2002A4430 — IT — 31.12.2015 — 003.001


Trattandosi di un semplice strumento di documentazione, esso non impegna la responsabilità delle istituzioni

►B

ACCORDO

tra la Comunità Europea e la Confederazione Svizzera sul commercio di prodotti agricoli

(GU L 114 dell'30.4.2002, pag. 132)

Modificato da:

 

 

Gazzetta ufficiale

  n.

pag.

data

 M1

DECISIONE N. 2/2003 DEL COMITATO MISTO VETERINARIO ISTITUITO DALL'ACCORDO TRA LA COMUNITÀ EUROPEA E LA CONFEDERAZIONE SVIZZERA SUL COMMERCIO DI PRODOTTI AGRICOLI del 25 novembre 2003

  L 23

27

28.1.2004

 M2

DECISIONE N. 3/2004 DEL COMITATO MISTO PER L'AGRICOLTURA del 29 aprile 2004

  L 151

125

30.4.2004

 M3

DECISIONE N. 1/2004 DEL COMITATO MISTO VETERINARIO ISTITUITO DALL'ACCORDO TRA LA COMUNITÀ EUROPEA E LA CONFEDERAZIONE SVIZZERA SUL COMMERCIO DI PRODOTTI AGRICOLI del 28 aprile 2004

  L 160

115

30.4.2004

 M4

DECISIONE N. 2/2004 DEL COMITATO MISTO VETERINARIO ISTITUITO DALL'ACCORDO TRA LA COMUNITÀ EUROPEA E LA CONFEDERAZIONE SVIZZERA SUL COMMERCIO DI PRODOTTI AGRICOLI del 9 dicembre 2004

  L 17

1

20.1.2005

 M5

DECISIONE N. 2/2005 DEL COMITATO MISTO PER L’AGRICOLTURA ISTITUITO DALL’ACCORDO TRA LA COMUNITÀ EUROPEA E LA CONFEDERAZIONE SVIZZERA SUL COMMERCIO DI PRODOTTI AGRICOLI del 1o marzo 2005

  L 78

50

24.3.2005

 M6

DECISIONE N. 1/2005 DEL COMITATO MISTO PER L’AGRICOLTURA ISTITUITO DALL’ACCORDO TRA LA COMUNITÀ EUROPEA E LA CONFEDERAZIONE SVIZZERA SUL COMMERCIO DI PRODOTTI AGRICOLI del 25 febbraio 2005

  L 131

43

25.5.2005

 M7

DECISIONE N. 3/2005 DEL COMITATO MISTO PER L’AGRICOLTURA ISTITUITO CON L’ACCORDO TRA LA COMUNITÀ EUROPEA E LA CONFEDERAZIONE SVIZZERA SUL COMMERCIO DI PRODOTTI AGRICOLI del 19 dicembre 2005

  L 346

33

29.12.2005

 M8

DECISIONE N. 4/2005 DEL COMITATO MISTO PER L’AGRICOLTURA del 19 dicembre 2005

  L 346

44

29.12.2005

►M9

DECISIONE N. 1/2006 DEL COMITATO MISTO VETERINARIO ISTITUITO DALL'ACCORDO TRA LA COMUNITÀ EUROPEA E LA CONFEDERAZIONE SVIZZERA SUL COMMERCIO DI PRODOTTI AGRICOLI del 1o dicembre 2006

  L 32

91

6.2.2007

►M10

DECISIONE N. 1/2007 DEL COMITATO MISTO PER L'AGRICOLTURA ISTITUITO DALL'ACCORDO TRA LA COMUNITÀ EUROPEA E LA CONFEDERAZIONE SVIZZERA SUL COMMERCIO DI PRODOTTI AGRICOLI del 15 giugno 2007

  L 173

31

3.7.2007

 M11

DECISIONE N. 1/2008 DEL COMITATO MISTO PER L'AGRICOLTURA ISTITUITO DALL'ACCORDO TRA LA COMUNITÀ EUROPEA E LA CONFEDERAZIONE SVIZZERA SUL COMMERCIO DI PRODOTTI AGRICOLI del 15 gennaio 2008

  L 27

21

31.1.2008

►M12

DECISIONE N. 2/2008 DEL COMITATO MISTO PER L’AGRICOLTURA ISTITUITO DALL’ACCORDO TRA LA COMUNITÀ EUROPEA E LA CONFEDERAZIONE SVIZZERA SUL COMMERCIO DI PRODOTTI AGRICOLI del 24 giugno 2008

  L 228

3

27.8.2008

►M13

DECISIONE n. 1/2008 DEL COMITATO MISTO VETERINARIO ISTITUITO DALL'ACCORDO TRA LA COMUNITÀ EUROPEA E LA CONFEDERAZIONE SVIZZERA RELATIVO AGLI SCAMBI DI PRODOTTI AGRICOLI del 23 dicembre 2008

  L 6

89

10.1.2009

►M14

ACCORDO tra la Comunità europea e la Confederazione svizzera recante modifica dell'accordo tra la comunità europea e la Confederazione svizzera sul commercio di prodotti agricoli

  L 136

2

30.5.2009

 M15

DECISIONE N. 1/2009 DEL COMITATO MISTO PER L’AGRICOLTURA del 9 dicembre 2009

  L 115

33

8.5.2010

►M16

DECISIONE N. 1/2010 DEL COMITATO MISTO VETERINARIO ISTITUITO DALL’ACCORDO TRA LA COMUNITÀ EUROPEA E LA CONFEDERAZIONE SVIZZERA SUL COMMERCIO DI PRODOTTI AGRICOLI del 1o dicembre 2010

  L 338

50

22.12.2010

►M17

DECISIONE N. 1/2010 DEL COMITATO MISTO PER L’AGRICOLTURA ISTITUITO DALL’ACCORDO TRA LA COMUNITÀ EUROPEA E LA CONFEDERAZIONE SVIZZERA SUL COMMERCIO DI PRODOTTI AGRICOLI del 13 dicembre 2010

  L 32

9

8.2.2011

►M18

ACCORDO tra l'Unione europea e la Confederazione svizzera relativo alla protezione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche dei prodotti agricoli e alimentari recante modifica dell'accordo tra la Comunità europea e la Confederazione svizzera sul commercio di prodotti agricoli

  L 297

3

16.11.2011

►M19

DECISIONE N. 1/2012 DEL COMITATO MISTO PER L’AGRICOLTURA, ISTITUITO DALL’ACCORDO TRA LA COMUNITÀ EUROPEA E LA CONFEDERAZIONE SVIZZERA SUL COMMERCIO DI PRODOTTI AGRICOLI del 3 maggio 2012

  L 155

1

15.6.2012

►M20

DECISIONE N. 2/2012 DEL COMITATO MISTO PER L’AGRICOLTURA ISTITUITO DALL’ACCORDO TRA LA COMUNITÀ EUROPEA E LA CONFEDERAZIONE SVIZZERA SUL COMMERCIO DI PRODOTTI AGRICOLI del 3 maggio 2012

  L 155

99

15.6.2012

►M21

DECISIONE N. 1/2013 DEL COMITATO MISTO VETERINARIO ISTITUITO DALL’ACCORDO TRA LA COMUNITÀ EUROPEA E LA CONFEDERAZIONE SVIZZERA SUL COMMERCIO DI PRODOTTI AGRICOLI del 22 febbraio 2013

  L 264

1

5.10.2013

►M22

DECISIONE N. 1/2013 DEL COMITATO MISTO PER L’AGRICOLTURA del 28 novembre 2013

  L 332

49

11.12.2013

►M23

DECISIONE N. 1/2014 DEL COMITATO MISTO PER L'AGRICOLTURA del 9 aprile 2014

  L 180

21

20.6.2014

►M24

DECISIONE N. 2/2015 DEL COMITATO MISTO PER L'AGRICOLTURA del 19 novembre 2015

  L 323

29

9.12.2015


Rettificato da:

 C1

Rettifica, GU L 208, 10.6.2004, pag.  101 (3/2004)

 C2

Rettifica, GU L 212, 12.6.2004, pag.  72 (1/2004)

 C3

Rettifica, GU L 332, 6.11.2004, pag.  59 (3/2004)




▼B

ACCORDO

tra la Comunità Europea e la Confederazione Svizzera sul commercio di prodotti agricoli



LA COMUNITÀ EUROPEA,

di seguito denominata «la Comunità», da un lato,

e

LA CONFEDERAZIONE ELVETICA,

di seguito denominata «la Svizzera», dall'altro,

di seguito denominate «le Parti»,

RISOLUTE ad eliminare gradualmente gli ostacoli alla parte essenziale dei loro scambi, conformemente alle disposizioni dell'Accordo che istituisce l'Organizzazione mondiale del commercio concernenti la creazione di zone di libero scambio,

CONSIDERANDO che, all'articolo 15 dell'Accordo di libero scambio del 22 luglio 1972, le Parti si sono dichiarate pronte a favorire, nel rispetto delle loro politiche agricole, l'armonioso sviluppo degli scambi dei prodotti agricoli ai quali non si applica l'Accordo,

HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:



Articolo 1

Obiettivo

1.  Il presente Accordo ha come scopo di consolidare le relazioni di libero scambio tra le Parti attraverso un migliore accesso al mercato dei prodotti agricoli di ciascuna di esse.

2.  Per «prodotti agricoli» si intende i prodotti elencati ai capitoli 1-24 della Convenzione internazionale sul sistema armonizzato di designazione e di codificazione delle merci. Ai fini dell'applicazione degli allegati 1-3 del presente Accordo, sono esclusi i prodotti del capitolo 3 e delle voci 16.04 e 16.05 del sistema armonizzato, nonché i prodotti dei codici NC 0511 91 10 , 0511 91 90 , 1902 20 10  e 2301 20 00 .

3.  Il presente Accordo non si applica alle materie contemplate dal Protocollo n. 2 dell'Accordo di libero scambio, eccetto le relative concessioni di cui agli allegati 1 e 2.

Articolo 2

Concessioni tariffarie

1.  Nell'Allegato 1 del presente Accordo figurano le concessioni tariffarie che la Svizzera accorda alla Comunità, fatte salve quelle contenute nell'Allegato 3.

2.  Nell'Allegato 2 del presente Accordo figurano le concessioni tariffarie che la Comunità accorda alla Svizzera, fatte salve quelle contenute nell'Allegato 3.

Articolo 3

Concessioni relative ai formaggi

L'Allegato 3 del presente Accordo contiene disposizioni specifiche applicabili agli scambi di formaggi.

Articolo 4

Regole di origine

Le regole di origine reciproche applicabili ai fini degli allegati da 1 a 3 del presente Accordo sono quelle contenute nel Protocollo n. 3 dell'Accordo di libero scambio.

Articolo 5

Riduzione degli ostacoli tecnici al commercio

1.   ►M18  Gli allegati da 4 a 12 del presente accordo disciplinano la riduzione degli ostacoli tecnici al commercio di prodotti agricoli nei seguenti settori: ◄

 Allegato 4 relativo al settore fitosanitario,

 Allegato 5 concernente l'alimentazione degli animali,

 Allegato 6 relativo al settore delle sementi,

 Allegato 7 relativo al commercio dei prodotti vitivinicoli,

 Allegato 8 concernente il riconoscimento reciproco e la protezione delle denominazioni nel settore delle bevande spiritose e delle bevande aromatizzate a base di vino,

 Allegato 9 relativo ai prodotti agricoli e alimentari ottenuti con il metodo di produzione biologico,

 Allegato 10 relativo al riconoscimento dei controlli di conformità alle norme di commercializzazione per i prodotti ortofrutticoli freschi,

 Allegato 11 relativo alle misure sanitarie e zootecniche applicabili agli scambi di animali vivi e di prodotti animali,

▼M18

 allegato 12 relativo alla protezione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche e dei prodotti agricoli e alimentari.

▼B

2.  L'articolo 1, paragrafi 2 e 3 e gli articoli da 6 a 8 e da 10 a 13 del presente Accordo non si applicano all'Allegato 11.

Articolo 6

Comitato misto per l'agricoltura

1.  E' istituito un Comitato misto per l'agricoltura (di seguito denominato «il Comitato»), composto di rappresentanti delle Parti.

2.  Il Comitato è incaricato di gestire l'Accordo e di curarne la corretta esecuzione.

3.  Il Comitato dispone di un potere decisionale nei casi previsti dal presente Accordo e dai relativi allegati. Le sue decisioni sono applicate dalle Parti secondo le rispettive norme.

4.  Il Comitato adotta il proprio regolamento interno.

5.  Il Comitato delibera all'unanimità.

6.  Ai fini della corretta esecuzione dell'Accordo, le Parti, a richiesta di una di esse, si consultano in sede di Comitato.

7.  Il Comitato costituisce i gruppi di lavoro necessari per gestire gli allegati dell'Accordo. Nel proprio regolamento interno esso definisce, tra l'altro, la composizione ed il funzionamento di detti gruppi di lavoro.

▼M18

8.  Il Comitato può approvare versioni autentiche dell'accordo nelle nuove lingue.

▼B

Articolo 7

Composizione delle controversie

In caso di controversia sull'interpretazione o sull'applicazione dell'Accordo, ciascuna delle Parti può adire il Comitato, il quale si adopera per dirimere la controversia. Le Parti forniscono al Comitato tutti gli elementi d'informazione utili ai fini di un esame approfondito della situazione che consenta di addivenire ad una soluzione accettabile. Il Comitato esamina tutte le possibilità atte a salvaguardare il buon funzionamento dell'Accordo.

Articolo 8

Scambi di informazioni

1.  Le Parti scambiano ogni informazione utile in merito all'attuazione e all'applicazione del presente Accordo.

2.  Ciascuna delle Parti informa l'altra circa le modifiche che intende apportare alle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative concernenti l'oggetto dell'Accordo e comunica nel più breve tempo le nuove disposizioni all'altra Parte.

Articolo 9

Riservatezza

I rappresentanti, esperti ed altri agenti delle Parti sono tenuti, anche dopo la cessazione delle loro funzioni, a non divulgare le informazioni ottenute nel quadro dell'Accordo e coperte dal segreto professionale.

Articolo 10

Misure di salvaguardia

1.  Qualora, nell'applicazione degli allegati 1-3 del presente Accordo e in considerazione della particolare sensibilità dei mercati agricoli delle Parti, le importazioni di prodotti originari di una delle Parti provochino una grave perturbazione del mercato dell'altra Parte, le Parti si consultano immediatamente per trovare una soluzione adeguata. Nell'attesa di tale soluzione, la Parte interessata può prendere le misure che giudica necessarie.

2.  In caso di applicazione di misure di salvaguardia ai sensi del paragrafo 1 o degli altri allegati:

a) in mancanza di disposizioni specifiche, si applicano le seguenti procedure:

 se una delle Parti ha l'intenzione di applicare misure di salvaguardia nei confronti della totalità o di una parte del territorio dell'altra Parte, essa ne informa preventivamente quest'ultima indicandone i motivi;

 se una delle Parti adotta misure di salvaguardia nei confronti della totalità o di una parte del territorio dell'altra Parte, essa ne informa quest'ultima nel più breve tempo possibile;

 fatta salva la possibilità di entrata in vigore immediata delle misure di salvaguardia, le Parti si consultano quanto prima per trovare soluzioni adeguate;

 in caso di misure di salvaguardia adottate da uno Stato membro della Comunità nei confronti della Svizzera, di un altro Stato membro o di un paese terzo, la Comunità ne informa la Svizzera al più presto possibile;

b) devono essere scelte di preferenza le misure che recano minori perturbazioni al funzionamento dell'Accordo.

▼M14

Articolo 11

Modifiche

Il Comitato può decidere di modificare gli allegati e le appendici degli allegati dell'Accordo.

▼B

Articolo 12

Revisione

1.  Se una delle Parti desidera una revisione dell'Accordo, essa trasmette all'altra Parte una domanda motivata.

2.  Le Parti possono incaricare il Comitato di esaminare la domanda e di formulare eventuali raccomandazioni, in particolare allo scopo di avviare negoziati.

3.  Gli accordi scaturiti dai negoziati di cui al paragrafo 2 sono sottoposti alla ratifica o all'approvazione delle Parti secondo le rispettive procedure.

Articolo 13

Clausola evolutiva

1.  Le Parti si impegnano a proseguire gli sforzi finalizzati ad una progressiva e crescente liberalizzazione degli scambi reciproci di prodotti agricoli.

2.  A tale fine, le Parti procedono regolarmente, in sede di Comitato, all'esame delle condizioni in cui si svolgono i loro scambi di prodotti agricoli.

3.  Alla luce dei risultati di questo esame, le Parti, nell'ambito delle rispettive politiche agrarie e in considerazione della sensibilità dei loro mercati agricoli, possono avviare negoziati, nel quadro del presente Accordo, per addivenire ad ulteriori riduzioni degli ostacoli agli scambi nel settore agricolo, su una base reciprocamente preferenziale e vantaggiosa per entrambe.

4.  Gli accordi scaturiti dai negoziati di cui al paragrafo 2 sono sottoposti alla ratifica o all'approvazione delle Parti secondo le rispettive procedure.

Articolo 14

Attuazione dell'Accordo

1.  Le Parti adottano tutte le disposizioni generali o particolari atte a garantire l'adempimento degli obblighi derivanti dal presente Accordo.

2.  Esse si astengono da qualsiasi provvedimento che possa compromettere la realizzazione degli obiettivi dell'Accordo.

Articolo 15

Allegati

Gli allegati dell'Accordo, comprese le relative appendici, formano parte integrante di quest'ultimo.

Articolo 16

Sfera di applicazione territoriale

L'Accordo si applica, da un lato, ai territori in cui è in applicazione il trattato che istituisce la Comunità economica europea, nei modi previsti dal trattato stesso e, dall'altro, al territorio della Svizzera.

Articolo 17

Entrata in vigore e durata

1.  Il presente Accordo è ratificato o approvato dalle Parti secondo le rispettive procedure. Esso entra in vigore il primo giorno del secondo mese successivo all'ultima notifica del deposito degli strumenti di ratifica o di approvazione dei sette accordi seguenti:

Accordo sul commercio di prodotti agricoli

Accordo sulla libera circolazione delle persone

Accordo sul trasporto aereo

Accordo sul trasporto di merci e di passeggeri su strada e per ferrovia

Accordo sul reciproco riconoscimento in materia di valutazione della conformità

Accordo su alcuni aspetti relativi agli appalti pubblici

Accordo sulla cooperazione scientifica e tecnologica.

2.  Il presente Accordo è concluso per un periodo iniziale di sette anni. Esso è rinnovato per un periodo indeterminato, salvo notifica contraria della Comunità europea o della Svizzera all'altra Parte prima dello scadere del periodo iniziale. In caso di notifica, si applicano le disposizioni del paragrafo 4.

3.  Sia la Comunità europea che la Svizzera possono denunciare il presente Accordo notificandolo all'altra Parte. In caso di notifica, si applicano le disposizioni del paragrafo 4.

4.  I sette accordi di cui al paragrafo 1 cessano di applicarsi dopo sei mesi dal ricevimento della notifica relativa al mancato rinnovo di cui al paragrafo 2 o alla denuncia di cui al paragrafo 3.

Hecho en Luxemburgo, el veintiuno de junio de mil novecientos noventa y nueve, en dos ejemplares en las lenguas alemana, danesa, española, finesa, francesa, griega, inglesa, italiana, neerlandesa, portuguesa y sueca, siendo cada uno de estos textos igualmente auténtico.

Udfærdiget i Luxembourg, den enogtyvende juni nitten hundrede og nioghalvfems ito eksemplarer på dansk, engelsk, finsk, fransk, græsk, italiensk, nederlandsk, portugisisk, spansk, svensk og tysk, idet hver af disse tekster har samme gyldighed.

Geschehen zu Luxemburg am einundzwanzigsten Juni neunzehnhundertneunundneunzig in zweifacher Ausfertigung in dänischer, deutscher, englischer, finnischer, französischer, griechischer, italienischer, niederländischer, portugiesischer, spanischer und schwedischer Sprache, wobei jeder dieser Wortlaute gleichermaßen verbindlich ist.

Έγινε στο Λουξεμβούργο, στις είκοσι μία Ιουνίου χίλια εννιακόσια ενενήντα εννέα, σε δύο ατνίτυπα στην αγγλική, γαλλική, γερμανική, δανική, ελληνική, ισπανική, ιταλική, ολλανδική, πορτογαλική, σουηδική και φινλανδική γλώσσα, όλα δε τα κείμενα αυτά είναι εξίσου αυθεντικά.

Done at Luxembourg on the twenty-first day of June in the year one thousand nine hundred and ninety-nine, in duplicate in the Spanish, Danish, German, Greek, English, French, Italian, Dutch, Portuguese, Finnish and Swedish languages, each text being equally authentic.

Fait à Luxembourg, le vingt-et-un juin mil neuf cent quatre-vingt dix-neuf, en double exemplaire, en langues allemande, anglaise, danoise, espagnole, finnoise, française, grecque, italienne, néerlandaise, portugaise et suédoise, chacun de ces textes faisant également foi.

Fatto a Lussemburgo, addì ventuno giugno millenovecentonovantanove, in duplice esemplare, in lingua danese, finnica, francese, greca, inglese, italiana, olandese, portoghese, spagnola, svedese e tedesca. Ciascuna delle versioni linguistiche fa parimenti fede.

Gedaan te Luxemburg, de eenentwintigste juni negentienhonderd negenennegentig, in twevoud, in de Deense, de Duitse, de Engelse, de Finse, de Franse, de Griekse, de Italiaanse, de Nederlandse, de Portugese, de Spaanse en de Zweedse taal, zijnde alle talen gelijkelijk authentiek.

Feito no Luxemburgo, em vinte e um de Junho de mil novecentos e noventa e nove, em dois exemplares, nas línguas alemã, dinamarquesa, espanhola, finlandesa, francesa, grega, inglesa, italiana, neerlandesa, portuguesa e sueca, fazendo igualmente fé qualquer dos textos.

Tehty Luxemburgissa kahdentenakymmenentenäensimmäisenä päivänä kesäkuuta vuonna tuhatyhdeksänsataayhdeksänkymmentäyhdeksän kahtena kappaleena englannin, espanjan, hollannin, italian, kreikan, portugalin, ranskan, ruotsin, saksan, suomen ja tanskan kielellä, ja jokainen teksti on yhtä todistusvoimainen.

Utfärdat i Luxemburg den tjugoförsta juni nittonhundranittionio i två exemplar på det danska, engelska, finska, franska, grekiska, italienska, nederländska, portugisiska, spanska, svenska och tyska språket, vilka samtliga texter är giltiga.

Por la Comunidad Europea

For Det Europæiske Fællesskab

Für die Europäische Gemeinschaft

Για την Ευρωπαϊκή Κοινότητα

For the European Community

Pour la Communauté européenne

Per la Comunità europea

Voor de Europese Gemeenschap

Pela Comunidade Europeia

Euroopan yhteisön puolesta

På Europeiska gemenskapens vägnar

signatory

signatory

Por la Confederación Suiza

For Det Schweiziske Edsforbund

Für der Schweizerischen Eidgenossenschaft

Για την Ελβετική Συνομοσπονδία

For the Swiss Confederation

Pour la Confédération suisse

Per la Confederazione svizzera

Voor de Zwitserse Bondsstaat

Pela Confederação Suíça

Sveitsin valaliiton puolesta

På Schweiziska Edsförbundets vägnar

signatory

signatory

INDICE



 

 

 

 

ALLEGATO 1:

Concessioni della Svizzera

ALLEGATO 2:

Concessioni della Comunità

ALLEGATO 3:

Concessioni relative ai formaggi

Appendice 1:

Concessioni della Comunità

Appendice 2:

Concessioni della Svizzera

Appendice 3:

Elenco delle denominazioni dei formaggi di tipo «Italico» ammessi all'importazione in Svizzera

Appendice 4:

Descrizione dei formaggi

ALLEGATO 4

relativo al settore fitosanitario

Appendice 1:

Vegetali, prodotti vegetali e altri oggetti

Appendice 2:

Disposizioni legislative

Appendice 3:

Autorità tenute a fornire su richiesta un elenco degli organismi ufficiali responsabili della preparazione dei passaporti fitosanitari

Appendice 4:

Zone di cui all’articolo 4 e relative prescrizioni speciali

Appendice 5:

Scambi di informazioni

ALLEGATO 5

concernente l'alimentazione degli animali

Appendice 1

 

Appendice 2:

Disposizioni legislative di cui all'articolo 9

ALLEGATO 6

relativo al settore delle sementi

Appendice 1:

Legislazioni

Appendice 2:

Organismi di controllo e di certificazione delle sementi

Appendice 3:

Deroghe comunitarie ammesse dalla Svizzera

Appendice 4:

Elenco dei paesi terzi

ALLEGATO 7

relativo al commercio dei prodotti vitivinicoli

Appendice 1:

Prodotti vitivinicoli di cui all’articolo 2

Appendice 2:

Disposizioni particolari di cui all’articolo 3, lettere a) e b)

Appendice 3:

Elenco degli atti e delle disposizioni tecniche di cui all’articolo 4, relativi ai prodotti vitivinicoli

Appendice 4:

Denominazioni protette di cui all’articolo 5

Appendice 5:

Condizioni e modalità di cui all’articolo 8, paragrafo 9, e all’articolo 25, paragrafo 1, lettera b)

ALLEGATO 8

concernente il riconoscimento reciproco e la protezione delle denominazioni nel settore delle bevande spiritose e delle bevande aromatizzate a base di vino

Appendice 1:

Indicazioni geografiche relative alle bevande spiritose originarie dell’unione europea

Appendice 2:

Denominazioni protette per le bevande spiritose originarie della Svizzera

Appendice 3:

Denominazioni protette per le bevande aromatizzate originarie della Comunità

Appendice 4:

Denominazioni protette per le bevande aromatizzate originarie della Svizzera

Appendice 5:

Elenco degli atti di cui all’articolo 2, relativi alle bevande spiritose, ai vini aromatizzati e alle bevande aromatizzate

ALLEGATO 9

relativo ai prodotti agricoli e alimentari ottenuti con il metodo di produzione biologico

Appendice 1:

Elenco degli atti di cui all'articolo 3 relativi ai prodotti agricoli e alle derrate alimentari ottenuti con il metodo di produzione biologico

Appendice 2:

Modalità di applicazione

ALLEGATO 10

Relativo al riconoscimento dei controlli di conformità alle norme di commercializzazione per I prodotti ortofrutticoli freschi

Appendice 1:

Organismi di controllo svizzeri autorizzati a rilasciare il certificato di controllo di cui all'articolo 3 dell'allegato 10

Appendice 2

 

ALLEGATO 11

relativo alle misure sanitarie e zootecniche applicabili agli scambi di animali vivi e di prodotti di origine animale

Appendice 1:

Misura di lotta/notifica delle malattie

Appendice 2:

Polizia sanitaria: scambi e immissione sul mercato

Appendice 3:

Importazioni di animali vivi, dei loro sperma, ovuli ed embrioni dai paesi terzi

Appendice 4:

Zootecnia, ivi compresa l'importazione da paesi terzi

Appendice 5:

Animali vivi, sperma, ovuli ed embrioni: controlli alle frontiere e canoni

Appendice 6:

Prodotti di origine animale

Appendice 7:

Autorità competenti

Appendice 8:

Adeguamento alle condizioni regionali

Appendice 9:

Elementi procedurali per l'esecuzione delle verifiche

Appendice 10:

Prodotti animali: controlli alle frontiere e canoni

Appendice 11:

Punti di contatto

ALLEGATO 12

Relativo alla protezione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche dei prodotti agricoli e alimentari

Appendice 1:

Elenco delle rispettive ig oggetto di protezione dall'altra parte

Appendice 2:

Legislazione delle parti

▼M12

ALLEGATO 1

Concessioni della Svizzera

La Svizzera accorda, per i prodotti originari della Comunità sotto indicati, le seguenti concessioni tariffarie, eventualmente entro i limiti di un quantitativo annuo stabilito:



Voce della tariffa svizzera

Designazione della merce

Dazio doganale applicabile

(FS/100 kg peso lordo)

Quantitativo annuo in peso netto

(t)

0101 90 95

Cavalli vivi (esclusi i riproduttori di razza pura e gli animali destinati alla macellazione) (in numero di capi)

0

100 capi

0204 50 10

Carni caprine, fresche, refrigerate o congelate

40

100

0207 14 81

Petti di galli e di galline delle specie domestiche, congelati

15

2 100

0207 14 91

Pezzi e frattaglie commestibili di galli e di galline delle specie domestiche, compresi i fegati (esclusi i petti), congelati

15

1 200

0207 27 81

Petti di tacchini e di tacchine delle specie domestiche, congelati

15

800

0207 27 91

Pezzi e frattaglie commestibili di tacchini e di tacchine delle specie domestiche, compresi i fegati (esclusi i petti), congelati

15

600

0207 33 11

Anatre delle specie domestiche, intere, congelate

15

700

0207 34 00

Fegati grassi di anatre, di oche o di faraone delle specie domestiche, freschi o refrigerati

9,5

20

0207 36 91

Pezzi e frattaglie commestibili di anatre, di oche o di faraone delle specie domestiche, congelati (esclusi i fegati grassi)

15

100

0208 10 00

Carni e frattaglie commestibili di conigli o di lepri, fresche, refrigerate o congelate

11

1 700

0208 90 10

Carni e frattaglie commestibili di selvaggina, fresche, refrigerate o congelate (escluse quelle di lepri e di cinghiali)

0

100

ex 0210 11 91

Prosciutti e loro pezzi, non disossati, della specie suina (non di cinghiale), salati o in salamoia, secchi o affumicati

esente

1 000  (1)

ex 0210 19 91

Pezzo di cotoletta disossato, in salamoia e affumicato

esente

0210 20 10

Carni secche della specie bovina

esente

200  (2)

ex 0407 00 10

Uova di volatili, in guscio, fresche, conservate o cotte

47

150

ex 0409 00 00

Miele naturale di acacia

8

200

ex 0409 00 00

Miele naturale diverso da quello di acacia

26

50

0602 10 00

Talee senza radici e marze

esente

illimitato

 

Piantimi in forma di portinnesto di frutta a granella (ottenuti da semi o da moltiplicazione vegetativa):

esente

 (3)

0602 20 11

—  innestati, con radici nude

0602 20 19

—  innestati, con zolla

0602 20 21

—  non innestati, con radici nude

0602 20 29

—  non innestati, con zolla

 

Piantimi in forma di portinnesto di frutta a nocciolo (ottenuti da semi o da moltiplicazione vegetativa):

esente

 (3)

0602 20 31

—  innestati, con radici nude

0602 20 39

—  innestati, con zolla

0602 20 41

—  non innestati, con radici nude

0602 20 49

—  non innestati, con zolla

 

Piantimi diversi da quelli in forma di portinnesto di frutta a granella o a nocciolo (ottenuti da semi o da moltiplicazione vegetativa), da frutta commestibile:

esente

illimitato

0602 20 51

—  con radici nude

0602 20 59

—  altri

 

Alberi, arbusti, arboscelli e cespugli, da frutta commestibile, con radici nude:

esente

 (3)

0602 20 71

—  di frutta a granella

0602 20 72

—  di frutta a nocciolo

0602 20 79

—  altri

esente

illimitato

 

Alberi, arbusti, arboscelli e cespugli, da frutta commestibile, con zolla:

esente

 (3)

0602 20 81

—  di frutta a granella

0602 20 82

—  di frutta a nocciolo

0602 20 89

—  altri

esente

illimitato

0602 30 00

Rododendri e azalee, anche innestati

esente

illimitato

 

Rosai, anche innestati:

esente

illimitato

0602 40 10

—  rosai silvestri e alberetti di rosai selvatici

 

—  altri:

0602 40 91

—  con radici nude

0602 40 99

—  altri, con zolla

 

Piantimi (ottenuti da semi o da moltiplicazione vegetativa) di vegetali d’utilità; bianco di funghi (micelio):

esente

illimitato

0602 90 11

—  piantimi di ortaggi e manti erbosi in rotoli

0602 90 12

—  bianco di funghi (micelio)

0602 90 19

—  altri

 

Altre piante vive (comprese le loro radici):

esente

illimitato

0602 90 91

—  con radici nude

0602 90 99

—  altre, con zolla

0603 11 10

Rose, recise, per mazzi o per ornamento, fresche, dal 1o maggio al 25 ottobre

esente

1 000

0603 12 10

Garofani, recisi, per mazzi o per ornamento, freschi, dal 1o maggio al 25 ottobre

0603 13 10

Orchidee, recise, per mazzi o per ornamento, fresche, dal 1o maggio al 25 ottobre

0603 14 10

Crisantemi, recisi, per mazzi o per ornamento, freschi, dal 1o maggio al 25 ottobre

 

Fiori e boccioli di fiori (diversi da garofani, rose, orchidee e crisantemi), recisi, per mazzi o per ornamento, freschi, dal 1o maggio al 25 ottobre:

0603 19 11

—  legnosi

0603 19 19

—  altri

0603 12 30

Garofani, recisi, per mazzi o per ornamento, freschi, dal 26 ottobre al 30 aprile

esente

illimitato

0603 13 30

Orchidee, recise, per mazzi o per ornamento, fresche, dal 26 ottobre al 30 aprile

0603 14 30

Crisantemi, recisi, per mazzi o per ornamento, freschi, dal 26 ottobre al 30 aprile

0603 19 30

Tulipani, recisi, per mazzi o per ornamento, freschi, dal 26 ottobre al 30 aprile

 

Altri fiori e boccioli di fiori, recisi, per mazzi o per ornamento, freschi, dal 26 ottobre al 30 aprile:

esente

illimitato

0603 19 31

—  legnosi

0603 19 39

—  altri

 

Pomodori, freschi o refrigerati:

esente

10 000

 

—  pomodori ciliegia:

0702 00 10

—  dal 21 ottobre al 30 aprile

 

—  pomodori Peretti (di forma allungata):

0702 00 20

—  dal 21 ottobre al 30 aprile

 

—  altri pomodori, con diametro di 80 mm o più (pomodori carnosi):

0702 00 30

—  dal 21 ottobre al 30 aprile

 

—  altri:

0702 00 90

—  dal 21 ottobre al 30 aprile

 

Lattuga iceberg, senza corona:

esente

2 000

0705 11 11

—  dal 1o gennaio alla fine di febbraio

 

Cicorie Witloofs, fresche o refrigerate:

esente

2 000

0705 21 10

—  dal 21 maggio al 30 settembre

0707 00 10

Cetrioli e cetriolini, dal 21 ottobre al 14 aprile

5

200

0707 00 30

Cetrioli per conserva, di lunghezza > 6 cm ma ≤ 12 cm, freschi o refrigerati, dal 21 ottobre al 14 aprile

5

100

0707 00 31

Cetrioli per conserva, di lunghezza > 6 cm ma ≤ 12 cm, freschi o refrigerati, dal 15 aprile al 20 ottobre

5

2 100

0707 00 50

Cetriolini, freschi o refrigerati

3,5

800

 

Melanzane, fresche o refrigerate:

esente

1 000

0709 30 10

—  dal 16 ottobre al 31 maggio

0709 51 00

0709 59 00

Funghi, freschi o refrigerati, del genere Agaricus o altri, esclusi i tartufi

esente

illimitato

 

Peperoni, freschi o refrigerati:

2,5

illimitato

0709 60 11

—  dal 1o novembre al 31 marzo

0709 60 12

Peperoni, freschi o refrigerati, dal 1o aprile al 31 ottobre

5

1 300

 

Zucchine (incluse le zucchine con fiore), fresche o refrigerate:

esente

2 000

0709 90 50

—  dal 31 ottobre al 19 aprile

ex 0710 80 90

Funghi, anche cotti in acqua o al vapore, congelati

esente

illimitato

0711 90 90

Ortaggi o legumi e miscele di ortaggi o di legumi, temporaneamente conservati (per esempio, con anidride solforosa o in acqua salata, solforata o addizionata di altre sostanze atte ad assicurarne temporaneamente la conservazione), ma non atti per l’alimentazione nello stato in cui sono presentati

0

150

0712 20 00

Cipolle, secche, anche tagliate in pezzi o a fette oppure tritate o polverizzate, ma non altrimenti preparate

0

100

0713 10 11

Piselli (Pisum sativum), secchi, sgranati, in grani interi, non lavorati, per l’alimentazione di animali

