Bruxelles, 3.6.2026

COM(2026) 207 final

Raccomandazione di

RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO

sulle politiche economiche, sociali, occupazionali, strutturali e di bilancio dell'Irlanda

{SWD(2026) 207 final}


Raccomandazione di

RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO

sulle politiche economiche, sociali, occupazionali, strutturali e di bilancio dell'Irlanda

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 148, paragrafo 4,

visto il regolamento (UE) 2024/1263 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2024, relativo al coordinamento efficace delle politiche economiche e alla sorveglianza di bilancio multilaterale e che abroga il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio( 1 ), in particolare l'articolo 3, paragrafo 3,

vista la raccomandazione della Commissione europea,

viste le risoluzioni del Parlamento europeo,

viste le conclusioni del Consiglio europeo,

visto il parere del comitato per l'occupazione,

visto il parere del comitato economico e finanziario,

visto il parere del comitato per la protezione sociale,

visto il parere del comitato di politica economica,

considerando quanto segue:

(1)Il regolamento (UE) 2024/1263 specifica gli obiettivi perseguiti dal quadro di governance economica, vale a dire finanze pubbliche sane e sostenibili, una crescita sostenibile e inclusiva e la resilienza attraverso riforme e investimenti, nonché la prevenzione di disavanzi pubblici eccessivi. Il regolamento prevede che il Consiglio e la Commissione esercitino la sorveglianza multilaterale nell'ambito del semestre europeo in osservanza degli obiettivi e degli obblighi sanciti dal trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE). Il semestre europeo comprende in particolare l'elaborazione delle raccomandazioni specifiche per paese e la sorveglianza sulla loro attuazione.

(2)Il 16 luglio 2025 la Commissione ha adottato la proposta di regolamento che istituisce il Fondo europeo per la coesione economica, sociale e territoriale, l'agricoltura e lo sviluppo rurale, la pesca e la politica marittima, la prosperità e la sicurezza per il periodo 2028-2034 e che modifica il regolamento (UE) 2023/955 e il regolamento (UE, Euratom) 2024/2509( 2 ). La proposta mira ad aumentare l'efficacia dei finanziamenti dell'Unione riducendo la frammentazione dell'architettura finanziaria e a sostenere gli Stati membri nel coordinamento della loro politica economica in linea con l'articolo 175 TFUE.

(3)Il 25 novembre 2025 la Commissione ha adottato un parere sul documento programmatico di bilancio 2026 dell'Irlanda. Lo stesso giorno la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta 2026, in cui non annoverava l'Irlanda tra gli Stati membri che dovevano essere sottoposti a esame approfondito. La Commissione ha inoltre adottato una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro, una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sul capitale umano nell'Unione europea e una proposta di relazione comune sull'occupazione 2026, che analizza l'attuazione degli orientamenti in materia di occupazione e dei principi del pilastro europeo dei diritti sociali. Il Consiglio ha adottato la raccomandazione sulla politica economica della zona euro( 3 ) il 21 aprile 2026 e la relazione comune sull'occupazione e la raccomandazione sul capitale umano il 9 marzo 2026.

(4)Il 29 gennaio 2025 la Commissione ha pubblicato la bussola per la competitività, un quadro strategico volto a rafforzare la competitività dell'UE a livello globale nei prossimi cinque anni. La bussola per la competitività individua nelle tre esigenze trasformative dell'innovazione, della decarbonizzazione e competitività e della sicurezza i pilastri fondamentali della crescita economica sostenibile. Il semestre europeo si allinea alla bussola per la competitività, in modo che le politiche economiche degli Stati membri siano coerenti con gli obiettivi strategici della Commissione, creando un approccio unificato alla governance economica in grado di promuovere la crescita sostenibile, l'innovazione e la resilienza in tutta l'Unione.

(5)Nel 2026 il semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche continua a svilupparsi parallelamente all'ultima fase dell'attuazione del dispositivo per la ripresa e la resilienza( 4 ). I piani per la ripresa e la resilienza, insieme ai finanziamenti della politica di coesione, sono stati fondamentali per realizzare le priorità politiche del semestre europeo in quanto i primi dovevano rispondere in modo efficace alla totalità o a un sottoinsieme significativo delle sfide individuate nelle raccomandazioni specifiche per paese formulate negli ultimi cicli, mentre i programmi finanziati dalla politica di coesione europea dovevano tenere conto delle raccomandazioni specifiche per paese. Ora che il periodo di attuazione del dispositivo per la ripresa e la resilienza sta per giungere al termine, è fondamentale portare avanti le riforme e gli investimenti sostenuti e attuati nell'ambito di tale dispositivo, in particolare quelli che contribuiscono a rispondere alle sfide individuate nelle raccomandazioni specifiche per paese.

(6)Il 3 giugno 2026 la Commissione ha pubblicato la relazione per paese 2026 relativa all'Irlanda. La Commissione ha valutato i progressi compiuti dal paese nel dar seguito alle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese e ha fatto il punto dell'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza. Sulla scorta di questa analisi la relazione per paese ha individuato i problemi più urgenti che l'Irlanda si trova ad affrontare. Ha valutato quindi i progressi compiuti dal paese nell'attuare il pilastro europeo dei diritti sociali e conseguire gli obiettivi principali dell'Unione in materia di occupazione, competenze e riduzione della povertà e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

(7)Su valutazione e raccomandazione della Commissione, il 10 marzo 2026 il Consiglio ha adottato una raccomandazione che approva il piano nazionale strutturale di bilancio di medio termine del gennaio 2026 dell'Irlanda( 5 ). Il piano, presentato a norma dell'articolo 15, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2024/1263, copre il periodo dal 2026 al 2030 e fissa un vincolo di bilancio sotto forma di un tasso massimo di crescita della spesa netta nell'arco di cinque anni. Il Consiglio ha raccomandato i tassi massimi di crescita della spesa netta seguenti: 6,6 % nel 2026, 6,0 % nel 2027, 7,6 % nel 2028, 6,7 % nel 2029 e 6,4 % nel 2030, che corrispondono a tassi massimi di crescita cumulativi calcolati rispetto all'anno di riferimento 2024 del 16,5 % nel 2026, del 23,5 % nel 2027, del 32,9 % nel 2028, del 41,7 % nel 2029 e del 50,9 % nel 2030. La presente raccomandazione sostituisce la raccomandazione del 21 gennaio 2025( 6 ). I tassi massimi di crescita della spesa netta ivi fissati per il 2025, corrispondenti al 5,1 % in termini annui e al 15,4 % in termini cumulativi con riferimento all'anno base 2023, rimangono tuttavia pertinenti per valutare la conformità fino al 2025 compreso.

