COMMISSIONE EUROPEA
Strasburgo, 7.7.2026
COM(2026) 576 final
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI
Strategia dell'UE per l'allevamento
{SWD(2026) 576 final}
1.Introduzione
L'allevamento è una delle attività più antiche dell'umanità. Da quando gli animali sono stati addomesticati per la prima volta oltre 10 000 anni fa, ha svolto un ruolo centrale nello sviluppo sociale ed economico delle civiltà. Nel corso dei secoli l'allevamento non solo è stato un elemento indispensabile del nostro sistema alimentare, ma ha anche favorito la sussistenza in Europa, diventando una colonna portante delle economie rurali e un elemento caratteristico dei nostri paesaggi.
Oggi l'allevamento in Europa è un'attività economica diversificata e complessa che rappresenta circa il 40 % del valore aggiunto agricolo dell'UE e genera 400 miliardi di EUR di fatturato all'anno. Ha un forte impatto sociale e territoriale: dà lavoro a circa 7 milioni di persone, con 4 milioni di aziende distribuite in tutta Europa, spesso in zone con poche attività economiche alternative. Dai pascoli alpini alle regioni frontaliere orientali, dalle zone artiche alle dehesas meridionali, dalle regioni ultraperiferiche dell'UE alle isole del Mediterraneo, le zone rurali d'Europa hanno bisogno di bestiame per sopravvivere. Grazie al suo ruolo cruciale nel trattenere la popolazione nelle zone rurali e nel preservarne la vitalità economica, l'allevamento fornisce un contributo importante agli obiettivi dell'UE in materia di sicurezza e preparazione. Sul fianco della frontiera orientale europea vi è un alto rischio di abbandono dei terreni, unito a un rapido calo della popolazione animale, che riduce ulteriormente la resilienza di queste regioni nel rispondere alle crisi e ai rischi per la sicurezza().
Il settore zootecnico dell'UE svolge un ruolo cruciale nel contribuire alla sicurezza alimentare fornendo proteine di alta qualità, non solo nell'UE ma anche a livello mondiale, con una bilancia commerciale dell'UE positiva e una domanda crescente di prodotti dell'UE grazie alle norme all'avanguardia, alla qualità e alla sostenibilità a livello globale(), facendone i portabandiera dell'eccellenza europea nel mondo.
Trattandosi di un settore strategico fondamentale per la competitività e l'autonomia strategica aperta dell'Unione, la presente strategia definisce azioni volte ad affrontare le vulnerabilità esistenti e ad aumentare la resilienza in un mondo caratterizzato da una crescente concorrenza sul mercato. Nel contempo, il settore deve rispondere meglio alle crescenti aspettative della società, in particolare per quanto riguarda il benessere degli animali, trasformare la sua impronta ambientale in esternalità positive e rafforzare il suo radicamento territoriale. Il miglioramento dell'integrazione della filiera alimentare e l'adozione di un approccio interamente circolare consentirebbero di valorizzare tutti i sottoprodotti e la biomassa per generare reddito supplementare per gli allevatori, riducendo nel contempo l'impronta di carbonio della produzione animale.
Come annunciato nella visione per l'agricoltura e l'alimentazione(), il settore zootecnico dell'UE merita una strategia a lungo termine che rispetti la diversità e le specificità della produzione animale in tutta Europa. Portare avanti la transizione verso un settore zootecnico dell'UE resiliente, competitivo e sostenibile è essenziale per combattere lo spopolamento dei territori più vulnerabili e contribuire nel contempo al conseguimento della neutralità climatica entro il 2050. Questa transizione figurerà tra gli obiettivi sostenuti dalla PAC per il periodo successivo al 2027, favorendo l'attuazione della strategia per il ricambio generazionale(), della strategia per la bioeconomia dell'UE(), del prossimo piano d'azione rurale(), del piano d'azione per i concimi() e della comunicazione sulla gestione del rischio di incendi boschivi(). A livello internazionale, la Commissione dialoga con organismi multilaterali per accompagnare questa transizione attraverso l'allineamento alle norme internazionali, in particolare con la FAO nel quadro del piano d'azione globale per l'allevamento sostenibile.
Per garantire la redditività a lungo termine del settore zootecnico dell'UE è necessaria una strategia volta a:
-progredire verso un sistema di allevamento resiliente che resista alla crisi e sia meglio adattato allo stress climatico;
-rafforzarne la competitività a livello dell'UE e mondiale;
-adeguare il settore alle esigenze future rafforzando le condizioni di benessere degli animali e riducendone al minimo l'impronta climatica e ambientale;
-garantire che i sistemi di produzione animale continuino ad adeguarsi alle caratteristiche uniche delle diverse regioni, sostengano le economie rurali e le tradizioni in tutta Europa e contribuiscano ancora di più al mantenimento della loro ricca biodiversità;
-promuovere l'eccellenza nella produzione animale quale approccio europeo specifico all'allevamento, riconosciuto e apprezzato dai consumatori, in particolare per quanto riguarda il benessere degli animali.
La strategia si basa su un ampio coinvolgimento dei portatori di interessi, inquadrato nel filone di lavoro sull'allevamento, che comprende oltre un anno di dialogo con gli Stati membri, gli allevatori, i rappresentanti dell'industria e la società civile, compreso il comitato europeo per l'agricoltura e l'alimentazione. La strategia accompagnata da un piano per le proteine volto a rendere il sistema dell'UE per le proteine più resiliente e sostenibile. Questa comunicazione, che si basa sull'analisi dei punti di forza e dei punti deboli del settore presentati nel relativo documento di lavoro dei servizi della Commissione, tiene conto della relazione d'iniziativa del Parlamento europeo "su come assicurare un futuro sostenibile per il settore zootecnico dell'UE alla luce della necessità di garantire la sicurezza alimentare e la resilienza degli agricoltori e in considerazione delle sfide poste dalle malattie animali"().
2.Il settore zootecnico dell'UE oggi
2.1.Sfide e opportunità
Il settore zootecnico dell'UE si trova ad affrontare una combinazione di pressioni strutturali e quotidiane, che, in alcune regioni, stanno accelerando la cessazione degli allevamenti, in particolare dei bovini, degli ovini e dei caprini, e che destano preoccupazione sulla continuità a lungo termine dell'attività zootecnica in alcune parti dell'Unione. Ad esempio, la Francia ha perso il 16 % della popolazione bovina nell'ultimo decennio e, nello stesso periodo, la Germania ha perso il 22 % della popolazione suina.
Una sfida centrale è rappresentata dalla redditività. Gli elevati costi dei fattori di produzione, la volatilità del mercato e l'esposizione alle fluttuazioni dei prezzi dei mangimi e dell'energia continuano a comprimere i margini. Allo stesso tempo, il rispetto degli elevati standard dell'UE necessari per proteggere il benessere degli animali, la sicurezza alimentare, e il clima e l'ambiente può generare costi di produzione che non sempre si rispecchiano sui prezzi di mercato. Gli allevatori si trovano inoltre ad avere uno scarso potere contrattuale nei confronti degli acquirenti.
Il settore zootecnico dell'UE affronta anche sfide connesse alla sostenibilità. È una delle principali fonti di emissioni agricole di gas a effetto serra e di inquinamento da ammoniaca e nutrienti, con ripercussioni sul clima, sulla qualità dell'aria e dell'acqua e sulla biodiversità. La diminuzione delle emissioni è costante, ma procede lentamente. La concentrazione della produzione animale in alcune zone dell'UE crea squilibri dei nutrienti, con conseguente inquinamento da nutrienti. Allo stesso tempo, l'allevamento estensivo di erbivori è essenziale per mantenere i prati che favoriscono la biodiversità e i biotopi rurali, preservare la natura e contribuire a prevenire l'abbandono dei terreni e lo spopolamento delle zone rurali.
Le prospettive del settore sono ulteriormente influenzate da diverse vulnerabilità strutturali. L'invecchiamento della popolazione agricola, il ricambio generazionale insufficiente, la carenza di manodopera, anche nei servizi veterinari rurali, e le condizioni di lavoro difficili minacciano la sua capacità futura. Gli effetti dei cambiamenti climatici e i focolai di malattie animali pesano sui risultati economici.
Il futuro del settore zootecnico dell'UE deve basarsi sui suoi importanti punti di forza e sulle sue opportunità. Il settore zootecnico dell'UE è radicato nella tradizione, ma sostenuto dall'innovazione e dall'imprenditorialità. La sua varietà di sistemi di produzione, specie e territori rafforza la resilienza e l'adattabilità. Gli elevati standard dell'UE rafforzano la fiducia dei consumatori e consentono un solido posizionamento nei mercati di alta qualità. In diversi settori, sistemi di produzione efficienti, servizi veterinari avanzati e catene di approvvigionamento ben sviluppate sostengono la produttività e l'andamento delle esportazioni. L'innovazione e l'adozione di approcci di bioeconomia circolare stanno migliorando sia la competitività che i risultati ambientali. Sempre più spesso gli agricoltori non sono solo produttori alimentari ma anche guardiani della natura, fornitori di alloggi turistici e produttori di energia, che producono energia rinnovabile per le loro aziende e, in molti casi, per un consumo più ampio, riducendo la dipendenza dell'UE dalle alternative basate sui combustibili fossili.
3.La strategia
L'Unione del 2040 deve essere un luogo in cui l'allevamento sostenibile non solo sopravvive, ma prospera.
Il settore deve essere sostenuto da un quadro politico coerente che sia semplice, prevedibile e tenga conto delle realtà zootecniche. Nel prossimo periodo di programmazione e lasciando impregiudicati i negoziati in corso sul quadro finanziario pluriennale (QFP), la PAC continuerà a essere il pilastro fondamentale del sostegno al reddito, agli investimenti e agli incentivi, nell'ambito dei futuri piani di partenariato nazionale e regionale, integrati dal proposto programma Orizzonte Europa() e dal Fondo europeo per la competitività (ECF)() per stimolare l'innovazione.
