COMMISSIONE EUROPEA
Bruxelles, 11.11.2025
COM(2025) 795 final
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO
Relazione europea annuale sull'asilo e la migrazione
(2025)
COMMISSIONE EUROPEA
Bruxelles, 11.11.2025
COM(2025) 795 final
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO
Relazione europea annuale sull'asilo e la migrazione
(2025)
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO
Relazione europea annuale sull'asilo e la migrazione
(2025)
I.Introduzione
La relazione europea annuale sull'asilo e la migrazione ("relazione") è un adempimento fondamentale previsto dal patto sulla migrazione e l'asilo ("patto"), e fornisce un quadro situazionale strategico in questo settore. Essa analizza la situazione in materia di asilo, migrazione e accoglienza nell'Unione e negli Stati membri nei 12 mesi precedenti ed elabora una proiezione delle tendenze migratorie per l'anno successivo 1 .
Il patto ha segnato una tappa importante nello sviluppo di un approccio globale in materia di migrazione, asilo, gestione delle frontiere e integrazione. Concepito per gestire la migrazione a lungo termine, offre agli Stati membri la flessibilità necessaria per affrontare in modo efficace ed equo le sfide specifiche che si trovano ad affrontare. La sua forza risiede nell'equilibrio tra i principi di solidarietà e un'equa ripartizione delle responsabilità tra gli Stati membri. A tal fine il regolamento (UE) 2024/1351 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 maggio 2024, sulla gestione dell'asilo e della migrazione 2 , che è uno degli atti legislativi che compongono il patto, introduce un meccanismo di solidarietà obbligatorio, flessibile e basato sulle necessità. Il funzionamento di tale meccanismo si basa sulla valutazione della situazione in materia di asilo e migrazione nell'Unione presentata nella relazione, che fa parte del ciclo annuale di gestione della migrazione ("ciclo").
La Commissione ha avviato il primo ciclo con l'adozione della presente relazione, che comprende anche un aggiornamento dei progressi compiuti e delle sfide nell'attuazione del patto 3 . Il quadro situazionale previsto dalla presente relazione deve anche essere utilizzato dalla Commissione ai fini dell'adozione della decisione di esecuzione della Commissione 4 ("decisione") che determina gli Stati membri soggetti a pressioni migratorie, a rischio di pressioni migratorie o in una situazione migratoria significativa, in linea con il regolamento (UE) 2024/1351.
La relazione e la decisione sono accompagnate da una proposta della Commissione di decisione di esecuzione del Consiglio che istituisce la riserva annuale di solidarietà 5 per far fronte alle esigenze di solidarietà degli Stati membri soggetti a pressione nell'anno successivo. Parallelamente, proseguono i lavori sull'attuazione di tutte le componenti del patto, allo scopo di offrire un sistema europeo efficace di solidarietà e responsabilità per gestire l'asilo e la migrazione in modo equo, fermo ed efficiente.
II.Applicazione del patto: equilibrio fra responsabilità e solidarietà
Gli Stati membri stanno progredendo nei preparativi per attuare le riforme del patto e adempiere ai nuovi obblighi in materia di solidarietà ed equa ripartizione delle responsabilità.
In materia di responsabilità, le principali novità del patto sono incentrate sulla creazione di procedure più efficienti, solide ed eque che porteranno a sistemi di asilo e migrazione più snelli ed efficaci, con minori oneri amministrativi per gli Stati membri, un trattamento più rapido, un sostegno adeguato ai migranti e decisioni ineccepibili sui loro casi. In particolare, i nuovi accertamenti 6 alle frontiere esterne dell'Unione consentiranno di individuare ed esaminare rapidamente tutti i cittadini di paesi terzi che entrano illegalmente nell'Unione. Nell'ambito delle procedure obbligatorie di asilo e rimpatrio alla frontiera 7 , le domande presentate da cittadini di paesi con scarse probabilità di ricevere protezione internazionale saranno trattate in modo accelerato, direttamente alle frontiere esterne dell'Unione. Le nuove norme in materia di competenza 8 consentiranno una procedura più rapida ed efficiente per stabilire gli Stati membri responsabili del trattamento delle domande di protezione internazionale. La nuova banca dati Eurodac 9 e le nuove norme in materia di accoglienza 10 avranno un impatto positivo sulla gestione e sulla limitazione dei movimenti non autorizzati.
A tale riguardo, gli Stati membri di primo ingresso di migranti irregolari nell'Unione dovranno farsi carico di diversi nuovi compiti, in particolare in considerazione della natura dei flussi migratori che arrivano alle frontiere esterne dell'UE. Dovranno, in particolare, investire sforzi significativi per l'adempimento dei loro obblighi di accertamento e registrazione in relazione agli arrivi irregolari, per la creazione di una "capacità adeguata" per la procedura obbligatoria alla frontiera, e per la valutazione delle domande di protezione internazionale.
Per sostenere in particolare tali Stati membri, il regolamento (UE) 2024/1351 ha istituito un meccanismo di solidarietà permanente, che bilancia le sfide e le responsabilità che pesano sui vari Stati membri. Per rendere operativo il meccanismo, in linea con lo stesso regolamento, ogni anno la Commissione valuta la situazione migratoria complessiva nell'Unione per determinare se vi siano Stati membri soggetti a pressioni migratorie, a rischio di pressioni migratorie o in una situazione migratoria significativa. A tal fine la Commissione ha elaborato, in consultazione con gli Stati membri, una metodologia per esaminare se vi siano Stati membri soggetti a obblighi sproporzionati, tenendo conto della situazione complessiva nell'Unione e basandosi su dati e informazioni disponibili di elevata qualità che garantiscano risultati equi, obiettivi e coerenti con i requisiti giuridici. La metodologia è descritta in dettaglio in un apposito documento di lavoro dei servizi della Commissione 11 .
Anche tenendo conto dei risultati della relazione, comprese le proiezioni per l'anno successivo, la Commissione, dopo aver individuato gli Stati membri soggetti a pressioni migratorie, propone inoltre il livello dei contributi di solidarietà che dovrebbero essere loro forniti. Gli Stati membri possono fornire i contributi di solidarietà in varie forme:
·ricollocazione, che consiste nel trasferire i richiedenti dagli Stati membri soggetti a pressioni migratorie ad altri Stati membri contributori. Gli Stati membri potrebbero inoltre ricorrere alle compensazioni di competenza, una forma di solidarietà con cui gli Stati membri interessati da movimenti non autorizzati possono offrirsi, se sono soddisfatte determinate condizioni, per assumersi la responsabilità dei richiedenti già presenti sul loro territorio al posto degli Stati membri soggetti a pressioni migratorie;
·contributi finanziari, consistenti in trasferimenti di importi dagli Stati membri contributori al bilancio dell'Unione e destinati ad azioni volte a sostenere gli Stati membri beneficiari, ad esempio, nella gestione dei loro sistemi di migrazione, asilo e accoglienza e nella gestione delle frontiere oppure a finanziare, nell'ambito del Fondo Asilo, migrazione e integrazione (AMIF) e a determinate condizioni, progetti e azioni relativi alla dimensione esterna della migrazione, anche per ridurre gli arrivi irregolari e aumentare i rimpatri;
·misure di solidarietà alternative, che possono includere, ad esempio, assistenza materiale o tecnica in natura, anche per la gestione delle frontiere.
Le misure di solidarietà saranno enucleate nella decisione di esecuzione del Consiglio che istituisce la riserva annuale di solidarietà ("riserva di solidarietà"), da adottare ai sensi dell'articolo 57 del regolamento (UE) 2024/1351 sulla base di una proposta della Commissione ai sensi dell'articolo 12 dello stesso regolamento. A norma dell'articolo 57 del regolamento (UE) 2024/1351, gli Stati membri devono concordare l'entità della riserva di solidarietà per l'anno successivo e il modo in cui ciascuno di essi vi contribuirà, in base alla sua quota equa, e conformemente al ciclo di impegni condotto in occasione del forum dell'UE di alto livello sulla solidarietà. Nella sua decisione, il Consiglio dovrebbe riprendere i risultati del ciclo di impegni in relazione alle esigenze individuate dagli Stati membri soggetti a pressione, anche per quanto riguarda il ricorso alle compensazioni di competenza.
Gli Stati membri considerati dalla Commissione come soggetti a pressioni migratorie avranno accesso alla riserva di solidarietà e non avranno l'obbligo di eseguire gli impegni a versare i contributi di solidarietà, mentre gli Stati membri in una situazione migratoria significativa potranno ottenere dal Consiglio, su richiesta, una riduzione totale o parziale dei loro contributi di solidarietà. Allo stesso tempo, gli Stati membri contributori non sono obbligati ad eseguire gli impegni assunti nei confronti di uno Stato membro beneficiario qualora la Commissione abbia individuato carenze sistemiche in tale Stato membro per quanto riguarda le norme in materia di competenza di cui al regolamento (UE) 2024/1351, che potrebbero comportare conseguenze gravi negative per il funzionamento del sistema.
Oltre alla riserva di solidarietà, il patto istituisce un pacchetto di strumenti permanenti di sostegno dell'UE in materia di migrazione che consiste in quanto segue: assistenza operativa e tecnica da parte dei pertinenti organi e organismi dell'Unione; sostegno attraverso i fondi dell'Unione e attraverso altre fonti di finanziamento; deroghe nell'acquis dell'Unione per rispondere a sfide migratorie specifiche; attivazione del meccanismo unionale di protezione civile; misure volte ad agevolare le attività di rimpatrio e reintegrazione; azioni rafforzate e attività intersettoriali nella dimensione esterna della migrazione; sensibilizzazione diplomatica e politica rafforzata; strategie di comunicazione coordinate; sostegno a politiche migratorie nei paesi terzi efficaci e basate sui diritti umani, o promozione della migrazione legale e di una mobilità adeguatamente gestita. Il pacchetto di strumenti di sostegno dell'UE in materia di migrazione è a disposizione degli Stati membri e può essere adattato alle loro specifiche esigenze.
Questo è particolarmente importante per gli Stati membri a rischio di pressioni migratorie, che a tale pacchetto potranno avere un accesso prioritario. La Commissione fornirà sostegno finanziario e coordinerà inoltre con le agenzie l'eventuale definizione delle priorità nell'erogazione del sostegno operativo.
Attuazione del patto – Stato di avanzamento
Dall'entrata in vigore del patto nel giugno 2024, e a seguito dell'adozione del piano di attuazione comune, gli Stati membri, con il sostegno della Commissione e delle agenzie competenti dell'Unione, hanno intensificato gli sforzi per tradurre l'accordo legislativo in realtà pratica e garantire che i propri sistemi nazionali di asilo, accoglienza e migrazione siano pronti per la piena applicazione del patto entro giugno 2026. Vi è al tempo stesso una necessità generale di accelerare il ritmo di tali riforme.
Nell'Unione in generale, come pure a livello nazionale, dopo la fase iniziale che ha portato all'elaborazione dei piani di attuazione nazionali e dei pertinenti dispositivi di governance, l'attenzione si è ora spostata sull'adattamento legislativo, l'operatività concreta e le risorse per le riforme.
Dall'ultima relazione sono state segnate tappe importanti a tutti i livelli. Esse includono l'elaborazione di strategie nazionali e piani d'emergenza, l'adozione di quadri giuridici nazionali, e l'adozione del regolamento di esecuzione della Commissione recante modalità di applicazione del regolamento (UE) 2024/1351 12 . Il numero di Stati membri pronti a conseguire i loro obiettivi di capacità adeguata per la nuova procedura di frontiera è aumentato e il test del sistema Eurodac è cominciato.
Allo stesso tempo, le sfide rimanenti stanno diventando più chiare. Ciò vale in particolare per l'attuazione di Eurodac, l'introduzione della procedura di frontiera e la necessità di predisporre in tempo utile l'infrastruttura necessaria, il fabbisogno di personale e gli accordi amministrativi. In tutta l'Unione dovrebbero essere presto ultimate le disposizioni relative agli accertamenti e la capacità di accoglienza dovrebbe essere adattata al nuovo quadro, garantendo una portata sufficiente e norme adeguate. Sebbene la maggior parte degli Stati membri lo abbia già fatto, è necessario concludere gli accordi in sospeso relativi al monitoraggio dei diritti fondamentali e all'orientamento legale.
La Commissione e tutti gli Stati membri devono continuare a collaborare per garantire che la programmazione finanziaria sia effettivamente allineata ai piani nazionali e che gli elementi fondamentali del nuovo quadro siano dotati di risorse sufficienti, provenienti da fondi dell'Unione o da fondi nazionali.
Uno stato di avanzamento dettagliato dell'attuazione del patto figura nell'allegato.
III.Quadro situazionale strategico del settore dell'asilo, dell'accoglienza e della migrazione
I dati della presente relazione sono alla base della decisione della Commissione che determina la situazione migratoria negli Stati membri, e della proposta della Commissione di decisione di esecuzione del Consiglio che istituisce la riserva annuale di solidarietà necessaria per affrontare la situazione migratoria. In quanto tale, la relazione fornisce un quadro situazionale globale e strategico che funge anche da strumento di allarme rapido e di sensibilizzazione per l'Unione nel settore della migrazione e dell'asilo.
Il quadro situazionale strategico consiste di: a) un'analisi dei principali sviluppi nel settore dell'asilo, dell'accoglienza e della migrazione nell'Unione e in tutti gli Stati membri nel periodo di 12 mesi compreso tra il 1º luglio 2024 e il 30 giugno 2025, e b) una proiezione per il 2026 e informazioni sul livello di preparazione nell'Unione e negli Stati membri a rispondere e ad adattarsi alle tendenze previste. Il quadro d'insieme contenuto nella presente relazione comprende anche i risultati del monitoraggio intrapreso dall'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) e della valutazione effettuata in conformità del regolamento (UE) 2022/922 13 .
Esso si basa su dati e informazioni quantitativi e qualitativi forniti dagli Stati membri, dalle agenzie competenti 14 dell'Unione e dal Servizio europeo per l'azione esterna. L'analisi e la proiezione si basano inoltre sui risultati di scambi regolari nell'ambito della rete dell'UE per la preparazione e per la gestione delle crisi nel settore della migrazione 15 .
Il quadro situazionale strategico è incluso nella presente relazione ed è integrato da un documento di lavoro dei servizi della Commissione contenente la ripartizione statistica a sostegno dell'analisi contenuta nella relazione, da un documento di lavoro dei servizi della Commissione che fornisce informazioni dettagliate a sostegno dell'analisi 16 , e dal documento di lavoro dei servizi della Commissione contenente i dettagli della proiezione per il 2026 17 .
a.Analisi della situazione dell'asilo, dell'accoglienza e della migrazione fra luglio 2024 e giugno 2025
Nel complesso, tra luglio 2024 e giugno 2025, la situazione migratoria nell'Unione ha continuato a migliorare rispetto agli anni precedenti. Gli arrivi irregolari nell'UE, le domande di protezione internazionale e i movimenti non autorizzati sono diminuiti 18 con una tendenza stabile già osservata dal 2024, e ciò è dovuto anche agli sforzi congiunti della Commissione e degli Stati membri per intensificare la cooperazione con i paesi di origine e di transito e rafforzare le frontiere esterne dell'Unione.
Migrazione irregolare alle frontiere esterne dell'Unione 19
Gli attraversamenti illegali delle frontiere (AIF) 20 alle frontiere esterne dell'Unione sono diminuiti del 35 % rispetto al periodo luglio 2023-giugno 2024. Tendenze alla diminuzione sono state osservate lungo la maggior parte delle rotte migratorie, comprese quelle che annoverano il maggior numero di AIF verso l'Unione.
Figura 1 – Attraversamenti illegali delle frontiere a seconda delle rotte migratorie 21
Fonte: Elaborazione dei dati di Frontex da parte del JRC
Se la situazione migratoria in Grecia è rimasta complessivamente stabile, il paese ha registrato il numero più elevato di AIF in rapporto al PIL e alla popolazione 22 e la maggior parte degli AIF lungo la rotta del Mediterraneo orientale (oltre 60 000 AIF), principalmente dalla Turchia e dalla Libia, con un notevole aumento degli arrivi registrati a Creta. A Cipro gli AIF sono diminuiti in modo significativo – principalmente per il minor numero di partenze dalla Siria e dal Libano – anche a seguito della caduta del regime di Assad e del rafforzamento delle relazioni con le autorità libanesi. Tuttavia, in rapporto al suo PIL e alla popolazione, Cipro si è ancora collocata al terzo posto nell'Unione in termini di arrivi irregolari: quasi 3 000 AIF. In Bulgaria gli AIF sono leggermente diminuiti, con arrivi irregolari provenienti dalla Turchia.
In Italia e Spagna gli AIF sono diminuiti rispetto al periodo luglio 2023-giugno 2024, nonostante i numeri restino alti in termini assoluti. Le partenze verso l'Italia sono diminuite, in parte grazie a una maggiore cooperazione con le autorità tunisine 23 e a controlli più serrati alla frontiera turca. Il numero di partenze dalla Libia è rimasto elevato ed è ulteriormente aumentato, dato che le reti di trafficanti hanno sfruttato la crescente instabilità nella regione. Gli AIF verso la Spagna sono diminuiti grazie al minor numero di arrivi lungo la rotta atlantica verso le Isole Canarie, a seguito di una maggiore cooperazione, sia bilaterale sia dell'Unione, con i paesi dell'Africa occidentale, in particolare con la Mauritania 24 e il Senegal. Il rafforzamento della sorveglianza di frontiera in Mauritania e in Senegal ha indotto i trafficanti a ridirigere le partenze attraverso la Guinea-Bissau, la Guinea e il Gambia. Sulla rotta del Mediterraneo occidentale il principale punto di partenza è stato l'Algeria, che ha rappresentato il 79 % degli AIF su tale rotta e ha registrato un aumento degli attraversamenti illegali verso le Isole Baleari. Le partenze dal Marocco sono notevolmente diminuite a seguito del rafforzamento della cooperazione bilaterale con la Spagna e del potenziamento della sorveglianza delle frontiere.
Lungo la Manica, le partenze dalla Francia verso il Regno Unito (AIF in uscita) sono aumentate del 15 % rispetto al periodo luglio 2023-giugno 2024. Se gli sforzi investiti nella gestione delle frontiere in Francia hanno impedito il 40 % degli oltre 72 000 AIF registrati dalla Francia verso il Regno Unito, rispetto al periodo luglio 2023-giugno 2024 gli attraversamenti riusciti (arrivi nel Regno Unito) sono comunque aumentati del 35 % circa.
