INTERROGAZIONE SCRITTA E-1566/03 di Béatrice Patrie (PSE) alla Commissione. Multe comminate a sei federazioni francesi del settore delle carni bovine.
Gazzetta ufficiale n. 051 E del 26/02/2004 pag. 0109 - 0110
INTERROGAZIONE SCRITTA E-1566/03 di Béatrice Patrie (PSE) alla Commissione (8 maggio 2003) Oggetto: Multe comminate a sei federazioni francesi del settore delle carni bovine Con la decisione del 2 aprile 2003, la Commissione ha comminato una multa per un importo totale di 16,7 milioni di euro a sei federazioni francesi del settore delle carni bovine per aver stipulato un'intesa riguardante la sospensione delle importazioni francesi di carni bovine e sulla fissazione dei prezzi minimi per talune categorie di bestiame. A seguito della crisi della mucca pazza, i produttori di carni bovine si sono ritrovati in una situazione di estremo disagio (caduta del consumo e dei prezzi alla produzione) rafforzata, in Francia, dalle specificità proprie degli allevamenti francesi, in cui il bestiame destinato all'allattamento svolge un ruolo molto importante. In queste circostanze, l'attuazione di un sistema di stabilizzazione dei prezzi era giustificato. La Commissione ha d'altronde essa stessa riconosciuto le particolari circostanze e il contesto economico eccezionalmente difficile che era all'origine delle misure adottate. Pertanto, la Commissione prevede di considerare con maggior attenzione gli aspetti non commerciali di tale questione e rinunciare completamente ad applicare le sanzioni o, per lo meno, di pretendere unicamente il pagamento di somme simboliche? Risposta data dal sig. Monti a nome della Commissione (18 giugno 2003) La Commissione rimanda l'Onorevole parlamentare alla risposta data all'interrogazione scritta P-1419/03 dell'Onorevole Mathieu(1). La Commissione ribadisce di essere perfettamente consapevole della situazione di crisi molto particolare in cui si è trovato il settore delle carni bovine, come dimostra l'insieme delle misure regolamentari adottate per stabilizzare il mercato. La Commissione ha speso più di un miliardo e mezzo di euro in questo sforzo di stabilizzazione; lo Stato francese, inoltre, è stato autorizzato ad accordare più di 300 milioni di aiuti diretti agli allevatori toccati dalla crisi. Tutte queste circostanze sono state prese in considerazione nella decisione del 2 aprile 2003. Nella fattispecie la Commissione ha per riprendere i termini dell'Onorevole parlamentare considerato gli aspetti non commerciali del caso in questione. Ha così applicato, in via del tutto eccezionale, una disposizione specifica degli orientamenti per la fissazione delle ammende(2) per applicare una riduzione considerevole (60 %) della sanzione che sarebbe altrimenti stata inflitta. Quanto alla possibilità di riesame, non spetta in linea di principio alla Commissione tornare sulle proprie decisioni. Qualora ritengano che la decisione della Commissione non sia fondata, di fatto o di diritto, le parti dispongono di una via di ricorso davanti al Tribunale di primo grado delle Comunità. Le parti hanno del resto annunciato pubblicamente l'intenzione di adire le vie legali offerte dal trattato CE. (1) V. pag. 86. (2) GU C 9 del 14.1.1998.