COMMISSIONE EUROPEA
Bruxelles, 3.6.2026
COM(2026) 218 final
Raccomandazione di
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
sulle politiche economiche, sociali, occupazionali, strutturali e di bilancio di Malta
{SWD(2026) 218 final}
COMMISSIONE EUROPEA
Bruxelles, 3.6.2026
COM(2026) 218 final
Raccomandazione di
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
sulle politiche economiche, sociali, occupazionali, strutturali e di bilancio di Malta
{SWD(2026) 218 final}
Raccomandazione di
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
sulle politiche economiche, sociali, occupazionali, strutturali e di bilancio di Malta
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 148, paragrafo 4,
visto il regolamento (UE) 2024/1263 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2024, relativo al coordinamento efficace delle politiche economiche e alla sorveglianza di bilancio multilaterale e che abroga il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio( 1 ), in particolare l'articolo 3, paragrafo 3,
vista la raccomandazione della Commissione europea,
viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del comitato per l'occupazione,
visto il parere del comitato economico e finanziario,
visto il parere del comitato per la protezione sociale,
visto il parere del comitato di politica economica,
considerando quanto segue:
(1)Il regolamento (UE) 2024/1263 specifica gli obiettivi perseguiti dal quadro di governance economica, vale a dire finanze pubbliche sane e sostenibili, una crescita sostenibile e inclusiva e la resilienza attraverso riforme e investimenti, nonché la prevenzione di disavanzi pubblici eccessivi. Il regolamento prevede che il Consiglio e la Commissione esercitino la sorveglianza multilaterale nell'ambito del semestre europeo in osservanza degli obiettivi e degli obblighi sanciti dal trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE). Il semestre europeo comprende in particolare l'elaborazione delle raccomandazioni specifiche per paese e la sorveglianza sulla loro attuazione.
(2)Il 16 luglio 2025 la Commissione ha adottato la proposta di regolamento che istituisce il Fondo europeo per la coesione economica, sociale e territoriale, l'agricoltura e lo sviluppo rurale, la pesca e la politica marittima, la prosperità e la sicurezza per il periodo 2028-2034 e che modifica il regolamento (UE) 2023/955 e il regolamento (UE, Euratom) 2024/2509( 2 ). La proposta mira ad aumentare l'efficacia dei finanziamenti dell'Unione riducendo la frammentazione dell'architettura finanziaria e a sostenere gli Stati membri nel coordinamento della loro politica economica in linea con l'articolo 175 TFUE. Il 25 novembre 2026 la Commissione ha adottato un parere sul documento programmatico di bilancio 2025 di Malta. Lo stesso giorno la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta 2026, in cui non annoverava Malta tra gli Stati membri che dovevano essere sottoposti a esame approfondito. La Commissione ha inoltre adottato una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro, una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sul capitale umano nell'Unione europea e una proposta di relazione comune sull'occupazione 2026, che analizza l'attuazione degli orientamenti in materia di occupazione e dei principi del pilastro europeo dei diritti sociali. Il Consiglio ha adottato la raccomandazione sulla politica economica della zona euro( 3 ) il 21 aprile 2026 e la relazione comune sull'occupazione e la raccomandazione sul capitale umano il 9 marzo 2026.
(3)Il 29 gennaio 2025 la Commissione ha pubblicato la bussola per la competitività, un quadro strategico volto a rafforzare la competitività dell'UE a livello globale nei prossimi cinque anni. La bussola per la competitività individua nelle tre esigenze trasformative dell'innovazione, della decarbonizzazione e competitività e della sicurezza i pilastri fondamentali della crescita economica sostenibile. Il semestre europeo si allinea alla bussola per la competitività, in modo che le politiche economiche degli Stati membri siano coerenti con gli obiettivi strategici della Commissione, creando un approccio unificato alla governance economica in grado di promuovere la crescita sostenibile, l'innovazione e la resilienza in tutta l'Unione.
(4)Nel 2026 il semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche continua a svilupparsi parallelamente all'ultima fase dell'attuazione del dispositivo per la ripresa e la resilienza( 4 ). I piani per la ripresa e la resilienza, insieme ai finanziamenti della politica di coesione, sono stati fondamentali per realizzare le priorità politiche del semestre europeo in quanto i primi dovevano rispondere in modo efficace alla totalità o a un sottoinsieme significativo delle sfide individuate nelle raccomandazioni specifiche per paese formulate negli ultimi cicli, mentre i programmi finanziati dalla politica di coesione europea dovevano tenere conto delle raccomandazioni specifiche per paese. Ora che il periodo di attuazione del dispositivo per la ripresa e la resilienza sta per giungere al termine, è fondamentale portare avanti le riforme e gli investimenti sostenuti e attuati nell'ambito di tale dispositivo, in particolare quelli che contribuiscono a rispondere alle sfide individuate nelle raccomandazioni specifiche per paese.
(5)Il 3 giugno 2026 la Commissione ha pubblicato la relazione per paese 2026 relativa a Malta. La Commissione ha valutato i progressi compiuti dal paese nel dar seguito alle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese e ha fatto il punto dell'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza. Sulla scorta di questa analisi la relazione per paese ha individuato i problemi più urgenti che Malta si trova ad affrontare. Ha valutato quindi i progressi compiuti dal paese nell'attuare il pilastro europeo dei diritti sociali e conseguire gli obiettivi principali dell'Unione in materia di occupazione, competenze e riduzione della povertà e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.