(8)La guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina e le sue ripercussioni costituiscono una sfida esistenziale per l'Unione europea. La Commissione ha invitato gli Stati membri a richiedere l'attivazione della clausola di salvaguardia nazionale prevista dal patto di stabilità e crescita in modo coordinato per sostenere l'Unione nelle iniziative volte a incrementare rapidamente e considerevolmente la spesa per la difesa( 7 ), proposta che è stata accolta con favore dal Consiglio europeo del 6 marzo 2025. Gli Stati membri possono comunque chiedere l'attivazione della clausola di salvaguardia nazionale in qualsiasi momento fino al 2028, se rispettano i criteri stabiliti all'articolo 26 del regolamento (UE) 2024/1263.

(9)Il 30 aprile 2026 l'Irlanda ha presentato la sua relazione annuale sui progressi compiuti( 8 ), in merito al rispetto dei tassi massimi di crescita della spesa netta raccomandati e all'attuazione delle riforme e degli investimenti volti a rispondere alle principali sfide individuate nelle raccomandazioni specifiche per paese del semestre europeo. La relazione annuale sui progressi compiuti rispecchia anche la relazione semestrale dell'Irlanda sui progressi compiuti nell'attuazione del suo piano per la ripresa e la resilienza a norma dell'articolo 27 del regolamento (UE) 2021/241.

(10)Nel 2025 la crescita del PIL reale è stata pari al 12,3 % e l'inflazione IPCA si è attestata al 2,1 %. Le previsioni di primavera 2026 della Commissione prospettano per il PIL reale un calo dell'1,2 % nel 2026 e una crescita del 3,4 % nel 2027, come pure un'inflazione IPCA al 3,5 % nel 2026 e al 2,6 % nel 2027.

(11)I dati forniti da Eurostat( 9 ) indicano che l'avanzo delle amministrazioni pubbliche dell'Irlanda è calato dal 4,1 % del PIL nel 2024 all'1,8 % nel 2025. La diminuzione dell'avanzo nel 2025 rispecchia principalmente l'assenza delle entrate elevate derivanti da misure una tantum osservate nel 2024. Sulla base delle misure di policy note alla data limite delle previsioni, le previsioni di primavera 2026 della Commissione prospettano un avanzo dell'1,4 % del PIL per il 2026 e dell'1,2 % per il 2027. Le diminuzioni dell'avanzo nel 2026 e nel 2027 rispecchiano principalmente un contenimento della crescita delle entrate e dai forti aumenti della spesa previsti per le retribuzioni del settore pubblico, le prestazioni sociali e gli investimenti pubblici.

(12)Sulla base delle stime della Commissione, nel 2025 l'orientamento della politica di bilancio( 10 ), che comprende la spesa finanziata a livello sia nazionale che dell'UE, è stato sostanzialmente neutro. Secondo le proiezioni, rimarrà sostanzialmente neutro sia nel 2026 che nel 2027.

(13)Sulla base dei dati forniti da Eurostat( 11 ), il debito delle amministrazioni pubbliche dell'Irlanda è sceso dal 38,3 % del PIL alla fine del 2024 al 32,9 % alla fine del 2025. La diminuzione del rapporto debito/PIL nel 2025 riflette principalmente una forte crescita reale dell'economia e il conseguimento di un avanzo di bilancio. Sulla base delle misure di policy note alla data limite delle previsioni, le previsioni di primavera 2026 della Commissione indicano che il rapporto debito/PIL scenderà al 32,4 % entro la fine del 2026 e al 31,6 % entro la fine del 2027.

(14)Sulla base delle previsioni di primavera 2026 della Commissione, la spesa totale delle amministrazioni pubbliche per la difesa in Irlanda è stata pari allo 0,2 % del PIL nel 2025 e, secondo le proiezioni, si manterrà allo stesso livello nel 2026.

(15)L'Unione continua a dover fronteggiare rischi di interruzioni dell'approvvigionamento energetico e un'elevata volatilità dei prezzi, una situazione esacerbata dalle tensioni geopolitiche che incidono sui mercati mondiali del petrolio e del gas. L'esperienza acquisita con la crisi energetica del 2022-2023 ha dimostrato che misure ad ampio raggio e non mirate comportano elevati costi di bilancio e sono inefficienti dal punto di vista sociale ed economico. Dallo scoppio della guerra in Medio Oriente nel febbraio 2026, l'Irlanda ha adottato misure di politica di bilancio per attenuare l'impatto dei rincari dell'energia sulle famiglie e le imprese( 12 ). Tra queste figurano una riduzione generalizzata delle accise e del prelievo della National Oil Reserves Agency (NORA) fino al luglio 2026, un rinvio dell'aumento della tassa sul carbonio fino all'ottobre 2026, sovvenzioni mirate al settore dei trasporti fino al maggio 2026 e al settore agricolo fino al luglio 2026 e trasferimenti sociali mirati alle famiglie a basso reddito nell'aprile 2026. Secondo le previsioni di primavera 2026 della Commissione, queste misure avranno un costo di bilancio corrispondente allo 0,1 % del PIL nel 2026. Le stime della Commissione suggeriscono che, se tali misure rimanessero in vigore fino alla fine del 2026, il costo di bilancio raggiungerebbe lo 0,3 % del PIL nel 2026.

