 4.2.2.2.2 e 4.3.1.2 e 4.3.1.2.1 e 4.3.1.2.2 e, per motivi attinenti le emissioni, vieteranno l'immatricolazione, la vendita e l'entrata in servizio di tali veicoli.

A decorrere dal 1o settembre 2019 e fatto salvo il caso dei motori di ricambio per i veicoli in servizio, le autorità nazionali vieteranno la vendita o l'uso di nuovi motori non conformi all'allegato II, appendice 1, punti 4.2.2.2 e 4.2.2.2.1 e 4.3.1.2 e 4.3.1.2.1.

▼B

Articolo 18

Modifiche del regolamento (CE) n. 595/2009

Il regolamento (CE) n. 595/2009 è modificato conformemente all’allegato XV del presente regolamento.

Articolo 19

Modifiche della direttiva 2007/46/CE

La direttiva 2007/46/CE è modificata conformemente all’allegato XVI del presente regolamento.

Articolo 20

Entrata in vigore

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.




ELENCO DEGLI ALLEGATI

ALLEGATO I

Disposizioni amministrative relative all’omologazione CE

Appendice 1

Procedura di prova per verificare la conformità della produzione quando la deviazione standard è soddisfacente

Appendice 2

Procedura di prova per verificare la conformità della produzione quando la deviazione standard è insoddisfacente o non disponibile

Appendice 3

Procedura di prova per verificare la conformità della produzione su richiesta del fabbricante

Appendice 4

Modelli di scheda informativa

Appendice 5

Modelli di scheda di omologazione CE di un tipo di motore/componente come unità tecnica distinta

Appendice 6

Modelli di scheda di omologazione CE di un tipo di veicolo munito di motore omologato

Appendice 7

Modelli di scheda di omologazione CE di un tipo di veicolo relativamente a un sistema

Appendice 8

Esempio di marchio di omologazione CE

Appendice 9

Sistema di numerazione delle schede di omologazione CE

Appendice 10

Note esplicative

ALLEGATO II

Conformità dei motori o dei veicoli in servizio

Appendice 1

Procedura di prova per le prove di emissione del veicolo eseguite usando sistemi portatili di misura delle emissioni

Appendice 2

Strumenti di misura portatili

Appendice 3

Taratura degli strumenti di misura portatili

Appendice 4

Metodo per verificare la conformità del segnale di coppia della centralina elettronica

ALLEGATO III

Controlli sulle emissioni dello scarico

ALLEGATO IV

Dati relativi alle emissioni da utilizzare in sede di omologazione ai fini dei controlli tecnici

ALLEGATO V

Controllo delle emissioni di gas dal basamento

ALLEGATO VI

Prescrizioni relative alla riduzione delle emissioni fuori ciclo (OCE) e durante l’uso

Appendice 1

PEMS

ALLEGATO VII

Verifica della durata dei sistemi motore

ALLEGATO VIII

Emissioni di CO2 e consumo di carburante

ALLEGATO IX

Specifiche relative ai carburanti di riferimento

ALLEGATO X

Diagnostica di bordo (OBD)

Appendice 5

Valutazione dell’efficienza in servizio del sistema OBD durante il periodo transitorio

ALLEGATO XI

Omologazione CE per tipo come entità tecniche indipendenti dei dispositivi di ricambio di controllo dell’inquinamento

Appendice 1

Modello di scheda informativa

Appendice 2

Modello di scheda di omologazione CE

Appendice 3

Procedura di verifica della durabilità per valutare l'efficienza del controllo sulle emissioni dei dispositivi di ricambio di controllo dell'inquinamento

Appendice 4

Sequenza per l'invecchiamento termico

Appendice 5

Ciclo di prova per la raccolta dei dati sul banco dinamometrico o su strada

Appendice 6

Procedura di scarico e pesatura

Appendice 7

Esempio di programma di accumulo di esercizio comprendente sequenze termiche, sequenze di consumo di lubrificante e sequenze di rigenerazione

Appendice 8

Schema di svolgimento del programma di accumulo di esercizio

ALLEGATO XII

Conformità in servizio di motori e di veicoli omologati per tipo ai sensi della direttiva 2005/55/CE

ALLEGATO XIII

Prescrizioni volte a garantire il corretto funzionamento delle misure di controllo degli NOx

Appendice 6

Dimostrazione della qualità minima accettabile di reagente CDmin

ALLEGATO XIV

Misurazione della potenza netta del motore

ALLEGATO XV

Modifiche da apportare al regolamento (CE) n. 595/2009

ALLEGATO XVI

Modifiche da apportare alla direttiva 2007/46/CE

ALLEGATO XVII

Accesso alle informazioni relative all’OBD e sulla riparazione e manutenzione del veicolo

Appendice 1

Certificato del costruttore di accesso alle informazioni relative all’OBD e sulla riparazione e manutenzione del veicolo

Appendice 2

Informazioni relative al sistema OBD del veicolo

Appendice 3

Elenco dei sistemi riportati di cui all’articolo 2 sexies

ALLEGATO XVIII

Caratteristiche tecniche specifiche relative ai motori e ai veicoli a doppia alimentazione

Appendice 1

Tipi di motori e veicoli a doppia alimentazione — Elenco delle principali caratteristiche di funzionamento




ALLEGATO I

DISPOSIZIONI AMMINISTRATIVE RELATIVE ALL’OMOLOGAZIONE CE

1.   PRESCRIZIONI RELATIVE AL GRUPPO DI COMBUSTIBILI

1.1.    Prescrizioni relative all’omologazione del gruppo dei carburanti universali

Il rilascio di un’omologazione del gruppo dei carburanti universali è soggetto al soddisfacimento delle prescrizioni di cui ai punti da 1.1.1 a 1.1.6.1.

▼M4

1.1.1. Il motore capostipite deve soddisfare i requisiti del presente regolamento riguardo ai carburanti di riferimento adatti specificati nell’allegato IX. Ai motori alimentati a gas naturale/biometano, e ai motori a doppia alimentazione, si applicano i requisiti specifici specificati al punto 1.1.3.

▼M6

1.1.2.  ►M9  Se per far funzionare la famiglia di motori il fabbricante consente di utilizzare carburanti disponibili in commercio non conformi alla direttiva 98/70/CE del Parlamento europeo e del Consiglio ( 4 ), o alla norma CEN EN 228:2012 in caso di benzina senza piombo o EN 590:2013 in caso di diesel, come il FAME B100 (norma CEN EN 14214), le miscele diesel FAME B20/B30 (norma CEN EN 16709), il carburante paraffinico (norma CEN EN 15940) o altri, oltre a soddisfare le prescrizioni di cui al punto 1.1.1 egli deve: ◄

a) indicare i carburanti che possono essere utilizzati per la famiglia di motori al punto 3.2.2.2.1 della scheda informativa di cui all'appendice 4, parte 1, inserendo un riferimento a una norma ufficiale o ad un disciplinare di produzione di un carburante disponibile in commercio specifico per la marca e non conforme a nessuna delle norme ufficiali, quali ad esempio quelle citate al punto 1.1.2. Il fabbricante deve inoltre dichiarare che l'uso di tale carburante non pregiudica il corretto funzionamento del sistema OBD;

▼M9

a1) determinare il fattore di correzione della potenza per ciascun carburante dichiarato in conformità al punto 5.2.7, se del caso;

▼M6

b) dimostrare che il motore capostipite rispetta le prescrizioni di cui all'allegato III e all'allegato VI, appendice 1, del presente regolamento per quanto concerne i carburanti dichiarati; l'autorità di omologazione può esigere che le prescrizioni relative alla dimostrazione siano estese anche alle prescrizioni di cui agli allegati VII e X;

c) garantire il rispetto delle prescrizioni relative alla conformità in servizio di cui all'allegato II per i carburanti dichiarati, comprese le eventuali miscele di carburanti dichiarati e carburanti in commercio compresi nella direttiva 98/70/CE e nelle norme CEN pertinenti.

Su richiesta del fabbricante, le prescrizioni di cui al presente punto devono essere applicate ai carburanti utilizzati per scopi militari.

Ai fini del primo comma, lettera a), qualora le prove delle emissioni siano effettuate per dimostrare la conformità alle prescrizioni del presente regolamento, al verbale di prova va allegata una relazione di analisi del carburante utilizzato per la prova nella quale siano riportati almeno i parametri indicati nelle specifiche ufficiali del produttore del carburante.

▼M4

1.1.3. Nel caso di motori alimentati a gas naturale/biometano, e di motori a doppia alimentazione, il fabbricante deve dimostrare che il motore capostipite è in grado di adattarsi a qualsiasi composizione di gas naturale/biometano reperibile sul mercato. La dimostrazione deve avvenire in conformità alla presente sezione e, nel caso di motori a doppia alimentazione, anche in funzione delle disposizioni aggiuntive riguardanti la procedura di adattamento del carburante di cui all’allegato 15, paragrafo 6.4, del regolamento UNECE n. 49.

Esistono in generale due tipi di gas naturale/biometano compresso (GNC), uno ad alto potere calorifico (gas H) e uno a basso potere calorifico (gas L), ma con una significativa dispersione in entrambi; essi differiscono notevolmente riguardo al contenuto energetico espresso dall’indice di Wobbe e al loro fattore di spostamento λ (Sλ). I gas naturali con fattore di spostamento λ compreso tra 0,89 e 1,08 (0,89 ≤Sλ ≤1,08) si considerano appartenere al gruppo H, mentre quelli con fattore di spostamento λ compreso tra 1,08 e 1,19 (1,08 ≤Sλ ≤1,19) si considerano appartenere al gruppo L. La composizione dei carburanti di riferimento riflette le estreme variazioni di Sλ.

Il motore capostipite deve soddisfare i requisiti del presente regolamento relativi ai carburanti di riferimento GR (carburante 1) e G25 (carburante 2), come specifica l’allegato IX, senza alcun adattamento manuale del sistema di alimentazione del motore tra le due prove (è necessaria l’autoregolazione). Dopo il cambio del carburante è ammesso un periodo di adattamento della durata di un ciclo WHTC a caldo in cui non si effettuano misure. Dopo il periodo di adattamento, raffreddare il motore in conformità all’allegato 4, paragrafo 7.6.1, del regolamento UNECE n. 49.

In caso di gas naturale liquefatto/biometano (GNL), il motore capostipite deve soddisfare i requisiti del presente regolamento relativi ai carburanti di riferimento GR (carburante 1) e G20 (carburante 2), come specifica l’allegato IX, senza alcun adattamento manuale del sistema di alimentazione del motore tra le due prove (è necessaria l’autoregolazione). Dopo il cambio del carburante è ammesso un periodo di adattamento della durata di un ciclo WHTC a caldo in cui non si effettuano misure. Dopo il periodo di adattamento, raffreddare il motore in conformità all’allegato 4, paragrafo 7.6.1, del regolamento UNECE n. 49.

▼B

1.1.3.1. A richiesta del fabbricante, il motore può essere testato con un terzo combustibile (combustibile 3), se il fattore di spostamento λ (Sλ) è compreso tra 0,89 (ossia il gruppo inferiore del GR) e 1,19 (ossia il gruppo superiore del G25), per esempio quando il combustibile 3 è un combustibile disponibile sul mercato. I risultati di questa prova possono essere utilizzati come base per la valutazione della conformità della produzione.

▼M4

1.1.4. Il motore capostipite di un motore alimentato a gas naturale che si autoadatta al gruppo dei gas H da una parte e al gruppo dei gas L dall’altra, e che si sposta tra il gruppo H e il gruppo L mediante un commutatore, deve essere provato con il carburante di riferimento pertinente specificato nell’allegato IX per ciascun gruppo, in ciascuna posizione del commutatore. I combustibili sono GR (combustibile 1) e G23 (combustibile 3) per i gas del gruppo H e G25 (combustibile 2) e G23 (combustibile 3) per i gas del gruppo L. Il motore capostipite deve soddisfare i requisiti del presente regolamento in entrambe le posizioni del commutatore senza alcun adattamento al combustibile tra le due prove in ciascuna posizione del commutatore. Dopo il cambio del carburante è ammesso un periodo di adattamento della durata di un ciclo WHTC a caldo in cui non si effettuano misure. Dopo il periodo di adattamento, raffreddare il motore in conformità all’allegato 4, paragrafo 7.6.1 del regolamento UNECE n. 49.

▼B

1.1.4.1. A richiesta del fabbricante, il motore può essere testato con un terzo combustibile al posto di G23 (combustibile 3), se il fattore di spostamento λ (Sλ) è compreso tra 0,89 (ossia il gruppo inferiore del GR) e 1,19 (ossia il gruppo superiore del G25), per esempio quando il combustibile 3 è un combustibile disponibile sul mercato. I risultati di questa prova possono essere utilizzati come base per la valutazione della conformità della produzione.

▼M6

1.1.5. Nel caso dei motori a gas naturale/biometano, il rapporto dei risultati di emissione «r» deve essere determinato come segue per ciascun inquinante.

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oppure

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e

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▼M4

1.1.6. Nel caso del GPL, il fabbricante deve dimostrare che il motore capostipite può adattarsi a qualsiasi composizione di carburante reperibile sul mercato.

Nel caso del GPL esistono variazioni della composizione C3/C4. I carburanti di riferimento riflettono tali variazioni. Il motore capostipite deve soddisfare i requisiti di emissione relativi ai combustibili di riferimento A e B specificati nell’allegato IX senza alcun adattamento al carburante tra le due prove. Dopo il cambio del carburante è ammesso un periodo di adattamento della durata di un ciclo WHTC a caldo in cui non si effettuano misure. Dopo il periodo di adattamento, raffreddare il motore in conformità all’allegato 4, paragrafo 7.6.1 del regolamento UNECE n. 49.

▼B

1.1.6.1. Il rapporto dei risultati delle emissioni «r» viene determinato come segue per ciascun inquinante:

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▼M4

1.2.   Prescrizioni relative all’omologazione di un gruppo di carburanti ristretto in caso di motori alimentati a gas naturale/biometano o a GPL, e di motori a doppia alimentazione

L’omologazione di un gruppo ristretto di carburanti può essere rilasciata se sono soddisfatti i requisiti di cui ai punti da 1.2.1. a 1.2.2.2.

1.2.1. Omologazione riguardo alle emissioni allo scarico di un motore funzionante a GNC e predisposto per funzionare o con i gas del gruppo H o con i gas del gruppo L.

Il motore capostipite va provato con il carburante di riferimento pertinente per il relativo gruppo, come specificato nell’allegato IX. I combustibili sono GR (combustibile 1) e G23 (combustibile 3) per i gas del gruppo H e G25 (combustibile 2) e G23 (combustibile 3) per i gas del gruppo L. Il motore capostipite deve soddisfare i requisiti del presente regolamento senza alcun adattamento al carburante tra le due prove. Dopo il cambio del carburante è ammesso un periodo di adattamento della durata di un ciclo WHTC a caldo in cui non si effettuano misure. Dopo il periodo di adattamento, raffreddare il motore in conformità all’allegato 4, paragrafo 7.6.1, del regolamento UNECE n. 49.

▼B

1.2.1.1. A richiesta del fabbricante, il motore può essere testato con un terzo combustibile al posto di G23 (combustibile 3), se il fattore di spostamento λ (Sλ) è compreso tra 0,89 (ossia il gruppo inferiore del GR) e 1,19 (ossia il gruppo superiore del G25), per esempio quando il combustibile 3 è un combustibile disponibile sul mercato. I risultati di questa prova possono essere utilizzati come base per la valutazione della conformità della produzione.

1.2.1.2. Il rapporto dei risultati delle emissioni «r» viene determinato come segue per ciascun inquinante:

image

o

image

e

image

1.2.1.3. Alla consegna al cliente, il motore deve recare una targhetta, come specificato al punto 3.3 con l’indicazione del gruppo di gas per il quale è omologato il motore.

▼M4

1.2.2. Omologazione per quanto riguarda le emissioni allo scarico di un motore funzionante a gas naturale/biometano o a GPL e progettato per funzionare con una composizione specifica di carburante.

Il motore capostipite deve soddisfare i requisiti di emissione relativi ai combustibili di riferimento GR e G25 nel caso del GNC, ai combustibili di riferimento GR e G20 nel caso del GNL o ai combustibili di riferimento A e B nel caso del GPL, come specificato nell’allegato IX. Tra una prova e l’altra si può mettere a punto il sistema di alimentazione. La messa a punto consiste nella ritaratura della base di dati del sistema di alimentazione, senza modificare alcunché nella strategia di controllo o nella struttura fondamentale della base di dati. Se necessario, è possibile sostituire elementi che influiscono direttamente sulla portata di carburante come gli ugelli dell’iniettore.

1.2.2.1. Nel caso del GNC, su richiesta del fabbricante il motore può essere provato con i combustibili di riferimento GR e G23 o con i combustibili di riferimento G25 e G23. In tal caso l’omologazione è valida solo per i gas del gruppo H o del gruppo L, rispettivamente.

1.2.2.2. Alla consegna al cliente, il motore deve recare una targhetta, descritta al punto 3.3, indicante la composizione del gruppo di combustibili per il quale è stato tarato.

▼M4

1.3.    Requisiti di omologazione per un determinato carburante

1.3.1. L’omologazione per un determinato carburante può essere rilasciata a motori alimentati a GNL, e a doppia alimentazione, etichettati con un marchio di omologazione contenente le lettere «LNG20» in conformità al punto 3.1 del presente allegato.

1.3.2. Il fabbricante può chiedere l’omologazione per un determinato carburante solo se il motore è tarato per una composizione specifica di gas GNL, tale che il fattore di spostamento λ non si discosti di oltre il 3 % dal fattore di spostamento λ del carburante G20 di cui all’allegato IX, e se il suo tenore di etano non supera l’1,5 %.

1.3.3. In una famiglia di motori a doppia alimentazione, se i motori sono tarati per una composizione specifica di gas GNL, tale che il fattore di spostamento λ non si discosta di oltre il 3 % dal fattore di spostamento λ del carburante G20 di cui all’allegato IX, e il loro tenore di etano non supera l’1,5 %, il motore capostipite deve essere sottoposto a prova solo con il carburante a gas di riferimento G20, secondo quanto prescritto dall’allegato IX.

▼B

2.   OMOLOGAZIONE DI UN COMPONENTE DI UNA FAMIGLIA DI MOTORI PER QUANTO RIGUARDA LE EMISSIONI ALLO SCARICO

2.1. Con l’eccezione del caso citato al punto 2.2, l’omologazione di un motore capostipite viene estesa a tutti i membri della famiglia, senza prove ulteriori, per qualsiasi composizione di carburante che rientri nel gruppo per il quale il motore capostipite è stato omologato (nel caso dei motori descritti al punto 1.2.2) o per lo stesso gruppo di combustibili (nel caso dei motori descritti ai punti 1.1 o 1.2) per cui è stato omologato il motore capostipite.

2.2. Se secondo il servizio tecnico, relativamente al motore capostipite scelto, la domanda presentata non rappresenta appieno la famiglia di motori definita nella parte 1 dell’appendice 4, il servizio tecnico può selezionare e sottoporre a prova un motore di riferimento alternativo e, se necessario, uno addizionale.

3.   MARCATURE DEL MOTORE

▼M6

3.1.

Se un motore è omologato come unità tecnica distinta o un veicolo è omologato riguardo alle emissioni e all'accesso alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione del veicolo, è necessario apporre sul motore:

a) il marchio o la denominazione commerciale del fabbricante del motore;

b) la descrizione commerciale del motore fornita dal fabbricante.

▼M4

3.2.

Ogni tipo di motore omologato ai sensi del presente regolamento quale unità tecnica distinta deve recare un marchio di omologazione CE. Tale marchio deve essere costituito da:

▼B

3.2.1. un rettangolo all’interno del quale è iscritta la lettera «e» seguita dal numero distintivo dello Stato membro che ha rilasciato l’omologazione CE dell’unità tecnica distinta:

1

per la Germania

2

per la Francia

3

per l’Italia

4

per i Paesi Bassi

5

per la Svezia

6

per il Belgio

7

per l’Ungheria

8

per la Repubblica ceca

9

per la Spagna

11

per il Regno Unito

12

per l’Austria

13

per il Lussemburgo

17

per la Finlandia

18

per la Danimarca

19

per la Romania

20

per la Polonia

21

per il Portogallo

23

per la Grecia

24

per l’Irlanda

▼M2

25

per la Croazia

▼B

26

per la Slovenia

27

per la Slovacchia

29

per l’Estonia

32

per la Lettonia

34

per la Bulgaria

36

per la Lituania

49

per Cipro

50

per Malta

▼M6

3.2.1.1. nel caso dei motori alimentati a gas naturale/biometano, una delle seguenti marcature, da apporre dopo il marchio di omologazione CE:

a) H se il motore è omologato e tarato per gas del gruppo H;

b) L se il motore è omologato e tarato per gas del gruppo L;

c) HL se il motore è omologato e tarato sia per il gruppo di gas H che per il gruppo di gas L;

d) Ht se il motore è omologato e tarato per una specifica composizione di gas del gruppo H e può essere trasformato per utilizzare un altro gas specifico del gruppo H mediante registrazione dell'alimentazione del motore;

e) Lt se il motore è omologato e tarato per una specifica composizione di gas del gruppo L e può essere trasformato per utilizzare un altro gas specifico del gruppo L mediante registrazione dell'alimentazione del motore;

f) HLt se il motore è omologato e tarato per una specifica composizione di gas del gruppo H o del gruppo L e può essere trasformato per utilizzare un altro gas specifico del gruppo H o del gruppo L mediante registrazione dell'alimentazione del motore;

g) CNGfr in tutti gli altri casi in cui il motore è alimentato a GNC/biometano e predisposto per funzionare con una composizione di un gruppo ristretto di combustibili gassosi;

h) LNGfr se il motore è alimentato a GNL e predisposto per funzionare con una composizione di un gruppo ristretto di combustibili gassosi;

i) LPGfr se il motore è alimentato a GPL e predisposto per funzionare con una composizione di un gruppo ristretto di combustibili gassosi;

j) LNG20 se il motore è omologato e tarato per una composizione specifica di GNL, tale per cui il fattore di spostamento λ non si discosta di oltre il 3 % dal fattore di spostamento λ del carburante G20 di cui all'allegato IX, e il suo tenore di etano non supera l'1,5 %;

k) LNG se il motore è omologato e tarato per qualsiasi altra composizione di GNL.

