92001E2988

INTERROGAZIONE SCRITTA E-2988/01 di Daniela Raschhofer (NI) alla Commissione. Protezione degli impianti sensibili dalle minacce terroristiche.

Gazzetta ufficiale n. 134 E del 06/06/2002 pag. 0165 - 0167


INTERROGAZIONE SCRITTA E-2988/01

di Daniela Raschhofer (NI) alla Commissione

(29 ottobre 2001)

Oggetto: Protezione degli impianti sensibili dalle minacce terroristiche

La sessione straordinaria del Consiglio europeo del 21 settembre 2001 a Bruxelles e la risoluzione del Parlamento europeo del 4 ottobre 2001 si sono occupate approfonditamente degli attacchi terroristici dell'11 settembre di quest'anno. Emerge ora chiaramente una nuova minaccia al settore della sicurezza pubblica.

In primo luogo occorre ripensare la sicurezza degli impianti sensibili. Il direttore del comitato tedesco per la sicurezza dei reattori, sig. Hahn, ha dichiarato pubblicamente che le centrali nucleari possono essere protette solo militarmente. Vari comitati di esperti e ministeri degli Stati membri stanno già svolgendo consultazioni in materia.

Alla luce della minaccia terroristica, può la Commissione far sapere:

1. A che punto si trovano attualmente le misure di protezione degli impianti sensibili negli Stati membri (impianti industriali pericolosi, centrali nucleari, impianti di ritrattamento)?

2. Quali misure sono allo studio negli Stati membri per garantire la protezione degli impianti sensibili (impianti industriali pericolosi, centrali nucleari, impianti di ritrattamento), anche alla luce delle nuove minacce?

3. Qual è la posizione della Commissione rispetto a tale nuovo scenario? È prevista un'eventuale iniziativa della Commissione?

Risposta data dalla sig.ra Wallström a nome della Commissione

(7 gennaio 2002)

1. Molto rapidamente dopo gli avvenimenti dell'11 settembre, la Commissione con il pieno appoggio degli Stati membri si è adoperata per anticipare l'entrata in vigore di un nuovo meccanismo di protezione civile (prevista per il 1o gennaio), coordinato dalla Commissione e inteso a rafforzare le capacità di protezione civile dell'UE.

Alla luce degli avvenimenti, la cooperazione è stata ampliata per includere:

- il raggruppamento di esperienza nel settore nucleare, biologico e chimico (esperti NBC), disponibile 24 ore al giorno per assistere qualsiasi paese che richieda assistenza;

- potenziamento della cooperazione sullo scambio di informazioni in materia di antidoti, vaccini, antibiotici e accesso al trattamento ospedaliero per le vittime di tali attacchi;

- creazione di un sistema di scambio immediato e sistematico di informazione sugli incidenti e sulle minacce di attacchi terroristici;

- creazione di un centro di controllo e informazione della protezione civile presso la Commissione.

2. La riunione straordinaria avvenuta a Knokke (Belgio) l'11-12 ottobre 2001 ha posto l'accento sulle reazioni attese dalle autorità della protezione civile nell'eventualità di un grave attacco terroristico all'interno o all'esterno dell'Unione. I direttori generali della Protezione civile degli Stati membri, dello Spazio economico europeo e dei paesi candidati hanno ricordato che le reazioni in caso di un attacco terroristico restano di responsabilità degli Stati membri.

Essi hanno informato la Commissione che i piani di emergenza nazionali sono in corso di revisione per tener conto delle nuove sfide subentrate in particolare dopo gli attacchi terroristici a New York e Washington. Hanno anche sottolineato che l'informazione del pubblico è parte essenziale delle loro responsabilità in modo da consentire ai cittadini di reagire adeguatamente in qualsiasi situazione.

3. In risposta alle conclusioni del Consiglio europeo di Gent, la Commissione ha presentato una comunicazione(1) Protezione civile stato di allerta preventiva per fronteggiare eventuali emergenzeche espone le basi per coordinare una reazione ottimale da parte della Comunità nei confronti di qualsiasi tipo di emergenza, delinea le principali linee di azione, atte a migliorare la cooperazione nell'Unione europea e rappresenta un contributo alla reazione comune della Commissione e del Consiglio a quanto chiesto dai Capi di Stato.

Sulla stessa linea è stato organizzato un workshop ad hoc in dicembre, sotto la Presidenza belga, incaricato di elaborare un programma di lavoro a breve, medio e lungo termine per il settore.

Relativamente agli impianti nucleari, dall'11 settembre 2001, le autorità degli Stati membri e dei paesi candidati hanno rafforzato le misure di protezione fisica già in vigore per gli impianti a rischio, in particolare per quelli nucleari. Queste misure rientrano nelle competenze nazionali di polizia. Gli Stati membri e i paesi candidati hanno inoltre vietato, nei casi in cui ciò non era ancora previsto, il sorvolo degli impianti nucleari. Va notato che il settore nucleare, a causa in particolare delle preoccupazioni di non proliferazione e di radioprotezione, è uno dei settori industriali dove le norme di sicurezza sono le più severe.

Gli impianti di ritrattamento, come quelli di Sellafield e di La Hague, meritano un'attenzione particolare a causa della forte concentrazione di materie radioattive (uranio e plutonio derivanti dai combustibili esauriti), detenute in grandi quantità. Fatta questa premessa, occorre valutare la vulnerabilità di questi impianti nei confronti delle conseguenze reali, in termini di radioprotezione, di un'azione terroristica.

(1) COM(2001) 707 def.