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8.4.2004 |
IT |
Gazzetta ufficiale dell'Unione europea |
CE 88/325 |
(2004/C 88 E/0330)
INTERROGAZIONE SCRITTA E-0432/03
di Dorette Corbey (PSE) alla Commissione
(18 febbraio 2003)
Oggetto: Inquinamento atmosferico: superamento della soglia per le particelle sospese
Secondo la direttiva 1999/30/CE (1) del Consiglio, quest'anno si effettuerà la valutazione delle esperienze raccolte con tale direttiva. Da una prima relazione preliminare della Commissione (23 maggio 2002: Overview of Methods and Results of the Preliminary Assessment of Airquality in Europe under Directives 96/62/EC and 1999/30/EC), risulta che sono stati frequentemente superati i valori limite per le particelle sospese (PM10).
La Commissione può indicare in che misura questo quadro preoccupante venga confermato da dati più aggiornati?
La Commissione può indicare quanti decessi prematuri nell'Unione europea vanno ascritti all'inquinamento atmosferico provocato da particelle sospese?
La Commissione ritiene che gli Stati membri, in cui si verificano tali superamenti della soglia, abbiano adottato misure insufficienti per rimanere al di sotto dei valori limite per le emissioni di particelle sospese?
La Commissione può indicare quali misure pensa di adottare?
Risposta data dalla sig.ra Wallström a nome della Commissione
(1o aprile 2003)
In base alla direttiva 1999/30/CE del Consiglio del 22 aprile 1999 concernente i valori limite di qualità dell'aria ambiente per il biossido di zolfo, il biossido di azoto, gli ossidi di azoto, le particelle e il piombo, gli Stati membri erano tenuti ad inviare alla Commissione al più tardi entro il 30 settembre 2002 i dati relativi all'anno 2001. La Commissione, sulla base di questi dati, redige una relazione di sintesi, che illustra anche il livello di superamento dei valori limite. I dati recenti indicano che, rispetto ai valori limite, i livelli di PM10 (2) in alcune zone d'Europa sono realmente piuttosto elevati. I problemi sono soprattutto connessi al superamento del valore limite a breve termine (non più di 35 microgrammi rispetto al limite medio giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo (μg/m3)), specialmente in punti di traffico intenso o presso siti industriali, rispetto al valore limite a lungo termine di 40 μg/m3 (media annua). Nell'ambiente urbano sono più frequentemente rilevati superamenti nell'Europa meridionale rispetto alle regioni settentrionali e occidentali. Tali valori limite saranno tuttavia giuridicamente vincolanti soltanto nel 2005.
Per valutare l'impatto sulla salute umana dell'inquinamento dell'aria, compreso quello dovuto alle particelle, la Commissione finanzia l'analisi sistematica degli aspetti sanitari connessi alla qualità dell'aria in Europa, condotta dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Secondo una bozza di relazione definitiva recentemente resa disponibile, l'esposizione a lungo termine alle attuali concentrazioni di PM può determinare una riduzione significativa dell'aspettativa di vita media, potenzialmente di 1-2 anni. Inoltre, un recente studio indipendente sulla popolazione aggregata di Francia, Austria e Svizzera (circa 75 milioni di persone) stima che circa 40 000 decessi l'anno possono essere attribuiti alle PM presenti nell'ambiente (Kunzli et al. 2000 (3)).
In questa fase, è prematuro trarre conclusioni sull'adeguatezza delle misure adottate dagli Stati membri per garantire il rispetto dei valori limite entro il 2005, così come prescritto dalla direttiva 1999/30/CE. In base alle direttive 96/62/CE (4) e 1999/30/CE, gli Stati membri redigono ogni anno una relazione sui piani e i programmi di adeguamento ai valori limite: la prima relazione deve essere inviata nel dicembre 2003. A tale momento, la Commissione sarà in grado di valutare le prospettive di conformità ai valori limite.
Tuttavia, considerata l'indifferibilità di un intervento di riduzione dei livelli di PM, la Commissione ha già dichiarato le PM una delle maggiori sostanze inquinanti attualmente oggetto del programma Aria pulita per l'Europa (CAFE), avviato nel maggio 2001 (5). L'obiettivo di CAFE è sviluppare la strategia tematica per l'inquinamento dell'aria del Sesto programma d'azione ambientale, da realizzare entro il 2005. Tale strategia comprenderà le opzioni politiche sulle modalità di ulteriore riduzione dei rischi per la salute derivanti dalle PM. La Commissione è coadiuvata in questo compito da numerosi gruppi di lavoro comprendenti esperti degli Stati membri, dei paesi candidati, dell'industria e di organizzazioni ambientali non governative.
(1) GU L 163 del 29.6.1999, pag. 41.
(2) Particelle di diametro inferiore a 10 micrometri (μm).
(3) Kunzli, N. et al. Public-health impact of outdoor and traffic-related air pollution: a European assessment. (Impatto sulla salute pubblica dell'inquinamento atmosferico esterno e dovuto al traffico: una valutazione europea) Lancet 356: 795 - 801 (2000).
(4) Direttiva 96/62/CE del Consiglio, del 27 settembre 1996, in materia di valutazione e gestione della qualità dell'aria, GU L 296 del 21.11.1996.
(5) COM(2001) 245 def.