Nella regione dei Balcani occidentali, gli arrivi irregolari sono calati in modo significativo rispetto al periodo luglio 2023-giugno 2024. L'attuazione del piano d'azione dell'UE per i Balcani occidentali 25 ha apportato un sostegno politico, finanziario e operativo alla gestione della migrazione nella regione 26 . A ridurre il numero di arrivi irregolari hanno contribuito anche il rafforzamento dei controlli di polizia, che hanno intralciato le attività di traffico di migranti, e la diminuzione degli AIF lungo la rotta del Mediterraneo orientale. Il corridoio via Bosnia-Erzegovina e Croazia è rimasto il più utilizzato, anche se con un numero di AIF inferiore rispetto al periodo luglio 2023-giugno 2024. Un incremento dell'attività migratoria lungo questo corridoio è stato osservato dalla fine di ottobre 2023, dopo che i trafficanti hanno dirottato le loro attività verso tale sezione di frontiera per evitare l'aumento delle operazioni di polizia in Serbia. Nel periodo di riferimento la Croazia ha registrato il 76 % degli arrivi nella regione (oltre 12 000 AIF), collocandosi al secondo posto a livello dell'Unione per numero di AIF rispetto al PIL e alla popolazione.
Alla frontiera orientale dell'Unione il numero di AIF è rimasto basso e relativamente stabile. La maggior parte ha riguardato cittadini ucraini che hanno attraversato irregolarmente la Romania e hanno chiesto protezione temporanea. Le azioni della Russia e della Bielorussia continuano a influenzare le dinamiche migratorie alla frontiera orientale, in particolare in Polonia, Lettonia, Lituania, Finlandia ed Estonia. In risposta ai continui tentativi, promossi da Stati, di strumentalizzare la migrazione, tali paesi hanno rafforzato i controlli di frontiera riducendo il numero di AIF dalla Bielorussia (1 421 AIF, di cui l'82 % verso la Polonia). Il rischio di strumentalizzazione della migrazione rimane una sfida seria che tocca sia la migrazione sia la sicurezza, che viene ad aggiungersi agli episodi di violenza occasionale e ai tentativi di attraversare la frontiera. La Polonia ha creato una zona cuscinetto lungo la frontiera e ha temporaneamente limitato il diritto di chiedere protezione internazionale alla frontiera, tranne per i gruppi vulnerabili. La Lettonia e la Lituania hanno intensificato le misure di sorveglianza alla frontiera con la Bielorussia. L'Estonia ha rafforzato le misure di gestione delle frontiere alla frontiera con la Russia, mentre la Finlandia ha chiuso i valichi di frontiera con la Russia dal novembre 2023 in risposta ai tentativi di tale paese di strumentalizzare la migrazione. Da allora la situazione migratoria alla frontiera con la Russia, compresa l'Estonia, è rimasta relativamente tranquilla.
Tra luglio 2024 e giugno 2025 è stato rifiutato l'ingresso alle frontiere esterne dell'Unione a oltre 110 000 persone, principalmente alle frontiere terrestri (55 %) e aeree (41 %). La maggior parte dei respingimenti è da ascrivere a documentazione mancante o non valida 27 . La Polonia, la Croazia, la Francia e la Romania hanno registrato i numeri più elevati in termini assoluti, mentre in Croazia, in Lettonia e in Estonia il numero di respingimenti è stato il più elevato rispetto al PIL e alla popolazione. La maggior parte dei respingimenti ha interessato Ucraini 28 , Albanesi, Moldovi e Turchi.
Come indicato nella relazione sullo stato di Schengen del 2025, sono necessari sforzi costanti per rafforzare la qualità e la resilienza delle frontiere esterne dello spazio Schengen, in particolare alla luce delle crescenti minacce alla sicurezza 29 . Dalla valutazione 2025 delle vulnerabilità condotta da Frontex emergono risultati incoraggianti 30 . La valutazione, tuttavia, ha anche evidenziato la necessità di rafforzare ulteriormente le capacità di gestione della migrazione alle frontiere in alcuni Stati membri, anche stanziando risorse umane adeguate per effettuare accertamenti e debriefing. Garantire il rispetto dei diritti fondamentali alle frontiere rimane al tempo stesso una sfida comune, in particolare nel contesto della strumentalizzazione della migrazione.
Arrivi via mare a seguito di operazioni di ricerca e soccorso 31
Il numero di cittadini di paesi terzi sbarcati nell'Unione a seguito di operazioni di ricerca e soccorso (SAR) è diminuito del 36 % rispetto al periodo luglio 2023-giugno 2024. Dal 1º luglio 2024 al 30 giugno 2025 quasi 97 000 persone sono sbarcate nell'Unione a seguito di operazioni di ricerca e soccorso. L'Italia e la Spagna rappresentano insieme oltre l'80 % delle persone sbarcate nell'Unione.
Figura 2 – Persone sbarcate a seguito di operazioni di ricerca e soccorso
Fonte: Elaborazione dei dati di Frontex da parte del JRC
Fornire assistenza a chiunque si trovi in pericolo in mare è un obbligo giuridico per gli Stati membri, stabilito dal diritto internazionale e dell'Unione 32 . I tentativi di raggiungere l'Unione europea su imbarcazioni di fortuna hanno continuato a mietere vittime, con almeno 3 000 persone segnalate come morte o disperse in mare durante il periodo di riferimento. La rotta del Mediterraneo centrale e quella atlantica hanno continuato ad essere le rotte marittime più letali verso l'Unione 33 . Gli attraversamenti marittimi in piccole imbarcazioni dalla Francia al Regno Unito attraverso la Manica, favoriti dalle reti di trafficanti, hanno rappresentato una sfida significativa per le autorità francesi coinvolte nelle operazioni di ricerca e soccorso. Le reti di trafficanti hanno organizzato partenze simultanee in imbarcazioni sovraffollate per sopraffare le autorità, cosa che ha portato allo sbarco di circa 7 000 persone in Francia a seguito delle operazioni di ricerca e soccorso.
Protezione internazionale e protezione temporanea nell'Unione 34
Le domande di protezione internazionale nell'Unione sono diminuite del 21 % rispetto al periodo luglio 2023-giugno 2024, pur rimanendo complessivamente numerose (871 000 domande presentate nell'Unione). Il calo è dovuto principalmente al minor numero di arrivi irregolari e al netto calo delle domande da parte di cittadini siriani. Gli Stati membri hanno emesso 271 000 decisioni di concessione dello status di protezione internazionale 35 , cosa che rappresenta una diminuzione del 20 % rispetto al periodo luglio 2023-giugno 2024 36 Rispetto al PIL e alla popolazione, la Grecia, l'Austria e Cipro sono stati i principali Stati membri a concedere protezione internazionale. In termini assoluti la Germania, la Francia e la Grecia sono stati i paesi che hanno emesso il maggior numero di decisioni positive sulle domande di protezione internazionale, mentre la Spagna è stato il principale paese a concedere lo status di protezione umanitaria, principalmente a venezuelani e colombiani.
Figura 3 – Domande di protezione internazionale per Stato membro in valori assoluti e in rapporto alla popolazione e al PIL 37
Fonte: Elaborazione dei dati dell'EUAA e dei dati di Eurostat da parte del JRC (PIL e popolazione)
La Grecia e Cipro hanno ricevuto il maggior numero di domande a livello dell'Unione in rapporto al PIL e alla popolazione. In termini assoluti, a ricevere il maggior numero di domande di protezione internazionale è stata la Germania – nonostante una diminuzione del 40 % rispetto al periodo luglio 2023-giugno 2024 –, seguita da Francia, Spagna e Italia. I Venezuelani che viaggiano in regime di esenzione dal visto nell'Unione hanno presentato un numero record di domande di protezione internazionale, principalmente in Spagna. Di numero inferiore sono state le domande degli Afghani, che si sono tuttavia collocati al terzo posto, come cittadinanza, per le richieste di asilo. Sono scese del 25 % anche le domande presentate da minori non accompagnati, che hanno rappresentato il 3 % del totale. In rapporto al PIL e alla popolazione, la Grecia, la Bulgaria e Cipro hanno ricevuto la maggior parte delle domande di minori non accompagnati a livello dell'Unione. La Grecia ha registrato un aumento nelle domande da parte di minori egiziani. In termini assoluti, tali domande sono state presentate principalmente in Germania, Grecia e Paesi Bassi, e principalmente da cittadini siriani e afghani.
Diversi Stati membri hanno temporaneamente sospeso il trattamento delle domande dei siriani dopo la caduta del regime di Assad. I siriani sono tuttavia rimasti il più grande gruppo di richiedenti protezione internazionale nell'Unione, principalmente in Germania.
Figura 4 — Beneficiari di protezione temporanea negli Stati membri
Fonte: Elaborazione dei dati di Eurostat da parte del JRC
A causa della guerra di aggressione della Russia in corso e dell'intensificarsi degli attacchi contro l'Ucraina, al 30 giugno 2025 4,3 milioni di persone beneficiano di protezione temporanea nell'Unione. La maggior parte di esse - il 51 % del totale dei beneficiari nell'Unione - continua ad essere ospitata in Germania e Polonia. In rapporto al PIL e alla popolazione, la Cechia ha ospitato il maggior numero di beneficiari di protezione temporanea, seguita da Polonia, Slovacchia ed Estonia. Gli arrivi degli Ucraini nell'Unione sono rimasti costanti. Alcuni di essi si allontanano temporaneamente per visite familiari o lavoro stagionale e vi fanno successivamente ritorno. Tra luglio 2024 e giugno 2025 l'Unione ha contato oltre 681 000 registrazioni di protezione temporanea. In rapporto al PIL e alla popolazione, il numero di gran lunga più elevato di registrazioni di protezione temporanea è stato effettuato dalla Cechia, seguita da Polonia, Estonia, Lituania, Bulgaria, Lettonia, Slovacchia e Cipro. Tra luglio 2024 e giugno 2025, l'Unione ha ricevuto un numero crescente di domande di protezione internazionale da parte di cittadini ucraini in cerca di status di protezione a più lungo termine, e questo in particolare in Francia e Polonia.
Gli Stati membri si trovano ad affrontare molteplici sfide per integrare i beneficiari di protezione temporanea e internazionale. Come indicato nella revisione intermedia del piano d'azione per l'integrazione e l'inclusione 2021-2027, permangono sfide in particolare nei settori degli alloggi, dell'istruzione e del mercato del lavoro 38 . I migranti che cercano protezione internazionale o raggiungono familiari tendono a registrare tassi di occupazione inferiori a quelli dei lavoratori migranti. Le indagini a lungo termine mostrano inoltre che, sul mercato del lavoro, i richiedenti asilo ottengono risultati comparabili a quelli dei cittadini nazionali solo dopo 10 anni di soggiorno. Anche la disponibilità di alloggi adeguati resta un problema: le ricerche mostrano che nel 2023 più di un migrante su sei nell'Unione viveva in alloggi sovraffollati (+ 70 % rispetto alla popolazione del posto) 39 . Questi fattori incidono negativamente sui risultati dell'integrazione, aumentando la pressione sui sistemi di protezione sociale e sul funzionamento del sistema di accoglienza.
Oltre il 75 % dei beneficiari di protezione temporanea sono donne e bambini. Il sostegno, a livello di alloggio e a livello sociale, è risultato differente a seconda degli Stati membri. La maggior parte degli Stati membri ha iniziato a incoraggiare l'autonomia e l'indipendenza economica, fornendo progressivamente un sostegno più limitato per gli alloggi e le prestazioni sociali e investendo nel contempo in misure di integrazione. Varie misure adottate dagli Stati membri hanno contribuito a migliorare l'integrazione sul mercato del lavoro - che tuttavia, per le donne, risulta tuttora più complicata a causa di ostacoli specifici 40 . L'istruzione dei bambini sfollati provenienti dall'Ucraina varia, così come i tassi di frequenza scolastica, e permangono problemi specifici per i bambini con disabilità.
Movimenti non autorizzati all'interno dell'Unione 41
Diversi Stati membri hanno dovuto far fronte a un elevato numero di movimenti non autorizzati di migranti e richiedenti protezione internazionale all'interno dell'Unione. Ai sensi del regolamento (UE) n. 604/2013 ("regolamento Dublino III") 42 , un richiedente protezione internazionale non può scegliere lo Stato membro competente per l'esame della sua domanda. I movimenti da uno Stato membro all'altro e le carenze nell'attuazione delle norme in materia di competenza di tale regolamento pongono sotto particolare pressione i sistemi di asilo, migrazione e accoglienza dei principali paesi di destinazione.
Sebbene non vi siano dati precisi che fotografino i movimenti non autorizzati, gli indicatori indiretti mostrano la portata e la direzione di tali movimenti all'interno dell'Unione 43 . Il nuovo regolamento e la nuova banca dati Eurodac consentiranno un controllo più accurato dei movimenti non autorizzati 44 . Per il momento, i dati disponibili di Eurodac suggeriscono che i movimenti autorizzati all'interno dell'Unione sono diminuiti del 25 % circa rispetto al periodo luglio 2023-giugno 2024 45 , principalmente a seguito del calo complessivo degli arrivi irregolari. Nonostante tale diminuzione, i movimenti non autorizzati hanno continuato a rappresentare una sfida per i principali paesi di destinazione. Tali movimenti non autorizzati si sono verificati generalmente dai paesi di primo ingresso nell'Unione verso Stati membri nel nord-ovest dell'Unione. In termini assoluti, la Grecia, la Germania, la Croazia, l'Italia e la Francia sono stati i principali paesi di partenza, mentre la Germania, la Francia, il Belgio, l'Italia e i Paesi Bassi sono stati i principali paesi di destinazione. Le principali rotte ad aver registrato la maggior parte dei movimenti non autorizzati sono state: Grecia verso Germania, Croazia verso Germania, Italia verso Germania e Italia verso Francia.
Figura 5 — Mappa dei movimenti non autorizzati sulla base delle risposte pertinenti di Eurodac (rotte con > 6000 risposte pertinenti) 46
Fonte: Elaborazione dei dati di EU-LISA da parte del JRC
Integrando questi dati con quelli raccolti per monitorare il funzionamento del regolamento (CE) n. 604/2013 ("statistiche Dublino") 47 , la Slovenia, il Belgio, il Lussemburgo, la Germania, la Croazia e l'Austria risultano i paesi più colpiti in rapporto al PIL e alla popolazione. Alcuni Stati membri non emettono richieste perché spesso queste non portano a un trasferimento fisico della persona. Il tasso di attuazione dei trasferimenti rimane inoltre molto basso, attestandosi al 19 % 48 . Il tasso di attuazione si è ridotto anche a causa degli ostacoli operativi e in termini di capacità incontrati dagli Stati membri riceventi e da quelli che effettuano il trasferimento: la mancanza di alloggi sufficienti, le cattive condizioni materiali di accoglienza e le limitate opportunità di integrazione precoce hanno inciso sul numero di trasferimenti attuati. La Germania ha effettuato e ricevuto il maggior numero di trasferimenti, seguita da Francia e Paesi Bassi. La Croazia ha ricevuto di gran lunga il maggior numero di trasferimenti da altri Stati membri in rapporto al suo PIL e alla sua popolazione. La Grecia e l'Italia hanno ricevuto un numero molto basso di trasferimenti rispetto al numero di decisioni positive adottate per le richieste ricevute da altri Stati membri 49 .
Per garantire l'efficace funzionamento del sistema, disincentivare i movimenti non autorizzati e mantenere l'equilibrio tra responsabilità e solidarietà, è fondamentale aumentare il numero complessivo di trasferimenti, riprendere i trasferimenti verso gli Stati membri che non accettano trasferimenti e richieste di presa in carico o di ripresa in carico, e affrontare le carenze del sistema nazionale di accoglienza. Sebbene si preveda un notevole miglioramento nell'esecuzione dei trasferimenti con l'entrata in applicazione del patto, gli Stati membri dovrebbero attuare pienamente e senza indugio le norme vigenti.
Accoglienza 50
Nonostante i notevoli sforzi compiuti per migliorare la raccolta dei dati sull'accoglienza, le statistiche non sono pienamente comparabili e rimangono incomplete. Ciò si traduce in un quadro frammentato e impedisce una valutazione conclusiva della pressione sui sistemi di accoglienza 51 . Sono in corso lavori per migliorare la qualità di tali dati.
Dai dati disponibili 52 risulta che gli Stati membri hanno ospitato circa 1 394 000 persone nei loro sistemi nazionali di accoglienza, principalmente in Germania, Italia, Francia, Paesi Bassi e Austria. In rapporto al loro PIL e alla popolazione, i paesi che hanno registrato il maggior numero di persone ospitate nei loro sistemi di accoglienza sono stati la Germania, il Lussemburgo, l'Austria e l'Irlanda 53 . I beneficiari di protezione temporanea che ricevono sostegno per l'alloggio al di fuori di questo sistema non sono conteggiati nelle informazioni fornite degli Stati membri.
L'organizzazione dei sistemi di accoglienza varia inoltre all'interno dell'Unione: solo alcuni Stati membri includono e raccolgono dati su persone con status giuridici diversi nel loro sistema di accoglienza, compresi i beneficiari di protezione temporanea, i richiedenti respinti o le persone oggetto di un ordine di rimpatrio. Su tale base i beneficiari di protezione temporanea hanno rappresentato tra il 50 % e il 70 % della popolazione ospitata nei sistemi nazionali di accoglienza di Austria, Finlandia, Lituania, Slovacchia e Svezia, mentre un gran numero di beneficiari di protezione temporanea ha ricevuto sostegno in termini di alloggio al di fuori di tale sistema, in particolare in Cechia, Polonia, Ungheria e Romania.
Il tasso complessivo di occupazione nei sistemi nazionali di accoglienza nell'Unione era dell'81 % alla fine di giugno 2025 54 . Garantire una capacità sufficiente e condizioni di accoglienza adeguate è un elemento fondamentale per un sistema di asilo, accoglienza e migrazione ben preparato, e per il buon funzionamento delle norme in materia di competenza di cui al regolamento (UE) n. 604/2013. Diversi Stati membri hanno dovuto affrontare difficoltà nel garantire una capacità sufficiente nei loro sistemi di accoglienza nazionali 55 , mentre al tempo stesso alcuni Stati membri, tra cui Finlandia, Danimarca e Svezia, in considerazione del numero limitato di richiedenti, hanno ridotto la loro capacità di alloggio.
Reinsediamento e ammissione umanitaria 56
14 Stati membri hanno assunto impegni nell'ambito del programma ad hoc dell'Unione di reinsediamento e ammissione umanitaria per il periodo 2024-2025. Durante il periodo di riferimento sono arrivate nell'Unione attraverso questi percorsi quasi 12 000 persone. Oltre la metà dei beneficiari è stata reinsediata in Germania e in Francia. I paesi che hanno reinsediato il maggior numero di beneficiari rispetto al loro PIL e alla loro popolazione sono stati invece la Finlandia e la Svezia. L'instabilità della situazione in Medio Oriente, in particolare in Libano e in Siria, ha avuto ripercussioni sui programmi di reinsediamento e di ammissione umanitaria: il numero di persone ammesse è diminuito in tutti gli Stati membri che hanno comunicato le informazioni, ad eccezione dei Paesi Bassi e della Svezia. La Siria è stata di gran lunga il principale paese di origine delle persone ammesse, seguita dall'Afghanistan, dalla Repubblica democratica del Congo, dal Sud Sudan e dall'Eritrea.