3.2.1.2. per i motori a doppia alimentazione, sul marchio di omologazione deve figurare, dopo il simbolo nazionale, una dicitura che permetta di distinguere il tipo di motore a doppia alimentazione e il gruppo di gas a cui è stata concessa l'omologazione. La dicitura sarà costituita da due cifre, che identificano il tipo di motore a doppia alimentazione quale definito all'articolo 2, seguite dalla lettera o dalle lettere di cui al punto 3.2.1.1, corrispondente/i alla composizione di gas naturale/biometano utilizzata dal motore. Le due cifre che identificano i tipi di motore a doppia alimentazione quali definiti all'articolo 2 sono le seguenti:

a) 1A per i motori a doppia alimentazione di tipo 1A;

b) 1B per i motori a doppia alimentazione di tipo 1B;

c) 2A per i motori a doppia alimentazione di tipo 2A;

d) 2B per i motori a doppia alimentazione di tipo 2B;

e) 3B per i motori a doppia alimentazione di tipo 3B.

3.2.1.3. per i motori ad accensione spontanea alimentati a diesel, il marchio di omologazione deve recare, dopo il simbolo nazionale, la lettera «D».

3.2.1.4. per i motori ad accensione spontanea alimentati a etanolo (ED95), il marchio di omologazione deve recare, dopo il simbolo nazionale, le lettere «ED».

3.2.1.5. per i motori ad accensione comandata alimentati a etanolo (E85), il marchio di omologazione deve recare, dopo il simbolo nazionale, la sigla «E85».

3.2.1.6. per i motori ad accensione comandata alimentati a benzina, il marchio di omologazione deve recare, dopo il simbolo nazionale, la lettera «P».

▼M4

3.2.2. il marchio di omologazione CE deve anche evidenziare, in prossimità del rettangolo, il «numero di omologazione di base» che figura nella sezione 4 del numero di omologazione di cui all’allegato VII della direttiva 2007/46/CE, preceduto dalla lettera che indica la fase di emissioni per la quale è stata rilasciata l’omologazione CE.

3.2.3. Il marchio di omologazione CE deve essere apposto sul motore in modo da risultare indelebile e chiaramente leggibile. Deve essere visibile quando il motore è montato sul veicolo ed essere apposto su una parte del motore necessaria al normale funzionamento dello stesso e che di solito non richieda sostituzione durante la vita utile del motore.

Oltre al marchio sul motore, il marchio di omologazione CE può anche essere rilevabile mediante il quadro strumenti. Deve essere allora facilmente individuabile nelle ispezioni e nelle istruzioni contenute nel manuale d’uso del veicolo.

▼B

3.2.4. L’appendice 8 riporta alcuni esempi di marchi di omologazione CE.

▼M4

3.3.

Etichette per i motori alimentati a gas naturale/biometano e GPL

Sui motori alimentati a gas naturale/biometano e GPL omologati per un gruppo di combustibili ristretto, è necessario apporre le seguenti etichette recanti le informazioni di cui al punto 3.3.1.

▼B

3.3.1.

La targhetta deve riportare le seguenti informazioni:

nel caso del punto 1.2.1.3 la targhetta deve riportare la dicitura «USARE SOLO GAS NATURALE DEL GRUPPO H». Se del caso, sostituire «H» con «L».

Nel caso del punto 1.2.2.2 la targhetta deve riportare la dicitura «USARE SOLO GAS NATURALE DI COMPOSIZIONE …» o «USARE SOLO GAS DI PETROLIO LIQUEFATTO DI COMPOSIZIONE …» secondo i casi. La targhetta deve riportare tutte le informazioni indicate nella relativa tabella dell’allegato IX, con i singoli costituenti e i limiti specificati dal fabbricante del motore.

Le lettere e le cifre devono avere un’altezza di almeno 4 mm.

Se per mancanza di spazio non è possibile applicare tale targhetta, si può utilizzare un codice semplificato. In tal caso, note esplicative contenenti tutte le suddette informazioni devono essere facilmente accessibili alla persona che riempie il serbatoio o esegue la manutenzione o la riparazione del motore e dei suoi accessori, nonché alle autorità interessate. L’ubicazione e il contenuto di dette note esplicative sono stabiliti di concerto dal fabbricante e dall’autorità che rilascia l’omologazione.

3.3.2.

Proprietà

Le targhette devono durare per tutta la vita utile del motore. Inoltre, devono essere chiaramente leggibili e indelebili Esse devono essere apposte in modo tale che il loro fissaggio abbia una durata pari alla vita utile del motore e che non sia possibile asportarle senza distruggerle o cancellarle.

3.3.3.

Posizionamento

Le targhette devono essere fissate ad una parte del motore che è necessaria per il normale funzionamento dello stesso e che in linea di massima non deve essere sostituita per tutta la vita utile del motore. Inoltre, devono essere posizionate in modo da essere facilmente visibili dopo che il motore è stato completato con tutti i dispositivi occorrenti per il suo funzionamento.

3.4.

Nel caso di una domanda di omologazione CE di un veicolo con un motore omologato relativamente alle emissioni e all’accesso alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione del veicolo o di un’omologazione CE di un veicolo relativamente alle emissioni e alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione del veicolo, anche la targhetta specificata al punto 3.3 deve essere apposta in prossimità del bocchettone del carburante.

4.   INSTALLAZIONE SUL VEICOLO

4.1.

Il motore deve essere montato sul veicolo in modo da garantire il soddisfacimento dei requisiti di omologazione. Relativamente all’omologazione del motore è necessario tenere in considerazione le seguenti caratteristiche:

4.1.1. la depressione all’aspirazione non deve superare quella dichiarata per l’omologazione del motore nella parte 1 dell’appendice 4;

4.1.2. la contropressione allo scarico non deve superare quella dichiarata per l’omologazione del motore nella parte 1 dell’appendice 4;

4.1.3. la potenza assorbita dai dispositivi ausiliari occorrenti per il funzionamento del motore non deve superare quella dichiarata per l’omologazione del motore nella parte 1 dell’appendice 4;

4.1.4. le caratteristiche del sistema di post-trattamento del gas di scarico devono essere in linea con quelle dichiarate per l’omologazione del motore nella parte 1 dell’appendice 4.

4.2.

Montaggio di un motore omologato su un veicolo

Il montaggio su un veicolo di un motore omologato come unità tecnica distinta deve inoltre soddisfare le seguenti prescrizioni:

a) relativamente alla conformità del sistema OBD, il montaggio, a norma dell’allegato 9B, appendice 1, del regolamento n. 49 dell’UNECE, deve soddisfare i requisiti di montaggio del fabbricante, come specificato all’appendice 4, parte 1;

▼M6

b) relativamente alla conformità del sistema che assicura il corretto funzionamento dei controlli sugli NOx, il montaggio, a norma dell'allegato 11, appendice 4, del regolamento UN/ECE n. 49, deve rispettare le prescrizioni di montaggio del fabbricante, come specificato all'allegato 1, parte 1, di tale regolamento;

▼M4

c) l’installazione su un veicolo di un motore a doppia alimentazione omologato come unità tecnica distinta va inoltre effettuata secondo i requisiti specifici di installazione di cui all’allegato 15, paragrafo 6, del regolamento UNECE n. 49 e i requisiti d’installazione del fabbricante di cui all’allegato XVIII, sezione 7, del presente regolamento.

▼B

4.3.

Aperture di entrata dei serbatoi di carburante nel caso di motori alimentati a benzina o E85

4.3.1. L’orifizio di entrata del serbatoio di benzina o E85 è progettato in modo da evitare che il serbatoio possa essere riempito con una pistola di erogazione del carburante di diametro esterno pari o superiore a 23,6 mm.

4.3.2. Il punto 4.3.1 non si applica ad un veicolo che soddisfa entrambe le condizioni seguenti:

a) il veicolo è progettato e costruito in modo tale che nessuno dei dispositivi destinati al controllo delle emissioni di gas inquinanti possa essere danneggiato dall’uso di benzina con piombo;

b) il veicolo riporta in modo evidente, leggibile e indelebile il simbolo della benzina senza piombo specificato nella norma ISO 2575:2004, in posizione immediatamente visibile alla persona che riempie il serbatoio di carburante. Sono ammesse altre marcature aggiuntive.

4.3.3. È necessario adottate le necessarie disposizioni per impedire emissioni eccessive per evaporazione e la fuoriuscita di combustibile dovute all’assenza del tappo del serbatoio del combustibile. Tale obiettivo può essere conseguito utilizzando:

a) un tappo non amovibile con apertura e chiusura automatiche;

b) caratteristiche costruttive che permettano di evitare emissioni eccessive per evaporazione qualora manchi il tappo del serbatoio;

c) nel caso di veicoli delle categorie M1 o N1, qualsiasi altra disposizione che abbia lo stesso effetto. A titolo di esempio: un tappo del serbatoio collegato al veicolo per mezzo di una catenella o in altro modo oppure un tappo del serbatoio con apertura azionata dalla stessa chiave di accensione del veicolo. In questo caso la chiave deve potere essere estratta dal tappo solo in posizione di chiusura.

5.   PRESCRIZIONI E PROVE RELATIVE AI VEICOLI IN SERVIZIO

5.1.    Introduzione

Il presente punto riporta le specifiche e le prove relative ai dati della centralina elettronica al momento dell’omologazione ai fini delle prove da eseguire sui veicoli in servizio.

5.2.    Prescrizioni generali

▼M4

5.2.1. Al fine delle prove in servizio, la centralina elettronica (ECU) deve fornire in tempo reale e alla frequenza di almeno 1 Hz come informazioni obbligatorie sul flusso dei dati, il carico calcolato (coppia del motore in percentuale della coppia massima e coppia massima disponibile al regime corrente del motore), il regime di rotazione, la temperatura del liquido di raffreddamento, il consumo istantaneo di carburante e la coppia di riferimento massima in funzione del regime di rotazione del motore.

▼B

5.2.2. La coppia prodotta può essere stimata dalla centralina elettronica utilizzando algoritmi incorporati per calcolare la coppia interna prodotta e la coppia di attrito.

5.2.3 La coppia del motore in Nm risultante dalle informazioni del flusso di dati sopraccitate consente un raffronto diretto con i valori misurati durante la determinazione della potenza del motore secondo l’allegato XIV. In particolare, le eventuali correzioni riguardanti i dispositivi ausiliari devono essere incluse nelle informazioni del flusso di dati sopraccitate.

5.2.4. L’accesso alle informazioni di cui al punto 5.2.1 deve essere garantito conformemente alle disposizioni dell’allegato X e alle norme citate nell’appendice 6, dell’allegato 9B, del regolamento n. 49 dell’UNECE.

5.2.5. Il carico medio in Nm in ciascuna condizione di funzionamento calcolato a partire dalle informazioni richieste al punto 5.2.1 non deve discostarsi dal carico medio misurato in tale condizione di funzionamento di oltre:

a) il 7 % durante la determinazione della potenza del motore secondo l’allegato XIV;

▼M9

b) il 10 % durante lo svolgimento della prova su ciclo di guida a stato stazionario armonizzato a livello mondiale (nel prosieguo: «WHSC») secondo l'allegato III, fatta eccezione per le modalità 1 e 13 (regime del minimo).

▼B

A norma del regolamento n. 85 dell’UNECE ( 5 ), il carico massimo effettivo del motore può scostarsi dal carico massimo di riferimento del 5 % al fine di tener conto della variabilità del processo di fabbricazione. Tale tolleranza è considerata nei valori sopraccitati.

5.2.6. L’accesso esterno alle informazioni richieste al punto 5.2.1 non deve influire sulle emissioni o sulle prestazioni del veicolo.

▼M9

5.2.7. Se la differenza tra il valore della coppia misurato con un carburante dichiarato disponibile in commercio e la coppia calcolata a partire dalle informazioni di cui al punto 5.2.1 supera uno qualsiasi dei valori di cui al punto 5.2.5, è necessario determinare un fattore di correzione della potenza per ciascun carburante aggiuntivo, disponibile in commercio, consentito dal costruttore in conformità al punto 1.1.2 per la famiglia di motori. Il fattore di correzione deve essere calcolato come rapporto tra la media della coppia massima misurata [in Nm] per il carburante di riferimento conformemente alle disposizioni dell'allegato IX e la media della coppia massima misurata [in Nm] per il carburante dichiarato disponibile in commercio.

▼B

5.3.    Verifica della disponibilità e della conformità delle informazioni fornite dalla centralina elettronica richieste per le prove in servizio

5.3.1. La disponibilità delle informazioni del flusso di dati richieste al punto 5.2.1, conformemente alle prescrizioni di cui al punto 5.2.2, deve essere dimostrata utilizzando uno scanner esterno collegato all’OBD come descritto nell’allegato X.

5.3.2. Nel caso in cui queste informazioni non possano essere recuperate nel modo adeguato mediante uno scanner che funziona correttamente, il motore è considerato non conforme.

▼M9

5.3.3. Il rispetto della prescrizione di cui al punto 5.2.5 deve essere dimostrato per il motore capostipite di una famiglia di motori quando si determina la potenza del motore conformemente all'allegato XIV, si esegue la prova WHSC ai sensi dell'allegato III e si effettuano le prove di laboratorio fuori ciclo in sede di omologazione ai sensi dell'allegato VI, sezione 6.

5.3.3.1. Il rispetto della prescrizione di cui al punto 5.2.5 deve essere dimostrato per ciascun membro di una famiglia di motori quando si determina la potenza del motore ai sensi dell'allegato XIV. A tale fine si devono effettuare ulteriori misurazioni a vari punti di funzionamento del motore applicando carichi parziali e a vari regimi di rotazione (per esempio, ai punti della modalità di funzionamento WHSC e ad alcuni altri punti scelti a caso).

▼M9

5.3.3.2. Se del caso, il fattore di correzione della potenza per la famiglia di motori, di cui al punto 5.2.7, deve essere determinato con il motore capostipite della famiglia di motori.

▼M4

5.3.4. Se il motore sottoposto a prova non soddisfa i requisiti relativi ai dispositivi ausiliari di cui all’allegato XIV, la coppia misurata deve essere corretta applicando il metodo di cui all’allegato 4 del regolamento UNECE n. 49.

▼B

5.3.5. La conformità del segnale di coppia delle centraline elettroniche si considera dimostrata se il segnale di coppia rientra nelle tolleranze riportate al punto 5.2.5.

6.   FAMIGLIA DI MOTORI

▼M4

6.1.    Parametri che definiscono la famiglia di motori

La famiglia di motori, stabilita dal fabbricante, deve soddisfare quanto disposto all’allegato 4, paragrafo 5.2, del regolamento UNECE n. 49 e i motori e i veicoli a doppia alimentazione quanto disposto all’allegato 15, paragrafo 3.1, del regolamento UNECE n. 49.

6.2.    Scelta del motore capostipite

Il motore capostipite della famiglia deve essere scelto in conformità ai requisiti dell’allegato 4, punto 5.2.4., del regolamento UNECE n. 49 e i motori e i veicoli a doppia alimentazione, dell’allegato 15, punto 3.1.2., del regolamento UNECE n. 49.

▼B

6.3.    Parametri che definiscono la famiglia di motori OBD

La famiglia di motori OBD è definita mediante parametri di progettazione di base comuni a tutti i sistemi motore della famiglia, in conformità al punto 6.1, dell’allegato 9B, del regolamento n. 49 dell’UNECE.

▼M4

6.4.    Estensione per includere un nuovo sistema motore in una famiglia di motori

6.4.1. Su richiesta del fabbricante e previa approvazione dell’autorità di omologazione, un nuovo sistema motore può essere inserito in una famiglia di motori certificata se sono soddisfatti i criteri di cui al punto 6.1.

6.4.2. Se gli elementi progettuali del sistema motore capostipite corrispondono agli elementi del nuovo sistema motore in conformità al punto 6.2 o, per un motore a doppia alimentazione, dell’allegato 15, paragrafo 3.1.2, del regolamento UNECE n. 49, il sistema motore capostipite resta invariato e il fabbricante deve modificare la documentazione dell’allegato I.

6.4.3. Se gli elementi del progetto del nuovo sistema motore non corrispondono a sistema motore capostipite in conformità al punto 6.4.2, ma è rappresentativo dell’intera famiglia, il nuovo sistema motore diventa il nuovo motore capostipite. In questo caso va dimostrato che i nuovi elementi progettuali soddisfano i requisiti del presente regolamento e la documentazione di cui all’allegato I deve essere modificata.

▼B

7.   CONFORMITÀ DELLA PRODUZIONE

7.1.    Prescrizioni generali

Le misure intese a garantire la conformità della produzione sono adottate conformemente all’articolo 12 della direttiva 2007/46/CE. La conformità della produzione è verificata in base alla descrizione contenuta nelle schede di omologazione riportate nell’appendice 4 del presente allegato. Nell’applicare le appendici 1, 2 o 3, le emissioni misurate di inquinanti gassosi e di particolato da motori oggetto di controllo della conformità della produzione vanno adattate applicando i fattori di deterioramento (DF) appropriati per il motore in questione riportati nell’addendum della scheda di omologazione CE rilasciata a norma del presente regolamento.

Qualora le autorità competenti non fossero soddisfatte della procedura di controllo del fabbricante, si applicano le disposizioni dell’allegato X della direttiva 2007/46/CE.

Tutti i motori da sottoporre a prova devono essere presi a caso dalla produzione in serie.

7.2.    Emissioni di inquinanti

7.2.1. Se si devono misurare le emissioni inquinanti e se per un tipo di motore sono disponibili una o più estensioni dell’omologazione, le prove si eseguono sui motori descritti nel fascicolo informativo della relativa estensione.

7.2.2. Conformità del motore oggetto di prova delle emissioni inquinanti

Dopo la presentazione del motore alle autorità, il fabbricante non può eseguire alcuna regolazione sui motori selezionati.

7.2.2.1. Si prendono tre motori dalla produzione in serie dei motori considerati. Per verificare la conformità della produzione, i motori sono sottoposti a prova WHTC e WHSC, se applicabile. I valori limite sono quelli stabiliti nell’allegato I del regolamento (CE) n. 595/2009.

7.2.2.2. Se l’autorità di omologazione considera adeguato il valore di deviazione standard della produzione indicato dal fabbricante ai sensi dell’allegato X della direttiva 2007/46/CE, le prove sono effettuate conformemente all’appendice 1 del presente allegato.

Se l’autorità di omologazione non considera adeguato il valore di deviazione standard della produzione indicato dal fabbricante ai sensi dell’allegato X della direttiva 2007/46/CE, le prove sono effettuate conformemente all’appendice 2 del presente allegato.

Su richiesta del fabbricante, le prove possono essere effettuate secondo l’appendice 3 del presente allegato.

7.2.2.3. In base a prove eseguite sui motori mediante campionamento, come stabilito al punto 7.2.2.2, la produzione in serie dei motori considerati è ritenuta conforme quando tutti gli inquinanti sono accettati e non conforme quando un inquinante è rifiutato, secondo i criteri di prova applicati nella rispettiva appendice.

Quando si giunge a una decisione di accettazione di un inquinante, questa non può essere modificata in seguito all’esito di eventuali altre prove eseguite per giungere a una decisione in merito agli altri inquinanti.

Se non si giunge a una decisione di accettazione di tutti gli inquinanti, ma nessun inquinante è rifiutato, si esegue la prova su un altro motore (cfr. figura 1).

Il fabbricante può decidere in qualunque momento di interrompere le prove se non viene raggiunta una decisione, nel qual caso viene registrato un rifiuto.

Figura 1
Schema della prova di conformità della produzione image

7.2.3. Le prove sono eseguite su motori nuovi.

7.2.3.1. Su richiesta del fabbricante, le prove possono essere eseguite su motori sottoposti ad un rodaggio massimo di 125 ore. In questo caso, il rodaggio è effettuato dal fabbricante, che si impegna a non eseguire alcuna regolazione sui motori.

7.2.3.2. Se il fabbricante chiede di eseguire un rodaggio in conformità al punto 7.2.3.1, questo può essere effettuato:

a) su tutti i motori sottoposti a prova;

b) sul primo motore sottoposto a prova, determinando un coefficiente di evoluzione calcolato come segue:

i) le emissioni di inquinanti si misurano sia sul motore nuovo sia sul primo motore sottoposto a prova prima del rodaggio massimo di 125 ore;

ii) si calcola per ciascun inquinante il coefficiente di evoluzione delle emissioni tra le due prove:

emissioni alla seconda prova/emissioni alla prima prova

il coefficiente di evoluzione può essere inferiore a uno.

Gli altri motori di prova non sono sottoposti al rodaggio, ma le loro emissioni da nuovi sono modificate applicando il coefficiente di evoluzione.

In questo caso, i valori da considerare sono:

a) per il primo motore, i valori della seconda prova;

b) per gli altri motori, i valori da nuovi moltiplicati per il coefficiente di evoluzione.

▼M4

7.2.3.3. Per i motori alimentati a gasolio, etanolo (ED95), benzina, E85, GNL20, GNL e GPL, compresi quelli a doppia alimentazione, tutte queste prove possono essere eseguite con i relativi carburanti disponibili in commercio. Tuttavia, a richiesta del fabbricante, si possono usare i carburanti di riferimento descritti nell’allegato IX. Ciò implica prove, come descritto alla sezione 1 del presente allegato, con almeno due combustibili di riferimento per ogni motore a GPL o GNL, inclusi i motori a doppia alimentazione.

7.2.3.4. Per i motori alimentati a GNC e quelli a doppia alimentazione, si possono effettuare tutte le prove con un carburante disponibile in commercio nel modo seguente:

a) per i motori marcati H, con un carburante disponibile in commercio del gruppo H (0,89 ≤Sλ ≤ 1,00),

b) per i motori marcati L, con un carburante disponibile in commercio del gruppo L (1,00 ≤Sλ ≤ 1,19),

c) per motori marcati HL, con un carburante disponibile in commercio del gruppo estremo del fattore di spostamento λ (0,89 ≤Sλ ≤ 1,19).

