Bruxelles, 4.11.2025

COM(2025) 690 final

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

Comunicazione 2025 sulla politica di allargamento dell'UE

{SWD(2025) 750 final} - {SWD(2025) 751 final} - {SWD(2025) 752 final} - {SWD(2025) 753 final} - {SWD(2025) 754 final} - {SWD(2025) 755 final} - {SWD(2025) 756 final} - {SWD(2025) 757 final} - {SWD(2025) 758 final} - {SWD(2025) 759 final}


I. INTRODUZIONE

Le sfide geopolitiche hanno rafforzato l'unità di intenti dell'Europa. Hanno reso ancora più salda in tutto il continente la convinzione che gli europei debbano fare molto di più per tutelare la sicurezza e la prosperità dell'Unione. Ciò significa anche difendere i valori democratici europei e far fronte alle nuove sfide globali di sicurezza, fine raggiungibile soltanto cooperando strettamente con i vicini per creare un'Europa forte, stabile, sicura e unita fondata su valori democratici condivisi. Nell'odierno contesto mondiale la politica di allargamento costituisce uno strumento geopolitico fondamentale che concorre alla sicurezza, alla prosperità e alla sicurezza comuni in Europa. In un'epoca caratterizzata da profondi cambiamenti globali, l'allargamento unifica l'Europa sulla base di valori e identità condivisi, incarnando nel contempo un modello economico, sociale e democratico che continua a ispirare e attrarre.

Il processo di allargamento rimane rigoroso, equo e meritocratico, basato sui progressi oggettivi compiuti da ciascun paese dell'allargamento. Il rinnovato impulso all'allargamento si abbina a grandi aspettative in termini di riforme: i paesi candidati devono realizzare riforme impegnative e durature che ne trasformino stabilmente l'economia, le istituzioni, il sistema democratico e la società al fine di allinearli perfettamente alle norme e ai valori democratici dell'Unione europea. La trasformazione deve poggiare sul rispetto dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali e sulla netta adesione all'orientamento geopolitico dell'UE. A tal fine è necessario che i leader dei paesi dell'allargamento adottino un cambiamento trasformativo, creino fiducia e promuovano il consenso trasversalmente alla società.

Dal canto suo l'Unione deve dare sostegno ai paesi dell'allargamento affinché soddisfino tutti i criteri di adesione. Ha pertanto sostenuto e sostiene il rafforzamento delle istituzioni, della governance democratica e delle riforme della pubblica amministrazione. Ha intensificato l'integrazione graduale, rafforzando i collegamenti tra l'UE e i paesi candidati e potenziali candidati, anche mediante i piani di crescita 1 e l'apertura alla partecipazione a determinate politiche e programmi prima dell'adesione all'UE. I vantaggi dell'integrazione graduale devono essere subordinati al ritmo delle riforme, ad esempio per quanto riguarda il rispetto dello Stato di diritto, i diritti fondamentali, la democrazia e, più in generale, le questioni fondamentali del processo di adesione, come pure l'allineamento con la politica estera e di sicurezza comune (PESC).

Nell'ultimo anno si sono registrati alcuni progressi significativi. I risultati conseguiti finora nel percorso verso l'UE dai paesi con il ritmo più rapido dimostrano che le riforme ripagano, il che dovrebbe fungere da forte motivazione per tutti i paesi impegnati nel processo.

Ciascun allargamento ha reso l'Unione più forte. Tale successo si fonda sulla prontezza. Se da un lato i futuri Stati membri devono prepararsi alle responsabilità dell'adesione, dall'altro l'UE deve adattarsi per accogliere nuovi Stati membri. Sia negli Stati membri che nei paesi dell'allargamento s'intensificano le attività di sensibilizzazione e di comunicazione per discutere con i cittadini dei benefici e delle sfide dell'allargamento.

II. In avvicinamento verso un'Unione più ampia

Dal 2010-2014 è questo il primo mandato della Commissione in cui, data l'accelerazione del processo per alcuni paesi candidati, l'allargamento rappresenta una possibilità realistica. Montenegro e Albania hanno già dichiarato l'obiettivo di concludere i negoziati di adesione rispettivamente entro il 2026 e il 2027. Anche Serbia, Moldova e Ucraina hanno recentemente annunciato le date previste per la chiusura dei negoziati di adesione: questo ne dimostra l'obiettivo e la Commissione è intenzionata a sostenerli nel soddisfare i requisiti per l'adesione all'UE nel quadro di un processo che rimane fondato sul principio meritocratico.