Rimpatrio 57
Tra luglio 2024 e giugno 2025 gli Stati membri hanno emesso, in totale, 478 000 ordini di lasciare il territorio dell'Unione nei confronti di cittadini di paesi terzi. Questo ha rappresentato un aumento dell'11 % rispetto al periodo luglio 2023-giugno 2024, dovuto principalmente al fatto che un numero maggiore di ordini di lasciare il territorio è stato emesso contestualmente a decisioni negative in materia di asilo. La maggior parte degli ordini sono stati emessi da Francia, Spagna e Germania. In rapporto al PIL e alla popolazione, il paese che ha emesso il maggior numero di ordini di lasciare il territorio è stato Cipro, seguito da Grecia e Croazia. Le nazionalità dei cittadini di paesi terzi oggetto di un ordine di lasciare il territorio sono risultate molto diverse da uno Stato membro all'altro 58 .
Figura 6 – Numero di ordini di rimpatrio e di cittadini di paesi terzi rimpatriati per Stato membro
Fonte: Elaborazione dei dati di Eurostat da parte del JRC
115 000 cittadini di paesi terzi in soggiorno irregolare sono stati effettivamente rimpatriati in un paese terzo. Oltre la metà dei rimpatri è stata attuata solo da cinque Stati membri (Germania, Francia, Svezia, Cipro e Polonia). Si tratta di un aumento del 20 % rispetto al periodo luglio 2023-giugno 2024. Il tasso di rimpatrio complessivo rimane tuttavia basso, con un conseguente arretrato nel numero di persone oggetto di un ordine di lasciare l'Unione, ma che restano sul suo territorio 59 . La maggior parte delle persone oggetto di un ordine di lasciare il territorio erano cittadini dell'Algeria, del Marocco, della Siria, della Turchia e dell'Afghanistan, con un aumento dei siriani del 14 %. La maggior parte delle persone rimpatriate erano cittadini della Georgia, della Turchia, dell'Albania, della Moldova e della Colombia. Questo mostra che i paesi terzi che contano il numero più alto di cittadini oggetto di un ordine di lasciare il territorio non corrispondono ai paesi con il maggior numero di rimpatri attuati, ad eccezione della Turchia. Oltre la metà dei rimpatri era volontaria, seguendo una tendenza all'aumento. Sebbene gli sforzi costanti in materia di riammissione attraverso il meccanismo di cui all'articolo 25 bis del codice dei visti e le azioni mirate del coordinatore dell'UE per i rimpatri nei paesi terzi prioritari abbiano già prodotto risultati, in particolare con paesi terzi fondamentali come il Bangladesh, l'Iraq e l'Etiopia 60 , i rimpatri continuano a incontrare ostacoli specifici. Rimane fondamentale che gli Stati membri diano seguito agli ordini di rimpatrio con richieste di riammissione indirizzate ai paesi terzi interessati e che chiedano sistematicamente documenti di viaggio provvisori per le persone con cittadinanza confermata 61 . La valutazione tematica Schengen del 2024 ha individuato progressi nello sviluppo dei sistemi nazionali di rimpatrio, mentre nelle fasi fondamentali del processo permangono inefficienze 62 con conseguenze sui movimenti non autorizzati, come dimostrato dalle segnalazioni di rimpatrio nell'ambito del sistema d'informazione Schengen (SIS) 63 .
Sono necessari sforzi costanti per creare un sistema comune dell'Unione per i rimpatri, associato a una cooperazione più efficace con i paesi terzi. La proposta di regolamento sui rimpatri 64 sarà determinante per affrontare tali questioni e per garantire che i rimpatri possano contribuire agli obiettivi generali della politica dell'Unione in materia di migrazione e asilo. Il Parlamento europeo e il Consiglio sono invitati a procedere alla rapida adozione di questa riforma.
b.Proiezione per l'anno a venire e informazioni sul livello di preparazione nell'Unione
La riserva di solidarietà proposta dalla Commissione mira a rispondere alle necessità degli Stati membri che sono stati individuati come soggetti a pressioni migratorie nella decisione della Commissione. Ai sensi dell'articolo 12 del regolamento (UE) 2024/1351, nell'individuare tali necessità, la Commissione dovrebbe prendere in considerazione i principali risultati della presente relazione, compresi l'impatto delle tendenze passate sugli Stati membri interessati e le proiezioni per l'anno a venire 65 . Questo quadro strategico funge da strumento di allarme rapido per l'Unione, contribuisce ad anticipare i possibili sviluppi della situazione migratoria e a determinare in che modo essi potrebbero incidere sulle necessità degli Stati membri soggetti a pressioni migratorie e dell'Unione nel suo complesso.
La proiezione si basa su una metodologia elaborata dal servizio scientifico della Commissione – il Centro comune di ricerca (Joint Research Centre - JRC) – ed è stata testata con la rete dell'UE per la preparazione e per la gestione delle crisi nel settore della migrazione.
La proiezione indica che, nel complesso, gli arrivi irregolari a livello dell'Unione dovrebbero diminuire su tutte le principali rotte migratorie nel 2026 rispetto al 2024 66 , in linea con la tendenza al calo già osservata nella prima metà del 2025. Il calo previsto deriva, tra l'altro, dalla forte collaborazione dell'Unione con i principali paesi di origine e di transito, dal rafforzamento dei sistemi di asilo e protezione delle frontiere e dall'intensificazione dell'azione contro le reti di trafficanti di migranti sia all'interno dell'Unione sia nei paesi terzi. Si prevede che la rotta del Mediterraneo centrale rimarrà quella più attiva, ma i numeri complessivi dovrebbero stabilizzarsi o diminuire ulteriormente rispetto al 2024. Questa tendenza rispecchia gli effetti della cooperazione rafforzata con i paesi partner dell'Africa settentrionale e dell'intera regione. Una dinamica analoga è prevista per le rotte del Mediterraneo occidentale e dell'Atlantico, dove i forti sforzi per monitorare i punti di partenza e smantellare le reti di trafficanti stanno dando risultati. Sulla rotta del Mediterraneo orientale, gli sviluppi dipenderanno in larga misura dall'evoluzione della situazione in Medio Oriente, comprese le nuove sotto-rotte emerse, ma le prospettive generali sembrano confermare la tendenza al calo iniziata già alla fine del 2024, determinata dal mutare delle dinamiche regionali e da una minore presenza di alcune nazionalità. Si prevede una diminuzione degli arrivi anche lungo la rotta dei Balcani occidentali, sostenuta da uno smantellamento più efficace delle reti di trafficanti e da una cooperazione rafforzata tra la regione, gli Stati membri e le agenzie dell'Unione. Sulla rotta della frontiera orientale, è probabile che la Russia e la Bielorussia proseguano i loro tentativi di strumentalizzare la migrazione contro l'Unione; il rafforzamento della gestione delle frontiere dovrebbe tuttavia ridurre ulteriormente gli attraversamenti illegali. Si prevede infine che rimanga problematica la situazione delle uscite illegali lungo la rotta della Manica, anche se le misure nazionali in Francia e la maggiore collaborazione con il Regno Unito dovrebbero contenere o ridurre le partenze.
La tendenza alla diminuzione delle domande di protezione internazionale osservata nel 2024 e nella prima metà del 2025 dovrebbe continuare nel 2026.
Per quanto riguarda la protezione temporanea, l'indiscriminata guerra di aggressione in corso da parte della Russia nei confronti dell'Ucraina continuerà a generare necessità di protezione per i cittadini ucraini anche nel 2026. Le registrazioni per la protezione temporanea continueranno, ma a livelli inferiori rispetto agli anni precedenti.
Poiché le dinamiche della migrazione rimangono intrinsecamente incerte, restano fondamentali gli sforzi per rafforzare la preparazione e la pianificazione di emergenza negli Stati membri e nell'Unione. Un'adeguata pianificazione di emergenza è una componente importante di un sistema di asilo, accoglienza e migrazione ben preparato. Essa rafforza la resilienza e la preparazione per rispondere in modo rapido ed efficace ai cambiamenti della situazione migratoria, garantendo nel contempo il rispetto dei diritti e delle esigenze individuali.
Gli obblighi in materia di pianificazione di emergenza sono integrati nella legislazione dell'Unione 67 . Sebbene la maggior parte degli Stati membri disponga di piani di emergenza in diversi settori della gestione della migrazione, permangono lacune. Nel complesso, il livello di preparazione in materia di gestione della migrazione nell'Unione e negli Stati membri trae vantaggio dall'attuazione delle nuove disposizioni introdotte nel patto. Quasi tutti gli Stati membri hanno adottato e notificato i loro rispettivi piani nazionali di emergenza in materia di accoglienza e asilo all'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo (EUAA) 68 , sebbene con livelli diversi di completezza (maggiori dettagli nell'allegato). Dal 2019, gli Stati membri devono elaborare e adottare un piano nazionale di emergenza per la gestione delle frontiere e i rimpatri 69 I risultati della valutazione delle vulnerabilità effettuata da Frontex per il 2024 mostrano che la maggior parte degli Stati membri riferisce di disporre di piani di emergenza pertinenti in materia di gestione delle frontiere, sebbene esistano alcune lacune, come sottolineato anche dalle valutazioni Schengen. La valutazione tematica 2024 sull'efficacia dei rimpatri ha inoltre evidenziato lacune significative nella pianificazione nazionale di emergenza. È emerso che la maggior parte degli Stati membri non dispongono di piani di emergenza specifici per le operazioni di rimpatrio, nonostante ciò sia prescritto dall'articolo 9, paragrafo 3, del regolamento (UE) 2019/1896 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 novembre 2019, relativo alla guardia di frontiera e costiera europea.
A livello dell'Unione, le agenzie dell'Unione sono pronte a fornire sostegno operativo agli Stati membri in caso di aumenti improvvisi dei flussi migratori. La rete dell'UE per la preparazione e per la gestione delle crisi nel settore della migrazione, presieduta dalla Commissione, continua a svolgere un ruolo fondamentale nel fornire un quadro situazionale comune, previsioni e allarmi rapidi a sostegno di una migliore preparazione. La rete ospita un sottogruppo dedicato alla pianificazione di emergenza.
IV.Valutazione della situazione migratoria complessiva, della pressione migratoria, del rischio di pressioni migratorie o di una situazione migratoria significativa
In base alle informazioni contenute nella presente relazione, la Commissione ha valutato quali Stati membri hanno dovuto far fronte a obblighi sproporzionati, tenendo conto della situazione migratoria complessiva nell'Unione La Commissione sta al tempo stesso proponendo al Consiglio le cifre totali dei contributi di solidarietà per la riserva di solidarietà a livello dell'Unione che sono necessari per affrontare la situazione migratoria nell'anno a venire in modo equilibrato ed efficace.
Considerando le tendenze delineate nella presente relazione per il periodo di riferimento luglio 2024-giugno 2025 e la metodologia utilizzata, la decisione della Commissione ha stabilito che, aggregando e valutando tutti i dati e le informazioni quantitativi e qualitativi pertinenti rispetto alla situazione complessiva nell'Unione, la Grecia e Cipro sono soggetti a pressioni migratorie. La decisione della Commissione ha inoltre stabilito che l'Italia e la Spagna sono soggette a pressioni migratorie a causa dell'elevato numero di arrivi a causa di sbarchi ricorrenti a seguito di operazioni di ricerca e soccorso ("SAR"), e la cui entità è tale da creare obblighi sproporzionati rispetto alla situazione complessiva nell'Unione persino su un sistema di asilo, accoglienza e migrazione ben preparato dello Stato membro interessato.
Sebbene le tendenze siano rimaste complessivamente stabili rispetto al periodo luglio 2023-giugno 2024, la Grecia è stata soggetta a obblighi sproporzionati rispetto alla situazione complessiva nell'Unione, specialmente a causa del numero di AIF (oltre 60 000) e di domande di protezione internazionale (oltre 70 000). Si tratta delle cifre più elevate registrate a livello dell'Unione rispetto al PIL e alla popolazione. La Grecia ha registrato anche il numero più elevato di decisioni di riconoscimento di protezione internazionale in rapporto al PIL e alla popolazione, toccando quasi la cifra di 32 000 tra luglio 2024 e giugno 2025. Rispetto al PIL e alla popolazione, la Grecia si è collocata al secondo posto per il numero di ordini di lasciare il territorio (oltre 30 000), ma i cittadini di paesi terzi rimpatriati nel periodo in esame sono stati solo 5 400.
Sebbene la situazione in materia di asilo e migrazione sia migliorata rispetto al periodo luglio 2023-giugno 2024, Cipro è rimasta soggetta a obblighi sproporzionati rispetto alla situazione complessiva nell'Unione, in particolare a causa degli AIF, delle domande di protezione internazionale e delle registrazioni per la protezione temporanea. Sebbene gli AIF (quasi 3 000) siano notevolmente diminuiti, il numero di arrivi continua a mettere sotto pressione il sistema di asilo e migrazione di Cipro, che, per quanto riguarda gli AIF rispetto al PIL e alla popolazione, figura tra i primi tre dell'Unione. Cipro ha inoltre ricevuto il secondo maggior numero di domande di protezione internazionale (oltre 5 000) nell'Unione rispetto al PIL e alla popolazione. Analogamente, in rapporto al PIL e alla popolazione, il paese ha ricevuto un numero significativo di registrazioni per la protezione temporanea (circa 3 500). Inoltre, rispetto al periodo luglio 2023-giugno 2024, il numero di cittadini di paesi terzi oggetto di un ordine di lasciare il territorio (quasi 16 000) è rimasto stabile, mentre il numero di cittadini di paesi terzi rimpatriati a seguito di un tale provvedimento è raddoppiato ((quasi 10 000 rispetto ai quasi 5 000 del periodo precedente).
In Italia e in Spagna, la percentuale e il numero assoluto di arrivi a causa di sbarchi ricorrenti a seguito di operazioni di ricerca e soccorso sono stati di entità tale da creare obblighi sproporzionati per questi paesi rispetto alla situazione generale nell'Unione, in quanto oltre l'80 % delle quasi 97 000 persone assistite in operazioni di ricerca e soccorso sono sbarcate in questi due Stati membri (circa il 40 % ciascuno).
Questi quattro Stati membri avranno pertanto accesso alla riserva di solidarietà al momento dell'entrata in applicazione del regolamento (UE) 2024/1351.
Al fine di garantire l'equilibrio tra solidarietà ed equa ripartizione delle responsabilità e di salvaguardare il funzionamento del regolamento (UE) 2024/1351, l'articolo 60, paragrafo 3, di detto regolamento stabilisce che gli Stati membri contributori non sono tenuti ad eseguire i loro impegni di solidarietà nei confronti di uno Stato membro beneficiario qualora la Commissione abbia individuato carenze sistemiche in tale Stato membro beneficiario per quanto riguarda le norme in materia di competenza di cui alla parte III del regolamento (UE) 2024/1351 che potrebbero comportare conseguenze negative gravi per il funzionamento del medesimo regolamento.
La parte III del regolamento (UE) 2024/1351 stabilisce, tra l'altro, gli obblighi dello Stato membro competente di prendere e riprendere in carico i richiedenti e i cittadini di paesi terzi la cui domanda di protezione internazionale è stata registrata in un altro Stato membro o per i quali un altro Stato membro è stato indicato come competente a norma del regolamento (UE) 2024/1358, compreso l'obbligo di effettuare i trasferimenti di tali persone, nel pieno rispetto dei diritti fondamentali del richiedente ai sensi della Carta. Tali norme sono in continuità con quelle del regolamento Dublino III e le sostituiranno a partire dalla loro entrata in applicazione.
Entro il 12 luglio 2026, e nuovamente entro il 15 ottobre 2026, la Commissione valuterà l'applicazione delle norme in materia di competenza da parte degli Stati membri, e applicherà l'articolo 60, paragrafo 3, quarto comma, del regolamento (UE) 2024/1351 se in uno Stato membro sono individuate carenze sistemiche. In tale valutazione si presterà particolare attenzione al livello di cooperazione tra gli Stati membri, compreso l'impegno attivo ad agevolare i trasferimenti e la crescente collaborazione su questioni pratiche e logistiche.
Sulla base delle risultanze della presente relazione e della metodologia utilizzata, previa considerazione di tutte le informazioni e i dati quantitativi e qualitativi pertinenti e previa loro valutazione rispetto alla situazione complessiva nell'Unione, la decisione ha anche stabilito che sono a rischio di pressioni migratorie Belgio, Bulgaria, Germania, Estonia, Irlanda, Francia, Croazia, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Polonia e Finlandia.
Tra luglio 2024 e giugno 2025 la Bulgaria e la Croazia, in quanto paesi di primo ingresso, hanno continuato a essere particolarmente esposte alle fluttuazioni dei flussi migratori lungo le rotte dei Balcani occidentali e del Mediterraneo orientale. Un aumento significativo degli arrivi irregolari durante l'anno potrebbe dar luogo a obblighi sproporzionati a carico dei loro sistemi di asilo e migrazione già sotto pressione. La Bulgaria, pur registrando una diminuzione del numero di domande di protezione internazionale rispetto al periodo luglio 2023-giugno 2024, ha comunque annoverato quasi 10 000 domande di protezione internazionale, un numero significativo rispetto al PIL e alla popolazione. Un quinto di tali domande è stato presentato da minori non accompagnati, cosa che colloca la Bulgaria al secondo posto per numero di domande presentate da minori non accompagnati a livello dell'Unione rispetto al PIL e alla popolazione. La Bulgaria ha inoltre contato un numero elevato e costante di registrazioni per la protezione temporanea rispetto alla sua quota di PIL e popolazione (collocandosi tra i primi cinque Stati membri), con oltre 21 000 nuove registrazioni nel periodo luglio 2024-giugno 2025. Tra luglio 2024 e giugno 2025 la Croazia, ha dovuto far fronte ad AIF e respingimenti. Il paese ha registrato oltre 12 000 AIF, che hanno rappresentato il 76 % del totale degli arrivi irregolari lungo la rotta dei Balcani occidentali, collocandosi al secondo posto per numero di AIF nell'Unione rispetto al PIL e alla popolazione, e ha inoltre registrato un numero analogo di respingimenti, il più elevato a livello dell'Unione rispetto al PIL e alla popolazione.
Allo stesso tempo, diversi Stati membri hanno registrato numeri elevati di movimenti non autorizzati che hanno sottoposto a particolare pressione i loro sistemi di asilo, migrazione e accoglienza. Per affrontare le sfide associate a tali movimenti non autorizzati occorre riconoscere la possibilità di applicare in questi casi compensazioni di competenza nell'ambito dei contributi di solidarietà.
