Bruxelles, 16.10.2025

JOIN(2025) 26 final

COMUNICAZIONE CONGIUNTA AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

Patto per il Mediterraneo


Un unico mare, un patto, un futuro unito


1.INTRODUZIONE

Insieme, l'Unione europea (UE) e i partner del Mediterraneo meridionale 1 condividono uno spazio di opportunità, sfide e responsabilità comuni: lo spazio mediterraneo comune. Lavoriamo in partenariato per un Mediterraneo stabile e prospero.

La creazione di uno spazio comune di pace e prosperità nella regione mediterranea è per l'Unione europea un obiettivo strategico sin dall'avvio del processo di Barcellona 2 nel 1995. Sulla base di una serie esistente di istituzioni e formati di cooperazione, nel 2021 l'Agenda per il Mediterraneo e il collegato piano economico e d'investimento 3 hanno impresso un ulteriore impulso, mobilitando complessivamente un finanziamento dell'UE per il vicinato meridionale nell'ambito del piano economico e d'investimento pari a circa 6 miliardi di EUR, stimolando così investimenti in diversi progetti faro concreti per circa 27 miliardi di EUR.

La nomina del primo commissario europeo per il Mediterraneo, che lavora in stretta collaborazione con l'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, sottolinea l'intenzione dell'UE di cambiare passo e adottare un approccio più mirato nei confronti del Mediterraneo.

Il patto per il Mediterraneo ("patto") rispecchia questa ambizione strategica. L'intento è rafforzare questo rapporto e conseguire una maggiore integrazione nello spazio mediterraneo comune. L'obiettivo del patto è determinare un cambiamento di paradigma, necessario per concretare tutte le potenzialità del partenariato e collaborare sulla base dei principi di cotitolarità, cocreazione e responsabilità condivisa.

La regione mediterranea si trova al crocevia di tre continenti – Europa, Africa e Asia – e costituisce un ponte essenziale per il partenariato economico, gli scambi culturali e il dialogo tra queste diverse regioni. L'attuale contesto geopolitico globale e regionale richiede relazioni politiche più strette e un partenariato rafforzato. In particolare gli effetti della guerra a Gaza si ripercuotono su tutto il Medio Oriente e oltre, con conseguente aumento dell'insicurezza e dell'instabilità. Il recente accordo sulla fine del conflitto di Gaza rappresenta una pietra miliare di portata storica e offre a Israele, alla Palestina e all'intera regione la possibilità di tracciare un percorso politico credibile verso una pace e una sicurezza durature, sulla base della soluzione dei due Stati. Sebbene la sua priorità immediata sia garantire che a Gaza giungano aiuti umanitari sufficienti, l'UE contribuirà anche fornendo sostegno alla governance e alla riforma dell'Autorità palestinese, finanziando la ricostruzione di Gaza, anche attraverso la convocazione del gruppo di donatori per la Palestina, e rafforzando la presenza delle sue missioni della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC).

I recenti conflitti e disordini, che hanno interessato anche il Libano, la Siria, lo Yemen e l'Iran, hanno ulteriormente inasprito le tensioni, incidendo sulla sicurezza marittima e sul commercio internazionale. La regione mediterranea si ritrova inoltre ad affrontare la minaccia di effetti di ricaduta derivanti dall'insicurezza e dall'instabilità in Africa, in particolare nella regione limitrofa del Sahel che riveste importanza strategica per i paesi nordafricani. Sulla regione incide anche la guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina, in particolare per quanto riguarda la sicurezza alimentare.

Il patto offre l'occasione di ridefinire le relazioni fondamentali nell'area e sottolineare il comune impegno a favore della pace, della sicurezza e dell'ordine internazionale multilaterale basato su regole, inviando un chiaro segnale politico di partenariato sulla scena mondiale.

Il patto istituirà un quadro pratico di cooperazione che coniughi un forte impegno politico con un approccio "dal basso" attraverso l'attuazione di iniziative comuni in settori strategici prioritari di reciproco interesse. Tali iniziative possono produrre risultati tangibili per le persone di tutte le età, in particolare i giovani, le donne, le piccole imprese e gli imprenditori. Il patto promuoverà la cooperazione tra il livello regionale e quello locale nello spazio mediterraneo comune. La trasformazione sociale ed economica in corso nella regione offre numerose possibilità di cooperazione che possono andare a vantaggio delle persone. Allo stesso tempo affrontare insieme le sfide in materia di clima, ambiente e sicurezza può contribuire a costruire e rafforzare ulteriormente la resilienza della regione, riorientando nel contempo il partenariato verso le industrie del futuro. Il patto offre la possibilità d'indirizzare il lavoro verso settori che possono avere un impatto duraturo e trasformativo sull'intera regione e a livello mondiale.

Il patto scaturisce da un ampio processo di consultazione con i 10 partner del Mediterraneo meridionale, gli Stati membri dell'UE, il Parlamento europeo, il Comitato economico e sociale europeo, il Comitato delle regioni, i paesi terzi vicini, le agenzie delle Nazioni Unite e altre organizzazioni internazionali. Data la sua composizione unica come organizzazione intergovernativa di cui fanno parte tutti i partner dell'UE e del Mediterraneo meridionale, l'Unione per il Mediterraneo (UpM) è stata coinvolta attivamente. Nelle consultazioni ha svolto un ruolo importante anche la Fondazione Anna Lindh (ALF).

Sono state condotte consultazioni anche con un'ampia gamma di portatori di interessi in rappresentanza delle diverse componenti della società civile, tra cui attori economici, culturali e sociali, esponenti del mondo accademico e gruppi di riflessione. Particolare attenzione è stata prestata alla dimensione regionale e a quella locale, anche alla luce del fatto che saranno determinanti per l'attuazione del patto. I giovani sono stati coinvolti attivamente nelle consultazioni attraverso una serie di eventi, in particolare il dialogo euromediterraneo con i giovani.

I risultati di tali consultazioni sono stati discussi nell'ambito della riunione ministeriale UE‑vicinato meridionale del 14 luglio 2025, in cui i 10 partner del Mediterraneo meridionale e gli Stati membri dell'UE hanno confermato l'intenzione di collaborare in modo pragmatico nelle iniziative e nelle azioni concrete del futuro patto.

Nel corso del tempo il patto potrà anche allargare l'ambito di applicazione oltre il Mediterraneo meridionale, sfruttando le sinergie con altre iniziative dell'UE. Se del caso, sarà esaminata e incoraggiata la partecipazione ad azioni di reciproco interesse strategico per i partner del Golfo, i paesi vicini dell'Africa subsahariana, in particolare la Mauritania e il Senegal e la Turchia, così come per i partner dei Balcani occidentali e il Mar Nero 4 .
Proseguirà inoltre la cooperazione con le organizzazioni regionali, ossia l'Unione africana, la Lega degli Stati arabi e il Consiglio di cooperazione del Golfo.

Il patto sosterrà l'ulteriore intensificazione della cooperazione triangolare, in particolare con i partner del Golfo. Si tratta di un aspetto di fondamentale importanza, in quanto tali paesi rappresentano un importante ponte tra l'Europa, l'Asia e l'Africa e possono svolgere un ruolo rilevante per il superamento delle sfide politiche, economiche, umanitarie e di sviluppo nel Mediterraneo meridionale, e in particolare in Medio Oriente. Molti settori prioritari del patto sono in linea con le priorità della comunicazione congiunta dell'UE su un partenariato strategico con il Golfo 5 , in particolare per quanto riguarda la transizione verde, gli scambi commerciali, i trasporti, la stabilità regionale e la sicurezza globale.

2.I TRE PILASTRI DEL PATTO

Il patto segna l'inizio di un processo, di natura aperta, che crea un quadro pratico per la cooperazione, strutturato intorno ai tre pilastri qui indicati.     

I.Persone come forza trainante del cambiamento, delle connessioni e dell'innovazione

II.Economie più forti, più sostenibili e integrate

III.Sicurezza, preparazione e gestione della migrazione

I tre pilastri sono strettamente interconnessi. Ciascuno comprende sia una prima serie di iniziative nuove e attuabili sia proposte per potenziare le azioni esistenti che possono avere un impatto trasformativo e apportare un valore aggiunto. Il patto si basa sul principio di flessibilità, che consentirà una partecipazione variabile dei partner all'attuazione delle varie iniziative.

Il patto si baserà sulle iniziative esistenti, tra cui il piano economico e d'investimento, gli accordi di associazione, le priorità di partenariato, i partenariati strategici e globali e altri quadri di cooperazione regionale, così come sulle strategie nazionali degli Stati membri 6 .

Per sostenere l'attuazione del patto, che è in linea con le priorità dell'NDICI-Europa globale 7 , del Global Gateway e della futura Europa globale, saranno mobilitati tutti gli opportuni strumenti finanziari dell'UE 8 . Al fine di massimizzare l'impatto e le sinergie delle azioni, si chiederà il contributo degli Stati membri dell'UE e dei partner del Mediterraneo meridionale. Nell'ambito di un approccio Team Europa si farà ricorso alle istituzioni finanziarie degli Stati membri dell'UE, alle istituzioni finanziarie internazionali (IFI) 9 e ai finanziamenti del settore privato, al fine di creare possibilità per i cittadini e le imprese.

L'UE e i partner del Mediterraneo meridionale si adopereranno per affermare i diritti umani, il buon governo e le libertà fondamentali, in linea con l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile; promuovendo nel contempo la parità di genere, la non discriminazione e i diritti delle persone con disabilità. Ciò costituirà la base su cui poggerà l'attuazione delle iniziative e rappresenta un elemento essenziale per mantenere una società civile dinamica e promuovere un contesto imprenditoriale più sano e più favorevole.    

I.Persone come forza trainante del cambiamento, delle connessioni e dell'innovazione

Lo spazio mediterraneo comune inizia da chi lo abita: è uno spazio culturale, storico e umano condiviso. Creando connessioni tra le persone si costruiscono ponti che promuovono la comprensione reciproca e offrono possibilità di crescita e sviluppo, apportando stabilità e mettendo in evidenza i vantaggi della collaborazione.

