COMMISSIONE EUROPEA
Bruxelles, 20.11.2025
COM(2025) 801 final
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI
Strategia europea di formazione giudiziaria 2025-2030
Creare un ambiente favorevole alla strategia DigitalJustice@2030
1.Una strategia di formazione giudiziaria per il periodo 2025-2030
La digitalizzazione e l'adozione di soluzioni di IA sono essenziali per sviluppare la capacità delle pubbliche amministrazioni dell'UE di fornire servizi pubblici efficienti e di alta qualità in modo efficace sotto il profilo dei costi. Ciò è altrettanto vero e di fondamentale importanza nel settore della giustizia, in cui la trasformazione digitale ha il potenziale di migliorare l'efficienza e la qualità dei sistemi giudiziari e l'accesso alla giustizia.
I paesi che dispongono di sistemi giudiziari efficaci, garantiscono l'accesso alla giustizia e assicurano un'elevata qualità della giustizia e la trasparenza hanno maggiori probabilità di attrarre investimenti. La digitalizzazione e l'IA possono pertanto contribuire alla crescita e alla competitività delle economie dell'UE. La qualità della giustizia può migliorare nel momento in cui gli operatori della giustizia si concentrano sul loro dovere fondamentale di rendere giustizia, ricorrendo invece agli strumenti digitali per svolgere compiti tecnici e di routine. La digitalizzazione della giustizia ha il potenziale di garantire un accesso più rapido e semplice alla giustizia, avvicinandola sia ai cittadini che alle imprese. La digitalizzazione della giustizia è inoltre importante per rendere la giustizia più resiliente alle crisi, come emerso durante la pandemia di COVID-19. Il ruolo cruciale della digitalizzazione è stato ribadito nel nuovo patto per la competitività europea del Consiglio europeo e negli
orientamenti politici della presidente von der Leyen 2024-2029
.
La strategia "DigitalJustice@2030" della Commissione mira ad accelerare la digitalizzazione dei sistemi giudiziari dell'UE entro il 2030. Nella pratica ciò significa sostenere lo sviluppo di strumenti digitali nel settore della giustizia per migliorare l'efficienza e consentire agli Stati membri di imparare gli uni dagli altri per quanto riguarda lo sviluppo e l'uso di strumenti e infrastrutture digitali. Entro il 2030 tutti gli operatori della giustizia, le imprese e i cittadini dovrebbero poter beneficiare di un facile accesso online a tutta la legislazione e a tutta la giurisprudenza. Si prevede inoltre che ogni Stato membro si adopererà per disporre di un unico punto di accesso digitale che consenta a chiunque, comprese le persone con disabilità, di contattare gli organi giurisdizionali, partecipare alle udienze nonché avviare e portare avanti un procedimento giudiziario ovunque e in qualsiasi momento. Ciò aumenterà notevolmente l'accesso alla giustizia, riducendo nel contempo i costi.
Per sfruttare questo potenziale è necessario che gli operatori della giustizia acquisiscano le competenze, le conoscenze e la consapevolezza necessarie. A tal fine, la formazione giudiziaria è fondamentale e costituisce un fattore essenziale della visione "DigitalJustice@2030", colmando le carenze di competenze digitali evidenziate nelle relazioni Draghi, Letta e Niinistö. La strategia europea in materia di giustizia elettronica 2024-2028 del Consiglio ha sottolineato che la trasformazione digitale della giustizia deve includere la responsabilizzazione digitale degli utenti e lo sviluppo delle loro capacità, e che occorre prestare particolare attenzione alla formazione dei professionisti della giustizia.
Per sostenere gli obiettivi della strategia "DigitalJustice@2030", la presente strategia di formazione giudiziaria invita a prendere misure specifiche che incentivino un ambiente favorevole al miglioramento delle competenze degli operatori della giustizia per quanto riguarda l'uso degli strumenti e delle infrastrutture digitali, sviluppino le loro conoscenze in materia di diritto sostanziale e procedurale dell'UE e nazionale affinché siano adeguate alle esigenze dell'economia e della società digitali e sensibilizzino alla necessità della digitalizzazione. Un elemento centrale in tal senso è fare in modo che gli operatori acquisiscano le competenze di cui hanno bisogno per utilizzare le nuove tecnologie. In linea con le conclusioni del Consiglio sull'uso dell'intelligenza artificiale nel settore della giustizia, gli erogatori di formazione sono invitati a formare gli operatori della giustizia e a fornire loro i mezzi per far fronte alla digitalizzazione dei sistemi giudiziari, in particolare l'uso dell'IA nella giustizia.
2.Obiettivi
2.1.Competenze digitali
L'Europa ha bisogno di un nuovo approccio alle competenze. Per questo motivo la Commissione europea ha introdotto l'Unione delle competenze, un piano che mira a garantire che tutti in Europa abbiano la possibilità di costruire solide basi di competenze, impegnarsi nel miglioramento del livello delle competenze lungo tutto l'arco della vita e acquisire tutte le competenze digitali di base e avanzate necessarie per svolgere le loro funzioni. La Commissione europea ha inoltre adottato il programma strategico per il decennio digitale, in cui ha formulato l'obiettivo secondo cui entro il 2030 i servizi pubblici fondamentali dovrebbero essere forniti al 100 % online. La comunicazione della Commissione europea dal titolo "Rafforzamento dello spazio amministrativo europeo (ComPAct)" prevede misure concrete per promuovere l'uso sostenibile ed efficace delle tecnologie emergenti e lo sviluppo delle competenze digitali della forza lavoro pubblica.
