Bruxelles, 3.6.2026

COM(2026) 227 final

Raccomandazione di

RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO

sulle politiche economiche, sociali, occupazionali, strutturali e di bilancio della Svezia

{SWD(2026) 227 final}


Raccomandazione di

RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO

sulle politiche economiche, sociali, occupazionali, strutturali e di bilancio della Svezia

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 148, paragrafo 4,

visto il regolamento (UE) 2024/1263 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2024, relativo al coordinamento efficace delle politiche economiche e alla sorveglianza di bilancio multilaterale e che abroga il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio( 1 ), in particolare l'articolo 3, paragrafo 3,

visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici( 2 ), in particolare l'articolo 6, paragrafo 1,

vista la raccomandazione della Commissione europea,

viste le risoluzioni del Parlamento europeo,

viste le conclusioni del Consiglio europeo,

visto il parere del comitato per l'occupazione,

visto il parere del comitato economico e finanziario,

visto il parere del comitato per la protezione sociale,

visto il parere del comitato di politica economica,

considerando quanto segue:

(1)Il regolamento (UE) 2024/1263 specifica gli obiettivi perseguiti dal quadro di governance economica, vale a dire finanze pubbliche sane e sostenibili, una crescita sostenibile e inclusiva e la resilienza attraverso riforme e investimenti, nonché la prevenzione di disavanzi pubblici eccessivi. Il regolamento prevede che il Consiglio e la Commissione esercitino la sorveglianza multilaterale nell'ambito del semestre europeo in osservanza degli obiettivi e degli obblighi sanciti dal trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE). Il semestre europeo comprende in particolare l'elaborazione delle raccomandazioni specifiche per paese e la sorveglianza sulla loro attuazione.

(2)Il 16 luglio 2025 la Commissione ha adottato la proposta di regolamento che istituisce il Fondo europeo per la coesione economica, sociale e territoriale, l'agricoltura e lo sviluppo rurale, la pesca e la politica marittima, la prosperità e la sicurezza per il periodo 2028-2034 e che modifica il regolamento (UE) 2023/955 e il regolamento (UE, Euratom) 2024/2509( 3 ). La proposta mira ad aumentare l'efficacia dei finanziamenti dell'Unione riducendo la frammentazione dell'architettura finanziaria e a sostenere gli Stati membri nel coordinamento della loro politica economica in linea con l'articolo 175 TFUE.

(3)Il 25 novembre 2025 la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta 2026, in cui annoverava la Svezia tra gli Stati membri che dovevano essere sottoposti a esame approfondito. La Commissione ha inoltre adottato una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro( 4 ), una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sul capitale umano nell'Unione europea e una proposta di relazione comune sull'occupazione 2026, che analizza l'attuazione degli orientamenti in materia di occupazione e dei principi del pilastro europeo dei diritti sociali. Il Consiglio ha adottato la raccomandazione sulla politica economica della zona euro( 5 ) il 21 aprile 2026 e la relazione comune sull'occupazione e la raccomandazione sul capitale umano il 9 marzo 2026.

(4)Il 29 gennaio 2025 la Commissione ha pubblicato la bussola per la competitività, un quadro strategico volto a rafforzare la competitività dell'UE a livello globale nei prossimi cinque anni. La bussola per la competitività individua nelle tre esigenze trasformative dell'innovazione, della decarbonizzazione e competitività e della sicurezza i pilastri fondamentali della crescita economica sostenibile. Il semestre europeo si allinea alla bussola per la competitività, in modo che le politiche economiche degli Stati membri siano coerenti con gli obiettivi strategici della Commissione, creando un approccio unificato alla governance economica in grado di promuovere la crescita sostenibile, l'innovazione e la resilienza in tutta l'Unione.

(5)Nel 2026 il semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche continua a svilupparsi parallelamente all'ultima fase dell'attuazione del dispositivo per la ripresa e la resilienza( 6 ). I piani per la ripresa e la resilienza, insieme ai finanziamenti della politica di coesione, sono stati fondamentali per realizzare le priorità politiche del semestre europeo in quanto i primi dovevano rispondere in modo efficace alla totalità o a un sottoinsieme significativo delle sfide individuate nelle raccomandazioni specifiche per paese formulate negli ultimi cicli, mentre i programmi finanziati dalla politica di coesione europea dovevano tenere conto delle raccomandazioni specifiche per paese. Ora che il periodo di attuazione del dispositivo per la ripresa e la resilienza sta per giungere al termine, è fondamentale portare avanti le riforme e gli investimenti sostenuti e attuati nell'ambito di tale dispositivo, in particolare quelli che contribuiscono a rispondere alle sfide individuate nelle raccomandazioni specifiche per paese.

