Bruxelles, 12.11.2025

COM(2025) 790 final

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

Strategia dell'UE per la società civile


1.INTRODUZIONE

Uno spazio civico aperto, con una società civile dinamica, è il fulcro delle nostre democrazie. La società civile svolge un ruolo essenziale nella società, contribuendo all'elaborazione delle politiche, collaborando con i governi per attuare le politiche pubbliche, fornendo sostegno e servizi sociali e comunitari, sensibilizzando in merito a importanti questioni sociali e rappresentando diversi gruppi in situazioni di vulnerabilità. Il contributo della società civile è fondamentale per promuovere il coinvolgimento e la partecipazione democratica dei cittadini e un dibattito pubblico inclusivo, anche coinvolgendo attivamente i giovani. La società civile svolge un ruolo importante nel sistema democratico di bilanciamento dei poteri, contribuendo al monitoraggio delle politiche e del processo decisionale e promuovendo la trasparenza e l'assunzione di responsabilità.

Operando a livello locale, regionale, nazionale e internazionale, sia all'interno che all'esterno dell'UE, la società civile contribuisce a promuovere e tutelare i valori sanciti dall'articolo 2 del trattato sull'Unione europea (TUE) e dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea ("Carta"). Riconoscendone l'importante ruolo, i trattati istitutivi dell'Unione europea stabiliscono che le istituzioni dell'UE dovrebbero mantenere un dialogo aperto, trasparente e regolare con la società civile e operare nel modo più trasparente possibile al fine di garantire una partecipazione inclusiva e attiva della società civile 1 .

L'interazione con la società civile è una delle pietre angolari del processo di elaborazione delle politiche dell'UE. Vari strumenti e processi a livello dell'UE consentono alla società civile di presentare il proprio punto di vista e di partecipare all'elaborazione, all'attuazione, al monitoraggio e alla valutazione della legislazione e delle politiche dell'Unione, e la Commissione ha instaurato un dialogo strutturato con la società civile in numerosi settori strategici. Le organizzazioni della società civile forniscono consulenza e mettono a disposizione competenze partecipando alle attività dei gruppi di esperti della Commissione e di altri consessi d'interesse. Anche il Comitato economico e sociale europeo (CESE) svolge un ruolo fondamentale nel portare la voce della società civile organizzata a livello europeo.

Affinché l'interazione sia efficace, sempre più l'UE sostiene che la società civile necessita di un ambiente favorevole e sicuro che le sia di supporto in tutta l'Unione 2 . Ciò implica una protezione adeguata delle organizzazioni della società civile e dei difensori dei diritti umani, che assistono a un restringimento generale dello spazio civico e che subiscono minacce e attacchi per le attività che svolgono 3 . Un sostegno finanziario duraturo e trasparente è essenziale per una società civile fiorente e affinché le organizzazioni della società civile possano operare in modo indipendente.

Muovendo dal quadro vigente e dall'impegno assunto negli orientamenti politici per il periodo 2024-2029 di intensificare il dialogo con le organizzazioni della società civile e di garantire che siano sostenute e protette nel loro lavoro quotidiano, la strategia dell'UE per la società civile definisce una serie di azioni concrete a livello sia di Unione che nazionale, anche per quanto riguarda l'azione esterna dell'UE. Tali azioni si articolano intorno a tre obiettivi fondamentali:

·rafforzare un dialogo efficace e significativo con la società civile in quanto partner nella governance;

·garantire uno spazio civico aperto, sicuro e favorevole fornendo sostegno e protezione alle organizzazioni della società civile;

·sostenere le organizzazioni della società civile con finanziamenti adeguati, duraturi e trasparenti.

La Commissione istituirà una piattaforma della società civile, che metterà a disposizione un contesto regolare e strutturato per l'interazione con le organizzazioni della società civile in settori d'interesse per l'affermazione dei valori dell'UE, in particolare con le organizzazioni che operano per promuovere la democrazia, lo Stato di diritto, l'uguaglianza e i diritti fondamentali, in linea con gli orientamenti politici.

La strategia stabilisce un quadro comune per orientare e rafforzare l'interazione della Commissione con le organizzazioni della società civile. Riconoscendo che ciascun settore strategico può essere caratterizzato da esigenze specifiche e da meccanismi di confronto differenti, la strategia non intende uniformarli: stabilisce invece un insieme di principi guida che fungono da quadro condiviso per lo svolgimento di appositi dialoghi con la società civile trasversalmente ai settori strategici, concentrandosi sui parametri fondamentali del dialogo, quali il partenariato, la trasparenza, la rappresentanza e la rendicontabilità. Tali principi sono fissati prendendo pienamente in considerazione e integrando i meccanismi istituzionali già esistenti, in particolare tramite il CESE.

La strategia mira a rafforzare le azioni a livello sia di UE che nazionale, in stretta interazione con gli Stati membri e i paesi dell'allargamento 4 , al fine di promuovere e mantenere uno spazio civico fiorente. Punta a promuovere una maggiore coerenza tra le attività interne ed esterne dell'UE in questo settore. Per conseguire tali obiettivi è fondamentale la cooperazione tra le istituzioni e gli organi e organismi dell'UE, tra cui il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE), il CESE, l'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali (FRA) e gli Stati membri. Un approccio coerente e una solida collaborazione promuoveranno un senso di responsabilità condivisa che andrà a vantaggio della società nel suo complesso, rafforzando la partecipazione democratica, la resilienza e la fiducia dei cittadini. La strategia integra le azioni previste dallo scudo europeo per la democrazia.

Per l'elaborazione della strategia la Commissione ha raccolto contributi procedendo a ampie consultazioni con una vasta gamma di portatori di interessi 5 . La strategia è stata informata anche da un parere del CESE , dai contributi degli Stati membri e dagli scambi intrattenuti con la FRA, il Parlamento europeo e il Comitato europeo delle regioni.

2.La società civile come partner nella governance: rafforzare un dialogo efficace e significativo

La società civile contribuisce a un'elaborazione più efficace, inclusiva e rappresentativa delle politiche a livello di UE, nazionale e locale. Fare in modo che le organizzazioni della società civile possano partecipare in modo significativo alla vita pubblica e contribuirvi con i loro punti di vista attraverso processi trasparenti è un elemento importante di un processo di elaborazione delle politiche solido e inclusivo.

Ai fini della strategia, per organizzazioni della società civile s'intendono in generale tutte le organizzazioni non statali, senza scopo di lucro, indipendenti, imparziali e non violente attraverso cui le persone perseguono e difendono obiettivi e ideali condivisi 6 . Si tratta di entità autonome indipendenti da governi o da interessi commerciali, che spaziano da gruppi informali a gruppi semiformali e formali, le cui finalità possono consistere nel perseguimento degli interessi dei membri, nella promozione di specifiche cause o nella fornitura di servizi 7 . Tali entità possono operare a livello locale, regionale, nazionale e internazionale ed essere gestite da volontari e/o da personale retribuito.

Per "difensori dei diritti umani" s'intendono generalmente individui, gruppi e organi della società che promuovono e proteggono i diritti umani e le libertà fondamentali universalmente riconosciuti, compresi i diritti dei minori 8 .

La strategia si concentra sulle organizzazioni della società civile e sui difensori dei diritti umani: non contempla il confronto con le parti sociali (ad esempio i rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori), dato lo status specifico che attribuisce loro il diritto dell'Unione, riconosciuto dall'articolo 154 TFUE.

In linea con i valori dell'UE, la strategia riguarda organizzazioni della società civile responsabili, indipendenti e trasparenti, che condividono l'impegno dell'UE a rispettare la dignità umana, le libertà, la democrazia, l'uguaglianza, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali e che operano nel rispetto di tale impegno.

Gli europei riconoscono chiaramente i contributi delle organizzazioni della società civile, dato che l'87 % dei partecipanti all' indagine Eurobarometro del 2023 ne ha confermato l'importante ruolo nella promozione e nella tutela della democrazia e di altri valori dell'UE, come il rispetto dei diritti fondamentali, anche per quanto riguarda la promozione di un dibattito democratico ben informato e pluralistico. Il 42 % dei partecipanti all' indagine Eurobarometro del 2025 ha dichiarato che la denuncia della corruzione costituisce l'ambito di attività più rilevante della società civile, seguito dalla difesa dei diritti individuali (41 %), dalla fornitura di servizi (39 %) e dal monitoraggio dell'azione dei governi (28 %).

2.1. Intensificare l'interazione e il dialogo con la società civile

La società civile svolge un ruolo importante tramite l'offerta di consulenza, sostegno e competenze nell'elaborazione e nell'attuazione della normativa e delle politiche dell'UE in un'ampia gamma di settori, quali l'agricoltura, la politica di coesione, la cultura, la politica sociale, l'istruzione e la gioventù, la giustizia e gli affari interni, la protezione dei consumatori, la politica di concorrenza, la politica dei media e del digitale, la migrazione e l'asilo, la ricerca e innovazione, il clima e l'ambiente, la mobilità, il commercio e lo sviluppo sostenibile, gli aiuti umanitari e la cooperazione internazionale e la politica di allargamento. Più in generale le organizzazioni della società civile contribuiscono a promuovere e tutelare i diritti sanciti dalla Carta 9 , prevenendo e contrastando la discriminazione, promuovendo la cittadinanza attiva e incoraggiando i giovani a partecipare ai processi democratici. Concorrono a favorire la preparazione e la resilienza della società 10 e, nel contesto dell'allargamento, sono partner importanti nel monitoraggio dell'attuazione e dello stato di avanzamento delle riforme e dei negoziati di adesione.

