Bruxelles, 17.9.2026

COM(2026) 472 final

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO

sulle sovvenzioni all'energia nell'UE


Introduzione

Le sovvenzioni all'energia rappresentano un onere e un costo per i bilanci pubblici. È quindi fondamentale che siano ben concepite, ben spese e coerenti con gli obiettivi strategici dell'UE, al fine di giungere entro il 2050 a un'economia neutra in termini di emissioni di carbonio che sia anche equa e competitiva e a un approvvigionamento energetico sicuro e pulito.

Questa è la settima relazione annuale sulle sovvenzioni all'energia e sui progressi compiuti nell'eliminazione graduale di quelle ai combustibili fossili 1 , relativa all'anno 2024. Essa conferma una significativa riduzione delle sovvenzioni temporanee destinate a contrastare l'aumento dei prezzi dell'energia derivante dalla crisi energetica del 2022, una ripresa delle sovvenzioni alle energie rinnovabili, un maggiore sostegno all'efficienza energetica e alle infrastrutture e un calo complessivo delle sovvenzioni ai combustibili fossili rispetto al 2023 2 . Tuttavia la spesa degli Stati membri per le sovvenzioni all'energia, anche ai combustibili fossili, rimane elevata rispetto a prima della crisi del 2022.

I dati contenuti nella presente relazione non tengono conto degli sviluppi del 2025 e del 2026, comprese le reazioni degli Stati membri al conflitto in Medio Oriente.

Constatazioni principali

Nel 2024 il totale delle sovvenzioni all'energia nell'UE ha raggiunto un valore di 340 miliardi di EUR, in leggera flessione (-5 %) rispetto al 2023 (360 miliardi di EUR) e in netto calo (‑25 %) rispetto al 2022, al culmine della crisi (457 miliardi di EUR). Tuttavia questo valore resta notevolmente al di sopra della media storica (190 miliardi di EUR nel periodo 2015‑2019).

È rimasta elevata la quota delle sovvenzioni energetiche non mirate, che vanno a beneficio dell'uso di qualsiasi vettore energetico da parte di tutti gli utilizzatori finali, in modo trasversale a tutti i settori, e che si sono attestate quasi alla metà del totale delle sovvenzioni all'energia (48 %) e a più del doppio della media storica (21 % nel periodo 2015-2019).

Nel 2024 le misure temporanee volte a far fronte ai prezzi elevati dell'energia hanno registrato una riduzione del 38 % in termini di valore rispetto al 2023, diminuendo fino a 98 miliardi di EUR, e sono scese a meno della metà (-55 %) rispetto al 2022 (219 miliardi di EUR), dato che gli Stati membri hanno posto fine a molte di queste misure in seguito al calo dei prezzi dell'energia dopo i picchi storici del 2022 e del 2023. Ciò non è stato tuttavia sufficiente a raggiungere l'obiettivo fissato dal Consiglio di eliminare del tutto le sovvenzioni di contrasto alla crisi energetica entro il 2024 3 .

Il valore delle sovvenzioni alle energie rinnovabili, in ripresa, è tornato a 76 miliardi di EUR nel 2024, con un aumento del 39 % rispetto al 2023 (55 miliardi di EUR), pur restando di circa il 12 % al di sotto della media del periodo 2015-2021 (87 miliardi di EUR).

Nel 2024 le sovvenzioni ai combustibili fossili sono state pari a 97 miliardi di EUR, ben al di sopra della media di 60 miliardi di EUR nel periodo 2015-2019 4 . Tuttavia nel 2024, per via dell'eliminazione di molte misure temporanee di contrasto alla crisi, le sovvenzioni ai combustibili fossili sono diminuite del 20 % rispetto al 2023 (121 miliardi di EUR) e del 42 % rispetto al picco raggiunto nel 2022 (168 miliardi di EUR).

La finalità delle sovvenzioni all'energia è rimasta sostenere in primo luogo il consumo di energia (70 % del totale delle sovvenzioni all'energia, pari a 238 miliardi di EUR nel 2024) e in secondo luogo la produzione di energia (24 %, pari a 82 miliardi di EUR).

Nel 2024, le sovvenzioni dannose per l'ambiente sono diminuite del 26 %, attestandosi a 110 miliardi di EUR (32 % del totale), mentre le sovvenzioni all'energia non dannose per l'ambiente sono aumentate del 10 %, raggiungendo i 230 miliardi di EUR (68 %). Le sovvenzioni ai combustibili fossili hanno rappresentato la quota più consistente delle sovvenzioni dannose per l'ambiente (89 miliardi di EUR, pari all'81 %) 5 .