Tuttavia, a richiesta del fabbricante, si possono usare i carburanti di riferimento descritti nell’allegato IX. Ciò implica prove ai sensi del punto 1 del presente allegato.

7.2.3.5. Non conformità di motori a gas e a doppia alimentazione

In caso di controversia dovuta alla non conformità di motori a gas e di motori a doppia alimentazione, quando si usa un carburante disponibile in commercio, le prove vanno effettuate con ciascun carburante di riferimento con il quale è stato provato il motore capostipite e con l’eventuale terzo carburante di cui ai punti 1.1.4.1 e 1.2.1.1 con il quale potrebbe essere stato provato il motore capostipite. I risultati devono eventualmente essere convertiti con una formula che applichi i fattori «r», «ra» o «rb» appropriati, come descritto ai punti 1.1.5, 1.1.6.1 e 1.2.1.2. Se r, ra o rb sono inferiori a 1, non si effettua alcuna correzione. I risultati misurati ed eventualmente quelli convertiti devono dimostrare che il motore rispetta i valori limite con tutti i carburanti pertinenti (ad esempio i carburanti 1, 2 e 3 in caso di motori a gas naturale e carburanti A e B in caso di motori a GPL).

7.2.3.6. Le prove di conformità della produzione di un motore a gas stabilite per il funzionamento con una composizione specifica di carburante e conformi al punto 1.2.2 del presente allegato devono essere effettuate con il carburante per il quale il motore è stato tarato.

▼B

7.3.    Sistema diagnostico di bordo (OBD)

▼M4

7.3.1. Se secondo l’autorità di omologazione la qualità della produzione non è soddisfacente, essa può chiedere una verifica della conformità della produzione del sistema OBD. Tale verifica è effettuata come segue:

si prende un motore a caso dalla produzione di serie e lo si sottopone alle prove descritte nell’allegato 9B del regolamento UNECE n. 49. Un motore a doppia alimentazione deve funzionare in modalità a doppia alimentazione ed eventualmente in modalità diesel. Le prove possono essere effettuate su un motore che è stato sottoposto ad un rodaggio massimo di 125 ore.

7.3.2. La produzione è ritenuta conforme se il motore soddisfa i requisiti delle prove di cui all’allegato 9B del regolamento UNECE n. 49 e, in caso di motori a doppia alimentazione, i requisiti aggiuntivi di cui all’allegato 15, punto 7, del regolamento UNECE n. 49.

7.3.3. Se il motore prelevato dalla produzione di serie non soddisfa i requisiti di cui al punto 7.3.2, si preleva a caso un altro campione di quattro motori dalla produzione di serie e lo si sottopone alle prove di cui al punto 7.3.1.

▼B

7.3.4. La produzione è ritenuta conforme se almeno tre dei motori del campione casuale di quattro motori soddisfano le prescrizioni delle prove di cui all’allegato 9B del regolamento n. 49 dell’UNECE.

7.4.    Informazioni fornite dalla centralina elettronica richieste per le prove in servizio

7.4.1. La disponibilità delle informazioni del flusso di dati richieste al punto 5.2.1, conformemente alle prescrizioni di cui al punto 5.2.2, deve essere dimostrata utilizzando uno scanner esterno collegato all’OBD come descritto nell’allegato X.

7.4.2. Nel caso in cui queste informazioni non possano essere recuperate nel modo adeguato mediante uno scanner che funziona correttamente, secondo l’allegato X, il motore è considerato non conforme.

7.4.3. La conformità del segnale di coppia delle centraline elettroniche alle prescrizioni di cui ai punti 5.2.2 e 5.2.3 deve essere comprovata eseguendo la prova WHSC secondo l’allegato III.

▼M4

7.4.4. Nel caso in cui le apparecchiature di prova non soddisfino i requisiti di cui all’allegato XIV riguardanti i dispositivi ausiliari, la coppia misurata va corretta con il metodo di correzione di cui all’allegato 4 del regolamento UNECE n. 49.

▼B

7.4.5. La conformità del segnale di coppia delle centraline elettroniche si considera sufficiente se la coppia calcolata rientra nelle tolleranze riportate al punto 5.2.5.

7.4.6. I controlli relativi alla disponibilità e alla conformità delle informazioni delle centraline elettroniche richieste per le prove in servizio devono essere regolarmente controllate dal fabbricante su ciascun tipo di motore prodotto all’interno di ciascuna famiglia di motori prodotta.

7.4.7. I risultati della verifica del fabbricante devono essere messi a disposizione dell’autorità di omologazione, su richiesta di quest’ultima.

7.4.8. Su richiesta dell’autorità di omologazione, il fabbricante deve dimostrare la disponibilità o la conformità delle informazioni della centralina elettronica nella produzione in serie eseguendo le prove appropriate di cui ai punti da 7.4.1 a 7.4.4 su un campione di motori scelti dallo stesso tipo di motori. Le regole di campionamento, comprese le dimensioni del campione e i criteri statistici di accettazione-rifiuto, sono quelle specificate nel presente allegato per controllare la conformità delle emissioni.

8.   DOCUMENTAZIONE

8.1.  ►M4  La documentazione — richiesta ai sensi degli articoli 5, 7 e 9 per consentire all’autorità di omologazione di valutare le strategie di controllo delle emissioni, i sistemi di bordo del veicolo e il motore, per garantire il corretto funzionamento delle misure di controllo degli NOx, nonché la documentazione richiesta dall'allegato VI (emissioni fuori ciclo), dall'allegato X (OBD) e dall'allegato XVIII (motori a doppia alimentazione) — va fornita nelle due parti che seguono: ◄

a) il «fascicolo di documenti ufficiale», che può essere messo a disposizione delle parti interessate, su richiesta;

b) il «fascicolo di documenti completo», che resta riservato.

8.2. Il fascicolo di documenti ufficiale può essere conciso, purché dimostri che sono stati identificati tutti gli output consentiti da una matrice ricavata dall’intervallo di controllo dei singoli input unitari. La documentazione deve descrivere, da un punto di vista funzionale, il funzionamento del sistema di persuasione richiesto a norma dell’allegato XIII, compresi i parametri necessari per recuperare le informazioni associate a tale sistema. Tale materiale è conservato dall’autorità di omologazione.

▼M4

8.3. La documentazione ampliata conterrà le seguenti informazioni:

a) informazioni sul funzionamento di tutte le AES e le BES, compresa una descrizione dei parametri che sono modificati da una AES e le condizioni limite di funzionamento dell’AES, nonché indicazioni su quali AES e BES sono probabilmente attive alle condizioni delle procedure di prova descritte nell’allegato VI;

b) una descrizione della logica di controllo del sistema di alimentazione, delle strategie di fasatura e dei punti di commutazione in tutte le modalità di funzionamento;

c) una descrizione completa del sistema di persuasione del conducente di cui all’allegato XIII e delle strategie di controllo ivi associate;

d) la descrizione delle misure contro la manomissione considerate alla lettera b) dell’articolo 5, paragrafo 4, e alla lettera a) dell’articolo 7, paragrafo 4.

▼B

8.3.1. Il fascicolo di documenti completo resta riservato. A discrezione dell’autorità di omologazione, esso può essere conservato dall’autorità di omologazione o dal fabbricante. Qualora sia il fabbricante a conservare il fascicolo, esso è identificato e datato dall’autorità di omologazione dopo essere stato visionato e approvato. L’autorità di omologazione deve avere la possibilità di esaminare il fascicolo al momento del rilascio dell’omologazione o in qualsiasi altro momento durante il periodo di validità dellomologazione.




Appendice 1

Procedura di prova per verificare la conformità della produzione quando la deviazione standard è soddisfacente

1. La presente appendice descrive la procedura da seguire per verificare la conformità della produzione relativamente alle emissioni inquinanti nel caso in cui la deviazione standard della produzione indicata dal fabbricante sia soddisfacente. La procedura da seguire è quella descritta nell’appendice 1 del regolamento n. 49 dell’UNECE, con le seguenti eccezioni:

▼M4

1.1. Al paragrafo A.1.3 dell’appendice 1 del regolamento UNECE n. 49, il riferimento al paragrafo 5.3 è da intendersi come riferimento alla tabella dell’allegato I del regolamento (CE) n. 595/2009.

1.2. Al paragrafo A.1.3 dell’appendice 1 del regolamento UNECE n. 49, il riferimento alla figura 1 del punto 8.3 va inteso come riferimento alla figura 1 dell’allegato I del presente regolamento.




Appendice 2

Procedura di prova per verificare la conformità della produzione quando la deviazione standard è insoddisfacente o non disponibile

1. La presente appendice descrive la procedura da seguire per verificare la conformità della produzione relativamente alle emissioni inquinanti nel caso in cui la deviazione standard della produzione indicata dal fabbricante sia insoddisfacente o non disponibile. La procedura da seguire è quella descritta nell’appendice 2 del regolamento n. 49 dell’UNECE, con le seguenti eccezioni:

▼M4

1.1. Al paragrafo A.2.3 dell’appendice 2 del regolamento UNECE n. 49, il riferimento al punto 5.3 va inteso come riferimento alla tabella dell’allegato I del regolamento (CE) n. 595/2009.




Appendice 3

Procedura di prova per verificare la conformità della produzione su richiesta del costruttore

1. La presente appendice descrive la procedura da seguire per verificare, su richiesta del fabbricante, la conformità della produzione relativamente alle emissioni inquinanti. La procedura da seguire è quella descritta nell’appendice 3 del regolamento n. 49 dell’UNECE, con le seguenti eccezioni:

▼M4

1.1. Al paragrafo A.3.3 dell’appendice 3 del regolamento UNECE n. 49, il riferimento al punto 5.3 va inteso come riferimento alla tabella dell’allegato I del regolamento (CE) n. 595/2009.

1.2. Al paragrafo A.3.3 dell’appendice 3 del regolamento UNECE n. 49, il riferimento alla figura 1 del punto 8.3 va inteso come riferimento alla figura 1 dell’allegato I del presente regolamento.

1.3. Al paragrafo A.3.5 dell’appendice 3 del regolamento UNECE n. 49, il riferimento al punto 8.3.2 va inteso come riferimento al punto 7.2.2 del presente allegato.




Appendice 4

Modelli di scheda informativa

relativi;

all’omologazione CE di un motore o di una famiglia di motori quale unità tecnica distinta,

all’omologazione CE di un veicolo munito di motore omologato relativamente alle emissioni e all’accesso alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione,

all’omologazione CE di un veicolo relativamente alle emissioni e all’accesso alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione del veicolo.

Le seguenti informazioni devono essere fornite in triplice copia e devono comprendere un indice. I disegni devono essere forniti in scala adeguata ed essere sufficientemente dettagliati, in formato A4 o in un pieghevole di tale formato. Le eventuali fotografie devono mostrare sufficienti dettagli.

Se i dispositivi, i componenti o le entità tecniche di cui alla presente appendice sono dotati di funzioni a controllo elettronico, vanno fornite informazioni sul loro funzionamento.

Note esplicative (riguardanti la compilazione della tabella)

Le lettere A, B, C, D, E corrispondenti ai componenti della famiglia di motori vanno sostituite dai nomi dei componenti della famiglia di motori.

Nel caso in cui per una determinata caratteristica del motore lo stesso valore/la stessa descrizione valga per tutti i componenti della famiglia di motori, le caselle dalla A alla E vanno unificate.

È possibile aggiungere nuove colonne nel caso in cui la famiglia sia composta da più di 5 membri.

▼M6

In caso di domanda di omologazione CE di un motore o di una famiglia di motori quale unità tecnica distinta, è necessario compilare la parte generale e le parti 1 e 3.

In caso di domanda di omologazione CE di un veicolo munito di motore omologato relativamente alle emissioni e all'accesso alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione del veicolo, è necessario compilare la parte generale e la parte 2.

In caso di domanda di omologazione CE di un veicolo relativamente alle emissioni e all'accesso alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione del veicolo, è necessario compilare la parte generale e le parti 1, 2 e 3.

▼B

All’appendice 10 del presente allegato si trova una serie di note a carattere esplicativo.



 

 

Motore capostipite o tipo di motore

Componenti della famiglia di motori

A

B

C

D

E

0.

ASPETTI GENERALI

0.l.

Marca (denominazione commerciale del fabbricante):

 

0.2.

Tipo

 

0.2.0.3.

Tipo di motore quale unità tecnica distinta/famiglia di motori quale unità tecnica distinta/veicolo munito di motore omologato relativamente alle emissioni e all’accesso alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione del veicolo/veicolo relativamente alle emissioni e all’accesso alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione del veicolo (1)

 

0.2.1.

Eventuali denominazioni commerciali:

 

 

 

 

 

 

0.3.

Mezzi di identificazione del tipo, se marcati sull’unità tecnica distinta (b):

 

 

 

 

 

 

0.3.1.

Posizione di tale marcatura:

 

 

 

 

 

 

0.5.

Nome e indirizzo del fabbricante:

 

0.7.

Per i componenti e le entità tecniche, posizione e metodo di fissaggio del marchio di omologazione CE:

 

 

 

 

 

 

0.8.

Nomi e indirizzi degli stabilimenti di montaggio:

 

 

 

 

 

 

0.9.

Nome e indirizzo dell’eventuale mandatario del fabbricante:

 

Parte 1

:

CARATTERISTICHE ESSENZIALI DEL MOTORE (CAPOSTIPITE) E DEI TIPI DI MOTORE CHE RIENTRANO NELLA STESSA FAMIGLIA DI MOTORI

Parte 2

:

CARATTERISTICHE ESSENZIALI DEI COMPONENTI E DEI SISTEMI DEL VEICOLO RELATIVAMENTE ALLE EMISSIONI ALLO SCARICO

Parte 3

:

ACCESSO ALLE INFORMAZIONI SULLA RIPARAZIONE E MANUTENZIONE DEL VEICOLO

Appendice della scheda informativa: Informazioni sulle condizioni di prova

FOTOGRAFIE E/O DISEGNI DEL MOTORE CAPOSTIPITE, DEL TIPO DI MOTORE E, SE APPLICABILE, DEL VANO MOTORE.

ELENCO DEGLI EVENTUALI ALTRI ALLEGATI.

DATA E NUMERO DELLA PRATICA



PARTE 1

CARATTERISTICHE ESSENZIALI DEL MOTORE (CAPOSTIPITE) E DEI TIPI DI MOTORE CHE RIENTRANO NELLA STESSA FAMIGLIA DI MOTORI

 

 

Motore capostipite o tipo di motore

Componenti della famiglia di motori

A

B

C

D

E

3.2.

Motore a combustione interna

 

 

 

 

 

 

3.2.1.

Caratteristiche del motore

 

 

 

 

 

 

▼M4

3.2.1.1.

Principio di funzionamento: accensione comandata/accensione spontanea/doppia alimentazione (1)

Ciclo a 4 tempi/a 2 tempi/rotativo (1):

 

▼M4

3.2.1.1.1.

Tipo di motore a doppia alimentazione: tipo 1A/tipo 1B/tipo 2A/tipo 2B/tipo 3B (1) (d1)

 

 

 

 

 

 

3.2.1.1.2.

Indice energetico medio del gas calcolato durante il ciclo di prova WHTC: … % (d1)

 

 

 

 

 

 

▼B

3.2.1.2.

Numero e disposizione dei cilindri:

 

 

 

 

 

 

3.2.1.2.1.

Alesaggio (1) mm

 

 

 

 

 

 

3.2.1.2.2.

Corsa (l) mm

 

 

 

 

 

 

3.2.1.2.3.

Ordine di accensione

 

 

 

 

 

 

3.2.1.3.

Cilindrata (m) cm3

 

 

 

 

 

 

3.2.1.4.

Rapporto volumetrico di compressione (2):

 

 

 

 

 

 

3.2.1.5.

Disegni della camera di combustione, della testa del pistone e, per i motori ad accensione comandata, dei segmenti del pistone

 

 

 

 

 

 

3.2.1.6.

Regime minimo normale (2) min-1

 

 

 

 

 

 

3.2.1.6.1.

Regime minimo elevato (2) min-1

 

 

 

 

 

 

▼M4

3.2.1.6.2.

Minimo in funzionamento a gasolio: sì/no (1)(d1)

 

 

 

 

 

 

▼B

3.2.1.7.

Tenore in volume di ossido di carbonio nei gas di scarico con motore al minimo (2): % dichiarata dal fabbricante (soltanto per i motori ad accensione comandata)

 

 

 

 

 

 

3.2.1.8.

Potenza massima netta(n) … kW a … min-1 (dichiarata dal fabbricante)

 

 

 

 

 

 

3.2.1.9.

Regime massimo ammesso, dichiarato dal fabbricante: min-1

 

 

 

 

 

 

3.2.1.10.

Coppia massima netta(n) … Nm a … min-1 (dichiarata dal fabbricante)

 

 

 

 

 

 

3.2.1.11

Il fabbricante deve indicare i riferimenti del fascicolo di documentazione chiesto a norma degli articoli 5, 7 e 9 del regolamento (UE) n. 582/2011 per consentire all’autorità di omologazione di valutare le strategie di controllo delle emissioni e i sistemi presenti sul motore per garantire il corretto funzionamento delle misure di controllo degli NOx

 

 

 

 

 

 

3.2.2.

Carburante

 

 

 

 

 

 

▼M4

3.2.2.2.

Veicoli commerciali pesanti alimentati a gasolio/benzina/GPL/GN-H/GN-L/GN-HL/etanolo (ED95)/etanolo (E85)/ GNL/GNL20 (1) (6)

 

 

 

 

 

 

▼B

3.2.2.2.1.

Carburanti dichiarati compatibili dal fabbricante in conformità al punto 1.1.2, dell’allegato I, del regolamento (UE) n. 582/2011 (ove applicabile)

 

 

 

 

 

 

3.2.4.

Alimentazione:

 

 

 

 

 

 

▼M4

3.2.4.2.

A iniezione (solo motori ad accensione spontanea o a doppia alimentazione): sì/no (1)

 

 

 

 

 

 

▼B

3.2.4.2.1.

Descrizione del sistema

 

 

 

 

 

 

3.2.4.2.2.

Principio di funzionamento: iniezione diretta/precamera/camera a turbolenza (1)

 

 

 

 

 

 

3.2.4.2.3.

Pompa di iniezione:

 

 

 

 

 

 

3.2.4.2.3.1.

Marche:

 

 

 

 

 

 

3.2.4.2.3.2.

Tipi:

 

 

 

 

 

 

3.2.4.2.3.3.

Mandata massima di carburante (1) (2) … mm3/corsa o ciclo a un regime del motore di … min-1 oppure curva caratteristica

(Se esiste un controllo della sovralimentazione, specificare la mandata di carburante e la pressione di sovralimentazione caratteristiche in funzione del regime)

 

 

 

 

 

 

3.2.4.2.3.4.

Fasatura statica di iniezione (2)

 

 

 

 

 

 

3.2.4.2.3.5.

Curva dell’anticipo di iniezione (2)

 

 

 

 

 

 

3.2.4.2.3.6.

Metodo di taratura: banco di prova/motore (1)

 

 

 

 

 

 

3.2.4.2.4

Regolatore

 

 

 

 

 

 

3.2.4.2.4.1.

Tipo

 

 

 

 

 

 

3.2.4.2.4.2.

Punto di intervento

 

 

 

 

 

 

3.2.4.2.4.2.1.

Regime di inizio dell’interruzione sotto carico: min-1

 

 

 

 

 

 

3.2.4.2.4.2.2.

Regime massimo a vuoto: min-1

 

 

 

 

 

 

3.2.4.2.4.2.3.

Regime di rotazione minimo: min-1

 

 

 

 

 

 

3.2.4.2.5.

Condotti di iniezione

 

 

 

 

 

 

3.2.4.2.5.1.

Lunghezza: mm

 

 

 

 

 

 

3.2.4.2.5.2.

Diametro interno: mm

 

 

 

 

 

 

3.2.4.2.5.3.

Common rail, marca e tipo:

 

 

 

 

 

 

3.2.4.2.6.

Iniettori

 

 

 

 

 

 

3.2.4.2.6.1.

Marche

 

 

 

 

 

 

3.2.4.2.6.2.

Tipi

 

 

 

 

 

 

3.2.4.2.6.3.

Pressione di apertura (2): kPa oppure curva caratteristica (2):

 

 

 

 

 

 

3.2.4.2.7.

Sistema di avviamento a freddo

 

 

 

 

 

 

3.2.4.2.7.1.

Marche:

 

 

 

 

 

 

3.2.4.2.7.2.

Tipi:

 

 

 

 

 

 

3.2.4.2.7.3.

Descrizione

 

 

 

 

 

 

3.2.4.2.8.

Dispositivo di avviamento ausiliario:

 

 

 

 

 

 

3.2.4.2.8.1.

Marche:

 

 

 

 

 

 

3.2.4.2.8.2.

Tipi:

 

 

 

 

 

 

3.2.4.2.8.3.

Descrizione del sistema

 

 

 

 

 

 

3.2.4.2.9.

Iniezione a controllo elettronico: sì/no (1)

 

 

 

 

 

 

3.2.4.2.9.1.

Marche:

 

 

 

 

 

 

3.2.4.2.9.2.

Tipi:

 

 

 

 

 

 

3.2.4.2.9.3.

Descrizione del sistema (in caso di sistemi diversi da quello a iniezione continua, fornire i dati equivalenti):

 

 

 

 

 

 

3.2.4.2.9.3.1

Marca e tipo di centralina elettronica (ECU):

 

 

 

 

 

 

3.2.4.2.9.3.2.

Marca e tipo di regolatore del carburante:

 

 

 

 

 

 

3.2.4.2.9.3.3.

Marca e tipo di sensore del flusso d’aria:

 

 

 

 

 

 

3.2.4.2.9.3.4.

Marca e tipo di distributore del carburante:

 

 

 

 

 

 

3.2.4.2.9.3.5.