A livello di UE esistono vari meccanismi d'interazione che consentono alle organizzazioni della società civile di apportare contributi durante l'intero ciclo di elaborazione delle politiche in tutti i settori strategici, dalle fasi iniziali di preparazione delle iniziative fino alla fase di attuazione. Ad esempio, il portale "Di' la tua" consente di trasmettere tutti i contributi alle proposte legislative, alle valutazioni, ai controlli dell'adeguatezza e alle comunicazioni raccolti nell'ambito delle consultazioni pubbliche.

Per l'interazione con le organizzazioni della società civile, la Commissione si avvale di un'ampia gamma di strumenti di consultazione, che comprendono, oltre agli strumenti per legiferare meglio , strutture di dialogo formali quali i dialoghi in materia di attuazione, i dialoghi con i giovani sulle iniziative politiche, i comitati consultivi e i gruppi di esperti e altre modalità flessibili (ad esempio i gruppi di riflessione ad hoc su questioni specifiche o le piattaforme e le reti di portatori di interessi). Sul piano nazionale la rete dei consiglieri locali dell'UE , gestita dalla Commissione insieme al Comitato delle regioni, e i centri Europe Direct possono contribuire a connettersi e dialogare con la società civile sul campo. La Commissione e le delegazioni dell'UE interagiscono regolarmente anche con le organizzazioni della società civile nei paesi dell'allargamento e nei paesi terzi.

In vari settori strategici si tengono appositi dialoghi con la società civile. Ad esempio, il processo del semestre europeo permette un dialogo strutturato con la società civile in merito alle politiche occupazionali e sociali, e le organizzazioni della società civile sono partner fondamentali per l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali . Talvolta i dialoghi con la società civile coinvolgono anche specifici portatori di interessi settoriali. Ne sono esempi il dialogo con le organizzazioni che rappresentano le comunità rurali attraverso il patto rurale nell'ambito della visione per l'agricoltura e l'alimentazione o il dialogo con gruppi religiosi o non confessionali istituito a norma dell'articolo 17 TFUE. La piattaforma europea sulla disabilità sostiene la cooperazione con gli Stati membri e la società civile sull'attuazione della strategia per i diritti delle persone con disabilità , mentre la piattaforma dell'UE per la partecipazione dei minori promuove il diritto dei minori di essere ascoltati nell'ambito del processo decisionale e sostiene la società civile nel favorire il coinvolgimento dei minori 11 .

La piattaforma della società civile, che diventerà operativa a partire dal 2026, rafforzerà il dialogo sui valori dell'UE. Metterà a disposizione un quadro regolare e strutturato per il dialogo sulla tutela e la promozione dei valori dell'UE, razionalizzerà e rafforzerà l'interazione in materia di diritti fondamentali, democrazia, uguaglianza e Stato di diritto e offrirà uno spazio in cui affrontare i problemi incontrati dalle organizzazioni della società civile attive in tali settori 12 . La piattaforma agevolerà gli scambi sugli obiettivi, fissati dalla strategia, di rafforzare l'interazione, il sostegno e la protezione e di consentire un contributo tempestivo e significativo all'elaborazione delle politiche, come pure sui finanziamenti.

Per migliorare la visibilità e l'accessibilità delle informazioni e agevolare il coinvolgimento delle organizzazioni della società civile, la Commissione creerà un sito web dedicato alla piattaforma della società civile, in cui pubblicherà informazioni e risorse riguardanti le attività della piattaforma e informazioni sui dialoghi che intrattiene con la società civile in altri settori strategici. Questo consentirà alle organizzazioni di reperire facilmente informazioni, date, condizioni di partecipazione e possibilità di manifestare interesse per la partecipazione a diversi dialoghi.

Nell'ambito della piattaforma la Commissione organizzerà un vertice annuale insieme al CESE per sviluppare sinergie tra i dialoghi in corso e discutere le priorità strategiche.

La piattaforma avrà una struttura agile e adattabile, concepita per rispondere all'evoluzione delle esigenze e delle priorità. La Commissione svilupperà il funzionamento della piattaforma servendosi delle migliori pratiche esistenti al proprio interno e delle competenze dei portatori di interessi, in particolare il CESE e la piattaforma dei diritti fondamentali della FRA. Nel corso del tempo la piattaforma potrà essere estesa ad altri settori strategici.

2.2. Principi guida di un dialogo efficace e significativo con la società civile

Le consultazioni con i portatori di interessi hanno evidenziato che, sebbene esistano numerose strutture di dialogo importanti, occorre lavorare a una maggiore coerenza tra di esse. Riconoscendo che, per essere efficace e significativo, il dialogo dovrà sempre essere adattato agli obiettivi specifici e alle esigenze settoriali, la strategia propone 10 principi guida per il dialogo tra la Commissione e la società civile 13 .

I principi guida, che si applicano sia alla Commissione che alle organizzazioni della società civile, sono intesi a fungere da quadro condiviso per l'attuazione di appositi meccanismi di dialogo in tutti i settori strategici. È importante che le organizzazioni della società civile stesse provvedano a che le proprie pratiche e strutture siano trasparenti, responsabili e in linea con i valori dell'UE, in modo che la loro partecipazione al dialogo sia rendicontabile, si basi su norme comuni e rispetti il ruolo delle diverse istituzioni dell'UE e gli orientamenti per ottenere finanziamenti 14 . I principi si basano sui contributi ricevuti nell'ambito di varie consultazioni, su documenti strategici e raccomandazioni dell'UE, sulle migliori pratiche vigenti nell'Unione e su norme e pratiche sviluppate a livello internazionale 15 .

10 principi guida per il dialogo con la società civile

1) Partenariato: la cooperazione dovrebbe accogliere con favore il contributo proattivo della società civile in quanto partner nella definizione del dialogo, nella formulazione delle priorità e dei programmi, nella fissazione degli obiettivi o nella valutazione dei risultati.

2) Completezza: il dialogo dovrebbe puntare alla partecipazione della società civile in tutte le varie fasi dell'elaborazione delle politiche.

3) Prevedibilità e regolarità: il dialogo dovrebbe essere parte integrante di un processo prevedibile e regolare e prevedere tempistiche adeguate per i contributi.

4) Trasparenza: è opportuno provvedere a una comunicazione chiara in merito alle procedure, agli obiettivi, alle tempistiche e ai criteri di partecipazione e un accesso tempestivo e adeguato ai documenti d'interesse, nel rispetto delle prescrizioni giuridiche applicabili.

5) Rappresentanza: la selezione dei partecipanti dovrebbe basarsi sull'indipendenza, la legittimità, la rappresentatività e le competenze delle organizzazioni e sulla loro adesione ai valori dell'UE.

6) Inclusività: è opportuno cercare di coinvolgere nel dialogo un'ampia gamma di organizzazioni, che rispecchi un equilibrio settoriale e geografico e tenga debitamente conto delle organizzazioni che rappresentano gruppi sottorappresentati, emarginati o in situazione di vulnerabilità.

7) Accessibilità: i dialoghi, che si svolgano online o offline, dovrebbero essere concepiti e attuati con strumenti tecnologici adeguati, in modo da eliminare le barriere all'accessibilità e consentire una partecipazione piena ed equa.

8) Rendicontabilità: è opportuno promuovere la responsabilità e la fiducia reciproche tramite meccanismi di feedback sul modo in cui il dialogo contribuisce all'evoluzione delle politiche.

9) Disponibilità di risorse: se del caso, è opportuno mettere a disposizione sostegno finanziario o logistico per consentire la partecipazione, tenendo conto delle esigenze delle organizzazioni di base e comunitarie così da evitare che siano escluse a causa dei limitati mezzi a loro disposizione.

10) Sicurezza: è opportuno predisporre misure di salvaguardia affinché le organizzazioni possano partecipare al dialogo in condizioni di sicurezza, anche attuando misure adeguate per proteggere i dati personali e la riservatezza.

I suddetti principi rispecchiano i parametri fondamentali per l'impegno civico stabiliti nella raccomandazione (UE) 2023/2836 della Commissione , che invita a sua volta gli Stati membri a offrire ai cittadini e alle organizzazioni della società civile maggiori possibilità di partecipazione efficace ai processi di elaborazione delle politiche pubbliche a livello locale, regionale e nazionale. In risposta alla raccomandazione, diversi Stati membri hanno adottato misure per darle attuazione, anche creando nuovi quadri istituzionali e piattaforme per il dialogo con la società civile, elaborando orientamenti sulle consultazioni nel corso del processo decisionale, mantenendo un dialogo regolare con la società civile in tutti i settori strategici e garantendo in modo più sistematico la partecipazione della società civile ai processi di consultazione 16 .

Sono stati compiuti importanti progressi, ma le organizzazioni della società civile segnalano ancora alcune carenze e, a quasi due anni di distanza dall'adozione della raccomandazione, è necessario raccogliere ulteriori dati e intraprendere azioni di follow-up in relazione alla sua attuazione. La Commissione metterà pertanto a disposizione ulteriore sostegno per lo sviluppo di capacità a livello nazionale ai fini dell'attuazione della raccomandazione e, in collaborazione con il CESE e la FRA, organizzerà scambi con gli Stati membri, che si concentreranno sul rafforzamento del coinvolgimento, del sostegno e della protezione della società civile sul piano nazionale.

La Commissione prevede d'intensificare la collaborazione con la società civile tramite diverse piattaforme e iniziative. Coinvolgerà i giovani e le loro organizzazioni in vari forum giovanili, incoraggerà la partecipazione della società civile ai dibattiti sulla piattaforma partecipativa dei cittadini e assicurerà il collegamento fra la società civile e i contributi scaturiti dai panel europei di cittadini per contribuire a definire le politiche dell'UE.

