COMMISSIONE EUROPEA
Bruxelles, 29.1.2026
COM(2026) 42 final
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI
Revisione intermedia del piano d'azione per l'inquinamento zero
"Garantire aria, oceani, acque dolci e suolo puliti"
1Introduzione
La relazione sull'ambiente in Europa del 2025 contiene prove scientifiche del fatto che i cambiamenti climatici e il degrado ambientale continuano a incidere sulla competitività, sull'economia e sulla resilienza dell'Europa. Urge accelerare l'attuazione delle politiche e delle azioni a lungo termine volte a favorire la sostenibilità già concordate nell'ambito del Green Deal europeo. Tali azioni sono in linea con la bussola per la competitività e le priorità del patto per l'industria pulita definite dalla Commissione europea in materia di innovazione, decarbonizzazione e sicurezza.
Un ambiente pulito è un presupposto indispensabile per un'economia competitiva e sostenibile al servizio sia delle persone che del pianeta. È dimostrato che l'aria pulita riduce il numero di giorni di congedo per malattia presi dai dipendenti, oltre a ridurre i costi dell'assistenza sanitaria. Molte attività economiche, come l'agricoltura, la pesca e l'acquacoltura, la trasformazione alimentare o la produzione industriale, richiedono acqua salata e dolce pulita. Anche l'accesso all'acqua potabile sicura e ai servizi igienico-sanitari è indispensabile per la salute e il benessere dei cittadini. Suoli puliti e sani sono essenziali per un'agricoltura sostenibile, hanno un impatto positivo sulle rese e garantiscono la sicurezza alimentare. Disciplinare l'utilizzo di sostanze chimiche pericolose nei prodotti riduce i rischi per la salute umana e per l'ambiente, incoraggia pratiche di gestione dei rifiuti in linea con la gerarchia dei rifiuti e favorisce un'economia competitiva e circolare consentendo l'adozione di soluzioni pulite innovative. Nel 2025 il Forum economico mondiale ha inserito l'inquinamento tra i primi dieci rischi globali.
L'Europa ha tracciato il percorso da seguire per rendere l'ambiente più pulito. Il piano d'azione per l'inquinamento zero del 2021 definisce obiettivi di lungo termine per un ambiente privo di sostanze tossiche ed è un pilastro fondamentale dell'agenda dell'UE per una competitività pulita e circolare. L'obiettivo per il 2050 è stato sancito anche dalla normativa recente volta a contribuire a guidare la transizione verde. Tra le tappe fondamentali rientrano gli obiettivi per il 2030, che hanno lo scopo di misurare i progressi compiuti nell'attuazione del piano d'azione per l'inquinamento zero. Unitamente alla strategia in materia di sostanze chimiche sostenibili, il piano d'azione ha annunciato azioni concrete per avviare l'UE verso il conseguimento dell'inquinamento zero a integrazione dei suoi obiettivi in materia di clima e ripristino della natura, affrontando in tal modo la triplice crisi che sta attraversando il pianeta. Mantenere la rotta verso il conseguimento di questi ambiziosi obiettivi ambientali rientra nell'agenda per l'autonomia strategica dell'Europa in tempi di disordini geopolitici.
Sono state intraprese azioni di trasformazione che proseguiranno nei prossimi anni. La Commissione ha chiarito che gli obiettivi "inquinamento zero" sono saldamente ancorati alle priorità per un'Europa competitiva e resiliente. L'accento sarà posto sull'attuazione della normativa adottata di comune accordo, prestando particolare attenzione a soluzioni che possano facilitarne il rispetto da parte degli Stati membri e delle imprese. Tale approccio costituirà una premessa indispensabile per i progressi da compiere verso l'inquinamento zero. Nell'ambito degli orientamenti politici per il periodo 2024-2029 e di diverse fra le più importanti politiche, quali il patto per l'industria pulita, la bussola per la competitività, la strategia sulla resilienza idrica, il patto europeo per gli oceani, la visione per l'agricoltura e l'alimentazione, il piano d'azione per l'industria chimica e la strategia per la bioeconomia, sono state annunciate ulteriori azioni per contribuire a conseguire l'obiettivo dell'inquinamento zero. Per affrontare alcune delle carenze individuate saranno fondamentali anche importanti iniziative strategiche quali l'imminente atto legislativo sull'economia circolare, la revisione del regolamento concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH) e gli interventi legati al piano d'azione "One Health", come quelli nel campo della prevenzione sanitaria.
Per conseguire l'obiettivo "inquinamento zero" è necessario sfruttare meglio il potenziale inutilizzato dell'innovazione. Nel 2022 l'economia ambientale dell'UE ha continuato a crescere molto di più dell'economia nel suo complesso in termini di occupazione e valore aggiunto. Sostenendo le industrie verdi, riqualificando la forza lavoro, ridefinendo i modelli aziendali e riducendo gli oneri amministrativi, in particolare per le piccole e medie imprese (PMI) e le microimprese, le società possono raggiungere una prosperità e una competitività sostenibili. Negli ultimi anni i finanziamenti dei programmi Orizzonte Europa e LIFE hanno contribuito a mettere a punto soluzioni pionieristiche. Ciò ha reso possibili molte storie di successo, tra cui alcuni esempi menzionati nel presente documento. L'ecoinnovazione è fortemente sviluppata nell'UE e deve essere messa ulteriormente a frutto nelle applicazioni commerciali al fine di sostenere la competitività dell'economia verde dell'UE nel settore delle tecnologie avanzate.
Norme ambientali più rigorose spingono a innovare anche le imprese. La legislazione ambientale dell'UE può favorire il ricorso a soluzioni innovative verdi e pulite e l'innovazione verde e pulita può a sua volta stimolare la produttività e far nascere nuovi mercati. L'OCSE ha rilevato che i settori verdi stanno creando nuove catene del valore e nuove soluzioni che consentono una maggiore efficienza e risparmi sui costi. Il Forum economico mondiale ritiene che i paesi leader nel settore delle tecnologie verdi possano dominare i mercati emergenti e ha sottolineato che l'80 % delle imprese globali ora integra la sostenibilità nelle proprie strategie di innovazione. Di recente l'OCSE ha confermato che anche miglioramenti modesti della qualità dell'aria possono stimolare la produttività.
Gli investimenti sono fondamentali per liberare il potenziale di innovazione. Attualmente il deficit di potenziali investimenti per l'attuazione della normativa ambientale dell'UE ammonta a 58 miliardi di EUR all'anno (pari allo 0,4 % del PIL dell'UE). Il nuovo quadro finanziario pluriennale offre nuove opportunità per garantire i finanziamenti pubblici iniziali. Sono inoltre necessari investimenti privati e le iniziative pubblico-privato possono contribuire a sbloccarli. I rendimenti degli investimenti derivanti dalla lotta all'inquinamento sono molto più elevati dei costi. Nel caso della lotta all'inquinamento atmosferico, essi sono stimati al 700 % grazie a una minore spesa sanitaria, a minori perdite di resa delle colture dovute all'ozono, a una riduzione delle assenze dal lavoro per malattia e a una maggiore produttività sul lavoro.
Un numero crescente di imprese, città e regioni sta dando l'esempio. Esse stanno dimostrando che la transizione verde, compresa la transizione verso l'obiettivo "inquinamento zero", è possibile e comporta vantaggi tangibili. La presente relazione mira a presentare in modo non esaustivo alcune delle iniziative più innovative.
È giunto il momento di fare il punto sui progressi compiuti e di definire le prossime tappe. La relazione presenta la revisione intermedia del piano d'azione annunciato nel 2021. Si basa sulle conclusioni dell'ultima relazione sull'ambiente in Europa pubblicato dall'Agenzia europea dell'ambiente (AEA), a sua volta redatta sulla scorta della seconda relazione sul monitoraggio e le prospettive sull'inquinamento zero.
2Progressi verso un ambiente pulito (dal 2021)
I progressi verso il conseguimento degli obiettivi "inquinamento zero" sono incoraggianti, sebbene non uniformi. Dall'ultima valutazione è emerso che l'inquinamento atmosferico, l'uso di pesticidi e i rischi associati, la vendita di antimicrobici e l'inquinamento da plastica in mare (monitorato attraverso la presenza di rifiuti sulle spiagge) hanno registrato una notevole riduzione. Per quanto riguarda l'inquinamento acustico, l'inquinamento idrico da nutrienti e i rifiuti, le tendenze rilevate sono stabili, mentre si stima che l'inquinamento da microplastiche sia aumentato negli ultimi anni. In alcuni settori, i progressi limitati o nulli possono essere in parte spiegati dal lasso di tempo che intercorre tra l'attuazione di nuove misure e i loro effetti, nonché da limitazioni legate ai dati.
Il quadro giuridico per l'obiettivo "inquinamento zero" è in gran parte in vigore. Negli ultimi sei anni la normativa dell'UE è stata rivista per definire obiettivi più ambiziosi al fine di realizzare la visione per il 2050 e conseguire gli obiettivi per il 2030. In alcuni settori l'ambito di applicazione della legislazione dell'UE è stato esteso alle attività più inquinanti. Sono state inoltre concordate misure di ripristino della natura. La Commissione e gli Stati membri devono adoperarsi per monitorare le autorizzazioni d'esercizio e rilasciarne di nuove aggiornate (ad esempio per le emissioni atmosferiche, industriali e nelle acque), in modo da ottenere risultati incoraggianti sul campo. Una volta attuate, le misure che ne deriveranno preverranno o ridurranno l'inquinamento.