Per conseguire questi obiettivi, tutti gli operatori della giustizia devono acquisire le competenze necessarie in materia di informatica e IA. Dovrebbero essere in grado di utilizzare efficacemente gli strumenti digitali, compresa l'IA, e le infrastrutture digitali e applicare in modo competente procedure e strumenti transfrontalieri digitalizzati, tra cui il sistema informatico decentrato istituito dal regolamento (UE) 2023/2844. Inoltre dovrebbero poter accedere alle banche dati digitali a livello transfrontaliero e gestire l'impatto della digitalizzazione sui procedimenti giudiziari. A seconda dei loro ruoli professionali, dovrebbero essere in grado di gestire le cause in formato digitale, ossia valutare, trasferire ed elaborare correttamente i documenti digitali e utilizzare la videoconferenza in modo appropriato onde garantire il rispetto dei diritti e delle garanzie procedurali per indagati, imputati, ricercati e vittime, l'accessibilità per le persone con disabilità e il rispetto degli obblighi in materia di protezione dei dati. Poiché molti atti procedurali sono elaborati dal personale giudiziario o richiedono comunque il loro coinvolgimento, anch'essi dovrebbero beneficiare di una formazione regolare in materia di competenze digitali. La formazione giudiziaria dovrebbe inoltre consentire agli operatori della giustizia di utilizzare sistemi digitali che migliorino l'accesso dei minori alla giustizia e alla tutela giudiziaria, salvaguardando nel contempo i loro diritti di partecipazione.
I sistemi di formazione devono diventare più reattivi alle mutevoli esigenze in termini di competenze nonché alle carenze di competenze derivanti dagli sviluppi tecnologici che hanno un impatto sui sistemi giudiziari. La formazione dovrebbe consentire agli operatori della giustizia di adattarsi all'evoluzione del contesto giuridico, e ridurre le carenze di competenze digitali. Per gestire le sfide poste dalla trasformazione digitale è necessaria una collaborazione efficace tra operatori della giustizia, esperti informatici e organismi competenti.
La formazione dovrebbe inoltre consentire agli operatori della giustizia di migliorare l'efficienza grazie all'uso degli strumenti di IA. Parallelamente dovrebbe promuovere un uso efficiente e responsabile degli strumenti di IA nel settore della giustizia, nel rispetto del quadro giuridico dell'UE. Nell'ambito della diffusione dei sistemi di IA, gli operatori della giustizia e gli altri membri del personale delle amministrazioni giudiziarie devono avere una solida conoscenza di come utilizzare gli strumenti di IA in modo efficiente e responsabile nei rispettivi ambienti di lavoro. Le iniziative di formazione dovrebbero dare priorità allo sviluppo dell'alfabetizzazione in materia di IA e alle competenze necessarie per comprendere, valutare e applicare in modo appropriato gli strumenti di IA. Ciò comprende la piena consapevolezza dei benefici, limiti e rischi intrinseci di tali strumenti, nonché la garanzia del rispetto del quadro giuridico applicabile.
Il deposito elettronico degli atti giudiziari richiede che il personale delle amministrazioni giudiziarie sia formato per gestire efficacemente i sistemi di deposito elettronico e garantire che tali sistemi siano utilizzati al massimo delle loro potenzialità. Il personale deve essere adeguatamente formato per gestire correttamente i dati giudiziari, ad esempio per pubblicare le decisioni giudiziarie online e rendere tali informazioni accessibili in un formato strutturato, leggibile meccanicamente e scaricabile, che confluirà poi nello spazio europeo dei dati giuridici. Per comprendere l'interazione tra sistemi e dati, la formazione giudiziaria dovrebbe occuparsi della questione dell'interoperabilità. A tal fine è possibile attingere dal lavoro dell'Accademia per un'Europa interoperabilenel contesto del regolamento (UE) 2024/903 (regolamento su un'Europa interoperabile). Per rafforzare le competenze digitali degli operatori della giustizia nell'esercizio delle loro funzioni ("competenze giudiziarie elettroniche"), i temi della formazione dovrebbero includere la gestione elettronica delle cause, la gestione elettronica degli organi giurisdizionali, la leadership, la comunicazione mediante mezzi elettronici, l'etica, la cibersicurezza e la resilienza. I responsabili e le altre figure direttive nel settore della giustizia devono inoltre sviluppare competenze in materia di gestione del cambiamento per adattarsi efficacemente ai progressi tecnologici, attuare nuove pratiche e guidare la transizione digitale sia all'interno delle amministrazioni giudiziarie che in collaborazione con tutti i portatori di interessi del settore della giustizia. Tali competenze sono essenziali per garantire una transizione agevole verso nuovi sistemi e tecnologie digitali.
Gli obiettivi fondamentali e le azioni richieste nella presente strategia europea di formazione giudiziaria sono pienamente compatibili con le misure specifiche previste nel piano di attuazione della comunicazione della Commissione sul rafforzamento dello spazio amministrativo europeo (ComPAct).
Azione 1: rendere la formazione disponibile a tutti gli operatori della giustizia affinché possano sviluppare la loro alfabetizzazione informatica e in materia di IA, garantendo che la formazione sia adattata alle loro responsabilità e ai loro ruoli specifici.
Azione 2: fornire moduli di formazione specifici e adeguati per accompagnare tutti gli atti giuridici dell'UE nel settore della cooperazione giudiziaria e del riconoscimento reciproco che includono una componente digitale. Inoltre fornire una formazione adeguata, disponibile per tutti gli utenti, che sia di accompagnamento agli strumenti e alle infrastrutture informatiche che devono essere utilizzati degli operatori della giustizia.
Azione 3: per ciascun atto giuridico sulla cooperazione giudiziaria che rientra nell'ambito di applicazione del regolamento sulla digitalizzazione, fornire un modulo di formazione, disponibile in tutte le lingue dell'UE, sull'uso degli strumenti digitali istituiti da tale regolamento.
Azione 4: invitare le reti europee degli operatori della giustizia a individuare, documentare e promuovere sistematicamente le esperienze positive e gli insegnamenti tratti dall'introduzione di strumenti e infrastrutture informatici nel settore della giustizia.
Azione 5: introdurre progressivamente un quadro di certificazione delle competenze digitali degli operatori della giustizia, che rispecchi le esigenze e caratteristiche specifiche delle diverse professioni.
