COMMISSIONE EUROPEA
Bruxelles, 19.11.2025
JOIN(2025) 846 final
COMUNICAZIONE CONGIUNTA AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO
sulla mobilità militare
COMMISSIONE EUROPEA
Bruxelles, 19.11.2025
JOIN(2025) 846 final
COMUNICAZIONE CONGIUNTA AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO
sulla mobilità militare
Comunicazione congiunta sulla mobilità militare
La mobilità militare quale fattore abilitante fondamentale per la prontezza alla difesa e una maggiore deterrenza
Nel contesto della sicurezza globale in rapida evoluzione, la mobilità militare costituisce un fattore abilitante fondamentale per la posizione e le capacità di difesa di cui l'Europa ha urgente bisogno per scoraggiare in modo credibile i suoi avversari e rispondere a qualsiasi crisi. Contribuisce alla sicurezza e alla difesa e alla preparazione dell'Unione, oltre ad essere un elemento portante della cooperazione UE-NATO e un aspetto cruciale per il sostegno dell'UE all'Ucraina.
"La pace mondiale non potrà essere salvaguardata se non con sforzi creativi, proporzionali ai pericoli che la minacciano", come ha dichiarato Schuman nel 1950. Tale affermazione è oggi più valida che mai. Al fine di garantire la pace attraverso la deterrenza, gli Stati membri dell'UE devono essere in grado di spostare le loro forze armate e i loro materiali militari senza soluzione di continuità, in modo rapido e su larga scala all'interno e all'esterno dell'UE. Ciò richiede un sistema di trasporto a duplice uso in grado di sostenere la mobilità militare, riducendo nel contempo al minimo le perturbazioni e attenuando l'impatto di tale trasporto sul trasporto civile e, di conseguenza, sull'economia e sulla società nel loro complesso.
Sebbene siano stati compiuti progressi importanti, permangono ostacoli significativi a una mobilità militare efficace nell'UE. Le norme nazionali sono spesso divergenti, frammentate e non armonizzate, anche quando operatori civili sono utilizzati per servizi di trasporto militare, e non sono idonee al contesto attuale di sicurezza in cui viviamo. Dobbiamo coordinare meglio e accelerare il trasporto militare al fine di risolvere tali questioni. Inoltre le infrastrutture di trasporto dell'UE non sono sufficientemente adattate alle esigenze di duplice uso. Il sistema rimane vulnerabile alle perturbazioni e agli attacchi informatici e ibridi sempre più frequenti. Inoltre le capacità di trasporto quali quelle costituite da carri pianale e traghetti a duplice uso, essenziali per i movimenti militari, sono scarse. Tali questioni mettono in evidenza vulnerabilità critiche per la rete di trasporto dell'Unione, compromettendo in tal modo la capacità di sicurezza e di difesa dell'UE nonché la capacità delle forze armate di sostenere la protezione civile. A tal fine, l'Europa deve cambiare marcia in modo netto ed eliminare tutti gli ostacoli rimanenti.
Il Libro bianco congiunto sulla prontezza alla difesa europea per il 2030 e la sua traduzione nella tabella di marcia sulla prontezza alla difesa individuano nella mobilità militare un settore di capacità prioritario per una difesa europea solida. Sebbene gli Stati membri rimangano liberi di decidere se consentire alle forze armate straniere di attraversare il loro territorio nel contesto della loro sicurezza e della loro difesa a livello nazionale, l'UE deve disporre di un quadro per la mobilità militare che bilanci le esigenze militari e civili. A tal fine, la Commissione e l'alta rappresentante propongono una serie completa di misure volte ad agevolare una mobilità militare senza soluzione di continuità con un approccio a 360 gradi, in stretto coordinamento con la NATO. L'obiettivo è istituire uno spazio UE di mobilità militare entro la fine del 2027 come primo passo verso la realizzazione progressiva di uno "spazio Schengen militare" in termini di regolamentazione, infrastrutture e capacità.
Progressi compiuti
Gli sconvolgimenti dell'architettura di sicurezza europea a seguito dell'invasione della Crimea da parte della Russia e, successivamente, della sua aggressione militare nei confronti dell'Ucraina hanno mobilitato le risposte dell'UE, degli Stati membri e dei partner. Dal 2017 l'UE persegue un'agenda specifica intesa a rafforzare la mobilità militare. Nel 2018 e nel 2022 due piani d'azione sulla mobilità militare hanno individuato una serie di misure volte ad affrontare gli ostacoli fisici, procedurali e normativi ai movimenti militari. Nel contesto dell'impegno per la mobilità militare del 2024 gli Stati membri si sono impegnati a colmare le lacune rimanenti in materia di mobilità militare.
Il regolamento riveduto per lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti (TEN-T) del 2024 impegna gli Stati membri a integrare la mobilità militare nella politica europea dei trasporti, dando il via alla trasformazione della rete transeuropea dei trasporti in una rete in larga misura a duplice uso. Al fine di orientare e dare priorità ai futuri investimenti in infrastrutture a duplice uso su questa rete, nel marzo 2025 il Consiglio ha adottato quattro corridoi multimodali prioritari di mobilità militare per ingenti movimenti militari con breve preavviso, unitamente a requisiti comuni in materia di infrastrutture militari. Tali corridoi consentiranno una cooperazione rafforzata e una pianificazione coerente degli investimenti tra gli Stati membri a livello transfrontaliero.
La realizzazione di una rete transeuropea dei trasporti che soddisfi le esigenze sia civili che militari richiede investimenti ingenti. Nell'ambito del quadro finanziario pluriennale (QFP) 2021-2027, è stato stanziato un bilancio di 1,69 miliardi di EUR per cofinanziare le infrastrutture di trasporto a duplice uso attraverso il meccanismo per collegare l'Europa (MCE), con 95 progetti relativi a infrastrutture di trasporto a duplice uso selezionati in 21 Stati membri. Dato che la domanda di finanziamenti dell'UE ha superato notevolmente le risorse disponibili e tutti gli inviti hanno registrato un marcato eccesso di domande 1 , nel luglio 2025 la Commissione ha proposto una decuplicazione del bilancio per la mobilità militare nel contesto dell'MCE nell'ambito del prossimo QFP a partire dal 2028. Inoltre, fino alla fine dell'attuale periodo del QFP, la riassegnazione dei fondi della politica di coesione a favore di investimenti nel settore della difesa, con incentivi finanziari se richiesti entro la fine del 2025, e lo strumento SAFE possono essere utilizzati dagli Stati membri per finanziare progetti relativi a infrastrutture a duplice uso e per la mobilità militare.
