92000E1073

INTERROGAZIONE SCRITTA P-1073/00 di Gary Titley (PSE) alla Commissione. Prestiti EURATOM ai paesi candidati all'adesione.

Gazzetta ufficiale n. 026 E del 26/01/2001 pag. 0152 - 0153


INTERROGAZIONE SCRITTA P-1073/00

di Gary Titley (PSE) alla Commissione

(4 aprile 2000)

Oggetto: Prestiti EURATOM ai paesi candidati all'adesione

L'EURATOM concede attualmente prestiti ai paesi candidati all'adesione unicamente con il fine di migliorare la sicurezza dei loro vecchi impianti nucleari dell'era sovietica, in attesa di una loro eventuale chiusura.

Tuttavia, in alcuni paesi candidati all'adesione, ossia la Bulgaria, la Lituania e la Slovacchia, tale politica restrittiva non tiene conto della realtà politica. Per tali governi, la chiusura totale dei loro impianti nucleari solleva questioni sociali ed economiche estremamente difficili.

Alla luce di tali difficoltà, il miglior modo di riconciliare gli interessi sociali ed economici con una maggiore sicurezza nucleare sarebbe la sostituzione dei vecchi reattori di concezione sovietica con altri reattori moderni di concezione occidentale che dispongano della tecnologia più recente in materia di sicurezza.

E' pertanto la Commissione disposta a considerare la possibilità di ampiare i criteri per la concessione dei prestiti EURATOM in modo da tener conto della realtà politica nei paesi candidati all'adesione e permettere il finanziamento di nuovi reattori di concezione occidentale?

Risposta data dalla sig.ra de Palacio in nome della Commissione

(8 maggio 2000)

La decisione 94/179/Euratom del Consiglio del 21 marzo 1994 che modifica la decisione 77/270/Euratom al fine di abilitare la Commissione a contrarre prestiti Euratom per contribuire al finanziamento del miglioramento del grado di sicurezza e di efficienza del parco nucleare di taluni paesi terzi(1) abilita la Commissione a contrarre, entro i limiti di importi stabiliti dal Consiglio (attualmente 4 000 milioni di) prestiti i cui proventi saranno destinati, sotto forma di mutui, a finanziare progetti destinati unicamente a rafforzare la sicurezza e l'efficienza del parco nucleare dei paesi terzi ammissibili, tra i quali si trovano i paesi candidati all'adesione che producono elettricità di origine nucleare.

La decisione permette anche di finanziare nuovi progetti di investimento, ma soltanto quando essi si situano nella Comunità.

La decisione si basa in particolare sull'articolo 203 del trattato Euratom che prescrive che il Consiglio deliberi all'unanimità su proposta della Commissione e previa consultazione del Parlamento.

Le circostanze politiche non sembrano favorevoli per suscitare all'unanimità un accordo su un ampliamento dell'ammissibilità ai prestiti Euratom per nuovi reattori da costruire nei paesi candidati all'adesione. La Commissione analizza comunque le condizioni da soddisfare prima di poter presentare una proposta nel senso indicato dall'onorevole parlamentare.

A livello di priorità, il primo problema in materia di investimenti che si pone nei paesi candidati all'adesione concerne, a giudizio della Commissione, il finanziamento dello smantellamento degli impianti nucleari obsoleti (non ammodernabili) la cui chiusura è stata negoziata dalla Commissione e l'adeguamento in materia di sicurezza nucleare degli impianti che devono restare temporaneamente in funzione. La Commissione ha quindi deciso il 18 aprile 2000 di concedere un prestito Euratom all'ammodernamento delle unità 5 e 6 della centrale nucleare di Kozloduy (Bulgaria). Per l'ammodernamento degli impianti che devono restare in funzione, i prestiti Euratom da soli però non sono sufficienti e si dovrà quindi ricorrere ai mezzi finanziari disponibili nell'ambito del programma PHARE nonché all'organizzazione di conferenze di donatori (così come previsto per lo smantellamento della centrale di Ignalina in Lituania).

(1) GU L 84 del 29.3.1994.