92001E2141

INTERROGAZIONE SCRITTA E-2141/01 di Camilo Nogueira Román (Verts/ALE) alla Commissione. Politica dell'Unione sulle pari opportunità tra donne e uomini a livello occupazionale.

Gazzetta ufficiale n. 081 E del 04/04/2002 pag. 0115 - 0116


INTERROGAZIONE SCRITTA E-2141/01

di Camilo Nogueira Román (Verts/ALE) alla Commissione

(17 luglio 2001)

Oggetto: Politica dell'Unione sulle pari opportunità tra donne e uomini a livello occupazionale

Le relazioni annuali della Commissione sulla politica nel contesto dei Fondi strutturali evidenziano che non esiste una politica reale specifica di promozione dell'occupazione femminile e delle pari opportunità tra donne e uomini, in quanto gli Stati membri si limitano ad attuare progetti ridotti a carattere simbolico e privi di qualsiasi incidenza politica sull'occupazione femminile. Di fronte a tale realtà, può la Commissione far sapere quali progetti ha elaborato e quale bilancio sarà applicato per conseguire l'aumento dell'occupazione e la diminuzione della disoccupazione delle donne, decisi al Vertice di Lisbona?

Risposta del Commissario Diamantopoulou a nome della Commissione

(10 settembre 2001)

Il Consiglio europeo di Lisbona del marzo 2001 è giunto alla conclusione che il tasso medio di occupazione femminile nella Comunità dovrà crescere fino a superare il 60 % entro il 2010, se si vorrà raggiungere l'obiettivo di un tasso d'occupazione generale del 70 % e l'obiettivo a lungo termine della piena occupazione. Questa posizione è stata confermata e rafforzata dal Consiglio europeo di Stoccolma del marzo 2001, nel corso del quale è stato fissato l'obiettivo intermedio, da raggiungere entro il 2005, di un tasso di occupazione femminile nella Comunità del 57 %.

Per quanto riguarda il sostegno alla promozione dell'occupazione femminile, vanno ricordate tre principali iniziative comunitarie. In primo luogo, gli orientamenti per l'occupazione del 2001(1) fanno riferimento, per la prima volta, agli obiettivi di Lisbona nell'orientamento orizzontale A. Secondo gli orientamenti, inoltre, gli Stati membri dovranno fissare obiettivi nazionali di incremento del tasso d'occupazione, per contribuire all'obiettivo europeo generale per il 2010.

I progressi registrati per quanto riguarda il conseguimento dell'obiettivo di Lisbona e l'attuazione degli orientamenti per l'occupazione del 2001 sono attualmente valutati nel quadro del processo d'esame annuale dei piani d'azione nazionali degli Stati membri in materia d'occupazione, in applicazione dell'articolo 128 (ex articolo 109 Q) del trattato CE. Questa valutazione sarà pubblicata nella prossima relazione comune sull'occupazione nel 2001.

In secondo luogo, il Fondo sociale europeo (FSE) attribuisce particolare importanza alla parità uomo-donna e all'occupazione femminile. Nel quadro delle riforme realizzate nel 1993, la parità tra le donne e gli uomini è stata considerata un obiettivo comune a tutti i Fondi strutturali. Nel corso del periodo di programmazione 1994 1999 l'intervento della Comunità è consistito in una serie di misure d'assistenza diretta alle donne e di sostegno indiretto per promuovere la parità dei sessi. I risultati di una valutazione suggeriscono che il sostegno dato dai Fondi strutturali ha svolto un ruolo importante di catalizzatore per accrescere l'importanza della parità uomo-donna nelle iniziative adottate negli Stati membri. Questo è stato possibile grazie alle attività del FSE a favore delle donne e a progetti pilota sostenuti nel quadro delle iniziative comunitarie e, in particolare, dell'iniziativa Occupazione.

