Bruxelles, 18.12.2025

COM(2025) 771 final

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

Il programma Europa digitale: risultati principali della valutazione intermedia

{SWD(2025) 420 final}


Indice

1.    Introduzione    

2.    Verso una maggiore competitività e autonomia digitale: risultati di punta del programma    

3.    Un programma altamente pertinente e flessibile in un contesto in rapida evoluzione    

4.    I benefici del programma per le organizzazioni nell'UE e nel resto del mondo    

5.    Investimenti strategici per creare un valore aggiunto dell'UE    

6.    Sinergie con altri programmi di finanziamento dell'UE    

7.    Partecipazione al programma    

8.    Semplificazione    

9.    In futuro    

9.1 Trasformazione digitale in un nuovo contesto    

9.2 Investimenti digitali futuri    

9.3 Il digitale nel prossimo QFP    

10.    Conclusioni    



Glossario

Abbreviazione

Termine

ECF

Fondo europeo per la competitività

EDIC

Consorzi per un'infrastruttura digitale europea

EDIH

Poli europei dell'innovazione digitale

FESR

Fondo europeo di sviluppo regionale

HPC

Calcolo ad alte prestazioni

JU

Impresa comune

QFP

Quadro finanziario pluriennale

OS

Obiettivo specifico

STEP

Piattaforma per le tecnologie strategiche per l'Europa

TEF

Strutture di prova e sperimentazione

RRF

Dispositivo per la ripresa e la resilienza

1.Introduzione 

Il programma Europa digitale 1  (Europa digitale) fornisce investimenti strategici per l'implementazione di infrastrutture e tecnologie digitali, contribuendo alla trasformazione digitale dell'UE e al rafforzamento dell'autonomia digitale e della competitività dell'UE sulla scena mondiale.

Il programma Europa digitale dispone di un bilancio totale di 8,16 miliardi di EUR (2021-2027), un importo relativamente modesto rispetto al suo ambizioso obiettivo di promuovere l'implementazione delle tecnologie e delle infrastrutture digitali fondamentali, il loro impiego ottimale nei settori critici e lo sviluppo delle relative competenze digitali avanzate, con l'obiettivo generale di contribuire a una maggiore autonomia strategica, sicurezza e competitività in tutta l'UE. Per conseguire questi obiettivi generali, il programma sostiene attività nell'ambito di sei obiettivi specifici: i) calcolo ad alte prestazioni (HPC), ii) cloud, dati e intelligenza artificiale, iii) cibersicurezza, iv) competenze digitali avanzate, v) implementazione e impiego ottimale delle tecnologie digitali fondamentali e vi) semiconduttori.

Le attività finanziate da Europa digitale hanno inoltre sostenuto l'attuazione dei regolamenti e delle direttive dell'UE, quali il regolamento sui chip 2 , il regolamento sull'IA 3 , il regolamento sulla ciberresilienza 4 , il regolamento sulla cibersolidarietà 5 , la direttiva NIS 2 6 , il regolamento sui servizi digitali 7 , il regolamento sui mercati digitali 8 e il regolamento su un'Europa interoperabile 9 . Il programma ha altresì contribuito a importanti iniziative strategiche dell'UE, quali il piano d'azione per il continente dell'IA 10 e la strategia per l'IA applicata 11 .

Prima dell'avvio di Europa digitale nel 2021, a livello dell'UE non esisteva alcun programma dedicato in modo specifico all'implementazione digitale che integrasse i programmi di finanziamento per la R&I esistenti. Di conseguenza si è registrata una carenza di investimenti dell'UE nella fase di implementazione e adozione del digitale, in particolare per l'implementazione su vasta scala e multinazionale di tecnologie e infrastrutture digitali, nonché per un sostegno di ampia portata allo sviluppo di competenze digitali avanzate, al fine di rafforzare sistematicamente la competitività dell'UE.

Al momento dell'avvio del programma nel 2021, i supercomputer finanziati dall'UE non figuravano tra i primi 10 a livello mondiale, il che evidenziava il divario significativo dell'Europa in termini di competitività nel calcolo ad alte prestazioni su scala globale. Esisteva anche un ostacolo all'accesso a dati di qualità controllata e non era presente un approccio coordinato per rafforzare le competenze in materia di IA e promuoverne l'adozione in tutta l'UE. L'UE dipendeva altresì in misura significativa da fornitori di paesi terzi per il suo fabbisogno di semiconduttori, con una quota del 10 % del mercato mondiale dei semiconduttori, rispetto al 33 % degli Stati Uniti e al 26 % della Cina 12 . Inoltre gli Stati membri non disponevano di un approccio coordinato volto a rafforzare la preparazione e a contrastare gli attacchi informatici su larga scala. Infine l'UE doveva far fronte a una grave carenza di competenze digitali e a un'adozione inadeguata di soluzioni digitali nei settori di interesse pubblico.

Dall'avvio di Europa digitale, l'aumento degli investimenti in questi settori tecnologici fondamentali si è dimostrato estremamente efficace. Ad esempio tre supercomputer ad alte prestazioni finanziati dall'UE figurano ora tra i più veloci al mondo: JUPITER, il primo supercomputer a esascala recentemente implementato, occupa il quarto posto 13 nella classifica TOP500 14 . Dall'inizio del programma sono stati compiuti progressi significativi anche per rafforzare le capacità dell'UE in materia di IA e cibersicurezza, promuovere l'adozione delle tecnologie digitali e creare una forza lavoro dotata di competenze digitali avanzate.

Il programma Europa digitale integra altri programmi di finanziamento dell'UE. È coerente con la componente digitale del meccanismo per collegare l'Europa (MCE2 Digitale), con Erasmus+ 15 , con il dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF) e con il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR). Le sinergie sono particolarmente forti con Orizzonte Europa, che integra e amplia le attività del programma colmando il divario tra ricerca e implementazione. Ad esempio la ricerca di Orizzonte Europa sulle tecnologie quantistiche è direttamente integrata nell'infrastruttura di calcolo quantistico acquisita e implementata nell'ambito di Europa digitale. Analogamente gli spazi di dati settoriali finanziati nell'ambito di Europa digitale sfruttano le innovazioni di Orizzonte Europa, ad esempio provenienti da progetti che sviluppano tecnologie, metodi, architetture e processi digitali per una raccolta, una conservazione e un trattamento dei dati di facile utilizzo, sicuri, affidabili, trasparenti e sostenibili dal punto di vista ambientale. 

La proposta relativa al Fondo europeo per la competitività (ECF) 16 nel prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP) mira a rafforzare questo percorso dalla ricerca all'implementazione nella "finestra digitale" del fondo, in linea con l'invito dei portatori di interessi ad adottare una procedura accelerata al riguardo. Il programma di ricerca e innovazione Orizzonte Europa rimarrà un programma a sé stante, ma con una struttura strettamente collegata all'ECF, che garantisce un sostegno continuo ai ricercatori e agli innovatori, dalle idee alle start-up e fino alle scale-up. 

2.Verso una maggiore competitività e autonomia digitale: risultati di punta del programma

Il programma Europa digitale ha conseguito risultati di punta fondamentali in ciascuno dei suoi obiettivi specifici.

Gli investimenti nell'ambito dell'obiettivo specifico 1 (HPC) sono stati efficaci nel creare una capacità HPC competitiva per l'UE attraverso investimenti congiunti con gli Stati membri nell'acquisizione e nell'aggiornamento dell'infrastruttura, il sostegno delle relative competenze e conoscenze e l'agevolazione delle implementazioni HPC ad alto impatto.

ØEuropa digitale ha finanziato JUPITER 17 , il primo supercomputer a esascala dell'UE a superare la soglia di un quintillione 18 di calcoli al secondo, classificandosi al quarto posto nell'elenco TOP 500 dei supercomputer più veloci al mondo 19 e occupando il primo posto nella classifica dei sistemi di supercalcolo più efficienti sotto il profilo energetico (Green500) 20 .

Sono state inoltre avviate due implementazioni HPC ad alto impatto.

ØIn primo luogo in tutta l'UE sono in fase di implementazione 19 fabbriche di IA 21 , nonché le relative antenne 22 negli Stati membri, in Islanda, Svizzera, Moldova, Macedonia, Serbia e nel Regno Unito, al fine di fornire alle start-up di IA e ad altre organizzazioni l'accesso all'HPC, sostenere l'adozione di quest'ultimo da parte delle PMI e di organizzazioni di altro tipo, garantire la collaborazione tra il settore pubblico e quello privato per promuovere un ecosistema di IA e sviluppare prodotti e servizi basati su di essa.

ØIn secondo luogo la piattaforma Destination Earth è stata lanciata nell'estate del 2024. Fornisce modelli digitali della Terra con una risoluzione innovativa che consentono agli utenti di prevedere e gestire tempestivamente gli eventi meteorologici e climatici estremi. Le caratteristiche uniche di Destination Earth sostengono l'Europa nel suo ruolo di leader mondiale nella mitigazione dell'impatto dei cambiamenti climatici e nell'adattamento allo stesso.

Gli investimenti nell'ambito dell'obiettivo specifico 2 (cloud, dati e IA) sostengono l'adozione dell'IA nei settori pubblico e privato. Come per l'obiettivo specifico 1, si è posto un duplice accento sulla realizzazione di infrastrutture fondamentali e sull'accelerazione dell'implementazione concreta.