(16)Stando ai calcoli della Commissione la spesa netta in Irlanda è cresciuta del 6,7 % nel 2025 e cumulativamente del 15 % nel 2024 e 2025. La crescita della spesa netta nel 2025 ha superato il tasso massimo di crescita raccomandato dal Consiglio nel gennaio 2025, facendo registrare una deviazione leggermente superiore allo 0,3 % del PIL su base annua. Se si considerano congiuntamente il 2024 e il 2025, il tasso di crescita cumulativo della spesa netta è inferiore al tasso massimo raccomandato. Allo stesso tempo, come osservato, la posizione di bilancio per il 2025 era in avanzo e il debito delle amministrazioni pubbliche era inferiore al 60 % del PIL.

(17)Stando ai calcoli della Commissione la spesa netta in Irlanda crescerà del 6,1 % nel 2026 e cumulativamente del 13,2 % nel 2025 e 2026. La crescita della spesa netta prevista nel 2026 è inferiore al tasso massimo di crescita raccomandato dal Consiglio nel marzo 2026. Se si considerano congiuntamente il 2025 e il 2026, si prevede che anche il tasso di crescita cumulativo della spesa netta sarà inferiore al tasso massimo raccomandato.

(18)La dipendenza delle entrate pubbliche irlandesi dall'imposta sulle società corrisposta dalle imprese multinazionali di proprietà straniera continua a mettere a rischio la stabilità delle finanze pubbliche. Il gettito eccezionalmente elevato dell'imposta sul reddito delle società proviene da un numero relativamente esiguo di grandi imprese dei settori farmaceutico e delle TIC e si stima che una parte sostanziale delle entrate abbia natura "straordinaria", ossia superiore a quanto giustificabile dall'attività economica interna. Pertanto il gettito dell'imposta sul reddito delle società potrebbe essere fortemente influenzato da sviluppi internazionali quali cambiamenti nel contesto commerciale e fiscale a livello mondiale. I rischi connessi all'imposta sul reddito delle società sono aggravati dalle interconnessioni tra le basi imponibili dell'imposta sulle società e dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, in quanto le multinazionali di proprietà straniera contribuiscono in modo determinante anche ai redditi da lavoro e, di conseguenza, al gettito dell'imposta sul reddito. Per attenuare i rischi di bilancio, l'Irlanda sta convogliando parte delle sue entrate di natura straordinaria verso il Fondo per l'Irlanda del futuro e il Fondo per le infrastrutture, il clima e la natura al fine di costituire riserve di bilancio. Tuttavia la maggior parte delle rimanenti entrate di natura straordinaria deve essere spesa secondo il piano strutturale di bilancio di medio termine dell'Irlanda. Per ridurre la dipendenza del bilancio da entrate potenzialmente transitorie, l'Irlanda trarrebbe vantaggio dalla diversificazione delle proprie fonti di entrate di bilancio.

(19)Permangono rischi per la sostenibilità di bilancio a lungo termine nel settore dell'assistenza sanitaria. La spesa sanitaria in Irlanda continua a essere tra le più elevate dell'UE, nonostante la sua popolazione sia relativamente giovane e sana. Le inefficienze strutturali, come la forte dipendenza del sistema da costose cure ospedaliere e la limitata accessibilità ai servizi sanitari di base, costituiscono un rischio per la sostenibilità di bilancio. Tale situazione è aggravata dalle crescenti pressioni sulla domanda esercitate dall'invecchiamento della popolazione. L'Irlanda sta attuando misure di contenimento dei costi nel settore dell'assistenza sanitaria attraverso la "Productivity and Savings Taskforce"; tuttavia la maggior parte dei risultati è stata finora provvisoria e non ha impedito uno sforamento del bilancio nel settore sanitario nel 2025. È inoltre necessaria un'azione politica per accelerare la transizione verso l'accesso universale ai servizi sanitari di base, affrontando nel contempo i vincoli infrastrutturali e la carenza di medici. L'Irlanda sta attuando riforme per decentrare l'erogazione dell'assistenza sanitaria, ma i progressi compiuti nell'ampliare l'ammissibilità e nel migliorare l'accessibilità complessiva dei servizi di sanità pubblica di base sono stati limitati.

(20)Il coinvolgimento sistematico, significativo e tempestivo delle autorità locali e regionali, delle parti sociali, della società civile e di altri portatori di interessi rimane fondamentale per assicurare un'ampia titolarità ai fini dell'efficace attuazione degli strumenti di finanziamento dell'Unione e nel contesto del semestre europeo.

(21)In Irlanda l'attuazione dei programmi della politica di coesione, che comprendono il sostegno del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), del Fondo per una transizione giusta (JTF) e del Fondo sociale europeo Plus (FSE+), procede a un ritmo più rapido rispetto alla media dell'UE, sia in termini di selezione dei progetti che di pagamenti. È importante mantenere lo slancio attuale, massimizzando nel contempo l'impatto degli investimenti sul campo. Nell'ambito dei programmi della politica di coesione che la riguardano, l'Irlanda si è già attivata per stimolare la competitività e la crescita. Allo stesso tempo l'Irlanda deve accelerare l'attuazione del Fondo per una transizione giusta, in quanto l'erogazione delle risorse è prevista entro la fine del 2026. È fondamentale garantire che i nuovi investimenti individuati dall'Irlanda nel riesame intermedio dei fondi della politica di coesione, in particolare quelli connessi alle cinque priorità individuate nel regolamento sul riesame intermedio( 13 ), siano realizzati con rapidità ed efficacia.