La società civile è un attore essenziale nel programma di allargamento. Per un aspirante Stato membro dell'UE, la presenza di una società civile dinamica contribuisce al processo di adesione. Il coinvolgimento della società civile nel processo di allargamento può contribuire a far sì che i cittadini maturino una comprensione più approfondita delle riforme necessarie per soddisfare le condizioni di adesione. Al fine di rafforzare la partecipazione della società civile a tali processi, la Commissione orienterà le attività volte a istituzionalizzare e normare la consultazione delle organizzazioni della società civile a livello nazionale nella preparazione delle riunioni degli organismi pertinenti nel quadro degli accordi di associazione e nelle relative attività di follow-up e di monitoraggio.

La Commissione intende:

-istituire una piattaforma della società civile per intensificare l'interazione con le organizzazioni della società civile attive nella promozione e nella protezione dei valori dell'UE, con la possibilità di estenderla ad altri settori strategici nel corso del tempo;

-organizzare un vertice annuale della piattaforma della società civile insieme al CESE;

-promuovere l'uso dei 10 principi guida per il dialogo con la società civile;

-interagire con la società civile tramite il comitato consultivo per la gioventù della presidenza della Commissione, il gruppo dei portatori di interessi dei giovani dell'UE, il dialogo dell'UE con i giovani e i dialoghi con i giovani sulle iniziative politiche e favorire la partecipazione della società civile ai dibattiti promossi sulla piattaforma partecipativa dei cittadini;

-interagire con la società civile in relazione ai panel europei di cittadini per gettare un ponte tra le organizzazioni della società civile e l'interazione coi cittadini nella definizione delle politiche dell'UE;

-sostenere lo sviluppo di capacità sul piano nazionale e organizzare scambi con gli Stati membri in merito alla raccomandazione (UE) 2023/2836 della Commissione relativa alla partecipazione della società civile, in collaborazione con gli attori d'interesse, tra cui il CESE e la FRA;

-istituzionalizzare e normare la consultazione delle organizzazioni della società civile sul piano nazionale nella preparazione delle riunioni degli organismi pertinenti nel quadro degli accordi di associazione e nelle relative attività di follow-up e monitoraggio.

Gli Stati membri sono invitati a:

-rafforzare i meccanismi e le politiche d'interazione conformemente ai principi indicati nella strategia, anche adottando ulteriori misure per dare attuazione integrale alla raccomandazione (UE) 2023/2836 della Commissione per quanto riguarda l'effettiva partecipazione delle organizzazioni della società civile.

3.Dare sostegno e protezione in uno spazio civico aperto, sicuro e favorevole

Uno spazio civico 17 fiorente richiede un contesto giuridico, amministrativo e normativo favorevole, in cui le organizzazioni della società civile siano sostenute, rafforzate e protette e possano operare liberamente. Secondo l' indagine Eurobarometro del 2024 sullo Stato di diritto, l'86 % degli europei ritiene importante che in tutti gli Stati membri i media e le organizzazioni della società civile siano in grado di operare liberamente e senza subire pressioni. Per mantenere un contesto libero e favorevole è necessario monitorare la situazione e reagire con efficacia in caso di minacce o attacchi.

Il sostegno a una società civile dinamica rimane un aspetto centrale del lavoro della Commissione in tutti i settori strategici, impegno che si riflette in varie strategie e in diversi documenti strategici 18 . La relazione annuale 2022 sull'applicazione della Carta si è concentrata sullo spazio civico, sulla mappatura delle misure vigenti e sull'individuazione delle lacune e degli aspetti da migliorare; è stata integrata da conclusioni del Consiglio sull'argomento 19 .

Sono state proposte diverse misure per salvaguardare lo spazio civico. Ad esempio, affrontando gli ostacoli sistemici che intralciano la collaborazione transfrontaliera tra le organizzazioni della società civile, il piano d'azione per l'economia sociale e la raccomandazione del Consiglio sullo sviluppo delle condizioni quadro dell'economia sociale mirano a rafforzare tali organizzazioni tramite l'aumento delle relative capacità, visibilità e ripercussioni sull'economia sociale. La Commissione ha adottato misure concrete per creare un ambiente più favorevole alla società civile, comprese misure volte a un'imposizione fiscale equa per le organizzazioni di beneficenza e alla salvaguardia del relativo accesso ai servizi finanziari. Ad esempio, nell'ambito del regolamento antiriciclaggio di recente adozione sono state introdotte misure per garantire che alle organizzazioni della società civile non siano negati servizi finanziari, come i conti bancari, solo perché operano in paesi che si ritiene presentino un rischio elevato di riciclaggio 20 .

3.1. Comprendere gli ostacoli e le minacce: monitorare lo spazio civico

I portatori di interessi segnalano le misure che, a loro avviso, limitano il campo d'azione delle organizzazioni della società civile e dei difensori dei diritti umani 21 . Tali misure possono comprendere obblighi di registrazione sproporzionati e onerosi, norme fiscali o di rendicontazione finanziaria inique, carenze nell'accesso ai finanziamenti, ostacoli indebiti alla ricezione di servizi finanziari e prescrizioni giuridiche che limitano le operazioni transfrontaliere.

Alcune organizzazioni della società civile segnalano sempre più spesso di subire tutta una serie di minacce e attacchi, tra cui aggressioni nei confronti del personale, danneggiamenti dei locali, campagne denigratorie e di disinformazione o azioni legali strategiche tese a bloccare la partecipazione pubblica (SLAPP). Altri motivi di preoccupazione segnalati dalla società civile sono i tentativi di sciogliere indebitamente le associazioni, lo smantellamento delle strutture di dialogo, il congelamento o la riduzione arbitrari dei finanziamenti o l'attuazione di misure di sorveglianza illegali. La repressione transnazionale da parte di paesi terzi è un fenomeno in crescita che colpisce in particolare i difensori dei diritti umani 22 , i quali, proprio alla luce del carattere transfrontaliero di tali azioni, incontrano notevoli difficoltà nel presentare denunce, chiedere protezione o intraprendere azioni legali. Spesso i difensori dei diritti umani si scontrano con ostacoli specifici connessi ai documenti di viaggio e agli obblighi di visto 23 , oltre che con impedimenti e ritardi nelle procedure amministrative.

Detti fenomeni possono generare un effetto a catena, inducendo le organizzazioni della società civile a limitare l'impegno e scoraggiandole dall'esercitare pienamente il loro ruolo. Si ripercuotono in modo sproporzionato sulle organizzazioni della società civile che si occupano di democrazia, Stato di diritto e diritti fondamentali, e sui gruppi sottorappresentati, emarginati e in situazione di vulnerabilità 24 . Per far fronte a queste sfide è necessario un approccio coerente e completo da parte dell'UE e degli Stati membri.

Un efficace monitoraggio dello spazio civico è essenziale per sostenere e proteggere le organizzazioni della società civile nel loro lavoro. Una chiara individuazione dei rischi e delle minacce può tradursi in azioni concrete di follow-up da parte degli attori che sono in grado di fornire sostegno, sia preventivo (in risposta a segnali precoci di allarme) che reattivo (a fronte di minacce o attacchi effettivi). Tali azioni possono includere dichiarazioni pubbliche di condanna degli sviluppi dannosi e di sostegno al lavoro delle organizzazioni della società civile, finanziamenti per il sostegno psicosociale, consulenza legale e finanziamenti di emergenza.

La Commissione ha sviluppato strumenti di monitoraggio e valutazione propri, che si concentrano anche su aspetti connessi allo spazio civico. Con le relazioni sullo Stato di diritto la Commissione monitora la situazione in tutti gli Stati membri e in alcuni paesi dell'allargamento, evidenziando gli sviluppi sia positivi che negativi in relazione allo spazio civico, formulando se del caso raccomandazioni specifiche. Per i paesi dell'allargamento tali informazioni sono monitorate anche nell'ambito del pacchetto annuale sull'allargamento 25 .

La Commissione riceve informazioni ad hoc sulle sfide con cui devono confrontarsi le organizzazioni della società civile nel quadro del dialogo che intrattiene con la società civile. Nell'ambito di vari programmi fornisce inoltre sostegno finanziario a diversi progetti guidati da consorzi di organizzazioni della società civile che svolgono attività di monitoraggio dello spazio civico all'interno e all'esterno dell'UE 26 .

La Commissione si avvale di attività di monitoraggio svolte da altri attori, tra cui istituzioni nazionali per i diritti umani e organizzazioni internazionali 27 . La FRA svolge un ruolo determinante in questo settore, pubblicando relazioni sullo spazio civico , mettendo in evidenza le pratiche promettenti, sostenendo gli scambi tra gli attori internazionali e nazionali e formulando raccomandazioni.

3.2. Dare risposte a livello di UE

Vari atti legislativi dell'UE contribuiscono direttamente alla protezione delle organizzazioni della società civile nell'Unione. Ad esempio, la direttiva e la raccomandazione anti-SLAPP offrono garanzie procedurali volte a tutelare le persone che partecipano alla vita pubblica, comprese le organizzazioni della società civile, dalle denunce manifestamente infondate o procedimenti giudiziari abusivi. Per sostenerne l'attuazione la Commissione favorirà la formazione degli operatori della giustizia sulle SLAPP che prendono di mira le organizzazioni della società civile e sui contenziosi relativi alla Carta, in particolare per quanto riguarda la libertà di associazione, espressione e riunione.