Riduzione di 0,9 sul dazio applicato

1 000

0713 10 19

Piselli (Pisum sativum), secchi, sgranati, in grani interi, non lavorati (esclusi quelli per l’alimentazione di animali, per usi tecnici o per la fabbricazione della birra)

0

1 000

 

Nocciole (Corylus spp.), fresche o secche:

esente

illimitato

0802 21 90

—  con guscio, diverse da quelle per l’alimentazione di animali o per la fabbricazione di oli

0802 22 90

—  con guscio, diverse da quelle per l’alimentazione di animali o per la fabbricazione di oli

0802 32 90

Noci

esente

100

ex 0802 90 90

Pinoli, freschi o secchi

esente

illimitato

0805 10 00

Arance, fresche o secche

esente

illimitato

0805 20 00

Mandarini (compresi i tangerini e i satsuma); clementine, wilkings e simili ibridi di agrumi, freschi o secchi

esente

illimitato

0807 11 00

Cocomeri, freschi

esente

illimitato

0807 19 00

Meloni, freschi, diversi dai cocomeri

esente

illimitato

 

Albicocche, fresche, in imballaggio aperto:

esente

2 100

0809 10 11

—  dal 1o settembre al 30 giugno

 

in altro imballaggio:

0809 10 91

—  dal 1o settembre al 30 giugno

0809 40 13

Prugne fresche, in imballaggio aperto, dal 1o luglio al 30 settembre

0

600

0810 10 10

Fragole, fresche, dal 1o settembre al 14 maggio

esente

10 000

0810 10 11

Fragole, fresche, dal 15 maggio al 31 agosto

0

200

0810 20 11

Lamponi, freschi, dal 1o giugno al 14 settembre

0

250

0810 50 00

Kiwi, freschi

esente

illimitato

ex 0811 10 00

Fragole, anche cotte in acqua o al vapore, congelate, senza aggiunta di zuccheri o di altri dolcificanti, non presentate in imballaggi per la vendita al minuto, destinate alla lavorazione industriale

10

1 000

ex 0811 20 90

Lamponi, more di rovo o di gelso, more-lamponi, ribes a grappoli e uva spina, anche cotti in acqua o al vapore, congelati, senza aggiunta di zuccheri o di altri dolcificanti, non presentati in imballaggi per la vendita al minuto, destinati alla lavorazione industriale

10

1 200

0811 90 10

Mirtilli, anche cotti in acqua o al vapore, congelati, anche con aggiunta di zuccheri o di altri dolcificanti

0

200

0811 90 90

Frutta commestibili, anche cotte in acqua o al vapore, congelate, anche con aggiunta di zuccheri o di altri dolcificanti (esclusi fragole, lamponi, more di rovo o di gelso, more-lamponi, ribes a grappoli, uva spina, mirtilli e frutta tropicali)

0

1 000

0904 20 90

Pimenti del genere Capsicum o del genere Pimenta, essiccati, tritati o polverizzati, lavorati

0

150

0910 20 00

Zafferano

esente

illimitato

1001 90 60

Frumento e frumento segalato (escluso il frumento duro), denaturati, per l’alimentazione animale

Riduzione di 0,6 sul dazio applicato

50 000

1005 90 30

Granturco per l’alimentazione animale

Riduzione di 0,5 sul dazio applicato

13 000

 

Olio d’oliva, vergine, non per l’alimentazione animale:

 

 

1509 10 91

—  in recipienti di vetro di capacità non eccedente 2 l

60,60  (4)

illimitato

1509 10 99

—  in recipienti di vetro di capacità eccedente 2 l, o in altri recipienti

86,70  (4)

illimitato

 

Olio di oliva e sue frazioni, anche raffinati, ma non modificati chimicamente, non per l’alimentazione animale:

 

 

1509 90 91

—  in recipienti di vetro di capacità non eccedente 2 l

60,60  (4)

illimitato

1509 90 99

—  in recipienti di vetro di capacità eccedente 2 l, o in altri recipienti

86,70  (4)

illimitato

ex 0210 19 91

Prosciutti, in salamoia, disossati, insaccati in vescica o in budello artificiale

esente

3 715

ex 0210 19 91

Pezzo di cotoletta disossato, affumicato

1601 00 11

1601 00 21

Salsicce, salami e prodotti simili, di carne, di frattaglie o di sangue; preparazioni alimentari a base di tali prodotti di animali delle rubriche da 0101 a 0104 , esclusi i cinghiali

ex 0210 19 91

ex 1602 49 10

Collo di maiale, seccato all’aria, insaporito o non, intero, in pezzi o a fette sottili

 

Pomodori, interi o in pezzi, preparati o conservati, ma non nell’aceto o nell’acido acetico:

 

 

2002 10 10

—  in recipienti eccedenti 5 kg

2,50

illimitato

2002 10 20

—  in recipienti non eccedenti 5 kg

4,50

illimitato

 

Pomodori preparati o conservati, ma non nell’aceto o nell’acido acetico, diversi da quelli interi o in pezzi:

esente

illimitato

2002 90 10

—  in recipienti eccedenti 5 kg

2002 90 21

Polpe, puree e concentrati di pomodori, in recipienti ermeticamente chiusi, aventi tenore, in peso, di estratto secco di 25 % o più, composti di pomodori e acqua, con o senza aggiunta di sale o altre sostanze di condimento, in recipienti non eccedenti 5 kg

esente

illimitato

2002 90 29

Pomodori preparati o conservati, ma non nell’aceto o nell’acido acetico, diversi da quelli interi o in pezzi e diversi da polpe, puree e concentrati di pomodori:

— in recipienti non eccedenti 5 kg

esente

illimitato

2003 10 00

Funghi del genere Agaricus, preparati o conservati ma non nell’aceto o acido acetico

0

1 700

 

Carciofi preparati o conservati, ma non nell’aceto o nell’acido acetico, congelati, diversi dai prodotti della voce 2006 :

 

 

ex 2004 90 18

—  in recipienti eccedenti 5 kg

17,5

illimitato

ex 2004 90 49

—  in recipienti non eccedenti 5 kg

24,5

illimitato

 

Asparagi preparati o conservati, ma non nell’aceto o nell’acido acetico, non congelati, diversi dai prodotti della voce 2006 :

esente

illimitato

2005 60 10

—  in recipienti eccedenti 5 kg

2005 60 90

—  in recipienti non eccedenti 5 kg

 

Olive preparate o conservate, ma non nell’aceto o nell’acido acetico, non congelate, diverse dai prodotti della voce 2006 :

esente

illimitato

2005 70 10

—  in recipienti eccedenti 5 kg

2005 70 90

—  in recipienti non eccedenti 5 kg

 

Capperi e carciofi preparati o conservati, ma non nell’aceto o nell’acido acetico, non congelati, diversi dai prodotti della voce 2006 :

 

 

ex 2005 99 11

—  in recipienti eccedenti 5 kg

17,5

illimitato

ex 2005 99 41

—  in recipienti non eccedenti 5 kg

24,5

illimitato

2008 30 90

Agrumi, altrimenti preparati o conservati, con o senza aggiunta di zuccheri o di altri dolcificanti o di alcole, non nominati né compresi altrove

esente

illimitato

2008 50 10

Polpe di albicocche, altrimenti preparate o conservate, senza aggiunta di zuccheri o di altri dolcificanti, non nominate né comprese altrove

10

illimitato

2008 50 90

Albicocche, altrimenti preparate o conservate, con o senza aggiunta di zuccheri o di altri dolcificanti o di alcole, non nominate né comprese altrove

15

illimitato

2008 70 10

Polpe di pesche, altrimenti preparate o conservate, senza aggiunta di zuccheri o di altri dolcificanti, non nominate né comprese altrove

esente

illimitato

2008 70 90

Pesche, altrimenti preparate o conservate, con o senza aggiunta di zuccheri o di altri dolcificanti o di alcole, non nominate né comprese altrove

esente

illimitato

 

Succhi di agrumi diversi dall’arancia e dal pompelmo o dal pomelo, non fermentati, senza aggiunta di alcole:

 

 

ex 2009 39 19

—  senza aggiunta di zuccheri o di altri dolcificanti, concentrati

6

illimitato

ex 2009 39 20

—  con aggiunta di zuccheri o di altri dolcificanti, concentrati

14

illimitato

 

Vini dolci, specialità e mistelle, in recipienti di capacità:

 

 

2204 21 50

—  non eccedente 2 l (5)

8,5

illimitato

2204 29 50

—  eccedente 2 l (5)

8,5

illimitato

ex 2204 21 50

Vino di Porto, in recipienti di capacità non eccedente 2 l, secondo la descrizione (6)

esente

1 000 hl

ex 2204 21 21

Retsina (vino bianco greco), in recipienti di capacità non eccedente 2 l, secondo la descrizione (7)

esente

500 hl

 

Retsina (vino bianco greco), in recipienti di capacità eccedente 2 l, secondo la descrizione (7), con titolo alcolometrico volumico:

ex 2204 29 21

—  eccedente 13 % vol.

ex 2204 29 22

—  non eccedente 13 % vol.

(1)   Ivi comprese 480 t per i prosciutti di Parma e di San Daniele, in base allo scambio di lettere tra la Svizzera e la CE del 25 gennaio 1972.

(2)   Ivi comprese 170 t di Bresaola, in base allo scambio di lettere tra la Svizzera e la CE del 25 gennaio 1972.

(3)   Entro i limiti di un contingente annuo globale di 60 000 piante.

(4)   Ivi compreso il contributo al fondo di garanzia per lo stoccaggio obbligatorio.

(5)   Riguarda solo i prodotti ai sensi dell’allegato 7 dell’accordo.

(6)   Descrizione: per «vino di Porto» si intende un vino di qualità prodotto nella regione determinata portoghese che reca tale nome ai sensi del regolamento (CE) n. 1493/1999.

(7)   Descrizione: per «Retsina» si intende un vino da tavola ai sensi delle disposizioni comunitarie di cui all’allegato VII, sezione A, punto 2, del regolamento (CE) n. 1493/1999.

ALLEGATO 2

Concessioni della Comunità

La Comunità accorda, per i prodotti originari della Svizzera sotto indicati, le seguenti concessioni tariffarie, eventualmente entro i limiti di un quantitativo annuo stabilito:



Codice NC

Designazione della merce

Dazio doganale applicabile

(EUR/100 kg peso netto)

Quantitativo annuo in peso netto

(t)

0102 90 41

0102 90 49

0102 90 51

0102 90 59

0102 90 61

0102 90 69

0102 90 71

0102 90 79

Animali vivi della specie bovina di peso superiore a 160 kg

0

4 600 capi

ex 0210 20 90

Carni della specie bovina, disossate, secche

esente

1 200

ex 0401 30

Crema di latte, avente tenore, in peso, di materie grasse superiore a 6 %

esente

2 000

0403 10

Iogurt

0402 29 11

ex 0404 90 83

Latte speciale, detto «per l’alimentazione dei bambini lattanti», in recipienti ermeticamente chiusi di contenuto netto inferiore o uguale a 500 g, avente tenore, in peso, di materie grasse superiore a 10 % (1)

43,8

illimitato

0602

Altre piante vive (comprese le loro radici), talee e marze; bianco di funghi (micelio)

esente

illimitato

0603 11 00

0603 12 00

0603 13 00

0603 14 00

0603 19

Fiori e boccioli di fiori, recisi, per mazzi o per ornamento, freschi

esente

illimitato

0701 10 00

Patate da semina, fresche o refrigerate

esente

4 000

0702 00 00

Pomodori, freschi o refrigerati:

esente (2)

1 000

0703 10 19

0703 90 00

Cipolle, non da semina, porri e altri ortaggi agliacei, freschi o refrigerati

esente

5 000

0704 10 00

0704 90

Cavoli, cavolfiori, cavoli ricci, cavoli rapa e simili prodotti commestibili, ad eccezione dei cavoletti di Bruxelles, freschi o refrigerati

esente

5 500

0705

Lattughe (Latuca sativa) e cicorie (Cichorium spp.), fresche o refrigerate

esente

3 000

0706 10 00

Carote e navoni, freschi o refrigerati

esente

5 000

0706 90 10

0706 90 90

Barbabietola da insalata, salsefrica o barba di becco, sedani-rapa, ravanelli e simili radici commestibili, ad eccezione del rafano (Cochlearia armoracia), freschi o refrigerati

esente

3 000

0707 00 05

Cetrioli, freschi o refrigerati

esente (2)

1 000

0708 20 00

Fagioli (Vigna spp., Phaseolus spp.), freschi o refrigerati

esente

1 000

0709 30 00

Melanzane, fresche o refrigerate

esente

500

0709 40 00

Sedani, esclusi i sedani-rapa, freschi o refrigerati

esente

500

0709 51 00

0709 59

Funghi e tartufi, freschi o refrigerati

esente

illimitato

0709 70 00

Spinaci, tetragonie (spinaci della Nuova Zelanda) e atreplici (bietoloni rossi o dei giardini), freschi o refrigerati

esente

1 000

0709 90 10

Insalate, fresche o refrigerate, diverse dalle lattughe (Lactuca sativa) e dalle cicorie (Cichorium spp.)

esente

1 000

0709 90 20

Bietole da costa e cardi

esente

300

0709 90 50

Finocchi, freschi o refrigerati

esente

1 000

0709 90 70

Zucchine, fresche o refrigerate

esente (2)

1 000

0709 90 90

Altri ortaggi, freschi o refrigerati

esente

1 000

0710 80 61

0710 80 69

Funghi, anche cotti in acqua o al vapore, congelati

esente

illimitato

0712 90

Ortaggi o legumi, secchi, anche tagliati in pezzi o a fette, oppure tritati o polverizzati, anche ottenuti da ortaggi o legumi precedentemente cotti, ma non altrimenti preparati, esclusi cipolle, funghi e tartufi

esente

illimitato

ex 0808 10 80

Mele, diverse dalle mele da sidro, fresche

esente (2)

3 000

0808 20

Pere e cotogne, fresche

esente (2)

3 000

0809 10 00

Albicocche, fresche

esente (2)

500

0809 20 95

Ciliegie, diverse dalle ciliegie acide (Prunus cerasus), fresche

esente (2)

1 500  (2)

0809 40

Prugne e prugnole, fresche

esente (2)

1 000

0810 10 00

Fragole

esente

200

0810 20 10

Lamponi, freschi

esente

100

0810 20 90

More di rovo o di gelso e more-lamponi, fresche

esente

100

1106 30 10

Farine, semolini e polveri di banane

esente

5

1106 30 90

Farine, semolini e polveri di altre frutta del capitolo 8

esente

illimitato

ex 0210 19 50

Prosciutti, in salamoia, disossati, insaccati in vescica o in budello artificiale

esente

1 900

ex 0210 19 81

Pezzo di cotoletta disossato, affumicato

ex 1601 00

Salsicce, salami e prodotti simili, di carne, di frattaglie o di sangue; preparazioni alimentari a base di tali prodotti di animali delle rubriche da 0101 a 0104 , esclusi i cinghiali

ex 0210 19 81

ex 1602 49 19

Collo di maiale, seccato all’aria, insaporito o non, intero, in pezzi o a fette sottili

ex 2002 90 91

ex 2002 90 99

Polveri di pomodori, con o senza aggiunta di zuccheri, di altri dolcificanti o di amido (4)

esente

illimitato

2003 90 00

Funghi, esclusi quelli del genere Agaricus, preparati o conservati ma non nell’aceto o acido acetico

esente

illimitato

0710 10 00

Patate, anche cotte in acqua o al vapore, congelate

esente

3 000

2004 10 10

2004 10 99

Patate preparate o conservate ma non nell’aceto o acido acetico, congelate, diverse dai prodotti della voce 2006 , ad eccezione della farina, semolino o fiocchi

2005 20 80

Patate preparate o conservate, ma non nell’aceto o nell’acido acetico, non congelate, diverse dai prodotti della voce 2006 , escluse le preparazioni sotto forma di farina, semolino o fiocchi e le preparazioni sotto forma di fette sottili, fritte, anche salate o aromatizzate, in imballaggi ermeticamente chiusi, atte per l’alimentazione nello stato in cui sono presentate

ex 2005 91 00

ex 2005 99

Polveri preparate di ortaggi e legumi e delle relative miscele, con o senza aggiunta di zuccheri, di altri dolcificanti o di amido (4)

esente

illimitato

ex 2008 30

Fiocchi e polveri di agrumi, con o senza aggiunta di zuccheri, di altri dolcificanti o di amido (4)

esente

illimitato

ex 2008 40

Fiocchi e polveri di pere, con o senza aggiunta di zuccheri, di altri dolcificanti o di amido (4)

esente

illimitato

ex 2008 50

Fiocchi e polveri di albicocche, con o senza aggiunta di zuccheri, di altri dolcificanti o di amido (4)

esente

illimitato

2008 60

Ciliegie, diversamente preparate o conservate, anche con aggiunta di zuccheri o altri dolcificanti o di alcole, non nominate né comprese altrove

esente

500

ex 0811 90 19

ex 0811 90 39

Ciliegie, anche cotte in acqua o al vapore, congelate, con aggiunta di zuccheri o altri dolcificanti

0811 90 80

Ciliegie dolci, anche cotte in acqua o al vapore, congelate, senza aggiunta di zuccheri o altri dolcificanti

ex 2008 70

Fiocchi e polveri di pesche, con o senza aggiunta di zuccheri, di altri dolcificanti o di amido (4)

esente

illimitato

ex 2008 80

Fiocchi e polveri di fragole, con o senza aggiunta di zuccheri, di altri dolcificanti o di amido (4)

esente

illimitato

ex 2008 99

Fiocchi e polveri di altre frutta, con o senza aggiunta di zuccheri, di altri dolcificanti o di amido (4)

esente

illimitato

ex 2009 19

Polveri di succhi d’arancia, con o senza aggiunta di zuccheri o di altri dolcificanti

esente

illimitato

ex 2009 21 00

ex 2009 29

Polveri di succhi di pompelmo, con o senza aggiunta di zuccheri o di altri dolcificanti

esente

illimitato

ex 2009 31

ex 2009 39

Polveri di succhi di altri agrumi, con o senza aggiunta di zuccheri o di altri dolcificanti

esente

illimitato

ex 2009 41

ex 2009 49

Polveri di succhi di ananasso, con o senza aggiunta di zuccheri o di altri dolcificanti

esente

illimitato

ex 2009 71

ex 2009 79

Polveri di succhi di mela, con o senza aggiunta di zuccheri o di altri dolcificanti

esente

illimitato

ex 2009 80

Polveri di succhi di altre frutta od ortaggi o legumi, con o senza aggiunta di zuccheri o di altri dolcificanti

esente

illimitato

(1)   Ai fini dell’applicazione di questa sottovoce, per latte speciale detto «per l’alimentazione dei bambini lattanti» si intendono i prodotti esenti da germi patogeni e tossicogeni e che contengono meno di 10 000 batteri aerobi aventi la possibilità di riprendere la loro attività biologica e meno di 2 batteri coliformi per grammo.

(2)   Se del caso, si applica il dazio specifico diverso dal dazio minimo.

(3)   Comprese le 1 000 t previste dallo scambio di lettere del 14 luglio 1986.

(4)   Si veda la dichiarazione comune relativa alla classificazione tariffaria delle polveri di ortaggi e delle polveri di frutta.

▼B

ALLEGATO 3

CONCESSIONI RELATIVE AI FORMAGGI

1. La Comunità e la Svizzera s'impegnano a liberalizzare gradualmente gli scambi reciproci di formaggi di cui al codice tariffario 0406 del sistema armonizzato al termine di un periodo di 5 anni a decorrere dall'entrata in vigore dell'Accordo.

2. Il processo di liberalizzazione si svolgerà come segue.

a)  All'importazione nella Comunità

Sin dal primo anno di entrata in vigore dell'Accordo, la Comunità sopprime o elimina gradualmente i dazi doganali all'importazione per i formaggi originari della Svizzera, se del caso entro i limiti di un quantitativo annuo. I dazi doganali di base e i quantitativi annui di base per le diverse categorie di formaggi figurano all'appendice 1 del presente Allegato.

(i) La Comunità riduce ogni anno del 20 % i dazi doganali di base menzionati nella tabella di cui all'appendice 1. La prima riduzione si effettua a distanza di un anno dall'entrata in vigore dell'Accordo.

(ii) La Comunità aumenta di 1 250  t all'anno il contingente tariffario menzionato nella tabella di cui all'appendice 1; il primo aumento si effettua a distanza di un anno dall'entrata in vigore dell'Accordo. La completa liberalizzazione entra in vigore all'inizio del sesto anno.

(iii) La Svizzera è esentata dal rispetto dei prezzi franco frontiera che figurano nella designazione delle merci di cui al codice NC 0406 della tariffa doganale comune.

b)  All'esportazione dalla Comunità

Per tutti i formaggi di cui al codice tariffario 0406 del sistema armonizzato, la Comunità non applica restituzioni all'esportazione verso la Svizzera.

c)  All'importazione in Svizzera

Sin dal primo anno di entrata in vigore dell'Accordo, la Svizzera sopprime o elimina gradualmente i dazi doganali all'importazione per i formaggi originari della Comunità, se del caso entro i limiti di un quantitativo annuo. I dazi doganali di base e i quantitativi annui di base per le diverse categorie di formaggi figurano all'appendice 2, lettera a) del presente Allegato.

(i) La Svizzera riduce ogni anno del 20 % i dazi doganali di base menzionati nella tabella di cui all'appendice 2, lettera a). La prima riduzione si effettua a distanza di un anno dall'entrata in vigore dell'Accordo.

(ii) La Svizzera aumenta di 2 500  t all'anno l'insieme dei contingenti tariffari menzionati nella tabella di cui all'appendice 2, lettera a); il primo aumento si effettua a distanza di un anno dall'entrata in vigore dell'Accordo. Almeno quattro mesi prima dell'inizio di ogni anno, la Comunità designa la o le categorie di formaggi per le quali detto aumento sarà effettuato. La completa liberalizzazione entra in vigore all'inizio del sesto anno.

d)  All'esportazione dalla Svizzera

Sin dal primo anno di entrata in vigore dell'Accordo, la Svizzera elimina gradualmente le sovvenzioni all'esportazione per le consegne di formaggi verso la Comunità secondo le seguenti modalità:

(i) gli importi che costituiscono la base per il processo di eliminazione ( 1 ) figurano all'appendice 2, lettera b) del presente Allegato;

(ii) tali importi di base saranno ridotti come segue:

 un anno dopo l'entrata in vigore dell'Accordo, del 30 %,

 due anni dopo l'entrata in vigore, del 55 %,

 tre anni dopo l'entrata in vigore, dell'80 %,

 quattro anni dopo l'entrata in vigore, del 90 %,

 cinque anni dopo l'entrata in vigore, del 100 %.

3. La Comunità e la Svizzera adottano le misure necessarie affinché la gestione del sistema di distribuzione dei titoli d'importazione sia tale da assicurare il regolare svolgimento delle importazioni, tenuto conto delle esigenze di mercato.

4. La Comunità e la Svizzera provvedono affinché i vantaggi reciprocamente concessi non siano compromessi da altre misure relative alle importazioni e alle esportazioni.

5. Se in una della Parti dovessero manifestarsi perturbazioni sotto forma di un'evoluzione dei prezzi e/o del flusso di importazioni, su richiesta di una delle Parti si procede quanto prima all'avvio di consultazioni, nell'ambito del Comitato di cui all'articolo 6 dell'Accordo, al fine di trovare adeguate soluzioni. A questo proposito, le Parti convengono di scambiarsi periodicamente notizie sulle quotazioni e ogni altra informazione utile sul mercato dei formaggi indigeni e importati.

Appendice 1

Concessioni della Comunità



All'importazione nella Comunità

Codice NC

Designazione delle merci

Dazio doganale di base

(EUR/100 kg peso netto)

Quantitativo annuo di base

(tonnellate)

ex 0406 20

Formaggi grattugiati o in polvere con un tenore massimo di acqua pari a 400 g/kg di formaggio

esenzione

illimitato

0406 30

Formaggi fusi

esenzione

illimitato

0406 90 02

0406 90 03

0406 90 04

0406 90 05

0406 90 06

0406 90 13

0406 90 15

0406 90 17

Emmental, Gruyère, Sbrinz, Appenzell, Bergkäse

6,58

illimitato

0406 90 18

Fromage fribourgeois (1), Vacherin Mont d'Or, Tête de moine

esenzione

illimitato

0406 90 19

Glaris (Schabziger)

esenzione

illimitato

ex 0406 90 87

Fromage des Grisons

esenzione

illimitato

0406 90 25

Tilsit

esenzione

illimitato

ex  04 06

Formaggi diversi da quelli sopra menzionati

esenzione

3 000

(1)    Sinonimo: Vacherin fribourgeois.

Appendice 2

Concessioni della Svizzera

(a)   All'importazione in Svizzera



Voce della tariffa doganale svizzera

Designazione delle merci

Dazio doganale di base

(FS/100 kg peso lordo)

Quantitativo annuo di base

(tonnellate)

0406 10 10

Mascarpone e Ricotta Romana, conformi alle disposizioni dell'elenco LIX Svizzera-Liechtenstein annesso al Protocollo di Marrakech

esenzione

illimitato

ex 0406 20

Formaggi grattugiati o in polvere con un tenore massimo di acqua pari a 400 g/kg di formaggio

esenzione

illimitato

0406 40

–  Danablu, Gorgonzola e Roquefort, conformi alle disposizioni dell'elenco LIX Svizzera-Liechtenstein annesso al Protocollo di Marrakech

–  Roquefort, non conforme alle disposizioni dell'elenco LIX Svizzera-Liechtenstein annesso al Protocollo di Marrakech, con prova dell'origine

–  Formaggi a pasta erborinata, diversi da Danablu, Gorgonzola e Roquefort

esenzione

illimitato

0406 90 11

Brie, Camembert, Crescenza, Italico (1), Pont l'Evêque, Reblochon, Robiola e Stracchino, conformi alle disposizioni dell'elenco LIX Svizzera-Liechtenstein annesso al Protocollo di Marrakech

esenzione

illimitato

ex 0406 90 19

Feta, come descritta nell'appendice 4

esenzione

illimitato

ex 0406 90 19

Formaggio bianco in salamoia a base di latte di pecora, come descritto nell'appendice 4

esenzione

illimitato

0406 90 21

Formaggio alle erbe, con un tenore massimo di acqua nella pasta sgrassata pari al 65 %

esenzione

illimitato

0406 90 31

0406 90 39

Caciocavallo, Canestrato (Pecorino Siciliano), Aostaler Fontina, Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Pecorino (Pecorino Romano, Fiore Sardo, altri Pecorino) e Provolone, conformi alle disposizioni dell'elenco LIX Svizzera-Liechtenstein annesso al Protocollo di Marrakech

esenzione

illimitato

0406 90 51

0406 90 59

–  Asiago, Bitto, Brà, Fontal, Montasio, Saint-Paulin (Port Salut) e Saint-Nectaire, conformi alle disposizioni dell'elenco LIX Svizzera-Liechtenstein annesso al Protocollo di Marrakech

esenzione

5000

ex 0406 90 91

–  Formaggi da raclette, come descritti nell'appendice 4

0406 90 60

Cantal, conforme alle disposizioni dell'elenco LIX Svizzera-Liechtenstein annesso al Protocollo di Marrakech

esenzione

illimitato

ex 0406 90 91

ex 0406 90 99

Manchego, Idiazabal e Roncal, come descritti nell'appendice 4

esenzione

illimitato

ex 0406 90 99

Parmigiano Reggiano e Grana Padano, in pezzi, con o senza crosta, recanti sull'imballaggio almeno la denominazione del formaggio, il tenore di materie grasse, l'imballatore responsabile e il paese di produzione, con un contenuto di grassi nella sostanza secca pari almeno al 32 %.

Parmigiano Reggiano: tenore di acqua pari al massimo al 32 %;

Grana Padano: tenore di acqua pari al massimo al 33,2 %

esenzione

illimitato

ex 0406 10 90

Formaggio di tipo Mozzarella, non conforme alle disposizioni dell'elenco LIX Svizzera-Liechtenstein annesso al Protocollo di Marrakech

esenzione

500

ex 0406 90 91

ex 0406 90 99

Formaggio di tipo Provolone, non conforme alle disposizioni dell'elenco LIX Svizzera-Liechtenstein annesso al Protocollo di Marrakech, con un tenore massimo di acqua nella pasta sgrassata pari al 65 %

esenzione

500

ex  04 06

Formaggi diversi da quelli sopra menzionati, a pasta dura o semidura, con un tenore massimo di acqua nella pasta sgrassata pari al 65 %

esenzione

5000

ex  04 06

Formaggi diversi da quelli sopra menzionati

esenzione

1000

0406 10 20

Mozzarella, conforme alle disposizioni dell'elenco LIX Svizzera-Liechtenstein annesso al Protocollo di Marrakech, nel suo liquido di governo, come descritto nell'appendice 4 (2)

185

illimitato

0406 30

Formaggi fusi, diversi da quelli grattugiati o in polvere

180,55

illimitato

0406 90 51

Asiago, Bitto, Fontal, Saint-Paulin (Port Salut) e Saint-Nectaire, conformi alle disposizioni dell'elenco LIX Svizzera-Liechtenstein annesso al Protocollo di Marrakech, non compresi nel quantitativo annuo di 5 000  t

289

illimitato

0406 90 91

Altri formaggi a pasta semidura con un tenore di acqua nella pasta sgrassata compreso tra il 54 % e il 65 %

315

illimitato

(1)   Per i formaggi a pasta molle del tipo «Italico», l'elenco delle denominazioni ammesse all'importazione in Svizzera figura nell'appendice 3.

(2)   Per quanto riguarda la Mozzarella senza liquido di governo, conforme alla descrizione dell'elenco LIX Svizzera-Liechtenstein annesso al Protocollo di Marrakech, il dazio doganale applicabile è quello normale indicato nel suddetto elenco.

(b)   All'esportazione dalla Svizzera

Gli importi di base di cui al punto 2, lettera d) del presente Allegato sono fissati ai livelli seguenti:



Voce della tariffa doganale svizzera

Designazione delle merci

Aiuto massimo (1) all'esportazione (2)

(FS/100 kg peso netto)

0406 30

Formaggi fusi, diversi da quelli grattugiati o in polvere

0

0406 20

Formaggi grattugiati o in polvere di tutti i tipi

0

ex 0406 90 19

Vacherin Mont d'Or

204

0406 90 21

Formaggio verde (Glaris)

139

ex 0406 90 99

Emmental

343

ex 0406 90 91

Fromage fribourgeois (Vacherin fribourgeois)

259

ex 0406 90 91

Fromage des Grisons

259

ex 0406 90 91

Tilsit

113

ex 0406 90 91

Tête de moine

259

ex 0406 90 91

Appenzell

274

ex04069091

ex04069099

Bergkäse

343

ex 0406 90 99

Gruyère

343

ex 0406 90 99

Sbrinz

384

ex  04 06

Formaggi diversi da quelli sopra menzionati

 

– Formaggi freschi e a pasta molle

219

– Formaggi semiduri

274

– Formaggi duri e extraduri

343

(1)   Fino alla liberalizzazione completa, ad eccezione dei formaggi di cui al codice NC 0406 90 01 destinati alla trasformazione e importati nella Comunità in regime di accesso minimo.

(2)   Compresi gli importi di ogni altra misura di effetto equivalente.

Appendice 3

Elenco delle denominazioni dei formaggi di tipo «Italico» ammessi all'importazione in Svizzera

Bel Piano Lombardo

Stella Alpina

Cerriolo

Italcolombo

Tre Stelle

Cacio Giocondo

Il Lombardo

Stella d'Oro

Bel Mondo

Bick

Pastorella Cacio Reale

Valsesia

Casoni Lombardi

Formaggio Margherita

Formaggio Bel Paese

Monte Bianco

Metropoli

L'Insuperabile

Universal

Fior d'Alpe

Alpestre

Primavera

Italico Milcosa

Caciotto Milcosa

Italia

Reale

La Lombarda

Codogno

Il Novarese

Mondo Piccolo

Bel Paesino

Primula Gioconda

Alfiere

Costino

Montagnino

Lombardo

Lagoblu

Imperiale

Antica Torta Cascina S. Anna

Torta Campagnola

Martesana

Caciotta Casalpiano

Appendice 4

Descrizione dei formaggi

I formaggi di seguito elencati possono fruire del dazio doganale contrattuale unicamente se rispondono alla descrizione fornita, presentano le caratteristiche tipiche specificate e sono importati con la designazione o la denominazione corrispondente.



1.  Feta

Denominazione

Feta

Zone di produzione

Tracia, Macedonia, Tessaglia, Epiro, Grecia continentale, Peloponneso e dipartimento di Lesbo (Grecia)

Forma, dimensioni

Cubi o parallelepipedi ortogonali di varia grandezza

Caratteristiche

Formaggio a pasta molle senza crosta. Pasta bianca molle ma soda e leggermente friabile, dal gusto leggermente agro-piccante e salato-piccante. Formaggio prodotto unicamente con latte di pecora o con aggiunta di latte di capra fino a un massimo del 30 %, con una stagionatura di almeno due mesi

Tenore di materie grasse nella sostanza secca

Almeno il 43 %

Tenore di sostanza secca

Almeno il 44 %

2.  Formaggio bianco in salamoia a base di latte di pecora

Designazione

Formaggio bianco in salamoia a base di latte di pecora, paese d'origine, prodotto esclusivamente con latte di pecora, oppure

Formaggio bianco in salamoia a base di latte di pecora, paese d'origine, prodotto con latte di pecora e di capra

Regione di produzione

Paesi membri dell'Unione europea

Forma, dimensioni

Cubi o parallelepipedi ortogonali di varia grandezza

Caratteristiche

Formaggio a pasta molle senza crosta. Pasta bianca molle ma soda e leggermente friabile, dal gusto leggermente agro-piccante e salato-piccante. Formaggio prodotto unicamente con latte di pecora o con aggiunta di latte di capra fino a un massimo del 10 %, con una stagionatura di almeno due mesi

Tenore di materie grasse nella sostanza secca

Almeno il 43 %

Tenore di sostanza secca

Almeno il 44 %

Il formaggio può fruire del tasso convenuto solo se l'imballaggio di ciascun pezzo reca l'indirizzo completo del produttore e segnala che il formaggio è stato prodotto esclusivamente con latte di pecora o, se del caso, con aggiunta di latte di capra.

