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3.4.2004 |
IT |
Gazzetta ufficiale dell'Unione europea |
CE 84/781 |
(2004/C 84 E/0878)
INTERROGAZIONE SCRITTA P-0377/04
di Antonios Trakatellis (PPE-DE) alla Commissione
(6 febbraio 2004)
Oggetto: Gestione sostenibile delle risorse della pesca nel Mediterraneo e misure di lotta contro la pesca illegale
In Grecia e in altri paesi del bacino del Mediterraneo si riscontra un forte calo degli stock ittici, con un conseguente squilibrio ambientale dell'ecosistema marino a causa di una pressione alieutica sconsiderata e della pesca illegale. Nell'ambito dello sfruttamento sostenibile delle risorse alieutiche e degli stock ittici del Mediterraneo, l'Unione ha dato particolare enfasi alla politica di conservazione, cercando nel contempo di estendere a tutto il Mediterraneo la giurisdizione di pesca degli Stati membri, nel quadro di una più ampia iniziativa multilaterale cui parteciperanno anche altri paesi costieri della regione (1).
Vista l'inerzia dell'Unione relativamente allo sviluppo sostenibile delle attività di pesca e la sua incapacità di lottare contro la pesca illegale, e considerando che la Comunità gode di competenze esclusive circa la dimensione esterna della politica comune della pesca, vorrei sapere quanto segue:
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1. |
Che misure ha adottato la Commissione per assicurare una gestione sostenibile delle risorse alieutiche sotto il profilo economico, sociale e ambientale, in Grecia e nelle zone marine di pesca? |
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2. |
Nelle acque europee e non del Mediterraneo, in che modo si possono difendere le catture dalla pesca sconsiderata e illegale effettuata da paesi terzi (ad esempio, la Turchia)? |
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3. |
Che misure ha adottato la Commissione per armonizzare la gestione e lo sfruttamento delle risorse comuni del Mediterraneo, i controlli e le sanzioni in acque internazionali e la lotta alla pesca illegale, in modo da evitare il depauperamento degli stock? Quali sanzioni sono state applicate o potrebbero essere applicate agli Stati che favoriscono o fomentano la pesca illegale (con bandiere di comodo o senza bandiera alcuna)? |
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4. |
Che passi ha intrapreso l'Unione per estendere al Mediterraneo la giurisdizione di pesca degli Stati membri, mediante un approccio multilaterale con i paesi costieri del Mediterraneo, ai fini della gestione sostenibile delle risorse e degli ecosistemi? |
Risposta data dal signor Fischler a nome della Commissione
(4 marzo 2004)
Il regolamento (CE) n. 1626/94 della Commissione, del 27 giugno 1994 (2), come modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2550/2000 del Consiglio, che istituisce misure tecniche per la conservazione delle risorse della pesca nel Mediterraneo (3), è attualmente in vigore nel Mediterraneo e, dal giugno 2000, ha posto fine alia deroga che consentiva ai pescherecci greci per traino sia di usare reti con sacchi aventi maglie di dimensione inferiore a 40 millimetri (mm) che di operare in aree strettamente costiere (meno di 3 miglia nautiche (MN) dalla costa o a profondità inferiori a 50 metri (m), qualora tale profondità sia raggiunta ad una distanza minore). Queste disposizioni, se adeguatamente attuate e verificate dalle autorità greche, dovrebbero risultare utili a risolvere alcuni problemi della pesca greca.
Il regolamento (CE) n. 2371/2002 del Consiglio, del 20 dicembre 2002, relativo alla conservazione e allo sfruttamento sostenibile delle risorse di pesca nell'ambito della politica comune della pesca (PCP) (4) rappresenta il quadro di riferimento per la gestione della pesca sul quale la Commissione basa la propria proposta per la gestione sostenibile di tutta la pesca comunitaria. Questo regolamento è un importante passo in avanti che consente una regolamentazione più efficace della capacità di pesca, stabilisce una prospettiva pluriennale per i piani di gestione e di ricostituzione e rafforza il sistema comunitario di controllo e di esecuzione.
La Commissione, consapevole che il regolamento attuale sul Mediterraneo non soddisfa più le esigenze della pesca mediterranea, e tenendo conto dei principi guida del regolamento (CE) n. 2371/2002, nell'ottobre del 2003 ha presentato una proposta di regolamento in linea con le riflessioni esposte sia nel Libro verde sul futuro della politica comune della pesca (PCP) che nel suo Piano di azione (5).
Nell'opinione della Commissione, una tale proposta, che unisce provvedimenti tecnici alla gestione dello sforzo di pesca, dovrebbe portare ad una pesca più responsabile e sostenibile nel Mediterraneo. Inoltre, fissando piani di gestione nazionale per determinati settori della pesca, la proposta rappresenta un compromesso tra la necessità di garantire un quadro normativo comunitario armonizzato e un approccio flessibile che permetta di tenere conto delle differenze e delle specificità sub-regionali. Tenendo conto di tali specificità, un quadro comunitario armonico è un requisito indispensabile non solo per garantire la parità delle condizioni di concorrenza, ma anche per presentare proposte di gestione della pesca in un più ampio contesto internazionale.
La pesca illegale è un problema che può riguardare non solo le navi da pesca di paesi terzi, ma anche quelle comunitarie; ad esempio, l'uso illegale di esplosivo e lo scarso rispetto delle dimensioni delle maglie del sacco nella pesca al traino costituiscono un danno per le acque e le risorse greche. Questi problemi devono essere affrontati nell'ambito della Comunità, non solo a livello internazionale.
I risultati e la dichiarazione finale della Conferenza ministeriale di Venezia, organizzata dalla Commissione nel novembre del 2003, hanno fornito una solida base politica su cui avanzare più celermente ed efficacemente verso una gestione sostenibile della pesca nel Mediterraneo. L'estensione della zona di giurisdizione in materia di pesca è stata identificata come mezzo importante per raggiungere questo obiettivo.
In particolare, il dibattito corrente sull'eventuale estensione delle giurisdizioni nazionali in alto mare assieme alla probabile e imminente ratifica del budget autonomo della nuova Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo (CGPM) consentirà di affrontare meglio e in modo coordinato a livello del Mediterraneo sia le tematiche relative alla conservazione che quelle sul rispetto delle norme.
(1) Cfr. COM(2003) 589, 9.10.2003, proposta di regolamento relativo alle misure di gestione per lo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nel mar Mediterraneo e recante modifica dei regolamenti (CEE) n. 2847/93 e (CE) n. 973/2001.
(2) GUL 171 del 6.7.1994.
(3) GUL 292 del 21.11.2000.
(4) COM(2001) 135 def.
(5) COM(2002) 535.