Mentre l'UE registra tendenze demografiche in calo a causa della combinazione di un'elevata aspettativa di vita e tassi di natalità in diminuzione, la parte meridionale della regione mediterranea deve far fronte a pressioni sociali, economiche e demografiche. Il patto offre la possibilità d'investire nell'istruzione, nelle competenze, nella migrazione circolare e nei mezzi di sostentamento 10 . L'istruzione produce un effetto evidente e comprovato sullo sviluppo e sulla crescita economica. Sebbene i giovani del Mediterraneo meridionale dimostrino un grande interesse verso l'istruzione superiore e la formazione professionale, i tassi di laurea più bassi 11 , il riconoscimento disomogeneo dei titoli di studio e una mobilità limitata e gli scarsi sbocchi professionali e imprenditoriali li ostacolano nell'accesso a un'occupazione dignitosa nei mercati del lavoro nazionali, regionali e internazionali 12 .

Investendo nelle persone e sostenendone le scelte in materia di apprendimento, crescita e mobilità, il patto contribuirà a rafforzare i legami culturali, accademici, sociali ed economici, rendendo ancora più forte e più resiliente la cooperazione tra l'UE e il Mediterraneo meridionale.

I.1.    Istruzione superiore, formazione professionale, sviluppo delle competenze, ricerca e innovazione

In linea con l'Unione delle competenze 13 , il patto sosterrà lo sviluppo delle competenze e l'accesso ai mercati del lavoro attraverso l'istruzione e la formazione professionale. L'instaurazione di collaborazioni con le istituzioni e il settore privato nello spazio mediterraneo comune mirerà a posizionare la regione come polo di istruzione, innovazione e ricerca e sviluppo transnazionali, contribuendo alla resilienza e alla ricostruzione. Le università, gli istituti di istruzione e formazione, le infrastrutture di ricerca e tecnologia, le industrie, le fondazioni e gli attori culturali svolgeranno un ruolo importante in questo contesto.

Il patto si baserà sul dialogo politico ad alto livello a livello ministeriale dedicato all'istruzione superiore e sulla proficua cooperazione con i partner del Mediterraneo meridionale nell'ambito di Erasmus+ al fine d'instaurare un ambiente più integrato e inclusivo per lo sviluppo dell'istruzione superiore e delle competenze nello spazio mediterraneo comune, anche attraverso il lancio della nuova piattaforma per il Mediterraneo sull'istruzione superiore.

Le iniziative in materia di istruzione possono valersi dell'equità intergenerazionale, che offre la possibilità di combinare l'energia dei giovani con l'esperienza delle generazioni più anziane, trasformando la diversità anagrafica in una forza condivisa per l'innovazione e la coesione.

Istruzione superiore, competenze, ricerca e innovazione

L'iniziativa instaurerà un ambiente più integrato e inclusivo per l'istruzione superiore e le competenze, in particolare tramite gli interventi indicati di seguito.

·Creazione di un'università mediterranea, che sarà un'istituzione dotata di campus nello spazio mediterraneo comune, con programmi in scienze umanistiche, naturali e tecniche. La base di partenza sarà costituita dall'esperienza degli istituti di istruzione superiore della regione e delle alleanze universitarie europee, sfruttando e integrando le azioni di sviluppo delle capacità esistenti nell'ambito del programma Erasmus+. L'iniziativa promuoverà gli scambi di personale e studenti tra le università e scuole di gestione aziendale selezionate della regione, in un'ottica di inclusività, e mirerà a sviluppare programmi/piani di studio comuni, diplomi comuni e altre attività educative, come le scuole estive e le microcredenziali comuni.

·Miglioramento della mobilità degli studenti e del personale nell'istruzione superiore nell'ambito del programma Erasmus+ e promozione della mobilità dei ricercatori nell'ambito delle azioni Marie Skłodowska-Curie del programma Orizzonte Europa.

·Istituzione e ulteriore sviluppo di centri di innovazione e ricerca che riuniscano università e settore privato per migliorare il trasferimento di conoscenze e tecnologie, coinvolgendo innovatori, start-up e investitori.

·Istituzione di un centro per la diplomazia scientifica del Mediterraneo per creare un ponte tra scienza e politica e formare il personale diplomatico e tecnico in negoziazione transfrontaliera, ideazione di progetti comuni e consulenza politica basata su dati concreti.

·Sostegno a programmi di tutoraggio intergenerazionale per la condivisione di conoscenze ed esperienze con i giovani.

Colmare il divario tra istruzione e formazione professionale, da un lato, e opportunità di lavoro eque e dignitose, dall'altro, è fondamentale per garantire una transizione agevole verso i mercati del lavoro e al loro interno e per rafforzare la competitività. Per liberare le potenzialità delle economie e delle società in tutto lo spazio mediterraneo comune è essenziale promuovere l'emancipazione femminile e colmare il divario di genere a livello occupazionale. L'ampliamento dei percorsi di migrazione di manodopera tra l'UE e il Mediterraneo meridionale, anche per i lavoratori stagionali, rimane di fondamentale importanza per conciliare l'offerta e la domanda sui mercati del lavoro e promuovere la crescita economica 14 .

Colmare il divario di competenze e qualifiche nei mercati del lavoro

L'iniziativa mirerà a facilitare la transizione dei lavoratori dei partner del Mediterraneo meridionale verso i mercati del lavoro regionali, nazionali e internazionali. Interesserà diversi settori di occupabilità, in particolare tramite gli interventi indicati di seguito.

·Potenziamento degli ecosistemi esistenti di istruzione e formazione tecnica e professionale (TVET), allineando la formazione professionale alle esigenze del mercato del lavoro per coprire settori di reciproco interesse, tra cui l'agricoltura e la trasformazione alimentare, i settori digitale e culturale e il turismo innovativo.

·Sostegno allo sviluppo di sistemi modellati su piani nazionali di garanzia 15 per i giovani adattati ai contesti regionali e locali per garantire che i giovani trovino sbocchi sui mercati del lavoro.

·Istituzione di un MED Skill Tracker per documentare le competenze acquisite dai beneficiari dei progetti dell'UE o dei partner. Il MED Skill Tracker faciliterà il riconoscimento e la trasferibilità delle competenze e migliorerà le possibilità di mobilità internazionale e circolare nell'ambito dei programmi e delle iniziative esistenti 16 . Ciò contribuirà ai partenariati volti ad attirare talenti.

·Promozione di apprendistati di qualità e miglioramento dei modelli di apprendimento basati sul lavoro, in particolare incentivando la partecipazione dei partner del Mediterraneo meridionale all'Alleanza europea per l'apprendistato.

 
I.2.    Cultura, sport, turismo

Il Mediterraneo possiede un patrimonio culturale e naturale, tangibile e intangibile, di straordinaria ricchezza. Con oltre 60 siti patrimonio mondiale dell'UNESCO e una scena architettonica e artistica contemporanea dinamica, 17 la regione del Mediterraneo meridionale offre una possente testimonianza delle nostre radici comuni e costituisce una base per una futura cooperazione attraverso la cultura, il turismo culturale sostenibile, comprese le tradizioni alimentari 18 , l'istruzione e lo sviluppo basato sul patrimonio culturale e naturale.

I siti e le istituzioni culturali, come anche i musei, dovrebbero essere qualcosa di più che semplici luoghi espositivi e fungere da motori di cambiamento, sviluppo economico e crescita inclusiva, in grado di stimolare la riqualificazione e la rinascita di zone urbane, costiere e rurali. Per liberare queste potenzialità è fondamentale la collaborazione con il settore pubblico e privato e con i donatori e le fondazioni locali e internazionali. Promuovendo il turismo sostenibile e la gestione dei siti del patrimonio culturale e naturale, le regioni possono trasformare questo patrimonio in una fonte duratura di benefici economici e sociali.
La protezione del patrimonio artistico, culturale e naturale da saccheggi e traffici illeciti (e la tutela dei diritti degli artisti contemporanei) rimane un ambito di interesse reciproco.

I siti del patrimonio culturale e i musei possono diventare spazi di riflessione e dialogo aperti a diverse comunità, offrendo così possibilità di resilienza e coesione culturale. Le arti, la musica, i mestieri e l'artigianato tradizionali e il cinema hanno la capacità di promuovere la comprensione reciproca, la diversità, l'inclusione e lo sviluppo socioeconomico. Le azioni promosse dal patto includeranno l'avvio di un dialogo ad alto livello sulla cooperazione culturale, che si concentrerà anche sul patrimonio culturale.

Investire nello sport rafforza la coesione, supera le divisioni sociali e promuove l'inclusione. Oltre ad apportare benefici per la salute e l'economica, lo sport svolge un ruolo fondamentale nel coinvolgere i giovani e nel promuovere un senso di appartenenza. I prossimi importanti eventi sportivi 19 che riuniranno paesi di tutta la regione offrono promettenti possibilità di cooperazione regionale e di connettività sostenibile e contribuiscono a promuovere l'uguaglianza e la non discriminazione.

L'approfondimento del dialogo interreligioso contribuisce alla comprensione reciproca e alla cooperazione pacifica per far fronte alle sfide comuni.

Sulla base degli insegnamenti tratti da Erasmus+, Europa creativa e Orizzonte Europa, il patto vaglierà le possibilità di rafforzare ulteriormente la cooperazione sulla base delle iniziative dell'UE esistenti nel settore della ricerca, della cultura, della gioventù e dello sport.

Iniziativa Euromed per la cultura, lo sport e il turismo

L'iniziativa promuoverà una rete multipartecipativa composta da soggetti del settore pubblico e privato, società civile, fondazioni, operatori turistici e università al fine di promuovere il patrimonio culturale e l'industria creativa, il turismo culturale e lo sport, in particolare tramite gli interventi indicati di seguito.

·Tutela e valorizzazione del patrimonio culturale:

oistituzione di un apposito meccanismo per proteggere e promuovere il patrimonio culturale mediterraneo mettendo in comune risorse pubbliche e private;

ocreazione di percorsi culturali del Mediterraneo per rafforzare lo spazio mediterraneo di cultura condivisa;

oallargamento dello spazio comune europeo di dati per il patrimonio culturale ai partner del Mediterraneo meridionale, con l'obiettivo di promuovervi la digitalizzazione e preservarne il patrimonio culturale.

·Creazione di una piattaforma digitale collaborativa "CulturIT" per promuovere l'incontro tra attività culturali.

·Possibilità di partecipare a grandi eventi culturali e migliorare l'offerta di residenze per artisti e altri attori culturali, anche attraverso reti regionali di talenti.

