Strasburgo, 10.3.2026

COM(2026) 116 final

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

Strategia per gli investimenti nell'energia pulita















































































1Introduzione

La transizione verso l'energia pulita è determinante per l'autonomia strategica, la competitività e la prosperità sostenibile dell'Europa. La decarbonizzazione è un'opportunità di crescita economica e stimolo dell'occupazione in tutto il nostro continente. Come sottolinea la relazione Draghi 1 , per trasformare le nostre ambizioni in realtà occorrono livelli inediti di investimenti e, in particolare, un approccio più integrato alla mobilitazione dei capitali pubblici e privati.

La Commissione stima 2 che per conseguire gli obiettivi della transizione energetica e garantire energia pulita, efficiente e a prezzi accessibili a tutti gli europei servono investimenti annui nel settore energetico nell'ordine dei 660 miliardi di EUR tra il 2026 e il 2030, che devono salire a 695 miliardi di EUR nel periodo 2031-2040: un aumento sostanziale rispetto al livello medio annuo di 240 miliardi di EUR osservato tra il 2011 e il 2021. Occorre investire sul versante della fornitura (generazione), della domanda (efficienza energetica) e delle infrastrutture (reti).

Il Gruppo Banca europea per gli investimenti (BEI) è uno dei finanziatori di riferimento della transizione dell'Europa verso l'energia pulita e, per mezzo di prestiti, garanzie, investimenti e consulenza, sostiene il passaggio accelerato a un sistema dell'energia sicuro, competitivo e a basse emissioni di carbonio. In questo contesto il Gruppo intende erogare oltre 75 miliardi di EUR di finanziamenti nei prossimi tre anni a sostegno degli obiettivi della transizione energetica e della strategia qui illustrata, avvalendosi di tutti i prodotti finanziari e servizi di consulenza a sua disposizione. 

Anche varie iniziative europee, come la componente energia del meccanismo per collegare l'Europa, il dispositivo per la ripresa e la resilienza e i capitoli dedicati al piano REPowerEU, hanno contribuito ad accelerare gli investimenti, ma persistono ancora ostacoli che frenano il ritmo e l'entità dei capitali privati mobilitati in tutti i comparti dell'energia pulita: se per la mobilitazione di capitale istituzionale a lungo termine l'Europa offre norme prevedibili e politiche stabili, la lentezza delle procedure di autorizzazione e di connessione alla rete ritarda la realizzazione dei progetti e fa crescere i rischi; la frammentazione dei mercati, con norme, standard e pratiche di pianificazione divergenti, aumenta i costi di transazione e ostacola l'espansione; e in molti settori non è rispecchiato appieno il valore sistemico degli investimenti nell'energia pulita, che pertanto risultano meno interessanti per gli investitori privati. Secondo dati recenti in alcuni settori la crescita degli investimenti sta rallentando, se non invertendo di tendenza.

Vi è disponibilità di capitale privato: bisogna mobilitarlo

Fermo restando che il nostro fabbisogno stimato di investimenti per la transizione energetica è di gran lunga superiore alla capacità di finanziamento pubblico dei bilanci nazionali, del quadro finanziario pluriennale e del Gruppo BEI, i fondi pubblici non devono essere utilizzati come fonte primaria di finanziamento, ma come leva strategica per attirare i finanziamenti di una combinazione più ampia di banche e mercati dei capitali e, fondamentalmente, ridurre il costo complessivo della transizione. Quest'uso dei fondi pubblici è particolarmente importante in un sistema energetico che dipende sempre più dalla spesa iniziale in conto capitale. Il sostegno pubblico può anche contribuire a spalmare i costi della transizione nel corso della vita utile degli attivi, evitando picchi di prezzo a breve termine.

