92002E0763

INTERROGAZIONE SCRITTA E-0763/02 di Vincenzo Lavarra (PSE) alla Commissione. Contrarietà all'ipotesi di introduzione armonizzazione accise sul vino.

Gazzetta ufficiale n. 277 E del 14/11/2002 pag. 0083 - 0084


INTERROGAZIONE SCRITTA E-0763/02

di Vincenzo Lavarra (PSE) alla Commissione

(18 marzo 2002)

Oggetto: Contrarietà all'ipotesi di introduzione armonizzazione accise sul vino

Considerando che:

- Il vino è un elemento centrale della cultura gastronomica e della dieta mediterranea e che pertanto è considerabile a tutti gli effetti bene di prima necessità.

- si tratta di un prodotto che è parte integrante della storia e della cultura dei popoli europei ed in particolare dell'area del Mediterraneo, ove è parte della stessa identità delle popolazioni.

- è sconsiderato e ingiusto paragonare il vino a prodotti effettivamente nocivi come i superalcolici o il tabacco, mentre, al contrario, in giuste dosi gli effetti salutistici del vino sono unanimemente acclarati.

- per quanto riguarda i vini di qualità e/o con marchi di denominazione di origine, l'introduzione di una imposta (in quei paesi ove oggi non esiste) può rendere meno competitivo il prodotto sul mercato.

- per i vini da tavola, che rimangono spesso invenduti nonostante i prezzi di mercato molto bassi (vedi intervento di distillazione straordinaria in Italia e Francia) un ulteriore aggravio del costo determinato da accise comporterebbe un aggravio della situazione con aumento di eccedenza di vino da tavola sul mercato.

- per le specificità del settore vitivinicolo, la grande parte dei produttori di vino, specie nel Mediterraneo, è in realtà imprenditore agricolo e che le accise colpirebbero pertanto direttamente il reddito e la competitività dei viticoltori, i quali pertanto verrebbero penalizzati in un momento comunque difficile per l'agricoltura comunitaria.

- in diversi paesi UE, fra cui l'Italia, oggi non esistono accise sul vino e pertanto risulta ingiustificato adottare un provvedimento di armonizzazione poiché in questi paesi si tratterebbe di una vera e propria introduzione di una nuova imposta proprio quando è unanime la convinzione che sono già troppe le imposte e tasse gravanti sul settore agroalimentare e vinicolo.

Considerando quanto sopra, si chiede alla Commissione se effettivamente è intenzionata ad proporre un provvedimento di armonizzazione o se piuttosto, per la specificità del prodotto (bene primario con grande valenza culturale) e per l'assenza di accise oggi in determinati paesi UE, non sia meglio lasciare la situazione inalterata rispetto allo status quo, oppure proporre l'abolizione delle accise sul vino in tutto il territorio comunitario.

Risposta data dal sig. Bolkestein a nome della Commissione

(25 aprile 2002)

La direttiva 92/84/CEE del Consiglio del 19 ottobre 1992 concerne il ravvicinamento delle aliquote di accise sull'alcol e sulle bevande alcoliche(1). Secondo quanto previsto da tale direttiva le aliquote di accise in oggetto devono essere rivedute periodicamente dal Consiglio. Tale revisione è fatta in base a una relazione della Commissione che tiene conto di tutte le questioni pertinenti, in particolare dell'effettivo funzionamento del mercato interno, della concorrenza fra le diverse categorie di bevande alcoliche, del valore reale delle aliquote di accise e degli obiettivi generali del Trattato CE.

Al momento attuale si può solo confermare che la Commissione sta preparando una relazione, la quale sarà verosimilmente accompagnata da una proposta per una direttiva del Consiglio.

La Commissione non ha ancora preso alcuna decisione sulla relazione e sulla proposta in questione e non è ancora in grado di commentare il loro possibile contenuto. Tuttavia, la relazione della Commissione terrà conto di tutte le questioni pertinenti.

(1) GU L 316 del 31.10.1992.