·Possibilità di partecipare ad attività legate alla campagna #BeActive e alla settimana europea dello sport per sensibilizzare sui benefici dello sport per la salute fisica e mentale.

·Collaborazione con i Giochi del Mediterraneo per dare ulteriore visibilità a quest'evento consolidato, in particolare tra i giovani, al fine di promuovere i benefici dello sport e il suo effetto positivo nella lotta agli stereotipi e nella promozione dell'inclusività.

I.3 Responsabilizzare la società civile, i giovani e le comunità locali

La società civile e le comunità locali sono profondamente radicate nella realtà del territorio. Con il loro operato contribuiscono a una società più inclusiva, tramite il sostegno alle comunità locali nella fornitura di servizi sociali e di comunità, la sensibilizzazione sulle sfide sociali fondamentali, il rafforzamento della partecipazione democratica, l'emancipazione delle donne e dei giovani e il sostegno all'alfabetizzazione digitale. Sono inoltre fondamentali per migliorare la situazione dei gruppi vulnerabili, comprese le persone con disabilità.

Una società civile attiva e responsabilizzata, che si affianchi ai parlamenti e alle istituzioni pubbliche, può facilitare il dialogo locale e consentire una migliore elaborazione e attuazione delle politiche a vantaggio dei cittadini. Un ambiente mediatico vitale è essenziale per garantire uno spazio di discussione aperto e inclusivo. Promuovendo lo sviluppo a livello regionale e locale con approcci integrati e partecipativi si può favorire una crescita equilibrata, sia nelle zone urbane che in quelle rurali.

Il patto intensificherà le iniziative per promuovere un ambiente favorevole alla società civile e aiutare le comunità locali a sviluppare la capacità di svolgere efficacemente il proprio ruolo.

Responsabilizzare la società civile, i giovani e le comunità locali

L'iniziativa mirerà a sostenere una società civile dinamica e le comunità locali quali vettori di sviluppo e coesione sociale. Responsabilizzerà gli attori fondamentali in grado di sostenere concretamente le proprie comunità, in particolare tramite gli interventi indicati di seguito.

·Istituzione di un'assemblea parlamentare dei giovani per il Mediterraneo al fine di raccogliere la voce e il contributo dei giovani.

·Sostegno allo sviluppo di un servizio civile mediterraneo attraverso la creazione di una piattaforma concepita per mettere in contatto i giovani dell'intera regione mediterranea con una vasta gamma di possibilità di volontariato sia all'interno dei loro paesi che in tutta la regione. L'iniziativa si baserà su iniziative di volontariato e integrerà altre iniziative di mobilità, promuovendo una maggiore comprensione reciproca tra i giovani nello spazio mediterraneo comune.

·Rafforzamento del ruolo delle organizzazioni guidate da donne quali soggetti in grado di influenzare in modo fondamentale la rispettiva comunità, coinvolgendole attivamente nella progettazione e nell'attuazione di iniziative in vari settori, quali il miglioramento delle competenze, l'istruzione superiore e il sostegno alle imprese. L'azione si baserà anche sull'esperienza acquisita per sostenere le start‑up guidate da donne, in particolare nelle zone rurali e remote.

·Rafforzamento del sostegno alle organizzazioni mediatiche, agevolando le iniziative di sviluppo delle capacità, offrendo occasioni di progetti collaborativi e promuovendo lo scambio di esperienze. L'azione rafforzerà la cooperazione in corso a sostegno dei giovani influencer nella regione.

·Rafforzamento del meccanismo di cooperazione a livello locale, ispirato all'approccio del Patto dei sindaci, al fine di promuovere l'inclusione sociale a livello locale e comunale per i cittadini di tutte le età, incluse le persone in situazioni di vulnerabilità.

II.Economie più forti, più sostenibili e integrate

Il rafforzamento delle relazioni commerciali e dell'integrazione economica contribuisce a garantire la stabilità e la resilienza economica. L'UE e i partner del Mediterraneo meridionale hanno legami economici forti e di lunga data e un enorme potenziale di ulteriore aumento dell'integrazione economica dei mercati in tutta la regione al fine di creare crescita sostenibile e sbocchi lavorativi. Le economie delle due parti sono complementari e possono offrire vantaggi reciproci significativi.

Il successo del patto dipenderà anche dalla capacità di mobilitare investimenti pubblici e privati su larga scala. Il Global Gateway 20  nel Mediterraneo può promuovere investimenti intelligenti, puliti e sicuri nei settori del digitale, dell'energia, della resilienza idrica, dell'agricoltura innovativa e dei trasporti, rafforzando nel contempo i sistemi della sanità, dell'istruzione e della ricerca in linea con il patto per l'industria pulita dell'UE 21 .

II.1. Possibilità commerciali e di investimento

L'UE è il primo partner commerciale del vicinato meridionale (nel 2024 rappresentava il 41 % degli scambi di merci della regione con il mondo). I partner del Mediterraneo meridionale sottolineano spesso la necessità di sviluppare catene del valore e di attrarre e trattenere volumi più elevati di investimenti diretti. Allo stesso tempo il commercio e gli investimenti richiedono contesti prevedibili, stabilità macroeconomica, convergenza normativa e parità di condizioni tra il settore pubblico e quello privato.

La regione presenta notevoli possibilità economiche e commerciali, favorite dal suo capitale umano, dai costi competitivi delle energie rinnovabili e dei trasporti e dall'accelerazione della transizione digitale. La ristrutturazione del commercio mondiale apre possibilità nuove, in quanto il Mediterraneo meridionale può svolgere un ruolo nella diversificazione delle catene di approvvigionamento. Basandosi sui partenariati bilaterali, il patto contribuirà a intensificare le attività comuni volte a costruire un solido panorama economico, promuovere il commercio e gli investimenti sostenibili e integrare ulteriormente le catene di approvvigionamento, anche nei settori della sanità e dell'agricoltura, come pure per quanto riguarda le energie e le tecnologie pulite, fondamentali per migliorare le prospettive in materia di competitività e di decarbonizzazione dello spazio mediterraneo comune. Il patto rafforzerà la cooperazione sulle materie prime critiche per garantire catene di approvvigionamento resilienti, trasparenti e sostenibili in settori chiave, come i fertilizzanti. 

Modernizzazione e rafforzamento delle relazioni commerciali e di investimento per una crescita più inclusiva, resiliente e sostenibile 

L'iniziativa mira a sfruttare il potenziale degli accordi commerciali esistenti 22 e ad avviare nuove iniziative per rafforzare l'integrazione economica, in particolare tramite gli interventi indicati di seguito. 

·Sostegno alla modernizzazione delle relazioni commerciali bilaterali in modo più flessibile e mirato, grazie a forme nuove di impegno in settori chiave di reciproco interesse, garantendo nel contempo l'effettiva attuazione degli impegni di eliminazione degli ostacoli non tariffari agli scambi, al fine di aumentare la prevedibilità e rafforzare la fiducia degli investitori.

·Vaglio di possibili accordi di agevolazione degli investimenti sostenibili con i partner interessati per attrarre investimenti esteri diretti (IED).

L'iniziativa promuoverà e attirerà investimenti per sostenere economie digitali e innovative e migliorare l'integrazione delle catene di approvvigionamento, in particolare tramite gli interventi indicati di seguito.

·Miglioramento del contesto imprenditoriale e degli investimenti, convergenza normativa e semplificazione delle procedure doganali, anche attraverso la prestazione di assistenza tecnica a sostegno delle riforme economiche dei paesi partner 23 .

·Potenziamento delle piattaforme di investimento nazionali e tematiche, riunendo il settore privato, le IFI e le istituzioni finanziarie nazionali.

II.2. Sfruttare gli ecosistemi delle start-up

Nonostante le numerose sfide strutturali la regione del Mediterraneo meridionale ha registrato un aumento dell'attività imprenditoriale, potendo contare su una popolazione giovane dotata di competenze tecnologiche e su un crescente interesse degli investitori. È in corso un processo di graduale diversificazione e trasformazione strutturale dell'economia a livello locale, sia nelle zone urbane che in quelle rurali, che crea nuove possibilità di sviluppo di catene del valore nazionali e regionali aumentando nel contempo la complementarità per l'integrazione economica. Per sfruttare appieno questo potenziale è essenziale sostenere la produzione e le imprese locali, anche nel settore agricolo. A tal fine sarà necessario esaminare ulteriormente il ruolo dell'imprenditoria sociale locale e dei modelli imprenditoriali alternativi quali motori fondamentali di una crescita economica inclusiva e sostenibile.

StartUp4Med

L'iniziativa libererà le potenzialità di crescita e creazione di posti di lavoro delle start-up e delle micro, piccole e medie imprese (MPMI) 24 offrendo la possibilità di ampliare la partecipazione economica, in particolare per i giovani e le donne. Stabilirà collegamenti con i meccanismi settoriali esistenti 25 e si allineerà alla strategia dell'UE per le start-up e le scale-up 26 . Questi obiettivi saranno conseguiti tramite gli interventi indicati di seguito.

·Istituzione di un meccanismo regionale di sostegno alle start-up per migliorare l'accesso ai finanziamenti e la mobilitazione degli investimenti. Saranno mobilitate, in un approccio Team Europa, le istituzioni finanziarie europee combinando canali di finanziamento alternativi, quali prestiti d'onore, crowdfunding e finanziamenti misti 27 .

·Istituzione di un programma "Open for Business" destinato al settore privato al fine di individuare i settori d'interesse e facilitare la semplificazione giuridica e normativa. 

·Elaborazione di un pacchetto di strumenti politici volti a promuovere la formalizzazione delle MPMI, anche attraverso procedure amministrative semplificate, incentivi finanziari e collegamenti nell'ambito della protezione sociale. I microimprenditori informali beneficeranno di un sostegno mirato, ad esempio orientamento, assistenza legale e certificazione delle competenze.

II.3. Infrastrutture digitali e cibersicurezza

La rivoluzione digitale e dell'intelligenza artificiale (IA) sta rimodellando le economie e le società. Esiste un forte incentivo a collaborare in questo settore per sfruttare il potenziale delle soluzioni digitali, dei dati e dell'IA al fine di migliorare la competitività e l'efficienza delle economie e società, garantendo nel contempo la sicurezza, la sovranità e l'allineamento ai valori fondamentali, ai diritti umani e ai principi di buona governance.