Oltre alle infrastrutture, sono fattori abilitanti fondamentali della mobilità militare le capacità di trasporto e logistiche. È fondamentale migliorare la consapevolezza a livello di UE in merito ai mezzi di trasporto disponibili, utilizzare in modo ottimale tali capacità e colmare le lacune in termini di capacità in tutta l'Unione. Al fine di rafforzare questi fattori abilitanti, l'UE ha sostenuto progetti relativi a sistemi di scambio digitale di informazioni, al trasporto aereo di merci fuori misura e a studi sui futuri sistemi aerei attraverso il Fondo europeo per la difesa (FED).
Sebbene gli Stati membri abbiano compiuto sforzi significativi verso l'allineamento, norme divergenti comportano ritardi che incidono pesantemente sulla mobilità militare. L'Agenzia europea per la difesa (AED) e gli Stati membri contributori hanno messo a punto modalità tecniche per le procedure di autorizzazione di movimenti transfrontalieri, con l'obiettivo di armonizzare e semplificare tali norme. Tuttavia l'attuazione delle modalità tecniche non è ottimale e sono necessarie modifiche al quadro dell'UE per conseguire l'armonizzazione. Al fine di aumentare la velocità e l'efficienza, nonché di ridurre al minimo i rischi operativi è necessaria la digitalizzazione.
Nel complesso, e nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni, permangono sfide. Questa è altresì la conclusione cui si è giunti nella relazione speciale della Corte dei conti europea sulla mobilità militare nell'UE, la quale sottolinea che l'approccio dell'UE alla mobilità militare ha ottenuto risultati contrastanti e rimane frammentato e non sufficientemente vincolante.
Il Libro bianco congiunto sulla prontezza alla difesa europea per il 2030 chiede una maggiore connettività a duplice uso con i nostri vicini, in particolare l'Ucraina e la Moldova. Quattro dei nove corridoi di trasporto europei della TEN-T si estendono già all'Ucraina e uno alla Moldova, ed è in corso una prima serie di investimenti importanti a favore di infrastrutture a duplice uso. Ad esempio, con l'aiuto del cofinanziamento dell'MCE e della Banca europea per gli investimenti, nel settembre 2025 è stato aperto un primo tratto ferroviario lungo 22 km che collega l'Ucraina occidentale con la Slovacchia e il resto dell'Europa centrale con uno scartamento nominale standard europeo. Parallelamente sono in corso lavori preparatori per l'introduzione dello scartamento nominale standard europeo sui corridoi di trasporto europei che collegano la Moldova e l'Ucraina agli Stati membri dell'UE.
Razionalizzare e adeguare le norme e le procedure per accelerare i movimenti militari
L'Europa deve agire con decisione. Sebbene siano stati compiuti progressi, l'UE continua a essere ostacolata da approcci frammentati che compromettono la nostra capacità di spostare materiale e personale militari in tutta Europa. Lo stato attuale di frammentazione e incoerenza delle normative e procedure nazionali e gli ostacoli burocratici creano strozzature e ritardi critici.
Il trasporto militare transfrontaliero rimane vincolato, in particolare perché le norme dell'UE non sono applicate al trasporto militare o non sono applicate in modo coerente, le normative nazionali divergono e al trasporto militare non viene data una priorità sufficiente. Gli operatori civili contraenti delle forze armate devono rispettare le norme civili, che non sono adattate alle esigenze del trasporto militare. Inoltre le operazioni di trasporto militare prevedono requisiti molto più rigorosi rispetto a quelli per le operazioni civili. Le forze militari condividono inoltre infrastrutture e veicoli con operazioni di trasporto civile, il che crea esigenze concorrenti. Ciò comporta ritardi, inefficienze operative, strozzature critiche e vincoli in termini di capacità.
Le procedure per il rilascio di nullaosta diplomatici sono spesso complesse e svolte in formato cartaceo, con lunghe tempistiche di approvazione. Ad esempio, il tempo necessario per ottenere autorizzazioni transfrontaliere per il trasporto militare varia notevolmente: alcuni Stati membri richiedono un preavviso di 45 giorni, un termine che supera di gran lunga i tre giorni lavorativi per la concessione di autorizzazioni previsti dall'impegno per la mobilità militare del 2024. Inoltre l'applicazione delle formalità doganali può creare ritardi a meno che non siano utilizzate le opportune semplificazioni doganali, quali il formulario UE 302 o il formulario NATO 302.
Oltre a ciò, il trasporto militare comporta spesso merci pericolose e carichi eccezionali, che richiedono una pianificazione adeguata per garantire operazioni sicure (ad esempio per il trasporto di materiali pesanti quali carri armati e munizioni). Tuttavia le norme armonizzate dell'UE per le merci pericolose non si applicano al trasporto militare, mentre i processi per i carichi eccezionali sono lenti e disparati. Pertanto la definizione di rotte e modalità sicure avviene su base ad hoc tra i singoli Stati membri, le singole autorità locali e i singoli gestori dell'infrastruttura, e talvolta richiede numerose settimane.
La responsabilità dei processi relativi alla mobilità militare è frammentata all'interno degli Stati membri e differisce tra questi ultimi. Il progetto "Mobilità militare" nel contesto della cooperazione strutturata permanente (PESCO), che comprende 30 paesi partecipanti, si è adoperato per affrontare questo problema, anche creando una rete di punti di contatto per la mobilità militare a livello nazionale.
Affrontare tali sfide supera le capacità dei singoli Stati membri. Gli sforzi nazionali e le misure non vincolanti non sono all'altezza dell'urgenza e della chiarezza richieste da un panorama geopolitico volatile. Sono necessari progressi sostanziali per accelerare il ritmo e la portata della mobilità militare dell'UE.
Al fine di affrontare tali questioni sistemiche, l'UE necessita di un approccio unificato integrato nel più ampio acquis in materia di trasporti, adattato alle esigenze uniche delle operazioni militari. A tal fine, la Commissione e l'alta rappresentante propongono un pacchetto sulla mobilità militare.
Il pacchetto comprenderà un insieme unico di norme per le procedure di autorizzazione di trasporto militare transfrontaliero, compresi i nullaosta diplomatici e il trasporto di merci pericolose e di carichi militari fuori sagoma/con peso in eccesso, con termini di esecuzione ridotti e modelli standardizzati per le richieste e le notifiche. Allo stato attuale le autorizzazioni tra gli Stati membri devono essere rinnovate annualmente, mentre sono necessarie una prevedibilità e una stabilità maggiori. Questa nuova serie di norme garantirà che le autorizzazioni siano valide fino alla loro revoca e prevede la possibilità di ampliarne l'ambito di applicazione. Le norme e le procedure rafforzate per le autorizzazioni transfrontaliere mirano altresì a favorire i movimenti militari di alleati NATO non appartenenti all'UE, se pertinenti per la nostra sicurezza, e a garantire che gli interessi di sicurezza e di difesa dell'Unione e dei suoi Stati membri non siano violati.
