COMMISSIONE EUROPEA
Bruxelles, 5.5.2026
COM(2026) 180 final
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI
Relazione sulla politica di concorrenza 2025
{SWD(2026) 125 final}
Indice
1.
Introduzione
2. Una politica di concorrenza moderna e semplificata favorisce la competitività e una crescita sostenibile e inclusiva
Modernizzare e semplificare le norme e gli orientamenti in materia di aiuti di Stato
Modernizzare e semplificare gli orientamenti sulle concentrazioni
Modernizzare e semplificare le norme e gli orientamenti in materia di antitrust
Orientamenti relativi al regolamento sulle sovvenzioni estere e relazione di riesame
Relazione di riesame relativa al regolamento sui mercati digitali
3. L'applicazione delle norme in materia di concorrenza protegge e facilita mercati competitivi, equi e ben funzionanti
Controllo degli aiuti di Stato
Applicazione delle norme antitrust
Controllo delle concentrazioni
Applicazione del regolamento sulle sovvenzioni estere
Applicazione del regolamento sui mercati digitali
4. Benefici dell'applicazione delle norme in materia di concorrenza per i consumatori e i cittadini
5. Politica di concorrenza nel contesto europeo e globale
Cooperazione nell'ambito della rete europea della concorrenza
Relazioni internazionali – dialogare con i partner di tutto il mondo
6. Sostegno alla politica di concorrenza con attività di comunicazione e sensibilizzazione
7. Relazioni con altre istituzioni dell'UE
1. Introduzione
L'Europa sta attraversando un periodo di profonda incertezza, dovuta ai cambiamenti climatici, agli improvvisi cambiamenti geopolitici e alla rapida evoluzione dei mercati digitali. L'UE, e in particolare la sua economia, si trova ad affrontare sfide importanti che richiedono risposte rapide da parte dei responsabili politici e dei legislatori. La politica di concorrenza dell'UE è intesa a garantire il nostro benessere nell'UE proteggendoci dalle distorsioni della concorrenza che ledono l'interesse pubblico. Ciò richiama l'ampiezza del mandato in materia di concorrenza.
Gli orientamenti politici della presidente von der Leyen
delineano la visione della Commissione per rispondere alle molteplici sfide che l'UE si trova ad affrontare. Al centro del mandato 2025‑2029 della Commissione vi è la bussola per la competitività
, un quadro concepito per consentire all'UE di riconquistare competitività e ambire a una prosperità sostenibile. Il patto per l'industria pulita
attua la bussola per la competitività. Il patto si concentra, tra l'altro, sulle azioni seguenti: colmare il deficit di innovazione
, garantire catene di approvvigionamento vitali, promuovere la decarbonizzazione e rafforzare la resilienza economica.
Sin dall'inizio della nuova Commissione, la vicepresidente esecutiva Teresa Ribera ha assunto la responsabilità del portafoglio Concorrenza con un mandato incentrato sulla modernizzazione, la semplificazione, l'applicazione rigorosa e la garanzia di una transizione pulita, giusta e competitiva. La direzione generale della Concorrenza (DG Concorrenza) attua tale mandato nel settore della concorrenza. Nell'applicare le norme dell'UE in materia di concorrenza, la Commissione continua a effettuare valutazioni dinamiche del benessere dei consumatori per tutelare la concorrenza e la capacità innovativa delle imprese dell'UE, contribuendo nel contempo alla resilienza dell'UE e al conseguimento degli obiettivi delle transizioni verde e digitale.
Nel corso del 2025 la Commissione ha intrapreso un lavoro sostanziale in linea con il suo mandato. Un passo importante è consistito nell'adozione della disciplina per gli aiuti di Stato nell'ambito del patto per l'industria pulita, che garantisce un sostegno rapido e mirato alla transizione pulita e verde, evitando nel contempo la frammentazione del mercato unico. La Commissione ha inoltre avviato un riesame degli orientamenti in materia di concentrazioni orizzontali e non orizzontali per fornire un quadro completo, prevedibile e duraturo per tutti i tipi di concentrazioni e per tutti i settori economici, che rispecchi i molteplici cambiamenti trasformativi nell'economia, dalla digitalizzazione alla globalizzazione. Parallelamente, la Commissione ha continuato ad applicare con fermezza le norme antitrust contro gli abusi di posizione dominante sul mercato e altre pratiche anticoncorrenziali che soffocano la concorrenza effettiva in materia di prezzi, scelta, qualità e innovazione. In tale contesto, la Commissione sta ultimando gli orientamenti sui comportamenti abusivi volti ad escludere la concorrenza a norma dell'articolo 102 TFUE. Il regolamento sulle sovvenzioni estere
ha contribuito a contrastare le attività anticoncorrenziali e distorsive del mercato delle imprese attive nell'UE che ricevono sovvenzioni da paesi terzi. Inoltre il regolamento sui mercati digitali
è stato applicato per sbloccare la competitività digitale affrontando i comportamenti sleali dei gatekeeper e garantendo la contendibilità del mercato.
L'applicazione delle norme in materia di concorrenza da parte della Commissione nel 2025 ha trasformato i valori fondamentali dell'UE in realtà di mercato tangibili. Questo lavoro ha garantito che la concorrenza potesse avvenire in condizioni di equità e parità, ha rafforzato la certezza del diritto per le imprese e promosso la coesione nel mercato unico. Ha inoltre sostenuto la competitività dell'UE in settori strategici, ha promosso una crescita sostenibile e inclusiva e ha consentito ai consumatori e alle imprese di beneficiare maggiormente dei vantaggi economici del mercato unico.
La relazione sulla politica di concorrenza 2025 fornisce una breve panoramica del modo in cui la Commissione ha tradotto le priorità politiche in azioni concrete. La relazione è accompagnata da un documento di lavoro dei servizi della Commissione (SWD), che fornisce un resoconto completo degli sviluppi politici, dell'applicazione delle norme e della giurisprudenza fondamentale dell'UE nel settore della concorrenza. Questi documenti sono presentati dalla Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio dell'Unione europea (Consiglio), al Comitato economico e sociale europeo (CESE) e al Comitato europeo delle regioni (CdR).
2. Una politica di concorrenza moderna e semplificata favorisce la competitività e una crescita sostenibile e inclusiva
In base al mandato della Commissione per il periodo 2024-2029 le politiche dell'UE devono passare da una regolamentazione reattiva a un'azione strategica proattiva. Per conseguire tale obiettivo e ambire a una prosperità e una competitività sostenibili, la Commissione mira a garantire che le norme dell'UE in materia di concorrenza siano moderne, razionalizzate e allineate ad altre politiche dell'UE, in modo che contribuiscano maggiormente alla transizione pulita e digitale.
Nel 2025 la Commissione ha continuato a modernizzare le principali norme in materia di concorrenza per sostenere gli obiettivi strategici più ampi dell'UE. Le norme sono state riviste e sono tuttora in fase di revisione e semplificazione per ridurre gli oneri normativi e i costi di conformità, migliorare gli orientamenti, garantire la prevedibilità e aumentare la certezza del diritto. Tali sforzi mirano a incentivare e accelerare gli investimenti critici in tutta l'UE.
Grazie al suo ruolo di spicco a livello mondiale come autorità di contrasto in materia di concorrenza, la Commissione deve garantire che le sue norme in materia di concorrenza siano moderne e riflettano i cambiamenti del mercato. Ciò è fondamentale per il programma di riesame della Commissione per il periodo 2024-2029. Per garantire che il quadro in materia di concorrenza rimanga efficace, la Commissione sta riesaminando e, se del caso, modificando i regolamenti, le comunicazioni, gli orientamenti e le comunicazioni che ha pubblicato. In tal modo, la Commissione preserva le norme fondamentali che hanno resistito alla prova del tempo, rispondendo nel contempo alle complesse sfide tecnologiche, economiche e geopolitiche odierne. Per garantire che la politica di concorrenza contribuisca a promuovere la prosperità, l'innovazione e la scelta dei consumatori, nel 2025 la Commissione ha chiesto un riscontro pubblico su molteplici fascicoli nell'ambito di consultazioni pubbliche.
Modernizzare e semplificare le norme e gli orientamenti in materia di aiuti di Stato
L'adozione della disciplina per gli aiuti di Stato nell'ambito del patto per l'industria pulita è stata una priorità strategica nel 2025. Detta disciplina è concepita per agevolare la transizione pulita dell'UE nella misura e alla velocità necessarie, con l'obiettivo di rendere l'UE un attore globale fondamentale nelle tecnologie pulite all'avanguardia. Il nuovo quadro va oltre la semplice semplificazione e accelerazione del sostegno alla decarbonizzazione: riconosce lo Stato come investitore strategico nel nostro futuro a zero emissioni nette. La disciplina per gli aiuti di Stato nell'ambito del patto per l'industria pulita è uno strumento pensato per far avanzare le ambizioni climatiche, rafforzare la resilienza del mercato unico e garantire che l'industria dell'UE rimanga competitiva a livello mondiale. L'UE consegue tale obiettivo difendendo nel contempo l'integrità del mercato unico, prevenendo indebite distorsioni della concorrenza, rendendo i sistemi energetici più stabili, a prezzi accessibili e giusti e promuovendo contemporaneamente risultati equi sul mercato del lavoro quali salari equi, condizioni di lavoro dignitose, formazione e transizioni professionali eque.
Adozione della disciplina per gli aiuti di Stato nell'ambito del patto per l'industria pulita
La disciplina stabilisce le condizioni alle quali gli Stati membri possono concedere sostegno agli investimenti e agli obiettivi nel settore dell'industria pulita in linea con le norme dell'UE in materia di aiuti di Stato. Le norme sono intese ad accelerare la diffusione delle energie rinnovabili e la decarbonizzazione industriale e a stimolare la produzione di tecnologie pulite nell'UE. Tali obiettivi dovrebbero essere conseguiti senza falsare indebitamente la concorrenza nel mercato unico e salvaguardando nel contempo la coesione economica.