(22)L'Irlanda si trova ad affrontare diverse sfide connesse alla produttività dell'economia nazionale, all'aumento dei finanziamenti per le imprese, ai limitati investimenti diretti al dettaglio, alla dipendenza dai combustibili fossili, all'aumento della domanda da parte dei grandi utenti energetici, alle infrastrutture e all'efficienza energetiche, ai trasporti pubblici sostenibili e alla disponibilità di infrastrutture di ricarica elettrica. Si trova inoltre ad affrontare sfide connesse all'attuazione di pratiche agricole sostenibili, a carenze che incidono sulla qualità dell'acqua, alla dispersione e al trattamento delle acque reflue, e a progressi limitati negli indicatori di circolarità per mantenere il valore dei materiali nell'economia interna. Infine, si trova ad affrontare sfide connesse alla deprivazione abitativa e agli alloggi sociali e a prezzi accessibili, ai vincoli di capacità delle autorità locali di realizzare progetti abitativi e nel settore dell'edilizia residenziale, nonché al mercato del lavoro e all'inclusione sociale di persone con disabilità e famiglie monoparentali.

(23)La forte produttività nominale dell'Irlanda è trainata prevalentemente dalle multinazionali straniere, mentre la produttività delle imprese nazionali, per lo più piccole e medie, è inferiore a quella delle multinazionali straniere e delle imprese omologhe dell'UE. Il rafforzamento della capacità di innovazione interna è fondamentale per costruire un'economia più equilibrata e resiliente, il che è particolarmente importante in un panorama globale in evoluzione. La spesa pubblica a sostegno delle attività di ricerca e sviluppo in Irlanda è una delle più basse dell'UE, rappresentando soltanto lo 0,2 % del PIL (0,4 % dell'RNL*( 14 )); le attività di ricerca e sviluppo nel settore privato sono fortemente concentrate nelle imprese di proprietà straniera, mentre gli investimenti da parte delle PMI nazionali sono scarsi. I crediti d'imposta rimangono il principale strumento di sostegno pubblico a favore delle attività di ricerca e sviluppo private in Irlanda. Tuttavia, sebbene questi ultimi costituiscano uno strumento importante, un aumento dei finanziamenti diretti per la ricerca e l'innovazione risponderebbe meglio alle esigenze delle PMI irlandesi. Il piano di sviluppo nazionale riveduto e il piano d'azione per la competitività e la produttività di recente pubblicazione prevedono maggiori finanziamenti e sostegno per le attività di ricerca e sviluppo e l'innovazione pubbliche e private. Tuttavia la loro piena e tempestiva attuazione, unitamente a un forte aumento degli investimenti, è fondamentale per rafforzare la capacità di innovazione interna dell'Irlanda.

(24)Sebbene gli investimenti in venture capital siano sostanzialmente in linea con la media dell'UE, i fondi di venture capital irlandesi sono generalmente più contenuti rispetto alle controparti europee, il che comporta dimensioni più ridotte delle operazioni e una significativa carenza di finanziamenti con equity (capitale proprio) per le imprese irlandesi che intendono espandersi. Affrontare questa carenza è fondamentale per prevenire la delocalizzazione delle imprese a forte crescita e rafforzare la crescita trainata dall'interno. Per quanto le iniziative sponsorizzate dallo Stato abbiano avuto un certo successo nel mobilitare investimenti per le start-up e le scale-up, i finanziamenti con equity (capitale proprio) da parte degli investitori istituzionali sono scarsi. Promuovere la partecipazione degli investitori istituzionali, in particolare dei fondi pensione, al venture capital e al private equity può mobilitare capitali e contribuire a stimolare gli investimenti in imprese innovative nonché sostenere l'espansione delle imprese.

(25)L'Irlanda presenta uno dei livelli più bassi di partecipazione diretta degli investitori al dettaglio ai mercati dei capitali all'interno dell'UE. Ciò è dovuto in gran parte a una forte predilezione per gli strumenti di risparmio tradizionali, come i depositi bancari, i prodotti assicurativi e gli attivi dei fondi pensione. Inoltre i disincentivi fiscali e la mancanza di un conto di risparmio e investimento dedicato hanno ostacolato gli investimenti. Di recente si sono intensificati gli sforzi politici per incoraggiare una maggiore partecipazione delle famiglie ai mercati dei capitali. Tramite l'agevolazione di maggiori investimenti al dettaglio diretti, le famiglie possono ampliare le loro opportunità di investimento e i loro risparmi possono essere convogliati verso investimenti produttivi, sostenendo in ultima analisi la crescita e l'innovazione.

(26)La dipendenza dai combustibili fossili rimane significativa. L'Irlanda si è impegnata a conseguire ambiziosi obiettivi di riduzione delle emissioni, ha definito bilanci del carbonio e limiti settoriali di emissione, definendo chiari percorsi di riduzione per settore. Tale obiettivo deve essere conseguito in particolare attraverso un aumento significativo della diffusione delle energie rinnovabili. Sebbene la quota di energie rinnovabili sul consumo finale lordo di energia sia aumentata, l'Irlanda non è sulla buona strada per conseguire l'obiettivo nazionale di una riduzione delle emissioni del 51 % entro il 2030 rispetto ai livelli del 2018. I combustibili fossili rappresentano ancora la quota maggiore del mix energetico: nel 2024 il gas naturale, che proveniva per la maggior parte da importazioni, costituiva circa un terzo dell'approvvigionamento energetico totale. È pertanto necessario sfruttare ulteriormente il potenziale delle energie rinnovabili in Irlanda. L'attuazione di un quadro razionalizzato di pianificazione e di rilascio delle autorizzazioni, come gli elementi definiti nella direttiva sulle energie rinnovabili (RED III), contribuirebbe ad agevolarne l'ulteriore diffusione. La tassa sul carbonio incoraggia la decarbonizzazione in tutta l'economia e stabilisce un chiaro segnale di prezzo per chi inquina, ma la presenza di sovvenzioni ai combustibili fossili non mirate e permanenti compromette tali segnali. Sono pertanto necessarie ulteriori misure di policy volte a incoraggiare maggiormente una riduzione della dipendenza dai combustibili fossili.