Secondo il regolamento dei Fondi strutturali per il periodo 2000-2006(2), l'integrazione della dimensione della parità uomo-donna costituisce un obbligo per tutti i programmi e tutte le azioni. Il regolamento vigente del Fondo sociale europeo (FSE) pone la strategia europea per l'occupazione al centro dei programmi del FSE. Uno dei principali elementi di questa strategia è la promozione

della parità dei sessi, che comporta uno sforzo per accrescere il tasso di occupazione femminile. La Commissione ha adottato una posizione ferma in materia di parità uomo-donna nel quadro dei negoziati con gli Stati membri sui nuovi programmi. Questi negoziati hanno permesso di ottenere un aumento del livello delle risorse destinate alle necessità specifiche delle donne rispetto al livello proposto all'origine dagli Stati membri.

Praticamente tutti gli Stati membri propongono di adottare un doppio approccio alla politica delle pari opportunità nel quadro dei programmi del FSE. Questi stabiliscono misure specifiche di sostegno alla parità dei sessi, pur mantenendo un impegno generale all'integrazione della dimensione delle pari opportunità in tutte le azioni e priorità dei programmi. È difficile fornire cifre definitive sull'investimento globale in materia di parità dei sessi. Tuttavia, il contributo sarà di quasi 4 miliardi di euro tra il 2000 e il 2006. L'inclusione dei fondi riservati alle azioni d'integrazione della dimensione della parità avrà per effetto di aumentare questa cifra in modo considerevole.

È anche importante riconoscere l'impatto potenziale dei progetti sostenuti nel quadro dell'iniziativa comunitaria EQUAL. Quest'iniziativa sperimenterà e contribuirà a promuovere l'integrazione di nuovi mezzi di lotta contro la discriminazione e le diseguaglianze di cui sono vittime i lavoratori e le persone in cerca d'occupazione. La somma stanziata per l'iniziativa EQUAL ammonta a circa 3 miliardi di euro; alla promozione della parità delle opportunità tra uomini e donne è destinato l'8 % di questo importo.

Il sostegno dei Fondi strutturali a favore delle donne copre tutta la gamma delle attività del mercato del lavoro. In numerosi casi sono previste misure specifiche per mettere a punto e attuare strategie riguardanti le strutture d'assistenza per l'infanzia, accrescere la flessibilità nel campo dell'istruzione e della formazione, combattere la discriminazione nel mercato del lavoro e orientare secondo obiettivi specifici le attività a favore delle donne (ad esempio la creazione di imprese). Molte di queste attività contribuiranno ad accrescere la partecipazione delle donne al mercato del lavoro.

Alcuni progetti specifici riguardanti la parità dei sessi sono anche attuati nel quadro di misure tendenti a promuovere l'impegno locale per l'occupazione. Questi progetti sono incentrati ad esempio sui problemi dell'ingresso nel mondo del lavoro dei giovani, sull'identificazione di buone pratiche in fatto di azioni locali a favore dell'occupazione delle donne, in particolare attuate dal terzo settore, ecc. La valutazione di questi progetti (per l'anno 2000) è in corso e i risultati saranno resi noti nel 2002.

In terzo luogo, la promozione della parità uomo-donna nella vita economica è uno degli obiettivi principali della strategia-quadro per la parità tra gli uomini e le donne e del relativo programma d'azione (2001 2005)(3). 50 milioni di euro sono stati stanziati per finanziare l'attuazione del programma (2001 2005). Progetti transnazionali realizzati da Stati membri, organismi nazionali per la parità delle opportunità, organizzazioni non governative (ONG), parti sociali e associazioni di donne, come pure attività di sensibilizzazione e di ricerca, saranno finanziate per accrescere la consapevolezza dei divari esistenti tra uomini e donne nel mercato del lavoro e diffondere strategie destinate a colmarli.

(1) Decisione del Consiglio del 19 gennaio 2001, GU L 22 del 24.1.2001.

(2) Regolamento (CE) n. 1260/1999 del Consiglio, del 21 giugno 1999, GU L 161 del 26.6.1999.

(3) COM(2000) 335 def.