La disciplina offre agli Stati membri gli strumenti adeguati per accelerare la transizione verso un'economia a zero emissioni nette, consentendo loro di notificare i regimi che la Commissione valuterà e, se del caso, autorizzerà. Su tale base, gli Stati membri possono quindi concedere rapidamente aiuti di Stato a singoli progetti. Alla fine del 2025 la Commissione aveva adottato otto decisioni che approvavano nove misure nazionali notificate da cinque Stati membri per un importo totale di 18,4 miliardi di EUR.
La disciplina per gli aiuti di Stato nell'ambito del patto per l'industria pulita resterà in vigore fino alla fine del 2030. Integra altri strumenti di aiuto di Stato al regolamento generale di esenzione per categoria
, come la disciplina in materia di aiuti di Stato a favore del clima, dell'ambiente e dell'energia (CEEAG)
e gli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale
.
Il quadro semplifica le norme in materia di aiuti di Stato in sette settori principali: i.) diffusione dell'energia pulita e dei combustibili a basse emissioni di carbonio; ii.) riduzione temporanea dei prezzi dell'energia elettrica per gli utenti ad alta intensità energetica; iii.) decarbonizzazione degli stabilimenti di produzione esistenti; iv.) sviluppo della capacità di produzione di tecnologie pulite nell'UE; v.) misure volte a stimolare la domanda di prodotti nell'ambito delle tecnologie pulite; vi.) agevolazione dei progetti del Fondo per l'innovazione; e vii.) riduzione dei rischi degli investimenti connessi agli obiettivi del patto per l'industria pulita.
La Commissione incoraggia gli Stati membri a elaborare misure di aiuto di Stato affinché gli obiettivi di resilienza siano pienamente affrontati e a prendere in considerazione obiettivi strategici sociali e ambientali più ampi durante l'attuazione dei progetti.
Per sostenere e accelerare l'espansione delle industrie chiave e sviluppare l'autonomia strategica, come richiesto dalla comunicazione sul patto per l'industria pulita, nell'aprile 2025 la Commissione ha avviato un polo di supporto alla progettazione nell'ambito del Forum europeo congiunto per importanti progetti di comune interesse europeo (JEF-IPCEI)
. Il polo di supporto alla progettazione lavora a stretto contatto con gli Stati membri per razionalizzare e accelerare lo sviluppo dei progetti candidati IPCEI, dall'inizio alla fine. Alla fine del 2025 erano in fase di sviluppo quattro progetti candidati IPCEI nel polo di supporto alla progettazione
. Da quando è stato avviato, il JEF-IPCEI ha pubblicato 12 raccomandazioni, aiutando gli Stati membri a razionalizzare, semplificare e accelerare l'istituzione e l'attuazione degli IPCEI.
Per affrontare la crisi abitativa, nel 2025 sono state adottate nuove norme in materia di aiuti di Stato per i servizi di interesse economico generale (SIEG) riguardanti gli alloggi a prezzi accessibili
, che sostengono direttamente gli obiettivi sociali per una transizione inclusiva e giusta. Le nuove norme agevolano il sostegno degli Stati membri alla creazione di alloggi a prezzi accessibili ed efficienti sotto il profilo energetico. Norme rivedute e più chiare semplificano le procedure e offrono agli Stati membri maggiore flessibilità per fornire sostegno finanziario alle iniziative in materia di alloggi sociali e a prezzi accessibili. La revisione è una componente fondamentale del piano europeo per gli alloggi a prezzi accessibili della Commissione, adottato nel dicembre 2025.
In un'economia sociale di mercato giusta e inclusiva, tutti i cittadini dell'UE dovrebbero avere accesso ai medicinali critici. Nel 2025 la Commissione ha fornito orientamenti agli Stati membri sulle modalità di applicazione delle norme dell'UE in materia di aiuti di Stato al sostegno pubblico ai medicinali critici
nel contesto della proposta di atto legislativo sui medicinali critici
. Detta proposta incentiverebbe le aziende farmaceutiche dell'UE a diversificare le loro catene di approvvigionamento e a stimolare la produzione farmaceutica nell'UE. Gli orientamenti illustrano agli Stati membri le modalità di applicazione delle norme dell'UE in materia di aiuti di Stato per sostenere l'approvvigionamento dei medicinali critici.
Nel 2025 la Commissione ha avviato un'importante revisione del regolamento generale di esenzione per categoria in linea con la bussola per la competitività e il patto per l'industria pulita. Il regolamento generale di esenzione per categoria è un importante strumento di semplificazione in quanto riduce gli oneri normativi per gli Stati membri e le imprese e consente la concessione rapida di aiuti senza l'autorizzazione preliminare della Commissione se sono soddisfatte condizioni specifiche e se la distorsione della concorrenza nel mercato unico è minima.
Un sistema dei trasporti dell'UE efficiente e sostenibile è fondamentale per una transizione pulita, giusta e competitiva e aumenta la coerenza tra le infrastrutture essenziali e gli obiettivi di decarbonizzazione. L'impegno della Commissione a favore della logistica verde e di reti efficienti è un'attuazione diretta del patto per l'industria pulita e della strategia della Commissione per una mobilità sostenibile e intelligente
. A tal fine la Commissione ha proseguito i lavori sul regolamento di esenzione per categoria nel settore dei trasporti e sugli orientamenti in materia di aiuti di Stato al trasporto terrestre e multimodale. Il regolamento di esenzione per categoria nel settore dei trasporti e gli orientamenti mirano a incoraggiare il trasferimento dalla strada alla ferrovia e a incentivare il trasporto multimodale, tra cui il trasporto combinato vie navigabili-ferrovia.
Gli attuali orientamenti relativi agli aiuti di Stato nell'ambito del sistema di scambio di quote di emissione (ETS)
consentono agli Stati membri di concedere aiuti di Stato a determinati utenti ad alta intensità di energia elettrica per compensarli per una parte dei costi elevati dell'energia elettrica. Gli orientamenti, che si applicano fino al 2030, garantiscono che gli obiettivi climatici della Commissione e i principi di un mercato concorrenziale operino di concerto per stimolare la decarbonizzazione. Nel 2025 la Commissione ha avviato una revisione
degli orientamenti relativi agli aiuti di Stato nell'ambito del sistema ETS e ha adottato, sulla base dei dati più recenti disponibili, aggiornamenti tecnici
relativi, tra l'altro, ai fattori di emissione di CO2 e alle zone geografiche, includendo ulteriori settori industriali ammissibili alla compensazione. Le norme in materia di aiuti di Stato contribuiscono alla ristrutturazione e all'ammodernamento delle industrie dell'UE e delle loro capacità di produzione.
Modernizzare e semplificare gli orientamenti sulle concentrazioni
Sin dalla sua istituzione, il controllo delle concentrazioni dell'UE è stato determinante per plasmare il mercato unico, fungendo da "sportello unico" semplificato che facilita efficacemente l'espansione delle imprese, gli investimenti e la prevedibilità del mercato in tutta l'UE. Tale quadro ha garantito un controllo efficace delle concentrazioni, in cui circa il 90 % delle concentrazioni proposte è gestito in modo semplificato anno dopo anno, promuovendo la crescita economica. Nel 2025 la Commissione ha ricevuto 384 notifiche di concentrazione. Sono state adottate 325 decisioni, 97 % delle quali sono state approvate senza condizioni. Di tutte le decisioni, l'88 % è stato adottato con procedura semplificata. La Commissione ha autorizzato nove concentrazioni notificate subordinate a impegni. Nessuna proposta di concentrazione è stata vietata nel 2025 e nessuna operazione è stata ritirata dalle parti notificanti durante la seconda fase dell'indagine. Per garantire che questo solido quadro rimanga uno strumento efficace in un'economia in rapida trasformazione, nel 2025 la Commissione ha avviato un'importante revisione degli orientamenti sulle concentrazioni. Questo aggiornamento essenziale riguarda gli orientamenti sulle concentrazioni orizzontali
(le concentrazioni tra concorrenti) e gli orientamenti sulle concentrazioni non orizzontali
(le concentrazioni nella catena di approvvigionamento e nei mercati strettamente collegati). Tale revisione è in linea con il mandato della Commissione di rafforzare la competitività globale e affrontare efficacemente le sfide geopolitiche attuali e future.
La revisione riflette gli sviluppi trasformativi del mercato che incidono sulle dinamiche concorrenziali in molti mercati. Tra queste nuove realtà del mercato figurano la rapida digitalizzazione, i vantaggi competitivi del controllo di enormi quantità di dati digitali su clienti e concorrenti e l'intelligenza artificiale (IA). Altri fattori comprendono la globalizzazione e la decarbonizzazione dell'economia dell'UE. La revisione completa è iniziata con una consultazione pubblica
. In stretta collaborazione con le autorità nazionali garanti della concorrenza dell'UE, la Commissione ha individuato molteplici fattori pertinenti quali l'innovazione, gli investimenti, la resilienza e la capacità competitiva globale. Gli orientamenti riveduti sono attesi per il 2026 e rispecchieranno l'evoluzione della prassi della Commissione e della giurisprudenza degli organi giurisdizionali dell'UE.