Una vera interconnessione tramite infrastrutture digitali sicure e affidabili in tutto il Mediterraneo costituisce uno degli obiettivi fondamentali non soltanto per avvicinare le economie e i cittadini delle parti, ma anche per aumentare la sicurezza condivisa e migliorare la fluidità della comunicazione. I flussi di dati sono essenziali per lo sviluppo economico e sociale e apriranno nuove possibilità per i cittadini, le imprese e le organizzazioni in tutta la regione mediterranea.

Rimane fondamentale migliorare l'accesso ai servizi pubblici online, presentare soluzioni di e-governance e di infrastrutture pubbliche digitali, garantire la sicurezza delle infrastrutture critiche, migliorare la governance e le normative del settore digitale e tutelare i diritti digitali.

La disponibilità dei dati e delle informazioni liberamente accessibili dei sistemi spaziali di proprietà dell'UE, come Copernicus, resa possibile dalle infrastrutture digitali, può contribuire ad aumentare le possibilità imprenditoriali nella regione.

Offerta per le imprese tecnologiche ai fini di economie digitali e dei dati integrate

L'iniziativa mira a mettere a disposizione un'offerta per le imprese tecnologiche rivolta ai partner del Mediterraneo meridionale 28 , in particolare tramite gli interventi indicati di seguito.

·Sostegno alla realizzazione di infrastrutture digitali sicure e affidabili nei settori dei sistemi di cavi sottomarini, delle reti 5G, della connettività a banda larga nelle zone rurali e delle infrastrutture dei centri dati: 

ocollegando tutti i paesi interessati della regione tramite sistemi di cavi sottomarini come Medusa e Blue-Raman, con la possibilità di estendere il collegamento anche ai partner del Golfo. Ciò faciliterà lo scambio sicuro e fluido di dati, anche tramite interconnessioni con iniziative esistenti come il corridoio digitale UE-Africa-India, collegandolo anche all'IMEC e al TMED;

ooffrendo sostegno tecnico e finanziario per l'introduzione del 5G e di centri dati sicuri e affidabili nella regione ad opera di fornitori affidabili, coinvolgendo le IFI e le istituzioni finanziarie nazionali e dell'UE, in linea con il pacchetto di strumenti per il 5G con le altre normative pertinenti 29 .

·Avvio di un programma regionale di sviluppo delle capacità di telecomunicazione e vaglio di possibili quadri normativi adeguati in materia di telecomunicazioni, anche per quanto riguarda la cooperazione sul roaming, che coinvolgano i partner del Mediterraneo meridionale interessati.

·Sulla base del modello dei poli dell'innovazione digitale dell'UE e delle fabbriche di IA dell'UE 30 , accelerazione della creazione di ecosistemi di IA, compresi la diffusione dell'infrastruttura di IA e di dati e il sostegno alle università, alle PMI, al settore e alle start-up, per sviluppare e applicare l'IA in vari campi quali l'industria manifatturiera, la sanità, l'agricoltura o il clima.

·Condivisione di competenze e soluzioni concrete di e-governance nei settori delle identità digitali e delle infrastrutture pubbliche digitali:

oavvalendosi di servizi fiduciari open source, identità digitale e soluzioni di infrastrutture pubbliche digitali sicure e conformi agli obblighi di protezione dei dati;

osemplificando gli scambi transfrontalieri tra amministrazioni pubbliche e imprese, facilitando nel contempo la mobilità dei cittadini.

·Intensificazione degli scambi tecnici e della cooperazione in materia di cibersicurezza, anche al fine di rafforzare la capacità di rilevamento delle minacce e degli incidenti di cibersicurezza, e di preparazione e risposta agli stessi. 

II.4. Investire nelle energie rinnovabili e nelle tecnologie pulite

Il Mediterraneo rappresenta un punto critico per i cambiamenti climatici e la biodiversità, minacciato da crescenti sfide e pressioni ambientali. Il patto definirà un'agenda comune per liberare le potenzialità delle energie rinnovabili del Mediterraneo meridionale e raggiungere tre obiettivi: accelerare la decarbonizzazione regionale, migliorare la sicurezza energetica, rafforzare la competitività industriale. La transizione verso un modello energetico efficiente, affidabile e sostenibile è essenziale per la regione. In linea con il patto per l'industria pulita, un'economia circolare efficiente sotto il profilo delle risorse, che comprenda lo sviluppo di energie rinnovabili e la produzione di tecnologie pulite, offre vantaggi socioeconomici considerevoli e attira investimenti esteri diretti. Questi obiettivi saranno perseguiti tramite quadri commerciali bilaterali flessibili e modernizzati e nuove forme di collaborazione, quali accordi di agevolazione degli investimenti sostenibili e partenariati per il commercio e gli investimenti puliti nel contesto dell'iniziativa transmediterranea per le energie rinnovabili e le tecnologie pulite. A questo si aggiungerà una cooperazione rafforzata con i partner del Golfo e con l'Africa subsahariana.

Iniziativa transmediterranea per le energie rinnovabili e le tecnologie pulite (T-MED)

L'iniziativa sosterrà una cooperazione transmediterranea reciprocamente vantaggiosa promuovendo la transizione energetica interna e gli sviluppi delle tecnologie pulite nei partner del Mediterraneo meridionale, aprendo nel contempo possibilità economiche e agevolando il commercio di energie rinnovabili e i partenariati industriali in tutta la regione, in particolare tramite gli interventi indicati di seguito.

·Istituzione di una piattaforma d'investimento T-MED che funga da strumento di coordinamento per sviluppare una riserva di progetti in materia di produzione di energia rinnovabile, di infrastrutture di rete, comprese le reti nazionali di trasmissione e distribuzione nei partner del Mediterraneo meridionale, che sono legate a progetti di interesse comune individuati a norma del regolamento sulle infrastrutture energetiche transeuropee (TEN-E), e di produzione di tecnologie pulite. La piattaforma riunirà i promotori di progetti, le IFI, le istituzioni finanziarie dell'UE e nazionali, gli strumenti finanziari dell'UE e gli investitori privati per catalizzare investimenti su vasta scala, con particolare attenzione alle soluzioni di finanziamento misto e di riduzione dei rischi. 

·Creazione di un apposito meccanismo di regolamentazione volto a sostenere i partner del Mediterraneo meridionale nell'attuazione di riforme normative mirate specifiche per il settore energetico 31 , in collegamento con la preparazione agli investimenti e l'accesso agli strumenti finanziari dell'UE.

·Modellizzazione dei sistemi energetici al fine di valutare meglio l'impatto in termini economici, di sostenibilità e di sicurezza di una maggiore penetrazione delle energie rinnovabili e nuovi progetti di infrastrutture energetiche per la regione.

·Accesso a uno strumento di sostegno tecnico, che funga da portale unico per l'assistenza tecnica in materia di energie rinnovabili, efficienza energetica, elettrificazione e tecnologie pulite.

·Istituzione di un programma di certificazione e di sostegno al commercio di energia rinnovabile per consentire gli scambi transfrontalieri di energia elettrica da fonti rinnovabili e idrogeno rinnovabile. Sarà redatto un manuale pratico per orientare l'attuazione dei regimi di certificazione e di un regime pilota di garanzie di origine transfrontaliere 32 . 

·Promozione di collaborazioni industriali nel settore delle tecnologie pulite al fine di promuovere solidi partenariati industriali tra le imprese europee e del Mediterraneo meridionale lungo le catene del valore critiche. Possono rientrare in quest'ambito l'energia solare ed eolica, gli elettrolizzatori e la produzione di idrogeno pulito, le tecnologie di riscaldamento e raffrescamento, le tecnologie di rete e di stoccaggio, le pompe di calore e le tecnologie per l'efficienza energetica nell'industria e nell'edilizia.

·Sostegno alla costituzione sul territorio di organizzazioni imprenditoriali europee nel settore dell'energia e delle tecnologie pulite specifiche per paese, Ciò può avvenire in collaborazione con la rete Enterprise Europe (EEN) e i poli industriali europei. Sarà istituita una piattaforma dedicata ai portatori di interessi per indicare i settori prioritari, elaborare piani d'azione globali che tengano conto della dimensione di genere e coinvolgere attivamente il settore privato dell'UE. La piattaforma svolgerà un ruolo centrale anche nel favorire il coinvestimento e nel negoziare accordi di off-take da cui possa muovere una collaborazione a lungo termine in sinergia e complementarità con la piattaforma dell'UE per l'energia e le materie prime.

·Elaborazione di un'agenda per le competenze T-MED 33 , che serva a colmare la penuria di forza lavoro e i divari di genere e ad allineare la formazione alle esigenze del settore e dei datori di lavoro.

 
II.5 Verso un Mediterraneo sostenibile e resiliente

I cambiamenti climatici, l'inquinamento e la perdita di biodiversità incidono pesantemente sulla regione mediterranea e sulla sua resilienza. La transizione pulita rappresenta anche un'occasione per stimolare la competitività sostenibile nella regione. Il patto consentirà di sfruttare i benefici derivanti da tale transizione, affrontando nel contempo il problema delle conseguenze sempre più pesanti dei cambiamenti climatici e del degrado ambientale, anche nel quadro di un possibile trattato globale per il contrasto dell'inquinamento da plastica. Il patto tratterà la questione della vulnerabilità della regione ai cambiamenti climatici e al degrado ambientale anche sostenendo una pianificazione efficace e mobilitando i flussi di finanziamento disponibili per investimenti sostenibili, sia internazionali che nazionali, privati e pubblici.

Partenariato per la transizione pulita, la crescita sostenibile e la resilienza

L'iniziativa mira a sostenere la cooperazione regionale e i partenariati locali in materia di ambiente, anche nel contesto della convenzione di Barcellona 34 , e in materia di clima per la promozione della transizione verso l'energia pulita e uno sviluppo economico resiliente ai cambiamenti climatici, in particolare tramite gli interventi indicati di seguito. 

·Rafforzamento della collaborazione in materia di soluzioni climatiche con i partner del Mediterraneo meridionale interessati, attraverso il dialogo e la promozione della condivisione delle conoscenze e tramite assistenza tecnica mirata sugli strumenti di mitigazione dei cambiamenti climatici, compresa la fissazione del prezzo del carbonio.

·Sviluppo di riserve di investimenti per l'adattamento ai cambiamenti climatici rafforzando le capacità nazionali e locali di sviluppare e attuare progetti, mobilitando nel contempo partenariati con le IFI, i fondi per il clima e i portatori di interessi privati.