Secondo i piani nazionali per l'eliminazione graduale delle sovvenzioni ai combustibili fossili comunicati dagli Stati membri nel 2023 e nel 2024 6 , per meno della metà di tutte le sovvenzioni ai combustibili fossili (39 %, ovverosia 38 miliardi di EUR) la data di fine era prevista prima del 2025 e per un ulteriore 8 % (8 miliardi di EUR) tra il 2026 e il 2030, mentre il restante 52 % (50 miliardi di EUR) non aveva data di fine o ne aveva una fissata dopo il 2030.

Tendenze delle sovvenzioni all'energia nell'UE

Nel 2024 il valore totale delle sovvenzioni all'energia nell'UE a 27 è diminuito del 5 %, attestandosi a 340 miliardi di EUR contro i 358 miliardi di EUR del 2023. Si tratta del secondo anno consecutivo in cui si è registrata una traiettoria discendente, che ha portato il dato a -25 % rispetto al picco storico di 457 miliardi di EUR raggiunto nel 2022 7 . Questa tendenza è dovuta alla decisione di diversi Stati membri di sospendere le misure temporanee volte a proteggere le famiglie e le attività economiche dall'aumento dei prezzi dell'energia (figura 1). Il valore totale delle sovvenzioni all'energia è tuttavia rimasto ben al di sopra della media storica (190 miliardi di EUR, 2015-2019).

Figura 1: totale delle sovvenzioni all'energia nell'UE a 27 per fonte di energia

Fonte: Enerdata, Trinomics, 2025. NB: le stime del 2024 sono rappresentate con un tratteggio.

Nel 2024 le sovvenzioni ai combustibili fossili (96 miliardi di EUR) sono diminuite del 20 % rispetto al 2023 (120 miliardi di EUR) e del 42 % rispetto al livello record del 2022 (168 miliardi di EUR). Sono tuttavia rimaste del 62 % al di sopra della media storica quinquennale (59 miliardi di EUR nel periodo 2015-2019).

Il 2024 ha visto la ripresa delle sovvenzioni alle energie rinnovabili, tornate a 76 miliardi di EUR (+39 %). L'attuazione dei programmi dell'UE, in particolare il dispositivo per la ripresa e la resilienza, che comprende 27 capitoli dedicati al piano REPowerEU, ha incentivato gli Stati membri ad accelerare la diffusione delle rinnovabili. Il livello delle sovvenzioni alle energie rinnovabili è rimasto tuttavia ancora inferiore del 12 % rispetto alla media storica (86 miliardi di EUR nel periodo 2015-2019). Le sovvenzioni per alcuni vettori di energia rinnovabile sono aumentate notevolmente, mentre quelle destinate a tutti i vettori fossili sono diminuite in modo sostanziale. Le sovvenzioni all'idrogeno sono triplicate rispetto al 2023 e quadruplicate rispetto al 2022, mentre il valore delle sovvenzioni alla bioenergia è quasi raddoppiato rispetto al 2023.

Le sovvenzioni al carbone hanno registrato il calo più consistente (-37 %), seguite da quelle al gas naturale (-23 %) e al petrolio (-10 %).

Le sovvenzioni energetiche non mirate ("tutti i tipi di energia"), che danno un sostegno finanziario a tutte le fonti energetiche o comunque a più fonti, hanno rappresentato nel 2024 quasi la metà di tutte le sovvenzioni all'energia (48 %) (figura 2). Nonostante una modesta flessione rispetto all'anno precedente (-2 punti percentuali rispetto al 50 % del 2023), la quota delle sovvenzioni non mirate è rimasta comunque superiore al doppio della media storica (21 %), a testimonianza del valore ancora elevato delle sovvenzioni temporanee concesse dagli Stati membri per attenuare l'impatto della crisi del 2022 sulla maggior parte delle fonti energetiche, delle categorie di consumatori e dei settori.

Figura 2: principali fonti di energia in percentuale del totale delle sovvenzioni all'energia
nell'UE a 27

Fonte: Enerdata, Trinomics, 2025. NB: le stime del 2024 sono rappresentate con un tratteggio.