(6)Il 3 giugno 2026 la Commissione ha pubblicato la relazione per paese 2026 relativa alla Svezia. La Commissione ha valutato i progressi compiuti dal paese nel dar seguito alle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese e ha fatto il punto dell'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza. Sulla scorta di questa analisi la relazione per paese ha individuato i problemi più urgenti che la Svezia si trova ad affrontare. Ha valutato quindi i progressi compiuti dal paese nell'attuare il pilastro europeo dei diritti sociali e conseguire gli obiettivi principali dell'Unione in materia di occupazione, competenze e riduzione della povertà e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

(7)La Commissione ha effettuato un esame approfondito a norma dell'articolo 5 del regolamento (UE) n. 1176/2011 per la Svezia. I principali risultati della valutazione delle vulnerabilità macroeconomiche del paese, effettuata dai servizi della Commissione ai fini di tale regolamento, sono stati pubblicati il 20 maggio 2026( 7 ). Il 3 giugno 2026 la Commissione ha concluso che la Svezia non presenta più squilibri macroeconomici. In particolare, permangono vulnerabilità connesse al mercato immobiliare e agli elevati livelli di debito privato, ma la loro gravità si è recentemente attenuata. Sebbene l'economia svedese sia altamente sensibile ai tassi di interesse a causa del diffuso ricorso a mutui ipotecari a tasso variabile, si è dimostrata resiliente all'aumento dei tassi di interesse registrato nel 2022 e nel 2023, che ha comportato una diminuzione dei prezzi delle abitazioni. Da allora i prezzi delle abitazioni sono rimasti stabili e sembrano meno sopravvalutati rispetto al passato. L'ampio settore immobiliare commerciale ha mostrato segni di una maggiore capacità di rifinanziamento grazie all'allentamento dei tassi di interesse e al migliore accesso ai mercati dei capitali. Il debito delle famiglie in percentuale del PIL, che era in calo dalla pandemia, nel 2025 si è stabilizzato e si prevede che rimarrà invariato. In futuro, la carenza di alloggi, unita a criteri per la concessione dei prestiti meno rigorosi, potrebbe far salire i prezzi delle abitazioni e il debito delle famiglie. Le banche rimangono forti, redditizie e con un basso livello di crediti deteriorati. Di recente sono state adottate alcune misure volte a rendere più flessibile il mercato degli affitti e il quadro normativo per le licenze edilizie è stato aggiornato alla fine del 2025. In prospettiva, un aumento effettivo dell'offerta immobiliare e l'eliminazione degli incentivi fiscali che favoriscono l'acquisto di abitazioni finanziato tramite debito, unitamente a un uso oculato delle misure macroprudenziali, contribuirebbero a frenare ulteriormente la crescita dei prezzi delle abitazioni e a ridurre il debito delle famiglie in modo duraturo. Il semestre europeo costituirà il quadro per monitorare i progressi compiuti in materia di riforme abitative.

(8)Su valutazione e raccomandazione della Commissione, il 21 gennaio 2025 il Consiglio ha adottato una raccomandazione che approva il piano nazionale strutturale di bilancio di medio termine della Svezia( 8 ). Il piano interessa il periodo che va dal 2025 al 2028 e fissa un vincolo di bilancio sotto forma di un tasso massimo di crescita della spesa netta nell'arco di quattro anni. Il Consiglio ha raccomandato i tassi massimi di crescita della spesa netta seguenti: 4,0 % nel 2025, 4,4 % nel 2026, 4,4 % nel 2027 e 4,6 % nel 2028, che corrispondono a tassi massimi di crescita cumulativi calcolati rispetto all'anno di riferimento 2023 del 10,7 % nel 2025, del 15,5 % nel 2026, del 20,6 % nel 2027 e del 26,1 % nel 2028.