Le azioni preparatorie e di sostegno hanno gettato le basi per il futuro. Ad esempio, la valutazione della direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino ha portato all'annuncio della sua prossima revisione quale componente fondamentale dell'attuazione del patto per gli oceani. Altre valutazioni, riguardanti ad esempio le acque di balneazione, le emissioni atmosferiche e i fanghi di depurazione, hanno individuato gli ambiti in cui è necessario migliorare l'attuazione degli interventi. Il documento di accompagnamento sulla qualità dell'aria interna individua diverse norme dell'UE che possono aiutare gli Stati membri a realizzare miglioramenti su misura. Le nove iniziative faro del piano d'azione sono inoltre riuscite, in misura maggiore o minore, a integrare l'obiettivo "inquinamento zero" in altri settori strategici.
Alcune azioni per l'obiettivo "inquinamento zero" devono ancora essere attuate. Importanti proposte legislative, come quelle sugli inquinanti delle acque, sui suoli sani e sull'approccio "una sostanza, una valutazione", sono appena entrate in vigore o stanno per farlo dopo lunghi negoziati. Alcune valutazioni, in particolare il controllo dell'adeguatezza dell'attuazione del principio "chi inquina paga" o la valutazione della direttiva sulla responsabilità ambientale, devono ancora essere completate. Altre valutazioni in corso riguardano la plastica monouso e i nitrati. Le azioni volte a sostenere gli agricoltori nell'adottare pratiche di gestione dei nutrienti meno inquinanti hanno subito ritardi a causa del rinvio del piano d'azione integrato di gestione dei nutrienti. Nel frattempo, nella strategia europea sulla resilienza idrica sono state incluse alcune azioni pertinenti. La proposta di regolamento sull'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari è stata ritirata dalla Commissione, in quanto mancava il sostegno politico da parte dei colegislatori.
L'UE ha portato la visione di raggiungere un inquinamento zero a un livello più elevato. Lo sviluppo del monitoraggio e delle prospettive sull'inquinamento zero e la presentazione di due relazioni di valutazione hanno fornito nel frattempo una panoramica integrata, completa e lungimirante di tutti i tipi di inquinamento e dei loro effetti sulla salute umana e sulla biodiversità. Questo lavoro è sostenuto da una considerevole attività tematica, come la modellizzazione usata nelle prospettive in materia di aria pulita, che valutano le implicazioni della riduzione delle emissioni di inquinanti atmosferici in termini di impatto, costi e benefici per la società, o il nuovo quadro di indicatori dell'UE per le sostanze chimiche, che esamina cause e conseguenze dell'inquinamento chimico.
Persistono lacune in termini di conoscenze e dati. Alcuni degli indicatori usati per monitorare i progressi compiuti nel conseguimento degli obiettivi "inquinamento zero" sono inadeguati per indicare la riduzione dell'inquinamento nell'acqua o nel suolo (ad esempio in termini di uso di pesticidi e antimicrobici) o non hanno a disposizione flussi di dati regolari per la valutazione (ad esempio per quanto riguarda le perdite di nutrienti e le microplastiche). Talvolta i dati sono superati, incompleti o di qualità insufficiente. Altre lacune riguardano la disponibilità di informazioni sulla presenza di sostanze che destano preoccupazione sia nei prodotti che nei flussi di rifiuti. Un migliore utilizzo della digitalizzazione e di tecniche di monitoraggio più recenti, tra cui l'osservazione satellitare della Terra e il monitoraggio in tempo reale (online) mediante l'impiego di sensori adeguati, può contribuire a superare tali criticità. In particolare, non è chiaro l'impatto di alcuni inquinanti sulla salute e sulla biodiversità, soprattutto le microplastiche, il rumore antropogenico e l'inquinamento luminoso. Non si conoscono neppure bene gli effetti dell'esposizione a vari inquinanti sulla salute umana, compreso l'"effetto cocktail" che si verifica quando si viene esposti simultaneamente a più sostanze chimiche. Le strategie dell'UE sulla resilienza idrica e sulla ricerca e innovazione in materia di oceani valuteranno le restanti lacune di conoscenza in materia di resilienza idrica e protezione degli oceani, individuando le priorità pertinenti anche per conseguire l'obiettivo "inquinamento zero".
La Commissione intende:
-
continuare a condividere le migliori pratiche e promuovere soluzioni innovative;
-
istituire un sistema di allarme rapido e intervento (attuando correttamente la normativa ispirata all'approccio "una sostanza, una valutazione");
-
mettere a punto strategie di ricerca e innovazione in materia di resilienza idrica e protezione degli oceani;
-
investire ulteriormente nel miglioramento della base di conoscenze per migliorare i dati, gli indicatori, le valutazioni e la modellizzazione.
3Prospettive per un ambiente pulito entro il 2030 e oltre
I progressi che saranno compiuti verso il conseguimento degli obiettivi per il 2030 dipenderanno in larga misura dagli sforzi nazionali di attuazione. Anche se le prospettive indicano che il pieno raggiungimento di tutti gli obiettivi entro il 2030 è improbabile, resta comunque possibile compiere progressi significativi se gli attori nazionali, regionali e locali daranno rapida attuazione alla legislazione e alle politiche concordate, secondo un approccio ambizioso. Ad esempio, nel caso del rumore dei trasporti (l'obiettivo consiste nel ridurre del 30 % entro il 2030 la percentuale di persone che soffrono di disturbi cronici a esso legati), uno scenario positivo in cui fossero previste misure aggiuntive potrebbe comportare una riduzione fino al 23 %. Analogamente, per i depositi di azoto nell'atmosfera (obiettivo di riduzione del 25 % entro il 2030), si prevede una diminuzione del 19 % se gli Stati membri concretizzeranno in maniera tempestiva i loro attuali impegni di riduzione delle emissioni. Se gli Stati membri adottassero ulteriori misure tecniche, tale riduzione potrebbe essere portata al 31 %. Le proiezioni fino al 2030 elaborate in base all'impronta dei consumi mostrano inoltre che l'UE potrebbe potenzialmente ridurre il proprio impatto in diversi ambiti legati all'ambiente. Questi esempi dimostrano che è possibile compiere progressi analoghi nel caso di altri obiettivi.
Molte città e regioni stanno cambiando approccio. Le iniziative verdi urbane e regionali dell'UE attraggono un numero crescente di cittadini e decisori locali e regionali. Entro il 2030, 112 città dell'UE e di otto paesi vicini intendono raggiungere la neutralità in termini di emissioni di carbonio nell'ambito della missione dell'UE "Città intelligenti e a impatto climatico zero". Il marchio delle missioni dell'UE è stato assegnato a 103 città che hanno presentato i propri contratti cittadini per il clima, delineando obiettivi concreti per ridurre l'inquinamento atmosferico, idrico e acustico, con significativi benefici collaterali per la riduzione dell'inquinamento. Nel quadro dell'iniziativa Green City Accord 123 città si sono impegnate a ridurre la propria impronta di inquinamento entro il 2030, adottando misure in materia di qualità dell'aria, inquinamento acustico e qualità dell'acqua, come anche di gestione dei rifiuti, economia circolare e inverdimento urbano. Dal 2010 la Commissione europea attribuisce i premi "Capitale verde europea" e "Foglia verde" alle città più virtuose e impegnate.
Città e regioni verdi di tutta l'UE verso l'obiettivo "inquinamento zero"
Il
quadro operativo per l'obiettivo "inquinamento zero"
mostra che la maggior parte delle regioni è riuscita a ridurre l'inquinamento negli ultimi anni. Nell'ambito dell'iniziativa
Green City Accord
molte città hanno attuato strategie globali per mitigare l'inquinamento e migliorare le condizioni di vita urbane complessive dei residenti. Ne è un buon esempio il programma
Limp.AR
di Guimarães (comune partecipante all'iniziativa Green City Accord e al premio "Capitale verde europea" nel 2026). Il programma Limp.AR mira a migliorare la qualità dell'aria e a ridurre l'inquinamento acustico nei centri urbani promuovendo integrazione della vegetazione, soluzioni di mobilità attiva e attività di sensibilizzazione alla tutela dell'ambiente. Un altro buon esempio è dato dalla città di Lahti (Capitale verde europea nel 2021), che ha realizzato numerosi interventi ambientali su piccola e vasta scala, tra cui la bonifica di un lago gravemente inquinato (progetto del
lago Vesijärvi
). Lahti si è distinta come una delle città più all'avanguardia d'Europa dal punto di vista ambientale. Anche molte città lo sono nel campo dell'inverdimento e della riqualificazione urbani. Ad esempio, Madrid, Bologna e Milano stanno attuando il progetto
LIFE VEG GAP
, che studia come gli ecosistemi vegetali possono contribuire, sia come fonte che come pozzo di assorbimento del carbonio, all'inquinamento atmosferico e quindi incidere sulla temperatura dell'aria. La banca dati
Green Going Local
del Comitato delle regioni raccoglie le migliori pratiche e fornisce ulteriori esempi positivi.
