3.4.2004   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

CE 84/605


(2004/C 84 E/0680)

INTERROGAZIONE SCRITTA E-0489/04

di Camilo Nogueira Román (Verts/ALE) alla Commissione

(23 febbraio 2004)

Oggetto:   Violenza di genere nell'UE: necessità di misure normative comunitarie

Secondo i dati della Rede Estatal de Organizações Feministas contra a Violência de Género, nel periodo tra il 1999 e il 2003 si è verificato un aumento dei maltrattamenti nello stato spagnolo e si sono registrati 315 casi di morte provocati da violenza di genere.

Esistono dati che affermano che nell'Unione europea, il 98 % delle vittime della violenza sono donne e che una donna su cinque è stata vittima di una qualche forma di violenza fisica inflitta in ambito familiare.

Dal 1996, la Commissione è stata esortata ad adottare iniziative dirette agli Stati membri volte a risolvere tale problema (la campagna europea di sensibilizzazione verso le questioni relative alla violenza contro le donne nella Comunità; la strategia quadro comunitaria per la parità tra donne e uomini approvata il 7 giugno 2000, che mira a rafforzare e a sostenere la lotta contro la violenza sulle donne, nonché azioni di prevenzione in tale ambito; iniziativa Daphne e altre), ma è evidente che molti Stati membri non le attuano nella maniera dovuta e che la Commissione non è responsabile dell'adozione della legislazione in materia di protezione delle donne contro tutte le forme di maltrattamento.

Davanti alla passività di taluni stati, quale quello spagnolo, nei confronti di un problema tanto grave e di grande impatto per l'opinione pubblica, la Commissione elaborerà in futuro proposte normative che mirino a combattere e a ridurre drasticamente la violenza di genere a livello europeo?

Risposta di Stavros Dimas a nome della Commissione

(13 aprile 2004)

La lotta contro la violenza a danno delle donne è una delle problematiche fondamentali dell'Agenda sociale europea. Soprattutto il fenomeno della violenza domestica appare diffuso in tutti i paesi e tra tutte le classi sociali.

La Quarta conferenza mondiale sulla donna tenutasi a Pechino nel 1995 comprendeva tra i suoi obiettivi strategici la lotta per eradicare la violenza contro le donne, in cui rientra in particolare la violenza fisica, sessuale e psicologica nell'ambito della famiglia. L'Unione europea e i suoi Stati membri hanno avviato politiche per rispondere a tale appello e per combattere la violenza a danno delle donne mediante diversi tipi di azioni:

in risposta a una serie di risoluzioni adottate dal Parlamento, la Commissione ha condotto nel 1999/2000 la campagna europea di sensibilizzazione sulla violenza contro le donne intitolata «Tolleranza zero» con un'attenzione particolare per la violenza domestica.

Negli ultimi anni gli Stati membri hanno adottato diverse misure, in parte a seguito della campagna europea 1999/2000: la maggior parte dei paesi hanno attivato «telefoni amici» funzionanti 24 ore su 24 e centri d'emergenza in aggiunta ai servizi esistenti come le case rifugio per donne. Altri hanno organizzato campagne nazionali di sensibilizzazione nonché misure di formazione per gli operatori professionali che si trovano ad occuparsi di casi di violenza domestica. Negli Stati membri si sono registrati anche diversi miglioramenti sul piano giuridico o dell'applicazione della legge, in particolare in materia di misure cautelative e di polizia, comprese interdizioni temporanee, ma anche per quanto concerne i procedimenti penali.

Quanto alla Commissione, essa non intende elaborare proposte per una legislazione volta a combattere e ridurre drasticamente la violenza di genere a livello europeo in considerazione dell'assenza di un'appropriata base giuridica nel trattato. Si noti tuttavia che, sulla base dell'articolo 152 del trattato concernente la sanità pubblica, si sono avviate diverse azioni, in particolare il programma Daphne, che è il più importante programma d'azione preventiva per lottare contro la violenza a danno dei bambini, dei giovani e delle donne nella Comunità.

Daphne si basa sul riconoscimento del carattere criminoso della violenza. Esso affronta tale fenomeno finanziando azioni finalizzate alla prevenzione e alla protezione delle vittime. La violenza è considerata nel senso più ampio possibile, dall'abuso sessuale alla violenza domestica, dallo sfruttamento commerciale alle molestie nella scuola, dalla tratta alla violenza di tipo discriminatorio contro i disabili, le minoranze, i migranti o altri gruppi vulnerabili.

Dal 1997 sono stati finanziati 303 progetti, 61 % dei quali affrontano la violenza contro le donne. Particolari su tutti questi progetti sono reperibili sulla base di dati presente sul sito web di Daphne: http://europa.eu.int/comm/justice_home/funding/daphne/funding_daphne_en.htm.

Inoltre, su tale sito si possono anche trovare ulteriori informazioni come statistiche e analisi dei risultati raggiunti e del loro impatto.

Più di recente, nel contesto dell'attuazione della piattaforma d'azione di Pechino, il Consiglio ha adottato, nel dicembre 2002, sette indicatori sulla violenza domestica che possono essere usati quale base corrente per riesaminare a intervalli regolari i progressi registrati negli Stati membri sul piano della lotta contro la violenza domestica.