Modernizzare e semplificare le norme e gli orientamenti in materia di antitrust
Le norme antitrust sono altrettanto importanti per contrastare i comportamenti distorsivi del mercato in un'economia in rapida evoluzione. Per garantire che tali norme rimangano efficaci in futuro, la Commissione sta attualmente rivedendo il suo quadro procedurale antitrust di base (regolamenti n. 1/2003 e n. 773/2004). L'obiettivo è migliorare l'efficacia del quadro procedurale antitrust, in particolare semplificando le procedure, accelerando le indagini e, più in generale, facendo sì che gli strumenti di applicazione della Commissione si adattino al rapido ritmo dei cambiamenti nei mercati nuovi e in evoluzione. Nel 2025 la Commissione ha pubblicato un invito a presentare contributi e un questionario di consultazione pubblica per raccogliere i riscontri dei portatori di interessi sulle opzioni per la revisione delle norme. Nel dicembre 2025 tali attività sono state integrate da un seminario per la verifica fattuale in cui coinvolgere ulteriormente i portatori di interessi per conoscere le loro opinioni sulle varie opzioni strategiche delineate nell'invito a presentare contributi.
Nel 2025 sono proseguiti i lavori relativi ai nuovi orientamenti a norma dell'articolo 102 sui comportamenti abusivi volti ad escludere la concorrenza. La Commissione sta attualmente rivedendo il progetto di orientamenti, integrandovi i riscontri ottenuti dalla consultazione pubblica e dal seminario oltre che le conclusioni tratte dalle sentenze emesse dalla Corte di giustizia dell'UE a seguito della pubblicazione del progetto di orientamenti nel 2024. La Commissione intende adottare gli orientamenti nel 2026 facendo in modo che il testo finale rispecchi le più recenti sentenze degli organi giurisdizionali dell'UE pronunciate durante il processo di elaborazione.
Nel 2025 la Commissione ha proseguito la revisione del regolamento di esenzione per categoria relativo agli accordi di trasferimento di tecnologia e delle linee direttrici che lo accompagnano. La Commissione sta rivedendo tale quadro affinché le imprese dispongano di norme chiare, semplici e aggiornate su accordi di licenza di tecnologie favorevoli alla concorrenza. Il quadro del regolamento riveduto, previsto per il 2026, faciliterà la diffusione delle tecnologie e incentiverà le attività di ricerca, sviluppo e innovazione iniziale, riducendo nel contempo i costi di conformità e i relativi oneri amministrativi per le imprese.
Orientamenti relativi al regolamento sulle sovvenzioni estere e relazione di riesame
Il regolamento sulle sovvenzioni estere
mira a garantire la concorrenza a condizioni eque e paritarie contrastando le sovvenzioni distorsive della concorrenza concesse da paesi terzi alle imprese attive nel mercato unico
.
Nel 2025 la Commissione ha consultato i portatori di interessi in merito al progetto di orientamenti relativi al regolamento sulle sovvenzioni estere. I nuovi orientamenti, tra l'altro, fornirebbero indicazioni sulla determinazione di una distorsione causata da una sovvenzione estera e sui criteri applicati, nonché sull'applicazione della "valutazione comparata" (vale a dire la comparazione degli effetti positivi di una sovvenzione estera rispetto ai suoi effetti distorsivi). Inoltre gli orientamenti contemplerebbero il potere della Commissione di richiedere la notifica per concentrazioni o gare d'appalto che rimangono sotto la soglia di notifica e i criteri che bisogna rispettare in questo caso. Gli orientamenti fornirebbero chiarezza sull'applicazione del regolamento sulle sovvenzioni estere per le imprese che effettuano concentrazioni e che partecipano a procedure di appalto pubblico nell'UE.
Il regolamento sulle sovvenzioni estere stabilisce che la Commissione deve presentare una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio entro luglio 2026. A tal fine, nel 2025 la Commissione ha condotto una consultazione pubblica e un invito a presentare contributi
per valutare l'attuazione e l'applicazione del regolamento in questione. È stato chiesto un riscontro su questioni operative critiche, tra cui i costi che il regolamento comporta per le imprese, le soglie di notifica, la valutazione comparata nonché il grado di complessità delle norme e la loro efficacia nel prevenire distorsioni nel mercato unico.
Relazione di riesame relativa al regolamento sui mercati digitali
Il regolamento sui mercati digitali è uno strumento del mercato unico che mira a rendere il settore digitale dell'UE più equo e contendibile. Il regolamento si applica alle grandi piattaforme digitali designate come "gatekeeper" ed è inteso a prevenire pratiche di mercato sleali e ad aumentare la contendibilità del mercato. Impone un'ampia gamma di obblighi ai gatekeeper designati, in particolare l'interoperabilità verticale e orizzontale, il divieto dell'autoagevolazione e la concessione agli utenti commerciali dell'accesso ai dati critici accumulati dalle piattaforme digitali. Il regolamento offre alle imprese dell'UE e a quelle di paesi terzi migliori opportunità di contestare i gatekeeper. Ciò stimola l'innovazione e, in ultima analisi, aumenta la scelta dei consumatori nell'UE (e probabilmente anche all'esterno dell'UE, a causa degli effetti di ricaduta a livello normativo ed economico).
Per valutare formalmente l'impatto iniziale del regolamento sui mercati digitali e la sua capacità di affrontare le sfide emergenti, tra cui la diffusione trasformativa di servizi basati sull'IA, nel 2025 la Commissione ha condotto una consultazione pubblica e un invito a presentare contributi. Tale processo ha richiesto il riscontro delle parti interessate in merito all'efficacia e all'attuazione complessive del regolamento in questione e alla sua capacità di affrontare le sfide emergenti, tra cui la rapida e trasformativa diffusione di servizi basati sull'IA. Sulla base dei contributi ricevuti, la Commissione sta elaborando la sua prima relazione di riesame, che sarà presentata al Parlamento europeo, al Consiglio e al CESE entro maggio 2026.
3. L'applicazione delle norme in materia di concorrenza protegge e facilita mercati competitivi, equi e ben funzionanti
L'applicazione efficace delle norme rimane essenziale per salvaguardare la credibilità e l'integrità delle norme in materia di concorrenza. Nel 2025 l'applicazione rigorosa di tutti gli strumenti - aiuti di Stato, antitrust, controllo delle concentrazioni, regolamento sulle sovvenzioni estere e regolamento sui mercati digitali - ha sostenuto l'integrità e la resilienza del mercato unico e in molti casi ha trasformato la visione strategica di promozione della transizione pulita, giusta e competitiva in una realtà concreta del mercato. L'applicazione delle norme crea condizioni di mercato prevedibili, trasparenti ed eque, che sono necessarie per facilitare la crescita delle imprese e gli investimenti nel mercato unico e oltre. Questo impegno a favore dell'equità assicura che il mercato unico continui a garantire condizioni di parità, creando nuove opportunità commerciali e dando accesso a fattori produttivi essenziali per tutti i partecipanti al mercato, molti dei quali dipendono dall'applicazione delle norme da parte della Commissione per competere con successo. Agendo contro le imprese responsabili di comportamenti anticoncorrenziali che rischiano di frammentare il mercato unico, l'applicazione delle norme dell'UE in materia di concorrenza contribuisce ad attenuare i danni economici quando l'UE è colpita da shock economici esterni e interferenze geopolitiche.
L'applicazione delle norme in materia di concorrenza da parte della Commissione crea un valore aggiunto per l'UE. Nel definire le priorità delle sue misure di esecuzione e nel decidere se avviare indagini di propria iniziativa, la Commissione valuta l'impatto sul mercato unico quale uno dei criteri principali. Quando persegue casi ad alto impatto, la DG Concorrenza utilizza le sue scarse risorse per massimizzare l'effetto favorevole alla concorrenza dei suoi interventi. La Commissione può anche perseguire alcuni casi per il loro valore di precedente.
Controllo degli aiuti di Stato
Nel 2025 l'applicazione delle norme in materia di aiuti di Stato da parte della Commissione ha dimostrato come la politica di concorrenza sostenga le transizioni pulita, giusta e competitiva dell'economia dell'UE. I casi che seguono illustrano in che modo gli Stati membri hanno trasformato le loro visioni strategiche in progetti di investimento concreti.
Promozione delle fonti energetiche rinnovabili: la Commissione ha autorizzato la Francia, conformemente alla disciplina per gli aiuti di Stato nell'ambito del patto per l'industria pulita, a investire 11 miliardi di EUR per l'accelerazione dell'uso delle energie rinnovabili
. Questo progetto ventennale sostiene la costruzione e la gestione di tre parchi eolici offshore galleggianti. Il finanziamento è concesso a seguito di una procedura di gara e assumerà la forma di un premio variabile mensile, il che mostra come le nuove norme possano agevolare investimenti pubblici mirati nella misura e alla velocità necessarie per una trasformazione sostenibile.
Regimi di decarbonizzazione: nel 2025 sono stati autorizzati diversi grandi regimi nazionali per accelerare il passaggio a un'economia a zero emissioni nette. Ad esempio, è stato approvato un regime tedesco da 5 miliardi di EUR per aiutare le imprese soggette al sistema di scambio di quote di emissione dell'UE a decarbonizzare i loro processi di produzione, imponendo un obiettivo di riduzione delle emissioni del 90 % per ciascun progetto
. Inoltre è stato approvato un piano della Finlandia da 2,3 miliardi di EUR nell'ambito del quadro temporaneo di crisi e transizione per gli aiuti di Stato al fine di sostenere gli investimenti in settori strategici e la decarbonizzazione dei processi di produzione
. È stato altresì approvato un regime dei Paesi Bassi da 1,2 miliardi di EUR per ridurre le emissioni di gas a effetto serra durante il ciclo di vita, prevedendo la concessione di fondi attraverso una procedura di gara competitiva che predilige l'offerta dei maggiori benefici ambientali al costo più basso
. La Commissione ha inoltre approvato, conformemente alla disciplina per gli aiuti di Stato nell'ambito del patto per l'industria pulita, un regime di aiuti spagnolo per la decarbonizzazione dell'industria manifatturiera. Il regime sostiene l'elettrificazione, il passaggio all'idrogeno rinnovabile o a basse emissioni di carbonio, il recupero del calore di scarto nonché la cattura, lo stoccaggio e l'utilizzo del carbonio in un'ampia gamma di settori. L'aiuto consiste in sovvenzioni dirette determinate sulla base di intensità di aiuto predefinite. Il sistema è aperto alle imprese di tutte le dimensioni e agli impianti e ai settori rientranti o meno nel sistema di scambio di quote di emissione
.
