COMMISSIONE EUROPEA
Bruxelles, 5.3.2026
COM(2026) 110 final
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI
Strategia sull'equità intergenerazionale
{SWD(2026) 80 final}
1.Introduzione
La strategia sull'equità intergenerazionale riflette l'ambizione della Commissione europea di garantire che le scelte di oggi contribuiscano positivamente anche alle opportunità di domani e che i benefici e le responsabilità siano equamente condivisi tra i cittadini di tutte le fasce di età. La strategia mira a promuovere approcci strategici che coniughino prosperità economica e benessere, responsabilità ambientale, coesione sociale e territoriale, sostenibilità di bilancio e partecipazione democratica. Ha inoltre l'obiettivo di amplificare la voce dei giovani, poiché essi rappresentano il futuro dell'UE, e di garantire la solidarietà tra le generazioni.
L'UE ha raggiunto uno dei livelli più avanzati di pari opportunità nel panorama mondiale, sostenuta da un'economia di mercato competitiva, da modelli sociali solidi e da servizi pubblici inclusivi e di qualità. In un mondo caratterizzato da una crescente instabilità e da cambiamenti globali sempre più rapidi, in cui le tendenze demografiche, tecnologiche, economiche, sociali, climatiche e ambientali a lungo termine stanno ridefinendo il modo in cui si creano e si condividono le opportunità, è essenziale prestare rinnovata attenzione al tema dell'equità intergenerazionale. Ciò contribuirà a garantire che continuino ad espandersi le opportunità per i giovani, che sono il fondamento dell'Europa futura, e che l'UE possa assicurare un benessere sostenibile e inclusivo ai suoi cittadini.
La strategia è un progetto di fiducia e cooperazione costruito attraverso un processo di co-progettazione al quale ha contribuito un panel europeo di cittadini dedicato all'equità intergenerazionale. La strategia rispecchia le idee e le raccomandazioni dei cittadini, dei portatori di interessi e delle comunità di tutta Europa. Persone di tutte le età, provenienti da regioni e contesti diversi, hanno collaborato nel riflettere sulle modalità atte a dotare l'UE degli strumenti per affrontare meglio le sfide crescenti e interconnesse con l'obiettivo di perseguire un futuro migliore.
In occasione del vertice delle Nazioni Unite sul futuro, tenutosi nel 2024, l'UE e i suoi Stati membri hanno approvato il Patto per il futuro e la dichiarazione sulle generazioni future. Oltre un terzo degli Stati membri dell'UE menziona le generazioni future nelle proprie costituzioni e/o ha istituito quadri istituzionali specifici che sottolineano l'importanza di tutelare le opportunità per le generazioni future. Ciò è strettamente legato all'attuazione dell'Agenda 2030 e al conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, che rappresentano un piano condiviso a livello globale per la pace e la prosperità delle persone e del pianeta oggi e in futuro.
Con la presente strategia la Commissione contribuisce al forte impegno dell'UE a valorizzare questo slancio globale, guidata dalla consapevolezza che la tutela della pace, dei diritti umani e del pianeta, unitamente alla promozione del benessere delle generazioni future e al sostegno alla solidarietà tra le generazioni attuali, fanno parte dell'identità, dei valori e degli interessi strategici a lungo termine dell'Europa.
La strategia, fondata sulla responsabilità a lungo termine, sulla solidarietà intergenerazionale e sull'equità territoriale, si propone di contribuire altresì a ripristinare la fiducia nelle istituzioni pubbliche, a dar forma a un futuro sostenibile ed equo, nonché a garantire che i progressi realizzati oggi rafforzino le fondamenta per il futuro.
2.L'orizzonte delle opportunità è in evoluzione
|
Megatendenze che incidono sull'equilibrio intergenerazionale
I giovani europei diventano adulti in tempi di rapide trasformazioni, trovandosi nel contempo ad affrontare sfide fondamentali. I cambiamenti demografici e la migrazione, la duplice transizione verde e digitale, nonché un contesto geopolitico mutevole stanno ridefinendo il modo in cui si creano e si condividono le opportunità tra le generazioni, anche nei settori dell'istruzione, dell'occupazione e degli alloggi. Questi cambiamenti interessano le persone in tutte le fasi della vita e delineano un orizzonte condiviso di responsabilità che offre una preziosa opportunità per rinnovare il modello sociale, economico e democratico dell'UE in modo da apportare benefici sia alle generazioni attuali che a quelle future.
Dal punto di vista intergenerazionale, la questione centrale non è il cambiamento in sé, ma il capire se le scelte che facciamo oggi contribuiscano a migliorare le possibilità per i cittadini di condurre una vita soddisfacente e se tali scelte aumentino o limitino le opportunità per le generazioni future. L'aumento della longevità, il progresso tecnologico e la transizione verso un'economia climaticamente neutra e basata sull'utilizzo sostenibile delle risorse possono rafforzare la prosperità e il benessere lungo tutto l'arco della vita. A tal fine saranno necessari una visione a lungo termine disciplinata dal diritto, investimenti a monte, sostegno alla partecipazione attiva lungo tutto l'arco della vita lavorativa ed equità duratura tra le generazioni.
La transizione demografica sta rimodellando le società, con conseguenze sull'accesso delle giovani generazioni all'alloggio, al lavoro e al reddito, nonché sull'assistenza a lungo termine e sull'assistenza sanitaria. Allo stesso tempo l'invecchiamento attivo, il trasferimento intergenerazionale di conoscenze e una più ampia partecipazione economica e sociale possono sostenere una vita più lunga e più sana. Investendo nell'apprendimento permanente, nel lavoro flessibile e nelle comunità a misura di anziano, il cambiamento demografico può diventare un'opportunità per tutte le generazioni.
Il clima e la natura rappresentano un altro chiaro esempio. Un'azione decisa per la protezione del clima e dell'ambiente impedisce che le giovani generazioni e quelle future paghino costi molto più elevati ed è un investimento per la loro salute, la loro sicurezza e le loro condizioni di vita, oltre ad apportare, nel presente, benefici tangibili a persone di ogni età derivanti da ambienti più puliti, migliore salute pubblica, sicurezza energetica e idrica, nonché presenza di comunità più resilienti. Per contro, la mancanza di azione ricadrebbe in modo significativo sulla prosperità delle generazioni future. Gestita in modo inclusivo, la transizione verde contribuisce a creare posti di lavoro di qualità, ad ottenere migliori condizioni di vita e accessibilità economica e rafforza la resilienza e la sicurezza energetica dell'UE.
