92002E1082

INTERROGAZIONE SCRITTA E-1082/02 di Jules Maaten (ELDR) alla Commissione. Presenza di antibiotici nel miele e in altri prodotti alimentari.

Gazzetta ufficiale n. 301 E del 05/12/2002 pag. 0088 - 0089


INTERROGAZIONE SCRITTA E-1082/02

di Jules Maaten (ELDR) alla Commissione

(18 aprile 2002)

Oggetto: Presenza di antibiotici nel miele e in altri prodotti alimentari

1. Un recente test pubblicato nel bollettino per i consumatori Test-Aankoop (n. 451, 2002) ha dimostrato che il 78 % di tutto il miele importato conteneva antibiotici vietati (in particolare streptomicine, tetracicline e sulfamidici), mentre dalle ricerche effettuate in altri Stati membri emergono risultati analoghi. Intende la Commissione adottare misure per evitare questo tipo di inquinamento e, in caso affermativo, di che genere?

2. Questo tipo di inquinamento è presente anche in altri prodotti alimentari?

3. Il 15 marzo l'Unione europea ha annunciato un divieto sulle importazioni di prodotti alimentari provenienti dalla Cina, tra cui il miele, che contenevano un antibiotico cancerogeno, il cloramfenicolo. Nel contempo la Commissione ha previsto misure per vietare le importazioni di prodotti alimentari contaminati da antibiotici (cloramfenicolo e nitrofurani) provenienti da Birmania, Thailandia e Vietnam. L'importazione di tali prodotti è stata effettivamente sospesa?

4. E' vero che in casi eccezionali anche nell'UE si può somministrare cloramfenicolo al bestiame e, in caso affermativo, quali misure vengono adottate per evitare che questo antibiotico finisca nella catena alimentare?

Risposta data dal sig. Byrne a nome della Commissione

(2 luglio 2002)

Nell'Unione europea l'utilizzo di cloramfenicolo e dei composti della famiglia dei nitrofurani è proibita senza alcuna eccezione per il bestiame che viene destinato al consumo come prodotto alimentare. È in seguito al processo di valutazione di queste molecole che i rischi per la salute pubblica derivati da queste sostanze sono stati identificati e tutto questo ha indotto l'Unione europea a probirle in modo formale.

La scoperta di prodotti alimentari di origine animale provenienti da Tailandia, Myanmar, Indonesia o Vietnam contaminati da cloramfenicolo e nitrofurani ha indotto la Commissione a chiedere agli Stati membri di prendere misure di controllo sistematiche su tali importazioni. In pratica, le misure prese permettono di identificare le partite contaminate da queste sostanze per evitare che vengano utilizzate come prodotto alimentare senza che le importazioni provenienti da tali paesi siano colpite da embargo. Quindi nessuna partita di miele di importazione contaminato da cloramfenicolo dovrebbe essere disponibile per il consumo sul territorio dell'Unione europea.

Secondo le norme attuali nell'Unione europea i limiti massimi di residui per un medicinale ad uso veterinario sono fissati in seguito ad una valutazione richiesta da una ditta farmaceutica. A volte, nel corso della valutazione della documentazione relativa alle sostanze esistenti, le conclusioni scientifiche non hanno permesso di fissare limiti massimi di residui a causa dell'insufficienza dei dati forniti dalle ditte farmaceutiche. È il caso in particolare per gli antibiotici come le tetracicline o i sulfamidici il cui utilizzo è autorizzato per tutte le specie animali ad eccezione delle api nell'Unione europea. Eppure l'utilizzo di queste sostanze per le api è legale in taluni paesi terzi. Questo problema potrebbe essere affrontato dalla Commissione nell'ambito delle future disposizioni che fisseranno i limiti massimi accettabili nei prodotti provenienti dai paesi terzi.