Tra luglio 2024 e giugno 2025 la Germania è stata il paese di destinazione di un numero significativamente elevato di movimenti non autorizzati di richiedenti protezione internazionale nell'Unione, il che ha causato un alto numero di domande di protezione internazionale, con ripercussioni sul sistema di asilo e accoglienza del paese. La situazione è stata ulteriormente aggravata non solo dal fatto che la Germania ospita il più alto numero di beneficiari di protezione temporanea nell'UE, ma anche dal numero molto elevato di domande di protezione internazionale presentate negli ultimi dieci anni. Anche la Francia è stata il paese di destinazione di un numero elevato di movimenti non autorizzati di richiedenti protezione internazionale nell'Unione e ha dovuto affrontare un aumento crescente di attraversamenti illegali delle frontiere in uscita, in direzione del Regno Unito, con ripercussioni sul suo sistema nazionale di asilo e accoglienza. Anche i Paesi Bassi e il Belgio hanno risentito di movimenti non autorizzati di richiedenti protezione internazionale, che hanno esercitato pressioni sui loro sistemi di accoglienza. Anche l'Irlanda ha ricevuto un numero costantemente elevato di domande di protezione internazionale, e una proporzione significativa dei richiedenti arriva irregolarmente nel paese passando principalmente dalla frontiera terrestre con il Regno Unito. Questi fattori, insieme al numero significativo di arrivi di persone che beneficiano di protezione temporanea, hanno avuto ripercussioni sul sistema nazionale di asilo e accoglienza.
Come delineato nella sezione III, le azioni della Russia e della Bielorussia continuano a influenzare le dinamiche migratorie alla frontiera orientale dell'Unione, in particolare in Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia e Finlandia. Le minacce ibride connesse alla strumentalizzazione della migrazione continuano a generare gravi rischi in materia di migrazione e di sicurezza che vengono ad aggiungersi agli episodi di violenza occasionale e ai tentativi di attraversare la frontiera. In risposta ai continui tentativi, promossi da Stati, di strumentalizzare la migrazione, l'Estonia ha rafforzato le misure di gestione delle frontiere alla frontiera con la Russia; la Lettonia e la Lituania hanno intensificato le misure di sorveglianza alla frontiera con la Bielorussia; la Polonia ha creato una zona cuscinetto lungo la frontiera e ha temporaneamente limitato il diritto di chiedere protezione internazionale alla frontiera, tranne per i gruppi vulnerabili; la Finlandia ha chiuso i valichi di frontiera con la Russia nel novembre 2023. Ulteriori tentativi di strumentalizzazione della migrazione da parte della Russia e della Bielorussia potrebbero esercitare una pressione aggiuntiva sui sistemi nazionali di protezione delle frontiere, che potrebbe dar luogo a obblighi sproporzionati.
Questi dodici Stati membri a rischio di pressioni migratorie avranno accesso prioritario al pacchetto di strumenti permanenti di sostegno dell'UE in materia di migrazione. Al tempo stesso, se le condizioni in questi Stati membri dovessero peggiorare, la Commissione sarà pronta, in linea con il regolamento (UE) 2024/1351, a valutare nuovamente la loro situazione in modo rapido.
Sulla base della relazione e della metodologia utilizzata, la decisione della Commissione ha inoltre stabilito che Bulgaria, Cechia, Estonia, Croazia, Austria e Polonia affrontano una situazione migratoria significativa per l'effetto cumulativo dei dati e delle informazioni quantitativi e qualitativi aggregati e valutati nell'ultimo quinquennio (1º luglio 2020-30 giugno 2025).
In Bulgaria, negli ultimi cinque anni e specialmente dal 2022, in relazione alla quota del PIL e alla popolazione, il flusso di registrazioni di beneficiari di protezione temporanea, combinato a un numero relativamente elevato di domande di protezione internazionale, ha esercitato una pressione sul sistema, soprattutto perché il paese ha emesso un numero notevole di decisioni positive e di rifiuti, in termini relativi, che hanno gravato notevolmente sul sistema di rimpatrio. In Croazia, negli ultimi cinque anni, la pressione sul sistema di rimpatrio in rapporto alla quota del PIL e alla popolazione ha inciso fortemente sulle capacità del paese, aggiungendosi agli obblighi che la Croazia deve adempiere alla frontiera esterna, soprattutto perché ha emesso, in termini relativi, un numero elevato di respingimenti e di recente ha dovuto far fronte a un numero relativamente elevato di AIF, a causa dell'aumento delle attività di traffico di migranti nella regione.
Dall'inizio della guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina, la Polonia e la Cechia sono tra i paesi dell'Unione che registrano i numeri più elevati di beneficiari di protezione temporanea in rapporto al PIL e alla popolazione. Questo ha dato luogo a problemi di integrazione e ha esercitato, a partire dal 2022, una pressione significativa sui sistemi di migrazione, asilo e gestione delle frontiere di tali Stati membri. In rapporto al PIL e alla popolazione l'Estonia ha registrato un numero elevato di registrazioni per la protezione temporanea, che si somma a un numero significativo di domande di protezione internazionale che hanno dato luogo a numeri elevati di decisioni positive negli ultimi cinque anni.
Nell'ultimo quinquennio l'Austria ha ricevuto un numero elevato di domande di protezione internazionale. Anche se tale numero è diminuito fra luglio 2024 e giugno 2025 rispetto al precedente periodo di 12 mesi, il numero complessivo di domande di protezione internazionale, e il conseguente numero di decisioni positive, nel quinquennio ha esercitato un effetto cumulativo sulle capacità del sistema austriaco di migrazione, accoglienza e asilo.
Questi Stati membri avranno la possibilità di chiedere al Consiglio una riduzione totale o parziale dei loro contributi di solidarietà per l'anno a venire.
V.Conclusioni
I costanti progressi nell'attuazione di tutte le componenti del patto a livello nazionale e dell'Unione, la tendenza alla diminuzione degli arrivi irregolari e le proiezioni per l'anno a venire, unitamente ai risultati positivi del costante lavoro con i paesi partner, costituiscono una solida base per una gestione ordinata, equa e ferma della migrazione e dell'asilo.
Sfruttando appieno il nuovo quadro giuridico e operativo del patto è possibile compiere ulteriori progressi per ridurre la pressione sugli Stati membri, limitare i movimenti non autorizzati, aumentare l'efficienza complessiva, diminuire gli arretrati e alleggerire gli oneri a carico delle strutture amministrative e operative degli Stati membri. Restano comunque alcune difficoltà per quanto riguarda l'attuazione del patto e la Commissione, insieme alle agenzie competenti dell'Unione, continuerà a fornire sostegno agli Stati membri.
Una rapida adozione delle proposte in esame della Commissione, tra cui quella relativa a un sistema comune europeo per il rimpatrio e a un elenco di paesi di origine sicuri a livello dell'Unione, può sostenere gli sforzi in atto. La Commissione proseguirà il suo lavoro per rafforzare i partenariati globali con i paesi partner, impegnandosi strategicamente a livello regionale e globale e sviluppando leve intelligenti trasversali per promuovere una migliore cooperazione in materia di migrazione.
In termini di attuazione del patto, solidarietà ed equa ripartizione delle responsabilità devono continuare a progredire insieme e in modo equilibrato. L'avvio del primo ciclo annuale di gestione della migrazione è un passo importante per preparare il terreno all'operatività del nuovo meccanismo di solidarietà. Sulla base della relazione, della decisione della Commissione e della proposta della Commissione di decisione di esecuzione del Consiglio che istituisce la riserva annuale di solidarietà, il Consiglio dovrebbe convocare, entro un termine di 15 giorni, il forum dell'UE di alto livello sulla solidarietà al fine di concordare l'entità della riserva di solidarietà e il modo in cui ciascuno Stato membro vi contribuirà. La Commissione è pronta a sostenere il Consiglio durante tutto questo processo. Il coordinatore dell'UE per la solidarietà convocherà inoltre il forum dell'UE di livello tecnico sulla solidarietà per rendere operativo il meccanismo di solidarietà tra gli Stati membri e per rispondere alle esigenze di solidarietà con i contributi individuati, prima dell'entrata in applicazione a metà 2026.
Nel marzo 2026 la Commissione riferirà nuovamente sui progressi compiuti nell'attuazione del patto prima della sua entrata in applicazione. La Commissione elaborerà inoltre una strategia europea di gestione dell'asilo e della migrazione a lungo termine, definendo una tabella di marcia strategica e operativa ad alto livello per un sistema comune solido e adattabile alle circostanze in rapida evoluzione.
Articolo 9 del regolamento (UE) 2024/1351 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 maggio 2024, sulla gestione dell'asilo e della migrazione, che modifica i regolamenti (UE) 2021/1147 e (UE) 2021/1060 e che abroga il regolamento (UE) n. 604/2013 (GU L, 2024/1351, 22.5.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1351/oj ).
Regolamento (UE) 2024/1351 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'14 maggio 2024, sulla gestione dell'asilo e della migrazione.
Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Stato di avanzamento nell'attuazione del patto sulla migrazione e l'asilo, COM/2025/319 final ( EUR-Lex - 52025DC0319 - IT - EUR-Lex ).
Articolo 11 del regolamento (UE) 2024/1351 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 maggio 2024, sulla gestione dell'asilo e della migrazione.
Articolo 12 del regolamento (UE) 2024/1351 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 maggio 2024, sulla gestione dell'asilo e della migrazione.
Regolamento (UE) 2024/1356 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 maggio 2024, che introduce accertamenti nei confronti dei cittadini di paesi terzi alle frontiere esterne e modifica i regolamenti (CE) n. 767/2008, (UE) 2017/2226, (UE) 2018/1240 e (UE) 2019/817, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1356/oj .
Regolamento (UE) 2024/1348 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 maggio 2024, che stabilisce una procedura comune di protezione internazionale nell'Unione e abroga la direttiva 2013/32/UE, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1348/oj , e regolamento (UE) 2024/1349 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 maggio 2024, che stabilisce una procedura di rimpatrio alla frontiera e che modifica il regolamento (UE) 2021/1148, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1349/oj .
Regolamento (UE) 2024/1351 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 maggio 2024, sulla gestione dell'asilo e della migrazione, che modifica i regolamenti (UE) 2021/1147 e (UE) 2021/1060 e che abroga il regolamento (UE) n. 604/2013, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1351/oj .
Regolamento (UE) 2024/1358 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 maggio 2024, che istituisce l'"Eurodac" per il confronto dei dati biometrici ai fini dell'applicazione efficace dei regolamenti (UE) 2024/1351 e (UE) 2024/1350 o del Parlamento europeo e del Consiglio e della direttiva 2001/55/CE del Consiglio e ai fini dell'identificazione dei cittadini di paesi terzi e apolidi il cui soggiorno è irregolare, e per le richieste di confronto con i dati Eurodac presentate dalle autorità di contrasto degli Stati membri e da Europol a fini di contrasto, che modifica i regolamenti (UE) 2018/1240 e (UE) 2019/818 del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga il regolamento (UE) n. 603/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio,
ELI:
http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1358/oj
.
Direttiva (UE) 2024/1346 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 maggio 2024, recante norme relative all'accoglienza dei richiedenti protezione internazionale, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2024/1346/oj .
SWD(2025) 792, Metodologia ai fini della decisione di esecuzione della Commissione ai sensi dell'articolo 11 del regolamento (UE) 2024/1351 del Parlamento europeo e del Consiglio.
Regolamento di esecuzione della Commissione recante modalità di applicazione del regolamento (UE) 2024/1351 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda la gestione dell'asilo e della migrazione, e che abroga il regolamento (CE) n. 1560/2003 della Commissione.
I risultati del monitoraggio intrapreso dall'Agenzia per l'asilo nonché del monitoraggio eseguito in conformità dell'articolo 10 del regolamento (UE) 2024/1356, di cui all'articolo 9, lettera e), del regolamento (UE) 2024/1351 non sono disponibili, in quanto tali meccanismi non sono ancora operativi.
Agenzia dell'Unione europea per l'asilo (EUAA), Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione nell'attività di contrasto (Europol), Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex), Agenzia dell'Unione europea per la gestione operativa dei sistemi IT su larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia (eu‑LISA) e Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali (FRA).
La rete del programma di preparazione e di risposta alle crisi nel settore della migrazione, una delle prime iniziative del patto, è il quadro operativo che riunisce le parti interessate rilevanti dell'UE per monitorare e anticipare i flussi e le situazioni nel settore della migrazione. È stata istituita dalla raccomandazione (UE) 2020/1366 della Commissione, del 23 settembre 2020, su un meccanismo dell'UE di preparazione e di gestione delle crisi connesse alla migrazione, EUR-Lex - 32020H1366 - IT - EUR-Lex .
I documenti SWD(2025) 790 - Sostegno all'analisi della situazione dell'asilo, dell'accoglienza e della migrazione nell'Unione e negli Stati membri, e SWD (2025) 793 - Ripartizione statistica a sostegno dell'analisi della situazione dell'asilo, dell'accoglienza e della migrazione nell'Unione e negli Stati membri, sono contrassegnati come sensibili poiché contengono dati non divulgabili al pubblico, visto il livello di dettaglio delle informazioni e il rischio che le attività operative delle agenzie dell'Unione e della Commissione vengano ostacolate.
SWD(2025) 791 - Proiezione per l'anno 2026 ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 3, lettera b), del regolamento (UE) 2024/1351 del Parlamento europeo e del Consiglio, documento classificato come "RESTREINT UE/EU RESTRICTED".
Poiché la presente relazione interessa il periodo dal 1° luglio 2024 al 30 giugno 2025, il raffronto anno per anno (" periodo di riferimento precedente") si riferisce al periodo di 12 mesi che va dal 1° luglio 2023 al 30 giugno 2024.
L'analisi di cui alla presente sezione si basa sui dati di Frontex.
Il numero di attraversamenti illegali delle frontiere (AIF) si riferisce al numero di cittadini di paesi terzi o dell'UE/di paesi associati Schengen individuati dalle autorità degli Stati membri all'ingresso o nel tentativo di uscire illegalmente dal territorio tra i valichi di frontiera alle frontiere esterne. È comunque possibile che un cittadino di un paese terzo sia individuato più di una volta entrando/uscendo illegalmente dal territorio di uno Stato membro.
Nella presente carta geografica sono riprese le rotte che contano più di 500 AIF.
Calcolati raffrontando la percentuale di ciascuno Stato membro per questo indicatore con la sua quota del PIL e la popolazione. La quota del PIL e la popolazione per ciascuno Stato membro sono calcolate secondo la chiave di riferimento di cui all'articolo 66 del regolamento (UE) 2024/1351, utilizzando i dati di Eurostat.
Memorandum d'intesa su un partenariato strategico e globale tra l'Unione europea e la Tunisia, firmato nel luglio 2023.
Dichiarazione congiunta che istituisce un partenariato in materia di migrazione tra la Repubblica islamica di Mauritania e l'Unione europea, varato nel marzo 2024.
Piano d'azione dell'UE per i Balcani occidentali del 5 dicembre 2022, disponibile all'indirizzo https://home-affairs.ec.europa.eu/eu-action-plan-western-balkans_en .
Nel giugno 2025 è stato firmato con la Bosnia-Erzegovina un accordo sullo status di nuova generazione, che permette agli operatori del corpo permanente di Frontex di affiancare le autorità locali di gestione delle frontiere con poteri esecutivi, consentendo che l'intera regione dei Balcani occidentali, ad eccezione del Kosovo (designazione che non pregiudica le posizioni riguardo allo status ed è in linea con la risoluzione 1244/1999 dell'UNSC e con il parere della CIG sulla dichiarazione di indipendenza del Kosovo) sia interessata da tali accordi e dai successivi invii.
Compresi i casi in cui i cittadini di paesi terzi hanno soggiornato oltre i 90 giorni consentiti nell'arco di 180 giorni o non erano in possesso di un visto o di un permesso di soggiorno validi.
Ucraini privi di permessi validi o non rientranti nelle misure di protezione temporanea.
Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Relazione sullo stato di Schengen del 2025, EUR-Lex - 52025DC0185 - IT - EUR-Lex .
Come riferito da Frontex, il numero totale di vulnerabilità individuate per quanto riguarda le capacità e la preparazione del controllo di frontiera negli Stati membri mostra una significativa tendenza generale alla diminuzione: Esito incoraggiante della valutazione 2025 delle vulnerabilità .
L'analisi di cui alla presente sezione si basa sui dati di Frontex.
Raccomandazione del 2020 della Commissione europea sulle operazioni di ricerca e soccorso ( eur-lex.europa.eu/legal content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32020H1365 ), in particolare i considerando (5) e (7); Orientamenti della Commissione europea sull'attuazione delle norme dell'UE concernenti la definizione e la prevenzione del favoreggiamento dell'ingresso, del transito e del soggiorno illegali ( eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52020XC1001(01) ), in particolare i punti 4 e 5.
Data | Missing Migrants Project , fonte: OIM.
L'analisi riguardante la protezione internazionale e la protezione temporanea si basa, rispettivamente, sui dati dell'EUAA e di Eurostat.
Questa cifra comprende le decisioni di primo grado e le decisioni in caso di ricorso o riesame ai fini della concessione dello status di rifugiato ai sensi della Convenzione di Ginevra e dello status di protezione sussidiaria.
Il tasso di riconoscimento della protezione internazionale in primo grado è sceso al 31 %, principalmente a causa del minor numero di decisioni positive emesse nei confronti di cittadini siriani, afghani e iracheni.
Calcolati raffrontando la percentuale di ciascuno Stato membro per questo indicatore con la sua quota del PIL e la popolazione. La quota del PIL e la popolazione per ciascuno Stato membro sono calcolate secondo la chiave di riferimento di cui all'articolo 66 del regolamento (UE) 2024/1351, utilizzando i dati di Eurostat.
Documento di lavoro dei servizi della Commissione - Revisione intermedia del piano d'azione della Commissione per l'integrazione e l'inclusione 2021-2027 che accompagna la Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni: Stato di avanzamento nell'attuazione del patto sulla migrazione e l'asilo, SWD/2025/162 final ( EUR-Lex - 52025SC0162 - EN - EUR-Lex ).
OCSE/Commissione europea (2023), Indicators of Immigrant Integration 2023: Settling In, OECD Publishing, Paris, https://doi.org/10.1787/1d5020a6-en .
UNHCR , "A poverty assessment of Ukrainian refugees in neighbouring countries" , 17 marzo 2025, pag. 14.
L'analisi dei movimenti non autorizzati si basa sui dati dell'EUAA e sui dati di eu-LISA.
Regolamento (UR) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione) (GU L 180 del 29.6.2013, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2013/604/oj ).
Gli indicatori indiretti comprendono i dati raccolti per monitorare il funzionamento del regolamento (UE) n. 604/2013 ("statistiche Dublino"), e i dati conservati nell'Eurodac – la banca dati delle impronte digitali dell'UE (istituita dal regolamento (UE) n. 603/2013) che conserva e confronta le impronte digitali delle persone che hanno presentato domanda di asilo o che sono state fermate nell'atto di attraversare illegalmente le frontiere esterne dello spazio Schengen.
