COMMISSIONE EUROPEA
Bruxelles, 22.4.2026
COM(2026) 370 final
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI
AccelerateEU - Unione dell'energia
Energia sicura e a prezzi accessibili grazie a un'azione accelerata
1Introduzione
Per la seconda volta in meno di cinque anni, i pericoli della dipendenza dell'Europa dalle importazioni di combustibili fossili risultano evidenti. Oltre la metà (57 %) dell'energia consumata in Europa proviene da combustibili fossili importati. Tale dipendenza crea una vulnerabilità che ha un costo. Nel 2025 l'UE ha importato combustibili fossili per un valore di circa 340 miliardi di EUR. Dall'inizio del conflitto in Medio Oriente nel marzo 2026 e dalla chiusura dello stretto di Hormuz, il costo delle importazioni di combustibili fossili è aumentato di altri 24 miliardi di EUR. Anche i possibili effetti sulla crescita del PIL e sull'inflazione sono significativi. La situazione in Medio Oriente rimane instabile e non è chiaro per quanto tempo durerà, ma una cosa è certa: il suo impatto si protrarrà almeno per mesi, andando ben oltre il settore energetico, con implicazioni economiche, occupazionali e sociali.
L'aumento dei prezzi è la conseguenza immediata del conflitto. Sebbene le scorte di alcuni combustibili siano limitate, non vi è alcuna minaccia immediata per la sicurezza dell'approvvigionamento. L'UE sta riducendo la quota di combustibili fossili utilizzati nella produzione di energia elettrica, ma il gas e il petrolio continuano a dominare nel riscaldamento, nell'industria e nei trasporti e sono un fattore produttivo chiave in varie catene del valore industriali (ad esempio sostanze chimiche, plastica e fertilizzanti). Ciò espone le famiglie e le imprese europee, in particolare le PMI, le industrie ad alta intensità energetica e i loro lavoratori, a impennate dei prezzi a livello mondiale. La situazione attuale richiede misure tempestive, mirate e temporanee per proteggere i consumatori più vulnerabili, accelerare la transizione verso l'energia pulita e l'elettrificazione e salvaguardare la competitività dell'industria europea.
Negli ultimi anni l'UE ha notevolmente accelerato la transizione energetica verso un sistema efficiente, flessibile e interconnesso, basato su fonti energetiche interne, pulite e abbondanti. Molti Stati membri beneficiano già dei rapidi progressi nella transizione energetica, dimostrando che tale obiettivo è realizzabile e offre chiari vantaggi ai cittadini e alle imprese. Ad esempio, i prezzi dell'energia elettrica negli Stati membri che hanno un mix energetico basato su una quota elevata di energia pulita (specialmente rinnovabili e nucleare) e dispongono di un sistema elettrico flessibile dotato di capacità di rete e di stoccaggio sufficienti sono generalmente inferiori alla media dell'UE e tali Stati membri risentono meno dell'attuale crisi energetica.
Si tratta di un forte richiamo alla necessità di accelerare l'elettrificazione, l'incremento della produzione interna di energia pulita e la transizione energetica. Le scelte di oggi determinano se ci troveremo ad affrontare la prossima crisi in una posizione di vulnerabilità o di forza. La transizione verso un sistema energetico basato su fonti interne, abbondanti, pulite, sicure, resilienti sotto il profilo idrico e a prezzi accessibili non è mai stata una necessità puramente climatica e ambientale, ma è anche un imperativo socioeconomico, di competitività e di sicurezza. Tali obiettivi strategici sono sinergici e complementari e possono essere conseguiti utilizzando appieno tutte le tecnologie pulite disponibili nel rispetto della neutralità tecnologica. Per questo motivo le misure di sostegno a breve termine non devono pregiudicare, ma anzi rafforzare gli obiettivi a più lungo termine di aumentare la produzione interna di energia pulita, realizzare un sistema energetico dell'UE decarbonizzato e resiliente e potenziare la capacità manifatturiera europea per evitare nuove dipendenze strategiche.
Il conseguimento di tali obiettivi richiederà un forte impegno, un coordinamento intensificato e maggiori investimenti, ma i benefici dell'accelerazione della transizione verso l'energia pulita superano chiaramente i costi che essa comporta. Ogni ritardo negli investimenti nella transizione energetica rischia di generare costi più elevati per la società.
L'attuale crisi ha una dimensione globale molto forte. Per attenuare l'impatto della tensione sui mercati globali, l'UE può fare leva sulla sua importanza in qualità di acquirente e sul valore del mercato unico, fonte di forza e solidarietà soprattutto in tempi di crisi.
Tale piano fa parte della risposta dinamica della Commissione, che si adatterà all'evolversi della situazione. La Commissione seguirà attentamente l'attuazione delle misure e prenderà in considerazione ulteriori azioni in caso di deterioramento della situazione. Si articola in cinque settori d'intervento fondamentali che mirano a sostenere gli Stati membri nel fornire aiuti a breve termine ai consumatori, in particolare a quelli colpiti più nell'immediato. Definisce inoltre le modalità per accelerare gli sforzi verso la realizzazione di un sistema energetico più resiliente a medio e lungo termine:
-promuovere maggiore coordinamento tra gli Stati membri e con i partner internazionali;
-aiutare agli Stati membri a proteggere i consumatori, compresa l'industria, dagli shock dei prezzi, assistendoli nel contempo nella transizione energetica;
-accelerare il passaggio all'energia pulita prodotta internamente e all'elettrificazione;
-potenziare il nostro sistema energetico; e
-stimolare gli investimenti mobilitando finanziamenti sia pubblici che privati per la transizione.
2Azione immediata per vantaggi rapidi
2.1I vantaggi di un maggiore coordinamento a livello dell'UE
Un maggiore coordinamento a livello dell'UE ha chiaramente dimostrato di apportare benefici. Le azioni congiunte nell'ambito del piano REPowerEU a seguito dell'aggressione contro l'Ucraina hanno svolto un ruolo centrale nel consentire all'UE di ridurre la domanda di gas del 18 % (tra agosto 2022 e marzo 2023), allentando le pressioni immediate e promuovendo la stabilità a più lungo termine. La piattaforma dell'UE per l'energia ha contribuito ad aggregare 90 miliardi di metri cubi di domanda europea di gas, abbinando il fabbisogno degli acquirenti industriali dell'UE all'offerta dei fornitori internazionali per un volume di 77 miliardi di metri cubi.