ØPer quanto riguarda le infrastrutture sono state istituite quattro strutture settoriali di prova e sperimentazione dell'IA (TEF) 23 su vasta scala. Tali strutture offrono ambienti reali su vasta scala per sottoporre a prova e perfezionare i modelli di IA, garantendo che siano convalidati, ottimizzati e preparati per l'implementazione. Le quattro TEF esistenti operano nei settori della sanità, dell'industria manifatturiera, delle città intelligenti (inclusi i trasporti urbani e la mobilità) e dell'agricoltura.

ØInoltre sono stati implementati o sono in fase di implementazione spazi comuni europei di dati in diverse aree/diversi settori nell'ambito del patrimonio culturale, della salute, delle lingue, della mobilità, dei media, dell'industria manifatturiera, delle comunità intelligenti, dell'energia, del turismo, delle competenze, dell'agricoltura e del Green Deal 24 . Tali spazi di dati, che al tempo stesso migliorano lo scambio e l'uso dei dati fondamentali e rispettano le norme e i valori dell'UE in materia di dati personali e protezione dei consumatori, garantiscono transazioni di dati affidabili tra i partecipanti e consentono agli utenti dei dati di creare prodotti e servizi innovativi o di sviluppare strumenti di intelligenza artificiale.

ØInoltre l'adozione dell'IA, in particolare da parte delle start-up, delle PMI e dei servizi pubblici, è sostenuta attraverso la piattaforma di IA on demand che mette a disposizione strumenti di IA affidabili, competenze e soluzioni pronte per il mercato, nonché il mercato cloud dell'UE che fornisce servizi cloud affidabili.

ØLe attività attuali e future del programma favoriscono lo sviluppo di applicazioni di IA generativa e la loro adozione da parte delle imprese e del settore pubblico, al fine di sostenere l'attuazione della strategia per l'IA applicata 25 . Ad esempio il programma di lavoro 2025-2027 finanzia l'integrazione dell'IA generativa nelle TEF settoriali e le attività volte a rafforzare le sue applicazioni nel settore pubblico, a incrementare l'utilizzo dell'IA nella sanità e a promuovere lo sviluppo di banchi di prova dei mondi virtuali.

Gli investimenti nell'ambito dell'obiettivo specifico 3 (cibersicurezza) hanno migliorato le capacità di cibersicurezza, nonché l'implementazione di soluzioni avanzate in questo settore.

ØPer quanto riguarda le capacità sono state acquisite con successo 26 infrastrutture di cibersicurezza (poli informatici), tra cui due poli informatici transfrontalieri, in linea con gli obiettivi. Per rafforzare le capacità di cibersicurezza è stata istituita una rete di 27 centri nazionali di coordinamento (CNC) in tutta l'UE. I portatori di interessi dei CNC hanno indicato che i benefici più tangibili ottenuti finora dall'intervento dell'UE in materia di cibersicurezza comprendono la standardizzazione delle pratiche, il rafforzamento della cibersicurezza e il miglioramento della collaborazione transfrontaliera.

ØPer quanto riguarda la mobilitazione delle soluzioni sono stati implementati i primi 12 strumenti complessi di cibersicurezza che forniscono servizi chiave, quali la scansione delle vulnerabilità delle infrastrutture e delle applicazioni, la mitigazione del phishing e i sistemi di mitigazione DDoS, a cui hanno avuto accesso le prime comunità di utenti nel settore sanitario.

Gli investimenti nell'ambito dell'obiettivo specifico 4 (competenze digitali avanzate) hanno sostenuto la concezione e la realizzazione di programmi di istruzione e formazione sulle competenze digitali avanzate, anche in linea con gli obiettivi del piano d'azione per l'istruzione digitale (2021-2027). Tra questi figurano i programmi di istruzione specializzati, i collocamenti, i corsi di formazione a breve termine, le competenze nel settore dei semiconduttori, l'accademia per le competenze in materia di cibersicurezza e le attività volte a rafforzare le competenze digitali dei giovani, in particolare delle ragazze.

ØAlla fine del 2024 erano disponibili oltre 50 programmi di master e 530 corsi brevi. Oltre 20 700 persone hanno ricevuto una formazione in settori digitali altamente specializzati, quali l'IA, la cibersicurezza, i semiconduttori o la robotica. Uno studio dimostra che, se gli individui attribuiscono a queste attività di formazione (oltre ai contributi degli utenti) un valore compreso tra 656 e 1 015 EUR, le PMI stimano che esso vada dai 6 500 ai 14 400 EUR, conclusioni da cui si evince che tali iniziative in materia di competenze hanno un valore percepito per gli utenti.

ØInoltre nel contesto dello sviluppo delle competenze digitali avanzate è stato istituito un ampio ecosistema di oltre 430 università e responsabili della formazione in tutti gli Stati membri, aprendo la strada all'accreditamento transfrontaliero, alla cooperazione industriale e alla mobilità degli studenti e degli insegnanti.

Gli investimenti nell'ambito dell'obiettivo specifico 5 hanno promosso l'adozione e l'uso di tecnologie digitali fondamentali in tre principali filoni di lavoro: il lancio dei poli europei dell'innovazione digitale (EDIH), il rafforzamento dell'interoperabilità e della trasformazione digitale del settore pubblico e la creazione di centri, sistemi informatici e piattaforme per un'Internet più sicura.

ØAlla fine del 2024 erano stati creati oltre 150 EDIH nel 90 % delle regioni europee, nonché nei paesi candidati e potenziali candidati 26 , che offrivano servizi di prova prima dell'investimento e di altro tipo. Gli EDIH hanno raggiunto oltre 800 000 partecipanti attraverso 5 794 eventi, fornendo oltre 29 000 servizi a più di 54 600 imprese in materia di formazione (30 %), messa in rete (27 %), sperimentazione tecnologica (25 %) e finanziamenti (17 %). Gli utenti sono soddisfatti del livello e della qualità dei servizi ricevuti, attribuendo a tali servizi un valore percepito compreso tra 8 000-15 300 EUR per organizzazione.

ØIl portafoglio europeo di identità digitale è stato sperimentato coinvolgendo circa 360 organizzazioni pubbliche e private di 26 Stati membri, nonché dell'Islanda, della Norvegia e dell'Ucraina, in 11 casi d'uso (tra cui l'identificazione per i servizi della pubblica amministrazione e l'apertura di conti bancari, i pagamenti, le patenti di guida mobili e le firme elettroniche) 27 .

ØIl filone di lavoro "Europa interoperabile" ha creato una solida base per la trasformazione digitale del settore pubblico (nel 2024 il portale "Europa interoperabile" ha diffuso oltre 2 900 soluzioni di interoperabilità per le pubbliche amministrazioni) e ha rafforzato la collaborazione transfrontaliera (ad esempio attraverso l'accordo quadro di partenariato GovTech4all 28  che riunisce 32 partner digitali di 20 paesi europei), consentendo ai governi di sviluppare servizi pubblici digitali incentrati sui cittadini e adeguati alle esigenze future.

ØLa rete dei centri per un'Internet più sicura , insieme al portale "Internet migliore per i ragazzi" e all' Osservatorio europeo dei media digitali , è stata istituita in tutta l'UE per garantire un ambiente digitale sicuro per i minori e combattere la disinformazione.

Gli investimenti nell'ambito dell'obiettivo specifico 6 hanno rafforzato le capacità europee nel settore dei semiconduttori.

ØÈ stato effettuato un investimento di 3,7 miliardi di EUR in strutture all'avanguardia per sottoporre a prova, sperimentare e convalidare tecnologie e progetti di chip di punta che riguardano un'ampia gamma di tecnologie, dai chip a nodo più avanzati all'integrazione eterogenea (linee pilota di chip).

ØSono stati istituiti 30 centri di competenza in tutti gli Stati membri e in Norvegia per migliorare le competenze tecniche e creare una forza lavoro qualificata per il settore dei semiconduttori. Tali centri forniscono alle imprese, in particolare alle PMI e alle start-up, risorse essenziali per sviluppare soluzioni per i semiconduttori, compresi il sostegno, la formazione e l'accesso a strutture infrastrutturali su vasta scala, come le linee pilota e la futura piattaforma di progettazione .

Sostegno alle start-up e alle PMI

Oltre alle sovvenzioni e agli appalti, il programma Europa digitale, in combinazione con la garanzia InvestEU, fornisce sostegno finanziario alle start-up e alle PMI digitali innovative attraverso investimenti azionari o quasi-azionari.

ØEntro la fine del 2024 sono stati impegnati 83,63 milioni di EUR a titolo della piattaforma di investimento per le tecnologie digitali strategiche a favore di sette fondi di capitale di rischio, che hanno sostenuto 38 organizzazioni innovative (operanti principalmente nel settore dell'IA).

 

ØNell'ambito del fondo per i chip sono stati inoltre stanziati 67 milioni di EUR per sostenere 19 piccole organizzazioni e start-up specializzate nei semiconduttori.