La digitalizzazione, l'intelligenza artificiale e la tecnologia spaziale stanno rimodellando l'istruzione, il lavoro, gli stili di vita e la partecipazione democratica lungo tutto l'arco della vita. Se da un lato tali transizioni richiedono adattamenti, dall'altro ampliano le opportunità. L'apprendimento permanente, il miglioramento del livello delle competenze e la riqualificazione, come pure l'innovazione incentrata sulle persone, possono garantire che il progresso tecnologico vada a beneficio di tutte le generazioni, consenta ai giovani di prosperare in un mercato del lavoro in evoluzione e sostenga la partecipazione e l'autonomia lungo tutto l'arco di una vita più lunga. La natura mutevole del lavoro sta ridefinendo l'occupazione, i modelli di carriera e le strutture organizzative e, se non gestita correttamente, rischia di esacerbare le disuguaglianze, esponendo i giovani a una minore linearità e a una maggiore incertezza delle carriere.
|
Nel contesto di tali cambiamenti, le scelte fatte oggi in materia di investimenti, finanze pubbliche, sistemi fiscali, sistemi pensionistici e regolamentazione, che incidono su ambiti quali gli alloggi, l'istruzione, la salute, l'assistenza all'infanzia e l'assistenza a lungo termine, il lavoro e la distribuzione della ricchezza, determineranno se le generazioni future dovranno confrontarsi con difficoltà crescenti oppure se saranno dotate di una maggiore capacità di agire.
Un approccio intergenerazionale richiede pertanto una determinazione radicata nella responsabilità condivisa e nella solidarietà, affinché tutte le generazioni, in primo luogo i giovani, non siano semplicemente preparate per il futuro, ma siano attrezzate per plasmarlo con il sostegno dell'esperienza, del contributo e della solidarietà di tutte le generazioni.
Le opportunità e i rischi mutano in relazione alle diverse fasi della vita e, di conseguenza, stanno emergendo notevoli disparità tra le generazioni nell'accesso all'istruzione, a un ambiente sicuro, a un lavoro stabile, all'alloggio, all'assistenza, alla ricchezza e alla sicurezza a lungo termine. Ciò richiede un approccio unificante che riunisca le generazioni attorno a obiettivi condivisi per il futuro.
Oggi i minori e i giovani hanno accesso a crescenti opportunità di apprendere, viaggiare, partecipare ad attività di volontariato e far sentire la propria voce. È la generazione più istruita e più competente nelle tecnologie digitali di sempre, all'avanguardia nell'innovazione tecnologica e con un'aspettativa di vita di 81,7 anni, in base alle stime del 2024. Tuttavia oggi i giovani sono anche più esposti alle perturbazioni del mercato del lavoro e a nuove forme di insicurezza legate ai rapidi cambiamenti tecnologici e all'espansione di forme di lavoro atipiche. Nonostante un livello di istruzione complessivamente elevato, molti seguono percorsi di studio che non sempre sono in linea con l'evoluzione del fabbisogno di competenze e con i settori emergenti. Molti rischiano di essere soggetti a un sensibile calo delle competenze di base. Ciò può complicare la transizione dall'istruzione a un'occupazione stabile e contribuire alla frammentazione dei primi percorsi professionali e a un rischio maggiore di instabilità dell'impiego. Queste pressioni economiche si intrecciano a sfide sociali e psicologiche più ampie, tra cui livelli elevati di stress, ansia e solitudine che si registrano tra i giovani e che rispecchiano l'incertezza, la pressione finanziaria e l'intensificarsi del confronto sociale negli ambienti digitali. Anche l'accessibilità economica degli alloggi rappresenta una sfida, per cui è più difficile per i giovani acquistare una casa e lasciare quella dei genitori, con un ritardo nel loro passaggio all'autonomia.
Pure gli anziani si trovano di fronte a un orizzonte di opportunità trasformato da una vita più lunga e più sana, ma anche a maggiori esigenze di assistenza a lungo termine e al rischio di povertà in età avanzata. La loro capacità di rimanere attivi, sicuri e connessi varia notevolmente. In particolare per le donne, le disuguaglianze accumulate nel corso della vita si traducono in un rischio più elevato di povertà e di insicurezza finanziaria. Molti anziani desiderano continuare a contribuire alla società e al mercato del lavoro, ma incontrano difficoltà a causa della rapida digitalizzazione, che rischia di escludere le persone con competenze digitali ridotte. L'ageismo è una concezione diffusa. Il 52 % dei cittadini dell'UE considera l'età il principale svantaggio per i candidati a un posto di lavoro e i lavoratori anziani sono spesso percepiti come meno adattabili e meno competenti in ambito digitale. La carenza di servizi e di infrastrutture di base, compresa la banda larga, incide in particolare su alcuni territori rurali con una popolazione di età media più elevata.
La sicurezza economica in età avanzata dipende anche dall'adeguatezza e dalla sostenibilità dei sistemi pensionistici, che svolgono un ruolo centrale nel determinare l'equità intergenerazionale sulla base di un equilibrio tra la sicurezza del reddito per gli anziani e la resilienza a lungo termine delle finanze pubbliche. I divari territoriali nell'assistenza sanitaria, nell'assistenza a lungo termine, nell'accesso alle strutture per svolgere attività fisiche regolari e nella mobilità incidono ulteriormente sull'indipendenza, sul senso di solitudine, sulle condizioni di salute e sulla qualità della vita in età avanzata. I futuri anziani vivranno più a lungo e necessiteranno di servizi domiciliari e di adeguamenti per continuare a vivere nelle loro case. Indipendentemente dall'età, l'attività fisica contribuisce a migliorare il benessere generale e le funzioni cognitive.
Il genere rimane uno dei principali fattori in tema di disparità di opportunità e di discriminazione. Nel 2023 nell'UE le donne hanno guadagnato in media il 12 % in meno all'ora rispetto agli uomini e nel 2024 il tasso di occupazione femminile è stato del 70,8 %, a fronte dell'80,8 % per gli uomini. Le donne inoltre si fanno carico dell'onere primario delle responsabilità di assistenza. Molte subiscono discriminazioni e molestie sessuali, e circa una donna su tre è vittima di violenza fisica o sessuale, anche sul lavoro. Nel corso del tempo tali disuguaglianze in termini di occupazione, retribuzione e responsabilità di assistenza si accumulano, accrescendo i divari di genere per quanto concerne la sicurezza del reddito, le pensioni e l'indipendenza economica in età avanzata.