Regolamento (UE) 2024/1358 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 maggio 2024, che istituisce l'"Eurodac" per il confronto dei dati biometrici ai fini dell'applicazione efficace dei regolamenti (UE) 2024/1351 e (UE) 2024/1350 o del Parlamento europeo e del Consiglio e della direttiva 2001/55/CE del Consiglio e ai fini dell'identificazione dei cittadini di paesi terzi e apolidi il cui soggiorno è irregolare, e per le richieste di confronto con i dati Eurodac presentate dalle autorità di contrasto degli Stati membri e da Europol a fini di contrasto, che modifica i regolamenti (UE) 2018/1240 e (UE) 2019/818 del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga il regolamento (UE) n. 603/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio,
ELI:
http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1358/oj
.
Sono state segnalate 398 000 risposte pertinenti straniere di Eurodac (quando sia il paese di partenza sia il paese di destinazione sono Stati membri), il 27 % in meno rispetto al periodo luglio 2023-giugno 2024.
La carta geografica mostra le principali rotte dei movimenti non autorizzati indicate dalle risposte pertinenti di Eurodac. La punta delle frecce mostra la direzione dei movimenti, mentre la larghezza delle frecce rispecchia il numero di risposte pertinenti.
Nel periodo di riferimento il numero di richieste di ripresa in carico e di presa in carico inviate sulla base di un ingresso e soggiorno irregolari è stato di circa 93 000.
Per valutare la capacità di uno Stato membro di attuare effettivamente i trasferimenti, il rapporto fra i trasferimenti e le richieste accettate dovrebbe essere utilizzato con cautela a causa della mancanza di dati di coorte e poiché potrebbe trascorrere un lasso di tempo considerevole tra una richiesta di trasferimento accettata e un trasferimento fisico. Questo lasso di tempo distorce il calcolo dei tassi se il numero di richieste accettate non è stabile nel tempo.
I dati raccolti per monitorare il funzionamento del regolamento (UE) n. 604/2013 ("statistiche Dublino") comprendono il numero di richieste inviate e ricevute da uno Stato membro a/da un altro sulle procedure di ripresa in carico e di presa in carico, le decisioni adottate in merito a tali richieste e il numero di decisioni di trasferimento emesse ed attuate.
L'analisi riguardante l'accoglienza si basa sui dati dell'EUAA.
La Commissione e l'EUAA hanno definito un "approccio incrementale", in base al quale gli Stati membri devono comunicare i dati relativi all'accoglienza almeno rispetto a due indicatori fondamentali: numero di persone nel sistema di accoglienza (numero totale, compresa una ripartizione per status giuridico di tali persone e numero di minori non accompagnati), e capacità del sistema di accoglienza (numero totale di letti disponibili alla fine del periodo di riferimento). A partire dal 2027 gli Stati membri devono riferire in merito all'intera serie di indicatori relativi all'accoglienza.
Questi dati si riferiscono unicamente al sistema di accoglienza inteso come l'insieme delle disposizioni in vigore per accogliere i richiedenti protezione internazionale ai sensi della rifusione della direttiva sulle condizioni di accoglienza.
In Irlanda, una percentuale significativa di richiedenti protezione internazionale è entrata irregolarmente nel paese, arrivando principalmente dalla frontiera terrestre del Regno Unito. Ciò, insieme al numero significativo di arrivi di beneficiari di protezione temporanea, ha avuto ripercussioni sul sistema irlandese di asilo e accoglienza. Durante il periodo di riferimento, le domande di protezione internazionale in Irlanda si sono attestate a 14 000, rispetto all'elevato numero senza precedenti registrato nel precedente periodo di riferimento (18 000). Questa tendenza si manifesta dall'inizio del 2022, insieme a un elevato numero di arrivi dall'Ucraina.
Alla fine di giugno 2025 è stato possibile calcolare il tasso di occupazione per 25 Stati membri. I dati necessari per il calcolo del tasso di occupazione erano incompleti per la Finlandia e il Portogallo.
È il caso di Belgio, Cipro, Croazia, Lettonia, Lituania e Grecia.
L'analisi riguardante il reinsediamento e l'ammissione umanitaria si basa sui dati dell'EUAA.
L'analisi riguardante il rimpatrio si basa sui dati di Eurostat.
La Francia ha emesso la maggior parte degli ordini di lasciare il territorio nei confronti di cittadini dell'Algeria, della Tunisia e del Marocco; la Spagna nei confronti di cittadini del Mali, del Senegal e dell'Algeria, e la Germania nei confronti di cittadini della Siria, della Turchia e dell'Afghanistan. Cipro ha emesso la maggior parte degli ordini di lasciare il territorio nei confronti di cittadini della Siria, della Repubblica democratica del Congo e della Nigeria; la Grecia nei confronti di cittadini dell'Afghanistan, della Siria e dell'Albania, e la Croazia nei confronti di cittadini della Turchia, del Nepal e della Bosnia-Erzegovina.
Il tasso di rimpatrio a livello dell'UE si è attestato al 24 % durante il periodo di riferimento.
Il meccanismo di cui all'articolo 25 bis del codice dei visti ha contribuito ad innescare dinamiche favorevoli e progressi concreti con i paesi terzi. Il tasso di rimpatrio per il Bangladesh è aumentato dal 9 % nel 2023 al 17 % nel 2024, quello dell'Iraq dal 14 % al 31 %. In Etiopia, dove nell'aprile 2024 sono state adottate misure in materia di visti, il tasso di rimpatrio è anch'esso aumentato nel 2024 (13 % rispetto all'11 % del 2023), e si è registrato un miglioramento dell'attività degli Stati membri nel chiedere a tale paese di riammettere i propri cittadini (nel 2024 il numero di richieste di riammissione è stato quattro volte superiore a quello del 2023). Le azioni di rimpatrio mirate riguardanti paesi terzi prioritari avviate dal coordinatore dell'UE per i rimpatri hanno posto l'accento sulle azioni a livello dell'UE e hanno garantito coerenza tra tali azioni, superando l'obiettivo di crescita del 25 % con diversi paesi terzi.
Secondo i dati comunicati da Frontex, gli Stati membri hanno presentato meno richieste di documenti di viaggio provvisori e di identificazione (-6 %, ossia 68 908 rispetto alle 73 449 del periodo di riferimento precedente).
Fra cui difficoltà nel garantire un processo di rimpatrio agevole a causa di carenze in fasi fondamentali quali il sistema di ricorsi, l'identificazione efficace prima del rimpatrio e un sufficiente controllo del rispetto dell'obbligo di rimpatrio. La valutazione tematica Schengen del 2024 indica inoltre che occorre che tutte le autorità nazionali rafforzino l'attuazione operativa delle segnalazioni di rimpatrio nel sistema d'informazione Schengen, così da rendere più efficace il processo decisionale nelle procedure di rimpatrio.
Durante il periodo di riferimento, quasi 54 600 persone oggetto di segnalazioni di rimpatrio nel SIS sono state identificate in Stati membri diversi da quello che ha creato la segnalazione ("riscontri positivi (o hit) SIS"). Di queste, circa 33 600 erano cittadini di paesi terzi individuati in occasione di controlli all'interno del territorio, mentre circa 16 500 sono state intercettate alle verifiche di frontiera nel lasciare l'UE attraverso uno Stato membro diverso da quello che aveva effettuato la segnalazione.
COM (2025) 101 final.
SWD(2025) 791 - Proiezione per l'anno 2026 ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 3, lettera b), del regolamento (UE) 2024/1351 del Parlamento europeo e del Consiglio, documento classificato come "RESTREINT UE/EU RESTRICTED".
Poiché al momento dell'adozione della relazione non sono disponibili i dati per l'intero anno 2025, vengono utilizzati i dati del 2024 come punto di riferimento annuale più recente e completo per contestualizzare la proiezione per il prossimo anno 2026. L'analisi ha comunque tenuto pienamente conto della tendenza osservata nel 2025.
Regolamento (UE) 2024/1351 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 maggio 2024, sulla gestione dell'asilo e della migrazione, che modifica i regolamenti (UE) 2021/1147 e (UE) 2021/1060 e che abroga il regolamento (UE) n. 604/2013; direttiva (UE) 2024/1346 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 maggio 2024, recante norme relative all'accoglienza dei richiedenti protezione internazionale; regolamento (UE) 2024/1359 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 maggio 2024, concernente le situazioni di crisi e di forza maggiore nel settore della migrazione e dell'asilo e che modifica il regolamento (UE) 2021/1147 (GU L, 2024/1359, 22.5.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1359/oj ); regolamento (UE) 2019/1896 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 novembre 2019, relativo alla guardia di frontiera e costiera europea e che abroga i regolamenti (UE) n. 1052/2013 e (UE) 2016/1624 (GU L 295 del 14.11.2019, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2019/1896/oj ); regolamento (UE) 2021/2303 del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 dicembre 2021 relativo all'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo e che abroga il regolamento (UE) n. 439/2010 (GU L 468 del 30.12.2021, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/2303/oj ).
Tranne l'Ungheria e la Polonia.
Regolamento (UE) 2019/1896 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 novembre 2019, relativo alla guardia di frontiera e costiera europea (GU L 295 del 14.11.2019, pag. 1,
ELI:
http://data.europa.eu/eli/reg/2019/1896/oj
).
COMMISSIONE EUROPEA
Bruxelles, 11.11.2025
COM(2025) 795 final
ALLEGATO
della
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO
E AL CONSIGLIO RELATIVA ALLA RELAZIONE EUROPEA ANNUALE SULL'ASILO E LA MIGRAZIONE (2025)
ALLEGATO
della
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO
E AL CONSIGLIO RELATIVA ALLA RELAZIONE EUROPEA ANNUALE SULL'ASILO E LA MIGRAZIONE (2025)
Secondo stato di avanzamento nell'attuazione del patto sulla migrazione e l'asilo
Introduzione
La Commissione ha pubblicato l'ultimo stato di avanzamento nell'attuazione del patto sulla migrazione e l'asilo nel giugno 2025 1 . Questa seconda relazione riguarda il periodo compreso fra tale data e l'inizio di ottobre 2025.
In tale periodo gli Stati membri, la Commissione e le agenzie dell'Unione, insieme ai diversi portatori di interessi e partner, hanno continuato a lavorare su tutti gli elementi costitutivi per garantire la continuazione di tale attuazione.
Sono stati compiuti ulteriori progressi e sono stati conseguiti importanti traguardi, tra cui lo sviluppo di strategie e piani di emergenza nazionali, l'adattamento dei quadri giuridici nazionali e l'adozione del regolamento di esecuzione del regolamento (UE) 2024/1351, come pure i preparativi per realizzare il primo ciclo annuale di gestione della migrazione.
Permangono al tempo stesso dei problemi, in particolare in relazione a Eurodac e alla garanzia che i sistemi siano pronti in tempo, come pure in relazione alla procedura di frontiera e alla necessità di attuare le infrastrutture necessarie, i requisiti in materia di personale e le disposizioni amministrative rispettando i tempi. In tutta l'Unione dovrebbero inoltre essere completate le disposizioni in materia di accertamenti e la capacità di accoglienza dovrebbe essere allineata alle esigenze effettive e al nuovo quadro. Dovrebbero infine essere conclusi accordi relativi al monitoraggio dei diritti fondamentali e all' orientamento legale.
Nel luglio 2025 la Commissione ha presentato la sua proposta relativa a un nuovo quadro finanziario pluriennale e ha indicato di triplicare il sostegno finanziario dell'Unione per la migrazione, la sicurezza e la gestione delle frontiere per il periodo successivo, insieme a un aumento significativo dei finanziamenti per le agenzie per gli affari interni. In totale, il sostegno finanziario supplementare dell'Unione proposto per il settore degli affari interni e della migrazione ammonterebbe quindi a 81 miliardi di EUR.
Risultati a livello dell'Unione
Una prima ed essenziale fase di pianificazione è iniziata con la presentazione del piano di attuazione comune nel giugno 2024, che ha fornito un quadro per lo sviluppo dei piani di attuazione nazionali degli Stati membri e la definizione dei pertinenti dispositivi di governance 2 .
Attualmente i lavori sull'attuazione del patto si concentrano totalmente sull'adattamento legislativo, l'operatività concreta e le risorse per le riforme necessarie. In questa fase, i meccanismi di coordinamento istituiti continuano a funzionare adeguatamente, che ciò avvenga a livello orizzontale nel quadro del comitato strategico sull'immigrazione, le frontiere e l'asilo (di seguito: "CSIFA"), o nell'ambito del dialogo bilaterale mirato instaurato dalla Commissione con gli Stati membri. Scambi più generali con il Parlamento europeo sono continuati nel quadro delle riunioni periodiche del gruppo di lavoro "Asilo - attuazione del patto/sistema europeo comune di asilo" della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni.
Le diverse proposte legislative presentate dalla Commissione negli ultimi sette mesi per completare e integrare il patto sono portate avanti nel quadro della procedura legislativa. Ciò include la proposta di un nuovo regolamento sui rimpatri, la proposta relativa al concetto di "paese terzo sicuro" e la proposta di elenco dell'Unione di paesi di origine sicuri 3 . Il Parlamento europeo ha nominato i propri rispettivi relatori e sono iniziate le riunioni tecniche. Il Consiglio, dal canto suo, ha avviato i lavori sulle sue posizioni, con discussioni in corso negli organi competenti. Nel frattempo, i lavori sugli atti di esecuzione derivanti dalla legislazione del patto stanno progredendo in seno ai comitati di contatto della Commissione (cfr. i vari elementi costitutivi nella sezione seguente).
Le diverse agenzie dell'Unione 4 collaborano strettamente con la Commissione e gli Stati membri, fornendo sostegno alle riforme conformemente ai rispettivi mandati. Le agenzie sono in generale nella fase di completamento dei vari documenti di orientamento, modelli e materiale di formazione previsti nel piano di attuazione comune. Stanno inoltre fornendo sostegno su richiesta a vari Stati membri e stanno rispondendo alle sfide nuove ed emergenti. Due esercizi di monitoraggio pilota dell'EUAA, in preparazione dell'attuazione integrale del programma di monitoraggio pluriennale (a partire dal 2026), hanno avuto luogo con l'Estonia e i Paesi Bassi. Nell'ambito degli esercizi due équipe di esperti composte dall'EUAA, dalla Commissione e dagli Stati membri, nonché dall'UNHCR in qualità di osservatori, hanno effettuato visite in loco nel giugno 2025. Le relazioni finali con i risultati sono state ultimate e condivise con i rispettivi Stati membri. A decorrere da giugno 2026, tutti gli Stati membri saranno monitorati in termini di attuazione tecnica e operativa del patto in un ciclo quinquennale.
La programmazione del sostegno finanziario all'attuazione del patto è iniziata attraverso un dialogo continuo con gli Stati membri (cfr. sezione 3.1.). Tale sostegno finanziario comprende gli altri 3 miliardi di EUR messi a disposizione degli Stati membri per sostenere l'attuazione del patto e accogliere gli sfollati provenienti dall'Ucraina. La maggior parte degli Stati membri ha inoltre potuto accedere ai fondi supplementari stanziati nell'ambito della revisione intermedia dei fondi per gli affari interni, per un importo supplementare di 1,6 miliardi di EUR.
Prosegue il sostegno parallelo fornito agli Stati membri attraverso lo strumento di sostegno tecnico gestito dalla Commissione. Attualmente, le autorità di nove Stati membri 5 fruiscono di un sostegno su misura per la realizzazione di riforme specifiche derivanti dai rispettivi piani di attuazione nazionali durante il biennio di transizione fino al 2026.
Il dialogo con la società civile a livello dell'Unione si è svolto in vari consessi e in contatti bilaterali. Un particolare elemento di sensibilizzazione nell'ultimo mese è stato il dialogo con le reti giudiziarie per promuovere la cooperazione e lo scambio di informazioni in relazione alle modifiche procedurali introdotte dal patto, comprese le corrispondenti nuove scadenze per la conclusione delle diverse procedure 6 . Il ruolo della magistratura è particolarmente importante per il funzionamento delle norme sulla competenza in materia di procedure di asilo e rimpatrio alla frontiera (regolamento (UE) 2024/1351), per i provvedimenti di trattenimento, le capacità di accoglienza, la nomina di rappresentanti per i minori non accompagnati e l'assistenza e la rappresentanza legali.
L'accresciuta importanza delle riforme resta pienamente visibile. Dopo il termine legale del 12 giugno 2025, 22 Stati membri hanno ultimato le loro strategie nazionali in materia di migrazione e asilo 7 , che rispecchiano a riguardo un approccio strategico globale, esteso a tutta l'amministrazione, e che andranno ad alimentare la prima strategia europea di gestione dell'asilo e della migrazione, prevista per la fine dell'anno.
Attività volte a rendere operativi gli elementi costitutivi – Aggiornamento sullo stato di avanzamento
Il numero di piani di attuazione nazionali del patto rimane invariato dal giugno 2025. A livello degli Stati membri, i meccanismi di coordinamento e di governance si sono ulteriormente evoluti, anche sulla base dell'individuazione di importanti portatori di interessi e di successivi scambi con questi ai fini dell'attuazione delle riforme. Ciò può includere, ad esempio, la necessità di un maggiore coinvolgimento dei servizi o dei ministeri competenti responsabili dell'erogazione di servizi quali l'istruzione o la sanità, nonché una maggiore collaborazione con le organizzazioni della società civile e i partner esecutivi per progredire nell'operatività dei necessari accordi di partenariato. Gli Stati membri che non lo hanno fatto dovrebbero intensificare l'impegno, in particolare con il sistema giudiziario, per anticipare le relative esigenze.
Sarà sempre più importante garantire che i traguardi e gli obiettivi intermedi rimanenti a livello nazionale siano ben definiti e monitorati, per contribuire a individuare e affrontare eventuali ritardi. Si tratta di una sfida più generale già individuata nella prima relazione sull'attuazione del patto. Alcuni Stati membri hanno stabilito buone pratiche e processi di attuazione al riguardo 8 .
Le riforme legislative relative all' allineamento dei quadri giuridici nazionali al patto e al recepimento della direttiva (UE) 2024/1346 sono ora pienamente in corso. Un piccolo numero di Stati membri
9
ha già adottato, in tutto o in parte, una legislazione nazionale pertinente.
Un numero crescente di Stati membri ha già ultimato la stesura della legislazione o si trova nelle fasi finali della preparazione delle proposte
10
. Nella maggior parte dei casi, questo processo comprende diversi livelli di consultazione della società civile e dei principali portatori di interessi
11
.
Gli Stati membri che stanno ancora rivedendo i rispettivi quadri legislativi dovrebbero completare tale processo quanto prima per garantire che la stesura sia completata e che i processi di adozione possano iniziare all'inizio del prossimo anno 12 . I lavori dei comitati di contatto della Commissione permetteranno di elaborare ulteriori orientamenti e di affrontare i dubbi e le domande emergenti.