L'entità e la portata degli investimenti necessari si raggiungono diversificando le fonti di finanziamento in modo da mobilitare appieno il capitale istituzionale, il capitale di rischio e il private equity, oltre alle fonti di finanziamento più tradizionali. In prospettiva, il successo dell'Unione del risparmio e degli investimenti sarà fondamentale per creare i mercati dei capitali profondi e liquidi che servono a questo scopo.

La presente strategia è diretta a favorire la mobilitazione di investimenti privati nel settore energetico migliorando il legame tra il capitale privato disponibile e la riserva europea di progetti in questo settore. Si stima che in Europa il valore degli attivi gestiti da privati ammonti a 33 700 miliardi di EUR 3 . Gli investitori istituzionali (ad esempio assicuratori e fondi pensione) controllano oltre 12 000 miliardi di EUR 4 di attivi in Europa e perseguono i rendimenti stabili e a lungo termine che possono offrire i progetti nel settore dell'energia in presenza di un quadro normativo adeguato.

La strategia per gli investimenti nell'energia pulita si affianca alle iniziative dell'UE e alle azioni degli Stati membri intese a ridurre rischi e incertezza e a creare condizioni di investimento stabili e attraenti così da rafforzare la competitività e la sicurezza energetica dell'Europa.

2Mobilitare il volume di capitali privati necessario per la transizione energetica

La presente strategia è perciò concepita per promuovere la mobilitazione di capitale privato, la riduzione mirata dei rischi per gli investimenti e una cooperazione strutturata con la comunità finanziaria.

SOSTEGNO DELL'ACCESSO AI MERCATI DEI CAPITALI PER LE INFRASTRUTTURE DELL'ENERGIA

Aumentare e accelerare gli investimenti nelle reti, spina dorsale del sistema energetico, è fondamentale per la competitività e la sicurezza dell'Europa. La relazione Draghi avverte che per portare a compimento la transizione energetica non basta semplicemente investire nella produzione di energia elettrica pulita, ma in parallelo occorre rafforzare e modernizzare le infrastrutture di rete e l'integrazione dei sistemi, anche con soluzioni innovative e digitali. I meccanismi attuali di finanziamento non riescono tuttavia a mobilitare capitali nella misura e alla velocità necessarie.

La Commissione intende sormontare questi scogli integrando il recente pacchetto sulle reti europee con un approccio, attuato in stretto coordinamento con il Gruppo BEI, che è diretto a trasformare i diritti finanziari sui flussi di cassa futuri associati agli attivi nel settore dell'energia in titoli liquidi della categoria "investment grade".

Per sbloccare i capitali privati saranno determinanti, oltre ai programmi legislativi, anche altre riforme del quadro prudenziale per gli assicuratori che, intraprese nell'ambito del riesame del regolamento delegato Solvibilità II, possono incoraggiare a investire nell'energia pulita riducendo il costo degli investimenti negli strumenti di capitale a lungo termine e delle cartolarizzazioni e riconoscendo, nei requisiti patrimoniali, l'effetto di riduzione del rischio delle garanzie unionali o nazionali. Lo spostamento graduale degli investimenti verso l'energia pulita sarà ulteriormente favorito dall'obbligo cui saranno tenuti gli assicuratori di integrare scenari climatici prospettici nella loro gestione dei rischi.

Azione 1 - Rafforzare i bilanci dei gestori di rete

Affinché i gestori dei sistemi di distribuzione e trasmissione (ossia DSO e TSO) possano finanziare grandi ammodernamenti infrastrutturali mantenendo nel contempo rating elevati del credito occorre predisporre una serie di strumenti adattati alle loro diverse esigenze, illustrati di seguito.

a) Fondo di investimento per le infrastrutture strategiche

Molti progetti fondamentali per la transizione energetica non riescono a giungere alla chiusura finanziaria a causa di carenze di capitale proprio cui i fondi specializzati o gli investitori privati non possono sopperire da soli. Per affrontare il problema, il Fondo di investimento nelle infrastrutture strategiche fungerà da piattaforma di finanziamento azionario che agevolerà la realizzazione di coinvestimenti mirati insieme ai fondi infrastrutturali.