Le sovvenzioni finalizzate nello specifico a sostenere i combustibili fossili hanno rappresentato il 28 % del totale in 2024, in calo rispetto al 34 % nel 2023 e al 37 % nel 2022 e al di sotto della media storica del 31 % (figura 3). Sempre nel 2024 alle fonti rinnovabili di energia è stato destinato il 22 % delle sovvenzioni all'energia (in aumento rispetto al 15 % nel 2023 e al 17 % nel 2023) dal momento che la flessione dei prezzi di mercato ha acuito il bisogno di sostegno finanziario per mezzo di strumenti dinamici basati sul mercato.

In termini di strumenti di sovvenzione, le misure di sostegno ai prezzi e al reddito sono rimaste le più diffuse, con una quota pari al 41,5 % del totale (figura 3), seguite dai trasferimenti diretti (26,9 %) e dalle misure fiscali (26 %) 8 .

Figura 3: distribuzione delle sovvenzioni per categoria (2024)

Fonte: Enerdata, Trinomics, 2025.

Sovvenzioni per vettore energetico

Nel 2024 l'energia elettrica si è confermata il vettore energetico più sovvenzionato, con 166 miliardi di EUR (quasi il 45 % del totale). Nel 2024 il sostegno a favore di "tutti i tipi di energia" e le sovvenzioni al gas sono scesi rispettivamente a 59 miliardi di EUR 9 e 42 miliardi di EUR (17 % e 12 % delle sovvenzioni totali). Il sostegno al petrolio è rimasto stabile rispetto al 2023 (27 miliardi di EUR, pari all'8 %), mentre il sostegno all'energia termica, quasi raddoppiato nel 2023, è leggermente diminuito nel 2024, attestandosi a 21 miliardi di EUR (7 %). Il sostegno all'idrogeno è cresciuto notevolmente dal 2022, beneficiando nel 2024 di un record di 13,5 miliardi di EUR (3 %).

Figura 4: sovvenzioni all'energia per vettore energetico principale nell'UE a 27 nel 2015-2024 (miliardi di EUR2024)

Fonte: Enerdata, 2025. Le stime del 2024 sono rappresentate con un tratteggio.

È proseguita la tendenza al ribasso delle sovvenzioni ai combustibili fossili (figura 5), che sono comunque rimaste al di sopra della media storica pre-crisi (60 miliardi di EUR) 10 del 64 %.

Figura 5: sovvenzioni ai combustibili fossili per vettore energetico (miliardi di EUR2024)

Fonte: Enerdata, Trinomics, 2024.
*"Altro" include le sovvenzioni destinate a tutti i combustibili fossili e al calore generato da fonti fossili. Le cifre nel grafico comprendono le agevolazioni fiscali che non possono essere oggetto di un confronto diretto tra i paesi.

Nel 2024 le sovvenzioni ai combustibili fossili al netto delle "agevolazioni fiscali" (43 miliardi di EUR), della "titolarità statale" e del "conferimento di capitale" (10 miliardi di EUR) hanno rappresentato il 45 % del totale, ossia 44 miliardi di EUR.

Figura 6: Sovvenzioni ai combustibili fossili per fonte di energia, escluse le agevolazioni fiscali, la titolarità statale e il conferimento di capitale (miliardi di EUR2024)

Fonte: Enerdata, Trinomics, 2025.
*"Altro" include le sovvenzioni destinate a tutti i combustibili fossili e al calore generato da fonti fossili. Le cifre nel grafico comprendono le agevolazioni fiscali che non possono essere oggetto di un confronto diretto tra i paesi.

Le sovvenzioni ai combustibili fossili tese a contrastare la povertà energetica sono scese a 1,3 miliardi di EUR nel 2024, pur rimanendo al di sopra della media storica 11 di circa 980 milioni di EUR l'anno.

Le sovvenzioni ai combustibili fossili volte a rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento, che nel 2023 erano diminuite a 15 miliardi di EUR, hanno subito un ulteriore calo nel 2024, attestandosi a 11 miliardi di EUR. Ciononostante sono rimaste ben al di sopra dei livelli pre-crisi 12 di circa 1 miliardo di EUR.

Nel 2024 le sovvenzioni alle fonti rinnovabili di energia sono risalite a 76 miliardi di EUR, con un aumento del 39 % rispetto al 2023, anno in cui avevano toccato il livello più basso dal 2015 (55 miliardi di EUR). Tuttavia sono risultate ancora inferiori del 12 % rispetto alla media storica del periodo 2015-2019, pari a circa 86 miliardi di EUR l'anno.

Figura 4: sovvenzioni alle rinnovabili per tecnologia (miliardi di EUR2024)

Fonte: Enerdata, 2025. NB: le stime del 2024 sono contraddistinte da un colore più chiaro.