·Istituzione di un piano regionale di agevolazione degli investimenti nella modernizzazione del trattamento delle acque reflue e della gestione dei rifiuti solidi.

·Avvio di nuovi partenariati per la resilienza idrica volti a rafforzare la cooperazione in materia di gestione integrata delle risorse idriche, in particolare il riutilizzo dell'acqua.

·Potenziamento dell'iniziativa "Green Forward", responsabilizzando in particolare le PMI, al fine di promuovere l'economia circolare e l'efficienza delle risorse, eliminare la plastica monouso, sostenere la bioeconomia e promuovere il dialogo normativo sulla circolarità, anche, ad esempio, sui prodotti tessili.

·Sostegno all'attuazione in comune del quadro globale per la biodiversità, in particolare in termini di attuazione delle strategie e dei piani d'azione nazionali in materia di biodiversità e per la creazione, l'espansione e la gestione di aree protette, in particolare aree marine protette.

II.6. Promuovere un'economia blu sostenibile

Il Mar Mediterraneo dà sostentamento a milioni di persone, ma si trova confrontato a una pressione ambientale ed economica sempre maggiore. Il patto promuoverà un'economia blu equa, sostenibile e competitiva in linea con il patto europeo per gli oceani 35 , anche nel quadro della prossima dichiarazione ministeriale MedFish4ever, che orienterà la prossima Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo (CGPM) dopo il 2027. In linea con la strategia dell'UE per la resilienza idrica 36 , il patto rafforzerà la governance idrica e promuoverà un uso efficiente e sostenibile dell'acqua attraverso il nesso tra acqua, energia, prodotti alimentari ed ecosistemi.

Salute e ricchezza del Mediterraneo blu

L'iniziativa mira a ripristinare le risorse naturali degli ecosistemi mediterranei, a rafforzarne la resilienza, a migliorare la sostenibilità delle pratiche della pesca e dell'acquacoltura e la governance internazionale della pesca, e a stimolare l'innovazione nel campo della tecnologia blu, in particolare tramite gli interventi indicati di seguito.

·Sostegno agli investimenti in soluzioni di economia blu sostenibile attraverso il partenariato per il Mediterraneo blu e la piattaforma BlueInvest.

·Varo della comunità di pratiche per l'economia blu dell'UE 37 al fine di offrire orientamenti basati sulla raccolta dei dati, sullo sviluppo di norme e metodologie in materia di dati e sull'analisi e la ricerca.

·Rafforzamento della diplomazia degli oceani per collaborare con i partner del Mediterraneo meridionale al fine di promuovere il rispetto delle norme di governance internazionali 38 e migliorare i quadri giuridici relativi alla gestione regionale della pesca.

·Elaborazione di un nuovo progetto volto ad aumentare le capacità di controllo e ispezione degli Stati costieri al fine di rafforzare la governance regionale della pesca e combattere la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN) tramite lo sviluppo di capacità in materia di monitoraggio, controllo e sorveglianza. 

·Rafforzamento della cooperazione regionale ai fini di un uso più coerente e sostenibile dello spazio marino, tramite la pianificazione dello spazio marittimo, quale fattore abilitante per la protezione della natura e la coesistenza delle attività in mare.

·Varo dell'iniziativa "Dall'acqua al mercato", volta ad aiutare i produttori, le cooperative e le associazioni del settore acquatico ad accrescere il valore aggiunto della loro produzione, migliorare la trasformazione e arrivare a nuovi mercati, compreso l'accesso ai finanziamenti e agli investimenti.

·Rafforzamento delle attività comuni di ricerca e innovazione sul nesso tra acqua, energia, alimenti ed ecosistemi (water-energy-food-ecosystems – WEFE) partendo dall'esperienza di PRIMA 39 . 

·Potenziamento della missione "Mediterraneo blu" 40 per il ripristino e la resilienza, fornendo soluzioni di ricerca e innovazione per ripristinare gli ecosistemi e la biodiversità acquatici del e intorno al Mar Mediterraneo, fermare l'inquinamento marino, anche proveniente dalla terraferma, ridurre l'inquinamento acustico degli oceani, aumentare la resilienza climatica e idrica e per aiutare la preparazione delle comunità costiere agli eventi estremi.

II.7. Trasporti sostenibili e maggiore connettività

Una regione ben collegata è fondamentale per sostenere il commercio e i settori emergenti promuovendo nel contempo la decarbonizzazione delle attività economiche. Lo spazio mediterraneo comune risente spesso della frammentazione dei trasporti e delle normative, della carenza di investimenti e della mancanza di capacità di pianificazione, con implicazioni sostanziali per la mobilità transfrontaliera di persone, beni e servizi. È pertanto essenziale colmare le lacune in termini di capacità e sanare il disallineamento normativo nei settori delle dogane, dell'efficienza, della sicurezza e delle norme ambientali. Ciò faciliterà il conseguimento dell'obiettivo di estendere la rete transeuropea dei trasporti (TEN-T) dell'UE e, se del caso, estendere ulteriormente la connettività verso le regioni limitrofe, come il Golfo e oltre. In particolare un ulteriore coordinamento ed espansione del corridoio economico India-Medio Oriente-Europa (IMEC) migliorerebbe l'affidabilità dei trasporti e la connettività digitale sicura nel Mediterraneo, contribuendo nel contempo alla sicurezza economica della regione.

Trasporti sostenibili per una regione più connessa

L'iniziativa mira a fornire soluzioni di trasporto affidabili e sostenibili, in particolare tramite gli interventi indicati di seguito.

·Intensificazione delle iniziative comuni per promuovere la produzione e la diffusione di combustibili rinnovabili e a basse emissioni di carbonio per i trasporti (marittimi e aerei), in linea con i principi stabiliti dai regolamenti dell'UE sui carburanti sostenibili per l'aviazione 41 e sui carburanti sostenibili per il trasporto marittimo 42 e nella strategia portuale dell'UE 43 . Rientrerà in quest'ambito un allineamento delle pratiche sostenibili alle norme internazionali (ICAO, IMO), aiutando in tal modo anche gli attori del Mediterraneo nelle attività di prevenzione dell'inquinamento causato dalle navi e incoraggiando le iniziative di cooperazione tramite le convenzioni marittime regionali 44 per promuovere uno spazio mediterraneo comune pulito, protetto e sicuro.

·Miglioramento della connettività in tutta la regione tramite l'espansione dei collegamenti di trasporto multimodali e il miglioramento dell'interoperabilità e dell'allineamento normativo, compiendo così progressi verso l'estensione della TEN-T ai paesi del Mediterraneo meridionale e provvedendo anche il collegamento con l'IMEC, T-MED e l'Africa subsahariana. Collegando i porti ad altri modi di trasporto a basse emissioni di carbonio sarà possibile una migliore integrazione dei poli costieri con i mercati interni. Un migliore allineamento normativo può essere garantito sostenendo progetti di assistenza tecnica e un dialogo politico rafforzato.

·Miglioramento della connettività aerea, in linea con le norme ambientali, proseguendo i lavori sugli accordi in materia di trasporto aereo, vigenti o nuovi, a livello di UE con i partner del Mediterraneo meridionale e sostenendo il mercato unico africano del trasporto aereo.

·Sostegno a progetti di mobilità urbana e rurale con competenze e tecnologie dell'UE al fine di integrare le iniziative avviate in materia di trasporto multimodale attuando il concetto di nodi urbani TEN-T 45 e promuovere la sostenibilità – anche attraverso l'adattamento ai cambiamenti climatici e la mitigazione dei loro effetti – e la vivibilità nelle città mediterranee in rapida espansione.

II.8. Definizione di politiche fondate su dati concreti e condivisione delle conoscenze

La promozione di politiche fondate su dati concreti e della condivisione delle conoscenze rimane di fondamentale importanza. In particolare il sistema Copernicus dell'UE offre servizi sullo stato dell'ambiente terrestre, sulla base di una politica di accesso integrale, aperto e gratuito ai dati, e può quindi sostenere un processo decisionale basato su dati concreti. La disponibilità di statistiche e dati ufficiali d'interesse e comparabili è essenziale per l'adozione di decisioni e politiche basate su dati concreti.

Condivisione delle conoscenze e statistiche per un migliore processo decisionale

L'iniziativa mira a migliorare le statistiche, le conoscenze e la condivisione dei dati tra l'UE e i partner del Mediterraneo meridionale, in particolare tramite gli interventi indicati di seguito.

·Istituzione di un meccanismo ad hoc per lo scambio di informazioni e la valutazione degli effetti transfrontalieri della rispettiva normativa.

·Rafforzamento della cooperazione con gli istituti nazionali di statistica dei paesi del Mediterraneo meridionale per ottenere statistiche e dati ufficiali d'interesse e comparabili sui settori contemplati dai tre pilastri del patto.

·Condivisione delle migliori pratiche ed esperienze utilizzando nuove fonti di dati e tecnologie moderne, compresa l'IA, al fine di sviluppare nuove conoscenze statistiche e strumenti statistici pertinenti.

·Promozione dell'innovazione nel settore pubblico basandosi sui dati e sulle informazioni disponibili provenienti dai sistemi spaziali dell'UE per elaborare decisioni basate su dati concreti in molti dei settori contemplati dal patto.

III.Sicurezza, preparazione e gestione della migrazione

Lo spazio mediterraneo comune si trova di fronte a sfide connesse alla sicurezza, ai pericoli naturali e di origine antropica, alla migrazione irregolare e alla gestione delle frontiere. L'instabilità nei punti di crisi regionali crea insicurezza, mettendo a dura prova la resilienza delle società.

Se da un lato le crescenti pressioni alle frontiere, la criminalità transfrontaliera e le sfide comuni derivanti dalla migrazione irregolare lungo le grandi rotte richiedono sforzi coordinati per combattere il traffico di migranti e la tratta di esseri umani, garantendo nel contempo approcci sicuri, ordinati e basati sui diritti che assicurino la tutela dei diritti dei migranti e dei rifugiati e promuovano percorsi di mobilità, dall'altro lato affrontare tali questioni interconnesse richiede una cooperazione costante e collaborativa per promuovere la stabilità e la prosperità in tutta la regione.