I gruppi svantaggiati incontrano ulteriori difficoltà che richiedono un approccio intersezionale. In media, oltre un quarto delle disparità di reddito di mercato in Europa può essere ricondotto a fattori acquisiti, quali la condizione socioeconomica dei genitori o l'ubicazione geografica. I giovani con disabilità spesso si trovano ad affrontare difficoltà quando raggiungono l'età adulta, a causa di carenze nei percorsi tra istruzione e occupazione. I minori continuano a essere esposti a un rischio di povertà più elevato rispetto alla popolazione complessiva. I divari territoriali, in particolare nelle zone rurali e remote, limitano l'accesso alla formazione di qualità, agli alloggi, ai trasporti e alla connettività, il che intensifica la fuga di cervelli e provoca l'aumento della percentuale di giovani che non hanno un lavoro, né seguono un percorso scolastico o formativo (NEET).
Gli ostacoli strutturali nell'istruzione e nella formazione, nell'occupazione, la povertà, i costi abitativi elevati e gli ostacoli all'accesso ai servizi si accumulano e spesso si trasmettono da una generazione all'altra; sono inoltre avvertiti in particolare dalle persone che subiscono discriminazioni, comprese le persone provenienti da un contesto migratorio, i Rom e le persone LGBTIQ+.
Una prospettiva che tenga conto di tutto l'arco della vita va oltre le generazioni attuali. Esaminando le tendenze demografiche, tecnologiche, ambientali, climatiche e socioeconomiche a lungo termine, possiamo prevedere le opportunità e i rischi con cui le generazioni future si confronteranno. Sebbene ora non possano né votare né esprimersi, le scelte che facciamo oggi determineranno il loro orizzonte di opportunità. Per garantire l'equità intergenerazionale è pertanto necessario affrontare i divari attuali creando nel contempo un futuro in cui coloro che non sono ancora nati possano prosperare.
3.Cosa succederà se non interveniamo: il costo dell'inazione
L'equità intergenerazionale è una scelta strategica per l'UE. I cicli elettorali sono spesso caratterizzati da tempi brevi, il che favorisce l'elaborazione di prospettive a breve termine. Quando le politiche non tengono sufficientemente conto del loro impatto su tutte le generazioni, i costi economici, ambientali, sociali e democratici si accumulano gradualmente. Per i soli cambiamenti climatici, l'inazione costerebbe all'UE una riduzione del PIL dal 7 % a percentuali a due cifre entro la fine del secolo. Le perdite economiche legate al clima stanno subendo un'ulteriore accelerazione
.
Laddove le opportunità sono distribuite in modo disomogeneo tra le generazioni, i territori e i gruppi sociali, i guadagni economici rischiano di diventare sempre più concentrati. La mobilità sociale può indebolirsi, le disuguaglianze possono diventare più profonde e si logora la fiducia nella possibilità di disporre di pari opportunità nella vita. Meno della metà degli europei ritiene di godere di pari opportunità per migliorare la propria vita e solo il 38 % pensa che il conseguimento della maggior parte dei traguardi della propria vita avvenga in modo equo, il che evidenzia la crescente percezione che la vita non sia equa. Questa percezione sottolinea l'importanza di affrontare le disparità emergenti, a seguito delle quali gli svantaggi economici sono trasmessi da una generazione all'altra, prima che diventino strutturali.
L'inazione può anche incidere sulla resilienza democratica. Quando le politiche sono percepite come non sufficientemente reattive rispetto al ricambio generazionale, la fiducia nelle istituzioni può diminuire. Sebbene la fiducia nell'UE continui a essere relativamente elevata, è indispensabile far leva su tale fiducia per rafforzare il coinvolgimento dei cittadini e la resilienza democratica. L'isolamento sociale può essere correlato a una minore partecipazione civica, a una minore affluenza alle urne e a un impegno politico complessivamente ridotto. La disinformazione può erodere la fiducia nelle istituzioni e nei media, mettere a rischio le elezioni e ostacolare la capacità dei cittadini di prendere decisioni informate, il che rende le società maggiormente esposte al rischio di shock, più dipendenti da azioni reattive e meno in grado di investire con fiducia nel futuro.
Il costo dell'inazione in materia di equità intergenerazionale non è pertanto solo economico, ma è anche democratico, sociale e ambientale. Affrontare le attuali pressioni su alloggi, competenze, accesso al mercato del lavoro, finanze pubbliche, risorse naturali, clima, sistemi di assistenza e di protezione sociale, nonché accesso ai servizi, offre un'importante opportunità per responsabilizzare le giovani generazioni, ribadendo nel contempo la solidarietà e l'equità per le persone di tutte le età. L'equità intergenerazionale non è quindi un obiettivo aggiuntivo, ma una condizione per la stabilità, la legittimità e la crescita sostenibile e pulita per i prossimi decenni.
4.Costruire nuove basi per l'equità: un nuovo "contratto" intergenerazionale
L'equità intergenerazionale dipende dal consolidamento delle basi su cui poggia la solidarietà tra le generazioni. La presente strategia delinea un nuovo "contratto" intergenerazionale che, in risposta alle raccomandazioni espresse dal panel di cittadini europei, rispecchia la necessità di ampliare le opportunità nel tempo, affrontare le disparità tra i territori e garantire che le decisioni siano adottate in una prospettiva a più lungo termine. Fornisce un quadro comune per coordinare la previsione strategica, l'equità e le responsabilità, in modo che le scelte di oggi rafforzino le opportunità sia per le generazioni attuali che per quelle future, e per consolidare il tessuto sociale dell'UE riunendo le generazioni attorno a obiettivi comuni, a una responsabilità condivisa e a un investimento collettivo nel futuro.
Il nuovo "contratto" intergenerazionale si basa su tre dimensioni: 1) elaborazione equa delle politiche che integrino una riflessione a lungo termine e la prospettiva giovanile; 2) opportunità eque che uniscano le generazioni attorno a obiettivi condivisi per un futuro migliore e 3) contesti territoriali equi che promuovano l'equità intergenerazionale in tutti i territori.