Nel 2024 l'energia solare ha ricevuto di gran lunga la parte più consistente delle sovvenzioni (39 %, pari a circa 30 miliardi di EUR), seguita dalla bioenergia (20 %, ossia circa 15 miliardi di EUR) e dall'energia eolica (12 %, circa 9 miliardi di EUR) (figura 8). Nel 2024 sono aumentate le sovvenzioni destinate a tutte le principali fonti rinnovabili di energia: del 75 % per l'energia eolica, del 19 % per quella solare e del 51 % per tutte le altre fonti (bioenergia, energia idroelettrica, altre/più fonti rinnovabili). Rispetto alla media storica quinquennale (2015-2019), le sovvenzioni per tutte le fonti rinnovabili hanno registrato un calo compreso tra il 12 % (energia solare) e il 53 % (energia eolica), ad eccezione delle sovvenzioni che raggruppano più fonti rinnovabili (+132 %).

Figura 5: sovvenzioni alle rinnovabili per strumento (miliardi di EUR2024)

Fonte: Enerdata, 2025. NB: le stime del 2024 sono contraddistinte da un colore più chiaro.

Il sostegno alle tecnologie per le rinnovabili variava notevolmente da uno Stato membro all'altro, in funzione delle diverse priorità di politica energetica e delle potenzialità locali in termini di rinnovabili (figura 10). I paesi con un livello elevato di irraggiamento solare, come Malta, Grecia, Cipro, Italia e Spagna, hanno preferito destinare il sostegno all'energia solare, mentre quelli con una maggiore copertura forestale, come Croazia, Finlandia e Svezia, hanno destinato più sostegno alla bioenergia. L'energia eolica (offshore) ha rappresentato una parte significativa delle sovvenzioni alle rinnovabili in Polonia e Belgio. Paesi come Germania, Francia, Slovacchia, Cechia, Slovenia e Lettonia hanno preferito una ripartizione equilibrata e tecnologicamente neutra della spesa tra varie fonti rinnovabili.

Figura 6: quota delle sovvenzioni alle rinnovabili per tecnologia e Stato membro (%)

Fonte: Enerdata, Trinomics, 2025.

Sovvenzioni per categoria di finalità economica

Dal 2021 il sostegno alla domanda di energia rappresenta la principale finalità economica delle sovvenzioni, con 163 miliardi di EUR (48 % del totale) spesi a tal fine nel 2024. Le sovvenzioni di questo tipo mirano a ridurre il costo del consumo di energia, ad esempio attraverso aliquote fiscali inferiori sui prodotti energetici o un sostegno diretto ai prezzi.

Figura 716: sovvenzioni all'energia per finalità economica (miliardi di EUR2024)

Fonte: Enerdata, Trinomics, 2025. NB: le stime del 2024 sono rappresentate con un tratteggio.

Le sovvenzioni ai combustibili fossili a sostegno della domanda di energia hanno rappresentato una quota compresa tra il 63 % e il 75 % del valore totale delle sovvenzioni ai combustibili fossili nel periodo 2015-2024 (figura 8).

Figura 11: sovvenzioni ai combustibili fossili nell'UE a 27 per finalità

Fonte: Enerdata, Trinomics, 2025. NB: le stime del 2023 sono rappresentate con un tratteggio.

Sovvenzioni connesse alla crisi energetica nel 2022

Gli aumenti dei prezzi dell'energia causati dalla breve ripresa economica seguita alla pandemia di COVID-19 nel 2021 e dalla crisi energetica scaturita dall'invasione su vasta scala dell'Ucraina da parte della Russia nel 2022 hanno indotto la Commissione e gli Stati membri a intervenire. Oltre alle politiche a livello dell'UE, ogni Stato membro ha adottato misure nazionali specifiche per proteggere i propri cittadini e la propria economia dagli effetti dell'aumento e della volatilità dei prezzi dell'energia. Da quando nel 2023 e nel 2024 i prezzi hanno iniziato a scendere, il sostegno a contrasto della crisi è diminuito in modo significativo (fino a 98 miliardi di EUR, -38 %), e la maggior parte delle misure di crisi è stata ormai eliminata.

Figura 9: sovvenzioni strutturali e connesse alla crisi energetica; quota delle sovvenzioni connesse alla crisi sul totale delle sovvenzioni all'energia

Fonte: Enerdata, Trinomics, 2025.