Anche l'UE deve essere pronta. La Commissione lavora pertanto a revisioni strategiche e riforme pre-allargamento che valutano l'impatto dell'allargamento sui grandi settori strategici.

Nella proposta di prossimo quadro finanziario pluriennale (2028-2034) 2 , la Commissione conferma che l'allargamento è un imperativo politico e geostrategico. La proposta afferma parimenti che l'Unione è fermamente impegnata a collaborare con i paesi candidati e potenziali candidati nei preparativi all'adesione, secondo un processo assolutamente meritocratico e con la salda convinzione che il loro futuro sia nell'Unione europea. Il nuovo strumento Europa globale apporterà un sostegno finanziario e politico essenziale per aiutare i paesi candidati e potenziali candidati a progredire lungo il percorso di adesione.

Nel 2020 l'UE ha rivisto la metodologia di allargamento ponendo saldamente al centro del processo di adesione le questioni fondamentali e i valori dell'UE. La metodologia produce risultati quando i paesi candidati avanzano nelle riforme connesse all'UE e mantengono l'attenzione sulle questioni fondamentali del processo di adesione e quando gli Stati membri rispondono adottando le decisioni necessarie per portare avanti i negoziati. Per il periodo successivo all'adesione, oltre all'attuale acquis dell'UE i trattati di adesione costituiscono uno strumento per garantire il mantenimento di questa dinamica positiva. I futuri trattati di adesione dovranno prevedere sia garanzie più solide per impedire qualsiasi regresso rispetto agli impegni assunti nei negoziati di adesione sia disposizioni affinché i nuovi Stati membri continuino a tutelare e rendere irreversibili i risultati in materia di Stato di diritto.

III. I PAESI DELL'ALLARGAMENTO VERSO L'ADESIONE ALL'UE

III.1. Panoramica dei principali sviluppi

Oggi il processo di allargamento procede a un ritmo più serrato di quello visto negli ultimi 15 anni. Da inizio 2024 si sono tenute undici conferenze intergovernative: cinque con l'Albania, quattro con il Montenegro, una con l'Ucraina e una con la Moldova.

Il costante impegno politico delle autorità montenegrine a favore dell'obiettivo strategico dell'integrazione europea ha prodotto risultati concreti nella realizzazione delle riforme necessarie e nel far progredire il paese nel percorso verso l'adesione all'UE. Con il Montenegro sono aperti tutti i 33 capitoli di negoziato sottoposti a screening; sette sono chiusi in via provvisoria. Dall'ultima relazione si sono svolte due conferenze intergovernative, che hanno portato alla chiusura provvisoria di altri quattro capitoli 3 , in quanto il Montenegro ha soddisfatto i parametri di chiusura. Il Montenegro risulta così essere il paese più avanzato nel processo di adesione all'UE. Il mantenimento di una posizione salda sull'orientamento strategico dell'UE rimane fondamentale per compiere ulteriori progressi.

In esito alla conferenza intergovernativa del 15 ottobre 2024 che ha aperto i negoziati sul gruppo di capitoli 1 (Questioni fondamentali), i negoziati di adesione con l'Albania hanno registrato uno slancio senza precedenti, e altre quattro conferenze intergovernative hanno portato all'avvio dei negoziati su cinque gruppi di capitoli. Questo riflette chiaramente il fermo impegno politico del paese. L'Albania ha continuato ad avanzare nelle riforme nell'ambito del gruppo di capitoli sulle questioni fondamentali, in particolare riguardo alla riforma globale della giustizia e al completamento del processo di vaglio ai fini della selezione in primo grado; ha inoltre ottenuto ulteriori buoni risultati con la struttura speciale contro la corruzione e la criminalità organizzata (SPAK) nei casi di lotta alla corruzione, nella cooperazione internazionale attiva contro la criminalità organizzata e nello sviluppo di capacità per le indagini finanziarie. Sono state adottate norme fondamentali sulle minoranze nazionali e sulla protezione dei dati personali. L'attuale slancio nel processo negoziale di adesione deve tradursi in un'ulteriore accelerazione delle riforme connesse all'UE, in particolare per quanto riguarda la libertà dei media, la prosecuzione dell'attuazione delle riforme giudiziarie e ulteriori risultati nella lotta contro la criminalità organizzata, la produzione e il traffico di droghe illecite e la corruzione, in particolare la grande corruzione. Rimane importante la promozione dei diritti fondamentali, tra cui la parità di genere e la non discriminazione, i diritti dei minori e il diritto di proprietà, sostenuta da un dialogo politico inclusivo e costruttivo.