Il Gruppo BEI si impegnerà con un importo indicativo fino a 500 milioni di EUR che costituirà il capitale di riferimento necessario a investire in progetti specifici di infrastrutture dell'energia. Questo modello collaborativo permette ai gestori privati di approfittare dell'orizzonte di investimento a lungo termine e delle competenze tecniche della BEI, garantendo così la mobilitazione di ingenti volumi di private equity nei segmenti più critici della rete energetica europea.

I coinvestimenti consentono di sostenere in modo mirato i progetti o le imprese che non dispongono di finanziamenti o stentano a raccogliere capitali sufficienti per completare i loro piani di investimento. In questo modo, attraverso strategie rivolte a settori prioritari chiaramente definiti, l'impatto del Gruppo BEI è amplificato al massimo e sarebbe difficile eguagliarlo con le strategie generiche tradizionali disponibili sul mercato.

b) Strumento di cartolarizzazione per i gestori

La Commissione e il Gruppo BEI, forti del ruolo consolidato di quest'ultimo nel finanziamento delle infrastrutture europee dell'energia, intendono lavorare insieme alla creazione di uno strumento di cartolarizzazione per i gestori. Con questa iniziativa si prefiggono di integrare gli strumenti esistenti della BEI vagliando strutture di finanziamento fuori bilancio che possano trasformare i flussi futuri di ricavi regolamentati in liquidità immediata: obiettivo principale è valutare il modo in cui mobilitare efficacemente capitale istituzionale conservando la proprietà pubblica dei beni materiali. Allineando la durata del finanziamento al lungo ciclo di vita degli attivi della rete, lo strumento di cartolarizzazione per i gestori potrebbe contribuire ad attenuare il rischio di rifinanziamento e abbassare il costo totale del capitale, sostenendo lo sviluppo della rete senza indebite pressioni sulle tariffe dell'energia. Per poter rispondere alle diverse esigenze del mercato e attagliarsi ai diversi profili dei gestori, il quadro proposto è flessibile: se i grandi gestori di rete possono utilizzare emissioni individuali, lo strumento consente anche di ricorrere ad altre opzioni potenziali, in particolare per le imprese più piccole, una delle quali è l'aggregazione di più gestori di rete.

c) Obbligazioni ibride

La BEI sostiene gli investimenti dei servizi di pubblica utilità regolamentati tramite l'acquisto di obbligazioni ibride 5 . La partecipazione del Gruppo BEI come investitore di riferimento invia un segnale positivo ad altri investitori e accresce l'interesse per il processo di raccolta di fondi; rafforza anche la posizione finanziaria dei gestori perché gli strumenti utilizzati sono considerati alla stregua di capitale proprio, a vantaggio dei loro bilanci.

Azione 2 - Sostenere l'accesso dei gestori ai finanziamenti tramite la cartolarizzazione dei prestiti e tramite i prestiti gestiti da intermediari per i piccoli gestori

La Commissione, insieme alla BEI, intende ricercare il modo di sostenere l'accesso dei gestori di rete ai finanziamenti sbloccando capacità di prestito delle banche, che potranno così concedere nuovi prestiti ai gestori ed evitare loro di dipendere direttamente da sovvenzioni pubbliche o dai bilanci statali, e allo stesso tempo intende attirare capitali istituzionali privati.

Con questa iniziativa si prefigge di incentivare le banche commerciali ad accordare nuovi prestiti ai gestori di rete, anche fornendo sostegno per promuovere la cartolarizzazione dei portafogli di prestiti esistenti, nel rispetto del quadro dell'UE in materia, in modo che le banche partecipanti usino la capacità di bilancio liberata per concedere ai gestori di rete nuovi prestiti. Il Gruppo BEI potrebbe contribuire all'iniziativa con i propri prodotti, tra cui la cartolarizzazione, a patto che ve ne sia una domanda chiara. 