3.  Manchego

Denominazione

Manchego

Zone di produzione

Comunità autonome di Castilla-La Mancha (province di Albacete, Ciudad Real, Cuenca e Toledo)

Forma, dimensioni, peso per forma

Forme cilindriche a facce pressoché piane. Altezza: da 7 cm a 12 cm. Diametro: da 9 cm a 22 cm. Peso delle forme: da 1 kg a 3,5 kg

Caratteristiche

Crosta dura, giallina o nero-verdastra; pasta soda e compatta, di colore da bianco a giallo avorio, talvolta caratterizzata da piccole aperture distribuite irregolarmente. Aroma e sapore caratteristici. Formaggio a pasta dura o semidura, ottenuto esclusivamente con latte di pecore della razza «Manchega», crudo o pastorizzato, coagulato con caglio naturale o con altri enzimi coagulanti autorizzati e scaldato a una temperatura compresa tra 28 °C e 32 °C per un periodo di 45-60 minuti. Stagionatura minima di 60 giorni

Tenore di materie grasse nella sostanza secca

Almeno il 50 %

Tenore di sostanza secca

Almeno il 55 %

4.  Idiazabal

Denominazione

Idiazabal

Zone di produzione

Province di Guipuzcoa, Navarra, Alava e Vizcaya

Forma, dimensioni, peso per forma

Forme cilindriche a facce pressoché piane. Altezza: da 8 cm a 12 cm. Diametro: da 10 cm a 30 cm. Peso delle forme: da 1 kg a 3 kg

Caratteristiche

Crosta dura, di colore giallino o marrone scuro, nel caso in cui il formaggio è affumicato. Pasta soda, di colore da bianco a giallo avorio, talvolta caratterizzata da piccole aperture distribuite irregolarmente. Aroma e sapore caratteristici. Formaggio ottenuto esclusivamente con latte crudo di pecore delle razze «Lacha» e «Carranzana», coagulato con caglio naturale o con altri enzimi coagulanti autorizzati a una temperatura compresa tra 28 °C e 32 °C per un periodo di 20-45 minuti. Stagionatura minima di 60 giorni

Tenore di materie grasse nella sostanza secca

Almeno il 45 %

Tenore di sostanza secca

Almeno il 55 %

5.  Roncal

Denominazione

Roncal

Zone di produzione

Valle di Roncal (Navarra)

Forma, dimensioni, peso per forma

Forme cilindriche a facce pressoché piane. Altezza: da 8 cm a 12 cm. Diametro e peso variabili

Caratteristiche

Crosta dura, granulosa e grassa, color paglia. Pasta soda e compatta, di aspetto poroso ma senza occhi, di colore da bianco a giallo avorio. Aroma e sapore caratteristici. Formaggio a pasta dura o semidura, ottenuto esclusivamente con latte di pecora, coagulato con caglio naturale o con altri enzimi coagulanti autorizzati a una temperatura compresa fra 32 °C e 37 °C

Tenore di materie grasse nella sostanza secca

Almeno il 50 %

Tenore di sostanza secca

Almeno il 60 %

6.  Formaggio da raclette

Designazione

Paese d'origine, p.e. formaggio da raclette tedesco o formaggio da raclette francese

Regione di produzione

Paesi membri dell'Unione europea

Forma, dimensioni, peso per forma

Forme o blocchi. Altezza: da 5,5 cm a 8 cm; diametro da 28 cm a 42 cm o larghezza da 28 cm a 36 cm. Peso delle forme: da 4,5 kg a 7,5 kg

Caratteristiche

Formaggio a pasta semidura e crosta compatta, giallo dorato o marrone chiaro, talvolta con macchie grigiastre. Pasta dolce, particolarmente adatta ad essere fusa, di colore avorio o giallastro, compatta ma talvolta caratterizzata da qualche apertura. Sapore e aroma caratteristici, da dolci a decisi. Prodotto con latte vaccino pastorizzato, trattato teoricamente o crudo, coagulato con fermenti lattici e altri prodotti coagulanti. La cagliata viene pressata e, in generale, si procede al lavaggio dei grani. Durata della stagionatura: almeno 8 settimane

Tenore di materie grasse nella sostanza secca

Almeno il 45 %

Tenore di sostanza secca

Almeno il 55 %

7.  Mozzarella nel suo liquido di governo

Il formaggio può fruire del tasso convenuto solo se le forme o i pezzi sono conservati in una soluzione acquosa e chiusi ermeticamente. La parte di soluzione acquosa deve corrispondere almeno al 25 % del peso totale, comprendente le forme o i pezzi di formaggio, la soluzione e l'imballaggio diretto.

ALLEGATO 4

RELATIVO AL SETTORE FITOSANITARIO

Articolo 1

Oggetto

►M14  1. ◄   Il presente Allegato riguarda l'agevolazione degli scambi tra le Parti di vegetali, prodotti vegetali e altri oggetti sottoposti a misure fitosanitarie originari del loro territorio o importati da paesi terzi, menzionati in un'appendice 1 che il Comitato deve redigere conformemente all'articolo 11 dell'Accordo.

▼M14

2.  In deroga all'articolo 1 dell'Accordo, il presente allegato si applica a tutti i vegetali, i prodotti vegetali e gli altri oggetti menzionati nell'appendice 1, secondo quanto indicato al paragrafo 1.

▼B

Articolo 2

Principi

1.  Le Parti riconoscono di avere legislazioni simili in materia di misure di protezione contro l'introduzione e la propagazione di organismi nocivi ai vegetali, ai prodotti vegetali o ad altri oggetti, le quali esplicano effetti equivalenti in termini di protezione contro l'introduzione e la propagazione di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali menzionati nell'appendice 1 di cui all'articolo 1. Questo riconoscimento si estende anche alle misure fitosanitarie applicate ai vegetali, ai prodotti vegetali e ad altri oggetti provenienti da paesi terzi.

2.  Le legislazioni di cui al paragrafo 1 sono citate in un'appendice 2 che il Comitato deve redigere conformemente all'articolo 11 dell'Accordo.

▼M14

3.  Le Parti riconoscono reciprocamente i passaporti fitosanitari rilasciati dagli organismi che sono stati riconosciuti dalle rispettive autorità. Un elenco di questi organismi, regolarmente aggiornato, può essere ottenuto presso le autorità elencate nell'appendice 3. Detti passaporti attestano la conformità alle rispettive legislazioni che figurano nell'appendice 2 di cui al paragrafo 2 e sono considerati rispondenti ai requisiti documentali prescritti dalle medesime per la circolazione, nel territorio delle Parti, di vegetali, prodotti vegetali e altri oggetti che figurano nell'appendice 1 di cui all'articolo 1.

▼B

4.  I vegetali, prodotti vegetali e altri oggetti menzionati nell'appendice 1 di cui all'articolo 1, che non sono sottoposti al regime del passaporto fitosanitario per gli scambi nel territorio delle Parti, vengono scambiati tra le Parti senza passaporto fitosanitario, fatti salvi gli altri eventuali documenti richiesti dalle rispettive legislazioni, in particolare quelli introdotti dai sistemi che permettono di risalire all'origine dei vegetali, prodotti vegetali o altri oggetti.

Articolo 3

1.  I vegetali, prodotti vegetali e altri oggetti che non figurano espressamente nell'appendice 1 di cui all'articolo 1 e non sono soggetti a misure fitosanitarie in alcuna delle due Parti possono essere scambiati tra le Parti senza controlli relativi a misure fitosanitarie (controlli documentali, controlli d'identità, controlli fitosanitari).

2.  Qualora una delle Parti abbia l'intenzione di adottare una misura fitosanitaria applicabile ai vegetali, prodotti vegetali o altri oggetti di cui al paragrafo 1, essa ne informa l'altra Parte.

3.  In virtù dell'articolo 10, paragrafo 2, il gruppo di lavoro «fitosanitario» valuta le conseguenze delle misure adottate ai sensi del paragrafo 2 sul presente Allegato e propone un'eventuale modifica delle appendici corrispondenti.

Articolo 4

Esigenze regionali

1.  Ciascuna delle Parti può stabilire, secondo criteri simili, specifiche esigenze per i movimenti di vegetali, prodotti vegetali e altri oggetti, indipendentemente dall'origine, da e verso una determinata zona del suo territorio, qualora lo giustifichi la situazione fitosanitaria ivi esistente.

2.  L'appendice 4, che il Comitato deve redigere conformemente all'articolo 11 dell'Accordo, definisce le zone di cui al paragrafo 1 e le esigenze specifiche ad esse applicabili.

Articolo 5

Controllo all'importazione

1.  Ciascuna delle Parti effettua controlli fitosanitari per sondaggio e su campione, in proporzione non superiore ad una determinata percentuale delle spedizioni di vegetali, prodotti vegetali e altri oggetti che figurano nell'appendice 1 di cui all'articolo 1. Detta percentuale, proposta dal gruppo di lavoro «fitosanitario» e stabilita dal Comitato, è determinata per ciascun vegetale, prodotto vegetale o altro oggetto secondo il rischio fitosanitario che esso presenta. All'atto dell'entrata in vigore del presente Allegato, la percentuale in parola è fissata al 10 %.

2.  In virtù dell'articolo 10, paragrafo 2 del presente Allegato, il Comitato può decidere, su proposta del gruppo di lavoro «fitosanitario», di ridurre la proporzione dei controlli di cui al paragrafo 1.

3.  Le disposizioni dei paragrafi 1 e 2 si applicano soltanto ai controlli fitosanitari effettuati sugli scambi di vegetali, di prodotti vegetali o di altri oggetti tra le Parti.

4.  Le disposizioni dei paragrafi 1 e 2 si applicano compatibilmente con l'articolo 11 dell'Accordo e con gli articoli 6 e 7 del presente Allegato.

Articolo 6

Misure di salvaguardia

Le misure di salvaguardia sono adottate conformemente alle procedure di cui all'articolo 10, paragrafo 2 dell'Accordo.

Articolo 7

Deroghe

1.  Se una delle Parti intende applicare deroghe nei riguardi dell'insieme o di una porzione del territorio dell'altra Parte, essa ne informa preventivamente quest'ultima motivando la propria decisione. Ferma restando la possibilità di esecuzione immediata delle deroghe progettate, le Parti si consultano nel più breve termine per trovare soluzioni adeguate.

2.  Se una delle Parti applica deroghe nei confronti di una parte del proprio territorio o di un paese terzo, essa ne informa quanto prima l'altra Parte. Ferma restando la possibilità di esecuzione immediata delle deroghe progettate, le Parti si consultano nel più breve termine per trovare soluzioni adeguate.

Articolo 8

Controllo congiunto

1.  Ciascuna delle Parti acconsente all'esecuzione di un controllo congiunto, su richiesta dell'altra Parte, allo scopo di valutare la situazione fitosanitaria e le misure aventi effetti equivalenti ai sensi dell'articolo 2.

2.  Per controllo congiunto si intende la verifica, condotta alla frontiera, della conformità di una spedizione proveniente da una delle Parti con i requisiti fitosanitari vigenti.

3.  Il suddetto controllo viene effettuato secondo la procedura stabilita dal Comitato, su proposta del gruppo di lavoro «fitosanitario».

Articolo 9

Scambi di informazioni

1.  In applicazione dell'articolo 8 dell'Accordo, le Parti provvedono a scambiarsi tutte le informazioni utili circa l'attuazione e l'applicazione delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative attinenti all'oggetto del presente Allegato, nonché le informazioni di cui all'appendice 5.

2.  Al fine di garantire l'applicazione equivalente delle modalità di esecuzione delle legislazioni contemplate dal presente Allegato, ciascuna delle Parti acconsente a ricevere, su istanza dell'altra, visite di esperti dell'altra Parte sul proprio territorio, le quali si svolgono in collaborazione con l'organismo fitosanitario ufficiale territorialmente competente.

Articolo 10

Gruppo di lavoro «fitosanitario»

1.  Il gruppo di lavoro «fitosanitario», denominato gruppo di lavoro, istituito a norma dell'articolo 6, paragrafo 7 dell'Accordo, esamina le questioni relative al presente Allegato e alla sua applicazione.

2.  Il gruppo di lavoro esamina periodicamente l'evoluzione delle disposizioni legislative e regolamentari interne delle Parti nelle materie disciplinate dal presente Allegato. In particolare, esso formula proposte che sottopone al Comitato al fine di adeguare e aggiornare le appendici del presente Allegato.

▼M17

Appendice 1

VEGETALI, PRODOTTI VEGETALI E ALTRI OGGETTI

A.    Vegetali, prodotti vegetali e altri oggetti, provenienti dal territorio delle parti, in relazione ai quali le parti hanno normative simili che comportano risultati equivalenti e in relazione ai quali le parti riconoscono il passaporto fitosanitario

1.    Vegetali e prodotti vegetali

1.1.    Vegetali destinati all’impianto, escluse le sementi

Beta vulgaris L.

Camellia spp.

Humulus lupulus L.

Prunus L., eccetto Prunus laurocerasus L. e Prunus lusitanica L.

Rhododendron spp., eccetto Rhododendron simsii Planch.

Viburnum spp.

1.2.    Vegetali diversi dai frutti e dalle sementi, compreso il polline vivo destinato all’impollinazione

Amelanchier Med.

Chaenomeles Lindl.

Crataegus L.

Cydonia Mill.

Eriobotrya Lindl.

Malus Mill.

Mespilus L.

Pyracantha Roem.

Pyrus L.

Sorbus L.

1.3.    Vegetali di specie stolonifere o tuberose destinati all’impianto

Solanum L. e relativi ibridi

1.4.    Vegetali, esclusi i frutti

Vitis L.

1.5.    Legno che ha conservato in tutto o in parte la superficie rotonda naturale, con o senza corteccia, o ridotto in piccole placche, particelle, segatura, avanzi o cascami di legno

a) ottenuto interamente o parzialmente da Platanus L., compreso il legname che non ha conservato la superficie rotonda naturale,

nonché

b) corrispondente a una delle seguenti descrizioni riportate nell’allegato I, parte seconda, del regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio, del 23 luglio 1987, relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica ed alla tariffa doganale comune ( 2 )



Codice NC

Designazione delle merci

4401 10 00

Legna da ardere in tondelli, ceppi, ramaglie, fascine o in forme simili

4401 22 00

Legno in piccole placche o in particelle, diverso da quello di conifere

ex 4401 30 80

Avanzi e cascami di legno (diversi dalla segatura), non agglomerati in forma di ceppi, mattonelle, palline o in forme simili

4403 10 00

Legno grezzo, trattato con tinte, creosoto o altri agenti di conservazione, anche scortecciato, privato dell’alburno o squadrato

ex 4403 99

Legno grezzo, diverso da quello di conifere [diverso dal legno tropicale definito nella nota di sottovoci 1 del capitolo 44 o da altro legno tropicale, quercia (Quercus spp.) o faggio (Fagus spp.)], anche scortecciato, privato dell’alburno o squadrato, non trattato con tinte, creosoto o altri agenti di conservazione

ex 4404 20 00

Pali spaccati in legno diverso da quello di conifere; pioli e picchetti di legno, appuntiti, non segati per il lungo

ex 4407 99

Legno diverso da quello di conifere [diverso dal legno tropicale definito nella nota di sottovoci 1 del capitolo 44 o da altro legno tropicale, quercia (Quercus spp.) o faggio (Fagus spp.)], segato o tagliato per il lungo, tranciato o sfogliato, anche piallato, levigato o incollato con giunture di testa, di spessore superiore a 6 mm

2.    Vegetali, prodotti vegetali e altri oggetti provenienti da operatori autorizzati a produrre per la vendita ai professionisti della produzione vegetale, esclusi i vegetali, i prodotti vegetali e altri oggetti preparati e pronti per la vendita al consumatore finale, e per i quali è garantito che la produzione è nettamente separata da quella di altri prodotti

2.1.    Vegetali destinati all’impianto, escluse le sementi

Abies Mill.

Apium graveolens L.

Argyranthemum spp.

Aster spp.

Brassica spp.

Castanea Mill.

Cucumis spp.

Dendranthema (DC) Des Moul.

Dianthus L. e relativi ibridi

Exacum spp.

Fragaria L.

Gerbera Cass.

Gypsophila L.

Impatiens L.: tutte le varietà di ibridi della Nuova Guinea

Lactuca spp.

Larix Mill.

Leucanthemum L.

Lupinus L.

Pelargonium L’Hérit. ex Ait.

Picea A. Dietr.

Pinus L.

Platanus L.

Populus L.

Prunus laurocerasus L. e Prunus lusitanica L.

Pseudotsuga Carr.

Quercus L.

Rubus L.

Spinacia L.

Tanacetum L.

Tsuga Carr.

Verbena L.

nonché altri vegetali di specie erbacee, eccetto i vegetali della famiglia delle Gramineae, i bulbi, le radici tuberose, i rizomi e i tuberi.

2.2.    Vegetali destinati all’impianto, escluse le sementi

Solanaceae, eccetto i vegetali di cui al punto 1.3.

2.3.    Vegetali provvisti delle radici o con mezzo di coltura aderente o associato

Araceae

Marantaceae

Musaceae

Persea spp.

Strelitziaceae

2.4.    Sementi e bulbi destinati all’impianto

Allium ascalonicum L.

Allium cepa L.

Allium schoenoprasum L.

Helianthus annuus L.

Lycopersicon lycopersicum (L.) Karsten ex Farw.

Medicago sativa L.

Phaseolus L.

2.5.    Vegetali destinati all’impianto

Allium porrum L.

Vegetali di Palmae, aventi un fusto del diametro superiore a 5 cm alla base e appartenenti ai seguenti generi o specie:

Areca catechu L.

Arenga pinnata (Wurmb) Merr.

Borassus flabellifer L.

Brahea Mart.

Butia Becc.

Calamus merrillii Becc.

Caryota maxima Blume ex Mart.

Caryota cumingii Lodd. ex Mart.

Chamaerops L.

Cocos nucifera L.

Corypha elata Roxb.

Corypha gebang Mart.

Elaeis guineensis Jacq.

Jubaea Kunth.

Livistona R. Br.

Metroxylon sagu Rottb.

Oreodoxa regia Kunth.

Phoenix L.

Sabal Adans.

Syagrus Mart.

Trachycarpus H. Wendl.

Trithrinax Mart.

Washingtonia Raf.

2.6.    Bulbi e rizomi bulbosi destinati all’impianto

Camassia Lindl.

Chionodoxa Boiss.

Crocus flavus Weston cv. Golden Yellow

Galanthus L.

Galtonia candicans (Baker) Decne

Gladiolus Tourn. ex L.: varietà miniaturizzate e relativi ibridi come G. callianthus Marais, G. colvillei Sweet, G. nanus hort., G. ramosus hort. e G. tubergenii hort.

Hyacinthus L.

Iris L.

Ismene Herbert (= Hymenocallis Salisb.)

Muscari Mill.

Narcissus L.

Ornithogalum L.

Puschkinia Adams

Scilla L.

Tigridia Juss.

Tulipa L.

B.    Vegetali, prodotti vegetali e altri oggetti, provenienti da territori diversi da quelli delle parti, per i quali le disposizioni fitosanitarie relative all’importazione delle due parti hanno effetti equivalenti e che possono essere scambiati tra le parti con un passaporto fitosanitario se figurano nella lettera A della presente appendice oppure liberamente se non vi figurano

1.    Fatti salvi i vegetali di cui alla lettera C della presente appendice, tutti i vegetali destinati all’impianto escluse le sementi

2.    Sementi

2.1.    Sementi originarie dell’Argentina, dell’Australia, della Bolivia, del Cile, della Nuova Zelanda e dell’Uruguay

Cruciferae

Gramineae eccetto Oryza spp.

Trifolium spp.

2.2.    Sementi, di qualunque origine ad esclusione del territorio di una delle parti

Allium ascalonicum L.

Allium cepa L.

Allium porrum L.

Allium schoenoprasum L.

Capsicum spp.

Helianthus annuus L.

Lycopersicon lycopersicum (L.) Karst. ex Farw.

Medicago sativa L.

Phaseolus L.

Prunus L.

Rubus L.

Zea mays L.

2.3.    Sementi originarie dell’Afghanistan, dell’India, dell’Iran, dell’Iraq, del Messico, del Nepal, del Pakistan, del Sud Africa e degli Stati Uniti

Triticum

Secale

X Triticosecale

3.    Parti di vegetali, esclusi frutti e sementi

Acer saccharum Marsh., originario degli USA e del Canada

Apium graveolens L. (ortaggi a foglia)

Aster spp. originario di paesi extraeuropei (fiori recisi)

Camellia spp.

Conifere (Coniferales)

Dendranthema (DC) Des Moul.

Dianthus L.

Eryngium L., originario di paesi extraeuropei (fiori recisi)

Gypsophila L.

Hypericum L., originario di paesi extraeuropei (fiori recisi)

Lisianthus L., originario di paesi extraeuropei (fiori recisi)

Ocimum L. (ortaggi a foglia)

Orchidaceae (fiori recisi)

Pelargonium L’Hérit. ex Ait.

Populus L.

Prunus L., originario di paesi extraeuropei

Rhododendron spp., ad eccezione del Rhododendron simsii Planch.

Rosa L., originaria di paesi extraeuropei (fiori recisi)

Quercus L.

Solidago L.

Trachelium L., originario di paesi extraeuropei (fiori recisi)

Viburnum spp.

4.    Frutta

Annona L., originaria di paesi extraeuropei

Cydonia L., originaria di paesi extraeuropei

Diospyros L., originario di paesi extraeuropei

Malus Mill., originario di paesi extraeuropei

Mangifera L., originaria di paesi extraeuropei

Momordica L.

Passiflora L., originaria di paesi extraeuropei

Prunus L., originario di paesi extraeuropei

Psidium L., originario di paesi extraeuropei

Pyrus L., originario di paesi extraeuropei

Ribes L., originario di paesi extraeuropei

Solanum melongena L.

Syzygium Gaertn., originario di paesi extraeuropei

Vaccinium L., originario di paesi extraeuropei

5.    Tuberi non destinati all’impianto

Solanum tuberosum L.

6.

Legno che ha conservato in tutto o in parte la superficie rotonda naturale, con o senza corteccia, o ridotto in piccole placche, particelle, segatura, avanzi o cascami di legno

a) ottenuto interamente o parzialmente da uno dei seguenti ordini, generi o specie, ad eccezione del materiale da imballaggio in legno, in forma di casse, cassette, gabbie, cilindri ed imballaggi simili, palette di carico semplici, palette-casse e altre piattaforme di carico, spalliere di palette, correntemente utilizzati per il trasporto di oggetti di qualsiasi tipo, ad eccezione del legno grezzo di spessore uguale o inferiore a 6 mm e del legno trasformato mediante colla, calore e pressione, o una combinazione di questi fattori, originario di territori diversi da quelli dell’una o dell’altra parte:

  Quercus L., compreso il legname che non ha conservato la superficie rotonda naturale, originario degli Stati Uniti, escluso il legname conforme alla descrizione di cui alla parte b) del codice NC 4416 00 00 e purché dalla documentazione risulti provato che il legname è stato trattato o trasformato mediante trattamento termico che ha consentito di raggiungere una temperatura minima di 176 °C per 20 minuti,

  Platanus L., compreso il legname che non ha conservato la superficie rotonda naturale, originario degli Stati Uniti o dell’Armenia,

  Populus L., compreso il legname che non ha conservato la superficie rotonda naturale, originario di paesi del continente americano,

  Acer saccharum Marsh., compreso il legname che non ha conservato la superficie rotonda naturale, originario degli Stati Uniti e del Canada,

 conifere (Coniferales), compreso il legname che non ha conservato la superficie rotonda naturale, originario di paesi non europei, Kazakstan, Russia e Turchia,

  Fraxinus L., Juglans mandshurica Maxim., Ulmus davidiana Planch., Ulmus parvifolia Jacq. e Pterocarya rhoifolia Siebold & Zucc., compreso il legname che non ha conservato la superficie rotonda naturale, originario del Canada, della Cina, del Giappone, della Mongolia, della Repubblica di Corea, della Russia, di Taiwan e degli USA;

nonché

b) corrispondente a una delle seguenti descrizioni riportate nell’allegato I, parte seconda, del regolamento (CEE) n. 2658/87:



Codice NC

Designazione delle merci

4401 10 00

Legna da ardere in tondelli, ceppi, ramaglie, fascine o in forme simili

4401 21 00

Legno di conifere in piccole placche o in particelle

4401 22 00

Legno in piccole placche o in particelle, diverso da quello di conifere

4401 30 40

Segatura

ex 4401 30 90

Avanzi e cascami di legno (diversi dalla segatura), non agglomerati in forma di ceppi, mattonelle, palline o in forme simili

ex 4403 10 00

Legno grezzo, trattato con tinte, creosoto o altri agenti di conservazione, non scortecciato, privato dell’alburno o squadrato

4403 20

Legno di conifere grezzo, anche scortecciato, privato dell’alburno o squadrato, non trattato con tinte, creosoto o altri agenti di conservazione

4403 91

Legno di quercia (Quercus spp.) grezzo, anche scortecciato, privato dell’alburno o squadrato, non trattato con tinte, creosoto o altri agenti di conservazione

ex 4403 99

Legno grezzo, diverso da quello di conifere [diverso dal legno tropicale definito nella nota di sottovoci 1 del capitolo 44 o da altro legno tropicale, quercia (Quercus spp.) o faggio (Fagus spp.)], anche scortecciato, privato dell’alburno o squadrato, non trattato con tinte, creosoto o altri agenti di conservazione

ex  44 04

Pali spaccati; pioli e picchetti di legno, appuntiti, non segati per il lungo

4406

Traversine di legno per strade ferrate o simili

4407 10

Legno di conifere segato o tagliato per il lungo, tranciato o sfogliato, anche piallato, levigato o incollato con giunture di testa, di spessore superiore a 6 mm

4407 91

Legno di quercia (Quercus spp.) segato o tagliato per il lungo, tranciato o sfogliato, anche piallato, levigato o incollato con giunture di testa, di spessore superiore a 6 mm

ex 4407 93

Legno di Acer saccharum Marsh, segato o tagliato per il lungo, tranciato o sfogliato, anche piallato, levigato o incollato con giunture di testa, di spessore superiore a 6 mm

4407 95

Legno di frassino (Fraxinus spp.), segato o tagliato per il lungo, tranciato o sfogliato, anche piallato, levigato o incollato con giunture di testa, di spessore superiore a 6 mm

ex 4407 99

Legno diverso da quello di conifere [diverso dal legno tropicale definito nella nota di sottovoci 1 del capitolo 44, da altro legno tropicale, quercia (Quercus spp.) faggio (Fagus spp.), acero (Acer spp.), ciliegio (Prunus spp.) o frassino (Fraxinus spp.)], segato o tagliato per il lungo, tranciato o sfogliato, anche piallato, levigato o incollato con giunture di testa, di spessore superiore a 6 mm

4415

Casse, cassette, gabbie, cilindri ed imballaggi simili, di legno; tamburi (rocchetti) per cavi, di legno; palette di carico, semplici, palette-casse e altre piattaforme di carico, di legno; spalliere di palette di legno

4416 00 00

Fusti, botti, tini, mastelli ed altri lavori da bottaio e loro parti, di legno, compreso il legname da bottaio

9406 00 20

Costruzioni prefabbricate di legno

c)

 

 materiale da imballaggio in legno in forma di casse, cassette, gabbie, cilindri ed imballaggi simili, palette di carico semplici, palette-casse e altre piattaforme di carico, spalliere di palette, correntemente utilizzati per il trasporto di oggetti di qualsiasi tipo, ad eccezione del legno grezzo di spessore uguale o inferiore a 6 mm e del legno trasformato mediante colla, calore e pressione, o una combinazione di questi fattori,

 legname utilizzato per fissare o sostenere un carico diverso dal legname, compreso quello che non ha conservato la superficie rotonda naturale, ad eccezione del legno grezzo di spessore uguale o inferiore a 6 mm e del legno trasformato mediante colla, calore e pressione, o una combinazione di questi fattori.

7.

Terra e mezzo di coltura

a) terra e mezzo di coltura in quanto tale, costituito in tutto o in parte di terra o di materie organiche quali parti di vegetali, humus contenente torba o cortecce, diverso da quello costituito interamente di torba,

b) terra e mezzo di coltura, aderente o associato ai vegetali, costituito interamente o parzialmente di materiali indicati alla lettera a) oppure costituito parzialmente di sostanze solide inorganiche, destinato a rafforzare la vitalità dei vegetali, originari dei seguenti paesi:

 Turchia,

 Bielorussia, Georgia, Moldova, Russia o Ucraina,

 paesi extraeuropei ad eccezione di Algeria, Egitto, Israele, Libia, Marocco e Tunisia.

8.

Corteccia, separata del tronco, di

 conifere (Coniferales) originarie di paesi non europei

  Acer saccharum Marsh, Populus L., e Quercus L. ad eccezione di Quercus suber L.

  Fraxinus L., Juglans mandshurica Maxim., Ulmus davidiana Planch., Ulmus parvifolia Jacq. e Pterocarya rhoifolia Siebold & Zucc., originari del Canada, della Cina, del Giappone, della Mongolia, della Repubblica di Corea, della Russia, di Taiwan e degli USA.

9.

Cereali delle seguenti specie, originari dell’Afghanistan, dell’India, dell’Iran, dell’Iraq, del Messico, del Nepal, del Pakistan, del Sud Africa e degli Stati Uniti

Triticum

Secale

X Triticosecale

C.    Vegetali, prodotti vegetali e altri oggetti, provenienti da una delle parti, per i quali queste non dispongono di legislazioni simili e in relazione ai quali queste non riconoscono il passaporto fitosanitario

1.    Vegetali e prodotti vegetali provenienti dalla Svizzera che devono essere accompagnati da un certificato fitosanitario all’atto dell’importazione da parte di uno Stato membro della Comunità

1.1.    Vegetali destinati all’impianto, escluse le sementi

Clausena Burm. f.

Murraya Koenig ex L.

1.2.    Parti di vegetali, esclusi frutti e sementi

1.3.    Sementi

Oryza spp.

1.4.    Frutta

Citrus L. e relativi ibridi

Fortunella Swingle e relativi ibridi

Poncirus Raf. e relativi ibridi

2.    Vegetali e prodotti vegatali provenienti da uno Stato membro della Comunità che devono essere accompagnati da un certificato fitosanitario all’atto dell’importazione in Svizzera

3.    Vegetali e prodotti vegetali provenienti dalla Svizzera di cui è vietata l’importazione in uno Stato membro della Comunità

3.1.    Vegetali, esclusi frutti e sementi

Citrus L. e relativi ibridi

Fortunella Swingle e relativi ibridi

Poncirus Raf. e relativi ibridi

4.    Vegetali e prodotti vegetali provenienti da uno Stato membro della Comunità di cui è vietata l’importazione in Svizzera

4.1.    Vegetali

Cotoneaster Ehrh.

Photinia davidiana (Dcne.) Cardot

Appendice 2

DISPOSIZIONI LEGISLATIVE ( 3 )

Disposizioni della Comunità europea

 Direttiva 69/464/CEE del Consiglio, dell’8 dicembre 1969, concernente la lotta contro la rogna nera della patata

 Direttiva 74/647/CEE del Consiglio, del 9 dicembre 1974, relativa alla lotta contro la tortrice del garofano

 Decisione 91/261/CEE della Commissione, del 2 maggio 1991, che riconosce l’Australia indenne da Erwinia amylovora (Burr.) Winsl. et al.

 Direttiva 92/70/CEE della Commissione, del 30 luglio 1992, che stabilisce le modalità delle indagini da effettuare per il riconoscimento di zone protette nella Comunità

 Direttiva 92/90/CEE della Commissione, del 3 novembre 1992, che stabilisce gli obblighi ai quali sono sottoposti i produttori e gli importatori di vegetali, prodotti vegetali e altre voci e che fissa norme dettagliate per la loro registrazione

 Direttiva 92/105/CEE della Commissione, del 3 dicembre 1992, relativa ad una limitata uniformazione dei passaporti delle piante da utilizzare per il trasporto di determinati vegetali, prodotti vegetali od altre voci all’interno della Comunità e che stabilisce le procedure per il rilascio di tali passaporti nonché le condizioni e le procedure per la loro sostituzione

 Decisione 93/359/CEE della Commissione, del 28 maggio 1993, che autorizza gli Stati membri a derogare talune norme della direttiva 77/93/CEE del Consiglio per quanto riguarda il legname di Thuja L. originario degli Stati Uniti d’America

 Decisione 93/360/CEE della Commissione, del 28 maggio 1993, che autorizza gli Stati membri a derogare talune norme della direttiva 77/93/CEE del Consiglio per quanto riguarda il legname di Thuja L. originario del Canada

 Decisione 93/365/CEE della Commissione, del 2 giugno 1993, che autorizza gli Stati membri a derogare talune norme della direttiva 77/93/CEE del Consiglio per quanto riguarda il legname di conifere sottoposto a trattamento termico, originario del Canada, e che stabilisce le caratteristiche del sistema di accertamento da utilizzare per il legname sottoposto a trattamento termico

 Decisione 93/422/CEE della Commissione, del 22 giugno 1993, che autorizza gli Stati membri a derogare a determinate disposizioni della direttiva 77/93/CEE del Consiglio per quanto riguarda il legname di conifere essiccato in forno (kiln dried) originario del Canada, e che stabilisce le caratteristiche del sistema di accertamento da utilizzare per il legname essiccato in forno (kiln dried)

 Decisione 93/423/CEE della Commissione, del 22 giugno 1993, che autorizza gli Stati membri a derogare a determinate disposizioni della direttiva 77/93/CEE del Consiglio per quanto riguarda il legname di conifere essiccato in forno (kiln dried) originario degli Stati Uniti d’America, e che stabilisce le caratteristiche del sistema di accertamento da utilizzare per il legname essiccato in forno (kiln dried)

 Direttiva 93/50/CEE della Commissione, del 24 giugno 1993, che specifica taluni vegetali non elencati nell’allegato V, parte A della direttiva 77/93/CEE del Consiglio i cui produttori o centri di raccolta e di spedizione situati nelle rispettive zone di produzione devono essere iscritti in un registro ufficiale

 Direttiva 93/51/CEE della Commissione, del 24 giugno 1993, che istituisce norme per il trasporto di determinati vegetali, prodotti vegetali o altre voci attraverso una zona protetta, nonché per il trasporto di tali vegetali, prodotti vegetali o altre voci originari di una zona protetta e spostati all’interno di essa

 Direttiva 93/85/CEE del Consiglio, del 4 ottobre 1993, concernente la lotta contro il marciume anulare della patata

 Direttiva 94/3/CE della Commissione, del 21 gennaio 1994, che stabilisce una procedura per la notificazione dell’intercettazione di una spedizione, o di un organismo nocivo, proveniente da paesi terzi che presenta un imminente pericolo fitosanitario

 Direttiva 98/22/CE della Commissione, del 15 aprile 1998, che fissa le condizioni minime per l’esecuzione di controlli fitosanitari nella Comunità, presso posti d’ispezione diversi da quelli del luogo di destinazione, per vegetali, prodotti vegetali ed altre voci in provenienza da paesi terzi

 Direttiva 98/57/CE del Consiglio, del 20 luglio 1998, concernente la lotta contro Ralstonia solanacearum (Smith) Yabuuchi et al.

 Decisione 98/109/CE della Commissione, del 2 febbraio 1998, che autorizza gli Stati membri ad adottare, per quanto concerne la Thailandia, misure di emergenza contro la propagazione del Thrips palmi Karny

 Direttiva 2000/29/CE del Consiglio, dell’8 maggio 2000, concernente le misure di protezione contro l’introduzione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e contro la loro diffusione nella Comunità

 Decisione 2002/757/CE della Commissione, del 19 settembre 2002, relativa a misure fitosanitarie provvisorie di emergenza volte ad impedire l’introduzione e la propagazione nella Comunità di Phytophthora ramorum Werres, De Cock & Man in 't Veld sp. nov.