L'esame tecnico dell'acquis (screening) con l'Ucraina e la Moldova è stato completato quest'autunno. La Commissione ha presentato al Consiglio le relazioni di screening per entrambi i paesi sui gruppi di capitoli 1 (Questioni fondamentali), 2 (Mercato interno), 3 (Competitività e crescita inclusiva) e 6 (Relazioni esterne). A maggio 2025 l'Ucraina e la Moldova hanno adottato tabelle di marcia su Stato di diritto, pubblica amministrazione e funzionamento delle istituzioni democratiche e, nel caso dell'Ucraina, un piano d'azione sulle minoranze nazionali, in linea con gli orientamenti delle relazioni di screening. È fondamentale mantenere un impegno fermo nell'attuazione di misure anticorruzione nel settore dello Stato di diritto, anche in termini di contrasto del fenomeno. La Commissione ricorda la propria valutazione secondo cui i gruppi di capitoli relativi alle questioni fondamentali, al mercato interno e alle relazioni esterne sono pronti per essere aperti.

Nonostante le sfide poste dalla guerra di aggressione della Russia, l'Ucraina ha dimostrato un forte impegno nel percorso verso l'adesione all'UE avanzando nelle riforme fondamentali, anche se rimangono necessari ulteriori e costanti progressi nella lotta alla corruzione. Il piano per l'Ucraina ha avuto un ruolo centrale nell'orientare le riforme e nel promuovere l'allineamento all'acquis dell'UE, mostrando la resilienza della condizionalità in circostanze eccezionali. Le misure già adottate (dal rafforzamento delle misure anticorruzione al miglioramento della pubblica amministrazione) gettano le basi della ripresa e aprono la strada a un maggiore coinvolgimento del settore privato. Sarà fondamentale mantenere questo slancio ed evitare qualsiasi rischio di regresso, in particolare per quanto riguarda la lotta alla corruzione. Sono stati compiuti progressi considerevoli anche per quanto riguarda l'integrazione graduale nel mercato unico, il che ha già consentito un avvicinamento dell'Ucraina all'UE. Il 1º gennaio 2026 entrerà in vigore la prima decisione sul trattamento "mercato interno" per l'Ucraina, relativa al roaming a tariffa nazionale.

La Moldova è avanzata nel percorso di adesione a velocità accelerata e ha intensificato notevolmente la cooperazione con l'UE nonostante le continue minacce ibride e i tentativi di destabilizzare il paese e il relativo percorso verso l'UE. Il fermo impegno della Moldova a favore dell'adesione all'UE è stato riconfermato nelle elezioni politiche del 28 settembre 2025, da cui è scaturita una maggioranza risolutamente determinata a progredire nel percorso verso l'UE. Il primo vertice UE-Moldova del 4 luglio 2025 ha dato il via a un nuovo livello di cooperazione e integrazione. Parallelamente sono state intraprese misure concrete per integrare gradualmente la Moldova in settori fondamentali del mercato unico, compreso lo spazio del roaming a tariffa nazionale dal 1º gennaio 2026.

Con la Serbia sono aperti 22 capitoli di negoziato su 35, due dei quali chiusi in via provvisoria. Il gruppo di capitoli 4 (Agenda verde e connettività sostenibile) è stato l'ultimo gruppo ad essere aperto a dicembre 2021. Le autorità hanno continuato ad affermare che l'adesione all'UE è un obiettivo strategico, ma il ritmo effettivo di attuazione delle riforme ha subito un notevole rallentamento. La Serbia deve realizzare riforme credibili in tutti i settori, soprattutto per quanto riguarda le questioni fondamentali del processo di adesione e l'accelerazione dell'allineamento all'acquis, compreso un allineamento progressivo e più solido alla PESC. Deve assumersi una responsabilità molto maggiore nella comunicazione proattiva e più obiettiva sul proprio processo di adesione all'UE evitando la retorica contraria all'Unione. La polarizzazione della società serba si acuisce sullo sfondo delle proteste di massa di studenti e cittadini che da novembre 2024 investono tutta la Serbia, dando corpo allo scontento dei cittadini per la corruzione e la mancanza percepita di assunzione di responsabilità e trasparenza nel paese, al quale si aggiungono i casi di uso eccessivo della forza contro i manifestanti e di pressioni sulla società civile.

Nel quadro del dialogo facilitato dall'UE ci si attende che sia la Serbia che il Kosovo adempiano a tutti i rispettivi obblighi che derivano dall'accordo sul percorso verso la normalizzazione, dal relativo allegato di attuazione e da tutti i precedenti accordi di dialogo. Il dialogo facilitato dall'UE mira a promuovere la cooperazione, a compiere progressi nel percorso verso l'UE e a migliorare la vita dei cittadini.