In aggiunta, considerato che il comparto della distribuzione nell'Unione è costituito da un gran numero di DSO di dimensioni diverse che operano in regimi normativi e contesti giuridici diversi, le banche commerciali regionali e locali possono svolgere un ruolo importante per ovviare alla disomogeneità del settore e sostenere l'aggregazione dei progetti di gestori di piccole dimensioni In seguito al recente annuncio della prima operazione nell'ambito del programma "Growth for Energy" 6 , la BEI intende ampliare questa iniziativa in base alle specificità e ai bisogni di ciascuno Stato membro, destinandola a rafforzare la capacità delle reti di banche locali di erogare prestiti ai piccoli gestori.

Ridurre i rischi attraverso l'uso strategico dei fondi pubblici

I capitali pubblici hanno un ruolo cruciale nella riduzione dei rischi e nella mobilitazione dei finanziamenti privati per la transizione verso l'energia pulita. Il QFP si è dimostrato fondamentale per ridurre i rischi degli investimenti nell'energia pulita grazie a finanziamenti pubblici essenziali, anche attraverso InvestEU, il programma faro di investimento dell'Unione europea. InvestEU fa uso di garanzie per sostenere in modo trasversale gli investimenti nell'energia pulita destinati a progetti e imprese in ogni stadio di sviluppo, comprese le fasi di avviamento, espansione e diffusione. Finora InvestEU ha mobilitato oltre 57 miliardi di EUR di investimenti connessi all'energia.

La proposta della Commissione per il prossimo QFP riconferma il sostegno duraturo alla fabbricazione di tecnologie pulite, alla relativa catena di approvvigionamento 7 e ai progetti di transizione energetica, anche nella fase di ricerca e innovazione (R&I), rafforzando tra le altre cose gli strumenti finanziari utili a mobilitare investimenti privati. Finanziamenti per gli investimenti nel settore dell'energia sono disponibili in particolare nell'ambito dei piani di partenariato nazionale e regionale, del Fondo europeo per la competitività, di Orizzonte Europa e della componente energia del meccanismo per collegare l'Europa, il cui bilancio è stato quintuplicato fino ad arrivare a circa 30 miliardi di EUR. Il programma Euratom di ricerca e formazione continuerà a essere centrale nel sostegno alla ricerca e all'innovazione in campo nucleare.

Nel giugno 2025 la Commissione ha adottato la disciplina per gli aiuti di Stato nell'ambito del patto per l'industria pulita (CISAF) 8 , in cui stabilisce i criteri che applicherà per valutare le proposte di sostegno finanziario degli Stati membri volte a conseguire gli obiettivi del patto per l'industria pulita e azzerare le emissioni nette. La CISAF, che consentirà di concedere rapidamente aiuti ai progetti, contribuisce alla resilienza dell'UE accelerando l'affrancamento dalle importazioni di combustibili fossili, la decarbonizzazione dell'industria e i nuovi investimenti nella fabbricazione di tecnologie pulite, e preserva nel contempo l'integrità del mercato unico.

La Commissione incoraggia gli Stati membri ad avvalersi della CISAF per imprimere un'accelerazione all'energia pulita, alle misure di flessibilità e ai meccanismi di capacità non fossile nonché alle misure di decarbonizzazione industriale, ma anche per contribuire a ridurre i rischi degli investimenti in questi settori prioritari attraverso fondi di investimento dedicati. Secondo le stime della Commissione la CISAF potrebbe mobilitare investimenti dell'ordine di centinaia di miliardi se gli Stati membri continuassero a mettere in atto regimi analoghi a quelli istituiti nell'ambito del quadro temporaneo di crisi e transizione 9 .

Sempre nel contesto del patto per l'industria pulita, la Commissione ha anche formulato una raccomandazione sulla definizione di misure fiscali semplici, tempestive ed efficaci sotto il profilo dei costi, in grado di stimolare gli investimenti nelle tecnologie pulite e nella decarbonizzazione industriale 10 .