Garanzia di una sufficiente capacità di produzione nel settore delle tecnologie pulite: nel 2025 sono stati autorizzati sei regimi nazionali per un bilancio totale di 6,7 miliardi di EUR conformemente alla disciplina per gli aiuti di Stato nell'ambito del patto per l'industria pulita, che contribuiscono tutti al conseguimento del parametro di riferimento del 40 % per la resilienza previsto dalla normativa sull'industria a zero emissioni nette. Tra questi, sono stati approvati ad esempio un regime ungherese da 4,1 miliardi di EUR e un regime italiano da 1,5 miliardi di EUR per incentivare la produzione basata su tecnologie a zero emissioni nette.
Promozione dell'uso dell'energia verde: nel 2025 la Commissione ha approvato un sostegno mirato allo sviluppo di fonti energetiche verdi. Una misura austriaca da 400 milioni di EUR è stata approvata per sostenere la produzione di idrogeno rinnovabile attraverso lo strumento "aste come servizio" della Banca europea dell'idrogeno
. È stato inoltre autorizzato un regime danese da 36 milioni di EUR per incoraggiare l'uso di carburante sostenibile per l'aviazione, accelerando la decarbonizzazione di tale settore
.
Sicurezza dell'approvvigionamento energetico: nel 2025 la Commissione ha approvato diverse misure di aiuto di Stato volte a garantire che vi sia una capacità sufficiente per produrre, immagazzinare o consumare energia elettrica in modo flessibile e che la produzione di energia elettrica soddisfi la domanda prevista. Ad esempio, sono state approvate una riserva strategica di energia elettrica svedese da 300 milioni di EUR per salvaguardare la sicurezza dell'approvvigionamento di energia elettrica in situazioni di emergenza
e una riserva strategica estone da 750 milioni di EUR per sostenere la sicurezza dell'approvvigionamento di energia elettrica
. I progetti che beneficeranno dell'aiuto in entrambe le misure saranno selezionati mediante una procedura di gara competitiva trasparente e non discriminatoria. La Commissione ha inoltre approvato, nell'ambito della disciplina in materia di aiuti di Stato a favore del clima, dell'ambiente e dell'energia, una riforma del meccanismo di capacità elettrica a livello del mercato della Francia. Il meccanismo francese riprogettato sarà attivo per dieci anni con un bilancio stimato di 2 miliardi di EUR all'anno, per un totale di 20 miliardi di EUR per tutta la sua durata.
Consolidamento dell'energia nucleare: nel 2025 la Commissione ha approvato il sostegno per la costruzione e il funzionamento di centrali nucleari, contribuendo alla decarbonizzazione del settore energetico e alla sicurezza dell'approvvigionamento di energia elettrica. Una misura di sostegno belga per l'estensione del ciclo di vita di due reattori nucleari, Doel 4 e Tihange 3
, è stata autorizzata a seguito di un'indagine approfondita. Inoltre la Commissione ha approvato misure di aiuto per la prima centrale nucleare in Polonia
, che comprenderà tre nuovi reattori nucleari.
L'IPCEI Tech4Cure: nel 2025, per sostenere le innovazioni pionieristiche nel settore sanitario, la Commissione ha approvato un altro IPCEI nel settore sanitario, Tech4Cure. Questo IPCEI consente a cinque Stati membri (Francia, Ungheria, Italia, Slovacchia e Slovenia) di erogare un finanziamento fino a 403 milioni di EUR a dieci imprese, sbloccando ulteriori 826 milioni di EUR di investimenti privati. L'ambizione della Commissione di coinvolgere un maggior numero di PMI negli IPCEI si è concretizzata. In Tech4Cure, il 60 % delle imprese partecipanti è costituito da PMI. Inoltre Tech4Cure crea un ecosistema IPCEI più ampio che coinvolge partner associati e indiretti. Consente la ricerca e l'innovazione transfrontaliere e la prima diffusione industriale di una nuova generazione di dispositivi medici caratterizzati da soluzioni digitali/di IA avanzate e innovative a sostegno del concetto di medicina predittiva, preventiva e personalizzata (medicina 3P). Il progetto è volto a migliorare l'assistenza sanitaria e a renderla più rapida e meno costosa. Tech4Cure è servito inoltre da progetto pilota per il polo di supporto alla progettazione degli IPCEI, avviato nella primavera del 2025.
Applicazione delle norme antitrust
Nel 2025 la Commissione ha continuato a condurre diverse indagini antitrust contro imprese attive in numerosi mercati, impedendo a tali imprese di abusare del proprio potere di mercato. Particolare attenzione è stata rivolta ai mercati digitali, che presentano caratteristiche uniche e sfide distinte a causa dei modelli aziendali prevalenti e delle complesse dinamiche di mercato. Le imprese possono acquisire ad esempio dati o tecnologie per aumentare gli ostacoli all'ingresso oppure sfruttare i dati dei concorrenti a proprio vantaggio, come nel caso delle piattaforme digitali con una duplice funzione o delle imprese che agiscono sia da intermediario che da concorrente.
Servizi tecnologici di display advertising online: nel 2025 la Commissione ha adottato la decisione Google Adtech
. Il caso riguarda i servizi tecnologici di display advertising online e altre pratiche relative ai dati. La Commissione ha inflitto un'ammenda di 2,95 miliardi di EUR a Google per aver abusato della sua posizione dominante sul mercato favorendo i propri servizi di tecnologia di display advertising online a scapito dei concorrenti fornitori di servizi di tecnologia pubblicitaria, degli inserzionisti e degli editori online ("auto-agevolazione"). La Commissione ha ordinato a Google di cessare le pratiche di autoagevolazione e di attuare misure che ponessero fine ai conflitti di interesse inerenti alla catena di approvvigionamento di Google Adtech. Una volta che la decisione sarà attuata, le imprese che utilizzano la tecnologia Adtech di Google potranno competere e innovare a condizioni eque e paritarie e i consumatori avranno maggiori possibilità di compiere scelte informate.
Strumenti di comunicazione e collaborazione digitali: nel caso Microsoft Teams
, la Commissione ha accettato gli impegni assunti da Microsoft volti a risolvere i problemi di concorrenza relativi alla vendita abbinata anticoncorrenziale di Microsoft Teams ai pacchetti di software Microsoft Office 365 e Microsoft 365 per clienti aziendali. In base agli impegni, Microsoft deve disaggregare Microsoft Teams, ossia offrire versioni di detti pacchetti software non comprensive di Microsoft Teams a un prezzo ridotto. Microsoft deve inoltre consentire ai clienti con licenze a lungo termine di passare a pacchetti software senza Microsoft Teams. Infine, Microsoft deve garantire l'interoperabilità con strumenti di comunicazione concorrenti e facilitare l'uso di soluzioni software concorrenti. Tali impegni sono stati essenziali per ripristinare una concorrenza leale e riaprire il mercato ad altri fornitori di strumenti di comunicazione e collaborazione nell'UE.
Vetro resistente alla rottura per dispositivi elettronici portatili: la Commissione ha reso giuridicamente vincolanti, ai sensi delle norme antitrust dell'UE, gli impegni offerti dalla società Corning con sede negli Stati Uniti
. Gli impegni dissipano il timore che Corning possa aver abusato della sua posizione dominante concludendo accordi di fornitura esclusiva per il vetro alluminosilicato alcalino (vetro Alkali-AS). Questo vetro resistente alla rottura è utilizzato per gli smartphone e altri dispositivi elettronici portatili. Corning si è impegnata a rinunciare a tutte le clausole di esclusiva e a non imporre più obblighi di approvvigionamento ai produttori (produttori di apparecchiature originali (OEM)) di dispositivi elettronici portatili o alle imprese che trasformano il vetro grezzo (imprese di trasformazione). Corning inoltre non richiederà più agli OEM o alle imprese di trasformazione di acquistare oltre il 50 % della rispettiva domanda presso la società. Gli impegni faciliteranno l'accesso al mercato dei concorrenti di Corning, garantendo in tal modo l'innovazione e la resilienza nella catena di approvvigionamento dei dispositivi elettronici portatili.
Beni di consumo di alta gamma: nel 2025 la Commissione ha inflitto a Gucci, Chloé e Loewe, tre società attive nel settore dei beni di consumo di alta gamma, un'ammenda totale di 157 milioni di EUR per aver perseguito una strategia di imposizione dei prezzi di rivendita in diversi Stati membri
. Le tre società avevano limitato la libertà commerciale dei loro rivenditori indipendenti online e fisici di fissare i propri prezzi. Tali restrizioni riguardavano quasi l'intera gamma di prodotti venduti dalle tre imprese coi loro marchi, tra cui capi di abbigliamento, articoli di pelletteria, calzature e accessori di moda. La decisione ribadisce l'impegno della Commissione a contrastare le pratiche anticoncorrenziali di imposizione dei prezzi di rivendita, garantendo che i consumatori beneficino di una reale concorrenza sui prezzi.