I primi settori di coordinamento potenziato a livello di UE includono il riempimento degli impianti di stoccaggio del gas e l'utilizzo della flessibilità prevista nelle norme di riempimento, il rilascio di scorte petrolifere, misure di emergenza nazionali e la garanzia della disponibilità di carburante avio e diesel, anche tramite l'ottimizzazione delle capacità di produzione delle raffinerie.
La carenza di carburante avio può avere impatti significativi sul trasporto aereo, tra cui la cancellazione di alcuni voli, soprattutto in considerazione dell'intensa stagione aerea estiva. Dato che il trasporto aereo opera attraverso le frontiere nazionali, è necessario un coordinamento a livello europeo per preservare l'efficace funzionamento del mercato unico e garantire la continuità dell'approvvigionamento in tutta l'UE. È opportuno prendere in considerazione forniture alternative e l'importazione di determinati tipi di carburanti.
L'aumento dei prezzi del diesel e del combustibile bunker sta facendo salire le tariffe di trasporto e ha messo sotto forte pressione gli operatori del trasporto su strada, i settori del trasporto marittimo a corto raggio e per vie navigabili interne, nonché la pesca e l'agricoltura.
La disponibilità e la capacità operativa del settore europeo della raffinazione del petrolio devono essere massimizzate per soddisfare la domanda attuale, in particolare per quanto riguarda i carburanti avio, dal momento che circa il 40 % di quelli consumati nell'UE è importato e circa la metà di tutte le importazioni passa attraverso lo stretto di Hormuz. Nell'UE le capacità di raffinazione sono concentrate geograficamente in alcune regioni e le forniture alternative di prodotti petroliferi raffinati sono limitate, il che rende necessari un monitoraggio coordinato e un'eventuale azione collettiva per massimizzare la produzione delle raffinerie europee esistenti, anche attraverso il rilascio coordinato e tempestivo delle scorte di sicurezza.
Il coordinamento delle azioni è inoltre fondamentale per rafforzare le infrastrutture militari per i combustibili, in particolare per l'importazione, il trattamento, lo stoccaggio e la distribuzione delle forniture di carburante avio.
Infine, l'azione esterna dell'UE volta a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili a livello mondiale può contribuire ulteriormente a ridurre la vulnerabilità dell'UE agli shock dei prezzi dell'energia, a promuovere la sicurezza energetica e la resilienza dell'UE e a favorire la competitività dell'Europa nel settore delle tecnologie pulite. In particolar modo il coordinamento e la cooperazione con le parti contraenti della Comunità dell'energia sosterranno la resilienza dei nostri mercati dell'energia interconnessi.
In considerazione del loro impatto sulle relazioni esterne dell'UE, le azioni proposte nella presente comunicazione saranno realizzate in cooperazione con il servizio europeo per l'azione esterna, nell'ambito delle sue funzioni.
Azione immediata della Commissione per intensificare il coordinamento a livello dell'UE
-[Da aprile 2026 in avanti] La Commissione agevolerà il coordinamento dell'azione nazionale in materia di riempimento degli impianti di stoccaggio del gas (ad esempio monitorando attentamente e coordinando con gli Stati membri il calendario degli acquisti da parte degli operatori del mercato per evitare impennate dei prezzi dovute all'aumento degli acquisti simultanei) e di possibili rilasci di scorte petrolifere, compresi carburante avio e diesel (per i quali la Commissione fornirà analisi degli scenari e coordinerà il calendario e i volumi a livello regionale e di Unione europea). Ciò avverrà rispettivamente in seno al gruppo di coordinamento del gas e al gruppo di coordinamento per il petrolio.
-[Da aprile 2026 in avanti] Gli Stati membri sono incoraggiati ad avvalersi della flessibilità nel riempimento degli impianti di stoccaggio del gas (fino al 10 %). La Commissione è pronta a valutare un ulteriore aumento della soglia di scostamento consentita (fino a un ulteriore 5 %) nell'ambito del regolamento aggiornato dell'UE sullo stoccaggio del gas.
-[Da aprile 2026 in avanti] La Commissione faciliterà il dialogo coordinato a livello dell'UE con i fornitori di gas e petrolio e i paesi partner con profili di importazione dell'energia comparabili per migliorare il funzionamento e la trasparenza dei mercati mondiali dell'energia, anche mobilitando pienamente la piattaforma dell'UE per l'energia e le materie prime per interagire con il settore. La Commissione cercherà di intensificare la cooperazione internazionale per aumentare l'offerta dai paesi terzi e attraverso la rete di accordi commerciali dell'UE.
-[Maggio 2026] La Commissione censirà le capacità di raffinazione esistenti in Europa, valuterà le esigenze e lavorerà a misure volte a garantire una sufficiente capacità di raffinazione interna e il suo pieno utilizzo per un approvvigionamento resiliente dell'intera gamma di prodotti petroliferi durante la crisi, nonché per aumentare la produzione interna all'UE di biocarburanti sostenibili.
-[Da maggio 2026 in avanti] La Commissione istituirà un osservatorio dei carburanti, effettuando una mappatura dell'offerta dei pertinenti carburanti per il trasporto (prodotti nell'UE, importati ed esportati) e delle scorte disponibili nell'UE, comprese, nella misura in cui dispone di tali informazioni, le scorte e le capacità di raffinazione di carburanti militari. Come priorità iniziale, la Commissione si coordinerà con gli Stati membri, i fornitori di carburante e il settore dell'aviazione (aeroporti e compagnie aeree) sull'approvvigionamento di carburante avio alternativo e proporrà misure per ottimizzarne la distribuzione tra gli Stati membri e garantirne la disponibilità in tutte le regioni e in tutti gli aeroporti. La Commissione valuterà la necessità di rivedere le norme dell'UE sulle scorte strategiche al fine di includere requisiti specifici per i carburanti avio.
-[Da maggio 2026 in avanti] La Commissione pubblicherà orientamenti per chiarire i margini di flessibilità esistenti nel quadro legislativo dell'UE per il trasporto aereo, in particolare per quanto riguarda le norme sulle bande orarie aeroportuali, l'antitankering, gli obblighi di servizio pubblico e l'uso di altri combustibili importati, al fine di affrontare le conseguenze di potenziali carenze di carburante sulle operazioni di trasporto aereo, preservando il corretto funzionamento del mercato unico e garantendo i collegamenti aerei essenziali. In caso di peggioramento della situazione e se i margini di flessibilità esistenti non dovessero essere più sufficienti, la Commissione proporrà modifiche temporanee del quadro legislativo dell'UE applicabile, ove giustificato.