2.2.Diritto sostanziale nel contesto dell'economia e della società digitali e strumenti di cooperazione transfrontaliera
La transizione digitale ha portato (e continuerà a portare) all'introduzione di nuovi atti legislativi che disciplinano l'uso delle nuove tecnologie in molti settori dell'economia e della società digitali. Ha inoltre comportato (e comporterà) modifiche delle leggi esistenti, al fine di far fronte alle nuove sfide tecnologiche. È pertanto indispensabile che gli operatori della giustizia conoscano e applichino il diritto sostanziale che risponde alle esigenze dell'economia e della società digitali, tra cui il regolamento sull'IA, il regolamento sui dati, il regolamento su un'Europa interoperabile, il regolamento sui mercati digitali, il regolamento sui servizi digitali, la direttiva sul contenuto digitale, la direttiva sulla vendita di beni, la direttiva sulla responsabilità per danno da prodotti difettosi e il regolamento relativo ai contenuti terroristici online. Gli operatori della giustizia devono inoltre conoscere il diritto dell'UE in materia di protezione dei dati, ad esempio il regolamento generale sulla protezione dei dati, la direttiva sulla protezione dei dati nelle attività di polizia e giudiziarie e il regolamento sulla protezione dei dati nell'ambito delle istituzioni UE, che è pertinente nel contesto della digitalizzazione della giustizia, e seguire una formazione pratica al riguardo. Hanno bisogno anche di conoscere le leggi in materia di accessibilità digitale, come l'atto europeo sull'accessibilità. Le transazioni digitali transfrontaliere complesse, l'uso di un approccio digitale nel quadro di diritto societario del proposto 28º regime, il processo decisionale basato su algoritmi e il trattamento dei dati personali sono solo alcuni esempi di ambiti in cui possono sorgere controversie che le normative esistenti – su cui gli operatori della giustizia sono stati inizialmente formati – potrebbero non essere destinate a disciplinare. Pertanto, quando viene adottata una nuova normativa o una modifica della normativa esistente ed emerge la relativa giurisprudenza della CGUE, il continuo miglioramento del livello delle competenze degli operatori della giustizia diventa essenziale per garantire che le decisioni siano adottate conformemente alle nuove norme giuridiche e siano applicate correttamente ed efficacemente.
Gli operatori della giustizia devono inoltre avere una conoscenza approfondita del diritto processuale e della cooperazione transfrontaliera resa possibile da ambienti giudiziari digitalizzati. Il regolamento sull'assunzione delle prove e il regolamento relativo alla notificazione o comunicazione degli atti impongono che a partire dal 1º maggio 2025 le comunicazioni tra le autorità giudiziarie avvengano per via elettronica utilizzando i sistemi informatici decentrati istituiti a norma di tali atti. È pertanto importante che gli operatori della giustizia, oltre a conoscere bene il quadro giuridico istituito da questi due regolamenti, siano adeguatamente formati all'utilizzo dei sistemi informatici decentrati.
Il regolamento (UE) 2023/2844 ha introdotto un importante aggiornamento digitale dei canali di comunicazione esistenti nel settore della cooperazione giudiziaria transfrontaliera. Gli operatori della giustizia dovranno essere pienamente competenti nell'uso del sistema informatico decentrato e del punto di accesso elettronico europeo istituito da tale regolamento in modo da poter svolgere efficacemente i loro compiti. Ad esempio, un avvocato che intende avviare una controversia di modesta entità conformemente al procedimento europeo per le controversie di modesta entità dovrebbe, oltre a conoscere le fasi procedurali di cui al regolamento sulle controversie di modesta entità, essere in grado di avvalersi del punto di accesso elettronico europeo per trasmettere la domanda all'organo giurisdizionale competente di un altro Stato membro. A sua volta, il giudice che riceve la domanda nello Stato membro in cui si svolge il procedimento giudiziario dovrà essere in grado di utilizzare il sistema informatico decentrato per trattare la domanda e trasmettere all'attore la risposta dell'organo giurisdizionale. Analogamente, un pubblico ministero che emette un mandato d'arresto europeo deve sapere chiaramente quando trasmetterlo attraverso il sistema d'informazione Schengen e quando e come utilizzare il sistema informatico decentrato istituito a norma del regolamento (UE) 2023/2844.
La stessa formazione giudiziaria è necessaria anche in relazione alla piattaforma di collaborazione per le squadre investigative comuni e i sistemi informatici decentrati istituiti dal regolamento di modifica (UE) 2023/2131 per quanto riguarda lo scambio digitale di informazioni nei casi di terrorismo, dal regolamento sulle prove elettroniche e dal regolamento sul trasferimento dei procedimenti penali.
Più in generale, gli operatori della giustizia dovrebbero saper utilizzare gli strumenti digitali, in particolare gli strumenti di IA, nella piena consapevolezza dei loro limiti e delle norme che ne disciplinano l'uso nonché dei rischi intrinseci di tali strumenti. Ad esempio, gli operatori della giustizia dovrebbero essere in grado di utilizzare correttamente un sistema di IA di conversione del parlato in testo per poter trascrivere le registrazioni audio dei procedimenti giudiziari e delle udienze che diventano poi parte del fascicolo, o di accedere ai dati necessari per le indagini penali provenienti dai fornitori di servizi.
Azione 6: garantire che i programmi nazionali di formazione iniziale e le offerte di formazione continua per gli operatori della giustizia trattino:
- il diritto sostanziale pertinente per l'economia e la società digitali, anche per quanto riguarda la tutela dei diritti dei singoli e delle imprese nello spazio digitale;
- gli strumenti di cooperazione giudiziaria transfrontaliera e di riconoscimento reciproco dell'UE in materia civile, commerciale e penale, prestando particolare attenzione alla digitalizzazione.
Azione 7: invitare le reti europee degli operatori della giustizia a individuare, documentare e promuovere regolarmente lo scambio delle buone pratiche apprese durante la formazione.