(6)Su valutazione e raccomandazione della Commissione, il 21 gennaio 2025 il Consiglio ha adottato una raccomandazione che approva il piano nazionale strutturale di bilancio di medio termine di Malta( 5 ). Il piano copre il periodo 2025‑2028 e presenta un aggiustamento di bilancio ripartito su quattro anni. Il Consiglio ha raccomandato i tassi massimi di crescita della spesa netta seguenti: 6,0 % nel 2025, 5,8 % nel 2026, 5,8 % nel 2027 e 6,1 % nel 2028, che corrispondono a tassi massimi di crescita cumulativi calcolati rispetto all'anno di riferimento 2023 del 13,8 % nel 2025, del 20,4 % nel 2026, del 27,4 % nel 2027 e del 35,1 % nel 2028. Per il periodo 2025-2027 questi tassi massimi di crescita della spesa netta coincidono con il percorso correttivo raccomandato dal Consiglio il 21 gennaio 2025 a norma dell'articolo 126, paragrafo 7, TFUE, al fine di far cessare la situazione di disavanzo eccessivo( 6 ). A seguito della correzione tempestiva e duratura del disavanzo eccessivo, il [data] il Consiglio, su raccomandazione della Commissione, ha adottato una decisione a norma dell'articolo 126, paragrafo 12, TFUE( 7 ), che abroga la precedente decisione che stabilisce l'esistenza di un disavanzo eccessivo( 8 ).
(7)La guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina e le sue ripercussioni costituiscono una sfida esistenziale per l'Unione europea. La Commissione ha invitato gli Stati membri a richiedere l'attivazione della clausola di salvaguardia nazionale prevista dal patto di stabilità e crescita in modo coordinato per sostenere l'Unione nelle iniziative volte a incrementare rapidamente e considerevolmente la spesa per la difesa( 9 ), proposta che è stata accolta con favore dal Consiglio europeo del 6 marzo 2025. Gli Stati membri possono comunque chiedere l'attivazione della clausola di salvaguardia nazionale in qualsiasi momento fino al 2028, se rispettano i criteri stabiliti all'articolo 26 del regolamento (UE) 2024/1263.
(8)Il 30 aprile 2026 Malta ha presentato la sua relazione annuale 2026 sui progressi compiuti( 10 ) in merito al rispetto dei tassi massimi di crescita della spesa netta raccomandati e all'attuazione delle riforme e degli investimenti volti a rispondere alle principali sfide individuate nelle raccomandazioni specifiche per paese del semestre europeo. La relazione annuale sui progressi compiuti rispecchia anche la relazione semestrale di Malta sui progressi compiuti nell'attuazione del suo piano per la ripresa e la resilienza a norma dell'articolo 27 del regolamento (UE) 2021/241. La relazione sulle azioni intraprese nell'ambito della procedura per i disavanzi eccessivi è integrata nella relazione annuale sui progressi compiuti.
(9)Nel 2025 la crescita del PIL reale è stata pari al 4,0 % e l'inflazione IPCA si è attestata al 2,4 %. Le previsioni di primavera 2026 della Commissione prospettano una crescita del PIL reale del 3,7 % nel 2026 e del 3,6 % nel 2027, e un'inflazione IPCA al 2,7 % nel 2026 e al 2,3 % nel 2027.
(10)I dati forniti da Eurostat( 11 ) indicano che il disavanzo delle amministrazioni pubbliche di Malta è calato dal 3,4 % del PIL nel 2024 al 2,2 % nel 2025. La diminuzione del disavanzo nel 2025 discende da una forte crescita delle entrate, anche provenienti dall'imposizione societaria e indiretta, trainata principalmente dall'espansione del PIL nominale e delle basi imponibili, e da considerevoli entrate fiscali straordinarie. D'altra parte, pur non essendosi ripetuto il consistente trasferimento in conto capitale concesso alla compagnia aerea nazionale nel 2024, la spesa pubblica ha continuato ad aumentare in modo significativo, con incrementi sostanziali della spesa salariale e dei consumi intermedi della pubblica amministrazione e una spesa una tantum derivante da una decisione giudiziaria. Sulla base delle misure di policy note alla data limite delle previsioni, le previsioni di primavera 2026 della Commissione prospettano un disavanzo del 2,2 % del PIL per il 2026 e del 2,1 % del PIL per il 2027.
(11)Sulla base delle stime della Commissione, nel 2025 l'orientamento della politica di bilancio( 12 ), che comprende la spesa finanziata a livello sia nazionale che dell'UE, è stato restrittivo, facendo registrare una contrazione pari allo 0,6 % del PIL. Secondo le proiezioni, sarà sostanzialmente neutro nel 2026, e restrittivo, con una contrazione dello 0,5 % del PIL, nel 2027.
(12)Sulla base dei dati forniti da Eurostat( 13 ), il debito delle amministrazioni pubbliche di Malta è salito dal 45,9 % del PIL alla fine del 2024 al 46,4 % alla fine del 2025. Sulla base delle misure di policy note alla data limite delle previsioni, le previsioni di primavera 2026 della Commissione indicano che il rapporto debito/PIL scenderà al 46,2 % entro la fine del 2026 per poi rimanere stabile a questa percentuale entro la fine del 2027.