-[2026] La Commissione avvierà il processo di revisione della direttiva sulle scorte petrolifere per ovviare alle carenze individuate nel corso dell'attuale crisi e valutare, tra l'altro, se siano necessari requisiti specifici in materia di scorte per i diversi prodotti petroliferi.
2.2Proteggere i consumatori e l'industria dagli shock dei prezzi
I consumatori e l'industria si aspettano dagli Stati membri e dall'UE misure che li proteggano da rincari inaspettatamente aspri. I bilanci delle famiglie si riducono poiché l'aumento dei costi dell'energia diminuisce il reddito disponibile delle persone, com'è evidente sin d'ora quando si fa rifornimento in una stazione di servizio. Inoltre, poiché gli edifici e l'industria utilizzano circa due terzi del gas naturale consumato nell'UE, le impennate dei prezzi del gas comporteranno anche sfide per molti consumatori una volta che le ripercussioni raggiungeranno le bollette energetiche e, in ultima analisi, altri settori dell'economia, come i prezzi dei prodotti alimentari. Attualmente molte famiglie possono ancora beneficiare delle condizioni stabilite nei contratti per il gas e l'energia elettrica conclusi prima dell'inizio del conflitto in Medio Oriente, ma questo potrebbe cambiare alla scadenza dei singoli contratti di fornitura. Tutti i consumatori che si trovano in una situazione di vulnerabilità sono particolarmente esposti a tale rischio.
A causa della pressione persistente e ricorrente sulle importazioni di combustibili fossili e del perdurare della volatilità dei prezzi dell'energia, è necessario un sostegno immediato, che deve tuttavia essere mirato, tempestivo, temporaneo e legato a soluzioni a lungo termine (cfr. gli esempi di cui all'allegato II). Tale sostegno dovrebbe preservare gli incentivi a ridurre la domanda di energia ed essere coerente con gli impegni assunti dagli Stati membri nell'ambito del quadro di bilancio dell'UE.
Il quadro legislativo dell'UE e le iniziative strategiche della Commissione, compreso il pacchetto Energia e cittadini, prevedono già una serie di misure che gli Stati membri potrebbero prendere in considerazione per fornire un sostegno immediato ai consumatori. Tra questi figurano, ad esempio, i regimi di sostegno al reddito mirati; i buoni energia, ad esempio per la sostituzione delle caldaie a gas; le tariffe sociali; la riduzione delle accise sull'energia elettrica per le famiglie vulnerabili e le industrie ad alta intensità energetica; le riduzioni dell'IVA per l'installazione di pompe di calore, impianti solari fotovoltaici e relative batterie su piccola scala; gli incentivi fiscali a sostegno del passaggio ai veicoli elettrici; gli incentivi e le agevolazioni per la partecipazione dei consumatori alle comunità energetiche e all'autoproduzione di energia; lo stimolo per i consumatori a confrontare e cambiare fornitore o contratto di energia. Inoltre, per sostenere i consumatori vulnerabili, gli Stati membri possono già introdurre, nell'ambito dell'attuale quadro legislativo dell'UE, divieti temporanei o totali di interruzione della fornitura di energia. La lotta alla povertà energetica e dei trasporti sarà una priorità anche nell'ambito dell'imminente strategia contro la povertà.
Anche incentivi finanziari mirati quali crediti d'imposta mirati, ammortamento accelerato o regimi di leasing sociale possono sostenere gli investimenti e aumentare il tasso di diffusione delle tecnologie pulite, contribuendo nel contempo all'espansione della capacità manifatturiera europea. Questo vale ad esempio per i veicoli elettrici, le pompe di calore residenziali o industriali, i pannelli solari o i sistemi di stoccaggio in batterie.
Il risparmio energetico e la sostituzione del consumo di petrolio e gas con l'energia pulita prodotta internamente si sono dimostrati efficaci per far fronte ai prezzi elevati dell'energia e ridurre la dipendenza dell'Europa dalle importazioni di combustibili fossili. A breve termine, gli Stati membri possono trarre vantaggi significativi in numerosi settori combinando azioni in materia di elettrificazione, miglioramenti dell'efficienza e diffusione accelerata delle tecnologie per l'energia pulita, comprese ad esempio biosoluzioni sostenibili innovative (cfr. gli esempi di cui all'allegato II). Anche il sistema per lo scambio di quote di emissioni (ETS) dell'UE è stato uno strumento fondamentale per conseguire un livello più elevato di sicurezza e indipendenza energetica, in quanto senza di esso l'Europa consumerebbe ora 100 miliardi di m³ di gas in più, e sarebbe quindi più vulnerabile.
Per quanto riguarda le abitazioni e gli edifici, sostenere adeguamenti che producano un impatto rapido, come il miglioramento dell'isolamento o la sostituzione delle finestre o degli elettrodomestici inefficienti, può generare risparmi energetici immediati e duraturi e ridurre i costi. La sostituzione delle caldaie a gas e a olio con pompe di calore potrebbe dimezzare il consumo di energia finale negli edifici e ridurre le bollette energetiche nel corso del tempo
. Un aumento annuale del tasso di diffusione delle pompe di calore da circa 2,4 milioni di unità oggi a circa 4 milioni di unità entro il 2030 non solo sarebbe vantaggioso per i consumatori, ma aiuterebbe anche gli Stati membri a progredire verso una riduzione del consumo medio di energia primaria del parco immobiliare residenziale pari ad almeno il 16 % entro il 2030. La Commissione incoraggia gli Stati membri ad avvalersi del pacchetto "di anticipo" dell'ETS2 della Banca europea per gli investimenti per accelerare l'attuazione di misure di decarbonizzazione nei settori dell'edilizia e della mobilità, in particolare a vantaggio delle famiglie a basso e medio reddito e delle PMI.
Dato che il settore dei trasporti è il principale consumatore di petrolio, le azioni degli Stati membri dovrebbero essere coordinate e mirate al mantenimento dei flussi di merci e dei collegamenti per i passeggeri, promuovendo nel contempo il passaggio alla mobilità elettrica e ad altre soluzioni di mobilità pulita in tutte le modalità di trasporto come percorso strutturale per ridurre la dipendenza dal petrolio nei trasporti. Tali misure possono includere incentivi per i consumatori ad acquistare veicoli elettrici (ad esempio il passaggio delle flotte aziendali a soluzioni di trasporto pulite, come i veicoli pesanti elettrici o i traghetti passeggeri elettrici) o l'alimentazione elettrica da terra nei porti. Per le imprese, in particolare le piccole e medie imprese e le imprese ad alta intensità energetica, i meccanismi di sostegno mirati possono includere regimi di finanziamento, buoni o modelli di leasing per stimolare gli investimenti nell'efficienza energetica e nelle tecnologie pulite.
