INTERROGAZIONE SCRITTA E-3308/01 di Konstantinos Hatzidakis (PPE-DE) alla Commissione. Cellule terroristiche nei Balcani.
Gazzetta ufficiale n. 172 E del 18/07/2002 pag. 0036 - 0037
INTERROGAZIONE SCRITTA E-3308/01 di Konstantinos Hatzidakis (PPE-DE) alla Commissione (28 novembre 2001) Oggetto: Cellule terroristiche nei Balcani In un suo recente articolo, il Wall Street Journal riferisce che tra il 1994 e il 1996 Osama Bin Laden è stato nei Balcani per ben tre volte, mentre numerose agenzie stampa estere hanno rivelato che Bin Laden dispone di passaporto bosniaco rilasciatogli nel 1993 dall'Ambasciata di Bosnia a Vienna. Del resto, nel 1997 il governo bosniaco ha dato la cittadinanza e rilasciato il relativo passaporto a uno stretto collaboratore di Bin Laden, Mahrez Amdouni, che aveva combattuto in Bosnia all'inizio degli anni '90. Ricercato per aver partecipato ad atti di terrorismo, Amdouni è stato in seguito arrestato su segnalazione di Interpol. In un articolo del novembre 1998, il Sunday Times di Londra rivela che Bin Laden dall'Albania dirigeva una rete terroristica operante in Kosovo. In una dichiarazione resa al quotidiano britannico, il responsabile dei servizi segreti albanesi, Fatos Klosi, sosteneva che tale rete fosse diretta dal saudita Osama Bin Laden e che da essa provenissero i gruppi di combattenti nel Kosovo. I rapporti di Bin Laden con l'Albania sono stati confermati anche nel corso del processo per l'uccisione di Claude Qader, che era stato membro della rete albanese di Bin Laden e aveva rivelato che Bin Laden era stato in Albania tra il 1996 e il 1997. Infine, per il Washington Times, Bin Laden avrebbe finanziato l'UÇK con sette milioni di dollari e numerosi membri dell'UÇK si sarebbero addestrati nei campi terroristici di Al Qaeda. Del resto, nel febbraio del 2001, durante il processo a suo carico per l'attentato contro le ambasciate USA in Africa orientale, Jamal Al Fadl, membro di spicco di Al Qaeda, ha rivelato che nel 1994, nella parte occupata di Cipro, sono stati effettuati test all'uranio, sostanza impiegata nelle cosiddette bombe sporche le cui radiazioni provocano la morte. 1. Dispone la Commissione di elementi che confermino la fondatezza di queste informazioni? Di che elementi si tratta? 2. Quali misure intende prendere perché si faccia chiarezza su tutte queste informazioni riguardanti l'attività di cellule terroristiche nei Balcani aventi stretti rapporti di collaborazione con Al Qaeda? Risposta data dal sig. Patten a nome della Commissione (22 gennaio 2002) In seguito agli attentati terroristici dell'11 settembre 2001, i mezzi di comunicazione locali e internazionali hanno dato ampio spazio ai presunti legami tra le ex autorità della Bosnia Erzegovina e sospetti terroristi provenienti da paesi islamici. All'inizio del 2000, il Consiglio dei ministri della Bosnia Erzegovina ha istituito la commissione per la revisione dello status dei cittadini naturalizzati bosniaci, incaricata di far luce sull'eventuale rilascio irregolare di passaporti. Essa ha terminato l'esame del periodo bellico 1992-1995, revocando la cittadinanza a 94 cittadini naturalizzati bosniaci. È in corso una procedura analoga per il periodo postbellico. Le conclusioni di tale commissione confermano quanto assicurato dalle autorità della Bosnia Erzegovina, ossia che non è mai stato rilasciato un passaporto bosniaco a Osama Bin Laden. Sebbene non si possa escludere la presenza nel paese, durante la guerra, di Osama Bin Laden o di altri suoi collaboratori, finora tali affermazioni non sono state confermate da prove tangibili. Secondo le stime, prima dell'11 settembre 2001 erano presenti in Bosnia ed Erzegovina circa 200 mujaheddin. La Commissione non dispone di informazioni sulle presunte attività in Kosovo e suggerisce di rivolgere la domanda alla missione delle Nazioni Unite in Kosovo e alla forza di pace in Kosovo (UNMiK e KFOR). Per quanto riguarda l'Albania, la Commissione non dispone degli elementi necessari per confermare le informazioni riferite dall'onorevole parlamentare. Le autorità albanesi le hanno tuttavia garantito più volte, nel corso dell'anno, l'assenza di attività terroristiche o paramilitari sul loro territorio. Inoltre, in seguito ai tragici avvenimenti dell'11 settembre, l'Albania si è dimostrata profondamente impegnata nella lotta contro il terrorismo e ha sostenuto le posizioni degli Stati Uniti e dell'Unione europea.