Marca e tipo di corpo della valvola a farfalla:

 

 

 

 

 

 

3.2.4.2.9.3.6.

Marca e tipo di sensore della temperatura dell’acqua:

 

 

 

 

 

 

3.2.4.2.9.3.7.

Marca e tipo di sensore della temperatura dell’aria:

 

 

 

 

 

 

3.2.4.2.9.3.8.

Marca e tipo di sensore della pressione dell’aria:

 

 

 

 

 

 

3.2.4.2.9.3.9.

Numeri di taratura del software:

 

 

 

 

 

 

3.2.4.3.

A iniezione (solo motori ad accensione comandata): sì/no (1)

 

 

 

 

 

 

3.2.4.3.1.

Principio di funzionamento: collettore di aspirazione [iniezione diretta a punto singolo/multiplo (1)/altro specificare]:

 

 

 

 

 

 

3.2.4.3.2.

Marche:

 

 

 

 

 

 

3.2.4.3.3.

Tipi:

 

 

 

 

 

 

3.2.4.3.4.

Descrizione del sistema (in caso di sistemi diversi da quello a iniezione continua, fornire i dati equivalenti):

 

 

 

 

 

 

3.2.4.3.4.1.

Marca e tipo di centralina elettronica (ECU)

 

 

 

 

 

 

3.2.4.3.4.2.

Marca e tipo di regolatore del carburante:

 

 

 

 

 

 

3.2.4.3.4.3.

Marca e tipo di sensore del flusso d’aria:

 

 

 

 

 

 

3.2.4.3.4.4.

Marca e tipo di distributore del carburante:

 

 

 

 

 

 

3.2.4.3.4.5.

Marca e tipo di regolatore della pressione:

 

 

 

 

 

 

3.2.4.3.4.6

Marca e tipo di microinterruttore:

 

 

 

 

 

 

3.2.4.3.4.7

Marca e tipo di vite di regolazione del minimo

 

 

 

 

 

 

3.2.4.3.4.8

Marca e tipo di corpo della valvola a farfalla:

 

 

 

 

 

 

3.2.4.3.4.9

Marca e tipo di sensore della temperatura dell’acqua:

 

 

 

 

 

 

3.2.4.3.4.10

Marca e tipo di sensore della temperatura dell’aria:

 

 

 

 

 

 

3.2.4.3.4.11

Marca e tipo di sensore della pressione dell’aria:

 

 

 

 

 

 

3.2.4.3.4.12

Numeri di taratura del software:

 

 

 

 

 

 

3.2.4.3.5.

Iniettori: pressione di apertura (2): … kPa oppure curva caratteristica (2):

 

 

 

 

 

 

3.2.4.3.5.1.

Marca:

 

 

 

 

 

 

3.2.4.3.5.2.

Tipo:

 

 

 

 

 

 

3.2.4.3.6.

Fasatura dell’iniezione

 

 

 

 

 

 

3.2.4.3.7.

Sistema di avviamento a freddo

 

 

 

 

 

 

3.2.4.3.7.1.

Principi di funzionamento:

 

 

 

 

 

 

3.2.4.3.7.2.

Limiti/regolazioni del funzionamento (1) (2)

 

 

 

 

 

 

3.2.4.4.

Pompa di alimentazione

 

 

 

 

 

 

3.2.4.4.1.

Pressione (2): … kPa oppure curva caratteristica (2):

 

 

 

 

 

 

3.2.5.

Impianto elettrico

 

 

 

 

 

 

3.2.5.1.

Tensione nominale: … V, terminale a massa positivo/negativo (1)

 

 

 

 

 

 

3.2.5.2.

Generatore

 

 

 

 

 

 

3.2.5.2.1.

Tipo:

 

 

 

 

 

 

3.2.5.2.2.

Potenza nominale: VA

 

 

 

 

 

 

3.2.6.

Sistema di accensione (solo motori con accensione a scintilla)

 

 

 

 

 

 

3.2.6.1.

Marche

 

 

 

 

 

 

3.2.6.2.

Tipi

 

 

 

 

 

 

3.2.6.3.

Principio di funzionamento

 

 

 

 

 

 

3.2.6.4.

Curva o mappa dell’anticipo di accensione (2):

 

 

 

 

 

 

3.2.6.5.

Fasatura iniziale (2): … gradi prima del PMS

 

 

 

 

 

 

3.2.6.6.

Candele

 

 

 

 

 

 

3.2.6.6.1.

Marca:

 

 

 

 

 

 

3.2.6.6.2.

Tipo:

 

 

 

 

 

 

3.2.6.6.3.

Distanza tra gli elettrodi: … mm

 

 

 

 

 

 

3.2.6.7.

Bobine di accensione

 

 

 

 

 

 

3.2.6.7.1.

Marca:

 

 

 

 

 

 

3.2.6.7.2.

Tipo:

 

 

 

 

 

 

3.2.7.

Sistema di raffreddamento: liquido/aria (1)

 

 

 

 

 

 

3.2.7.2.

Liquido

 

 

 

 

 

 

3.2.7.2.1.

Natura del liquido

 

 

 

 

 

 

3.2.7.2.2.

Pompe di circolazione: sì/no (1)

 

 

 

 

 

 

3.2.7.2.3.

Caratteristiche: … oppure

 

 

 

 

 

 

3.2.7.2.3.1.

Marche:

 

 

 

 

 

 

3.2.7.2.3.2.

Tipi:

 

 

 

 

 

 

3.2.7.2.4.

Rapporti di trasmissione:

 

 

 

 

 

 

3.2.7.3.

Aria

 

 

 

 

 

 

3.2.7.3.1.

Ventola: sì/no (1)

 

 

 

 

 

 

3.2.7.3.2.

Caratteristiche: … oppure

 

 

 

 

 

 

3.2.7.3.2.1.

Marche

 

 

 

 

 

 

3.2.7.3.2.2

Tipi:

 

 

 

 

 

 

3.2.7.3.3.

Rapporti di trasmissione

 

 

 

 

 

 

3.2.8.

Sistema di aspirazione

 

 

 

 

 

 

3.2.8.1.

Compressore: sì/no (1)

 

 

 

 

 

 

3.2.8.1.1.

Marche

 

 

 

 

 

 

3.2.8.1.2.

Tipi:

 

 

 

 

 

 

3.2.8.1.3

Descrizione del sistema (per esempio: pressione massima di sovralimentazione … kPa, valvola di sfiato, se applicabile):

 

 

 

 

 

 

3.2.8.2.

Intercooler: sì/no (1)

 

 

 

 

 

 

3.2.8.2.1.

Tipo: aria-aria/aria-acqua (1)

 

 

 

 

 

 

3.2.8.3

Depressione all’aspirazione a regime nominale e con il 100 % di carico (solo motori ad accensione per compressione)

 

 

 

 

 

 

3.2.8.3.1

Minima ammissibile: … kPa

 

 

 

 

 

 

3.2.8.3.2.

Massima ammissibile: … kPa

 

 

 

 

 

 

3.2.8.4.

Descrizione e disegni dei tubi di aspirazione e dei loro accessori (camera di pressione, riscaldatore, prese d’aria supplementari, ecc.)

 

 

 

 

 

 

3.2.8.4.1.

Descrizione del collettore di aspirazione (compresi disegni e/o fotografie)

 

 

 

 

 

 

3.2.9.

Sistema di scarico

 

 

 

 

 

 

3.2.9.1.

Descrizione e/o disegni del collettore di scarico

 

 

 

 

 

 

3.2.9.2.

Descrizione e/o disegno del sistema di scarico

 

 

 

 

 

 

3.2.9.2.1.

Descrizione e/o disegni degli elementi del sistema di scarico che fanno parte del sistema motore

 

 

 

 

 

 

3.2.9.3.

Contropressione massima ammissibile allo scarico, a regime nominale e con il 100 % di carico (solo motori ad accensione per compressione) … kPa (3)

 

 

 

 

 

 

▼M4 —————

▼M4

3.2.9.7.1.

Volume ammissibile del sistema di scarico (veicolo e sistema motore): … dm3

 

 

 

 

 

 

▼M4

3.2.9.7.2.

Volume del sistema di scarico che fa parte del sistema motore: … dm3

 

 

 

 

 

 

▼B

3.2.10.

Sezioni trasversali minime delle luci di aspirazione e di scarico

 

 

 

 

 

 

3.2.11.

Fasatura delle valvole o dati equivalenti

3.2.11.1.

Alzata massima delle valvole, angoli di apertura e di chiusura o dettagli sulla fasatura dei sistemi di distribuzione alternativi con riferimento ai punti morti. Per i sistemi a fasatura variabile, fasatura minima e massima

 

 

 

 

 

 

3.2.11.2.

Intervallo di riferimento e/o di regolazione (3):

 

 

 

 

 

 

3.2.12.

Misure contro l’inquinamento atmosferico

3.2.12.1.1

Dispositivo per il riciclaggio dei gas del basamento: sì/no (2)

Se sì, descrizione e disegni:

Se no, è richiesta la conformità all’allegato V del regolamento (UE) n. 582/2011

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.

Altri eventuali dispositivi antinquinamento (se non sono trattati sotto altre voci)

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.1.

Convertitore catalitico: sì/no (1)

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.1.1.

Numero di convertitori e di elementi catalitici (fornire queste informazioni di seguito per ciascuna unità distinta):

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.1.2.

Dimensioni, forma e volume dei convertitori catalitici:

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.1.3.

Tipo di azione catalitica

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.1.4.

Contenuto totale di metalli nobili:

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.1.5.

Concentrazione relativa

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.1.6.

Substrato (struttura e materiale):

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.1.7.

Densità cellulare:

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.1.8.

Tipo di rivestimento dei convertitori catalitici:

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.1.9.

Posizione dei convertitori catalitici (ubicazione e distanza di riferimento rispetto al condotto di scarico):

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.1.10.

Schermo termico: sì/no (1)

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.1.11.

Sistemi/metodo di rigenerazione degli impianti di post-trattamento dei gas di scarico, descrizione:

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.1.11.5.

Intervallo della normale temperatura operativa: … K

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.1.11.6.

Reagenti di consumo: sì/no (1):

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.1.11.7.

Tipo e concentrazione del reagente necessario all’azione catalitica:

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.1.11.8.

Intervallo della normale temperatura di funzionamento del reagente K

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.1.11.9.

Norme internazionali:

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.1.11.10.

Frequenza di ricarica del reagente: continua/manutenzione (1):

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.1.12.

Marca del convertitore catalitico

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.1.13.

Numero di identificazione del pezzo

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.2.

Sensore di ossigeno: sì/no (1)

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.2.1.

Marca:

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.2.2.

Posizione:

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.2.3.

Intervallo di regolazione:

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.2.4.

Tipo:

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.2.5.

Numero di identificazione del pezzo:

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.3.

Iniezione di aria: sì/no (1)

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.3.1.

Tipo (aria pulsata, pompa per aria, ecc.):

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.4.

Ricircolo dei gas di scarico (EGR): sì/no (1)

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.4.1.

Caratteristiche (marca, tipo, flusso, ecc.):

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.6.

Filtro antiparticolato (FAP): sì/no (1):

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.6.1.

Dimensioni, forma e capacità del FAP:

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.6.2.

Progetto del FAP:

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.6.3.

Posizione (distanza di riferimento rispetto al condotto di scarico):

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.6.4.

Metodo o sistema di rigenerazione, descrizione e/o disegno:

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.6.5.

Marca del FAP

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.6.6.

Numero di identificazione del pezzo:

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.6.7.

Temperatura normale di esercizio: … (K) e intervallo di pressione: (kPa)

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.6.8.

Nel caso di rigenerazione periodica

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.6.8.1.1.

numero di cicli di prova WHTC senza rigenerazione (n)

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.6.8.2.1.

numero di cicli di prova WHTC con rigenerazione (nR):

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.6.9.

Altri sistemi: sì/no (1)

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.6.9.1

Descrizione e funzionamento

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.7.

Sistema diagnostico di bordo (OBD):

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.7.0.1.

Numero di famiglie di motori OBD nella famiglia di motori

 

3.2.12.2.7.0.2.

Elenco delle famiglie di motori OBD (ove applicabile)

Famiglia di motori OBD 1: …

Famiglia di motori OBD 2: …

ecc …

3.2.12.2.7.0.3.

Numero della famiglia di motori OBD cui appartiene il motore capostipite/il componente della famiglia:

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.7.0.4.

Il fabbricante deve indicare i riferimenti della documentazione relativa all’OBD di cui all’articolo 5, punto 4, lettera c), e all’articolo 9, punto 4 del regolamento (UE) n. 582/2011 e descritta nell’allegato X di tale regolamento per l’omologazione del sistema OBD

 

3.2.12.2.7.0.5

Se del caso, il fabbricante deve indicare il riferimento della documentazione relativa all’installazione su un veicolo di un sistema motore munito di OBD

 

3.2.12.2.7.2.

Elenco e funzioni di tutti i componenti controllati dal sistema OBD (4)

 

3.2.12.2.7.3.

Descrizione scritta (principi generali di funzionamento) di

 

3.2.12.2.7.3.1

Motori ad accensione comandata (4)

 

3.2.12.2.7.3.1.1.

Controllo del catalizzatore (4)

 

3.2.12.2.7.3.1.2.

Individuazione delle accensioni irregolari (misfire): (4)

 

3.2.12.2.7.3.1.3.

Controllo del sensore di ossigeno: (4)

 

3.2.12.2.7.3.1.4.

Altri componenti controllati dal sistema OBD:

 

3.2.12.2.7.3.2.

Motori ad accensione spontanea: (4)

 

3.2.12.2.7.3.2.1.

Controllo del catalizzatore: (4)

 

3.2.12.2.7.3.2.2.

Controllo del filtro antiparticolato: (4)

 

3.2.12.2.7.3.2.3.

Controllo del sistema di alimentazione elettronico: (4)

 

3.2.12.2.7.3.2.4.

Controllo del sistema deNOx: (4)

 

3.2.12.2.7.3.2.5

Altri componenti controllati dal sistema OBD: (4)

 

3.2.12.2.7.4.

Criteri di attivazione della spia MI (numero fisso di cicli di guida o metodo statistico): (4)

 

3.2.12.2.7.5.

Elenco di tutti i codici di uscita dell’OBD e dei formati utilizzati (ciascuno corredato di spiegazione): (4)

 

3.2.12.2.7.6.5.

Protocollo di comunicazione standard dell’OBD: (4)

 

3.2.12.2.7.7.

Il fabbricante deve indicare il riferimento della documentazione relativa all’OBD di cui all’articolo 5, paragrafo 4, lettera d), e all’articolo 9, paragrafo 4) del regolamento (UE) n. 582/2011 richiesta al fine di soddisfare le disposizioni sull’accesso all’OBD del veicolo e alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione del veicolo o

 

3.2.12.2.7.7.1.

In alternativa al riferimento fornito dal fabbricante al punto 3.2.12.2.7.7, il riferimento all’allegato della presente appendice recante la tabella a seguire compilata secondo l’esempio dato:

componente — codice di guasto — strategia di controllo — criteri di individuazione dei guasti — criteri di attivazione della spia MI — parametri secondari — precondizionamento — prova dimostrativa

catalizzatore — P0420 — segnali dei sensori di ossigeno 1 e 2 — differenza tra i segnali dei sensori 1 e 2 — 3o ciclo — regime del motore, carico del motore, modo A/F, temperatura del catalizzatore — due cicli di tipo 1 — tipo 1

 

▼M4

3.2.12.2.7.8.0.

Omologazione alternativa di cui all’allegato X, punto 2.4.1, del regolamento (UE) n. 582/2011. sì/no (1)

 

▼M4

3.2.12.2.8.

Altri sistemi (descrizione e funzionamento)

 

 

 

 

 

 

▼B

3.2.12.2.8.1.

Sistemi per garantire il corretto funzionamento delle misure di controllo degli NOx

 

 

 

 

 

 

▼M4

3.2.12.2.8.2.

Sistema di persuasione del conducente

 

 

 

 

 

 

▼M4

3.2.12.2.8.2.1

Motore con disattivazione permanente del sistema di persuasione del conducente, destinato a essere usato dai servizi di soccorso o sui veicoli di cui all’articolo 2, paragrafo 3, lettera b), della direttiva 2007/46/CE: sì/no (1)

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.8.2.2.

Attivazione della marcia lenta (creep mode) «disattiva dopo il riavvio»/«disattiva dopo il rifornimento di carburante»/«disattiva dopo l’arresto» (7) (1)

 

 

 

 

 

 

▼B

3.2.12.2.8.3.

Numero di famiglie di motori OBD nella famiglia di motori considerato per assicurare il corretto funzionamento delle misure di controllo degli NOx

 

▼M4

3.2.12.2.8.3.1.

Eventuale elenco delle famiglie di motori OBD nell’ambito della famiglia di motori considerata quando si tratta di garantire il corretto funzionamento delle misure di controllo degli NOx

Famiglia 1 di motori OBD: …

Famiglia 2 di motori OBD: …

ecc. …

3.2.12.2.8.3.2.

Numero della famiglia di motori OBD cui appartiene il motore capostipite / il componente della famiglia

 

 

 

 

 

 

▼M4 —————

▼M4

3.2.12.2.8.5.

Numero di riferimento della famiglia di motori OBD, quando si tratta di garantire il corretto funzionamento delle misure di controllo degli NOx, cui appartiene il motore capostipite / il componente della famiglia

 

 

 

 

 

 

▼B

3.2.12.2.8.6.

Concentrazione minima dell’ingrediente attivo presente nel reagente che non attiva il sistema di allarme (CDmin): % (vol)

 

3.2.12.2.8.7.

Ove pertinente, il fabbricante deve fornire il riferimento della documentazione relativa all’installazione su un veicolo dei sistemi atti a garantire il funzionamento corretto delle misure di controllo degli NOx

 

 

 

 

 

 

▼M4

3.2.12.2.8.8.4.

Omologazione alternativa di cui all’allegato XIII, punto 2.1, del regolamento (UE) n. 582/2011: sì/no (1)

 

 

 

 

 

 

3.2.12.2.8.8.5.

Serbatoio riscaldato/non riscaldato del reagente e del sistema di somministrazione (cfr. allegato 11, punto 2.4, del regolamento UNECE n. 49)

 

▼M4

3.2.17.

Eventuali informazioni specifiche relative ai motori a gas e a doppia alimentazione per i veicoli pesanti (in caso di sistemi configurati in modo diverso, fornire informazioni equivalenti)

 

 

 

 

 

 

▼B

3.2.17.1.

Carburante: GPL/GN-H/GN-L/GN-HL (1)

 

 

 

 

 

 

3.2.17.2.

Regolatori di pressione o vaporizzatore/regolatori di pressione (1)

 

 

 

 

 

 

3.2.17.2.1.

Marche:

 

 

 

 

 

 

3.2.17.2.2.

Tipi:

 

 

 

 

 

 

3.2.17.2.3.

Numero di stadi di riduzione della pressione:

 

 

 

 

 

 

3.2.17.2.4.

Pressione nello stadio finale, minima: … kPa — massima. kPa

 

 

 

 

 

 

3.2.17.2.5.

Numero di punti di regolazione principali:

 

 

 

 

 

 

3.2.17.2.6.

Numero di punti di regolazione del minimo:

 

 

 

 

 

 

3.2.17.2.7.

Numero di omologazione:

 

 

 

 

 

 

3.2.17.3.

Sistema di alimentazione: unità di miscelazione/iniezione di gas/iniezione di liquido/iniezione diretta (1)

 

 

 

 

 

 

3.2.17.3.1.

Regolazione del titolo della miscela:

 

 

 

 

 

 

3.2.17.3.2.

Descrizione del sistema e/o diagramma e disegni:

 

 

 

 

 

 

3.2.17.3.3.

Numero di omologazione:

 

 

 

 

 

 

3.2.17.4.

Unità di miscelazione

 

 

 

 

 

 

3.2.17.4.1.

Numero:

 

 

 

 

 

 

3.2.17.4.2.

Marche:

 

 

 

 

 

 

3.2.17.4.3.

Tipi:

 

 

 

 

 

 

3.2.17.4.4.

Posizione:

 

 

 

 

 

 

3.2.17.4.5.

Possibilità di regolazione:

 

 

 

 

 

 

3.2.17.4.6.

Numero di omologazione:

 

 

 

 

 

 

3.2.17.5.

Iniezione nel collettore di aspirazione

 

 

 

 

 

 

3.2.17.5.1.

Iniezione: a punto singolo/multiplo (1)

 

 

 

 

 

 

3.2.17.5.2.

Iniezione: continua/fasatura simultanea/fasatura sequenziale (1)

 

 

 

 

 

 

3.2.17.5.3.

Dispositivi di iniezione

 

 

 

 

 

 

3.2.17.5.3.1.

Marche:

 

 

 

 

 

 

3.2.17.5.3.2.

Tipi:

 

 

 

 

 

 

3.2.17.5.3.3.

Possibilità di regolazione:

 

 

 

 

 

 

3.2.17.5.3.4.

Numero di omologazione:

 

 

 

 

 

 

3.2.17.5.4.

Pompa di alimentazione (se applicabile):

 

 

 

 

 

 

3.2.17.5.4.1.

Marche:

 

 

 

 

 

 

3.2.17.5.4.2.

Tipi:

 

 

 

 

 

 

3.2.17.5.4.3.

Numero di omologazione:

 

 

 

 

 

 

3.2.17.5.5.

Iniettori:

 

 

 

 

 

 

3.2.17.5.5.1.

Marche:

 

 

 

 

 

 

3.2.17.5.5.2.

Tipi:

 

 

 

 

 

 

3.2.17.5.5.3.

Numero di omologazione:

 

 

 

 

 

 

3.2.17.6.

Iniezione diretta

 

 

 

 

 

 

3.2.17.6.1.

Pompa di iniezione/regolatore di pressione (1)

 

 

 

 

 

 

3.2.17.6.1.1.

Marche:

 

 

 

 

 

 

3.2.17.6.1.2.

Tipi:

 

 

 

 

 

 

3.2.17.6.1.3

Fasatura dell’iniezione:

 

 

 

 

 

 

3.2.17.6.1.4.