 Decisione 2002/499/CE della Commissione, del 26 giugno 2002, che autorizza deroghe a determinate disposizioni della direttiva 2000/29/CE del Consiglio riguardo ai vegetali di Chamaecyparis Spach, Juniperus L. e Pinus L., nanizzati naturalmente o artificialmente, originari della Repubblica di Corea

 Decisione 2002/887/CE della Commissione, dell’8 novembre 2002, che autorizza deroghe a determinate disposizioni della direttiva 2000/29/CE del Consiglio riguardo ai vegetali di Chamaecyparis Spach, Juniperus L. e Pinus L., nanizzati naturalmente o artificialmente, originari del Giappone

 Decisione 2003/766/CE della Commissione, del 24 ottobre 2003, relativa a misure d’emergenza intese a prevenire la propagazione nella Comunità della Diabrotica virgifera Le Conte

 Decisione 2004/4/CE della Commissione, del 22 dicembre 2003, che autorizza gli Stati membri ad adottare, a titolo provvisorio, misure d’emergenza contro la propagazione di Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith per quanto riguarda l’Egitto

 Decisione 2004/200/CE della Commissione, del 27 febbraio 2004, relativa a misure di lotta contro l’introduzione e la propagazione nella Comunità del virus del mosaico del pepino

 Direttiva 2004/105/CE della Commissione, del 15 ottobre 2004, che determina i modelli di certificati fitosanitari ufficiali o di certificati fitosanitari di riesportazione che accompagnano vegetali, prodotti vegetali o altre voci provenienti dai paesi terzi ed elencati nella direttiva 2000/29/CE del Consiglio

 Decisione 2005/51/CE della Commissione, del 21 gennaio 2005, che autorizza temporaneamente gli Stati membri a concedere deroghe a talune disposizioni della direttiva 2000/29/CE del Consiglio per quanto riguarda l’importazione a scopo di decontaminazione di terra contaminata da antiparassitari o da inquinanti organici persistenti

 Decisione 2005/359/CE della Commissione, del 29 aprile 2005, che prevede una deroga a certe disposizioni della direttiva 2000/29/CE del Consiglio per quanto riguarda i tronchi di quercia (Quercus L.) con corteccia provenienti dagli Stati Uniti d’America

 Decisione 2006/133/CE della Commissione, del 13 febbraio 2006, che prescrive agli Stati membri di adottare, a titolo provvisorio, misure supplementari contro la propagazione di Bursaphelenchus xylophilus (Steiner e Buhrer) Nickle et al. (nematode del pino) per quanto riguarda le regioni del Portogallo diverse da quelle notoriamente indenni da questo organismo

 Decisione 2006/464/CE della Commissione, del 27 giugno 2006, che stabilisce misure d’emergenza provvisorie per impedire l’introduzione e la diffusione nella Comunità di Dryocosmus kuriphilus Yasumatsu

 Decisione 2006/473/CE della Commissione, del 5 luglio 2006, che riconosce taluni paesi terzi e talune regioni di paesi terzi come indenni da Xanthomonas campestris (tutti i ceppi patogeni nei confronti di Citrus), Cercospora angolensis Carv. & Mendes e Guignardia citricarpa Kiely (tutti i ceppi patogeni nei confronti di Citrus)

 Direttiva 2006/91/CE del Consiglio, del 7 novembre 2006, concernente la lotta contro la cocciniglia di San José (versione codificata)

 Decisione 2007/365/CE della Commissione, del 25 maggio 2007, che stabilisce misure d’emergenza per impedire l’introduzione e la diffusione nella Comunità di Rhynchophorus ferrugineus (Olivier)

 Decisione 2007/410/CE della Commissione, del 12 giugno 2007, relativa a misure per impedire l’introduzione e la diffusione all’interno della Comunità del viroide dell’affusolamento dei tuberi di patata

 Decisione 2007/433/CE della Commissione, del 18 giugno 2007, che stabilisce misure d’emergenza provvisorie per impedire l’introduzione e la diffusione nella Comunità di Gibberella circinata Nirenberg & O’Donnell

 Decisione 2007/847/CE della Commissione, del 6 dicembre 2007, che autorizza una deroga a determinate disposizioni della direttiva 2000/29/CE del Consiglio riguardo alle piante di Vitis L., ad eccezione dei frutti, originarie della Croazia o della ex Repubblica iugoslava di Macedonia

 Direttiva 2008/61/CE della Commissione, del 17 giugno 2008, che stabilisce le condizioni alle quali taluni organismi nocivi, vegetali, prodotti vegetali e altri prodotti elencati negli allegati I, II, III, IV e V della direttiva 2000/29/CE del Consiglio possono essere introdotti o trasferiti da un luogo all’altro nella Comunità o in talune sue zone protette per prove o scopi scientifici e per lavori di selezione varietale

 Decisione 2008/840/CE della Commissione, del 7 novembre 2008, che stabilisce misure di emergenza per impedire l’introduzione e la diffusione nella Comunità di Anoplophora chinensis (Forster)

Disposizioni della Svizzera

 Ordinanza del 28 febbraio 2001 sulla protezione dei vegetali (RS 916.20)

 Ordinanza del DFE del 15 aprile 2002 sui vegetali vietati (RS 916205.1)

 Ordinanza dell’UFAG del 25 febbraio 2004 concernente le misure fitosanitarie a carattere temporaneo (RS 916202.1).

▼M14

Appendice 3

Autorità tenute a fornire su richiesta un elenco degli organismi ufficiali responsabili della preparazione dei passaporti fitosanitari

A.   Comunità europea:

autorità unica di ciascuno Stato membro, secondo quanto indicato all'articolo 1, paragrafo 4, della direttiva 2000/29/CE del Consiglio dell'8 maggio 2000 ( 4 ).



Belgio:

Federal Public Service of Public HealthFood Chain Security and EnvironmentDG for Animals, Plants and FoodstuffsSanitary Policy regarding Animals and PlantsDivision Plant ProtectionEuro station II (7o floor)Place Victor Horta 40 box 10B-1060 BRUSSELS

Bulgaria:

NSPP National Service for Plant Protection17, Hristo Botev, blvd., floor 5BG — SOFIA 1040

Repubblica ceca:

State Phytosanitary AdministrationBubenská 1477/1CZ — 170 00 PRAHA 7

Danimarca:

Ministry of Food, Agriculture and FisheriesThe Danish Plant DirectorateSkovbrynet 20DK — 2800 Kgs. LYNGBY

Germania:

Julius Kühn-Institut— Institut für nationale und internationale Angelegenheiten der Pflanzengesundheit —Messeweg 11/12D-38104 Braunschweig

Estonia:

Plant Production InspectorateTeaduse 2EE — 75501 SAKU HARJU MAAKOND

Irlanda:

Department of Agriculture and FoodMaynooth Business CampusCo KildareIRL

Grecia:

Ministry of AgricultureGeneral Directorate of Plant ProduceDirectorate of Plant Produce ProtectionDivision of Phytosanitary Control150 Sygrou AvenueGR — 176 71 ATHENS

Spagna:

Subdirectora General de Agricultura Integrada y Sanidad VegetalMinisterio de Agricultura, Pesca y AlimentaciónDirección General de AgriculturaSubdirección General de Agricultura Integrada y Sanidad Vegetalc/Alfonso XII, no 62 — 2a plantaE — 28071 MADRID

Francia:

Ministère de l'Agriculture et la PêcheSous-direction de la Protection des Végétaux251, rue de VaugirardF — 75732 PARIS CEDEX 15

Italia:

Ministero delle Politiche Agricole e Forestali (MiPAF)Servizio FitosanitarioVia XX Settembre 20I — 00187 ROMA

Cipro:

Ministry of Agriculture, Natural Resources and EnvironmentDepartment of AgricultureLoukis Akritas Ave.CY — 1412 LEFKOSIA

Lettonia:

State Plant Protection ServiceRepublikas laukums 2LV — 1981 RIGA

Lituania:

State Plant Protection ServiceKalvariju str. 62LT — 2005 VILNIUS

Lussemburgo:

Ministère de l'AgricultureAdm. des Services Techniques de l'AgricultureService de la Protection des Végétaux16, route d'Esch — BP 1904L — 1019 LUXEMBOURG

Ungheria:

Ministry of Agriculture and Rural DevelopmentDepartment for Plant Protection and Soil ConservationKossuth tér 11HU — 1860 BUDAPEST 55 Pf. 1

Malta:

Plant Health DepartmentPlant Biotechnology CenterAnnibale Preca StreetMT — LIJA, LJA 1915

Paesi Bassi:

Plantenziektenkundige DienstGeertjesweg 15/Postbus 9102NL — 6700 HC WAGENINGEN

Austria:

Bundesministerium für Land- und Forstwirtschaft, Umwelt und WasserwirtschaftReferat III 9 aStubenring 1A — 1012 WIEN

Polonia:

The State Plant Health and Seed Inspection ServiceMain Inspectorate of Plant Health and Seed Inspection42, Mlynarska StreetPL — 01-171 WARSAW

Portogallo:

Direcção-Geral de Agricultura e Desenvolvimento Rural (DGADR)Avenida Afonso Costa, 3PT — 1949-002 LISBOA

Romania:

Phytosanitary DirectionMinistry of Agriculture, Forests and Rural Development24th Carol I Blvd.Sector 3RO — BUCHAREST

Slovenia:

MAFF — Phytosanitary Administration of the Republic of SloveniaPlant Health DivisionEinspielerjeva 6SI — 1000 LJUBLJANA

Slovacchia:

Ministry of AgricultureDepartment of plant commoditiesDobrovicova 12SK — 812 66 BRATISLAVA

Finlandia:

Ministry of Agriculture and ForestryUnit for Plant Production and Animal NutritionDepartment of Food and HealthMariankatu 23P.O. Box 30FI — 00023 GOVERNMENT FINLAND

Svezia:

Jordbruks verketSwedish Board of AgriculturePlant Protection ServiceS — 55182 JÖNKÖPING

Regno Unito:

Department for Environment, Food and Rural AffairsPlant Health DivisionFoss HouseKing's PoolPeasholme GreenUK — YORK YO1 7PX

B.   Svizzera:

Ufficio federale dell'agricoltura

CH-3003 BERNA

▼M17

Appendice 4 ( 5 )

ZONE DI CUI ALL’ARTICOLO 4 E RELATIVE PRESCRIZIONI SPECIALI

Le zone di cui all’articolo 4 e le relative prescrizioni speciali che le due parti devono rispettare sono definite nelle disposizioni legislative e amministrative delle due parti qui di seguito indicate.

Disposizioni della Comunità europea

 Direttiva 2000/29/CE del Consiglio, dell’8 maggio 2000, concernente le misure di protezione contro l’introduzione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e contro la loro diffusione nella Comunità

 Regolamento (CE) n. 690/2008 della Commissione, del 4 luglio 2008, relativo al riconoscimento di zone protette esposte a particolari rischi in campo fitosanitario nella Comunità

Disposizioni della Svizzera

 Ordinanza del 28 febbraio 2001 sulla protezione dei vegetali, allegato 4, parte B (RS 916.20)

▼B

Appendice 5

Scambi di informazioni

Le informazioni di cui all'articolo 9, paragrafo 1, sono le seguenti:

 notifiche d'intercettazione di spedizioni o di organismi nocivi in provenienza da paesi terzi o da una porzione del territorio delle Parti, che comportano un pericolo fitosanitario immediato e che sono disciplinati dalla direttiva 94/3/CE,

 notifiche di cui all'articolo 15 della direttiva 77/93/CEE.

ALLEGATO 5

CONCERNENTE L'ALIMENTAZIONE DEGLI ANIMALI

Articolo 1

Oggetto

1.  Le Parti si impegnano a ravvicinare le rispettive legislazioni in materia di alimentazione animale al fine di agevolare gli scambi in tale settore.

2.  In un'appendice 1, che il Comitato deve redigere conformemente all'articolo 11 dell'Accordo, sono elencati i prodotti o i gruppi di prodotti per i quali le disposizioni legislative delle Parti sono giudicate di effetto equivalente e, se del caso, le disposizioni legislative rispettive delle Parti i cui requisiti sono giudicati di effetto equivalente.

▼M14

2 bis.  In deroga all'articolo 1 dell'Accordo, il presente allegato si applica a tutti i prodotti contemplati dalle disposizioni legislative di cui all'appendice 1, secondo quanto indicato al paragrafo 2.

▼B

3.  Le Parti aboliscono i controlli alle frontiere sui prodotti o i gruppi di prodotti elencati nell'appendice 1 di cui al paragrafo 2.

Articolo 2

Definizioni

Ai fini del presente Allegato si intende per

a) «prodotto», l'alimento per animali o qualsiasi sostanza utilizzata nell'alimentazione degli animali;

b) «stabilimento», qualsiasi unità di produzione o di fabbricazione di un prodotto o che lo detiene in una fase intermedia prima della sua immissione in commercio, ivi inclusa quella della trasformazione e dell'imballaggio, o che mette in commercio tale prodotto;

c) «autorità competente», l'autorità in ciascuna delle Parti incaricata di effettuare i controlli ufficiali nel settore dell'alimentazione animale.

Articolo 3

Scambi di informazioni

In applicazione dell'articolo 8 dell'Accordo, le Parti comunicano reciprocamente:

 la o le autorità competenti e la loro giurisdizione territoriale e funzionale;

 l'elenco dei laboratori incaricati di effettuare le analisi di controllo;

 se del caso, l'elenco dei punti di entrata designati sul loro territorio per i vari tipi di prodotti;

 i programmi di controllo intesi ad accertare la conformità dei prodotti alle rispettive disposizioni legislative in materia di alimentazione animale.

I programmi di cui al quarto trattino devono tenere conto della situazione peculiare di ciascuna delle Parti e specificare segnatamente il tipo e la frequenza dei controlli da effettuarsi periodicamente.

Articolo 4

Disposizioni generali in materia di controlli

Ciascuna delle Parti prende tutte le misure utili affinché i prodotti destinati ad essere spediti verso l'altra Parte siano controllati con la stessa scrupolosità di quelli destinati ad essere messi in circolazione sul proprio territorio; in particolare, le Parti provvedono affinché i controlli:

 siano effettuati con regolarità, in caso di sospetto di non conformità e commisuratamente all'obiettivo perseguito, in particolare in funzione dei rischi e dell'esperienza acquisita;

 riguardino tutte le fasi della produzione e della fabbricazione, le fasi intermedie precedenti all'immissione in commercio, l'immissione in commercio, inclusa l'importazione, e l'utilizzazione dei prodotti;

 siano effettuati alla fase più idonea ai fini della ricerca prevista;

 siano effettuati, di norma, senza preavviso;

 riguardino anche le utilizzazioni vietate nell'alimentazione degli animali.

Articolo 5

Controllo all'origine

1.  Le Parti provvedono affinché l'autorità competente proceda ad un controllo degli stabilimenti per garantire che essi adempiano agli obblighi loro incombenti e che i prodotti destinati ad essere messi in circolazione rispondano ai requisiti previsti dalle disposizioni legislative elencate nell'appendice 1 di cui all'articolo 1, applicabili sul territorio d'origine.

2.  In caso di sospetto di inosservanza di tali requisiti, l'autorità competente procede a controlli supplementari e, qualora tale sospetto venga confermato, prende le misure adeguate.

Articolo 6

Controllo a destinazione

1.  L'autorità competente della Parte di destinazione può verificare, nei luoghi di destinazione, la conformità dei prodotti alle disposizioni del presente Allegato mediante controlli per campione e in modo non discriminatorio.

2.  Tuttavia, qualora l'autorità competente della Parte di destinazione disponga di informazioni tali da far presumere un'infrazione, possono essere effettuati controlli anche durante il trasporto dei prodotti sul proprio territorio.

3.  Se, in caso di un controllo effettuato nel luogo di destinazione o durante il trasporto, l'autorità competente della Parte interessata constata la non conformità dei prodotti alle disposizioni del presente Allegato, essa prende le disposizioni adeguate ed intima allo speditore, al destinatario o a qualsiasi altro soggetto responsabile di effettuare una delle seguenti operazioni:

 messa in conformità dei prodotti entro un termine da stabilire;

 eventuale decontaminazione;

 qualsiasi altro trattamento appropriato;

 utilizzazione per altri fini;

 rinvio alla Parte d'origine, dopo aver informato l'autorità competente di detta Parte;

 distruzione dei prodotti.

Articolo 7

Controllo dei prodotti provenienti da territori non appartenenti alle Parti

1.  In deroga all'articolo 4, primo trattino, le Parti prendono tutte le misure utili affinché, al momento dell'introduzione nei propri territori doganali di prodotti provenienti da un territorio diverso da quelli definiti all'articolo 16 dell'Accordo, le autorità competenti effettuino un controllo documentale di ciascuna partita e un controllo d'identità per campione allo scopo di accertarne

 la natura,

 l'origine,

 la destinazione geografica,

in modo da determinare il regime doganale loro applicabile.

2.  Le Parti prendono tutte le misure utili per verificare la conformità dei prodotti, mediante un controllo fisico per campione, prima dell'immissione in libera pratica.

Articolo 8

Collaborazione in caso d'infrazione

1.  Le Parti si prestano assistenza reciproca nei modi e alle condizioni specificati nel presente Allegato. Esse garantiscono la corretta applicazione della normativa concernente i prodotti per l'alimentazione animale, soprattutto attraverso l'assistenza reciproca, l'individuazione delle infrazioni e lo svolgimento di indagini in proposito.

2.  L'assistenza prevista nel presente articolo non pregiudica le norme che disciplinano la procedura penale o l'assistenza giudiziaria reciproca tra le Parti in materia penale.

Articolo 9

Prodotti soggetti ad autorizzazione preventiva

1.  Le Parti si adoperano per rendere identici i rispettivi elenchi di prodotti disciplinati dalle disposizioni legislative di cui all'appendice 2.

2.  Le Parti si informano mutuamente sulle domande di autorizzazione dei prodotti di cui al paragrafo 1.

Articolo 10

Consultazioni e clausola di salvaguardia

1.  Le Parti si consultano ogniqualvolta una di esse ritenga che l'altra Parte sia venuta meno ad un obbligo derivante dal presente Allegato.

2.  La Parte che chiede le consultazioni comunica all'altra Parte tutte le informazioni necessarie per un esame approfondito del caso in questione.

3.  Le misure di salvaguardia previste da una delle disposizioni legislative riguardanti i prodotti e i gruppi di prodotti elencati nell'appendice 1 di cui all'articolo 1 sono adottate conformemente alle procedure di cui all'articolo 10, paragrafo 2 dell'Accordo.

4.  Se, al termine delle consultazioni di cui al paragrafo 1 e all'articolo 10, paragrafo 2, lettera a), terzo trattino dell'Accordo, le Parti non sono addivenute ad un Accordo, la Parte che ha chiesto le consultazioni o che ha adottato le misure di cui al paragrafo 3 può prendere le opportune misure conservative per garantire l'applicazione del presente Allegato.

Articolo 11

Gruppo di lavoro per l'alimentazione animale

1.  Il gruppo di lavoro per l'alimentazione animale, denominato «gruppo di lavoro», istituito in base all'articolo 6, paragrafo 7 dell'Accordo, esamina qualsiasi questione relativa al presente Allegato e alla sua applicazione. Assume inoltre tutte le funzioni previste dal presente Allegato.

2.  Il gruppo di lavoro esamina periodicamente l'evoluzione delle normative interne delle Parti nelle materie che formano oggetto del presente Allegato. In particolare, esso formula proposte da presentare al Comitato ai fini dell'aggiornamento delle appendici del presente Allegato.

Articolo 12

Obbligo di riservatezza

1.  Qualsiasi informazione comunicata, in qualunque forma, in esecuzione del presente Allegato, riveste carattere riservato, è coperta dal segreto professionale e gode della stessa protezione conferita ad informazioni simili dalla legge applicabile in materia nell'ordinamento interno della Parte che ha ricevuto l'informazione.

2.  Il principio di riservatezza di cui al paragrafo 1 non si applica alle informazioni di cui all'articolo 3.

3.  Il presente Allegato non obbliga una delle Parti, la cui legislazione o i cui usi amministrativi impongono, per la tutela del segreto industriale e commerciale, limiti più rigorosi di quelli stabiliti dal presente Allegato, a comunicare informazioni all'altra Parte se questa non si conforma ai suddetti limiti più rigorosi.

4.  Le informazioni ricevute devono essere utilizzate esclusivamente ai fini del presente Allegato; esse possono essere utilizzate dalle Parti ad altri fini soltanto previa autorizzazione scritta dell'autorità amministrativa da cui emana l'informazione, con le restrizioni imposte da detta autorità.

Il disposto del paragrafo 1 non osta all'utilizzazione delle informazioni nell'ambito di azioni giudiziarie o amministrative intentate per infrazioni al diritto penale, a condizione che tali informazioni siano state ottenute nel quadro di un'assistenza giuridica internazionale.

5.  Le Parti possono, nei processi verbali, nei rapporti e nelle testimonianze, nonché nel corso di procedimenti e azioni a carattere giudiziario, addurre come prova informazioni ricevute e documenti consultati conformemente alle disposizioni del presente articolo.

▼M10

Appendice 1

Disposizioni della comunità

 Regolamento (CE) n. 183/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 gennaio 2005, che stabilisce requisiti per l'igiene dei mangimi (GU L 35 dell'8.2.2005, pag. 1).

Disposizioni della Svizzera

 Legge federale del 29 aprile 1998 sull'agricoltura, modificata da ultimo il 24 marzo 2006 (RU 2006 3861)

 Ordinanza del 26 maggio 1999 sugli alimenti per animali, modificata da ultimo il 23 novembre 2005 (RO 2005 5555)

 Ordinanza del Dipartimento federale dell'economia del 10 giugno 1999 sul libro dei prodotti destinati all'alimentazione degli animali, modificata da ultimo il 2 novembre 2006 (RO 2006 5213)

 Ordinanza concernente la produzione primaria del 23 novembre 2005 (RO 2005 5545)

 Ordinanza del Dipartimento federale dell'economia del 23 novembre 2005 concernente l'igiene nella produzione primaria (RO 2005 6651)

 Ordinanza del Dipartimento federale dell'economia del 23 novembre 2005 concernente l'igiene nella produzione lattiera (RO 2005 6667)

▼M10

Appendice 2

ELENCO DELLE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE DI CUI ALL'ARTICOLO 9

Disposizioni della Comunità

 Regolamento (CE) n. 1831/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2003, sugli additivi destinati all'alimentazione animale (GU L 268 del 18.10.2003, pag. 29), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 378/2005 della Commissione (GU L 59 del 5.3.2005, pag. 15).

 Direttiva 82/471/CEE del Consiglio, del 30 giugno 1982, relativa a taluni prodotti impiegati nell'alimentazione degli animali (GU L 213 del 21.7.1982, pag. 8), modificata da ultimo dalla direttiva 2004/116/CE (GU L 379 del 24.12.2004, pag. 81).

Disposizioni della Svizzera

 Ordinanza del 26 maggio 1999 sugli alimenti per animali, modificata da ultimo il 23 novembre 2005 (RO 2005 5555).

 Ordinanza del Dipartimento federale dell'economia del 10 giugno 1999 sul libro dei prodotti destinati all'alimentazione degli animali, modificata da ultimo il 23 novembre 2005 (RO 2005 6655).

▼B

ALLEGATO 6

RELATIVO AL SETTORE DELLE SEMENTI

Articolo 1

Oggetto

1.  Il presente Allegato riguarda le sementi delle specie agricole, orticole e frutticole, delle piante ornamentali e della vite.

2.  Ai sensi del presente Allegato s'intendono per «sementi» tutti i materiali di moltiplicazione o destinati alla piantagione.

Articolo 2

Riconoscimento della conformità delle legislazioni

1.  Le Parti riconoscono che i requisiti previsti dalle legislazioni di cui all'appendice 1, prima sezione, sono equivalenti in termini di risultati.

2.  Fatte salve le disposizioni degli articoli 5 e 6, le sementi delle specie definite nelle legislazioni di cui al paragrafo 1 possono essere scambiate tra le Parti e commercializzate liberamente sui rispettivi territori, fornendo come unica prova della conformità alle legislazioni delle Parti l'etichetta o qualunque altro documento richiesto per la commercializzazione ai sensi di dette legislazioni.

3.  Gli organismi responsabili del controllo di conformità figurano nell'appendice 2.

Articolo 3

Riconoscimento reciproco dei certificati

1.  Ciascuna Parte riconosce, per le sementi delle specie definite nelle legislazioni di cui all'appendice 1, seconda sezione, i certificati di cui al paragrafo 2, redatti conformemente alla legislazione dell'altra Parte dagli organismi indicati nell'appendice 2.

2.  Per «certificato» ai sensi del paragrafo 1 s'intende la documentazione richiesta dalla legislazione di ciascuna delle Parti, applicabile alle importazioni di sementi e definita nell'appendice 1, seconda sezione.

Articolo 4

Armonizzazione delle legislazioni

1.  Le Parti si sforzano di armonizzare le proprie legislazioni in materia di commercializzazione delle sementi per le specie contemplate dalle legislazioni di cui all'appendice 1, seconda sezione, e per le specie non contemplate dalle legislazioni di cui all'appendice 1, prima e seconda sezione.

2.  Qualora una nuova disposizione legislativa venga adottata da una delle Parti, esse s'impegnano a considerare la possibilità di assoggettare il nuovo settore al presente Allegato secondo la procedura prevista agli articoli 11 e 12 dell'Accordo.

3.  In caso di modifica di una disposizione legislativa relativa a un settore soggetto alle disposizioni del presente Allegato, le Parti s'impegnano a valutarne le conseguenze secondo la procedura prevista agli articoli 11 e 12 dell'Accordo.

▼M14

Articolo 5

Varietà

1.  Fatto salvo il paragrafo 3, la Svizzera ammette la commercializzazione sul proprio territorio di sementi delle varietà ammesse nella Comunità per le specie menzionate nella legislazione di cui all'appendice 1, prima sezione.

2.  Fatto salvo il paragrafo 3, la Comunità ammette la commercializzazione sul proprio territorio di sementi delle varietà ammesse in Svizzera per le specie menzionate nella legislazione di cui all'appendice 1, prima sezione.

3.  Le Parti redigono congiuntamente un catalogo delle varietà per le specie menzionate nella legislazione di cui all'appendice 1, prima sezione, nei casi in cui la Comunità prevede un catalogo comune. Le parti autorizzano la commercializzazione sul loro territorio di sementi delle varietà elencate in questo catalogo redatto congiuntamente.

4.  Le disposizioni dei paragrafi 1, 2 e 3 non si applicano alle varietà geneticamente modificate.

5.  Le Parti si informano reciprocamente in merito alle domande di ammissione o ai ritiri di tali domande, alle iscrizioni in un catalogo nazionale nonché ad eventuali modifiche di quest'ultimo. Su richiesta, esse si comunicano reciprocamente una breve descrizione delle principali caratteristiche concernenti l'utilizzazione di ogni nuova varietà e degli aspetti che consentono di distinguerla dalle altre varietà conosciute. Ciascuna delle Parti tiene inoltre a disposizione dell'altra i fascicoli contenenti, per ogni varietà ammessa, una descrizione della stessa e una sintesi chiara di tutti gli elementi su cui è fondata l'ammissione. Nel caso delle varietà geneticamente modificate, le Parti si comunicano reciprocamente i risultati della valutazione dei rischi connessi alla loro immissione nell'ambiente.

6.  Le Parti possono procedere a consultazioni tecniche al fine di valutare gli elementi in base ai quali una varietà è stata ammessa in una di esse. Ove del caso, il gruppo di lavoro “Sementi” è tenuto al corrente degli esiti di queste consultazioni.

7.  Al fine di agevolare gli scambi di informazioni di cui al paragrafo 5, le Parti utilizzano i sistemi informatici per lo scambio di informazioni esistenti o in corso di elaborazione.

Articolo 6

Deroghe

1.  Le deroghe della Comunità e della Svizzera di cui all'appendice 3 sono ammesse rispettivamente dalla Svizzera e dalla Comunità nel quadro degli scambi di sementi delle specie contemplate dalla legislazione di cui all'appendice 1, prima sezione.

2.  Le Parti si informano reciprocamente di eventuali deroghe relative alla commercializzazione delle sementi che esse intendono applicare sul proprio territorio o su parte di esso. Nel caso di deroghe di breve durata, o che richiedono un'entrata in vigore immediata, è sufficiente una notifica a posteriori.

3.  In deroga alle disposizioni dell'articolo 5, paragrafi 1 e 3, la Svizzera può decidere di vietare la commercializzazione sul proprio territorio di sementi di una varietà ammessa nel catalogo comune della Comunità.

4.  In deroga alle disposizioni dell'articolo 5, paragrafi 2 e 3, la Comunità può decidere di vietare la commercializzazione sul proprio territorio di sementi di una varietà ammessa nel catalogo nazionale svizzero.

5.  Le disposizioni di cui ai paragrafi 3 e 4 si applicano nei casi previsti dalla legislazione delle Parti che figura all'appendice 1, prima sezione.

6.  Le Parti possono ricorrere alle disposizioni di cui ai paragrafi 3 e 4:

 nei tre anni successivi all'entrata in vigore del presente allegato, per le varietà ammesse nella Comunità o in Svizzera precedentemente a tale entrata in vigore;

 nei tre anni successivi al ricevimento delle informazioni di cui all'articolo 5, paragrafo 5, per le varietà ammesse nella Comunità o in Svizzera successivamente all'entrata in vigore del presente allegato.

7.  Le disposizioni di cui al paragrafo 6 si applicano per analogia alle varietà delle specie disciplinate da disposizioni che, in virtù dell'articolo 4, potrebbero figurare nell'appendice 1, prima sezione, successivamente all'entrata in vigore del presente allegato.

8.  Le Parti possono procedere a consultazioni tecniche al fine di valutare le conseguenze, ai fini del presente allegato, delle deroghe di cui ai paragrafi da 1 a 4.

9.  Le disposizioni del paragrafo 8 non si applicano nei casi in cui la decisione in materia di deroghe sia di competenza degli Stati membri della Comunità in virtù delle disposizioni legislative che figurano nell'appendice 1, prima sezione. Le disposizioni dello stesso paragrafo non si applicano alle deroghe adottate dalla Svizzera in casi analoghi.

▼B

Articolo 7

Paesi terzi

1.  Fatto salvo l'articolo 10, le disposizioni del presente Allegato si applicano altresì alle sementi commercializzate sul territorio delle Parti e provenienti da un paese diverso dagli Stati membri della Comunità e dalla Svizzera e da essi riconosciuto.

2.  L'elenco dei paesi di cui al paragrafo 1, nonché le specie e la portata del riconoscimento, figurano nell'appendice 4.

Articolo 8

Prove comparative

1.  Prove comparative vengono effettuate al fine di controllare a posteriori campioni di sementi prelevati dalla partite commercializzate sul territorio delle Parti. La Svizzera partecipa alle prove comparative comunitarie.

2.  L'organizzazione delle prove comparative nelle Parti è soggetta all'approvazione del gruppo di lavoro «Sementi».

Articolo 9

Gruppo di lavoro «Sementi»

1.  Il gruppo di lavoro «Sementi» (denominato «gruppo di lavoro»), istituito ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 7 dell'Accordo, esamina le questioni relative al presente Allegato e alla sua applicazione.

2.  Il gruppo di lavoro esamina periodicamente l'evoluzione delle disposizioni legislative e regolamentari interne delle Parti nei settori disciplinati dal presente Allegato. In particolare, esso formula proposte che sottopone al Comitato al fine di adeguare e aggiornare le appendici del presente Allegato.

Articolo 10

Accordo con altri paesi

Salvo Accordo formale tra le Parti, queste ultime convengono che gli accordi di riconoscimento reciproco conclusi da ciascuna di esse con un paese terzo non possono in alcun caso vincolare l'altra Parte all'accettazione di relazioni, certificati, autorizzazioni e marchi rilasciati da organismi di valutazione della conformità di detto paese terzo.

Appendice 1

Legislazioni

Prima sezione (riconoscimento della conformità delle legislazioni)

A.   DISPOSIZIONI DELLA COMUNITÀ EUROPEA

1.   Testi di base

 Direttiva 66/402/CEE del Consiglio, del 14 giugno 1966, relativa alla commercializzazione delle sementi di cereali (GU L 125 dell'11.7.1966, pag. 309/66), modificata da ultimo dalla direttiva 96/72/CE del Consiglio (GU L 304 del 27.11.1996, pag. 10)

 Direttiva 66/403/CEE del Consiglio, del 14 giugno 1966, relativa alla commercializzazione dei tuberi-seme di patate (GU L 125 dell'11.7.1966, pag. 2320/66), modificata da ultimo dalla decisione 98/111/CE della Commissione (GU L 28 del 4.2.1998, pag. 42)

 Direttiva 70/457/CEE del Consiglio, del 29 settembre 1970, relativa al catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole (GU L 225 del 12.10.1970, pag. 1), modificata da ultimo dall'Atto di adesione del 1994 ( 6 ).

2.   Testi di applicazione (6) 

 Direttiva 72/180/CEE della Commissione, del 14 aprile 1972, concernente la fissazione dei caratteri e delle condizioni minime per l'esame delle varietà delle specie delle piante agricole (GU L 108 dell'8.5.1972, pag. 8)

 Direttiva 74/268/CEE della Commissione, del 2 maggio 1974, che fissa le condizioni particolari sulla presenza di Avena fatua nelle sementi di piante foraggere e di cereali (GU L 141 del 24.5.1974, pag. 19), modificata da ultimo dalla direttiva 78/511/CEE (GU L 157 del 15.6.1978, pag. 34)

 Decisione 80/755/CEE della Commissione, del 17 luglio 1980, che autorizza l'apposizione delle indicazioni prescritte sugli imballaggi delle sementi di cereali (GU L 207 del 9.8.1980, pag. 37), modificata da ultimo dalla decisione 81/109/CEE (GU L 64 dell'11.3.1981, pag. 13)

 Decisione 81/675/CEE della Commissione, del 28 luglio 1981, che constata che alcuni sistemi di chiusura sono «sistemi di chiusura non riutilizzabili» ai sensi delle direttive 66/400/CEE, 66/401/CEE, 66/402/CEE, 69/208/CEE e 70/458/CEE del Consiglio (GU L 246 del 29.8.1981, pag. 26), modificata da ultimo dalla decisione 86/563/CEE della Commissione (GU L 327 del 22.11.1986, pag. 50)

 Decisione 86/110/CEE della Commissione, del 27 febbraio 1986, relativa alle condizioni in cui possono essere previste deroghe al divieto dell'uso di etichette CEE per le operazioni di richiusura e rietichettatura degli imballaggi di sementi prodotti in paesi terzi (GU L 93 dell'8.4.1986, pag. 23)

 Direttiva 93/17/CEE della Commissione, del 30 marzo 1993, che determina classi comunitarie di tuberi-seme di base delle patate, nonché i relativi requisiti e le relative denominazioni (GU L 106 del 30.4.1993, pag. 7)

 Decisione 94/650/CE della Commissione, del 9 settembre 1994, che organizza un esperimento temporaneo per la vendita al consumatore finale di sementi alla rinfusa (GU L 252 del 28.9.1994, pag. 15), modificata da ultimo dalla decisione 98/174/CE (GU L 63 del 4.3.1998, pag. 31)

 Decisione 98/320/CE della Commissione, del 27 aprile 1998, relativa all'organizzazione di un esperimento temporaneo di campionamento e controllo delle sementi in base alle direttive 66/400/CEE, 66/401/CEE, 66/402/CEE e 69/208/CEE del Consiglio (GU L 140 del 12.5.1998, pag. 14).

B.   DISPOSIZIONI DELLA SVIZZERA ( 7 )

 Legge federale del 29 aprile 1998 sull'agricoltura (RU 1998 3033)

 Ordinanza del 7 dicembre 1998 concernente la produzione e la commercializzazione del materiale vegetale di moltiplicazione (RU 1999 420)

 Ordinanza del DFE del 7 dicembre 1998 concernente le sementi e i tuberi-seme delle specie campicole nonché di piante foraggere (RU 1999 781)

 Ordinanza dell'UFAG del 7 dicembre 1998 concernente il catalogo delle varietà di cereali, patate, piante foraggere e canapa (RU 1999 429) ( 8 ).

Seconda sezione (riconoscimento reciproco dei certificati)

A.   DISPOSIZIONI DELLA COMUNITÀ EUROPEA

1.   Testi di base

 Direttiva 66/400/CEE del Consiglio, del 14 giugno 1966, relativa alla commercializzazione delle sementi di barbabietole (GU L 125 dell'11.7.1966, pag. 2290/66), modificata da ultimo dalla direttiva 96/72/CE (GU L 304 del 27.11.1996, pag. 10)

 Direttiva 66/401/CEE del Consiglio, del 14 giugno 1966, relativa alla commercializzazione delle sementi di piante foraggere (GU 125 dell'11.7.1966, pag. 2298/66), modificata da ultimo dalla direttiva 96/72/CE (GU L 304 del 27.11.1996, pag. 10)

 Direttiva 69/208/CEE del Consiglio, del 30 giugno 1969, relativa alla commercializzazione delle sementi di piante oleaginose e da fibra (GU L 169 del 10.7.1969, pag. 3), modificata da ultimo dalla direttiva 96/72/CE (GU L 304 del 27.11.1996, pag. 10).