(9)La guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina e le sue ripercussioni costituiscono una sfida esistenziale per l'Unione europea. La Commissione ha invitato gli Stati membri a richiedere l'attivazione della clausola di salvaguardia nazionale prevista dal patto di stabilità e crescita in modo coordinato per sostenere l'Unione nelle iniziative volte a incrementare rapidamente e considerevolmente la spesa per la difesa( 9 ), proposta che è stata accolta con favore dal Consiglio europeo del 6 marzo 2025. Gli Stati membri possono comunque chiedere l'attivazione della clausola di salvaguardia nazionale in qualsiasi momento fino al 2028, se rispettano i criteri stabiliti all'articolo 26 del regolamento (UE) 2024/1263.

(10)Il 30 aprile 2026 la Svezia ha presentato la sua relazione annuale sui progressi compiuti( 10 ) in merito al rispetto dei tassi massimi di crescita della spesa netta raccomandati e all'attuazione delle riforme e degli investimenti volti a rispondere alle principali sfide individuate nelle raccomandazioni specifiche per paese del semestre europeo. La relazione annuale sui progressi compiuti rispecchia anche la relazione semestrale della Svezia sui progressi compiuti nell'attuazione del suo piano per la ripresa e la resilienza a norma dell'articolo 27 del regolamento (UE) 2021/241.

(11)Nel 2025 la crescita del PIL reale è stata pari all'1,5 % e l'inflazione IPCA si è attestata al 2,6 %. Le previsioni di primavera 2026 della Commissione prospettano una crescita del PIL reale dell'1,8 % nel 2026 e del 2,2 % nel 2027, e un'inflazione IPCA all'1,5 % nel 2026 e all'1,8 % nel 2027.

(12)I dati forniti da Eurostat( 11 ) indicano che il disavanzo delle amministrazioni pubbliche della Svezia è calato dall'1,5 % del PIL nel 2024 all'1,3 % nel 2025. Sulla base delle misure di policy note alla data limite delle previsioni, le previsioni di primavera 2026 della Commissione prospettano un disavanzo del 2,8 % del PIL per il 2026 e del 2,5 % che per il 2027. L'aumento nel 2026 riflette una spesa discrezionale di bilancio relativamente consistente, in particolare nel settore della difesa.

(13)Sulla base delle stime della Commissione, nel 2025 l'orientamento della politica di bilancio( 12 ), che comprende la spesa finanziata a livello sia nazionale che dell'UE, è stato restrittivo, facendo registrare una contrazione pari allo 0,3 % del PIL. Secondo le proiezioni, sarà espansivo, facendo registrare un aumento dell'1,9 % del PIL nel 2026, mentre nel 2027 sarà restrittivo, con una contrazione dello 0,6 % del PIL.

(14)Sulla base dei dati forniti da Eurostat( 13 ), il debito delle amministrazioni pubbliche della Svezia è salito dal 34,2 % del PIL alla fine del 2024 al 35,1 % alla fine del 2025. Sulla base delle misure di policy note alla data limite delle previsioni, le previsioni di primavera 2026 della Commissione indicano che il rapporto debito/PIL salirà al 36,6 % entro la fine del 2026 e al 37,7 % entro la fine del 2027. La crescita del rapporto debito/PIL nel 2026 riflette principalmente l'aumento del disavanzo.

(15)Sulla base dei dati forniti da Eurostat( 14 ), nel 2025 la spesa totale delle amministrazioni pubbliche per la difesa in Svezia è stata pari al 2,9 % del PIL. Secondo le previsioni di primavera 2026 della Commissione, nel 2026 la spesa per la difesa sarà del 3,8 % del PIL.