Alcune sfide legate all'inquinamento richiedono ulteriori azioni da parte dell'UE. La strategia europea sulla resilienza idrica e la visione per l'agricoltura e l'alimentazione hanno individuato nell'inquinamento da nutrienti una sfida prioritaria costante e sono state annunciate diverse azioni per affrontare questo problema. La valutazione della direttiva sugli impegni nazionali di riduzione delle emissioni e quella, in corso, della direttiva sui nitrati hanno l'obiettivo di verificare se questi importanti strumenti per la riduzione dell'inquinamento da nutrienti siano ancora idonei al loro scopo. L'attuazione dei piani strategici nazionali della PAC continuerà inoltre a favorire la riduzione di questo tipo e di altri tipi di inquinamento. Per quanto concerne l'acquacoltura, la riduzione dell'inquinamento da nutrienti (e di altro tipo) è promossa grazie agli orientamenti strategici per l'acquacoltura dell'UE. In termini di emissioni prodotte dall'allevamento la Commissione sta lavorando a una strategia globale che affronterà tutti gli aspetti dell'allevamento, compresa la sostenibilità ambientale e climatica del settore. La Commissione presenterà la sua relazione conformemente all'articolo 73 entro il 31 dicembre 2026. Infine la Commissione continuerà a sostenere gli agricoltori e gli altri beneficiari nelle aree prioritarie in materia di ambiente e clima. La Commissione metterà altresì a punto un pacchetto di strumenti di assistenza per gli Stati membri al fine di sostenere azioni volte a ridurre l'inquinamento da nutrienti, tra cui interventi a sostegno degli agricoltori per l'estensivizzazione dei sistemi di allevamento o la diversificazione verso altre attività agricole. La rimozione dei pesticidi e dei loro metaboliti dalle acque sotterranee e dall'acqua potabile sta diventando sempre più difficile, in particolare negli ambienti rurali a causa delle attività agricole in prossimità dei bacini idrografici. Oltre a garantire la conformità alle norme recentemente riviste in materia di qualità delle acque sotterranee, delle acque superficiali e dell'acqua potabile, la rifusione della direttiva sull'acqua potabile impone agli Stati membri di effettuare una valutazione del rischio dei bacini idrografici per i punti di estrazione e mettere in atto un'adeguata gestione del rischio al più tardi entro luglio 2027.
Fiumi e laghi puliti: inquinamento idrico zero
Il polo tematico di ricerca "Inquinamento idrico zero" (
ZP4Water
) esamina l'inquinamento durante l'intero ciclo dell'acqua. In
32 casi studio
sono esaminate soluzioni per azzerare l'inquinamento delle acque potabili e sotterranee e formulate
raccomandazioni strategiche
(
MAR2PROTECT
,
NINFA
,
UPWATER
,
H2OforAll
,
intoDBP
,
SafeCREW
,
ToDrinQ
WATERPROTECT
,
NIAGARA
,
D4RUNOFF
,
LIFE ELEKTRA
,
LIFE PRISTINE
,
LIFE CASCADE
).
Un'attenzione specifica e trasversale sarà rivolta all'inquinamento degli oceani. L'inquinamento dell'aria, delle acque dolci e del suolo finisce negli oceani, come dimostra il problema diffuso dei rifiuti marini. Sulla base dell'approccio "dalla sorgente al mare" definito nella strategia europea sulla resilienza idrica e nel patto europeo per gli oceani, la revisione della direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino, unitamente alla proposta di atto legislativo sugli oceani, ritoccherà il quadro giuridico per migliorarne l'efficacia e semplificarlo, al fine, tra l'altro, di perseguire con più efficacia l'obiettivo di un ambiente marino pulito e sano. Gli obiettivi "inquinamento zero" per il 2030 e la visione generale per il 2050, complementari agli obiettivi in materia di neutralità climatica e biodiversità, guideranno il processo di revisione. Gli Stati membri devono impegnarsi maggiormente per monitorare e assicurare la qualità delle zone in cui sono svolte attività di pesca e molluschicoltura, poiché l'inquinamento idrico comporta perdite significative per questo settore.
Oceani puliti: inquinamento marino zero
Gli oceani sono inquinati e i rifiuti sono uno dei problemi più visibili. Ma gli interventi normativi iniziano a fare la differenza. La
relazione del Centro comune di ricerca (JRC) sulle tendenze relative ai macrorifiuti lungo le coste dell'UE
ha dimostrato che la quantità di macrorifiuti marini sulle coste dell'UE è diminuita del 29 % grazie alla normative dell'UE. Diversi progetti svolgono un ruolo importante nel contribuire alla bonifica delle regioni marine europee, come l'Atlantico nord-orientale (
Free LitterAT
), il Baltico (
Circular Ocean
) e il Mediterraneo (
Marine Litter MED PLUS
). L'acquacoltura necessita di acqua pulita o contribuisce a rendere pulita l'acqua, ma può anche essere fonte di inquinamento. Le tecnologie innovative possono creare opportunità commerciali riducendo nel contempo l'impatto ambientale dell'acquacoltura e contribuendo al biorisanamento (
Baltic MUPPETS
,
OLAMUR
,
ASTRAL
,
REMEDIA LIFE
). L'osservazione della Terra svolge un ruolo sempre più importante nella prevenzione dell'inquinamento. I dati di Copernicus sono utilizzati per ottimizzare le rotte delle navi, riducendo in tal modo il consumo di carburante e l'inquinamento, prevenendo gli episodi di inquinamento accidentale e accrescendo efficienza e sicurezza per armatori, autorità portuali e compagnie di assicurazione (
OHB LuxSpace
,
SeaCras
,
EOMAP
). I progetti in corso nel settore della protezione civile consistono nell'analisi dei rischi a lungo termine legati all'inquinamento da idrocarburi e sostanze pericolose causato dagli incidenti di navigazione nel Mar Baltico (
BRISK II
) e dell'impatto delle fuoriuscite di olio combustibile a basso tenore di zolfo in ambiente marino e delle possibili soluzioni per porvi rimedio (
IMAROS II
).
Per quanto riguarda l'inquinamento da plastica e rifiuti, all'obiettivo "inquinamento zero" contribuirà la revisione di diversi atti legislativi dell'UE in materia di rifiuti (ad esempio il nuovo regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili, la direttiva quadro riveduta sui rifiuti, il nuovo regolamento relativo alle spedizioni di rifiuti, la direttiva sulla plastica monouso, il nuovo regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio e il nuovo regolamento sui pellet di plastica). A integrazione di tali interventi normativi, la Commissione ha pubblicato la strategia per la bioeconomia e sta lavorando all'atto legislativo sull'economia circolare che sosterrà i pilastri fondamentali della bussola per la competitività.
In materia di inquinamento acustico, sono state intraprese azioni volte a migliorare l'idoneità alla circolazione del parco veicoli dell'UE al fine di affrontare anche il problema del rumore prodotto da tali mezzi di trasporto. Per quanto riguarda le ferrovie, l'introduzione di carri merci silenziosi che circolano esclusivamente sulle "tratte meno rumorose" ha rappresentato un passo importante verso la riduzione dell'inquinamento acustico nel settore. Le prossime modifiche del regolamento in materia sono previste per il 2029. La Commissione valuterà inoltre la fattibilità dell'introduzione di obiettivi e limiti di riduzione del rumore a livello dell'UE nella direttiva sul rumore ambientale, in linea con le raccomandazioni della Corte dei conti europea.
Le politiche in materia di ambiente e salute sono strettamente interconnesse: applicazione pratica dell'approccio "One Health". Nell'approccio "One Health" la dimensione ambientale e quella climatica sono fondamentali per via del loro ruolo nel mediare i risultati sanitari e nell'influenzare la comparsa e la diffusione di malattie negli animali e negli esseri umani. La Commissione continuerà a prestare grande attenzione alla prevenzione sanitaria sulla scorta degli esempi positivi offerta dal piano d'azione per la lotta contro il cancro e dal nuovo piano dell'UE per la salute cardiovascolare. La Commissione sta inoltre intensificando gli sforzi per introdurre un sistema di governance nell'ambito dell'approccio "One Health" e integrare le considerazioni ambientali nelle iniziative dell'UE volte a prevenire le malattie non trasmissibili.
Un ambiente più sano: inquinamento atmosferico e acustico zero
L'aria pulita e l'assenza di rumore sono un fattore importante per una vita sana. Molti progetti hanno dimostrato come sia possibile migliorare la qualità dell'aria a livello regionale (
LIFE Małopolska
,
LIFE Prepair
,
LIFE Sirius
) e come un ambiente urbano pulito rechi benefici in termini di benessere e anche di salute cardiovascolare, respiratoria e mentale (
eMOTIONAL Cities
,
EXPANSE
,
LongITools
). Essi dimostrano inoltre come il calore estremo possa aggravare l'inquinamento atmosferico (
EXHAUSTION
) e come l'inverdimento urbano riduca tali effetti giustificando nel contempo dal punto di vista economico l'impianto di nuovi alberi (
100KTREES
,
LIFE AIRFRESH
).
Le miscele di inquinanti, compresi quelli più recenti come gli interferenti endocrini e i prodotti farmaceutici, destano preoccupazioni crescenti. Il biomonitoraggio umano evidenzia alcuni degli effetti che la presenza di molteplici sostanze chimiche può avere sulla salute umana e, secondo quanto rilevato in alcune relazioni, le conseguenze dell'esposizione a determinate sostanze chimiche possono comportare costi sanitari significativi. Allo stesso tempo, questi dati mostrano che una regolamentazione efficace riduce l'esposizione e può indurre miglioramenti quantificabili in tempi brevi. Alcune sostanze chimiche pericolose incidono anche sulla biodiversità della fauna selvatica. Dal 2019, grazie all'approccio strategico all'impatto ambientale dei farmaci è stata adottata un'impostazione più olistica nell'affrontare la presenza di farmaci nell'ambiente. Le misure volte a prevenire le emissioni di sostanze chimiche pericolose a monte possono ridurre i costi di bonifica, come ad esempio quelli per il trattamento delle acque.