Gli Stati membri possono prendere in considerazione la possibilità di utilizzare le loro dotazioni del Fondo sociale per il clima per finanziare tali misure a favore dei gruppi vulnerabili, anche nei settori dei trasporti e dell'edilizia.
Per quanto riguarda il trasporto aereo e per vie navigabili e la pesca, dovrebbe essere accelerata la transizione già avviata verso carburanti sostenibili per l'aviazione e combustibili sostenibili per uso marittimo, sostenuta dalla rapida attuazione di incentivi per la loro produzione e uso nell'UE. In altri settori, come l'agricoltura, la pesca e la logistica della mobilità, un maggiore accesso ai biocarburanti sostenibili per gli attuali veicoli con motore a combustione può garantire il loro contributo ininterrotto alla catena di approvvigionamento, in particolare per i prodotti alimentari.
Azione immediata della Commissione per sostenere gli Stati membri nella protezione dei consumatori e dell'industria
-[Maggio 2026] In occasione della prossima riunione informale dei ministri dell'Energia dell'UE che si terrà a Cipro il 13 maggio 2026, la Commissione presenterà un catalogo di misure riproducibili per ottenere risparmi energetici e incrementi di efficienza del sistema, nonché misure per sostituire i combustibili fossili con energia pulita prodotta internamente, che gli Stati membri possono adottare rapidamente per ridurre il consumo di petrolio e gas nel breve termine. Il catalogo si baserà su una valutazione delle misure più efficaci adottate a partire dal 2022 e comprenderà esempi di azioni concrete attuate con successo sul campo e potenzialmente riproducibili su larga scala in tutta l'UE, con i relativi impatti.
-[Da aprile 2026 in avanti] La Commissione istituirà un archivio digitale per raccogliere e condividere informazioni non riservate sulle misure di emergenza nazionali degli Stati membri, contribuire al coordinamento tra Stati membri confinanti e facilitare la condivisione e la promozione di buone pratiche.
-[Aprile 2026] La Commissione adotterà un quadro temporaneo per gli aiuti di Stato per consentire agli Stati membri di elaborare e attuare misure di emergenza temporanee e mirate a sostegno di alcuni dei settori economici più esposti alle impennate dei prezzi.
-[Da aprile 2026 in avanti] La Commissione fornirà assistenza su base continuativa agli Stati membri nell'elaborazione di misure mirate, tempestive e temporanee (tra cui interventi sui prezzi, regimi di sostegno al reddito e incentivi fiscali) volte a sostenere in particolare le PMI, le industrie ad alta intensità energetica e le famiglie, preservando nel contempo l'incentivo al risparmio energetico e scoraggiando l'uso di combustibili fossili. Gli Stati membri dovrebbero presentare una valutazione dei rispettivi impatti attesi, compresi i costi di bilancio, ed evitare la frammentazione del mercato unico. La Commissione fornirà principi guida e agevolerà lo sviluppo di modelli a tale riguardo. Gli Stati membri potranno inoltre adottare misure sulla tassazione dei proventi straordinari per garantire l'equità sociale; la Commissione rispetterà le decisioni degli Stati membri, fornirà assistenza e diffonderà le migliori pratiche in materia di misure nazionali e valuterà l'impatto di tali misure sul mercato unico. La Commissione è pronta a sostenere gli Stati membri che hanno bisogno, a breve termine, di applicare aliquote d'imposta sull'energia inferiori agli attuali livelli minimi dell'UE, evitando comunque l'aumento della domanda di combustibili fossili e l'aggravarsi degli squilibri tra domanda e offerta.
-[Aprile 2026] La Commissione continuerà ad agevolare l'effettiva responsabilizzazione e tutela dei consumatori in tutti gli Stati membri attraverso orientamenti sulla protezione dei clienti vulnerabili dalle interruzioni della fornitura, sull'accelerazione e sulla semplificazione del cambio di fornitore di energia e dei contratti energetici, sulla partecipazione alle comunità energetiche e sull'autoconsumo, sul miglioramento della gestione del rischio del fornitore e sulla tutela dei consumatori durante la transizione energetica.
-[Da maggio 2026 in avanti] La Commissione promuoverà e contribuirà a sviluppare, anche attraverso il Consiglio per gli investimenti nella transizione energetica e la coalizione per il finanziamento dell'efficienza energetica, regimi di leasing sociale per le tecnologie pulite ed efficienti che gli Stati membri sono incoraggiati a usare per sostenere la rapida diffusione di soluzioni quali i veicoli elettrici, le pompe di calore residenziali e le batterie su piccola scala. La Commissione è pronta ad assistere gli Stati membri nell'istituzione di incentivi finanziari, quali crediti d'imposta mirati, per la rapida diffusione di tecnologie energetiche pulite quali i veicoli elettrici, le pompe di calore industriali e residenziali, le batterie "a valle del contatore" e lo stoccaggio termico industriale, garantendo nel contempo il rispetto degli impegni assunti nell'ambito delle norme di bilancio.
-[Aprile 2026] La Commissione ha attivato il meccanismo di sostengo anticrisi previsto dal Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura, che consente agli Stati membri di indennizzare gli operatori del settore della pesca, dell'acquacoltura e della trasformazione per l'aumento dei costi operativi e per i mancati guadagni derivanti direttamente dalla situazione in Medio Oriente.
3Azione immediata per produrre benefici duraturi
3.1Accelerare il passaggio a energia pulita prodotta internamente e all'elettrificazione
Adottando misure immediate per generare risultati solidi a medio termine, gli Stati membri possono sostituire volumi significativi di petrolio e gas accelerando il passaggio a un'energia pulita, prodotta internamente e abbondante, anche attraverso l'elettrificazione e l'utilizzo di energia solare termica e geotermica, come pure di altra energia rinnovabile, del nucleare, del biometano, dei biocarburanti sostenibili e dell'idrogeno.