(16)L'Unione continua a dover fronteggiare rischi di interruzioni dell'approvvigionamento energetico e un'elevata volatilità dei prezzi, una situazione esacerbata dalle tensioni geopolitiche che incidono sui mercati mondiali del petrolio e del gas. L'esperienza acquisita con la crisi energetica del 2022-2023 ha dimostrato che misure ad ampio raggio e non mirate comportano elevati costi di bilancio e sono inefficienti dal punto di vista sociale ed economico. Dallo scoppio della guerra in Medio Oriente nel febbraio 2026, la Svezia ha adottato misure di politica di bilancio per attenuare l'impatto dei rincari dell'energia sulle famiglie e le imprese(). Tra queste figurano riduzioni non mirate delle accise sulla benzina e il diesel, destinate a scadere rispettivamente il 30 settembre e il 30 novembre 2026, e un sostegno in denaro ex-post alle famiglie per i costi del gas e dell'energia elettrica sostenuti nei mesi di gennaio e febbraio 2026. Secondo le previsioni di primavera 2026 della Commissione, nel 2026 il costo di bilancio di tali misure ammonterà allo 0,2 % del PIL( 15 ). Le stime della Commissione suggeriscono che, se tali misure rimanessero in vigore fino alla fine del 2026, il costo di bilancio raggiungerebbe lo 0,4 % del PIL nel 2026.

(17)Stando ai calcoli della Commissione la spesa netta in Svezia è cresciuta del 2,2 % nel 2025 e cumulativamente dell'8,2 % nel 2024 e 2025. La crescita della spesa netta nel 2025 è inferiore al tasso massimo di crescita raccomandato. Se si considerano congiuntamente il 2024 e il 2025, anche il tasso di crescita cumulativo della spesa netta è inferiore al tasso massimo raccomandato.

(18)Stando ai calcoli della Commissione la spesa netta in Svezia crescerà del 6,5 % nel 2026 e cumulativamente del 15,3 % nel 2024, 2025 e 2026. La crescita della spesa netta nel 2026 ha superato il tasso massimo di crescita raccomandato, facendo registrare una deviazione pari all'1,0 % del PIL su base annua. Se si considerano congiuntamente il 2024, il 2025 e il 2026, si prevede che il tasso di crescita cumulativo della spesa netta sarà inferiore al tasso massimo raccomandato. Il coinvolgimento sistematico, significativo e tempestivo delle autorità locali e regionali, delle parti sociali, della società civile e di altri portatori di interessi rimane fondamentale per assicurare un'ampia titolarità ai fini dell'efficace attuazione degli strumenti di finanziamento dell'Unione e nel contesto del semestre europeo.

(19)L'attuazione dei programmi della politica di coesione, che comprendono il sostegno del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), del Fondo per una transizione giusta (JTF) e del Fondo sociale europeo Plus (FSE+), procede in Svezia a un ritmo più rapido rispetto alla media dell'UE, sia in termini di selezione dei progetti che di pagamenti. È importante mantenere lo slancio attuale, massimizzando nel contempo l'impatto degli investimenti sul campo. Nell'ambito dei programmi della politica di coesione che la riguardano, la Svezia si è già attivata per stimolare la competitività e la crescita. Tuttavia alcuni settori potrebbero richiedere maggiore attenzione nella fase di attuazione, tra cui quelli relativi allo sviluppo urbano sostenibile e all'economia circolare. È fondamentale garantire che i nuovi investimenti individuati dalla Svezia nel riesame intermedio dei fondi della politica di coesione, in particolare quelli connessi alle cinque priorità individuate nel regolamento sul riesame intermedio ( 16 ), siano realizzati con rapidità ed efficacia.

(20)La Svezia si trova ad affrontare diverse sfide connesse al mercato degli alloggi e agli elevati livelli di indebitamento, alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, alla diffusione delle energie rinnovabili legata alla capacità della rete elettrica e ai vincoli di trasmissione, al sistema di istruzione e al peggioramento dei risultati scolastici degli alunni, nonché alle carenze di competenze, che sono più accentuate nel caso delle persone provenienti da contesti socioeconomici e migratori svantaggiati.

(21)In Svezia, i controlli sugli affitti sono i più rigorosi dell'OCSE: il mercato è suddiviso in appartamenti regolamentati, con canoni di locazione inferiori a quelli di mercato, e unità abitative recenti, con canoni allineati al mercato. Questa struttura genera lunghe liste di attesa per gli appartamenti regolamentati, con meccanismi di distribuzione limitati a favore delle persone più bisognose, ostacola la costruzione di nuovi alloggi e limita la mobilità dei lavoratori. I dati relativi alle licenze edilizie confermano la gravità del rallentamento del settore edile e indicano una stabilizzazione su livelli bassi. Per evitare che la carenza di alloggi si aggravi, sarebbe necessario un aumento significativo dell'attività edilizia, in particolare nelle aree urbane, accompagnato da iniziative volte a ridurre i tempi medi di approvazione dei piani regolatori e di attesa per il rilascio delle licenze edilizie, sulla scia dei recenti sforzi compiuti in tale direzione. I livelli del debito privato sono tra i più elevati dell'UE. La tassazione favorevole dei mutui ipotecari, in particolare l'ampia deducibilità dei relativi interessi passivi, continua a incoraggiare fortemente all'indebitamento delle famiglie. Riforme efficaci potrebbero ridurre gli incentivi all'accumulo del debito e migliorare l'accessibilità economica.