Sostegno finanziario: programmazione nazionale
Dall'ultimo aggiornamento la Commissione ha lavorato in stretta collaborazione con tutti gli Stati membri alla programmazione del sostegno finanziario destinato al patto. I 3 miliardi di EUR stanziati per questo esercizio contribuiranno a garantire che gli elementi chiave del nuovo quadro siano dotati di risorse sufficienti, che esse provengano da fondi dell'Unione o da fondi nazionali 13 . Tutti gli Stati membri, tranne uno 14 , hanno presentato moduli con le loro proposte, che costituiscono la base per il dialogo sul finanziamento con i servizi della Commissione. Questo metodo di lavoro consente alla Commissione di esaminare le difficoltà che gli Stati membri devono affrontare e di aiutarli a decidere in merito all'uso più appropriato dei fondi dell'Unione, complementari al bilancio nazionale, in linea con i piani di attuazione nazionali.
Sfide principali e prossime tappe
Attualmente, diversi Stati membri hanno concluso il dialogo sulla programmazione dei fondi supplementari e sono sulla buona strada per finalizzare il processo di modifica del programma entro la fine dell'anno. La maggior parte degli Stati membri si trova nelle ultime fasi del dialogo. Questo processo deve concludersi quanto prima per passare alla fase di modifica, che può richiedere diversi mesi.
Nel complesso, questo metodo di lavoro ha consentito uno scambio molto costruttivo tra gli Stati membri e i servizi della Commissione per quanto riguarda la preparazione a livello nazionale, complementare ai piani di attuazione nazionali e alle strategie nazionali, e ha stabilito una buona prassi di contatti regolari tra gli Stati membri e i servizi della Commissione sulle questioni operative. Tali discussioni forniscono inoltre una solida base per la cooperazione e il monitoraggio congiunto dell'attuazione del patto per gli anni a venire. Il proseguimento di un dialogo regolare con gli Stati membri, anche sui progressi nell'assorbimento del bilancio, contribuirà a tenere una traccia dei problemi e, se del caso, a fornire un sostegno supplementare su misura, operativo o finanziario. Per sostenere ulteriormente gli Stati membri, sulla base delle esigenze individuate durante il continuo scambio di informazioni sull'attuazione del patto, è possibile ricorrere a una parte del bilancio 2026-2027 dello strumento tematico dell'AMIF.
Elemento costitutivo 1 - Eurodac
Gli Stati membri continuano a lavorare in stretta collaborazione con la Commissione e con eu‑LISA per garantire che il sistema Eurodac sia operativo per tempo nel giugno 2026. In occasione dell'ultima riunione del gruppo consultivo Eurodac, gli Stati membri hanno generalmente riferito di aver compiuto progressi soddisfacenti. Nella maggior parte degli Stati membri, per questo obiettivo sono state definite delle dotazioni finanziarie, attraverso i bilanci nazionali, o attingendo a fondi dell'Unione, o tramite una combinazione di queste due possibilità. In diversi Stati membri sono stati selezionati i fornitori dei servizi rilevanti o sono state accelerate le procedure di appalto mediante contratti quadro, mentre in altri Stati membri gli appalti sono stati avviati 15 .
A settembre, otto Stati membri ed Europol hanno riferito di essere assolutamente sulla buona strada 16 . 18 Stati membri hanno riferito di dover ancora far fronte a varie difficoltà, ma prevedono di essere in grado di risolvere le questioni in sospeso per tempo 17 . Uno Stato membro rischia di non essere pronto in tempo 18 . Negli ultimi mesi eu-LISA ha consentito agli Stati membri di testare il funzionamento del sistema. Nei prossimi mesi saranno messi a disposizione degli Stati membri altri test.
A livello dell'Unione, la Commissione ha istituito il comitato di regolamentazione Eurodac e sono proseguiti i lavori sugli atti non legislativi relativi all'Eurodac, in particolare per quanto riguarda le statistiche intersistemiche e per garantire l'interoperabilità. Si è sulla strada giusta per adottare gli atti quest'anno stesso 19 .
Sfide principali e prossime tappe
L'attuazione del sistema Eurodac varia ancora da uno Stato membro all'altro, in funzione delle diverse fasi di avanzamento. I problemi esistenti devono essere affrontati con urgenza, dato che sta cominciando l'ultima fase prima dell'entrata in applicazione del patto. In diversi casi le difficoltà riguardano l'affrontare le questioni di connettività rimanenti, fissare obiettivi chiari per completare i test, avviare le procedure di appalto in sospeso e chiarire le modalità di designazione del punto di accesso 20 .
Gli Stati membri sono vivamente incoraggiati ad avviare i test il prima possibile, in quanto ciò consente sia a loro sia a eu-LISA di individuare precocemente eventuali problemi, lasciando tempo sufficiente per affrontarli. Cinque Stati membri e la Svizzera hanno già iniziato a testare il funzionamento effettivo e un buon numero di altri Stati membri sta per iniziare nei prossimi mesi 21 . La maggior parte degli Stati membri non ha tuttavia ancora cominciato, in alcuni casi a causa del mancato completamento della prova di connettività, condizione indispensabile per testare il funzionamento 22 . La Commissione ed eu-LISA intrattengono uno stretto dialogo tecnico con gli Stati membri in materia e, ove necessario, eu-LISA continuerà a sostenere ugualmente tutti gli Stati membri.
Elemento costitutivo 2 - Un nuovo sistema di gestione della migrazione alle frontiere esterne dell'Unione
Continuano i progressi verso l'introduzione delle procedure obbligatorie di asilo e rimpatrio alla frontiera. Dalla comunicazione di giugno sullo stato di avanzamento nell'attuazione del patto si è registrato un ulteriore aumento del numero di Stati membri che dispone già, o che presto disporrà, delle strutture di accoglienza e delle risorse umane per raggiungere una capacità adeguata 23 . Diversi Stati membri stanno istituendo e organizzando i nuovi accertamenti obbligatori, compresa la preparazione di programmi di formazione 24 .
Sono proseguiti i lavori in seno ai comitati competenti, che hanno portato, tra l'altro, alla preparazione di orientamenti specifici della Commissione sulle procedure di asilo e rimpatrio alla frontiera e ad aggiornamenti periodici degli orientamenti sugli accertamenti, a integrazione del Manuale pratico per le guardie di frontiera. Tra i temi affrontati di recente nelle riunioni dei comitati figura anche l'uso dei sistemi IT su larga scala ai fini dei controlli di sicurezza e di identità. Dato che la procedura di rimpatrio alla frontiera si basa sulla capacità di garantire il rimpatrio dei richiedenti respinti, la valutazione annuale della Commissione del 2025 a norma dell'articolo 25 bis del codice dei visti ha prestato per la prima volta particolare attenzione ai paesi di origine i cui cittadini rientrerebbero nella procedura di frontiera.
L'EUAA e Frontex hanno sviluppato, in stretta cooperazione, un'offerta di formazione armonizzata sugli accertamenti. Questo modulo preliminare è stato messo a disposizione degli utenti alla fine di settembre, e un modulo di formazione completo sugli accertamenti sarà disponibile da marzo 2026. Il pacchetto di strumenti in materia di accertamenti, sviluppato congiuntamente da Frontex, dall'EUAA e dalla Commissione con il sostegno di Europol e degli esperti degli Stati membri, è previsto per la fine dell'anno. Tale pacchetto integra gli orientamenti della Commissione e comprende una serie di modelli, materiale esplicativo e risorse pratiche di facile utilizzo 25 . L'avvio delle prove operative di questo pacchetto è previsto per ottobre 2025.
Sfide principali e prossime tappe
Nonostante i progressi compiuti, permangono alcuni dei problemi individuati nella relazione precedente. Le questioni organizzative in sospeso comprendono l'adeguamento della legislazione nazionale, la revisione o lo sviluppo di procedure operative standard e di orientamenti, la garanzia della disponibilità di personale sufficiente, l'avvio di procedure di appalto per la costruzione o la ristrutturazione di strutture, l'attuazione di misure efficaci per attenuare i rischi di fuga o la necessità di integrare ulteriormente le banche dati informatiche 26 . Ove necessario, potrebbero essere necessarie alcune misure transitorie temporanee 27 . In questa fase, la piena e tempestiva attuazione di una capacità adeguata rimane a rischio in alcuni Stati membri 28 . Anche se il termine legale entro il quale notificare i luoghi per le procedure di frontiera è l'11 aprile 2026, gli Stati membri sono invitati a indicare tali luoghi quanto prima per facilitare la pianificazione della loro predisposizione.
Per quanto riguarda gli accertamenti, una serie di Stati membri deve ancora definire più chiaramente la ripartizione dei compiti all'interno delle strutture nazionali, armonizzare le procedure e/o rivedere i requisiti di interoperabilità. Alcuni Stati membri dispongono già di centri per gli accertamenti, in quanto applicano già le procedure di arrivo 29 . Per altri, il progetto di disporre di luoghi centralizzati dovrà tenere conto del fatto che questi potrebbero non essere completamente pronti per giugno 2026. Altri Stati membri hanno optato per un approccio decentrato, in particolare per gli accertamenti sul territorio. In diversi casi devono ancora essere definite disposizioni in materia di controlli sanitari, anche sulla base della cooperazione con i servizi medici.
Elemento costitutivo 3 - Ripensare l'accoglienza
Molti Stati membri stanno migliorando la capacità di accoglienza, sia in termini quantitativi che qualitativi, tramite l'adozione di nuove misure per colmare le carenze in quest'ambito o per garantire l'applicazione di nuove disposizioni. Questo include la costruzione di nuove strutture e la ricostruzione e/o l'ammodernamento di strutture esistenti. Molti Stati membri hanno concretizzato i loro piani, alcuni concentrandosi sulla creazione di nuovi centri multifunzionali 30 . I modelli e i piani elaborati dall'EUAA e dalla Commissione sono utili a tale riguardo, in quanto i centri sono concepiti per fornire una serie di servizi, dall'identificazione e registrazione alle strutture di accoglienza per diverse categorie di persone, nonché l'accesso agli assistenti sociali e ai servizi di consulenza legale.
Alcuni Stati membri stanno ricorrendo a esercizi di simulazione per valutare la preparazione del loro sistema di accoglienza all'introduzione delle nuove procedure/attività previste dal patto, come la procedura di frontiera e gli accertamenti 31 .
È stata inoltre considerata la possibilità di prevedere modalità di accoglienza diverse in base ai vari tipi e gruppi di richiedenti di cui alla direttiva (UE) 2024/1346. Gli Stati membri stanno introducendo o consolidando disposizioni specifiche per i casi di trasferimento di responsabilità 32 , ma si stanno anche adoperando per rispondere meglio alle esigenze delle persone con vulnerabilità o delle famiglie nei centri di accoglienza 33 . Diversi Stati membri hanno inoltre perfezionato i sistemi di gestione dei casi e la digitalizzazione dei processi per migliorare l'accesso e lo scambio dei dati o per adeguarli in altro modo ai requisiti del patto 34 .
Nel complesso, dall'ultimo aggiornamento di giugno, gli Stati membri e l'EUAA hanno compiuto sforzi significativi per colmare le lacune nella raccolta dei dati sull'accoglienza 35 . I sistemi nazionali di accoglienza sono però molto complessi ed eterogenei. Sono necessari dati più dettagliati da parte di tutti gli Stati membri affinché la Commissione fornisca un quadro più completo e comparabile della capacità di accoglienza nell'Unione e negli Stati membri ai fini del ciclo annuale di gestione della migrazione. Per i primi due cicli annuali (2025 e 2026), la Commissione e l'EUAA hanno definito un approccio incrementale in base al quale gli Stati membri devono comunicare i dati relativi all'accoglienza rispetto a degli indicatori fondamentali 36 . Dal 2027 gli Stati membri comunicheranno all'EUAA i dati relativi a una serie completa di indicatori relativi all'accoglienza.
Gli Stati membri e i servizi della Commissione continuano a riunirsi in seno al comitato di contatto per l'accoglienza per preparare il recepimento della direttiva (UE) 2024/1346 e chiarire le questioni in sospeso. Le recenti discussioni hanno affrontato questioni quali le misure di integrazione precoce, la restrizione della libertà di circolazione, il trattenimento e le alternative al trattenimento, nonché, più in generale, l'interazione con altri elementi del patto. La rete di accoglienza dell'EUAA continua il suo lavoro per individuare i problemi operativi e per condividere le buone prassi - discussioni, queste, che andranno ad alimentare anche i prossimi orientamenti riveduti dell'EUAA sulle norme e gli indicatori. È in fase di completamento anche la guida pratica dell'Agenzia sull'istituzione e la gestione di un centro di arrivo e di accoglienza.
Sfide principali e prossime tappe
I sistemi nazionali di accoglienza presentano tuttora alcuni grossi problemi. Qualsiasi nuova costruzione dovrebbe procedere tempestivamente e, se necessario, devono essere predisposte misure intermedie per garantire il rispetto della direttiva (UE) 2024/1346 e assicurare capacità sufficienti e adeguate entro la data di entrata in vigore del patto 37 Persistono problemi per quanto riguarda i gruppi vulnerabili ospitati nell'ambito dei sistemi di accoglienza, come i minori non accompagnati e le vittime di violenza di genere (sezione 3.10).
Gli Stati membri che si trovano nelle prime fasi di pianificazione dei centri multifunzionali, e che non lo hanno già fatto, dovrebbero avviare un dialogo con l'EUAA per prendere in considerazione il piano e i modelli sviluppati specificamente per garantire l'allineamento alle disposizioni e ai principi del patto.
Nel complesso, i problemi legati alla capacità e all'integrazione dei sistemi di gestione evidenziano la costante necessità di un'assegnazione strategica delle risorse. Questo processo è ancora in corso per una serie di Stati membri. La Commissione continua a prestare particolare attenzione ai casi in cui gli Stati membri pianificano o stanno già avviando una riduzione della loro capacità di accoglienza, per garantire che tali misure siano in linea con la necessità generale di disporre di sistemi ben preparati. Si raccomanda inoltre agli Stati membri di prevedere il trattenimento, in piena conformità con la legislazione del patto, secondo la quale il trattenimento deve essere una misura di extrema ratio.
La comunicazione e il livello di dettaglio dei dati relativi al sistema nazionale di accoglienza devono essere ulteriormente migliorati per andare poi ad alimentare la valutazione della situazione relativa all'accoglienza inclusa nella relazione europea annuale sull'asilo e la migrazione 38 . Dato il ruolo centrale dell'accoglienza, sarà necessario continuare a lavorare per garantire che le statistiche sull'accoglienza siano sufficientemente comparabili ed esaustive, consentendo in tal modo una valutazione più completa.
Elemento costitutivo 4 - Procedure di asilo eque, efficienti e convergenti
Le riforme relative alla legislazione del patto continuano a essere discusse nelle apposite sedi. L'EUAA ha aggiornato gli orientamenti, le norme e gli indicatori operativi pertinenti sulle procedure di asilo che dovrebbero essere completati entro la fine dell'anno, unitamente alla guida pratica sulla registrazione e la presentazione di domande di protezione internazionale.
Vari Stati membri stanno adottando misure per affrontare l'arretrato esistente nei dossier relativi all'asilo e migliorare la gestione dei casi. Tali misure comprendono l'assunzione di personale supplementare, la riforma dei processi attraverso la digitalizzazione e i sistemi integrati di gestione dei casi, e l'armonizzazione dei flussi di lavoro e delle procedure tra le diverse parti interessate 39 . Diversi Stati membri si avvalgono del sostegno dell'EUAA, ad esempio, per sviluppare congiuntamente procedure o chiedere invii o formazioni, o ancora per orientare il sostegno operativo 40 . L'attuale diminuzione delle domande di asilo nell'Unione aiuterà ulteriormente gli Stati membri a ridurre l'arretrato in questi dossier.
La maggior parte degli Stati membri ha garantito la cooperazione con gli organi giudiziari nell'ambito del lavoro di attuazione 41 . Si tratta di un aspetto fondamentale per assicurare l'allineamento tra le prassi giudiziarie nazionali e le disposizioni del patto, onde consentire a sistemi giudiziari efficienti di ridurre i tempi di trattamento delle domande e ampliare le capacità di trattamento dei ricorsi.
Come sopra indicato, è in corso il procedimento legislativo per le proposte della Commissione relative al concetto di paese terzo sicuro e all'istituzione di un elenco di paesi di origine sicuri, che faciliterà le procedure 42 .
Sfide principali e prossime tappe
Nonostante le misure adottate, sono necessari ulteriori sforzi per ridurre gli arretrati ed evitare di crearne di nuovi 43 . Questo può richiedere l'avvio tempestivo di procedure di assunzione, che si tratti di contratti temporanei o a lungo termine, e delle formazioni necessarie affinché il personale si familiarizzi con il nuovo quadro, in eventuale cooperazione con l'EUAA. Solo riducendo gli arretrati gli Stati membri saranno in grado di limitare il più possibile una situazione di funzionamento parallelo di due sistemi dopo giugno 2026 (uno basato sul vecchio acquis della direttiva 2013/32/UE e un altro basato sul regolamento (UE) 2024/1348 per i casi ricevuti dopo il 12 giugno 2026).
Tutti gli Stati membri sono esortati a porre maggiormente l'accento sulla cooperazione con la magistratura e ad affrontare i possibili rischi di sovraccarico dei sistemi giudiziari e di carenza di personale, anche in considerazione della riduzione dei termini nell'ambito delle nuove procedure.
Nell'adeguare i loro sistemi, gli Stati membri devono anche continuare a garantire un accesso effettivo alle procedure di asilo e l'applicazione del principio di non respingimento.
In linea con la comunicazione 2024/570 sul contrasto alle minacce ibride causate dall' uso della migrazione come arma e sul rafforzamento della sicurezza alle frontiere esterne dell'UE, le misure adottate per far fronte a tale strumentalizzazione della migrazione alle frontiere con la Bielorussia e la Russia che comportano gravi ingerenze nei diritti fondamentali, come il diritto di asilo e le relative garanzie, devono essere temporanee, proporzionate e limitate allo stretto necessario e garantire che l'essenza di tali diritti sia rispettata, rispondendo nel contempo a finalità di interesse generale riconosciute dall'Unione.
Elemento costitutivo 5 - Procedure di rimpatrio più efficienti ed eque
Nell'ambito degli sforzi congiunti volti a semplificare e a snellire le procedure amministrative gli Stati membri, parallelamente all'emissione di decisioni negative in materia di asilo insieme a decisioni di rimpatrio 44 , stanno aggiornando i rispettivi sistemi nazionali di gestione dei casi di rimpatrio e stanno adottando misure per rendere più efficace il processo di rimpatrio.