La Macedonia del Nord non ha ancora adottato le necessarie modifiche costituzionali -che si è impegnata ad avviare e realizzare- al fine di includere nella Costituzione i cittadini che vivono entro i confini dello Stato ma che appartengono ad altre nazioni, quali i bulgari, come richiamato nelle conclusioni del Consiglio di luglio 2022. Le autorità hanno proseguito i lavori sulle tabelle di marcia relative allo Stato di diritto, alla riforma della pubblica amministrazione e al funzionamento delle istituzioni democratiche, così come i lavori sul piano d'azione per la protezione delle minoranze. La Macedonia del Nord dovrebbe intensificare l'impegno a sostegno dello Stato di diritto, in particolare salvaguardando l'indipendenza e l'integrità della magistratura e intensificando la lotta contro la corruzione. 

Nel periodo di riferimento la Bosnia-Erzegovina ha dovuto far fronte a tensioni politiche, a causa della caduta della coalizione di governo, e a una situazione di stallo nelle riforme. Il parlamento ha adottato leggi in materia di protezione dei dati e di controllo delle frontiere ed è stato firmato l'accordo sullo status di Frontex. A settembre 2025 la Bosnia-Erzegovina ha sottoposto il programma di riforma all'approvazione della Commissione. L'entità della Republika Srpska ha adottato leggi che compromettono l'ordinamento costituzionale e giuridico e la funzionalità delle istituzioni statali. Tali leggi sono state abrogate dalla Corte costituzionale. A seguito di una condanna penale confermata in appello, il presidente dell'entità della Republika Srpska è stato destituito e sono state indette elezioni anticipate, previste per il 23 novembre. Nel mese di ottobre, con l'obiettivo di allentare le tensioni della situazione politica l'Assemblea nazionale della Republika Srpska ha nominato un presidente ad interim per il periodo fino alle elezioni, ha revocato il mandato del presidente in carica e ha annullato sei delle leggi precedentemente dichiarate incostituzionali. Il paese deve adottare le misure che permetteranno di organizzare la prima conferenza intergovernativa, a partire dall'adozione di leggi sulla riforma giudiziaria e dalla nomina di un capo negoziatore. Ci si attende che la Bosnia-Erzegovina porti a termine con urgenza le riforme costituzionali ed elettorali in sospeso. La riforma delle istituzioni statali a garanzia della funzionalità e della non discriminazione dovrà essere realizzata nel contesto dei futuri negoziati di adesione.

Il Kosovo 4* mantiene l'impegno a favore del percorso europeo, con un livello elevato di sostegno pubblico. Tuttavia i progressi nell'agenda dell'UE sono stati ostacolati dalle divisioni politiche interne e bloccati dal rallentamento delle attività dell'Assemblea in vista delle elezioni politiche di febbraio e dal protrarsi dello stallo politico che ne è seguito. La Commissione ha mosso i primi passi per revocare gradualmente le misure vigenti a maggio 2025. Le prossime tappe rimangono subordinate a un continuo allentamento delle tensioni nel nord del paese. La Commissione intende revocare ulteriori misure a condizione che, in esito alle elezioni amministrative nel nord, si realizzi un trasferimento ordinato della governance locale e che si prosegua nell'allentamento delle tensioni.

Nel quadro del dialogo facilitato dall'UE ci si attende che sia il Kosovo che la Serbia adempiano a tutti gli obblighi che derivano loro dall'accordo sul percorso verso la normalizzazione, dal relativo allegato di attuazione e da tutti i precedenti accordi di dialogo. Il dialogo facilitato dall'UE mira a promuovere la cooperazione, a compiere progressi nel percorso verso l'UE e a migliorare la vita dei cittadini. Sempre conformemente agli obblighi di dialogo assunti, ci si aspetta che il Kosovo si impegni a trovare soluzioni a lungo termine per l'accesso di tutte le comunità ai servizi pubblici di base.