4.1.Elaborazione equa delle politiche – integrare una riflessione a lungo termine e la prospettiva giovanile
|
Per sostenere l'elaborazione equa delle politiche la Commissione intende:
1.sostenere "l'alfabetizzazione al futuro" (futures literacy) nelle pubbliche amministrazioni di tutti gli Stati membri dell'UE pubblicando un pacchetto multilingue sul tema dell'elaborazione di politiche orientate al futuro;
2.rafforzare l'applicazione della previsione strategica nell'elaborazione delle politiche, ad esempio sostenendo il Futures Balance, uno strumento basato sull'intelligenza artificiale (IA) per realizzare analisi strategiche lungimiranti, attualmente in fase di sviluppo in collaborazione con il laboratorio Beyond Lab delle Nazioni Unite;
3.continuare ad applicare in modo sistematico la verifica nell'ottica dei giovani, compresi i dialoghi con i giovani sulle iniziative politiche, alle principali iniziative del programma di lavoro della Commissione al fine di esaminare l'impatto potenziale delle nuove politiche sui giovani;
4.incaricare il Gruppo europeo sull'etica nelle scienze e nelle nuove tecnologie (GEE) di fornire analisi e raccomandazioni in materia di futuri digitali equi, IA e beni pubblici digitali;
5.pubblicare una relazione sui progressi compiuti nell'attuazione della strategia sull'equità intergenerazionale all'inizio del 2028 per orientare i contributi dell'UE al follow-up delle Nazioni Unite concernente la dichiarazione sulle generazioni future;
6.pubblicare una tabella di marcia per la longevità, intesa a individuare le questioni strategiche specifiche per tutte le fasce di età al fine di individuare opportunità strategiche per promuovere attivamente una vita più lunga, più sana e finanziariamente sicura.
|
|
Pratiche degli Stati membri dell'UE da cui trarre ispirazione
·In molti Stati membri dell'UE si possono reperire esempi di istituzionalizzazione di una riflessione a lungo termine in forme diverse: in Finlandia (il Comitato per il futuro), in Spagna (l'Ufficio nazionale di previsione e strategia) e a Malta (il Custode delle future generazioni).
·Molti Stati membri dell'UE dispongono di specifiche valutazioni dell'impatto normativo sui giovani e/o sulle generazioni future: Austria (Wirkungsorientierte Folgenabschätzung), Belgio/Fiandre (JoKER), Finlandia (Lapsivaikutusten arviointi), Francia (Clause d'impact jeunesse), Germania (Jugend-Check), Italia (Valutazione di impatto generazionale), Paesi Bassi (Generatietoets) e Svezia (Barnkonsekvensanalys).
|
4.2.Opportunità eque – unire le generazioni attorno a obiettivi condivisi per un futuro migliore
Per conseguire opportunità eque è necessario che i minori e i giovani possano costruire la propria vita su basi solide. Le condizioni nelle prime fasi di vita determinano in modo significativo i traguardi futuri, mentre gli svantaggi che non sono affrontati precocemente tendono ad accumularsi nel tempo. Un approccio intergenerazionale attribuisce pertanto priorità alla prevenzione precoce, al sostegno mirato e a transizioni ben gestite verso l'età adulta; inoltre riconosce il fatto che opportunità eque si costruiscono lungo tutto l'arco della vita.
Le politiche incentrate sui minori e sui giovani, in particolare quelli provenienti da un contesto svantaggiato e/o che si trovano ad affrontare discriminazioni, sono essenziali per garantire l'equità tra le generazioni. Ciò comporta investimenti costanti nello sviluppo della prima infanzia, nell'istruzione, nella formazione e nelle competenze, nell'accesso e nella partecipazione alla cultura, nelle infrastrutture culturali, nelle attività ricreative, nell'accesso ai servizi sanitari, all'alloggio, ai trasporti e ad altri servizi essenziali, nonché un sostegno mirato a snodi fondamentali nella vita, quali la fine degli studi, l'ingresso nel mercato del lavoro o la formazione di una famiglia indipendente. Comprende inoltre la promozione dell'alfabetizzazione finanziaria, che è essenziale per consentire ai giovani di garantire la loro indipendenza finanziaria e l'inclusione finanziaria. Affrontando precocemente i rischi e sostenendo i minori bisognosi, tali misure contribuiscono a prevenire il radicamento delle disuguaglianze e a ridurre la pressione sui sistemi sociali nel lungo periodo. Per essere efficaci, dette misure devono andare oltre l'attenzione all'età e tenere conto delle esigenze specifiche dei gruppi vulnerabili e svantaggiati.
L'equità intergenerazionale può esistere solo in presenza di una distribuzione equa della ricchezza prodotta dalla società. Le disuguaglianze nella distribuzione della ricchezza e le differenze nella tassazione del patrimonio e nell'imposta sulle successioni nell'ambito delle nostre società determinano il modo in cui i rischi e le opportunità si trasmettono da una generazione all'altra. È inoltre fondamentale eliminare le barriere strutturali che penalizzano in modo sproporzionato i giovani, così da interrompere la trasmissione intergenerazionale degli svantaggi, garantendo nel contempo che gli anziani possano continuare a essere protetti, inclusi e in grado di apportare il loro contributo durante l'invecchiamento. L'accessibilità economica all'alloggio, l'accesso all'istruzione e alla formazione, la presenza di percorsi occupazionali stabili e gratificanti, un'assistenza sanitaria di alta qualità, compresa l'assistenza sanitaria per la salute mentale, e la capacità di conciliare lavoro, apprendimento e vita privata e familiare, condizionano la possibilità per i giovani di contribuire pienamente alla società e di pianificare con fiducia il futuro. Tutto ciò rende possibile in larga misura anche la formazione di quartieri intergenerazionali, nonché la partecipazione e il dialogo intergenerazionali.
Tradurre questi principi nella pratica richiede azioni mirate e basate su dati concreti. In tale contesto la strategia si concentra sul rafforzamento della base analitica per l'equità intergenerazionale attraverso l'elaborazione di un apposito indice di equità intergenerazionale. L'indice sarà concepito per cogliere le disuguaglianze in termini di opportunità tra le generazioni attuali e nel corso del tempo, attraverso il monitoraggio di parametri strettamente associati all'equità intergenerazionale. La strategia promuoverà inoltre il coinvolgimento dei cittadini unendo le generazioni attorno a obiettivi condivisi, rafforzando il dialogo e la cooperazione intergenerazionali, dando voce ai minori e ai giovani e combattendo la discriminazione basata sull'età mediante la condivisione delle migliori pratiche tra gli Stati membri.