(13)Secondo i dati Eurostat( 14 ), nel 2025 la spesa totale delle amministrazioni pubbliche per la difesa a Malta è stata pari allo 0,5 % del PIL. Le previsioni di primavera 2026 della Commissione prospettano una spesa per la difesa allo 0,6 % del PIL nel 2026.
(14)L'Unione continua a dover fronteggiare rischi di interruzioni dell'approvvigionamento energetico e un'elevata volatilità dei prezzi, una situazione esacerbata dalle tensioni geopolitiche che incidono sui mercati mondiali del petrolio e del gas. L'esperienza acquisita con la crisi energetica del 2022-2023 ha dimostrato che misure ad ampio raggio e non mirate comportano elevati costi di bilancio e sono inefficienti dal punto di vista sociale ed economico. Dallo scoppio della guerra in Medio Oriente nel febbraio 2026, Malta non ha adottato nuove misure di politica di bilancio per attenuare l'impatto dei rincari dell'energia sulle famiglie e le imprese( 15 ). Tuttavia, dalla crisi energetica del 2022 Malta ha mantenuto congelati i prezzi al dettaglio dell'energia elettrica e dei combustibili, che si collocano tra i livelli più bassi dell'UE. Secondo le previsioni di primavera 2026 della Commissione, il costo di bilancio di tali sovvenzioni non temporanee e non mirate per l'energia è destinato a salire dallo 0,9 % del PIL nel 2025 a circa l'1,4 % del PIL nel 2026.
(15)Stando ai calcoli della Commissione la spesa netta a Malta è cresciuta del 5,6 % nel 2025 e cumulativamente del 22,2 % nel 2024 e 2025. La crescita della spesa netta per il 2025 è inferiore al tasso massimo di crescita raccomandato. Se si considerano congiuntamente il 2024 e il 2025, il tasso cumulativo di crescita della spesa netta è superiore al tasso massimo di crescita raccomandato, registrando una deviazione complessiva del 2,3 % del PIL.
(16)Stando ai calcoli della Commissione la spesa netta a Malta crescerà del 6,1 % nel 2026 e cumulativamente del 29,7 % nel 2024, 2025 e 2026. Si prevede che la crescita della spesa netta nel 2026 supererà il tasso massimo di crescita raccomandato, facendo registrare una deviazione pari allo 0,1 % del PIL su base annua. Se si considerano congiuntamente il 2024, il 2025 e il 2026, si prevede che anche il tasso cumulativo di crescita della spesa netta sarà superiore al tasso massimo di crescita raccomandato, registrando una deviazione complessiva del 2,2 % del PIL.
(17)La riduzione dei divari fiscali grazie al miglioramento dell'adempimento degli obblighi fiscali, la lotta all'elusione e all'evasione e il contrasto della pianificazione fiscale aggressiva rimangono importanti per garantire sistemi fiscali equi ed efficienti. Il rapporto gettito fiscale totale/PIL di Malta è ben al di sotto della media dell'UE e dipende fortemente dalla tassazione delle società. Il mix fiscale complessivo è limitato, in quanto comprende solo una quota esigua di imposte ambientali e non prevede imposte ricorrenti sugli immobili. Considerando gli effetti di ricaduta delle strategie di pianificazione fiscale aggressiva tra Stati membri, è indispensabile un'azione coordinata delle politiche nazionali di tutti gli Stati membri a integrazione della normativa dell'UE. Malta ha adottato misure per contrastare le pratiche di pianificazione fiscale aggressiva, in linea con le norme dell'UE, gli orientamenti dell'OCSE e con i propri obblighi derivanti dal codice di condotta. Tuttavia, finché Malta non applicherà ritenute alla fonte, o misure difensive equivalenti, sui pagamenti di interessi, dividendi e royalty effettuati da società con sede a Malta verso giurisdizioni con tasso di imposizione basso o nullo per garantire che tali imprese non trasferiscano i profitti in paesi terzi senza tassarli, il rischio di doppia non imposizione di tali profitti resta elevato. Inoltre il trattamento delle società residenti non domiciliate continua a rappresentare un rischio di doppia non imposizione sia per le società che per le persone fisiche.
(18)Il settore delle pensioni complementari a Malta presenta un margine di crescita tale da garantire l'adeguatezza del reddito da pensione e mitigare le future pressioni sul bilancio derivanti dall'invecchiamento demografico. I regimi pensionistici volontari del secondo e terzo pilastro, sebbene disponibili, registrano un'adesione ancora limitata. Per contro, il sistema pensionistico maltese dipende fortemente dal regime del primo pilastro, che è soggetto a massimali che riducono il benefit ratio medio a circa il 38,3 %, uno dei più bassi rispetto alla media dell'UE del 47 %. Il rafforzamento delle pensioni complementari può contribuire a migliorare l'adeguatezza del reddito pensionistico e la sostenibilità delle finanze pubbliche.
(19)Il coinvolgimento sistematico, significativo e tempestivo delle autorità locali e regionali, delle parti sociali, della società civile e di altri portatori di interessi rimane fondamentale per assicurare un'ampia titolarità ai fini dell'efficace attuazione degli strumenti di finanziamento dell'Unione e nel contesto del semestre europeo.
