INTERROGAZIONE SCRITTA E-0434/00 di Cristiana Muscardini (UEN) e Mauro Nobilia (UEN) alla Commissione. Standard di sicurezza per abitazioni civili.
Gazzetta ufficiale n. 330 E del 21/11/2000 pag. 0158 - 0159
INTERROGAZIONE SCRITTA E-0434/00 di Cristiana Muscardini (UEN) e Mauro Nobilia (UEN) alla Commissione (23 febbraio 2000) Oggetto: Standard di sicurezza per abitazioni civili In riferimento all'interrogazione E-2480/99 ed alla sua risposta(1), contestando innanzitutto il fatto che la Commissione non abbia ritenuto necessario regolamentare legislativamente gli standard di sicurezza delle abitazioni civili, nonostante i numerosi segnali che l'attualità ci invia, può la Commissione spiegare perché una direttiva che risale a più di dodici anni fa (la 89/106/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1988)(2) non è ancora stata trasposta nell'ordinamento giuridico dei singoli Stati membri? Non ritiene che una direttiva di tal data possa non corrispondere più ai criteri di valutazione della sicurezza abitativa odierni e che necessiti di un aggiornamento? Richiedendo quindi urgentemente l'elaborazione di una direttiva sugli standard di sicurezza delle abitazioni civili, può altresì sollecitare le modifiche in corso delle specificazioni tecniche ad opera degli organismi di normalizzazione per giungere ad una definizione armonizzata e quanto più possibile definitiva? Può infine descrivere i criteri di attuazione della direttiva di riferimento, una volta modernizzata o recepita? (1) GU C 280 E del 3.10.2000, pag. 52. (2) GU L 40 dell'11.2.1989, pag. 12. Risposta del sig. Liikanen in nome della Commissione (6 aprile 2000) La Commissione condivide le preoccupazioni degli onorevoli parlamentari in materia di sicurezza degli immobili ad uso abitazione sul territorio della Comunità. Da parecchi anni e nei limiti del mandato affidatole e dei mezzi a disposizione essa ha profuso numerosi sforzi per pervenire ad una armonizzazione dei diversi tipi e modi di concezione e di costruzione sia nel settore dell'edilizia che in quello dei lavori pubblici. Questi sforzi si sono tradotti nell'applicazione della direttiva del Consiglio 89/106/CEE in relazione al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri concernente i prodotti da costruzione e nell'elaborazione degli Eurocodici. La Commissione desidera ricordare anche che tutti gli Stati membri hanno recepito detta direttiva (l'ultimo è stato il Belgio nel 1998). Tale strumento legislativo richiede tuttavia specifiche tecniche armonizzate che dettagliano tutti gli aspetti inerenti alla sicurezza dette esigenze essenziali per tutte le famiglie di prodotti considerati da costruzione. Siffatte specifiche devono consentire che i prodotti vengano incorporati permanentemente nelle opere nel rispetto delle esigenze essenziali in materia di sicurezza strutturale, di ambiente e di economia energetica. Queste specifiche tecniche sono elaborate da due organismi: il Comitato europeo di normalizzazione (CEN) e l'Organizzazione europea per il benestare tecnico (EOTA) conformemente al nuovo approccio in materia di normativa tecnica e di normalizzazione nonché al principio di sussidiarietà(1). In virtù di quest'ultimo principio la responsabilità della sicurezza degli edifici spetta agli Stati membri. La Commissione considera che la direttiva rimane di attualità dato che le specifiche tecniche attese corrispondono ai progressi scientifici e tecnici e a quelli dello stato dell'arte. La Commissione ha concluso il suo programma di elaborazione dei mandati di normazione per le cinquanta famiglie di prodotti per i quali il Comitato permanente della costruzione ha dato l' assenso; il CEN deve elaborare norme armonizzate e l'EOTA deve fornire i benestari tecnici armonizzati. La Commissione attualmente si adopera al massimo per fare in modo che i due organismi forniscano al più presto le specifiche armonizzate richieste per mandato e per contratto. (1) Risoluzione del Consiglio del 7 maggio 1985, GU C 136 del 4.6.1985.