Sovvenzioni per settore economico

Nel 2024 l'industria dell'energia è diventata il settore che beneficia dei livelli più elevati di sovvenzioni mirate, per un valore di 114 miliardi di EUR (33 % del totale); seguono le famiglie con 64 miliardi di EUR (19 %) (figura 15). Dal 2021 le sovvenzioni rivolte a più settori o non mirate a un settore specifico (ossia le sovvenzioni intersettoriali) sono in forte crescita e nel 2024 hanno raggiunto la cifra di 88 miliardi di EUR (26 % del totale). Le sovvenzioni sono state inferiori per i settori industriali 13 e i trasporti – rispettivamente 40 miliardi di EUR (12 %) e 19 miliardi di EUR (6 %) – mentre il settore terziario 14 e l'agricoltura hanno ricevuto gli importi minori, con 9 miliardi di EUR (3 %) e 7 miliardi di EUR (2 %) rispettivamente.

Figura 10: sovvenzioni all'energia per settore economico (miliardi di EUR2024)

Fonte: Enerdata, 2025. NB: le stime del 2024 sono contraddistinte da un colore più chiaro.

Sovvenzioni per categoria d'impatto ambientale

Nella presente relazione si intende anche dare una valutazione globale dell'impatto ambientale delle sovvenzioni all'energia nell'UE. In questo contesto ci si è attenuti alla definizione seguente:

le sovvenzioni all'energia sono dannose per l'ambiente se la conseguente riduzione dei prezzi o dei costi incentiva a mantenere stabile o aumentare la disponibilità o l'uso di fonti energetiche che hanno effetti negativi sull'ambiente significativamente maggiori 15 .

Nel 2024 la maggior parte delle sovvenzioni all'energia (230 miliardi di EUR, pari al 68 % del totale) è stata classificata come non dannosa per l'ambiente. Allo stesso tempo, le sovvenzioni energetiche dannose per l'ambiente sono state stimate in 110 miliardi di EUR (32 % del totale) 16 (figura 14). Nello stesso anno la quota delle sovvenzioni energetiche non dannose per l'ambiente è aumentata del 10 % rispetto al 2023. Per contro, la quota totale delle sovvenzioni energetiche dannose per l'ambiente è diminuita del 26 % rispetto al 2023, più rapidamente rispetto alle sovvenzioni all'energia nel loro complesso, che nel 2024 sono diminuite del 5 % rispetto al 2023.

I combustibili fossili hanno ricevuto la quota più consistente delle sovvenzioni energetiche dannose per l'ambiente (81 %, 89 miliardi di EUR), seguiti da "tutti i tipi di energia" (15 %) 17 , mentre il 3 % è stato destinato all'energia elettrica e meno dell'1 % alla generazione di energia termica 18 .

Figura 11: sovvenzioni all'energia per impatto ambientale (miliardi di EUR2024)

Fonte: Enerdata, Trinomics, 2025. NB: le stime del 2024 sono rappresentate con un tratteggio.

Piani nazionali sulle sovvenzioni ai combustibili fossili

Nel 2024 il valore delle sovvenzioni ai combustibili fossili 19  nell'UE a 27 ha raggiunto i 97 miliardi di EUR, ovverosia lo 0,5 % del PIL dell'UE. Per il 39 % di queste sovvenzioni (38 miliardi di EUR) la data di fine prevista è nel 2025 e per l'8 % (8 miliardi di EUR) è compresa tra il 2026 e il 2030, mentre il restante 52 % (50 miliardi di EUR) non ha ancora una data di fine oppure ha una data di fine fissata dopo il 2030 (figura 15) 20 .

Figura 12: peso delle sovvenzioni ai combustibili fossili per data di fine per unità di PIL e quota delle sovvenzioni ai combustibili fossili sul totale delle sovvenzioni all'energia

Fonte: Enerdata, Trinomics, 2025.

Quasi tutti gli Stati membri dell'UE hanno intenzione di abbandonare i combustibili fossili. Tuttavia solo otto di loro 21 hanno manifestato l'intenzione o elaborato piani per eliminare completamente le sovvenzioni ai combustibili fossili dalla propria economia 22 . Continuano a mancare date di fine, politiche e misure concrete, come emerge dall'analisi a opera della Commissione delle più recenti relazioni intermedie nazionali sull'energia e il clima presentate dagli Stati membri nel 2025 23 .

Conclusioni

Nel 2024 le sovvenzioni all'energia, comprese quelle ai combustibili fossili, sono diminuite moderatamente rispetto al 2023 ma hanno registrato un calo considerevole rispetto al 2022, anno in cui la crisi energetica ha raggiunto il suo apice. Ciononostante sono rimaste elevate rispetto ai livelli storici.