Un ambiente più pulito: inquinamento da farmaci zero
Stanno emergendo approcci più innovativi per ridurre al minimo l'impronta ambientale grazie a tecnologie all'avanguardia che consentono di decontaminare per più dell'80 % le acque reflue dei processi di produzione farmaceutica utilizzando un metodo efficiente ed economicamente sostenibile (
LIFE PHARMA-DETOX
). Inoltre, nell'ambito del progetto
RECOPHARMA
sono state sviluppate soluzioni avanzate di trattamento delle acque, versatili, rapide, efficienti ed economiche.
L'inquinamento pregresso e persistente è un problema sottovalutato. Nonostante la crescente consapevolezza dei rischi e delle elevate concentrazioni ambientali delle "sostanze chimiche eterne", si stanno appena muovendo i primi passi nel capire la piena portata e le gravi conseguenze dell'inquinamento diffuso causato da sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) e sostanze chimiche persistenti di altro tipo. In particolare, la diffusione del trifluoroacetato (TFA), comune prodotto della degradazione di alcune PFAS, non è stata ancora adeguatamente affrontata nell'ambito del monitoraggio e delle prospettive sull'inquinamento zero. Tuttavia le recenti decisioni sugli inquinanti delle acque, le limitazioni all'utilizzo delle PFAS nelle schiume antincendio, la futura attività normativa in materia di sostanze chimiche (compresa quella sulla "restrizione universale delle PFAS") e altre normative recentemente approvate chiariranno ulteriormente la portata e le dimensioni del problema in tutta l'UE. Per quanto riguarda le PFAS nell'acqua potabile, la Commissione ha firmato un accordo con l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per esaminare le evidenze scientifiche più recenti in merito ai potenziali effetti sulla salute delle PFAS presenti nell'acqua potabile, tra cui il TFA. Parallelamente è in corso uno studio volto ad analizzare le tecniche di trattamento e i costi della rimozione delle PFAS (compreso il TFA) dall'acqua potabile. Un ulteriore studio sulla presenza di PFAS nei flussi di rifiuti tiene conto del divieto di utilizzo delle PFAS negli imballaggi e nei rifiuti di imballaggio. In base a questi elementi, la Commissione valuterà la migliore linea d'azione. Inoltre, interventi di mitigazione degli effetti dell'utilizzo delle PFAS, di bonifica e di sostegno a soluzioni alternative annunciati nel piano d'azione per l'industria chimica e nella strategia europea sulla resilienza idrica affronteranno la questione con un approccio olistico, in collaborazione con tutti i soggetti interessati.
Risanamento dell'ambiente: inquinamento zero grazie a interventi di bonifica
La prevenzione dell'inquinamento deve essere una priorità, ma non è sempre possibile farlo. Sul mercato sono sempre più ampiamente disponibili strumenti innovativi ed efficaci sotto il profilo dei costi per il rilevamento e la bonifica di inquinanti persistenti e mobili come le PFAS (
SCENARIOS
,
ZeroPM
,
LIFE SOuRCE
,
CHROMOFORA
e
PROMISCES
). Anche le soluzioni basate sulla natura possono contribuire a ridurre l'inquinamento da nutrienti o a decontaminare sedimenti fluviali e suoli abbattendo l'inquinamento storico da metalli (
LIFE NARMENA
,
LIFE BELINI
,
LIFE POPWAT
). Soluzioni basate sulla natura sempre più innovative sono disponibili anche nel settore della bonifica del suolo e consentono di ridurre sia l'inquinamento, sia i costi di decontaminazione (
POSIDON
,
ARAGON
,
EDAPHOS
).
L'Agenzia europea dell'ambiente e il Centro comune di ricerca continueranno ad aggiornare il monitoraggio e le prospettive sull'inquinamento zero ogni due anni. Le edizioni future beneficeranno sempre più del quadro legislativo "una sostanza, una valutazione" concordato di recente, che contribuirà a migliorare la raccolta dei dati, l'analisi integrata e l'allarme rapido in materia di inquinamento chimico, nonché a istituire un esercizio permanente di biomonitoraggio umano a livello dell'UE per fornire una serie di dati preziosa. La valutazione del monitoraggio e delle prospettive continuerà a essere incentrata sul rilevamento dei progressi compiuti verso il conseguimento degli obiettivi per il 2030; tuttavia nel corso delle prossime edizioni saranno elaborate proiezioni fino al 2040 e al 2050 e riesaminati gli obiettivi vigenti da un punto di vista scientifico per stabilire se per il 2040 siano necessari obiettivi più rigorosi o aggiuntivi. L'attività nell'ambito del monitoraggio e delle prospettive sull'inquinamento zero sarà inoltre più strettamente allineata alle iniziative di monitoraggio nazionali in corso o programmate. L'integrazione di informazioni, dati e valutazioni, come quelle di Copernicus, può anche contribuire alla semplificazione grazie all'utilizzo di strumenti digitali e intelligenza artificiale per raccogliere dati pubblicamente disponibili, anziché imporre esclusivamente agli Stati membri l'onere di comunicarli.
Attraverso l'agenda politica per l'inquinamento zero, la Commissione cercherà di ridurre gli oneri amministrativi e normativi. Questo orientamento ispirerà non solo la revisione di atti legislativi come il regolamento REACH o la direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino, ma anche il lavoro sugli atti delegati e di esecuzione. Le proposte omnibus in materia di sostanze chimiche e ambiente hanno inoltre individuato alcune misure di semplificazione legate all'obiettivo "inquinamento zero". La Commissione continuerà a sottoporre il diritto dell'UE a prove di stress anche nell'ottica inquinamento zero, ad esempio attraverso valutazioni e occasioni di confronto imminenti.
La Commissione intende:
-
continuare a sostenere città e regioni nelle loro azioni a favore dell'inquinamento zero;
-
rivedere il regolamento REACH per semplificarlo e aggiornarlo, garantendo nel contempo la tutela dell'ambiente e della salute umana;
-
valutare la direttiva sui nitrati e la direttiva sulla plastica monouso;
-
presentare una strategia olistica per l'allevamento e pubblicare una relazione sulle emissioni industriali a norma dell'articolo 73 della direttiva IED (entro il 2026);
-
valutare la fattibilità dell'introduzione di obiettivi di riduzione e limitazione dell'inquinamento acustico a livello di UE nella direttiva sul rumore ambientale (entro il 2029);
-
attuare gli interventi relativi all'inquinamento nell'ambito della strategia per la resilienza idrica e del patto per gli oceani;
- attuare gli interventi relativi alle PFAS annunciate nel piano d'azione per l'industria chimica;
-
contribuire all'attuazione del piano dell'UE per la salute cardiovascolare e del piano d'azione per la lotta contro il cancro attraverso l'azione per l'inquinamento zero;
-
pubblicare un documento di lavoro dei servizi della Commissione sulle prestazioni ambientali dell'acquacoltura nell'UE [entro il 2026] e sulla promozione dei benefici ambientali dell'acquacoltura [entro il 2027] ed erogare formazione sul tema agli Stati membri e al settore dell'acquacoltura.
4Sostegno alla transizione verso l'"inquinamento zero"
La Commissione continuerà a sostenere gli Stati membri nei loro sforzi di attuazione, concentrandosi sui fattori abilitanti fondamentali: integrazione, investimenti e innovazione. La Commissione continuerà inoltre a promuovere la cooperazione internazionale in materia di prevenzione e riduzione dell'inquinamento, impegnandosi in iniziative di cooperazione internazionale sia multilaterali che bilaterali.
4.1Attuazione, investimenti e integrazione per stimolare il cambiamento
L'attuazione delle iniziative deve essere prioritaria. L'ultimo riesame dell'attuazione delle politiche ambientali
, una relazione periodica sullo stato di attuazione del diritto e delle politiche ambientali dell'UE, identifica i settori strategici e le principali sfide in questo ambito, vale a dire: economia circolare e rifiuti; inquinamento zero, compresi interventi legati alle sostanze chimiche; natura e biodiversità; azione per il clima. La relazione individua le buone pratiche e le sfide che interessano gli Stati membri, suggerendo miglioramenti, soluzioni e "azioni prioritarie". Il riesame dell'attuazione delle politiche ambientali del 2025 indica inoltre cinque fattori chiave che fanno la differenza tra una buona attuazione e un'attuazione carente, ossia: 1) l'integrazione degli obiettivi ambientali nelle politiche pubbliche, attraverso un dialogo politico che riguardi anche la ripartizione dei costi di attuazione tra i portatori di interessi; 2) i finanziamenti; 3) le capacità amministrative, in particolare al fine di garantire una pianificazione e un coordinamento adeguati; 4) i dati digitali; 5) il ruolo della partecipazione del pubblico al processo decisionale in materia ambientale, unitamente a un migliore accesso alla giustizia e ai mezzi di ricorso.