Ad esempio, la capacità di energia rinnovabile installata ogni anno dovrebbe aumentare a 100 GW/anno, anche attraverso progetti di energia rinnovabile su larga scala e un'accelerazione nella diffusione delle tecnologie solari, cosa che può portare a rapidi risultati. Per procedere speditamente è quindi fondamentale snellire i regimi nazionali di autorizzazione in linea con i requisiti della legislazione UE. Oltre agli sforzi di recepimento, può fornire risultati concreti anche un'attuazione anticipata. Entro la fine del 2026, la durata delle procedure autorizzative dovrebbe ridursi in tutta Europa a un massimo di due anni e ogni Stato membro dovrebbe sbloccare il potenziale delle zone di accelerazione per le energie rinnovabili istituendone almeno una.
Un'altra leva fondamentale è massimizzare i mezzi di produzione di energia rinnovabile esistenti. La rapida revisione della potenza, sostenuta da regimi di autorizzazioni appositi e velocizzati, e il miglioramento dei parchi eolici, inclusi quelli offshore, nonché la modernizzazione di altri impianti per la produzione di energie rinnovabili, come le centrali idroelettriche, possono fornire rapidamente il tanto necessario aiuto aggiuntivo, aumentando la capacità di generazione disponibile.
L'energia nucleare è una componente importante delle strategie di decarbonizzazione, competitività industriale e sicurezza dell'approvvigionamento, e fa parte del mix energetico di quasi metà degli Stati membri. Stando ai piani nazionali per l'energia e il clima aggiornati, la capacità nucleare installata dovrebbe aumentare. Le centrali nucleari forniscono energia pulita, migliorando l'integrazione del sistema e offrendo flessibilità a vantaggio di una più ampia diffusione di altre tecnologie pulite. Ne trae dunque beneficio l'intero sistema energetico dell'UE. I nuovi piccoli reattori modulari o il fatto di evitare la dismissione prematura della capacità nucleare esistente possono aiutare a ridurre la necessità di utilizzare combustibili fossili, anche nel teleriscaldamento e nei processi industriali. Secondo la valutazione contenuta nel PINC (programma indicativo per il settore nucleare), esiste anche un potenziale inespresso legato alle centrali nucleari esistenti.
La crisi attuale urge anche ad accelerare l'elettrificazione per porre fine all'esposizione agli shock dei prezzi dei combustibili fossili e alla dipendenza dalle importazioni. Nel 2024, il 71% dell'energia elettrica generata nell'UE proveniva da fonti di energia pulita, che apportano energia a basso costo al sistema. L'energia elettrica rappresenta però meno di un quarto del consumo di energia finale. Per garantire l'accessibilità economica dell'energia e la competitività industriale, portando ai consumatori i benefici dell'energia pulita e delle fonti rinnovabili e migliorando l'efficienza del sistema, è necessario che una parte maggiore della domanda energetica (trasporti, edilizia, industria, ecc.) passi dai combustibili fossili all'energia elettrica.
Figura 1. Correlazione tra mix di energie pulite e accessibilità economica dell'energia elettrica (vendita all'ingrosso 2025 – a sinistra; vendita al dettaglio industriale, 1º semestre 2025 – a destra) [Fonte: DG ENER]
L'elettrificazione stimolerà anche la produzione interna all'UE di tecnologie pulite, ad esempio pompe di calore residenziali e industriali. Secondo le stime del settore, oltre due terzi delle pompe di calore installate in Europa sono prodotte sul territorio europeo. Facendo chiarezza sulla domanda potenziale, i produttori saranno maggiormente incentivati a incrementare la capacità nell'UE e a investire nello sviluppo di competenze.
Raddoppiando la capacità installata delle pompe di calore commerciali e residenziali si ridurrebbe di 200 TWh il consumo di combustibili fossili. I sistemi di teleriscaldamento e teleraffrescamento sono, inoltre, efficienti fattori di traino per accelerare l'elettrificazione. Hanno il potenziale di fornire flessibilità sul versante della domanda, sempre più necessaria nel sistema elettrico, attraverso grandi pompe di calore, caldaie elettriche e stoccaggio termico, e di facilitare il recupero del calore di scarto. Un'ambiziosa espansione della rete di riscaldamento può portare a significativi risparmi di gas naturale.
Un altro settore fondamentale in cui aumentare l'elettrificazione dell'economia è quello dei trasporti. Oltre agli incentivi per promuovere la crescita delle vendite di veicoli elettrici, ai fini della loro diffusione è indispensabile predisporre sufficienti infrastrutture di ricarica. Se negli ultimi cinque anni le infrastrutture di ricarica per autovetture e furgoni sono cresciute in modo significativamente più rapido rispetto al parco di auto elettriche, mancano tuttavia le infrastrutture di ricarica per i camion.
L'aumento della quota di energia solare termica, non solo negli edifici ma anche nei sistemi di teleriscaldamento e teleraffrescamento, attraverso la revisione della potenza degli impianti solari termici esistenti e l'avvio di nuovi progetti, anche per lo stoccaggio termico, potrebbe generare risparmi energetici significativi. Ciò è particolarmente rilevante per l'industria, specialmente nel settore dei prodotti alimentari e delle bevande, nel settore chimico (specialmente per il fabbisogno di calore di processo fino a circa 400 °C), e in agricoltura, ad esempio per le serre.
L'energia geotermica può anch'essa sostituire il gas naturale nelle reti di teleriscaldamento e teleraffrescamento e, in alcuni casi, contribuire alla produzione di energia elettrica. È pertanto importante sostenere la rapida realizzazione di nuovi progetti geotermici e studiare le potenzialità di revisione della potenza degli impianti esistenti. Le pompe di calore industriali possono fornire calore di processo generalmente fino a circa 200 °C o innalzare il livello di temperatura del calore a bassa temperatura, consentendo un maggiore recupero del calore di scarto nell'industria e nei sistemi di teleriscaldamento e teleraffrescamento.
Anche il biogas e il biometano possono svolgere un ruolo più strategico nella sostituzione dei combustibili fossili importati, in particolare nei settori in cui l'elettrificazione è più difficile. La produzione di biometano negli impianti esistenti potrebbe essere aumentata del 10 %-30 % circa. I progetti di biometano nelle aziende agricole e in forma cooperativa possono ridurre la dipendenza dai combustibili fossili generando al contempo reddito aggiuntivo per gli agricoltori e creando valore locale, in particolare nelle aree rurali, grazie alla conversione di rifiuti, residui ed effluenti di allevamento in energia e fertilizzanti. Infine, le soluzioni circolari per biogas, biometano e nutrienti riciclati possono rafforzare la resilienza, favorire la competitività e ridurre l'esposizione agli shock dei prezzi globali.