III.1. Pace e sicurezza

L'ordine internazionale basato su regole è messo a dura prova. Accanto alle minacce tradizionali come il terrorismo, l'estremismo violento e la criminalità organizzata, emergono minacce transfrontaliere nuove, come le minacce informatiche, la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri, spesso nell'ambito di campagne ibride più ampie, o la radicalizzazione di minori e giovani adulti. Il maggiore sfruttamento del settore marittimo mette in luce vulnerabilità nuove, che si tratti dei rischi associati a pratiche di trasporto marittimo non conformi alle norme o della crescente importanza delle infrastrutture marittime.

Tali minacce sono tra le più gravi e complesse sfide comuni in materia di sicurezza. L'UE e i partner del Mediterraneo meridionale devono collaborare più strettamente tra loro e rafforzare la resilienza, anche in linea con gli impegni della strategia per la sicurezza marittima dell'UE 46 .

Il patto mirerà a conseguire una comprensione comune del panorama della sicurezza a livello regionale e internazionale, promuovendo la cooperazione, anche in settori quali la prevenzione e la lotta al terrorismo e all'estremismo violento, l'elusione delle sanzioni dell'UE, la sicurezza marittima, la resilienza delle infrastrutture critiche, le minacce ibride e informatiche, la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri, lo sviluppo di capacità di difesa, la mediazione per la pace e la risoluzione dei conflitti.

Le missioni e operazioni civili e militari nell'ambito della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC) dell'UE, in particolare l'operazione IRINI e la missione dell'UE di assistenza alla gestione integrata delle frontiere in Libia (EUBAM Libia), svolgono un ruolo centrale nel Mediterraneo nel promuovere la cooperazione con la Libia, nel rafforzare la stabilità regionale attuando l'embargo sulle armi imposto dall'ONU nei confronti della Libia, e nel contrastare il traffico illegale e al traffico di esseri umani. Al di là del Mediterraneo l'UE sostiene i partner nella regione attraverso ulteriori missioni civili e militari della PSDC 47 .

Iniziativa UE-MED per la pace e la sicurezza

L'iniziativa sosterrà un approccio coordinato a temi concreti di pace e sicurezza, in particolare tramite gli interventi indicati di seguito.

·Istituzione di un forum regionale per l'UE e i paesi del Mediterraneo meridionale sulla pace e la sicurezza. Il forum potrebbe rappresentare un contesto informale in cui promuovere una conoscenza situazionale regionale comune, condividere opinioni e coordinare gli approcci su questioni di interesse comune, quali la situazione della sicurezza regionale e le rispettive attività di pace e sicurezza, compresa la mediazione per la pace, e individuare il potenziale sostegno da offrire per il rafforzamento delle capacità dei partner.

·Promozione di specifici dialoghi e consultazioni in materia di pace, sicurezza e difesa con i partner del Mediterraneo meridionale.

·Valutazione di possibili contributi dei partner del Mediterraneo meridionale alle missioni e alle operazioni della PSDC, in particolare tramite nuovi accordi quadro di partecipazione 48 .

·Rafforzamento delle capacità dei partner, anche tramite le misure di assistenza dello strumento europeo per la pace (EPF), e potenziamento del coordinamento e delle sinergie con le attività di sviluppo delle capacità dell'Organizzazione del trattato del Nord Atlantico (NATO), nel rispetto dell'autonomia decisionale dell'UE e della NATO.

·Attività di formazione sotto l'egida dell'Accademia europea per la sicurezza e la difesa, ad esempio nel settore dei cambiamenti climatici, dell'ambiente, della pace, della sicurezza e della difesa.

·Espansione dell'uso del kit di strumenti di intelligence open source per individuare e analizzare la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri incentrate sulla disinformazione basata sull'identità 49 e maggiore conoscenza situazionale al fine di parare meglio le specificità della manipolazione delle informazioni e delle ingerenze da parte di attori stranieri nella regione.

·Avvio di un dialogo con i partner del Mediterraneo meridionale sulla sicurezza dei cavi sottomarini, in linea con il piano d'azione dell'UE sulla sicurezza dei cavi 50 , che comprende azioni in materia di individuazione, la risposta e misure di ripresa.

·Maggiore cooperazione in materia di minacce alla sicurezza marittima, come il trasporto marittimo non conforme alle norme e le pratiche di navigazione rischiose, anche nell'ambito dell'Organizzazione marittima internazionale.

·Rafforzamento degli scambi e della cooperazione in materia di prevenzione dell'estremismo violento nell'ambito delle iniziative globali d'interesse, compreso il quadro relativo al polo di conoscenze dell'UE sulla prevenzione della radicalizzazione.

·Agevolazione degli scambi interregionali tra l'UE e la regione del Mediterraneo meridionale sulle questioni informatiche e sanitarie.

·Rafforzamento della cooperazione con le autorità nazionali affrontando il problema dell'elusione delle sanzioni e dei rischi marittimi, ambientali e per la concorrenza posti dal trasporto marittimo non conforme alle norme e dalle pratiche di navigazione rischiose.

III.2. Aumentare la preparazione regionale

Per costruire uno spazio mediterraneo comune sicuro è necessario aumentare la preparazione della regione alle catastrofi e ai pericoli naturali e di origine antropica. In una regione che si riscalda a un ritmo del 20 % superiore alla media mondiale, i cambiamenti climatici sono destinati a peggiorare l'attuale panorama dei rischi, fungendo da moltiplicatore delle minacce e determinando catastrofi più frequenti e più gravi che incideranno sia sull'ambiente che sui sistemi socioeconomici, in particolare minacciando le comunità costiere e insulari.

Gli incendi boschivi, la siccità, la carenza idrica, le inondazioni e gli eventi meteorologici estremi incidono già sulla salute del suolo e sulla sicurezza dell'approvvigionamento alimentare, che sono fattori chiave ai fini della stabilità politica e della coesione sociale nella regione. L'agricoltura innovativa svolge un ruolo importante nel migliorare la preparazione alle catastrofi e ai pericoli naturali e di origine antropica.

Il rischio di pericoli relativi alla salute sottolinea l'importanza cruciale di rafforzare le misure di sicurezza sanitaria per garantire la resilienza nei confronti delle minacce emergenti. In tale contesto, oltre allo sviluppo di una cultura della preparazione fin dalla progettazione, rimane una priorità il rafforzamento della collaborazione tra partner pubblici e privati e della loro capacità di rispondere a eventi imprevisti, così come l'aumento della prevenzione e dei meccanismi di risposta comune alle condizioni meteorologiche estreme, comprese inondazioni e siccità, in linea con la strategia europea per l'Unione della preparazione 51 di recente adozione. In base a un "approccio esteso a tutta l'amministrazione" e a un "approccio esteso a tutta la società" , il decentramento efficace e i collegamenti con le autorità locali, unitamente alla partecipazione attiva delle organizzazioni della società civile, sono essenziali per garantire risposte tempestive, sfruttare le conoscenze locali e promuovere la resilienza basata sulla comunità.

Preparazione alle catastrofi nel Mediterraneo

L'iniziativa mira a migliorare la preparazione regionale e a rafforzare le capacità di risposta in tutto lo spazio mediterraneo comune con un approccio multirischio. Questo obiettivo sarà conseguito, in particolare, tramite gli interventi indicati di seguito.

·Sostegno allo sviluppo di un sistema di allarme rapido multirischio basato sugli strumenti esistenti (ad esempio il servizio di gestione delle emergenze Copernicus) in linea con l'iniziativa "Allarme rapido per tutti" e con gli obiettivi del meccanismo unionale di protezione civile in materia di resilienza alle catastrofi collegati a strategie di azione preventiva. 

·Sostegno alla preparazione in materia di sicurezza alimentare, basandosi sul modello del meccanismo europeo di preparazione e risposta alle crisi della sicurezza dell'approvvigionamento alimentare 52 .

·Rafforzamento dei dialoghi bilaterali esistenti in materia di politica agricola e istituzione di dialoghi di partenariato nuovi in materia di politica agroalimentare con i partner del Mediterraneo meridionale, in linea con la visione per l'agricoltura e l'alimentazione 53 .

·Rafforzamento delle sinergie in materia di preparazione alle catastrofi con l'iniziativa dei centri di eccellenza dell'UE per la mitigazione dei rischi chimici, biologici, radiologici e nucleari, tramite attività di formazione ed esercitazioni di simulazione, la condivisione delle migliori pratiche e la sensibilizzazione.

·Ampliamento della cooperazione in materia di protezione civile muovendo dalle iniziative regionali esistenti e sfruttando i programmi di cooperazione Interreg 54 .
Un nuovo hub europeo per la lotta agli incendi con sede a Cipro sosterrà anche i vicini nella regione 55 .

·Vaglio delle possibilità offerte dalla modellizzazione basata sull'IA nella preparazione alle catastrofi, in particolare migliorando le capacità di gestione delle crisi e di risposta alle emergenze tramite l'integrazione di algoritmi di IA nei servizi esistenti e lo sviluppo di sistemi di sostegno alle decisioni multirischio nell'ambito dell'IA per il bene pubblico 56 .

 
III.3. Gestione della migrazione 

La migrazione è una realtà globale. Gestirla è una responsabilità condivisa che richiede una stretta cooperazione e un approccio globale che si estenda all'intero tragitto e che si basi sui diritti, in linea con la dimensione esterna del patto sulla migrazione e l'asilo 57 .
Tale approccio implica il rafforzamento della governance della migrazione, il miglioramento della gestione delle frontiere, la prevenzione delle partenze irregolari, il sostegno alle attività di contrasto del traffico di migranti e della tratta di esseri umani, oltre alla promozione della migrazione legale e della mobilità, in linea con il diritto internazionale e con i diritti umani. Costituiscono parte integrante di quest'approccio anche l'agevolazione delle attività di rimpatrio, riammissione e reintegrazione effettivi, il sostegno alle iniziative di reinsediamento e la definizione di soluzioni atte a garantire la protezione dei migranti, dei rifugiati e dei richiedenti asilo lungo le rotte. Poiché le autorità locali e le comunità di accoglienza sono in prima linea in questo lavoro, è essenziale rafforzarne la capacità in questo settore, anche sostenendo organizzazioni internazionali quali l'UNHCR e l'OIM.

Attuazione di un approccio alla gestione della migrazione esteso all'intero tragitto

L'iniziativa sosterrà un approccio comune alle rotte migratorie verso e attraverso il Mediterraneo. Rafforzerà e integrerà la cooperazione bilaterale in materia di migrazione, in particolare tramite gli interventi indicati di seguito.