Numero di omologazione:

 

 

 

 

 

 

3.2.17.6.2.

Iniettori

 

 

 

 

 

 

3.2.17.6.2.1.

Marche:

 

 

 

 

 

 

3.2.17.6.2.2.

Tipi:

 

 

 

 

 

 

3.2.17.6.2.3.

Pressione di apertura oppure curva caratteristica (2):

 

 

 

 

 

 

3.2.17.6.2.4.

Numero di omologazione:

 

 

 

 

 

 

3.2.17.7.

Centralina elettronica (ECU)

 

 

 

 

 

 

3.2.17.7.1.

Marche:

 

 

 

 

 

 

3.2.17.7.2.

Tipi:

 

 

 

 

 

 

3.2.17.7.3.

Possibilità di regolazione:

 

 

 

 

 

 

3.2.17.7.4.

Numeri di taratura del software:

 

 

 

 

 

 

3.2.17.8.

Dispositivo specifico per il carburante GN

 

 

 

 

 

 

3.2.17.8.1.

Variante 1 (solo nel caso di omologazioni di motori per più composizioni di carburante specifiche)

 

 

 

 

 

 

3.2.17.8.1.0.1.

Caratteristica autoadattabile? sì/no (1)

 

 

 

 

 

 

3.2.17.8.1.0.2.

Taratura per una specifica composizione di gas GN-H/GN-L/GN-HL (1)

Trasformazione per una specifica composizione di gas GN-Ht/GN-Lt/GN-HLt (1)

 

 

 

 

 

 

3.2.17.8.1.1.



metano (CH4): … base:

%moli

min. … %moli

max. %moli

etano (C2H6): … base:

%moli

min. … %moli

max. %moli

propano (C3H8): … base:

%moli

min. … %moli

max. %moli

butano (C4H10): … base:

%moli

min. … %moli

max. %moli

C5/C5+: … base:

%moli

min. … %moli

max. %moli

ossigeno (O2): … base:

%moli

min. … %moli

max. %moli

inerti (N2, He ecc.): … base:

%moli

min. … %moli

max. %moli

▼M4

3.2.17.9.

Eventuale riferimento alla documentazione del fabbricante per installare su un veicolo il motore a doppia alimentazione (d1)

 

 

 

 

 

 

▼B

3.5.4.

Emissioni di CO2 dei motori dei veicoli pesanti

 

 

 

 

 

 

▼M4

3.5.4.1.

Emissioni massiche di CO2 nella prova WHSC (d3): … g/kWh

 

 

 

 

 

 

3.5.4.2.

Emissioni massiche di CO2 nella prova WHSC in modalità diesel (d2): … g/kWh

 

 

 

 

 

 

▼M4

3.5.4.3.

Emissioni massiche di CO2 nella prova WHSC in modalità a doppia alimentazione (d1): … g/kWh

 

 

 

 

 

 

3.5.4.4.

Emissioni massiche di CO2 nella prova WHSC (5)(d3): … g/kWh

 

 

 

 

 

 

3.5.4.5.

Emissioni massiche di CO2 nella prova WHSC in modalità diesel (5)(d2): … g/kWh

 

 

 

 

 

 

3.5.4.6.

Emissioni massiche di CO2 nella prova WHSC in modalità a doppia alimentazione (5)(d1):…g/kWh

 

 

 

 

 

 

▼B

3.5.5.

Consumo di carburante dei motori dei veicoli pesanti

 

 

 

 

 

 

▼M4

3.5.5.1.

Consumo di carburante nella prova WHSC (d3): … g/kWh

 

 

 

 

 

 

3.5.5.2.

Consumo di carburante nella prova WHSC in modalità diesel (d2): … g/kWh

 

 

 

 

 

 

▼M4

3.5.5.3.

Consumo di carburante nella prova WHSC in modalità a doppia alimentazione (d1): … g/kWh

 

 

 

 

 

 

3.5.5.4.

Consumo di carburante nella prova WHSC (5)(d3) … g/kWh

 

 

 

 

 

 

3.5.5.5.

consumo di carburante nella prova WHTC in modalità diesel (5)(d2): … g/kWh

 

 

 

 

 

 

3.5.5.6.

consumo di carburante nella prova WHTC in modalità a doppia alimentazione (5)(d1): … g/kWh

 

 

 

 

 

 

▼B

3.6.

Temperature ammesse dal fabbricante

 

 

 

 

 

 

3.6.1.

Sistema di raffreddamento

 

 

 

 

 

 

3.6.1.1.

Raffreddamento a liquido,

temperatura massima all’uscita: … K

 

 

 

 

 

 

3.6.1.2.

Raffreddamento ad aria

 

 

 

 

 

 

3.6.1.2.1.

Punto di riferimento:

 

 

 

 

 

 

3.6.1.2.2.

Temperatura massima in corrispondenza del punto di riferimento: … K

 

 

 

 

 

 

3.6.2.

Temperatura massima all’uscita dell’intercooler intermedio: … K

 

 

 

 

 

 

3.6.3.

Temperatura massima del gas di scarico nel punto dei condotti di scarico adiacente alle flange esterne dei collettori di scarico o dei turbocompressori: … K

 

 

 

 

 

 

3.6.4.

Temperatura del carburante, minima:

K — massima: K

Per i motori diesel, all’ingresso della pompa di iniezione; per i motori a gas, in corrispondenza dello stadio finale del regolatore di pressione.

 

 

 

 

 

 

3.6.5.

Temperatura del lubrificante:

minima: K — massima: K

 

 

 

 

 

 

3.8

Sistema di lubrificazione

 

 

 

 

 

 

3.8.1.

Descrizione del sistema

 

 

 

 

 

 

3.8.1.1.

Ubicazione del serbatoio del lubrificante

 

 

 

 

 

 

3.8.1.2.

Sistema di alimentazione (pompa/iniezione all’aspirazione/miscelazione con carburante, ecc.) (1)

 

 

 

 

 

 

3.8.2.

Pompa di lubrificazione

 

 

 

 

 

 

3.8.2.1.

Marche

 

 

 

 

 

 

3.8.2.2.

Tipi

 

 

 

 

 

 

3.8.3.

Miscela con carburante

 

 

 

 

 

 

3.8.3.1.

Percentuale:

 

 

 

 

 

 

3.8.4.

Refrigeratore dell’olio: sì/no (1)

 

 

 

 

 

 

3.8.4.1.

Disegni

 

 

 

 

 

 

3.8.4.1.1.

Marche:

 

 

 

 

 

 

3.8.4.1.2.

Tipi

 

 

 

 

 

 



PARTE 2

CARATTERISTICHE ESSENZIALI DEI COMPONENTI E DEI SISTEMI DEL VEICOLO ELATIVAMENTE ALLE EMISSIONI ALLO SCARICO

 

 

Motore capostipite o tipo di motore

Componenti della famiglia di motori

A

B

C

D

E

3.1

Costruttore del motore

 

3.1.1.

Codice del motore assegnato dal fabbricante (quale apposto sul motore o altri mezzi d’identificazione)

 

 

 

 

 

 

3.1.2.

Eventuale numero di omologazione comprendente il marchio di identificazione del carburante:

 

 

 

 

 

 

3.2.2.

Carburante

 

3.2.2.3.

Bocchettone del serbatoio del carburante: orifizio ristretto/etichetta

 

▼M4

3.2.2.4.1.

Veicolo a doppia alimentazione: sì/no (1)

 

▼B

3.2.3.

Serbatoi del carburante

 

3.2.3.1.

Serbatoi di servizio

 

3.2.3.1.1.

Numero e capacità di ciascun serbatoio:

 

3.2.3.2.

Serbatoi ausiliari

 

3.2.3.2.1.

Numero e capacità di ciascun serbatoio:

 

3.2.8.

Sistema di aspirazione

 

3.2.8.3.3.

Depressione effettiva del sistema di aspirazione al regime nominale e con il 100 % di carico sul veicolo: kPa

 

3.2.8.4.2.

Filtro dell’aria, disegni: … oppure …

 

3.2.8.4.2.1.

Marche

 

3.2.8.4.2.2.

Tipi:

 

3.2.8.4.3.

Silenziatore di aspirazione, disegni

 

3.2.8.4.3.1.

Marche:

 

3.2.8.4.3.2.

Tipi:

 

3.2.9.

Sistema di scarico

 

3.2.9.2.

Descrizione e/o disegno del sistema di scarico

 

3.2.9.2.2.

Descrizione e/o disegno degli elementi del sistema di scarico che non fanno parte del sistema motore

 

3.2.9.3.1

Contropressione effettiva allo scarico al regime nominale e con il 100 % di carico sul veicolo (solo per i motori ad accensione per compressione): … kPa

 

▼M4

3.2.9.7.

Volume totale del sistema di scarico (veicolo e sistema motore): … dm3

 

3.2.9.7.1.

Volume ammissibile del sistema di scarico (veicolo e sistema motore): … dm3

 

▼B

3.2.12.2.7.

Sistema diagnostico di bordo (OBD)

 

▼M4 —————

▼M4

3.2.12.2.7.8.

Componenti del sistema OBD montate sul veicolo

 

3.2.12.2.7.8.0.

Omologazione alternativa di cui all’allegato X, punto 2.4.1, del regolamento (UE) n. 582/2011.

 

3.2.12.2.7.8.1.

Elenco delle componenti del sistema OBD montate sul veicolo

 

3.2.12.2.7.8.2.

Descrizione e/o disegno della spia MI (6)

 

3.2.12.2.7.8.3.

Descrizione e/o disegno dell’interfaccia OBD per la comunicazione esterna (6)

 

▼M4

3.2.12.2.8.

Altri sistemi (descrizione e funzionamento)

 

▼B

3.2.12.2.8.0

Omologazione alternativa come definita all’allegato XIII, punto 2.1, del regolamento (UE) n. 582/2011. Sì/No

 

▼M4

3.2.12.2.8.1.

Sistemi per garantire il corretto funzionamento delle misure di controllo degli NOx

 

3.2.12.2.8.2.

Sistema di persuasione del conducente

 

▼M4

3.2.12.2.8.2.1

Motore con disattivazione permanente del sistema di persuasione del conducente, destinato a essere usato dai servizi di soccorso o sui veicoli di cui all’articolo 2, paragrafo 3, lettera b), della direttiva 2007/46/CE: sì/no (1)

 

3.2.12.2.8.2.2.

Attivazione della modalità lenta «disattiva dopo il riavvio»/«disattiva dopo il rifornimento di carburante»/«disattiva dopo l’arresto» (7)(1)

 

▼B

3.2.12.2.8.3.

Se del caso, il fabbricante deve indicare il riferimento della documentazione relativa all’installazione sul veicolo del sistema atto a garantire il funzionamento corretto delle misure di controllo degli NOx di un motore omologato

 

▼M4 —————

▼M4

3.2.12.2.8.8.

Elenco delle componenti dei sistemi presenti sul veicolo che garantiscono il corretto funzionamento delle misure di controllo degli NOx

 

3.2.12.2.8.8.1.

Elenco delle componenti dei sistemi presenti sul veicolo che garantiscono il corretto funzionamento delle misure di controllo degli NOx

 

3.2.12.2.8.8.2.

Eventualmente, riferimento del fabbricante alla documentazione relativa all’installazione sul veicolo del sistema atto a garantire il funzionamento corretto delle misure di controllo degli NOx di un motore omologato

 

3.2.12.2.8.8.3.

Descrizione e/o disegno della segnalazione d’emergenza (6)

 

3.2.12.2.8.8.4.

Omologazione alternativa di cui all’allegato XIII, punto 2.1, del regolamento (UE) n. 582/2011: sì/no (1)

 

3.2.12.2.8.8.5.

Serbatoio riscaldato/non riscaldato del reagente e del sistema di somministrazione (cfr. allegato 11, punto 2.4, del regolamento UNECE n. 49)

 

▼M1



PARTE 3

ACCESSO ALLE INFORMAZIONI SULLA RIPARAZIONE E MANUTENZIONE DEL VEICOLO

16.

ACCESSO ALLE INFORMAZIONI SULLA RIPARAZIONE E MANUTENZIONE DEL VEICOLO

16.1.

Indirizzo del sito web principale per accedere all’informazione sulla riparazione e la manutenzione del veicolo

16.1.1.

Data dalla quale essa è disponibile (entro 6 mesi dalla data di omologazione)

16.2.

Termini e condizioni d’accesso al sito web

16.3.

Formato delle informazioni sulla riparazione e la manutenzione del veicolo accessibili attraverso il sito web

▼B




Appendice

della scheda informativa

Informazioni sulle condizioni di prova

1.    Candele

1.1. Marca:

1.2. Tipo:

1.3. Distanza tra gli elettrodi:

2    Bobina di accensione

2.1. Marca:

2.2. Tipo:

3    Lubrificante usato

3.1. Marca:

3.2. Tipo: (se il lubrificante e il carburante sono miscelati, indicare la percentuale di olio nella miscela)

4.    Dispositivi azionati dal motore

4.1. La potenza assorbita dai dispositivi ausiliari/dalle apparecchiature deve essere determinata solo:

a) se i dispositivi ausiliari/le apparecchiature richiesti non sono montati sul motore; e/o

b) se dispositivi ausiliari/apparecchiature non richiesti sono montati sul motore.

Nota: le prescrizioni relative alle apparecchiature azionate dal motore sono diverse per la prova di emissione e la prova di potenza

4.2. Elenco e dettagli per l’identificazione:

4.3. Potenza assorbita ai regimi del motore specifici per la prova di emissione:

▼M4



Tabella 1

Apparecchiatura

Minimo

Basso regime

Alto regime

Regime preferito(2)

n95h

Pa

Dispositivi ausiliari/apparecchiature, richiesti ai sensi dell’allegato 4, appendice 6, del regolamento UNECE n. 49

 

 

 

 

 

Pb

Dispositivi ausiliari/apparecchiature, richiesti ai sensi dell’allegato 4, appendice 6, del regolamento UNECE n. 49

 

 

 

 

 

5.    Prestazioni del motore (dichiarate dal fabbricante) (8)

▼M4

5.1. Regimi di prova del motore per la prova delle emissioni ai sensi dell’allegato III del regolamento (UE) n. 582/2011 (9)(d5)

Basso regime (nlo) … giri/min

Alto regime (nhi) … giri/min

Minimo … giri/min

Regime preferito … giri/min

n95h … giri/min

▼M4

5.2. Valori dichiarati per la prova di potenza ai sensi dell’allegato XIV del regolamento (UE) n. 582/2011 (d5)

5.2.1. Minimo … giri/min

5.2.2. Regime alla potenza massima … giri/min

5.2.3. Potenza massima … kW

5.2.4. Regime alla coppia massima … giri/min

5.2.5. Coppia massima … Nm

6.    Informazioni sulla regolazione del carico dinamometrico (ove applicabile)

6.3. Informazioni sulla regolazione del carico dinamometrico a curva di assorbimento di potenza fissa (se utilizzato)

6.3.1. Metodo alternativo di regolazione del carico dinamometrico utilizzato (sì/no)

6.3.2. Massa inerziale (kg):

6.3.3. Potenza effettiva assorbita a 80 km/h comprese le perdite di attrito in marcia del veicolo sul dinamometro (kW)

6.3.4. Potenza effettiva assorbita a 50 km/h comprese le perdite di attrito in marcia del veicolo sul dinamometro (kW)

6.4. Informazioni sulla regolazione del carico dinamometrico a curva di assorbimento di potenza variabile (se utilizzato)

6.4.1. Informazioni sulla decelerazione a ruota libera (coast down) sulla pista di prova

6.4.2. Marca e tipo di pneumatici:

6.4.3. Dimensioni degli pneumatici (anteriori/posteriori):

6.4.4. Pressione degli pneumatici (anteriori/posteriori) (kPa):

6.4.5. Massa di prova del veicolo, compreso il conducente (kg):

6.4.6 Dati sulla decelerazione a ruota libera su strada (se del caso)



Tabella 2

Dati sulla decelerazione a ruota libera su strada

V (km/h)

V2 (km/h)

V1 (km/h)

Tempo medio di decelerazione corretto

120

 

 

 

100

 

 

 

80

 

 

 

60

 

 

 

40

 

 

 

20

 

 

 

6.4.7. Potenza media corretta su strada (se del caso)



Tabella 3

Potenza media corretta su strada

V (km/h)

Potenza media corretta (kW)

120

 

100

 

80

 

60

 

40

 

20

 

7.    Condizioni di prova per le prove dell’OBD

7.1. Ciclo di prova usato per verificare il sistema OBD:

7.2. Numero di cicli di precondizionamento utilizzati prima delle prove di verifica dell’OBD:




Appendice 5

Modello di scheda di omologazione CE di un tipo di motore/componente come unità tecnica distinta

All’appendice 10 del presente allegato si trova una serie di note a carattere esplicativo.

Formato massimo: A4 (210 × 297 mm)

CERTIFICATO DI OMOLOGAZIONE CE



Comunicazione riguardante:

— il rilascio dell’omologazione CE (1)

— l’estensione dell’omologazione CE (1)

— il rifiuto dell’omologazione CE (1)

— la revoca dell’omologazione CE (1)

Timbro dell’autorità di omologazione

di un tipo di componente/unità tecnica (1) a norma del regolamento (CE) n. 595/2009, attuato dal regolamento (UE) n. 582/2011.

Regolamento (CE) n. 595/2009 e regolamento (UE) n. 582/2011 modificati da ultimo da …

Numero di omologazione CE:

Motivo dell’estensione:

SEZIONE I

0.1. Marca (denominazione commerciale del fabbricante):

0.2. Tipo:

0.3. Mezzi di identificazione del tipo, se marcati sul componente/sull’unità tecnica distinta (1) (a)

0.3.1. Posizione di tale marcatura:

0.4. Nome e indirizzo del fabbricante:

0.5. Nel caso di componenti ed entità tecniche, posizione e metodo di fissaggio del marchio di omologazione CE:

0.6. Nomi e indirizzi degli stabilimenti di montaggio:

0.7. Nome e indirizzo dell’eventuale mandatario del fabbricante:

SEZIONE II

1. Eventuali informazioni accessorie: cfr. addendum

2. Servizio tecnico incaricato di eseguire le prove:

3. Data del verbale di prova:

4. Numero del verbale di prova:

5. Eventuali osservazioni: (cfr. addendum)

6. Luogo:

7. Data:

8. Firma:

Allegati: fascicolo di omologazione.

Verbale di prova.




Addendum

al certificato di omologazione CE n. …

1.   INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI

1.1.

Informazioni da fornire relativamente all’omologazione di un veicolo con un motore installato:

1.1.1 Marca del motore (nome del fabbricante):

1.1.2 Tipo e descrizione commerciale (citare eventuali varianti):

1.1.3 Codice apposto dal fabbricante sul motore:

1.1.4 Categoria di veicolo (se del caso) (b):

▼M4

1.1.5 Categoria di motore: diesel/benzina/GPL/GN-H/GN-L/GN-HL/etanolo (ED95)/etanolo (E85)/GNL/GNL20(1):

▼M4

1.1.5.1 Tipo di motore a doppia alimentazione: tipo 1A/tipo 1B/tipo 2A/tipo 2B/tipo 3B (1)(d1):

▼B

1.1.6 Nome e indirizzo del fabbricante:

1.1.7 Nome e indirizzo dell’eventuale mandatario del fabbricante:

1.2.

Se il motore di cui al punto 1.1 è stato omologato come unità tecnica distinta:

1.2.1 Numero di omologazione del motore/della famiglia di motori (1):

1.2.2 Numero di calibratura del software della centralina elettronica (ECU):

1.3.

Informazioni da fornire relativamente all’omologazione di un motore/di una famiglia di motori (1) come unità tecnica distinta (condizioni da rispettare durante l’installazione del motore su un veicolo):

1.3.1 Depressione massima e/o minima all’aspirazione:

1.3.2 Contropressione massima ammissibile:

1.3.3 Volume del sistema di scarico:

1.3.4 Eventuali limitazioni d’uso:

▼M4

1.4.

Livelli di emissione del motore/motore capostipite (1)

Fattore di deterioramento (DF): calcolato/assegnato (1)

Nella seguente tabella, specificare i valori del DF ed eventualmente le emissioni nelle prove WHSC e WHTC

▼B

1.4.1.    Prova WHSC

▼M4



Tabella 4

Prova WHSC

Prova WHSC (eventualmente)(10)(d5)

DF

CO

THC

NMHC (d4)

NOX

Massa del particolato

NH3

Numero di particelle

Molt/agg(1)

 

 

 

 

 

 

 

Emissioni

CO

(mg/kWh)

THC

(mg/kWh)

NMHC (d4)

(mg/kWh)

NOx

(mg/kWh)

Massa del particolato

(mg/kWh)

NH3

ppm

Numero di particelle

(#/kWh)

Risultato della prova

 

 

 

 

 

 

 

Calcolato con il DF

 

 

 

 

 

 

 

Emissione massica di CO2: … g/kWh

Consumo di carburante … g/kWh

▼B

1.4.2.    Prova WHTC

▼M4



Tabella 5

Prova WHTC

Prova WHTC (10)(d5)

DF

CO

THC

NMHC (d4)

CH4 (d4)

NOx

Massa del particolato

NH3

Numero di particelle

Molt/agg(1)

 

 

 

 

 

 

 

 

Emissioni

CO

(mg/kWh)

THC

(mg/kWh)

NMHC (d4)

(mg/kWh)

CH4 (d4)

(mg/kWh)

NOx

(mg/kWh)

Massa del particolato

(mg/kWh)

NH3

ppm

Numero di particelle

(#/kWh)

Avviamento a freddo

 

 

 

 

 

 

 

 

Avviamento a caldo senza rigenerazione

 

 

 

 

 

 

 

 

Avviamento a caldo con rigenerazione(1)

 

 

 

 

 

 

 

 

kr,u (molt/agg) (1)

 

 

 

 

 

 

 

 

kr,u (molt/agg) (1)

Risultato della prova ponderato

 

 

 

 

 

 

 

 

Risultato finale della prova con il DF

 

 

 

 

 

 

 

 

Emissione massica di CO2: … g/kWh

Consumo di carburante: … g/kWh

▼B

1.4.3.    Prova al minimo



Tabella 6

Prova al minimo

Prova

Valore di CO

(% vol)

Lambda (1)

Regime di rotazione del motore, (giri/min–1)

Temperatura dell’olio motore (°C)

Prova al regime minimo inferiore

 

n.p.