Attività trasversali

La decisione relativa al programma strategico per il decennio digitale 29 ha introdotto uno strumento giuridico specifico, i consorzi per un'infrastruttura digitale europea (EDIC), al fine di ampliare la gamma di strumenti per attuare progetti multinazionali. Gli EDIC sono flessibili e relativamente rapidi da istituire e contribuiscono a mettere in comune le risorse tra gli Stati membri e l'UE. I primi tre EDIC sono stati avviati nel settore dei modelli linguistici di grandi dimensioni, delle città intelligenti e della blockchain (EDIC per l'alleanza per le tecnologie del linguaggio 30 , EDIC per il progetto Networked Local Digital Twins towards the CitiVERSE 31 e EDIC per il partenariato europeo per la blockchain e l'infrastruttura europea di servizi blockchain) 32 .

Grazie alle infrastrutture all'avanguardia ora operative, che vanno dall'HPC, dagli ambienti di prova dell'IA e dagli spazi di dati affidabili agli impianti di semiconduttori a disposizione dell'industria per sottoporre a prova, sperimentare e convalidare nuove tecnologie pionieristiche, le organizzazioni pubbliche e private europee sono in grado di innovare più rapidamente 33 , diminuire i costi adottando tecnologie avanzate 34 e ridurre la dipendenza da fornitori di paesi terzi 35 . Questo maggiore accesso a capacità e infrastrutture di punta in tutti gli Stati membri dell'UE consente alle organizzazioni, in particolare alle PMI e alle pubbliche amministrazioni, di competere in mercati in cui la velocità, la qualità e il rispetto delle norme dell'UE rappresentano vantaggi competitivi fondamentali.

I programmi di lavoro definitivi di Europa digitale (2025-2027) destineranno 3,2 miliardi di EUR per il proseguimento dei sei obiettivi specifici, introducendo nel contempo nuove attività per rispondere ad esempio alla rapida evoluzione della tecnologia di IA generativa.

Tabella 1: panoramica della situazione attuale

3.Un programma altamente pertinente e flessibile in un contesto in rapida evoluzione 

La valutazione intermedia del programma Europa digitale sottolinea che quest'ultimo è estremamente pertinente per affrontare le sfide attuali ed emergenti. Nell'ambito dei sei obiettivi specifici (OS) di Europa digitale vi è un ampio riconoscimento del ruolo del programma nel guidare la trasformazione digitale dell'Europa e nel mantenerne la competitività globale: tutti gli obiettivi risultano prevalentemente o molto pertinenti sia per le esigenze attuali che per quelle emergenti dei portatori di interessi, con un sostegno particolarmente forte da parte di questi ultimi alla cibersicurezza e alle competenze digitali.

Oltre a rispondere alle esigenze dei portatori di interessi, il programma Europa digitale si è dimostrato flessibile e in linea con gli sviluppi tecnologici, sociali ed economici.

ØDurante l'attuazione del programma Europa digitale è stato individuato un divario significativo nelle capacità in termini di semiconduttori, esacerbato dalla pandemia di COVID-19 e dalle relative perturbazioni della catena di approvvigionamento. Per affrontare questo problema, il regolamento sui chip 36 ha introdotto un nuovo obiettivo specifico per il programma, che integra lo sviluppo dei semiconduttori nelle sue priorità strategiche e rafforza la resilienza dell'Europa nelle tecnologie critiche.

ØLa guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina e il conseguente aumento del rischio di minacce alla cibersicurezza di ampia portata hanno determinato il sostegno del regolamento dell'UE sulla cibersolidarietà 37 , che ha introdotto il meccanismo per le emergenze di cibersicurezza in Europa digitale, con l'obiettivo di rafforzare la preparazione e la risposta agli incidenti di cibersicurezza su vasta scala.

ØPiù di recente la necessità di sviluppare ulteriormente le capacità avanzate di IA nei supercomputer finanziati dall'UE ha portato alla creazione delle iniziative sulle fabbriche di IA 38 e sulle gigafabbriche di IA, che si basano sui progressi compiuti nell'ambito dell'OS1 (HPC).

Pertanto tre dei principali nuovi orientamenti di bilancio del presente QFP sono stati assorbiti dal programma Europa digitale, dimostrando l'importanza strategica e la pertinenza del programma e dei suoi settori di investimento in un contesto in rapida evoluzione. Le attività finanziate da Europa digitale hanno inoltre sostenuto l'attuazione dei regolamenti dell'UE adottati nel settore digitale in risposta alle nuove sfide emerse durante il QFP. Il programma ha ad esempio agevolato il rispetto del regolamento sull'IA finanziando servizi e strumenti che consentono ai fornitori di IA di conformarsi a tale regolamento (acceleratore per l'innovazione in materia di IA), meccanismi di prova (spazi di sperimentazione normativa e strutture di prova e sperimentazione per l'IA) e una banca dati dell'UE per i sistemi di IA ad alto rischio. Il programma ha sostenuto il regolamento sui servizi digitali e la normativa sui mercati digitali finanziando sistemi informatici per contribuire alla loro applicazione, ad esempio per agevolare la collaborazione tra gli Stati membri, la Commissione e i coordinatori dei servizi digitali, la raccolta e l'analisi dei dati e l'istituzione di una piattaforma per la trasparenza, che raccoglie le motivazioni (ossia le dichiarazioni dei servizi di memorizzazione di informazioni utilizzate per informare gli utenti sulle decisioni di moderazione dei contenuti che adottano e spiegare le ragioni alla base di tali decisioni). Europa digitale ha altresì aiutato le organizzazioni, in particolare le PMI e le start-up, a conformarsi alla direttiva NIS 2 e al regolamento sulla ciberresilienza. Tale programma contribuisce inoltre ai programmi strategici dell'UE. In primo luogo attua i progetti multinazionali del programma strategico per il decennio digitale 39 e contribuisce al conseguimento degli obiettivi del decennio digitale per il 2030. Anche l'obiettivo specifico 4 del programma contribuisce al piano d'azione per l'istruzione digitale. Il programma ha inoltre sostenuto il certificato COVID digitale, rilasciato oltre 2,3 miliardi di volte per agevolare gli spostamenti in condizioni di sicurezza e sostenere l'industria turistica europea durante la pandemia. Nel complesso Europa digitale ha dimostrato l'importanza di disporre di un programma orientato alle politiche, in grado di sostenere le politiche dell'UE in settori specifici.

4.I benefici del programma per le organizzazioni nell'UE e nel resto del mondo 

I beneficiari 40 del programma e gli utenti delle infrastrutture e dei servizi da esso finanziati segnalano che sono già emersi benefici tangibili e prevedono un impatto ancora maggiore nel prossimo futuro. Un'indagine mirata condotta a metà del 2024 rivela che questa iniziativa non solo ha agevolato un approccio paneuropeo unificato nel settore digitale, ma ha anche sbloccato opportunità di implementazione precedentemente inaccessibili alle organizzazioni partecipanti.

Inoltre i beneficiari hanno riscontrato notevoli vantaggi in settori quali il posizionamento sul mercato, la messa in rete e lo sviluppo organizzativo. Ad esempio il 58 % dei beneficiari ha migliorato la propria reputazione istituzionale, il 55 % ha rafforzato i partenariati strategici a livello dell'UE e internazionale, il 53 % ha ottenuto accesso a nuovi partner accademici e il 46 % a nuovi partner industriali, il 44 % ha ampliato la propria forza lavoro e il 38 % ha lanciato prodotti o servizi innovativi.

La fase iniziale del programma si è concentrata sulla creazione di infrastrutture, servizi e strumenti digitali, mentre nei prossimi anni si darà priorità non solo al miglioramento e all'espansione di tali infrastrutture, ma anche a garantirne l'ampia accessibilità e diffusione in tutta l'UE (e in alcuni casi anche oltre). Questo cambiamento strategico dovrebbe determinare un aumento sostanziale dell'adozione da parte degli utenti, in quanto il programma passa dallo sviluppo fondamentale all'uso diffuso delle nuove infrastrutture e dei nuovi servizi. I primi utenti hanno già iniziato a riscontrare benefici misurabili e ciò evidenzia il potenziale di un impatto più ampio in futuro.

Gli utenti delle infrastrutture, degli strumenti e dei servizi finanziati da Europa digitale hanno registrato maggiori opportunità di collaborazione e di messa in rete (69 %), un migliore accesso alla sperimentazione tecnologica e al sostegno all'innovazione (65 %), nonché alle tecnologie di IA (49 %), e una maggiore efficienza e automazione dei processi (48 %).

Per quanto riguarda gli obiettivi più ampi, i portatori di interessi ritengono che il programma sia efficace nel rafforzare la competitività globale dell'UE, nel trasformare digitalmente le organizzazioni pubbliche e nel garantire l'autonomia strategica dell'UE. Sebbene tali benefici siano stati finora conseguiti solo parzialmente, si prevede un loro incremento significativo nei prossimi cinque anni.

5.Investimenti strategici per creare un valore aggiunto dell'UE

Il programma Europa digitale fa molto di più che sostenere l'implementazione di singole soluzioni digitali: attua investimenti strategici, creando in tal modo ecosistemi digitali, secondo una visione strategica della trasformazione digitale a livello dell'UE, al fine di garantirne l'autonomia digitale e la competitività sulla scena mondiale. Il programma ha sostenuto implementazioni complesse su vasta scala che gli Stati membri non avrebbero potuto realizzare da soli, ha garantito la cooperazione tra gli Stati membri per affrontare sfide transfrontaliere e ha offerto servizi globali in tutta l'UE attraverso le sue reti.