Diversi Stati membri hanno previsto di aumentare la loro capacità di consulenza in materia di rimpatrio. Altre misure comprendono il rafforzamento dei programmi di rimpatrio volontario assistito, e piani per aumentare le capacità umane delle autorità che gestiscono le procedure di rimpatrio o per istituire uffici rimpatri al fine di agevolare i rapporti interistituzionali e aumentare l'efficienza delle procedure di rimpatrio 45 .
Frontex, come richiesto dagli Stati membri, rafforzerà ulteriormente il suo sostegno alla consulenza, in particolare nei confronti dei cittadini di paesi terzi il cui ricorso contro le decisioni negative in materia di asilo ha concesso loro il diritto di rimanere nel territorio in attesa di un riesame in primo grado 46 . Frontex sta inoltre lavorando a una formazione per esperti in materia di rimpatrio sulla cooperazione con i paesi terzi, sui sistemi informatici per i rimpatri e sulla consulenza in materia di rimpatrio e reintegrazione. Tutti gli Stati membri continuano a utilizzare attivamente il programma di reintegrazione dell'UE di Frontex.
Sfide principali e prossime tappe
La Commissione continua a dare priorità all'avanzamento dei negoziati sulla proposta di regolamento sui rimpatri 47 , cosa che significa un rapido accordo tra il Parlamento europeo e il Consiglio, in ogni caso prima dell'applicazione del patto nel giugno 2026. Il coordinatore per i rimpatri sta lavorando quest'anno all'elaborazione di un manuale sui flussi di lavoro efficaci nell'ambito della procedura di rimpatrio alla frontiera. Parallelamente i servizi della Commissione, in stretta cooperazione con gli Stati membri, stanno valutando la possibilità di istituire meccanismi per aiutare gli Stati membri che non emettono ancora decisioni di rimpatrio contestualmente alle decisioni negative in materia di asilo a sviluppare capacità e procedure a tal fine.
Frontex continuerà a censire i sistemi informatici di gestione dei casi di rimpatrio degli Stati membri effettuando analisi delle lacune e fornendo consulenza su ulteriori miglioramenti, come pure cercando di stabilire interconnessioni tra i sistemi informatici nazionali di gestione dei casi di rimpatrio di Frontex e degli Stati membri. Più in generale, Frontex sta attualmente valutando come adattare al meglio il suo sostegno agli Stati membri nell'esecuzione dei rimpatri forzati e dei rimpatri volontari nel quadro del patto. Ciò può comportare l'apertura di ulteriori rotte di rimpatrio, l'agevolazione delle partenze dagli aeroporti periferici e la capacità di rispondere in modo flessibile a esigenze con breve preavviso per i voli charter. Su richiesta degli Stati membri, Frontex può anche inviare scorte per i rimpatri e funzionari di supporto (FRESO) e squadre mobili congiunte specializzate in materia di rimpatrio. L'Agenzia amplierà inoltre la copertura geografica del programma di reintegrazione dell'UE.
Elemento costitutivo 6 - Far funzionare le norme in materia di competenza
A livello orizzontale, le nuove norme di esecuzione del regolamento (UE) 2024/1351 sono state ultimate a luglio e la loro adozione definitiva è prevista per ottobre. Esse riguardano sia le norme in materia di competenza sia gli elementi del meccanismo di solidarietà. Definiscono le modalità dello scambio di informazioni tra gli Stati membri e le modalità pratiche per un'efficace esecuzione delle norme in materia di competenza stabilite in tale regolamento ("norme di Dublino") e del meccanismo di solidarietà, realizzando efficacemente diverse tappe fondamentali negli elementi costitutivi 6 e 7 del piano di attuazione comune.
A sostegno delle riforme delle norme in materia di competenza di cui al regolamento (UE) 2024/1351, nell'aprile 2025 l'EUAA ha pubblicato due modelli per i moduli di ricerca della famiglia 48 , una guida pratica sulla ricerca della famiglia 49 e gli Orientamenti in materia di colloqui a distanza 50 . L'Agenzia sta inoltre lavorando alla revisione della "Guida alla procedura di Dublino: norme operative e indicatori", prevista per il 2026.
Gli Stati membri continuano a portare avanti le riforme, rafforzando i livelli di organico, erogando formazione sulle nuove norme in materia di competenza, istituendo apposite strutture, perfezionando le procedure per i gruppi vulnerabili o le famiglie e aggiornando le infrastrutture informatiche 51 . Stanno inoltre intervenendo per ridurre la possibilità di movimenti non autorizzati e per disincentivarli, attraverso riforme del loro sistema di accoglienza (cfr. sezione 3.4.), come la creazione di centri Dublino, e attraverso modifiche legislative che si avvalgono delle nuove disposizioni sulla restrizione della libertà di circolazione, ma anche attraverso una maggiore cooperazione bilaterale.
Sfide principali e prossime tappe
A livello degli Stati membri persistono problemi sistemici, in particolare carenza di personale, accumulo di arretrati, capacità di accoglienza insufficienti per i trasferimenti in entrata e fuga dei richiedenti. Per salvaguardare la piena attuazione del nuovo sistema, è essenziale inviare il chiaro segnale che le norme in materia di competenza non possono essere eluse.
Poiché esistono le condizioni per il funzionamento dei trasferimenti da e verso tutti gli Stati membri, e alla luce delle norme applicabili, i trasferimenti dovrebbero avvenire verso tutti gli Stati membri. Ciò è importante per l'efficace transizione verso le nuove norme e per l'adeguato funzionamento del ciclo annuale di solidarietà.
Come sottolineato sia nella relazione europea annuale sull'asilo e la migrazione sia nella precedente comunicazione sullo stato di avanzamento nell'attuazione del patto, gli Stati membri devono rimediare a qualsiasi limitazione operativa o di capacità ancora esistente. Questo aspetto vale anche per le misure riguardanti altri elementi costitutivi fondamentali, in particolare le condizioni di accoglienza e le opportunità di integrazione precoce, ed è inoltre strettamente legato all'effettiva attuazione del regolamento (UE) 2024/1358.
Sulla base delle nuove norme, eu-LISA sta ora sviluppando le misure tecniche e operative per la comunicazione tra gli Stati membri tramite DubliNet. L'EUAA pubblicherà inoltre la revisione della "Guida dell'EUAA alla procedura di Dublino: norme operative e indicatori".
Elemento costitutivo 7 - Far funzionare la solidarietà
L'avvio del primo ciclo annuale di gestione della migrazione e l'istituzione della prima riserva di solidarietà sono un risultato fondamentale del patto, strettamente collegato alla componente "competenza" delle riforme. La relazione europea annuale sull'asilo e la migrazione, che comprende anche la proiezione degli arrivi, fornisce la base di dati concreti per la decisione di esecuzione della Commissione e la proposta della Commissione di atto di esecuzione del Consiglio 52 .
I lavori preparatori per l'attuazione del meccanismo di solidarietà sono continuati nel quadro della piattaforma di solidarietà, come anche l'elaborazione della guida pratica dell'EUAA, prevista per marzo 2026, sull'attuazione operativa in materia di ricollocazione e di compensazioni di competenza. Il lavoro congiunto in corso tra la Commissione, le agenzie dell'Unione e gli Stati membri nel quadro della rete del programma di preparazione e di risposta alle crisi nel settore della migrazione 53 ha portato a un risultato soddisfacente nella trasmissione e nella raccolta di dati ai fini del ciclo annuale di gestione della migrazione, fornendo una base di dati solida e obiettiva per la valutazione della situazione migratoria nell'Unione.
Sfide principali e prossime tappe
Le prossime tappe sono definite nella relazione europea annuale sull'asilo e la migrazione. L'aspetto più importante è che gli Stati membri dovranno concordare il livello generale di solidarietà e definire i loro impegni in sede di forum dell'Unione di alto livello sulla solidarietà, al fine di trovare un accordo sulla riserva di solidarietà. Parallelamente, i preparativi per rendere operativo il meccanismo di solidarietà sono in corso sia in seno alla Commissione, in particolare lavorando all'istituzione del forum di livello tecnico sulla solidarietà, sia negli Stati membri.
Una base comune di conoscenze e la condivisione dei dati restano essenziali per l'efficace attuazione del patto. Gli Stati membri sono esortati a continuare a collaborare con le agenzie dell'Unione e con Eurostat per raccogliere e trasmettere dati accurati e tempestivi, nel rispetto delle scadenze stabilite e della definizione concordata degli indicatori. Una razionalizzazione dei dati relativi alla protezione internazionale è in corso per garantire un insieme unico di statistiche europee ufficiali in materia 54 . Il miglioramento della raccolta e della qualità dei dati continuerà, anche attraverso l'adozione del regolamento (UE) 2024/1358.
Elemento costitutivo 8 - Preparazione e pianificazione di emergenza
Una volta stabilite norme comuni e comparabili nel modello fornito dall'EUAA, la maggior parte degli Stati membri ha adottato e notificato a tale agenzia i propri piani nazionali di emergenza in materia di accoglienza e asilo 55 , raggiungendo così un'altra tappa importante stabilita dalla normativa.
La maggior parte dei piani nazionali di emergenza notificati all'EUAA rispecchia gli elementi fondamentali del modello (asilo, accoglienza, e minori non accompagnati), anche se con diversi livelli di completezza e chiarezza 56 . Nella maggior parte dei piani figurano anche scenari dettagliati con indicatori e soglie chiari, come pure collegamenti tra gli scenari e le misure di risposta. La maggior parte dei piani spiega la procedura per l'attivazione/disattivazione degli scenari pertinenti 57 . Anche il quadro d'insieme dei dispositivi di governance varia: alcuni Stati membri hanno affrontato in modo più dettagliato il modo in cui le diverse autorità sono state coinvolte nell'elaborazione del piano e il modo in cui saranno coinvolte nella sua attivazione in diversi scenari e settori.
Sfide principali e prossime tappe
La Commissione e l'EUAA sono in contatto con gli Stati membri sul modo in cui potenziare la completezza e la chiarezza dei piani. Alcuni ambiti generali di miglioramento riguardano una migliore individuazione di indicatori ben formulati e misurabili per ciascuno scenario. I piani dovrebbero inoltre comprendere misure di risposta chiare per ambito e scenario. Ciò comporta l'eventuale ricorso al sostegno dell'EUAA. Dovrebbero essere adottate misure di preparazione (ad esempio in materia di logistica e preparazione degli appalti, costituzione di scorte, formazione o capacità di accoglienza di riserva) per garantire capacità che possano essere mobilitate in modo flessibile ed efficiente ed organizzate nel quadro del piano d'emergenza. Sebbene quasi tutti gli Stati membri abbiano indicato collegamenti con altri piani di emergenza pertinenti (ad esempio frontiere, rimpatri), non tutti hanno incluso tali riferimenti. La maggior parte dei piani non spiega il processo e i soggetti che sarebbero coinvolti per garantire le revisioni obbligatorie previste dalla direttiva (UE) 2024/1346.
Come indicato da alcuni Stati membri, i preparativi legislativi e amministrativi in corso per l'entrata in applicazione del patto potrebbero ancora incidere sul contenuto dei loro piani di emergenza. La Commissione invita pertanto gli Stati membri a garantire che i loro piani siano aggiornati, se necessario, e notificati all'EUAA per l'entrata in applicazione del patto. Sarebbe inoltre opportuno garantire lo sviluppo di capacità e testare i piani.
Elemento costitutivo 9 - Nuove garanzie per i richiedenti protezione internazionale e le persone vulnerabili e monitoraggio potenziato dei diritti fondamentali
Negli ultimi mesi la maggior parte degli Stati membri ha chiarito le proprie disposizioni in materia di orientamento legale. In alcuni casi gli Stati membri devono introdurre modifiche legislative, attualmente in fase di elaborazione 58 . A livello operativo, mentre diversi paesi stanno mantenendo le disposizioni esistenti, la maggior parte sta apportando cambiamenti, ampliando le disposizioni vigenti o creandone di nuove. Un'ampia maggioranza di Stati membri prevede di collaborare con partner, agenzie indipendenti e/o legali/associazioni di assistenza legale 59 . Analogamente, la maggior parte degli Stati membri ha ora individuato dei partner o dei dispositivi istituzionali per istituire il meccanismo di monitoraggio dei diritti fondamentali. Nella maggior parte dei casi il compito sarà attribuito ai difensori civici esistenti 60 .
Per quanto riguarda le garanzie, nel settembre 2025 l'EUAA ha ultimato il materiale informativo relativo alle nuove procedure e ha pubblicato una guida pratica per l'orientamento legale gratuito nella fase amministrativa della procedura 61 . L'introduzione degli accertamenti, in particolare, ha richiesto agli Stati membri una rinnovata attenzione e una formazione specifica per quanto riguarda l'individuazione delle vulnerabilità e la conseguente risposta 62 . Nell'ambito di questo sforzo sono in corso di organizzazione delle sessioni di formazione. Ai fini di un'identificazione precoce e di risposte adeguate e armonizzate, il nuovo pacchetto di strumenti in materia di accertamenti di cui sopra (sezione 3.3) comprende anche un allegato pratico sullo svolgimento dei controlli preliminari delle vulnerabilità. Viene inoltre proposta una formazione su misura 63 . L'EUAA sta inoltre ultimando la revisione del più ampio modulo di formazione "Introduzione alla vulnerabilità" per rispecchiare la legislazione del patto. Per quanto riguarda i rimpatri, Frontex, in collaborazione con altre parti interessate, sta sviluppando un'applicazione mobile per il lavoro con i gruppi vulnerabili, che include anche il controllo delle vulnerabilità. L'Agenzia per i diritti fondamentali (di seguito: FRA) continua a fornire consulenza alle istituzioni dell'Unione e ai governi nazionali in materia di diritti fondamentali.
Gli Stati membri si sono inoltre concentrati su azioni riguardanti i minori, che comprendono misure volte a garantire un'accoglienza adeguata, in alcuni casi modifiche delle procedure di valutazione dell'età, come pure un ulteriore impegno relativo alle nomine dei tutori e alla loro supervisione 64 .
Sfide principali e prossime tappe
Gli Stati membri che non hanno ancora definito disposizioni relative all'orientamento legale 65 o al meccanismo indipendente per i diritti fondamentali 66 dovrebbero procedere in tal senso. Tutti gli Stati membri dovrebbero occuparsi delle eventuali questioni in sospeso relative alla garanzia di competenza e di adeguata indipendenza, e definire chiare linee in materia di competenza e responsabilità. Ciò implica evitare di suddividere questo ruolo tra diversi soggetti o, qualora siano scelte disposizioni composite, di definire chiaramente un ruolo guida. Sulla base dei suoi orientamenti del dicembre 2024 relativi all'istituzione del meccanismo stesso, la FRA sta attualmente elaborando orientamenti metodologici per il lavoro dei futuri osservatori designati.
Occorre altresì risolvere i problemi riguardanti i gruppi vulnerabili ospitati nell'ambito del sistema di accoglienza, come i minori non accompagnati e le vittime di violenza di genere. Per i minori non accompagnati, che, in linea di principio, non dovrebbero essere alloggiati insieme agli adulti, dovrebbero essere predisposte capacità di accoglienza sufficienti e appropriate. Gli Stati membri dovrebbero intensificare gli sforzi per garantire senza indugio ai minori rappresentanti adeguati in tutte le fasi del processo di asilo, e per assicurare loro un adatto accesso all'istruzione e ai servizi sanitari conformemente al patto. Nei sistemi federali occorre prestare particolare attenzione all'allineamento della legislazione e delle prassi a tutti i livelli di governo.
La prossima riunione del gruppo di esperti della Commissione sui minori migranti si concentrerà principalmente sulle riforme in materia di tutela richieste dal patto. A tale riguardo, la FRA si sta adoperando per aggiornare il Manuale del 2014 sulla tutela dei minori non accompagnati, in linea con le disposizioni introdotte dal patto. Entro la fine di quest'anno l'EUAA pubblicherà un aggiornamento degli orientamenti del 2018 sulla valutazione dell'età (3ª edizione).
Elemento costitutivo 10 - Integrazione e percorsi legali verso la protezione
Reinsediamento e percorsi legali - La Commissione ha presentato la sua proposta per il primo piano biennale di reinsediamento e di ammissione umanitaria dell'Unione (di seguito: "piano dell'Unione"). La proposta relativa al piano dell'Unione mira a stabilire il numero totale di cittadini di paesi terzi o apolidi bisognosi di protezione che gli Stati membri intendono ammettere nell'UE nel 2026 e nel 2027. Essa rispecchia le discussioni tenutesi nelle riunioni del comitato ad alto livello per il reinsediamento e l'ammissione umanitaria, i contributi volontari degli Stati membri partecipanti e le proiezioni delle esigenze globali di reinsediamento individuate dall'UNHCR. Il piano dell'Unione proposto individua le regioni da cui dovrebbe avvenire l'ammissione, con l'obiettivo di fornire alternative attuabili e sicure ai viaggi irregolari e di rafforzare ulteriormente il ruolo del reinsediamento e dell'ammissione umanitaria nella creazione di partenariati con i paesi terzi.
L'EUAA fornisce sostegno agli Stati membri con esigenze in quest'ambito e ultimerà entro la fine del 2025, ossia in anticipo rispetto al calendario; l'aggiornamento dei suoi moduli di formazione sui percorsi complementari e sulla fase di selezione nel contesto del reinsediamento e dell'ammissione umanitaria.
Integrazione dei beneficiari di protezione internazionale - La maggior parte degli Stati membri si è adoperata per includere nei processi nazionali di attuazione e recepimento le disposizioni del patto relative all'integrazione e alle misure di integrazione precoce. Come osservato in giugno, diversi Stati membri hanno affrontato nei rispettivi piani di attuazione nazionali la necessità di investire maggiormente o sostenere ulteriori misure di integrazione, anche sviluppando misure di integrazione precoce e un processo più efficiente per il riconoscimento delle qualifiche e la convalida delle competenze. Alcuni Stati membri hanno progredito nelle strategie nazionali di integrazione 67 o intendono ampliare gli sforzi di integrazione con corsi di integrazione e corsi di lingua nuovi o anticipati 68 .
Sfide principali e prossime tappe
Il Consiglio dovrà adottare il piano di reinsediamento e di ammissione umanitaria dell'Unione, sulla base della proposta della Commissione, entro la fine dell'anno. La Commissione è pronta ad aiutare gli Stati membri nell'attuazione del piano.
Una politica di integrazione funzionante e coerente, che comprenda misure di integrazione precoce, rimane una condizione indispensabile per sostenere l'autosufficienza dei richiedenti, promuovere la coesione sociale e consentire ai beneficiari di protezione internazionale di contribuire quanto prima alle società di accoglienza 69 , contribuendo inoltre a disincentivare i movimenti non autorizzati.