Questa strategia fornisce un orientamento a lungo termine per la competitività e la sostenibilità del settore in un contesto di maggiore preparazione. Si traduce in punti di azione operativa a livello dell'UE, degli Stati membri e dei portatori di interessi, con particolare attenzione a soluzioni mirate e territoriali adattate ai diversi sistemi di produzione e alle diverse regioni, adottando un approccio olistico, coerente e trasversale.
La Commissione intende mantenere il filone di lavoro sull'allevamento come forum di discussione e di ulteriore sviluppo di alcune iniziative indicate di seguito, in quanto fornisce un modo inclusivo di realizzare la strategia.
3.1.Un settore zootecnico resiliente che resiste alla crisi
Un sistema di allevamento resiliente è essenziale per la sicurezza alimentare, l'autonomia strategica e la vitalità rurale dell'Unione. Resilienza non significa soltanto sapersi riprendere dopo uno shock, ma anche essere in grado di anticipare i rischi, ridurre le vulnerabilità, adattarsi ai cambiamenti strutturali e continuare a fornire alimenti sicuri, sostenibili e a prezzi accessibili in condizioni sempre più difficili. Per il settore zootecnico questa è una priorità urgente. I produttori affrontano una pressione crescente dovuta alla volatilità dei mercati, all'aumento dei costi fissi e dei fattori di produzione, ai cambiamenti climatici, alla carenza idrica, alle malattie animali, alla carenza di manodopera e alla mancanza di lavoratori qualificati, all'instabilità geopolitica e alla concorrenza sleale a livello mondiale. È pertanto necessario un settore più forte e resiliente, sia per proteggere i mezzi di sussistenza degli allevatori che per preservare la capacità di produzione dell'Unione.
La prima priorità consiste nel rafforzare il quadro per la gestione dei rischi. Gli allevatori necessitano di un migliore accesso ai finanziamenti, all'assicurazione, alla riassicurazione, ai fondi di mutualizzazione e agli strumenti di stabilizzazione del reddito che rispecchino i rischi specifici del settore, compresi gli eventi climatici, le perturbazioni del mercato e le malattie animali. Le politiche future dovrebbero migliorare la coerenza tra la gestione del rischio e la gestione delle crisi, in modo che il sostegno di emergenza non sostituisca la preparazione, ma la integri.
In questo contesto, la Commissione sta predisponendo i lavori preliminari con gli istituti finanziari, compresa la Banca europea per gli investimenti, per valutare la possibilità di sviluppare un regime finanziario specifico per la gestione dei rischi nell'ambito del quadro finanziario pluriennale per il periodo successivo al 2027, che copra le esigenze di assicurazione e riassicurazione connesse al clima ed estenda il sostegno ai rischi legati alle malattie animali per integrare gli strumenti esistenti().
Il pacchetto di strumenti per la gestione dei rischi nell'ambito della PAC attuale e futura è già piuttosto completo() e offre agli Stati membri la possibilità di scegliere e adattare tali strumenti alle loro esigenze. La Commissione elaborerà un manuale con orientamenti pratici sulla gestione dei rischi, attingendo alle competenze dell'UE e internazionali, in modo che gli Stati membri possano esprimere meglio tali esigenze nei loro futuri piani NRP. Il manuale integrerà le raccomandazioni della PAC che tratteranno anche gli aspetti relativi alla gestione dei rischi. La Commissione valuterà e ridurrà, ove opportuno, gli ostacoli amministrativi alla creazione di strumenti specifici di gestione del rischio, come i fondi di mutualizzazione, per contrastare la scarsa adesione, in particolare delle piccole aziende.
La seconda priorità è rafforzare la prevenzione e la risposta alle malattie. Le malattie animali, comprese le zoonosi, rimangono tra le minacce più gravi per la resilienza del bestiame, la biodiversità e potenzialmente la salute umana. I recenti focolai, la cui frequenza si è intensificata notevolmente, hanno dimostrato l'entità dei danni economici e sociali che possono causare, tra cui la distruzione di un gran numero di capi e perturbazioni del commercio e dell'attività rurale. Le misure di biosicurezza rigorose rimangono una prima linea di difesa e sono un elemento essenziale della prevenzione. Inoltre la valutazione della normativa in materia di salute degli animali fornirà una base per aggiornare l'approccio "One Health" dell'Unione alla gestione delle malattie, anche, ove opportuno, con uso più ampio della vaccinazione preventiva, basato su dati scientifici. Per rafforzare l'adattabilità ai rischi e alle malattie emergenti, la Commissione valuterà se l'attuale sistema di categorizzazione delle malattie continui a essere adeguato allo scopo e se i criteri di categorizzazione rispondano adeguatamente a sfide specifiche. Per rafforzare le misure armonizzate di controllo delle malattie in tutta l'UE, la Commissione continuerà a proporre aggiornamenti della normativa in linea con i più recenti sviluppi scientifici e le norme internazionali stabilite dall'Organizzazione mondiale per la salute animale (World Organisation for Animal Health, WOAH) e adotterà norme di attuazione per specificare più chiaramente i ruoli e le responsabilità. Per sostenere un uso più ampio della vaccinazione preventiva basato su dati scientifici, la Commissione valuterà inoltre se le norme e i principi vigenti in materia di vaccinazione siano ancora adeguati.
Tale lavoro dovrebbe basarsi sui più recenti pareri scientifici dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (European Food Safety Authority, EFSA) ed essere sostenuto da un maggiore impegno internazionale per promuovere l'accettazione delle misure sanitarie dell'UE. Per affrontare il problema del riconoscimento disomogeneo della regionalizzazione da parte dei paesi terzi, la Commissione continuerà a sostenere gli Stati membri elaborando orientamenti sull'applicazione della vaccinazione unitamente alla regionalizzazione e alla compartimentazione. Nel contempo continuerà a sostenere il riconoscimento dell'approccio di regionalizzazione dell'UE, compresa la vaccinazione, con i partner commerciali nei consessi bilaterali e multilaterali.
Proseguire la ricerca e l'innovazione in materia di salute animale e vaccinazione, compresi i vaccini DIVA(), rimane essenziale, anche per quanto riguarda i potenziali vaccini per le principali malattie transfrontaliere. Lo spazio dedicato proposto nell'ambito di Orizzonte Europa sosterrà questo lavoro.
Nell'ambito delle misure preventive, la Commissione continuerà a sostenere e rafforzare la capacità degli Stati membri in materia di sorveglianza delle malattie animali pertinenti, garantendo l'individuazione precoce e l'azione rapida. I meccanismi di allarme rapido sono molto importanti. La Commissione valuterà come finanziare il miglioramento dei sistemi esistenti, integrare meglio la digitalizzazione nell'individuazione e nel meccanismo di allarme, e migliorare la diffusione delle informazioni agli allevatori in tutta l'UE (app, hotline).
Allo stesso tempo, un adeguato finanziamento dell'UE è fondamentale per la prevenzione, la sorveglianza, il controllo e l'eradicazione, in particolare per le misure di emergenza in caso di focolai. Lo strumento dell'UE proposto nell'ambito del QFP consente una politica comune nei settori della salute e della sicurezza (anche degli animali) e può fornire un sostegno specifico in caso di malattie animali, nel rispetto delle procedure di bilancio annuali. Gli Stati membri potrebbero inoltre prevedere nei rispettivi piani NRP un migliore accesso degli allevatori agli strumenti di prevenzione, compresi la biosicurezza e i vaccini, e la diffusione di tali strumenti, oltre a garantire servizi di consulenza adeguati e personale veterinario sufficiente introducendo incentivi finanziari per i veterinari nelle zone rurali. Nel contempo i portatori di interessi dovrebbero rafforzare le misure di biosicurezza in azienda e integrare le migliori pratiche per prevenire le malattie animali.
La terza priorità è investire di più nell'adattamento ai cambiamenti climatici, nella mitigazione dei loro effetti e nell'innovazione. Ciò potrebbe includere il sostegno alle innovazioni che riducono l'intensità delle emissioni, migliorano la gestione dei nutrienti e rafforzano il contributo dei sistemi zootecnici all'economia circolare, unitamente a misure di adattamento. La resilienza dipende sempre di più dalla capacità del settore di far fronte allo stress climatico e di utilizzare le risorse in modo più efficiente. Una maggiore efficienza nell'uso dell'acqua può contribuire alla resilienza idrica e degli allevatori. Ciò comprende la conservazione e l'uso sostenibile delle risorse genetiche e strategie di riproduzione che migliorano le caratteristiche di resilienza, come la tolleranza alla siccità e la resistenza al calore. Le tecniche genomiche e di riproduzione animale all'avanguardia sono una soluzione vantaggiosa sia per i risultati economici che per quelli ambientali. Comportano un minore consumo di mangimi e una riduzione delle emissioni, con conseguenti risparmi per gli allevatori e una minore esposizione alla volatilità dei prezzi. Una maggiore resilienza richiede anche il miglioramento della stabulazione e della ventilazione, la protezione dalle inondazioni e altre infrastrutture resilienti ai cambiamenti climatici.
La ricerca e l'innovazione in materia di pratiche e tecnologie sostenibili sono fattori essenziali per rendere più resiliente il settore zootecnico dell'UE(). L'UE dovrebbe inoltre concentrarsi sul potenziamento e la diffusione delle soluzioni. Queste dovrebbero comprendere uno sforzo in materia di ricerca e innovazione più forte e coordinato sviluppo e l'adozione di strumenti pratici quali sistemi di supporto decisionale, sensori, applicazioni di big data, robotica, soluzioni di allarme rapido e allevamento di precisione, promuovendo nel contempo un approccio basato sui sistemi e sul territorio. Per accelerare l'impatto sul campo, l'innovazione dovrebbe essere maggiormente allineata alle esigenze degli allevatori, in modo da sperimentare soluzioni resilienti, potenziarle e diffonderle più rapidamente in tutte le regioni e in tutti i sistemi di produzione. Questo processo sarà sostenuto dall'imminente nuovo approccio strategico alla ricerca e all'innovazione AgRI 2040 e Food 2040. Questo nuovo approccio individua nel bestiame un settore d'azione fondamentale per la ricerca e l'innovazione e pone l'accento su una migliore valorizzazione dei risultati della ricerca e dell'innovazione nelle start-up, nelle scale-up e nella piena diffusione industriale.