Risposte incomplete alle richieste di informazioni: la Commissione ha inflitto a Eurofield SAS e alla sua precedente società madre, Unanime Sport SAS, un'ammenda di 172 000 EUR per aver fornito risposte incomplete a richieste di informazioni nell'ambito di un'indagine antitrust nel settore dell'erba sintetica
. Se le imprese oggetto di indagine da parte della Commissione non rispettassero i loro obblighi giuridici e procedurali, l'efficacia dell'indagine della Commissione potrebbe essere compromessa. Questa è stata la prima volta in cui la Commissione ha inflitto un'ammenda a un'impresa per aver fornito informazioni incomplete nell'ambito di un'indagine antitrust. Detto intervento dimostra la maggiore vigilanza e determinazione della Commissione nel sanzionare le imprese oggetto di indagine che non rispettano i propri obblighi procedurali.
Lettere di orientamento e primo parere: l'attuazione delle norme in materia di concorrenza non riguarda solo l'applicazione "rigorosa" delle stesse, vale a dire il perseguimento delle imprese che hanno già violato le norme in materia di concorrenza. Gli interventi "non coercitivi", come l'emissione di lettere di orientamento, consentono alla Commissione di fornire alle imprese la certezza giuridica ex ante per quanto riguarda la loro conformità alle norme antitrust. Nel 2025 la Commissione ha pubblicato due lettere di orientamento
. La prima lettera di orientamento riguarda le imprese attive nel settore automobilistico
. La lettera fornisce chiarezza a dette imprese in merito alla creazione di un gruppo di negoziazione per la concessione di licenze relative all'uso di tecnologie coperte da brevetti essenziali, con l'obiettivo di aumentare l'efficienza nella concessione di licenze per le tecnologie digitali. Si prevede che tali tecnologie contribuiranno alla decarbonizzazione dell'Europa e alla transizione verso gli obiettivi di azzeramento delle emissioni nette. Detta lettera di orientamento sostiene la competitività del settore automobilistico dell'UE e aumenta la scelta dei consumatori. La seconda lettera di orientamento riguarda la cooperazione sotto forma di acquisto in comune e la definizione di specifiche tecniche minime per le apparecchiature elettriche di movimentazione dei container nei terminali portuali
e apporta ulteriore chiarezza in merito a un'iniziativa di sostenibilità volta a facilitare il passaggio da apparecchiature alimentate a diesel a apparecchiature alimentate a batteria. Infine, la Commissione ha formulato il suo primo parere a norma del regolamento sull'organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli. Il parere riguarda i produttori di vino della regione francese dell'Occitania che cooperano per produrre vino in modo sostenibile. L'accordo da questi raggiunto fissa prezzi di orientamento per sei varietà di uve vendute nell'ambito di operazioni di vendita di vino sfuso
. La Commissione ha chiarito che il coordinamento dei prezzi tra i produttori agricoli può essere compatibile con le norme antitrust dell'UE purché sia strettamente necessario per conseguire specifici obiettivi di sostenibilità. Il parere offre ai produttori di vino la certezza giuridica necessaria per continuare a investire in pratiche di produzione vinicola sostenibili.
Le attività di applicazione delle norme svolte dalla Commissione nel 2025 hanno riguardato anche i cartelli, che sono considerati le violazioni più gravi del diritto della concorrenza. Diverse decisioni che sanzionano comportamenti anticoncorrenziali che hanno un profondo impatto sull'economia dell'UE ed effetti negativi diretti e tangibili sui consumatori sono sintetizzate di seguito.
Riciclaggio di veicoli fuori uso: la Commissione ha inflitto ammende per un totale di 458 milioni di EUR a 15 grandi costruttori di automobili e all'Associazione dei costruttori europei di automobili ("Association des constructeurs européens d'automobiles" - ACEA) per aver partecipato al cartello
sul riciclaggio di veicoli fuori uso
. Per oltre 15 anni i costruttori di automobili e l'ACEA avevano convenuto di non pagare le imprese di demolizione per il trattamento di veicoli fuori uso perché avevano concordato di considerare il riciclo di tali veicoli come un'attività sufficientemente redditizia. I membri del cartello avevano inoltre condiviso informazioni sensibili dal punto di vista commerciale, avevano coordinato il loro comportamento nei confronti delle imprese di demolizione e avevano convenuto di non divulgare la quantità di un veicolo fuori uso che potesse essere riciclata, recuperata e riutilizzata e la quantità di materiale riciclato utilizzata nelle autovetture nuove. L'intervento della Commissione ha sostenuto direttamente gli obiettivi della transizione verde proteggendo la catena del valore del riciclaggio e stimolando l'economia circolare.
Consegne di prodotti e generi alimentari online: la Commissione ha inflitto a Delivery Hero e Glovo
un'ammenda totale di 329 milioni di EUR per aver gestito un cartello tra luglio 2018 e luglio 2022. Le due società avevano concordato di non sottrarre reciprocamente dipendenti, di scambiarsi informazioni commerciali sensibili e di ripartirsi mercati geografici nello Spazio economico europeo. Per la prima volta, la Commissione ha sanzionato un cartello che incideva sul mercato del lavoro limitando la concorrenza per i talenti e riducendo le opportunità per i lavoratori, il che dimostra che l'applicazione delle norme in materia di concorrenza promuove attivamente una crescita inclusiva proteggendo la libera circolazione e salari equi dei lavoratori in tutto il mercato unico. È stata anche la prima volta che la Commissione si è occupata dell'uso di una partecipazione di minoranza per coordinare il comportamento dei concorrenti.
Batterie di avviamento per autoveicoli: la Commissione ha inflitto ammende per un totale di 72 milioni di EUR a tre produttori di batterie di avviamento per autoveicoli e all'associazione di categoria Eurobat per aver partecipato a un cartello di lunga durata relativo a tali prodotti
. I produttori avevano concordato di fissare e pubblicare premi calcolati sulla base del prezzo di acquisto del piombo. Avevano convenuto di utilizzare tali premi nelle trattative di prezzo con i rispettivi clienti OEM per garantire che il risultante sovrapprezzo fosse mantenuto a un livello più elevato. La Commissione ha concluso che è illegale per i fornitori coordinare segretamente i sovrapprezzi da utilizzare come standard a livello di settore.
Inoltre la Commissione ha effettuato tre accertamenti senza preavviso presso i locali di imprese sospettate di violare le norme antitrust in diversi settori: vaccini, bevande analcoliche e attrezzature da sci. Gli accertamenti senza preavviso sono uno degli strumenti di applicazione più importanti a disposizione della Commissione nel settore della concorrenza. Sono essenziali per ottenere prove e l'elemento di sorpresa è necessario per un'applicazione efficace. Consentono alla Commissione di valutare obiettivamente i sospetti, garantendo il rispetto delle norme in materia di concorrenza e scoraggiando comportamenti anticoncorrenziali.
Controllo delle concentrazioni
Nel 2025 la Commissione ha continuato ad applicare le norme in materia di concentrazioni per proteggere le imprese e i consumatori dagli aumenti dei prezzi e dal deterioramento di altri parametri importanti della concorrenza, ad esempio qualità, scelta e innovazione, in molti settori importanti dell'economia dell'UE. Il controllo delle concentrazioni impedisce le operazioni che ostacolano in modo significativo una concorrenza effettiva nel mercato interno causando ad esempio un potere di mercato eccessivo, la preclusione del mercato e l'eliminazione di nuovi operatori, promuovendo in tal modo le priorità della Commissione.
Una selezione dei casi chiave adottati nel 2025 che hanno dato luogo a decisioni di autorizzazione subordinate a impegni è sintetizzata di seguito. Si presentano inoltre due casi importanti riguardanti potenziali violazioni del regolamento sulle concentrazioni.
Software per chip: la Commissione ha approvato, a determinate condizioni, l'acquisizione di Ansys
da parte di Synopsys. Queste imprese con sede negli Stati Uniti svolgono attività ampiamente complementari, ma la Commissione ha constatato che l'operazione avrebbe aumentato la concentrazione del mercato e ridotto la concorrenza globale nei mercati della fornitura di: i.) software ottico che simula il comportamento della luce in sistemi su vasta scala (ad esempio schermi o fari di automobili); ii.) software fotonico che simula il comportamento della luce in sistemi ottici su scala nanometrica più piccoli (ad esempio fotocamere digitali o pannelli solari); e iii.) software di analisi del consumo energetico a livello di registratore-trasferimento, ossia uno strumento software utilizzato nelle prime fasi del processo di progettazione dei chip per misurare il loro consumo energetico. Per rispondere a tali preoccupazioni, le parti della concentrazione hanno proposto di cedere le loro attività nei mercati problematici sopra indicati. Le misure correttive strutturali erano essenziali per impedire l'eliminazione di una concorrenza effettiva e preservare l'integrità della catena di approvvigionamento in questi mercati critici ad alta tecnologia.
Sistemi di azionamento degli stabilizzatori orizzontali trimmabili per il settore aerospaziale: la Commissione ha approvato, a determinate condizioni, l'acquisizione di parte dell'attività di azionamento di Collins Aerospace da parte di Safran USA Inc.
(controllata dalla società francese Safran S.A.). La Commissione ha constatato che la concentrazione aveva ridotto in modo significativo la concorrenza sul mercato dei sistemi di azionamento degli stabilizzatori orizzontali trimmabili ("Trimmable horizontal stabilizer actuators" - THSA), combinando due fornitori principali. Per risolvere i problemi di concorrenza, Safran ha proposto di cedere tutte le sue attività relative ai THSA nel Nord America.
Aerostrutture e aeromobili commerciali di grandi dimensioni: la Commissione ha approvato, a determinate condizioni, l'acquisizione di Spirit da parte di Boeing
. La Commissione ha constatato che l'operazione proposta rischiava di ridurre in modo significativo la concorrenza sui mercati mondiali delle aerostrutture e degli aeromobili commerciali di grandi dimensioni. In particolare, Boeing avrebbe potuto limitare o peggiorare le condizioni di fornitura di aerostrutture da parte di Spirit ad Airbus nonché ottenere accesso a informazioni commerciali sensibili di Airbus. Per rispondere a tali preoccupazioni, Boeing si è impegnata a cedere tutte le aziende di Spirit che riforniscono Airbus alla Airbus stessa. Boeing si è inoltre impegnata a cedere Spirit AeroSystems Malaysia a Composites Technology Research Malaysia.