(27)L'ingente fabbisogno di investimenti non soddisfatto nella rete elettrica costituisce un ostacolo al conseguimento degli obiettivi climatici. La combinazione tra l'aumento della domanda interna di energia elettrica e l'integrazione di quote crescenti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili variabili accresce la necessità di migliorare le infrastrutture energetiche, in particolare per la trasmissione, la distribuzione e lo stoccaggio. L'aumento dei tassi di riduzione e dei vincoli di rete, dovuto alla scarsa disponibilità di capacità, limita il flusso di energia elettrica da fonti rinnovabili, aumenta le emissioni e fa salire i prezzi dell'energia elettrica. Ciò richiede l'ammodernamento e l'ampliamento delle infrastrutture di rete e maggiori sforzi per migliorare la flessibilità del sistema elettrico non basata sui combustibili fossili, ai fini di una trasmissione efficiente dell'energia dalla produzione ai centri di domanda. Nonostante i cospicui finanziamenti stanziati per ampliare e modernizzare la rete, gli investimenti non sono ancora stati realizzati. L'installazione di contatori intelligenti ha raggiunto un traguardo significativo, in quanto circa l'80 % delle famiglie ha ora accesso ai dati sul consumo in tempo reale, ma occorre migliorare l'accessibilità di tali dati e incoraggiare ulteriormente i consumatori a partecipare attivamente al mercato della flessibilità, anche attraverso misure di gestione della domanda.

(28)Le emissioni nel settore dell'edilizia sono aumentate del 4,9 % nel 2024, in parte a causa di un parco immobiliare ad alta intensità energetica e della dipendenza dai combustibili fossili nel riscaldamento degli ambienti e dell'acqua, il che sottolinea la necessità di decarbonizzare la domanda di energia. Sebbene il ritmo dell'ammodernamento sia aumentato di anno in anno, esso rimane insufficiente per conseguire gli obiettivi stabiliti nella relativa strategia. Un sostegno supplementare all'ammodernamento delle abitazioni private potrebbe inoltre essere reso maggiormente mirato, concentrandosi sui locatari, sugli alloggi sociali, sui condomini o sugli edifici con le prestazioni peggiori. Ulteriori sforzi per sfruttare il potenziale del teleriscaldamento consentirebbero inoltre di conseguire una decarbonizzazione del riscaldamento efficiente sotto il profilo dei costi. Gli edifici pubblici rappresentano una quota significativa del consumo energetico non residenziale, nonostante gli sforzi compiuti per migliorarne l'efficienza energetica, in particolare attraverso i molteplici progetti Pathfinder del settore pubblico. I risultati preliminari danno evidenza di progressi e miglioramenti significativi sia in termini di efficienza energetica che di riduzione complessiva delle emissioni. Per conseguire gli obiettivi per il 2030 è quindi importante valorizzare costantemente l'esperienza acquisita nell'ambito dei progetti di ammodernamento Pathfinder del settore pubblico.

(29)I grandi utenti di energia continuano a rappresentare una quota significativa della domanda di energia. Il consumo misurato di energia elettrica da parte dei centri dati è aumentato tra il 2023 e il 2024, assorbendo un quinto dell'approvvigionamento di energia elettrica dell'Irlanda. Si stima che tale dato possa aumentare di pari passo con la continua espansione del settore. Nel dicembre 2025 la Commission for Regulation of Utiities irlandese ha pubblicato una politica di connessione finale per il collegamento di nuovi centri dati alla rete elettrica. A tal fine, i centri dati devono assicurare una produzione o uno stoccaggio programmabili in loco o a livello locale pari alla loro capacità di importazione massima. Inoltre l'80 % della loro domanda annuale deve essere soddisfatto da ulteriori nuovi progetti in materia di energie rinnovabili realizzati in Irlanda entro un periodo di attuazione di sei anni. Sebbene si tratti di un passo importante, permangono rischi di dipendenza dai combustibili fossili che occorre affrontare. La quota rimanente della domanda annuale potrebbe essere soddisfatta dalla produzione di energia da combustibili fossili, il che contrasterebbe con la decarbonizzazione del sistema energetico. Inoltre il periodo di attuazione di sei anni potrebbe contribuire a un aumento significativo della produzione di energia da combustibili fossili nel breve termine, in contrasto con l'obiettivo di riduzione delle emissioni per il 2030. Garantire ulteriormente che la pianificazione territoriale dei grandi utenti di energia sia correlata alla disponibilità di fonti energetiche rinnovabili e ai vincoli di rete, in particolare attraverso l'attuazione delle azioni individuate nella strategia LEAP, contribuirebbe a superare alcuni dei problemi associati alle ulteriori esigenze di connessione.

(30)Rendere la mobilità più sostenibile in Irlanda richiede ulteriori investimenti in una rete di trasporto pubblico maggiormente integrata, in quanto ciò potrebbe ridurre la congestione urbana, migliorare la mobilità del lavoro e favorire una crescita sostenibile. Rafforzare la connettività tra le zone rurali e quelle urbane ridurrebbe la dipendenza dalle automobili, migliorerebbe l'accesso ai servizi nelle zone rurali e renderebbe lo sviluppo economico più inclusivo, garantendo nel contempo che tutte le regioni beneficino della transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio. Promuovere le ferrovie a emissioni zero è essenziale per l'accessibilità e la decarbonizzazione. Di fronte alla sfida della decarbonizzazione del trasporto su strada, l'Irlanda è incoraggiata ad accelerare la realizzazione di infrastrutture di ricarica elettrica sia per le automobili che per gli autocarri. Ciò contribuirebbe anche ad aumentare la diffusione dei veicoli elettrici. La densità delle infrastrutture di ricarica elettrica rimane limitata, anche nelle zone rurali. Permangono inoltre notevoli lacune per quanto riguarda le infrastrutture di ricarica lungo la rete stradale TEN-T rispetto agli obiettivi per il 2030 stabiliti nel regolamento sull'infrastruttura per i combustibili alternativi.