(22)Con le sue politiche attuali, la Svezia non è sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi dell'UE per il 2030 in materia di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. Nel 2024 le emissioni di gas a effetto serra del paese sono aumentate, principalmente a causa del trasporto su strada e delle macchine mobili non stradali. In particolare questo scostamento riflette recenti cambiamenti intervenuti nelle politiche, tra cui la riduzione degli obblighi di miscelazione dei biocarburanti e la diminuzione delle imposte sui combustibili liquidi, che hanno portato a un aumento delle emissioni di gas a effetto serra. Inoltre gli assorbimenti di CO2 della Svezia sono ancora inadeguati per raggiungere l'obiettivo dell'UE per il 2030 per il settore dell'uso del suolo, del cambiamento di uso del suolo e della silvicoltura. Per poter raggiungere tali obiettivi sarebbero necessarie ulteriori misure politiche, come ad esempio la tassazione dei carburanti e incentivi per la gestione sostenibile delle foreste.

(23)La Svezia continua a essere lo Stato membro con la quota più elevata di energie rinnovabili nel consumo finale di energia. Tuttavia i vincoli in termini di capacità e trasmissione della rete elettrica ostacolano l'ulteriore diffusione delle fonti energetiche rinnovabili. L'eliminazione di tali vincoli è fondamentale, in quanto si prevede un aumento significativo del consumo finale di energia elettrica della Svezia nel periodo fino al 2045, dovuto alle maggiori esigenze di elettrificazione dell'industria e dei trasporti. Il miglioramento dell'accesso al potenziale inutilizzato della Svezia in materia di energie rinnovabili potrebbe favorire l'elettrificazione in corso delle industrie nel sud del paese e sostenere lo sviluppo industriale innovativo e verde e la decarbonizzazione nel nord del paese.

(24)Le attuali procedure di autorizzazione ostacolano nuovi progetti su larga scala per l'industria pulita e l'espansione della capacità di produzione di energia rinnovabile della Svezia. Procedure lunghe e complesse creano, tra l'altro, incertezza in merito agli investimenti e ostacolano la diffusione di progetti di energia eolica offshore e onshore. La Svezia trarrebbe vantaggio dall'estensione e dallo sviluppo dei regimi di compensazione locali mirati recentemente approvati e dall'ulteriore riduzione degli ostacoli derivanti dall'inefficienza delle procedure di autorizzazione e dai diritti di veto dei comuni.

(25)Alla luce del ruolo cruciale del capitale umano nell'aumentare la competitività e l'autonomia strategica dell'Unione, nel 2026 il Consiglio ha raccomandato agli Stati membri di agire con urgenza per affrontare le sfide strutturali connesse al capitale umano nei settori delle competenze e dell'istruzione che ostacolano la competitività. Le raccomandazioni specifiche per paese del 2026 rivolte alla Svezia possono contribuire all'attuazione della raccomandazione del Consiglio sul capitale umano nell'Unione europea.