Contenitori e coperchi in alluminio per alimenti umidi per animali da compagnia e per il consumo umano: la Commissione ha approvato, a determinate condizioni, l'acquisizione di Aluflexpack da parte di Constantia
. La Commissione ha constatato che l'operazione proposta avrebbe ridotto la concorrenza sul mercato della fornitura di contenitori e coperchi di alluminio sterilizzabili per alimenti umidi per animali da compagnia e per il consumo umano nell'UE, determinando prezzi più elevati e una minore scelta per i clienti. Per rispondere alle preoccupazioni della Commissione, Constantia si è offerta di cedere tutte le attività di Aluflexpack nel settore degli alimenti umidi per animali da compagnia e per il consumo umano nel SEE.
Rinvii relativi a concentrazioni a norma dell'articolo 22 del regolamento sulle concentrazioni: la Commissione ha approvato, a determinate condizioni, il progetto di acquisizione di Boissons Heintz da parte di Brasserie Nationale
. Il Lussemburgo ha deferito il caso alla Commissione a norma dell'articolo 22 del regolamento sulle concentrazioni in quanto non dispone di un regime nazionale di controllo delle concentrazioni. L'operazione iniziale avrebbe riunito i due principali distributori all'ingrosso lussemburghesi di bevande ad alberghi, ristoranti e bar nel paese, ponendo i concorrenti più piccoli in una posizione di svantaggio. Per rispondere a queste preoccupazioni, le parti della concentrazione si sono impegnate a cedere la maggior parte delle attività di distribuzione di bevande di Boissons Heintz a un acquirente idoneo. Il pacchetto di misure correttive prevede la possibilità per l'acquirente di acquisire il nome di Boissons Heintz, il negozio online e gli accordi di importazione esclusiva. Anche l'acquisizione di Downtown da parte di UMG è stata deferita alla Commissione dall'Austria e dai Paesi Bassi ai sensi dell'articolo 22 del regolamento sulle concentrazioni. Alla fine del 2025 l'operazione proposta si trovava nella seconda fase dell'indagine.
Approvazione condizionata del progetto di acquisizione di Banco BPM da parte di UniCredit e indagine ai sensi dell'articolo 21 del regolamento sulle concentrazioni sull'uso da parte dell'Italia della sua legislazione "Golden power"
La Commissione ha approvato il progetto di acquisizione, subordinato a impegni, di Banco BPM da parte di UniCredit
. Entrambe le banche hanno sede in Italia e forniscono servizi bancari al dettaglio e alle imprese, nonché servizi assicurativi e di gestione patrimoniale. Il progetto di acquisizione ha una dimensione UE in quanto UniCredit ha effettuato operazioni significative anche in Germania e nell'Europa centrale e orientale. A seguito di un'indagine preliminare, la Commissione ha espresso preoccupazione per l'impatto dell'operazione sulla concorrenza nei mercati dei depositi e dei prestiti ai clienti al dettaglio e alle PMI in alcuni mercati locali in Italia. UniCredit ha risposto a queste preoccupazioni impegnandosi a cedere 209 filiali bancarie in 21 province italiane in cui la banca aggregata avrebbe avuto posizioni di mercato particolarmente forti.
Tuttavia UniCredit ha successivamente ritirato la sua offerta di acquisizione per Banco BPM in quanto non era in grado di soddisfare le condizioni supplementari applicate alla potenziale acquisizione da parte del governo italiano ai sensi della sua legislazione nazionale in materia di controllo degli investimenti. La Commissione ha esaminato le condizioni imposte dal governo italiano e nel luglio 2025 ha adottato una valutazione preliminare
dalla quale è emerso che tali condizioni potrebbero violare l'articolo 21 del regolamento sulle concentrazioni, nonché la legislazione dell'UE in materia di servizi finanziari e le disposizioni del trattato sul funzionamento dell'Unione europea relative alla libera circolazione dei capitali e al ruolo della Banca centrale europea nell'ambito del meccanismo di vigilanza unico.
Potenziale violazione dell'obbligo di sospensione: garantire che le imprese rispettino la natura ex ante del regime di controllo delle concentrazioni dell'UE è fondamentale per preservare una concorrenza effettiva all'interno del mercato unico. A tal fine, la Commissione ha inviato una comunicazione delle obiezioni a Vivendi
, informandola del suo parere preliminare secondo cui Vivendi aveva violato l'obbligo di sospensione di cui all'articolo 7, paragrafo 1, del regolamento sulle concentrazioni - che impone alle imprese di non realizzare una concentrazione prima che sia stata approvata - e delle condizioni imposte nella decisione di autorizzazione della concentrazione Vivendi/Lagardère
. Secondo la valutazione preliminare della Commissione, Vivendi ha esercitato un'influenza determinante sulle attività mediatiche di Lagardère prima del completamento dell'acquisizione.
Applicazione del regolamento sulle sovvenzioni estere
Nel 2025 la Commissione ha continuato ad applicare rigorosamente il regolamento sulle sovvenzioni estere, per proteggere l'UE dalle sovvenzioni distorsive della concorrenza concesse da paesi terzi a società che operano nel mercato unico. Tali distorsioni possono verificarsi in relazione a qualsiasi attività economica, in particolare nel caso delle concentrazioni e delle procedure di appalto pubblico. Il regolamento sulle sovvenzioni estere è applicato congiuntamente dalla DG Concorrenza e dalla direzione generale del Mercato interno, dell'industria, dell'imprenditoria e delle PMI (DG GROW)
. Un'applicazione proattiva del regolamento sulle sovvenzioni estere, comprese le indagini di propria iniziativa, è essenziale per sostenere la competitività globale dell'UE.
Nel corso dell'anno la Commissione ha indagato, ad esempio, sull'acquisizione di Covestro AG (un fornitore tedesco di polimeri e componenti ad alte prestazioni) da parte di Abu Dhabi National Oil Company PJSC (ADNOC), la società petrolifera nazionale di Abu Dhabi. A seguito di un'indagine approfondita, ADNOC ha proposto impegni che la Commissione ha successivamente reso giuridicamente vincolanti con una decisione relativa agli impegni
. Tali impegni erano essenziali per porre rimedio agli effetti distorsivi sul mercato unico delle sovvenzioni estere (una garanzia statale illimitata e agevolazioni fiscali a favore di ADNOC, nonché un aumento di capitale impegnato da parte di ADNOC a favore di Covestro). Le suddette sovvenzioni avrebbero falsato la concorrenza sia durante il processo di acquisizione che durante le future attività di mercato dell'entità aggregata. In primo luogo, ADNOC si è impegnata a eliminare la garanzia statale illimitata, adeguando il proprio statuto in modo che non si discostasse più dal diritto fallimentare ordinario degli EAU. In secondo luogo, ADNOC si è impegnata a condividere i brevetti di sostenibilità di Covestro con le imprese che dipendono in modo particolare dalla tecnologia di sostenibilità di quest'ultima. La Commissione ha constatato che gli impegni proposti porrebbero pienamente ed efficacemente rimedio agli effetti distorsivi sul mercato unico causati dalle sovvenzioni estere. La decisione ADNOC/Covestro rappresenta la seconda decisione finale della Commissione ai sensi del regolamento sulle sovvenzioni estere dalla sua entrata in vigore.
Inoltre nel 2025 la Commissione ha avviato un'indagine approfondita di propria iniziativa su Nuctech, una società di proprietà cinese operante nella produzione e nella vendita di sistemi di individuazione delle minacce (scanner utilizzati ad esempio negli aeroporti, nei porti e alle frontiere). La Commissione aveva ricevuto indicazioni secondo cui Nuctech era stata destinataria di sovvenzioni estere che le consentivano di offrire prezzi e condizioni che non potevano essere eguagliati da altri operatori del mercato. Se tali preoccupazioni in materia di concorrenza saranno confermate nell'indagine, la Commissione potrà imporre misure di riparazione o accettare impegni offerti dalla società che rispondano a dette preoccupazioni.
La Commissione ha inoltre effettuato un'ispezione senza preavviso ai sensi del regolamento sulle sovvenzioni estere presso i locali di un'impresa attiva nel settore del commercio elettronico e ha continuato a lavorare all'esame preliminare nel settore dell'energia eolica.
Applicazione del regolamento sui mercati digitali
Il regolamento sui mercati digitali garantisce che le imprese di tutte le dimensioni possano competere, rafforzando l'attrattiva del mercato unico e offrendo nuove opportunità sia alle imprese dell'UE che a quelle straniere
. Dall'entrata in vigore del regolamento sui mercati digitali, e per tutto il 2025, la sua applicazione ha prodotto vantaggi tangibili e pratici sia per le imprese che per i consumatori. Ad esempio, ha aperto gli ecosistemi mobili, consentendo agli sviluppatori di offrire portali di vendita di applicazioni concorrenti su iOS e iPadOS di Apple. Inoltre le eSIM
possono ora essere trasferite da e verso i telefoni Android e gli iPhone, garantendo la piena interoperabilità. Agli utenti appare inoltre una schermata di scelta che consente loro di selezionare facilmente il browser predefinito preferito sui loro dispositivi iOS.