Europa digitale fornisce principalmente addizionalità finanziaria, mettendo in comune e mobilitando risorse in una misura che gli Stati membri non potrebbero facilmente garantire o che non sarebbe considerata prioritaria a livello nazionale, in particolare per quanto riguarda le iniziative transfrontaliere e i progetti su vasta scala volti ad aumentare la capacità digitale a livello dell'UE.

I portatori di interessi hanno inoltre indicato che Europa digitale fornisce mezzi finanziari in una misura e con una continuità non sempre disponibili nell'ambito dei regimi nazionali e regionali. Per contro né i richiedenti né i beneficiari ritengono che il programma offra condizioni di finanziamento migliori rispetto a quelle degli strumenti nazionali/regionali.

L'addizionalità comportamentale, ossia l'impatto positivo di Europa digitale sul comportamento delle organizzazioni beneficiarie del suo sostegno, sta prendendo forma e dovrebbe aumentare con l'ulteriore attuazione delle attività del programma. Si è concretizzata principalmente sotto forma di una maggiore cooperazione transfrontaliera, che costituisce il fulcro di numerose attività finanziate da Europa digitale, come gli EDIC.

I portatori di interessi hanno inoltre rilevato che Europa digitale ha migliorato l'accesso ai partner di altri paesi nell'UE e nel resto del mondo, nonché la cooperazione con gli stessi, e sostenuto la creazione di un ecosistema europeo per le tecnologie digitali.

L'addizionalità comportamentale si è manifestata anche sotto forma di allineamento sia degli Stati membri più grandi sia di quelli più piccoli alle strategie dell'UE in settori strategici. Gli Stati membri più grandi e i principali attori industriali, dotati già di strategie e infrastrutture, si allineano alle iniziative europee (ad esempio l'IMEC del Belgio o la partecipazione tedesca di Fraunhofer all'iniziativa "Chip per l'Europa") e sfruttano i quadri giuridici, come il regolamento europeo sui chip, per consolidare i loro obiettivi nazionali. Allo stesso tempo gli Stati membri più piccoli sono influenzati da questi quadri europei affinché diano priorità a determinate tecnologie critiche (ad esempio il cluster nazionale dei semiconduttori ceco 41 , la strategia nazionale finlandese "Chips from the North" o il programma maltese "Chip Start EU") 42 .

Si riscontrano inoltre alcune prime evidenze dell'addizionalità in termini di risultati. Ad esempio dall'indagine effettuata tra gli utenti finali è emerso che quasi la metà degli studenti o dei partecipanti a corsi di formazione sulle competenze oggetto di tale indagine concorda pienamente sul fatto che i corsi di formazione finanziati da Europa digitale non abbiano equivalenti nell'UE, mentre il 64 % concorda pienamente sul fatto che siano più accessibili rispetto alle alternative. Circa il 61 % degli utenti di diversi servizi (HPC, competenze, EDIH e TEF) si dichiara (pienamente) d'accordo che i servizi siano più accessibili delle alternative e che non abbiano equivalenti nell'UE (54 %).

6.Sinergie con altri programmi di finanziamento dell'UE

Oltre a Europa digitale, l'UE destina fondi significativi alla trasformazione digitale anche attraverso altri strumenti. Da una stima della spesa dell'UE per la transizione digitale 43 risulta che, tra il 2021 e il 2024, sono stati destinati 208,1 miliardi di EUR del bilancio dell'UE (compreso NextGenerationEU) alla transizione digitale, pari a quasi il 15,1 % del bilancio totale dell'UE, e quasi tutti i programmi di finanziamento dell'UE hanno contribuito in una certa misura alla trasformazione digitale. I programmi con il maggiore importo di finanziamenti dedicati a tale scopo sono stati l'RRF, la politica regionale e Orizzonte Europa.

Mentre il programma Europa digitale è concepito come un'iniziativa strategica paneuropea che affronta in modo sistematico la trasformazione digitale dell'UE con l'obiettivo di promuovere l'autonomia strategica, le politiche regionali e l'RRF adottano un approccio più frammentato e localizzato alla digitalizzazione, dando spesso priorità alle esigenze immediate e specifiche di ciascun paese rispetto alla creazione di ecosistemi digitali transfrontalieri coesi.

D'altro canto le sinergie con Orizzonte Europa sono fondamentali per garantire che le più recenti scoperte scientifiche e tecnologiche siano rapidamente tradotte in applicazioni pratiche, implementate in tutte le industrie e adottate dai portatori di interessi pubblici e privati. Tali sinergie sono profondamente integrate nella concezione dei programmi di lavoro di Europa digitale 44 . Le sinergie fin dalla progettazione risultano particolarmente evidenti negli obiettivi specifici 1 (HPC), 2 (soluzioni cloud-to-edge, spazi di dati, IA), 5 (tecnologie/soluzioni a sostegno della circolarità) e 6 (semiconduttori).

Per quanto riguarda l'intelligenza artificiale, se da un lato Europa digitale ha sostenuto l'implementazione e l'adozione dell'IA da parte di strutture settoriali di prova e sperimentazione dell'IA e di altri servizi, come gli EDIH, dall'altro Orizzonte Europa promuove il progresso scientifico in questo settore, ad esempio rafforzando l'allineamento all'interno dell'ecosistema europeo di R&I in materia di IA, aumentando l'accuratezza, la robustezza e l'affidabilità dei sistemi di IA per soddisfare i requisiti industriali in termini di autonomia, accuratezza e sicurezza e integrando le tecnologie di IA nella robotica e nell'automazione industriale (ad esempio nel settore automobilistico).

Per l'IA, l'HPC e i semiconduttori, tali sinergie sono amplificate dalla struttura di governance del programma. L'impresa comune per il calcolo ad alte prestazioni europeo (EuroHPC JU) attinge fondi da Europa digitale, Orizzonte Europa e dal meccanismo per collegare l'Europa – settore digitale (MCE Digitale), utilizzati in modo da risultare complementari e reciprocamente sinergici. Ad esempio le fabbriche di IA recentemente avviate 45 sono finanziate da Europa digitale (che sostiene l'acquisizione e l'aggiornamento di risorse computazionali specializzate nell'IA) e da Orizzonte Europa (che finanzia la creazione e il funzionamento delle fabbriche di IA, nonché l'allineamento delle iniziative europee e nazionali in questo settore).

Per l'HPC e il calcolo quantistico, Orizzonte Europa sostiene ad esempio lo sviluppo di processori e acceleratori europei a basso consumo, nonché di un simulatore quantistico. Inoltre in tutta Europa sono stati istituiti oltre 12 centri di eccellenza per migliorare le prestazioni dell'algoritmo in settori strategici e adattare le applicazioni ai progressi futuri. D'altro canto Europa digitale sostiene l'acquisizione e l'aggiornamento dell'infrastruttura di supercalcolo e dei supercomputer quantistici ibridi, così come le implementazioni ad alto impatto (cfr. sezione 2).

Analogamente nel settore dei semiconduttori l'impresa comune "Chip" (Chip JU) combina risorse provenienti da Orizzonte Europa ed Europa digitale. Le iniziative di ricerca hanno sostenuto le attività di R&I originariamente avviate nell'ambito di Orizzonte 2020 attraverso l'impresa comune ECSEL, l'impresa comune KDT che le è succeduta, nonché la transizione nel 2023 all'impresa comune "Chip" e il suo allineamento all'iniziativa "Chip per l'Europa" del regolamento europeo sui chip. Le attività in corso si concentrano sulla creazione delle infrastrutture e delle capacità fondamentali necessarie per l'innovazione dei semiconduttori e la produzione di prototipi. D'altro canto Europa digitale garantisce il trasferimento della ricerca alle piattaforme di innovazione nel settore dei semiconduttori attraverso linee pilota, che consentono alle imprese europee di realizzare prototipi di dispositivi sui processi di fabbricazione dei semiconduttori all'avanguardia.

Europa digitale beneficia di reti consolidate, in cui i beneficiari hanno precedentemente collaborato ad altre iniziative finanziate dall'UE o hanno lavorato come partner di consorzi, e al tempo stesso coinvolge nuovi partecipanti, contribuendo in tal modo a un cambiamento ben radicato del sostegno negli ecosistemi: circa la metà dei beneficiari di sovvenzioni di Europa digitale ha partecipato a Orizzonte Europa e/o a Orizzonte 2020. Nell'indagine effettuata tra i beneficiari il 41 % dei partecipanti ha affermato che le proprie attività si basano direttamente su attività finanziate nell'ambito di altri programmi di finanziamento dell'UE.

Europa digitale integra altri programmi dell'UE sostenendo la trasformazione digitale in settori specifici, nella misura in cui gli strumenti e gli approcci orizzontali promossi da Europa digitale (ad esempio gli spazi di dati) risultano adeguati ai requisiti specifici di ciascun settore.