 

 

Prova al regime minimo superiore

 

 

 

 

▼M1

1.4.4.    Prova di dimostrazione PEMS



Tabella 6a

Prova di dimostrazione PEMS

Tipo di veicolo (per esempio M3, N3 e applicazioni come autocarro rigido o articolato, autobus urbano)

 

Descrizione del veicolo (per esempio modello del veicolo, prototipo)

 

Risultati di accettazione/rifiuto (7)

CO

THC

NMHC

CH4

NOx

Massa del particolato

Fattore di conformità nell’intervallo di lavoro

 

 

 

 

 

 

Fattore di conformità nell’intervallo di massa della CO2

 

 

 

 

 

 

Dati relativi al percorso

urbano

extraurbano

autostradale

Percentuali di percorso caratterizzate da circolazione urbana, extraurbana e autostradale come indicato al punto 4.5 dell’allegato II del regolamento (UE) n. 582/2011

 

 

 

Percentuali di percorso caratterizzate da accelerazioni, decelerazioni e arresti, come indicato al punto 4.5.5 dell’allegato II del regolamento (UE) n. 582/2011

 

 

 

 

minimo

massimo

Potenza media (%) nell’intervallo di lavoro

 

 

Durata dell’intervallo di massa della CO2 prodotta

 

 

Intervallo di lavoro: percentuale di intervalli validi

 

Intervallo di massa della CO2 prodotta: percentuale di intervalli validi

 

Tasso di coerenza del consumo di carburante

 

▼B

1.5

Misurazione della potenza

1.5.1.    Potenza del motore misurata sul banco di prova



Tabella 7

Potenza del motore misurata sul banco di prova

Regime del motore misurato (giri/min)

 

 

 

 

 

 

 

Flusso di carburante misurato (g/h)

 

 

 

 

 

 

 

Coppia misurata (Nm)

 

 

 

 

 

 

 

Potenza misurata (kW)

 

 

 

 

 

 

 

Pressione barometrica (kPa)

 

 

 

 

 

 

 

Pressione del vapore acqueo (kPa)

 

 

 

 

 

 

 

Temperatura dell’aria nel collettore di aspirazione (K)

 

 

 

 

 

 

 

Fattore di correzione della potenza

 

 

 

 

 

 

 

Potenza corretta (kW)

 

 

 

 

 

 

 

Potenza ausiliaria (kW) (1)

 

 

 

 

 

 

 

Potenza netta (kW)

 

 

 

 

 

 

 

Coppia netta (Nm)

 

 

 

 

 

 

 

Consumo di carburante specifico corretto (g/kWh)

 

 

 

 

 

 

 

▼M9

1.5.2.    Dati supplementari, ad esempio il fattore di correzione della potenza per ciascun carburante dichiarato (se del caso)

▼B




Appendice 6

Modello di scheda di omologazione CE di un tipo di veicolo con motore omologato

All’appendice 10 del presente allegato si trova una serie di note a carattere esplicativo.

Formato massimo: A4 (210 × 297 mm)

CERTIFICATO DI OMOLOGAZIONE CE



Comunicazione riguardante:

— il rilascio dell’omologazione CE (1)

— l’estensione dell’omologazione CE (1)

— il rifiuto dell’omologazione CE (1)

— la revoca dell’omologazione CE (1)

Timbro dell’autorità di omologazione

di un tipo di veicolo con motore omologato a norma del regolamento (CE) n. 595/2009, attuato dal regolamento (UE) n. 582/2011.

Regolamento (CE) n. 595/2009 e regolamento (UE) n. 582/2011 modificati da ultimo da …

Numero di omologazione CE:

Motivo dell’estensione:

SEZIONE I

0.1. Marca (denominazione commerciale del fabbricante):

0.2. Tipo:

0.3. Mezzi di identificazione del tipo, se marcati sul componente/sull’unità tecnica distinta (1) (a):

0.3.1. Posizione di tale marcatura:

0.4. Nome e indirizzo del fabbricante:

0.5. Nel caso di componenti ed entità tecniche, posizione e metodo di fissaggio del marchio di omologazione CE:

0.6. Nomi e indirizzi degli stabilimenti di montaggio:

0.7. Nome e indirizzo dell’eventuale mandatario del fabbricante

SEZIONE II

1. Eventuali informazioni accessorie: cfr. Addendum

2. Servizio tecnico incaricato di eseguire le prove:

3. Data del verbale di prova:

4. Numero del verbale di prova:

5. Eventuali osservazioni: cfr. Addendum

6. Luogo:

7. Data:

8. Firma:




Appendice 7

Modello di scheda di omologazione CE di un tipo di veicolo relativamente a un sistema

All’appendice 10 del presente allegato si trova una serie di note a carattere esplicativo.

Formato massimo: A4 (210 × 297 mm)

CERTIFICATO DI OMOLOGAZIONE CE



Comunicazione riguardante:

— il rilascio dell’omologazione CE (1)

— l’estensione dell’omologazione CE (1)

— il rifiuto dell’omologazione CE (1)

— la revoca dell’omologazione CE (1)

Timbro dell’autorità di omologazione

di un tipo di veicolo relativamente a un sistema a norma del regolamento (CE) n. 595/2009, attuato dal regolamento (UE) n. 582/2011.

Regolamento (CE) n. 595/2009 e regolamento (UE) n. 582/2011 modificati da ultimo da …

Numero di omologazione CE:

Motivo dell’estensione:

SEZIONE I

0.1. Marca (denominazione commerciale del fabbricante):

0.2. Tipo:

0.2.1. Eventuali denominazioni commerciali:

0.3. Mezzi di identificazione del tipo, se marcati sul veicolo (1) (a):

0.3.1. Posizione di tale marcatura:

0.4. Categoria di veicolo (b):

0.5. Nome e indirizzo del fabbricante:

0.6. Nomi e indirizzi degli stabilimenti di montaggio:

0.7. Nome e indirizzo dell’eventuale mandatario del fabbricante:

SEZIONE II

1. Eventuali informazioni accessorie: cfr. addendum

2. Servizio tecnico incaricato di eseguire le prove:

3. Data del verbale di prova:

4. Numero del verbale di prova:

5. Eventuali osservazioni: (cfr. addendum)

6. Luogo:

7. Data:

8. Firma:

Allegati: fascicolo di omologazione.

Verbale di prova.

Addendum




Addendum

alla scheda di omologazione CE n. …

1.   INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI

1.1.

Informazioni da fornire relativamente all’omologazione di un veicolo con un motore installato:

1.1.1 Marca del motore (nome del fabbricante):

1.1.2 Tipo e descrizione commerciale (citare eventuali varianti):

1.1.3 Codice apposto dal fabbricante sul motore:

1.1.4 Categoria di veicolo (se del caso):

▼M4

1.1.5 Categoria di motore: diesel/benzina/GPL/GN-H/GN-L/GN-HL/etanolo (ED95)/etanolo (E85)/GNL/GNL20(1):

▼M4

1.1.5.1 Tipo di motore a doppia alimentazione: tipo 1A/tipo 1B/tipo 2A/tipo 2B/tipo 3B (1)(d1):

▼B

1.1.6 Nome e indirizzo del fabbricante:

1.1.7 Nome e indirizzo dell’eventuale mandatario del fabbricante:

1.2.

Se il motore di cui al punto 1.1 è stato omologato come unità tecnica distinta:

1.2.1 Numero di omologazione del motore/della famiglia di motori (1):

1.2.2 Numero di calibratura del software della centralina elettronica (ECU):

1.3.

Informazioni da fornire relativamente all’omologazione di un motore/di una famiglia di motori (1) come unità tecnica distinta (condizioni da rispettare durante l’installazione del motore su un veicolo):

1.3.1 Depressione massima e/o minima all’aspirazione:

1.3.2 Contropressione massima ammissibile:

1.3.3 Volume del sistema di scarico:

1.3.4 Eventuali limitazioni d’uso:

▼M4

1.4.

Livelli di emissione del motore/motore capostipite (1)

Fattore di deterioramento (DF): calcolato/assegnato (1)

Nella seguente tabella, specificare i valori del DF ed eventualmente le emissioni nelle prove WHSC e WHTC

▼B

1.4.1.    Prova WHSC

▼M4



Tabella 4

Prova WHSC

Prova WHSC (eventualmente)(10)(d5)

DF

CO

THC

NMHC (d4)

NOX

Massa del particolato

NH3

Numero di particelle

Molt/agg(1)

 

 

 

 

 

 

 

Emissioni

CO

(mg/kWh)

THC

(mg/kWh)

NMHC (d4)

(mg/kWh)

NOx

(mg/kWh)

Massa del particolato

(mg/kWh)

NH3

ppm

Numero di particelle

(#/kWh)

Risultato della prova

 

 

 

 

 

 

 

Calcolato con il DF

 

 

 

 

 

 

 

Emissione massica di CO2: … g/kWh

Consumo di carburante: … g/kWh

▼B

1.4.2.    Prova WHTC

▼M4



Tabella 5

Prova WHTC

Prova WHTC (10)(d5)

DF

CO

THC

NMHC (d4)

CH4 (d4)

NOx

Massa del particolato

NH3

Numero di particelle

Molt/agg(1)

 

 

 

 

 

 

 

 

Emissioni

CO

(mg/kWh)

THC

(mg/kWh)

NMHC (d4)

(mg/kWh)

CH4 (d4)

(mg/kWh)

NOx

(mg/kWh)

Massa del particolato

(mg/kWh)

NH3

ppm

Numero di particelle

(#/kWh)

Avviamento a freddo

 

 

 

 

 

 

 

 

Avviamento a caldo senza rigenerazione

 

 

 

 

 

 

 

 

Avviamento a caldo con rigenerazione(1)

 

 

 

 

 

 

 

 

kr,u (molt/agg) (1)

 

 

 

 

 

 

 

 

kr,d (molt/agg) (1)

Risultato della prova ponderato

 

 

 

 

 

 

 

 

Risultato finale della prova con il DF

 

 

 

 

 

 

 

 

Emissione massica di CO2: … g/kWh

Consumo di carburante: … g/kWh

▼B

1.4.3.    Prova al minimo



Tabella 6

Prova al minimo

Prova

Valore di CO

(% vol)

Lambda (1)

Regime di rotazione del motore, (giri/min–1)

Temperatura dell’olio motore (°C)

Prova al regime minimo inferiore

 

n.p.

 

 

Prova al regime minimo superiore

 

 

 

 

▼M1

1.4.4.    Prova di dimostrazione PEMS



Tabella 6a

Prova di dimostrazione PEMS

Tipo di veicolo (per esempio M3, N3 e applicazioni come autocarro rigido o articolato, autobus urbano)

 

Descrizione del veicolo (per esempio modello del veicolo, prototipo)

 

Risultati di accettazione/rifiuto (7)

CO

THC

NMHC

CH4

NOx

Massa del particolato

Fattore di conformità nell’intervallo di lavoro

 

 

 

 

 

 

Fattore di conformità nell’intervallo di massa della CO2

 

 

 

 

 

 

Dati relativi al percorso

urbano

extraurbano

autostradale

Percentuali di percorso caratterizzate da circolazione urbana, extraurbana e autostradale come indicato al punto 4.5 dell’allegato II del regolamento (UE) n. 582/2011

 

 

 

Percentuali di percorso caratterizzate da accelerazioni, decelerazioni e arresti, come indicato al punto 4.5.5 dell’allegato II del regolamento (UE) n. 582/2011

 

 

 

 

minimo

massimo

Potenza media (%) nell’intervallo di lavoro

 

 

Durata dell’intervallo di massa della CO2 prodotta

 

 

Intervallo di lavoro: percentuale di intervalli validi

 

Intervallo di massa della CO2 prodotta: percentuale di intervalli validi

 

Tasso di coerenza del consumo di carburante

 

▼B

1.5

Misurazione della potenza

1.5.1.    Potenza del motore misurata sul banco di prova



Tabella 7

Potenza del motore misurata sul banco di prova

Regime del motore misurato (giri/min)

 

 

 

 

 

 

 

Flusso di carburante misurato (g/h)

 

 

 

 

 

 

 

Coppia misurata (Nm)

 

 

 

 

 

 

 

Potenza misurata (kW)

 

 

 

 

 

 

 

Pressione barometrica (kPa)

 

 

 

 

 

 

 

Pressione del vapore acqueo (kPa)

 

 

 

 

 

 

 

Temperatura dell’aria nel collettore di aspirazione (K)

 

 

 

 

 

 

 

Fattore di correzione della potenza

 

 

 

 

 

 

 

Potenza corretta (kW)

 

 

 

 

 

 

 

Potenza ausiliaria (kW) (1)

 

 

 

 

 

 

 

Potenza netta (kW)

 

 

 

 

 

 

 

Coppia netta (Nm)

 

 

 

 

 

 

 

Consumo di carburante specifico corretto (g/kWh)

 

 

 

 

 

 

 

▼M9

1.5.2.    Dati supplementari, ad esempio il fattore di correzione della potenza per ciascun carburante dichiarato (se del caso)

▼M4




Appendice 8

Esempio di marchio di omologazione CE

image

Questo marchio di omologazione apposto su un motore omologato come unità tecnica distinta indica che il tipo in questione è un 2B a doppia alimentazione, progettato per funzionare con gas appartenenti sia al gruppo H che al gruppo L, che è stato omologato in Belgio (E6), in base alla fase di emissioni C come specificato nell’appendice 9 del presente allegato.

▼M7




Appendice 9

Sistema di numerazione delle schede di omologazione CE

La sezione 3 del numero di omologazione CE rilasciato conformemente all'articolo 6, paragrafo 1, all'articolo 8, paragrafo 1, e all'articolo 10, paragrafo 1, deve essere composta dal numero dell'atto normativo di attuazione o dell'ultimo atto normativo di modifica applicabile all'omologazione CE. Il numero deve essere seguito da una lettera dell'alfabeto corrispondente alle prescrizioni relative ai sistemi OBD e SCR assegnata in conformità alla tabella 1.



Tabella 1

Carattere

NOx OTL (1)

PM OTL (2)

CO OTL (6)

IUPR (13)

Qualità del reagente

Ulteriori dispositivi di controllo OBD (12)

Prescrizioni relative alla soglia di potenza (14)

Date di attuazione: nuovi tipi

Date di attuazione: tutti i veicoli

Ultima data di immatricolazione

(9) (10)

(10)

Riga «Periodo transitorio» della tabella 1 o della tabella 2

Monitoraggio delle prestazioni (3)

n.a.

Periodo transitorio (7)

Periodo transitorio (4)

n.a.

20 %

31.12.2012

31.12.2013

31.8.2015 (9)

30.12.2016 (10)

(11)

Riga «Periodo transitorio» delle tabelle 1 e 2

n.a.

Riga «Periodo transitorio» della tabella 2

n.a.

Periodo transitorio (4)

n.a.

20 %

1.9.2014

1.9.2015

30.12.2016

C

Riga «Requisiti generali» della tabella 1 o della tabella 2

Riga «Requisiti generali» della tabella 1

Riga «Requisiti generali» della tabella 2

Aspetti generali (8)

Aspetti generali (5)

20 %

31.12.2015

31.12.2016

31.08.2019

D

Riga «Requisiti generali» della tabella 1 o della tabella 2

Riga «Requisiti generali» della tabella 1

Riga «Requisiti generali» della tabella 2

Aspetti generali (8)

Aspetti generali (5)

10 %

1.9.2018

1.9.2019

 

(1)   Requisiti di monitoraggio relativi ai valori di soglia OBD degli NOx («NOx OTL») di cui all'allegato X, tabella 1, per i motori e i veicoli ad accensione spontanea e a doppia alimentazione e all'allegato X, tabella 2, per i motori e i veicoli ad accensione comandata.

(2)   Requisiti di monitoraggio relativi ai valori di soglia OBD del particolato («PM OTL») di cui all'allegato X, tabella 1, per i motori e i veicoli ad accensione spontanea e a doppia alimentazione.

(3)   Requisiti di «monitoraggio dell'efficienza» di cui all'allegato X, punto 2.1.1.

(4)   Requisiti «transitori» di qualità del reagente di cui all'allegato XIII, punto 7.1.

(5)   Requisiti «generali» di qualità del reagente di cui all'allegato XIII, punto 7.1.1.

(6)   Requisiti di monitoraggio relativi ai valori di soglia OBD del CO («CO OTL») di cui all'allegato X, tabella 2, per i motori e i veicoli ad accensione comandata.

(7)   Requisiti «transitori» IUPR di cui all'allegato X, sezione 6.

(8)   Requisiti «generali» IUPR di cui all'allegato X, sezione 6.

(9)   Per i motori ad accensione comandata e i veicoli muniti di tali motori.

(10)   Per i motori ad accensione spontanea e a doppia alimentazione e i veicoli muniti di tali motori.

(11)   Solo per i motori ad accensione comandata e i veicoli muniti di tali motori.

(12)   Disposizioni aggiuntive concernenti i requisiti di monitoraggio di cui all'allegato 9 A, punto 2.3.1.2., del regolamento UNECE n. 49.

(13)   Le specifiche IUPR sono riportate nell'allegato X. Per i motori ad accensione comandata e i veicoli muniti di tali motori le specifiche IUPR non valgono.

(14)   Requisito ISC di cui all'allegato II, appendice 1.

n.a. Non applicabile.

▼B




Appendice 10

Note esplicative

(1) Barrare la dicitura inutile (se le risposte possibili sono più di una, potrebbe non essere necessario barrare nulla).

(2) Specificare la tolleranza.

(3) Indicare qui i valori massimi e minimi per ogni variante.

(4) Da documentare nel caso di un’unica famiglia di motori OBD e solo se le informazioni richieste non sono contenute nei fascicoli di documenti citati al punto 3.2.12.2.7.0.4;

▼M4

(5) Valore per la prova WHTC combinata, comprese le fasi a freddo e a caldo secondo l’allegato VIII del presente regolamento.

▼B

(6) Da documentare solo se le informazioni richieste non sono contenute nella documentazione citata al punto 3.2.12.2.7.1.1.

(7) Barrare la dicitura inutile

(8) Le informazioni riguardanti le prestazioni del motore si devono fornire solo per il motore capostipite.

(9) Specificare la tolleranza; che deve essere entro ± 3 % dei valori dichiarati dal fabbricante.

▼M4

(10) In caso di motori di cui all’allegato I del presente regolamento, punti 1.1.3. e 1.1.6., ripetere eventualmente le informazioni per tutti i combustibili provati.

▼B

(a) Se i mezzi di identificazione del tipo contengono caratteri che non riguardano la descrizione dei tipi di veicolo, di componente o di unità tecnica distinta oggetto della presente scheda informativa, detti caratteri devono essere rappresentati nella documentazione con il simbolo «?» (ad esempio: ABC?123?).

(b) Classificato in base alle definizioni date dalla direttiva 2007/46/CE, allegato II, parte A.

▼M4

(d) Motori a doppia alimentazione.

(d1) In caso di motori o di veicoli a doppia alimentazione.

(d2) In caso di motori a doppia alimentazione di tipo 1B, 2B e 3B.

(d3) Fanno eccezione i motori o i veicoli a doppia alimentazione.

(d4) Nei casi previsti dall’allegato 15, tabella 1, del regolamento UNECE n. 49 per i motori a doppia alimentazione e dall’allegato I del regolamento (CE) n. 595/2009 per i motori ad accensione comandata.

(d5) In caso di motori a doppia alimentazione di tipo 1B, 2B e 3B, ripetere le informazioni sia nella modalità a doppia alimentazione che nella modalità diesel.

▼B

(l) Questo valore va arrotondato al decimo di millimetro più prossimo.

(m) Questo valore va calcolato e arrotondato al cm3 più prossimo.

(n) Determinato in conformità alle prescrizioni dell’allegato XIV.




ALLEGATO II

CONFORMITÀ DEI MOTORI O DEI VEICOLI IN SERVIZIO

1.   INTRODUZIONE

1.1.

Il presente allegato reca le prescrizioni da soddisfare per verificare e dimostrare la conformità dei motori e dei veicoli in servizio.

2.   PROCEDURA PER DIMOSTRARE LA CONFORMITÀ IN SERVIZIO

▼M6

2.1.

La conformità in servizio dei veicoli o dei motori di una famiglia di motori va dimostrata sottoponendo a prova i veicoli su strada nelle condizioni e nelle modalità di guida normali e con i carichi utili usuali. La prova di controllo della conformità in servizio deve essere rappresentativa dei veicoli circolanti su percorsi di guida reali, con il carico utile normale e con il conducente professionista usuale del veicolo. Se il veicolo è guidato da un conducente diverso dal conducente professionista usuale di tale veicolo, il conducente alternativo deve essere qualificato e formato per poter guidare veicoli della categoria sottoposta a prova.

▼B

2.2.

Qualora le normali condizioni in servizio di un dato veicolo siano ritenute incompatibili con la corretta esecuzione delle prove, il fabbricante o l’autorità di omologazione possono richiedere che siano utilizzati percorsi di guida o carichi utili alternativi.

▼M6

2.3.

Il fabbricante deve dimostrare all'autorità di omologazione che il veicolo, le condizioni e le modalità di guida scelti sono rappresentativi della famiglia di motori. Per determinare se le modalità di guida sono accettabili per la prova di controllo della conformità in servizio occorre fare riferimento alle prescrizioni di cui al punto 4.5.

▼B

2.4.

Il fabbricante deve fornire il calendario e il piano di campionamento per le prove di conformità al momento della prima omologazione di una nuova famiglia di motori.

2.5.

I veicoli privi di un’interfaccia di comunicazione che consenta la raccolta dei dati dell’ECU necessari, come specificato ai punti 5.2.1 e 5.2.2 dell’allegato I, con dati mancanti o con un protocollo dati non standard sono considerati non conformi.