(31)L'Irlanda si trova ad affrontare sfide in relazione alla transizione verso un settore agricolo più sostenibile. Le emissioni di gas a effetto serra del settore potrebbero diminuire ulteriormente per garantire il rispetto degli obiettivi nazionali e dell'UE. Sebbene il piano d'azione per il clima abbia fissato un obiettivo di riduzione delle emissioni del 25 % entro il 2030, i dati provvisori suggeriscono che dal 2018 le emissioni sono diminuite solo marginalmente e che quindi vi sia ancora margine per ulteriori azioni politiche. Si potrebbe inoltre approfondire la questione dei deflussi di nutrienti di origine agricola, che incidono sulla qualità dei corpi idrici. Nell'ultimo ciclo di valutazione per il periodo 2019-2024, circa la metà delle acque superficiali si trovava in uno stato ecologico insoddisfacente, come indicato dai dati dell'agenzia per la protezione ambientale irlandese. Sebbene siano state adottate misure importanti per far fronte a tali sfide, lo sviluppo di ulteriori politiche e pratiche potrebbe contribuire a ridurre contemporaneamente le emissioni di gas a effetto serra e le perdite di nutrienti.

(32)L'aggiornamento del piano di sviluppo nazionale prevede livelli significativi di investimenti nelle infrastrutture idriche. È fondamentale garantirne un'attuazione tempestiva ed efficace per affrontare le persistenti carenze strutturali. Il trattamento delle acque reflue presenta ancora criticità in termini di affidabilità e prestazioni ambientali, in quanto l'invecchiamento delle infrastrutture e la limitata capacità di trattamento ostacolano i progressi verso il conseguimento degli standard previsti. Nonostante i miglioramenti, il tasso di dispersione rimane tra i più elevati dell'UE, il che evidenzia la necessità di sforzi più ambiziosi. La crescita demografica, le esigenze di sviluppo intersettoriale e le pressioni legate al clima espongono ulteriormente il settore. I progetti infrastrutturali in corso dovrebbero favorire ulteriori progressi, ma la loro realizzazione rimane fondamentale per tradurre la disponibilità di finanziamenti in miglioramenti tangibili. Inoltre, nonostante un quadro giuridico chiaro, l'attuazione di misure economiche per l'utilizzo eccessivo dell'acqua stenta a progredire. Garantire l'attuazione di misure volte a limitare l'utilizzo eccessivo dell'acqua incentiverebbe un consumo più efficiente e fornirebbe un sostegno stabile e resiliente ai servizi idrici.

(33)Sebbene l'Irlanda abbia istituito un quadro strategico per l'economia circolare, i progressi nel conseguimento della circolarità sono stati scarsi e in gran parte limitati ai livelli inferiori della gerarchia dei rifiuti, sottolineando la necessità di misure più ambiziose e a livello di sistema. La percentuale di utilizzo circolare dei materiali e il tasso di riciclaggio dei rifiuti urbani sono entrambi inferiori alle medie dell'UE. Anche il riciclaggio degli imballaggi è in ritardo rispetto agli obiettivi dell'UE per il 2025. Sebbene la produzione di rifiuti sia in aumento in generale, il trattamento rimane incentrato sui processi di smaltimento e recupero di energia, come l'incenerimento e il collocamento in discarica, e una quota sostanziale di trattamenti è effettuata all'estero. Simili tendenze sono osservabili in relazione ai rifiuti da costruzione e demolizione, ossia il più grande flusso di rifiuti dell'Irlanda, che è raddoppiato nell'ultimo decennio. La dotazione settoriale del piano di sviluppo nazionale stanzia fino a 600 milioni di EUR per i programmi connessi alla circolarità ed è stato stabilito un obiettivo nazionale per aumentare la percentuale di utilizzo circolare dei materiali, ma progressi concreti dipenderanno da una maggiore ambizione politica, da maggiori investimenti, in particolare nella capacità di riciclaggio interna, e dall'attuazione intersettoriale, prestando particolare attenzione ai rifiuti da costruzione e demolizione. Lo sviluppo di nuovi strumenti economici e il rafforzamento delle misure esistenti, seppur limitate, potrebbero contribuire a orientare ulteriormente gli incentivi lungo l'intera gerarchia dei rifiuti.

(34)Alla luce del ruolo cruciale del capitale umano nell'aumentare la competitività e l'autonomia strategica dell'Unione, nel 2026 il Consiglio ha raccomandato agli Stati membri di agire con urgenza per affrontare le sfide strutturali connesse al capitale umano nel settore dell'istruzione e delle competenze che ostacolano la competitività. Le raccomandazioni specifiche per paese del 2026 rivolte all'Irlanda possono contribuire all'attuazione della raccomandazione del Consiglio sul capitale umano nell'Unione europea.

(35)È necessaria una maggiore offerta di alloggi sociali per ridurre il fenomeno dei senzatetto e proteggere i segmenti a basso reddito che sono esclusi dal mercato delle locazioni private. La costruzione di alloggi sociali e a prezzi accessibili è in aumento, ma è ancora ben al di sotto degli obiettivi e della domanda attuali, come dimostrano le circa 60 000 famiglie in lista d'attesa e le altre 84 000 famiglie che beneficiano di ulteriori regimi di integrazione dei canoni di locazione. Sono stati effettuati ingenti investimenti nell'edilizia sociale. Permangono tuttavia vincoli di offerta nel settore edile, mentre le sfide connesse alla capacità, alle risorse e alla pianificazione finanziaria delle autorità locali, nonché alla sostenibilità finanziaria e alla stabilità degli organismi edilizi accreditati, frenano ulteriormente l'aumento dell'offerta di alloggi sociali. Il numero dei senzatetto è raddoppiato negli ultimi cinque anni, raggiungendo un valore record di 17 500 persone in alloggi di emergenza, delle quali oltre 5 500 sono bambini. Gli attuali sistemi di prevenzione della deprivazione abitativa hanno prodotto risultati modesti e non sono stati in grado di arrestare tale aumento.