(20)L'attuazione dei programmi della politica di coesione, che comprendono il sostegno del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), del Fondo per una transizione giusta (JTF), del Fondo sociale europeo Plus (FSE+) e del Fondo di coesione, procede a Malta a un ritmo più rapido rispetto alla media dell'UE, sia in termini di selezione dei progetti che di pagamenti. È importante mantenere lo slancio attuale, massimizzando nel contempo l'impatto degli investimenti sul campo. Nell'ambito dei programmi della politica di coesione che la riguardano, Malta si è già attivata per stimolare la competitività e la crescita. Tuttavia alcuni settori potrebbero richiedere un ulteriore rafforzamento dell'attuazione, compresi quelli relativi all'efficienza energetica e agli investimenti nelle energie rinnovabili, all'inclusione sociale e alla parità di partecipazione al mercato del lavoro. È fondamentale garantire che i nuovi investimenti individuati da Malta nel riesame intermedio dei fondi della politica di coesione, in particolare quelli connessi alle cinque priorità individuate nel regolamento sul riesame intermedio ( 16 ), siano realizzati con rapidità ed efficacia.
(21)Malta si trova ad affrontare diverse sfide connesse alla ricerca e all'innovazione, alla capacità di attrarre e trattenere manodopera altamente qualificata, al sistema giudiziario, alla produzione e alla diffusione delle energie rinnovabili, all'efficienza energetica degli edifici, alla congestione del traffico e alla mobilità sostenibile, alle elevate sovvenzioni ai combustibili fossili, alla qualità dell'istruzione e della formazione e alla loro pertinenza rispetto al mercato del lavoro, allo squilibrio tra domanda e offerta di competenze e alla carenza di manodopera qualificata, all'inclusività dell'istruzione e della formazione, alla qualità dei posti di lavoro poco qualificati e alla gestione dei rifiuti e delle risorse idriche.
(22)La ricerca e l'innovazione continuano a svolgere un ruolo marginale nell'economia maltese, a causa dei livelli di investimento persistentemente bassi in questi settori, che limitano i risultati del paese in termini di innovazione. L'intensità complessiva di ricerca e sviluppo di Malta rimane tra le più basse dell'UE (0,54 % del PIL nel 2024 contro una media UE del 2,24 %), un riflesso degli investimenti limitati da parte sia del settore pubblico che di quello privato. La spesa pubblica in ricerca e sviluppo è particolarmente bassa (0,16 % del PIL nel 2024 contro una media UE dello 0,72 %), il che ostacola la capacità degli istituti di ricerca di sviluppare forti capacità scientifiche. Un quadro analogo emerge per quanto riguarda gli investimenti privati: la spesa in percentuale del PIL rimane debole (0,38 % rispetto alla media UE dell'1,49 %) e il ricorso delle imprese ai regimi di sostegno è limitato. Nel complesso, le principali misure volte a stimolare gli investimenti sia pubblici che privati sono ancora in una fase iniziale; i regimi di sostegno pubblico richiedono un'attuazione più mirata ed è essenziale rafforzare la cooperazione tra il mondo accademico e le imprese per promuovere l'innovazione dei prodotti e dei servizi.
(23)La capacità di Malta di procedere verso un'economia più produttiva dipende dalla sua capacità di attrarre e trattenere manodopera altamente qualificata. Le persistenti carenze di manodopera e di competenze e gli squilibri tra domanda e offerta di competenze, in particolare nelle professioni altamente qualificate e STEM, possono ostacolare le prospettive di crescita del paese. Sebbene Malta abbia adottato alcune misure per attrarre e trattenere lavoratori altamente qualificati, sono necessari ulteriori sforzi, anche attraverso un ricorso più mirato alla migrazione qualificata per sostenere la crescita in settori ad alto valore aggiunto dell'economia del paese. Il rafforzamento dell'uso di strumenti di analisi del fabbisogno di competenze nella politica di sviluppo economico e lo sviluppo delle infrastrutture economiche, giuridiche e sociali per attrarre e trattenere talenti possono sostenere l'adattamento di Malta a un modello di maggiore crescita della produttività.
(24)Il sistema giudiziario continua a registrare notevoli ritardi: il tempo necessario per giungere a sentenza nelle cause civili e commerciali in primo grado è tra i più lunghi dell'UE. Il tempo necessario per definire le cause amministrative in primo grado rimane il più lungo dell'UE. Nonostante i progressi registrati negli ultimi anni, le risorse destinate al sistema giudiziario continuano a destare preoccupazione, a causa della carenza di spazi e di personale. In particolare, il numero di magistrati pro capite è il terzo più basso dell'UE, e il carico di lavoro per ciascun magistrato in ambito civile, commerciale e amministrativo è estremamente elevato. Nonostante i moderati progressi compiuti nella digitalizzazione, l'attuazione della strategia nazionale in materia di giustizia digitale registra ritardi e permangono gravi lacune, mentre le funzioni giudiziarie fondamentali continuano a essere basate su documenti cartacei. Malta è in ritardo rispetto agli altri Stati membri nella promozione dei sistemi alternativi di risoluzione delle controversie, che possono svolgere un ruolo importante nell'alleggerire la pressione sul sistema giudiziario. Anche la revisione e il miglioramento dei codici di procedura giudiziaria contribuirebbero ad accelerare i processi.