2.6.

I veicoli in cui la raccolta dei dati dell’ECU incide sulle emissioni o sulle prestazioni del veicolo sono considerati non conformi.

▼M4

2.7.

Motori o veicoli a doppia alimentazione

2.7.1.

I motori e i veicoli a doppia alimentazione devono essere conformi alle seguenti prescrizioni supplementari:

2.7.1.1. Le prove PEMS vanno effettuate nella modalità a doppia alimentazione.

2.7.1.2. In caso di motori a doppia alimentazione di tipo 1B, 2B e 3B, occorre effettuare una prova PEMS aggiuntiva in modalità diesel sullo stesso motore e veicolo, immediatamente prima o immediatamente dopo una prova PEMS eseguita in modalità a doppia alimentazione.

In tal caso la decisione di accettare o rifiutare il lotto considerato nella procedura statistica specificata nel presente allegato dipende dai seguenti criteri:

a) in caso di veicolo singolo, si decide di accettare quando entrambe le prove PEMS, in modalità sia a doppia alimentazione che diesel, hanno dato esito positivo;

b) in caso di veicolo singolo, si decide di rifiutare quando entrambe le prove PEMS, in modalità sia a doppia alimentazione che diesel, hanno dato esito negativo.

▼B

3.   SCELTA DEL MOTORE O DEL VEICOLO

3.1.

Dopo il rilascio dell’omologazione di una famiglia di motori, il fabbricante deve eseguire le prove in servizio su tale famiglia di motori entro 18 mesi dalla prima immatricolazione di un veicolo su cui è montato un motore appartenente a tale famiglia. Nel caso di omologazione in fasi successive, per prima immatricolazione s’intende la prima immatricolazione di un veicolo completo.

Le prove vanno ripetute almeno ogni due anni per ciascuna famiglia di motori, con cadenza periodica sui veicoli nel corso della loro vita utile, come specificato all’articolo 4 del regolamento (CE) n. 595/2009.

Su richiesta del fabbricante è possibile interrompere l’esecuzione delle prove cinque anni dopo la cessazione della produzione.

3.1.1.

Con una dimensione minima del campione di tre motori, la procedura di campionamento è concepita in modo che la probabilità che un lotto superi una prova con il 20 % di veicoli o di motori difettosi è di 0,90 (rischio del fabbricante = 10 %), mentre la probabilità che un lotto sia accettato con il 60 % di veicoli o di motori difettosi è di 0,10 (rischio del consumatore = 10 %).

3.1.2.

Per ogni campione è necessario calcolare il risultato statistico che quantifica il numero cumulativo di risultati non conformi all'n-esima prova.

3.1.3.

La decisione di accettazione o rigetto del lotto è adottata secondo le norme seguenti:

a) se il risultato statistico della prova è inferiore o uguale al valore di accettazione corrispondente alla dimensione del campione indicata nella tabella 1, il lotto è accettato;

b) se il risultato statistico della prova è superiore o uguale al valore di rifiuto corrispondente alla dimensione del campione indicata nella tabella 1, il lotto è rifiutato;

c) altrimenti, si effettua la prova su un motore supplementare conformemente al presente allegato applicando il procedimento di calcolo al campione maggiorato di un’unità.

I valori di accettazione e di rifiuto indicati nella tabella 1 sono calcolati conformemente alla norma internazionale ISO 8422/1991.



Tabella 1

Valori di accettazione e di rifiuto del piano di campionamento

Dimensione minima del campione: 3

Numero totale di motori sottoposti a prova

(dimensione del campione)

Valore di accettazione

Valore di rifiuto

3

3

4

0

4

5

0

4

6

1

4

7

1

4

8

2

4

9

2

4

10

3

4

L’autorità di omologazione approva i motori e le configurazioni del veicolo scelti prima dell’inizio delle procedure di prova. La scelta va operata presentando all’autorità di omologazione i criteri usati per selezionare quei particolari veicoli.

3.2.

I motori e i veicoli scelti devono essere usati e immatricolati nell’UE. Il veicolo deve essere stato in servizio per non meno di 25 000  km.

3.3.

Per ogni veicolo sottoposto a prova si deve tenere un registro delle manutenzioni dal quale risulti che il veicolo è stato opportunamente revisionato e sottoposto a manutenzione conformemente alle raccomandazioni del fabbricante.

3.4.

È necessario controllare il sistema OBD per verificare il corretto funzionamento del motore e annotare tutte le informazioni relative ai malfunzionamenti e il codice di disponibilità contenuti nella memoria dell’OBD ed effettuare le necessarie riparazioni.

I motori che presentano un malfunzionamento di classe C non devono necessariamente essere riparati prima delle prove. Il codice diagnostico di guasto (DTC) non deve essere cancellato.

Se uno dei contatori prescritti nell’allegato XIII non è a 0, il relativo motore non può essere sottoposto a prova. L’autorità di omologazione deve esserne informata.

3.5.

Non si devono rilevare sul motore o sul veicolo segni di impiego scorretto (ad esempio sovraccarico, uso di carburante non adatto o altri usi impropri) o di altri interventi (ad esempio manomissioni) che potrebbero incidere sul livello delle emissioni. I codici di guasto del sistema OBD e le ore di funzionamento del motore memorizzati nel computer sono tenuti in considerazione.

3.6.

Tutti i componenti del sistema di controllo delle emissioni montati sul veicolo devono essere conformi a quelli riportati nei documenti di omologazione applicabili.

3.7.

Se il numero di motori di una data famiglia costruiti in un anno è inferiore a 500 unità, d’accordo con l’autorità di omologazione, il fabbricante può sottoporre alle prove di conformità in servizio un numero di motori o di veicoli inferiore a quello indicato al punto 3.1.

4.   CONDIZIONI DI PROVA

▼M6

4.1.    Carico utile del veicolo

Il carico utile normale è compreso tra il 10 % e il 100 % del carico utile massimo.

Il carico utile massimo è dato dalla differenza tra la massa massima tecnicamente ammissibile del veicolo a pieno carico e la massa del veicolo in ordine di marcia specificata a norma dell'allegato I della direttiva 2007/46/CE.

Ai fini delle prove di controllo della conformità in servizio è possibile riprodurre il carico utile e usare un carico artificiale.

Le autorità di omologazione possono chiedere di sottoporre a prova il veicolo con un carico utile compreso tra il 10 % e il 100 % del suo carico utile massimo. Nel caso in cui la massa del sistema PEMS necessario per la prova sia superiore al 10 % del carico utile massimo del veicolo, tale massa può essere considerata il carico utile minimo.

Se del caso, i veicoli della categoria N3 devono essere sottoposti a prova con un semirimorchio.

▼B

4.2.    Condizioni ambientali

La prova va eseguita nelle seguenti condizioni ambientali:

pressione atmosferica pari o superiore a 82,5 kPa,

temperatura pari o superiore a 266 K (– 7 °C) e pari o inferiore alla temperatura calcolata con la seguente equazione alla pressione atmosferica specificata:

T = – 0,4514 × (101,3 – pb) + 311

dove:

 T è la temperatura ambiente, K

 pb è la pressione atmosferica, kPa

4.3.    Temperatura del liquido di raffreddamento del motore

La temperatura del liquido di raffreddamento del motore deve essere conforme alle prescrizioni del punto 2.6.1 dell’appendice 1.

4.4.

L’olio lubrificante, il carburante e il reagente devono essere conformi alle specifiche del fabbricante.

▼M6

4.4.1.

L'olio lubrificante da utilizzare per le prove deve essere un olio disponibile in commercio conforme alle specifiche del fabbricante del motore.

Si devono prelevare campioni di olio.

4.4.2.

Carburante

▼M9

Il carburante da usare per le prove deve essere un carburante disponibile in commercio che rientri nella direttiva 98/70/CE e nelle norme CEN pertinenti, oppure un carburante di riferimento specificato nell'allegato IX del presente regolamento.

▼M6

4.4.2.1.

Se, conformemente all'allegato I, sezione 1, del presente regolamento, il fabbricante ha dichiarato di essere in grado di soddisfare i requisiti del presente regolamento sui carburanti in commercio riportati al punto 3.2.2.2.1 della scheda informativa di cui all'allegato I, appendice 4, del presente regolamento, occorre effettuare almeno una prova su ognuno dei carburanti in commercio indicati.

▼M9

4.4.2.2.

Si devono prelevare campioni di carburante.

▼M6

4.4.3.

Nel caso dei sistemi di post-trattamento dei gas di scarico che utilizzano un reagente per ridurre le emissioni, il reagente deve essere di tipo disponibile in commercio e conforme alle specifiche del fabbricante del motore. Si deve prelevare un campione del reagente. Il reagente non deve essere congelato.

4.5.

Prescrizioni relative al percorso

Le quote corrispondenti ai diversi tracciati devono essere espresse quale percentuale della durata complessiva del tragitto.

Il percorso deve prevedere una prima parte di tracciato urbano seguita da una parte di tracciato extraurbano e da una di autostrada, secondo le percentuali riportate ai punti da 4.5.1 a 4.5.4. Se per ragioni di praticità e previo assenso dell'autorità di omologazione risultasse opportuno adottare un diverso ordine per la prova, l'ordine può essere modificato, tuttavia la prova deve iniziare sempre con il tracciato urbano.

Ai fini della presente sezione, il termine «circa» indica il valore obiettivo ± 5 %.

Le parti urbana, extraurbana e autostradale del percorso possono essere determinate in base a:

 coordinate geografiche (per mezzo di una cartina), oppure

 metodo della prima accelerazione.

Se la composizione del percorso è determinata in base alle coordinate geografiche, il veicolo non deve superare, per un periodo complessivo superiore al 5 % della durata totale di ciascuna parte del percorso, la seguente velocità:

 50 km/h nella parte urbana;

 75 km/h nella parte extraurbana (90 km/h per i veicoli delle categorie M1 e N1).

Qualora la composizione del percorso sia determinata attraverso il metodo della prima accelerazione, l'inizio della parte extraurbana coincide con la prima accelerazione con la quale si supera la velocità di 55 km/h (70 km/h per i veicoli delle categorie M1 e N1), mentre l'inizio della parte autostradale è costituito dalla prima accelerazione con la quale si supera la velocità di 75 km/h (90 km/h per i veicoli delle categorie M1 e N1).

I criteri di distinzione tra i tracciati urbano, extraurbano e autostradale devono essere concordati con l'autorità di omologazione prima dell'inizio della prova.

La velocità media nel tracciato urbano deve essere compresa fra 15 e 30 km/h.

La velocità media nel tracciato extraurbano deve essere compresa fra 45 e 70 km/h (fra 60 e 90 km/h per i veicoli delle categorie M1 e N1).

La velocità media nel tracciato autostradale deve essere superiore a 70 km/h (90 km/h per i veicoli delle categorie M1 e N1).

4.5.1.

Per i veicoli delle categorie M1 e N1 il percorso deve prevedere un 34 % circa di tracciato urbano, un 33 % circa di tracciato extraurbano e un 33 % circa di tracciato autostradale.

4.5.2.

Per i veicoli delle categorie N2, M2 e M3 il percorso deve prevedere un 45 % circa di tracciato urbano, un 25 % circa di tracciato extraurbano e un 30 % circa di tracciato autostradale. Per i veicoli delle categorie M2 e M3 di classe I, II oppure A in base alla definizione del regolamento UNECE 107 il percorso deve prevedere un 70 % circa di tracciato urbano e un 30 % circa di tracciato extraurbano.

▼M9

4.5.3.

Per i veicoli della categoria N3 il percorso deve prevedere un 30 % circa di tracciato urbano, un 25 % circa di tracciato extraurbano e un 45 % circa di tracciato autostradale.

▼M6

4.5.4.

Ai fini della valutazione della composizione del percorso, la durata delle varie parti di percorso deve essere calcolata a partire dal momento in cui la temperatura del liquido di raffreddamento raggiunge i 343K (70 °C) per la prima volta o dopo che la temperatura del liquido di raffreddamento si è stabilizzata entro +/– 2K per un periodo di 5 minuti, a seconda di quale di questi due eventi si verifica per primo. La valutazione dei dati deve iniziare in ogni caso entro 15 minuti dall'avvio del motore. Conformemente al punto 4.5., il periodo necessario al liquido di raffreddamento per raggiungere la temperatura di 343K (70 °C) deve trascorrere in condizioni di tracciato urbano.

Non è consentito il riscaldamento artificiale dei sistemi di controllo delle emissioni prima della prova.

4.5.5.

La seguente distribuzione dei valori caratteristici del percorso tratta dalla banca dati WHDC può servire da ulteriore guida per la valutazione del percorso:

a) accelerazione: 26,9 % del tempo;

b) decelerazione: 22,6 % del tempo;

c) velocità di crociera: 38,1 % del tempo;

d) arresto (velocità del veicolo = 0): 12,4 % del tempo.

▼B

4.6.

Prescrizioni operative

4.6.1.

Il percorso deve essere scelto in modo che la prova possa svolgersi ininterrottamente e che la raccolta dei dati sia continua, al fine di raggiungere la durata minima della prova definita al punto 4.6.5.

4.6.2.

Il campionamento delle emissioni e degli altri dati deve iniziare prima dell’avvio del motore. Le eventuali emissioni rilevate durante l’avviamento a freddo possono essere eliminate dalla valutazione delle emissioni a norma del punto 2.6 dell’appendice 1.

4.6.3.

Non è consentito combinare dati relativi a viaggi diversi né modificare o cancellare dati da un viaggio.

4.6.4.

Se il motore si arresta può essere riavviato, ma il campionamento non deve essere interrotto.

▼M9

4.6.5.

La prova deve avere una durata tale da consentire di completare fra quattro e otto volte il lavoro svolto durante la prova WHTC o di produrre tra quattro e otto volte la massa di riferimento di CO2 in kg/ciclo dalla prova WHTC, a seconda del caso.

▼M4

4.6.6.

L’energia elettrica fornita al sistema PEMS deve provenire da un’unità di alimentazione esterna e non da una fonte che ricava la propria energia direttamente o indirettamente dal motore sottoposto a prova, tranne nei casi illustrati ai punti 4.6.6.1 e 4.6.6.2.

▼M4

4.6.6.1.

In deroga al punto 4.6.6, l’energia elettrica per il sistema PEMS può essere fornita dall’impianto elettrico interno del veicolo, purché la potenza assorbita dalle apparecchiature di prova non determini un aumento della prestazione del motore superiore all’1 % della sua potenza massima e si sia provveduto a evitare che la batteria si scarichi eccessivamente quando il motore è spento o gira al minimo.

4.6.6.2.

In caso di discordanza, i risultati delle misurazioni effettuate con un sistema PEMS alimentato da una fonte esterna prevalgono sui risultati acquisiti con il metodo alternativo di cui al punto 4.6.6.1.

▼B

4.6.7

L’installazione dei componenti del sistema PEMS non deve influire sulle emissioni e/o sulle prestazioni del veicolo.

4.6.8.

Si raccomanda di guidare i veicoli in condizioni di normale traffico diurno.

4.6.9.

Qualora l’autorità di omologazione non sia soddisfatta dei risultati dei controlli della coerenza dei dati a norma dell’appendice 1, punto 3.2 del presente allegato, essa può considerare la prova nulla.

▼M6

4.6.10.

Se il sistema di post-trattamento dei gas di scarico per il particolato subisce un evento di rigenerazione non periodico quando il veicolo è in movimento oppure se si verifica un errore di funzionamento dell'OBD della classe A o B durante la prova, il fabbricante può chiedere che il tragitto sia dichiarato nullo.

▼B

5.   FLUSSO DI DATI DELLA CENTRALINA ELETTRONICA

5.1.

Verifica della disponibilità e della conformità delle informazioni del flusso di dati proveniente dalla centralina elettronica richieste per le prove in servizio.

5.1.1.

La disponibilità delle informazioni del flusso di dati richieste all’allegato I, punto 5.2, deve essere dimostrata prima della prova in servizio.

5.1.1.1.

Se non è possibile recuperare tali informazioni nel modo opportuno dal sistema PEMS, la disponibilità delle informazioni va dimostrata utilizzando uno scanner esterno collegato all’OBD come descritto nell’allegato X.

5.1.1.1.1.

Nel caso in cui queste informazioni non possano essere opportunamente recuperate mediante uno scanner, il sistema PEMS è considerato guasto e la prova è nulla.

5.1.1.1.2.

Nel caso in cui queste informazioni non possano essere opportunamente recuperate da due veicoli muniti di motori appartenenti alla stessa famiglia, laddove lo scanner funziona correttamente, il motore è considerato non conforme.

▼M4

5.1.2.

Segnale di coppia

5.1.2.1.

La conformità del segnale di coppia, calcolato dal sistema PEMS a partire dalle informazioni sul flusso dei dati della centralina elettronica chieste all’allegato I, punto 5.2.1, va verificata a pieno carico.

▼M4

5.1.2.1.1.

Il metodo usato per verificare tale conformità è descritto nell’appendice 4.

▼M6

5.1.2.2.

Il segnale di coppia fornito dalla centralina elettronica si considera sufficientemente conforme se la coppia calcolata rientra nelle tolleranze della coppia a pieno carico riportate all'allegato I, punto 5.2.5.

▼B

5.1.2.3.

Se la coppia calcolata non rientra nelle tolleranze della coppia a pieno carico riportate all’allegato I, punto 5.2.5, si considera che il motore abbia fallito la prova.

▼M4

5.1.2.4.

I motori e i veicoli a doppia alimentazione devono inoltre essere conformi ai requisiti e alle eccezioni relativi alla correzione della coppia di cui all’allegato 15, paragrafo 10.2.2, del regolamento UNECE n. 49.

▼B

6.   VALUTAZIONE DELLE EMISSIONI

6.1.

La prova deve svolgersi e i risultati della prova devono calcolarsi in conformità alle prescrizioni dell’appendice 1 del presente allegato.

6.2.

I fattori di conformità si devono calcolare e presentare sia per il metodo basato sulla massa di CO2 che per il metodo basato sul lavoro. La decisione di accettazione/rifiuto deve essere presa in base ai risultati del metodo basato sul lavoro.

6.3.

Il percentile del 90 % cumulativo dei fattori di conformità delle emissioni allo scarico di ciascun sistema motore sottoposto a prova, calcolato seguendo le procedure di misurazione e di calcolo specificate nell’appendice 1, non deve superare nessuno dei valori riportati nella tabella 2.



Tabella 2

Fattori di conformità massimi consentiti per le prove di emissione incluse nelle prove di conformità in servizio

Sostanza inquinante

Fattore di conformità massimo consentito

CO

1,50

THC (1)

1,50

NMHC (2)

1,50

CH4 (2)

1,50

NOx

1,50

Massa del particolato

Numero di particelle

(1)   Per i motori ad accensione spontanea

(2)   Per i motori ad accensione comandata

▼M4

6.3.1.

In caso di veicoli a doppia alimentazione di tipo 2A e 2B, il limite di emissione, utilizzabile per applicare i fattori di conformità usati quando si effettua una prova PEMS, va determinato in base all’effettivo valore GER calcolato sul consumo di carburante misurato durante la prova su strada.

6.3.2.

Altrimenti, in mancanza di un metodo valido per misurare il consumo di gas o di gasolio durante la prova PEMS, il fabbricante può ricorrere al valore GER WHTC determinato per la parte a caldo del ciclo WHTC.

▼B

7.   VALUTAZIONE DEI RISULTATI DELLE PROVE DI CONFORMITÀ IN SERVIZIO

7.1.

In base alla relazione recante i risultati delle prove di conformità in servizio citata al punto 10, l’autorità di omologazione può:

a) decidere che le prove di conformità in servizio di una famiglia di sistemi motore sono soddisfacenti e non intraprendere azioni ulteriori; oppure

b) decidere che i dati forniti sono insufficienti per giungere a una decisione e chiedere al fabbricante ulteriori informazioni e dati relativi alle prove; oppure

c) decidere che le prove di conformità in servizio di una famiglia di sistemi motore non sono soddisfacenti e adottare le misure previste all’articolo 13 e al punto 9 del presente allegato.

8.   PROVE DI CONFERMA EFFETTUATE SUL VEICOLO

8.1.

Le prove di conferma sono effettuate al fine di confermare la funzionalità di una famiglia di motori in servizio con riferimento alle emissioni.

8.2.

Le autorità di omologazione possono effettuare prove di conferma.

8.3.

Le prove di conferma sono effettuate sul veicolo, come specificato ai punti 2.1 e 2.2. I veicoli scelti devono essere rappresentativi e usati in condizioni normali, nonché sottoposti a prova secondo le procedure definite nel presente allegato.

8.4.

Il risultato di una prova può essere considerato non soddisfacente se, durante le prove effettuate su almeno due motori rappresentanti la stessa famiglia di motori, si superano abbondantemente i valori limite di cui al punto 6 per uno qualsiasi dei componenti di un inquinante regolamentato.

9.   PIANO DI INTERVENTI CORRETTIVI

9.1.

Se il fabbricante intende realizzare azioni correttive, deve presentare, nel momento in cui decide di agire, una relazione all’autorità di omologazione dello Stato membro in cui i motori o i veicoli oggetto di tali azioni correttive sono immatricolati o usati. La relazione deve descrivere l’azione correttiva nel dettaglio e specificare le famiglie di motori interessate. Durante lo svolgimento dell’azione correttiva il fabbricante deve informare regolarmente l’autorità di omologazione.

9.2.

Il fabbricante deve fornire una copia di tutte le comunicazioni relative al piano di interventi correttivi e deve tenere un registro relativo alla campagna di richiamo e presentare periodicamente all’autorità di omologazione relazioni sullo stato di avanzamento della campagna.

9.3.

Il fabbricante deve assegnare al piano di interventi correttivi un numero o un nome identificativo unico.

9.4.

Il fabbricante deve presentare un piano di interventi correttivi contenente le informazioni specificate ai punti da 9.4.1 a 9.4.11.

9.4.1.

Una descrizione di ciascun tipo di sistema motore rientrante nel piano di interventi correttivi.

9.4.2.