(36)La rapida crescita dei prezzi delle abitazioni nell'ultimo decennio ha reso gli alloggi sempre più inaccessibili sia per gli acquirenti che per i locatari. La mancanza di alloggi a prezzi accessibili incide sulla competitività dell'Irlanda in quanto limita la capacità delle imprese, in particolare delle PMI, di attrarre lavoratori qualificati, esercitando pressioni sui salari. La costruzione di nuove abitazioni è in aumento, ma rimane ben lungi dal soddisfare le esigenze abitative. Ciò evidenzia la necessità di proseguire gli interventi per affrontare i vincoli di capacità nel settore dell'edilizia residenziale. Figurano in tale contesto lo scarso accesso alle infrastrutture quali i trasporti e i servizi pubblici, l'insufficiente disponibilità di terreni, le incertezze in materia di pianificazione, l'insufficienza delle opzioni di finanziamento, la mancanza di lavoratori edili e la bassa produttività nel settore edile.

(37)Le autorità locali sono attori chiave nell'attuazione del quadro di pianificazione nazionale e vantano competenze in diversi settori, tra cui l'edilizia abitativa e la pianificazione. I vincoli in termini di risorse, capacità amministrativa e finanziamenti di tali autorità hanno provocato ritardi negli investimenti infrastrutturali e nell'attuazione delle politiche, nonché lacune nell'erogazione dei servizi che possono incidere anche sui progetti abitativi. Ciò evidenzia la necessità di rafforzare le capacità delle autorità locali, ad esempio consentendo una pianificazione finanziaria a più lungo termine, affinché esse possano realizzare progetti abitativi a livello territoriale.

(38)Il mercato del lavoro irlandese rimane solido e presenta bassi tassi di disoccupazione, ma resta problematico conseguire una crescita inclusiva a vantaggio di tutti i gruppi. Le persone con disabilità in Irlanda continuano ad affrontare uno dei maggiori divari nei livelli di occupazione tra persone con e senza disabilità nell'UE e sono esposte a rischi di povertà notevolmente più elevati. Le responsabilità di cura e l'accesso inadeguato ai servizi sociali rimangono ostacoli fondamentali nell'occupabilità delle famiglie monoparentali, che sono esposte anche a rischi di povertà sproporzionatamente elevati. Allo stesso tempo persistono carenze di competenze e squilibri tra domanda e offerta di competenze in settori chiave, il che mette in luce la necessità di sensibilizzare e migliorare ulteriormente le competenze delle persone inattive. Investire nelle competenze dovrebbe promuovere una maggiore inclusione sociale dei gruppi svantaggiati, comprese le persone con disabilità, le famiglie monoparentali, i rom e i nomadi, e aiutarli a uscire dalla povertà.

(39)Date le strette correlazioni tra le economie degli Stati membri della zona euro e il loro contributo collettivo al funzionamento dell'Unione economica e monetaria, nel 2026 il Consiglio ha raccomandato a tali Stati membri di prendere provvedimenti, anche tramite i piani per la ripresa e la resilienza, per attuare la raccomandazione del 2026 sulla politica economica della zona euro. Per l'Irlanda, la raccomandazione di cui al punto 1 contribuisce all'attuazione della prima, della seconda e della terza raccomandazione per la zona euro, la raccomandazione di cui al punto 2 contribuisce all'attuazione della quarta raccomandazione per la zona euro, la raccomandazione di cui al punto 3 contribuisce all'attuazione della settima e dell'undicesima raccomandazione per la zona euro, la raccomandazione di cui al punto 4 contribuisce all'attuazione della settima raccomandazione per la zona euro e la raccomandazione di cui al punto 6 contribuisce all'attuazione della quinta raccomandazione per la zona euro,

RACCOMANDA all'Irlanda di prendere provvedimenti nel 2026 e nel 2027 al fine di:

1.Rispettare i tassi massimi di crescita della spesa netta raccomandati dal Consiglio il 10 marzo 2026. Potenziare la spesa e la prontezza in materia di difesa assicurando nel contempo l'efficienza della spesa e adeguando gradualmente il bilancio affinché possa sostenere una spesa strutturalmente più elevata in quest'ambito. Garantire che le misure adottate per attenuare l'impatto dell'aumento dei prezzi dell'energia siano temporanee, mirino a proteggere le famiglie vulnerabili o a rispondere alle esigenze delle imprese ad alta intensità energetica, preservino gli incentivi al risparmio energetico e che il loro costo di bilancio sia compatibile con gli impegni presi nell'ambito del quadro di bilancio dell'UE. Ampliare la base imponibile per ridurre i rischi connessi all'elevata concentrazione del gettito fiscale irlandese. Proseguire gli sforzi per attuare misure efficaci in termini di costi nel sistema sanitario, accelerando nel contempo la transizione verso un'assistenza sanitaria di base universale e accessibile.

2.Garantire la continuità delle riforme e degli investimenti attuati nell'ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza. Mantenere lo slancio di attuazione per i programmi della politica di coesione, sfruttando, ove opportuno, la riassegnazione delle risorse alle priorità strategiche e le flessibilità previste nell'ambito del riesame intermedio della politica di coesione.

3.Garantire aumenti efficaci e duraturi degli investimenti pubblici in attività di ricerca e sviluppo e del sostegno agli investimenti delle imprese in tali attività e concentrarsi su un'attuazione corretta e tempestiva delle misure, compresi gli strumenti di finanziamento diretto, per migliorare la produttività delle imprese nazionali. Ampliare le fonti di finanziamento per le scale-up agevolando la partecipazione degli investitori istituzionali al venture capital e al private equity. Consentire maggiori investimenti al dettaglio diretti da parte delle famiglie nei mercati dei capitali.