La resilienza richiede inoltre che il settore zootecnico diventi meno dipendente dai fattori di produzione importati e più capace di fare affidamento sulle risorse interne e circolari, come illustrato nel piano per le proteine e nel piano d'azione per i concimi. Allo stesso tempo, una più stretta integrazione con i paesi candidati e partner offre l'opportunità di rafforzare la resilienza e l'autonomia strategica dell'Unione sviluppando gradualmente catene del valore agroalimentari più integrate e sostenibili.
Esempio di progetti di investimento cooperativi per la resilienza
·Installazione di pannelli solari in azienda e di un'unità di produzione di biogas condivisa che utilizzi letame, riducendo la dipendenza da energia e concimi esterni.
·Costruzione di un sistema di stoccaggio e riciclaggio dell'acqua per far fronte alla siccità e alle ondate di calore.
·Adesione a un fondo di mutualizzazione e a un regime di assicurazione contro i cambiamenti climatici con il sostegno delle politiche degli Stati membri per stabilizzare il reddito in caso di eventi meteorologici estremi.
Gli Stati membri dovrebbero continuare a favorire le pratiche agricole che integrano la resilienza e la sostenibilità nei modelli imprenditoriali, come l'agricoltura biologica, e incentivare la transizione verso la resilienza a lungo termine attraverso pagamenti per la transizione. Le misure di ricambio generazionale dovrebbero rispecchiare meglio la situazione specifica dell'allevamento.
Una migliore cooperazione lungo la catena di approvvigionamento può contribuire a ridurre la volatilità dei prezzi e a migliorare l'accesso ai fattori di produzione, mentre la partecipazione alle piattaforme di condivisione delle conoscenze e ai partenariati per l'innovazione può accelerare la diffusione di buone pratiche.
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Esempio: in una zona vulnerabile alla febbre catarrale degli ovini, alla dermatite nodulare contagiosa o all'influenza aviaria, le autorità e i portatori di interessi garantiscono un sistema coordinato di prevenzione delle malattie.
·Gli Stati membri cofinanziano, attraverso i piani NRP, gli aggiornamenti della biosicurezza (stazioni di disinfezione, accesso controllato alle aziende, zone di separazione).
·Gli agricoltori ricevono, attraverso i fondi dei piani NRP, una formazione attraverso i servizi di consulenza e gruppi PEI-AGRI sulla prevenzione delle malattie e la pianificazione di emergenza.
·Gli Stati membri e la catena del valore dell'allevamento creano un quadro di condivisione dei costi per finanziare congiuntamente le risposte ai focolai di malattie, compresa la compensazione per i produttori colpiti, sulla base di meccanismi finanziari prestabiliti (i costi per l'eradicazione, il contenimento e il recupero sono ripartiti tra prelievi pubblici e privati/pool assicurativi).
·Man mano che si rendono disponibili nuovi vaccini attraverso la ricerca e l'innovazione sostenute dall'UE viene attuato un programma pubblico-privato di vaccinazione e sorveglianza.
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Gli Stati membri hanno un ruolo centrale nel trasformare questi obiettivi in un sostegno pratico sul campo:
-includendo investimenti sulla resilienza nei loro piani NRP e migliorando l'accesso degli allevatori agli strumenti di prevenzione delle malattie;
-promuovendo assicurazioni e fondi di mutualizzazione su misura per il settore zootecnico;
-garantendo che la formazione e i servizi di consulenza aziendale includano solide competenze in materia di resilienza del bestiame;
-sostenendo gli investimenti e le azioni agroambientali e per il clima, compresi i meccanismi di efficienza, che contribuiscono a preservare e utilizzare in modo sostenibile le risorse genetiche zootecniche che rafforzano la resilienza del settore e sostengono la biodiversità, la salute dei suoli e la resilienza idrica in quanto base della resilienza del settore zootecnico;
-prendendo in considerazione misure volte ad affrontare le carenze dei servizi veterinari rurali, ad esempio attraverso incentivi mirati o consultazioni digitali, e sostenendo le competenze digitali, la connettività e gli investimenti a livello di azienda;
-sostenendo le organizzazioni di produttori, i modelli cooperativi e gli interventi settoriali della PAC, per contribuire a rafforzare il potere contrattuale degli allevatori e la loro capacità di gestire collettivamente i rischi.
3.2.Un settore zootecnico competitivo a livello dell'UE e mondiale
Per competere efficacemente sul mercato globale, il settore zootecnico ha bisogno di un quadro per gli investimenti a lungo termine più prevedibile, di sfruttare l'effetto leva delle tecnologie avanzate e delle pratiche innovative, beneficiando nel contempo di condizioni di parità e di una riduzione degli oneri normativi. Occorre arrestare l'attuale tendenza alla decapitalizzazione e aumentare la redditività del settore, se si vuole che la catena del valore europea dell'allevamento rimanga competitiva e attragga nuovi operatori nella professione. Il mantenimento di norme rigorose dell'UE in materia di sicurezza alimentare, salute e benessere degli animali e ambiente deve consentire al settore di rispondere con decisione alla pressione della concorrenza mondiale.
La priorità è aiutare il settore a colmare la carenza di investimenti, promuovere la diffusione dell'innovazione e della digitalizzazione per modernizzarsi e rafforzare la competitività e la sostenibilità. Per molti allevatori, in particolare quelli giovani e nuovi, è necessario un notevole capitale iniziale per infrastrutture, macchinari e sistemi di gestione del letame moderni. Secondo le stime del portale Fi-Compass, il deficit di finanziamento del settore zootecnico supera i 18 miliardi di EUR().
Sebbene la Commissione stia valutando l'impatto della sua revisione in materia benessere degli animali, alcuni studi stimano che la transizione verso sistemi di allevamento senza gabbie comporti un fabbisogno notevole di investimenti(). Tali esigenze di finanziamento non possono essere soddisfatte da un'unica fonte, ma richiedono una combinazione di strumenti e misure da parte sia dell'UE che degli Stati membri. Tra questi figurano una migliore remunerazione di mercato, il sostegno pubblico, l'accesso agli strumenti finanziari e agli investimenti privati, lo sfruttamento del potenziale dei nuovi modelli imprenditoriali circolari e una migliore valorizzazione dei sottoprodotti. Sono inoltre necessarie competenze, l'alfabetizzazione finanziaria e una consulenza adeguata, come pure un quadro giuridico più stabile e più chiaro.
La PAC rimane uno strumento fondamentale per sostenere il reddito degli agricoltori, incentivarli a compiere sforzi di sostenibilità e promuovere gli investimenti. Il prossimo periodo di finanziamento offrirà opportunità adattate alle diverse esigenze, dalle piccole alle grandi aziende agricole. Grazie a una combinazione di varie misure, tra cui gli investimenti in infrastrutture e il sostegno a progetti innovativi, i piani NRP proposti e l'ECF potrebbero contribuire ad aumentare gli investimenti a favore della sostenibilità, della competitività e della resilienza.
La Commissione prenderà in considerazione tutte le opzioni, compresa la valutazione di un eventuale strumento finanziario specifico per il settore zootecnico, al fine di colmare la carenza di finanziamenti per gli investimenti nella transizione verso livelli più elevati di sostenibilità e benessere degli animali.
Gli Stati membri dovrebbero inoltre prendere in considerazione altre iniziative, come un migliore accesso ai prestiti, prestiti garantiti dallo Stato, strumenti per gli appalti pubblici, misure di mercato e condizioni di prestito più favorevoli per tutti gli agricoltori, in particolare per i giovani e i nuovi operatori. Sulla base dell'esito della revisione legislativa, la Commissione esaminerà, insieme alla Banca europea per gli investimenti, l'accesso preferenziale ai prestiti per gli allevatori impegnati nella transizione verso sistemi senza gabbie. Parallelamente i regimi che premiano la carboniocoltura e i crediti natura potrebbero fornire un valore aggiunto alle aziende che investono in sistemi zootecnici più sostenibili.
Oltre ai finanziamenti, è fondamentale garantire un quadro giuridico stabile, prevedibile e chiaro che consenta una pianificazione e investimenti a lungo termine. In questo modo si rafforzerà la fiducia degli investitori e si faciliteranno le decisioni di investimento il cui rimborso richiede spesso decenni. Le procedure di rilascio delle autorizzazioni da parte delle autorità nazionali, regionali e locali sono all'origine di alcune di queste incertezze e devono essere affrontate in via prioritaria. Per aumentare la certezza del diritto sia per gli operatori economici che per le autorità pubbliche, alla fine del 2025, la Commissione ha avanzato una proposta sull'accelerazione delle procedure di rilascio delle autorizzazioni() e una proposta sull'accelerazione della valutazione ambientale. È in corso una prova di stress delle direttive Uccelli e Habitat e la Commissione vi darà seguito, se del caso, con ulteriori azioni.
Per stimolare un maggiore riconoscimento da parte del mercato, è necessario adoperarsi per informare meglio i consumatori, allineare le loro aspettative a meccanismi di fissazione dei prezzi equi e perseguire la diversificazione del mercato per beneficiare di mercati di valore elevato.
Il rafforzamento della competitività deve avvenire in modo equo. Consolidare la posizione degli agricoltori nella filiera alimentare e proteggerli dalle pratiche commerciali sleali è una priorità di lunga data che sarà rafforzata con la revisione della direttiva sulle pratiche commerciali sleali(), sulla base dell'esperienza maturata finora. Gli agricoltori devono ricevere una remunerazione migliore, anche dalle attività economiche emergenti legate allo sviluppo della bioeconomia e alla valorizzazione dei sottoprodotti. La Commissione valuterà come integrare al meglio tali aspetti nei lavori dell'Osservatorio della filiera agroalimentare dell'UE al fine di garantire la trasparenza del mercato lungo la catena del valore e creare fiducia.