(25)La quota di energie rinnovabili di Malta nel consumo finale lordo di energia (17,2 % nel 2024) e nel mix di energia elettrica (16,7 % nel 2025) rimane molto bassa e ben al di sotto della media dell'UE. La produzione di energia rinnovabile proviene quasi esclusivamente dall'energia solare, con una piccolissima parte di combustibili da biomassa/combustibili rinnovabili, e non risulta alcuna produzione di energia eolica o idroelettrica. Malta ha annunciato la prevista realizzazione di un nuovo parco eolico offshore galleggiante entro il 2033, il che rappresenterebbe un passo importante verso l'aumento della capacità installata di energie rinnovabili. Ci sono margini per sfruttare ulteriormente il potenziale dei progetti solari ed eolici offshore e per espandere le soluzioni onshore. Intensificare gli sforzi in tal senso aiuterebbe Malta ad accelerare la diffusione delle energie rinnovabili.
(26)Dal 2019 il consumo di energia è in aumento nella maggior parte dei settori a Malta, in particolare negli edifici residenziali, in un contesto di forte crescita demografica. Ulteriori misure volte a promuovere l'ammodernamento del parco immobiliare contribuirebbero ad affrontare questa tendenza in crescita.
(27)La congestione del traffico continua a rappresentare una sfida strutturale significativa, che incide negativamente sulla sostenibilità ambientale, sulla competitività dell'economia e sulla qualità della vita dei cittadini. Secondo le proiezioni, in assenza di ulteriori misure strategiche, il costo economico della congestione del traffico è destinato a salire a 917 milioni di EUR all'anno entro il 2030( 17 ). Nonostante gli sforzi per migliorare il sistema dei trasporti pubblici e ridisegnare la mobilità a Malta, le misure non sono ancora riuscite a ridurre in modo significativo la dipendenza dalle automobili private. Nel 2024 il 58 % della popolazione maltese ha riferito di non aver mai utilizzato i trasporti pubblici. Il settore dei trasporti continua inoltre a essere la principale fonte di emissioni di gas a effetto serra tra quelli contemplati dal regolamento sulla condivisione degli sforzi, con una quota pari al 48 % di tali emissioni nel 2024, ossia un aumento del 45 % rispetto al 2005. Questa tendenza persiste, nonostante i veicoli a emissioni zero abbiano raggiunto il 37,7 % delle immatricolazioni di nuove autovetture nel 2024, con un aumento di 17,4 punti percentuali rispetto all'anno precedente. Inoltre le infrastrutture di trasporto maltesi rimangono altamente vulnerabili ai rischi legati al clima, con un indice di vulnerabilità dei trasporti pari a 0,42, uno dei più elevati dell'UE. Affinché Malta possa porre rimedio alla congestione del traffico e all'aumento delle emissioni derivanti dai trasporti, sono necessarie politiche di mobilità sostenibile che scoraggino l'uso dell'automobile, anche mediante l'introduzione di corsie riservate agli autobus, la limitazione dell'accesso dei veicoli nelle zone congestionate e la riduzione dei parcheggi disponibili. Allo stesso tempo, il miglioramento dell'efficienza del trasporto stradale e marittimo, insieme agli investimenti nella mobilità sostenibile, in particolare in infrastrutture per la mobilità attiva come l'ampliamento delle reti ciclabili e pedonali, in autobus a emissioni zero e in infrastrutture di ricarica per i combustibili alternativi, garantirebbe una transizione verso opzioni di trasporto più sostenibili e multimodali. Sono necessari ulteriori investimenti per rafforzare la resilienza delle infrastrutture di trasporto ai rischi legati al clima, compresi gli eventi meteorologici estremi.
(28)Nel 2024 le sovvenzioni ai combustibili fossili rappresentavano circa l'1 % del PIL di Malta, una percentuale nettamente superiore alla media UE dello 0,32 %, e non è prevista la loro graduale eliminazione. Le sovvenzioni ai combustibili fossili scoraggiano gli investimenti nelle energie rinnovabili, nell'efficienza energetica e nell'elettrificazione dei trasporti, che contribuirebbero al conseguimento degli obiettivi climatici, al rafforzamento della sicurezza energetica e alla promozione di una migliore qualità della vita nel paese. Allo stesso tempo, le sovvenzioni ai combustibili fossili rappresentano un pesante onere fiscale per Malta. Non forniscono un sostegno efficiente sotto il profilo dei costi all'economia nei periodi in cui i prezzi internazionali dell'energia sono elevati e non affrontano in modo mirato il problema della povertà energetica.