Una descrizione delle modifiche, alterazioni, riparazioni, correzioni, regolazioni o altre variazioni specifiche da effettuare per garantire la conformità dei motori, compreso un riassunto dei dati e degli studi tecnici a sostegno della decisione del fabbricante di procedere con gli interventi specifici destinati a correggere la non conformità.

9.4.3.

Una descrizione delle modalità con cui il fabbricante intende informare i proprietari dei motori o dei veicoli in merito agli interventi correttivi.

9.4.4.

Una descrizione della manutenzione o dell’impiego corretti, se del caso, che il fabbricante pone come condizione per godere del diritto alle riparazioni nel contesto del programma di interventi, nonché la spiegazione dei motivi di tali condizioni. Non possono essere imposti interventi di manutenzione o condizioni di impiego se non è dimostrato che essi sono connessi alla non conformità e agli interventi di ripristino.

9.4.5.

Una descrizione della procedura che i proprietari del motore o del veicolo devono seguire per ottenere il ripristino della conformità. Tale descrizione deve includere la data a partire dalla quale possono essere praticati gli interventi di ripristino, i tempi previsti dall’officina per la loro esecuzione e il luogo in cui essi possono essere effettuati. La riparazione va eseguita nei modi opportuni, entro un termine ragionevole dalla consegna del veicolo.

9.4.6.

Una copia della comunicazione inviata al proprietario del motore o del veicolo.

9.4.7.

Una descrizione sintetica del sistema utilizzato dal fabbricante per garantire una fornitura adeguata dei componenti o dei sistemi necessari per l’intervento di ripristino. Si deve indicare la data in cui sarà disponibile una fornitura adeguata dei componenti o dei sistemi necessari per iniziare la campagna.

9.4.8.

Una copia di tutte le istruzioni da inviare alle persone che effettuano la riparazione.

9.4.9.

Una descrizione degli effetti degli interventi correttivi proposti su emissioni, consumo di carburante, guidabilità e sicurezza di ciascun tipo di motore o veicolo che rientra nel programma di interventi correttivi, corredata di dati, studi tecnici, ecc. a sostegno di tali conclusioni.

9.4.10.

Qualsiasi altra informazione, relazione o dato ritenuti necessari, entro limiti ragionevoli, dall’autorità di omologazione per valutare il programma di interventi di ripristino.

9.4.11.

Qualora il programma comporti il richiamo dei veicoli, all’autorità di omologazione viene presentata una descrizione delle modalità di registrazione degli interventi di riparazione. Nel caso in cui si utilizzi un’etichetta, viene presentato un esemplare della medesima.

9.5.

L’autorità di omologazione può imporre al fabbricante di eseguire, sui componenti e sui motori che hanno subito una modifica, una riparazione o un cambiamento proposto, prove ragionevoli e necessarie per dimostrare l’efficacia del cambiamento, della riparazione o della modifica.

10.   PROCEDURE DI COMUNICAZIONE DEI DATI

10.1.

Per ciascuna famiglia di motori sottoposta a prova si deve presentare una relazione tecnica all’autorità di omologazione. Tale relazione deve riportare le attività e i risultati delle prove di conformità in servizio. La relazione deve comprendere almeno quanto segue:

10.1.1.    Dati generali

10.1.1.1. Nome e indirizzo del fabbricante:

10.1.1.2. Indirizzi degli stabilimenti di montaggio:

10.1.1.3. Nome, indirizzo, numero di telefono e di fax e indirizzo di posta elettronica del mandatario del fabbricante:

10.1.1.4. Tipo e descrizione commerciale (citare eventuali varianti):

10.1.1.5. Famiglia di motori:

10.1.1.6. Motore capostipite:

10.1.1.7. Componenti della famiglia di motori:

10.1.1.8. Numero d’identificazione del veicolo (VIN) applicabile ai veicoli muniti di un motore sottoposto alle prove di conformità in servizio.

10.1.1.9. Mezzo di identificazione del tipo e sua posizione, se marcato sul veicolo:

10.1.1.10. Categoria di veicolo:

10.1.1.11. Tipo di motore: benzina, etanolo (E85), diesel/GN/GPL/etanolo (ED95) (Barrare la voce non pertinente):

10.1.1.12. Numeri di omologazione applicabili ai tipi di motori che rientrano nella famiglia in servizio, nonché delle eventuali estensioni dell’omologazione, riparazioni non urgenti o richiami (rilavorazioni):

10.1.1.13. Informazioni dettagliate sulle estensioni delle omologazioni, sulle riparazioni non urgenti o sui richiami effettuati sui motori a cui si riferiscono le informazioni fornite dal fabbricante.

10.1.1.14. Periodo di produzione considerato nelle informazioni fornite dal fabbricante (ad esempio «veicoli o motori prodotti nell’anno solare 2014»).

10.1.2.    Scelta del motore o del veicolo

10.1.2.1. Metodo di individuazione dei veicoli o dei motori

10.1.2.2. Criteri di scelta dei veicoli, dei motori, delle famiglie in servizio;

10.1.2.3. Aree geografiche dove il fabbricante ha raccolto i veicoli

10.1.3.    Dotazioni

10.1.3.1. Sistema PEMS, marca e tipo

10.1.3.2. Taratura del sistema PEMS

10.1.3.3. Alimentazione del sistema PEMS

10.1.3.4. Software di calcolo e versione usata (p. es. EMROAD 4.0)

10.1.4.    Dati relativi alle prove

10.1.4.1. Data e ora della prova;

10.1.4.2. Luogo della prova comprese informazioni dettagliate sul percorso di prova;

10.1.4.3. Condizioni climatiche/ambientali (p. es. temperatura, umidità, altitudine);

10.1.4.4. Distanze percorse per veicolo sul percorso di prova;

10.1.4.5. Caratteristiche delle specifiche del carburante di prova

10.1.4.6. Specifiche del reagente (ove applicabile)

10.1.4.7. Specifiche dell’olio lubrificante

10.1.4.8. Risultati delle prove di emissione secondo l’appendice 1 del presente allegato

10.1.5.    Informazioni relative al motore

10.1.5.1. Tipo di carburante del motore (p. es. diesel, etanolo ED95, GN, GPL, benzina, E85)

10.1.5.2. Sistema di combustione del motore (p. es. accensione spontanea o accensione comandata)

10.1.5.3. Numero di omologazione

10.1.5.4. Motore rifatto

10.1.5.5. Costruttore del motore

10.1.5.6. Modello di motore

10.1.5.7. Anno e mese di produzione del motore

10.1.5.8. Numero di identificazione del motore

10.1.5.9. Cilindrata del motore [litri]

10.1.5.10. Numero di cilindri

10.1.5.11. Potenza nominale del motore: [kW @ giri/min]

10.1.5.12. Coppia massima del motore: [Nm @ giri/min]

10.1.5.13. Minimo [giri/min]

10.1.5.14. Disponibilità della curva della coppia a pieno carico fornita dal fabbricante (sì/no)

10.1.5.15. Numero di riferimento della curva della coppia a pieno carico fornita dal fabbricante

10.1.5.16. Sistema DeNOx (p. es. EGR, SCR)

10.1.5.17. Tipo di convertitore catalitico

10.1.5.18. Tipo di filtro antiparticolato

10.1.5.19. Il sistema di post-trattamento è stato modificato rispetto all’omologazione? (sì/no)

10.1.5.20. Informazioni relative alla centralina elettronica del motore (numero di calibratura del software)

10.1.6.    Informazioni relative al veicolo

10.1.6.1. Proprietario del veicolo

10.1.6.2. Tipo di veicolo (p. es. M3, N3) e sue applicazioni (p. es. autocarro o autoarticolato, autobus urbano)

10.1.6.3. Costruttore del veicolo

10.1.6.4. Numero di identificazione del veicolo

10.1.6.5. Numero e paese di immatricolazione del veicolo

10.1.6.6. Modello di veicolo

10.1.6.7. Anno e mese di produzione del veicolo

10.1.6.8. Tipo di trasmissione (p. es. manuale, automatica o altro)

10.1.6.9. Numero di marce avanti

10.1.6.10. Lettura del contachilometri all’inizio della prova [km]

10.1.6.11. Massa complessiva a pieno carico (PMA) [kg]

10.1.6.12. Dimensioni degli pneumatici [non obbligatorio]

10.1.6.13. Diametro del tubo di scarico [mm] [non obbligatorio]

10.1.6.14. Numero di assi

10.1.6.15. Capacità dei serbatoi di carburante [litri] [non obbligatorio]

10.1.6.16. Numero di serbatoi di carburante [non obbligatorio]

10.1.6.17. Capacità dei serbatoi di reagente [litri] [non obbligatorio]

10.1.6.18. Numero di serbatoi di reagente [non obbligatorio]

10.1.7.    Caratteristiche del percorso di prova

10.1.7.1. Lettura del contachilometri all’inizio della prova [km]

10.1.7.2. Durata [s]

10.1.7.3. Condizioni ambientali medie (calcolate a partire dai dati misurati in tempo reale)

10.1.7.4. Informazioni sui sensori delle condizioni ambientali (tipo e collocazione)

10.1.7.5. Informazioni sulla velocità del veicolo (ad esempio: distribuzione cumulativa dei regimi)

10.1.7.6. Percentuali di tempo dedicate al tracciato urbano, extraurbano e autostradale, come descritti al punto 4.5.

10.1.7.7. Percentuali di tempo del percorso dedicate all’accelerazione, alla decelerazione, alla velocità di crociera e all’arresto, descritte al punto 4.5.5.

10.1.8.    Dati misurati in tempo reale

10.1.8.1. Concentrazione di THC [ppm]

10.1.8.2. Concentrazione di CO [ppm]

10.1.8.3. Concentrazione di Nox [ppm]

10.1.8.4. Concentrazione di CO2 [ppm]

10.1.8.5. Concentrazione di CH4 [ppm] solo per i motori ad accensione comandata

10.1.8.6. Flusso dei gas di scarico [kg/ora]

10.1.8.7. Temperatura dei gas di scarico [°C]

10.1.8.8. Temperatura ambiente [°C]

10.1.8.9. Pressione ambiente [kPa]

10.1.8.10. Umidità ambiente [g/kg] [non obbligatorio]

10.1.8.11. Coppia del motore [Nm]

10.1.8.12. Regime del motore [giri/min]

10.1.8.13. Flusso di carburante del motore [g/s]

10.1.8.14. Temperatura del liquido di raffreddamento [°C]

10.1.8.15. Velocità al suolo del veicolo [km/ora] rilevata dalla centralina elettronica e dal GPS

10.1.8.16. Latitudine del veicolo [gradi] (questo dato deve essere sufficientemente accurato da consentire la tracciabilità del percorso di prova)

10.1.8.17. Longitudine del veicolo [gradi]

10.1.9.    Dati calcolati in tempo reale

10.1.9.1. Massa di THC [g/s]

10.1.9.2. Massa di CO [g/s]

10.1.9.3. Massa di NOx [g/s]

10.1.9.4. Massa di CO2 [g/s]

10.1.9.5. Massa di CH4 [g/s] solo per i motori ad accensione comandata

10.1.9.6. Massa totale di THC [g]

10.1.9.7. Massa totale di CO [g]

10.1.9.8. Massa totale di NOx [g]

10.1.9.9. Massa totale di CO2 [g]

10.1.9.10. Massa totale di CH4 [g] solo per i motori ad accensione comandata

10.1.9.11. Portata di carburante calcolata [g/s]

10.1.9.12. Potenza del motore [kW]

10.1.9.13. Lavoro del motore [kW/ora]

10.1.9.14. Durata dell’intervallo di lavoro [s]

10.1.9.15. Potenza media del motore nell’intervallo di lavoro [%]

10.1.9.16. Fattore di conformità del THC nell’intervallo di lavoro [-]

10.1.9.17. Fattore di conformità del CO nell’intervallo di lavoro [-]

10.1.9.18. Fattore di conformità dell’NOx nell’intervallo di lavoro [-]

10.1.9.19. Fattore di conformità del CH4 nell’intervallo di lavoro [-] solo per i motori ad accensione comandata

10.1.9.20. Durata dell’intervallo di massa di CO2 prodotta [s]

10.1.9.21. Fattore di conformità del THC nell’intervallo di massa di CO2 prodotta [-]

10.1.9.22. Fattore di conformità del CO nell’intervallo di massa di CO2 prodotta [-]

10.1.9.23. Fattore di conformità dell’NOx nell’intervallo di massa di CO2 prodotta [-]

10.1.9.24. Fattore di conformità del CH4 nell’intervallo di massa di CO2 prodotta [-] solo per i motori ad accensione comandata

10.1.10.    Media e integrazione dei dati

10.1.10.1. Concentrazione media di THC [ppm] [non obbligatorio]

10.1.10.2. Concentrazione media di CO [ppm] [non obbligatorio]

10.1.10.3. Concentrazione media di NOx [ppm] [non obbligatorio]

10.1.10.4. Concentrazione media di CO2 [ppm] [non obbligatorio]

10.1.10.5. Concentrazione media di CH4 [ppm] solo per i motori a gas [non obbligatorio]

10.1.10.6. Flusso medio dei gas di scarico [kg/ora] [non obbligatorio]

10.1.10.7. Temperatura media dei gas di scarico [°C] [non obbligatorio]

10.1.10.8. Emissioni di THC [g]

10.1.10.9. Emissioni di CO [g]

10.1.10.10. Emissioni di NOx [g]

10.1.10.11. Emissioni di CO2 [g]

10.1.10.12. Emissioni di CH4 [g] solo per i motori a gas

10.1.11.    Risultati di accettazione-rifiuto

10.1.11.1. Percentile minimo, massimo e del 90 % cumulativo per:

10.1.11.2. Fattore di conformità del THC nell’intervallo di lavoro [-]

10.1.11.3. Fattore di conformità del CO nell’intervallo di lavoro [-]

10.1.11.4. Fattore di conformità dell’NOx nell’intervallo di lavoro [-]

10.1.11.5. Fattore di conformità del CH4 nell’intervallo di lavoro [-] solo per i motori ad accensione comandata

10.1.11.6. Fattore di conformità del THC nell’intervallo di massa di CO2 prodotta [-]

10.1.11.7. Fattore di conformità del CO nell’intervallo di massa di CO2 prodotta [-]

10.1.11.8. Fattore di conformità dell’NOx nell’intervallo di massa di CO2 prodotta [-]

10.1.11.9. Fattore di conformità del CH4 nell’intervallo di massa di CO2 prodotta [-] solo per i motori ad accensione comandata

10.1.11.10. Intervallo di lavoro: potenza media minima e massima nell’intervallo [ %]

10.1.11.11. Intervallo di massa di CO2 prodotta: durata minima e massima dell’intervallo [s]

10.1.11.12. Intervallo di lavoro: percentuale di intervalli validi

10.1.11.13. Intervallo di massa di CO2 prodotta: percentuale di intervalli validi

10.1.12.    Verifiche della prova

10.1.12.1. Risposte di azzeramento, risposte di calibrazione e risultati delle verifiche dell’analizzatore di THC, prima e dopo la prova

10.1.12.2. Risposte di azzeramento, risposte di calibrazione e risultati delle verifiche dell’analizzatore di CO, prima e dopo la prova

10.1.12.3. Risposte di azzeramento, risposte di calibrazione e risultati delle verifiche dell’analizzatore di NOx, prima e dopo la prova

10.1.12.4. Risposte di azzeramento, risposte di calibrazione e risultati delle verifiche dell’analizzatore di CO2, prima e dopo la prova

10.1.12.5. Esito dei controlli della coerenza dei dati a norma dell’appendice 1, punto 3.2, del presente allegato

▼M1

10.1.12.5.1. Risultati della regressione lineare di cui al punto 3.2.1 dell’appendice 1 del presente allegato che comprende il coefficiente angolare della linea di regressione, m, il coefficiente di determinazione, r2, e l’intercetta, b, dell’asse y della linea di regressione

10.1.12.5.2. Risultato della verifica di coerenza dei dati della centralina elettronica in conformità al punto 3.2.2 dell’appendice 1 del presente allegato

10.1.12.5.3. Risultato del controllo di coerenza del consumo specifico del motore al freno dinamometrico in conformità al punto 3.2.3 dell’appendice 1 del presente allegato, compreso il consumo specifico calcolato e il rapporto tra consumo specifico calcolato in base alle misurazioni PEMS e quello dichiarato per la prova WHTC

10.1.12.5.4. Risultato del controllo di coerenza dell’odometro in conformità al punto 3.2.4 dell’appendice 1 del presente allegato

10.1.12.5.5. Risultato del controllo di coerenza della pressione ambiente, in conformità al punto 3.2.5 dell’appendice 1 del presente allegato

▼B

10.1.13.

Elenco degli eventuali altri allegati




Appendice 1

Procedura di prova per le prove di emissione del veicolo eseguite usando sistemi portatili di misura delle emissioni

▼M7

1.   INTRODUZIONE

Nella presente appendice è descritta la procedura di calcolo delle emissioni gassose partendo dalle misurazioni effettuate su strada a bordo del veicolo utilizzando sistemi portatili di misurazione delle emissioni (nel prosieguo «PEMS»). Le emissioni inquinanti da misurare dallo scarico del motore comprendono i seguenti componenti: monossido di carbonio, ossidi di azoto e idrocarburi totali per i motori ad accensione spontanea e monossido di carbonio, idrocarburi non metanici, metano e ossidi di azoto per i motori ad accensione comandata. Deve inoltre essere misurato il biossido di carbonio per poter eseguire le procedure di calcolo descritte nella sezione 4.

Per i motori alimentati a gas naturale, il fabbricante, il servizio tecnico o l'autorità di omologazione può scegliere di misurare soltanto le emissioni di idrocarburi totali (THC) anziché le emissioni di metano e di idrocarburi diversi dal metano. In tale caso, il limite per le emissioni di idrocarburi totali è pari a quello indicato nell'allegato I del regolamento (CE) n. 595/2009 per le emissioni di metano. Ai fini del calcolo dei fattori di conformità ai sensi dei punti 4.2.3 e 4.3.2 della presente appendice, il limite applicabile è il solo limite relativo alle emissioni di metano.

Per i motori alimentati da gas diversi dal gas naturale, il fabbricante, il servizio tecnico o l'autorità di omologazione può scegliere di misurare le emissioni di idrocarburi totali (THC) anziché le emissioni di idrocarburi diversi dal metano. In tale caso, il limite per le emissioni di idrocarburi totali è pari a quello indicato nell'allegato I del regolamento (CE) n. 595/2009 per le emissioni di idrocarburi diversi dal metano. Ai fini del calcolo dei fattori di conformità ai sensi dei punti 4.2.3 e 4.3.2 della presente appendice, il limite applicabile è il solo limite relativo alle emissioni diverse dal metano.

▼B

2.   PROCEDURA DI PROVA

2.1.    Prescrizioni generali

Le prove vanno eseguite con un PEMS comprendente:

2.1.1. un analizzatore di gas per misurare le concentrazioni degli inquinanti gassosi regolamentati nel gas di scarico;

2.1.2. un misuratore della portata massica del gas di scarico che si basi sul tubo di Pitot automediante o su un principio equivalente;

2.1.3. un sistema satellitare per la rilevazione della posizione (di seguito GPS);

2.1.4. sensori di misurazione della temperatura e della pressione ambiente;

2.1.5. un collegamento all'ECU.

2.2.    Parametri di prova

▼M6

I parametri di cui alla tabella 1 devono essere misurati e registrati ad una frequenza costante di 1,0 Hz o superiore. I dati originali non trattati devono essere conservati dal fabbricante e messi a disposizione, su richiesta, dell'autorità di omologazione e della Commissione.

▼B



Tabella 1

Parametri di prova

Parametro

Unità

Fonte

Concentrazione di THC (1)

ppm

Analizzatore

Concentrazione di CO (1)

ppm

Analizzatore

Concentrazione di NOX (1)

ppm

Analizzatore

Concentrazione di CO2 (1)

ppm

Analizzatore

Concentrazione di CH4 (1) (2)

ppm

Analizzatore

Flusso del gas di scarico

kg/h

Misuratore di portata del gas di scarico (di seguito EFM)

Temperatura del gas di scarico

K

EFM

Temperatura ambiente (3)

K

Sensore

Pressione ambiente

kPa

Sensore

Coppia del motore (4)

Nm

ECU o sensore

Regime del motore

giri/min

ECU o sensore

Flusso di carburante del motore

g/s

ECU o sensore

Temperatura del liquido di raffreddamento del motore

K

ECU o sensore

Temperatura dell’aria di aspirazione del motore (3)

K

Sensore

Velocità al suolo del veicolo

km/h

ECU e GPS

Latitudine del veicolo

grado

GPS

Longitudine del veicolo

grado

GPS

(1)   Misurata o corretta nel valore su umido

(2)   Solo per i motori a gas

(3)   Usare il sensore della temperatura ambiente o un sensore della temperatura dell’aria di aspirazione

(4)   Il valore registrato deve essere a) la coppia frenante netta del motore in conformità al punto 2.4.4 della presente appendice, oppure b) la coppia frenante netta calcolata a partire dai valori di coppia di cui al punto 2.4.4 della presente appendice.

▼M6

2.2.1.    Formato per la comunicazione dei dati

I valori delle emissioni e tutti gli altri parametri pertinenti devono essere comunicati e scambiati come file di dati in formato csv. I valori dei parametri devono essere separati da una virgola, codice ASCII #h2C. Il separatore decimale dei valori numerici deve essere un punto, codice ASCII #h2E. Le righe devono terminare con un a capo, codice ASCII #h0D. Non si devono usare i separatori delle migliaia.

▼B

2.3.    Preparazione del veicolo

La preparazione del veicolo deve comprendere quanto segue:

a) il controllo del sistema OBD: gli eventuali problemi identificati e risolti devono essere registrati e presentati all’autorità di omologazione;

b) l’eventuale sostituzione di olio, carburante e reagente.

2.4.    Installazione degli strumenti di misura

2.4.1.    Unità principale

Se possibile, il PEMS va installato in un posto dove l’impatto dei fattori a seguire è minimo:

a) cambiamenti della temperatura ambiente;

b) cambiament