7.Partecipazione al programma

Il programma Europa digitale è aperto a tutti gli Stati membri, nonché a Norvegia, Liechtenstein e Islanda. Inoltre altri nove paesi terzi (Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Moldova, Montenegro, Macedonia del Nord, Serbia, Turchia, Ucraina e recentemente anche Svizzera) beneficiano dei suoi finanziamenti. Il programma si è dimostrato uno strumento fondamentale per sostenere i paesi candidati e potenziali candidati nei settori dell'identità digitale, delle competenze digitali e dell'innovazione digitale, come esempi tangibili di graduale integrazione nel mercato unico digitale dell'UE. In tal modo ha creato una cooperazione reciprocamente vantaggiosa tra gli Stati membri dell'UE e i paesi candidati e potenziali candidati in settori chiave, fungendo da investimento geostrategico per la pace, la stabilità e la prosperità in tutta Europa. I finanziamenti sono disponibili per i paesi associati in tutti gli obiettivi specifici, ad eccezione dell'obiettivo specifico 3 (cibersicurezza), mentre alcune attività relative agli obiettivi specifici 1, 2 e 6 richiedono una valutazione del controllo della proprietà per i soggetti stabiliti in paesi terzi e/o controllati da paesi terzi. Tali restrizioni della partecipazione (sulla base dell'articolo 12, paragrafi 5 e 6, del regolamento 46 ) proteggono la sicurezza e l'integrità dell'infrastruttura fondamentale e riducono il rischio di fuga di tecnologie.

Dalle consultazioni dei portatori di interessi e da altre valutazioni (ad esempio il parere della piattaforma "Fit for Future" su Europa digitale 47 e la valutazione del Comitato economico e sociale europeo 48 ) emerge che, trattandosi di un programma nuovo nell'ambito del presente QFP al momento delle consultazioni, vi era ancora margine per accrescerne la conoscenza e che esistevano differenze significative nei livelli di sensibilizzazione tra uno Stato membro e l'altro.

Un altro fattore che incide sulla partecipazione al programma è il cofinanziamento, che costituisce un elemento chiave del programma: la maggior parte delle sovvenzioni richiedono un cofinanziamento del 50 % per incentivare la spesa nazionale, regionale e privata per la trasformazione digitale. Alcuni paesi hanno istituito specifici meccanismi di cofinanziamento nazionali per integrare i finanziamenti di Europa digitale. Tuttavia tali meccanismi variano notevolmente da uno Stato membro dell'UE all'altro. Paesi come i Paesi Bassi, la Danimarca e l'Austria hanno istituito meccanismi strutturati specificamente adattati alle priorità di Europa digitale, offrendo ai richiedenti percorsi chiari per garantire finanziamenti nazionali complementari. Questi meccanismi spesso definiscono temi prioritari, quali la cibersicurezza, l'IA o l'infrastruttura digitale, garantendo un approccio mirato. Altri paesi offrono un sostegno frammentato o ad hoc attraverso ministeri o programmi esistenti, mentre molti paesi non dispongono di meccanismi strutturati di cofinanziamento per Europa digitale.

Il programma presenta nel complesso un tasso di successo relativamente elevato per le sovvenzioni, con l'approvazione di circa una domanda su due (49 %, registrando notevoli differenze tra i vari temi), mentre i tassi complessivi per Orizzonte Europa sono compresi tra il 12,9 % e il 15 %. Per una serie di temi nell'ambito di Europa digitale le domande sono meno numerose rispetto a Orizzonte Europa, in quanto vi è un numero inferiore di organizzazioni o consorzi che può sperare di qualificarsi per un singolo progetto finanziato, riunendo tutte le competenze, il know-how e la capacità indispensabili per ottenere il cofinanziamento necessario.

Nel complesso le attività di comunicazione, tra cui il sito web Europa digitale , gli eventi informativi organizzati dalla Commissione e la sezione "Domande e risposte" (Q&A) sul portale Finanziamenti e appalti 49 , sono state valutate positivamente. D'altro canto si è registrato uno scarso coinvolgimento con i punti di contatto nazionali (PCN) per Europa digitale. La rete dei PCN 50 è stata istituita nel 2023 e ha ricevuto finanziamenti dell'UE solo a partire da settembre 2024, motivo per cui le indagini del 2024 mostrano un coinvolgimento relativamente basso. Complessivamente queste iniziative sono fondamentali per promuovere il programma in tutta l'UE, in quanto si avvalgono di reti con un approccio basato sul territorio, coinvolgendo direttamente le PMI all'interno dei loro ecosistemi locali. Per rafforzare la rete dei PCN, la Commissione ha investito nello sviluppo delle loro capacità attraverso sessioni informative dedicate; nei prossimi anni è pertanto prevedibile un più ampio coinvolgimento e la fornitura di servizi di alta qualità.

8.Semplificazione

I richiedenti sono generalmente soddisfatti degli aspetti relativi al contenuto e al processo della gestione delle sovvenzioni e degli appalti, quali la chiarezza dell'ambito di applicazione, la descrizione degli inviti, le norme e i criteri di ammissibilità, le istruzioni per la presentazione delle domande, nonché la tempistica e la programmazione degli inviti. Tuttavia sono meno soddisfatti delle condizioni di finanziamento, in particolare del tasso di finanziamento. Trattandosi di un programma di implementazione, gli inviti sono spesso molto specifici e corredati di requisiti concreti. Ciò richiede maggiori risorse per la preparazione delle domande rispetto a programmi comparabili, come Orizzonte Europa. Allo stesso tempo il tasso di finanziamento è inferiore a quello di tale programma. La "sovvenzione semplice", ampiamente utilizzata e con un tasso di cofinanziamento del 50 %, è stata introdotta come strumento importante per mobilitare i finanziamenti digitali degli Stati membri e dei portatori di interessi in tutta l'UE a sostegno di azioni vicine al mercato; tuttavia ha rappresentato una sfida per alcuni tipi di portatori di interessi, quali le amministrazioni pubbliche, le università e le PMI.

Nel corso delle consultazioni sono emerse tre principali strozzature per i portatori di interessi, le prime due delle quali sono strettamente legate al reperimento di finanziamenti aggiuntivi per integrare il tasso di cofinanziamento del 50 %:

1.la combinazione di fondi nazionali, regionali ed europei presenta complessità giuridiche, tra cui la necessità di rispettare norme diverse, che creano incertezza per i portatori di interessi e ostacolano i coinvestimenti nazionali. Numerosi portatori di interessi (portatori di interessi politici a livello dell'UE, beneficiari) hanno inoltre sottolineato la mancanza di allineamento tra gli strumenti di finanziamento dell'UE e quelli nazionali (norme, tempistiche diverse ecc.), che rende difficile per i richiedenti orientarsi nei diversi contesti di finanziamento, con conseguenti oneri amministrativi e ritardi nell'avvio dei progetti;

2.gli Stati membri e altri portatori di interessi hanno altresì evidenziato le difficoltà incontrate dai richiedenti nell'uso dei finanziamenti cumulativi, ossia nel combinare finanziamenti provenienti da altri programmi di finanziamento dell'UE, quali il FESR o l'RRF, con quelli di Europa digitale. Il rigoroso requisito di delimitazione ex ante dei costi per attuare la combinazione di finanziamenti tra l'RRF e altri programmi a gestione diretta ha reso praticamente impossibile conciliare tale requisito con il modello di Europa digitale, in cui i beneficiari ricevono una quota specifica dei costi ammissibili (approccio basato sui costi). La complessità derivante dalla combinazione dei finanziamenti di Europa digitale con quelli del FESR è dovuta alla necessità di coordinarsi con le autorità di gestione e alle diverse norme applicabili ai due programmi (ad esempio sulla presentazione dei costi);

3.le restrizioni di sicurezza, come definite all'articolo 12, paragrafi 5 e 6, sono fondamentali per proteggere la sicurezza dell'UE, ma richiedono ulteriori informazioni e processi di attuazione, con conseguenti ritardi e modifiche delle convenzioni di sovvenzione. Le valutazioni del controllo della proprietà costituiscono un onere amministrativo elevato per i richiedenti e in alcuni casi possono indurre i partner ad abbandonare i consorzi o a ritardare il processo di firma delle convenzioni di sovvenzione. I beneficiari hanno segnalato difficoltà nella dichiarazione di controllo della proprietà, in particolare per le grandi multinazionali, nonché problemi nell'ottenere lettere di sostegno dagli Stati membri.

Con l'evoluzione del programma Europa digitale, la Commissione ha ripetutamente integrato gli insegnamenti tratti, introducendo numerose semplificazioni nell'attuazione del programma in relazione ai tre punti di cui sopra:

1.norme in materia di aiuti di Stato: per agevolare il cofinanziamento nazionale, la Commissione ha introdotto un allegato specifico sugli aiuti di Stato, nonché i tassi di finanziamento più favorevoli nel programma di lavoro 2025-2027 51 , con l'obiettivo di fare chiarezza sull'intensità degli aiuti che gli Stati membri possono concedere oltre al sostegno di Europa digitale;

2.combinazione di finanziamenti: a causa delle condizioni molto rigorose necessarie per il pagamento dei costi dello stesso progetto da parte di Europa digitale e dell'RRF su base proporzionale 52 , non è più prevista la combinazione di finanziamenti tra i due programmi. Sebbene complessa, è possibile una combinazione di finanziamenti tra Europa digitale e il FESR. La Commissione sta organizzando seminari per gli Stati membri e i beneficiari e discussioni con le autorità di gestione del FESR per agevolare la combinazione dei finanziamenti. Inoltre la piattaforma per le tecnologie strategiche per l'Europa (STEP) 53 è stata istituita dalla Commissione per facilitare l'accesso ai finanziamenti in 11 programmi dell'UE, ad esempio attraverso il marchio STEP, un marchio per progetti di alta qualità;

3.restrizioni di sicurezza: inoltre, al fine di aiutare ulteriormente i richiedenti e le autorità nazionali a comprendere la natura specifica delle restrizioni di sicurezza, sono state organizzate diverse attività di sensibilizzazione, corsi di formazione e seminari, tra cui ad esempio seminari per il comitato del programma, i PCN e gli esperti nazionali nominati in materia di sicurezza.

