INTERROGAZIONE SCRITTA n. 1759/96 dell'on. Leen van der WAAL alla Commissione. Violazione dei diritti religiosi delle minoranze in Marocco
Gazzetta ufficiale n. C 345 del 15/11/1996 pag. 0104
INTERROGAZIONE SCRITTA E-1759/96 di Leen van der Waal (EDN) alla Commissione (3 luglio 1996) Oggetto: Violazione dei diritti religiosi delle minoranze in Marocco Tramite l'Alleanza evangelica europea è pervenuta all'interrogante una relazione dell'organizzazione «Middle East Concern» del dicembre 1995 nella quale viene segnalato che seguaci dell'Islam convertiti al Cristianesimo sono vittime, in misura sempre crescente, di persecuzioni da parte delle autorità di polizia e delle autorità giudiziarie del Marocco. Ciò stupisce in considerazione del fatto che la libertà religiosa in Marocco è garantita dalla costituzione e che tale paese ha sottoscritto vari trattati internazionali concernenti i diritti umani. Sembra inoltre che esista una discrepanza tra la politica del governo nazionale, tendente alla tolleranza, e l'applicazione di tale politica da parte delle autorità locali. 1. Può la Commissione confermare le informazioni fornite dal «Middle East Concern» circa la posizione delle minoranze religiose e la discrepanza esistente tra la politica del governo nazionale e l'azione delle autorità locali in Marocco? 2. Quali passi intende compiere la Commissione nel quadro dell'accordo di associazione, approvato di recente dal Parlamento europeo, per porre rimedio a tale situazione? Risposta data dal sig. Marín in nome della Commissione (26 luglio 1996) 1. Secondo la costituzione marocchina (articolo 6), l'Islam è la religione di Stato ma è garantita a tutti la libertà di culto. Tuttavia, secondo la legge islamica, ai musulmani è severamente vietato convertirsi ad un'altra religione. Il codice penale marocchino del 1962 (articolo 220, comma 2) vieta, inoltre, un certo tipo di proselitismo. In passato ci sono stati effettivamente numerosi casi in cui cittadini marocchini sono stati condannati per la pratica della religione cristiana. 2. Il rispetto dei diritti dell'uomo e dei principi democratici costituiscono per l'Unione europea motivo costante di preoccupazione. La dichiarazione della conferenza di Barcellona, sottoscritta dal Marocco, sottolinea chiaramente l'impegno dei partner in materia. Dal canto suo, la Commissione, d'intesa con gli Stati membri, non mancherà di esprimere alle autorità marocchine la propria preoccupazione in merito al rispetto dei diritti dell'uomo, in particolare nell'ambito del dialogo politico da avviare nel quadro del nuovo accordo di associazione, che entrerà in vigore solo dopo la ratifica di tutti gli Stati membri.