2.3.Sensibilizzazione
La digitalizzazione dei sistemi giudiziari nazionali e la cooperazione transfrontaliera in materia civile e penale stanno accelerando, e lo sviluppo delle nuove tecnologie utilizzabili nel settore della giustizia sta progredendo ancora più rapidamente. Gli operatori della giustizia devono pertanto essere consapevoli del potenziale delle nuove tecnologie per la semplificazione del loro lavoro e l'aumento dell'efficienza. Dovrebbero inoltre essere consapevoli che tutti gli operatori della giustizia necessitano di solide competenze digitali per padroneggiare un ambiente di lavoro digitale.
Gli operatori della giustizia devono inoltre essere coscienti del possibile impatto delle moderne tecnologie, compresa l'IA, sui diritti e sui valori fondamentali. La formazione dovrebbe pertanto mettere in luce il rapporto tra l'IA e l'indipendenza della magistratura.
La tecnologia nel settore della giustizia dovrebbe sostenere, e non sostituire, il giudizio umano e la responsabilità professionale. Il suo obiettivo è liberare capacità tra gli operatori della giustizia affinché questi possano concentrarsi sui loro compiti fondamentali. Questo approccio equilibrato è essenziale non solo per mantenere la motivazione professionale, ma anche per salvaguardare la fiducia dei cittadini. Inoltre deve costituire l'oggetto di formazioni per i responsabili e le altre figure direttive che attuano cambiamenti nelle amministrazioni giudiziarie.
Infine la formazione dovrebbe preparare gli operatori della giustizia a svolgere un ruolo proattivo nell'ideazione, nello sviluppo e nella diffusione di prodotti e servizi digitali riguardanti il loro lavoro. I processi di trasformazione digitale dovrebbero essere concepiti con e per gli operatori della giustizia, in modo che siano realmente utili ai loro compiti quotidiani.
Azione 8: mettere a disposizione di tutti gli operatori della giustizia formazioni specifiche sulla pertinenza, sull'utilità e sull'impatto della digitalizzazione, in particolare in relazione all'uso dell'IA, nonché sui ruoli e sulle responsabilità degli operatori della giustizia.
Azione 9: formare i responsabili e le altre figure direttive nel settore della giustizia a promuovere attivamente la transizione digitale e a progettare processi di trasformazione inclusivi.
Azione 10: includere in ogni programma di apprendimento giudiziario un modulo relativo agli aspetti correlati della digitalizzazione.
Azione 11: facilitare gli scambi professionali transfrontalieri al fine di rafforzare la consapevolezza digitale.
2.4.Altri obiettivi di formazione
2.4.1.Diritti fondamentali e Stato di diritto
La formazione giudiziaria sui diritti fondamentali è importante per costruire sistemi giudiziari che rispettino i valori fondanti dell'UE in materia di Stato di diritto, democrazia e uguaglianza. Tali sistemi giudiziari godono di fiducia, che a sua volta stimola la crescita. Pertanto il rispetto dello Stato di diritto e il buon funzionamento dei sistemi giudiziari sostengono l'imprenditorialità e gli investimenti.
Giudici e operatori della giustizia indipendenti svolgono un ruolo centrale nell'attuazione della Carta dei diritti fondamentali dell'UE e del diritto derivato dell'UE, in quanto li rendono concreti per i cittadini. Nella sua strategia volta a rafforzare l'applicazione della Carta dei diritti fondamentali, la Commissione si è impegnata a dare priorità alle opportunità di formazione sull'applicazione della Carta, sul suo ambito di applicazione, sul suo contenuto e sulla relativa giurisprudenza, nonché sulla sua interazione con la Convenzione europea dei diritti dell'uomo. La formazione sui diritti fondamentali dovrebbe riguardare anche l'acquis specifico dell'UE, ad esempio la protezione degli informatori, la protezione contro l'incitamento all'odio o i reati generati dall'odio e una giustizia a misura di minore. Altre priorità in materia di formazione sono indicate nella strategia dell'UE sui diritti dei minori, che sollecita una formazione sui principi fondamentali, quali l'interesse superiore del minore e il diritto del minore di essere ascoltato, e la necessità di procedure di accesso e di protezione adeguate all'età nel quadro della giustizia. È altresì necessario offrire una formazione per assicurare l'applicazione della legislazione in materia di non discriminazione, anche in relazione alle persone con disabilità. Più in generale, la parità di genere deve essere integrata non solo nei contenuti della formazione giudiziaria ma anche nella sua organizzazione, compresa la selezione dei partecipanti alla formazione, il coinvolgimento di esperti e la raccolta di dati.
Azione 12: adoperarsi affinché i programmi nazionali di formazione iniziale e l'offerta di formazione continua per gli operatori della giustizia trattino:
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l'acquis dell'UE in materia di Stato di diritto;
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l'acquis dell'UE in materia di diritti fondamentali e non discriminazione, compresa l'applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell'UE, i diritti procedurali e i meccanismi di ricorso esistenti.
2.4.2.Settori di formazione ricorrenti dell'UE
Grazie alla formazione giudiziaria, gli operatori della giustizia acquisiscono le competenze necessarie per applicare sistematicamente il diritto dell'UE nella loro pratica quotidiana, garantendone il primato e, se del caso, l'effetto diretto. Ciò implica il costante rispetto nei procedimenti nazionali dei diritti e degli obblighi sanciti dal diritto dell'UE. Per difendere l'integrità e l'efficacia dell'ordinamento giuridico dell'UE, gli operatori della giustizia devono mantenere aggiornate le loro conoscenze in materia di legislazione dell'UE e della pertinente giurisprudenza della CGUE. Ciò richiede una formazione in merito, in assenza della quale i nuovi strumenti giuridici e la nuova giurisprudenza non possono conseguire l'impatto desiderato. Questo è particolarmente importante per quanto riguarda gli strumenti dell'UE che disciplinano la cooperazione giudiziaria transfrontaliera e il principio del riconoscimento reciproco. La formazione giudiziaria è la pietra angolare della costruzione di uno spazio europeo di giustizia più forte e coeso che difenda lo Stato di diritto e i diritti dei cittadini.