Tutti i portatori di interessi, dalla Commissione agli Stati membri, comprese le autorità regionali e locali, il settore privato, la società civile e le famiglie, possono svolgere un ruolo nell'attuazione delle politiche ambientali. Per sostenere una migliore attuazione e applicazione di tali politiche, la Commissione terrà appositi dialoghi in materia di attuazione sulla base delle valutazioni specifiche per paese e delle raccomandazioni sulle azioni prioritarie contenute nel riesame dell'attuazione delle politiche ambientali e nelle valutazioni specifiche per ciascuna politica. Anche la piattaforma dei portatori di interessi per l'inquinamento zero svolgerà un ruolo importante, poiché è copresieduta con il Comitato delle regioni e discute in particolare delle sfide in materia di attuazione a livello regionale e locale. Inoltre, i dialoghi con i portatori di interessi, comprese le imprese e la società civile, proseguiranno e ruoteranno attorno a verifiche fattuali per stabilire se la legislazione dell'UE possa essere applicata efficacemente nella pratica. La Commissione continuerà inoltre a sostenere gli Stati membri fornendo capacità tecniche e finanziamenti, nonché semplificando i quadri normativi integrati, se del caso, da azioni di esecuzione. Il programma LIFE, lo strumento di finanziamento dell'UE per l'ambiente, l'azione per il clima e la transizione verso l'energia pulita, ha contribuito a colmare il divario di attuazione, fornendo cofinanziamenti mirati e assistenza tecnica a sostegno di misure specifiche (ad esempio in materia di acque reflue, emissioni industriali e agricole e gestione delle sostanze chimiche), rafforzando le capacità amministrative e gli strumenti digitali e catalizzando una governance multilivello.
Un fattore chiave per l'attuazione sono i finanziamenti. Il riesame dell'attuazione delle politiche ambientali del 2025 presenta un'analisi dettagliata del fabbisogno di investimenti e delle lacune nell'attuazione del diritto ambientale dell'UE, che ammontano a 122 miliardi di EUR all'anno nell'UE, pari allo 0,8 % del PIL dell'Unione. Uno studio recente mostra che il costo dell'inazione supera di gran lunga il costo degli investimenti, con un divario di attuazione stimato a 180 miliardi di EUR all'anno, molto più del costo che si sosterrebbe colmando tale divario. Il deficit di investimenti stimato per la prevenzione e la riduzione dell'inquinamento e per la protezione delle acque (in gran parte legate alle infrastrutture idriche e delle acque reflue) ammontano a 58 miliardi di EUR all'anno (pari al 48 % del divario totale). I finanziamenti dell'UE svolgono un ruolo importante nel contribuire a colmare le lacune nell'attuazione. Ad esempio, nella recente revisione intermedia della politica di coesione, la Commissione ha proposto misure aggiuntive volte a incoraggiare gli Stati membri e le regioni a investire nella resilienza idrica. Il regolamento approvato prevede un ulteriore 10 % di finanziamenti dell'UE e un massimo del 20 % di prefinanziamenti per gli investimenti nella resilienza idrica, compresi investimenti volti a contribuire a ridurre l'inquinamento idrico.
Un ambiente più pulito: finanziamenti per l'inquinamento zero
Gli investimenti dell'UE hanno contribuito direttamente o indirettamente ad azioni legate al conseguimento dell'obiettivo "aria pulita". I finanziamenti dell'UE sono stati messi a disposizione degli Stati membri e da essi utilizzati con successo, sostenendo direttamente progetti in materia di aria pulita o integrando obiettivi di questo tipo in altri investimenti (come quelli infrastrutturali). Dal 2007 l'UE ha investito 84 EUR pro capite in grandi infrastrutture idriche. Gli investimenti nelle regioni dell'Europa centrale e orientale sono stati molto più elevati, variando da 100 a oltre 300 EUR a persona. Ciò ha comportato una significativa riduzione dell'inquinamento e, di conseguenza, un miglioramento della qualità delle acque. Il
quadro operativo
"Verso l'inquinamento zero nelle regioni" fornisce una panoramica di tali miglioramenti.
I finanziamenti dell'UE per un ambiente più pulito saranno disponibili anche in futuro. Nell'ambito delle proposte per il nuovo quadro finanziario pluriennale, gli investimenti legati all'inquinamento zero rientrano nell'obiettivo del 35 % per la spesa per il clima e l'ambiente. Ciò consentirebbe di continuare a realizzare le sinergie in atto e crearne di più solide tra la spesa per la neutralità climatica e/o quella per la tutela della biodiversità e l'inquinamento zero. Il proposto Fondo europeo per la competitività e il proposto Fondo europeo per la coesione economica, sociale e territoriale, l'agricoltura e lo sviluppo rurale, la pesca e gli affari marittimi, la prosperità e la sicurezza nell'ambito dei quali gli Stati membri dovrebbero elaborare piani di partenariato nazionali e regionali, contribuiranno a proteggere, ripristinare e migliorare la qualità dell'ambiente, comprese le acque dolci, le coste, gli oceani e il suolo, a ridurre l'inquinamento, ad arrestare e invertire la tendenza alla perdita di biodiversità e ad affrontare il degrado degli ecosistemi terrestri e marini, aumentando nel contempo la resilienza climatica e idrica. Le proposte di Orizzonte Europa per il periodo 2028-2034 hanno sottolineato che l'integrazione delle scienze ambientali nelle attività è necessaria per prevenire danni all'ambiente, mantenerlo pulito e ripristinare ecosistemi sani. Esse hanno inoltre individuato nell'obiettivo "Verso l'inquinamento zero delle acque nell'UE" uno dei possibili ambiti in cui realizzare progetti ambiziosi e lungimiranti ("moonshot"). Inoltre, la politica agricola comune, la politica comune della pesca, il Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura, il Fondo di sviluppo regionale e il Fondo di coesione continueranno a contribuire al conseguimento dell'obiettivo "inquinamento zero".
Poiché i finanziamenti dell'UE non sono sufficienti, sono necessari anche ingenti finanziamenti nazionali. In tale contesto, gli Stati membri dovrebbero utilizzare meglio il gettito fiscale, i regimi di responsabilità estesa del produttore e altri meccanismi per una migliore attuazione del principio "chi inquina paga". Attualmente gli Stati membri non fanno molto ricorso alla tassazione ambientale. Il riesame dell'attuazione delle politiche ambientali 2025 e il pacchetto del semestre europeo 2024 raccomandano di riformare le sovvenzioni dannose per l'ambiente. Gli Stati membri potrebbero anche valutare come orientare le scelte delle imprese e dei consumatori, generando nel contempo gettito fiscale che potrebbe essere utilizzato per ovviare alla carenza di investimenti. Il controllo dell'adeguatezza del principio "chi inquina paga" fornisce alcune preziose indicazioni su ciò che ha funzionato e rileva che far pagare chi inquina sia un modo molto efficace per fornire segnali di prezzo che rendano la politica ambientale più efficiente, a condizione che la transizione giusta, la competitività, la sicurezza alimentare e i costi generali siano adeguatamente presi in considerazione nella sua progettazione.
Mobilitare gli investimenti privati sarà essenziale per accelerare la transizione pulita. La Commissione sta collaborando con il gruppo Banca europea per gli investimenti (BEI) per accelerare gli investimenti pubblici e privati nell'ambiente (ad esempio nell'ambito della strategia sulla resilienza idrica) sia nell'UE che a livello mondiale. La cooperazione con gli istituti finanziari può mobilitare maggiori finanziamenti privati attraverso approcci di finanziamento misto e modelli innovativi quali ecosistemi strutturati per le obbligazioni verdi e blu. Anche il quadro semplificato dell'UE in materia di finanza sostenibile e la realizzazione dell'Unione del risparmio e degli investimenti mirano ad aumentare le opportunità di finanziamento per le imprese dell'UE. I dati mostrano che la tassonomia dell'UE per la finanza sostenibile è adottata da un numero crescente di investitori in alcuni settori. Il patto per l'industria pulita mobiliterà ulteriori investimenti puliti potenziando il Fondo per l'innovazione e proponendo una banca per la decarbonizzazione industriale. Il regolamento Omnibus II modificherà il regolamento InvestEU al fine di aumentare l'importo delle garanzie finanziarie che InvestEU può fornire a sostegno degli investimenti per la diffusione di tecnologie pulite, la mobilità pulita, la prevenzione, la riduzione e il riciclaggio dei rifiuti. Questi sforzi produrranno inevitabilmente benefici collaterali ai fini dell'obiettivo "inquinamento zero". Nell'ambito della strategia per la resilienza idrica, la Commissione istituirà inoltre un acceleratore degli investimenti per la resilienza idrica e avvierà un'iniziativa sui corridoi verdi e blu per sostenere progetti di ripristino, favorendo gli investimenti in acque più pulite.
L'integrazione deve essere più rapida e più decisa. L'esperienza acquisita in materia di attuazione dimostra che è fondamentale garantire un'adeguata integrazione delle politiche ambientali nell'elaborazione e nell'esecuzione delle politiche pubbliche, a monte e in modo sistematico e trasversale. È altresì indispensabile tener conto delle implicazioni ambientali per le politiche pubbliche, il bilancio e l'economia. Per questo motivo un approccio più integrato e olistico, che riunisca ad esempio le autorità di diversi settori di intervento o regioni, tende a produrre risultati migliori nel lungo termine e a essere più inclusivo, coerente, efficace ed efficiente. Per tale ragione il piano d'azione per l'inquinamento zero del 2021 ha predisposto l'iniziativa faro "Rispettare insieme l'obiettivo "inquinamento zero'", i cui lavori iniziali si sono svolti in collaborazione con la rete dell'UE per l'attuazione e il controllo del rispetto del diritto dell'ambiente (Network for the Implementation and Enforcement of Environmental Law, IMPEL). Tali attività proseguiranno nel 2026. I dialoghi strutturati previsti per l'attuazione della legislazione in materia di acque cercheranno di coinvolgere tutti i soggetti delle amministrazioni nazionali (e regionali) coinvolti.