Da ultimo, poiché l'espansione del ricorso all'idrogeno rimane lenta, l'UE dovrebbe sostenere un passaggio più rapido dell'industria a combustibili decarbonizzati, garantendo nel contempo condizioni di parità per tutti gli utilizzatori di energia elettrica e riducendone al minimo il costo.
Azione immediata della Commissione a sostegno degli Stati membri
-[2º trimestre 2026] La Commissione interverrà in materia di elettrificazione, riscaldamento e raffrescamento ed energia geotermica. Stabilirà, fra l'altro, un obiettivo di elettrificazione, proporrà azioni per ridurre il rapporto di prezzo fra l'energia elettrica e i combustibili fossili e misure per accelerare l'adozione di soluzioni di elettrificazione – ad esempio attraverso uno strumento di mercato per la diffusione delle pompe di calore – e affronterà gli ostacoli nei settori dell'industria, dei trasporti e dell'edilizia, come pure gli ostacoli intersettoriali all'elettrificazione dell'economia. Questo include la soppressione graduale delle sovvenzioni per i combustibili fossili, che minano la competitività relativa dell'energia elettrica rispetto ad altri vettori energetici.
-[Da maggio 2026 in avanti] Per quanto riguarda l'energia geotermica, la Commissione sosterrà gli Stati membri e le parti interessate nella raccolta di dati geologici dettagliati e creerà una banca dati a livello dell'UE. La Commissione esaminerà inoltre la possibilità di sostenere l'istituzione di meccanismi di riduzione dei rischi connessi all'energia geotermica e regimi assicurativi insieme a finanziatori pubblici, comprese le banche di promozione nazionali, per ridurre i rischi degli investimenti e mobilitare ulteriormente i capitali privati. Nell'ambito dell'iniziativa "Global Gateway", la Commissione si è impegnata a promuovere, tra l'altro, la cooperazione internazionale in materia di progetti di energia geotermica ove rilevante.
-[Da maggio 2026 in avanti] Per quanto riguarda l'energia solare termica, insieme alla coalizione per il finanziamento dell'efficienza energetica, la Commissione contribuirà a sviluppare regimi di sostegno pubblico per la diffusione di progetti solari termici su larga scala.
-[Dal 2026 in avanti] Per quanto riguarda il biometano, la Commissione continuerà a sostenere le iniziative volte a promuovere la produzione di molecole gassose di origine non fossile, tra cui il biogas e il biometano sostenibili, in linea con REPowerEU – compresi progetti relativi al biogas e al biometano nelle aziende agricole e in forma cooperativa – prendendo in attenta considerazione il potenziamento degli impianti esistenti, riducendo le strozzature nelle procedure autorizzative e migliorando il trasporto interregionale delle materie prime sostenibili.
-[2º trimestre 2026]Data l'espansione più lenta del previsto del mercato dell'idrogeno, la Commissione proporrà, previa valutazione, un riesame mirato dei criteri di produzione dell'idrogeno rinnovabile, salvaguardando al contempo gli investimenti esistenti. Ciò sosterrà la decarbonizzazione industriale e accelererà lo sviluppo di elettrocarburanti sostenibili per l'aviazione (eSAF) e per il settore marittimo (eSMF) basati sull'idrogeno. La Commissione chiarirà ulteriormente le metodologie applicabili ai processi che si basano sia sull'idrogeno rinnovabile che sulla biomassa come materie prime, al fine di facilitare la produzione di eSAF garantendo al contempo condizioni di parità e mantenendo ambiziosi criteri di sostenibilità, inclusi l'addizionalità, un accurato calcolo delle emissioni nel ciclo di vita e l'obbligo di evitare il doppio conteggio. Entro il 30 giugno 2026 la Commissione avvierà una consultazione pubblica su un progetto di metodologia che delinei criteri per la possibile introduzione di approcci alternativi in materia di riconoscimento dell'energia elettrica a basse emissioni di carbonio generata dalle centrali nucleari.
-[Entro l'estate 2026] La Commissione censirà le capacità europee di integrare il petrolio e il gas utilizzati come materie prime per i prodotti chimici, la ceramica, il vetro, la plastica e i fertilizzanti con materiali circolari e a base biologica, e collaborerà con l'industria per individuare e affrontare gli ostacoli alla loro diffusione nel breve termine.
3.2Potenziare il nostro sistema energetico
Come dimostra questa crisi, ammodernare e trasformare radicalmente il nostro sistema energetico non è più una questione di ambizione, ma un imperativo assoluto per la resilienza. Per raccogliere pienamente i frutti, è indispensabile che gli Stati membri attuino in modo rapido e completo l'acquis dell'UE in materia di energia, e che i colegislatori accelerino i negoziati sul pacchetto sulle reti dell'UE. Ciò porterà a una realizzazione più celere dei progetti, compresi i progetti di interesse comune e i progetti di interesse reciproco, definendo nel contempo un approccio flessibile alla rendita di congestione interna derivante da zone di offerta interne che tenga conto delle circostanze nazionali. Le reti sono necessarie per consentire il flusso di energia al prezzo più basso dal luogo in cui è prodotta al luogo in cui è consumata. È necessario intensificare la realizzazione di infrastrutture elettriche transfrontaliere per raggiungere l'obiettivo indicativo dell'UE del 15 % almeno di interconnessione elettrica entro il 2030, garantendo così un'autentica Unione dell'energia.
L'iniziativa "Autostrade dell'energia" è imperniata su otto corridoi prioritari e risponde alle esigenze più urgenti in materia di infrastrutture energetiche che richiedono un ulteriore e rapido sostegno e impegno, in modo da poter superare le strozzature che ostacolano i progressi. Questi progetti devono essere accelerati. Ulteriori autostrade dell'energia potranno essere prese in considerazione, ove necessario, in futuro. Le azioni volte a rendere più efficiente e flessibile l'uso delle reti, anche attraverso la digitalizzazione, e a migliorarne la produttività ridurranno inoltre notevolmente i costi e contribuiranno a intensificare il processo di elettrificazione di molteplici settori, compreso quello del riscaldamento e del raffrescamento
L'interconnettività, le reti intelligenti, l'accesso alle reti e la produttività della rete sono inoltre prerequisiti per molti fornitori di servizi, insieme ai contatori intelligenti, che aiutano i consumatori a ridurre le bollette energetiche o a reagire ai segnali di prezzo adeguando la domanda. L'ampia diffusione dei contatori intelligenti è essenziale per sbloccare la gestione della domanda su vasta scala e consentire ai consumatori di partecipare ai mercati della flessibilità, riducendo i picchi di domanda e la volatilità dei prezzi. Questo è supportato da risorse quali batterie, veicoli elettrici e pompe di calore, oltre che da processi come sistemi di gestione, soluzioni "vehicle-to-grid" (veicolo-rete) e automazione basata sull'IA. Per aumentare la flessibilità del sistema e contribuire a ridurre i prezzi regionali e nazionali dell'energia, ciascuno Stato membro dovrebbe giungere a una diffusione dei contatori intelligenti tale da coprire almeno il 50 % dei consumatori finali entro il 2031. Questo va di pari passo con strutture di prezzo che incentivino l'uso di servizi di flessibilità e lo stoccaggio per integrare meglio l'energia pulita e trarne vantaggio.