La cooperazione giudiziaria può essere efficace solo se gli Stati membri considerano le decisioni adottate dalle autorità competenti di altri Stati membri equivalenti alle proprie, il che implica la fiducia non solo nell'adeguatezza delle norme degli altri Stati membri, ma anche nella loro corretta applicazione. Le esigenze emergenti e le sfide pratiche nell'applicazione degli strumenti di cooperazione giudiziaria e di riconoscimento reciproco dell'UE nel settore del diritto civile, commerciale e penale devono pertanto essere affrontate attraverso la formazione, prestando particolare attenzione alla digitalizzazione per garantire l'esercizio moderno ed efficiente della giustizia a livello transfrontaliero.
Nel settore della cooperazione giudiziaria civile esistono già oltre 20 strumenti. La loro corretta applicazione si basa sulla formazione degli operatori della giustizia su strumenti quali il regolamento Bruxelles I bis, il regolamento Bruxelles II ter, il regolamento relativo alla notificazione o comunicazione degli atti, il regolamento in materia di successioni, o la direttiva anti-SLAPP. Tali strumenti, congiuntamente, formano una parte dell'acquis dell'UE che è piuttosto tecnica e spesso non sufficientemente compresa, nonostante la sua crescente importanza a causa dell'aumento della circolazione transfrontaliera delle persone e degli scambi commerciali.
Per quanto riguarda la cooperazione giudiziaria transfrontaliera in materia penale, è importante che gli operatori della giustizia siano adeguatamente formati per garantire la corretta applicazione dei numerosi strumenti dell'UE vigenti. La maggior parte di tali strumenti, tra cui nuovi strumenti quali le norme sulle prove elettroniche, il nuovo regolamento sul trasferimento dei procedimenti e altri atti legislativi pertinenti come la recente direttiva riguardante il recupero e la confisca dei beni, si basa sul principio del riconoscimento reciproco. Per combattere efficacemente la criminalità transfrontaliera gli operatori della giustizia devono conoscere il modo in cui i reati sono armonizzati e sanzionati nell'UE, in particolare le recenti direttive sulla violazione delle misure restrittive dell'Unione e sulla tutela penale dell'ambiente, nonché la direttiva relativa alla lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell'Unione mediante il diritto penale e la direttiva sulla lotta al riciclaggio mediante il diritto penale. È importante sottolineare che la direttiva anti-tratta, quale modificata nel 2024, impone specificamente agli Stati membri di promuovere o offrire al personale giudiziario una formazione specializzata sui reati relativi alla tratta di esseri umani.
Gli operatori della giustizia devono inoltre essere a conoscenza degli organi e delle agenzie dell'UE competenti il cui mandato è sostenere la cooperazione giudiziaria e con cui le autorità nazionali devono collaborare per garantire una reazione rapida e coordinata alle minacce poste dalla criminalità transfrontaliera. È pertanto opportuno fornire una formazione anche sui compiti e sui poteri della Procura europea (EPPO) e di Eurojust nonché sugli obblighi correlati delle autorità nazionali di cooperare con gli stessi.
La strategia dell'UE sui diritti delle vittime (2020-2025) sottolinea che la formazione in materia di diritti delle vittime è essenziale e deve raggiungere effettivamente tutti i soggetti pertinenti che entrano in contatto con le vittime, come le autorità giudiziarie. Un altro settore in cui la formazione è utile è il mercato unico, che è fondamentale per la competitività dell'UE. Il mercato unico può prosperare solo se le sue norme, in particolare quelle nel settore della libera circolazione, sono applicate correttamente, per cui è fondamentale che queste siano adeguatamente comprese dagli operatori della giustizia. Gli obiettivi della politica ambientale dell'UE e la corretta applicazione del diritto ambientale dell'UE possono essere conseguiti solo se gli operatori della giustizia con funzioni pertinenti ricevono una formazione specializzata.
Infine, i membri della magistratura potrebbero trarre beneficio anche da formazioni sulla trattazione delle azioni rappresentative, quali previste nella direttiva sulle azioni rappresentative e nella direttiva riveduta sulla risoluzione alternativa delle controversie.
I temi di formazione di cui sopra sono stati inclusi nelle precedenti strategie di formazione giudiziaria europea e l'UE ha fornito un sostegno consistente per lo sviluppo di formazioni su tali temi. Poiché questi settori rimangono pertinenti, gli erogatori di formazione giudiziaria dovrebbero continuare a trattarli nell'ambito delle loro attività. L'UE continuerà a offrire il suo sostegno, compatibilmente con i fondi disponibili.
Azione 13: garantire che i programmi nazionali di formazione iniziale e l'offerta di formazione continua per gli operatori della giustizia trattino:
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l'applicazione del diritto dell'UE nella pratica quotidiana;
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la legislazione dell'UE nuova e riveduta e la giurisprudenza pertinente della CGUE;
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la cooperazione giudiziaria transfrontaliera in materia civile e penale, compresi i pertinenti organi e agenzie dell'UE incaricati di sostenere la cooperazione giudiziaria;
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l'acquis dell'UE in materia di diritti e garanzie procedurali per indagati, imputati e ricercati nonché per le vittime di reato;
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l'acquis dell'UE relativo al mercato unico, in particolare nel settore della libera circolazione.
2.4.3.Allargamento
Per soddisfare i criteri di adesione all'UE, i paesi candidati e potenziali candidati devono seguire una formazione giudiziaria al fine di creare un sistema giudiziario indipendente, privo di corruzione, e sistemi giudiziari digitali efficaci e basati sulle conoscenze. La formazione è fondamentale anche per quanto riguarda le competenze giudiziarie, le competenze digitali e il diritto europeo, prestando particolare attenzione allo Stato di diritto, ai diritti fondamentali e alla loro applicazione nella pratica quotidiana. Il sostegno dell'UE dovrebbe mirare ad affrontare le sfide in questo ambito sulla base di una solida valutazione delle esigenze di formazione e di un approccio orientato ai problemi. Inoltre la formazione giudiziaria deve svolgere un ruolo importante nel processo di ripresa e ricostruzione dell'Ucraina.