Trasporti più puliti: mobilità a inquinamento zero
La decarbonizzazione dei trasporti apporta benefici anche in termini di qualità dell'aria e riduzione dell'inquinamento acustico. Esistono prototipi pronti per il mercato in grado di rilevare i veicoli rumorosi e inquinanti e contribuire a ridurre l'inquinamento attraverso barriere multifunzionali e manti stradali specializzati (
NEMO
). Anche una migliore pianificazione urbana e una migliore organizzazione della logistica nella fase finale di trasporto (il cosiddetto "ultimo miglio") contribuiscono a ridurre la CO2 e l'inquinamento atmosferico e acustico (
SENATOR
,
LIFE ASPIRE
). Tecniche innovative di riduzione delle emissioni e combustibili innovativi nel trasporto per vie navigabili interne aiutano a ridurre l'inquinamento atmosferico e le emissioni di gas a effetto serra in condizioni reali (
LIFE CLINSH
).
Un'agricoltura più pulita a inquinamento zero
Il cambiamento delle pratiche agricole può ridurre in modo significativo l'inquinamento. L'inquinamento atmosferico causato dagli allevamenti intensivi di suini e pollame per la produzione di carne e di bestiame da latte può essere ridotto grazie a tecnologie e pratiche di gestione innovative quali la separazione dei flussi di rifiuti e l'uso di robot, la riduzione delle emissioni e la trasformazione del letame stoccato in un fertilizzante commerciale che consenta di chiudere il ciclo dell'azoto di un'azienda agricola (
LIFE CMCD
,
LIFE Green Ammonia
,
LIFE Clean Air Farming
,
Econutri
,
SOLACE
). La Commissione sta inoltre preparando un piano d'azione per i fertilizzanti che esaminerà, tra l'altro, l'uso efficiente di fertilizzanti e nutrienti riciclati, il che a sua volta andrà a vantaggio degli sforzi volti a ridurre l'inquinamento derivante dall'uso di fertilizzanti. Percorsi innovativi di transizione verso una protezione fitosanitaria più sostenibile possono ridurre i costi di protezione delle colture, riducendo nel contempo l'inquinamento da pesticidi dell'aria, dell'acqua e del suolo e producendo alimenti più sani (
SPRINT
). Collaborando con gli agricoltori e le organizzazioni per individuare pratiche sostenibili per la gestione delle micro e nanoplastiche, è stato possibile migliorare contemporaneamente l'ambiente e la produttività delle aziende agricole (
PAPILLONS
,
MINAGRIS
).
Vivere in ambienti più ecologici: edilizia a inquinamento zero
Uno sviluppo urbano che preveda infrastrutture ecologiche e in linea con un'economia circolare può limitare il rilascio di gas a effetto serra, ridurre al minimo i rifiuti e promuovere consumi sostenibili, diminuendo nel contempo l'inquinamento. Grazie a una rete fognaria "a tre canali", questo tipo di sviluppo urbano consente di riciclare acqua e rifiuti e di recuperare energia e nutrienti (
RecoLab
). L'utilizzo di materiali naturali e l'elaborazione di un gemello digitale degli edifici, dotato di sensori per monitorare parametri vitali come il tasso di umidità, renderanno possibile la manutenzione predittiva fornendo un'indicazione degli effetti delle modifiche tecniche sulle prestazioni degli edifici (
Build-in-Wood
).
La Commissione intende:
-
affrontare le sfide specifiche per paese in materia di inquinamento nell'ambito dei dialoghi strutturati con tutti gli Stati membri annunciati nella strategia sulla resilienza idrica;
-
insieme all'IMPEL, proseguire lo scambio delle migliori pratiche e incoraggiare azioni intersettoriali di conformità.
4.2Innovazione e competenze per incrementare la competitività
L'innovazione sta trainando la transizione verde. Nell'attuale crisi economica sarà importante fornire sostegno mirato al settore industriale affinché questo possa restare competitivo in termini di costi e mantenere la produzione critica nell'UE. La semplificazione del quadro normativo sarà fondamentale al fine di mantenere l'UE attrattiva per le imprese. Tuttavia, come indicato nella bussola per la competitività, la causa principale della crisi attuale è la mancanza di innovazione negli ultimi vent'anni. Misure ben concepite e mirate a promuovere la transizione verso un modello di economia pulita e circolare possono non solo contribuire a proteggere la salute umana e l'ambiente, ma anche creare le necessarie opportunità commerciali per tecnologie innovative e orientate al futuro al fine di rafforzare la competitività globale a lungo termine dell'UE. Il patto per l'industria pulita sostiene questa spinta all'innovazione attraverso finanziamenti (del Fondo per l'innovazione e del programma InvestEU) o iniziative specifiche come la strategia dell'UE per le start-up e le scale-up. In termini di inquinamento, il nuovo centro di innovazione per la trasformazione e le emissioni industriali (INCITE) identificherà e valuterà il livello di maturità delle tecniche innovative per metterne in luce il potenziale e promuoverne l'adozione su scala più ampia. Il centro di innovazione INCITE si occuperà inoltre di decarbonizzazione, efficienza delle risorse, comprese quelle energetiche, materie prime e acqua, riduzione del ricorso a sostanze chimiche pericolose e utilizzo più sicuro e del potenziale delle tecnologie innovative in termini di economia circolare in una valutazione ambientale a 360°. Ispirandosi al centro di innovazione, la Commissione creerà anche "poli di innovazione e sostituzione dell'UE" per superare gli ostacoli all'innovazione e accelerare lo sviluppo di soluzioni più sicure e sostenibili, con una particolare attenzione alle esigenze delle PMI. Esaminerà inoltre approcci collaborativi alla sostituzione delle sostanze chimiche interessate. Il quadro di riferimento per le sostanze chimiche sicure e sostenibili fin dalla progettazione sarà integrato nei poli di innovazione, fornendo orientamenti tecnici sin dalle prime fasi dell'innovazione.
Prodotti e processi più puliti: innovazioni a inquinamento zero
Le innovazioni della bioeconomia, come gli imballaggi di plastica biodegradabili, i prodotti igienici assorbenti o le alternative di origine biologica per i vassoi per alimenti, nonché i nuovi modelli di collaborazione lungo l'intera catena del valore della plastica nel settore agroalimentare riducono notevolmente i rifiuti di plastica e, di conseguenza, il conferimento in discarica e l'inquinamento (
Circpack
,
EMBRACED
,
FRESH
,
LIFE CLOOVER2
). Grazie a una pratica tessile innovativa è possibile trasformare vecchi tessuti di cotone in fibre sostenibili e di alta qualità utilizzando sostanze chimiche meno inquinanti (
TeKiDe
). Pratiche innovative nel riciclaggio dei rifiuti pericolosi di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) consentono di recuperare in sicurezza dalla plastica polimeri, bromo e triossido di antimonio puliti, sostenendo un sistema di riciclaggio a circuito chiuso e contribuendo in tal modo a ridurre la dipendenza dell'UE dall'antimonio importato (
PLAST2bCLEANED
). Tecnologie innovative consentono di recuperare risorse (come biofertilizzanti, cellulosa, bioplastiche, biometano e una serie di additivi per alimenti e per bevande) dalle acque reflue riducendo in modo significativo i costi operativi e l'impatto ambientale degli impianti di trattamento delle acque reflue e creando a loro volta nuove opportunità commerciali e nuovi posti di lavoro (
AFTERLIFE
,
INCOVER
,
SMART-Plant
,
LIFE ENRICH
,
24Water
). Generatori innovativi nel settore dell'edilizia e della cura del verde urbano riducono le emissioni, fornendo nel contempo dispositivi di alimentazione portatili più piccoli, più leggeri e più potenti che attraggono ingenti finanziamenti da parte di investitori privati (
LIFE CLEANAIRMM
). Sistemi di propulsione innovativi offrono tecnologie di lancio satellitare più pulite e circolari (
HyImpulse
,
Pangea
).
La ricerca e l'innovazione nell'UE sostengono questa transizione da molti anni e continueranno a farlo. I progetti ambientali dimostrativi e di ricerca nel campo della prevenzione, del controllo e della bonifica dell'inquinamento sono da sempre prioritari per i programmi di ricerca e i programmi LIFE dell'UE.
Nel corso dell'attuale quadro finanziario pluriennale, l'UE ha incrementato il suo sostegno attraverso i programmi di finanziamento Orizzonte Europa e LIFE. Per quanto riguarda la ricerca e l'innovazione, la destinazione specifica "Ambiente pulito e inquinamento zero", con strumenti dedicati quali le missioni e i partenariati dell'UE, è particolarmente incisiva, così come la destinazione "Vivere e lavorare in un ambiente che promuove la salute", che affronta l'impatto delle esposizioni ambientali sulla salute umana. Anche la ricerca e l'innovazione volte a contrastare l'inquinamento sono integrate nel programma complessivo.
