INTERROGAZIONE SCRITTA E-2224/02 di Nuala Ahern (Verts/ALE) alla Commissione. Conservazione e gestione sostenibile degli ecosistemi delle foreste.
Gazzetta ufficiale n. 161 E del 10/07/2003 pag. 0017 - 0017
INTERROGAZIONE SCRITTA E-2224/02 di Nuala Ahern (Verts/ALE) alla Commissione (23 luglio 2002) Oggetto: Conservazione e gestione sostenibile degli ecosistemi delle foreste Come giustifica la Commissione la mancanza di attenzione per la conservazione e la gestione sostenibile degli ecosistemi forestali nell'ambito dei programmi regionali e nazionali del nono FES, dimostrata dal fatto che non sono state allocate le risorse necessarie per consentire l'adozione di una strategia coerente, nonostante l'importanza di questi problemi nell'Africa centrale tanto dal punto di vista economico quanto da quello sociale e globale? Risposta comunedata dal sig. Nielson in nome della Commissionealle interrogazioni scritte E-2224/02, E-2225/02, E-2227/02 e E-2228/02 (27 settembre 2002) Nell'ambito della cooperazione regionale, la programmazione del 9o Fondo europeo di sviluppo (FES) è attuata conformemente ad un certo numero di principi sanciti nell'accordo di Cotonou(1). Pertanto, come indicato all'articolo 1, i principi della gestione sostenibile delle risorse naturali e dell'ambiente sono applicati e integrati ad ogni livello del partenariato. Inoltre, l'articolo 28 dell'accordo e l'articolo 7 dell'allegato IV sanciscono che l'obiettivo principale della cooperazione regionale è sostenere i processi di integrazione regionali. La protezione e la gestione sostenibile delle risorse naturali quali gli ecosistemi delle foreste tropicali è una priorità tematica a carattere trasversale sancita all'articolo 32. I programmi indicativi regionali (PIR) e nazionali (PIN) rispondono alla necessità di concentrarsi su un numero limitato di settori, come previsto nella comunicazione della Commissione sulla politica di sviluppo della Comunità europea(2) e nell'accordo di Cotonou. La concentrazione tiene conto delle esigenze espresse dagli organismi partner nonché delle azioni finanziate da altri donatori e della disponibilità di risorse stanziate attraverso altri strumenti finanziari. Nell'ambito dei programmi regionali, le questioni relative all'ambiente e alle risorse naturali sono trattate in modo complementare rispetto alle azioni attuate nei singoli paesi e conformemente al principio di sussidiarietà. Il sostegno ai processi di integrazione implica inoltre l'attuazione di politiche regionali settoriali, l'armonizzazione delle legislazioni e delle politiche, l'attuazione di criteri ambientali e di qualità a livello regionale. In materia di protezione delle risorse naturali, il consolidamento delle organizzazioni regionali mediante il sostengo alla formulazione di politiche e di strategie regionali e nazionali di sviluppo sostenibile è un obiettivo di primaria importanza. In termini più concreti, circa il 20 % delle risorse finanziarie disponibili per i programmi regionali sono state assegnate alla gestione delle risorse naturali che costituisce uno dei settori di concentrazione in tre dei cinque PIR in fase di completamento. Si tratta di risorse aggiuntive che non tengono conto né dei programmi finanziati attraverso l'8o FES, di cui alcuni avviati di recente, né delle risorse disponibili sulle linee di bilancio ambiente e foreste. La Commissione è consapevole delle sfide ambientali in Africa centrale(3), dell'importanza economica e sociale del settore forestale per la regione e della ricchezza della biodiversità dell'Africa centrale. Per questo motivo, la gestione razionale delle risorse naturali sostenibili e, in particolare, la tutela degli ecosistemi forestali e della biodiversità, della flora e della fauna, è inserita come settore di concentrazione nel programma indicativo regionale del 9o FES. Tra il 20 e il 25 % delle risorse del PIR, ossia 11-13,75 milioni di euro, sono stati assegnati a questo settore in aggiunta alle somme accantonate nei programmi indicativi nazionali. E' opportuno precisare che: - in percentuale, la dotazione globale per il settore è aumentata progressivamente nei diversi FES (passando dal 19 % del PIR 7o FES al 21 % dell'8o FES e attestandosi ora al 20-25 %). - la gestionale razionale delle risorse naturali è prevista peraltro dalla maggior parte dei programmi indicativi nazionali dei paesi della regione dell'Africa centrale (Camerun, Congo, Gabon, Guinea Equatoriale, Ciad) come settore fuori concentrazione, e ai programmi regionali in questo settore potranno aggiungersi stanziamenti supplementari. - ulteriori stanziamenti potranno infine provenire dalle linee di bilancio Foreste tropicali e Ambiente. - i programmi ambientali per l'Africa centrale sono aperti alla partecipazione della Repubblica democratica del Congo (RDC), tramite un cofinanziamento proveniente dal suo programma indicativo nazionale o dai programmi indicativi regionali delle regioni di cui fa parte la RDC (Africa orientale e australe). Vista l'importanza della massa forestale del bacino del Congo nella RDC, nell'ambito della dotazione finanziaria del programma il contributo finanziario legato alla partecipazione di questo paese potrebbe rivelarsi piuttosto consistente. - la revisione intermedia del PIR potrà liberare ulteriori risorse da stanziare in caso