Azione 14: garantire che la formazione giudiziaria nei paesi candidati e potenziali candidati tratti:
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l'acquis dell'UE, prestando particolare attenzione allo Stato di diritto e ai diritti fondamentali;
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le competenze giudiziarie.
3.Conseguimento degli obiettivi e realizzazione delle azioni
3.1.Gruppi destinatari e portatori di interessi
La presente strategia di formazione giudiziaria è rivolta ai magistrati e al personale giudiziario: giudici, pubblici ministeri e membri del personale giudiziario e delle procure, nonché altri operatori della giustizia associati al sistema giudiziario (avvocati che esercitano la professione privata, notai, ufficiali giudiziari, curatori fallimentari, mediatori, personale penitenziario e di sorveglianza, interpreti e traduttori giudiziari). La strategia affronta le esigenze di formazione iniziale/nell'entrata in servizio e continua, prestando particolare attenzione ai moltiplicatori e al personale giudiziario in quanto operatori di strumenti digitali. Poiché le esigenze di formazione variano a seconda dei gruppi professionali e degli Stati membri (o dei paesi candidati), è importante che le reti e le organizzazioni professionali, unitamente agli erogatori di formazione professionale, siano coinvolte nelle attività di formazione giudiziaria, in quanto conoscono meglio le situazioni e le diverse esigenze di formazione delle categorie di operatori della giustizia da queste rappresentate.
Occorre affrontare le disparità e le lacune nella formazione sul diritto dell'UE tra Stati membri, gruppi professionali e regioni geografiche. Le disparità tra i paesi candidati, anche nell'ambito della digitalizzazione della giustizia, dovrebbero essere prese in considerazione anche al momento della loro integrazione nelle pertinenti attività e reti di formazione.
La rete europea di formazione giudiziaria (REFG) svolge un ruolo importante in quanto piattaforma di coordinamento della formazione nazionale e transfrontaliera dei magistrati e del personale giudiziario.
Gli erogatori di formazione europei quali l'Accademia di diritto europeo, l'Istituto europeo di pubblica amministrazione, la REFG, la Fondazione europea dei giuristi (ELF) e altre organizzazioni di portatori di interessi nel settore della giustizia nonché i beneficiari dei fondi dell'UE dovrebbero organizzare formazioni transfrontaliere al fine di promuovere una prospettiva europea più ampia tra i partecipanti e facilitare la cooperazione transfrontaliera, gli scambi professionali e la creazione di reti tra gli operatori della giustizia. La REFG è in una buona posizione per rafforzare la fiducia reciproca, promuovere una cultura giudiziaria europea comune e garantire l'applicazione coerente del diritto dell'UE tra i magistrati e il personale giudiziario in tutti gli Stati membri. Questo lavoro potrebbe essere integrato e portato avanti dagli erogatori di formazione a livello nazionale.
Tutti gli erogatori di formazione a livello dell'UE dovrebbero essere promotori di approcci formativi innovativi e di nuove metodologie di formazione pilota. Inoltre dovrebbero sviluppare materiali formativi pronti all'uso o adattabili, tradotti in tutte le lingue dell'UE e riguardanti temi di formazione prioritari dell'UE, e renderli disponibili a fini formativi a livello nazionale. Tali materiali dovrebbero essere concepiti in modo da tenere conto di contesti, quadri giuridici e circostanze pratiche nazionali specifici ed essere adeguati o adattabili alle esigenze delle diverse categorie di operatori della giustizia.
La rete giudiziaria europea in materia penale e la rete giudiziaria europea in materia civile e commerciale contribuiscono alla formazione giudiziaria nel settore della cooperazione transfrontaliera fornendo risorse e competenze, sostenendo l'apprendimento tra pari, facilitando l'accesso alle informazioni pratiche e cooperando con gli erogatori di formazione giudiziaria.
3.2.Mobilitare i finanziamenti
A norma dell'articolo 11, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2023/2844, gli Stati membri sono tenuti a provvedere affinché parte del loro bilancio per la formazione sia destinato a garantire che i professionisti della giustizia e le autorità competenti ricevano la formazione necessaria per un uso efficiente del sistema informatico decentrato a norma di tale regolamento e per un uso appropriato della videoconferenza. Quando utilizzano l'IA nella giustizia, gli Stati membri devono altresì adempiere ai loro obblighi di alfabetizzazione in materia di IA derivanti dall'articolo 4 del regolamento sull'IA.
Attraverso la digitalizzazione della giustizia, una delle principali tendenze del nostro tempo sta rimodellando un settore che è fondamentale per una società funzionale. Vi è un ampio consenso sul fatto che la formazione giudiziaria sia una componente essenziale dell'ambiente favorevole necessario per il successo di questa trasformazione. Tuttavia, la formazione giudiziaria rimane di competenza nazionale e i bilanci nazionali per la formazione costituiscono la spina dorsale dei finanziamenti in questo settore. Il solo sostegno finanziario dell'UE alla formazione giudiziaria non è quindi sufficiente per ottenere un impatto significativo. È pertanto necessario combinare gli sforzi a livello sia nazionale che europeo per conseguire l'obiettivo comune di garantire il successo della digitalizzazione della giustizia tramite il contributo della formazione. La Commissione intende utilizzare i fondi disponibili per sostenere la formazione giudiziaria, incoraggiando le autorità nazionali, gli istituti di formazione giudiziaria e gli organismi professionali a realizzare azioni e ad attuare gli obiettivi di questa strategia in funzione delle diverse esigenze degli Stati membri. In tal modo i finanziamenti dell'UE possono generare un effetto leva sui bilanci nazionali.