2.   Testi di applicazione ( 9 )

 Direttiva 75/502/CEE della Commissione, del 25 luglio 1975, che limita la commercializzazione delle sementi di fienarola dei prati (Poa Pratensis L.) alle sementi che sono state ufficialmente certificate «sementi di base» o «sementi certificate» (GU L 228 del 29.8.1975, pag. 26)

 Decisione 81/675/CEE: della Commissione, del 28 luglio 1981, che constata che alcuni sistemi di chiusura sono «sistemi di chiusura non riutilizzabili» ai sensi delle direttive 66/400/CEE, 66/401/CEE, 66/402/CEE, 69/208/CEE e 70/458/CEE del Consiglio (GU L 246 del 29.8.1981, pag. 26), modificata da ultimo dalla decisione 86/563/CEE della Commissione (GU L 327 del 22.11.1986, pag. 50)

 Direttiva 86/109/CEE della Commissione, del 27 febbraio 1986, che limita la commercializzazione delle sementi di talune specie di piante foraggere, oleaginose e da fibra alle sementi ufficialmente certificate «sementi di base» o «sementi certificate» (GU L 93 dell'8.4.1986, pag. 21), modificata da ultimo dalla direttiva 91/376/CEE (GU L 203 del 26.7.1991, pag. 108)

 Decisione 86/110/CEE della Commissione, del 27 febbraio 1986, relativa alle condizioni in cui possono essere previste deroghe al divieto dell'uso di etichette CEE per le operazioni di richiusura e rietichettatura degli imballaggi di sementi prodotti in paesi terzi (GU L 93 dell'8.4.1986, pag. 23)

 Decisione 87/309/CEE della Commissione, del 2 giugno 1987, che autorizza l'apposizione delle indicazioni prescritte sugli imballaggi delle sementi di alcune specie di piante foraggere (GU L 155 del 16.6.1987, pag. 26), modificata da ultimo dalla decisione 97/125/CE (GU L 48 del 19.2.1997, pag. 35)

 Decisione 92/195/CEE della Commissione, del 17 marzo 1992, che organizza, in virtù della direttiva 66/401/CEE, relativa alla commercializzazione delle sementi di piante foraggere, un esperimento temporaneo riguardante l'aumento del peso massimo ammesso per partita (GU L 88 del 3.4.1992, pag. 59), modificata da ultimo dalla decisione 96/203/CE (GU L 65 del 15.3.1996, pag. 41)

 Decisione 94/650/CE della Commissione, del 9 settembre 1994, che organizza un esperimento temporaneo per la vendita al consumatore finale di sementi alla rinfusa (GU L 252 del 28.9.1994, pag. 15), modificata da ultimo dalla decisione 98/174/CE (GU L 63 del 4.3.1998, pag. 3)

 Decisione 95/232/CE della Commissione, del 27 giugno 1995, concernente l'organizzazione di un esperimento temporaneo a norma della direttiva 69/208/CEE del Consiglio, inteso alla determinazione delle condizioni cui devono soddisfare le sementi di ibridi e di associazioni varietali di colza e di ravizzone (GU L 154 del 5.7.1995, pag. 22), modificata da ultimo dalla decisione 98/173/CE della Commissione (GU L 63 del 4.3.1998, pag. 30)

 Decisione 96/202/CE della Commissione, del 4 marzo 1996, concernente l'organizzazione di un esperimento temporaneo sul tenore massimo di materia inerte nelle sementi di soia (GU L 65 del 15.3.1996, pag. 39)

 Decisione 97/125/CE della Commissione, del 24 gennaio 1997, che autorizza l'apposizione delle indicazioni prescritte sugli imballaggi delle sementi di piante oleaginose e da fibra e recante modifica della decisione 87/309/CEE che autorizza l'apposizione delle indicazioni prescritte sugli imballaggi delle sementi di alcune specie di piante foraggere (GU L 48 del 19.2.1997, pag. 35)

 Decisione 98/320/CE della Commissione, del 27 aprile 1998, relativa all'organizzazione di un esperimento temporaneo di campionamento e controllo delle sementi in base alle direttive 66/400/CEE, 66/401/CEE, 66/402/CEE e 69/208/CEE del Consiglio (GU L 140 del 12.5.1998, pag. 14).

B.   DISPOSIZIONI DELLA SVIZZERA

 Legge federale del 29 aprile 1998 sull'agricoltura (RU 1998 3033)

 Ordinanza del 7 dicembre 1998 concernente la produzione e la commercializzazione del materiale vegetale di moltiplicazione (RU 1999 420)

 Ordinanza del DFE del 7 dicembre 1998 concernente le sementi e i tuberi-seme delle specie campicole nonché di piante foraggere (RU 1999 781)

 Libro delle sementi del DFE del 6 giugno 1974, ultima modifica il 7 dicembre 1998 (RU 1999 408).

C.   CERTIFICATI RICHIESTI ALL'ATTO DELLE IMPORTAZIONI

a) Dalla Comunità europea:

I documenti previsti dalla decisione 95/514/CE del Consiglio (GU L 296 del 9.12.1995, pag. 34), modificata da ultimo dalla decisione 98/162/CE (GU L 53 del 24.2.1998, pag. 21).

b) Dalla Svizzera:

Le etichette ufficiali d'imballaggio CE o OCSE rilasciate dagli organismi elencati all'appendice 2 del presente Allegato nonché, per ciascuna partita di sementi, i bollettini arancioni o verdi dell'ISTA o un certificato di analisi equivalente.

Appendice 2

Organismi di controllo e di certificazione delle sementi



A. Comunità europea

Belgio

Ministère des Classes Moyennes et de l'AgricultureService Matériel de ReproductionBruxelles

 

Danimarca

Ministeriet for Fødevarer, Landbrug og Fiskeri (Ministry of Food, Agriculture and Fisheries)Plantedirektoratet (Danish Plant Directorate)Lyngby

 

Germania

Senatsverwaltung für Wirtschaft und BetriebeReferat Ernährung und Landwirtschaft— Abteilung IV E 3 —Berlin

B

Der Direktor der Landwirtschaftskammer Rheinland als LandesbeauftragterSaatenanerkennungsstelleBonn

BN

Regierungspräsidium Freiburg— Abt. III, Referat 34 —Freiburg i. Br.

FR

Bayerische Landesanstalt für Bodenkultur und Pflanzenbau — Amtliche Saatenanerkennung für landwirtsch. Saatgut-Freising

FS

Landwirtschaftskammer HannoverReferat 32Hannover

H

Regierungspräsidium HalleAbteilung 5, Dezernat 51Samenprüf- und AnerkennungsstelleHalle

HAL

Der Senator für Frauen, Gesundheit, Jugend, Soziales und UmweltschutzReferat 33Bremen

HB

Wirtschaftsbehörde,Amt Wirtschaft u. LandwirtschaftAbt. Land- und ErnährungswirtschaftHamburg

HH

Landesforschungsanstalt für Landwirtschaft und Fischerei Mecklenburg-VorpommernLandesanerkennungsstelle für Saat- und PflanzgutRostock

HRO

Thüringer Landesanstalt für LandwirtschaftSachgebiet 270Jena

J

Regierungspräsidium Karlsruhe— Referat 34 —Karlsruhe

KA

Landwirtschaftskammer Rheinland-Pfalz— Amtliche Saatanerkennung —Bad Kreuznach

KH

Landwirtschaftskammer Schleswig-HolsteinLUFA-ITLKiel

KI

Hessisches Landesamt für Regionalentwicklung und LandwirtschaftDez. 23Kassel

KS

Sächsisches Landesamt für LandwirtschaftFachbereich 5, Sortenprüfung und FeldversuchswesenSaatenanerkennungNossen

MEI

Der Direktor der Landwirtschaftskammer Westfalen-Lippe als LandesbeauftragterGruppe 31 LandbauMünster

MS

Landwirtschaftskammer Weser-EmsInstitut für Pflanzenbau und PflanzenschutzReferet P4Oldenburg

OL

Landesamt für Ernährung, Landwirtschaft und FlurneuordnungSaatenanerkennungsstelle PotsdamPotsdam

P

Regierungspräsidium StuttgartReferat 34 aStuttgart

S

Landwirtschaftskammer für das SaarlandSaarbrücken

SB

Regierungspräsidium TübingenReferat 34Tübingen

Regierung von Unterfranken— Anerkennungs- und Nachkontrollstelle für Gemüsesaatgut in Bayern —Würzburg

Regierung von UnterfrankenAbteilung Landwirtschaft— Sachgebiet Weinbau —Würzburg

Grecia

Ministry of AgricultureDirectorate of Inputs of Crop ProductionAthens

 

Spagna

Ministerio de Agricultura, Pesca y AlimentaciónDirección General de Producciones y Mercados AgrícolasSubdirección General de Semillas y Plantas de ViveroMadrid

Generalidad de CataluñaDepartamento de Agricultura, Ganadería y PescaBarcelona

Comunidad Autónoma del País VascoDepartamento de Industria Agricultura y PescaVitoria

Junta de GaliciaConsejería de Agricultura, Ganadería y MontesSantiago de Compostela

Diputación Regional de CantabriaConsejería de Ganadería, Agricultura y PescaSantander

Principado de AsturiasConsejería de AgriculturaOviedo

Junta de AndalucíaConsejería de Agricultura y PescaSevilla

Comunidad Autónoma de la Región de MurciaConsejería de Medio Ambiente, Agricultura y PescaMurcia

Diputación General de AragónConsejería de Agricultura y Medio AmbienteZaragoza

Junta de Comunidades de Castilla-La ManchaConsejería de Agricultura y Medio AmbienteToledo

Generalidad ValencianaConsejería de Agricultura y Medio AmbienteValencia

Comunidad Autónoma de La RiojaConsejería de Agricultura, Ganadería y Desarrollo RuralLogroño

Junta de ExtremaduraConsejería de Agricultura y ComercioMérida

Comunidad Autónoma de las CanariasConsejería de Agricultura, Pesca y AlimentaciónSanta Cruz de Tenerife

Junta de Castilla y LeónConsejería de Agricultura y Ganadería,Valladolid

Comunidad Autónoma de las Islas BalearesConsejería de Agricultura, Comercio e IndustriaPalma de Mallorca

Comunidad de MadridConsejería de Economía y EmpleoMadrid

Diputación Foral de NavarraDepartamento de Agricultura, Ganadería y AlimentaciónPamplona

 

Francia

Ministère de l'Agriculture, de la Pêche et de l'AlimentationService Officiel de Contrôle et de Certification (SOC)Paris

 

Irlanda

The Department of Agriculture, Food and ForestryAgriculture HouseDublin

 

Italia

Ente Nazionale Sementi Elette (ENSE)Milano

 

Lussemburgo

L'Administration des Services Techniques de l'Agriculture (ASTA)Service de la Production VégétaleLuxembourg

 

Austria

Bundesamt und Forschungszentrum für LandwirtschaftWien

Bundesamt für AgrarbiologieLinz

 

Paesi bassi

Nederlandse Algemene Keuringsdienst voor zaaizaad en pootgoed van landbouwgewassen (NAK)Ede

 

Portogallo

Ministério da Agricultura, do Desenvolvimento Rural e das PescasDirecção Geral de Protecção das CulturasLisboa

 

Finlandia

Kasvintuotannon tarkastuskeskus (KTTK)/Kontroll-centralen för växtproduktionSiementarkastusosasto/FrökontrollavdelingenLoimaa

 

Svezia

a)  Sementi, ad eccezione dei tuberi-seme di patate:

— Statens utsädeskontroll (SUK)(Swedish Seed Testing and Certification Institute)Svalöv

— Frökontrollen Mellansverige ABLinköping

— Frökontrollen Mellansverige ABÖrebro

b)  Tuberi-seme di patate

Statens utsädeskontroll (SUK)(Swedish Seed Testing and Certification Institute)Svalöv

 

Regno Unito

England and Wales

a)  Sementi, ad eccezione dei tuberi-seme di patate:

Ministry of Agriculture, Fisheries and FoodSeeds BranchCambridge

b)  Tuberi-seme di patate

Ministry of Agriculture, Fisheries and FoodPlant Health DivisionYork

Scotland:

Scottish OfficeAgriculture Fisheries and Environment DepartmentEdinburgh

Northern Ireland:

Department of Agriculture for Northern IrelandSeeds BranchBelfast

 

B. Svizzera

Service des Semences et PlantsRAC ChanginsNyon

Dienst für Saat- unf PflanzgutFAL ReckenholzZürich

 

Appendice 3

Deroghe comunitarie ammesse dalla Svizzera ( 10 )

a) che dispensano taluni Stati membri dall'obbligo di applicare, ad alcune specie, le disposizioni della direttiva 66/402/CEE del Consiglio relativa alla commercializzazione delle sementi di cereali:

 decisione 69/270/CEE della Commissione (GU L 220 dell'1.9.1969, pag. 8)

 decisione 69/271/CEE della Commissione (GU L 220 dell'1.9.1969, pag. 9)

 decisione 69/272/CEE della Commissione (GU L 220 dell'1.9.1969, pag. 10)

 decisione 70/47/CEE della Commissione (GU L 13 del 19.1.1970, pag. 26), modificata dalla decisione 80/301/CEE della Commissione (GU L 68 del 14.3.1980, pag. 30)

 decisione 74/5/CEE della Commissione (GU L 12 del 15.1.1974, pag. 13)

 decisione 74/361/CEE della Commissione (GU L 196 del 19.7.1974, pag. 19)

 decisione 74/532/CEE della Commissione (GU L 299 del 7.11.1974, pag. 14)

 decisione 80/301/CEE della Commissione (GU L 68 del 14.3.1980, pag. 30)

 decisione 86/153/CEE della Commissione (GU L 115 del 3.5.1986, pag. 26)

 decisione 89/101/CEE della Commissione (GU L 38 del 10.2.1989, pag. 37).

b) Che autorizzano taluni Stati membri a limitare la commercializzazione delle sementi di alcune varietà di cereali o dei materiali di moltiplicazione di alcune varietà di patate (Catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole, ventesima edizione integrale, colonna 4, GU L 264 A del 30.8.1997, pag. 1).

c) Che autorizzano alcuni Stati membri ad adottare disposizioni più restrittive per quanto riguarda la presenza di Avena fatua nelle sementi di cereali:

 decisione 74/269/CEE della Commissione (GU L 141 del 24.5.1974, pag. 20), modificata dalla decisione 78/512/CEE della Commissione (GU L 157 del 15.6.1978, pag. 35) ( 11 )

 decisione 74/531/CEE della Commissione (GU L 299 del 7.11.1974, pag. 13)

 decisione 95/75/CE della Commissione (GU L 60 del 18.3.1995, pag. 30)

 decisione 96/334/CE della Commissione (GU L 127 del 25.5.1996, pag. 39).

d) Che autorizzano, per la commercializzazione di tuberi-seme di patate nella totalità o in parte del territorio di taluni Stati membri, l'adozione di misure più rigorose di quelle previste negli allegati I e II della direttiva 66/403/CEE del Consiglio contro alcune malattie:

 decisione 93/231/CEE della Commissione (GU L 106 del 30.4.1993, pag. 11), modificata dalle decisioni della Commissione:

 

 95/21/CE (GU L 28 del 7.2.1995, pag. 13),

 95/76/CE (GU L 60 del 18.3.1995, pag. 31) e

 96/332/CE (GU L 127 del 25.5.1996, pag. 31).

Appendice 4

Elenco dei paesi terzi ( 12 )

Argentina

Australia

Bulgaria

Canada

Cile

Croazia

Israele

Marocco

Norvegia

Nuova Zelanda

Polonia

Repubblica ceca

Romania

Slovacchia

Slovenia

Stati uniti d'America

Sudafrica

Turchia

Ungheria

Uruguay

▼M19

ALLEGATO 7

RELATIVO AL COMMERCIO DEI PRODOTTI VITIVINICOLI

Articolo 1

Obiettivi

Le parti convengono, sulla base dei principi di non discriminazione e di reciprocità, di agevolare e di favorire i rispettivi flussi commerciali di prodotti vitivinicoli originari dei loro territori alle condizioni stabilite nel presente allegato.

Articolo 2

Campo d’applicazione

Il presente allegato si applica ai prodotti vitivinicoli quali definiti dalle disposizioni legislative citate nell’appendice 1.

Articolo 3

Definizioni

Ai fini del presente allegato e fatte salve disposizioni contrarie previste dall’allegato, si intende per:

a) «prodotto vitivinicolo originario di», se tale dicitura è seguita dal nome di una delle parti: un prodotto ai sensi dell’articolo 2, elaborato nel territorio della suddetta parte ed ottenuto da uve raccolte esclusivamente su tale territorio o su un territorio definito all’appendice 2, in conformità alle disposizioni del presente allegato;

b) «indicazione geografica», un’indicazione, inclusa la denominazione d’origine, ai sensi dell’articolo 22 dell’accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale che interessano il commercio, allegato all’accordo che istituisce l’Organizzazione mondiale del commercio (denominato in appresso “accordo ADPIC”), che è riconosciuta dalle disposizioni legislative o regolamentari di una delle parti per la designazione e la presentazione di un prodotto vitivinicolo di cui all’articolo 2, originario del suo territorio o di un territorio definito all’appendice 2;

c) «menzione tradizionale», una denominazione di uso tradizionale, che si riferisce in particolare al metodo di produzione o alla qualità, al colore o al tipo di un prodotto vitivinicolo di cui all’articolo 2 e che è riconosciuta dalle disposizioni legislative e regolamentari di una parte per la designazione e la presentazione di tale prodotto originario del territorio di detta parte;

d) «denominazione protetta», un’indicazione geografica o una menzione tradizionale di cui, rispettivamente, alle lettere b) e c), protetta in virtù del presente allegato;

e) «designazione», le denominazioni utilizzate sull’etichetta, sui documenti che scortano il trasporto di un prodotto vitivinicolo di cui all’articolo 2, sui documenti commerciali, in particolare sulle fatture e sulle bollette di consegna e nella pubblicità;

f) «etichettatura», il complesso delle designazioni e altre diciture, contrassegni, illustrazioni o marchi che caratterizzano un prodotto vitivinicolo di cui all’articolo 2 e che sono apposti sul medesimo recipiente, incluso il dispositivo di chiusura o sul pendaglio appeso al recipiente o sul rivestimento del collo delle bottiglie;

g) «presentazione», le denominazioni utilizzate sui recipienti e sui dispositivi di chiusura, sulle etichette e sull’imballaggio;

h) «imballaggio», gli involucri protettivi, come la carta o involucri di paglia di ogni genere, cartoni e casse, utilizzati per il trasporto di uno o più recipienti e/o la loro presentazione ai fini della vendita al consumatore finale;

i) «normativa relativa al commercio dei prodotti vitivinicoli», tutte le disposizioni previste dal presente allegato;

j) «autorità competente», ciascuna delle autorità o ciascuno dei servizi designati da una parte per provvedere all’applicazione della normativa sulla produzione e sul commercio di prodotti vitivinicoli;

k) «autorità di contatto», l’organismo o l’autorità competente designati da una parte per garantire gli opportuni contatti con l’autorità omologa dell’altra parte;

l) «autorità richiedente», l’autorità competente, all’uopo designata da una parte, che presenta una domanda di assistenza in uno dei settori contemplati dal presente titolo;

m) «autorità interpellata», un organismo o un’autorità competente, all’uopo designati da una parte, che riceve una richiesta di assistenza in uno dei settori contemplati dal presente titolo;

n) «infrazione», qualsiasi violazione della normativa sulla produzione e sul commercio di prodotti vitivinicoli e qualsiasi tentativo di violazione di tale normativa.



TITOLO I

DISPOSIZIONI APPLICABILI ALL’IMPORTAZIONE E ALLA COMMERCIALIZZAZIONE

Articolo 4

Etichettatura, presentazione e documenti di accompagnamento

1.  Gli scambi tra le parti di prodotti vitivinicoli di cui all’articolo 2, originari dei territori rispettivi, si effettuano conformemente alle disposizioni tecniche previste dal presente allegato. Per disposizioni tecniche si intendono tutte le disposizioni di cui all’appendice 3, relative alla definizione dei prodotti vitivinicoli, alle pratiche enologiche, alla composizione di tali prodotti, ai loro documenti di accompagnamento e alle modalità di trasporto e di commercializzazione degli stessi.

2.  Il Comitato può decidere di modificare la definizione di «disposizioni tecniche» di cui al paragrafo 1.

3.  Le disposizioni degli atti di cui all’appendice 3, relative all’entrata in vigore di tali atti o alla loro applicazione, non si applicano ai fini del presente allegato.

4.  Il presente allegato non pregiudica l’applicazione delle norme nazionali o unionali concernenti la fiscalità, né le relative misure di controllo.



TITOLO II

PROTEZIONE RECIPROCA DELLE DENOMINAZIONI DEI PRODOTTI VITIVINICOLI DI CUI ALL’ARTICOLO 2

Articolo 5

Denominazioni protette

Per i prodotti vitivinicoli originari dell’Unione europea e della Svizzera, sono protette le seguenti denominazioni, figuranti nell’appendice 4:

a) il nome o i riferimenti allo Stato membro dell’Unione europea o alla Svizzera di cui il vino è originario;

b) i termini specifici;

c) le denominazioni di origine e le indicazioni geografiche;

d) le menzioni tradizionali.

Articolo 6

Nomi o riferimenti utilizzati per designare gli Stati membri dell’Unione europea e la Svizzera

1.  Ai fini dell’identificazione dell’origine dei vini in Svizzera, i nomi o i riferimenti agli Stati membri dell’Unione che servono a designare tali prodotti:

a) sono riservati ai vini originari dello Stato membro interessato;

b) possono essere utilizzati esclusivamente per prodotti vitivinicoli originari dell’Unione europea e alle condizioni previste dalla legislazione e dalla regolamentazione dell’Unione europea.

2.  Ai fini dell’identificazione dell’origine dei vini nell’Unione europea, il nome o i riferimenti alla Svizzera che servono a designare tali prodotti:

a) sono riservati ai vini originari della Svizzera;

b) possono essere utilizzati esclusivamente per prodotti vitivinicoli originari della Svizzera e alle condizioni previste dalla legislazione e dalla regolamentazione dell’Unione europea.

Articolo 7

Altri termini

1.  I termini «denominazione di origine protetta», «indicazione geografica protetta» e le relative sigle «DOP» e «IGP», e i termini «Sekt» e «crémant», di cui al regolamento (CE) n. 607/2009 della Commissione ( 13 ), sono riservati ai vini originari dello Stato membro interessato e possono essere utilizzati esclusivamente alle condizioni previste dalla legislazione e dalla regolamentazione dell’Unione europea.

2.  Fatto salvo l’articolo 10, i termini “denominazione d’origine controllata”, e la relativa sigla “DOC” e “vino con indicazione geografica tipica”, di cui all’articolo 63 della legge federale sull’Agricoltura, sono riservati ai vini originari della Svizzera e possono essere utilizzati esclusivamente alle condizioni previste dalla legislazione svizzera.

Il termine “vino da tavola” di cui all’articolo 63 della legge federale sull’agricoltura, è riservato ai vini originari della Svizzera e può essere utilizzato esclusivamente alle condizioni previste dalla legislazione svizzera.

Articolo 8

Protezione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche

1.  In Svizzera, le denominazioni di origine e le indicazioni geografiche dell’Unione europea elencate nell’appendice 4, parte A:

I. sono protette e riservate ai vini originari dell’Unione europea;

II. possono essere utilizzate esclusivamente per prodotti vitivinicoli dell’Unione europea e alle condizioni previste dalla legislazione e dalla regolamentazione dell’Unione europea.

Nell’Unione europea, le denominazioni di origine e le indicazioni geografiche della Svizzera elencate nell’appendice 4, parte B:

I. sono protette e riservate ai vini originari della Svizzera;

II. possono essere utilizzate esclusivamente per prodotti vitivinicoli della Svizzera e alle condizioni previste dalla legislazione e dalla regolamentazione svizzere.

2.  Le parti adottano le misure necessarie, in conformità al presente allegato, per la protezione reciproca delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche elencate nell’appendice 4, utilizzate per la designazione e la presentazione dei vini originari del territorio delle parti medesime. Ciascuna parte predispone i mezzi legali adeguati per garantire una protezione efficace e per impedire l’uso di una denominazione di origine o di un’indicazione geografica elencate nell’appendice 4 per designare un vino non originario del luogo indicato da tale denominazione di origine o indicazione geografica.

3.  La protezione di cui al paragrafo 1 si applica anche qualora:

a) sia indicata la vera origine del vino;

b) la denominazione di origine o l’indicazione geografica sia tradotta o trascritta o traslitterata; oppure

c) le indicazioni utilizzate siano accompagnate da espressioni quali “genere”, “tipo”, “stile”, “imitazione”, “metodo” o altre espressioni simili.

4.  In caso di omonimia tra denominazioni di origine o indicazioni geografiche elencate nell’appendice 4, la protezione è concessa a ciascuna di esse, a condizione che siano usate in buona fede e che sia garantito un trattamento equo dei produttori interessati, nel rispetto delle condizioni pratiche d’uso fissate dalle parti nell’ambito del Comitato, e che il consumatore non sia indotto in errore.

5.  Se un’indicazione geografica di cui all’appendice 4 è omonima di un’indicazione geografica di un paese terzo, si applica l’articolo 23, paragrafo 3, dell’accordo ADPIC.

6.  Le disposizioni del presente allegato non pregiudicano in alcun modo il diritto di qualsiasi persona di utilizzare, nel commercio, il proprio nome o il nome del proprio predecessore nell’attività commerciale, purché tale nome non sia utilizzato in modo da indurre in errore i consumatori.

7.  Nessuna disposizione del presente allegato obbliga una parte a proteggere una denominazione di origine o un’indicazione geografica dell’altra parte elencata nell’appendice 4, ma che non è, o non è più, protetta nello Stato di origine o è caduta in disuso in tale Stato.

8.  Le parti dichiarano che i diritti e gli obblighi istituiti in virtù del presente allegato non valgono per denominazioni di origine o indicazioni geografiche diverse da quelle elencate nell’appendice 4.

9.  Fatto salvo l’accordo ADPIC, il presente allegato completa e precisa i diritti e gli obblighi che si applicano alla protezione delle indicazioni geografiche di ciascuna parte.

Tuttavia, ciascuna delle parti rinuncia ad avvalersi delle disposizioni stabilite dall’articolo 24, paragrafi 4, 6 e 7, dell’accordo ADPIC, per rifiutare la concessione della protezione a una denominazione dell’altra parte, salvo nei casi previsti nell’appendice 5 del presente allegato.

10.  La protezione esclusiva prevista dal presente articolo si applica alla denominazione “Champagne” figurante nell’elenco dell’Unione europea di cui all’appendice 4 del presente allegato.

Articolo 9

Relazioni fra denominazioni di origine, indicazioni geografiche e marchi

1.  Le parti non hanno l’obbligo di proteggere una denominazione di origine o un’indicazione geografica se, a causa della notorietà e della reputazione di un marchio anteriore, la protezione potrebbe indurre in errore il consumatore quanto alla vera identità del vino.

2.  La registrazione di un marchio commerciale per un prodotto vitivinicolo di cui all’articolo 2, che contenga o consista in una denominazione di origine o un’indicazione geografica elencata all’appendice 4, è interamente o parzialmente rifiutata, in conformità alla legislazione di ciascuna parte, d’ufficio o a richiesta di un soggetto interessato, se il prodotto non è originario del luogo indicato dalla denominazione di origine o dall’indicazione geografica.

3.  Un marchio commerciale registrato per un prodotto vitivinicolo di cui all’articolo 2, che contenga o consista in una denominazione di origine o un’indicazione geografica elencata all’appendice 4, è interamente o parzialmente invalidato, in conformità alla legislazione di ciascuna parte, d’ufficio o a richiesta di un soggetto interessato, se si riferisce a un prodotto non conforme alle condizioni richieste per la denominazione di origine o l’indicazione geografica.

4.  Un marchio il cui uso corrisponda alla situazione di cui al paragrafo precedente, che è stato depositato e registrato in buona fede o acquisito con l’uso in buona fede in una delle parti (compresi gli Stati membri dell’Unione europea), se questa possibilità è prevista nella rispettiva legislazione, prima della data di decorrenza della protezione della denominazione di origine o dell’indicazione geografica dell’altra parte ai sensi del presente allegato, può continuare ad essere utilizzato nonostante la protezione concessa alla denominazione di origine o all’indicazione geografica, purché nella legislazione della parte interessata non esista alcun motivo di annullamento del marchio.

Articolo 10

Protezione delle menzioni tradizionali

1.  In Svizzera, le menzioni tradizionali dell’Unione europea elencate nell’appendice 4, parte A:

a) non sono utilizzate per la designazione o la presentazione di vini originari della Svizzera;

b) possono essere utilizzate per la designazione o la presentazione di vini originari dell’Unione europea esclusivamente per i vini la cui origine e la cui categoria sono elencate nell’appendice, nella lingua ivi indicata e alle condizioni stabilite dalle disposizioni legislative e regolamentari vigenti nell’Unione europea.

Nell’Unione europea, le menzioni tradizionali della Svizzera elencate nell’appendice 4, parte B:

a) non sono utilizzate per la designazione o la presentazione di vini originari dell’Unione europea;

b) possono essere utilizzate per la designazione o la presentazione di vini originari della Svizzera esclusivamente per i vini la cui origine e la cui categoria sono elencate nell’appendice, nella lingua ivi indicata e alle condizioni stabilite dalle disposizioni legislative e regolamentari svizzere.

2.  Le parti adottano le misure necessarie, in conformità al presente accordo, per la protezione a norma del presente articolo delle menzioni tradizionali elencate nell’appendice 4 e utilizzate per la designazione e la presentazione dei vini originari del territorio delle parti rispettive. A tal fine, le parti garantiscono una protezione giuridica efficace per impedire l’uso di tali menzioni tradizionali per designare un vino che non può fregiarsi di tali menzioni, anche qualora esse siano accompagnate da espressioni quali “genere”, “tipo”, “stile”, “imitazione”, “metodo” o altre espressioni simili.

3.  La protezione di una menzione tradizionale riguarda soltanto:

a) la lingua o le lingue in cui essa figura nell’appendice 4;

b) la categoria di vino per la quale è protetta a favore dell’Unione europea, o la classe di vino per la quale è protetta a favore della Svizzera, come indicata nell’appendice 4.

4.  In caso di omonimia tra menzioni tradizionali figuranti nell’appendice 4, la protezione è concessa a ciascuna di esse, a condizione che siano usate in buona fede e che sia garantito un trattamento equo dei produttori interessati, nel rispetto delle condizioni pratiche d’uso fissate dalle parti nell’ambito del Comitato, e che il consumatore non sia indotto in errore.

5.  In caso di omonimia tra una menzione tradizionale figurante nell’appendice 4 e una denominazione utilizzata per un prodotto vitivinicolo non originario del territorio di una delle parti, tale denominazione può essere utilizzata per designare e presentare un prodotto vitivinicolo, a condizione che il suo uso sia tradizionale e costante, che il suo uso a tale scopo sia regolamentato dal paese di origine e che il consumatore non sia indotto in errore circa la vera origine del vino.

6.  Il presente allegato non pregiudica in alcun modo il diritto di qualsiasi persona di utilizzare, nel commercio, il proprio nome o il nome del proprio predecessore nell’attività commerciale, a condizione che tale nome non sia utilizzato in modo tale da indurre in errore il consumatore.

7.  La registrazione di un marchio commerciale per un prodotto vitivinicolo di cui all’articolo 2, che contenga o consista in una menzione tradizionale indicata all’appendice 4, è interamente o parzialmente rifiutata, in conformità alla legislazione di ciascuna parte, d’ufficio o a richiesta di un soggetto interessato, se tale marchio non riguarda prodotti vitivinicoli originari della zona geografica legata a detta menzione tradizionale.

Un marchio commerciale registrato per un prodotto vitivinicolo di cui all’articolo 2, che contenga o consista in una menzione tradizionale indicata all’appendice 4, è interamente o parzialmente invalidato, in conformità alla legislazione di ciascuna parte, d’ufficio o a richiesta di un soggetto interessato, se non riguarda prodotti vitivinicoli originari della zona geografica legata a detta menzione tradizionale.

Un marchio il cui uso corrisponda alla situazione di cui al comma precedente, che è stato depositato e registrato in buona fede o acquisito con l’uso in buona fede in una delle parti (compresi gli Stati membri dell’Unione) prima della data di decorrenza della protezione della menzione tradizionale dell’altra parte a norma del presente allegato, può continuare ad essere utilizzato purché questa possibilità sia prevista nella pertinente legislazione della parte interessata.

8.  Nessuna disposizione del presente allegato obbliga le parti a proteggere una menzione tradizionale indicata nell’appendice 4 che non è, o non è più, protetta nel suo paese di origine o è caduta in disuso in tale paese.

Articolo 11

Attuazione della protezione

1.  Le parti adottano tutte le misure necessarie per garantire che, in caso di esportazione e di commercializzazione di prodotti vitivinicoli originari delle parti al di fuori dei territori di queste ultime, le denominazioni protette di una parte a norma del presente allegato non siano utilizzate per designare e presentare prodotti vitivinicoli originari dell’altra parte.

2.  Nella misura in cui la legislazione pertinente delle parti lo consente, la protezione conferita dal presente allegato si estende alle persone fisiche e giuridiche nonché alle federazioni, associazioni e organizzazioni di produttori, di commercianti o di consumatori che hanno sede nel territorio dell’altra parte.

3.  Se la designazione o la presentazione di un prodotto vitivinicolo, in particolare sull’etichetta o sui documenti ufficiali o commerciali, oppure nella pubblicità, lede i diritti derivanti dal presente allegato, le parti applicano le misure amministrative o intentano le azioni legali opportune, in particolare per combattere la concorrenza sleale o impedire qualsiasi altra forma di impiego abusivo della denominazione protetta.

4.  Le misure e le azioni di cui al paragrafo 3 sono adottate in particolare nei seguenti casi:

a) se la traduzione delle designazioni previste dalla legislazione dell’Unione europea o della Confederazione svizzera in una delle lingue dell’altra parte comporta un termine che potrebbe indurre in errore quanto all’origine del prodotto vitivinicolo così designato o presentato;

b) se sui contenitori o sull’imballaggio, nella pubblicità o in documenti ufficiali o commerciali relativi a un prodotto la cui denominazione è protetta in virtù del presente allegato, figurano indicazioni, marchi commerciali, denominazioni, iscrizioni o illustrazioni che direttamente o indirettamente danno un’informazione errata o falsa o tale da indurre in errore sulla provenienza, l’origine, la natura o le proprietà essenziali del prodotto;

c) se è utilizzato un confezionamento o un imballaggio tale da indurre in errore quanto all’origine del prodotto vitivinicolo.

5.  L’applicazione del presente allegato non pregiudica una protezione più estesa accordata dalle parti alle denominazioni protette dal presente allegato in virtù della rispettiva legislazione interna o di altri accordi internazionali.



TITOLO III

CONTROLLO E RECIPROCA ASSISTENZA TRA GLI ORGANISMI DI CONTROLLO

Articolo 12

Oggetto e limitazioni

1.  Le parti si prestano assistenza reciproca nei modi e alle condizioni specificati nel presente titolo. Esse garantiscono la corretta applicazione della normativa sugli scambi di prodotti vitivinicoli, soprattutto attraverso l’assistenza reciproca, l’individuazione delle infrazioni e lo svolgimento di indagini in proposito.

2.  L’assistenza prevista dal presente titolo non pregiudica le disposizioni che disciplinano la procedura penale o l’assistenza giudiziaria reciproca tra le parti in materia penale.

3.  Il presente titolo non pregiudica le disposizioni nazionali relative al segreto dell’istruttoria giudiziaria.



SOTTOTITOLO I

Autorità e destinatari del controllo e della reciproca assistenza

Articolo 13

Autorità di contatto

1.  Una parte che designa diverse autorità competenti garantisce il coordinamento delle loro attività.

2.  Ciascuna delle parti designa un’unica autorità di contatto. Tale autorità:

 trasmette le richieste di collaborazione, ai fini dell’applicazione del presente titolo, all’autorità di contatto dell’altra parte,

 riceve dalla suddetta autorità tali richieste e le trasmette all’autorità o alle autorità competenti della parte dalla quale dipende,

 rappresenta tale parte nei confronti dell’altra parte nell’ambito della collaborazione in virtù del presente titolo,

 comunica all’altra parte le misure adottate in virtù dell’articolo 11.

Articolo 14

Autorità e laboratori

Le parti:

a) si comunicano reciprocamente gli elenchi seguenti, da esse aggiornati regolarmente:

 l’elenco degli organismi competenti della compilazione dei documenti VI 1 e degli altri documenti che scortano il trasporto dei prodotti vitivinicoli in applicazione dell’articolo 4, paragrafo 1, del presente allegato e delle pertinenti disposizioni dell’Unione europea, di cui all’appendice 3, parte A,

 l’elenco delle autorità competenti e delle autorità di contatto di cui all’articolo 3, lettere j) e k),

 l’elenco dei laboratori autorizzati ad eseguire le analisi conformemente all’articolo 17, paragrafo 2,

 l’elenco delle autorità competenti svizzere di cui alla casella 4 del documento di accompagnamento per il trasporto di prodotti vitivinicoli in provenienza dalla Svizzera, in conformità all’appendice 3, parte B;

b) si consultano e si informano in merito alle misure adottate da ciascuna di esse ai fini dell’applicazione del presente allegato; in particolare, si comunicano reciprocamente le rispettive disposizioni e una sintesi delle decisioni amministrative e giudiziarie di particolare importanza ai fini della corretta applicazione del presente allegato.