Molti progetti di Orizzonte 2020 e Orizzonte Europa hanno sostenuto e continuano a sostenere iniziative a favore dell'obiettivo "inquinamento zero", in particolare la prevenzione delle malattie e la promozione della salute, l'uso e la gestione delle risorse idriche, la qualità dell'aria, delle acque dolci e del suolo, la protezione dell'ambiente marino, lo sviluppo di sostanze chimiche e materiali sicuri e sostenibili fin dalla progettazione, la circolarità, l'agricoltura, i sistemi alimentari (anche attraverso l'iniziativa Food 2030 e il percorso verso sistemi alimentari a inquinamento zero), l'innovazione industriale, la bioeconomia, i trasporti, l'energia, il monitoraggio e l'osservazione dell'ambiente. I benefici ambientali collaterali delle attività di ricerca e innovazione nel campo dell'azione per il clima si traducono spesso nella prevenzione e nella riduzione dell'inquinamento, e permettono quindi in tal modo di tutelare la biodiversità e gli ecosistemi naturali. Ne è un esempio uno specifico invito a presentare proposte del 2024, lanciato nell'ambito della missione dell'UE "Città intelligenti e a impatto climatico zero" e incentrato sulla creazione di città a inquinamento zero, che ha raccolto oltre 100 proposte.
Il programma LIFE continua a rappresentare un fattore trainante per la dimostrazione, la diffusione e l'adozione strategica di soluzioni pulite in tutti gli Stati membri. Esso integra il programma Orizzonte Europa riducendo i rischi legati alle soluzioni di prossima commercializzazione e sostenendone l'adozione da parte delle autorità, delle aziende erogatrici di servizi pubblici e delle PMI. Attraverso progetti pilota e dimostrazioni su vasta scala, il miglioramento della governance, lo sviluppo di capacità e un sostegno strategico mirato, LIFE contribuisce a trasformare l'innovazione verde in pratiche a inquinamento zero replicabili e in cui l'intera UE e il suo vicinato possono investire. Dal 2014 oltre 170 progetti LIFE, dotati di 400 milioni di EUR di finanziamenti dell'Unione, hanno permesso di combattere l'inquinamento dell'aria, dell'acqua e del suolo, producendo risultati misurabili sul campo e contribuendo alla definizione della legislazione e delle norme dell'UE. Anche in futuro i finanziamenti dell'UE svolgeranno un ruolo importante, in quanto tutte le principali caratteristiche di LIFE sono incluse nella proposta relativa al Fondo europeo per la competitività.
Un tema chiave per l'innovazione futura sarà la bonifica delle fonti di inquinamento pregresso e preesistente. Il monitoraggio delle acque e del suolo mostra l'elevato numero, nell'intera UE, di siti critici sotto il profilo dell'inquinamento. L'attuazione della nuova direttiva sul monitoraggio del suolo e del regolamento sul ripristino della natura sarà un passo per affrontare questo problema. In tale contesto, le soluzioni basate sulla natura e il biorisanamento possono risultare efficaci sotto il profilo dei costi. L'iniziativa pubblico-privato volta a conseguire progressi tecnologici nella messa a punto di metodi fattibili ed economici per il rilevamento e la bonifica delle PFAS e di altre sostanze chimiche persistenti avrà lo scopo di promuovere lo sviluppo di tali soluzioni.
Esistono soluzioni digitali che possono favorire il raggiungimento dell'obiettivo "inquinamento zero", ma occorre superare gli ostacoli alla loro diffusione. La rete europea dei laboratori viventi (European Network of Living Labs - ENoLL) ha formulato alcune raccomandazioni in merito a questo tipo di laboratori in relazione al raggiungimento dell'obiettivo "inquinamento zero" che possono contribuire a incrementare l'adozione di soluzioni digitali. Dalla combinazione dei dati, ad esempio ricavati da attività di osservazione della Terra, con l'intelligenza artificiale e la modellizzazione nascono nuove opportunità. I nuovi satelliti Sentinel di Copernicus forniranno dati più precisi e tempestivi, ad esempio sulla qualità dell'aria e sulle emissioni. Destination Earth e, in stretta sinergia con l'imminente iniziativa per l'osservazione degli oceani e l'atto legislativo sugli oceani, il gemello digitale degli oceani mirano a sostenere tali strumenti all'avanguardia per affrontare, tra l'altro, i problemi legati all'inquinamento. Anche il Centro comune di ricerca (JRC) della Commissione europea contribuisce ai lavori in questo settore con modelli relativi all'inquinamento marino utilizzati nelle prospettive sull'inquinamento zero.
Un ambiente più pulito: inquinamento zero grazie all'osservazione della Terra e ai gemelli digitali
Copernicus
, la componente del programma spaziale dell'UE dedicata all'osservazione della Terra, ha consentito lo sviluppo di diverse soluzioni commerciali per raggiungere l'obiettivo "inquinamento zero". Grazie all'osservazione della Terra, all'intelligenza artificiale e all'apprendimento automatico è possibile migliorare significativamente il monitoraggio della qualità dell'aria, degli oceani, delle acque dolci e del suolo, del degrado del suolo, della deforestazione e dell'impatto delle catene di approvvigionamento (
Orbify
). È stato inoltre possibile sviluppare una piattaforma di gestione delle crisi legate all'inquinamento che monitora fiumi, bacini e zone urbane, aiutando le autorità locali a tenere traccia del fenomeno e a reagire rapidamente agli episodi di inquinamento (
Azulfy
). Altre piattaforme digitali incentivano i cittadini a individuare e segnalare in tempo reale le discariche abusive presenti nelle loro comunità, contribuendo a un'attività di sensibilizzazione e sostenendo interventi rapidi a livello locale (
WasteNoTime
). Questi strumenti assistono inoltre gli operatori economici nella transizione verso l'inquinamento zero. Le applicazioni agricole intelligenti possono ridurre inquinamento e costi aiutando gli agricoltori ad associare i fattori di produzione agricoli (fertilizzanti, pesticidi, acqua) a ciò di cui le colture hanno effettivamente bisogno (
SQAT
,
DINOSAR
,
TerraMetallum
). Ottimizzare il funzionamento degli aeroporti e le rotte aeree contribuisce a ridurre l'inquinamento acustico, il consumo di carburante e le emissioni atmosferiche e di gas a effetto serra (
EDGAR
,
VITOLMINS
). Servizi capaci di un migliore monitoraggio geotecnico e ambientale delle attività minerarie nel corso del loro intero ciclo di vita, dalle attività di prospezione alla chiusura degli impianti, contribuiscono a migliorare la sicurezza e l'efficienza operative, consentendo nel contempo agli operatori minerari di limitare inquinamento e diffondendo un uso più circolare dei materiali (
MOSMIN
,
TerraEye
).
La digitalizzazione si fonda sulla disponibilità e sull'utilizzabilità di dati di alta qualità. Diversi progetti promuovono servizi basati sui dati ambientali, ponendo l'accento sull'importanza dell'inquinamento zero per accelerarne l'attuazione. Sono stati inoltre avviati numerosi progetti intelligenti a livello locale nel tentativo di raccogliere dati sull'inquinamento zero nelle città. Uno strumento fondamentale per migliorare la disponibilità dei dati sull'inquinamento è il nuovo quadro giuridico "una sostanza, una valutazione", che istituisce, tra l'altro, una piattaforma comune di dati e uno "sportello unico" per l'accesso ai dati sulle sostanze chimiche. La Commissione sta inoltre preparando un "piano d'azione per la digitalizzazione del settore idrico" per svolgere attività di sensibilizzazione riguardo a simili sviluppi e per sostenerli in modo più sistematico. Gli strumenti digitali possono inoltre incoraggiare consumatori e cittadini a compiere scelte rispettose dell'ambiente che favoriscano il raggiungimento dell'inquinamento zero. Sempre più spesso i cittadini vogliono sapere quanto sia pulita l'aria che respirano o se alcuni prodotti contengano sostanze chimiche pericolose.
Prodotti ecologici: compiere scelte a inquinamento zero
Diverse applicazioni di facile utilizzo per i consumatori consentono di individuare prodotti per la cui realizzazione non vengono impiegate sostanze chimiche con proprietà pericolose (
Yuka
,
ToxFox
,
KEMILUPPEN
,
CheckED yourself
,
SIN List
). Vi sono app specifiche per prodotti di uso quotidiano quali prodotti alimentari, cosmetici, giocattoli, prodotti per la cura della persona, mobili, tappeti, calzature sportive, prodotti tessili e dispositivi elettronici. Altre sono capaci di rilevare proprietà pericolose, come la presenza di sostanze chimiche che alterano il sistema endocrino, propongono soluzioni alternative o danno suggerimenti personalizzati riguardo all'ambiente domestico, allo stile di vita e alle abitudini quotidiane. Queste applicazioni contribuiscono all'innovazione e sensibilizzano i consumatori (e di conseguenza le imprese) in merito all'uso di prodotti contenenti sostanze chimiche indesiderate.