Azione 3 - Ridurre i rischi delle tecnologie innovative di produzione di energia pulita e dello stoccaggio a lungo termine

L'Agenzia internazionale per l'energia stima che il 35 % circa delle riduzioni delle emissioni necessarie entro il 2050 sarà reso possibile da tecnologie non ancora disponibili sul mercato 11 . La buona riuscita della transizione è legata a doppio filo all'innovazione: dipende infatti dallo sviluppo di una nuova generazione di tecnologie, capaci di produrre su larga scala energia decarbonizzata, affidabile e a prezzi accessibili. Di seguito si illustrano le azioni proposte dalla Commissione a sostegno dell'innovazione.

a)Far arrivare sul mercato la prossima generazione di tecnologie per l'energia pulita

La Commissione, in collaborazione con il Gruppo BEI, intensificherà il sostegno agli investimenti privati, sia nelle tecnologie innovative per l'energia pulita (ad esempio stoccaggio di energia a lungo termine, noto anche con l'acronimo "LDES", eolico e solare galleggiante, energia del moto ondoso e mareomotrice, eolico d'alta quota, nuove configurazioni di produzione rinnovabile come l'agrivoltaico, soluzioni rinnovabili avanzate a base biologica, cattura e stoccaggio del carbonio o "CCS" e cattura, stoccaggio e utilizzo del carbonio o "CCUS") sia nell'espansione delle tecnologie esistenti verso nuovi mercati caratterizzati da rischi specifici di sviluppo (ad esempio le incertezze geofisiche nel caso dei progetti geotermici). Le iniziative in tal senso potrebbero includere il rafforzamento o l'ampliamento dei meccanismi esistenti, come le operazioni in equity e debito di rischio che possono ricevere sostegno a titolo del programma InvestEU. La Commissione valuterà inoltre la possibilità di investire in fondi incentrati sulle tecnologie per l'energia pulita, compreso lo stoccaggio a lunga durata.

La riduzione dei rischi delle tecnologie pulite – soprattutto quelle per le quali dipendiamo da fornitori di paesi terzi ad alto rischio, come nel caso degli invertitori solari – va rafforzata a livello nazionale e dell'UE. Serve un'analisi approfondita dei rischi di cibersicurezza per tutte le applicazioni di cui si valuta il finanziamento, eventualmente seguita dalla definizione di opportune misure di mitigazione.

Il sistema per lo scambio di quote di emissioni ampliato e potenziato aumenterà l'incentivo economico a favore delle tecnologie per l'energia pulita e ridurrà così la necessità di sostegno finanziario. Il programma Orizzonte Europa e il Fondo per l'innovazione continueranno a fornire sostegno sotto forma di sovvenzioni: il programma di lavoro 2026-2027 di Orizzonte Europa prevede ad esempio un invito faro della Commissione, del valore di 600 milioni di EUR, per sostenere il patto per l'industria pulita e portare più rapidamente alla maturità tecnologica e di mercato i dimostratori di decarbonizzazione industriale e di tecnologie pulite avanzate. Inoltre l'imminente tabella di marcia strategica per la digitalizzazione e l'IA nel settore dell'energia contemplerà il varo, da parte della Commissione, di un'azione relativa alla digitalizzazione delle procedure autorizzative per favorire lo sviluppo di un portale digitale pilota per le autorizzazioni, con l'ausilio di strumenti di IA generativa.

b)Piccoli reattori modulari (SMR)/reattori modulari avanzati (AMR)

Svariati concetti di SMR, tra cui strutture modulari avanzate e di IV generazione, stanno facendo progressi e potrebbero raggiungere la fase di dimostrazione entro la fine del decennio. La Commissione adotta oggi una strategia per lo sviluppo e la diffusione degli SMR in Europa 12 . Affinché queste tecnologie possano arrivare sul mercato nei primi anni del prossimo decennio bisogna affrontare le sfide di finanziamento dovute ai maggiori rischi tecnologici e di realizzazione.