|
Per sostenere opportunità eque la Commissione intende:
1.elaborare un indice di equità intergenerazionale per individuare le opportunità e le lacune, orientare le decisioni politiche e promuovere l'equità tra le generazioni;
2.sostenere lo sviluppo di una raccolta delle migliori pratiche in materia di uguaglianza basata sull'età a cura del gruppo ad alto livello sulla non discriminazione, l'uguaglianza e la diversità, e sulla base della prossima pubblicazione dello studio relativo alla discriminazione basata sull'età nell'UE, che fornisce una panoramica dei piani d'azione o delle misure nazionali in materia di uguaglianza basata sull'età;
3.incoraggiare le attività di ricerca collaborativa che promuovono l'equità intergenerazionale nell'ambito di Orizzonte Europa;
4.organizzare un forum sulla demografia che funga da sede per lo scambio e l'apprendimento reciproco per affrontare i cambiamenti demografici;
5.promuovere il coinvolgimento dei cittadini, in particolare dei giovani, sostenendo processi partecipativi e consultivi, tra l'altro attraverso:
a.la promozione di dialoghi intergenerazionali, il bilancio partecipativo, la previsione partecipativa, i panel di cittadini e gli strumenti online innovativi di tecnologia civica;
b.organizzare la "Settimana europea della gioventù 2026" dedicata alla solidarietà e all'equità;
c.sensibilizzare, in particolare, sulla ricorrenza del 16 novembre, giorno in cui si celebra l'equità intergenerazionale;
6.rafforzare la dimensione dell'equità intergenerazionale nelle politiche dell'UE in materia di gioventù e sport attraverso la strategia dell'UE per la gioventù per il periodo successivo al 2027 e il piano di lavoro dell'UE per lo sport, nonché promuovere la partecipazione dei minori all'elaborazione delle politiche dell'UE sostenendo i diritti dei minori in tutte le politiche dell'UE
e avvalendosi della piattaforma dell'UE per la partecipazione dei minori.
|
|
Pratiche degli Stati membri dell'UE da cui trarre ispirazione
·Nei Paesi Bassi, il programma d'azione Promising Start sostiene i minori e i loro genitori nei primi 1 000 giorni.
·In Belgio, CALICO è un progetto di edilizia abitativa finanziato dall'UE che a Bruxelles sostiene la solidarietà intergenerazionale, gli alloggi per le donne e la proprietà a prezzi accessibili.
·In Polonia, i seminari Insieme agli anziani – Giardinaggio promuovono i legami intergenerazionali e l'integrazione delle comunità nell'ambito di un progetto del corpo europeo di solidarietà.
|
4.3.Contesti territoriali equi – garantire l'equità intergenerazionale in tutti i territori
L'equità intergenerazionale dipende non solo dall'età, dal genere e dal contesto socioeconomico, ma anche dall'ubicazione. Il luogo in cui le persone vivono influenza fortemente il loro accesso all'istruzione, alla cultura, all'occupazione, all'alloggio, ai servizi, alle infrastrutture digitali, alla mobilità e alle opportunità di partecipazione democratica e sociale. Le disparità territoriali, tra zone urbane e rurali, regioni transfrontaliere e quartieri svantaggiati, possono amplificare le disuguaglianze nel tempo.
Una prospettiva territoriale sull'equità intergenerazionale mira a garantire che le diverse generazioni non siano svantaggiate dal fattore geografico. Ciò richiede politiche che tengano conto delle condizioni locali e dell'impatto climatico e che investano nella capacità a lungo termine dei luoghi di sostenere le opportunità per tutte le generazioni. L'accesso ad alloggi sostenibili a prezzi accessibili, a servizi pubblici di qualità, compresi i servizi sociali e di assistenza, ai trasporti, alla connettività digitale, alle infrastrutture sociali e alle strutture ricreative è fondamentale per permettere alle persone di rimanere, ritornare o costruire il proprio futuro nelle loro comunità. Allo stesso tempo, la mobilità ai fini dell'apprendimento e la libera circolazione dei lavoratori migliorano le opportunità, in particolare per i giovani, consentendo il trasferimento di competenze e conoscenze, e sostenendo la competitività e la crescita sostenibili a lungo termine.
Il rafforzamento dei legami intergenerazionali a livello locale contribuisce altresì alla resilienza e alla coesione sociale. I servizi collettivi, gli spazi pubblici condivisi e i servizi locali possono sostenere l'interazione tra gruppi di età diverse, ridurre l'isolamento e promuovere il sostegno reciproco, in particolare nelle zone che si trovano ad affrontare il cambiamento demografico o una transizione economica. Migliorare l'accesso e la partecipazione dei cittadini alla cultura promuove i valori condivisi e la coesione sociale, responsabilizzando tutte le generazioni.
Garantire contesti territoriali equi significa intraprendere azioni mirate e basate sul territorio, condotte in collaborazione con le autorità locali e regionali, che rafforzino le opportunità per le giovani generazioni, sostengano un invecchiamento sano e attivo all'interno delle comunità locali, favoriscano lo scambio di esperienze tra i territori e promuovano iniziative che rafforzino i legami intergenerazionali all'interno delle comunità.
|
Per sostenere contesti territoriali equi la Commissione intende:
1.lanciare l'iniziativa "Voices of the Future", in collaborazione con il Comitato delle regioni, per invitare le autorità locali e regionali a impegnarsi a dare forma al futuro delle loro regioni (annunciata nello scudo europeo per la democrazia);
2.promuovere l'ispirazione, il collegamento e l'assistenza reciproca creando partenariati intergenerazionali con biblioteche, musei, organizzazioni sportive e centri comunitari, nonché programmi culturali, accademici, creativi e lungimiranti quali:
a.la promozione di scambi culturali intergenerazionali e dell'inclusione, in linea con la bussola culturale per l'Europa;
b.la valorizzazione di soluzioni di trasporto inclusive, accessibili e sostenibili per tutte le generazioni attraverso la Settimana europea della mobilità 2026;
c.la promozione di attività intergenerazionali attraverso lo sport, in particolare di iniziative che uniscano le generazioni e agevolino l'accesso alle attività sportive e all'attività fisica per tutte le età, con un premio #BeActive EU Sport per la categoria "intergenerazionale";
3.tutelare e rigenerare gli spazi pubblici per rafforzare la coesione sociale e la sostenibilità attraverso l'iniziativa del nuovo Bauhaus europeo e le sue attività di tipo partecipativo, nonché attraverso conoscenze sul ruolo degli spazi pubblici per la resilienza democratica.
|
|
Pratiche degli Stati membri dell'UE da cui trarre ispirazione
·In tutta Europa, il progetto Phōnē - Giving Minority Languages a Voice mira a promuovere la diversità culturale e linguistica mettendo in contatto i parlanti di lingue minoritarie in tutta Europa e promuovendo la narrazione di tipo intergenerazionale e le produzioni teatrali di comunità.