La quota delle sovvenzioni complessive destinata al sostegno alle rinnovabili è aumentata, pur rimanendo nettamente al di sotto della media storica, il che indica un aumento della competitività delle rinnovabili. È inoltre diminuito il numero delle sovvenzioni temporanee destinate a contrastare la crisi del 2022. La data di fine di metà delle sovvenzioni ai combustibili fossili era prevista nel 2025 o comunque entro il 2030. Le sovvenzioni ai trasporti e al petrolio sono tornate a scendere nel 2024, quasi ai livelli del 2021. La quota delle sovvenzioni energetiche dannose per l'ambiente è diminuita, mentre è aumentata quella delle sovvenzioni energetiche non dannose per l'ambiente.

Nonostante alcune tendenze positive, le sovvenzioni ai combustibili fossili sono rimaste notevolmente al di sopra della media storica 24 , così come elevata è rimasta la quota delle sovvenzioni non mirate. Inoltre le sovvenzioni ai combustibili fossili a sostegno del consumo di energia, che rappresentano la maggior parte delle sovvenzioni ai combustibili fossili, non sono state utilizzate specificamente per affrontare la povertà energetica né per promuovere la sicurezza dell'approvvigionamento o la competitività.

È importante sottolineare che nel 2024 non si sono registrati progressi per quanto riguarda i piani nazionali per l'eliminazione graduale dei combustibili fossili. Il numero di paesi che si sono impegnati a eliminare gradualmente le sovvenzioni ai combustibili fossili è rimasto invariato rispetto al 2023 e anche per questi paesi mancavano date di fine definitive, politiche e misure concrete. Gli Stati membri devono quindi fare molto di più al riguardo affinché l'UE possa raggiungere il suo obiettivo strategico di eliminare gradualmente le sovvenzioni ai combustibili fossili e rendere l'Europa climaticamente neutra entro il 2050.

La riforma, la riduzione e infine l'eliminazione delle sovvenzioni ai combustibili fossili costituiscono una priorità per la Commissione europea, in linea con gli impegni assunti dall'UE nell'ambito dell'accordo di Parigi, della normativa europea sul clima e dell'ottavo programma di azione per l'ambiente. Nelle lettere di incarico al commissario per l'Energia e l'edilizia abitativa e al commissario per il Clima, l'azzeramento delle emissioni nette e la crescita pulita, la presidente von der Leyen ha impartito il mandato di creare un quadro volto a ridurre ulteriormente ed eliminare a poco a poco le sovvenzioni ai combustibili fossili 25 .

Come indicato nella comunicazione "AccelerateEU" 26 , il conflitto del 2026 in Medio Oriente potrebbe richiedere ulteriori misure tempestive, mirate e temporanee per proteggere i consumatori più vulnerabili, accelerare la transizione verso l'energia pulita e l'elettrificazione e salvaguardare la competitività dell'industria europea. Tuttavia qualsiasi misura di sostegno a breve termine non deve pregiudicare l'obiettivo a lungo termine di eliminare le sovvenzioni ai combustibili fossili 27 .

Di conseguenza la Commissione intende adottare entro la fine del 2026 una proposta di aggiornamento della governance dell'Unione dell'energia e dell'azione per il clima, che comprenderà l'eliminazione graduale delle sovvenzioni ai combustibili fossili 28 .