Le forze armate necessitano di norme e tempistiche armonizzate per le modalità tecniche e operative dei trasporti (siano essi svolti impiegando i propri mezzi o ricorrendo a operatori civili), affinché vi sia chiarezza sulle rotte che possono percorrere, in particolare per le merci pericolose e i carichi eccezionali, e al tempo stesso flessibilità per adeguare il trasporto militare alla natura specifica di qualsiasi crisi. La Commissione e l'alta rappresentante incoraggiano gli Stati membri a collaborare al fine di pianificare le rotte, garantendo l'allineamento con i lavori del progetto PESCO "Rete di centri logistici in Europa e supporto alle operazioni" (NetLogHubs), che mira a migliorare la pianificazione e il coordinamento delle infrastrutture. Le norme armonizzate proposte dalla Commissione sosterranno tale coordinamento rafforzato e avanzato tra gli Stati membri e i soggetti pertinenti.
Al fine di semplificare il trasporto militare svolto da operatori civili ("flotta bianca") in linea con il trasporto militare effettuato da forze militari ("flotta verde"), la Commissione propone, nell'ambito del regolamento incluso nel presente pacchetto sulla mobilità militare, di esentare il trasporto militare da determinate norme civili, quali i divieti di circolazione durante i giorni festivi, e di includere la possibilità per gli Stati membri di sospendere l'applicazione delle norme sul cabotaggio in determinate situazioni.
L'attuazione nazionale divergente delle norme doganali dell'UE e l'uso insufficiente degli opportuni formulari per la dichiarazione in dogana (ossia il formulario UE 302 o il formulario NATO 302) da parte degli operatori creano ritardi evitabili nel trasporto di merci. I formulari UE e NATO 302, a seconda dei casi, dovrebbero essere utilizzati per impostazione predefinita dagli operatori (salvo il caso in cui le autorità militari vi rinuncino a favore delle formalità doganali abituali), al fine di razionalizzare il trasporto transfrontaliero e dare priorità ai controlli doganali, se del caso. Al fine di aumentare la certezza del diritto per quanto concerne l'uso e la gestione dei formulari 302, l'attuazione del nuovo codice doganale dell'Unione potrebbe specificare ulteriormente i requisiti in materia di dati e le formalità doganali pertinenti. Per rafforzare l'impatto di formalità doganali razionalizzate, le disposizioni pertinenti devono essere accompagnate da misure non vincolanti, quali la fornitura di orientamenti chiari nonché l'erogazione di formazione a favore degli operatori civili e delle autorità doganali e militari.
La digitalizzazione dei processi di mobilità militare contribuirà a garantire procedure rapide e un coordinamento migliore. È opportuno prevedere la creazione di uno strumento digitale unico volto a gestire i processi di mobilità militare transfrontaliera. Tale strumento gestirebbe i nullaosta diplomatici, traccerebbe le modalità di trasporto, includerebbe un formulario UE 302 digitalizzato e faciliterebbe lo scambio e la conservazione delle informazioni. Si tratta di un progetto significativo a lungo termine che deve essere realizzato progressivamente, integrando gli aspetti doganali e militari, e che mirerebbe a razionalizzare i processi, con modalità e specifiche tecniche da discutere con gli Stati membri. La Commissione ha sostenuto un progetto sulla digitalizzazione dei processi di mobilità militare nel contesto del Fondo europeo per la difesa che potrebbe eventualmente fungere da uno degli elementi costitutivi. Parallelamente, l'AED ha altresì portato avanti i lavori sulla digitalizzazione dei requisiti doganali per il trasporto militare. Nel contesto del prossimo QFP, la Commissione ha proposto una componente specifica sulla mobilità militare nell'ambito della proposta sul Fondo europeo per la competitività, che comprende attività relative alla digitalizzazione dei processi di mobilità militare.
Le norme proposte nel regolamento ridurranno i ritardi e i rischi operativi, allineandosi all'impegno dell'UE relativo al trattamento entro tre giorni delle richieste di trasporto militare transfrontaliero e migliorando la prontezza alla difesa consentendo movimenti transfrontalieri senza soluzione di continuità di personale e materiali militari. Il regolamento aumenterà la coerenza e ridurrà al minimo gli ostacoli burocratici che da tempo frenano la mobilità militare, e ciò avvicinerà l'UE a uno "spazio Schengen militare".
Nel 2026 la Commissione riesaminerà il regolamento sugli impianti di servizio ferroviario al fine di garantire che soddisfi le esigenze del trasporto militare, includendo nel contempo il contributo dello Stato maggiore dell'UE. Analogamente, nel 2026 la Commissione rivedrà il regolamento sui servizi aerei al fine di consentire una maggiore flessibilità nell'applicazione di restrizioni eccezionali al traffico aereo in modo da agevolare il trasporto militare in tempo di pace. Inoltre la Commissione, in cooperazione con l'AED, Eurocontrol in qualità di gestore di rete e l'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea (AESA), migliorerà il coordinamento civile-militare al fine di agevolare i voli militari transfrontalieri promuovendo una rete di aeroporti adeguati a duplice uso, punti di connettività transfrontaliera predefiniti e un'interfaccia digitale unica per le autorizzazioni. Ciò sarà sostenuto da una valutazione del regolamento sull'uso flessibile dello spazio aereo nel 2026.
Rafforzare la nostra difesa attraverso un quadro di emergenza per il trasporto militare transfrontaliero
Nelle crisi, in cui il tempo è un fattore fondamentale per qualsiasi risposta, l'Europa non può permettersi di reagire lentamente. In tali situazioni non possiamo fare affidamento su un coordinamento ad hoc e sulla buona volontà nazionale. Dobbiamo disporre di un piano chiaro e di una corsia privilegiata preparati per le nostre forze militari. In assenza di ciò, la nostra deterrenza rimane teorica.
Nel contesto del regolamento menzionato, la Commissione propone pertanto un quadro di emergenza per il trasporto militare transfrontaliero, il sistema europeo di risposta rafforzata per la mobilità militare (EMERS), che attiverà un quadro di risposta rafforzata e coordinata per il trasporto militare transfrontaliero in caso di emergenze nel contesto delle quali le procedure standard non sono sufficienti. Consentirà misure temporanee e straordinarie per garantire un potenziamento del trasporto militare transfrontaliero e l'accesso prioritario da parte delle forze armate alle infrastrutture, ai mezzi di trasporto e ai servizi essenziali. Comprenderà procedure e norme di regolamentazione unificate, deroghe ed esenzioni mirate, misure rafforzate di preparazione e solidarietà e una maggiore resilienza delle infrastrutture.
