92000E1958

INTERROGAZIONE SCRITTA E-1958/00 di Mario Mauro (PPE-DE), Johan Van Hecke (PPE-DE) e Antonio Tajani (PPE-DE) alla Commissione. Violazione dei diritti umani nell'Uganda settentrionale.

Gazzetta ufficiale n. 103 E del 03/04/2001 pag. 0038 - 0039


INTERROGAZIONE SCRITTA E-1958/00

di Mario Mauro (PPE-DE), Johan Van Hecke (PPE-DE) e Antonio Tajani (PPE-DE) alla Commissione

(16 giugno 2000)

Oggetto: Violazione dei diritti umani nell'Uganda settentrionale

1. È la Commissione al corrente di quanto sta avvenendo nell'Uganda settentrionale, dove, dopo più di diecimila casi contati negli ultimi anni, si assiste tuttora, quasi quotidianamente, al sequestro di bambini da parte dei ribelli dell'Esercito di Resistenza del Signore (ERS)?

2. È la Commissione informata del ruolo delle forze armate sudanesi nell'addestrare, armare e utilizzare questi bambini per operazioni militari contro l'esercito ugandese e lo SPLA nel Sudan meridionale?

3. È la Commissione al corrente del fatto che molti di questi bambini stanno morendo o a causa del colera nei campi del Sudan meridionale, o dei maltrattamenti e delle condizioni di pericolo per la vita cui sono sottoposti sui campi di battaglia dell'Uganda e del Sudan meridionale?

4. In caso affermativo, sulla base di tali informazioni, quali misure intende prendere la Commissione? In caso negativo, che cosa intende fare la Commissione per far luce su quanto sta accedendo?

5. Cosa sta facendo la Commissione e quali pressioni sta esercitando al fine di facilitare e accelerare l'applicazione dell'accordo di pace di Nairobi, firmato dall'Uganda e dal Sudan in dicembre, e della legge d'amnistia, approvata dal parlamento ugandese in dicembre, che ancora sta subendo gravi ritardi?

6. È la Commissione al corrente della presenza in alcuni Stati membri di rappresentanti dell'ERS, che, colpevoli dei più gravi crimini perpetrati nel mondo contro minori, pare circolino liberamente all'interno e al di fuori dell'Unione europea? In caso affermativo, quali azioni concrete intende intraprendere la Commissione per impedire che queste persone operino e mobilitino sostegno in tali Stati membri?

Risposta data dal sig. Nielson a nome della Commissione

(20 luglio 2000)

1. - 3. La Commissione è perfettamente al corrente della situazione nell'Uganda settentrionale e delle terribili condizioni in cui versano i bambini, tanto nei campi di raccolta quanto sui campi di battaglia, e segue attentamente gli eventi tramite la delegazione di Kampala.

4. - 5. La Commissione interviene a vari livelli per cercare di migliorare la situazione nel nord dell'Uganda. Assieme ai rappresentanti degli Stati membri a Kampala essa mantiene aperto il dialogo politico con le autorità ugandesi e spinge costantemente per l'applicazione dell'accordo di pace di Nairobi e della legge di amnistia. Essa si è fatta portavoce dei donatori nel dialogo con il governo per accelerare l'applicazione della legge di amnistia e sta preparando con lo stesso e con le autorità locali un programma di finanziamento a sostegno di coloro che ritornano al distretto di Acholi. Nel Sudan la Commissione sostiene direttamente anche un programma di ritorno per bambini sequestrati, che, per il momento, interessa soltanto bambini sudanesi.

La Commissione ha già fornito un aiuto finanziario alla Associazione dei genitori, istituita dopo il sequestro delle ragazze aboke, per la sua opera di sensibilizzazione internazionale, di aiuto alle famiglie e di recupero delle vittime delle mine antipersona nell'Uganda settentrionale tramite l'ONG italiana AVSI. La Commissione sta inoltre preparando un programma generale di ricostruzione nei distretti di Gulu e Kitgum che sarà attuato dalle autorità locali, compatibilmente con le misure di sicurezza che verranno adottate nella regione. La Commissione presiede altresì il gruppo di coordinamento dei donatori per l'Uganda settentrionale.

6. La Commissione non ha informazioni particolareggiate sulla presenza o sulle attività di rappresentanti dell'esercito di resistenza del Signore (ERS) negli Stati membri. Le questioni di immigrazione, residenza o attività politiche di cittadini non comunitari sono di competenza degli Stati membri.