·Potenziamento delle capacità di gestire adeguatamente la migrazione e fare meglio fronte alle conseguenze e alle sfide che si pongono alle comunità locali. Una maggiore cooperazione con gli attori pertinenti porterà a una maggiore capacità di prevenzione e risposta alle crisi migratorie, tramite lo sviluppo di sistemi di allarme rapido, strumenti di monitoraggio dei rischi e piani di emergenza multipartecipativi.

·Intensificazione dei rimpatri volontari in condizioni dignitose dei migranti dai partner del Mediterraneo meridionale ai rispettivi paesi di origine e successivo loro reinserimento.

·Rafforzamento della cooperazione in materia di effettivi rimpatri e riammissioni delle persone in soggiorno irregolare nell'UE.

·Rafforzamento della cooperazione per prevenire la migrazione irregolare e contrastare il traffico di migranti e la tratta di esseri umani tramite partenariati operativi e progetti pertinenti, anche nell'ambito dell'Alleanza globale 58 .

·Organizzazione di campagne regionali di sensibilizzazione sulle procedure per i visti per soggiorni di breve durata al fine di limitare gli ostacoli e facilitare il rilascio dei visti, con la partecipazione degli Stati membri dell'UE che rilasciano visti nei partner del Mediterraneo meridionale interessati.

·Intensificazione dei partenariati volti ad attirare talenti 59 e varo del bacino di talenti dell'UE al fine di facilitare i legami tra i datori di lavoro dell'UE e le persone in cerca di lavoro dei paesi partner, anche agevolando i visti per studenti, lavoratori qualificati, ricercatori e accademici.

·Rafforzamento dello spazio di protezione per i migranti, i richiedenti asilo e i rifugiati vulnerabili nel Mediterraneo meridionale, in linea con gli obblighi internazionali, in particolare tramite un nuovo progetto di protezione regionale per il Mediterraneo meridionale che promuova lo scambio di buone pratiche su specifiche questioni relative alla protezione.

·Sostegno alle iniziative volontarie degli Stati membri in materia di reinsediamento e ammissioni umanitarie.





III.4. Attività di contrasto, cooperazione giudiziaria e sicurezza delle frontiere

Una cooperazione mediterranea efficace, basata sui diritti e integrata in materia di gestione delle frontiere e di ricerca e soccorso è fondamentale per trasformare le frontiere in zone e punti di accesso più sicuri per la prosperità e la sicurezza delle persone. 

Sulla base delle attività svolte nell'ambito dell'Alleanza mondiale per contrastare il traffico di migranti, una maggiore collaborazione e condivisione di informazioni mirerà ad armonizzare gli approcci in materia di sorveglianza delle frontiere e marittima, nonché le verifiche ai valichi di frontiera e durante i controlli doganali. Questa maggiore collaborazione e condivisione di intelligence rafforzerà il coordinamento tra i servizi di contrasto alle frontiere, al fine di intensificare la lotta contro le reti criminali implicate nel traffico di migranti e nella tratta di esseri umani e impedire i movimenti di persone che possono rappresentare minacce alla sicurezza.

Tra l'UE e i partner del Mediterraneo meridionale è già in corso una cooperazione sostanziale volta a migliorare la capacità dei partner di gestire efficacemente le frontiere. La natura sempre più transfrontaliera e globale delle minacce alla sicurezza, acuite dalla rapida evoluzione della tecnologia, richiede una cooperazione rafforzata e più efficace. L'iniziativa mira a smantellare e contrastare le attività illecite, creando un ambiente sicuro e protetto e tutelando le persone e le merci nello spazio mediterraneo comune. 

Garantire la sicurezza delle frontiere

L'iniziativa metterà in atto un approccio comune alla gestione integrata delle frontiere e alla sicurezza, in particolare tramite gli interventi indicati di seguito.

·Rafforzamento delle capacità istituzionali e operative di gestione delle frontiere garantendo nel contempo il rispetto delle norme in materia di diritti umani, tramite assistenza tecnica mirata e sinergie con i programmi esistenti. L'assistenza comprenderà il sostegno alle attività di sviluppo delle capacità e lo sviluppo collaborativo di procedure operative standard.

·Sulla base delle azioni e degli scambi menzionati, selezione di progetti pilota su piccola e media scala dedicati all'attuazione, che potrebbero evolversi in progetti a più lungo termine.

·Allineamento delle norme e introduzione dello sdoganamento tramite la digitalizzazione al fine di diminuire la congestione e abbreviare i tempi di trasporto.

·Sensibilizzazione e condivisione delle conoscenze, ad esempio tramite l'ambiente comune dell'UE per la condivisione delle informazioni sul settore marittimo, a partire da visite di studio e scambi per la gestione di livello intermedio e alto da parte delle autorità preposte alla gestione delle frontiere.

·Promozione della cooperazione tra le guardie di frontiera e costiere nel Mediterraneo, per rafforzare lo sviluppo di capacità e le competenze nell'affrontare le situazioni marittime ottimizzando l'uso del forum delle funzioni di guardia costiera mediterranea e di altri meccanismi e forum di cooperazione UE-vicinato meridionale.

·Sostegno alla negoziazione e all'attuazione di accordi di lavoro tra l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera ("Frontex") e le autorità di gestione delle frontiere dei partner del Mediterraneo meridionale.

La criminalità non conosce frontiere. È essenziale garantire una risposta collettiva e coordinata alla lotta contro la corruzione, la criminalità organizzata transnazionale e il terrorismo. Una maggiore cooperazione tra le autorità giudiziarie e di contrasto è fondamentale per indagini adeguate e per l'efficace perseguimento della criminalità. Tale cooperazione richiede un quadro solido di protezione dei dati personali, diritti procedurali e quadri completi in materia di giustizia penale. Sono già in atto varie azioni a sostegno della cooperazione di polizia e giudiziaria nella regione. Tuttavia colmare il divario tra lo sviluppo delle capacità, la collaborazione e i risultati operativi tangibili rimane una sfida impegnativa che richiede una maggiore convergenza di obiettivi. Per far fronte a questo problema è essenziale rafforzare la cooperazione e lo scambio di informazioni, competenze e allarmi tempestivi tra l'UE e i partner del Mediterraneo meridionale, al fine di essere meglio preparati di fronte alle tendenze riguardanti le sostanze stupefacenti e rafforzare la cooperazione operativa con il centro di analisi e operazioni contro il narcotraffico marittimo nel contrasto del traffico illecito.

MED-OP: cooperazione giudiziaria e di contrasto

L'iniziativa mirerà a rafforzare la risposta collettiva delle parti nella lotta contro la criminalità organizzata e le forme gravi di criminalità e il terrorismo rafforzando la cooperazione in materia di contrasto e di cooperazione giudiziaria. Promuoverà la convergenza delle norme all'interno dell'intera regione per consentire la cooperazione operativa e offrire maggiori garanzie ai cittadini, anche in termini di diritti. Questo obiettivo sarà conseguito, in particolare, tramite gli interventi indicati di seguito.

·Istituzione di un dialogo regionale sulla sicurezza interna tra alti funzionari della politica di sicurezza dello spazio mediterraneo comune, da indire periodicamente, sul modello del comitato permanente dell'UE per la cooperazione operativa in materia di sicurezza interna. I lavori nell'ambito del dialogo regionale dovrebbero portare all'adozione di una tabella di marcia per la cooperazione operativa in settori di interesse comune, che sarà aggiornata periodicamente.

·Orientamento delle attività di collaborazione nella lotta contro la criminalità organizzata e le forme gravi di criminalità e il terrorismo, anche con il sostegno degli Stati membri e degli organismi dell'UE:

opromuovendo la convergenza degli obiettivi e delle riforme fondamentali in materia di giustizia e protezione dei dati, anche tramite un'assistenza tecnica specifica;

ocolmando le lacune di fondo in materia di formazione operativa;

oistituendo dialoghi periodici tra esperti;

osvolgendo visite di studio e dispiegando esperti nazionali a breve termine;

oavvalendosi di un'assistenza tecnica specifica.

·Sostegno alla negoziazione e all'attuazione di accordi e intese di lavoro internazionali, anche con Europol, CEPOL, Eurojust e Procura europea.

3.ATTUAZIONE E MONITORAGGIO    

L'attuazione e il monitoraggio del patto saranno supervisionati da una struttura a due livelli: unionale e euromediterraneo.

A livello di UE i servizi della Commissione e il servizio europeo per l'azione esterna garantiranno il coordinamento e la supervisione tecnica dell'attuazione del patto. Ogni semestre si terrà una discussione sull'attuazione del patto in sede di Consiglio "Affari esteri", sulla base di un aggiornamento sull'attuazione presentato dalla Commissione e dall'alto rappresentante. Tali discussioni consentiranno di preparare la riunione ministeriale annuale UE-vicinato meridionale.

Il Parlamento europeo sarà regolarmente aggiornato tramite le sue commissioni competenti e le delegazioni interparlamentari. Anche il Comitato economico e sociale europeo e il Comitato delle regioni saranno tenuti informati. L'Assemblea regionale e locale euromediterranea fungerà da canale istituzionale fondamentale per i contributi regionali e locali.

A livello euromediterraneo un gruppo misto a livello di alti funzionari si riunirà due volte l'anno per monitorare l'attuazione del patto in base a un piano d'azione specifico. Il gruppo riunirà rappresentanti dell'Unione europea e dei partner del Mediterraneo meridionale.
Il gruppo contribuirà anche alla preparazione della riunione annuale dei ministri UE-vicinato meridionale. Altri attori, quali le istituzioni finanziarie nazionali e le IFI, i rappresentanti della società civile e i rappresentanti di altri paesi e organizzazioni internazionali, potrebbero se del caso essere invitati a partecipare alle discussioni del gruppo.

Le iniziative proposte nel patto convoglieranno in uno specifico piano d'azione, che indicherà i paesi partecipanti e i portatori di interessi per ciascuna iniziativa. L'attuazione del piano d'azione sarà valutata congiuntamente. Si tratterà di un documento dinamico al quale nel corso del tempo saranno aggiunte nuove iniziative.

Il piano d'azione iniziale sarà presentato in sede di gruppo misto a livello di alti funzionari nel primo trimestre del 2026 dai servizi della Commissione e dal servizio europeo per l'azione esterna e sarà aggiornato e riesaminato congiuntamente su base continuativa.