L'EMERS costituirà il quadro di emergenza dell'Unione per il trasporto militare, rafforzandone la capacità di rispondere in modo rapido ed efficace a situazioni urgenti e di ridurre al minimo le perturbazioni del traffico civile, contribuendo alla prontezza alla difesa qualora un aumento esistente o previsto del volume, della frequenza o della velocità del trasporto militare nell'Unione non possa essere conseguito nell'ambito delle normali norme dell'Unione in materia di trasporti o a causa della capacità della rete di trasporto dell'Unione. Tale quadro può essere attivato dal Consiglio entro 48 ore, su proposta della Commissione che agisce di propria iniziativa o su richiesta di almeno uno Stato membro. Ove possibile, la Commissione consulterà il gruppo "Trasporti per la mobilità militare" proposto nel regolamento.
Nel contesto di tale processo la Commissione, in cooperazione con l'alta rappresentante, si avvarrà di tutte le competenze disponibili e interagirà con la NATO attraverso formati concordati, informandola dell'attivazione, della proroga o della cessazione dell'applicazione dell'EMERS. Questo approccio collaborativo garantisce la coerenza e rafforza l'interoperabilità tra i meccanismi di risposta dell'UE e della NATO, sostenendo ulteriormente la prontezza dell'UE alla difesa.
Quando l'EMERS sarà attivato, si applicheranno norme speciali. Per il trasporto militare transfrontaliero sarà necessaria soltanto una notifica del movimento militare con un preavviso ridotto, il che permetterà di evitare le procedure standard, fatta eccezione per le formalità e le disposizioni doganali. Anche in caso di emergenza, le operazioni di trasporto militare devono essere pianificate in modo tale da garantire che i carichi fuori sagoma siano idonei alle infrastrutture, che le merci pericolose siano trasportate in sicurezza e che siano disponibili strutture atte a sostenere il trasporto su strada durante il tragitto. Tali disposizioni devono essere semplificate e messe a punto molto rapidamente, utilizzando, ove possibile, rotte prestabilite. L'accesso prioritario a livello di UE alle reti di trasporto, alle infrastrutture e ai servizi connessi sarà concesso a tutte le operazioni di trasporto militare, siano esse effettuate dalle forze armate o da loro contraenti (civili). Saranno inoltre previste deroghe relative alle norme sul cabotaggio, ai tempi di guida e ai periodi di riposo per il trasporto militare effettuato da operatori civili. Il trasporto militare sarà esentato dalle restrizioni alla circolazione basate sulle prestazioni ambientali dei veicoli o sul controllo della qualità dell'aria e del rumore messe in atto presso aeroporti e porti. I veicoli ferroviari possono operare in modo più flessibile, al di là della loro area d'uso autorizzata, e misure di protezione rafforzate salvaguarderanno le infrastrutture strategiche a duplice uso.
Il nuovo codice doganale dell'Unione proposto potrebbe inoltre introdurre procedure doganali più rapide e specifiche per le situazioni di crisi alle frontiere doganali dell'Unione. Al fine di sostenere l'applicazione di tali disposizioni doganali alle operazioni di trasporto militare, l'Autorità doganale dell'Unione europea, in consultazione con la Commissione, svilupperà protocolli e procedure specifici per accelerare le formalità doganali quando l'EMERS sarà attivato. La sua attivazione farà inoltre scattare il meccanismo di gestione delle crisi doganali nell'ambito del nuovo codice doganale dell'Unione, garantendo procedure semplificate in situazioni di emergenza. Anche la rapida circolazione delle forniture alimentari militari da paesi terzi è importante ai fini del sostentamento delle truppe e le norme dell'EMERS sosterranno tale processo.
Cambio di marcia sulle infrastrutture: rendere le infrastrutture di trasporto idonee al duplice uso
Sono necessari investimenti significativi a tutti i livelli al fine di adeguare le infrastrutture di trasporto europee alle norme in materia di duplice uso per finalità civili e militari. Dato che i convogli militari sono spesso di dimensioni ingenti e composti da veicoli fuori sagoma e con peso in eccesso, le nostre infrastrutture devono essere adattate a tale trasporto militare eccezionale, in particolare rafforzando e ampliando i ponti e le gallerie ferroviari e stradali e aumentando in modo significativo la capacità di trasporto, in particolare presso porti e aeroporti. Altrettanto fondamentali saranno la migrazione allo scartamento nominale standard europeo e altri miglioramenti tecnici atti a consentire un trasporto ferroviario agevole verso tutte le parti d'Europa, così come il rafforzamento della resilienza delle nostre infrastrutture di comunicazione e di approvvigionamento energetico.
In via principale, i quattro corridoi prioritari di mobilità militare dovrebbero essere ammodernati secondo le norme infrastrutturali stabilite dai requisiti militari del Consiglio al fine di creare una rete di mobilità militare resiliente e operativa. La spesa deve essere strategica, deve concentrarsi innanzitutto sui punti di strozzatura principali e basarsi su una valutazione della funzionalità dei corridoi.
A tal fine sono già stati individuati, insieme agli Stati membri, 500 progetti sui punti critici, con un fabbisogno di investimenti attualmente stimato a circa 100 miliardi di EUR per interventi urgenti sui quattro corridoi. Tali investimenti mirati e in particolare a breve termine porteranno a miglioramenti rapidi dei corridoi e devono essere attuati in via prioritaria per essere efficaci. Istituendo e dirigendo riunioni periodiche concernenti i corridoi, la Commissione, con il sostegno dell'alta rappresentante e in consultazione con la NATO, collaborerà con gli Stati membri, attraverso il comitato TEN-T 2 , al fine di garantire che tali investimenti critici siano effettuati rapidamente e secondo un approccio coordinato e coerente ai corridoi, garantendo una riserva solida e matura di progetti.