·In Slovenia, il progetto Pulse of European Literature mira a tradurre e a promuovere opere europee contemporanee per sostenere l'identità europea e l'inclusività, coinvolgendo un pubblico di tutte le età attraverso la collaborazione intergenerazionale e i media digitali.
·In tutta Europa, il programma European Heritage Volunteers rivitalizza i siti del patrimonio culturale attraverso corsi di formazione denominati "Traditional Crafts in Practice", creando ponti tra le generazioni e le culture, e dando dimostrazioni di pratiche sostenibili in materia di patrimonio culturale per la resilienza ai cambiamenti climatici.
·In Francia, "La république des hyper voisins" raggruppa gli abitanti di un quartiere parigino per organizzare una volta all'anno un evento in cui tutti sono invitati a stabilire legami mangiando insieme per strada.
|
5.Integrare l'equità intergenerazionale in tutte le politiche dell'UE
L'equità intergenerazionale non è un ambito di intervento politico nuovo. Si tratta di un invito ad esaminare con maggiore chiarezza le conseguenze a lungo termine delle scelte attuali e a garantire che i costi, i rischi o i vincoli delle decisioni che adottiamo oggi non passino da una generazione all'altra.
L'integrazione dell'equità intergenerazionale nell'elaborazione delle politiche è uno degli obiettivi chiave della presente strategia. Se l'equità intergenerazionale non è sistematicamente incorporata nella progettazione, nell'attuazione e nella valutazione delle politiche, non può essere efficace. L'equità intergenerazionale non dovrebbe pertanto essere trattata come un ambito strategico separato, bensì come un principio guida alla base di tutte le nostre politiche e spese. Ciò implica, tra l'altro, che i giovani siano protetti non solo effettuando investimenti intelligenti, ma anche garantendo che non siano costretti a saldare i debiti del passato. A tal fine sono necessari strumenti per assicurare che le riforme avviate oggi siano concepite tenendo conto del loro impatto a lungo termine. È inoltre necessario garantire che gli interessi degli anziani siano integrati nell'elaborazione delle politiche. Tale approccio trova riscontro nel quadro finanziario pluriennale (in particolare attraverso il Fondo sociale europeo Plus) o nel semestre europeo, che costituisce il quadro per il coordinamento delle politiche economiche e occupazionali dell'UE, mediante l'adozione di riforme a lungo termine adeguate e sostenibili. In tale contesto la Commissione europea, in quanto datore di lavoro, può dare l'esempio intensificando il suo impegno alla tolleranza zero nei confronti della discriminazione basata sull'età e promuovendo la collaborazione intergenerazionale sui luoghi di lavoro.
L'UE interviene già in molti settori nell'intento di produrre effetti significativi a lungo termine. Scopo della presente sezione è pertanto di evidenziare in quali ambiti l'integrazione di una prospettiva intergenerazionale apporta un chiaro valore aggiunto, rafforza la coerenza e sostiene la durabilità e la legittimità dell'azione dell'UE alla luce degli impegni da essa assunti a favore del Patto per il futuro e della dichiarazione sulle generazioni future.
... Potenziando la competitività senza esaurire le risorse
L'equità intergenerazionale dipende dalla capacità dell'Europa di rimanere competitiva, innovativa ed economicamente resiliente nel tempo. Per salvaguardare il benessere delle generazioni future, la crescita deve essere perseguita in modo da non esaurire le risorse da cui dipende il loro benessere. Gli investimenti nelle industrie orientate al futuro creano posti di lavoro di qualità in Europa, potenziano la competitività sostenibile e sostengono un'autonomia strategica di primo piano e un'economia solida e competitiva. Politiche economiche e industriali sostenibili e adeguate alle esigenze future che promuovano mercati competitivi sono essenziali per un'occupazione di qualità e finanze pubbliche sostenibili. Gli investimenti nelle infrastrutture e nelle imprese innovative sono altrettanto fondamentali per ampliare le opportunità, sia per le generazioni attuali che per quelle future
. Con il sostegno alla produttività, all'autonomia strategica e allo sviluppo di settori industriali orientati al futuro, la competitività contribuisce all'equità intergenerazionale garantendo che le generazioni future ereditino un capitale solido, un patrimonio sociale e ambientale consolidato, nonché una base economica robusta e adattabile.
… Investendo nelle persone e promuovendo un modello sociale europeo forte
L'equità intergenerazionale è forte quando le politiche ampliano la capacità delle persone di partecipare, adattarsi e progettare il proprio percorso di vita. Ciò implica la presenza di sistemi di protezione sociale e di assistenza solidi, sul cui sostegno tutti possano contare in caso di necessità in ogni fase della vita.
Le competenze e l'apprendimento permanente sono fondamentali per garantire che tutte le generazioni possano adattarsi ai cambiamenti economici e tecnologici, consentendo nel contempo ai lavoratori anziani di rimanere attivi. Iniziative dell'UE quali l'Unione delle competenze e lo spazio europeo dell'istruzione aiutano gli Stati membri ad anticipare il fabbisogno di competenze e a rispondere a tale fabbisogno, a promuovere il miglioramento del livello delle competenze e la riqualificazione per prolungare la vita lavorativa, a colmare il divario di competenze digitali, a modernizzare i sistemi di istruzione e formazione e, ove necessario, ad attrarre talenti da paesi terzi. L'iniziativa Blue Carpet, inclusa nella strategia dell'UE per le start-up e le scale-up, sostiene l'attrazione e il mantenimento di professionisti, studenti e ricercatori altamente qualificati nell'ambito dell'iniziativa Scegli l'Europa.
Solide politiche in materia di cultura e sport svolgono un ruolo centrale nel promuovere l'equità intergenerazionale, rafforzare l'inclusione sociale e consolidare la sostenibilità a lungo termine promuovendo la partecipazione, la solidarietà e i valori condivisi tra i cittadini di tutte le fasce di età.
I programmi dell'UE come Erasmus+ sostengono lo sviluppo delle competenze, la cittadinanza attiva e l'apprendimento permanente per tutte le fasce di età, contribuiscono a promuovere lo sviluppo delle competenze sociali e interculturali, il pensiero critico e l'alfabetizzazione mediatica; inoltre (in particolare attraverso la componente relativa alla gioventù) promuovono l'equità e l'apprendimento intergenerazionali. Il corpo europeo di solidarietà sostiene gruppi intergenerazionali di volontari a livello locale e regionale per l'acquisizione di abilità, competenze chiave e valori europei, contribuendo alla solidarietà e all'equità intergenerazionali.