(29)Malta genera alcuni dei livelli più elevati di rifiuti pro capite nell'UE, la stragrande maggioranza dei quali è smaltita in discarica, esercitando una notevole pressione sull'ambiente naturale delle isole. Nel 2024 la produzione di rifiuti urbani ha raggiunto i 621 kg pro capite, uno dei tassi più elevati dell'UE, mentre il tasso di riciclaggio è rimasto estremamente basso, attestandosi al 16,7 %, notevolmente al di sotto della media UE del 48 %. Malta ha già mancato l'obiettivo del 50 % di riciclaggio dei rifiuti urbani per il 2020 ed è a rischio di non raggiungere quello del 55 % fissato per il 2025. Inoltre nel 2023 il tasso di collocamento in discarica dei rifiuti urbani si è attestato al 74 %, superando di gran lunga la media UE del 22 %. Il notevole divario tra l'attuale tasso di collocamento in discarica e l'obiettivo del 10 % di collocamento in discarica dei rifiuti urbani per il 2035 continua a destare forte preoccupazione. Nonostante l'aumento degli investimenti nelle infrastrutture di gestione dei rifiuti e l'introduzione di diverse iniziative di riutilizzo e riciclaggio, le misure adottate non hanno ancora prodotto effetti misurabili sulle prestazioni in materia di gestione dei rifiuti. Pertanto Malta trarrebbe vantaggio dal rispetto della gerarchia dei rifiuti dando priorità alla prevenzione dei rifiuti, rafforzando le pratiche di riciclaggio e di economia circolare, sia attraverso un'applicazione più rigorosa della normativa nazionale vigente in materia di rifiuti sia ampliando le infrastrutture di riciclaggio e riutilizzo, accelerando nel contempo gli investimenti previsti negli impianti di trattamento dei rifiuti per ridurre la dipendenza dal collocamento in discarica.
(30)Malta si trova ad affrontare una carenza idrica strutturale, aggravata da una forte crescita demografica, dall'aumento delle temperature e da siccità prolungate, che hanno notevolmente ridotto la disponibilità di acqua dolce. Questa sfida è evidenziata dall'indice di sfruttamento idrico Plus (WEI+) stagionale, che ha raggiunto il 66,7 % nel terzo trimestre del 2023, il secondo livello più elevato tra gli Stati membri dell'UE, segnale di una grave carenza idrica. L'elevata domanda di acqua, trainata principalmente dai settori turistico, agricolo, domestico e industriale, aggrava ulteriormente la scarsità. In risposta, Malta ha cercato di attenuare tali pressioni aumentando l'estrazione delle acque sotterranee e la desalinizzazione dell'acqua di mare. Oltre alla carenza idrica, la scarsa qualità dell'acqua rimane un problema persistente a Malta. Come indicato nel terzo piano di gestione dei bacini idrografici di Malta, solo il 58 % dei corpi idrici superficiali (in numero) ha raggiunto uno stato ecologico buono o elevato, mentre solo il 45 % ha raggiunto un buono stato chimico. Per quanto riguarda le acque sotterranee, l'82 % dei corpi idrici sotterranei (in termini di superficie) non ha raggiunto un buono stato quantitativo e il 100 % non ha raggiunto un buono stato chimico. Le principali pressioni sulla qualità delle acque superficiali e sotterranee derivano dalle attività agricole e dall'intrusione salina dovuta all'eccessiva estrazione. Inoltre due agglomerati maltesi continuano a non essere conformi alla direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane a causa della bassa percentuale di famiglie collegate ad impianti di trattamento almeno secondario delle acque reflue urbane. Per affrontare queste sfide, Malta trarrebbe vantaggio dall'espansione degli investimenti in infrastrutture urbane per la raccolta delle acque piovane e in soluzioni basate sulla natura, che potrebbero ridurre i rischi di alluvioni e migliorare il ravvenamento delle acque sotterranee. Per migliorare la qualità dell'acqua e contrastare l'inquinamento delle acque superficiali e sotterranee appare inoltre necessario introdurre una regolamentazione più rigorosa dell'estrazione delle acque sotterranee e potenziare la capacità di trattamento delle acque reflue.
(31)Alla luce del ruolo cruciale del capitale umano nell'aumentare la competitività e l'autonomia strategica dell'Unione, nel 2026 il Consiglio ha raccomandato agli Stati membri di agire con urgenza per affrontare le sfide strutturali connesse al capitale umano nei settori delle competenze e dell'istruzione che ostacolano la competitività. Le raccomandazioni specifiche per paese del 2026 rivolte a Malta possono contribuire all'attuazione della raccomandazione del Consiglio sul capitale umano nell'Unione europea.