Il dialogo normativo è un elemento cruciale del regolamento sui mercati digitali. Nel 2025 la Commissione ha tenuto dialoghi normativi con tutte le imprese designate come gatekeeper. Questo tipo di scambio è un modo efficace per prevenire i problemi prima che si verifichino, creare fiducia tra le parti interessate e incoraggiare il conseguimento precoce della conformità al regolamento sui mercati digitali. I dialoghi normativi consentono alla Commissione di orientare il comportamento dei gatekeeper quasi in "tempo reale" anziché fare affidamento solo sull'applicazione ex post delle norme in materia di concorrenza. Nel 2025 la Commissione ha anche organizzato sei seminari tecnici sulla conformità
, che hanno consentito ai portatori di interessi di discutere le soluzioni di conformità proposte con la Commissione e i gatekeeper stessi.
La Commissione ha adottato le sue prime decisioni a seguito di procedimenti di specificazione
. Tali decisioni forniscono orientamenti specifici in materia di conformità ai gatekeeper designati. Le decisioni di specificazione della Commissione hanno precisato ciò che Apple deve fare per garantire un'interoperabilità efficace e senza soluzione di continuità tra iOS, iPadOS e sistemi operativi concorrenti. Apple ha impugnato entrambe le decisioni di specificazione
.
Nel 2025 la Commissione ha inoltre concluso tre indagini di non conformità
. Dopo un dialogo normativo costruttivo, la Commissione ha chiuso la sua indagine sull'architettura di scelta degli utenti
di Apple quando la società ha accettato di modificare la schermata di scelta del browser, il che consente agli utenti di impostare più agevolmente un nuovo browser predefinito sul proprio iPhone.
In un caso distinto, la Commissione ha constatato che le pratiche anti-steering di Apple violavano il regolamento sui mercati digitali e ha inflitto un'ammenda di 500 milioni di EUR
. La Commissione ha inoltre emesso un provvedimento inibitorio che obbliga Apple a rimuovere tutte le restrizioni tecniche e commerciali in materia di steering entro 60 giorni. Apple ha impugnato la decisione
. La società ha successivamente rivisto le proprie condizioni contrattuali per la distribuzione di applicazioni su iOS.
Inoltre la Commissione ha constatato che il modello pubblicitario "consenso o pagamento" di Meta violava il regolamento sui mercati digitali e ha imposto un'ammenda di 200 milioni di EUR
e un provvedimento inibitorio che intimava a Meta di rendere il modello conforme entro 60 giorni. La decisione è stata impugnata da Meta
. A seguito del dialogo con Meta, la Commissione ha preso atto dell'impegno proposto da Meta di offrire agli utenti dell'UE una versione alternativa e gratuita dei suoi social network utilizzando meno dati personali e meno pubblicità mirata.
La Commissione ha altresì avviato un procedimento per una potenziale violazione del regolamento sui mercati digitali da parte di Google mediante la retrocessione dei contenuti degli editori di media nei risultati di ricerca
. L'indagine della Commissione si concentra specificamente sulle "norme relative all'abuso della reputazione del sito" di Google per stabilire se la loro applicazione sia conforme agli obblighi previsti dal regolamento sui mercati digitali.
Nel corso del 2025 la Commissione ha inoltre avviato tre indagini di mercato sui servizi di cloud computing. Due indagini di mercato valutano se Amazon e Microsoft debbano essere designate come gatekeeper per i loro servizi di cloud computing, Amazon Web Services e Microsoft Azure
. La terza indagine di mercato esamina se gli obblighi previsti dal regolamento sui mercati digitali affrontino efficacemente le pratiche che possono limitare la competitività e l'equità nel settore del cloud computing dell'UE
.
Nel 2025 non sono state effettuate nuove designazioni di gatekeeper. La Commissione ha tuttavia concluso che il servizio di intermediazione online Facebook Marketplace di Meta non dovrebbe più essere designato come gatekeeper ai sensi del regolamento sui mercati digitali
. Le modifiche apportate da Meta a Facebook Marketplace hanno ridotto il numero di utenti commerciali, cosicché Facebook Marketplace non soddisfa più le soglie di designazione di cui al regolamento sui mercati digitali.
4. Benefici dell'applicazione delle norme in materia di concorrenza per i consumatori e i cittadini
L'applicazione delle norme nei settori dell'antitrust e delle concentrazioni da parte della Commissione genera benefici diretti per i cittadini. La DG Concorrenza ne misura l'impatto nei settori dell'antitrust (cartelli e antitrust non riguardante i cartelli) e del controllo delle concentrazioni in vari modi.
Un dato importante consiste nei "risparmi diretti per i clienti", vale a dire gli effetti diretti probabili sui prezzi per i clienti nei mercati in cui la Commissione è intervenuta. Basandosi su un metodo semplificato dell'OCSE, la DG Concorrenza stima che i risparmi diretti per i clienti generati dall'applicazione delle norme in materia di antitrust (cartelli e antitrust non riguardante i cartelli) e in materia di concentrazioni da parte della Commissione nel 2025 siano ammontati a 12,4‑21,9 miliardi di EUR. In termini relativi, l'applicazione delle norme in materia di concorrenza ha permesso a ciascuna famiglia dell'UE di risparmiare circa 60 - 100 EUR all'anno tra il 2012 e il 2025.
La Commissione non è l'unica responsabile dell'applicazione delle norme dell'UE in materia di concorrenza. Anche i suoi partner della rete europea della concorrenza (European Competition Network - ECN) svolgono un ruolo attivo. Nel 2025 la DG Concorrenza e le autorità nazionali garanti della concorrenza (ANC) che partecipano alla rete hanno continuato a misurare gli ulteriori risparmi per i consumatori generati dalle attività di applicazione delle norme svolte da queste ANC. Per il periodo 2020-2024, l'analisi indica che i risparmi aggregati per i consumatori ammontano a un importo compreso tra 18 e 30 miliardi di EUR all'anno. Ciò significa che le ANC contribuiscono almeno per un ulteriore 50 % ai risparmi diretti conseguiti in aggiunta a quelli generati dalla Commissione. L'importo totale dei risparmi diretti per i consumatori corrisponde a circa 100 - 160 EUR all'anno per famiglia durante tale periodo.
L'applicazione della politica di concorrenza non ha solo un impatto economico positivo a livello microeconomico. Funge anche da importante motore del benessere e della crescita a livello macroeconomico. Le riduzioni stimate dei prezzi derivanti dagli interventi della politica di concorrenza (sia direttamente che indirettamente, tramite effetti deterrenti) possono essere utilizzate per migliorare gli indicatori di prestazione in tutti i settori dell'economia per quanto riguarda gli investimenti, l'occupazione, i prezzi, la produttività e, in ultima analisi, il prodotto interno lordo (PIL)
.
5. Politica di concorrenza nel contesto europeo e globale
Cooperazione nell'ambito della rete europea della concorrenza
La cooperazione nell'ambito della rete europea della concorrenza contribuisce a un'applicazione coerente ed efficace delle norme antitrust dell'UE, ne garantisce la coesione e promuove una cultura comune della concorrenza nell'UE.
La Commissione e le ANC dell'UE applicano parallelamente le norme antitrust dell'UE (articoli 101 e 102 TFUE). In seno alla rete europea della concorrenza, coordinano le attività di applicazione delle norme e cooperano per garantire che tali norme siano applicate in modo efficace e coerente in tutti gli Stati membri e per promuovere una cultura comune dell'UE in materia di concorrenza. A tal fine, le ANC hanno l'obbligo di: i.) informare la Commissione in merito a una nuova indagine al momento della prima misura formale di indagine; e ii.) notificare alla Commissione le decisioni nazionali previste che applicano le norme antitrust dell'UE.
Nel 2025 la Commissione e le ANC hanno avviato 154 nuove indagini e le ANC hanno notificato alla Commissione 71 decisioni previste. La Commissione e le ANC tengono riunioni periodiche in molteplici gruppi di lavoro per discutere e scambiare opinioni sulle indagini nuove e in corso, sugli sviluppi della giurisprudenza e su varie altre questioni relative alla politica di concorrenza. Nel 2025 si sono tenute 37 riunioni della rete europea della concorrenza.
Relazioni internazionali – dialogare con i partner di tutto il mondo
Le attività internazionali della Commissione nel settore della concorrenza sono importanti per creare un'UE più competitiva e assertiva, in quanto l'UE si trova ad affrontare molteplici sfide geopolitiche che rischiano di frammentare il mondo dal punto di vista politico ed economico. La cooperazione internazionale nel settore della concorrenza si basa, tra l'altro, sulla fiducia, sulla condivisione delle conoscenze e sullo scambio delle migliori pratiche. L'applicazione coordinata delle norme in materia di concorrenza tra giurisdizioni è oggi più importante che mai. Il fatto che l'UE sia ampiamente riconosciuta come decisore politico e autorità leader a livello mondiale incaricata di far rispettare la normativa in materia di concorrenza le consente di sfruttare i suoi partenariati per difendere un ordine internazionale basato su regole.
Nel 2025 la Commissione ha approfondito il dialogo con le organizzazioni multilaterali, ha continuato a investire nelle relazioni bilaterali attraverso accordi di cooperazione e accordi commerciali (in particolare con il Regno Unito, il Canada, il Giappone e la Cina), nonché attraverso le sue attività di cooperazione con i paesi africani per promuovere il coordinamento del diritto della concorrenza e la sua applicazione. La Commissione ha inoltre proseguito il dialogo con i paesi candidati (e potenziali candidati) che chiedono di aderire all'UE.