La carenza di competenze e di formazione frena la transizione pulita. Vi è una diffusa carenza di competenze verdi, in particolare nelle PMI e in settori chiave quali l'edilizia, i trasporti, la gestione dei rifiuti, l'energia e l'ingegneria. La transizione digitale e verde, che trainerà le tendenze occupazionali fino al 2035, impone alle persone di tutte le età e in diverse discipline di sviluppare nuove competenze. La mancanza di competenze verdi nella forza lavoro è fonte di crescente preoccupazione. La formazione e la riqualificazione non riescono ancora a stare al passo con la domanda. Oltre alle azioni generali a sostegno delle competenze verdi previste dal patto per le competenze (ad esempio il partenariato regionale guidato dalla rete europea delle regioni chimiche nell'ambito del patto per le competenze), la Commissione sta avviando iniziative specifiche nel contesto della strategia europea per la resilienza idrica (come l'alleanza industriale intelligente sotto il profilo idrico e l'Accademia europea dell'acqua), per lo sviluppo delle competenze necessarie a conseguire l'inquinamento zero.
Le capacità all'interno delle amministrazioni ambientali degli Stati membri sono già insufficienti e la situazione peggiorerà se non si interverrà. Il settore pubblico si trova ad affrontare l'invecchiamento della forza lavoro e una carenza di competenze, in particolare in settori tecnici quali il controllo dell'inquinamento, il trattamento e la gestione delle acque e sotto il profilo digitale. Il riesame dell'attuazione delle politiche ambientali ha evidenziato che ciò sarà fondamentale per attuare la legislazione dell'UE sul campo.
La Commissione intende:
-
finanziare progetti prioritari nei programmi di lavoro 2026 e 2027 di
Orizzonte Europa
e LIFE;
-
accelerare ed espandere l'innovazione chimica utilizzando i poli volontari dell'UE per l'innovazione nel settore delle sostanze chimiche (come stabilito nel piano d'azione per l'industria chimica);
-
predisporre un "piano d'azione per la digitalizzazione del settore idrico" (entro il 2026), come annunciato nella strategia europea sulla resilienza idrica.
4.3Cooperazione internazionale: promuovere il cambiamento verso l'inquinamento zero a livello mondiale
Gli sforzi multilaterali profusi a livello internazionale per la transizione verso un mondo senza inquinamento hanno compiuto progressi significativi e costanti, anche se talvolta lenti. Una decisione storica è stata l'istituzione, nel luglio 2025, del gruppo intergovernativo di esperti di politica scientifica sulle sostanze chimiche, i rifiuti e la prevenzione dell'inquinamento (Intergovernmental Science-Policy Panel on Chemicals, Waste and Pollution, ISPCWP). Unitamente a recenti accordi come il quadro globale per le sostanze chimiche e gli accordi ambientali multilaterali, rende ancor più rigorosi i requisiti in materia di lotta all'inquinamento, ponendo quest'ultima sullo stesso piano degli sforzi volti a far fronte ai cambiamenti climatici e alla perdita di biodiversità. I negoziati sul trattato globale sulla plastica proseguiranno e l'UE punterà a un accordo ambizioso che superi gli aspetti legati alla gestione dei rifiuti per affrontare l'intero ciclo di vita della plastica. Prosegue con continuità l'attuazione degli strumenti esistenti a livello mondiale e/o della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite (United Nations Economic Commission for Europe, UNECE), quali le convenzioni di Minamata, Basilea, Rotterdam e Stoccolma, nonché il protocollo di Göteborg, volti a creare condizioni di parità in relazione a un numero crescente di sostanze chimiche e fonti di inquinamento.
Il quadro globale per la biodiversità fissa l'obiettivo di ridurre l'inquinamento a livelli che non siano dannosi per la biodiversità. Gli obiettivi nazionali dell'UE comunicati alla convenzione sulla diversità biologica nel 2024 per attuare il quadro globale per la biodiversità sono basati sul piano d'azione per l'inquinamento zero. I progressi compiuti nel conseguimento di detti obiettivi e le misure adottate a tal fine saranno oggetto di relazioni delle parti contraenti alla convenzione nel 2026.
Per quanto riguarda l'inquinamento atmosferico, l'impegno mondiale sul metano riunisce 159 paesi partecipanti e la Commissione europea nel perseguimento dell'obiettivo di portare le emissioni di metano al 30 % rispetto ai livelli del 2020 entro il 2030.
Un pianeta più pulito: inquinamento zero grazie alla cooperazione
La
convenzione di Minamata
è stata molto efficace nell'eliminare l'inquinamento da mercurio a livello mondiale. Nel 2023 la conferenza delle parti ha convenuto di vietare cinque categorie di lampade contenenti mercurio, così come batterie, interruttori, relè e cosmetici. Nel 2025 è stato possibile raggiungere un accordo sul divieto globale del mercurio nell'amalgama dentale. Queste decisioni globali rafforzano ulteriormente la tutela della salute pubblica e dell'ambiente dagli effetti nocivi del mercurio.
La Commissione continuerà a collaborare con gli Stati membri per attuare con successo tali accordi multilaterali. Per quanto riguarda in particolare l'istituzione dell'ISPCWP sarà importante renderlo operativo e concordare un programma di lavoro che sia all'altezza delle sue ambizioni e integri i lavori dei gruppi intergovernativi di esperti sui cambiamenti climatici, sulla biodiversità e sui servizi ecosistemici. Una prospettiva globale sull'inquinamento sarebbe il punto di partenza ideale per definire la portata e i settori prioritari dell'azione globale. L'UE continuerà inoltre a collaborare strettamente con i paesi vicini con cui condivide una regione marina o fiumi transfrontalieri. In tale contesto, è fondamentale evidenziare il sostegno fornito dall'UE
ai Balcani occidentali e ad altri paesi dell'allargamento, in quanto molte di queste economie hanno industrie altamente inquinanti e infrastrutture di gestione delle risorse idriche e dei rifiuti poco efficienti. Ciò produce inquinamento nelle aree transfrontaliere, fattore che incide direttamente sulla capacità degli Stati membri dell'UE confinanti con questi paesi di conseguire i propri obiettivi.
La Commissione continuerà inoltre a lavorare alla prevenzione e alla riduzione dell'inquinamento nell'ambito dei confronti bilaterali con i suoi partner in tutto il mondo. In tale contesto, i partenariati per il commercio e gli investimenti puliti offrono l'opportunità di creare sinergie tra le politiche in materia di clima e lotta all'inquinamento.
La Commissione intende:
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continuare a lavorare all'attuazione degli accordi multilaterali in materia di ambiente sottoscritti dall'UE;
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guidare l'attuazione del nuovo gruppo intergovernativo di esperti di politica scientifica sulle sostanze chimiche, i rifiuti e l'inquinamento.
5Conclusioni e prossime tappe
Nel maggio 2021 l'UE ha intrapreso un percorso pionieristico verso l'azzeramento dell'inquinamento che contribuisce alla competitività sostenibile e alla resilienza a lungo termine dell'Europa. La presente revisione intermedia evidenzia i progressi compiuti verso il conseguimento degli obiettivi per il 2030, con riduzioni significative dell'inquinamento atmosferico, dell'uso di pesticidi e dell'inquinamento da plastica in mare. Permangono tuttavia aspetti problematici, in particolare per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, le microplastiche, l'inquinamento acustico e da nutrienti.
La transizione verso un'economia a inquinamento zero è sia fattibile nel lungo periodo che vantaggiosa dal punto di vista economico, se guidata da politiche inclusive e lungimiranti e sostenuta da sufficienti finanziamenti da varie fonti.
Nell'ambito dell'agenda politica per il periodo 2024-2029, la Commissione contribuirà all'attuazione delle politiche che sottendono la transizione verde e digitale in cui la decarbonizzazione, l'adattamento ai cambiamenti climatici, la circolarità, la tutela della biodiversità, la resilienza idrica e l'inquinamento zero vanno di pari passo con l'approccio "One Health" favorito da un'economia circolare competitiva, resiliente e inclusiva.
Come prossime tappe, la Commissione concentrerà la sua attività sull'attuazione della legislazione e delle politiche approvate, tra cui la strategia per la resilienza idrica, il patto per gli oceani e il piano d'azione per l'industria chimica.
Il nuovo piano dell'UE per la salute cardiovascolare promuove azioni preventive in linea con l'approccio "One Health", contribuendo in tal modo a migliorare la salute delle persone e degli ecosistemi. La strategia dell'UE per la bioeconomia e il previsto atto legislativo sull'economia circolare rientrano in iniziative di portata più generale volte a integrare meglio i principi della circolarità nelle politiche pubbliche, al fine di garantire una transizione competitiva sotto il profilo dei costi, efficiente sotto il profilo delle risorse ed equa.
Per quanto riguarda l'attuazione del patto per l'industria pulita e della bussola per la competitività, la Commissione assicurerà che gli obiettivi climatici siano strettamente collegati ai benefici collaterali della riduzione dell'inquinamento, di un ambiente privo di sostanze tossiche, della promozione di una crescita economica sostenibile e della creazione di un mercato unico per le materie prime secondarie e i rifiuti.
La Commissione verificherà i progressi compiuti con aggiornamenti periodici del monitoraggio e delle prospettive sull'inquinamento zero (attualmente previsti per il 2026 e il 2028) e analizzerà i percorsi possibili per portare avanti la transizione pulita verso il 2040 integrando gli obiettivi climatici per il 2040 con obiettivi realisticamente ambiziosi in materia di lotta all'inquinamento e attenendosi con determinazione al proprio programma di attuazione legislativa.
I progressi verso l'obiettivo "inquinamento zero" sono una tappa fondamentale del percorso verso un futuro più sano, sostenibile e resiliente. Dando priorità a una competitività pulita e circolare e promuovendo pratiche rispettose dell'ambiente, è possibile garantire un'Europa resiliente e prospera per le generazioni future.