L'Unione per il Mediterraneo ha esperienza nella creazione di reti regionali e nella guida di progetti faro. Grazie alla sua capacità di mobilitazione, faciliterà le riunioni del gruppo misto e sarà associata all'attuazione del patto 60 , anche tramite le sue riunioni ministeriali.

L'assemblea parlamentare dei giovani per il Mediterraneo fornirà un importante orientamento per l'attuazione e lo sviluppo di iniziative nell'ambito del patto. Saranno organizzati dialoghi periodici con le organizzazioni della società civile, tra cui il mondo accademico, i ricercatori, gli attori sociali, culturali ed economici e la comunità imprenditoriale.

4.CONCLUSIONI

Il patto sarà sottoposto all'approvazione politica dell'UE e dei partner del Mediterraneo meridionale a novembre 2025 in occasione del trentennale della dichiarazione di Barcellona.

Con il patto le parti plasmeranno il futuro comune in uno spirito di partenariato e cotitolarità, sviluppando uno spazio mediterraneo comune maggiormente integrato, resiliente e sicuro. 

(1)

Il Mediterraneo meridionale comprende i 10 partner del vicinato meridionale: Algeria, Egitto, Giordania, Israele, Libano, Libia, Marocco, Palestina*, Siria e Tunisia.

* Tale designazione non è da intendersi come un riconoscimento dello Stato di Palestina e non pregiudica le singole posizioni degli Stati membri sulla questione.

(2)

Dichiarazione di Barcellona e partenariato euromediterraneo (EUR-Lex).

(3)

JOIN(2021) 2 final.

(4)

L'approccio strategico dell'Unione europea alla regione del Mar Nero (JOIN(2025) 135 final).

(5)

JOIN(2022) 13 final.

(6)

Compreso il piano Mattei per l'Africa e il relativo processo di Roma.

(7)

Regolamento (UE) 2021/947.

(8)

  Bilancio dell'UE 2028-2034 .

(9)

In particolare la Banca europea per gli investimenti (BEI) e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS).

(10)

JRC143548. I dati mostrano che, nell'arco di circa un trentennio, nella regione del Mediterraneo meridionale si passerà a modelli demografici simili a quelli osservati oggi nell'UE. Attualmente la maggior parte dei paesi della sponda meridionale del Mediterraneo presenta un rapporto tra popolazione in età lavorativa e anziani (ultrasessantacinquenni) compreso tra il 12 e il 15 %. Tuttavia, stando alle previsioni, entro il 2060 tale rapporto scenderà a circa il 5 %, poco al di sopra dei livelli osservati nell'UE. Questi cambiamenti renderanno necessario passare da modelli di crescita economica fondati su una forza lavoro in espansione a modelli incentrati sull'incremento della produttività del lavoro.

(11)

JRC143548. Il rapporto medio lordo dei laureati dei programmi di primo livello (ISCED 6 e 7) nell'istruzione terziaria per i 6 paesi del Mediterraneo meridionale per i quali sono disponibili dati è del 32,7 %, rispetto a una media UE del 44,1 %.

(12)

Il rapporto tra la popolazione attiva (ossia le persone che hanno un lavoro o che lo cercano attivamente) e la popolazione in età lavorativa è inferiore al 50 % nei paesi del Mediterraneo meridionale, e per le donne arriva solo al 30 %, a fronte di quasi il 75 % nell'UE (Ratio of active population to working age population 15-65, 2023, Eurostat).

(13)

COM(2025) 90 final.

(14)

JRC143548. La migrazione ha un effetto positivo sul benessere dei paesi del Mediterraneo meridionale e attenua la pressione sul mercato del lavoro nell'UE. Studiare nell'UE rappresenta un canale sempre più importante di ingresso nel mercato del lavoro dell'Unione per i cittadini del vicinato meridionale.

(15)

  Garanzia per i giovani rafforzata - Commissione europea .

(16)

Come Erasmus+, Orizzonte Europa, PRIMA, THAMM+, i programmi nell'ambito dello strumento di partenariato per la mobilità (MPF), Medusa Connectivity Network e con il sostegno dell'Osservatorio mediterraneo delle competenze della Fondazione europea per la formazione (ETF).

(17)

  UNESCO World Heritage Centre - World Heritage List .

(18)

Anche tramite l'eventuale estensione del  progetto di cooperazione internazionale AfrIPI .

(19)

Come i Giochi del Mediterraneo e la Coppa del mondo del 2030.

(20)

JOIN(2021) 30 final.

(21)

COM(2025) 85 final.

(22)

Tra cui anche la convenzione paneuromediterranea sulle norme di origine preferenziali.

(23)

Eventualmente anche nel contesto dell'assistenza macrofinanziaria dell'UE.

(24)

Secondo le statistiche della Banca mondiale, nel Mediterraneo meridionale le MPMI rappresentano il 90 % del numero totale di imprese e contribuiscono per due terzi del PIL e per il 75 % dell'occupazione.

(25)

BlueInvest è aperto alle start-up innovative dell'economia blu e alle PMI tecnologiche del Mediterraneo.

(26)

COM(2025) 270 final.

(27)

Il meccanismo di avviamento regionale potrebbe sfruttare l'esperienza del Consiglio europeo per l'innovazione (CEI) – finanziamenti in capitale di rischio del CEI per sostenere l'innovazione deep tech europea, in particolare per i paesi della regione che sono associati a Orizzonte Europa e che già ne beneficiano.

(28)

In linea con la strategia digitale internazionale dell'UE, JOIN(2025) 140 final.

(29)

  Il pacchetto di strumenti dell'UE per la sicurezza del 5G .

(30)

  Fabbriche di IA | Plasmare il futuro digitale dell'Europa .

(31)

Le riforme possono riguardare l'accesso di terzi alla rete, gli accordi di acquisto di energia elettrica, la trasparenza e la riforma delle tariffe, compreso il grado di corrispondenza ai costi, la separazione, la liberalizzazione dei mercati all'ingrosso e al dettaglio, il commercio transfrontaliero e l'integrazione regionale.

(32)

Sarà necessaria una cooperazione normativa con i paesi del Mediterraneo meridionale per consentire l'adozione di requisiti compatibili con il quadro dell'UE sia per l'energia elettrica che per i combustibili rinnovabili. Saranno necessari accordi specifici con i paesi terzi per consentire il riconoscimento reciproco delle garanzie di origine.

(33)

Azione collegata ai partenariati per le energie rinnovabili esistenti (patto per le competenze) e ai relativi progetti Erasmus+, come SHOREWINNER.

(34)

  Convenzione di Barcellona e relativi protocolli | UNEPMAP .

(35)

COM(2025) 281 final.

(36)

COM(2025) 280 final.

(37)

Osservatorio dell'economia blu presso l'Unione europea.

(38)

In particolare ai fini della ratifica e dell'attuazione dell'accordo sulla biodiversità marina delle zone non soggette a giurisdizione nazionale (accordo BBNJ).

(39)

  Partenariato per la ricerca e l'innovazione nell'area mediterranea (PRIMA) .

(40)

  BlueMissionMed .

(41)

Regolamento (UE) 2023/2405 (PE/29/2023/REV/1).

(42)

Regolamento (UE) 2023/1805 (PE/26/2023/INIT).

(43)

Costruire una strategia portuale europea globale (P9 TA(2024)0025).

(44)

Diversi Stati membri dell'UE (Cipro, Croazia, Francia, Grecia, Italia, Malta, Slovenia e Spagna) e Algeria, Egitto, Israele, Libano, Libia, Marocco, Siria e Tunisia partecipano al Centro regionale di coordinamento e controllo per la prevenzione e la lotta all'inquinamento nel Mediterraneo (REMPEC), gestito dall'Organizzazione marittima internazionale (IMO) e operante nel quadro della convenzione di Barcellona amministrata dall'UNEP.

(45)

Il concetto di nodi urbani TEN-T permette 1) il riconoscimento dell'importante ruolo delle città nell'intera rete di trasporto, 2) l'elaborazione di piani urbani di mobilità sostenibile (PUMS) per l'area funzionale intorno alle città, 3) la raccolta di dati sulla sicurezza, la sostenibilità e l'accessibilità e 4) la costruzione di nodi multimodali.

(46)

  Strategia per la sicurezza marittima - Commissione europea .

(47)

Tra cui EUNAVFOR ATALANTA ed EUNAVFOR ASPIDES nel Mar Rosso, la missione consultiva dell'UE a sostegno della riforma del settore della sicurezza in Iraq (EUAM Iraq), la missione dell'UE di assistenza alle frontiere per il valico di Rafah (EUBAM Rafah) e la missione di polizia dell'UE per i territori palestinesi (EUPOL COPPS).

(48)

Gli accordi definiscono i termini della partecipazione di paesi terzi alle operazioni dell'UE di gestione delle crisi e le relazioni di tali paesi con l'UE nello svolgimento delle missioni e operazioni.

(49)

  How to Detect & Analyse Identity-Based Disinformation/FIMI: A Practical Guide to Conduct Open Source Investigations | SEAE .

(50)

JOIN(2025) 9 final.

(51)

JOIN(2025)130 final.

(52)

  Ensuring global food supply and food security - Commissione europea .

(53)

COM(2025) 75 final.

(54)

  Home - Programme Interreg Euro-MED .

(55)

Le iniziative regionali esistenti comprendono, ad esempio, la cooperazione consolidata nel settore della lotta agli incendi tra Cipro, Giordania e Egitto. La creazione di un nuovo hub europeo per a lotta agli incendi è stata proposta dalla presidente della Commissione von der Leyen nel discorso sullo stato dell'Unione 2025.

(56)

Ad esempio, gli algoritmi di IA potrebbero essere integrati nel sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi e nel sistema globale di informazione sugli incendi boschivi. AI per il bene pubblico | Plasmare il futuro digitale dell'Europa .

(57)

COM(2024) 251 final.

(58)

  Call to Action on a Global Alliance to Counter Migrant Smuggling .

(59)

Già avviati in Marocco, Tunisia ed Egitto.

(60)

L'Unione per il Mediterraneo ha sviluppato competenze in settori specifici quali l'istruzione, l'occupazione e lo sviluppo economico, l'acqua, l'ambiente e l'economia blu, la gestione delle crisi e la protezione civile.