La Commissione ha attuato diverse misure di semplificazione per le sovvenzioni. Nel complesso l'uso del modello istituzionale di convenzione di sovvenzione e l'allineamento dei programmi alle norme e alle procedure di altri programmi, nonché l'utilizzo di strumenti informatici istituzionali, semplificano l'esperienza degli utenti e consolidano e arricchiscono le offerte di orientamento e formazione. Le convenzioni di sovvenzione prevedono un'ulteriore semplificazione, ad esempio offrendo la possibilità di utilizzare costi unitari per determinate categorie di costi personali e di altro tipo, il tasso forfettario del 7 % per i costi indiretti e più di recente sovvenzioni forfettarie per alcune attività. Tali misure di semplificazione sono state ritenute efficaci da una parte sostanziale dei beneficiari nel ridurre gli oneri amministrativi. La Commissione sta inoltre migliorando e semplificando l'esperienza degli utenti nel suo principale punto di accesso ai programmi di finanziamento e alle opzioni di appalto gestiti dalla Commissione europea e da altre istituzioni e agenzie dell'UE (portale Finanziamenti e appalti dell'UE).

9.In futuro 

9.1 Trasformazione digitale in un nuovo contesto

Sebbene il programma abbia compiuto buoni progressi nel raggiungimento dei suoi obiettivi, il nuovo contesto geopolitico e tecnologico ha reso più che mai essenziale erogare investimenti maggiori nella trasformazione digitale.

Nel corso della durata del programma il panorama sociopolitico e tecnologico ha subito una trasformazione significativa, accentuando la natura critica della sicurezza economica e della sovranità tecnologica, oltre che della competitività.

Il contesto attuale è caratterizzato da tre fattori interconnessi:

·l'accelerazione digitale post-COVID, che ha integrato la trasformazione digitale nel tessuto della resilienza economica e sociale;

·le crescenti tensioni geopolitiche, tra cui la ripresa della guerra in Europa, il cambiamento delle relazioni USA-UE e la strumentalizzazione delle dipendenze nelle catene di approvvigionamento globali;

·l'emergere e il rafforzamento dell'IA generativa, che ha sbloccato capacità tecnologiche senza precedenti, ma ha anche introdotto sfide politiche complesse, dalla governance etica alla perturbazione della forza lavoro.

In questo nuovo contesto gli squilibri evidenziati nella valutazione d'impatto del 2021 54 sono diventati più critici. Settori chiave come il supercalcolo, l'intelligenza artificiale, i semiconduttori e la cibersicurezza non sono più priorità facoltative, ma imperativi esistenziali per garantire l'autonomia strategica dell'UE.

La recente rivoluzione dell'IA generativa e dei modelli linguistici di grandi dimensioni (GenAI/LLM) ha sottolineato l'importanza strategica degli investimenti nelle infrastrutture digitali effettuati dal programma Europa digitale dell'UE: supercalcolo, cloud e spazi di dati, oltre a strutture di prova e sperimentazione dell'IA.

Inoltre lo sviluppo di una resilienza collettiva in materia di cibersicurezza e della capacità di anticipare e individuare gli attacchi informatici sempre più sofisticati, nonché di reagire agli stessi, è diventato essenziale per il nostro futuro nel nuovo contesto geopolitico.

Tuttavia l'UE è ancora in ritardo. Come sottolineato nella relazione Draghi 55 , l'UE dipende da paesi stranieri per oltre l'80 % dei suoi prodotti, dei suoi servizi, delle sue infrastrutture digitali e della sua proprietà intellettuale. Mentre gli Stati Uniti e la Cina hanno avviato sin dai primi anni 2000 la transizione dei propri modelli economici verso le TIC, l'Europa non è riuscita a tenere il passo. La quota di mercato mondiale delle TIC detenuta dall'UE è diminuita di 11 punti percentuali (dal 21,8 % al 10,8 %) tra il 2013 e il 2023, mentre nello stesso periodo quella degli Stati Uniti è aumentata dal 26,8 % al 38 % 56 .

L'UE è molto indietro rispetto agli Stati Uniti e alla Cina per quanto riguarda gli investimenti industriali nella ricerca e nello sviluppo delle TIC sia in termini di software che di hardware 57 . Gli investimenti statunitensi in software TIC sono oltre 12 volte superiori a quelli dell'UE. Gli Stati Uniti sono inoltre in testa per numero di imprese in tale settore, di cui il 54,3 % sono statunitensi, il 22,7 % cinesi e solo l'8 % ha sede nell'UE 58 .

Come evidenziato nella valutazione d'impatto che accompagna la proposta di regolamento sul Fondo europeo per la competitività (ECF) 59 , l'UE risente di una "carenza di finanziamenti e investimenti nelle fasi più avanzate dell'innovazione, dello sviluppo e dell'espansione delle imprese 60 in settori strategici essenziali per sostenere la competitività dell'economia dell'UE, compreso il problema della "valle della morte" nella fase di espansione 61 ". Spesso le start-up europee incontrano due "valli della morte" critiche: la prima quando le innovazioni non riescono a compiere la transizione verso prodotti commercializzabili, mentre la seconda, particolarmente problematica in Europa, quando le imprese faticano a espandersi 62 .

L'Europa vanta un ecosistema fiorente di start-up in fase iniziale, in cui il numero di fondatori che avviano nuove imprese supera persino quello degli Stati Uniti. Nel 2015 in Europa erano presenti meno di 8 000 imprese tecnologiche in fase iniziale, mentre nel 2024 tale numero è più che quadruplicato, superando le 35 000 unità 63 , a testimonianza di un panorama imprenditoriale dinamico. Tuttavia questa crescita coesiste con sfide strutturali: le regolamentazioni complesse, gli ostacoli burocratici e la frammentazione del mercato dell'UE continuano a compromettere l'attrattiva dell'Europa come luogo in cui far muovere i primi passi e far crescere un'impresa tecnologica 64 . Nella fase iniziale le imprese dell'UE hanno una probabilità leggermente maggiore di ottenere finanziamenti rispetto a quelle statunitensi. Tuttavia, man mano che le imprese raccolgono capitali, il divario negli investimenti aumenta drasticamente. Le imprese statunitensi hanno il doppio delle probabilità delle loro controparti europee di assicurarsi finanziamenti pari o superiori a 15 milioni di USD 65 . Tale disparità si riflette nel numero delle imprese "unicorno" 66 : nel 2024 l'Europa ne contava 286, rispetto a quasi 400 in Cina e a oltre 1 600 negli Stati Uniti. Esistono inoltre notevoli disparità nella concentrazione di queste imprese, per le quali la Germania, la Francia, la Svezia e i Paesi Bassi registrano i livelli più elevati 67 .

I mercati finanziari dell'UE, caratterizzati da frammentazione e da una cultura generale di avversione al rischio, continuano a pregiudicare gli investimenti in settori con un elevato potenziale di crescita e innovazione. Inoltre anche l'approccio precauzionale dell'UE basato su una regolamentazione ex ante può ostacolare l'innovazione. La relazione Draghi afferma che esistono circa 100 leggi incentrate sulle tecnologie e 270 autorità di regolamentazione coinvolte nelle reti digitali. Ciò pone le imprese europee in una posizione di svantaggio in un mercato tecnologico guidato dalle dinamiche del "vincitore piglia tutto" 68 . Tuttavia la posizione proattiva dell'UE sulle norme di regolamentazione in settori emergenti come l'IA e la governance dei dati rappresenta un'opportunità strategica. Armonizzando le norme e promuovendo l'adozione di quadri riconosciuti a livello mondiale, l'UE potrebbe posizionarsi come leader nel plasmare il futuro della tecnologia, trasformando il rigore normativo in un vantaggio competitivo anziché in un vincolo.

Un'altra sfida da affrontare è rappresentata dalla crescente dipendenza del futuro digitale dell'UE da un approvvigionamento energetico stabile. Il consumo energetico dei centri dati dovrebbe quasi raddoppiare fino ad attestarsi a 945 terawattora (TWh) entro il 2030, superando leggermente l'attuale consumo energetico totale del Giappone, principalmente a causa dell'IA e della crescente domanda di servizi digitali 69 . Le spese energetiche elevate dell'Europa impediscono l'espansione in settori digitali specifici, aumentando i costi degli investimenti nelle infrastrutture digitali e ritardando il ritmo della trasformazione digitale.

Inoltre la crescente complessità delle sfide che dobbiamo affrontare, quali l'uso criminale della disinformazione digitale, gli attacchi informatici, i deepfake e la manipolazione mediante algoritmi, sottolinea l'urgente necessità di un'alfabetizzazione digitale diffusa e di una forza lavoro competente nel settore delle TIC. Solo poco più della metà degli europei (55,6 %) possiede competenze digitali di base, fondamentali per la competitività e la resilienza della società di fronte alle minacce online, come quelle che riguardano l'integrità delle informazioni, la salute mentale e la sicurezza dei minori. L'offerta di professionisti TIC con competenze avanzate rimane limitata, aggravata da una significativa disparità di genere 70 .