Per costruire un sistema energetico resiliente alimentato da fonti pulite interne, sono fondamentali la disponibilità di capacità di stoccaggio di energia elettrica e termica e la flessibilità, comprese le batterie e il pompaggio idroelettrico. L'UE dispone attualmente di una capacità di stoccaggio di 55 GW e deve ampliarla significativamente per raggiungere i 200 GW entro il 2030 – una crescita in cui le batterie svolgono un ruolo di primo piano. A tal fine, è essenziale il sostegno politico ai progetti di questo tipo già nella fase di pianificazione.
-[Entro luglio 2026] La Commissione invita e aiuterà i colegislatori a concludere i negoziati sul pacchetto sulle reti entro l'estate. Si tratta di un passo indispensabile per accelerare l'avvio dei tanto necessari progetti di energia rinnovabile e di stoccaggio, comprese le batterie su larga scala, e per potenziare l'infrastruttura di rete, contribuendo in tal modo ad abbassare i prezzi dell'energia e la dipendenza dalle importazioni.
-[2º-3º trimestre 2026] La Commissione continuerà a lavorare con gli Stati membri per accelerare l'attuazione dell'iniziativa "Autostrade dell'energia". Basandosi sui progressi già compiuti sull'isola energetica di Bornholm, la Commissione rafforzerà l'impegno politico, destinerà risorse e mobiliterà tutti gli strumenti disponibili per il rafforzamento dei quadri di investimento e il superamento degli ostacoli, anche affrontando le strozzature rimanenti che impediscono un rapido avvio di questi progetti.
-[Da maggio 2026 in avanti] La Commissione sosterrà gli Stati membri e le parti interessate (ad esempio nell'ambito della task force per l'Unione dell'energia e dei gruppi regionali ad alto livello) nell'identificazione degli impianti di produzione di energia elettrica, compresi i parchi eolici, prossimi alla fine del ciclo di vita e degli impianti che potrebbero essere ripotenziati per contribuire ad accelerare l'aumento della fornitura di energia elettrica nei prossimi mesi. Verrà inoltre valutato come aumentare ulteriormente la diffusione delle energie rinnovabili.
-[Maggio 2026] La Commissione assisterà gli Stati membri nell'attuazione delle riforme chiave nel settore dell'energia elettrica, fornendo loro supporto tramite lo strumento di sostegno tecnico attraverso un'accademia di regolamentazione dell'energia.
-[Maggio 2026] La Commissione adotterà una proposta legislativa sugli oneri di rete e sulla tassazione. L'obiettivo sarà agevolare la transizione verso un sistema energetico più elettrificato, più efficiente e più resiliente, che faccia scendere le bollette per tutti i consumatori. La proposta incentiverà un uso delle infrastrutture di rete ottimale ed efficiente sotto il profilo dei costi, promuoverà un consumo compatibile con il sistema, chiarirà il quadro per consentire alle autorità di regolazione nazionali di applicare riduzioni mirate degli oneri di rete, anche per le industrie ad alta intensità energetica, e permetterà agli Stati membri di rimuovere le restrizioni alla riduzione delle tasse sull'energia per utenti specifici, come le industrie ad alta intensità energetica e le famiglie vulnerabili, garantendo comunque che l'energia elettrica sia tassata meno del gas.
-[2026-2027] La Commissione garantirà un monitoraggio rigoroso dell'attuazione della legislazione dell'UE rilevante avvalendosi di tutti gli strumenti disponibili, comprese le procedure d'infrazione, per quanto riguarda, ad esempio, le autorizzazioni, lo stoccaggio, la flessibilità e la massimizzazione della capacità interzonale, in modo da accelerare la diffusione dell'energia pulita. Per accelerare i progressi procederà quanto prima alla valutazione delle disposizioni fondamentali, fornirà orientamenti pragmatici sull'attuazione, anche attraverso raccomandazioni, e aiuterà gli Stati membri a garantire l'armonizzazione e l'applicazione coerente in tutta l'UE.
3.3Stimolare gli investimenti
La risposta dell'UE all'attuale crisi energetica si basa sugli stimoli agli investimenti. Occorre mobilitare fondi pubblici – a livello nazionale e dell'UE – per catalizzare e incrementare il capitale privato. Anticipando e accelerando, oggi, gli investimenti nella transizione energetica e nelle soluzioni circolari si interromperà una volta per tutte il ciclo di dipendenza dai combustibili fossili.
Per la transizione energetica si stanno mobilitando a livello dell'UE risorse significative, anche nella fase finale del dispositivo per la ripresa e la resilienza (219 miliardi di EUR). I piani per la ripresa e la resilienza comprendono già un gran numero di riforme e investimenti che stanno aiutando gli Stati membri ad ammodernare i loro sistemi energetici. Tali misure devono essere portate a termine entro il 31 agosto 2026 conformemente alle scadenze definite dall'architettura giuridica del dispositivo. Lo strumento per le infrastrutture per i combustibili alternativi dell'MCE ha, dal 2021, impegnato oltre 2 miliardi di EUR per progetti di infrastrutture di ricarica e rifornimento destinate ai combustibili alternativi per tutte le modalità di trasporto. L'MCE Energia sosterrà progetti transfrontalieri di infrastrutture energetiche e di energia rinnovabile con 5,84 miliardi di EUR tra il 2021 e il 2027.
Anche la politica di coesione fornisce un sostegno significativo alla transizione energetica. Il recente riesame intermedio dei fondi della politica di coesione ha riassegnato circa 1,2 miliardi di EUR alle priorità energetiche, fondi che ora possono contribuire alla risposta alla crisi attuale.