La sostenibilità e la circolarità rappresentano argomenti economici forti per gli agricoltori. Le pratiche circolari e la bioeconomia rafforzano l'autonomia in materia di mangimi e consentono di valorizzare appieno della biomassa (compresi i sottoprodotti di origine animale), il che a sua volta riduce i rifiuti e garantisce agli agricoltori un reddito più prevedibile. I sottoprodotti come la lana o il letame non sono infatti un rifiuto ma una risorsa di valore utile per molteplici scopi in una bioeconomia circolare. La normativa dovrebbe pertanto riconoscere le loro caratteristiche e potenzialità. Gli attori a valle (ad esempio i produttori lattiero-caseari o di carne) vedono sempre più spesso l'opportunità economica di premiare gli allevatori che riducono le emissioni in azienda, rendendo più competitivi gli allevamenti sostenibili.
La competitività deve essere rafforzata anche attraverso una migliore integrazione della filiera alimentare e l'elaborazione di norme di qualità per le carni. Occorre promuovere ulteriormente il potenziale di integrazione tra il settore lattiero-caseario e quello delle carni bovine. Un migliore allineamento tra le filiere potrebbe migliorare le prestazioni economiche e ambientali di entrambi i sistemi. Le catene del valore di alta qualità nelle zone rurali e le infrastrutture svolgono un ruolo altrettanto importante. L'esperienza acquisita con lo sviluppo delle organizzazioni di produttori e delle cooperative dimostra come gli strumenti integrati nel regolamento sull'organizzazione comune dei mercati (OCM)() contribuiscano a rafforzare la posizione degli allevatori nella catena del valore e ad aumentare la loro quota di valore creato.
L'equità non è solo interna, ma anche esterna. La promozione della reciprocità e di un maggiore allineamento delle norme di produzione a livello mondiale richiede controlli adeguati, misure di salvaguardia efficaci e una continua spinta verso standard elevati. Si tratta di un lavoro continuo e di una priorità chiara. L'importazione di prodotti elaborati secondo norme meno rigorose non solo svantaggia i produttori dell'UE dal punto di vista commerciale, ma trasferisce le emissioni globali anziché ridurle. Il rafforzamento dei controlli sui prodotti alimentari, animali e vegetali che entrano nell'UE è in corso ed è stato notevolmente potenziato(). Le misure di salvaguardia sono pratiche standard negli accordi conclusi dall'Unione e proteggono gli agricoltori europei da qualsiasi importazione dannosa. Esse comprendono contingenti ben calibrati con volumi legati alle condizioni di mercato dell'UE e clausole di salvaguardia automatiche per determinati accordi che forniscono un ulteriore livello di protezione. Le norme rigorose in materia di sicurezza alimentare, in particolare per quanto riguarda l'uso di antimicrobici e ormoni, sono applicate scrupolosamente. Le disposizioni in materia di benessere degli animali sono in fase di revisione per garantire un migliore allineamento delle norme per i prodotti importati. Per il prossimo periodo finanziario, la proposta di istituire una rete di sicurezza dell'unità con un bilancio consistente doterà l'Unione di strumenti per proteggere meglio gli agricoltori in tempi di volatilità del mercato. Nel contempo la Commissione intavolerà un dialogo diplomatico agroalimentare dedicato, intensificherà le missioni ad alto livello e potenzierà le misure di promozione per aprire nuove opportunità di mercato per le esportazioni europee.
La semplificazione è una componente essenziale della competitività. Sono stati avviati importanti lavori, ma sono necessari ulteriori sforzi per consentire al settore agroalimentare di beneficiare di un quadro giuridico favorevole all'innovazione e alla competitività, nel rispetto delle norme in materia di salute e benessere degli animali e di sicurezza degli alimenti e dei mangimi. La discussione in corso sul pacchetto omnibus relativo alla sicurezza degli alimenti e dei mangimi apporterà la tanto necessaria semplificazione. È necessario rendere più agile la legislazione dell'UE in materia di igiene e utilizzare meglio le disposizioni in materia di flessibilità ivi contenute, consentendo adeguamenti alla struttura e alla configurazione dei macelli a bassa capacità, rispettando nel contempo le norme in materia di sicurezza alimentare e benessere degli animali e combinandole in modo efficiente con la praticità operativa. La proposta di modifica del quadro normativo sugli additivi per mangimi, contenuta nell'omnibus relativo agli alimenti e ai mangimi, creerà un contesto favorevole allo sviluppo e alla disponibilità di nuovi additivi innovativi per mangimi. Sono in corso anche i lavori sulle ulteriori esigenze di semplificazione, anche nell'ambito dei più ampi dialoghi in materia di attuazione e dei dialoghi sugli alimenti. Infine le norme sui sottoprodotti di origine animale richiedono adeguamenti per facilitare ulteriormente l'economia circolare, senza compromettere le norme in materia di salute animale e di sicurezza degli alimenti e dei mangimi.
3.3.Un settore zootecnico sostenibile
Investire nella sostenibilità significa investire nel futuro a lungo termine del settore Norme più rigorose in materia di benessere degli animali possono migliorare i risultati economici, ridurre il rischio di malattie e ampliare il sostegno, a condizione che i miglioramenti in termini di benessere si traducano in benefici misurabili per la salute e la produttività o in prezzi più alti, un effetto netto che varia a seconda del settore e delle condizioni di mercato. L'efficienza dell'uso dell'azoto nei sistemi alimentari e bioeconomici(), anche attraverso concimi efficaci, protegge l'acqua e i suoli, riducendo nel contempo i costi dei fattori di produzione. Le infrastrutture resilienti ai cambiamenti climatici possono resistere all'impatto di eventi meteorologici estremi e favorire la redditività a lungo termine degli investimenti.
Il successo dipende dalla capacità degli allevatori di investire. Per questo motivo, la transizione per affrontare le sfide in materia di sostenibilità deve essere equa ed equilibrata. La maggiore ambizione in materia di sostenibilità pone interrogativi su come saranno distribuiti i costi lungo la catena del valore. In alcuni casi, la transizione verso una maggiore sostenibilità può comportare costi di produzione più elevati per gli agricoltori, rese inferiori o densità di allevamento ridotte. Alcune pratiche agricole, come l'agricoltura biologica, consentono di mantenere un'elevata ambizione in materia di ambiente e benessere degli animali in modo redditizio per gli agricoltori. Per quanto riguarda gli altri sistemi, i costi, quando non possono essere interamente assorbiti dagli agricoltori o distribuiti lungo il resto della catena di approvvigionamento, si traducono in ultima analisi in un aumento dei prezzi dei prodotti alimentari, sostenuti dai consumatori, senza un aumento del reddito dei produttori e con un'eventuale riduzione della domanda. Ciò sottolinea la necessità di una transizione attentamente calibrata che produca vantaggi in termini di sostenibilità per gli agricoltori e la società, gestendo nel contempo i compromessi e mantenendo l'accettabilità sociale.
È opportuno che l'Unione e gli Stati membri consentano agli agricoltori di scegliere le misure a sostegno della transizione più adatte alle loro singole aziende e alle pratiche adottate e agevolino la decisione su come rendere più sostenibile la loro attività.
Gli accordi di sostenibilità della catena del valore in cui tutti gli attori, compresi i settori degli intermediari e del commercio al dettaglio, si assumono parte della responsabilità sono strumenti promettenti a sostegno di una transizione equa. Tal accordi consentono, ad esempio, al settore del commercio al dettaglio di premiare standard più elevati adottati dagli agricoltori. La Commissione, gli Stati membri e gli attori privati dovrebbero promuovere ulteriormente tale forma di cooperazione.
Qualsiasi visione a lungo termine per il settore zootecnico deve cominciare sfruttando la diversità del settore. Il ricco mosaico all'interno dell'UE non può essere sostenuto da un approccio unico valido per tutti. Richiede soluzioni su misura e basate sul territorio che rispecchino le realtà locali e poggino sui punti di forza regionali.
Sulla base dei progressi già compiuti, che confermano il settore zootecnico europeo come uno dei più produttivi ed efficienti dal punto di vista ambientale() al mondo, la concezione del nuovo periodo di programmazione rappresenta un'opportunità per trasformare questa diversità in interventi tangibili che diano una direzione a lungo termine.
Il benessere degli animali è al centro delle preoccupazioni dei cittadini quando si parla di allevamento. Come affermato dal Parlamento europeo, "l'aumento globale previsto del consumo di proteine animali rappresenta un'opportunità per l'UE di posizionarsi come leader mondiale nell'agricoltura rispettosa del clima e degli animali". È necessario attuare le norme esistenti e dare un seguito graduale all'iniziativa dei cittadini europei "End the Cage Age" (Basta animali in gabbia) per rispondere alle preoccupazioni dei cittadini, concentrandosi sui settori in cui la transizione verso un sistema di stabulazione libera è fattibile, basata su dati concreti e accompagnata da periodi di transizione sufficienti e un sostegno finanziario che consenta agli agricoltori di adattarsi. Data l'entità degli investimenti necessari, la transizione richiederà un sostegno che copra il prossimo periodo di finanziamento e vada oltre.
Standard elevati di benessere migliorano l'efficienza delle risorse, ad esempio riducendo i tassi di mortalità, prolungando la vita produttiva degli animali e migliorando la conversione dei mangimi. Mentre oggi nel settore delle galline ovaiole la pratica più diffusa prevede l'abbattimento dei pulcini maschi di un giorno, si può rispondere alle richieste etiche dei cittadini fermando questa pratica grazie alle tecnologie di sessaggio in ovo attualmente disponibili. Possono rafforzare la reputazione del settore delle uova dell'UE come produttore di prodotti di alta qualità in modo etico. Pur essendo disponibile e utilizzata in alcuni Stati membri, la tecnologia non è ancora pienamente accessibile a prezzi abbordabili per gli incubatoi di piccole e medie dimensioni in tutta l'UE. Sono quindi necessari ulteriori sforzi per ridurne i costi e aumentarne la diffusione. Entro la fine del 2026 la Commissione intende proporre una revisione mirata delle norme in materia di benessere degli animali per le galline ovaiole e i polli da carne, concentrandosi sull'eliminazione graduale delle gabbie, su indicatori pratici di benessere negli allevamenti, sulla fine dell'abbattimento sistematico dei pulcini maschi e su prescrizioni equivalenti in materia di importazione. Per valorizzare la transizione verso l'abbandono dall'abbattimento dei pulcini maschi di un giorno, la Commissione esaminerà la possibilità di aggiornare le norme sulla marchiatura delle uova per informare meglio i consumatori, anche nei paesi terzi, in merito ai miglioramenti apportati dagli allevatori. Entro il secondo trimestre del 2027 una proposta analoga riguarderà il benessere dei suini, compresa la transizione dai box ai sistemi di recinti.