L'accessibilità economica degli alloggi è emersa quale sfida intergenerazionale particolarmente evidente. I giovani incontrano sempre più ostacoli nell'accesso ad alloggi di edilizia popolare, ben connessi e a prezzi accessibili, mentre molti anziani vivono in condizioni inadeguate o di isolamento. L'azione dell'UE, attraverso investimenti, misure abilitanti, la promozione di riforme e iniziative mirate, contribuisce a migliorare l'accesso ad alloggi adeguati e a prezzi accessibili, integrando gli sforzi a livello nazionale, regionale e locale.
Anche l'invecchiamento della società solleva questioni intergenerazionali circa l'adeguatezza e la sostenibilità delle pensioni, della sanità e dell'assistenza a lungo termine, per cui l'equità intergenerazionale si traduce nell'equilibrio tra adeguatezza e sostenibilità di bilancio. Per affrontare le sfide derivanti dalle trasformazioni demografiche e del mercato del lavoro è necessaria un'ampia combinazione di ingredienti politici, compreso il rafforzamento delle pensioni complementari per fornire ai pensionati un reddito aggiuntivo in età avanzata.
La strategia europea per l'Unione della preparazione, in linea con la relazione Niinistö "Più sicuri insieme: Un percorso verso un'Unione adeguatamente preparata", promuove un approccio alla preparazione e alla sicurezza esteso a tutta la società, con azioni rivolte alle generazioni più giovani e più anziane e alle persone vulnerabili.
Lo scudo europeo per la democrazia e la strategia dell'UE per la società civile mirano a rafforzare la resilienza democratica adottando un approccio esteso a tutta la società, tra l'altro rafforzando la partecipazione civica e i legami intergenerazionali. La salvaguardia dell'integrità del sistema democratico odierno contribuisce a garantire che le generazioni future ereditino un contesto politico fondato su trasparenza, partecipazione e responsabilità, presupposto fondamentale per l'equità intergenerazionale.
... Portando avanti la duplice transizione entro i limiti del pianeta
La duplice transizione verde e digitale dell'UE ha evidenti implicazioni intergenerazionali. Tali transizioni richiedono un ripensamento del modo in cui l'UE utilizza le risorse, protegge i suoi ecosistemi, prepara i lavoratori, le imprese e i cittadini, produce competitività e rispetta i limiti ecologici entro i quali le generazioni future devono vivere.
Le politiche dell'UE in materia di clima e ambiente sono al centro dell'azione dell'UE al fine di salvaguardare il pianeta per coloro verranno. Gli aspetti intergenerazionali sono intrinseci alla politica in materia di cambiamenti climatici, in quanto qualsiasi ritardo nell'azione comporta costi più elevati per le generazioni future. Le iniziative faro del Green Deal europeo e del patto europeo per gli oceani mirano a conseguire la neutralità climatica, ridurre le emissioni e l'uso di risorse limitate, ridurre l'inquinamento, aumentare la circolarità, proteggere la biodiversità e sostenere le transizioni verdi in tutti i settori al fine di costruire un'economia competitiva. Le risorse spaziali di proprietà dell'UE, come Copernicus e Galileo, forniscono dati con precisione ineguagliabile e consentono il monitoraggio e un processo decisionale informato. Il patto europeo per il clima riunisce comunità, individui e organizzazioni da tutta l'UE e di diverse generazioni per lo scambio delle migliori pratiche, lo sviluppo di soluzioni climatiche e per la costruzione di un'Europa pulita e prospera. La strategia europea per l'Unione della preparazione invita a potenziare il volontariato e a rafforzare la cittadinanza e le competenze in materia di preparazione. Il meccanismo per una transizione giusta, compresi il Fondo per una transizione giusta e la piattaforma, come pure il Fondo sociale per il clima, contribuiscono a prevenire nuove disuguaglianze sostenendo le regioni, le comunità, le famiglie vulnerabili, gli utenti dei trasporti e le piccole imprese maggiormente colpite dalla transizione, garantendo che la neutralità climatica non lasci indietro nessuno. Iniziative quali l'alleanza panatlantica di ricerca e innovazione oceanografica, il programma intergenerazionale blu della suddetta alleanza panatlantica e il programma UE degli ambasciatori della gioventù per la bioeconomia consentono ai giovani di partecipare a discussioni politiche in tema di oceani e acqua, sistemi alimentari sostenibili e bioeconomia. La piattaforma dei portatori di interessi per la resilienza idrica dell'UE, di prossima istituzione, dispone di seggi dedicati a rappresentanti dei giovani, in linea con la strategia sulla resilienza idrica.
La trasformazione digitale e l'emergere dell'intelligenza artificiale (IA) offrono all'Europa evidenti opportunità per migliorare il benessere dei suoi cittadini, promuovere l'innovazione sostenibile, consolidare il sistema scientifico europeo e rafforzarne la competitività. Sostenendo l'alfabetizzazione digitale, transizioni lavorative eque e l'uso responsabile dell'IA, le iniziative dell'UE relative alle tecnologie digitali e alle competenze contribuiscono in modo fondamentale alla costruzione della forza lavoro di domani. L'UE sta inoltre creando un ecosistema favorevole, incentrato sulle persone, etico e basato sui diritti, per incoraggiare innovazioni pionieristiche nelle nuove tecnologie, come l'IA, le neurotecnologie e le tecnologie quantistiche. L'equità intergenerazionale nell'era digitale richiede pertanto la garanzia di un ampio accesso alle infrastrutture digitali, lo sviluppo di competenze inclusive per tutte le età, in particolare per gli anziani, nonché una diffusione dell'IA e delle innovazioni incentrata sulle persone per espandere le opportunità anziché accentuare i divari. In linea con questa prospettiva, la Commissione ha avviato un programma pilota di piccole sovvenzioni a favore di progetti intergenerazionali di apprendimento in tema di alfabetizzazione mediatica.
La tecnologia spaziale è alla base dell'accesso a servizi essenziali, della crescita economica e della resilienza ambientale. Attualmente, il settore spaziale sta diventando sempre più congestionato, il che determina un aumento dei rischi per le nostre risorse spaziali e la nostra sicurezza. Iniziative quali l'atto legislativo dell'UE sullo spazio e la visione per l'economia spaziale sono fondamentali per garantire che lo spazio sia sicuro e sostenibile per le generazioni future.
