27.3.2004   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

CE 78/240


(2004/C 78 E/0242)

INTERROGAZIONE SCRITTA P-3201/03

di Antonio Tajani (PPE-DE) alla Commissione

(23 ottobre 2003)

Oggetto:   Perquisizione nella sede di Roma de «Il Giornale»: violazione della libertà di stampa in Italia

Venerdì 17 ottobre 2003, per decisione della Magistratura di Perugia, è stata perquisita la sede de «Il Giornale», l'importante quotidiano italiano che sta indagando sull'acquisto di Telekom Serbia da parte di Telecom Italia. La perquisizione da parte delle forze di polizia è durata ben 13 ore e, al termine, è stato sequestrato molto materiale appartenente al giornalista Gian Marco Chiocci. Il reato ipotizzato a carico del giornalista sarebbe soltanto quello di diffamazione a mezzo stampa nei confronti di un magistrato romano.

La Commissione ritiene che queste decisioni rappresentino una palese violazione della libertà di stampa e della libertà di espressione?

La Commissione ritiene queste decisioni una violazione della raccomandazioni del Consiglio dei Ministri UE rivolta agli Stati membri in data 8 marzo 2000, secondo la quale non deve farsi luogo a intercettazioni, a sorveglianze, perquisizioni e sequestri qualora queste misure tendano ad aggirare il diritto del giornalista a non divulgare le proprie fonti?

La Commissione non ritiene le decisioni della Magistratura di Perugia in contrasto con la famosa sentenza Goodwin della Corte di Strasburgo che ha legittimato il diritto al secreto professionale da parte dei giornalisti?

La Commissione non ritiene altresì in contrasto le decisioni della Magistratura di Perugia con la sentenza n. 33400/96 del 15 luglio 2003 della Corte di Strasburgo che definisce le perquisizioni nei giornali per scoprire le fonti dei cronisti come vera e propria «grave violazione della libertà di espressione»?

Risposta data dal sig. Vitorino a nome della Commissione

(2 dicembre 2003)

La perquisizione effettuata presso la sede de «Il Giornale», avvenuta su mandato di un'autorità giudiziaria, e precisamente della procura di Perugia, è di esclusiva competenza delle autorità nazionali, responsabili dell'organizzazione della giustizia in Italia. In mancanza di elementi di diritto comunitario, la Commissione non si ritiene competente per rispondere alle domande rivolte dall'onorevole parlamentare.

È utile ricordare inoltre che, nel caso in cui qualcuno consideri che sono stati lesi i suoi diritti fondamentali, può ricorrere davanti alla Corte europea dei Diritti dell'uomo, una volta esaurite le vie giudiziarie interne.