Attraverso il debito di rischio e altri prodotti finanziari, il Gruppo BEI contribuirà a ridurre il rischio degli investimenti in linea con la strategia per gli SMR e sosterrà gli impianti associati al loro ciclo del combustibile e la relativa catena di approvvigionamento, ammissibili al sostegno anche a titolo del programma InvestEU 13 .

c)Sostenere l'espansione delle nuove tecnologie per l'energia pulita attraverso il fondo Scaleup Europe

Come annunciato nella strategia dell'UE per le start-up e le scale-up del maggio 2025, la Commissione ha istituito il fondo Scaleup Europe, gestito e cofinanziato da privati, per colmare la carenza di finanziamenti a favore delle scale-up dirompenti e del settore deep tech. I fondi di capitale di rischio per le imprese del settore energetico e i potenziali investitori interessati alle energie pulite innovative possono già aderire alla rete esistente di investitori di fiducia (Trusted Investors Network) per poi diventare partner d'investimento del Consiglio europeo per l'innovazione, che Scaleup Europe andrà a integrare.

d)Potenziare il finanziamento dell'efficienza energetica

La Commissione e il Gruppo BEI si stanno prodigando per rafforzare il prodotto InvestEU di garanzia per la sostenibilità, gestito dal FEI. L'aumento della sua capacità, unito all'offerta di nuove opportunità grazie ai coinvestimenti, permetterà un più ampio accesso al prodotto a fini di decarbonizzazione ed efficienza energetica delle PMI.

In linea con il piano d'azione per un'energia a prezzi accessibili, nel 2026 la Commissione e il Gruppo BEI avvieranno un regime pilota con l'obiettivo di mobilitare 500 milioni EUR di finanziamenti per accelerare anche l'offerta e l'adozione di modelli di "efficienza energetica come servizio", insieme a fondi di investimento specializzati e potenzialmente con il sostegno del polo di consulenza InvestEU. Tutto questo andrà ad aggiungersi al sostegno che il Gruppo BEI già fornisce ai servizi energetici e alle soluzioni di decarbonizzazione per le PMI.

Nel prossimo QFP il miglioramento dell'efficienza energetica sarà sostenuto nell'ambito del nuovo Fondo europeo per la competitività, dei cui strumenti si potrebbe avvalere un acceleratore per l'efficienza energetica (ad esempio con una combinazione di sovvenzioni, sostegno rimborsabile e servizi di consulenza, come l'assistenza allo sviluppo dei progetti). L'acceleratore sosterrà l'aggregazione di progetti di investimento, anche per il riscaldamento e il raffrescamento, così da aumentare l'accesso di questi progetti ai mercati dei capitali, agevolando lo sviluppo di un mercato dell'efficienza energetica negoziabile.

Il Gruppo BEI può svolgere un ruolo di primo piano proponendo un'offerta consolidata di finanziamenti (ad esempio prestiti, garanzie e sovvenzioni), anche attraverso risorse proprie.

Il sostegno dell'Unione, che potrebbe essere erogato attraverso lo strumento InvestEU del Fondo europeo per la competitività e canali quali l'iniziativa per l'efficienza energetica nelle PMI, potrebbe assumere la forma di sostegno rimborsabile, consulenza e sovvenzioni.

e)Garantire sinergie e massimizzare i finanziamenti pubblici per la transizione verso l'energia pulita

Per ridurre i rischi degli investimenti nell'energia pulita gli Stati membri si servono anche di fondi nazionali, ma il mancato coordinamento può minarne l'efficienza. Sfruttando i quadri esistenti, come quelli della task force per l'Unione dell'energia e del Consiglio per gli investimenti nella transizione energetica (cfr. azione 4), la Commissione agevolerà lo scambio di informazioni e la cooperazione tra Stati membri per quanto riguarda l'attuazione dei regimi nazionali di finanziamento pubblico (ad esempio attraverso le banche di promozione nazionali). Lo scopo è dare orientamenti politici sulle priorità comuni e ottimizzare l'uso delle risorse, evitare duplicazioni delle attività di ricerca e sviluppo e dei progetti transfrontalieri e incoraggiare la cooperazione, la condivisione delle migliori pratiche e i progetti pilota a livello transfrontaliero.