(1)    Articolo 35, lettera n), del regolamento (UE) 2018/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2018, sulla governance dell'Unione dell'energia e dell'azione per il clima (GU L 328 del 21.12.2018, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2018/1999/oj ).
(2)    La metodologia di raccolta e analisi dei dati è descritta nell'allegato della presente relazione.
(3)    Raccomandazione (UE) del Consiglio, del 12 aprile 2024, sulla politica economica della zona euro (GU C, C/2024/2807, 23.4.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/2807/oj ).
(4)    Queste cifre comprendono le agevolazioni fiscali (43 miliardi di EUR nel 2024), che non possono essere oggetto di un confronto diretto tra i paesi, e le misure di titolarità statale e conferimento di capitale (10 miliardi di EUR nel 2024), divenute più rilevanti dalla crisi energetica del 2022.
(5)    Tra gli esempi di sovvenzioni che non sono considerate dannose per l'ambiente figurano quelle destinate alle fonti rinnovabili di energia, all'elettrificazione e agli investimenti nella transizione energetica, alla sicurezza dell'approvvigionamento o alla tutela dei consumatori vulnerabili, anche se concesse a favore dei combustibili fossili. Tra gli esempi di sovvenzioni dannose per l'ambiente non attribuibili ai combustibili fossili si annoverano invece le sovvenzioni a favore dell'idrogeno, dell'energia termica e dell'energia elettrica prodotti a partire da fonti non rinnovabili, le sovvenzioni non finalizzate all'efficienza energetica e quelle non mirate, per le quali non è stato possibile individuare la quota delle rinnovabili.
(6)    Piani per l'eliminazione graduale delle sovvenzioni ai combustibili fossili a partire dal 2024.
(7)    Tutti gli importi monetari nel presente studio sono espressi in prezzi in EUR del 2024. Le cifre tratte dalle edizioni precedenti sono state adeguate all'inflazione.
(8)    Ricerca, sviluppo e dimostrazione.
(9)    Se si considerano "tutti i combustibili fossili", l'importo e la percentuale risultano più elevati.
(10)    Il livello storico (pre-crisi) si riferisce alla media per il periodo 2015-2019.
(11)    2015-2019.
(12)    Nel periodo 2015-2017 la spesa annua si è mantenuta stabile a circa 300 milioni di EUR. Nel periodo 2018‑2021 è aumentata fino a circa 1,1 miliardi di EUR.
(13)    I settori industriali sono l'industria, l'industria estrattiva e l'edilizia.
(14)    Il terziario comprende i servizi, il settore pubblico e il settore commerciale.
(15)    L'espressione "effetti negativi sull'ambiente significativamente maggiori" è in linea con il regolamento sulla tassonomia dell'UE ed è stata adattata al settore dell'energia concentrandosi sui due obiettivi ambientali del regolamento che riguardano il clima, ovverosia i) la mitigazione dei cambiamenti climatici e ii) l'adattamento agli stessi. Lo studio alla base verteva sulle sovvenzioni all'energia, sebbene non sia stato ritenuto possibile valutarne l'impatto ambientale su tutti e sei gli obiettivi ambientali, cosa che avrebbe richiesto una valutazione caso per caso.
(16)    Di questi, 17 miliardi di EUR sono stime basate sui dati del 2023.
(17)    Nel caso delle sovvenzioni energetiche non mirate a un vettore energetico specifico ("tutti i tipi di energia"), per determinare la quota dannosa per l'ambiente è stato utilizzato il peso dei combustibili fossili nel mix energetico di ciascuno Stato membro, espresso in %, sulla base dei dati Eurostat per il 2022 ( [nrg_bal_c] ).
(18)    La maggior parte delle sovvenzioni all'energia elettrica non è considerata dannosa; fanno eccezione le sovvenzioni chiaramente destinate all'energia elettrica prodotta a partire da combustibili fossili.
(19)    Comprese le sovvenzioni per le quali non erano disponibili dati e il cui valore è stato stimato in 3 miliardi di EUR sulla base dei livelli del 2023.
(20)    L'analisi si basa sugli allegati VIII e XV delle relazioni intermedie nazionali sull'energia e il clima del 2025, nonché sugli aggiornamenti o gli annunci disponibili al pubblico.
(21)    Belgio, Francia, Germania, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo e Portogallo.
(22)    Il regolamento di esecuzione (UE) 2022/2299 della Commissione impone agli Stati membri di riferire ogni due anni sui progressi compiuti nell'attuazione del proprio piano nazionale integrato per l'energia e il clima attraverso relazioni intermedie nazionali integrate sull'energia e il clima, che dovevano essere presentate entro il 15 marzo 2025.
(23)      Valutazione a livello di UE dei piani nazionali per l'energia e il clima aggiornati definitivi – Conseguire gli obiettivi dell'Unione in materia di energia e clima per il 2030 (COM(2025) 274 final del 27.5.2025).
(24)    Media del periodo 2015-2019, ossia prima della pandemia di COVID-19 e della guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina. Questi due eventi hanno influito in modo atipico sui prezzi dell'energia, rendendoli meno rappresentativi ai fini dell'analisi.
(25)     Lettera di incarico a Dan Jørgensen, commissario per l'Energia e l'edilizia abitativa : eab354d1-64d2-450f-8ed4-eb3d42661974_en .
(26)    COM(2026) 370 final del 22.4.2026.
(27)    Si vedano le raccomandazioni contenute nella comunicazione "Semestre europeo 2025 - Pacchetto di primavera", Bruxelles, COM(2025) 200 final del 4.6.2025.
(28)    Programma di lavoro della Commissione per il 2026, allegato I – Nuove iniziative, iniziativa n. 8: Programma di lavoro della Commissione per il 2026 – Commissione europea .