Il programma Giustizia svolgerà un ruolo chiave nell'attuazione della presente strategia di formazione giudiziaria, fornendo sovvenzioni per azioni e sovvenzioni di funzionamento a sostegno di progetti di formazione transfrontalieri. La Commissione migliorerà il coordinamento interno affinché altri programmi dell'UE che contribuiscono alla formazione degli operatori della giustizia siano coerenti con le priorità della presente strategia di formazione giudiziaria. Gli strumenti di finanziamento devono essere gestiti e coordinati meglio per garantire l'uso più efficiente dei bilanci disponibili e massimizzare la fruizione delle opportunità di finanziamento esistenti. Inoltre occorre un maggior coordinamento e una maggiore integrazione degli obiettivi e delle azioni di questa strategia a livello strategico, tematico e operativo. Nel settore del diritto penale, una maggiore cooperazione con la piattaforma multidisciplinare europea di lotta alle minacce della criminalità (EMPACT) e l'Agenzia dell'Unione europea per la formazione delle autorità di contrasto (CEPOL) migliorerebbe la coerenza della formazione disponibile, garantendo nel contempo un forte coordinamento tra le autorità di contrasto e giudiziarie e realizzando potenzialmente economie di scala.
Già nell'ambito dell'attuale quadro finanziario pluriennale, i finanziamenti dell'UE e nazionali per la formazione giudiziaria devono essere coordinati meglio al fine di massimizzarne l'impatto. È infatti essenziale sviluppare sinergie efficaci tra i vari strumenti di finanziamento dell'UE nonché tra gli strumenti di finanziamento dell'UE e i bilanci nazionali per evitare sovrapposizioni e garantire che i contenuti formativi siano strettamente in linea con le esigenze concrete.
Nell'ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale, che copre il periodo 2028-2034, la Commissione ha proposto di rendere il bilancio dell'UE più semplice e flessibile, in modo da consentire di destinare i finanziamenti a nuove priorità ed esigenze. Uno dei principali obiettivi del nuovo quadro finanziario pluriennale è superare la frammentazione, le sovrapposizioni, le disparità e le diverse norme di finanziamento e raggruppare vari strumenti di finanziamento per coordinare e orientare meglio la spesa. Nell'ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale, il programma Giustizia continuerà quindi a concentrarsi sul sostegno alla digitalizzazione della giustizia e alla relativa formazione. Avendo riconosciuto che il programma Giustizia dovrebbe sostenere la digitalizzazione della giustizia a livello dell'UE, la Commissione ha proposto di aumentarne considerevolmente il bilancio, in modo da sostenere la formazione giudiziaria per la digitalizzazione della giustizia. Inoltre gli Stati membri riceveranno sostegno per la digitalizzazione dei loro sistemi giudiziari nazionali e per la relativa formazione attraverso i piani di partenariato nazionale e regionale. Questi piani di partenariato saranno ancorati alle priorità europee, ma saranno adattati alle esigenze specifiche degli Stati membri e delle regioni. Gli Stati membri potranno pertanto approfittare di questa opportunità integrando le priorità della strategia di formazione giudiziaria nei rispettivi piani nazionali.
Gli obiettivi della strategia di formazione giudiziaria saranno conseguiti meglio aumentando la trasparenza e rafforzando la cooperazione e il coordinamento tra tutti i portatori di interessi coinvolti nella formazione giudiziaria. La Commissione intende sostenere questi sforzi offrendo incentivi agli erogatori di formazione nazionali più efficaci per fornire assistenza ai loro omologhi attraverso partenariati regionali e promuovendo l'uso coordinato degli strumenti di finanziamento al fine di conseguire miglioramenti a lungo termine in tutta l'UE.
Infine la Commissione ha già sottolineato che un miglior allineamento tra le priorità di investimento dell'UE e quelle nazionali può ottimizzare l'impatto e l'efficacia dei finanziamenti correlati alla formazione. Ciò significa che i risultati formativi conseguiti attraverso i bilanci nazionali per la formazione possono essere ottimizzati se gli Stati membri allineano e coordinano i loro obiettivi nazionali di formazione con gli obiettivi e le azioni della presente strategia, pur adattandoli alle esigenze nazionali. Questo processo potrebbe essere rafforzato se gli Stati membri collaborassero per affrontare le sfide comuni. Il coordinamento dei finanziamenti nazionali e dell'UE può produrre sinergie che contribuiranno a creare l'ambiente favorevole necessario per la digitalizzazione della giustizia, rendendo nel contempo gli sforzi di formazione più sostenibili e sfruttando l'innovazione e la capacità. Un modello dal basso verso l'alto, integrato da un coordinamento a livello dell'UE, potrebbe consentire agli Stati membri di utilizzare sia i bilanci nazionali che quelli dell'UE.
Le reti europee che coordinano i loro membri nazionali saranno fondamentali per conseguire gli obiettivi e realizzare le azioni della strategia di formazione giudiziaria. In particolare, le reti europee di erogatori di formazione giudiziaria, come la REFG o il Consiglio degli ordini forensi europei (CCBE) attraverso l'ELF, dovrebbero coordinare gli sforzi degli istituti nazionali di formazione giudiziaria e degli organismi professionali creando un ambiente favorevole alla digitalizzazione della giustizia e garantire le sinergie, l'impatto e l'ottimizzazione dei finanziamenti di cui sopra. Tali reti dovrebbero adoperarsi per allineare le iniziative di formazione finanziate dall'UE e quelle finanziate a livello nazionale e istituire canali di comunicazione strutturati tra le istituzioni dell'UE e gli erogatori di formazione nazionali. Questo principio deve guidare l'utilizzo dei finanziamenti della Commissione da parte delle reti europee che sostengono la formazione degli operatori della giustizia negli Stati membri, assicurando che le risorse siano usate in modo efficiente e producano potenti effetti leva negli Stati membri.