La Turchia è un paese candidato e partner fondamentale dell'UE. Conformemente alle conclusioni del Consiglio europeo di aprile 2024 5 , l'Unione ha continuato a portare avanti le relazioni con la Turchia in modo graduale, proporzionato e reversibile. Come ribadito dal Consiglio europeo a dicembre 2024 6 , è nell'interesse strategico dell'UE avere un contesto stabile e sicuro nel Mediterraneo orientale e sviluppare relazioni di cooperazione reciprocamente vantaggiose con la Turchia. L'Unione europea annette particolare importanza alla ripresa e all'avanzamento dei colloqui per la soluzione della questione di Cipro nell'ottica di rafforzare ulteriormente la cooperazione tra l'UE e la Turchia. Ci si aspetta che la Turchia rispetti il diritto internazionale, le relazioni di buon vicinato e la sovranità degli Stati membri dell'UE. L'UE e la Turchia hanno interagito su questioni di interesse comune, tra cui l'attuazione dell'unione doganale, le questioni economiche, la gestione della migrazione, le transizioni verde e digitale, i cambiamenti climatici, la politica estera e di sicurezza, con particolare attenzione agli sviluppi regionali, e la connettività, anche nel quadro della riunione ministeriale interregionale sulla sicurezza e la connettività tenutasi a ottobre 2025. L'UE ha un interesse strategico a sviluppare collegamenti resilienti ed efficienti nel settore dei trasporti, dell'energia e del digitale che colleghino l'Asia centrale al Caucaso meridionale e quindi all'UE. Nel corso dell'ultimo anno si sono tenuti dialoghi ad alto livello su economia, commercio, migrazione, sicurezza e clima, in linea con le conclusioni del Consiglio in materia. Il continuo deterioramento delle norme democratiche, dello Stato di diritto, dell'indipendenza della magistratura e del rispetto dei diritti fondamentali continua tuttavia a destare notevole preoccupazione. Dall'inizio del 2025 si è registrato un elevato numero di azioni legali, arresti e accuse nei confronti di rappresentanti eletti, esponenti e partiti dell'opposizione, attivisti politici, esponenti della società civile e rappresentanti delle imprese, giornalisti e altri soggetti, il che ha sollevato interrogativi circa l'adesione della Turchia ai valori democratici. Il dialogo sullo Stato di diritto è parte integrante delle relazioni tra l'UE e la Turchia e proseguirà l'interscambio per parare siffatti sviluppi preoccupanti.

Per quanto riguarda la Georgia, in giugno e in ottobre 2024 il Consiglio europeo 7  ha concluso che la linea d'azione delle autorità georgiane mette a repentaglio il percorso di adesione del paese all'UE e ha di fatto portato a un arresto del processo di adesione. A dicembre 2024 il Consiglio europeo ha deplorato la decisione del governo georgiano di sospendere il processo di adesione del paese all'UE fino al 2028. Da allora la situazione si è deteriorata ulteriormente e considerevolmente. La Georgia ha registrato un grave regresso democratico, con una rapida erosione dello Stato di diritto e una forte limitazione dei diritti fondamentali. Le azioni repressive sistemiche e sistematiche delle autorità, tra cui la normativa che limita lo spazio civico e i diritti fondamentali, che colpisce il funzionamento dei media indipendenti e che prende di mira le persone LGBTIQ, così come l'uso eccessivo della forza in piena impunità da parte delle autorità di contrasto e la retorica ostile nei confronti dell'UE, sono in netto contrasto con i valori dell'Unione e con le azioni attese da un paese candidato all'adesione all'UE. Si è inoltre registrato un notevole regresso nelle nove tappe indicate nella raccomandazione della Commissione per lo status di paese candidato, allontanando ulteriormente la Georgia dal percorso di adesione all'UE. Le istituzioni preposte a difendere lo Stato di diritto sono state strumentalizzate per obiettivi di parte, compromettendone in tal modo l'integrità. Le autorità non hanno adottato alcuna misura per invertire la linea d'azione e riportare il paese sulla via dell'adesione all'UE. Lo stato di detenzione cui sono sottoposti importanti esponenti dell'opposizione e l'annuncio del partito al governo dell'intenzione di bandire determinati partiti di opposizione e le persone associate costituiscono un attacco diretto al pluralismo democratico.

Albania, Montenegro, Macedonia del Nord e Bosnia-Erzegovina hanno mantenuto il totale allineamento alla politica estera e di sicurezza comune dell'UE. L'attuazione delle sanzioni rimane una sfida in Bosnia-Erzegovina e al paese è chiesto di continuare a rafforzare la capacità di attuare e fare rispettare le misure restrittive. Il Kosovo prosegue nell'allineamento volontario alla PESC e nell'attuazione delle misure restrittive dell'UE, segnalando un chiaro impegno a favore dei valori dell'UE, di cui l'Unione si è ripetutamente rallegrata. A partire dal prossimo anno la Commissione introdurrà un apposito capitolo 31 per riferire in merito alla convergenza del Kosovo con la PESC nel quadro dell'accordo di stabilizzazione e di associazione UE-Kosovo. Il tasso di allineamento complessivo di Ucraina e Moldova continua ad essere molto alto.