Al fine di sostenere tali investimenti, la proposta della Commissione relativa al prossimo QFP (2028-2034) promuove una decuplicazione del bilancio disponibile per la mobilità militare, con una dotazione proposta di 17,65 miliardi di EUR nell'ambito del futuro meccanismo per collegare l'Europa (MCE) per investimenti a favore di infrastrutture di trasporto a duplice uso della rete TEN-T. Le tratte nazionali TEN-T a duplice uso potrebbero essere integrate da investimenti nell'ambito dei piani di partenariato nazionale e regionale proposti. La Commissione ha inoltre proposto, come uno degli obiettivi generali del futuro Fondo europeo per la competitività, lo sviluppo delle infrastrutture transfrontaliere e critiche dell'Unione che risultano fondamentali per la competitività e l'indipendenza strategica dell'Unione, in particolare le infrastrutture dell'energia e dei trasporti, digitali e di sicurezza, spaziali e di difesa, nonché le infrastrutture sociali e i relativi dati e servizi. Lo strumento InvestEU del Fondo europeo per la competitività può sostenere ulteriormente gli investimenti nelle infrastrutture a duplice uso attraverso prestiti e garanzie. La proposta della Commissione sul QFP sottolinea inoltre che il prossimo programma quadro Orizzonte Europa può sostenere azioni a duplice uso, comprese quelle pertinenti per la mobilità militare.
L'adeguamento della rete di trasporto per la mobilità militare alle norme militari richiede inoltre un'accurata mappatura dello stato attuale delle infrastrutture di trasporto rispetto alle esigenze militari. Ciò garantirà che gli investimenti siano ben mirati e proporzionati alle esigenze reali. La Commissione accelererà gli studi in corso sullo stato di gallerie e ponti nell'UE e sulla disponibilità di capacità a duplice uso presso porti e aeroporti dell'UE. Inoltre, nel 2026 la Commissione, con il sostegno dell'alta rappresentante, dell'Agenzia dell'Unione europea per le ferrovie e dei gestori dell'infrastruttura ferroviaria, riesaminerà le limitazioni fisiche dell'infrastruttura ferroviaria sui corridoi prioritari di mobilità militare al fine di facilitare il trasporto di carichi fuori sagoma/con peso in eccesso.
Più in generale, l'alta rappresentante 3 , sostenuta dalla Commissione e in stretta cooperazione con le pertinenti agenzie europee dei trasporti e l'AED, nonché in consultazione con la NATO, riesaminerà le norme relative alle infrastrutture di trasporto contenute nei requisiti militari del Consiglio e allineerà il più possibile i requisiti tecnici dell'UE in materia di trasporto.
A integrazione di tali sforzi, la Commissione collaborerà con l'alta rappresentante e i portatori di interessi dell'industria al fine di ottimizzare la progettazione dei prodotti e le dimensioni dei veicoli e dei materiali militari, in particolare per trasportarli più facilmente, alla luce delle limitazioni presenti nella rete di trasporto, e utilizzerà i suoi strumenti finanziari e di appalto congiunto per sostenere l'attuazione di tali norme migliorate in materia di progettazione dei prodotti.
Migliorare la resilienza delle nostre infrastrutture
Al fine di consentire e sostenere una mobilità militare senza soluzione di continuità, la rete di trasporto europea e i suoi mezzi devono essere resilienti e operativi. La nostra infrastruttura deve essere protetta, in quanto non solo costituisce la base stessa del funzionamento del nostro mercato interno, ma è anche essenziale per la nostra deterrenza, la nostra sicurezza e la nostra difesa. I singoli impatti sui nodi infrastrutturali critici possono avere effetti diffusi sulla rete nel suo complesso. Di conseguenza è necessario un approccio multirischio per proteggere la rete.
Sebbene la direttiva sulla resilienza dei soggetti critici 4 stabilisca requisiti armonizzati per rafforzare la resilienza dei soggetti critici nell'UE, le infrastrutture fondamentali per la mobilità militare richiedono una salvaguardia specifica. Al fine di proteggerle ulteriormente, la Commissione propone di istituire un processo che consenta agli Stati membri di individuare le infrastrutture strategiche a duplice uso. Sulla base di un pacchetto condiviso di misure di resilienza e di protezione che vanno al di là degli strumenti previsti dalla direttiva sulla resilienza dei soggetti critici, gli Stati membri saranno in grado di garantire che le infrastrutture strategiche di trasporto, energetiche e di comunicazione siano resilienti in relazione a tutti i pericoli e rimangano operative. Come annunciato nel Libro bianco sulla prontezza alla difesa, in tale contesto figurano misure più incisive atte ad attenuare i rischi associati alla proprietà o al controllo da parte di soggetti stranieri di infrastrutture strategiche a duplice uso, nonché la possibilità per gli Stati membri di assumere temporaneamente il controllo di infrastrutture, attrezzature e mezzi importanti.
È essenziale proteggere le reti infrastrutturali interconnesse che si trovano ad affrontare rischi crescenti derivanti da attacchi informatici e minacce ibride. I recenti incidenti, quali gli attacchi ibridi ai danni di aeroporti centrali in Germania e Danimarca e del sistema ferroviario in Francia, hanno sottolineato l'importanza della politica unificata dell'UE volta a rafforzare la resilienza e una conoscenza situazionale civile-militare condivisa. Una manutenzione e un ammodernamento insufficienti dei sistemi infrastrutturali aumentano i rischi, consentendo ad attori informatici malintenzionati di perturbare a distanza la sicurezza dei treni, mentre il settore marittimo si trova sempre più spesso ad affrontare attacchi informatici, il che mette a repentaglio le catene di approvvigionamento e le operazioni portuali. Le comunicazioni satellitari controllate dall'UE sono fondamentali per la fornitura di comunicazioni governative sicure e per il coordinamento militare in tempo reale in caso di mancato funzionamento delle reti terrestri. Anche le risorse marittime possono contribuire alla protezione delle infrastrutture critiche. È importante garantire che i soggetti che gestiscono infrastrutture strategiche a duplice uso adottino le misure di cibersicurezza delineate dalla direttiva NIS 2.
La dipendenza eccessiva da fornitori ad alto rischio aumenta ulteriormente l'esposizione ai rischi, il che evidenzia la necessità di diversificare l'approvvigionamento dei componenti delle infrastrutture al fine di evitare di creare superfici di attacco uniformi per incidenti informatici su vasta scala. La revisione imminente del regolamento sulla cibersicurezza contribuirà a rafforzare la ciberresilienza delle catene di approvvigionamento delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione in Europa. Inoltre, al fine di contrastare la minaccia delle interferenze radio, la Commissione, assistita dall'AESA, dallo Stato maggiore dell'UE e dall'AED, valuterà la necessità di aggiornare la pertinente legislazione dell'UE al fine di rafforzare la resilienza dei sistemi di traffico aereo, compresi i sistemi di comunicazione, navigazione e sorveglianza, nei confronti di interferenze illecite. Oltre a ciò, la Commissione, con il sostegno dell'ERA, si adopererà per rafforzare la solidità del sistema di gestione del traffico ferroviario in modo armonizzato al fine di garantire la continuità delle operazioni in caso di sabotaggio o altri guasti del sistema. Entro il 2029 saranno messi in atto processi coordinati per lo svolgimento di prove di stress volti a facilitare tale processo.