La Commissione sostiene varie misure di protezione attuate da iniziative specifiche guidate da organizzazioni della società civile. Una misura fondamentale finanziata dall'UE nell'ambito del programma Cittadini, uguaglianza, diritti e valori (CERV) è l'uso del sostegno finanziario a terzi, che consente alle organizzazioni della società civile che ricevono fondi dell'Unione di agire da intermediari, in grado di sviluppare capacità e distribuire fondi a organizzazioni più piccole o di base, comprese quelle che potrebbero dover reagire a situazioni urgenti o impreviste o a emergenze. Recentemente l'UE ha pubblicato un invito a presentare proposte volto a rafforzare la rete europea di verifica dei fatti, anche tramite un programma di protezione dalle molestie, in riconoscimento del fatto che la comunità di coloro che si dedicano alla verifica dei fatti è sempre più oggetto di attacchi, accuse di censura e intimidazioni.

Nell'ambito dell'allargamento e dell'adesione rimane essenziale promuovere un contesto favorevole e attribuire un ruolo più incisivo e significativo alle organizzazioni della società civile. Ai fini della valutazione del funzionamento delle istituzioni democratiche è esaminato anche il contesto in cui operano le organizzazioni della società civile. La metodologia di allargamento riveduta adottata nel 2020 sottolinea che tutte le riforme fondamentali nei paesi dell'allargamento dovrebbero essere attuate in modo pienamente trasparente e inclusivo, con il coinvolgimento dei portatori di interessi. In base a questa metodologia riveduta i paesi candidati sono tenuti a elaborare una tabella di marcia sul funzionamento delle istituzioni democratiche, che delinei azioni specifiche volte a rafforzare il contesto favorevole alla società civile.

3.3. Proteggere lo spazio civico a livello nazionale

Gli Stati membri svolgono un ruolo determinante nel sostenere e proteggere lo spazio civico a livello nazionale, locale e di base e sono spesso i primi a sostenere concretamente le organizzazioni della società civile a rischio. Collaborare con gli Stati membri per promuovere un contesto sicuro e favorevole alle organizzazioni della società civile in tutta l'UE è pertanto una priorità importante per la Commissione.

La raccomandazione (UE) 2023/2836 della Commissione invita gli Stati membri a monitorare gli sviluppi nello spazio civico utilizzando indicatori chiari e quadri di segnalazione strutturati. Incoraggia gli Stati membri a promuovere la cooperazione e il coordinamento tra tutti i portatori di interessi, ad agevolare l'accesso a procedure o canali specifici per segnalare minacce e attacchi e a documentare e analizzare sistematicamente il contesto in cui operano le organizzazioni della società civile. Vari Stati membri hanno risposto alla raccomandazione della Commissione adottando misure volte a rafforzare lo spazio civico a livello nazionale, tra cui la definizione di apposite strategie nazionali per rafforzare la cooperazione tra i cittadini, le organizzazioni della società civile e le autorità locali in materia di partecipazione civica. Alcuni hanno avviato progetti volti a ridurre gli oneri amministrativi connessi all'esercizio del diritto di riunione e di associazione o hanno introdotto specifici incentivi fiscali e di altro tipo per il finanziamento delle organizzazioni della società civile 28 .

Diversi Stati membri hanno introdotto misure di tutela delle organizzazioni della società civile, anche tramite il sistema generale dei mezzi di ricorso disponibili nei sistemi nazionali della giustizia amministrativa, civile e penale. Alcuni hanno istituito o sostenuto appositi servizi di consulenza, incentrati in particolare sull'odio (online) e sulla discriminazione 29 . Gli organi e le istituzioni nazionali indipendenti, in particolare le istituzioni nazionali per i diritti umani, gli organismi per la parità e i difensori civici, possono svolgere un ruolo fondamentale nella protezione delle organizzazioni della società civile a livello nazionale, amplificandone la voce, sensibilizzando l'opinione pubblica e sostenendo le iniziative di sviluppo delle capacità. Le azioni di questo tipo costituiscono un chiaro investimento nella presenza di un contesto favorevole alla società civile e nella disponibilità di risposte in caso di rischio.

3.4. Rafforzare il sostegno e la protezione

Nonostante gli importanti progressi compiuti sul piano sia dell'UE che nazionale, i portatori di interessi chiedono un approccio più coordinato alla protezione delle organizzazioni della società civile; è inoltre necessaria un'azione più solida e coordinata a livello di Stati membri, di UE e internazionale per monitorare gli sviluppi che interessano tali organizzazioni, attuare misure preventive in risposta ai segnali precoci di allarme che anticipano un restringimento dello spazio civico e proteggere le organizzazioni della società civile da minacce e attacchi. A tal fine e allo scopo di mappare le iniziative di monitoraggio esistenti a livello locale, nazionale, di UE e internazionale, la Commissione creerà, in collaborazione con la FRA, un polo di conoscenze online sullo spazio civico, che agevolare l'accesso ai progetti, agli strumenti e alle attività di monitoraggio e protezione esistenti, comprese le misure di protezione disponibili.

Consolidando le informazioni, il polo contribuirà a individuare le tendenze e le lacune nel monitoraggio dello spazio civico e a orientare le azioni opportune per far fronte agli sviluppi il tal senso. Su tale base, si potrebbero esplorare ulteriori misure di protezione, quali l'assistenza urgente alle organizzazioni minacciate, il coordinamento delle misure di protezione disponibili negli Stati membri, la formazione e il sostegno in relazione ai meccanismi amministrativi, giuridici e logistici. Disporre di una conoscenza della situazione sul campo basata su dati concreti è fondamentale per poter apportare una risposta adeguata alle esigenze specifiche delle organizzazioni della società civile e dei difensori dei diritti umani.

È importante che le politiche e le normative dell'UE e nazionali promuovano un contesto favorevole alle organizzazioni della società civile e rafforzino le azioni volte al loro monitoraggio e alla loro protezione. Ad esempio, le valutazioni d'impatto e i dialoghi in materia di attuazione sono importanti processi strutturati che contribuiscono all'individuazione e alla valutazione degli effetti e delle conseguenze delle politiche e delle normative di cui si prospetta l'adozione. La Commissione continuerà a valutare l'effetto delle sue iniziative sulla società civile nell'ambito delle valutazioni d'impatto e delle valutazioni previste dal quadro per legiferare meglio.

Per sostenere gli Stati membri nell'ulteriore attuazione della raccomandazione (UE) 2023/2836, la Commissione organizzerà scambi con essi, così da rafforzare ulteriormente il sostegno e la protezione delle organizzazioni della società civile tra le autorità pubbliche competenti e i portatori di interessi, e sosterrà la formazione degli operatori della giustizia a livello nazionale in merito alle SLAPP e alla Carta. Nel contesto dell'allargamento la Commissione rafforzerà i propri sistemi di allarme rapido per consentire risposte più incisive alle minacce emergenti.

La Commissione intende:

-sostenere la creazione di un polo di conoscenze online sullo spazio civico che documenti le iniziative di monitoraggio dello spazio civico esistenti, le relazioni e le risorse di protezione, a livello nazionale, dell'UE e internazionale, in collaborazione con la FRA;

-vagliare le possibilità di rafforzare e coordinare le misure disponibili per la protezione delle organizzazioni della società civile e dei difensori dei diritti umani a rischio nell'UE;

-sostenere la formazione degli operatori della giustizia sulle SLAPP che prendono di mira le organizzazioni della società civile e sui contenziosi relativi alla Carta, in particolare per quanto riguarda la libertà di associazione, espressione e riunione;

-sostenere lo sviluppo di capacità a livello nazionale e organizzare scambi con gli Stati membri in merito alla raccomandazione (UE) 2023/2836 in tema di protezione e sostegno, in collaborazione con gli attori d'interesse, tra cui il CESE e la FRA;

-rafforzare i sistemi di allarme rapido dell'UE per individuare i segnali emergenti di restringimento dello spazio civico nei paesi dell'allargamento.

Gli Stati membri sono invitati a:

-sviluppare o aggiornare apposite strategie o appositi piani d'azione nazionali volti a sostenere, tutelare e rafforzare le organizzazioni della società civile e a promuovere uno spazio civico sicuro e favorevole, in linea con la raccomandazione (UE) 2023/2836 della Commissione.

L'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali è invitata a:

-continuare a monitorare lo spazio civico e a riferire in merito, e creare una rete che riunisca rappresentanti delle istituzioni e degli organi e organismi nazionali e dell'UE, organizzazioni della società civile e organizzazioni internazionali che si occupano di monitoraggio e protezione dello spazio civico, affinché possano scambiarsi dati, esperienze e migliori pratiche.

4.Finanziamenti adeguati, duraturi e trasparenti per la società civile

Per garantire un contesto generale favorevole occorre che le organizzazioni della società civile possano contare su un sostegno adeguato e duraturo, così da poter svolgere le loro attività d'importanza cruciale, interagire efficacemente con i responsabili delle politiche e continuare a apportare contributi significativi alla società. Finanziamenti a lungo termine, prevedibili e sufficienti sono fondamentali per garantire la stabilità di cui le organizzazioni della società civile hanno bisogno per operare in indipendenza e con efficacia.

Le organizzazioni della società civile finanziano le proprie attività avvalendosi di finanziamenti attinti a una combinazione di fonti pubbliche e private. Nell'UE la Commissione e gli Stati membri sostengono le organizzazioni della società civile in diversi modi, tra cui sovvenzioni di funzionamento e finanziamenti destinati a progetti. Le organizzazioni della società civile possono ricevere finanziamenti tramite donazioni individuali e sovvenzioni da fondazioni private, organizzazioni filantropiche o imprese. Ulteriore sostegno finanziario può provenire da meccanismi di assegnazione, previsti in alcuni Stati membri, che consentono ai contribuenti di indicare direttamente, nella dichiarazione dei redditi, una percentuale fissa o un importo fisso dell'imposta sul reddito da versare a un soggetto qualificato 30 .