Il dibattito sull'esportazione di animali vivi verso paesi terzi, in particolare per la macellazione immediata, è diventato fondamentale negli ultimi anni. I nuovi focolai e le malattie animali ricorrenti negli Stati membri dell'UE determinano frequenti ostacoli agli scambi (talvolta ingiustificati). Allo stesso tempo, le catastrofi naturali e le situazioni di sicurezza instabili nei paesi di destinazione minacciano la pianificabilità di tali pratiche sia su strada che via mare. Queste possono anche sollevare preoccupazioni sul benessere degli animali. La Commissione procederà pertanto a uno stretto scambio con i portatori di interessi, la società civile e i paesi terzi di destinazione e, a seconda dell'esito di tali scambi, valuterà ulteriori misure, comprese possibili alternative all'esportazione di animali da macello dall'UE verso i paesi terzi, mantenendo nel contempo le posizioni di mercato dei produttori europei di bestiame.
A questi standard elevati per i produttori dell'UE devono essere corrispondere requisiti analoghi per i prodotti importati, con adeguati strumenti di applicazione. I paesi terzi possono prevedere pratiche meno rigorose in materia di benessere degli animali, ma i cittadini dell'UE si aspettano che tutti i prodotti presenti sul mercato dell'UE rispettino standard elevati al riguardo. La modernizzazione delle norme dell'UE in materia di benessere degli animali e gli accordi commerciali dell'UE offrono un'opportunità essenziale per introdurre requisiti equivalenti in materia di benessere degli animali per i prodotti importati, in linea con le norme dell'OMC.
L'impegno costante per ridurre le emissioni prodotte dal bestiame rimane una priorità. Sebbene le emissioni enteriche di metano provenienti dal bestiame dell'UE rappresentino una piccola quota a livello mondiale, queste sono la principale fonte di emissioni agricole nell'UE(). Per contrastare tali emissioni è necessario un approccio basato sulla scienza e sui sistemi, che si fondi sulle buone pratiche esistenti e sia sostenuto dall'innovazione e dalla tecnologia. Le diverse produzioni animali presentano esternalità climatiche e potenzialità diverse per affrontarle, che devono essere prese anch'esse in considerazione.
Innanzitutto una politica efficace di riduzione delle emissioni di metano richiede misurazioni accurate. Alcune metodologie esistenti per stimare le emissioni del bestiame non rispecchiano pienamente l'effettiva variazione delle emissioni tra i diversi sistemi di produzione, razze e regimi di alimentazione. Gli approcci di livello 1 e livello 2 della metodologia IPCC potrebbero sottostimare il valore dei miglioramenti in azienda e della diversità genetica. Allo stesso tempo sono in corso discussioni per valutare la necessità di prendere in considerazione la natura biogenica delle emissioni di metano nell'ambito di un ciclo del carbonio a breve termine. Sono necessari approcci perfezionati per rispecchiare meglio le pratiche di gestione reali e garantire una valutazione più accurata ed equa delle prestazioni climatiche del bestiame. La Commissione lavorerà pertanto, a una metodologia armonizzata per le emissioni di gas a effetto serra prodotte dal bestiame a livello di azienda e promuoverà strumenti di monitoraggio che rispecchino meglio le misure attuate a livello di azienda e siano più adeguati alle esigenze del settore zootecnico dell'UE. Si baserà sul lavoro avviato da alcuni Stati membri() volto a sviluppare emissioni di livello 3 che consentano una contabilizzazione delle emissioni più accurata e differenziata. Questo lavoro sarà collegato all'ulteriore sviluppo dei metodi di produzione nell'ambito delle norme di commercializzazione e dell'approccio di eccellenza dell'UE (cfr. punto 3.5). I risultati dovrebbero inoltre contribuire a migliorare l'accuratezza degli inventari nazionali dei gas a effetto serra degli Stati membri. L'UE è inoltre pronta a scambiare con i partner globali informazioni sulle pratiche di misurazione e mitigazione, tenuto conto della sua leadership mondiale in materia di abbattimento delle emissioni di metano attraverso l'impegno globale sul metano e le iniziative correlate. In stretta collaborazione con i rappresentanti degli agricoltori e i portatori di interessi della catena del valore alimentare, la Commissione sta sviluppando una bussola volontaria per la sostenibilità in azienda destinata agli agricoltori. Tale quadro basato su dati scientifici consentirà una valutazione pratica e comparabile delle dimensioni fondamentali della sostenibilità in diversi sistemi agricoli. La bussola può essere utilizzata anche come strumento di gestione per orientare le decisioni, monitorare i progressi e comunicare le prestazioni in modo trasparente nel tempo, nonché per impegnarsi in regimi di premi o contratti che ricompensino le riduzioni delle emissioni verificate, il miglioramento del benessere degli animali e la fornitura di servizi ecosistemici. Consentirà di valutare le prestazioni sulla base dei risultati conseguiti sul campo, abbandonando gradualmente un approccio fondato sui requisiti. Sulla base di una metodologia pilota di certificazione, la Commissione sta inoltre valutando l'inclusione delle riduzioni delle emissioni prodotte dal bestiame nell'ambito di applicazione del regolamento sugli assorbimenti di carbonio e la carboniocoltura.
Occorre inoltre tenere conto del fatto che la produzione alimentare è intrinsecamente radicata in processi biologici naturali e, nonostante rispetti norme rigorose dell'UE, causa emissioni endogene inevitabili che comportano determinati compromessi che non possono essere completamente eliminati. Come spiegato nel piano per le proteine, la domanda è un importante motore della transizione ed è importante riconoscere che la riduzione della produzione dell'UE potrebbe portare a un aumento delle importazioni e delle emissioni in regioni al di fuori dell'UE.
Ulteriori progressi nella riduzione delle emissioni di gas a effetto serra devono basarsi su una combinazione di misure politiche e incentivi efficaci, sul potenziale dei miglioramenti genetici, sull'innovazione e sulla tecnologia, anche nelle strategie di alimentazione. Nel contesto della futura PAC la Commissione formulerà raccomandazioni agli Stati membri e fornirà loro un pacchetto di pratiche più efficaci. Gli Stati membri possono elaborare le proprie strategie sulla base delle situazioni specifiche, come indicato nella strategia dell'UE sul metano per il 2020, tenendo conto degli investimenti in efficienze che riducono le emissioni, comprese le razze che riducono il metano, l'alimentazione di precisione e la gestione avanzata del letame, come il biogas e il miglioramento delle tecnologie di trattamento, nonché le soluzioni che riducono le emissioni nei sistemi di allevamento al chiuso. Le soluzioni tecnologiche offrono inoltre un potenziale notevole di mitigazione che potrebbe ridurre di almeno il 16 % le emissioni di gas a effetto serra entro il 2040(). Una combinazione di misure e incentivi ambiziosi della PAC, unitamente alla tecnologia e all'innovazione, potrebbe portare pertanto a riduzioni molto consistenti delle emissioni e contribuire al traguardo climatico per il 2040.
Gli Stati membri hanno l'opportunità di includere gli investimenti nel biogas e nel biometano nei futuri piani di partenariato nazionale e regionale e/o a sostenerli attraverso altri programmi nazionali. Anche la disciplina per gli aiuti di Stato offre varie opzioni per tale sostegno. Gli impianti di biogas trasformano il letame e i residui agricoli in energia rinnovabile, digestato per la concimazione, e, in alcuni casi, il digestato disidratato in materiale da lettiera per il bestiame. L'energia prodotta può essere utilizzata in azienda o persino venduta sul mercato, in particolare ricorrendo al meccanismo dell'UE per il biometano. In questo modo si crea un reddito complementare, si rafforza la resilienza e la redditività delle aziende e si riduce nel contempo la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili e concimi sintetici.
La protezione delle risorse naturali dall'inquinamento e la garanzia di una buona salute del suolo sono caratteristiche essenziali di una strategia a lungo termine per il futuro dell'allevamento. Data la loro ampia diversità, alcune pratiche zootecniche hanno un impatto notevole sull'ambiente legato alle esternalità negative (come le perdite di nutrienti e le emissioni), in particolare nelle zone con densità elevate di bestiame, mentre altre pratiche, come il pascolo estensivo e l'agricoltura biologica, contribuiscono positivamente alla gestione e alla conservazione della natura. Le sfide ambientali devono essere affrontate pertanto in modo mirato e in partenariato con gli allevatori.
La futura PAC rappresenta un'opportunità per compiere progressi verso prestazioni ambientali più elevate.
Gli Stati membri dovrebbero promuovere la cooperazione lungo tutta la catena del valore e potrebbero fornire sostegno, in particolare nelle zone ad alta densità di bestiame, per migliorare la gestione del letame e dei nutrienti e ridurre la pressione sulle risorse naturali, anche avvalendosi dei nuovi interventi presentati dalla Commissione nella proposta relativa alla PAC. Gli Stati membri dispongono di strumenti per fornire un maggiore sostegno ai sistemi basati sui pascoli in base alle loro esigenze. Gli Stati membri sono inoltre incoraggiati ad ampliare l'uso delle colture di copertura, delle diverse rotazioni delle colture e di fonti di mangimi alternative, a concedere un sostegno per aumentare le capacità di stoccaggio del letame e a semplificare le procedure per gli investimenti nelle energie rinnovabili, nelle infrastrutture per il riciclaggio dei nutrienti e nell'agricoltura di precisione. Per conseguire tali obiettivi è importante continuare a sostenere l'agricoltura biologica.
la Commissione, assistita dal filone di lavoro sull'allevamento, promuoverà lo scambio di conoscenze e migliori pratiche al fine di creare una piattaforma per l'allevamento con un repertorio completo di soluzioni comprovate per il clima, l'ambiente e il benessere degli animali entro il 2027. Tale repertorio individuerà misure efficaci di mitigazione, presenterà approcci efficaci in azienda e fornirà orientamenti sugli strumenti della PAC e sui meccanismi di sostegno disponibili per facilitarne l'adozione.