Infine, la mobilità militare in Europa dipende fortemente da un accesso affidabile ai combustibili liquidi e alle infrastrutture energetiche, ma il calo previsto della domanda civile di combustibili fossili e la chiusura delle raffinerie stanno creando nuovi rischi e nuove dipendenze dalle importazioni. L'UE sta affrontando le strozzature nell'approvvigionamento energetico. Come annunciato nel piano d'azione per un'energia a prezzi accessibili, la Commissione riesaminerà il quadro per la sicurezza energetica, compresa la direttiva sulle scorte petrolifere, al fine di valutare gli adeguamenti per i combustibili sostenibili, attenuare i rischi emergenti e migliorare la preparazione alla mobilità militare attraverso una maggiore resilienza energetica. L'UE e la NATO stanno collaborando strettamente per esplorare le sinergie tra i settori civile e militare nell'approvvigionamento di combustibili, individuare le future traiettorie dei combustibili, mappare le catene di approvvigionamento e garantire l'accesso a scorte di combustibili in situazioni di emergenza.
A integrazione di ciò, gli sforzi dell'UE volti a promuovere la produzione e l'uso di carburanti sostenibili per l'aviazione (SAF) e di combustibili per uso marittimo sostenibili (SMF) rappresentano un'opportunità significativa per rafforzare la sicurezza energetica tanto per le forze armate degli Stati membri quanto per il settore civile. La Commissione promuoverà un aumento della produzione di SAF e di SMF, anche in termini di capacità di produzione distribuite, se possibile, al fine di migliorare la resilienza e la sicurezza energetica. Il piano di investimenti per i trasporti sostenibili, di recente adozione, svolgerà un ruolo importante nel sostenere ulteriormente l'espansione dei SAF e degli SMF.
Migliorare la preparazione, la solidarietà e la disponibilità di capacità di trasporto per la mobilità militare
Nel contesto di una crisi europea, un singolo Stato membro non può muoversi da solo. Quando gli Stati membri si trovano ad affrontare carenze in termini di capacità di trasporto, la loro capacità di azione risulta ostacolata. In caso di scarsa disponibilità di capacità di trasporto, sono necessari meccanismi di solidarietà a livello di Unione, una condivisione dei mezzi dell'UE e la garanzia di sapere quali capacità di trasporto a duplice uso sono disponibili in tutta l'Unione.
L'AED sta attualmente lavorando per individuare le carenze di capacità nel settore dei trasporti ferroviari e per vie navigabili interne. Sulla base di queste conoscenze possiamo adottare misure concrete volte a colmare le lacune.
Diversi Stati membri hanno attuato con successo iniziative di "messa in comune e condivisione" per le capacità di trasporto e logistiche, in particolare nel settore del trasporto aereo strategico, del trasporto terrestre di superficie e del trasporto marittimo. Tuttavia tali iniziative sono frammentate e limitate.
Su queste basi, la Commissione propone di istituire una "riserva di solidarietà per la mobilità militare", che riguarderà capacità di trasporto in tutti i modi di trasporto e mirerà a rendere tali capacità accessibili a tutti gli Stati membri. La Commissione, con il sostegno dell'alta rappresentante e in consultazione con gli Stati membri, stabilirà il modo più adatto per rendere operativa, gestire e coordinare la riserva. La Commissione, sotto la guida del gruppo "Trasporti per la mobilità militare", mirerà a individuare i tipi di capacità di trasporto da mettere in comune e a garantirne l'interoperabilità.
Nel contesto di questa iniziativa, gli Stati membri potranno registrare volontariamente le proprie capacità di trasporto militare e quelle appaltate a operatori civili. Le capacità registrate saranno messe a disposizione di tutti gli Stati membri, rafforzandone la capacità di condurre operazioni di trasporto militare. Inoltre l'Unione sarà in grado di registrare ulteriori capacità di trasporto e logistiche nel contesto della riserva e di includere le capacità appaltate. A integrazione di questa iniziativa nel quadro del regolamento incluso nel pacchetto, una riserva strategica di trasporto consentirà agli operatori civili di accantonare capacità di trasporto (in particolare per il trasporto aereo e marittimo) per l'uso da parte dell'UE o degli Stati membri in situazioni eccezionali.
Al fine di ampliare le capacità esistenti e incentivare la condivisione e la messa in comune di capacità, la Commissione dovrebbe inoltre sostenere l'acquisizione di nuove capacità di trasporto e logistiche per la mobilità militare e aiutare gli Stati membri a condividere l'onere dei costi di dispiegamento, delle spese di manutenzione e dei costi di formazione del personale connessi alla riserva. Inoltre, nel contesto del prossimo QFP, la Commissione ha proposto, nell'ambito del Fondo europeo per la competitività, la possibilità di incentivare in particolare l'appalto di attrezzature di trasporto e logistiche e di aiutare gli Stati membri ad accedervi.
Oltre a ciò, consentiremo alle nostre forze armate di avere una visione più completa delle capacità di trasporto civile esistenti, in modo da migliorare la loro pianificazione ed esecuzione della mobilità militare. La Commissione richiederà agli Stati membri di concedere alle loro forze armate l'accesso ai registri esistenti dei veicoli e degli aeromobili e stabilirà inoltre nuove norme per individuare meglio i veicoli ferroviari a duplice uso. La Commissione prenderà in considerazione ulteriori misure volte a garantire una panoramica completa a livello di UE delle risorse e delle competenze disponibili.
La Commissione e l'alta rappresentante proporranno inoltre la creazione di un "catalogo della mobilità militare", nel contesto del quale le imprese europee potranno mostrare le loro capacità e i loro servizi pertinenti per il trasporto militare, fornendo alle nostre forze armate una panoramica chiara dei servizi europei che queste ultime potrebbero utilizzare.
A causa della scarsità di capacità, uno Stato membro può finire per preappaltare capacità già prenotate da un altro Stato membro. Al fine di affrontare i rischi associati a tale possibile doppia prenotazione, proponiamo che gli operatori civili siano tenuti a tenere informati gli Stati membri in merito a tali casi. Per essere pronti ad affrontare le situazioni più estreme, tutti gli Stati membri dovrebbero disporre di un quadro per l'assunzione temporanea del controllo delle attrezzature necessarie per le operazioni di trasporto militare, anche al fine di fornire assistenza ad altri Stati membri.