... Generando un impatto attraverso l'azione locale e globale
L'equità intergenerazionale è particolarmente palpabile laddove è in gioco l'accesso ai mezzi di sussistenza, ai beni e alle opportunità. Nei settori dell'agricoltura, della pesca e in quello rurale l'invecchiamento della forza lavoro e le elevate barriere all'ingresso minacciano la redditività a lungo termine. Le politiche dell'UE sostengono il ricambio generazionale migliorando l'accesso alla terra e al mare, ai finanziamenti, alla formazione e al trasferimento di conoscenze, nonché potenziando le zone rurali e costiere come luoghi in cui i giovani possano costruire un futuro sostenibile.
A livello locale e regionale, la presenza di comunità forti e collegate contribuisce a tradurre le politiche a lungo termine in esperienze vissute, sostenendo la cooperazione tra i cittadini di tutte le età, rafforzando l'inclusione e riducendo l'isolamento, soprattutto in contesti di cambiamento demografico, urbanizzazione o svantaggio territoriale. L'accesso ai servizi, alla mobilità, a spazi pubblici condivisi e alle infrastrutture sociali e culturali locali incide sulla possibilità per le persone di generazioni diverse di partecipare pienamente alla vita economica, sociale e democratica. L'azione dell'UE, in particolare attraverso la politica di coesione e la politica agricola, aiuta le autorità nazionali, regionali e locali a rafforzare la resilienza delle comunità attraverso investimenti territoriali, uno sviluppo urbano, costiero e rurale inclusivo e il miglioramento dell'accesso ai servizi. Essa mira a garantire il diritto di rimanere e prosperare nei luoghi che le persone chiamano "casa".
A livello mondiale l'approccio dell'UE è ancorato ai recenti impegni multilaterali. In occasione del vertice delle Nazioni Unite sul futuro, l'UE e i suoi Stati membri hanno approvato il Patto per il futuro e la dichiarazione sulle generazioni future, che sottolineano l'importanza del multilateralismo e della promozione di un ordine internazionale basato su regole, con al centro le Nazioni Unite per promuovere la pace. Gli ultimi sondaggi e i panel di cittadini europei evidenziano che la sicurezza e la difesa dell'UE rientrano tra le preoccupazioni più urgenti degli europei, in particolare dei giovani. Il conseguimento dell'autonomia strategica dell'UE, che garantisca sicurezza e pace ai suoi cittadini affinché non siano condizionati da instabilità, dipendenza e conflitti, è un investimento per tutte le generazioni attuali e future. Il Global Gateway, la strategia dell'UE per gli investimenti esterni, garantisce che gli investimenti a lungo termine contribuiscano a sostenere obiettivi di politica pubblica incentrati sull'equità intergenerazionale nei paesi partner, promuovendo le competenze locali, il coinvolgimento dei giovani, l'istruzione e la formazione professionale e posti di lavoro dignitosi, in modo da promuovere società più verdi e più sane e ridurre le disuguaglianze multidimensionali. L'azione globale dell'UE in materia di clima mira a mobilitare la cooperazione internazionale per realizzare l'accordo di Parigi e garantire un ambiente sostenibile per le generazioni future.
Il rafforzamento delle relazioni con il più ampio vicinato dell'UE e lo sviluppo della prontezza e della capacità di difesa attraverso lo strumento SAFE rappresentano investimenti per un futuro pacifico. I quadri di cooperazione, come il patto per il Mediterraneo, sostengono iniziative di proprietà congiunta che stimolano gli investimenti nelle competenze, nello sviluppo economico, nella resilienza e nella coesione sociale in tutta la regione, valorizzando il ruolo delle persone, in particolare dei giovani, quali motori dell'innovazione e della prosperità condivisa.
L'allargamento dell'UE è uno degli investimenti a lungo termine più importanti dell'UE. Un processo di allargamento credibile, equo e meritocratico rafforza la pace, la stabilità e le opportunità, amplia inoltre le prospettive per i giovani sia negli attuali Stati membri che nei paesi candidati e potenziali candidati. In tal senso l'allargamento è tanto un impegno intergenerazionale quanto un impegno geopolitico. In linea con gli obiettivi della Commissione, i paesi candidati e potenziali candidati saranno invitati, ove possibile e fattibile, a partecipare alle azioni delineate nella presente strategia insieme agli Stati membri dell'UE.
6.Prossime tappe – Collaborazione per l'equità intergenerazionale
L'equità intergenerazionale non è un ambito di intervento singolo, bensì costituisce una modalità per elaborare politiche che tengano conto in modo coerente delle conseguenze a lungo termine e cerchino di garantire che le decisioni adottate oggi non compromettano, ma piuttosto migliorino, il benessere futuro.
Promuovere l'equità intergenerazionale richiede uno sforzo deliberato e costante nel tempo, piuttosto che una riforma una tantum. Comporta approcci iterativi, riflessivi e adattivi che possano evolvere con il mutare delle esigenze, dei dati e delle circostanze, e che siano integrati nei processi di elaborazione delle politiche esistenti.
Nell'ambito di questo processo la Commissione europea può dare l'esempio applicando i principi che promuove e utilizzando in modo efficace gli strumenti esistenti per integrare meglio le considerazioni a lungo termine nelle proprie attività. I progressi dipenderanno dalla cooperazione tra le istituzioni dell'UE e con gli Stati membri, nonché dall'impegno a livello regionale e locale.
L'equità intergenerazionale trova già riscontro in una serie di iniziative, pratiche e scelte politiche dell'UE. La presente strategia si basa su tale realtà e, muovendo da essa, incrementa la coerenza, la visibilità e lo scambio di esperienze, e incoraggia a riflettere sul modo in cui si possano rafforzare le prospettive a lungo termine nell'ambito dei quadri esistenti.
La Commissione invita il Parlamento europeo e il Consiglio dell'UE a valutare, nell'ambito dei rispettivi ruoli, in che modo gli aspetti intergenerazionali possano essere ulteriormente presi in considerazione nell'elaborazione delle politiche. Gli Stati membri dell'UE sono incoraggiati a continuare a integrare una riflessione a lungo termine nel processo decisionale pubblico, in linea con i contesti e le competenze nazionali, e a sensibilizzare sui vari aspetti dell'equità intergenerazionale.
Attraverso il rafforzamento di tali approcci, l'UE può passare dai principi a pratiche più coerenti migliorando la capacità delle politiche pubbliche di conciliare le esigenze attuali con le responsabilità future e di promuovere risultati migliori per le generazioni attuali e future.