Bruxelles, 17.9.2026

COM(2026) 472 final

ALLEGATO

della

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO

sulle sovvenzioni all'energia nell'UE







Osservazioni importanti sulla metodologia

La presente relazione si basa su uno studio esterno condotto per conto della Commissione 1 . Lo studio ha seguito un approccio inventariale dal basso verso l'alto, raccogliendo informazioni tratte da documenti e relazioni di bilancio nazionali. I dati relativi alle sovvenzioni nazionali sono stati aggregati a livello dell'UE e integrati con dati provenienti da banche dati specializzate riconosciute, appartenenti a istituzioni europee e internazionali 2 . Laddove i dati relativi al 2024 non erano integralmente disponibili o convalidati, sono state usate stime basate sui dati del 2023 3 . Come per le precedenti edizioni della relazione, gli Stati membri hanno avuto la possibilità di trasmettere osservazioni sui dati usati per lo studio.

L'inventario delle misure di sovvenzione all'energia compilato ai fini dello studio ha fornito informazioni affidabili sull'impatto di bilancio dei trasferimenti di bilancio diretti per l'uso e la produzione di energia ed è uno strumento che promuove la trasparenza delle politiche pubbliche e contribuisce a individuare le misure di sostegno da riformare.

Gli importi delle sovvenzioni calcolati sulla base di stime delle spese fiscali (agevolazioni) dipendono dalle aliquote fiscali di riferimento applicabili in ciascun paese e potrebbero non consentire confronti diretti tra i vari paesi a causa dei diversi approcci nazionali 4 . Sebbene riflettano adeguatamente i costi di bilancio delle misure di sovvenzione, di per sé si prestano meno a un raffronto diretto tra i paesi in termini di impatti ambientali, climatici ed energetici delle sovvenzioni basate su imposte, inclusi gli effetti incentivanti sui combustibili fossili 5 . Per questo motivo la presente relazione riporta anche gli importi delle sovvenzioni ai combustibili fossili al netto delle agevolazioni fiscali. Servono ulteriori lavori per analizzare le aliquote effettive d'imposta sull'uso dell'energia e sulle emissioni di carbonio al fine di integrare l'approccio inventariale e migliorare la comparabilità delle misure di natura fiscale 6 .

Le sovvenzioni implicite (come il costo dei fattori esterni) non sono prese in considerazione a causa di difficoltà metodologiche legate alla mancanza di una valutazione solida, affidabile e comparabile dei costi esterni negativi di natura sociale e non legati al clima associati ai loro impatti, sia ambientali che di altro tipo.

La relazione di quest'anno include per la prima volta la titolarità statale e il conferimento di capitale, visto il loro ruolo sempre più rilevante a seguito della crisi energetica del 2022. Nell'interesse della trasparenza sono indicati anche gli importi delle sovvenzioni al netto di queste nuove categorie.

(1)    "Study on energy subsidies and other government interventions in the European Union, 2025 edition", Enerdata-Trinomics.
(2)    La presente relazione riguarda le sovvenzioni all'energia. Le informazioni e le analisi presentate non sono da intendersi come riguardanti gli aiuti di Stato. I dati sugli aiuti di Stato sono disponibili tramite il quadro di valutazione degli aiuti di Stato .
(3)    34 miliardi di EUR, pari al 10 % del totale delle sovvenzioni, si basano su stime relative alle varie categorie di sovvenzioni.
(4)    Le diverse aliquote di base e politiche fiscali nei vari paesi determinano differenze nell'impatto delle agevolazioni fiscali.
(5)    Un paese con un'imposizione fiscale di base più elevata ma con esenzioni significative può presentare livelli notevolmente più alti di agevolazione e, di conseguenza, di sovvenzioni energetiche nominali, pur pagando comunque di più per i combustibili fossili rispetto a un paese con aliquote fiscali più basse ma esenzioni circoscritte o inesistenti – che comportano livelli inferiori di agevolazione fiscale e dunque sovvenzioni più basse ai combustibili fossili – e al contempo incentivando maggiormente il consumo di questi combustibili.
(6)    Nei consessi internazionali (ad esempio l'OCSE) e nell'UE sono attualmente in corso lavori volti a perfezionare la metodologia utilizzata per definire e confrontare nello specifico le sovvenzioni di natura fiscale.