La crescente domanda di trasporto militare e di produzione di materiali per la difesa potrebbe mettere a dura prova le capacità a duplice uso esistenti, mettendo a rischio la consegna tempestiva e l'efficacia del trasporto militare. Nell'ambito del prossimo QFP la Commissione ha proposto la possibilità di sostenere l'espansione delle capacità industriali per la produzione di attrezzature per la mobilità militare, nonché la formazione, la riqualificazione e il miglioramento delle competenze del personale al fine di accrescere la disponibilità di personale qualificato per il trasporto di prodotti per la difesa.
Inoltre la fabbricazione di un maggior numero di mezzi di trasporto sulla base di un approccio di "duplice uso fin dalla progettazione", sostenuto dallo sviluppo di norme in materia di duplice uso idonee ad applicazioni militari e civili e dalla semplificazione delle procedure di certificazione, costituisce un altro modo per aumentare la disponibilità di mezzi di trasporto per le forze armate. In complementarità con il regolamento, la Commissione, in cooperazione con l'AED, incaricherà le proprie agenzie competenti (AESA, EMSA ed ERA) e le organizzazioni europee di normazione di elaborare norme in materia di duplice uso per i mezzi di trasporto critici per la mobilità militare, in modo da garantire la coerenza con le norme della NATO per i mezzi di trasporto e requisiti aggiornati per le infrastrutture a duplice uso. Ciò garantirà l'interoperabilità e la coerenza a livello di UE con le priorità dell'UE in materia di capacità di difesa.
Alla luce del ruolo accresciuto dei droni, sosterremo la creazione di una rete dell'UE di centri di prova dei droni a uso civile e di difesa al fine di stimolare l'innovazione, facendo leva sulle iniziative dell'UE in corso, quali quelle delineate nell'ambito della strategia europea per le infrastrutture di ricerca e tecnologia. Sarà inoltre sviluppato un quadro comune per i droni al fine di integrarli nello spazio aereo e garantire operazioni civili e militari attraverso norme e procedure comuni. La Commissione ha compiuto progressi significativi nell'attuazione delle azioni illustrate nella comunicazione del 2023 sul contrasto alle minacce poste dai droni 5 . Creeremo inoltre un quadro normativo europeo per le tecnologie di contrasto dei sistemi aeromobili senza equipaggio (UAS), lavoreremo alla definizione di una metodologia volta a valutare l'affidabilità dei sistemi di droni basati sull'intelligenza artificiale e svilupperemo un quadro di certificazione armonizzato per i droni di grandi dimensioni modificando il regolamento di base dell'AESA.
La Commissione propone altresì una modifica del regolamento di base dell'AESA al fine di rispondere alla necessità di introdurre la possibilità, per gli Stati membri o l'AESA, di istituire spazi di sperimentazione normativa al fine di consentire la progettazione, lo sviluppo e la sperimentazione di prodotti aeronautici innovativi in condizioni reali. In assenza di tali opportunità, lo sviluppo e la fabbricazione di tali prodotti nell'UE saranno gravemente ostacolati o rallentati, costringendo l'Unione a dipendere da fornitori di paesi terzi.
Uno dei problemi è la necessità urgente di affrontare la questione della certificazione dei materiali, in particolare dei droni di dimensioni maggiori per operazioni che presentano il livello di rischio più elevato. L'AESA e le autorità dell'aviazione militare degli Stati membri dovrebbero collaborare ai fini della definizione dei requisiti corrispondenti.
Garantire un coordinamento efficace e un approccio esteso a tutta l'amministrazione con una governance solida
Una governance, un coordinamento e una sorveglianza adeguati sono indispensabili al fine di garantire che, quando l'Europa si muove, lo faccia come un soggetto unico. Le minacce che ci troviamo ad affrontare sono collettive e tale deve essere la nostra risposta. La mobilità militare non riguarda soltanto i trasporti, ma anche la capacità di azione dell'UE.
Un approccio esteso a tutta l'amministrazione costituisce un fattore essenziale per un'attuazione efficace delle misure incluse nella proposta della Commissione relativa a un quadro unico per la mobilità militare.
La Commissione propone l'istituzione di un gruppo "Trasporti per la mobilità militare" al fine di facilitare il coordinamento e la direzione degli sforzi degli Stati membri nonché di assistere la Commissione nell'attuazione di varie misure a norma del regolamento incluso nel pacchetto. Tale gruppo riunirà gli Stati membri, il servizio europeo per l'azione esterna (SEAE), compreso lo Stato maggiore dell'UE, e l'AED, e sarà presieduto dalla Commissione.
Nell'attuazione delle disposizioni relative alla rete e ai corridoi di trasporto a duplice uso per la mobilità militare, nonché nell'individuazione delle infrastrutture strategiche di trasporto a duplice uso, la Commissione sarà sostenuta dal comitato TEN-T e dallo Stato maggiore dell'UE.
Il coordinamento del trasporto militare a livello nazionale avviene attualmente su base ad hoc. Ciascuno Stato membro sarà tenuto a designare un "coordinatore nazionale per il trasporto militare". A tale coordinatore spetterà la responsabilità di garantire un coordinamento interno e una cooperazione senza soluzione di continuità tra tutti i portatori di interessi pertinenti a livello nazionale, regionale e locale coinvolti nelle operazioni di trasporto militare, in particolare durante l'attivazione dell'EMERS. Tale coordinatore disporrà inoltre delle competenze tecniche e della capacità amministrativa necessarie per fornire assistenza ai portatori di interessi nell'applicazione delle formalità doganali.
Al fine di garantire la prontezza dell'Unione, la Commissione propone una valutazione periodica attraverso un "controllo della prontezza dei trasporti militari" su base annuale e prevede la possibilità di organizzare "prove di stress", incentrate su questioni specifiche quali le formalità doganali o l'interazione tra la protezione civile e la mobilità militare, al fine di individuare i settori da migliorare nonché di potenziare l'efficacia complessiva. Le prime prove di stress si concentreranno sulla necessità di garantire movimenti rapidi di assistenza militare verso l'Ucraina e le frontiere orientali dell'Unione.
Vi sono filoni di attività nel contesto della mobilità militare che non rientrano nell'ambito di applicazione del regolamento proposto, compreso l'intenso lavoro svolto finora dall'UE e dagli Stati membri in materia di mobilità militare, in particolare nell'ambito della PESCO e dell'AED. La Commissione e l'alta rappresentante/vicepresidente adotteranno ulteriori misure volte a rafforzare tali attività, anche per quanto riguarda il coordinamento, e nel pieno rispetto dei trattati e della legislazione dell'UE applicabile.