Organizzazioni multilaterali: la Commissione ha collaborato con consessi internazionali quali il comitato per la concorrenza dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE), il Forum globale sulla concorrenza dell'OCSE, la Rete internazionale della concorrenza (ICN) e la Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (UNCTAD). Tale lavoro si è concentrato sull'aumento della convergenza globale in relazione alle principali sfide in materia di applicazione delle norme, ad esempio quelle derivanti dalla rapida digitalizzazione, dall'impatto dell'IA e dalla transizione verde; una delle attività di rilievo della Commissione in seno all'OCSE è stato l'intervento di apertura della vicepresidente esecutiva Ribera
al Forum globale sulla concorrenza dell'OCSE, ove la Commissione è stata anche uno degli esaminatori principali nella valutazione inter pares dell'OCSE del quadro in materia di concorrenza del Kenya. Nell'ambito dell'ICN, uno dei principali risultati conseguiti dalla Commissione nel 2025 è stato quello di concludere la copresidenza del gruppo di lavoro sulle concentrazioni dell'ICN con la presentazione di capitoli aggiornati sugli effetti unilaterali e coordinati per le pratiche raccomandate dall'ICN per l'analisi delle concentrazioni
.
Accordi di libero scambio: la Commissione si propone di includere disposizioni rigorose sulla politica di concorrenza e sul controllo delle sovvenzioni nei negoziati per gli accordi di libero scambio (ALS). Nel 2025 si sono conclusi i negoziati per un accordo di libero scambio con l'Indonesia e sono proseguiti quelli con l'India, la Malaysia, le Filippine, la Thailandia e un'associazione di cinque paesi dell'Africa orientale e australe nota come ESA-5
. La Commissione ha inoltre avviato negoziati per un accordo di libero scambio con gli Emirati arabi uniti, che comprendono un capitolo sulla politica di concorrenza.
Accordi di cooperazione in materia di concorrenza e altre intese: nel 2025 la Commissione ha proseguito la cooperazione bilaterale con il Regno Unito nel settore della concorrenza, come previsto dall'accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione UE/Regno Unito
e dall'accordo di recesso
. Il contributo della DG Concorrenza ai negoziati UE/Regno Unito si è concentrato sul controllo, sul monitoraggio e sulla comunicazione dei regimi di sovvenzione potenzialmente distorsivi della concorrenza nel Regno Unito, nonché sulla legislazione in materia di concorrenza e sulla sua applicazione. È importante sottolineare che la Commissione ha adottato proposte di decisioni del Consiglio per concludere l'accordo di cooperazione in materia di concorrenza tra l'UE e il Regno Unito
. Inoltre la Commissione ha proseguito i negoziati per un accordo di cooperazione in materia di concorrenza tra l'UE e il Canada, destinato a sostituire l'attuale accordo del 1999
. La Commissione ha anche proseguito la cooperazione con la Fair Trade Commission coreana, la Fair Trade Commission giapponese e l'amministrazione statale cinese per la regolamentazione del mercato, nell'ambito dei rispettivi accordi di cooperazione e di altre intese
.
Cooperazione regionale nell'Africa subsahariana: nel 2025 la Commissione ha collaborato con diverse autorità nazionali e regionali africane, quali l'Unione economica e monetaria dell'Africa occidentale (UEMOA), la Comunità dell'Africa orientale (EAC) e il Mercato comune dell'Africa orientale e australe (COMESA). L'obiettivo principale è rafforzare i loro quadri strategici, comprese le norme in materia di concorrenza, e sostenere l'integrazione economica continentale e regionale in Africa nonché l'attuazione della zona continentale di libero scambio per l'Africa (AfCFTA), garantendo stabilità e accesso al mercato per l'UE e i paesi africani.
Allargamento: in relazione ai paesi candidati
e potenziali candidati
, il principale obiettivo della politica di concorrenza della Commissione è sostenere la creazione di quadri legislativi e l'istituzione di autorità competenti in materia di concorrenza e di aiuti di Stato ben funzionanti e indipendenti dal punto di vista operativo. L'obiettivo è far sì che questi paesi maturino una solida esperienza di applicazione della normativa, allineandosi al quadro del mercato unico dell'UE. Nel 2025 la Commissione ha continuato a monitorare le riforme, l'applicazione delle norme e la conformità generale dei paesi candidati e potenziali candidati, in linea con la comunicazione della Commissione del 2025 sulla politica di allargamento dell'UE
.
6. Sostegno alla politica di concorrenza con attività di comunicazione e sensibilizzazione
Le attività di comunicazione e sensibilizzazione della Commissione nel settore della concorrenza conseguono importanti obiettivi: promuovere una cultura della concorrenza all'interno e all'esterno dell'UE e aumentare la visibilità e la trasparenza delle attività dell'UE in materia di concorrenza per rafforzarne l'effetto deterrente e sensibilizzare i consumatori e i cittadini in merito ai benefici apportati dall'applicazione delle norme in materia di concorrenza. Lo scopo e i benefici del diritto della concorrenza e della sua applicazione devono essere comunicati e mostrati in modo efficace ai diversi gruppi destinatari. A tal fine la Commissione utilizza molteplici canali di comunicazione con messaggi differenziati.
Nel 2025 la DG Concorrenza ha aumentato in modo significativo la propria presenza sui social media e il numero dei suoi follower. La DG Concorrenza opera principalmente su YouTube, X e LinkedIn. La direzione generale si è concentrata, tra l'altro, sullo sviluppo del suo canale YouTube. Il canale ospita video di alti dirigenti partecipanti a conferenze nonché la serie "COMP Flash", in cui i funzionari della DG Concorrenza illustrano casi di alto profilo in brevi video. Nel 2025 la DG Concorrenza ha pubblicato oltre 130 comunicati stampa e il suo sito web ha attirato oltre 12 milioni di visualizzazioni.
Gli eventi che hanno avuto il maggiore impatto sono stati quelli a cui ha partecipato la vicepresidente esecutiva Ribera. I principali dialoghi politici, come i dialoghi sull'attuazione degli IPCEI e sugli alloggi a prezzi accessibili, hanno consentito alla vicepresidente esecutiva Ribera e alla Commissione di raccogliere contributi e ricevere riscontri fondamentali per l'efficace attuazione della politica di concorrenza in settori fondamentali per le priorità della Commissione.
Nel 2025 il direttore generale della DG Concorrenza ha partecipato a numerosi eventi internazionali. Inoltre la DG Concorrenza ha organizzato o co-organizzato cinque verifiche fattuali per raccogliere contributi tecnici dai portatori di interessi
.
7. Relazioni con altre istituzioni dell'UE
Una politica di concorrenza efficace si basa su un impegno continuo e costruttivo con il Consiglio, il Parlamento europeo, il CESE e il CdR. Tale impegno garantisce che le attività della Commissione nel settore della concorrenza riflettano anche gli obiettivi più ampi dell'UE. Inoltre tali dialoghi consentono alla vicepresidente esecutiva Ribera di orientare il portafoglio della concorrenza in una direzione che contribuisca alla crescita sostenibile e inclusiva e alla competitività complessiva.
In linea con gli orientamenti politici della presidente von der Leyen e con la comunicazione "Un'Europa più semplice e più rapida"
, ciascun membro del collegio presenta al Consiglio, al Parlamento europeo, al CESE e al CdR una relazione annuale sui progressi compiuti in materia di semplificazione, attuazione e applicazione
. L'obiettivo di questo esercizio è garantire la responsabilità e la trasparenza nella semplificazione e nell'attuazione del diritto dell'UE, un processo fondamentale per l'impegno della Commissione von der Leyen a favore di "un'Europa più semplice e più rapida". L'obiettivo è creare una titolarità condivisa tra le istituzioni dell'UE per migliorare l'efficacia delle norme dell'UE, ridurre gli oneri normativi e rafforzare la competitività dell'UE.
La relazione della vicepresidente esecutiva Ribera in materia di semplificazione, attuazione e applicazione copre i primi sette mesi del 2025. La relazione illustra la priorità attribuita dalla vicepresidente esecutiva al programma di semplificazione e attuazione della Commissione. Descrive gli sforzi compiuti per rivedere e semplificare la legislazione esistente e per rendere la nuova legislazione più semplice e di più facile attuazione. Fornisce inoltre esempi di sforzi di semplificazione e attuazione completati o in corso, tra cui la disciplina per gli aiuti di Stato nell'ambito del patto per l'industria pulita, il regolamento generale di esenzione per categoria per gli aiuti di Stato, la decisione SIEG aggiornata riguardante gli alloggi a prezzi accessibili
, gli orientamenti sulle concentrazioni orizzontali, gli orientamenti sulle concentrazioni non orizzontali, il regolamento (CE) n. 1/2003, il regolamento sulle sovvenzioni estere e il regolamento sui mercati digitali.
Nel 2025 la vicepresidente esecutiva Ribera ha partecipato regolarmente a scambi di opinioni e dialoghi strutturati sia presso il Parlamento europeo che il Consiglio. In seno al Parlamento europeo è comparsa dinanzi alla commissione per i problemi economici e monetari (commissione ECON), alla commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, alla commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, alla commissione per l'occupazione e gli affari sociali, alla commissione per l'ambiente, il clima e la sicurezza alimentare e alla commissione speciale sulla crisi degli alloggi. Ha inoltre discusso la sua relazione annuale 2025 sui progressi compiuti in materia di semplificazione, attuazione e applicazione nell'ambito di un dialogo strutturato con la commissione ECON. In seno al Consiglio, la vicepresidente esecutiva Ribera ha partecipato a un dibattito orientativo sulla competitività dell'industria.
Infine, nel 2025 il personale della DG Concorrenza ha partecipato alle riunioni convocate dal relatore responsabile dell'elaborazione del parere del CESE in merito alla relazione della Commissione sulla politica di concorrenza 2024. Questa interazione a livello "tecnico" ha fornito al relatore e al suo gruppo di redazione informazioni contestuali e spiegazioni fattuali. Questo scambio di opinioni ha inoltre approfondito la comprensione, da parte della Commissione, delle prospettive in materia di politica di concorrenza dei datori di lavoro, dei lavoratori, della società civile e di altri portatori di interessi.