92002E2696

INTERROGAZIONE SCRITTA E-2696/02 di Joaquim Miranda (GUE/NGL) alla Commissione. Aiuti pubblici ai trasporti marittimi.

Gazzetta ufficiale n. 137 E del 12/06/2003 pag. 0112 - 0113


INTERROGAZIONE SCRITTA E-2696/02

di Joaquim Miranda (GUE/NGL) alla Commissione

(26 settembre 2002)

Oggetto: Aiuti pubblici ai trasporti marittimi

In conformità degli orientamenti definiti dalla Commissione, gli aiuti pubblici ai trasporti marittimi dovrebbero avere come obiettivi fondamentali la conservazione delle navi sotto bandiere comunitarie e l'occupazione di una quota il più possibile elevata di lavoratori marittimi comunitari.

Nel 1992, nella sua XXII relazione sulla politica di concorrenza, la Commissione ha riaffermato che detta politica dovrebbe:

- salvaguardare l'occupazione nella Comunità (sia a bordo, sia a terra),

- preservare il patrimonio di conoscenze marittime della Comunità e sviluppare competenze marittime,

- migliorare la sicurezza.

Al momento attuale però, secondo informazioni fornite da strutture rappresentative dei lavoratori del settore, in alcuni Stati membri sono previsti aiuti pubblici, erogati a imprese che non rientrano nel primo obiettivo dato che preferiscono assumere marittimi provenienti da paesi terzi e quindi con retribuzioni inferiori e pertanto nel contempo, per lo stesso motivo, mettono a repentaglio la realizzazione degli altri due obiettivi.

Può la Commissione confermare se sia al corrente di tali situazioni e comunicare le modalità con cui intende intervenire affinché la politica di aiuti pubblici ai trasporti marittimi sia attuata in modo trasparente, a sostegno degli interessi marittimi della Comunità e dei lavoratori del settore?

Risposta data dalla sig.ra de Palacio a nome della Commissione

(22 novembre 2002)

Gli orientamenti comunitari per gli aiuti al trasporto marittimo del 1997 prevedono che gli Stati membri possano aiutare le compagnie marittime che operano nel commercio internazionale a ridurre i loro costi di funzionamento grazie ad un'imposizione molto bassa sulle società e a riduzioni o esenzioni degli oneri sociali, a carico del datore di lavoro o no. Lo scopo è fornire alla flotta europea gli elementi di competitività indispensabili alla sua sopravvivenza in un mercato globale e promuovere l'occupazione e le competenze dei marittimi.

Gli orientamenti prescrivono in generale l'esistenza di un legame obbligatorio con una bandiera comunitaria.

In tal caso gli orientamenti non effettuano discriminazioni tra i marittimi in funzione della nazionalità, a partire dal momento che sono soggetti alla fiscalità e/o ai contributi di previdenza sociale di uno Stato membro. Sono infatti ammesse misure volte a ridurre gli oneri fiscali e sociali nei loro confronti.

Come annunciato nel suo Libro bianco, sulla base di un'analisi degli effetti degli orientamenti sulla registrazione delle navi negli Stati membri, sullo sviluppo dell'industria marittima europea e sull'occupazione, la Commissione prevede una revisione di detti orientamenti.