Articolo 15

Destinatari dei controlli

Le persone fisiche o giuridiche, nonché le associazioni di tali persone, le cui attività professionali possono essere oggetto dei controlli di cui al presente titolo, non possono ostacolare tali controlli e sono tenute ad agevolarli in qualsiasi momento.



SOTTOTITOLO II

Misure di controllo

Articolo 16

Misure di controllo

1.  Le parti adottano le misure necessarie per garantire l’assistenza di cui all’articolo 12 mediante opportuni provvedimenti di controllo.

2.  Tali controlli sono eseguiti sistematicamente o per sondaggio. In caso di controlli per sondaggio, le parti si accertano che tali controlli siano rappresentativi per numero, natura e frequenza.

3.  Le parti adottano le misure adeguate per agevolare il lavoro dei funzionari delle loro autorità competenti, soprattutto affinché questi ultimi:

 abbiano accesso ai vigneti, agli impianti di produzione, di elaborazione, di magazzinaggio e di trasformazione dei prodotti vitivinicoli, nonché ai mezzi di trasporto di tali prodotti,

 abbiano accesso ai locali commerciali o ai depositi, nonché ai mezzi di trasporto detenuti ai fini della vendita, della commercializzazione o del trasporto dei prodotti vitivinicoli o dei prodotti eventualmente destinati alla loro elaborazione,

 possano effettuare il censimento dei prodotti vitivinicoli e delle sostanze o dei prodotti che possono essere impiegati per l’elaborazione di tali prodotti,

 possano prelevare campioni dei prodotti detenuti ai fini della vendita, commercializzati o trasportati,

 possano prendere conoscenza dei dati contabili o di altri documenti utili per i controlli e ricavarne copie o estratti,

 possano prendere opportuni provvedimenti cautelari riguardo alla produzione, all’elaborazione, alla detenzione, al trasporto, alla designazione, alla presentazione, all’esportazione verso l’altra parte e alla commercializzazione dei prodotti vitivinicoli o di prodotti destinati a essere utilizzati per l’elaborazione degli stessi, quando vi è un sospetto motivato d’infrazione grave al presente allegato, in particolare in caso di manipolazioni fraudolente o di rischi per la salute pubblica.

Articolo 17

Campioni

1.  L’autorità competente di una parte può chiedere a un’autorità competente dell’altra parte che proceda al prelievo di campioni in conformità alle pertinenti disposizioni di tale parte.

2.  L’autorità interpellata conserva i campioni prelevati conformemente al paragrafo 1 e designa, in particolare, il laboratorio al quale devono essere presentati per essere esaminati. L’autorità richiedente può designare un altro laboratorio per un’analisi parallela dei campioni. A tal fine, l’autorità interpellata trasmette un numero adeguato di campioni all’autorità richiedente.

3.  In caso di disaccordo tra l’autorità richiedente e l’autorità interpellata a proposito dei risultati dell’esame di cui al paragrafo 2, è effettuata un’analisi arbitrale da un laboratorio designato di comune accordo.



SOTTOTITOLO III

Procedure

Articolo 18

Fatto generatore

Se un’autorità competente di una delle parti ha motivo di sospettare o venga a conoscenza del fatto:

 che un prodotto vitivinicolo non è conforme alla normativa sugli scambi di tali prodotti, oppure è oggetto di frodi relative all’elaborazione o alla commercializzazione di tale prodotto, e

 che tale inosservanza riveste un interesse particolare per una parte e potrebbe dare adito a misure amministrative o ad azioni legali, essa ne informa immediatamente, tramite l’autorità di contatto a cui fa capo, l’autorità di contatto della parte in questione.

Articolo 19

Domande di reciproca assistenza

1.  Le domande formulate in virtù del presente titolo sono redatte per iscritto. Esse sono corredate dei documenti necessari per consentire di rispondervi. Qualora l’urgenza della situazione lo richieda, possono essere accettate domande orali le quali, tuttavia, devono essere immediatamente confermate per iscritto.

2.  Le domande presentate conformemente al paragrafo 1 sono corredate delle seguenti informazioni:

 il nome dell’autorità richiedente,

 la misura richiesta,

 l’oggetto o il motivo della domanda,

 la legislazione, le norme o gli altri strumenti giuridici interessati,

 indicazioni per quanto possibile esatte e complete sulle persone fisiche o giuridiche che sono oggetto delle indagini,

 una sintesi dei fatti pertinenti.

3  Le domande sono redatte in una delle lingue ufficiali delle parti.

4  Se una domanda non è conforme alle condizioni formali, è possibile richiedere che sia corretta o completata; si possono tuttavia decidere provvedimenti cautelari.

Articolo 20

Procedura

1.  Su domanda dell’autorità richiedente, l’autorità interpellata fornisce tutte le informazioni pertinenti che consentono all’autorità richiedente di accertare che la normativa sugli scambi di prodotti vitivinicoli sia correttamente applicata, in particolare le informazioni riguardanti le operazioni constatate o programmate che violino o possano violare detta normativa.

2.  Su domanda motivata dell’autorità richiedente, l’autorità interpellata esercita — o assume le iniziative necessarie per farlo — una sorveglianza speciale o controlli che permettano di conseguire gli obiettivi previsti.

3.  L’autorità interpellata di cui ai paragrafi 1 e 2 procede come se agisse per proprio conto o su domanda di un’autorità del proprio paese.

4.  D’accordo con l’autorità interpellata, l’autorità richiedente può designare funzionari al suo servizio o al servizio di un’altra autorità competente della parte che rappresenta,

 per ottenere, dagli uffici delle autorità competenti della parte in cui l’autorità interpellata è stabilita, informazioni in merito alla corretta applicazione della normativa sugli scambi di prodotti vitivinicoli o ad azioni di controllo, come pure per effettuare copie dei documenti di trasporto e di altri documenti o estratti di registri, oppure

 per assistere alle azioni richieste in virtù del paragrafo 2.

Le copie di cui al primo trattino possono essere effettuate soltanto con l’accordo dell’autorità interpellata.

5.  L’autorità richiedente che desidera inviare nell’altra parte un funzionario designato conformemente al paragrafo 4, primo comma, per assistere alle operazioni di controllo di cui al secondo trattino di tale comma, avverte l’autorità interpellata in tempo utile prima dell’inizio di tali operazioni. La direzione delle operazioni di controllo è esercitata in ogni momento dai funzionari dell’autorità interpellata.

I funzionari dell’autorità richiedente:

 presentano un mandato scritto che indica la loro identità e la loro qualità,

 fatte salve le restrizioni che la legislazione applicabile all’autorità interpellata impone ai suoi funzionari nell’esercizio dei controlli in questione:

 

 godono dei diritti di accesso di cui all’articolo 16, paragrafo 3,

 godono di un diritto d’informazione sui risultati dei controlli effettuati dai funzionari dell’autorità interpellata a norma dell’articolo 16, paragrafo 3,

 adottano, nel corso dei controlli, un comportamento compatibile con le regole e gli usi imposti ai funzionari della parte sul cui territorio è effettuata l’operazione di controllo.

6.  Le domande motivate di cui al presente articolo sono trasmesse all’autorità interpellata della parte interessata tramite l’autorità di contatto di tale parte. Lo stesso vale per:

 le risposte a tali domande,

 le comunicazioni relative all’applicazione dei paragrafi 2, 4 e 5.

In deroga al primo comma, per rendere più efficace e più rapida la collaborazione tra le parti, queste possono, in casi opportuni, permettere che un’autorità competente:

 rivolga le sue domande motivate o le sue comunicazioni direttamente a un’autorità competente dell’altra parte,

 risponda direttamente alle domande motivate o alle comunicazioni ad essa rivolte da un’autorità competente dell’altra parte.

In questi casi, le autorità in questione informano immediatamente l’autorità di contatto della parte interessata.

7.  Le informazioni che figurano nella banca di dati analitici di ciascuna delle parti, contenente i dati ottenuti analizzando i propri prodotti vitivinicoli rispettivi, sono messe a disposizione dei laboratori a tal fine designati dalle parti quando essi ne fanno richiesta. La comunicazione di informazioni riguarda esclusivamente i pertinenti dati analitici necessari per interpretare un’analisi fatta su un campione con caratteristiche e origine simili.

Articolo 21

Decisione sull’assistenza reciproca

1.  La parte da cui dipende l’autorità interpellata può rifiutare di prestare assistenza a norma del presente titolo se tale assistenza può recare pregiudizio alla sovranità, all’ordine pubblico, alla sicurezza o ad altri interessi essenziali di detta parte.

2.  Se l’autorità richiedente domanda un’assistenza che essa stessa non sarebbe in grado di fornire se le venisse richiesta, lo fa presente nella sua domanda. Spetta quindi all’autorità interpellata decidere come rispondere a tale domanda.

3.  Se l’assistenza è rifiutata, la decisione e le sue motivazioni devono essere notificate senza indugio all’autorità richiedente.

Articolo 22

Informazioni e documentazione

1.  L’autorità interpellata comunica i risultati delle indagini all’autorità richiedente sotto forma di documenti, di copie autenticate, di relazioni e di testi simili.

2.  I documenti di cui al paragrafo 1 possono essere sostituiti da dati informatizzati prodotti, sotto qualsiasi forma, agli stessi fini.

3.  Le informazioni fornite a norma degli articoli 18 e 20 sono corredate di documenti o di altre prove utili, nonché dell’indicazione delle eventuali misure amministrative o azioni legali, e riguardano in particolare:

 la composizione e le caratteristiche organolettiche del prodotto vitivinicolo di cui si tratta,

 la designazione e la presentazione,

 il rispetto delle norme previste per la produzione, l’elaborazione o la commercializzazione.

4.  Le autorità di contatto interessate dalla questione per cui è stato avviato il processo di reciproca assistenza di cui agli articoli 18 e 20 si informano reciprocamente e senza indugio:

 in merito allo svolgimento delle indagini, soprattutto mediante relazioni e altri documenti o mezzi d’informazione,

 in merito alle conseguenze sul piano amministrativo o contenzioso riguardanti le operazioni in questione.

Articolo 23

Spese

Le spese di viaggio sostenute ai fini dell’applicazione del presente titolo sono assunte a carico dalla parte che ha designato un funzionario per le misure di cui all’articolo 20, paragrafi 2 e 4.

Articolo 24

Riservatezza

1.  Tutte le informazioni comunicate, in qualsiasi forma, a norma del presente titolo sono di natura riservata. Esse sono coperte dal segreto d’ufficio e beneficiano della tutela accordata a informazioni analoghe dalle rispettive leggi applicabili nel territorio della parte che le ha ricevute, oppure, secondo il caso, dalle corrispondenti disposizioni cui devono conformarsi le autorità dell’Unione.

2.  Il presente titolo non obbliga una parte la cui legislazione o le cui pratiche amministrative impongono, per la protezione dei segreti industriali e commerciali, limiti più rigorosi di quelli previsti dal presente titolo, a fornire informazioni, se la parte richiedente non prende disposizioni per conformarsi a tali limiti più rigorosi.

3.  Le informazioni raccolte sono utilizzate esclusivamente ai fini del presente titolo; esse possono essere utilizzate ad altri fini sul territorio di una parte soltanto con l’accordo scritto preliminare dell’autorità amministrativa che le ha fornite e sono inoltre soggette alle restrizioni imposte da detta autorità.

4.  Il paragrafo 1 non osta all’uso delle informazioni nell’ambito di azioni legali o amministrative in seguito avviate per violazioni del diritto penale comune, purché siano state ottenute nell’ambito di un’assistenza legale internazionale.

5.  Le parti possono, nei loro verbali, nelle loro relazioni e nelle loro testimonianze, come pure nel corso delle azioni e dei procedimenti di fronte a tribunali, invocare a titolo di prova le informazioni raccolte e i documenti consultati conformemente alle disposizioni del presente titolo.



TITOLO IV

DISPOSIZIONI GENERALI

Articolo 25

Eccezioni

1.  I titoli I e II non si applicano ai prodotti vitivinicoli di cui all’articolo 2:

d) in transito sul territorio di una delle parti; o

e) originari del territorio di una delle parti e oggetto di scambi in piccoli quantitativi tra dette parti alle condizioni e secondo le modalità di cui all’appendice 5 del presente allegato.

2.  L’applicazione dello scambio di lettere tra la Comunità e la Svizzera relativo alla cooperazione in materia di controllo ufficiale dei vini, firmato il 15 ottobre 1984 a Bruxelles, è sospesa finché sarà in vigore il presente allegato.

Articolo 26

Consultazioni

1.  Le parti si consultano se una di esse ritiene che l’altra non abbia onorato un obbligo contemplato nel presente allegato.

2.  La parte che chiede la consultazione comunica all’altra parte tutte le informazioni necessarie per un esame approfondito del caso di cui trattasi.

3.  Qualora un ritardo dovesse comportare un rischio per la salute dell’uomo o compromettere l’efficacia delle misure di repressione delle frodi, possono essere adottate misure di salvaguardia provvisorie senza consultazione preliminare, a condizione che si proceda ad una consultazione immediatamente dopo l’adozione delle misure in parola.

4.  Se, in seguito alla consultazione di cui ai paragrafi 1 e 3, le parti non hanno raggiunto un accordo, la parte che ha chiesto la consultazione o che ha adottato le misure di cui al paragrafo 3 può adottare gli opportuni provvedimenti cautelari per consentire l’applicazione del presente allegato.

Articolo 27

Gruppo di lavoro

1.  Il gruppo di lavoro «prodotti vitivinicoli», di seguito denominato «il gruppo di lavoro», istituito a norma dell’articolo 6, paragrafo 7 dell’accordo, esamina qualsiasi questione relativa al presente allegato e alla sua applicazione.

2.  Il gruppo di lavoro esamina periodicamente l’evoluzione delle disposizioni legislative e regolamentari interne delle parti nei settori contemplati dal presente allegato. Esso formula in particolare proposte che presenta al Comitato al fine di adattare il presente allegato e di aggiornarne le appendici.

Articolo 28

Disposizioni transitorie

1.  Fatto salvo l’articolo 8, paragrafo 10, i prodotti vitivinicoli che, al momento dell’entrata in vigore del presente allegato, sono stati prodotti, elaborati, designati e presentati in un modo conforme alla legge o alla regolamentazione interna delle parti, ma vietato dal presente allegato, possono essere commercializzati fino ad esaurimento delle scorte.

2.  Fatte salve disposizioni contrarie adottate dal Comitato, la commercializzazione dei prodotti vitivinicoli prodotti, elaborati, designati e presentati a norma del presente allegato, ma la cui produzione, elaborazione, designazione e presentazione non sono più conformi in seguito a una modifica del medesimo allegato, può essere proseguita fino ad esaurimento delle scorte.

Appendice 1

Prodotti vitivinicoli di cui all’articolo 2

Per l’Unione europea:

regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, del 22 ottobre 2007, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM) (GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1), modificato da ultimo dal regolamento (UE) n. 1234/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 dicembre 2010 (GU L 346 del 30.12.2010, pag. 11). Prodotti dei codici NC 2009 61 , 2009 69 e 2204 (GU L 256 del 7.9.1987, pag. 1.).

Per la Svizzera:

capitolo 2 dell’ordinanza del Dipartimento federale dell’interno (DFI) del 23 novembre 2005 sulle bevande alcoliche, modificata da ultimo il 15 dicembre 2010 (RU 2010 6391). Prodotti di cui ai numeri della tariffa doganale svizzera 2009.60 e 2204 .

Appendice 2

Disposizioni particolari di cui all’articolo 3, lettere a) e b)

Denominazione di origine controllata Genève (DOC Genève)

1.   Zona geografica

La zona geografica della «DOC Genève» comprende:

 l’intero territorio del cantone di Ginevra,

 tutti i comuni francesi di:

 

 Challex,

 Ferney-Voltaire,

 le parti dei comuni francesi di:

 

 Ornex,

 Chens-sur-Léman,

 Veigy-Foncenex,

 Saint-Julien-en-Genevois,

 Viry,

descritte nelle disposizioni della DOC Genève.

2.   Zona di produzione delle uve

La zona di produzione delle uve comprende:

a) sul territorio ginevrino: le superfici incluse nello schedario viticolo ai sensi dell’articolo 61 della legge federale sull’agricoltura (RS 910.1) e la cui produzione è destinata alla vinificazione;

b) sul territorio francese: le superfici dei comuni o delle parti dei comuni di cui al punto 1, coltivate a vite o che possono beneficiare di diritti di reimpianto per un massimo di 140 ettari.

3.   Zona di vinificazione del vino

La zona di vinificazione del vino è limitata al territorio svizzero.

4.   Declassamento

L’utilizzazione della DOC Genève non impedisce quella delle denominazioni “vino con indicazione geografica tipica” e “vino da tavola svizzero” per designare vini prodotti da uve provenienti dalla zona di produzione definita al punto 2, lettera b) e declassati.

5.   Controllo delle disposizioni della DOC Genève

I controlli in Svizzera competono alle autorità svizzere, in particolare a quelle ginevrine.

Per quanto attiene ai controlli fisici effettuati sul territorio francese, l’autorità svizzera competente incarica un organismo di controllo francese approvato dalle autorità francesi.

6.   Disposizioni transitorie

I produttori che possiedono superfici coltivate a vite non comprese nella zona di produzione delle uve di cui al punto 2, lettera b), ma che precedentemente hanno utilizzato legittimamente la «DOC Genève» possono continuare a farlo fino alla vendemmia 2013 e i prodotti in questione possono essere commercializzati fino all’esaurimento delle scorte.

Appendice 3

Elenco degli atti e delle disposizioni tecniche di cui all’articolo 4, relativi ai prodotti vitivinicoli

A.    Atti applicabili all’importazione e alla commercializzazione in Svizzera di prodotti vitivinicoli originari dell’Unione europea

Testi legislativi di riferimento e disposizioni specifiche

1. Direttiva 2007/45/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 settembre 2007, che reca disposizioni sulle quantità nominali dei prodotti preconfezionati, abroga le direttive del Consiglio 75/106/CEE e 80/232/CEE e modifica la direttiva 76/211/CEE del Consiglio (GU L 247 del 21.9.2007, pag. 17).

2. Direttiva 2008/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2008, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi d’impresa (versione codificata) (GU L 299 dell’8.11.2008, pag. 25).

3. Direttiva 89/396/CEE del Consiglio, del 14 giugno 1989, relativa alle diciture o marche che consentono di identificare la partita alla quale appartiene una derrata alimentare (GU L 186 del 30.6.1989, pag. 21), modificata da ultimo dalla direttiva 92/11/CEE dell’11 marzo 1992 (GU L 65 dell’11.3.1992, pag. 32).

4. Direttiva 94/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 giugno 1994, sulle sostanze coloranti destinate ad essere utilizzate nei prodotti alimentari (GU L 237 del 10.9.1994, pag. 13), rettificata nella GU L 259 del 7.10.1994, pag. 33, nella GU L 252 del 4.10.1996, pag. 23 e nella GU L 124 del 25.5.2000, pag. 66.

5. Direttiva 95/2/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 febbraio 1995, relativa agli additivi alimentari diversi dai coloranti e dagli edulcoranti (GU L 61 del 18.3.1995, pag. 1), rettificata nella GU L 248 del 14.10.1995, pag. 60, e modificata da ultimo dalla direttiva 2010/69/UE della Commissione del 22 ottobre 2010 (GU L 279 del 23.10.2010, pag. 22).

6. Direttiva 2000/13/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 marzo 2000, relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti l’etichettatura e la presentazione dei prodotti alimentari, nonché la relativa pubblicità (GU L 109 del 6.5.2000, pag. 29), modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 596/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 giugno 2009, che adegua alla decisione 1999/468/CE del Consiglio determinati atti soggetti alla procedura di cui all’articolo 251 del trattato, per quanto riguarda la procedura di regolamentazione con controllo — Adeguamento alla procedura di regolamentazione con controllo — Quarta parte (GU L 188 del 18.7.2009, pag. 14).

7. Direttiva 2002/63/CE della Commissione, dell’11 luglio 2002, che stabilisce metodi comunitari di campionamento ai fini del controllo ufficiale dei residui di antiparassitari sui e nei prodotti di origine vegetale e animale e che abroga la direttiva 79/700/CEE (GU L 187 del 16.7.2002, pag. 30).

8. Regolamento (CE) n. 1935/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 ottobre 2004, riguardante i materiali e gli oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari e che abroga le direttive 80/590/CEE e 89/109/CEE (GU L 338 del 13.11.2004, pag. 4), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 596/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 giugno 2009, che adegua alla decisione 1999/468/CE del Consiglio determinati atti soggetti alla procedura di cui all’articolo 251 del trattato, per quanto riguarda la procedura di regolamentazione con controllo — Adeguamento alla procedura di regolamentazione con controllo — Quarta parte (GU L 188 del 18.7.2009, pag. 14).

9. Regolamento (CE) n. 396/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 febbraio 2005, concernente i livelli massimi di residui di antiparassitari nei o sui prodotti alimentari e mangimi di origine vegetale e animale e che modifica la direttiva 91/414/CEE del Consiglio (GU L 70 del 16.3.2005, pag. 1), modificato da ultimo dal regolamento (UE) n. 813/2011 della Commissione dell’11 agosto 2011 (GU L 208 del 13.8.2011, pag. 23).

10. Regolamento (CE) n. 315/93 del Consiglio, dell’8 febbraio 1993, che stabilisce procedure comunitarie relative ai contaminanti nei prodotti alimentari (GU L 37 del 13.2.1993, pag. 1), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 596/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 giugno 2009, che adegua alla decisione 1999/468/CE del Consiglio determinati atti soggetti alla procedura di cui all’articolo 251 del trattato, per quanto riguarda la procedura di regolamentazione con controllo — Adeguamento alla procedura di regolamentazione con controllo — Quarta parte (GU L 188 del 18.7.2009, pag. 14).

11. Regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, del 22 ottobre 2007, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM) (GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1), modificato da ultimo dal regolamento (UE) n. 1234/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 dicembre 2010 (GU L 346 del 30.12.2010, pag. 11).

12. Regolamento (CE) n. 555/2008 della Commissione, del 27 giugno 2008, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 479/2008 del Consiglio relativo all’organizzazione comune del mercato vitivinicolo, in ordine ai programmi di sostegno, agli scambi con i paesi terzi, al potenziale produttivo e ai controlli nel settore vitivinicolo (GU L 170 del 30.6.2008, pag. 1), modificato da ultimo dal regolamento (UE) n. 772/2010 della Commissione del 1o settembre 2010 (GU L 232 del 2.9.2010, pag. 1).

13. Regolamento (CE) n. 436/2009 della Commissione, del 26 maggio 2009, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 479/2008 del Consiglio in ordine allo schedario viticolo, alle dichiarazioni obbligatorie e alle informazioni per il controllo del mercato, ai documenti che scortano il trasporto dei prodotti e alla tenuta dei registri nel settore vitivinicolo (GU L 128 del 27.5.2009, pag. 15), modificato da ultimo dal regolamento (UE) n. 173/2011 della Commissione del 23 febbraio 2011 (GU L 49 del 24.2.2011, pag. 16).

Fatte salve le disposizioni dell’articolo 24, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 436/2009, qualsiasi importazione in Svizzera di prodotti vitivinicoli originari dell’Unione europea è soggetta alla presentazione del documento di accompagnamento di cui all’articolo 24, paragrafo 1, lettera a), dello stesso regolamento.

14. Regolamento (CE) n. 606/2009 della Commissione, del 10 luglio 2009, recante alcune modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 479/2008 del Consiglio per quanto riguarda le categorie di prodotti vitivinicoli, le pratiche enologiche e le relative restrizioni (GU L 193 del 24.7.2009, pag. 1), modificato da ultimo dal regolamento (UE) n. 53/2011 della Commissione del 21 gennaio 2011 (GU L 19 del 22.1.2011, pag. 1).

15. Regolamento (CE) n. 607/2009 della Commissione, del 14 luglio 2009, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 479/2008 del Consiglio per quanto riguarda le denominazioni di origine protette e le indicazioni geografiche protette, le menzioni tradizionali, l’etichettatura e la presentazione di determinati prodotti vitivinicoli (GU L 193 del 24.7.2009, pag. 60), modificato da ultimo dal regolamento (UE) n. 670/2011 della Commissione del 12 luglio 2011 (GU L 183 del 13.7.2011, pag. 6).

B.    Atti applicabili all’importazione e alla commercializzazione nell’Unione europea di prodotti vitivinicoli originari della Svizzera

Atti ai quali si fa riferimento

1. Legge federale del 29 aprile 1998 sull’agricoltura, modificata da ultimo il 18 giugno 2010 [RU (Raccolta ufficiale) 2010 5851].

2. Ordinanza del 14 novembre 2007 concernente la viticoltura e l’importazione di vino (Ordinanza sul vino), modificata da ultimo il 4 novembre 2009 (RU 2010 733).

3. Ordinanza dell’UFAG (Ufficio federale dell’Agricoltura) del 17 gennaio 2007, concernente il catalogo delle varietà di viti per la certificazione e la produzione di materiale standard nonché l’elenco dei vitigni, modificata da ultimo il 6 maggio 2011 (RU 2011 2169).

4. Legge federale del 9 ottobre 1992 sulle derrate alimentari e gli oggetti d’uso (Legge sulle derrate alimentari, LDerr), modificata da ultimo il 5 ottobre 2008 (RU 2008 785).

5. Ordinanza del 23 novembre 2005 sulle derrate alimentari e gli oggetti d’uso (ODerr), modificata da ultimo il 13 ottobre 2010 (RU 2010 4611).

6. Ordinanza del Dipartimento federale dell’interno (DFI) del 23 novembre 2005 sulle bevande alcoliche, modificata da ultimo il 15 dicembre 2010 (RU 2010 6391).

In deroga all’articolo 10 dell’ordinanza, le norme che regolano la designazione e la presentazione sono quelle applicabili ai prodotti importati dai paesi terzi di cui ai regolamenti seguenti:

1) regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, del 22 ottobre 2007, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM) (GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1), modificato da ultimo dal regolamento (UE) n. 1234/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 dicembre 2010 (GU L 346 del 30.12.2010, pag. 11).

Ai fini dell’applicazione del presente allegato, il regolamento è adattato come segue:

a) in deroga all’articolo 118 sexvicies, paragrafo 1, lettera a), le denominazioni della categoria sono sostituite dalle denominazioni specifiche previste dall’articolo 9 dell’ordinanza del DFI sulle bevande alcoliche;

b) in deroga all’articolo 118 sexvicies, paragrafo 1, lettera b) punto i), i termini «denominazione di origine protetta» e «indicazione geografica protetta» sono sostituiti rispettivamente da «denominazione di origine controllata» e «vino con indicazione geografica tipica» (vino tipico);

c) in deroga all’articolo 118 sexvicies, paragrafo 1, lettera f), l’indicazione dell’importatore può essere sostituita da quella del produttore, del cantiniere, del negoziante o dell’imbottigliatore svizzero;

2) regolamento (CE) n. 607/2009 della Commissione, del 14 luglio 2009, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 479/2008 del Consiglio per quanto riguarda le denominazioni di origine protette e le indicazioni geografiche protette, le menzioni tradizionali, l’etichettatura e la presentazione di determinati prodotti vitivinicoli (GU L 193 del 24.7.2009, pag. 60), modificato da ultimo dal regolamento (UE) n. 670/2011 della Commissione del 12 luglio 2011 (GU L 183 del 13.7.2011, pag. 6).

Ai fini dell’applicazione del presente allegato, il regolamento è adattato come segue:

a) in deroga all’articolo 54, paragrafo 1, del regolamento, il titolo alcolometrico può essere indicato in decimi di unità percentuale in volume;

b) in deroga all’articolo 64, paragrafo 1, e all’allegato XIV, parte B, i termini “demi-sec” (abboccato) e “moelleux” (amabile) possono essere sostituiti rispettivamente da “légèrement doux” (leggermente dolce) e “demi-doux” (semidolce);

c) in deroga all’articolo 62 del regolamento, l’indicazione di una o più varietà di viti è ammessa se il vino svizzero è ottenuto per l’85 % almeno dalla o dalle varietà indicate.

7. Ordinanza del Dipartimento federale dell’interno (DFI) del 23 novembre 2005 sulla caratterizzazione e la pubblicità delle derrate alimentari (OCDerr), modificata da ultimo il 13 ottobre 2010 (RU 2010 4649).

8. Ordinanza del Dipartimento federale dell’interno (DFI) del 22 giugno 2007 sugli additivi ammessi nelle derrate alimentari (Ordinanza sugli additivi, OAdd), modificata da ultimo l’11 maggio 2009 (RU 2009 2047).

9. Ordinanza del Dipartimento federale dell’interno (DFI) del 26 giugno 1995 sulle sostanze estranee e sui componenti presenti negli alimenti (Ordinanza sulle sostanze estranee e sui componenti, OSoE), modificata da ultimo il 16 maggio 2011 (RU 2011 1985).

10. Direttiva 2007/45/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 settembre 2007, che reca disposizioni sulle quantità nominali dei prodotti preconfezionati, abroga le direttive del Consiglio 75/106/CEE e 80/232/CEE e modifica la direttiva 76/211/CEE del Consiglio (GU L 247 del 21.9.2007, pag. 17).

11. Regolamento (CE) n. 555/2008 della Commissione, del 27 giugno 2008, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 479/2008 del Consiglio relativo all’organizzazione comune del mercato vitivinicolo, in ordine ai programmi di sostegno, agli scambi con i paesi terzi, al potenziale produttivo e ai controlli nel settore vitivinicolo (GU L 170 del 30.6.2008, pag. 1), modificato da ultimo dal regolamento (UE) n. 772/2010 della Commissione del 1o settembre 2010 (GU L 232 del 2.9.2010, pag. 1).

Ai fini dell’applicazione del presente allegato, il regolamento è adattato come segue:

a) tutte le importazioni nell’Unione europea di prodotti vitivinicoli originari della Svizzera sono soggette alla presentazione del documento di accompagnamento che segue, redatto conformemente alla decisione 2005/9/CE della Commissione del 29 dicembre 2004 (GU L 4 del 6.1.2005, pag. 12);

b) tale documento di accompagnamento sostituisce il documento VI 1 di cui al regolamento (CE) n. 555/2008 della Commissione, del 27 giugno 2008, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 479/2008 del Consiglio relativo all’organizzazione comune del mercato vitivinicolo, in ordine ai programmi di sostegno, agli scambi con i paesi terzi, al potenziale produttivo e ai controlli nel settore vitivinicolo (GU L 170 del 30.6.2008, pag. 1), modificato da ultimo dal regolamento (UE) n. 772/2010 della Commissione del 1o settembre 2010 (GU L 232 del 2.9.2010, pag. 1);

c) laddove il regolamento contenga i termini «Stato membro» o «Stati membri», o «disposizioni comunitarie o nazionali» (o «norme comunitarie o nazionali»), tali termini si considerano riferiti anche alla Svizzera o alla legislazione svizzera;

d) i vini originari della Svizzera, assimilabili ai vini a indicazione geografica, aventi un tenore di acidità totale, espresso in acido tartarico, inferiore a 3,5 g/l, ma non inferiore a 3 g/l, possono essere importati se sono designati da un’indicazione geografica e sono ottenuti, per l’85 % almeno, da uve di una o più delle seguenti varietà di vite: Chasselas, Mueller-Thurgau, Sylvaner, Pinot noir o Merlot.

Documento di accompagnamento ( 14 )per il trasporto di prodotti vitivinicoli provenienti dalla Svizzera ( 15 )

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Appendice 4

Denominazioni protette di cui all’articolo 5

PARTE A

Denominazioni protette per i prodotti vitivinicoli originari dell’Unione europea



BELGIO

Vini a denominazione di origine protetta

Côtes de Sambre et Meuse

Crémant de Wallonie

Hagelandse wijn

Haspengouwse Wijn

Heuvellandse Wijn

Vin mousseux de qualité de Wallonie

Vlaamse mousserende kwaliteitswijn

Vini a indicazione geografica protetta

Vin de pays des Jardins de Wallonie

Vlaamse landwijn

Menzioni tradizionali [articolo 118 duovicies, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio]

appellation d’origine contrôlée

DOP

francese

gecontroleerde oorsprongsbenaming

DOP

neerlandese

Vin de pays

IGP

francese

Landwijn

IGP

neerlandese



BULGARIA

Vini a denominazione di origine protetta

Асеновград seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Asenovgrad

Болярово seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Bolyarovo

Брестник seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Brestnik

Варна seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Varna

Велики Преслав seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Veliki Preslav

Видин seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Vidin

Враца seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Vratsa

Върбица seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Varbitsa

Долината на Струма seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Struma valley

Драгоево seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Dragoevo

Евксиноград seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Evksinograd

Ивайловград seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Ivaylovgrad

Карлово seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Karlovo

Карнобат seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Karnobat

Ловеч seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Lovech

Лозицa seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Lozitsa

Лом seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Lom

Любимец seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Lyubimets

Лясковец seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Lyaskovets

Мелник seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Melnik

Монтана seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Montana

Нова Загора seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Nova Zagora

Нови Пазар seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Novi Pazar

Ново село seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Novo Selo

Оряховица seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Oryahovitsa

Павликени seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Pavlikeni

Пазарджик seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Pazardjik

Перущица seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Perushtitsa

Плевен seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Pleven

Пловдив seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Plovdiv

Поморие seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Pomorie

Русе seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Ruse

Сакар seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Sakar

Сандански seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Sandanski

Свищов seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Svishtov

Септември seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Septemvri

Славянци seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Slavyantsi

Сливен seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Sliven

Стамболово seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Stambolovo

Стара Загора seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Stara Zagora

Сунгурларе seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Sungurlare

Сухиндол seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Suhindol

Търговище seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Targovishte

Хан Крум seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Han Krum

Хасково seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Haskovo

Хисаря seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Hisarya

Хърсово seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Harsovo

Черноморски район seguita o no da Южно Черноморие

Termine equivalente: Southern Black Sea Coast

Черноморски район - Северен seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Northen Black Sea Region

Шивачево seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Shivachevo

Шумен seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Shumen

Ямбол seguita o no dal nome della sottoregione e/o di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Yambol

Vini a indicazione geografica protetta

Дунавска равнина

Termine equivalente: Danube Plain

Тракийска низина

Termine equivalente: Thracian Lowlands

Menzioni tradizionali [articolo 118 duovicies, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio]

Благородно сладко вино (БСВ)

DOP

bulgaro

Гарантирано и контролирано наименование за произход (ГКНП)

DOP

bulgaro

Гарантирано наименование за произход (ГНП)

DOP

bulgaro

Регионално вино

(Regional wine)

IGP

bulgaro

Menzioni tradizionali [articolo 118 duovicies, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio]

Колекционно

(collection)

DOP

bulgaro

Ново

(young)

DOP/IGP

bulgaro

Премиум

(premium)

IGP

bulgaro

Премиум оук, или първо зареждане в бъчва

(premium oak)

DOP

bulgaro

Премиум резерва

(premium reserve)

IGP

bulgaro

Резерва

(reserve)

DOP/IGP

bulgaro

Розенталер

(Rosenthaler)

DOP

bulgaro

Специална селекция

(special selection)

DOP

bulgaro

Специална резерва

(special reserve)

DOP

bulgaro



REPUBBLICA CECA

Vini a denominazione di origine protetta

Čechy seguita o no da Litoměřická

Čechy seguita o no da Mělnická

Morava seguita o no da Mikulovská

Morava seguita o no da Slovácká

Morava seguita o no da Velkopavlovická

Morava seguita o no da Znojemská

Vini a indicazione geografica protetta

České

Moravské

Menzioni tradizionali [articolo 118 duovicies, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio]

aromatické jakostní šumivé víno stanovené oblasti

DOP

ceco

aromatický sekt s.o.

DOP

ceco

jakostní likérové víno

DOP

ceco

jakostní perlivé víno

DOP

ceco

jakostní šumivé víno stanovené oblasti

DOP

ceco

jakostní víno

DOP

ceco

jakostní víno odrůdové

DOP

ceco

jakostní víno s přívlastkem

DOP

ceco

jakostní víno známkové

DOP

ceco

V.O.C

DOP

ceco

víno originální certifikace

DOP

ceco

víno s přívlastkem kabinetní víno

DOP

ceco

víno s přívlastkem ledové víno

DOP

ceco

víno s přívlastkem pozdní sběr

DOP

ceco

víno s přívlastkem slámové víno

DOP

ceco

víno s přívlastkem výběr z bobulí

DOP

ceco

víno s přívlastkem výběr z cibéb

DOP

ceco

víno s přívlastkem výběr z hroznů

DOP

ceco

Víno origininální certifikace (VOC o V.O.C.)