Nonostante la loro importanza cruciale, le misure di sostegno all'integrazione variano ancora notevolmente, e diversi Stati membri devono ancora intensificare gli sforzi, in particolare per quanto riguarda il sostegno all'accesso ad alloggi adeguati, il sostegno all'integrazione sul mercato del lavoro, il riconoscimento delle qualifiche e l'istituzione di misure di integrazione precoce 70 . Per aumentare l'efficacia del loro sostegno, gli Stati membri dovrebbero compiere ulteriori sforzi per fornire misure adatte alle specifiche necessità ed eliminare gli ostacoli per i gruppi destinatari quali le donne migranti, i bambini o le persone con esigenze connesse alla salute mentale, come sottolineato nella revisione intermedia del piano d'azione per l'integrazione e l'inclusione.
La Commissione continua a sostenere le politiche di integrazione degli Stati membri fornendo finanziamenti (anche per l'integrazione a lungo termine nell'ambito dei fondi di coesione dell'Unione), elaborando orientamenti e promuovendo partenariati multilivello che coinvolgano i migranti, le comunità di accoglienza, le autorità locali e regionali, le parti sociali ed economiche, la società civile e il settore privato.
Conclusioni
Nei prossimi otto mesi saranno necessari progressi costanti per garantire l'efficace entrata in applicazione delle riforme del patto, che forniscono una base stabile per la futura azione dell'Unione per la gestione della migrazione e dell'asilo. Ciò richiede uno sforzo adesso e richiederà un lavoro collettivo in futuro.
L'attenzione dovrebbe essere concentrata sui problemi delineati nella presente relazione, garantendo che i sistemi di solidarietà e responsabilità funzionino, che i sistemi Eurodac siano pronti, che siano predisposte le modalità della procedura di frontiera, e che in tutti gli Stati membri siano garantite capacità di accoglienza adeguate. Altri elementi importanti del patto sono il monitoraggio dei diritti fondamentali, l'orientamento legale e le nuove disposizioni in materia di garanzie per i gruppi vulnerabili.
La Commissione resta pienamente impegnata in questo percorso e proseguirà i suoi lavori a livello sia orizzontale sia bilaterale attraverso il lavoro degli appositi gruppi specializzati per paese.
Con l'avvio del ciclo annuale di gestione della migrazione, devono essere compiuti progressi nell'affrontare le carenze esistenti nel sistema di Dublino e nel preparare pienamente l'applicazione del quadro di responsabilità di cui al regolamento (UE) 2024/1351. Parallelamente, proseguiranno i lavori per attuare la riserva di solidarietà.
A livello dell'Unione, un risultato importante sarà l'adozione di una strategia europea di gestione dell'asilo e della migrazione nel dicembre 2025. Essa si baserà sulle strategie nazionali che gli Stati membri hanno trasmesso alla Commissione in giugno, e riunirà la dimensione interna e quella esterna della migrazione in un approccio globale e integrato.
La Commissione presenterà al Parlamento europeo e al Consiglio il prossimo stato di avanzamento nell'attuazione del patto a marzo 2026.
Cfr. la prima relazione sullo stato di avanzamento nell'attuazione del patto sulla migrazione e l'asilo, https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A52025DC0319 .
Piano di attuazione comune del patto sulla migrazione e l'asilo - Commissione europea .
Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un sistema comune per il rimpatrio dei cittadini di paesi terzi il cui soggiorno nell'Unione è irregolare e che abroga la direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, la direttiva 2001/40/CE del Consiglio e la decisione 2004/191/CE del Consiglio, COM(2025) 101 final, EUR-Lex - 52025PC0101 - IT - EUR-Lex ; proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2024/1348 per quanto riguarda l'istituzione di un elenco di paesi di origine sicuri a livello dell'Unione, COM(2025) 186 final, EUR‑Lex - 52025PC0186 - IT - EUR-Lex ; proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2024/1348 per quanto riguarda l'applicazione del concetto di "paese terzo sicuro", COM(2025) 259 final, EUR-Lex - 52025PC0259 - IT - EUR-Lex .
In particolare l'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo, eu-LISA, Frontex, Europol e l'Agenzia per i diritti fondamentali.
Belgio, Cechia, Estonia, Irlanda, Grecia, Italia, Lituania, Romania e Slovacchia.
Ad esempio il gruppo di lavoro "Asilo e immigrazione" dell'Associazione dei giudici amministrativi europei (Association of European Administrative Judges - AEAJ).
La Croazia, l'Ungheria, il Lussemburgo e la Romania non hanno ancora condiviso le loro strategie.
La Romania ha condiviso un progetto con la Commissione in attesa dell'adozione definitiva, mentre il Lussemburgo e la Croazia hanno comunicato ritardi.
Le autorità bulgare, ad esempio, hanno preparato una relazione semestrale per l'applicazione del piano di attuazione nazionale e hanno aggiornato tale piano, che prende in considerazione l'esito del dialogo sul finanziamento del patto con la Commissione e i progressi compiuti nell'attuazione pratica.
Fra cui la Cechia e la Grecia.
Austria, Danimarca, Cipro, Estonia, Lituania, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna hanno ultimato la stesura o sono nelle fasi finali. La Germania ha presentato una proposta al Parlamento in data 12 settembre. In Bulgaria, Croazia, Finlandia, Francia, Irlanda, Italia, Malta, Slovacchia, Slovenia e Svezia la stesura è in corso. Tra gli Stati membri che non hanno ancora concluso il riesame della legislazione per tutti i settori contemplati dal patto o parte di essi figurano Belgio, Grecia e Romania.
Come in Austria, Bulgaria, Croazia, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Irlanda, Lituania, Paesi Bassi, Portogallo, Slovenia, Svezia.
Il riesame legislativo è ancora in corso in Belgio e Romania, in parte ancora da realizzare in Grecia, e con possibili ritardi in Lettonia e Polonia.
Ad esempio, la predisposizione delle procedure di frontiera e degli accertamenti (compresi, se del caso, centri multifunzionali); investimenti adeguati nell'Eurodac e altri adeguamenti informatici; la garanzia di adeguate capacità di accoglienza, anche in conformità degli obblighi giuridici applicabili a riguardo a ciascuno Stato membro alle frontiere esterne, e la creazione di meccanismi nazionali indipendenti ed efficaci di monitoraggio dei diritti fondamentali e di orientamento legale gratuito.
L'Ungheria.
Belgio, Germania (ricorso a contratti quadro), Bulgaria e Croazia (appalti avviati).
Croazia, Cechia, Estonia, Grecia, Paesi Bassi, Romania, Spagna, Svezia.
Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Polonia, Portogallo, Slovacchia e Slovenia.
L’Ungheria.
Il 24 luglio sono state votate le modifiche ai seguenti atti, e a breve avverrà l'adozione: decisioni di esecuzione C(2021) 6176 e C(2021) 6174 della Commissione che stabiliscono le norme tecniche per creare i collegamenti tra i dati di diversi sistemi di informazione dell'UE ai sensi dell'articolo 28, paragrafo 7, del regolamento (UE) 2019/817 e ai sensi dell'articolo 28, paragrafo 7, del regolamento (UE) 2019/818 del Parlamento europeo e del Consiglio; decisioni di esecuzione C(2023) 645 e C(2023) 649 della Commissione che stabiliscono e sviluppano lo standard del formato universale dei messaggi (UMF) a norma del regolamento (UE) 2019/817 e a norma del regolamento (UE) 2019/818 del Parlamento europeo e del Consiglio. La modifica della decisione delegata che integra il regolamento (CE) n. 767/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto concerne il manuale delle procedure e delle norme necessarie per le interrogazioni, le verifiche e le valutazioni (per i visti per soggiorno di breve durata, i visti per soggiorni di lunga durata e i permessi di soggiorno), a norma degli articoli 9 nonies e 22 ter, è rimandata.
Fra gli Stati membri interessati figurano Austria, Malta, Slovenia, Grecia.
Gli Stati membri che a settembre hanno riferito a eu-Lisa di aver già avviato i test sono Francia, Irlanda, Lussemburgo, Romania e Svezia.
Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Finlandia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Slovenia, Spagna.
Oltre a Belgio, Finlandia, Lussemburgo, Cechia, Cipro, Francia, Malta e Paesi Bassi, menzionati nel primo stato di avanzamento nell'attuazione del patto, Austria, Irlanda, Portogallo, Svezia e Lituania hanno raggiunto una capacità adeguata o danno prova di progressi soddisfacenti.
Austria, Belgio, Bulgaria, Cechia, Croazia, Cipro, Estonia, Francia, Grecia, Irlanda, Lituania, Paesi Bassi, Polonia e Spagna sono attualmente considerati sulla buona strada per l'attuazione degli accertamenti.
Il pacchetto di strumenti in materia di accertamenti comprende i modelli del modulo per gli accertamenti e un allegato che illustra il processo di consultazione delle banche dati rilevanti; un modello per la trasmissione di informazioni basato sull'articolo 11 del regolamento (UE) 2024/1356, e un allegato pratico sullo svolgimento dei controlli preliminari delle vulnerabilità. Comprende inoltre un documento di orientamento dettagliato, fase per fase, sullo svolgimento degli accertamenti, che offre assistenza pratica nell'utilizzo dei modelli e nella comprensione del processo di accertamento, come pure una descrizione delle offerte di formazione di Frontex e dell'EUAA sempre per quanto riguarda gli accertamenti.
Questo riguarda fra l'altro Danimarca, Germania, Finlandia, Italia, Lituania, Slovenia e Portogallo, che si trovano ad affrontare uno o più dei problemi elencati.
Ciò può applicarsi a Croazia, Irlanda, Estonia, Italia, Lettonia e Romania e riguarda strutture o disposizioni relative al personale di natura temporanea. Grecia e Bulgaria raggiungeranno la capacità adeguata, ma occorrerà garantire la qualità delle strutture.
Poiché la selezione delle strutture è ancora in corso, oppure le procedure di appalto non sono ancora state avviate, Germania, Lettonia, Romania, Slovacchia e Slovenia rischiano di essere in ritardo.
Ad esempio Grecia, Italia, Spagna, Cipro.
Fra questi Croazia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Portogallo, Romania, Slovacchia e Slovenia.
Ad esempio Irlanda, Romania e Svezia.
Si stanno occupando di questo aspetto Belgio, Bulgaria, Cechia, Germania, Portogallo, Slovacchia, Slovenia e Svezia.
In particolare Austria, Cipro, Cechia, Italia, Lituania, Portogallo e Slovenia.
Ad esempio Cechia, Estonia, Italia, Croazia, Francia, Bulgaria, Portogallo, Spagna.
Sulla base dei dati disponibili, è ora possibile disporre di una panoramica del numero di persone ospitate nei sistemi nazionali di accoglienza ufficiali degli Stati membri, intesi come l'insieme delle disposizioni in vigore per accogliere i richiedenti asilo ai sensi della direttiva (UE) 2024/1346. Tuttavia, i dati attuali non rilevano il sostegno per l'alloggio fornito ai beneficiari di protezione temporanea al di fuori dell'ambito della direttiva (UE) 2024/1346, né sono sufficientemente dettagliati per confrontare la situazione relativa all'accoglienza nei diversi Stati membri.
Numero di persone nel sistema di accoglienza (numero totale, compresa una ripartizione per status giuridico di tali persone e numero di minori non accompagnati), e capacità del sistema di accoglienza (numero totale di letti disponibili alla fine del periodo di riferimento).
Le preoccupazioni riguardano, ad esempio, il Belgio, dove i tribunali continuano a individuare una mancanza di condizioni di accoglienza adeguate. Altre preoccupazioni riguardano anche Bulgaria, Cipro, Croazia, Lettonia, Grecia e Paesi Bassi.
Più in generale, l'organizzazione dei sistemi di accoglienza varia all'interno dell'Unione. I beneficiari di protezione temporanea che ricevono sostegno per l'alloggio al di fuori di questo sistema non sono conteggiati nei dati comunicati dagli Stati membri.
Gli Stati membri attualmente impegnati in queste diverse riforme includono Belgio, Cipro, Finlandia, Germania, Irlanda, Italia e Malta.
Ad esempio Austria, Belgio, Cipro, Estonia e Germania, Grecia, Italia, Lituania.
Vari Stati membri hanno posto l'accento sul rafforzamento del sistema giudiziario, tra cui Austria, Cechia, Lituania, Lussemburgo, Finlandia ed Estonia. In Austria, ad esempio, il tribunale amministrativo federale ha avviato un progetto interno denominato "Ready 4 GEAS".
Per quanto riguarda la prima proposta, il Parlamento europeo ha nominato il suo relatore e il 25 settembre ha avuto luogo una prima riunione tecnica. Il Consiglio ha avviato i lavori sulle sue posizioni, con discussioni in corso nel gruppo "Asilo". Per quanto riguarda la proposta relativa a un elenco dell'Unione di paesi di origine sicuri, le discussioni sono in corso in sede di Consiglio, con la Presidenza danese che prosegue su una proposta di compromesso. Il Parlamento europeo ha nominato il suo relatore e a settembre hanno avuto luogo due riunioni tecniche.
Gli Stati membri che si trovano ad affrontare problemi in quest'ambito includono Belgio, Croazia, Estonia, Germania, Grecia, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo e Spagna. Allo stesso tempo, in una serie di Stati membri, tra cui Austria, Bulgaria, Croazia, Cipro, Finlandia, Germania, Lituania, Malta, Slovacchia e Svezia, i casi pendenti si sono ridotti in una misura compresa tra il 24 % e il 50 % nel periodo da giugno 2024 a giugno 2025.
Ai sensi dell'articolo 37 del regolamento (UE) 2024/1348.
Ad esempio Austria, Italia, Romania, Slovenia (servizi di consulenza); Cipro, Bulgaria e Cechia (RVA&R); Bulgaria e Svezia (uffici rimpatri).
Si vedano gli articoli 38 e 68 del regolamento (UE) 2024/1348.
Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un sistema comune per il rimpatrio dei cittadini di paesi terzi il cui soggiorno nell'Unione è irregolare e che abroga la direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, la direttiva 2001/40/CE del Consiglio e la decisione 2004/191/CE del Consiglio, EUR-Lex - 52025PC0101 - IT - EUR-Lex .
Modulo di ricerca della famiglia – Minore | Agenzia dell'Unione europea per l'asilo e Modulo di ricerca della famiglia – Adulto | Agenzia dell'Unione europea per l'asilo .
Guida pratica sulla ricerca della famiglia - Parte 1: https://euaa.europa.eu/publications/practical-guide-family-tracing-part-i-principles-practices ; Guida pratica sulla ricerca della famiglia - Parte II: https://euaa.europa.eu/publications/practical-guidefamily-tracing-part-ii-tracing-AMMR.
Orientamenti dell'EUAA in materia di colloqui a distanza: https://euaa.europa.eu/publications/guidance-remote-interviews .
Tra questi Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Cechia, Estonia, Germania, Irlanda, Italia, Lituania, Malta, Portogallo.
Vedi gli articoli 9, 11 e 12 del regolamento (UE) 2024/1351.
La rete del programma di preparazione e di risposta alle crisi nel settore della migrazione, una delle prime iniziative del patto, è il quadro operativo che riunisce le parti interessate rilevanti dell'Unione per monitorare e anticipare i flussi e le situazioni nel settore della migrazione. È stata istituita dalla raccomandazione (UE) 2020/1366 della Commissione, del 23 settembre 2020, su un meccanismo dell'UE di preparazione e di gestione delle crisi connesse alla migrazione, EUR-Lex - 32020H1366 - IT - EUR-Lex. .
Per la razionalizzazione delle statistiche sulla protezione internazionale è stato avviato un progetto congiunto EUAA-EUROSTAT.
Polonia e Ungheria devono ancora notificare i loro piani di emergenza all'EUAA.
I problemi riguardano ad esempio l'assenza, dal piano, dell'aspetto dell'asilo (Francia), l'assenza di chiarezza o la scarsa chiarezza delle misure di risposta relative ai minori non accompagnati (Cipro, Estonia, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna), le misure di preparazione e risposta (Cipro) e la scarsa chiarezza sulle misure per scenario (Estonia, Paesi Bassi). La maggior parte di questi Stati membri ha confermato l'intenzione di rivedere e completare i piani per allinearli meglio al modello dell'EUAA. Cipro, l'Estonia e i Paesi Bassi stanno già rivedendo i loro piani, con il sostegno dell'agenzia.
Il 30 luglio 2025 sono state comunicate agli Stati membri indicazioni comuni per notificare alla Commissione e all'EUAA l'attivazione e la disattivazione del piano nei casi previsti dalla direttiva (UE) 2024/1346.
Ad esempio Cipro, Austria, Finlandia, Spagna, Bulgaria, Paesi Bassi, Slovenia, Svezia.
Come Austria, Bulgaria, Estonia, Croazia (anche se si basano sul sistema attuale), Cechia, Irlanda (commissione di assistenza legale), Italia, Lettonia, Lituania, Portogallo, Romania, Slovacchia (ampliamento delle disposizioni attuali), Slovenia, Spagna, Paesi Bassi, Germania e Finlandia si stanno basando su disposizioni interne.
Nella maggior parte dei casi il compito è o sarà attribuito a un difensore civico esistente (Austria, Bulgaria, Cipro, Cechia, Lettonia, Lituania, Estonia, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia), sebbene vi siano eccezioni come la Croazia e i Paesi Bassi. In Romania il difensore civico ha già formalmente assunto il compito. L'Irlanda propone l'istituzione di un meccanismo di controllo indipendente tramite un ispettore capo per le procedure di asilo e di frontiera, coadiuvato da un comitato consultivo.
Entro la fine dell'anno il materiale informativo sarà tradotto in 23 lingue dell'Unione e in 20 lingue di paesi terzi.
L'Austria, ad esempio, ha avviato un'iniziativa per istituire funzionari responsabili in materia di vulnerabilità e per rafforzare la cooperazione con l'UNHCR.
"La vulnerabilità nel patto sulla migrazione e l'asilo", https://euaa.europa.eu/publications/euaa-tailor-made-training-plan-pact-migration-and-asylum .
A tale riguardo, il patto contribuisce a riforme più ampie: dopo un periodo di congestione che ha evidenziato la necessità di ampliare e riformare il sistema di accoglienza, il solido sistema di protezione dei minori dell'Irlanda sarà rafforzato mediante l'attuazione del patto.
Grecia, Ungheria.
Questi ultimi includono, per differenti motivi, Danimarca, Finlandia, Grecia, Ungheria, Malta, Slovenia, Spagna, Svezia.
Nel gennaio 2025 Malta ha varato la strategia e il piano d'azione per l'integrazione (2025-2030).
Ad esempio Austria, Cechia, Estonia, Italia, Lussemburgo, Slovenia.
Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Piano d'azione per l'integrazione e l'inclusione 2021-2027, COM(2020) 758 final, EUR-Lex - 52020DC0758 - EN - EUR-Lex .
Ad esempio Bulgaria, Croazia, Cipro, Grecia, Ungheria, Lettonia, Slovacchia, Romania.