4.Ridurre la dipendenza complessiva dai combustibili fossili. Accelerare la diffusione delle energie rinnovabili, anche attraverso un quadro razionalizzato di rilascio delle autorizzazioni. Eliminare i rimanenti ostacoli normativi alla flessibilità non fossile. Accelerare la modernizzazione e l'espansione dell'infrastruttura di rete. Rafforzare la gestione della domanda. Attuare misure mirate a sostegno dell'efficienza energetica negli edifici privati e proseguire gli sforzi per gli edifici pubblici. Investire ulteriormente in soluzioni di teleriscaldamento per sfruttare il potenziale di decarbonizzazione del riscaldamento. Garantire che la connessione dei grandi utenti di energia alla rete elettrica sia collegata a una capacità supplementare in termini di energie rinnovabili e alla flessibilità del sistema. Rafforzare gli investimenti nei trasporti sostenibili tenendo conto delle disparità regionali e accelerare la realizzazione di punti di ricarica accessibili al pubblico per i veicoli a emissioni zero.

5.Incentivare ulteriori politiche e pratiche agricole sostenibili che riducano le perdite di nutrienti e le emissioni. Garantire la realizzazione di investimenti nelle infrastrutture per l'acqua, così da migliorare il trattamento delle acque reflue e ridurre la dispersione, nonché l'attuazione di misure volte a contrastare l'utilizzo eccessivo dell'acqua. Aumentare gli investimenti nell'economia circolare per migliorare la capacità di riciclaggio interna e sviluppare ulteriormente gli strumenti economici per prevenire i rifiuti e aumentare il contenuto riutilizzato, rigenerato e riciclato.

6.Aumentare ulteriormente l'offerta di alloggi sociali e a prezzi accessibili, prevenendo e riducendo nel contempo l'esclusione abitativa dei gruppi vulnerabili. Continuare ad affrontare i vincoli di capacità nel settore dell'edilizia residenziale migliorando l'accesso alle infrastrutture, la gestione del territorio, la pianificazione, le condizioni di finanziamento, l'offerta di manodopera e i metodi di costruzione. Rafforzare le capacità delle autorità locali di realizzare progetti abitativi. Rafforzare il mercato del lavoro e l'inclusione sociale dei gruppi svantaggiati rendendo più mirati la sensibilizzazione e il miglioramento delle competenze, potenziando l'offerta di servizi sociali e agevolando l'accesso agli stessi.

Fatto a Bruxelles, il

   Per il Consiglio

   Il presidente

(1) ()    Regolamento (UE) 2024/1263 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2024, relativo al coordinamento efficace delle politiche economiche e alla sorveglianza di bilancio multilaterale e che abroga il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio (GU L, 2024/1263, 30.4.2024, ELI:  http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1263/oj ).
(2) ()    Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il Fondo europeo per la coesione economica, sociale e territoriale, l'agricoltura e lo sviluppo rurale, la pesca e la politica marittima, la prosperità e la sicurezza per il periodo 2028-2034 e che modifica il regolamento (UE) 2023/955 e il regolamento (UE, Euratom) 2024/2509 (COM(2025) 565 final). La proposta di regolamento è attualmente oggetto di negoziati con i colegislatori. 
(3) ()    GU C, C/2026/2434, 28.4.2026, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2026/2434/oj .
(4) ()    Regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021, che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza (GU L 57 del 18.2.2021, pag. 17, ELI:  http://data.europa.eu/eli/reg/2021/241/oj ).
(5) ()    Raccomandazione del Consiglio, del 10 marzo 2026, che approva il piano nazionale strutturale di bilancio di medio termine dell'Irlanda (GU C, C/2026/1812, 20.3.2026, ELI:  http://data.europa.eu/eli/C/2026/1812/oj ).
(6) ()    Raccomandazione del Consiglio, del 21 gennaio 2025, che approva il piano nazionale strutturale di bilancio di medio termine dell'Irlanda (GU C, C/2025/667, 10.2.2025, ELI: https://eur-lex.europa.eu/eli/C/2025/667/oj ).
(7) ()    Comunicazione della Commissione "Aumento della spesa per la difesa nel rispetto del patto di stabilità e crescita", Bruxelles, C(2025) 2000 final del 19 marzo 2025.
(8) ()    Le relazioni annuali 2026 sui progressi compiuti sono disponibili al seguente indirizzo: https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-and-fiscal-governance/stability-and-growth-pact/preventive-arm/annual-progress-reports_it .
(9) ()    Eurostat, Euroindicatori, 22.4.2026.
(10) ()    L'orientamento della politica di bilancio è definito come misura della variazione annuale della sottostante posizione di bilancio delle amministrazioni pubbliche. Mira a valutare l'impulso economico derivante dalle politiche di bilancio, sia finanziate a livello nazionale sia finanziate dal bilancio dell'UE. L'orientamento della politica di bilancio è misurato come la differenza tra i) la crescita potenziale a medio termine e ii) la variazione della spesa primaria al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate, compresa la spesa finanziata dal sostegno non rimborsabile (sovvenzioni) del dispositivo per la ripresa e la resilienza e altri fondi dell'Unione.
(11) ()    Eurostat, Euroindicatori, 22.4.2026.
(12) ()    Situazione alla data limite delle previsioni di primavera 2026 della Commissione (4 maggio 2026).
(13) ()    Regolamento (UE) 2025/1914 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 settembre 2025, che modifica i regolamenti (UE) 2021/1058 e (UE) 2021/1056 per quanto riguarda misure specifiche per affrontare le sfide strategiche nel contesto del riesame intermedio.
(14) ()    Il reddito nazionale lordo (RNL*) modificato esclude gli effetti della globalizzazione e riflette gli standard di reddito dei cittadini residenti irlandesi con maggiore precisione rispetto al PIL.