Il tasso di allineamento della Serbia alla PESC rimane basso. La Serbia ha continuato a cooperare con l'UE in materia di elusione delle sanzioni ma, per avanzare nel percorso verso l'UE, deve migliorare considerevolmente il tasso di allineamento. La corsia preferenziale di acquisizione del diritto di esenzione dal visto per entrare nell'UE offerta ai cittadini russi concedendo loro la cittadinanza serba comporta potenziali rischi per la sicurezza dell'UE. Il tasso di allineamento della Georgia alla PESC è diminuito e rimane basso. La riesportazione di beni comuni ad alta priorità ed economicamente critici continua a destare preoccupazione. I voli dalla Georgia verso varie destinazioni in Russia hanno continuato a registrare forti aumenti. La Georgia dovrebbe intensificare la cooperazione per evitare che il suo territorio e/o i soggetti giuridici registrati nel paese siano usati per eludere le misure restrittive dell'UE. La Turchia non ha compiuto progressi nell'allineamento alla PESC, mantenendo un tasso molto basso nel periodo di riferimento. La Turchia interagisce con l'UE per porre fine all'elusione delle sanzioni dell'UE nei confronti della Russia, con qualche risultato; è incoraggiata a proseguire e intensificare la collaborazione. Dai paesi candidati che non vi hanno già provveduto ci si attende, in via prioritaria, il rispetto degli impegni assunti, il miglioramento dell'allineamento alla PESC, anche per quanto riguarda le misure restrittive, in conformità del quadro di negoziazione, e l'astensione da azioni e dichiarazioni contrarie alle posizioni dell'UE in materia di politica estera.

       

III.2. Questioni fondamentali del processo di adesione

Lo Stato di diritto, i diritti fondamentali, il funzionamento delle istituzioni democratiche, la riforma della pubblica amministrazione e i criteri economici costituiscono le "questioni fondamentali" del processo di adesione all'Unione, della quale rispecchiano valori e principi. Riforme credibili e risultati irreversibili sulle questioni fondamentali sono essenziali affinché tutti godano dell'uguaglianza dinanzi alla legge e nell'applicazione della stessa e possano esercitare effettivamente i propri diritti fondamentali. Il consolidamento dei risultati ottenuti in questi settori è fondamentale affinché i paesi dell'allargamento avanzino verso l'adesione. Offendo certezza del diritto, lo Stato di diritto e il buon governo costituiscono anche la base per stimolare la competitività e instaurare le condizioni necessarie per gli investimenti esteri diretti, il progresso socioeconomico e la prosperità. La stabilità delle istituzioni è essenziale anche per la conformità con l'acquis dell'UE in tutte le sfere politiche, compresa la gestione della cospicua assistenza finanziaria che la stessa Unione fornisce. Resta importante che i paesi dell'allargamento raccolgano dati statistici ufficiali attendibili.

Nell'ultimo anno si sono registrati progressi nelle riforme connesse alle questioni fondamentali in particolare in Montenegro, Albania, Moldova e Ucraina. In Georgia si è invece assistito a un drastico deterioramento per quanto riguarda le questioni fondamentali.

Come già nel 2024, anche nel 2025 quattro paesi candidati (Albania, Macedonia del Nord, Montenegro e Serbia) sono inclusi nella relazione sullo Stato di diritto 8 insieme agli Stati membri dell'UE. Anche quest'inclusione rientra nell'integrazione graduale volta ad ancorare in modo saldo e irreversibile la democrazia e lo Stato di diritto nei paesi dell'allargamento prima dell'adesione e dopo. L'esercizio è complementare alle relazioni sull'allargamento che trattano in modo esaustivo tutti gli aspetti del funzionamento delle istituzioni democratiche, dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali e tutti i capitoli dell'acquis dell'UE.

Funzionamento delle istituzioni democratiche

Istituzioni democratiche stabili e consolidate rimangono fondamentali per il processo di adesione e sono essenziali per la stabilità politica. In vari paesi dell'allargamento i problemi di polarizzazione, controllo parlamentare limitato e applicazione lacunosa dei regimi di consultazione pubblica hanno continuato a ostacolare i processi democratici. In Georgia lo stato della democrazia si è deteriorato notevolmente: istituzioni e organi essenziali per il corretto funzionamento della democrazia mancano di imparzialità e indipendenza. In vari paesi i processi elettorali sono stati nel complesso pacifici e competitivi e si sono svolti in modo professionale. Tuttavia in vari paesi sono necessarie riforme incisive per dare seguito alle raccomandazioni non ancora concretate dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa / dell'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani e della Commissione di Venezia, in particolare al fine di migliorare la fiducia del pubblico nei processi elettorali. In Georgia le elezioni politiche di ottobre 2024 e le elezioni amministrative di ottobre 2025 sono state caratterizzate da un elevato livello di polarizzazione e da un regresso democratico: sono giunte segnalazioni di intimidazioni, coercizioni e pressioni sugli elettori, che hanno sollevato preoccupazioni circa la capacità dei cittadini di farsi liberamente un'opinione e votare senza timore di ritorsioni. La Moldova ha modificato la normativa per far fronte alle minacce di ingerenze straniere nelle elezioni e alla corruzione elettorale; rimane importante continuare a lavorare per perfezionare l'allineamento della legge elettorale alle norme europee.