I finanziamenti sono essenziali per tutte le attività delle organizzazioni della società civile. Il coinvolgimento della società civile nello sviluppo, nell'attuazione, nel monitoraggio e nell'applicazione della normativa e delle politiche dell'UE è anche uno specifico obiettivo dei finanziamenti erogati nell'ambito di diversi programmi dell'Unione. Vari programmi dell'UE sostengono le attività delle organizzazioni della società civile in diversi settori strategici 31 , tra cui Orizzonte Europa, che comprende lo strumento per il nuovo Bauhaus europeo, il Fondo sociale europeo Plus (FSE+), il programma CERV, Erasmus+, il programma per il mercato unico, il Fondo Asilo, migrazione e integrazione (AMIF), il programma Giustizia, i collegamenti fra azioni di sviluppo dell'economia rurale (LEADER), il programma antifrode dell'Unione e il programma LIFE. Nella regione dell'allargamento l'UE sostiene le organizzazioni della società civile anche tramite lo strumento di assistenza preadesione (IPA III). Sono complementari ai finanziamenti dell'UE le sovvenzioni dello Spazio economico europeo e della Norvegia, che sostengono le organizzazioni della società civile in Europa tramite il Fondo per i cittadini attivi .

Il partenariato e la trasparenza sono principi fondamentali del finanziamento da parte dell'UE. Il principio di partenariato dell'Unione europea richiede una stretta cooperazione tra le autorità pubbliche e un'ampia gamma di partner, comprese le parti sociali e le organizzazioni della società civile, nell'intero ciclo di vita dei programmi finanziati dall'UE. Tale principio garantisce che nella preparazione, nell'attuazione, nel monitoraggio e nella valutazione dei fondi dell'UE sia coinvolta una varietà di portatori di interessi, al fine di migliorarne l'efficacia, l'efficienza e la rendicontabilità 32 .

In linea con gli obblighi giuridici vigenti, la trasparenza rimane il principio guida nella gestione del bilancio dell'UE. Vigono garanzie e procedure specifiche per assicurare la trasparenza e la rendicontabilità dei finanziamenti dell'UE erogati a qualsiasi tipo di beneficiario (dalle imprese alle organizzazioni della società civile fino ai singoli cittadini) e per garantire il rispetto dei valori dell'Unione, anche tramite la pubblicazione di informazioni sui destinatari dei finanziamenti dell'UE in regime di gestione diretta e indiretta 33 .

In virtù delle norme applicabili, tra cui in particolare il regolamento finanziario dell'UE, e in forza dei regimi contrattuali delle sovvenzioni, vigono solide garanzie volte ad assicurare che i soggetti e i progetti i cui obiettivi sono incompatibili con i valori dell'Unione non ricevano sostegno. Per rafforzare ulteriormente tali garanzie e prescrizioni, la Commissione si è impegnata a valutare la fattibilità di aggiungere indicatori di rischio che rafforzino i controlli di conformità ai valori dell'UE nell'ambito dello sviluppo dello strumento di valutazione dei rischi Arachne , ove tecnicamente possibile e giuridicamente conforme, e a valutare la fattibilità di aumentare la frequenza degli aggiornamenti apportati ai dati disponibili al pubblico nel sistema di trasparenza finanziaria 34 . La Commissione ha inoltre pubblicato una nota in cui presenta orientamenti sul tipo di attività che l'Unione non dovrebbe richiedere come condizione per il finanziamento nell'ambito dell'elaborazione delle politiche e della normativa e dell'attuazione, del monitoraggio e dell'applicazione delle politiche.

Sono necessarie ulteriori iniziative per garantire l'accessibilità dei finanziamenti pubblici in tutta l'UE. Le organizzazioni della società civile riferiscono che i finanziamenti pubblici sono spesso destinati principalmente alle istituzioni statali, con un accesso limitato e incoerente per le organizzazioni della società civile, in particolare per quelle di base e di minori dimensioni 35 . Le organizzazioni della società civile che si occupano di gruppi sottorappresentati, emarginati e in situazione di vulnerabilità spesso faticano ad accedere a finanziamenti a lungo termine.

La Commissione ha già adottato varie misure per semplificare le procedure applicabili, ridurre gli oneri amministrativi e allineare tali procedure alle esigenze delle organizzazioni della società civile sul campo (ad esempio tramite l'impiego di pagamenti forfettari e programmi di lavoro pluriennali). Il maggiore ricorso al sostegno finanziario a terzi, che prevede che organizzazioni della società civile di maggiori dimensioni eroghino fondi dell'UE a organizzazioni più piccole, ha consentito ai finanziamenti dell'Unione di raggiungere organizzazioni di minori dimensioni e di base che altrimenti non avrebbero potuto accedervi, contribuendo così a sostenere una gamma diversificata di componenti della società civile. Ad esempio, ha svolto un ruolo fondamentale nel sostenere organizzazioni della società civile che si adoperano per tutelare e promuovere i valori dell'UE nell'ambito di programmi quali l' EU DEAR e il CERV 36 .

Con una dotazione complessiva di oltre 1,5 miliardi di EUR per il periodo 2021-2027, il programma CERV occupa una posizione unica nel panorama dei finanziamenti delle organizzazioni della società civile, in quanto è spesso la sola fonte di finanziamenti a disposizione delle organizzazioni che si occupano di diritti e valori fondamentali nell'UE. Dal 2021 il programma ha sostenuto oltre 6 000 organizzazioni della società civile negli Stati membri e nei paesi terzi ammissibili. Nei primi quattro anni di attuazione i principali beneficiari del CERV sono state le organizzazioni della società civile, che hanno ricevuto il 77 % dei finanziamenti aggiudicati. La Commissione continuerà a sostenere finanziariamente le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti umani a rischio, anche valutando la possibilità di estendere ulteriormente l'uso dei meccanismi di sostegno finanziario a terzi in tutti i programmi di finanziamento dell'UE d'interesse.

La proposta della Commissione relativa al quadro finanziario pluriennale (QFP) per il periodo 2028-2034 37 , adottata il 16 luglio 2025, precisa che il sostegno finanziario alle organizzazioni della società civile rimarrà una priorità per gli anni a venire in una serie di settori strategici. Il nuovo programma AgoraEU si baserà sul successo degli attuali programmi Europa creativa e CERV e la sua dotazione indicativa totale sarà aumentata fino a quasi 9 miliardi di EUR. Consolidando il sostegno alla cultura, ai media e alla società civile, AgoraEU rafforzerà la tutela e la promozione dei diritti fondamentali, incoraggerà la partecipazione democratica e la resilienza, stimolerà la diversità culturale e la libertà artistica e promuoverà un panorama dell'informazione libero e diversificato.

Il programma Erasmus+ proposto integrerà al proprio interno il  corpo europeo di solidarietà , con una dotazione indicativa di 40,8 miliardi di EUR, e, oltre a sostenere l'acquisizione di competenze, promuoverà la resilienza, la partecipazione alla vita democratica e la partecipazione civica tramite percorsi di apprendimento formale, non formale e informale. Il programma Orizzonte Europa continuerà a sostenere le attività di ricerca volte a rafforzare la democrazia, anche promuovendo la partecipazione civica.

Nella proposta di QFP i piani di partenariato nazionali e regionali proposti mirano anche a sostenere le riforme e gli investimenti volti a sviluppare le capacità della società civile e delle parti sociali di affermare i valori dell'UE, l'educazione civica e la partecipazione dei giovani. La proposta di QFP riconosce e ribadisce il principio del partenariato con le organizzazioni della società civile, sulla base di un approccio di governance multilivello. Lo strumento dell'UE proposto nell'ambito di tale fondo prevede, tra l'altro, finanziamenti per azioni in materia di ambiente e clima, anche volte a sostenere e rafforzare le organizzazioni della società civile. Più in generale, una volta adottato, il QFP per il periodo 2028-2034 armonizzerà e semplificherà ulteriormente le procedure, riducendo gli oneri amministrativi gravanti sulle organizzazioni della società civile sul campo. La Commissione invita pertanto il Parlamento europeo e il Consiglio a tenere conto del ruolo essenziale del finanziamento delle organizzazioni della società civile nei futuri negoziati sul QFP per il periodo 2028-2034.

4.1. Mobilitare gli attori e mettere in comune le risorse

I finanziamenti dell'UE sono fondamentali per sostenere le organizzazioni della società civile, ma è chiaro che le esigenze di finanziamento di tali organizzazioni in tutta l'Unione e nei paesi candidati possono essere soddisfatte solo attraverso finanziamenti provenienti da diverse fonti. Oltre ai donatori pubblici a livello nazionale, dell'UE e internazionale, anche i donatori privati (comprese le imprese) e le organizzazioni filantropiche (singole fondazioni, fondi comuni e reti) svolgono un ruolo sempre più rilevante. Anche gli stessi donatori devono poter operare in un contesto giuridico e normativo favorevole che tuteli le libertà filantropiche e agevoli le donazioni (transfrontaliere). A tal fine è necessario un quadro giuridico che riconosca le fondazioni e le associazioni (anche a livello transfrontaliero) e permetta alle organizzazioni della società civile e ai donatori di beneficiare degli incentivi fiscali alle donazioni che gli Stati membri desiderano prevedere 38 .

Le organizzazioni della società civile segnalano che spesso è difficile reperire informazioni sui diversi tipi di finanziamenti disponibili e sui soggetti che li corrispondono. È necessario intensificare la condivisione delle informazioni, il dialogo e la collaborazione sia tra donatori che tra donatori e organizzazioni della società civile, così da decidere in modo più strategico sulle diverse modalità con cui fornire sostegno ed evitare duplicazioni. La Commissione agevolerà pertanto il dialogo tra i vari donatori e fra i donatori e le organizzazioni della società civile, anche tramite la piattaforma della società civile, al fine di promuovere lo scambio di esperienze, individuare le carenze di finanziamenti e garantire una migliore complementarità delle fonti di finanziamento.