IGP

ceco

zemské víno

IGP

ceco

Menzioni tradizionali [articolo 118 duovicies, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio]

Archivní víno

DOP

ceco

Burčák

DOP

ceco

Klaret

DOP

ceco

Košer, Košer víno

DOP

ceco

Labín

DOP

ceco

Mladé víno

DOP

ceco

Mešní víno

DOP

ceco

Panenské víno, Panenská sklizeň

DOP

ceco

Pěstitelský sekt (*)

DOP

ceco

Pozdní sběr

DOP

ceco

Premium

DOP

ceco

Rezerva

DOP

ceco

Růžák, Ryšák

DOP

ceco

Zrálo na kvasnicích, Krášleno na kvasnicích, Školeno na kvasnicích

DOP

ceco



GERMANIA

Vini a denominazione di origine protetta

Ahr seguita o no dal nome di un’unità geografica più piccola

Baden seguita o no dal nome di un’unità geografica più piccola

Franken seguita o no dal nome di un’unità geografica più piccola

Hessische Bergstraße seguita o no dal nome di un’unità geografica più piccola

Mittelrhein seguita o no dal nome di un’unità geografica più piccola

Mosel seguita o no dal nome di un’unità geografica più piccola

Nahe seguita o no dal nome di un’unità geografica più piccola

Pfalz seguita o no dal nome di un’unità geografica più piccola

Rheingau seguita o no dal nome di un’unità geografica più piccola

Rheinhessen seguita o no dal nome di un’unità geografica più piccola

Saale-Unstrut seguita o no dal nome di un’unità geografica più piccola

Sachsen seguita o no dal nome di un’unità geografica più piccola

Württemberg seguita o no dal nome di un’unità geografica più piccola

Vini a indicazione geografica protetta

Ahrtaler

Badischer

Bayerischer Bodensee

Brandenburger

Mosel

Ruwer

Saar

Main

Mecklenburger

Mitteldeutscher

Nahegauer

Neckar

Oberrhein

Pfälzer

Regensburger

Rhein

Rhein-Necker

Rheinburgen

Rheingauer

Rheinischer

Saarländischer

Sächsischer

Schleswig-Holsteinischer

Schwäbischer

Starkenburger

Taubertäler

Menzioni tradizionali [articolo 118 duovicies, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio]

Prädikatswein [Qualitätswein mit Prädikat(*)], seguita da:

— Kabinett

— Spätlese

— Auslese

— Beerenauslese

— Trockenbeerenauslese

— Eiswein

DOP

tedesco

Qualitätswein, seguita o no da b.A.

(Qualitätswein bestimmter Anbaugebiete)

DOP

tedesco

Qualitätslikörwein, seguita o no da b.A. (Qualitätslikörwein bestimmter Anbaugebiete)

DOP

tedesco

Qualitätsperlwein, seguita o no da b.A. (Qualitätsperlwein bestimmter Anbaugebiete)

DOP

tedesco

Sekt b.A. (Sekt bestimmter Anbaugebiete)

DOP

tedesco

Landwein

IGP

tedesco

Winzersekt

DOP

tedesco

Menzioni tradizionali [articolo 118 duovicies, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio]

Affentaler

DOP

tedesco

Badisch Rotgold

DOP

tedesco

Ehrentrudis

DOP

tedesco

Hock

DOP

tedesco

Klassik/Classic

DOP

tedesco

Liebfrau(en)milch

DOP

tedesco

Riesling-Hochgewächs

DOP

tedesco

Schillerwein

DOP

tedesco

Weißherbst

DOP

tedesco



GRECIA

Vini a denominazione di origine protetta

Αγχίαλος

Termine equivalente: Anchialos

Αμύνταιο

Termine equivalente: Amynteo

Αρχάνες

Termine equivalente: Archanes

Γουμένισσα

Termine equivalente: Goumenissa

Δαφνές

Termine equivalente: Dafnes

Ζίτσα

Termine equivalente: Zitsa

Λήμνος

Termine equivalente: Lemnos

Μαντινεία

Termine equivalente: Mantinia

Μαυροδάφνη Κεφαλληνίας

Termine equivalente: Mavrodafne of Cephalonia

Μαυροδάφνη Πατρών

Termine equivalente: Mavrodaphne of Patras

Μεσενικόλα

Termine equivalente: Messenikola

Μοσχάτος Κεφαλληνίας

Termine equivalente: Cephalonia Muscatel

Μοσχάτος Λήμνου

Termine equivalente: Lemnos Muscatel

Μοσχάτος Πατρών

Termine equivalente: Patras Muscatel

Μοσχάτος Ρίου Πατρών

Termine equivalente: Rio Patron Muscatel

Μοσχάτος Ρόδου

Termine equivalente: Rhodes Muscatel

Νάουσα

Termine equivalente: Naoussa

Νεμέα

Termine equivalente: Nemea

Πάρος

Termine equivalente: Paros

Πάτρα

Termine equivalente: Patras

Πεζά

Termine equivalente: Peza

Πλαγιές Μελίτωνα

Termine equivalente: Cotes de Meliton

Ραψάνη

Termine equivalente: Rapsani

Ρόδος

Termine equivalente: Rhodes

Ρομπόλα Κεφαλληνίας

Termine equivalente: Robola of Cephalonia

Σάμος

Termine equivalente: Samos

Σαντορίνη

Termine equivalente: Santorini

Σητεία

Termine equivalente: Sitia

Vini a indicazione geografica protetta

Tοπικός Οίνος Κω

Termine equivalente: Regional wine of Κοѕ

Tοπικός Οίνος Μαγνησίας

Termine equivalente: Regional wine of Magnissia

Αιγαιοπελαγίτικος Τοπικός Οίνος

Termine equivalente: Regional wine of Aegean Sea

Αττικός Τοπικός Οίνος

Termine equivalente: Regional wine of Attiki-Attikos

Αχαϊκός Τοπικός Οίνος

Termine equivalente: Regional wine of Αсhaia

Βερντέα Ονομασία κατά παράδοση Ζακύνθου

Termine equivalente: Verdea Onomasia kata paradosi Zakinthou

Ηπειρωτικός Τοπικός Οίνος

Termine equivalente: Regional wine of Epirus-Epirotikos

Ηρακλειώτικος Τοπικός Οίνος

Termine equivalente: Regional wine of Heraklion-Herakliotikos

Θεσσαλικός Τοπικός Οίνος

Termine equivalente: Regional wine of Thessalia-Thessalikos

Θηβαϊκός Τοπικός Οίνος

Termine equivalente: Regional wine of Thebes-Thivaikos

Θρακικός Τοπικός Οίνος oppure Τοπικός Οίνος Θράκης

Termine equivalente: Regional wine of Thrace-Thrakikos oppure Regional wine of Thrakis

Ισμαρικός Τοπικός Οίνος

Termine equivalente: Regional wine of Ismaros-Ismarikos

Κορινθιακός Τοπικός Οίνος

Termine equivalente: Regional wine of Korinthos-Korinthiakos

Κρητικός Τοπικός Οίνος

Termine equivalente: Regional wine of Crete-Kritikos

Λακωνικός Τοπικός Οίνος

Termine equivalente: Regional wine of Lakonia-Lakonikos

Μακεδονικός Τοπικός Οίνος

Termine equivalente: Regional wine of Macedonia-Macedonikos

Μεσημβριώτικος Τοπικός Οίνος

Termine equivalente: Regional wine of Nea Messimvria

Μεσσηνιακός Τοπικός Οίνος

Termine equivalente: Regional wine of Messinia-Messiniakos

Μετσοβίτικος Τοπικός Οίνος

Termine equivalente: Regional wine of Metsovo-Metsovitikos

Μονεμβάσιος Τοπικός Οίνος

Termine equivalente: Regional wine of Monemvasia-Monemvasios

Παιανίτικος Τοπικός Οίνος

Termine equivalente: Regional wine of Peanea

Παλληνιώτικος Τοπικός Οίνος

Termine equivalente: Regional wine of Pallini-Palliniotikos

Πελοποννησιακός Τοπικός Οίνος

Termine equivalente: Regional wine of Peloponnese-Peloponnesiakos

Ρετσίνα Αττικής può essere accompagnata dal nome di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Retsina of Attiki

Ρετσίνα Βοιωτίας può essere accompagnata dal nome di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Retsina of Viotia

Ρετσίνα Γιάλτρων accompagnata o no da Evvia

Termine equivalente: Retsina of Gialtra

Ρετσίνα Ευβοίας può essere accompagnata dal nome di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Retsina of Evvia

Ρετσίνα Θηβών accompagnata o no da Viotia

Termine equivalente: Retsina of Thebes

Ρετσίνα Καρύστου accompagnata o no da Evvia

Termine equivalente: Retsina of Karystos

Ρετσίνα Κρωπίας oppure Ρετσίνα Κορωπίου accompagnata o no da Attika

Termine equivalente: Retsina of Kropia oppure Retsina of Koropi

Ρετσίνα Μαρκοπούλου accompagnata o no da Attika

Termine equivalente: Retsina of Markopoulo

Ρετσίνα Μεγάρων accompagnata o no da Attika

Termine equivalente: Retsina of Megara

Ρετσίνα Μεσογείων accompagnata o no da Attika

Termine equivalente: Retsina of Mesogia

Ρετσίνα Παιανίας oppure Ρετσίνα Λιοπεσίου accompagnata o no da Attika

Termine equivalente: Retsina of Peania oppure Retsina of Liopesi

Ρετσίνα Παλλήνης accompagnata o no da Attika

Termine equivalente: Retsina of Pallini

Ρετσίνα Πικερμίου accompagnata o no da Attika

Termine equivalente: Retsina of Pikermi

Ρετσίνα Σπάτων accompagnata o no da Attika

Termine equivalente: Retsina of Spata

Ρετσίνα Χαλκίδας accompagnata o no da Evvia

Termine equivalente: Retsina of Halkida

Συριανός Τοπικός Οίνος

Termine equivalente: Regional wine of Syros-Syrianos

Τοπικός Οίνος Αβδήρων

Termine equivalente: Regional wine of Avdira

Τοπικός Οίνος Αγίου Όρους, Αγιορείτικος Τοπικός Οίνος

Termine equivalente: Regional wine of Mount Athos — Regional wine of Holly Mountain

Τοπικός Οίνος Αγοράς

Termine equivalente: Regional wine of Agora

Τοπικός Οίνος Αδριανής

Termine equivalente: Regional wine of Adriani

Τοπικός Οίνος Αναβύσσου

Termine equivalente: Regional wine of Anavyssos

Τοπικός Οίνος Αργολίδας

Termine equivalente: Regional wine of Argolida

Τοπικός Οίνος Αρκαδίας

Termine equivalente: Regional wine of Arkadia

Τοπικός Οίνος Βελβεντού

Termine equivalente: Regional wine of Velventos

Τοπικός Οίνος Βίλιτσας

Termine equivalente: Regional wine of Vilitsa

Τοπικός Οίνος Γερανείων

Termine equivalente: Regional wine of Gerania

Τοπικός Οίνος Γρεβενών

Termine equivalente: Regional wine of Grevena

Τοπικός Οίνος Δράμας

Termine equivalente: Regional wine of Drama

Τοπικός Οίνος Δωδεκανήσου

Termine equivalente: Regional wine of Dodekanese

Τοπικός Οίνος Επανομής

Termine equivalente: Regional wine of Epanomi

Τοπικός Οίνος Εύβοιας

Termine equivalente: Regional wine of Evia

Τοπικός Οίνος Ηλιείας

Termine equivalente: Regional wine of Ilia

Τοπικός Οίνος Ημαθίας

Termine equivalente: Regional wine of Imathia

Τοπικός Οίνος Θαψανών

Termine equivalente: Regional wine of Thapsana

Τοπικός Οίνος Θεσσαλονίκης

Termine equivalente: Regional wine of Thessaloniki

Τοπικός Οίνος Ικαρίας

Termine equivalente: Regional wine of Ikaria

Τοπικός Οίνος Ιλίου

Termine equivalente: Regional wine of Ilion

Τοπικός Οίνος Ιωαννίνων

Termine equivalente: Regional wine of Ioannina

Τοπικός Οίνος Καρδίτσας

Termine equivalente: Regional wine of Karditsa

Τοπικός Οίνος Καρύστου

Termine equivalente: Regional wine of Karystos

Τοπικός Οίνος Καστοριάς

Termine equivalente: Regional wine of Kastoria

Τοπικός Οίνος Κέρκυρας

Termine equivalente: Regional wine of Corfu

Τοπικός Οίνος Κισάμου

Termine equivalente: Regional wine of Kissamos

Τοπικός Οίνος Κλημέντι

Termine equivalente: Regional wine of Klimenti

Τοπικός Οίνος Κοζάνης

Termine equivalente: Regional wine of Kozani

Τοπικός Οίνος Κοιλάδας Αταλάντης

Termine equivalente: Regional wine of Valley of Atalanti

Τοπικός Οίνος Κορωπίου

Termine equivalente: Regional wine of Koropi

Τοπικός Οίνος Κρανιάς

Termine equivalente: Regional wine of Krania

Τοπικός Οίνος Κραννώνος

Termine equivalente: Regional wine of Krannona

Τοπικός Οίνος Κυκλάδων

Termine equivalente: Regional wine of Cyclades

Τοπικός Οίνος Λασιθίου

Termine equivalente: Regional wine of Lasithi

Τοπικός Οίνος Λετρίνων

Termine equivalente: Regional wine of Letrines

Τοπικός Οίνος Λευκάδας

Termine equivalente: Regional wine of Lefkada

Τοπικός Οίνος Ληλάντιου Πεδίου

Termine equivalente: Regional wine of Lilantio Pedio

Τοπικός Οίνος Μαντζαβινάτων

Termine equivalente: Regional wine of Mantzavinata

Τοπικός Οίνος Μαρκόπουλου

Termine equivalente: Regional wine of Markopoulo

Τοπικός Οίνος Μαρτίνου

Termine equivаlente: Regionаl wine of Μаrtino

Τοπικός Οίνος Μεταξάτων

Termine equivalente: Regional wine of Metaxata

Τοπικός Οίνος Μετεώρων

Termine equivalente: Regional wine of Meteora

Τοπικός Οίνος Οπούντια Λοκρίδος

Termine equivalente: Regional wine of Opountia Lokridos

Τοπικός Οίνος Παγγαίου

Termine equivalente: Regional wine of Pangeon

Τοπικός Οίνος Παρνασσού

Termine equivalente: Regional wine of Parnasos

Τοπικός Οίνος Πέλλας

Termine equivalente: Regional wine of Pella

Τοπικός Οίνος Πιερίας

Termine equivalente: Regional wine of Pieria

Τοπικός Οίνος Πισάτιδος

Termine equivalente: Regional wine of Pisatis

Τοπικός Οίνος Πλαγιές Αιγιαλείας

Termine equivalente: Regional wine of Slopes of Egialia

Τοπικός Οίνος Πλαγιές Αμπέλου

Termine equivalente: Regional wine of Slopes of Ambelos

Τοπικός Οίνος Πλαγιές Βερτίσκου

Termine equivalente: Regional wine of Slopes of Vertiskos

Τοπικός Οίνος Πλαγίες Πάικου

Termine equivalente: Regional wine of Slopes of Paiko

Τοπικός Οίνος Πλαγιές του Αίνου

Termine equivalente: Regional wine of Slopes of Enos

Τοπικός Οίνος Πλαγιών Κιθαιρώνα

Termine equivalente: Regional wine of Slopes of Kitherona

Τοπικός Οίνος Πλαγιών Κνημίδος

Termine equivalente: Regional wine of Slopes of Knimida

Τοπικός Οίνος Πλαγιών Πάρνηθας

Termine equivalente: Regional wine of Slopes of Parnitha

Τοπικός Οίνος Πλαγιών Πεντελικού

Termine equivalente: Regional wine of Slopes of Pendeliko

Τοπικός Οίνος Πλαγιών Πετρωτού

Termine equivalente: Regional wine of Slopes of Petroto

Τοπικός Οίνος Πυλίας

Termine equivalente: Regional wine of Pylia

Τοπικός Οίνος Ριτσώνας

Termine equivalente: Regional wine of Ritsona

Τοπικός Οίνος Σερρών

Termine equivalente: Regional wine of Serres

Τοπικός Οίνος Σιάτιστας

Termine equivalente: Regional wine of Siatista

Τοπικός Οίνος Σιθωνίας

Termine equivalente: Regional wine of Sithonia

Τοπικός Οίνος Σπάτων

Termine equivalente: Regional wine of Spata

Τοπικός Οίνος Στερεάς Ελλάδας

Termine equivalente: Regional wine of Sterea Ellada

Τοπικός Οίνος Τεγέας

Termine equivalente: Regional wine of Tegea

Τοπικός Οίνος Τριφυλίας

Termine equivalente: Regional wine of Trifilia

Τοπικός Οίνος Τυρνάβου

Termine equivalente: Regional wine of Tyrnavos

Τοπικός Οίνος Φλώρινας

Termine equivalente: Regional wine of Florina

Τοπικός Οίνος Χαλικούνας

Termine equivalente: Regional wine of Halikouna

Τοπικός Οίνος Χαλκιδικής

Termine equivalente: Regional wine of Halkidiki

Menzioni tradizionali [articolo 118 duovicies, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio]

Ονομασία Προέλευσης Ανωτέρας Ποιότητας (ΟΠΑΠ)

(denominazione di origine di qualità superiore)

DOP

greco

Ονομασία Προέλευσης Ελεγχόμενη (ΟΠΕ)

(denominazione di origine controllata)

DOP

greco

Οίνος γλυκός φυσικός

(vin doux naturel)

DOP

greco

Οίνος φυσικώς γλυκύς

(vin naturellement doux)

DOP

greco

ονομασία κατά παράδοση (appellation traditionnelle)

IGP

greco

τοπικός οίνος

(vin de pays)

IGP

greco

Menzioni tradizionali [articolo 118 duovicies, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio]

Αγρέπαυλη

(Agrepavlis)

DOP/IGP

greco

Αμπέλι

(Ampeli)

DOP/IGP

greco

Αμπελώνας(ες)

(Ampelonas (-ès)]

DOP/IGP

greco

Αρχοντικό

(Archontiko)

DOP/IGP

greco

Κάβα

(Cava)

IGP

greco

Από διαλεκτούς αμπελώνες

(Grand Cru)

DOP

greco

Ειδικά Επιλεγμένος

(Grande réserve)

DOP

greco

Κάστρο

(Kastro)

DOP/IGP

greco

Κτήμα

(Ktima)

DOP/IGP

greco

Λιαστός

(Liastos)

DOP/IGP

greco

Μετόχι

(Metochi)

DOP/IGP

greco

Μοναστήρι

(Monastiri)

DOP/IGP

greco

Νάμα

(Nama)

DOP/IGP

greco

Νυχτέρι

(Nychteri)

DOP

greco

Ορεινό κτήμα

(Orino Ktima)

DOP/IGP

greco

Ορεινός αμπελώνας

(Orinos Ampelonas)

DOP/IGP

greco

Πύργος

(Pyrgos)

DOP/IGP

greco

Επιλογή ή Επιλεγμένος

(Réserve)

DOP

greco

Παλαιωθείς επιλεγμένος

(Vieille réserve)

DOP

greco

Βερντέα

(Verntea)

IGP

greco

Vinsanto

DOP

latino



SPAGNA

Vini a denominazione di origine protetta

Abona

Alella

Alicante seguita o no da Marina Alta

Almansa

Arabako Txakolina

Termine equivalente: Txakolí de Álava

Arlanza

Arribes

Bierzo

Binissalem

Bizkaiko Txakolina

Termine equivalente: Chacolí de Bizkaia

Bullas

Calatayud

Campo de Borja

Campo de la Guardia

Cangas

Cariñena

Cataluña

Cava

Chacolí de Bizkaia

Termine equivalente: Bizkaiko Txakolina

Chacolí de Getaria

Termine equivalente: Getariako Txakolina

Cigales

Conca de Barberá

Condado de Huelva

Costers del Segre seguita o no da Artesa

Costers del Segre seguita o no da Les Garrigues

Costers del Segre seguita o no da Raimat

Costers del Segre seguita o no da Valls de Riu Corb

Dehesa del Carrizal

Dominio de Valdepusa

El Hierro

Empordà

Finca Élez

Getariako Txakolina

Termine equivalente: Chacolí de Getaria

Gran Canaria

Granada

Guijoso

Jerez-Xérès-Sherry

Jumilla

La Gomera

La Mancha

La Palma seguita o no da Fuencaliente

La Palma seguita o no da Hoyo de Mazo

La Palma seguita o no da Norte de la Palma

Lanzarote

Lebrija

Málaga

Manchuela

Manzanilla Sanlúcar de Barrameda

Termine equivalente: Manzanilla

Méntrida

Mondéjar

Monterrei seguita o no da Ladera de Monterrei

Monterrei seguita o no da Val de Monterrei

Montilla-Moriles

Montsant

Navarra seguita o no da Baja Montaña

Navarra seguita o no da Ribera Alta

Navarra seguita o no da Ribera Baja

Navarra seguita o no da Tierra Estella

Navarra seguita o no da Valdizarbe

Pago de Arínzano

Termine equivalente: Vino de pago de Arinzano

Pago de Otazu

Pago Florentino

Penedés

Pla de Bages

Pla i Llevant

Prado de Irache

Priorat

Rías Baixas seguita o no da Condado do Tea

Rías Baixas seguita o no da O Rosal

Rías Baixas seguita o no da Ribeira do Ulla

Rías Baixas seguita o no da Soutomaior

Rías Baixas seguita o no da Val do Salnés

Ribeira Sacra seguita o no da Amandi

Ribeira Sacra seguita o no da Chantada

Ribeira Sacra seguita o no da Quiroga-Bibei

Ribeira Sacra seguita o no da Ribeiras do Miño

Ribeira Sacra seguita o no da Ribeiras do Sil

Ribeiro

Ribera del Duero

Ribera del Guadiana seguita o no da Cañamero

Ribera del Guadiana seguita o no da Matanegra

Ribera del Guadiana seguita o no da Montánchez

Ribera del Guadiana seguita o no da Ribera Alta

Ribera del Guadiana seguita o no da Ribera Baja

Ribera del Guadiana seguita o no da Tierra de Barros

Ribera del Júcar

Rioja seguita o no da Rioja Alavesa

Rioja seguita o no da Rioja Alta

Rioja seguita o no da Rioja Baja

Rueda

Sierras de Málaga seguita o no da Serranía de Ronda

Somontano

Tacoronte-Acentejo

Tarragona

Terra Alta

Tierra de León

Tierra del Vino de Zamora

Toro

Txakolí de Álava

Termine equivalente: Arabako Txakolina

Uclés

Utiel-Requena

Valdeorras

Valdepeñas

Valencia seguita o no da Alto Turia

Valencia seguita o no da Clariano

Valencia seguita o no da Moscatel de Valencia

Valencia seguita o no da Valentino

Valle de Güímar

Valle de la Orotava

Valles de Benavente

Valtiendas

Vinos de Madrid seguita o no da Arganda

Vinos de Madrid seguita o no da Navalcarnero

Vinos de Madrid seguita o no da San Martín de Valdeiglesias

Ycoden-Daute-Isora

Yecla

Vini a indicazione geografica protetta

3 Riberas

Abanilla

Altiplano de Sierra Nevada

Bailén

Bajo Aragón

Barbanza e Iria

Betanzos

Cádiz

Campo de Cartagena

Castelló

Castilla

Castilla y León

Contraviesa-Alpujarra

Córdoba

Costa de Cantabria

Cumbres del Guadalfeo

Desierto de Almería

El Terrerazo

Extremadura

Formentera

Ibiza

Illes Balears

Isla de Menorca

Laujar-Alpujarra

Lederas del Genil

Liébana

Los Palacios

Mallorca

Murcia

Norte de Almería

Ribera del Andarax

Ribera del Gállego-Cinco Villas

Ribera del Jiloca

Ribera del Queiles

Serra de Tramuntana-Costa Nord

Sierra Norte de Sevilla

Sierra Sur de Jaén

Sierras de Las Estancias y Los Filabres

Torreperogil

Valdejalón

Valle del Cinca

Valle del Miño-Ourense

Valles de Sadacia

Villaviciosa de Córdoba

Menzioni tradizionali [articolo 118 duovicies, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio]

D.O

DOP

spagnolo

D.O.Ca

DOP

spagnolo

Denominacion de origen

DOP

spagnolo

Denominacion de origen calificada

DOP

spagnolo

vino de calidad con indicación geográfica

DOP

spagnolo

vino de pago

DOP

spagnolo

vino de pago calificado

DOP

spagnolo

Vino dulce natural

DOP

spagnolo

Vino generoso

DOP

spagnolo

Vino generoso de licor

DOP

spagnolo

Vino de la Tierra

IGP

spagnolo

Menzioni tradizionali [articolo 118 duovicies, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio]

Amontillado

DOP

spagnolo

Añejo

DOP/IGP

spagnolo

Chacolí-Txakolina

DOP

spagnolo

Clásico

DOP

spagnolo

Cream

DOP

spagnolo

Criadera

DOP

spagnolo

Criaderas y Soleras

DOP

spagnolo

Crianza

DOP

spagnolo

Dorado

DOP

spagnolo

Fino

DOP

spagnolo

Fondillón

DOP

spagnolo

Gran reserva

DOP

spagnolo

Lágrima

DOP

spagnolo

Noble

DOP/IGP

spagnolo

Oloroso

DOP

spagnolo

Pajarete

DOP

spagnolo

Pálido

DOP

spagnolo

Palo Cortado

DOP

spagnolo

Primero de Cosecha

DOP

spagnolo

Rancio

DOP

spagnolo

Raya

DOP

spagnolo

Reserva

DOP

spagnolo

Sobremadre

DOP

spagnolo

Solera

DOP

spagnolo

Superior

DOP

spagnolo

Trasañejo

DOP

spagnolo

Vino Maestro

DOP

spagnolo

Vendimia Inicial

DOP

spagnolo

Viejo

DOP/IGP

spagnolo

Vino de Tea

DOP

spagnolo



FRANCIA

Vini a denominazione di origine protetta

Ajaccio

Aloxe-Corton

Alsace seguita o no dal nome di una varietà di vite e/o dal nome di un’unità geografica più piccola

Termine equivalente: Vin d’Alsace

Alsace Grand Cru preceduta da Rosacker

Alsace Grand Cru seguita da Altenberg de Bergbieten

Alsace Grand Cru seguita da Altenberg de Bergheim

Alsace Grand Cru seguita da Altenberg de Wolxheim

Alsace Grand Cru seguita da Brand

Alsace Grand Cru seguita da Bruderthal

Alsace Grand Cru seguita da Eichberg

Alsace Grand Cru seguita da Engelberg

Alsace Grand Cru seguita da Florimont

Alsace Grand Cru seguita da Frankstein

Alsace Grand Cru seguita da Froehn

Alsace Grand Cru seguita da Furstentum

Alsace Grand Cru seguita da Geisberg

Alsace Grand Cru seguita da Gloeckelberg

Alsace Grand Cru seguita da Goldert

Alsace Grand Cru seguita da Hatschbourg

Alsace Grand Cru seguita da Hengst

Alsace Grand Cru seguita da Kanzlerberg

Alsace Grand Cru seguita da Kastelberg

Alsace Grand Cru seguita da Kessler

Alsace Grand Cru seguita da Kirchberg de Barr

Alsace Grand Cru seguita da Kirchberg de Ribeauvillé

Alsace Grand Cru seguita da Kitterlé

Alsace Grand Cru seguita da Mambourg

Alsace Grand Cru seguita da Mandelberg

Alsace Grand Cru seguita da Marckrain

Alsace Grand Cru seguita da Moenchberg

Alsace Grand Cru seguita da Muenchberg

Alsace Grand Cru seguita da Ollwiller

Alsace Grand Cru seguita da Osterberg

Alsace Grand Cru seguita da Pfersigberg

Alsace Grand Cru seguita da Pfingstberg

Alsace Grand Cru seguita da Praelatenberg

Alsace Grand Cru seguita da Rangen

Alsace Grand Cru seguita da Saering

Alsace Grand Cru seguita da Schlossberg

Alsace Grand Cru seguita da Schoenenbourg

Alsace Grand Cru seguita da Sommerberg

Alsace Grand Cru seguita da Sonnenglanz

Alsace Grand Cru seguita da Spiegel

Alsace Grand Cru seguita da Sporen

Alsace Grand Cru seguita da Steinen

Alsace Grand Cru seguita da Steingrubler

Alsace Grand Cru seguita da Steinklotz

Alsace Grand Cru seguita da Vorbourg

Alsace Grand Cru seguita da Wiebelsberg

Alsace Grand Cru seguita da Wineck-Schlossberg

Alsace Grand Cru seguita da Winzenberg

Alsace Grand Cru seguita da Zinnkoepflé

Alsace Grand Cru seguita da Zotzenberg

Anjou seguita o no da Val de Loire

Anjou Coteaux de la Loire seguita o no da Val de Loire

Anjou-Villages Brissac seguita o no da Val de Loire

Arbois seguita o no da Pupillin seguita o no da«mousseux»

Auxey-Duresses seguita o no da«Côte de Beaune»o da«Côte de Beaune-Villages»

Bandol

Termine equivalente: Vin de Bandol

Banyuls seguita o no da«Grand Crù»e/o«Rancio»

Barsac

Bâtard-Montrachet

Béarn seguita o no da Bellocq

Beaujolais seguita o no dal nome di un’unità geografica più piccola, seguita o no da«Villages», seguita o no da«Supérieur»

Beaune

Bellet

Termine equivalente: Vin de Bellet

Bergerac seguita o no da«sec»

Bienvenues-Bâtard-Montrachet

Blagny seguita o no da Côte de Beaune/Côte de Beaune-Villages

Blanquette de Limoux

Blanquette méthode ancestrale

Blaye

Bonnes-mares

Bonnezeaux seguita o no da Val de Loire

Bordeaux seguita o no da«Clairet», «Rosé», «Mousseux»o«supérieur»

Bordeaux Côtes de Francs

Bordeaux Haut-Benauge

Bourg

Termine equivalente: Côtes de Bourg/Bourgeais

Bourgogne seguita o no da«Clairet», «Rosé»o dal nome di un’unità geografica più piccola Chitry

Bourgogne seguita o no da«Clairet», «Rosé»o dal nome di un’unità geografica più piccola Côte Chalonnaise

Bourgogne seguita o no da«Clairet», «Rosé»o dal nome di un’unità geografica più piccola Côte Saint-Jacques

Bourgogne seguita o no da«Clairet», «Rosé»o dal nome di un’unità geografica più piccola Côtes d’Auxerre

Bourgogne seguita o no da«Clairet», «Rosé»o dal nome di un’unità geografica più piccola Côtes du Couchois

Bourgogne seguita o no da«Clairet», «Rosé»o dal nome di un’unità geografica più piccola Coulanges-la-Vineuse

Bourgogne seguita o no da«Clairet», «Rosé»o dal nome di un’unità geografica più piccola Épineuil

Bourgogne seguita o no da«Clairet», «Rosé»o dal nome di un’unità geografica più piccola Hautes Côtes de Beaune

Bourgogne seguita o no da«Clairet», «Rosé»o dal nome di un’unità geografica più piccola Hautes Côtes de Nuits

Bourgogne seguita o no da«Clairet», «Rosé»o dal nome di un’unità geografica più piccola La Chapelle Notre-Dame

Bourgogne seguita o no da«Clairet», «Rosé»o dal nome di un’unità geografica più piccola Le Chapitre

Bourgogne seguita o no da«Clairet», «Rosé»o dal nome di un’unità geografica più piccola Montrecul/Montre-cul/En Montre-Cul

Bourgogne seguita o no da«Clairet», «Rosé»o dal nome di un’unità geografica più piccola Vézelay

Bourgogne seguita o no da«Clairet», «Rosé», «ordinaire»o«grand ordinaire»

Bourgogne aligoté

Bourgogne passe-tout-grains

Bourgueil

Bouzeron

Brouilly

Bugey seguita o no dal nome di un’unità geografica più piccola, preceduta o no da ‘Vins dù, ‘Mousseux dù, «Pétillant»o ‘Roussette dù, o seguita o no da«Mousseux»o«Pétillant», seguita o no dal nome di un’unità geografica più piccola

Buzet

Cabardès

Cabernet d’Anjou seguita o no da Val de Loire

Cabernet de Saumur seguita o no da Val de Loire

Cadillac

Cahors

Cassis

Cérons

Chablis seguita o no da Beauroy seguita o no da«premier crù»

Chablis seguita o no da Berdiot seguita o no da«premier crù»

Chablis seguita o no da Beugnons

Chablis seguita o no da Butteaux seguita o no da«premier crù»

Chablis seguita o no da Chapelot seguita o no da«premier crù»

Chablis seguita o no da Chatains seguita o no da«premier crù»

Chablis seguita o no da Chaume de Talvat seguita o no da«premier crù»

Chablis seguita o no da Côte de Bréchain seguita o no da«premier crù»

Chablis seguita o no da Côte de Cuissy

Chablis seguita o no da Côte de Fontenay seguita o no da«premier crù»

Chablis seguita o no da Côte de Jouan seguita o no da«premier crù»

Chablis seguita o no da Côte de Léchet seguita o no da«premier crù»

Chablis seguita o no da Côte de Savant seguita o no da«premier crù»

Chablis seguita o no da Côte de Vaubarousse seguita o no da«premier crù»

Chablis seguita o no da Côte des Prés Girots seguita o no da«premier crù»

Chablis seguita o no da Forêts seguita o no da«premier crù»

Chablis seguita o no da Fourchaume seguita o no da«premier crù»

Chablis seguita o no da L’Homme mort seguita o no da«premier crù»

Chablis seguita o no da Les Beauregards seguita o no da«premier crù»

Chablis seguita o no da Les Épinottes seguita o no da«premier crù»

Chablis seguita o no da Les Fourneaux seguita o no da«premier crù»

Chablis seguita o no da Les Lys seguita o no da ‘premier crù

Chablis seguita o no da Mélinots seguita o no da«premier crù»

Chablis seguita o no da Mont de Milieu seguita o no da«premier crù»

Chablis seguita o no da Montée de Tonnerre

Chablis seguita o no da Montmains seguita o no da«premier crù»

Chablis seguita o no da Morein seguita o no da«premier crù»

Chablis seguita o no da Pied d’Aloup seguita o no da«premier crù»

Chablis seguita o no da Roncières seguita o no da«premier crù»

Chablis seguita o no da Sécher seguita o no da«premier crù»

Chablis seguita o no da Troesmes seguita o no da«premier crù»

Chablis seguita o no da Vaillons seguita o no da«premier crù»

Chablis seguita o no da Vau de Vey seguita o no da«premier crù»

Chablis seguita o no da Vau Ligneau seguita o no da«premier crù»

Chablis seguita o no da Vaucoupin seguita o no da«premier crù»

Chablis seguita o no da Vaugiraut seguita o no da«premier crù»

Chablis seguita o no da Vaulorent seguita o no da«premier crù»

Chablis seguita o no da Vaupulent seguita o no da«premier crù»

Chablis seguita o no da Vaux-Ragons seguita o no da«premier crù»

Chablis seguita o no da Vosgros seguita o no da«premier crù»

Chablis

Chablis grand cru seguita o no da Blanchot

Chablis grand cru seguita o no da Bougros

Chablis grand cru seguita o no da Grenouilles

Chablis grand cru seguita o no da Les Clos

Chablis grand cru seguita o no da Preuses

Chablis grand cru seguita o no da Valmur

Chablis grand cru seguita o no da Vaudésir

Chambertin

Chambertin-Clos-de-Bèze

Chambolle-Musigny

Champagne

Chapelle-Chambertin

Charlemagne

Charmes-Chambertin

Chassagne-Montrachet seguita o no da Côte de Beaune/Côtes de Beaune-Villages

Château Grillet

Château-Chalon

Châteaumeillant

Châteauneuf-du-Pape

Châtillon-en-Diois

Chaume - Premier Cru des coteaux du Layon

Chenas

Chevalier-Montrachet

Cheverny

Chinon

Chiroubles

Chorey-les-Beaune seguita o no da Côte de Beaune/Côte de Beaune-Villages

Clairette de Bellegarde

Clairette de Die

Clairette de Languedoc seguita o no dal nome di un’unità geografica più piccola

Clos de la Roche

Clos de Tart

Clos de Vougeot

Clos des Lambrays

Clos Saint-Denis

Collioure

Condrieu

Corbières

Cornas

Corse preceduta o no da«Vin de»

