8.4.2004   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

CE 88/597


(2004/C 88 E/0610)

INTERROGAZIONE SCRITTA P-0306/03

di Hanja Maij-Weggen (PPE-DE) alla Commissione

(4 febbraio 2003)

Oggetto:   Situazione dei diritti umani in Zimbabwe

E la Commissione informata della minaccia con bombe incendiarie pervenuta il 22 gennaio all'Amani Trust, una ONG che assiste in Zimbabwe le vittime della tortura, la quale ha dovuto sospendere per tale motivo le sue attività?

E essa informata della sorte di Job Shikala, deputato del MDC al Parlamento, Gabriel Shumba, giurista vicino all'ONG per i diritti umani Forum, Charles Mutama, Bisschop Shumba e T. Magaya? Una visita medica ha dimostrato che queste cinque persone sono state torturate mediante scariche elettriche.

E essa disposta a far eseguire ricerche sulla sorte di questi cittadini e sull'attuale situazione dell'Amani Trust come pure a rendere pubblici i risultati mediante una risposta alla presente interrogazione?

Risposta data dal sig. Nielson in nome della Commissione

(7 marzo 2003)

La Commissione è a conoscenza dei fatti esposti dall'onorevole Parlamentare che possono essere qualificati come un concreto esempio dell'attuale condizione di degrado dei diritti dell'uomo nello Zimbabwe. Testimonianze pervenute alla delegazione della Commissione di Harare confermano la maggiore incidenza di eventi violenti a sfondo politico, alcuni dei quali sono esposti dall'onorevole Parlamentare.

L'Unione ha reagito emettendo, il 20 febbraio 2003, una dichiarazione con cui esprimeva preoccupazione per i recenti arresti arbitrari, i trattamenti disumani e le torture di membri dell'opposizione e di organizzazioni della società civile. L'Unione ha fatto appello al governo dello Zimbabwe perché cessasse le aggressioni, l'intimidazione e la violenza nei loro confronti. Essa sollecita il governo e tutte le parti politiche interessate ad aprire un dialogo serio per superare gli attuali problemi che incombono sullo Zimbabwe sui fronti umanitario, sociale ed economico.

Il rispetto dei diritti dell'uomo, che costituisce uno degli aspetti essenziali dell'accordo di Cotonou, è uno dei requisiti costantemente sotto esame nell'ambito della decisione del Consiglio del 18 febbraio 2002 a conclusione delle consultazioni ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di Cotonou. La Commissione segue perciò da vicino la situazione ed ha preso e continuerà a prendere le misure opportune per opporsi al deterioramento della situazione del paese. La Commissione non è però in condizione di svolgere indagini e di riferire su casi individuali.

La Commissione deplora l'aggressione subita dall'Amani Trust, che lo ha costretto a cessare l'attività. Esso rappresentava un'organizzazione indipendente e riconosciuta che offriva assistenza alle vittime di ogni forma di violenza organizzata e la cui attività nella difficile situazione dello Zimbabwe è sempre stata apprezzata.