(32)Le carenze e gli squilibri tra domanda e offerta di competenze rischiano di compromettere la solidità del mercato del lavoro di Malta e di ostacolarne le transizioni verde e digitale. Nonostante i tassi molto elevati di posti di lavoro vacanti, persistono lacune critiche nei ruoli relativi alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC), all'edilizia, all'assistenza sanitaria, all'istruzione e alla transizione verde: il 43 % delle imprese non dispone di dipendenti qualificati dal punto di vista ecologico e due terzi segnalano che la forza lavoro non è preparata. Le competenze fornite dal sistema di istruzione e formazione maltese non tengono il passo con la domanda del mercato del lavoro, anche a causa della frammentazione della governance delle competenze e della capacità di previsione. Il rafforzamento degli strumenti di analisi del fabbisogno di competenze può contribuire ad anticipare le esigenze del mercato del lavoro e ad affrontare gli squilibri esistenti tra domanda e offerta. I laureati in scienze, tecnologia, ingegneria e matematica (STEM) rappresentano solo il 13,8 % del totale dei diplomi di istruzione post-secondaria, una percentuale ben al di sotto della media dell'UE, con una presenza femminile ancora più esigua; nel 2023 Malta ha registrato il tasso di iscrizione ai corsi di laurea STEM più basso dell'UE. Anche i percorsi di istruzione e formazione professionale (IFP) presentano delle carenze, con un'offerta limitata di apprendimento basato sul lavoro e una scarsa diffusione dei programmi di IFP legati alle discipline STEM, in particolare tra le donne. La partecipazione degli adulti all'apprendimento rimane disomogenea, in quanto solo una piccola parte dell'ampia platea di adulti scarsamente qualificati partecipa ad attività di formazione. Le persistenti carenze di competenze di base aggravano ulteriormente la situazione: un quindicenne su tre non dispone delle competenze di base in matematica, lettura e scienze e la metà dei ragazzi di 12-13 anni non possiede competenze digitali di base. Le carenze in termini di disponibilità di insegnanti, sviluppo professionale e sostegno a classi sempre più eterogenee rischiano di limitare la capacità del sistema di istruzione di migliorare i risultati dell'apprendimento. Per affrontare tali questioni, è fondamentale rafforzare la qualità e la pertinenza dell'istruzione e della formazione rispetto al mercato del lavoro, l'uso di strumenti di analisi delle competenze, la formazione degli insegnanti, l'IFP basata sul lavoro e il miglioramento del livello delle competenze degli adulti, in particolare nei settori STEM e della transizione verde, al fine di ridurre le carenze di manodopera, migliorare i risultati scolastici e allineare le competenze alle esigenze del mercato del lavoro.
(33)La limitata inclusività dell'istruzione e della formazione, già a partire dall'educazione della prima infanzia, ostacola il potenziale delle persone in situazioni di vulnerabilità. A causa della carenza di personale docente adeguatamente qualificato e dell'inefficacia delle pratiche e dei programmi didattici, la scuola non risponde in modo adeguato alle esigenze di tutti gli alunni, compresi quelli con disabilità. Le persistenti disparità nei risultati in termini di apprendimento e di occupazione legate al contesto socioeconomico e al tipo di scuola indicano che permangono notevoli sfide in materia di equità. In particolare, lo scarso rendimento scolastico è particolarmente diffuso tra gli studenti provenienti da contesti socioeconomici svantaggiati: il 51,5 % ha un rendimento scarso in lettura, il 47,7 % in matematica e il 46,0 % in scienze. Inoltre l'abbandono scolastico rimane particolarmente elevato tra i giovani con disabilità, mentre un numero significativo di giovani con disabilità non ha un lavoro, né segue un percorso scolastico o formativo. Per quanto riguarda l'educazione e la cura della prima infanzia, il sistema maltese attualmente lega il diritto a tali servizi all'attività dei genitori (lavoro, istruzione, formazione) piuttosto che a un diritto universale o basato sulla condizione di povertà. Sebbene recenti disposizioni abbiano esteso l'accesso ad alcuni gruppi di genitori disoccupati, il divario di partecipazione tra i minori a rischio di povertà o di esclusione sociale e i minori non a rischio di povertà o di esclusione sociale rimane molto ampio: questi ultimi hanno quasi il doppio delle probabilità (48,2 %) di frequentare più di 25 ore di servizi di educazione e cura della prima infanzia alla settimana rispetto ai minori a rischio (24,9 %). Permangono inoltre preoccupazioni riguardo alla qualità dell'offerta di servizi di educazione e cura della prima infanzia, poiché stime recenti indicano che oltre un quinto del personale addetto all'assistenza all'infanzia non possiede qualifiche pedagogiche adeguate, il che potrebbe limitare il potenziale di questi servizi nel favorire lo sviluppo delle competenze nella prima infanzia, in particolare per i gruppi svantaggiati. Appare necessario rafforzare il sostegno mirato ai minori provenienti da contesti svantaggiati e a quelli con necessità speciali, indipendentemente dal contesto lavorativo o formativo dei loro genitori.
(34)La qualità disomogenea del lavoro ostacola la capacità di fidelizzare i lavoratori. La percentuale di posti di lavoro a bassa retribuzione è aumentata e oltre il 10 % dei lavoratori ha continuato a svolgere lavori a bassa retribuzione negli ultimi quattro anni, fenomeno che colpisce in modo sproporzionato le donne e i cittadini di paesi terzi. Malta registra inoltre una percentuale relativamente elevata di ore di lavoro atipico (39,1 % dei lavoratori rispetto al 32,6 % nell'UE). Diversi settori, tra cui l'assistenza sanitaria, fanno sempre più ricorso a lavoratori provenienti da paesi terzi. Tuttavia i cittadini di paesi terzi che svolgono lavori poco qualificati si trovano spesso ad affrontare condizioni di lavoro meno favorevoli e una scarsa qualità del lavoro sotto diversi aspetti: orari di lavoro prolungati, un avvicendamento elevato, prospettive di carriera limitate, diritti ridotti in caso di perdita del posto di lavoro e condizioni di salute e sicurezza sul lavoro peggiori. La povertà lavorativa colpisce inoltre in modo sproporzionato i cittadini di paesi terzi (il 17,3 % rispetto al 5,6 % della popolazione autoctona). La capacità di ispezione del lavoro è aumentata, ma rimane al di sotto delle norme dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) e le sanzioni in caso di violazioni sono ancora relativamente basse. Affrontare le preoccupazioni in materia di posti di lavoro di qualità, in stretta collaborazione con le parti sociali, e promuovere ulteriormente l'ispezione del lavoro potrebbe avere un impatto positivo sull'avvicendamento dei dipendenti e sugli elevati tassi di posti vacanti.