Approfondire i partenariati esistenti
L'UE continuerà a rafforzare e ampliare ulteriormente i partenariati reciprocamente vantaggiosi con partner che condividono gli stessi principi, sulla base di valori e interessi condivisi, attraverso partenariati in materia di sicurezza e difesa, che spesso riguardano la PESCO, l'AED e altri quadri relativi alla difesa. L'UE rafforzerà l'impegno attraverso i progetti PESCO "Mobilità militare" e "NetLogHubs" con i partner bilaterali pertinenti.
L'UE cercherà inoltre di intensificare la cooperazione "faro" con la NATO in materia di mobilità militare, in linea con i principi guida concordati tra l'UE e la NATO, nel rispetto delle prerogative e delle competenze degli Stati membri. Nel complesso, le relazioni con la NATO in materia di mobilità militare devono essere rafforzate e avere un impatto reciprocamente vantaggioso e trasformativo per gli Stati membri e gli alleati NATO non appartenenti all'UE. Al fine di promuovere lo scambio di informazioni, saranno incoraggiati inviti reciproci alle riunioni dei gruppi di lavoro per fornire briefing incrociati, con particolare interesse per le riunioni logistiche dell'AED e della NATO. L'UE inviterà la NATO a partecipare a esercitazioni a tavolino (TTX) sulla mobilità militare, a condizione che sia rispettato il principio di reciprocità. Come osservato, l'UE aggiornerà i suoi orientamenti sull'uso dei formulari UE e NATO 302.
È inoltre essenziale per gli interessi di sicurezza dell'UE che le disposizioni del regolamento siano applicate nei paesi in via di adesione, in particolare in Ucraina e Moldova. In tale contesto si dovrebbe tenere conto del tasso di allineamento alla politica estera e di sicurezza comune dei paesi in via di adesione.
Il regolamento offrirà vantaggi sostanziali all'Ucraina. A tal fine migliorerà le infrastrutture di trasporto a duplice uso, razionalizzerà le norme per il trasporto di materiali militari e le procedure di attraversamento delle frontiere in tutta Europa. Le misure in questione sosterrebbero una circolazione più rapida dell'assistenza militare verso l'Ucraina e le frontiere orientali dell'Unione. Tali sforzi, nel loro insieme, potrebbero contribuire a rafforzare la resilienza dei collegamenti logistici dell'Ucraina con l'Unione e contribuire a obiettivi di più ampio respiro in materia di rafforzamento della sicurezza e della difesa europee.
La guerra condotta dalla Russia contro l'Ucraina fornisce insegnamenti preziosi per l'UE, gli Stati membri e i partner in materia di mobilità militare. Il gruppo "Trasporti per la mobilità militare" può invitare l'Ucraina, la Moldova e i paesi dello Spazio economico europeo in qualità di osservatori, al fine di attingere alla loro preziosa esperienza nel settore militare e preparare l'Ucraina alla sua futura adesione all'UE. La cooperazione pubblico-privato e l'interazione civile-militare sono fondamentali per consentire una mobilità militare efficace attraverso l'approccio esteso a tutta la società e a tutta l'amministrazione, come previsto nella strategia per l'Unione della preparazione. Il rafforzamento della collaborazione attraverso lo sviluppo di capacità, una comunicazione efficace, la pianificazione della preparazione e della resilienza e il coinvolgimento attivo nelle esercitazioni può migliorare in modo significativo la prontezza e il coordinamento. Garantire una maggiore consapevolezza e un maggiore contributo degli operatori e delle autorità civili può armonizzare i movimenti transfrontalieri e le procedure per la mobilità militare.
Esercitazioni
Le esercitazioni e le prove rafforzeranno la mobilità militare dell'UE individuando settori di miglioramento a livello operativo, giuridico e infrastrutturale. Le esercitazioni convalideranno le procedure, miglioreranno il coordinamento tra gli Stati membri, rafforzeranno l'interoperabilità con i partner e genereranno insegnamenti per orientare le politiche, la pianificazione e gli investimenti. Attraverso esercitazioni reali saranno individuate potenziali vulnerabilità nel processo logistico e conseguentemente saranno proposte soluzioni per affrontare tali ostacoli. Tali simulazioni metteranno alla prova la conformità dei corridoi prioritari rispetto alle norme militari fondamentali per le infrastrutture di trasporto.
A partire dal 2026 l'UE, unitamente agli Stati membri, condurrà esercitazioni annuali di mobilità militare, che si concretizzeranno in esercitazioni militari dell'UE (MILEX), esercitazioni dal posto di comando (CPX) ed esercitazioni militari reali (LIVEX), collegate alla capacità di dispiegamento rapido, nonché nella partecipazione ad esercitazioni multinazionali, anche attraverso esercitazioni parallele e coordinate organizzate dall'UE e dalla NATO.
Conclusioni
Le minacce che ci troviamo ad affrontare sono condivise e tale deve essere la nostra risposta. Il pacchetto in questione segna un passo decisivo verso l'eliminazione dei rimanenti ostacoli alla mobilità militare. Rispecchia la nostra ambizione collettiva di rispondere più rapidamente e proteggere meglio i nostri cittadini in tutto il continente. Con il presente pacchetto intendiamo allineare gli sforzi di mobilità militare a livello nazionale e di UE al fine di realizzare progressivamente uno spazio di mobilità militare a livello di UE.
È giunto il momento di agire con decisione. La creazione di uno spazio di mobilità militare a livello di UE non è più un'opzione, è piuttosto una necessità. Sono in gioco la nostra pace e la nostra sicurezza.
Il Consiglio e il Parlamento europeo sono invitati a sostenere gli ambiziosi obiettivi fissati nella presente comunicazione congiunta e a collaborare alla loro realizzazione. L'attuazione del pacchetto sarà monitorata attentamente, con aggiornamenti periodici condivisi tanto con il Consiglio quanto con il Parlamento europeo al fine di garantire progressi.
La Commissione europea e l'alta rappresentante invitano il Consiglio europeo ad approvare il quadro presentato e a monitorare i progressi compiuti.
Il terzo e ultimo invito a presentare proposte, del valore di 807 milioni di EUR, per progetti relativi a infrastrutture di trasporto a duplice uso ha registrato un tasso di partecipazione eccedente pari a 4,7: 22 Stati membri hanno presentato domanda per 112 progetti (per un cofinanziamento dell'UE totale richiesto pari a 3,7 miliardi di EUR).
Come stabilito conformemente all'articolo 61 del regolamento (UE) 2024/1679.
Compreso lo Stato maggiore dell'Unione europea.
Direttiva (UE) 2022/2557 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 dicembre 2022, relativa alla resilienza dei soggetti critici e che abroga la direttiva 2008/114/CE del Consiglio.
Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo sul contrasto alle potenziali minacce poste dai droni (COM(2023) 659 final).