Di conseguenza, per conseguire gli obiettivi digitali dell'UE, è necessario un "cambiamento trasformativo nel panorama degli investimenti" 71 . Per il prossimo QFP la carenza di investimenti nel digitale è stata stimata nella relazione Draghi a 150 miliardi di EUR all'anno. La relazione sottolinea che tale carenza può essere colmata solo ricorrendo in misura molto maggiore all'effetto leva degli investimenti privati. Ciò comporta anche la sfida di considerare le questioni legate alla sicurezza economica e alla sovranità tecnologica in un finanziamento più orientato al mercato.

9.2 Investimenti digitali futuri

Nel corso di tutte le consultazioni i portatori di interessi sottolineano l'urgenza di elaborare un programma che contribuisca alla transizione verde, affronti l'impatto ambientale delle tecnologie digitali avanzate e sostenga l'ottimizzazione della loro efficienza energetica. I cittadini, le imprese e le ONG dell'UE si sono inoltre espressi a favore di un programma più accessibile e inclusivo che promuova la fiducia dei cittadini e rafforzi l'alfabetizzazione digitale. A loro avviso, dare priorità all'inclusività, alle pratiche etiche, all'accessibilità e alla duplice transizione potrebbe aumentare l'impatto di Europa digitale e consolidarne ulteriormente il ruolo di motore fondamentale del futuro digitale dell'Europa.

Alla domanda sulle future priorità di finanziamento, i riscontri dei portatori di interessi sottolineano la necessità di privilegiare le tecnologie di IA (80 %) quale caposaldo per l'innovazione e la competitività. Oltre all'IA, la connettività avanzata, i sistemi di navigazione, le tecnologie digitali, la robotica e i sistemi autonomi sono riconosciuti come fondamentali per il sostegno strategico.

Per quanto riguarda le priorità dei portatori di interessi, la maggior parte dei partecipanti ha evidenziato la carenza di accesso alle risorse informatiche avanzate e alle applicazioni di IA che possono stimolare l'innovazione e migliorare i servizi in vari settori, la scarsità di competenze e capacità digitali avanzate e la mancanza di cibersicurezza e fiducia nei sistemi digitali. 

I portatori di interessi segnalano inoltre la necessità che Europa digitale riduca la dipendenza dalle tecnologie non europee per massimizzarne i benefici strategici. Essi hanno suggerito di sfruttare maggiormente tutto il potere dell'open source, un bene pubblico che consente l'uso, la modifica e la ridistribuzione gratuiti delle tecnologie, e di mobilitare il potenziale della vivace comunità open source, che potrebbe rafforzare la sovranità tecnologica e ridurre la dipendenza dai paesi terzi.

Anche i risultati preliminari di altri due studi sul futuro fabbisogno di investimenti nella ricerca e nell'implementazione digitali 72 sottolineano la necessità di investire in tecnologie critiche per la resilienza, quali:

ØIA, dati, cibersicurezza (IA affidabile e spiegabile, IA di frontiera, IA agentica, applicazioni di IA, ad esempio nell'assistenza sanitaria intelligente, nel settore pubblico basato sui dati, nella mobilità connessa basata sui dati e nelle relative soluzioni di cibersicurezza);

Ømicroelettronica e fotonica (in particolare "More-than-Moore", RISC-V, architetture chiplet e modulari, impilamento 3D e imballaggi a livello di wafer, imballaggi avanzati e integrazione 3D ed elettronica verde);

Øla futura implementazione delle tecnologie quantistiche (calcolo quantistico, distribuzione quantistica delle chiavi, risonanza magnetica quantistica, gravimetria quantistica ecc.);

ØInternet di prossima generazione;

Ørealtà estesa (per la simulazione nei settori della scienza, della formazione, dell'istruzione e dei gemelli digitali);

Øtecnologie per l'interoperabilità (ad esempio per lo scambio transfrontaliero sicuro di dati); e

Øimplementazione intertecnologica, ad esempio combinando HPC, IA e calcolo quantistico o Cloud-Edge-IoT, IA e dati nelle applicazioni automobilistiche. 

Per quanto riguarda l'attuazione del programma, la valutazione evidenzia il potenziale dell'espansione dei meccanismi di sostegno finanziario a terzi al fine di ampliare la portata a una gamma più ampia di beneficiari. Tale meccanismo potrebbe fungere da strumento per la distribuzione di fondi pubblici a sostegno di entità quali start-up, scale-up, PMI e imprese a media capitalizzazione nello sviluppo e nell'adozione di innovazioni digitali.

Inoltre dalle consultazioni è emersa la necessità di istituire una procedura accelerata dalla ricerca all'implementazione, per garantire che i risultati all'avanguardia pertinenti siano impiegati e immessi sul mercato senza ulteriori complessità amministrative per le imprese richiedenti o ritardi nei successivi finanziamenti.

Gli appalti pubblici innovativi e gli appalti precommerciali potrebbero fungere da strumenti strategici per rafforzare la sovranità digitale. Sfruttando tali meccanismi, l'UE può orientare direttamente lo sviluppo di tecnologie adattate alle sue esigenze specifiche, garantendo che le infrastrutture critiche rimangano sotto il controllo europeo.

Anche una conferenza sul futuro degli investimenti digitali nell'UE, organizzata nel contesto della presidenza danese del Consiglio dell'Unione europea 73 , ha messo in luce l'importanza degli appalti pubblici e ha concluso che i futuri investimenti nell'implementazione digitale devono essere più unificati, accorpando i programmi attuali e applicando norme semplificate. Le conclusioni dell'evento hanno ribadito l'importanza dell'aumento degli investimenti privati evidenziato nella relazione Draghi e hanno sottolineato il ruolo dei finanziamenti pubblici nella riduzione dei rischi per gli investimenti privati.

9.3 Il digitale nel prossimo QFP

Il 16 luglio 2025 la Commissione europea ha pubblicato le sue proposte per il prossimo QFP. Molte delle carenze individuate nella presente valutazione sono state affrontate nella concezione del futuro Fondo europeo per la competitività 74 . Uno dei quattro ambiti di intervento della proposta relativa all'ECF (Leadership digitale) si concentra sul digitale, dalla ricerca all'espansione e all'implementazione. Le attività digitali possono essere sostenute anche in diversi settori attraverso gli altri ambiti di intervento della proposta. La proposta relativa all'ECF affronta le sfide individuate attraverso:

Øla semplificazione del ciclo di vita degli investimenti: garantendo una transizione agevole dalla ricerca e dall'innovazione alla produzione e all'implementazione su vasta scala;

Øil miglioramento dell'adattabilità: offrendo flessibilità per rispondere alle priorità emergenti e all'evoluzione dei panorami tecnologici;

Øla mobilitazione del capitale privato: sfruttando i prestiti e gli strumenti di capitale per attrarre investimenti del settore privato insieme ai fondi pubblici;

Øla razionalizzazione della governance: riducendo la complessità amministrativa attraverso un corpus normativo unico e norme di finanziamento armonizzate per i richiedenti (ad esempio per il sostegno alternativo, combinato e cumulativo).

Inoltre, per sostenere la combinazione di finanziamenti, la proposta relativa all'ECF consente alle azioni che hanno ricevuto un contributo da un altro programma di ricevere anche un contributo a titolo dei fondi ECF 75 .

10.Conclusioni

La valutazione intermedia del programma Europa digitale evidenzia i notevoli progressi compiuti dal programma nel promuovere le capacità digitali dell'UE attraverso l'implementazione di infrastrutture su vasta scala e l'adozione di tecnologie di punta. Tra i principali risultati conseguiti figurano il finanziamento di uno dei supercomputer più veloci e più efficienti sotto il profilo energetico al mondo (JUPITER), la creazione di TEF dell'IA all'avanguardia e lo sviluppo di infrastrutture per l'addestramento di modelli di IA su vasta scala, sostenendo nel contempo l'integrazione dell'IA da parte delle PMI. Il programma ha inoltre istituito quadri per la preparazione transfrontaliera in materia di cibersicurezza, formato professionisti nelle competenze digitali avanzate e orientato la trasformazione digitale nell'ambito dei servizi pubblici.

Europa digitale è stata attuata in modo efficace, generando benefici tangibili per un numero crescente di organizzazioni in tutta l'UE e nel resto del mondo, anche nel contesto dell'accelerazione del processo di adesione all'UE. Permangono tuttavia sfide, tra cui la scarsa consapevolezza delle opportunità di finanziamento, la complessità dei requisiti di cofinanziamento e gli oneri amministrativi. La Commissione ha affrontato tali problematiche in modo proattivo, introducendo misure mirate per razionalizzare i processi, rafforzare l'accessibilità e migliorare il quadro generale di attuazione.