di un utilizzo ottimale della sua dotazione attuale. Se si aggiunge il potenziale contributo finanziario dei PIR delle linee di bilancio e dei PIN della regione, è probabile che l'intervento finanziario per le azioni intraprese nel settore dell'ambiente e delle foreste si manterrà costante per tutto il 9o FES. Rispetto alla Convenzione di Lomé, l'accordo di Cotonou introduce una importante novità per quanto concerne la configurazione geografica delle regioni di programmazione, prevedendo che le regioni geografiche siano stabilite dagli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP) interessati in virtù della loro partecipazione a raggruppamenti regionali finalizzati all'obiettivo di integrazione economica regionale. Nell'ambito del PIR 9o FES, la RDC ha scelto di far parte delle regioni dell'Africa orientale e australe considerando la sua appartenenza a raggruppamenti di integrazione economica regionale Comesa (Mercato comune dell'Africa orientale e meridionale) e SADC (Comunità per lo sviluppo dell'Africa australe). La RDC non fa parte della CEMAC (Comunità economica e monetaria dell'Africa centrale), organizzazione specificatamente incaricata in Africa centrale dell'integrazione economica regionale. Il fatto che la RDC abbia scelto di far parte delle regioni dell'Africa orientale e australe incide ovviamente sull'importo complessivo della dotazione del PIR 9o FES per l'Africa centrale. Tenuto conto delle dimensione della RDC, la dotazione globale del PIR è passata dai 91 milioni del PIR 8o FES ai 55 milioni di euro del PIR 9o FES. Tuttavia, ciò non limita le risorse potenzialmente disponibili per la protezione della biodiversità nel bacino del Congo. Anche la gestione razionale delle risorse naturali è un settore di concentrazione del PIR 9o FES per l'Africa orientale. La Commissione è consapevole dell'importanza che hanno la conservazione e la gestione sostenibile delle foreste del Congo per lo sviluppo sostenibile e per la conservazione della biodiversità della regione, in quanto il territorio della Repubblica democratica del Congo (RDC) detiene la maggior parte delle riserve forestali del bacino del Congo. In questo ambito, i PIR in fase di elaborazione prevedono che la RDC abbia la possibilità di partecipare ad un programma regionale relativo alla conservazione e alla gestione razionale delle risorse naturali del bacino del Congo attraverso il finanziamento dei PIR dell'Africa centrale, orientale o australe e del PIN per la RDC. I PIN dei paesi dell'Africa centrale, che annoverano tra gli obiettivi principali lo sviluppo sostenibile e la lotta contro la povertà, si concentrano su quei settori prioritari dello sviluppo, tra cui i trasporti, che sono stati stabiliti nella dichiarazione congiunta del Consiglio e della Commissione del 10 novembre 2000 e nell'accordo di Cotonou. Gli interventi comunitari attuati nel settore dei trasporti a livello nazionale sono complementari agli interventi a livello regionale. Infatti, anche il settore dei servizi di infrastrutture è considerato prioritario nel PIR, vista la sua importanza per l'integrazione fisica dei mercati. Questo settore completa dunque la strategia di sostegno al processo di integrazione regionale in Africa centrale. La strategia attuata nel settore dei trasporti si inserisce, peraltro, nel quadro delle priorità stabilite dall'iniziativa del Nuovo partenariato per lo sviluppo dell'Africa (NEPAD) elaborata dagli Stati africani. I progetti relativi alle infrastrutture del trasporto sono sempre preceduti da uno studio di impatto ambientale. In futuro, si prevede di realizzare una valutazione d'impatto della sostenibilità (Sustainability Impact Assessment, SIA), la quale consente di individuare l'impatto economico, sociale e ambientale del progetto, di minimizzare i rischi (ad esempio l'impatto sulle popolazioni indigene, l'impatto sugli ecosistemi forestali) mettendo a punto al contempo misure di accompagnamento. Conformemente alle disposizioni dell'accordo di Cotonou, gli attori non statali sono stati associati al lavoro di programmazione e sono stati consultati durante l'elaborazione di programmi indicativi nazionali. Il PIR del 9o FES per l'Africa centrale prevede chiaramente la possibilità di portare avanti il programma Ecofac (Ecosistemi forestali dell'Africa centrale) per consolidare le azioni intraprese nel settore della conservazione e della valorizzazione economica razionale degli ecosistemi forestali. Si prevede di effettuare una valutazione del programma Ecofac entro la fine del 2002, al fine di definire le priorità e un piano d'azione per le prossime fasi del programma. La Commissione è consapevole dei problemi legati alla caccia e alla commercializzazione della selvaggina e della fauna selvatica. I programmi di conservazione della biodiversità in Africa centrale prevedono una parte destinata alla conservazione della fauna. Inoltre, sono in fase di esecuzione programmi specifici per lo sviluppo di alternative al bracconaggio e per la protezione delle specie sentinella. (1) Firmato il 23 giugno 2000 e pubblicato nella GU L 317 del 15.12.2000. (2) COM(2000) 212 def. (3) Nell'ambito del PIR 9o FES, la regione dell'Africa centrale include i seguenti paesi: Camerun, Congo, Gabon, Guinea equatoriale, Repubblica centrafricana, Sao Tome e Principe, Ciad.