Le organizzazioni della società civile spesso necessitano di altri tipi di sostegno, come l'assistenza in natura, che può essere corrisposta da professionisti o volontari. In particolare, per orientarsi nel contesto giuridico, amministrativo, normativo e tecnologico in cui attualmente operano le organizzazioni della società civile, è sempre più necessario disporre non solo di mezzi finanziari adeguati, ma anche di competenze specifiche. Un ruolo fondamentale a tale riguardo può essere svolto dagli avvocati che prestano assistenza legale pro bono 39 , i quali possono occuparsi delle questioni giuridiche e di conformità (ad esempio degli applicabili obblighi fiscali e in materia di occupazione), lasciando alle organizzazioni della società civile più spazio per svolgere le attività fondamentali, nel cui svolgimento possono sostenerle (ad esempio tramite la ricerca a fini di patrocinatori, lo sviluppo di capacità, la formazione e assistenza nei contenziosi strategici).

Gli avvocati che prestano servizi pro bono possono aiutare le organizzazioni della società civile a far fronte a minacce e attacchi, come le campagne denigratorie e le SLAPP, anche rappresentandole dinanzi agli organi giurisdizionali e fornendo loro consulenza legale. La Commissione si adopererà pertanto per mettere le comunità di avvocati che agiscono pro bono in contatto con le organizzazioni della società civile attive in tutti i settori che necessitano di sostegno, in modo da agevolare la prestazione di assistenza in relazione a questioni amministrative, di mobilità, giuridiche e finanziarie.

La Commissione intende:

-agevolare il dialogo tra i vari donatori e tra i donatori e le organizzazioni della società civile, anche tramite la piattaforma della società civile, al fine di promuovere lo scambio di esperienze, individuare le carenze di finanziamenti e garantire una migliore complementarità delle fonti di finanziamenti;

-adoperarsi per mettere le comunità di avvocati che agiscono pro bono in contatto con le organizzazioni della società civile attive in tutti i settori che necessitano di sostegno, in modo da agevolare la prestazione di assistenza in relazione a questioni amministrative, di mobilità, giuridiche e finanziarie;

-valutare la possibilità di estendere ulteriormente, se del caso, l'impiego dei meccanismi di sostegno finanziario a terzi in tutti i programmi di finanziamento dell'UE d'interesse.

Gli Stati membri sono invitati a:

-stabilire e mantenere un contesto giuridico e normativo favorevole alle organizzazioni della società civile e ai donatori, comprese le organizzazioni filantropiche, anche tramite l'attuazione del principio della non discriminazione e della più ampia raccomandazione del Consiglio sullo sviluppo delle condizioni quadro dell'economia sociale;

-integrare i fondi dell'UE per le organizzazioni della società civile con meccanismi di sostegno nazionali, in linea con la raccomandazione (UE) 2023/2836 della Commissione.

5.La società civile nell'azione esterna dell'UE

L'impegno dell'UE a dialogare con la società civile e a tutelarla e sostenerla si rispecchia anche nella sua azione esterna. L'UE collabora strettamente con la società civile per promuovere l'affermazione dei diritti umani per tutti, applicando norme universali guidate dal diritto internazionale in materia di diritti umani. Le organizzazioni della società civile apportano contributi importanti al rafforzamento della democrazia e della resilienza delle società in tutto il mondo. Ad esempio, spesso fungono da partner esecutivi per i progetti finanziati dall'UE nell'ambito della cooperazione allo sviluppo, degli aiuti umanitari e dei programmi di sviluppo delle capacità, e monitorano gli accordi commerciali e di associazione per garantire il rispetto delle clausole in materia di diritti umani e sviluppo sostenibile.

5.1. Interazione con le organizzazioni della società civile a livello internazionale

Le organizzazioni della società civile sono invitate regolarmente a condividere le loro competenze delle politiche esterne dell'UE e a contribuire ai dialoghi sui diritti umani che l'Unione tiene periodicamente con i paesi e le regioni partner. A livello di singoli paesi le delegazioni dell'UE svolgono un ruolo determinante nel dialogo con le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti umani e possono monitorare la situazione locale della democrazia, dei diritti umani e dello spazio civico.

Da decenni il forum UE-ONG sui diritti umani offre regolarmente alle organizzazioni della società civile e ai difensori dei diritti umani la possibilità di discutere di partenariati internazionali e questioni relative ai diritti umani e di discutere direttamente con l'UE i problemi che, nel mondo, interessano lo spazio civico. Anche il forum politico per lo sviluppo e i due strumenti per la società civile nel vicinato meridionale e orientale offrono possibilità di interazione con le organizzazioni della società civile su una varietà di politiche dell'UE. La Commissione è intenzionata a rafforzare il sostegno alla società civile in tutto il mondo, anche per consentirle di partecipare ai consessi multilaterali.

L'UE interagisce attualmente con le organizzazioni della società civile in merito all'attuazione della strategia Global Gateway e a tal fine ha istituito la piattaforma consultiva Global Gateway per le organizzazioni della società civile e le autorità locali . Le organizzazioni della società civile svolgono un ruolo importante anche nel monitoraggio e nell'attuazione degli accordi commerciali, in particolare tramite i gruppi consultivi nazionali. Insieme agli Stati membri e alla società civile, l'UE ha elaborato roadmap per l'impegno con la società civile a livello di paesi partner, con l'obiettivo di instaurare un dialogo costante e strutturato tra tali attori. Al riguardo la Commissione continua a impegnarsi per sostenere e promuovere risposte e partenariati equi di organizzazioni della società civile a guida locale nel contesto umanitario. Ciò avverrà sostenendo e rafforzando le capacità delle organizzazioni della società civile, aumentando l'importo dei finanziamenti umanitari destinati alle organizzazioni della società civile locali e delegando progressivamente maggiori poteri agli operatori locali, compresa la società civile.

Nell'ambito di tali meccanismi l'interazione con le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti umani adotta un approccio attento alla sicurezza che tiene conto delle circostanze specifiche degli interlocutori, così da garantire che le organizzazioni non si ritrovino esposte a rischi aggiuntivi a causa proprio di quest'interazione.

5.2. Proteggere e sostenere le organizzazioni della società civile nel mondo

L'UE si impegna da tempo a proteggere e sostenere la società civile e lo spazio civico nel mondo e a livello di singoli paesi. Ciò si riflette ad esempio nella comunicazione sull'impegno dell'Europa verso la società civile nell'ambito delle relazioni esterne , nel piano d'azione dell'UE per i diritti umani e la democrazia 2020-2027 40 , negli orientamenti dell'UE sui diritti umani e sui difensori dei diritti umani e nelle conclusioni del Consiglio del 2019 sulla democrazia , oltre che nell'applicazione dell'approccio basato sui diritti umani nell'ambito dei partenariati internazionali 41 . Il sostegno alle organizzazioni della società civile e ai difensori dei diritti umani e il rafforzamento della partecipazione alla vita pubblica e politica, in particolare da parte delle donne e dei giovani, sono priorità fondamentali della politica estera dell'UE.

Per promuovere ulteriormente tali obiettivi, l'UE collabora con organizzazioni e consessi internazionali che elaborano norme in materia di spazio civico, tra cui il Consiglio d'Europa, l'Organizzazione delle Nazioni Unite, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici e l'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa.

Le relazioni annuali dell'UE sui diritti umani e la democrazia sono uno strumento importante per monitorare la situazione delle organizzazioni della società civile e dello spazio civico nel modo. Altri meccanismi, come le missioni di osservazione elettorale, consentono all'UE di valutare il contesto elettorale, comprese le condizioni per l'osservazione della società civile a livello nazionale, e di interagire ampiamente con la società civile.

Favorire la resilienza delle organizzazioni della società civile, segnatamente delle organizzazioni di base, e la loro capacità di apportare un contributo significativo ai processi di elaborazione delle politiche è una delle priorità nel vicinato orientale, in particolare alla luce del restringimento dello spazio civico in atto 42 . Il patto per il Mediterraneo sottolinea l'importanza di mantenere una società civile dinamica nel vicinato meridionale e mira a potenziare la società civile, i giovani e le comunità locali, a svilupparne le capacità e a promuoverne la partecipazione ai dialoghi locali o regionali.

L'UE ha intensificato l'azione di tutela dello spazio civico e dei difensori dei diritti umani, anche quando sono bersaglio di azioni di repressione transnazionale offline e online. Ad esempio, ha varato il sistema dell'UE per un ambiente favorevole alla società civile 43 , che aiuta le organizzazioni della società civile di oltre 80 paesi a monitorare lo spazio civico, a segnalare tempestivamente eventuali restrizioni e a contribuire alle risposte.

La Commissione ha inoltre emanato orientamenti tramite il manuale per il codice dei visti , anche riguardo al rilascio dei visti per i difensori dei diritti umani, ed eroga formazione al riguardo 44 . Insieme agli Stati membri continuerà a promuovere il manuale e la relativa attuazione, in particolare per quanto attiene agli orientamenti sulle esigenze specifiche dei difensori dei diritti umani.

5.3. Erogare finanziamenti, creare partenariati

Dal 2013 l'UE sostiene il Fondo europeo per la democrazia 45 , tramite il quale eroga sostegno e protezione fondamentali a organizzazioni della società civile e a difensori dei diritti umani in contesti di crisi e repressione. Uno specifico meccanismo di protezione finanziato dall'Unione è il meccanismo di protezione dei difensori dei diritti umani, che è stato istituito per offrire ai difensori dei diritti umani nei paesi terzi 46 sostegno in varie forme (ad esempio protezione fisica e digitale, assistenza legale e medica, monitoraggio dei processi e delle condizioni di detenzione, rafforzamento delle capacità, attività di sensibilizzazione e ricollocazione temporanea).

