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8.4.2004 |
IT |
Gazzetta ufficiale dell'Unione europea |
CE 88/680 |
(2004/C 88 E/0699)
INTERROGAZIONE SCRITTA E-0104/04
di José Ribeiro e Castro (UEN) alla Commissione
(22 gennaio 2004)
Oggetto: Namibia — Minaccia di occupazione delle fattorie
Dopo l'impasse dei negoziati tra il Sindicato dos Trabalhadores Rurais da Namíbia (NAFWU) e la Namibia Agricultural Union (NAU), che unisce la maggior parte dei proprietari delle aziende agricole del paese, il quotidiano «The Namibian» e alcuni organi di stampa internazionali hanno fatto sapere che il sindacato ha reso nota la sua decisione di occupare alcune fattorie, facendo temere una replica, sebbene senza un sostegno ufficiale, di ciò che accade nello Zimbabwe.
La situazione di tensione si è aggravata in seguito all'annuncio del NAFWU, secondo il quale tali azioni potrebbero cominciare già questo mese.
È importante ricordare che, dalla sua indipendenza, lo stato namibiano ha cercato di creare una certa equità nel possesso delle terre mediante l'adozione di un programma elaborato per «willing seller, willing buyer», riservandosi il diritto di prelazione nei casi in cui il suo proprietario intenda vendere, senza adottare una qualsiasi misura di esproprio violento o forzato.
Poiché si approssima la campagna elettorale in vista delle elezioni del presidente della repubblica, che succederà a Sam Nujoma, al potere per 14 anni, si teme che questo argomento possa essere utilizzato per incitare le masse, con tutti i danni alle persone e alle cose che tale uso può arrecare.
Perciò chiedo alla Commissione quanto segue:
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dispone di informazioni attendibili in merito a tale questione? Quali sviluppi prevede? |
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Ha stabilito o intende stabilire contatti a riguardo con le autorità, con il sindacato o con l'unione namibiana dei proprietari terrieri? Quali misure ha adottato o intende adottare per tentare di impedire che tale situazione di scontro si acutizzi e si estenda progressivamente ad altri paesi africani? |
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Ritiene che gli interessi comunitari in Namibia siano minacciati in alcun modo? Ha ottenuto o intende ottenere rassicurazioni da parte del governo namibiano? |
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Sarà disposta a collaborare con il governo namibiano, nel caso in cui quest'ultimo richieda una collaborazione? Quale ritiene possa essere il ruolo dell'Unione europea in tale contesto, segnatamente in quanto elemento potenzialmente riconciliatore delle due parti in conflitto? |
Risposta data dal sig. Nielson in nome della Commissione
(4 marzo 2004)
La Commissione è a conoscenza del problema generale relativo alla proprietà delle aziende agricole in Namibia e di alcuni casi specifici di conflitti sorti in proposito tra lavoratori e datori di lavoro e ampiamente riportati dai media locali.
Per quanto concerne i futuri sviluppi della questione, la Commissione confida sul fatto che il governo continui a rispettare la legge e a prevenire azioni illegittime. Le dichiarazioni prudenti ma ferme rilasciate dal governo riguardo ai casi specifici di conflitti mostrano che esso sostiene pienamente l'applicazione del principio convenuto «willing buyer-willing seller» (che esclude ogni azione illegittima).
La Commissione, tramite la sua delegazione in Namibia, ha rapporti consolidati con le autorità governative competenti, in particolare con il ministro della riforma agraria e il ministro dell'agricoltura, nonché con l'Unione degli agricoltori (Commercial Farmers Union, NAU) e l'Unione nazionale degli agricoltori della Namibia (Namibian National Farmers Union, NNFU). Dal dialogo in corso con queste istituzioni, la Commissione è giunta alla conclusione che il governo continua a garantire la risoluzione pacifica e conforme al diritto dei conflitti e farà tutto il possibile per evitare gli scontri. Sembrano pertanto da escludersi ripercussioni negative sui paesi limitrofi (o il rischio che la Namibia possa seguire l'esempio dello Zimbabwe).
Recentemente la Namibia ha firmato con vari Stati membri una serie di «accordi per la protezione degli investimenti» che offriranno un'ulteriore garanzia giuridica a difesa della proprietà e degli investimenti.
Nel quadro dell'accordo di partenariato di Cotonou e del relativo documento di strategia nazionale della Commissione per la Namibia, è stato convenuto che lo «sviluppo rurale», inclusa la questione della riforma agraria, costituirà il settore principale della futura cooperazione allo sviluppo nel paese. La Commissione ha in effetti riconosciuto la grande importanza di tale questione per lo sviluppo della Namibia, dichiarando che un programma di riforma agraria che dia buoni risultati può rappresentare un mezzo efficace per consolidare il processo di riconciliazione e democratizzazione del paese. Sono attualmente in corso preparativi per fornire detta assistenza. Ignorare la necessità di una riforma agraria, inclusa l'esigenza di promuovere una distribuzione più equa delle terre, sarebbe un errore e indebolirebbe la lotta contro la povertà. Questo discorso vale non solo per il ruolo della Commissione quale partner della Namibia ma per tutta la regione.