Sebbene in molti paesi viga un quadro giuridico propizio alle attività della società civile, le sfide dell'attuazione hanno determinato problemi persistenti, in particolare riguardo ai limitati finanziamenti erogati dalle autorità nazionali e alla rilevanza delle consultazioni. L'introduzione di leggi restrittive in alcuni paesi e il ricorso ad azioni legali strategiche tese a bloccare la partecipazione pubblica (SLAPP) sollevano serie preoccupazioni rispetto alla progressiva riduzione dello spazio civico. In Georgia le leggi restrittive adottate e applicate nei confronti di attivisti, società civile e media indipendenti minacciano le stesse fondamenta della democrazia e rappresentano un fenomeno senza precedenti tra i paesi candidati. Gli arresti e le altre misure coercitive applicate nel contesto delle manifestazioni in Georgia, ma anche in Serbia, esercitano un effetto dissuasivo sulla società civile, aggravato da attacchi verbali e campagne diffamatorie, anche da parte di rappresentanti di alto livello dello Stato. In Turchia lo spazio civico si è ridotto ulteriormente a causa delle persistenti pressioni giudiziarie e amministrative delle autorità. In alcuni paesi sono stati tuttavia registrati anche sviluppi incoraggianti, tra cui l'attivazione del Consiglio per la cooperazione tra il governo e la società civile in Macedonia del Nord e l'adozione di tre leggi volte a rafforzare il coinvolgimento e la consultazione delle organizzazioni dei cittadini e della società civile in Ucraina.

Riforma della pubblica amministrazione

I progressi nell'attuazione delle raccomandazioni relative alle riforme della pubblica amministrazione sono nel complesso limitati. Sebbene i paesi candidati si dichiarino pronti a adottare i quadri strategici e gli strumenti di pianificazione delle politiche necessari, l'attuazione registra un certo ritardo. Fra le cause si annoverano la mancanza di capacità amministrativa, la necessità di modificare la cultura amministrativa per sostenere le riforme a lungo termine e l'insufficiente titolarità politica. La politicizzazione della funzione pubblica continua a rappresentare una sfida cruciale per la gestione delle risorse umane. È necessario compiere progressi verso una cultura della responsabilità, in quanto istituzioni chiave quali i parlamenti nazionali o gli organi superiori di controllo non usano tutte le loro potenzialità per esercitare il controllo sui governi in materia di pubblica amministrazione.

Tutti i paesi hanno istituito un quadro strategico credibile e pertinente per la gestione delle finanze pubbliche. I progressi rimangono limitati ad aspetti importanti quali l'istituzione di consigli e sistemi di bilancio indipendenti per monitorare la disciplina di bilancio e le entrate fiscali, la gestione degli investimenti pubblici e il collegamento tra pianificazione strategica e quadri di bilancio a medio termine.

Sistema giudiziario e diritti fondamentali

La maggior parte dei paesi dell'allargamento ha continuato a investire nel funzionamento del sistema giudiziario attuando riforme settoriali. Tuttavia l'impatto di tali riforme compone un quadro eterogeneo. In Albania, Ucraina e Moldova è continuata l'opera di rafforzamento dell'indipendenza e della responsabilità, anche mediante i processi di vaglio ai fini della selezione, così come vi sono migliorati i sistemi di nomina trasparente e basata sul merito e il funzionamento degli organi direttivi. In Montenegro, dopo l'intensa fase di riforme del 2024, l'attuazione della disciplina migliorata che garantisce l'indipendenza, l'imparzialità e la responsabilità della magistratura ha prodotto alcuni primi risultati positivi. In Turchia e, in una certa misura, in Serbia le indebite influenze e i tentativi di limitare l'indipendenza della magistratura hanno invece compromesso lo Stato di diritto e la democrazia. In Georgia i cambiamenti giuridici hanno compromesso gravemente l'indipendenza e l'integrità della magistratura, acuendo i rischi di controllo politico. In altri paesi i progressi compiuti nel dar seguito alle raccomandazioni fondamentali per il settore sono stati limitati (ad esempio in Macedonia del Nord, Bosnia-Erzegovina e Kosovo). In tutti i paesi il rispetto delle norme europee richiede un impegno di riforma duraturo, un aumento delle capacità degli organi direttivi e l'assegnazione di congrue risorse umane, tecniche e finanziarie.