Esistono diverse reti professionali a livello dell'UE che potrebbero inoltre svolgere un ruolo chiave nel contribuire a realizzare una comunicazione strutturata ed efficace tra le istituzioni dell'UE, i portatori di interessi nazionali nel settore della giustizia e gli erogatori di formazione nazionali. Tra queste figurano la rete europea dei Consigli di giustizia, la rete dei presidenti delle Corti supreme dell'Unione europea, l'Associazione dei Consigli di Stato e delle Corti supreme amministrative dell'Unione europea, la rete dei pubblici ministeri o istituzioni equivalenti presso le Corti supreme, il CCBE, l'Associazione europea degli avvocati penalisti, il Consiglio dei notariati dell'Unione europea, l'Unione europea dei funzionari giudiziari, l'Unione europea degli ufficiali giudiziari, la Fondazione europea degli ufficiali giudiziari, l'Organizzazione europea dei servizi penitenziari e correzionali, la Confederazione europea della probation, nonché le associazioni degli operatori della giustizia. Tali reti devono promuovere e contribuire a una formazione che sia in linea con gli obiettivi e gli inviti ad agire della strategia di formazione giudiziaria, sostenere lo sviluppo di capacità tra gli erogatori di formazione nazionali, condividere buone pratiche, definire norme, collegare i portatori di interessi e promuovere la cooperazione tra gli Stati membri in materia di programmi e progetti di formazione.
Azione 15: garantire che i finanziamenti dell'UE siano utilizzati dalle reti europee di erogatori di formazione per coordinare gli sforzi dei loro membri e realizzare sinergie tra la formazione finanziata dall'UE e quella finanziata a livello nazionale, al fine di promuovere un ambiente favorevole alla digitalizzazione della giustizia.
3.3.Sostegno della Commissione
La piattaforma di formazione europea (PFE) della Commissione sarà ulteriormente ampliata per fornire un pacchetto di strumenti di formazione giudiziaria veramente completo, che offra materiale formativo complementare di alta qualità finanziato da varie fonti e sia ben diffuso, coordinato e altamente visibile. La PFE dovrebbe promuovere sinergie ed evitare duplicazioni e sovrapposizioni al fine di massimizzare l'impatto delle risorse e dei bilanci disponibili. Inoltre la PFE proporrà materiale pronto all'uso, sia per l'apprendimento individuale che per la fruizione da parte dei moltiplicatori, che possa essere ulteriormente adattato al contesto e alle esigenze nazionali e che possa sostenere l'interoperabilità delle piattaforme nazionali di formazione giudiziaria.
Il quadro operativo della formazione giudiziaria presente sulla PTE contribuirà a monitorare sistematicamente l'impatto della presente strategia di formazione giudiziaria e dimostrerà in che modo gli Stati membri hanno adempiuto ai loro obblighi giuridici in materia di formazione, creato un ambiente favorevole alla digitalizzazione della giustizia e promosso le migliori pratiche derivanti dalle esperienze positive nazionali ed europee. I dati statistici raccolti dal quadro operativo della formazione giudiziaria si limiteranno agli indicatori essenziali e saranno raccolti secondo norme chiare che consentano la comparabilità dei dati provenienti da diverse fonti. I dati saranno raccolti a intervalli regolari. Il quadro operativo servirà inoltre a misurare i progressi compiuti nel conseguimento degli obiettivi di formazione giudiziaria e nell'attuazione delle azioni richieste in tutti gli Stati membri e in tutti i gruppi professionali, prestando particolare attenzione alla transizione digitale dei sistemi giudiziari e all'applicazione del diritto dell'UE.
Un forum di formazione giudiziaria che riunisca un'ampia gamma di portatori di interessi nel settore della formazione giudiziaria potrebbe costituire un'ulteriore misura orientata ai risultati volta a sostenere la realizzazione della strategia di formazione giudiziaria concentrandosi sulla sensibilizzazione e sul coinvolgimento dei portatori di interessi. Tale forum potrebbe mirare ad affrontare le lacune e le disparità di formazione tra Stati membri, gruppi professionali e aree geografiche.
È importante che la formazione giudiziaria europea e nazionale utilizzi metodi di formazione pratici per aiutare gli operatori ad adattarsi ad ambienti di lavoro sempre più digitali e a fare proprie le nuove pratiche. La formazione in presenza è essenziale e dovrebbe essere integrata dall'apprendimento a distanza sia per preparare i partecipanti alla formazione in presenza che per darvi seguito, approfondendo gli effetti dell'apprendimento. Ulteriori vantaggi potrebbero essere conseguiti anche intensificando la condivisione delle migliori pratiche oppure organizzando scambi professionali e opportunità di formazione interprofessionale. Anche l'IA potrebbe essere integrata meglio nella formazione giudiziaria, ad esempio per aiutare gli operatori ad apprendere e rimanere aggiornati sugli sviluppi giuridici, per generare simulazioni interattive di scenari reali o consentire l'esercizio e lo sviluppo di competenze professionali. Altri strumenti digitali, come la realtà virtuale, potrebbero essere utilizzati, se del caso, per soddisfare diversi stili e diverse esigenze di apprendimento. La formazione giudiziaria dovrebbe essere accessibile anche agli operatori che lavorano in zone isolate o remote di uno Stato membro. La certificazione dovrebbe essere compatibile tra le varie giurisdizioni, e le metodologie di formazione dovrebbero inoltre evitare sovrapposizioni o duplicazioni. La sostenibilità della formazione giudiziaria deve essere garantita consentendo aggiornamenti periodici dei suoi contenuti.
La valutazione dello stato dell'arte della formazione deve diventare la norma e una condizione necessaria per ricevere il sostegno dell'UE. Gli erogatori di formazione dovrebbero applicare metodi di valutazione appropriati al tipo di formazione erogata, che misurino non solo la portata delle attività di formazione, ma anche il loro impatto a lungo termine. A tale scopo si dovrebbe utilizzare una serie di strumenti e fare un uso più sistematico del quadro di valutazione UE della giustizia, che controlla l'efficienza, la qualità e l'indipendenza dei sistemi giudiziari nazionali. Alla valutazione dovrebbero seguire misure concrete, ad esempio la comunicazione di esperienze positive o l'effettuazione di valutazioni inter pares per verificare in che modo i risultati dell'apprendimento sono stati attuati e applicati nel luogo di lavoro e nell'organizzazione dei partecipanti. Tutte le attività di valutazione devono, in ultima analisi, essere efficaci, utilizzare la scienza dell'implementazione e applicare metodi e strategie che monitorino il modo in cui l'apprendimento è stato utilizzato a livello professionale, vale a dire come è stato colmato il divario tra teoria e pratica.