Gli allevatori dell'UE rispettano già norme ambientali rigorose, stabilite in diversi atti legislativi, alcune delle quali hanno un impatto considerevole sulle loro attività. La Commissione sta valutando e sottoponendo a prove di stress alcune di queste norme nel contesto di un più ampio sforzo di semplificazione.
La valutazione della direttiva sui nitrati() sarà pubblicata a breve. Per dare seguito alla relazione, la Commissione continuerà a collaborare con gli Stati membri al fine di individuare le migliori pratiche e il potenziale di semplificazione in modo da migliorare la gestione dei nutrienti in azienda, il calendario agricolo, la tenuta dei registri e la concimazione per le piccole aziende. Mirerà a ottimizzare l'attuazione delle norme e a rispecchiare le pressioni tecnologiche e i cambiamenti climatici, riducendo nel contempo al minimo gli oneri superflui e garantendo che le misure siano proporzionate ed efficaci per conseguire gli standard di qualità delle acque dell'UE. La Commissione fornirà consulenza agli Stati membri in merito alle possibilità di semplificare l'attuazione della direttiva, ad esempio in merito ad alcune pratiche zootecniche sostenibili, e procederà inoltre a uno scambio di opinioni con il comitato "Nitrati" sulla relazione di valutazione.
La Commissione sta inoltre sottoponendo a prove di stress le norme delle direttive Uccelli e Habitat, che saranno inserite in una relazione prevista per la fine del 2026 e che consentiranno di orientare le decisioni future. La proposta sull'accelerazione delle procedure di rilascio delle autorizzazioni e la proposta di regolamento per sveltire le valutazioni ambientali (2025/0391 (COD)) danno già una risposta parziale ad alcune delle richieste di lunga data di accelerare e rendere più prevedibile il rilascio delle autorizzazioni. L'agevolazione mirata delle procedure di rilascio delle autorizzazioni è importante anche per accompagnare la revisione legislativa che elimina gradualmente le gabbie nei settori delle galline ovaiole e dei suini ed è giustificata dal fatto che il numero di animali detenuti rimarrebbe costante nelle stalle adattate. Il potenziale per un migliore allineamento tra gli obiettivi ambientali e la vitalità dell'agricoltura risiede anche nell'innovazione. Nel periodo 2016-2019 l'allevamento ha generato nell'UE ogni anno oltre 1,4 miliardi di tonnellate di letame. Sebbene sia associato all'inquinamento da azoto in alcune regioni, il letame può rappresentare, grazie all'innovazione, un'opportunità. La Commissione sta valutando la possibilità di ampliare l'atto legislativo RENURE per includervi alcuni tipi di digestati liquidi basati sul letame con adeguate misure di salvaguardia ambientali e presenterà una prima valutazione preliminare nel terzo trimestre del 2026. Analogamente, l'uso del digestato da rifiuti organici da utilizzare come concime in quanto tale o per la produzione di altri concimi a base biologica può limitare le esternalità negative del bestiame, consentire una migliore distribuzione dei biofertilizzanti ricchi di carbonio, ridurre la dipendenza dai concimi sintetici e rafforzare l'autonomia della produzione di alimenti e mangimi dell'UE, contribuendo nel contempo alla produzione interna di energia (biometano). La Commissione si adopererà per facilitare l'uso dei sottoprodotti di origine animale senza compromettere le norme in materia di salute degli animali e sicurezza degli alimenti e dei mangimi, e riesaminerà le potenziali strozzature normative.
Un elemento chiave è un migliore equilibrio spaziale e la possibilità di trasferire nutrienti dalle regioni eccedentarie a quelle deficitarie per ottimizzare l'uso e ridurre le pressioni ambientali locali. Su questa base, la Commissione, assistita dal filone di lavoro sull'allevamento, elaborerà una tabella di marcia specifica per sostenere l'attuazione pratica, rafforzare la logistica, ridurre la pressione, attuare il quadro normativo in modo più coerente e migliorare la coerenza normativa e consentire una circolazione più efficiente e sostenibile dei nutrienti in tutta l'UE.
3.4.Un settore zootecnico adeguato alla diversità territoriale europea
La diversità territoriale europea richiede sistemi di produzione animale diversificati e adattati alle caratteristiche uniche delle diverse regioni d'Europa.
L'allevamento svolge un ruolo cruciale nel sostenere le economie rurali e l'occupazione in molte regioni. Si tratta spesso dell'unica opportunità economica in alcune regioni. Il settore è particolarmente importante nelle zone svantaggiate, come le regioni montane, le zone settentrionali, i prati e gli altri territori intermedi e marginali in cui la produzione vegetale può essere difficile o meno redditizia. Gli animali da pascolo contribuiscono a preservare i paesaggi tradizionali, a prevenire la crescita eccessiva della vegetazione, a limitare il rischio di incendi boschivi e a conservare la biodiversità sostenendo habitat diversificati(). Consentono inoltre di mantenere la popolazione nelle zone rurali e di ridurre il rischio di abbandono dei terreni, che può portare al degrado ambientale e alla perdita di paesaggi tradizionali. Modelli imprenditoriali innovativi possono affrontare efficacemente le sfide attuali ripristinando la centralità dell'allevamento in questi territori.
In molte regioni d'Europa il declino dell'allevamento è strettamente legato all'abbandono dei terreni. Il JRC stima() che circa il 11 % dei terreni agricoli dell'UE potrebbe essere abbandonato entro il 2030 e quasi un quarto (1,38 milioni di ettari) di tutti i terreni abbandonati nell'UE sarà probabilmente nelle zone montane. Ciò ha anche implicazioni demografiche rilevanti. Tali sfide dovrebbero essere affrontate in modo coerente e integrato, anche attraverso le nostre future politiche demografiche. Le zone rurali hanno un potenziale straordinario per diventare una forza trainante della resilienza, della crescita sostenibile e della preparazione dell'Europa. La creazione di zone rurali economicamente attraenti e vivibili contribuirà a trattenere e attrarre le persone, contribuendo in tal modo alla vitalità a lungo termine di tali regioni.
L'opportunità di trasformare le vulnerabilità rurali in una risorsa tangibile a lungo termine è più grande che mai. L'UE sta avviando una pianificazione più coordinata e integrata per favorire la crescita economica sostenibile, utilizzando il partenariato nazionale e regionale come strumento di pianificazione integrata.
Per affrontare questa sfida, la Commissione collaborerà con gli Stati membri per elaborare un piano su come rispondere alle esigenze specifiche delle regioni e delle zone rurali a rischio di abbandono, tenendo conto della situazione specifica della regione frontaliera orientale confinante con la Russia, la Bielorussia e l'Ucraina. L'obiettivo è ridare alla produzione animale sostenibile il posto che le compete e che è auspicabile per i suoi benefici ambientali, sociali ed economici, garantendo nel contempo le prestazioni di regioni e comunità più competitive. Tale iniziativa potrebbe essere stimolata attirando tutti gli attori necessari per una catena del valore efficace radicata nelle comunità rurali, dagli agricoltori ai consumatori passando per i macelli, i trasformatori artigianali e i mercati locali.
Il futuro Osservatorio europeo dei terreni agricoli() contribuirà a tale processo, scambiando informazioni e migliori pratiche per far fronte all'abbandono dei terreni e portando avanti l'analisi dei cambiamenti di uso del suolo e della gestione sostenibile dei terreni.
La futura PAC mette a disposizione degli Stati membri molti strumenti per orientare il sostegno verso le zone di allevamento vulnerabili. Il reddito accoppiato mirato e il sostegno alle zone soggette a vincoli naturali dovrebbero concentrarsi sui settori e sulle zone in cui sono più necessari. Uno dei compiti principali consisterà nell'attrarre una nuova generazione di allevatori nelle zone in cui l'allevamento ha lasciato un divario sociale, attraverso gli aiuti all'avviamento d'imprese, l'innovazione sociale, la capacità imprenditoriale e gli investimenti, le politiche di accesso alla terra, il sostegno al reddito e gli incentivi. Tuttavia la sfida va al di là di ciò che la PAC può realizzare da sola. Lo sviluppo di catene del valore dell'allevamento integrate a livello locale richiede investimenti coordinati nelle infrastrutture, negli impianti di trasformazione, nella digitalizzazione e nelle strutture di mercato, che siano favorite da politiche sociali e del lavoro e, se del caso, da un sostegno pratico per aiutare gli agricoltori ad affrontare la pressione legata alla fauna selvatica.
Un esempio che potrebbe rigenerare l'economia locale e allo stesso tempo migliorare il benessere degli animali sono gli investimenti in macelli mobili e di capacità limitata in zone remote. La Commissione, assistita dal filone di lavoro sull'allevamento, dedicherà risorse specifiche all'elaborazione di una tabella di marcia sui macelli, esaminando le possibilità di promuovere la loro presenza, sia fissa che mobile, nelle zone rurali basandosi su progetti già finanziati() e tenendo conto degli aspetti relativi al benessere degli animali.
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Esempio: rete di trasformazione locale flessibile con macelli mobili e di capacità limitata (modello di resilienza della catena del valore rurale). Nelle regioni scarsamente popolate o montane, gli Stati membri sostengono un sistema di trasformazione ibrido che combina piccole strutture permanenti con macelli mobili.
·Si istituisce una cooperativa zootecnica regionale, che mette in comune le risorse degli allevatori per gestire la logistica e la programmazione.
·Lo Stato membro cofinanzia unità di macellazione mobili che si spostano tra le aziende o i punti di raccolta designati, mantenendo nel contempo le norme in materia di salute degli animali e sicurezza alimentare.
·Semplificazione e ottimizzazione normativa a livello nazionale e dell'UE, anche per quanto riguarda la registrazione e il riconoscimento.
·A ciò si aggiungono piccoli impianti di taglio e imballaggio e depositi frigoriferi situati nelle città rurali, modernizzati con il sostegno dell'UE.
·Questa architettura è integrata in un sistema di certificazione della qualità che rispecchia l'eccellenza dell'UE per rafforzare l'identità e il valore dei prodotti.