Le organizzazioni della società civile ricevono finanziamenti tramite lo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale (NDICI), ad esempio sotto forma di sovvenzioni erogate attraverso i programmi tematici sui diritti umani, la democrazia e la società civile.

Nella proposta della Commissione relativa al QFP per il periodo 2028-2034 la cooperazione con le organizzazioni della società civile nei paesi partner e il loro sostegno continuano a costituire una delle priorità dello strumento Europa globale proposto, anche tramite il costante impegno a difendere i diritti umani e la democrazia nel mondo.

5.4. Guardare al futuro, sviluppare la resilienza

L'UE continuerà a sostenere lo spazio civico e un contesto favorevole alla società civile in tutto il mondo e a monitorare i diritti umani, la democrazia e lo spazio civico tramite i meccanismi vigenti. Continuerà a erogare sostegno e protezione alle organizzazioni della società civile e ai difensori dei diritti umani che si trovano a rischio, anche a causa di azioni di repressione transnazionale, attraverso iniziative quali ProtectDefenders.eu e il Fondo europeo per la democrazia.

L'UE sta intensificando il l'interazione con la società civile a livello mondiale e regionale nel contesto di processi determinanti quali i vertici regionali. L'UE continuerà a mantenere un dialogo regolare con le organizzazioni della società civile in quanto suoi partner fondamentali nelle attività in materia di diritti umani, democrazia e politica estera e consulterà tali organizzazioni e i difensori dei diritti umani nella preparazione del prossimo piano d'azione dell'UE per i diritti umani e la democrazia. Organizzerà dialoghi strutturati comuni di alto livello con la società civile nelle regioni partner, ad esempio nel quadro del vertice Unione africana-UE.

Nel quadro del patto per il Mediterraneo diverse iniziative consentiranno ad attori fondamentali di sostenere concretamente le rispettive comunità, in particolare istituendo un'Assemblea parlamentare della gioventù per il Mediterraneo, favorendo lo sviluppo di un servizio civile mediterraneo, sostenendo le organizzazioni guidate da donne in quanto fonte di un'influenza determinante all'interno delle rispettive comunità e rafforzando i meccanismi di cooperazione a livello locale per promuovere l'inclusione sociale, anche nei confronti delle persone in situazione di vulnerabilità.

La Commissione intende:

-rafforzare il dialogo con la società civile in tutti i settori strategici dell'azione esterna dell'UE, anche per il tramite delle delegazioni dell'Unione;

-nell'ambito dei preparativi del prossimo piano d'azione dell'UE per i diritti umani e la democrazia, consultare le organizzazioni della società civile per raccoglierne le opinioni circa la natura di un contesto favorevole alla società civile;

-rafforzare il sostegno alla società civile nel mondo, anche per consentirle di partecipare ai consessi multilaterali;

-organizzare un dialogo strutturato comune ad alto livello dedicato alla società civile in occasione del vertice Unione africana-UE e continuare a promuovere siffatti dialoghi comuni con i partner regionali;

-rafforzare l'impegno nell'ambito dell'iniziativa Team Europa sulla democrazia per discutere delle minacce emergenti e in evoluzione nei confronti dello spazio civico;

-concludere nuovi accordi quadro di partenariato per sviluppare capacità e collegare le organizzazioni della società civile mediante iniziative mirate nelle regioni partner.

Gli Stati membri sono invitati a:

-coordinarsi con le delegazioni dell'UE sul campo per garantire l'effettiva attuazione del piano d'azione dell'UE per i diritti umani e la democrazia e degli orientamenti dell'UE sui diritti umani e per sostenere l'introduzione della nuova generazione (2025-2027) di roadmap per l'impegno con le organizzazione della società civile a livello di singoli paesi;

-sensibilizzare sugli orientamenti riportati nel manuale per il codice dei visti sulla facilitazione del rilascio dei visti per i difensori dei diritti umani che chiedono protezione nel territorio dell'Unione e favorire lo sviluppo di capacità al riguardo, anche mediante nuove attività di formazione.

6.CONCLUSIONI

 La società civile è una pietra angolare della democrazia in tutta l'Unione e oltre. Concorre all'elaborazione delle politiche collaborando con i governi nazionali e le istituzioni dell'UE nella fase di attuazione e erogando un'ampia gamma di forme di sostegno e servizi in tutti gli ambiti della società. Una partecipazione attiva della società civile a uno spazio civico favorevole che sia libera da minacce e attacchi contribuisce a promuovere e salvaguardare i valori su cui si fonda l'Unione.

La strategia dell'UE per la società civile getta le basi di un rafforzamento dell'interazione, del sostegno e della protezione e di un potenziamento della società civile. Propone un insieme di misure coerenti e sinergiche volte a migliorare concretamente la protezione e il sostegno della società civile e a consentirle un'interazione efficace e significativa con i responsabili delle decisioni a livello sia dell'UE che nazionale e nel quadro dell'azione esterna dell'UE.

L'attuazione della strategia richiede impegno a tutti i livelli: istituzioni, gli organi e gli organismi dell'UE, Stati membri e paesi dell'allargamento devono tutti contribuire. La strategia prende atto del fatto che negli Stati membri e nei paesi dell'allargamento lo spazio civico costituisce un uno spazio democratico condiviso che s'iscrive nella continuità e che una società civile dinamica in uno spazio civico favorevole è essenziale per progredire verso l'adesione. Sul piano mondiale l'Unione continuerà a cooperare con i paesi partner e con le organizzazioni internazionali per creare un contesto favorevole alla società civile e promuovere un rafforzamento dell'interazione, della protezione e del sostegno delle organizzazioni della società civile in tutto il mondo.

La Commissione terrà periodicamente discussioni con gli Stati membri, la società civile, il Comitato economico e sociale europeo, l'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali, le organizzazioni internazionali e gli altri attori d'interesse per sostenere l'attuazione delle azioni proposte e fare il punto dei progressi compiuti.

La Commissione invita il Parlamento europeo e il Consiglio, così come il Comitato economico e sociale europeo e il Comitato delle regioni, a sostenere l'attuazione della strategia. Il sostegno alle organizzazioni della società civile dovrà rimanere saldo nel prossimo QFP e occorrerà profondere impegno per semplificare i processi di finanziamento, ridurre gli oneri amministrativi e migliorare l'accesso grazie a strumenti digitali di facile utilizzo.

(1)  Articolo 11 TUE; articolo 15, paragrafo 1, TFUE.
(2)  Cfr. la strategia per la Carta del 2020 , la relazione sulla Carta del 2022 , la relazione del Parlamento europeo del 2022 sulla riduzione degli spazi per la società civile in Europa e le conclusioni del Consiglio sull'applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell'UE .
(3)  Articoli 11 e 12 della Carta.
(4)  I paesi candidati e potenziali candidati all'adesione all'UE saranno integrati nelle azioni d'interesse e associati alla strategia in maniera analoga agli Stati membri. La strategia prende atto del fatto che negli Stati membri e nei paesi dell'allargamento lo spazio civico costituisce uno spazio condiviso che s'iscrive nella continuità.
(5)  Le consultazioni hanno incluso un sondaggio in consultazione pubblica, un'indagine Eurobarometro e riunioni di consultazione mirate con organizzazioni della società civile, donatori, organizzazioni internazionali e istituzioni nazionali per i diritti umani. La Commissione ha consultato organizzazioni giovanili della società civile nel quadro della verifica nell'ottica dei giovani.
(6)  Cfr. la raccomandazione (UE) 2023/2836 della Commissione sulla promozione del coinvolgimento e della partecipazione effettiva dei cittadini e delle organizzazioni della società civile ai processi di elaborazione delle politiche pubbliche, gli orientamenti per il sostegno dell'UE alla società civile nella regione dell'allargamento per il periodo 2021-2027 e la comunicazione della Commissione dal titolo " Le radici della democrazia e dello sviluppo sostenibile: l'impegno dell'Europa verso la società civile nell'ambito delle relazioni esterne ". La nozione di "organizzazioni della società civile" utilizzata nella presente strategia non costituisce una definizione giuridicamente vincolante e alle organizzazioni di cui alla presente comunicazione possono applicarsi prescrizioni specifiche del diritto dell'Unione, ad esempio a norma del regolamento finanziario dell'UE.
(7)  Tra gli esempi si annoverano le organizzazioni comunitarie, le organizzazioni religiose, le organizzazioni non governative, le organizzazioni di beneficenza, le fondazioni, i movimenti giovanili e sociali e le cooperative.
(8)  Nella strategia il termine "organizzazioni della società civile" si riferisce sia alle organizzazioni della società civile sia ai difensori dei diritti umani, ma non comprende gli individui o i gruppi che commettono o diffondono violenze. Cfr. i punti 2 e 3 degli orientamenti dell'UE sui difensori dei diritti umani e il considerando 11 della direttiva anti-SLAPP dell'UE .
(9)  Cfr. ad esempio la relazione annuale 2022 sull'applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea .
(10)   Comunicazione congiunta  "Strategia europea per l'Unione della preparazione".
(11)

 Tra gli altri esempi si annoverano il nuovo Bauhaus europeo , il comitato consultivo per le pari opportunità tra donne e uomini, il gruppo dei portatori di interessi dei giovani dell'UE , la piattaforma della società civile dell'UE contro la tratta di esseri umani, , il gruppo di esperti sulle opinioni dei migranti nel settore della migrazione, dell'asilo e dell'integrazione , il forum della società civile sulle droghe , il forum UE-ONG sui diritti umani , il dialogo con la società civile in materia di commercio , il forum della società civile contro il razzismo , la piattaforma dell'UE per i diritti delle vittime , la piattaforma europea per i rom e il gruppo consultivo per la politica dei consumatori .

