92000E1544

INTERROGAZIONE SCRITTA P-1544/00 di Vitaliano Gemelli (PPE-DE) al Consiglio. Politiche economiche e monetarie.

Gazzetta ufficiale n. 072 E del 06/03/2001 pag. 0072 - 0073


INTERROGAZIONE SCRITTA P-1544/00

di Vitaliano Gemelli (PPE-DE) al Consiglio

(12 maggio 2000)

Oggetto: Politiche economiche e monetarie

Il continuo indebolimento dell'euro rispetto al dollaro crea seria preoccupazione in moltissimi ambienti europei. Da più settori politico, economico, sociale, finanziario si chiedono spiegazioni esaurienti circa la strategia economica e monetaria dell'UE, mentre la Commissione si prodiga in messaggi tranquillizzanti e il Consiglio ignora completamente il problema. La BCE si limita a disporre aumenti consecutivi dei tassi, che rappresentano la spia evidente della inesistenza di una strategia economica e monetaria, proprio perché si ricorre a provvedimenti tecnici ordinari e sganciati da un contesto economico di ampio respiro. Se l'aumento dei tassi limita il rischio inflattivo, sicuramente però deprime il ricorso all'euro per gli investimenti delle aziende. Tali finanziamenti sono assolutamente necessari per contribuire ad accelerare il processo di modernizzazione dell'economia e a risolvere il problema dell'enorme disoccupazione europea, che certamente non può definirsi congiunturale, ma frutto delle molte rigidità strutturali esistenti e della mancanza di armonizzazione delle politiche economiche, finanziarie, fiscali e sociali degli Stati dell'UE. Finora tali politiche si caratterizzano per scetticismo, protezionismo, miopia e veteroideologismo, che bloccano un dibattito sereno alla ricerca di una dimensione competitiva sul mercato mondiale.

Per tali motivi può il Consiglio far sapere:

- Quali linee di strategia economica e monetaria il Consiglio ha intenzione di mettere in atto;

- Quale è l'Autorità politica europea che decide la politica economica e monetaria dell'UE, nel rispetto dell'indipendenza tecnico-operativa della BCE;

- Quali provvedimenti si intendono adottare nell'UE e negli Stati Membri per la modernizzazione e lo sviluppo dell'economia europea;

- Come si intende risolvere il problema dell'enorme disoccupazione in Europa, nella salvaguardia e nel rispetto delle normative che regolano il flusso e la permanenza di cittadini extracomunitari;

- Quale ruolo il Consiglio immagina per i Paesi candidati per realizzare un allargamento che auspichiamo avvenga alle condizioni migliori e nel più breve tempo possibile, in una UE che garantisca condizioni economiche positive e infonda sentimenti di sicurezza e stabilità, per migliorare la qualità della vita dei cittadini europei;

- Quale proposta il Consiglio intende fare a Stati Uniti, Canada, Giappone, Russia, Cina e a tutte le potenze economiche mondiali tendente ad aprire una fase negoziale per stabilizzare i mercati monetari e finanziari e tutelare i cittadini, gli investitori, i risparmiatori dai rischi di tracolli che sarebbero nefasti fino a compromettere la convivenza civile globale?

Risposta

(26 settembre 2000)

Nella raccomandazione relativa agli indirizzi di massima per le politiche economiche degli Stati membri e della Comunità per il 1999/2000, adottata dal Consiglio il 12 luglio 1999(1), il Consiglio ha sottolineato che un livello elevato e sostenibile di crescita e di occupazione costituisce la priorità principale e che ai fini di un suo conseguimento occorrono politiche macroeconomiche orientate alla crescita e riforme economiche coerenti e coordinate.

Inoltre, anche se il Consiglio stesso non ha assunto una posizione sui recenti sviluppi riguardo al valore esterno dell'euro, va rilevato che in data 8 maggio il Gruppo Euro 11 ha fatto la seguente dichiarazione:

I Ministri dell' Euro 11 e il Commissario, nonché il Presidente della Banca centrale europea, condividono l'opinione che nell'area dell'euro sia in atto una crescita rigorosa e venga creato un numero crescente di posti di lavoro. La BCE si impegna a far sì che questa crescita resti non inflazionistica. I Ministri sono determinati ad accelerare il consolidamento fiscale e le riforme strutturali in corso verso un'economia di piena occupazione,

basata sulla conoscenza, secondo gli orientamenti fissati dal Consiglio europeo straordinario di Lisbona, aumentando così il potenziale di crescita delle rispettive economie.

In questo contesto, condividiamo una preoccupazione comune riguardante il livello attuale della nuova valuta che non corrisponde alle solide basi economiche dell'area dell'euro.

(1) GU L 217, del 17.08.1999, pag. 34.