(26)Sebbene gli studenti svedesi ottengano risultati superiori alla media dell'UE nelle competenze di base e digitali, i risultati scolastici relativi alle competenze di base sono in calo dal 2018. Il sistema scolastico non garantisce l'equità, come dimostra il fatto che lo scarso rendimento nelle competenze di base è particolarmente evidente per gli studenti provenienti da contesti migratori o socioeconomici svantaggiati, che hanno maggiori probabilità di essere concentrati in determinate scuole. Gli studenti provenienti da contesti svantaggiati sono inoltre sottorappresentati nelle scuole private, che in media sono più generose nei voti e i cui alunni hanno quindi maggiori possibilità di accedere agli studi superiori. Una percentuale significativa di studenti termina la scuola dell'obbligo con voti troppo bassi o incompleti, che non consentono loro di accedere alla scuola secondaria di secondo grado e, di conseguenza, li escludono dall'istruzione e formazione continua e dagli studi superiori. La persistente carenza di insegnanti qualificati, in particolare nelle scuole e nelle strutture di educazione e cura della prima infanzia con una presenza elevata di studenti svantaggiati, rischia di compromettere la qualità e l'equità del sistema di istruzione e aggrava ulteriormente il calo dei risultati scolastici. La Svezia trarrebbe vantaggio dal dare seguito alle recenti proposte di riforma volte ad affrontare le cause alla base delle tendenze negative in termini di equità e di risultati.

(27)Nonostante gli sforzi, in alcuni settori e professioni, quali l'assistenza sanitaria, l'informatica e l'istruzione, continuano a persistere carenze di manodopera e di competenze, che sono ulteriormente aggravate dallo squilibrio tra l'offerta di istruzione e formazione e le esigenze del mercato del lavoro. Questo incide negativamente sulla competitività della Svezia e determina una disoccupazione strutturale. Diverse regioni, come ad esempio le zone settentrionali scarsamente popolate, registrano una carenza di manodopera, mentre in altre regioni la manodopera è in eccesso; ciò evidenzia la necessità di migliorare la mobilità dei lavoratori e di potenziare i servizi pubblici e le infrastrutture per consentire ai lavoratori di trasferirsi in regioni in cui le opportunità di lavoro disponibili corrispondono meglio alle loro competenze. Sebbene la partecipazione all'istruzione e formazione professionale (IFP) sia in aumento, quest'ultima continua a incontrare difficoltà nell'adeguarsi alle esigenze del mercato del lavoro e la percentuale di laureati che svolgono un lavoro in linea con la propria istruzione e formazione è in calo. Le misure adottate per garantire una più rapida integrazione delle persone appartenenti a gruppi vulnerabili, in particolare le persone provenienti da contesti svantaggiati e migratori, nel mercato del lavoro hanno finora avuto un effetto limitato e la Svezia continua a registrare il tasso di disoccupazione più elevato dell'UE per le persone nate al di fuori dell'Unione. Il minore livello di istruzione e le competenze limitate delle persone appartenenti a gruppi vulnerabili ne riducono ulteriormente l'occupabilità,

RACCOMANDA alla Svezia di prendere provvedimenti nel 2026 e nel 2027 al fine di: 

1.Tenuto conto della deviazione prevista per il 2026 dalla Commissione rispetto al massimale di spesa netta raccomandato, fare in modo che la spesa netta si allinei ai tassi massimi di crescita raccomandati dal Consiglio il 21 gennaio 2025. Potenziare la prontezza in materia di difesa assicurando nel contempo l'efficienza della spesa e adeguando gradualmente il bilancio affinché possa sostenere una spesa strutturalmente più elevata in quest'ambito. Garantire che le misure adottate per attenuare l'impatto dell'aumento dei prezzi dell'energia siano temporanee, mirino a proteggere le famiglie vulnerabili o a rispondere alle esigenze delle imprese ad alta intensità energetica, preservino gli incentivi al risparmio energetico e che il loro costo di bilancio sia compatibile con gli impegni presi nell'ambito del quadro di bilancio dell'UE.

2.Garantire la continuità delle riforme e degli investimenti attuati nell'ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza. Mantenere il ritmo di attuazione dei programmi della politica di coesione, sfruttando, ove opportuno, la riassegnazione delle risorse alle priorità strategiche e le flessibilità previste nell'ambito del riesame intermedio della politica di coesione.

3.Migliorare l'efficienza del mercato degli alloggi, anche introducendo riforme del mercato degli affitti. Stimolare gli investimenti nell'edilizia residenziale ed eliminare gli ostacoli strutturali per ovviare alle carenze, in particolare nelle aree urbane. Ridurre gli incentivi all'accumulo del debito, anche eliminando o riducendo la deducibilità fiscale degli interessi sui mutui ipotecari.

