INTERROGAZIONE SCRITTA E-0295/03 di Joan Vallvé (ELDR) alla Commissione. Situazione della frutta secca in Catalogna.
Gazzetta ufficiale n. 192 E del 14/08/2003 pag. 0167 - 0168
INTERROGAZIONE SCRITTA E-0295/03 di Joan Vallvé (ELDR) alla Commissione (7 febbraio 2003) Oggetto: Situazione della frutta secca in Catalogna In base ai dati del censimento agrario del 1999, la Catalogna destina il 6,36 per cento della SAU (superficie agraria utilizzata) per la frutta secca. Concretamente, in alcune zone, come Baix Camp e Terra Alta, la superficie destinata alla frutta secca supera il 40 per cento. La produzione di frutta secca contribuisce all'equilibrio ambientale, rurale e sociale di vari comuni di tali zone. Questi aspetti della produzione di frutta secca sono considerati fattori chiave del mantenimento dello sviluppo sostenibile nelle aree rurali. Gli aiuti concessi dalla Commissione europea dal 1989 per il Miglioramento e la Commercializzazione hanno contribuito efficacemente a migliorare le coltivazioni e la qualità della frutta. Ciononostante, la concorrenza delle nocciole provenienti dalla Turchia e delle mandorle statunitensi non permette che i prodotti dell'UE si assicurino una solida posizione di mercato e presentino prezzi tali da garantire un reddito sufficiente per gli agricoltori. Pertanto la produzione di frutta secca dell'Unione europea continua ad evidenziare una mancanza cronica di competitività. La situazione è aggravata dal fatto che il nuovo importo degli aiuti della Commissione europea per i produttori implica una riduzione di oltre il 40 per cento rispetto ai precedenti aiuti dei programmi di Miglioramento della qualità e Commercializzazione del 1989. Infine va sottolineato che il documento di lavoro dei servizi della Commissione Analisi del settore della frutta secca(1) evidenzia l'obiettiva carenza di alternative alla produzione di frutta secca in base alla situazione di mercato e alle disposizioni della stessa PAC. Vorrei sapere se la Commissione è consapevole che la sua proposta di limitare gli aiuti a 100 EUR/ha, sia pure integrati dagli aiuti opzionali dello Stato membro, sarà del tutto insufficiente per compensare la perdita di reddito dei produttori e provocherà un abbandono delle coltivazioni e l'esodo dalle zone rurali. La Commissione pensa di adottare misure per porre rimedio alla situazione? (1) SEC(2002) 797. Risposta data dal sig. Fischler a nome della Commissione (11 marzo 2003) Come menzionato dall'onorevole parlamentare, nel 2001 e 2002 la Commissione ha effettuato un'analisi globale del settore della frutta a guscio. In sintesi i risultati sono i seguenti: - nostante gli effetti positivi dei programmi di miglioramento della qualità e commercializzazione, introdotti nel 1989 e che stanno gradualmente giungendo al termine, nel complesso la produzione di frutta a guscio nella Comunità continua ad essere caratterizzata da una mancanza cronica di competitività; - produzione di frutta a guscio svolge un ruolo fondamentale nella protezione e nel mantenimento dell'equilibrio ambientale, sociale e rurale in molte regioni. La proposta recentemente presentata al Consiglio e al Parlamento(1) rappresenta un cambiamento fondamentale nell'impostazione della politica del settore. Si tratta innanzi tutto di un nuovo regime e non di un'ulteriore proroga dei vecchi programmi di miglioramento. Inoltre la proposta, presentata come una misura di mercato, contiene anche un importante aspetto di sviluppo rurale. Quanto alla dotazione finanziaria, le cifre proposte riflettono l'intento di assicurare la neutralità di bilancio rispetto all'attuale contributo comunitario per i programmi di miglioramento: la Comunità ha speso 970 milioni di euro in 12 anni. Si prevede di coprire un'ampia parte della superficie produttiva, stimata a 800 000 ettari (ha). Questo spiega l'importo di 100 EUR/ha. Il cofinanziamento proposto è limitato e facoltativo. Il sostegno comunitario sarà disponibile ai produttori di frutta a guscio a prescindere dalla loro appartenenza a un'organizzazione di produttori. La proposta della Commissione si configura pertanto come una posizione intermedia tra gli Stati membri che la ritengono eccessiva e quelli che la ritengono insufficiente. Essa offre un sostegno mirato per una produzione competitiva, assicurando al tempo stesso la continuazione della produzione sostenibile nelle zone non competitive. Oltre al suddetto regime, la Comunità offre svariati strumenti per far fronte a questo tipo di situazione. Sostegno finanziario per il miglioramento della produzione e della commercializzazione è disponibile mediante il regime dei fondi di esercizio previsto dal regolamento (CE) n. 2200/96 del Consiglio, del 28 ottobre 1996, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore degli ortofrutticoli(2). Contributi finanziari a sostegno dell'importante funzione ambientale e sociale svolta dalla produzione di frutta a guscio possono essere ottenuti tramite le misure di sviluppo rurale. La Commissione, pertanto, non considera di attuare ulteriori misure, come suggerito dall'onorevole parlamentare. (1) COM(2003) 23 def. (2) GU L 297 del 21.11.1996.