(12)  Cfr. dati recenti, come ad esempio l' aggiornamento del 2023 della relazione della FRA sulla protezione della società civile , i principali risultati delle consultazioni della FRA del 2024 sullo spazio civico e la relazione di sintesi fattuale delle consultazioni sulla strategia dell'UE per la società civile ("relazione di sintesi fattuale").
(13)  I principi dovrebbero orientare i meccanismi di dialogo con le organizzazioni della società civile, riconoscendo anche che esistono molte altre forme di coinvolgimento, come le iniziative dei cittadini europei, le consultazioni pubbliche, l'innovazione aperta, la scienza dei cittadini o i processi deliberativi rappresentativi.
(14)  Cfr. gli orientamenti pubblicati dalla Commissione.
(15)   Relazione di sintesi fattuale ; raccomandazione (UE) 2023/2836 della Commissione; parere SOC/840EESC-2025 del CESE; tabella di marcia della Segretaria generale del Consiglio d'Europa sul coinvolgimento della società civile nelle attività del Consiglio d'Europa per il periodo 2024-2027, SG/Inf(2023)28; conferenza delle organizzazioni internazionali non governative del Consiglio d'Europa, codice di buone prassi per la partecipazione civile nel processo decisionale; norme di partecipazione e co-creazione di partenariati governativi aperti ; documento di lavoro n. 81 dell'OCSE sulla governance pubblica .
(16)  Ad esempio, in Cechia, Danimarca, Germania, Irlanda, Francia, Portogallo, Lettonia e Finlandia sono stati istituiti diversi organismi consultivi che comprendono organizzazioni della società civile, con il compito di fornire consulenza al governo in diversi settori (tra cui diritti dei minori, diritti degli anziani, minoranze nazionali e uguaglianza delle persone LGBTIQ+).
(17)  Per "spazio civico" s'intende il contesto che consente alle persone e ai gruppi, ossia agli "attori dello spazio civico", di partecipare in modo significativo alla vita politica, economica, sociale e culturale della società ( nota di orientamento delle Nazioni Unite sulla protezione e la promozione dello spazio civico ) ovvero l'insieme di condizioni giuridiche, politiche, istituzionali e pratiche di cui gli attori non governativi necessitano per accedere alle informazioni, esprimersi, associarsi, organizzarsi e partecipare alla vita pubblica (OCSE, " The Protection and Promotion of Civic Space ").
(18)  Cfr. la strategia del 2020 per rafforzare l'applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea , il piano d'azione per la democrazia europea del 2020 ed esempi specifici quali le strategie dell'Unione dell'uguaglianza , il nuovo Bauhaus europeo e l' agenda dei consumatori 2025-2030 .
(19)   Conclusioni del Consiglio sull'applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell'UE .
(20)  Articolo 21, paragrafo 3, e considerando 53 del regolamento (UE) 2024/1624 .
(21)   Principali risultati delle consultazioni della FRA del 2024 sullo spazio civico ; relazione di sintesi fattuale .
(22)  Il termine "repressione transnazionale" si riferisce a un tipo di repressione politica attuata da uno Stato al di fuori dei suoi confini; cfr. ad esempio la nota informativa dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (UN OHCHR) sulla repressione transnazionale .
(23)  Cfr. ad esempio il manuale per il codice dei visti dell'UE, che espone orientamenti specifici per assistere i difensori dei diritti umani.
(24)  Cfr. ad esempio la risoluzione 2021/2103(INI) del Parlamento europeo e l' aggiornamento del 2023 della relazione della FRA sulla protezione della società civile .
(25)  Cfr. il pacchetto sull'allargamento dell'UE riguardante Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord, Serbia, Georgia, Repubblica di Moldova, Ucraina e Turchia.
(26)

 Cfr. ad esempio il progetto " Monitoraggio delle azioni a favore dello spazio civico " (MACS), la nella regione dell'allargamento , lo strumento " CSO Meter " e il sistema dell'UE per un contesto favorevole alla società civile .

(27)  Cfr. ad esempio la banca dati sullo Stato di diritto in Europa gestita dalla rete europea delle istituzioni nazionali per i diritti umani, il monitoraggio globale effettuato da Civicus , la relazione dell'UN OHCHR del 2024 sullo spazio della società civile , il meccanismo di comunicazione indipendente del partenariato per un governo aperto e la piattaforma del Consiglio d'Europa per la sicurezza dei giornalisti .
(28)  Cfr. ad esempio la strategia nazionale della Cechia per la cooperazione tra la pubblica amministrazione e le organizzazioni non governative senza scopo di lucro nel periodo 2021-2030 e il Consiglio governativo ceco per le organizzazioni non governative senza scopo di lucro, la strategia federale della Germania per la partecipazione civica e la Fondazione tedesca per la partecipazione civica e il volontariato, la strategia danese per la società civile 2022-2025, la strategia della Finlandia per la società civile e il comitato consultivo finlandese sulla politica in materia di società civile, e la piattaforma delle organizzazioni della società civile/casa dei cittadini del Portogallo.
(29)  Cfr. ad esempio i progetti tedeschi finanziati a livello federale "REspect!" e "Hate Aid", le alleanze cooperative e l'infrastruttura federale " toneshift – Rete contro l'odio online e la disinformazione ".
(30)  Simili meccanismi sono previsti in Italia, Lituania, Ungheria, Portogallo, Romania, Slovenia e Slovacchia.
(31)  I programmi in questione possono essere gestiti in regime di gestione diretta, indiretta o concorrente. Circa l'80 % delle fonti di finanziamento dell'UE a favore delle organizzazioni non governative è gestito dagli Stati membri stessi. Per ciascun paese informazioni dettagliate sui finanziamenti e sulle procedure di domanda sono reperibili sui siti web delle autorità di gestione. L'assegnazione di fondi dell'UE in regime di gestione diretta è effettuata sulla base di inviti a presentare proposte accessibili al pubblico. In virtù delle norme stabilite nel regolamento finanziario dell'Unione ( regolamento (UE, Euratom) 2024/2509 ), compresi i principi fondamentali di trasparenza e di parità di trattamento, tutte le domande di finanziamento valide sono valutate sulla base dei criteri di ammissibilità, esclusione, selezione e aggiudicazione specificati negli inviti. Per una panoramica consultare le opportunità di finanziamento per le ONG . 
(32)  Il principio è stato rafforzato introducendo la possibilità di assegnare una percentuale adeguata di risorse allo sviluppo della capacità amministrativa delle parti sociali e delle organizzazioni della società civile e sottolineando il ruolo del codice europeo di condotta sul partenariato in tutte le fasi della programmazione e dell'attuazione.
(33)  Le informazioni sono disponibili al pubblico sul sito web del sistema di trasparenza finanziaria della Commissione. La recente revisione del regolamento finanziario ha introdotto disposizioni più ambiziose in materia di trasparenza, che diverranno applicabili con l'entrata in vigore del quadro finanziario pluriennale per il periodo successivo al 2027.
(34)  Cfr. le risposte della Commissione alla relazione speciale n. 11/2025 della Corte dei conti europea .
(35)   Relazione di sintesi fattuale .
(36)   sulla valutazione intermedia del programma CERV ; relazione sulla Carta del 2024 .
(37)  Per maggiori informazioni sulla proposta dell'UE relativa al QFP per il periodo 2028-2034, si veda questa pagina .
(38)  Il principio della non discriminazione stabilisce che gli Stati membri non possono limitare le agevolazioni fiscali alle organizzazioni di beneficenza nazionali né alle donazioni e ai legati disposti a favore di entità nazionali, escludendo da tali agevolazioni le organizzazioni di beneficenza estere comparabili o le donazioni e i legati a favore di organizzazioni di beneficenza estere comparabili. Cfr. la raccomandazione C(2023) 1344 del Consiglio sullo sviluppo delle condizioni quadro dell'economia sociale e i relativi documenti di lavoro dei servizi della Commissione.
(39)  Cfr. ad esempio i servizi forniti da PILnet .
(40)  La proroga del piano d'azione per i diritti umani e la democrazia è stata accompagnata da conclusioni del Consiglio che ribadiscono il sostegno dell'UE alla società civile e ai difensori dei diritti umani quale priorità fondamentale della politica estera dell'Unione.
(41)  Documento di lavoro dei servizi della Commissione " Applying the Human Rights Based Approach to international partnerships ".
(42)  Anche in termini di sostegno alle organizzazioni della società civile, in particolare alle organizzazioni di base, in alcuni paesi della regione del partenariato orientale.
(43)  Il sistema dell'UE per un ambiente favorevole alla società civile è un programma di partenariato che mira a sostenere la società civile affinché prosperi in tutto il mondo, prevenendo azioni volte a limitare lo spazio civico.
(44)  I corsi di formazione sono erogati in particolare tramite un progetto cofinanziato dalla Commissione europea nell'ambito dello strumento di sostegno finanziario per la gestione delle frontiere e la politica dei visti e sviluppato dall'Agenzia svedese per la migrazione.
(45)  Il Fondo europeo per la democrazia è un'organizzazione indipendente, istituita nel 2013 dall'UE e dai suoi Stati membri sotto forma di fondo fiduciario internazionale autonomo che eroga sovvenzioni per promuovere la democrazia nel vicinato europeo, nei Balcani occidentali, in Turchia e oltre.
(46)  Dal 2015 il meccanismo ha sostenuto oltre 85 000 difensori dei diritti umani .