4.Garantire il conseguimento degli obiettivi di riduzione e di assorbimento delle emissioni di gas a effetto serra, in particolare, le emissioni del trasporto su strada. Ampliare e potenziare le reti di trasmissione dell'energia. Accelerare e razionalizzare le procedure autorizzative per la diffusione delle energie rinnovabili, in particolare per l'energia eolica offshore e onshore, ed evitare l'annullamento delle autorizzazioni.

5.Migliorare i risultati scolastici, in particolare degli studenti provenienti da contesti socioeconomici e migratori svantaggiati, affrontare la carenza di insegnanti qualificati, garantire l'equità del sistema scolastico. Sviluppare le competenze della forza lavoro e risolvere il problema della carenza di competenze e dello squilibrio tra domanda e offerta di competenze attraverso misure mirate di politica attiva del mercato del lavoro, nonché attraverso misure di sostegno e incentivi volti a migliorare l'integrazione nel mercato del lavoro, in particolare delle persone provenienti da contesti socioeconomici svantaggiati e da contesti migratori.

Fatto a Bruxelles, il

Per il Consiglio

Il presidente

(1)    Regolamento (UE) 2024/1263 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2024, relativo al coordinamento efficace delle politiche economiche e alla sorveglianza di bilancio multilaterale e che abroga il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio (GU L, 2024/1263, 30.4.2024, ELI:  http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1263/oj ).
(2)    Regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici (GU L 306 del 23.11.2011, ELI:  http://data.europa.eu/eli/reg/2011/1176/oj ).
(3)    Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il Fondo europeo per la coesione economica, sociale e territoriale, l'agricoltura e lo sviluppo rurale, la pesca e la politica marittima, la prosperità e la sicurezza per il periodo 2028-2034 e che modifica il regolamento (UE) 2023/955 e il regolamento (UE, Euratom) 2024/2509 (COM(2025) 565 final). La proposta di regolamento è attualmente oggetto di negoziati con i colegislatori.
(4)    GU C, C/2026/2434, 28.4.2026, ELI:  http://data.europa.eu/eli/C/2026/2434/oj .
(5)    Raccomandazione del Consiglio, del 21 aprile 2026, sulla politica economica della zona euro (GU C, C/2026/2434, 28.4.2026, ELI:  http://data.europa.eu/eli/C/2026/2434/oj .
(6)    Regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021, che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza (GU L 57 del 18.2.2021, pag. 17, ELI:  http://data.europa.eu/eli/reg/2021/241/oj ).
(7)    SWD(2026) 143 final.
(8)    Raccomandazione del Consiglio, del 21 gennaio 2025, che approva il piano nazionale strutturale di bilancio di medio termine della Svezia (GU C, C/2025/644, 10.2.2025, ELI:  http://data.europa.eu/eli/C/2025/644/oj ).
(9)    Comunicazione della Commissione "Aumento della spesa per la difesa nel rispetto del patto di stabilità e crescita", Bruxelles, C(2025) 2000 final del 19 marzo 2025.
(10)    Le relazioni annuali 2026 sui progressi compiuti sono disponibili al seguente indirizzo: https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-and-fiscal-governance/stability-and-growth-pact/preventive-arm/annual-progress-reports_it .
(11)    Eurostat, Euroindicatori, 22.4.2026.
(12)    L'orientamento della politica di bilancio è definito come misura della variazione annuale della sottostante posizione di bilancio delle amministrazioni pubbliche. Mira a valutare l'impulso economico derivante dalle politiche di bilancio, sia finanziate a livello nazionale sia finanziate dal bilancio dell'UE. L'orientamento della politica di bilancio è misurato come la differenza tra i) la crescita potenziale a medio termine e ii) la variazione della spesa primaria al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate, compresa la spesa finanziata dal sostegno non rimborsabile (sovvenzioni) del dispositivo per la ripresa e la resilienza e altri fondi dell'Unione.
(13)    Eurostat, Euroindicatori, 22.4.2026.
(14)    Eurostat, spesa pubblica per classificazione delle funzioni di governo (COFOG).
(15)    Situazione alla data limite delle previsioni di primavera 2026 della Commissione (4 maggio 2026).
(16)    Regolamento (UE) 2025/1914 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 settembre 2025, che modifica i regolamenti (UE) 2021/1058 e (UE) 2021/1056 per quanto riguarda misure specifiche per affrontare le sfide strategiche nel contesto del riesame intermedio.