Il costante sostegno dell'UE alla ricerca e all'innovazione nelle tecnologie energetiche pulite ha mobilitato finanziamenti sia pubblici che privati per la transizione, anche nel potenziamento delle tecnologie innovative, producendo così soluzioni che ora sono testate, affidabili e già distribuite sul mercato. Per quelle che invece non hanno ancora raggiunto dimensioni di scala servono un'azione e un sostegno continui e coordinati a livello di UE e di Stati membri per evitare la frammentazione dei finanziamenti pubblici e accelerare la distribuzione.
I soli fondi pubblici non possono tuttavia coprire il notevole fabbisogno di investimenti nella transizione energetica (stimato a 660 miliardi di EUR all'anno fino al 2030). Nel marzo 2026 la Commissione ha adottato una strategia per gli investimenti nell'energia pulita che mira a mobilitare gli investimenti privati
, anche da parte di investitori istituzionali come le compagnie di assicurazione e i fondi pensione, che gestiscono oltre 12 000 miliardi di EUR nell'UE e che hanno il potenziale di convogliare ulteriori investimenti verso i progetti fondamentali per la transizione energetica.
La disciplina degli aiuti di Stato consentirà inoltre agli Stati membri di sostenere gli investimenti strategici nelle infrastrutture energetiche e nelle tecnologie pulite, preservando nel contempo condizioni di parità nel mercato interno.
Azione immediata
-[2º-3º trimestre 2026] La Commissione organizzerà un vertice sugli investimenti nell'energia pulita che riunirà il settore dei servizi finanziari, compresi i principali investitori istituzionali, i leader industriali, i promotori di progetti e i finanziatori pubblici, al fine di accelerare i finanziamenti privati. Il vertice verterà su soluzioni immediate e ad alto impatto come lo stoccaggio, comprese le batterie, le infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici, l'elettrificazione o i combustibili sostenibili per l'aviazione e per il settore marittimo.
-[Da aprile 2026 in avanti] La Commissione coordinerà un esercizio dell'UE (capitolo investimenti di AccelerateEU) teso a fornire agli Stati membri i mezzi e l'assistenza necessari, anche attraverso loro gruppi di esperti, per fare il miglior uso possibile dei finanziamenti europei disponibili (ad esempio nell'ambito dei fondi della politica di coesione) e per riassegnare i fondi dell'UE, ove possibile e in funzione delle preferenze degli Stati membri e delle regioni, a investimenti connessi all'energia che possano avere un impatto rapido e attenuare gli effetti dell'aumento dei prezzi dell'energia, ad esempio:
A) rafforzando le misure esistenti per ridurre il consumo di energia, diffondere l'energia pulita (ad esempio pompe di calore, solare fotovoltaico, isolamento, eolico o batterie) e le soluzioni circolari e investire in infrastrutture energetiche critiche più solide e più sicure, come pure per promuovere la realizzazione delle infrastrutture di ricarica e la produzione di carburanti sostenibili per l'aviazione e per il settore marittimo;
B) introducendo misure aggiuntive o ampliando l'ambito di applicazione di quelle esistenti, ad esempio misure di contrasto alla povertà energetica in aggiunta alle misure di efficienza energetica già in essere; ampliando il campo di applicazione del solare fotovoltaico all'agrivoltaico; estendendo le autorizzazioni accelerate e semplificate;
C) accelerando l'attuazione delle misure rilevanti nei piani per la ripresa e la resilienza, facendo buon uso degli indicatori forniti nella comunicazione della Commissione "NextGenerationEU – La strada verso il 2026", compresa la possibilità di iniettare capitale nelle banche e negli istituti di promozione nazionali.
-[Da aprile 2026 in avanti] La Commissione valuterà se siano necessarie ulteriori misure di semplificazione delle norme al fine di accelerare l'utilizzo dei fondi dell'UE per investire nella transizione energetica.
-[Entro luglio 2026] La Commissione adotterà una proposta legislativa per aggiornare e modernizzare il sistema per lo scambio di quote di emissioni dell'UE (EU ETS). La Commissione consulterà entro breve gli Stati membri in merito all'aggiornamento dei parametri di riferimento dell'ETS. Questo integrerà le modifiche già proposte per aumentare la capacità della riserva stabilizzatrice del mercato. Nell'ambito del riesame, la Commissione aumenterà inoltre il sostegno finanziario a disposizione dell'industria per la transizione verso l'energia pulita attraverso la banca per la decarbonizzazione industriale, mobilitando 100 miliardi di EUR di finanziamenti. Per garantire una rapida implementazione, questa misura comprenderà uno stimolo agli investimenti finanziato da 400 milioni di quote EU ETS, volto a favorire rapidità e solidarietà, con l'obiettivo di rafforzare la certezza degli investimenti per intensificare gli investimenti nella decarbonizzazione da parte delle industrie ad alta intensità energetica dell'UE. In questo contesto, al fine di garantire la solidarietà, gli Stati membri a basso reddito avranno un accesso garantito al meccanismo di stimolo degli investimenti ETS. La Commissione prenderà inoltre in considerazione l'estensione del sostegno ETS per i SAF in termini di volume e durata e studierà un meccanismo analogo per i SMF prodotti nell'UE.
-[Da aprile 2026 in avanti] La Commissione assisterà gli Stati membri che desiderano esaminare la possibilità di utilizzare i proventi dell'EU ETS per misure mirate che mobilitino e accelerino gli investimenti nell'elettrificazione – ad esempio dei trasporti o del riscaldamento – nella decarbonizzazione industriale e nelle applicazioni circolari a valle, nonché per investimenti che aiutino a ridurre i prezzi dell'energia elettrica anche attraverso l'aumento della capacità di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, a condizione che tali investimenti contribuiscano all'elettrificazione dei consumi domestici e alla decarbonizzazione industriale. La Commissione continua a incoraggiare gli Stati membri a sondare la possibilità di destinare i proventi ETS a iniziative di questo tipo.
-[Da aprile 2026 in avanti] La Commissione lavorerà con la coalizione europea per il finanziamento dell'efficienza energetica per sviluppare prodotti finanziari standardizzati per il riscaldamento e la ristrutturazione puliti e per sviluppare e promuovere nuovi modelli commerciali di servizi energetici che forniscano un sostegno diretto alle PMI per l'introduzione di soluzioni di efficienza energetica ed elettrificazione.
-[Da aprile 2026 in avanti] La Commissione continuerà a sostenere gli Stati membri che fanno parte della coalizione "eSAF Early Movers" nell'organizzazione dell'annunciata asta bilaterale di 2 miliardi di EUR riguardante gli eSAF e incoraggerà la partecipazione anche di altri Stati membri.