(35)Date le strette correlazioni tra le economie degli Stati membri della zona euro e il loro contributo collettivo al funzionamento dell'Unione economica e monetaria, nel 2026 il Consiglio ha raccomandato a tali Stati membri di prendere provvedimenti, anche tramite i piani per la ripresa e la resilienza, per attuare la raccomandazione del 2026 sulla politica economica della zona euro. Per Malta, la raccomandazione di cui al punto 1 contribuisce all'attuazione della prima, della seconda e della terza raccomandazione per la zona euro, la raccomandazione di cui al punto 2 contribuisce all'attuazione della quarta raccomandazione per la zona euro, la raccomandazione di cui al punto 3 contribuisce all'attuazione della quinta e della settima raccomandazione per la zona euro, la raccomandazione di cui al punto 4 contribuisce all'attuazione della settima raccomandazione per la zona euro e la raccomandazione di cui al punto 6 contribuisce all'attuazione della quinta raccomandazione per la zona euro.
RACCOMANDA a Malta di prendere provvedimenti nel 2026 e nel 2027 al fine di:
1.Controllare la spesa netta affinché rispetti i tassi massimi di crescita raccomandati dal Consiglio il 21 gennaio 2025, in considerazione della significativa deviazione registrata nel 2025 e prevista per il 2026 dalla Commissione rispetto al massimale di spesa netta raccomandato. Potenziare la spesa e la prontezza in materia di difesa assicurando nel contempo l'efficienza della spesa e adeguando gradualmente il bilancio affinché possa sostenere una spesa strutturalmente più elevata in quest'ambito. Garantire che le misure adottate per attenuare l'impatto dell'aumento dei prezzi dell'energia siano temporanee, mirino a proteggere le famiglie vulnerabili o a rispondere alle esigenze delle imprese ad alta intensità energetica, preservino gli incentivi al risparmio energetico e che il loro costo di bilancio sia compatibile con gli impegni presi nell'ambito del quadro di bilancio dell'UE. Introdurre una ritenuta alla fonte sui pagamenti in uscita o misure difensive equivalenti e modificare le norme per le società non domiciliate per affrontare i restanti rischi di pianificazione fiscale aggressiva. Promuovere il settore delle pensioni complementari, in particolare attraverso regimi pensionistici aziendali o professionali.
2.Garantire la continuità delle riforme e degli investimenti attuati nell'ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza. Mantenere lo slancio per attuare i programmi della politica di coesione, utilizzando, ove opportuno, la riassegnazione delle risorse alle priorità strategiche e le flessibilità previste nell'ambito del riesame intermedio della politica di coesione.
3.Rafforzare la ricerca e l'innovazione aumentando gli investimenti pubblici in ricerca e sviluppo e stimolando gli investimenti privati in tale ambito attraverso regimi di sostegno efficaci e rafforzando i legami tra il mondo accademico e le imprese. Rafforzare la capacità di attrarre e trattenere i lavoratori altamente qualificati. Migliorare l'efficienza del sistema giudiziario riducendo l'arretrato giudiziario e la durata dei procedimenti.
4.Accelerare la produzione e la diffusione delle energie rinnovabili. Ridurre la domanda di energia migliorando l'efficienza energetica degli edifici. Affrontare il problema della congestione del traffico e ridurre le emissioni dei trasporti scoraggiando l'uso dell'automobile, migliorando l'efficienza dei trasporti pubblici, agevolando la multimodalità e investendo in infrastrutture di mobilità attiva e in infrastrutture di trasporto resilienti ai cambiamenti climatici. Eliminare gradualmente le sovvenzioni ai combustibili fossili che non hanno carattere temporaneo e non sono dirette alle famiglie e alle imprese più vulnerabili.
5.Migliorare la gestione dei rifiuti promuovendo pratiche di riciclaggio e di economia circolare, riducendo nel contempo la dipendenza dal collocamento in discarica. Migliorare la gestione sostenibile e la qualità delle acque, potenziando la raccolta e il riutilizzo delle acque, contrastando nel contempo l'inquinamento delle acque superficiali e sotterranee.
6.Rafforzare la qualità e la rispondenza dell'istruzione e della formazione al mercato del lavoro per far fronte agli scarsi risultati scolastici, alla forte carenza di competenze e allo squilibrio tra domanda e offerta di qualifiche, in particolare nelle discipline STEM, nello specifico promuovendo le competenze di base degli studenti, la formazione iniziale e continua degli insegnanti e le iscrizioni a percorsi di istruzione e formazione professionale basati sul lavoro, e all'apprendimento degli adulti per le persone scarsamente qualificate. Rafforzare l'inclusività dell'istruzione e della formazione, anche migliorando l'accesso a servizi di educazione e cura della prima infanzia di alta qualità. Affrontare le preoccupazioni relative alla qualità del lavoro nei posti di lavoro scarsamente qualificati, anche per i cittadini di paesi terzi, in particolare rafforzando le ispezioni sul lavoro.
Fatto a Bruxelles, il
Per il Consiglio
Il presidente