·Sono introdotti strumenti digitali (piattaforme di prenotazione, sistemi di tracciabilità) per ottimizzare i percorsi, garantire il rispetto del benessere degli animali e ridurre i tempi di attesa. Con l'aumento del numero di macellazioni a livello locale, migliora il benessere degli animali, in quanto diminuisce la necessità di trasportare animali vivi su lunghe distanze.
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Infrastrutture digitali moderne sono fondamentali per rendere attrattive le zone rurali e migliorare il contributo dell'allevamento ai mezzi di sussistenza rurali. Gli Stati membri dovrebbero accelerare gli investimenti nella connettività ad alta velocità a banda larga, 5G, satellitare e non collegata alla rete per consentire la diffusione di tecnologie di agricoltura intelligente, sistemi di gestione del bestiame a distanza e l'accesso ai servizi online.
Anche la resilienza sociale è di fondamentale importanza. Il benessere e la salute mentale degli allevatori dell'UE sono influenzati non solo dalle pressioni sui redditi ma anche dalle difficili condizioni di lavoro, dalle lunghe ore e dall'isolamento sociale, in particolare nelle zone rurali più remote. L'accesso ai servizi di sostituzione e di assistenza è pertanto importante, in quanto consente agli allevatori di usufruire di congedi in caso di malattia o responsabilità familiari e di ridurre lo stress e i casi di burnout. Occorre inoltre affrontare in modo adeguato le esigenze e le differenze specifiche di genere. Lo sviluppo delle competenze è un altro fattore sociale fondamentale, con una maggiore formazione degli allevatori in materia di benessere degli animali, pratiche ambientali, strumenti digitali e gestione aziendale per rimanere resilienti e adattarsi all'evoluzione delle politiche e delle richieste del mercato. A tale riguardo, i servizi di consulenza e le politiche di sviluppo rurale svolgono un ruolo fondamentale.
Le risorse regionali in materia di mangimi rafforzano la resilienza, la sostenibilità e l'autonomia strategica, riducendo nel contempo le dipendenze dalle importazioni. Integrando prati, coprodotti e colture proteiche coltivate nell'UE, tali sistemi riducono le emissioni, sostengono le economie rurali e sono in linea con gli obiettivi della bioeconomia circolare. Si tratta di fattori chiave del piano della Commissione per la resilienza, l'autonomia strategica e la sostenibilità del sistema dell'UE per le proteine.
3.5.Eccellenza nella produzione animale
La qualità è una delle risorse strategiche dell'Europa. In un contesto di crescenti aspettative sociali, concorrenza globale e fragilità territoriali, l'Unione europea deve mantenere e sviluppare la propria ambizione di eccellenza nella produzione animale.
Il futuro del settore zootecnico dell'UE dipenderà non solo dalla capacità di rimanere competitivo e resiliente, ma anche dalla capacità di rendere visibile, credibile ed economicamente redditizio ciò che contraddistingue il modello di produzione europeo. Questo approccio si rispecchia un modello di allevamento che non si basa sul costo più basso, ma sulla creazione di valore attraverso le buone pratiche, la qualità, la sostenibilità, l'etica e la responsabilità.
L'eccellenza deve essere intesa in senso ampio, non limitata ai prodotti di nicchia o di fascia alta. Dovrebbe caratterizzare gradualmente tutte le catene del valore e tutti i modelli di produzione dell'allevamento. Ogni azienda zootecnica dovrebbe avere la possibilità di essere pienamente efficiente, di migliorare costantemente e di vedere tali sforzi riconosciuti e premiati dal mercato e dalle politiche pubbliche.
La Commissione intende sviluppare un percorso ambizioso per l'eccellenza nella produzione animale attraverso il filone di lavoro sull'allevamento. Questo percorso dovrebbe consentire all'Unione di definire più chiaramente ciò che distingue la produzione animale europea, sia nel mercato interno che nella concorrenza globale.
La prima priorità è migliorare il riconoscimento e la valorizzazione dell'eccellenza nel mercato. Gli agricoltori possono mantenere norme ambiziose solo se queste sono premiate dal punto di vista economico. È essenziale una maggiore trasparenza lungo tutta la filiera alimentare, anche attraverso informazioni ed etichettature più chiare. La Commissione aiuterà i consumatori a compiere scelte informate e a riconoscere il valore dei prodotti animali dell'UE.
Un elemento chiave è l'identificazione più chiara dell'origine nell'UE. La Commissione intende rafforzare gradualmente il ruolo dell'origine nell'UE nella commercializzazione del bestiame attraverso norme dedicate, valutando un ampliamento della base giuridica nell'ambito dell'organizzazione comune dei mercati. Si baserà innanzitutto sulle norme in materia di carni di pollame per migliorare la comunicazione sull'origine e trarre insegnamenti per altri settori.
La Commissione si adopererà per valorizzare gli standard più elevati e le caratteristiche specifiche della produzione animale dell'UE attraverso menzioni riservate facoltative nell'ambito dell'organizzazione comune dei mercati. Ciò consentirebbe l'uso, su base volontaria, di una menzione di "eccellenza europea" chiaramente identificabile, sostenuta da norme specifiche, che consenta una comunicazione credibile e armonizzata di caratteristiche definite. La Commissione valuterà criteri come la produzione a basse emissioni di carbonio, le pratiche rispettose dell'ambiente, l'uso di mangimi, l'allevamento e la macellazione locali, e norme rigorose in materia di benessere degli animali. Le menzioni riservate facoltative potrebbero essere utilizzate per dimostrare il rispetto dei requisiti di sostenibilità richiesti dai fondi nazionali o europei per l'accesso agli investimenti, consentendo agli allevatori di accedere a possibilità di finanziamento senza dover presentare ripetutamente gli stessi elementi di prova (principio "una tantum").
La Commissione valuterà inoltre in che modo gli strumenti esistenti possano valorizzare meglio la qualità nella produzione animale, compresa la qualità della carne. L'attuale quadro dell'Unione di classificazione delle carcasse si basa principalmente su criteri quantitativi. Pur garantendo un linguaggio comune nel mercato e la trasparenza dei prezzi, esso non rispecchia l'intera gamma di attributi di qualità di interesse per i consumatori e la valorizzazione del mercato. La Commissione valuterà se, su base volontaria, detto quadro possa essere ulteriormente sviluppato per includere determinate caratteristiche qualitative, come attributi organolettici o relativi al metodo di produzione, e se queste possano essere sostenute da menzioni riservate facoltative per migliorare la differenziazione, la creazione di valore e il riconoscimento della qualità.
Come seconda priorità, la Commissione darà maggiore visibilità ai sistemi zootecnici integrati a livello territoriale. Si avvarrà della politica di promozione dell'UE per evidenziare la qualità, la sostenibilità, gli elevati standard di benessere, in particolare i sistemi di allevamento senza gabbie e la produzione di uova senza abbattimento dei pulcini maschi, e il radicamento territoriale dei prodotti animali dell'UE sui mercati sia interni che esterni. Un maggiore sostegno sarà destinato ai sistemi strettamente legati alle zone rurali, migliorando la comunicazione del valore aggiunto e rafforzando il posizionamento privilegiato, ove giustificato.
Al fine di massimizzare i rendimenti del mercato, i portatori di interessi e gli Stati membri sono incoraggiati a cooperare, in particolare per quanto riguarda i marchi territoriali del prodotto che collegano i prodotti animali all'identità storica e alle caratteristiche naturali delle regioni o di razze specifiche, alle iniziative di agriturismo e diversificazione, e alla gestione collettiva del paesaggio per proteggere la biodiversità e gestire i paesaggi all'interno di ecosistemi basati sul bestiame.
Per sostenere tali sforzi su scala più ampia, la politica di promozione agricola dell'UE potrebbe dedicare uno spazio promozionale specializzato incentrato sui sistemi zootecnici integrati a livello territoriale, accelerandone la penetrazione sul mercato.
La terza priorità si basa sull'attuale politica di qualità dell'UE, in particolare sulle indicazioni geografiche (IG) e sulla produzione biologica. La Commissione continuerà a sostenerne l'uso, la promozione e la protezione quali strumenti fondamentali. Per rafforzare tali quadri, la Commissione riesaminerà i piani d'azione per l'agricoltura biologica e le indicazioni geografiche.
4.Conclusioni
In un'economia globale sempre più tesa, la risposta dell'Unione mira a far sì che gli obiettivi di resilienza, competitività, sostenibilità, territorialità ed eccellenza si rafforzino reciprocamente, in quanto elementi del modello europeo di allevamento.
La strategia dell'UE in materia di allevamento presenta una visione coesa per il futuro del settore zootecnico. La Commissione promuove una narrazione positiva ed equilibrata sul bestiame, riconoscendo sia le sfide (compresa l'impronta ambientale e climatica) che i contributi del settore all'approvvigionamento alimentare, all'occupazione, alla coesione territoriale, alla biodiversità e al valore culturale.
La resilienza sarà rafforzata attraverso sforzi coordinati volti a combattere i cambiamenti climatici, potenziare la biosicurezza, rispondere ai problemi sociali e migliorare la solidità del mercato e della catena di approvvigionamento.
La competitività sarà rafforzata facendo fronte al deficit di finanziamento e al declino dell'allevamento in alcune regioni, promuovendo l'innovazione, la digitalizzazione e l'acquisizione di competenze, e garantendo l'equità negli scambi commerciali.
La sostenibilità sarà conseguita riducendo l'impronta ambientale, sostenendo la biodiversità e promuovendo sistemi agricoli circolari e orientati al benessere degli animali che sostengano la vitalità rurale.
La territorialità riconosce la diversità dei paesaggi e delle condizioni locali in Europa, responsabilizzando le nuove generazioni di agricoltori e rafforzando le economie regionali.
Congiuntamente, questi sforzi coordinati della Commissione, degli Stati membri e dei portatori di interessi creeranno un solido quadro di eccellenza che aiuterà il settore zootecnico a prosperare in un contesto di concorrenza globale.
La Commissione, assistita dal filone di lavoro sull'allevamento, monitorerà e riferirà in merito ai progressi compiuti. Impegnandosi attivamente in queste iniziative strategiche, il settore può guardare a un futuro sostenibile, equo e prospero.