Dialogo rafforzato sugli investimenti e finanziamenti strategici

Azione 4 - Istituire un Consiglio per gli investimenti nella transizione energetica

La Commissione istituirà il Consiglio per gli investimenti nella transizione energetica, in cui siederanno rappresentanti degli investitori (compresi gli investitori istituzionali) e di altri istituti finanziari, Stati membri e alti funzionari della Commissione. Prendendo spunto dal dialogo con gli investitori in materia di energia avviato nel 2022, il Consiglio fungerà da piattaforma per ottenere un riscontro strategico in tema di energia, contribuendo a fare in modo che le politiche e i finanziamenti dell'UE siano in linea con le esigenze degli investitori e sostengano gli investimenti privati a lungo termine in questo settore. Il Consiglio provvederà affinché le sue attività non si sovrappongano alle future strutture di governance del Fondo europeo per la competitività né vi interferiscano. Si occuperà anche della dimensione dell'innovazione e della diffusione sul mercato, in coordinamento con il piano SET, e sonderà possibili sinergie con la piattaforma di investimento T-MED.

In seno al Consiglio per gli investimenti nella transizione energetica, un sottogruppo composto da rappresentanti del Gruppo BEI, delle istituzioni finanziarie internazionali, delle banche e degli istituti nazionali di promozione e di altre banche pubbliche nazionali sarà deputato a discutere del ruolo di questi soggetti nel rafforzare i flussi di finanziamenti per i progetti riguardanti l'energia e nel potenziare la mobilitazione di capitale privato.

3Conclusioni e prospettive future 

Investire nella transizione verso l'energia pulita significa investire nella nostra sicurezza, competitività e sostenibilità. La presente strategia e le relative azioni sono finalizzate a contribuire alla mobilitazione di capitali privati istituzionali su larga scala, muovendo dal presupposto che per la competitività, la sicurezza e la decarbonizzazione dell'Europa servono investimenti privati supplementari a favore della transizione verso l'energia pulita.

La strategia si basa sul quadro politico e finanziario vigente. L'Unione europea può contare su un assetto giuridico solido e prevedibile, forte di un'agenda politica chiaramente definita. L'imminente quadro per l'energia e il clima per il prossimo decennio chiarirà ulteriormente la portata e la natura degli investimenti necessari. Nel quarto trimestre del 2026 la Commissione presenterà una valutazione delle esigenze del sistema energetico per la transizione pulita (ENACT) e il pacchetto legislativo per il periodo successivo al 2030, basato su una valutazione d'impatto approfondita, che serviranno ad aggiornare l'entità e la natura del fabbisogno di investimenti e a fornire ulteriori dettagli e informazioni a sostegno del processo decisionale degli investitori e delle pubbliche amministrazioni.

I futuri piani nazionali per l'energia e il clima dovrebbero operare una chiara distinzione tra il contributo dei finanziamenti pubblici e le opportunità di investimento privato, cosa che contribuirà a una migliore comprensione delle opportunità di finanziamento pubblico e di investimento privato in tutti gli Stati membri e garantirà così un uso mirato delle risorse. Il QFP 2028-2034 e i regimi nazionali di sostegno pubblico, con il loro effetto leva, saranno fondamentali per sbloccare i finanziamenti privati.