Corse seguita o no da Calvi preceduta o no da«Vin de»

Corse seguita o no da Coteaux du Cap Corse preceduta o no da«Vin de»

Corse seguita o no da Figari preceduta o no da«Vin de»

Corse seguita o no da Porto-Vecchio preceduta o no da«Vin de»

Corse seguita o no da Sartène preceduta o no da«Vin de»

Corton

Corton-Charlemagne

Costières de Nîmes

Côte de Beaune preceduta dal nome di un’unità geografica più piccola

Côte de Beaune-Villages

Côte de Brouilly

Côte de Nuits-villages

Côte roannaise

Côte Rôtie

Coteaux champenois seguita o no dal nome di un’unità geografica più piccola

Coteaux d’Aix-en-Provence

Coteaux d’Ancenis seguita dal nome della varietà di vite

Coteaux de Die

Coteaux de l’Aubance seguita o no da Val de Loire

Coteaux de Pierrevert

Coteaux de Saumur seguita o no da Val de Loire

Coteaux du Giennois

Coteaux du Languedoc seguita o no da Cabrières

Coteaux du Languedoc seguita o no da Coteaux de la Méjanelle/La Méjanelle

Coteaux du Languedoc seguita o no da Coteaux de Saint-Christol/Saint-Christol

Coteaux du Languedoc seguita o no da Coteaux de Vérargues/Vérargues

Coteaux du Languedoc seguita o no da Montpeyroux

Coteaux du Languedoc seguita o no da Quatourze

Coteaux du Languedoc seguita o no da Saint-Drézéry

Coteaux du Languedoc seguita o no da Saint-Georges-d’Orques

Coteaux du Languedoc seguita o no da Saint-Saturnin

Coteaux du Languedoc seguita o no da Pic-Saint-Loup

Coteaux du Layon seguita o no da Val de Loire seguita o no dal nome di un’unità geografica più piccola

Coteaux du Layon Chaume seguita o no da Val de Loire

Coteaux du Loir seguita o no da Val de Loire

Coteaux du Lyonnais

Coteaux du Quercy

Coteaux du Tricastin

Coteaux du Vendômois seguita o no da Val de Loire

Coteaux Varois en Provence

Côtes Canon Fronsac

Termine equivalente: Canon Fronsac

Côtes d’Auvergne seguita o no da Boudes

Côtes d’Auvergne seguita o no da Chanturgue

Côtes d’Auvergne seguita o no da Châteaugay

Côtes d’Auvergne seguita o no da Corent

Côtes d’Auvergne seguita o no da Madargue

Côtes de Bergerac

Côtes de Blaye

Côtes de Bordeaux Saint-Macaire

Côtes de Castillon

Côtes de Duras

Côtes de Millau

Côtes de Montravel

Côtes de Provence

Côtes de Toul

Côtes du Brulhois

Côtes du Forez

Côtes du Frontonnais seguita o no da Fronton

Côtes du Frontonnais seguita o no da Villaudric

Côtes du Jura seguita o no da«mousseux»

Côtes du Lubéron

Côtes du Marmandais

Côtes du Rhône

Côtes du Roussillon seguita o no da Les Aspres

Côtes du Roussillon Villages seguita o no dal nome di un’unità geografica più piccola

Côtes du Ventoux

Côtes du Vivarais

Cour-Cheverny seguita o no da Val de Loire

Crémant d’Alsace

Crémant de Bordeaux

Crémant de Bourgogne

Crémant de Die

Crémant de Limoux

Crémant de Loire

Crémant du Jura

Crépy

Criots-Bâtard-Montrachet

Crozes-Hermitage

Termine equivalente: Crozes-Ermitage

Échezeaux

Entre-Deux-Mers

Entre-Deux-Mers-Haut-Benauge

Faugères

Fiefs Vendéens seguita o no da Brem

Fiefs Vendéens seguita o no da Mareuil

Fiefs Vendéens seguita o no da Pissotte

Fiefs Vendéens seguita o no da Vix

Fitou

Fixin

Fleurie

Floc de Gascogne

Fronsac

Frontignan preceduta o no da«Muscat de»

Fronton

Gaillac seguita o no da«mousseux»

Gaillac premières côtes

Gevrey-Chambertin

Gigondas

Givry

Grand Roussillon seguita o no da«Rancio»

Grand-Échezeaux

Graves seguita o no da«supérieures»

Graves de Vayres

Griotte-Chambertin

Gros plant du Pays nantais

Haut-Médoc

Haut-Montravel

Haut-Poitou

Hermitage

Termine equivalente: l’Hermitage/Ermitage/l’Ermitage

Irancy

Irouléguy

Jasnières seguita o no da Val de Loire

Juliénas

Jurançon seguita o no da«sec»

L’Étoile seguita o no da«mousseux»

La Grande Rue

Ladoix seguita o no da«Côte de Beaune»o«Côte de Beaune-Villages»

Lalande de Pomerol

Languedoc seguita o no dal nome di un’unità geografica più piccola

Languedoc Grès de Montpellier

Languedoc La Clape

Languedoc Picpoul-de-Pinet

Languedoc Terrasses du Larzac

Languedoc-Pézénas

Latricières-Chambertin

Lavilledieu

Les Baux de Provence

Limoux

Lirac

Listrac-Médoc

Loupiac

Lussac-Saint-Émilion

Mâcon seguita o no dal nome di un’unità geografica più piccola, seguita o no da«Supérieur»o«Villages»

Termine equivalente: Pinot-Chardonnay-Mâcon

Macvin du Jura

Madiran

Malepère

Maranges seguita o no da Clos de la Boutière

Maranges seguita o no da La Croix Moines

Maranges seguita o no da La Fussière

Maranges seguita o no da Le Clos des Loyères

Maranges seguita o no da Le Clos des Rois

Maranges seguita o no da Les Clos Roussots

Maranges seguita o no dal nome di un’unità geografica più piccola, seguita o no da«Côte de Beaune»o«Côte de Beaune-Villages»

Marcillac

Margaux

Marsannay seguita o no da«Rosé»

Maury seguita o no da«Rancio»

Mazis-Chambertin

Mazoyères-Chambertin

Médoc

Menetou-Salon seguita o no dal nome di un’unità geografica più piccola, seguita o no da Val de Loire

Mercurey

Meursault seguita o no da«Côte de Beaune»o«Côte de Beaune-Villages»

Minervois

Minervois-La-Livinière

Monbazillac

Montagne Saint-Émilion

Montagny

Monthélie seguita o no da«Côte de Beaune»o«Côte de Beaune-Villages»

Montlouis-sur-Loire seguita o no da Val de Loire seguita o no da«mousseux»o«pétillant»

Montrachet

Montravel

Morey-Saint-Denis

Morgon

Moselle

Moulin-à-Vent

Moulis

Termine equivalente: Moulis-en-Médoc

Muscadet seguita o no da Val de Loire

Muscadet-Coteaux de la Loire seguita o no da Val de Loire

Muscadet-Côtes de Grandlieu seguita o no da Val de Loire

Muscadet-Sèvre et Maine seguita o no da Val de Loire

Muscat de Beaumes-de-Venise

Muscat de Lunel

Muscat de Mireval

Muscat de Saint-Jean-de-Minvervois

Muscat du Cap Corse

Musigny

Néac

Nuits

Termine equivalente: Nuits-Saint-Georges

Orléans seguita o no da Cléry

Pacherenc du Vic-Bilh seguita o no da«sec»

Palette

Patrimonio

Pauillac

Pécharmant

Pernand-Vergelesses seguita o no da«Côte de Beaune»o«Côte de Beaune-Villages»

Pessac-Léognan

Petit Chablis seguita o no dal nome di un’unità geografica più piccola

Pineau des Charentes

Termine equivalente: Pineau Charentais

Pomerol

Pommard

Pouilly-Fuissé

Pouilly-Loché

Pouilly-sur-Loire seguita o no da Val de Loire

Termine equivalente: Blanc Fumé de Pouilly/Pouilly-Fumé

Pouilly-Vinzelles

Premières Côtes de Blaye

Premières Côtes de Bordeaux seguita o no dal nome di un’unità geografica più piccola

Puisseguin-Saint-Emilion

Puligny-Montrachet seguita o no da«Côte de Beaune»o«Côte de Beaune-Villages»

Quarts de Chaume seguita o no da Val de Loire

Quincy seguita o no da Val de Loire

Rasteau seguita o no da«Rancio»

Régnié

Reuilly seguita o no da Val de Loire

Richebourg

Rivesaltes seguita o no da«Rancio»preceduta o no da«Muscat de»

Romanée (La)

Romanée Contie

Romanée Saint-Vivant

Rosé d’Anjou

Rosé de Loire seguita o no da Val de Loire

Rosé des Riceys

Rosette

Roussette de Savoie seguita o no dal nome di un’unità geografica più piccola

Ruchottes-Chambertin

Rully

Saint Sardos

Saint-Amour

Saint-Aubin seguita o no da«Côte de Beaune»o«Côte de Beaune-Villages»

Saint-Bris

Saint-Chinian

Saint-Émilion

Saint-Émilion Grand Cru

Saint-Estèphe

Saint-Georges-Saint-Émilion

Saint-Joseph

Saint-Julien

Saint-Mont

Saint-Nicolas-de-Bourgueil seguita o no da Val de Loire

Saint-Péray seguita o no da«mousseux»

Saint-Pourçain

Saint-Romain seguita o no da«Côte de Beaune»o«Côte de Beaune-Villages»

Saint-Véran

Sainte-Croix du Mont

Sainte-Foy Bordeaux

Sancerre

Santenay seguita o no da«Côte de Beaune»o«Côte de Beaune-Villages»

Saumur seguita o no da Val de Loire seguita o no da«mousseux»o«pétillant»

Saumur-Champigny seguita o no da Val de Loire

Saussignac

Sauternes

Savennières seguita o no da Val de Loire

Savennières-Coulée de Serrant seguita o no da Val de Loire

Savennières-Roche-aux-Moines seguita o no da Val de Loire

Savigny-les-Beaune seguita o no da«Côte de Beaune»o«Côte de Beaune-Villages»

Termine equivalente: Savigny

Seyssel seguita o no da«mousseux»

Tâche (La)

Tavel

Touraine seguita o no da Val de Loire seguita o no da«mousseux»o«pétillant»

Touraine Amboise seguita o no da Val de Loire

Touraine Azay-le-Rideau seguita o no da Val de Loire

Touraine Mestand seguita o no da Val de Loire

Touraine Noble Joué seguita o no da Val de Loire

Tursan

Vacqueyras

Valençay

Vin d’Entraygues et du Fel

Vin d’Estaing

Vin de Savoie seguita o no dal nome di un’unità geografica più piccola, seguita o no da«mousseux»o«pétillant»

Vins du Thouarsais

Vins Fins de la Côte de Nuits

Viré-Clessé

Volnay

Volnay Santenots

Vosnes Romanée

Vougeot

Vouvray seguita o no da Val de Loire seguita o no da«mousseux»o«pétillant»

Vini a indicazione geografica protetta

Agenais

Aigues

Ain

Allier

Allobrogie

Alpes de Haute Provence

Alpes Maritimes

Alpilles

Ardèche

Argens

Ariège

Aude

Aveyron

Balmes Dauphinoises

Bénovie

Bérange

Bessan

Bigorre

Bouches du Rhône

Bourbonnais

Calvados

Cassan

Cathare

Caux

Cessenon

Cévennes seguita o no da Mont Bouquet

Charentais seguita o no da Ile d’Oléron

Charentais seguita o no da Ile de Ré

Charentais seguita o no da Saint Sornin

Charente

Charentes Maritimes

Cher

Cité de Carcassonne

Collines de la Moure

Collines Rhodaniennes

Comté de Grignan

Comté Tolosan

Comtés Rhodaniens

Corrèze

Côte Vermeille

Coteaux Charitois

Coteaux de Bessilles

Coteaux de Cèze

Coteaux de Coiffy

Coteaux de Fontcaude

Coteaux de Glanes

Coteaux de l’Ardèche

Coteaux de la Cabrerisse

Coteaux de Laurens

Coteaux de l’Auxois

Coteaux de Miramont

Coteaux de Montélimar

Coteaux de Murviel

Coteaux de Narbonne

Coteaux de Peyriac

Coteaux de Tannay

Coteaux des Baronnies

Coteaux du Cher et de l’Arnon

Coteaux du Grésivaudan

Coteaux du Libron

Coteaux du Littoral Audois

Coteaux du Pont du Gard

Coteaux du Salagou

Coteaux du Verdon

Coteaux d’Enserune

Coteaux et Terrasses de Montauban

Coteaux Flaviens

Côtes Catalanes

Côtes de Ceressou

Côtes de Gascogne

Côtes de Lastours

Côtes de Meuse

Côtes de Montestruc

Côtes de Pérignan

Côtes de Prouilhe

Côtes de Thau

Côtes de Thongue

Côtes du Brian

Côtes du Condomois

Côtes du Tarn

Côtes du Vidourle

Creuse

Cucugnan

Deux-Sèvres

Dordogne

Doubs

Drôme

Duché d’Uzès

Franche-Comté seguita o no da Coteaux de Champlitte

Gard

Gers

Haute Vallée de l’Orb

Haute Vallée de l’Aude

Haute-Garonne

Haute-Marne

Haute-Saône

Haute-Vienne

Hauterive seguita o no da Coteaux du Termenès

Hauterive seguita o no da Côtes de Lézignan

Hauterive seguita o no da Val d’Orbieu

Hautes-Alpes

Hautes-Pyrénées

Hauts de Badens

Hérault

Île de Beauté

Indre

Indre et Loire

Isère

Jardin de la France seguita o no da Marches de Bretagne

Jardin de la France seguita o no da Pays de Retz

Landes

Loir et Cher

Loire-Atlantique

Loiret

Lot

Lot et Garonne

Maine et Loire

Maures

Méditerranée

Meuse

Mont Baudile

Mont-Caume

Monts de la Grage

Nièvre

Oc

Périgord seguita o no da Vin de Domme

Petite Crau

Principauté d’Orange

Puy de Dôme

Pyrénées Orientales

Pyrénées-Atlantiques

Sables du Golfe du Lion

Saint-Guilhem-le-Désert

Saint-Sardos

Sainte Baume

Sainte Marie la Blanche

Saône et Loire

Sarthe

Seine et Marne

Tarn

Tarn et Garonne

Terroirs Landais seguita o no da Coteaux de Chalosse

Terroirs Landais seguita o no da Côtes de L’Adour

Terroirs Landais seguita o no da Sables de l’Océan

Terroirs Landais seguita o no da Sables Fauves

Thézac-Perricard

Torgan

Urfé

Val de Cesse

Val de Dagne

Val de Loire

Val de Montferrand

Vallée du Paradis

Var

Vaucluse

Vaunage

Vendée

Vicomté d’Aumelas

Vienne

Vistrenque

Yonne

Menzioni tradizionali [articolo 118 duovicies, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio]

Appellation contrôlée

DOP

francese

Appellation d’origine contrôlée

DOP

francese

Appellation d’origine Vin Délimité de qualité supérieure

DOP

francese

Vin doux naturel

DOP

francese

Vin de pays

IGP

francese

Menzioni tradizionali [articolo 118 duovicies, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio]

Ambré

DOP

francese

Clairet

DOP

francese

Claret

DOP

francese

Tuilé

DOP

francese

Vin jaune

DOP

francese

Château

DOP

francese

Clos

DOP

francese

Cru artisan

DOP

francese

Cru bourgeois

DOP

francese

Cru classé, seguita o no da Grand, Premier Grand, Deuxième, Troisième, Quatrième, Cinquième

DOP

francese

Edelzwicker

DOP

francese

Grand cru

DOP

francese

Hors d’âge

DOP

francese

Passe-tout-grains

DOP

francese

Premier cru

DOP

francese

Primeur

DOP/IGP

francese

Rancio

DOP

francese

Sélection de grains nobles

DOP

francese

Sur lie

DOP/IGP

francese

Vendanges tardives

DOP

francese

Villages

DOP

francese

Vin de paille

DOP

francese



ITALIA

Vini a denominazione di origine protetta

Aglianico del Taburno

Termine equivalente: Taburno

Aglianico del Vulture

Albana di Romagna

Albugnano

Alcamo

Aleatico di Gradoli

Aleatico di Puglia

Alezio

Alghero

Alta Langa

Alto Adige seguita da Colli di Bolzano

Termine equivalente: Südtiroler Bozner Leiten

Alto Adige seguita da Meranese di collina

Termine equivalente: Alto Adige Meranese/Südtirol Meraner Hügel/Südtirol Meraner

Alto Adige seguita da Santa Maddalena

Termine equivalente: Südtiroler St.Magdalener

Alto Adige seguita da Terlano

Termine equivalente: Südtirol Terlaner

Alto Adige seguita da Valle Isarco

Termine equivalente: Südtiroler Eisacktal/Eisacktaler

Alto Adige seguita da Valle Venosta

Termine equivalente: Südtirol Vinschgau

Alto Adige

Termine equivalente: dell’Alto Adige/Südtirol/Südtiroler

Alto Adigeo dell’Alto Adige seguita o no da Bressanone

Termine equivalente: dell’Alto Adige Südtirol/Südtiroler Brixner

Alto Adige/dell’Alto Adige seguita o no da Burgraviato

Termine equivalente: dell’Alto Adige Südtirol/Südtiroler Buggrafler

Ansonica Costa dell’Argentario

Aprilia

Arborea

Arcole

Assisi

Asti seguita o no da«spumante»o preceduta o no da«Moscato di»

Atina

Aversa

Bagnoli di Sopra

Termine equivalente: Bagnoli

Barbaresco

Barbera d’Alba

Barbera d’Asti seguita o no da Colli Astiani o Astiano

Barbera d’Asti seguita o no da Nizza

Barbera d’Asti seguita o no da Tinella

Barbera del Monferrato

Barbera del Monferrato Superiore

Barco Reale di Carmignano

Termine equivalente: Rosato di Carmignano/Vin santo di Carmignano/Vin Santo di Carmignano occhio di pernice

Bardolino

Bardolino Superiore

Barolo

Bianchello del Metauro

Bianco Capena

Bianco dell’Empolese

Bianco della Valdinievole

Bianco di Custoza

Termine equivalente: Custoza

Bianco di Pitigliano

Bianco Pisano di San Torpè

Biferno

Bivongi

Boca

Bolgheri seguita o no da Sassicaia

Bosco Eliceo

Botticino

Brachetto d’Acqui

Termine equivalente: Acqui

Bramaterra

Breganze

Brindisi

Brunello di Montalcino

Cacc’e Mmitte di Lucera

Cagnina di Romagna

Campi Flegrei

Campidano di Terralba

Termine equivalente: Terralba

Canavese

Candia dei Colli Apuani

Cannonau di Sardegna seguita o no da Capo Ferrato

Cannonau di Sardegna seguita o no da Jerzu

Cannonau di Sardegna seguita o no da Oliena/Nepente di Oliena

Capalbio

Capri

Capriano del Colle

Carema

Carignano del Sulcis

Carmignano

Carso

Castel del Monte

Castel San Lorenzo

Casteller

Castelli Romani

Cellatica

Cerasuolo di Vittoria

Cerveteri

Cesanese del Piglio

Termine equivalente: Piglio

Cesanese di Affile

Termine equivalente: Affile

Cesanese di Olevano Romano

Termine equivalente: Olevano Romano

Chianti seguita o no da Colli Aretini

Chianti seguita o no da Colli Fiorentini

Chianti seguita o no da Colli Senesi

Chianti seguita o no da Colline Pisane

Chianti seguita o no da Montalbano

Chianti seguita o no da Montespertoli

Chianti seguita o no da Rufina

Chianti Classico

Cilento

Cinque Terre seguita o no da Costa da Posa

Termine equivalente: Cinque Terre Sciacchetrà

Cinque Terre seguita o no da Costa de Campu

Termine equivalente: Cinque Terre Sciacchetrà

Cinque Terre seguita o no da Costa de Sera

Termine equivalente: Cinque Terre Sciacchetrà

Circeo

Cirò

Cisterna d’Asti

Colli Albani

Colli Altotiberini

Colli Amerini

Colli Asolani — Prosecco

Termine equivalente: Asolo — Prosecco

Colli Berici

Colli Bolognesi seguita o no da Colline di Oliveto

Colli Bolognesi seguita o no da Colline di Riosto

Colli Bolognesi seguita o no da Colline Marconiane

Colli Bolognesi seguita o no da Monte San Pietro

Colli Bolognesi seguita o no da Serravalle

Colli Bolognesi seguita o no da Terre di Montebudello

Colli Bolognesi seguita o no da Zola Predosa

Colli Bolognesi seguita o no dal nome di un’unità geografica più piccola

Colli Bolognesi Classico — Pignoletto

Colli d’Imola

Colli del Trasimeno

Termine equivalente: Trasimeno

Colli dell’Etruria Centrale

Colli della Sabina

Colli di Conegliano seguita o no da Fregona

Colli di Conegliano seguita o no da Refrontolo

Colli di Faenza

Colli di Luni

Colli di Parma

Colli di Rimini

Colli di Scandiano e di Canossa

Colli Etruschi Viterbesi

Colli Euganei

Colli Lanuvini

Colli Maceratesi

Colli Martani

Colli Orientali del Friuli seguita o no da Cialla

Colli Orientali del Friuli seguita o no da Rosazzo

Colli Orientali del Friuli seguita o no da Schiopettino di Prepotto

Colli Orientali del Friuli Picolit seguita o no da Cialla

Colli Perugini

Colli Pesaresi seguita o no da Focara

Colli Pesaresi seguita o no da Roncaglia

Colli Piacentini seguita o no da Gutturnio

Colli Piacentini seguita o no da Monterosso Val d’Arda

Colli Piacentini seguita o no da Val Trebbia

Colli Piacentini seguita o no da Valnure

Colli Piacentini seguita o no da Vigoleno

Colli Romagna centrale

Colli Tortonesi

Collina Torinese

Colline di Levanto

Colline Joniche Taratine

Colline Lucchesi

Colline Novaresi

Colline Saluzzesi

Collio Goriziano

Termine equivalente: Collio

Conegliano — Valdobbiadene — Prosecco

Cònero

Contea di Sclafani

Contessa Entellina

Controguerra

Copertino

Cori

Cortese dell’Alto Monferrato

Corti Benedettine del Padovano

Cortona

Costa d’Amalfi seguita o no da Furore

Costa d’Amalfi seguita o no da Ravello

Costa d’Amalfi seguita o no da Tramonti

Coste della Sesia

Curtefranca

Delia Nivolelli

Dolcetto d’Acqui

Dolcetto d’Alba

Dolcetto d’Asti

Dolcetto delle Langhe Monregalesi

Dolcetto di Diano d’Alba

Termine equivalente: Diano d’Alba

Dolcetto di Dogliani

Dolcetto di Dogliani Superiore

Termine equivalente: Dogliani

Dolcetto di Ovada

Termine equivalente: Dolcetto d’Ovada

Dolcetto di Ovada Superiore o Ovada

Donnici

Elba

Eloro seguita o no da Pachino

Erbaluce di Caluso

Termine equivalente: Caluso

Erice

Esino

Est!Est!!Est!!! di Montefiascone

Etna

Falerio dei Colli Ascolani

Termine equivalente: Falerio

Falerno del Massico

Fara

Faro

Fiano di Avellino

Franciacorta

Frascati

Freisa d’Asti

Freisa di Chieri

Friuli Annia

Friuli Aquileia

Friuli Grave

Friuli Isonzo

Termine equivalente: Isonzo del Friuli

Friuli Latisana

Gabiano

Galatina

Galluccio

Gambellara

Garda

Garda Colli Mantovani

Gattinara

Gavi

Termine equivalente: Cortese di Gavi

Genazzano

Ghemme

Gioia del Colle

Girò di Cagliari

Golfo del Tigullio

Gravina

Greco di Bianco

Greco di Tufo

Grignolino d’Asti

Grignolino del Monferrato Casalese

Guardia Sanframondi

Termine equivalente: Guardiolo

I Terreni di San Severino

Irpinia seguita o no da Campi Taurasini

Ischia

Lacrima di Morro

Termine equivalente: Lacrima di Morro d’Alba

Lago di Caldaro

Termine equivalente: Caldaro/Kalterer/Kalterersee

Lago di Corbara

Lambrusco di Sorbara

Lambrusco Grasparossa di Castelvetro

Lambrusco Mantovano seguita o no da Oltre Po Mantovano

Lambrusco Mantovano seguita o no da Viadanese-Sabbionetano

Lambrusco Salamino di Santa Croce

Lamezia

Langhe

Lessona

Leverano

Lison-Pramaggiore

Lizzano

Loazzolo

Locorotondo

Lugana

Malvasia delle Lipari

Malvasia di Bosa

Malvasia di Cagliari

Malvasia di Casorzo d’Asti

Termine equivalente: Cosorzo/Malvasia di Cosorzo

Malvasia di Castelnuovo Don Bosco

Mamertino di Milazzo

Termine equivalente: Mamertino

Mandrolisai

Marino

Marsala

Martina

Termine equivalente: Martina Franca

Matino

Melissa

Menfi seguita o no da Bonera

Menfi seguita o no da Feudo dei Fiori

Merlara

Molise

Termine equivalente: del Molise

Monferrato seguita o no da Casalese

Monica di Cagliari

Monica di Sardegna

Monreale

Montecarlo

Montecompatri-Colonna

Termine equivalente: Montecompatri/Colonna

Montecucco

Montefalco

Montefalco Sagrantino

Montello e Colli Asolani

Montepulciano d’Abruzzo accompagnata o no da Casauria/Terre di Casauria

Montepulciano d’Abruzzo accompagnata o no da Terre dei Vestini

Montepulciano d’Abruzzo seguita o no da Colline Teramane

Monteregio di Massa Marittima

Montescudaio

Monti Lessini

Termine equivalente: Lessini

Morellino di Scansano

Moscadello di Montalcino

Moscato di Cagliari

Moscato di Pantelleria

Termine equivalente: Passito di Pantelleria/Pantelleria

Moscato di Sardegna seguita o no da Gallura

Moscato di Sardegna seguita o no da Tempio Pausania

Moscato di Sardegna seguita o no da Tempo

Moscato di Siracusa

Moscato di Sorso-Sennori

Termine equivalente: Moscato di Sorso/Moscato di Sennori

Moscato di Trani

Nardò

Nasco di Cagliari

Nebbiolo d’Alba

Nettuno

Noto

Nuragus di Cagliari

Offida

Oltrepò Pavese

Orcia

Orta Nova

Orvieto

Ostuni

Pagadebit di Romagna seguita o no da Bertinoro

Parrina

Penisola Sorrentina seguita o no da Gragnano

Penisola Sorrentina seguita o no da Lettere

Penisola Sorrentina seguita o no da Sorrento

Pentro di Isernia

Termine equivalente: Pentro

Pergola

Piemonte

Pietraviva

Pinerolese

Pollino

Pomino

Pornassio

Termine equivalente: Ormeasco di Pornassio

Primitivo di Manduria

Prosecco

Ramandolo

Recioto di Gambellara

Recioto di Soave

Reggiano

Reno

Riesi

Riviera del Brenta

Riviera del Garda Bresciano

Termine equivalente: Garda Bresciano

Riviera ligure di ponente seguita o no da Albenga/Albengalese

Riviera ligure di ponente seguita o no da Finale/Finalese

Riviera ligure di ponente seguita o no da Riviera dei Fiori

Roero

Romagna Albana spumante

Rossese di Dolceacqua

Termine equivalente: Dolceacqua

Rosso Barletta

Rosso Canosa seguita o no da Canusium

Rosso Conero

Rosso di Cerignola

Rosso di Montalcino

Rosso di Montepulciano

Rosso Orvietano

Termine equivalente: Orvietano Rosso

Rosso Piceno

Rubino di Cantavenna

Ruché di Castagnole Monferrato

Salaparuta

Salice Salentino

Sambuca di Sicilia

San Colombano al Lambro

Termine equivalente: San Colombano

San Gimignano

San Ginesio

San Martino della Battaglia

San Severo

San Vito di Luzzi

Sangiovese di Romagna

Sannio

Sant’Agata de’ Goti

Termine equivalente: Sant’Agata dei Goti

Sant’Anna di Isola Capo Rizzuto

Sant’Antimo

Santa Margherita di Belice

Sardegna Semidano seguita o no da Mogoro

Savuto

Scanzo

Termine equivalente: Moscato di Scanzo

Scavigna

Sciacca

Serrapetrona

Sforzato di Valtellina

Termine equivalente: Sfursat di Valtellina

Sizzano

Soave seguita o no da Colli Scaligeri

Soave Superiore

Solopaca

Sovana

Squinzano

Strevi

Tarquinia

Taurasi

Teroldego Rotaliano

Terracina

Termine equivalente: Moscato di Terracina

Terratico di Bibbona seguita o no dal nome di un’unità geografica più piccola

Terre dell’Alta Val d’Agri

Terre di Casole

Terre Tollesi

Termine equivalente: Tullum

Torgiano

Torgiano rosso riserva

Trebbiano d’Abruzzo

Trebbiano di Romagna

Trentino seguita o no da Isera/d’Isera

Trentino seguita o no da Sorni

Trentino seguita o no da Ziresi/dei Ziresi

Trento

Val d’Arbia

Val di Cornia seguita o no da Suvereto

Val Polcèvera seguita o no da Coronata

Valcalepio

Valdadige seguita o no da Terra dei Forti

Termine equivalente: Etschtaler

Valdadige Terradeiforti

Termine equivalente: Terradeiforti Valdadige

Valdichiana

Valle d’Aosta seguita o no da Arnad-Montjovet

Termine equivalente: Vallée d’Aoste

Valle d’Aosta seguita o no da Blanc de Morgex et de la Salle

Termine equivalente: Vallée d’Aoste

Valle d’Aosta seguita o no da Chambave

Termine equivalente: Vallée d’Aoste

Valle d’Aosta seguita o no da Donnas

Termine equivalente: Vallée d’Aoste

Valle d’Aosta seguita o no da Enfer d’Arvier

Termine equivalente: Vallée d’Aoste

Valle d’Aosta seguita o no da Nus

Termine equivalente: Vallée d’Aoste

Valle d’Aosta seguita o no da Torrette

Termine equivalente: Vallée d’Aoste

Valpolicella accompagnata o no da Valpantena

Valsusa

Valtellina Superiore seguita o no da Grumello

Valtellina Superiore seguita o no da Inferno

Valtellina Superiore seguita o no da Maroggia

Valtellina Superiore seguita o no da Sassella

Valtellina Superiore seguita o no da Valgella

Velletri

Verbicaro

Verdicchio dei Castelli di Jesi

Verdicchio di Matelica

Verduno Pelaverga

Termine equivalente: Verduno

Vermentino di Gallura

Vermentino di Sardegna

Vernaccia di Oristano

Vernaccia di San Gimignano

Vernaccia di Serrapetrona

Vesuvio

Vicenza

Vignanello

Vin Santo del Chianti

Vin Santo del Chianti Classico

Vin Santo di Montepulciano

Vini del Piave

Termine equivalente: Piave

Vino Nobile di Montepulciano

Vittoria

Zagarolo

Vini a indicazione geografica protetta

Allerona

Alta Valle della Greve

Alto Livenza

Alto Mincio

Alto Tirino

Arghillà

Barbagia

Basilicata

Benaco bresciano

Beneventano

Bergamasca

Bettona

Bianco del Sillaro

Termine equivalente: Sillaro

Bianco di Castelfranco Emilia

Calabria

Camarro

Campania

Cannara

Civitella d’Agliano

Colli Aprutini

Colli Cimini

Colli del Limbara

Colli del Sangro

Colli della Toscana centrale

Colli di Salerno

Colli Trevigiani

Collina del Milanese

Colline di Genovesato

Colline Frentane

Colline Pescaresi

Colline Savonesi

Colline Teatine

Condoleo

Conselvano

Costa Viola

Daunia

Del Vastese

Termine equivalente: Histonium

Delle Venezie

Dugenta

Emilia

Termine equivalente: Dell’Emilia

Epomeo

Esaro

Fontanarossa di Cerda

Forlì

Fortana del Taro

Frusinate

Termine equivalente: del Frusinate

Golfo dei Poeti La Spezia

Termine equivalente: Golfo dei Poeti

Grottino di Roccanova

Isola dei Nuraghi

Lazio

Lipuda

Locride

Marca Trevigiana

Marche

Maremma Toscana

Marmilla

Mitterberg tra Cauria e Tel

Termine equivalente: Mitterberg/Mitterberg zwischen Gfrill und Toll

Modena

Termine equivalente: Provincia di Modena/di Modena

Montecastelli

Montenetto di Brescia

Murgia

Narni

Nurra

Ogliastra

Osco

Termine equivalente: Terre degli Osci

Paestum

Palizzi

Parteolla

Pellaro

Planargia

Pompeiano

Provincia di Mantova

Provincia di Nuoro

Provincia di Pavia

Provincia di Verona

Termine equivalente: Veronese

Puglia

Quistello

Ravenna

Roccamonfina

Romangia

Ronchi di Brescia

Ronchi Varesini

Rotae

Rubicone

Sabbioneta

Salemi

Salento

Salina

Scilla

Sebino

Sibiola

Sicilia

Spello

Tarantino

Terrazze Retiche di Sondrio

Terre Aquilane

Termine equivalente: Terre dell’Aquila

Terre del Volturno

Terre di Chieti

Terre di Veleja

Terre Lariane

Tharros

Toscano

Termine equivalente: Toscana

Trexenta

Umbria

Val di Magra

Val di Neto

Val Tidone

Valcamonica

Valdamato

Vallagarina

Valle Belice

Valle d’Itria

Valle del Crati

Valle del Tirso

Valle Peligna

Valli di Porto Pino

Veneto

Veneto Orientale

Venezia Giulia

Vigneti delle Dolomiti

Termine equivalente: Weinberg Dolomiten

Menzioni tradizionali [articolo 118 duovicies, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio]

D.O.C

DOP

italiano

D.O.C.G.

DOP

italiano

Denominazione di Origine Controllata e Garantita

DOP

italiano

Denominazione di Origine Controllata.

DOP

italiano

Kontrollierte und garantierte Ursprungsbezeichnung

DOP

tedesco

Kontrollierte Ursprungsbezeichnung

DOP

tedesco

Vino Dolce Naturale

DOP

italiano

Inticazione geografica tipica (IGT)

IGP

italiano

Landwein

IGP

tedesco

Vin de pays

IGP

francese

Menzioni tradizionali [articolo 118 duovicies, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio]

Alberata o vigneti ad alberata

DOP

italiano

Amarone

DOP

italiano

Ambra

DOP

italiano

Ambrato

DOP

italiano

Annoso

DOP

italiano

Apianum

DOP

italiano

Auslese

DOP

italiano

Buttafuoco

DOP

italiano

Cannellino

DOP

italiano

Cerasuolo

DOP

italiano

Chiaretto

DOP/IGP

italiano

Ciaret

DOP

italiano

Château

DOP

francese

Classico

DOP

italiano

Dunkel

DOP

tedesco

Fine

DOP

italiano

Fior d’Arancio

DOP

italiano

Flétri

DOP

francese

Garibaldi Dolce (o GD)

DOP

italiano

Governo all’uso toscano

DOP/IGP

italiano

Gutturnio

DOP

italiano

Italia Particolare (o IP)

DOP

italiano

Klassisch/Klassisches Ursprungsgebiet

DOP

tedesco

Kretzer

DOP

tedesco

Lacrima

DOP

italiano

Lacryma Christi

DOP

italiano

Lambiccato

DOP

italiano

London Particolar (o LP o Inghilterra)

DOP

italiano

Occhio di Pernice

DOP

italiano

Oro

DOP

italiano

Passito o Vino passito o Vino Passito Liquoroso

DOP/IGP