COMMISSIONE EUROPEA
Strasburgo, 7.7.2026
COM(2026) 576 final
ALLEGATO
della
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI
Strategia dell'UE per l'allevamento
{SWD(2026) 576 final}
ALLEGATO: azioni chiave della Commissione
Per una strategia efficace per l'allevamento, la Commissione realizzerà le azioni chiave seguenti. Il filone di lavoro sull'allevamento accompagnerà l'attuazione della strategia, continuando a fungere da forum per lo scambio di idee e migliori pratiche.
Per attuare pienamente la strategia, gli Stati membri dovranno adottare misure per mettere a disposizione gli strumenti pertinenti e i portatori di interessi dovranno cogliere le opportunità offerte. È necessario che gli Stati membri e i portatori di interessi continuino a investire per rendere il settore zootecnico resiliente, competitivo, sostenibile, adeguato al territorio e orientato all'eccellenza.
Azioni per un settore zootecnico resiliente che resiste alla crisi
1.Collaborare con gli istituti finanziari, compresa la Banca europea per gli investimenti, per valutare la possibilità di sviluppare un regime finanziario specifico per la gestione dei rischi nell'ambito del quadro finanziario pluriennale per il periodo successivo al 2027, che copra le esigenze di assicurazione e riassicurazione connesse al clima ed estenda il sostegno ai rischi legati alle malattie animali.
2.Includere gli aspetti e le esigenze pertinenti in materia di gestione dei rischi nelle raccomandazioni della PAC agli Stati membri per i rispettivi piani di partenariato nazionale e regionale.
3.Garantire un adeguato finanziamento per la prevenzione, la sorveglianza, il controllo e l'eradicazione delle malattie animali e delle zoonosi, in particolare per le misure di emergenza in caso di gravi focolai.
4.Elaborare un manuale con orientamenti pratici per gli Stati membri sulla gestione dei rischi, attingendo alle competenze dell'UE e internazionali. Promuovere, attraverso una piattaforma per l'allevamento, lo scambio di buone pratiche per facilitare il dialogo e la diffusione degli insegnamenti tratti in tutti gli Stati membri.
5.Valutare se l'attuale sistema di categorizzazione delle malattie animali continua a essere adeguato allo scopo e se i criteri di categorizzazione delle malattie rispondono adeguatamente a sfide specifiche. Proporre aggiornamenti della normativa in linea con i più recenti sviluppi scientifici e le norme internazionali stabilite dall'Organizzazione mondiale per la salute animale (World Organisation for Animal Health, WOAH) e adottare norme di attuazione per specificare i ruoli e le responsabilità.
6.Sostenere un uso più ampio della vaccinazione preventiva basato su dati scientifici e valutare se le norme e i principi vigenti in materia di vaccinazione siano ancora adeguati. Elaborare orientamenti sull'applicazione della vaccinazione unitamente alla regionalizzazione e alla compartimentazione, continuando nel contempo a sostenere il riconoscimento dell'approccio di regionalizzazione dell'UE con i partner commerciali.
7.Esplorare modalità per migliorare e finanziare i sistemi di allarme rapido, gli strumenti digitali di individuazione e i canali di informazione per gli allevatori.
8.Sostenere la ricerca, l'innovazione e lo scambio di conoscenze per accelerare la diffusione di soluzioni agricole resilienti. Soddisfare le esigenze legate al bestiame nella comunicazione relativa al nuovo approccio strategico alla ricerca e all'innovazione Agri2040 e Food 2040.
Azioni per un settore zootecnico competitivo a livello dell'UE e mondiale
9.Prendere in considerazione un eventuale strumento finanziario specifico per il settore zootecnico, al fine di colmare la carenza di finanziamenti per gli investimenti nella transizione verso livelli più elevati di sostenibilità e benessere degli animali.
10.Esaminare, insieme alla Banca europea per gli investimenti, l'accesso preferenziale ai prestiti per gli allevatori impegnati nella transizione verso sistemi senza gabbie.
11.Continuare ad agevolare le procedure di rilascio delle autorizzazioni a livello nazionale e dell'UE, anche per consentire l'eliminazione graduale delle gabbie.
12.Sostenere e agevolare la circolarità, la bioeconomia e la valorizzazione della biomassa. Valutare come integrare la trasparenza sulla remunerazione degli allevatori per le attività della bioeconomia e la valorizzazione dei sottoprodotti nei lavori dell'Osservatorio della filiera agroalimentare dell'UE.
13.Proseguire l'allineamento delle norme per i prodotti importati ai fini del benessere degli animali e garantire l'applicazione rigorosa delle norme dell'UE in materia di sicurezza alimentare. Intavolare un dialogo diplomatico agroalimentare dedicato, intensificare le missioni ad alto livello e potenziare le misure di promozione per aprire nuove opportunità di mercato per le esportazioni europee.
14.Perseguire un'ulteriore semplificazione della normativa agroalimentare e utilizzare meglio le disposizioni esistenti in materia di flessibilità, anche per quanto riguarda la legislazione sui sottoprodotti di origine animale e il quadro dell'UE in materia di igiene. Tenere un dialogo sull'attuazione del quadro giuridico in materia di mangimi nel quarto trimestre del 2026.
Azioni per un settore zootecnico sostenibile
15.Promuovere la cooperazione in materia di sostenibilità della catena del valore lungo tutta la filiera alimentare per favorire la sostenibilità e gli obiettivi socioeconomici.
16.Entro la fine del 2026 proporre una revisione mirata delle norme in materia di benessere degli animali per le galline ovaiole e i polli da carne, concentrandosi sull'eliminazione graduale delle gabbie, su indicatori pratici di benessere negli allevamenti, sulla fine dell'abbattimento sistematico dei pulcini maschi e introducendo prescrizioni equivalenti in materia di importazione conformi all'OMC.
17.Proporre, entro il secondo trimestre del 2027, una revisione mirata delle norme in materia di benessere degli animali per i suini, compresa la transizione dai box ai sistemi di recinti e l'introduzione di prescrizioni equivalenti in materia di importazione conformi alle norme dell'OMC.
18.Procedere a uno stretto scambio con i portatori di interessi, la società civile e i paesi terzi di destinazione e, a seconda dell'esito di tali scambi, valutare ulteriori misure, comprese possibili alternative all'esportazione di animali da macello dall'UE verso i paesi terzi, mantenendo nel contempo le posizioni di mercato dei produttori europei di bestiame.
19.Elaborare una metodologia armonizzata per le emissioni di gas a effetto serra prodotte dal bestiame a livello di azienda e promuovere strumenti di monitoraggio che rispecchino meglio le misure attuate a livello di azienda e siano più adeguati alle esigenze del settore zootecnico dell'UE. In aggiunta, scambiare informazioni sulle pratiche di misurazione e mitigazione con i partner globali attraverso l'impegno globale sul metano e le iniziative correlate. Valutare l'inclusione delle riduzioni delle emissioni prodotte dal bestiame nel regolamento sull'assorbimento di carbonio e la carboniocoltura.
20.Nel formulare le future raccomandazioni della PAC, chiedere agli Stati membri di sostenere la riduzione della pressione ambientale, anche dovuta ai nutrienti, nelle zone con densità elevate di bestiame.
21.Creare una piattaforma per l'allevamento con un repertorio completo di soluzioni comprovate per il clima, l'ambiente e il benessere degli animali entro il 2027.
22.Nel settembre 2026 avviare un processo per individuare le migliori pratiche e il potenziale di semplificazione nell'attuazione della direttiva Nitrati, in particolare per quanto riguarda le pratiche basate sul calendario agricolo, alcune pratiche zootecniche sostenibili e la gestione dei nutrienti in azienda, adattate alle circostanze locali. Nel contesto della futura PAC, gli Stati membri sono invitati a utilizzare gli strumenti disponibili per aiutare gli allevatori a ridurre la pressione dei nutrienti sull'ambiente nelle zone con densità elevate di bestiame.
23.Pubblicare, entro la fine del 2026, una relazione relativa alle prove di stress delle norme contenute nella direttiva Uccelli e nella direttiva Habitat.
24.Presentare, entro il terzo trimestre del 2026, una prima valutazione dell'azione volta ad ampliare l'atto legislativo RENURE per includervi alcuni tipi di digestati liquidi basati sul letame con adeguate misure di salvaguardia ambientali.
25.Elaborare una tabella di marcia specifica per consentire una circolazione più efficiente e sostenibile dei nutrienti in tutta l'UE.
Azioni per un settore zootecnico adeguato alla diversità territoriale europea
26.Elaborare un piano su come rispondere alle esigenze specifiche delle regioni a rischio di abbandono, con l'obiettivo di ripristinare la produzione animale sostenibile, in collaborazione con l'Osservatorio dei terreni agricoli.
27.Elaborare una tabella di marcia sui macelli, esaminando le possibilità di promuovere la loro presenza nelle zone rurali.
Azioni volte a promuovere l'eccellenza nella produzione animale
28.Rafforzare il ruolo delle informazioni sull'origine nell'UE nelle norme di commercializzazione del bestiame e nell'etichettatura.
29.Sviluppare un sistema di eccellenza europea per valorizzare gli standard più elevati e le caratteristiche specifiche della produzione animale dell'UE attraverso menzioni riservate facoltative nell'ambito dell'organizzazione comune dei mercati, compresi i criteri per il riconoscimento di sistemi di produzione animale a basse emissioni di carbonio, rispettosi dell'ambiente, locali e rigorosi in materia di benessere degli animali.
30.Esplorare modalità per riconoscere e comunicare meglio gli attributi di qualità del bestiame al di là degli attuali criteri di classificazione delle carcasse.
31.Dedicare uno spazio specializzato nell'ambito della politica di promozione dell'UE per evidenziare la qualità, la sostenibilità, gli elevati standard di benessere e il radicamento territoriale dei prodotti animali dell'UE sia sui mercati interni che su quelli esterni.
32.Continuare a sostenere l'uso, la promozione e la protezione delle indicazioni geografiche e della produzione biologica. Riesaminare i piani d'azione dell'UE per l'agricoltura biologica e per le indicazioni geografiche.