L'attuazione efficace della strategia per gli investimenti nell'energia pulita richiede l'allineamento strategico dei fondi e delle politiche di sostegno dell'UE, unitamente all'impegno collettivo delle istituzioni dell'UE, degli Stati membri, del capitale istituzionale e degli enti finanziari privati. Partner fondamentale nell'attuazione della presente strategia, il Gruppo BEI intende sottoscrivere un impegno di finanziamento dell'importo complessivo di 75 miliardi di EUR nei prossimi tre anni a sostegno della transizione energetica e degli obiettivi della strategia. Il programma InvestEU amplificherà la capacità finanziaria del Gruppo BEI e di altri partner esecutivi per quanto riguarda le operazioni ad alto rischio.

La strategia può produrre risultati tangibili solo se le si dà piena e concreta attuazione. La Commissione attuerà la strategia e monitorerà i progressi compiuti verso i relativi obiettivi attraverso il Consiglio per gli investimenti nella transizione energetica, che rappresenta una forma di partenariato strutturato con la comunità degli investitori. La prima riunione del Consiglio per gli investimenti nella transizione energetica sarà convocata dalla Commissione europea nel secondo trimestre del 2026. I progressi saranno monitorati anche nel contesto della task force per l'Unione dell'energia.

Se è vero che la sfida sul fronte degli investimenti si preannuncia ardua, non va sottovalutata l'entità dei capitali privati che potrebbero essere mobilitati a favore della transizione energetica. L'UE deve assolutamente imprimere un'accelerazione agli investimenti per rendersi più competitiva e concretizzare il patto per l'industria pulita e il piano d'azione per un'energia a prezzi accessibili.

(1)

  https://commission.europa.eu/topics/eu-competitiveness/draghi-report_en .

(2)

Salvo diversa indicazione, tutte le cifre relative al fabbisogno di investimenti contenute nel presente documento si basano sulla modellizzazione per la valutazione d'impatto 2040 (SWD(2024) 63 final).

(3)

EFAMA, Asset Management in Europe,16a edizione, 2024 e EFAMA, Our Industry in Numbers (pagina di dati in tempo reale).

(4)

EIOPA, EIOPA and the EU Institutions - European Insurance and Occupational Pensions Authority .

(5)

Essendo in parte trattate come capitale proprio, le obbligazioni ibride consentono ai gestori di aumentare la loro capacità di indebitamento, e quindi la loro capacità di investimento, senza violare i limiti di credito o diluire la proprietà e il controllo esistenti.

(6)

   In questa operazione la BEI copre una percentuale dell'esposizione della banca commerciale al rischio legato ai prestiti per progetti di energia ammissibili a livello di servizi comunali di pubblica utilità, consentendo alla banca di destinare meno capitale a ciascun sottoprestito e di aumentare in tal modo la sua capacità di prestito. Cfr. https://www.eib.org/en/press/all/2025-469-eib-and-commerzbank-join-forces-for-eur1-2-billion-energy

(7)

In linea con il regolamento sull'industria a zero emissioni nette e il regolamento sulle materie prime critiche.

(8)

Per maggiori informazioni: https://competition-policy.ec.europa.eu/about/contribution-clean-just-and-competitive-transition/clean-industrial-deal-state-aid-framework-cisaf_it .

(9)

Documento di lavoro dei servizi della Commissione che accompagna la disciplina per gli aiuti di Stato nell'ambito del patto per l'industria pulita (SWD(2025) 850 final del 4.11.2025, pag. 22).

(10)

Raccomandazione della Commissione, del 2 luglio 2025, sugli incentivi fiscali a sostegno del patto per l'industria pulita e alla luce della disciplina degli aiuti di Stato nell'ambito del patto per l'industria pulita (C(2025) 4319 final).

(11)

Agenzia internazionale per l'energia, Net Zero by 2050 – A Roadmap for the Global Energy Sector, 2021.

(12)

Comunicazione della Commissione sullo sviluppo e la diffusione futuri dei piccoli reattori modulari (SMR) (COM(2026) 117).

(13)

La garanzia InvestEU non può essere usata per operazioni di disattivazione, esercizio, adattamento o costruzione di centrali nucleari.