92001E2517

INTERROGAZIONE SCRITTA E-2517/01 di Konstantinos Hatzidakis (PPE-DE) alla Commissione. Eccessiva concentrazione di tossine in ecosistemi idrici in Grecia.

Gazzetta ufficiale n. 134 E del 06/06/2002 pag. 0038 - 0039


INTERROGAZIONE SCRITTA E-2517/01

di Konstantinos Hatzidakis (PPE-DE) alla Commissione

(14 settembre 2001)

Oggetto: Eccessiva concentrazione di tossine in ecosistemi idrici in Grecia

Secondo ricerche svolte dall'università Aristotelis di Salonicco, in 32 ecosistemi idrici greci durante il periodo 1999-2000, è stata constatata la concentrazione di tossine al di sopra dei limiti fissati dall'Organizzazione mondiale della sanità in nove laghi (Volvi, Doirani, Micri Prespa, Vistonida, Amvrachia, Zazari, Coronia, Castoria, Ioannina).

1. È al corrente la Commissione di tale questione? In che modo è possibile porvi rimedio nell'ambito della normativa comunitaria?

2. Quali pericoli comporta per la sanità pubblica l'eccessiva concentrazione di tossine negli ecosistemi idrici?

Risposta data dalla sig.ra Wallström a nome della Commissione

(29 ottobre 2001)

1. Per quanto riguarda le ricerche effettuate sull'ecosistema idrico ellenico, la Commissione è al corrente dei problemi di qualità delle acque legati all'euofizzazione dei corpi idrici in Grecia. La presente interrogazione riguarda però la presenza di specie tossiche (alghe azzurre d'acqua dolce), una questione sulla quale esistono poche informazioni e che è attualmente oggetto di studio in diversi Stati Membri (sia per le acque potabili che per quelle di balneazione).

A livello di diritto comunitario, diverse direttive si occupano della qualità delle acque, ad esempio la direttiva concernente la qualità delle acque superficiali destinate alla produzione di acqua potabile, quella sul trattamento delle acque reflue urbane e quella sui nitrati(1). Tali direttive mirano a garantire una certa qualità delle acque, nonché a ridurre possibili ripercussioni negative sui corpi idrici, con particolare riguardo ai nutrienti ed alle sostanze pericolose.

Per il momento, tuttavia, nessuna normativa comunitaria fissa limiti alla concentrazione di tossine; la questione non è stata per ora affrontata, anche perché non esistevano metodi di controllo quando le citate direttive sono state adottate.

Le disposizioni delle citate direttive possono a tal fine essere considerate misure alla fonte, essendo volte ad evitare fenomeni, quali una cattiva qualità delle acque o i problemi di eutrofizzazione, che rischiano di avere gravi ripercussioni sull'ambiente (ad esempio un'eccessiva concentrazione di tossine prodotte dalle alghe). Il proliferare delle alghe azzurre è dovuto in gran parte alla massiccia presenza di fosfati nelle acque reflue degli insediamenti industriali, urbani ed agricoli.

La Commissione e le autorità greche stanno discutendo la possibilità di rivedere ed estendere le zone sensibili (previste dalla direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane) e le zone vulnerabili (direttiva sui nitrati) presenti sul territorio ellenico. L'applicazione di disposizioni più severe nelle zone a rischio permetterebbe di compiere notevoli passi avanti nella lotta all'aeurofizzazione ed ai problemi legati alla presenza di nitrati nelle acque superficiali e sotterranee. Il generale miglioramento della qualità delle acque avrebbe fra l'altro benefici effetti anche sull'eccessiva concentrazione di tossine, fenomeno strettamente legato all'eutrofizzazione.

La rete europea per lo studio delle problematiche legate alle tossine prodotte dalle alghe, prevista dal Quinto programma quadro di ricerca e innovazione (1998-2002), è già stata attivata ed è inoltre stato lanciato un progetto di ricerca (Photox) volto a sviluppare una nuova tecnologia per la distruzione fotocatalitica delle cianotoissine. In tale contesto, dopo aver valutato il problema a livello europeo ed analizzato le possibilità offerte dalle tecnologie (sia classiche che emergenti) per monitorare ed eliminare le cianotossine dall'acqua, la Comunità potrà eventualmente fissare opportuni orientamenti per misurare le tossine negli ecosistemi acquatici e, ove necessario, fissare valori limite alla presenza di tossine, adottando a tal fine la necessaria normativa.

Vale la pena di ricordare che nell'ambito delle misure agroambientali previste dal piano di sviluppo rurale per la Grecia (2000-2006) (regolamento (CE) n. 1257/1999 del Consiglio del 17 maggio 1999 sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia (FEAOG) e che modifica ed abroga taluni regolamenti(2) un'azione specifica destinata alle aree Natura 2000 della Grecia settentrionale (compresi i laghi Vistonida e Koronia) prevede l'introduzione di sistemi di produzione volti a ridurre i fattori produttivi per migliorare la biodiversità. Tale azione avrà fra l'altro benefiche ripercussioni sulla qualità delle acque dei due laghi, contribuendo a ridurne l'inquinamento prodotto dall'attività agricola.

2. Il superamento dei limiti di concentrazione delle tossine fissati dall'organizzazione mondiale della sanità (ovvero 1 microgramno (µg)/microcistina per litro (/l)) può risultare dannoso per la salute dell'uomo. La microcistina è una tossina che disturba l'attività degli enzimi e che, negli esseri umani, attacca in particolare le cellule epatiche. Bevendo acqua in cui risultano superati i valori limite di microcistina per soddisfare il fabbisogno idrico giornaliero, si rischia un grave avvelenamento (emorragia epatica). La balneazione in acque che presentano un'eccessiva concentrazione di tossine può inoltre risultare rischiosa per i neonati e i bambini piccoli.

Rilevando concentrazioni eccessive di tossine, è opportuno che le autorità locali intervengano per ridurre al minimo i rischi sanitari (divieto di prelievo di acqua potabile, informazione del pubblico, opportuna segnaletica, monitoraggio della presenza delle tossine, ecc.).

Va tuttavia ricordato che il proliferare delle alghe (cianobatteri) non è sistematicamente causa di un aumento della concentrazione di tossine, che sono infatti prodotte solo da alcune varietà specifiche. D'altra parte, non è per il momento chiaro fino a che punto le alghe possano produrre altri tipi di tossine pericolose per la salute umana.

(1) Direttiva del Consiglio 75/440/CEE, del 16 giugno 1975, concernente la qualità delle acque superficiali destinate alla produzione di acqua potabile negli Stati membri (GU L 194 del 25.7.1975); direttiva 91/271/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1991, concernente il trattamento delle acque reflue urbane (GU L 135 del 30.5.1991); direttiva 91/676/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1991, relativa alla protezione delle acque dell'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole (GU L 375 del 31.12.1991).

(2) GU L 160 del 26.6.1999.