Dalla valutazione emerge l'allineamento del programma alle esigenze attuali e in evoluzione dei portatori di interessi, la sua flessibilità nell'adattarsi alle tendenze emergenti e la sua capacità di rispondere alle priorità settoriali. Gli insegnamenti tratti sia nella fase di programmazione che in quella di attuazione sono stati utilizzati nella concezione del prossimo QFP e dovrebbero continuare a guidare i negoziati legislativi in corso. I recenti sviluppi, come l'accresciuta importanza della resilienza digitale dopo la pandemia, l'emergere dell'IA generativa e l'evoluzione del panorama geopolitico, hanno evidenziato l'urgente necessità di maggiori investimenti nelle infrastrutture digitali sovrane, nella cibersicurezza e nelle competenze digitali avanzate. Tali sviluppi hanno ulteriormente rafforzato l'imperativo strategico di garantire l'autonomia strategica dell'UE attenuando le dipendenze critiche da tecnologie e sistemi esterni, che richiederanno investimenti molto più consistenti in futuro.

(1)   Programma Europa digitale (2021-2027) | EUR-Lex .
(2)   Regolamento - 2023/1781 - IT - EUR-Lex .
(3)   Regolamento - UE - 2024/1689 - IT - EUR-Lex .
(4)   Regolamento - 2024/2847 - IT - EUR-Lex .
(5)   Regolamento - UE - 2025/38 - IT - EUR-Lex .
(6)   Direttiva - 2022/2555 - IT - EUR-Lex .
(7)   Regolamento - 2022/2065 - IT - DSA - EUR-Lex .
(8)   Regolamento - 2022/1925 - IT - EUR-Lex .
(9)   Regolamento - UE - 2024/903 - IT - EUR-Lex .
(10)   Piano d'azione per il continente dell'IA | Plasmare il futuro digitale dell'Europa .
(11)   Strategia per l'IA applicata | Plasmare il futuro digitale dell'Europa .
(12)   BCG-x-SIA-Strengthening-the-Global-Semiconductor-Value-Chain-April-2021_1.pdf .
(13)   June 2025 | TOP500 .
(14)   Home - | TOP500 .
(15)  Nell'ambito dell'obiettivo specifico 4 Europa digitale integra la priorità orizzontale digitale del programma Erasmus+.
(16) La strategia dell'UE per le start-up e le scale-up – Scegliere l'Europa per muovere i primi passi e crescere:  EUR-Lex - 52025SC0555 - IT - EUR-Lex .
(17)   JUPITER - Exascale for Europe .
(18) Un miliardo di miliardi di calcoli al secondo.
(19)   Home - | TOP500 .
(20)   June 2025 | TOP500 .
(21) Sette fabbriche di IA selezionate nel dicembre 2024, sei nel marzo 2025 e sei nell'ottobre 2025.
(22)  Le antenne collaboreranno strettamente con le fabbriche di IA per garantire alle comunità nazionali di IA un accesso remoto sicuro a risorse di supercalcolo di prim'ordine ottimizzate per l'IA.
(23)   Strutture settoriali di prova e sperimentazione dell'IA nell'ambito del programma Europa digitale | Plasmare il futuro digitale dell'Europa .
(24)  Il processo di implementazione dello spazio dei dati del Green Deal è stato avviato con il lancio del progetto SAGE nel marzo 2025, prevedendo una implementazione basata sui casi d'uso individuati prevista entro febbraio 2028.
(25)   Strategia per l'IA applicata | Plasmare il futuro digitale dell'Europa .
(26)  Nel luglio 2024 18 EDIH che offrono un'ampia gamma di servizi specializzati di trasformazione digitale sono stati invitati ad aderire alla rete EDIH. Si tratta di centri situati nei seguenti paesi: Albania, Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord, Serbia, Turchia e Ucraina.
(27) Una seconda serie di progetti pilota è stata avviata nel settembre 2025 e, insieme alla prima serie, ha coinvolto un totale di 500 autorità pubbliche e imprese private in quasi tutti gli Stati membri, nonché in Ucraina, Moldova, Bosnia-Erzegovina, Islanda e Norvegia. Tali progetti pilota riguardano circa 20 diversi casi d'uso (tra cui l'identificazione per i servizi della pubblica amministrazione e l'apertura di conti bancari, i pagamenti, le patenti di guida mobili, le credenziali di viaggio digitali e le firme elettroniche).
(28)

  GovTech4All | Portale "Europa interoperabile" .

(29)   Decisione - 2022/2481 - IT - EUR-Lex .
(30)   EDIC per l'alleanza per le tecnologie del linguaggio - ALT-EDIC .
(31)   Decisione di esecuzione - 2024/459 - IT - EUR-Lex .
(32)   Decisione di esecuzione - UE - 2024/1432 - IT - EUR-Lex .
(33) Ad esempio il 56 % delle organizzazioni che utilizzano i servizi dell'EDIH e il 52 % dei beneficiari hanno segnalato un aumento dei tassi di innovazione e di crescita della produttività.
(34)  Ad esempio il 39,1 % degli utenti dell'EDIH e il 48,1 % dei beneficiari hanno riportato una riduzione dei costi grazie alla digitalizzazione derivante dalla partecipazione al programma.
(35) Ad esempio il 16 % degli utenti finali dell'EDIH e il 41,7 % dei beneficiari hanno rilevato una diminuzione della dipendenza da fornitori di paesi terzi.
(36)   Regolamento - 2023/1781 - IT - EUR-Lex .
(37)   Regolamento - UE - 2025/38 - IT - EUR-Lex .
(38)   Fabbriche di IA | Plasmare il futuro digitale dell'Europa https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/policies/ai-factories .
(39)   Programma strategico per il decennio digitale 2030 | EUR-Lex .
(40) Per beneficiari si intendono le organizzazioni che ricevono sovvenzioni (in questo contesto nell'ambito di Europa digitale), mentre gli utenti (finali) sono individui o organizzazioni che utilizzano le infrastrutture, i servizi e gli strumenti finanziati.
(41)   CNSC - Czech National Semiconductor Cluster .
(42)   Chip Start EU Program | Malta Enterprise .
(43)   Tracciamento digitale - Commissione europea .
(44)   Programma Europa DIGITALE - Programmi di lavoro | Plasmare il futuro digitale dell'Europa .
(45)   Fabbriche di IA | Plasmare il futuro digitale dell'Europa .
(46)   Regolamento - 2021/694 - IT - EUR-Lex .
(47)   Pareri adottati – Commissione europea .
(48)   Valutazione del programma Europa digitale | CESE .
(49)   Portale "Finanziamenti e appalti" dell'UE .
(50)   Portale "Finanziamenti e appalti" dell'UE .
(51)   Programma Europa DIGITALE - Programmi di lavoro | Plasmare il futuro digitale dell'Europa .
(52) Ciascun programma copre una parte dei costi del progetto fino al 100 % dei costi ammissibili. Questo approccio è considerato un doppio finanziamento dalla Corte dei conti europea. L'approccio proporzionale è stato consentito in pochi casi, rimasti eccezionali.
(53)   Piattaforma per le tecnologie strategiche per l'Europa - Unione europea (STEP) .
(54)   EUR-Lex - 52018SC0305 - IT - EUR-Lex .
(55)   Relazione Draghi sulla competitività dell'UE .
(56)   Global market share of the ICT market from 2013 to 2024 | Statista .
(57)   Archivio delle pubblicazioni del JRC - The 2024 EU Industrial R&D Investment Scoreboard .
(58)   Archivio delle pubblicazioni del JRC - The 2024 EU Industrial R&D Investment Scoreboard .
(59) La strategia dell'UE per le start-up e le scale-up – Scegliere l'Europa per muovere i primi passi e crescere:  EUR-Lex - 52025SC0555 - IT - EUR-Lex .
(60) Ad esempio linee di produzione pilota per chip avanzati.
(61)

La "valle della morte" è comunemente nota come un fallimento del mercato. Qui si fa riferimento alla "seconda valle della morte", in cui le imprese hanno difficoltà a ottenere i finanziamenti necessari per crescere. Gli investitori privati sono scoraggiati dalla mancanza di evidenze sulla capacità delle imprese di espandersi rapidamente e generare flussi di cassa. La "prima valle della morte" è associata allo sviluppo precommerciale di un prodotto, caratterizzato da rischi tecnici ancora elevati e da una capacità non ancora dimostrata di generare entrate. In entrambi i casi gli investimenti sono considerati troppo rischiosi dagli investitori privati e pertanto spesso non sono finanziati.

(62) La strategia dell'UE per le start-up e le scale-up – Scegliere l'Europa per muovere i primi passi e crescere (COM(2025) 270 final).
(63) State of European Tech 24: soet2024_report.pdf .
(64) Ibidem.
(65) Ibidem.
(66) Una start-up privata che ha raggiunto una valutazione pari o superiore a 1 miliardo di USD.
(67)   Relazione sullo stato del decennio digitale 2025 | Plasmare il futuro digitale dell'Europa .
(68) Ad es. la relazione Draghi sulla competitività dell'UE .
(69)   Energy and AI – Analisi - AIE .
(70)   Pacchetto sullo stato del decennio digitale 2025 | Plasmare il futuro digitale dell'Europa .
(71)   Relazione sullo stato del decennio digitale 2025 | Plasmare il futuro digitale dell'Europa .
(72) Pubblicazione prevista per il primo trimestre del 2026.
(73)   Conference | The Future of Digital Investments in the EU , relazione finale prevista per ottobre 2025.
(74)   EUR-Lex - 52025PC0555 - IT - EUR-Lex .
(75) Ibidem.