La corruzione resta un problema rilevante che i paesi dell'allargamento devono affrontare in via prioritaria. Sono state adottate ulteriori misure per rafforzare i quadri giuridici e istituzionali volti a prevenire e combattere la corruzione in Albania e in Moldova, mentre in Montenegro sono in fase di consolidamento i miglioramenti adottati lo scorso anno. In Ucraina le modifiche normative hanno rischiato di indebolire le istituzioni anticorruzione specializzate, ma sono state rapidamente annullate. È necessario evitare qualsiasi azione che indebolisca o annulli le solide riforme anticorruzione. Occorre affrontare i vari rischi di appropriazione dello Stato, in particolare in Bosnia-Erzegovina, Georgia, Serbia e Turchia. La corruzione ad alto livello, la criminalità organizzata, la frode fiscale e l'influenza sproporzionata degli interessi costituiti sulla sfera politica, economica e pubblica richiedono un'azione risoluta per garantire lo Stato di diritto e lo sviluppo economico nei paesi dell'allargamento. Sono elementi essenziali la volontà politica, l'impegno per migliorare trasparenza e integrità, compresi sistemi efficaci di dichiarazione patrimoniale, e l'individuazione e attenuazione dei conflitti di interesse. È necessario un approccio olistico che comprenda l'attuazione coerente di strategie anticorruzione e la garanzia che gli organi anticorruzione siano efficaci, indipendenti e dotati di risorse adeguate. Sebbene i risultati siano in graduale miglioramento, in particolare in Albania, Kosovo, Montenegro, Moldova e Ucraina, è necessario proseguire e intensificare l'azione per indagare e perseguire la corruzione, soprattutto a livelli più elevati, in tutti i paesi dell'allargamento. Ulteriori iniziative sono necessarie anche per creare e tutelare un contesto propizio alle attività del giornalismo investigativo e della società civile.

Quando al rispetto, tutela e applicazione dei diritti fondamentali, il quadro giuridico è in genere in vigore e l'allineamento all'acquis dell'UE è migliorato nella maggior parte dei paesi dell'allargamento. Permangono tuttavia alcune lacune nell'allineamento, in particolare per quanto riguarda la protezione dei dati, i diritti procedurali e delle vittime, la libertà dei media, la non discriminazione, i reati generati dall'odio e l'incitamento all'odio, i diritti delle persone con disabilità, compresa l'accessibilità, la parità di genere, i diritti delle persone LGBTIQ e la violenza di genere. Il rispetto concreto dei diritti umani è peggiorato in alcuni paesi e in tutti i casi richiede che sia dato un seguito più sistematico alle raccomandazioni degli organi di monitoraggio internazionali ed europei, del difensore civico o delle istituzioni nazionali per i diritti umani, degli organi per la parità e delle autorità di protezione dei dati. Anche tali istituzioni necessitano di maggiori risorse su base duratura. Occorre inoltre rafforzarne l'indipendenza. Tutti i paesi devono provvedere all'esecuzione delle sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo. Permangono preoccupazioni per quanto riguarda le condizioni di detenzione e le misure di prevenzione della tortura e di maltrattamenti (in particolare in Macedonia del Nord, Ucraina, Moldova e Georgia). Le restrizioni alle libertà di associazione, riunione ed espressione sono aumentate in alcuni paesi, come la Serbia, la Turchia e la Georgia, in quest'ultima anche attraverso l'introduzione di una normativa repressiva.

La libertà di espressione e la libertà e il pluralismo dei mezzi di comunicazione sono pilastri fondamentali di una società democratica. Si osservano miglioramenti in Montenegro e nella Macedonia del Nord. Nella maggior parte dei paesi dell'allargamento il settore dei media rimane nel complesso caratterizzato dalla concentrazione dei mezzi di comunicazione e dall'influenza politica e risulta ampiamente esposto alle attività di manipolazione delle informazioni e ingerenze da parte di attori stranieri (FIMI). È necessario garantire l'indipendenza degli organi di regolamentazione e delle emittenti di servizio pubblico, con ulteriori iniziative per rafforzare il pluralismo, l'indipendenza, la qualità del giornalismo e le condizioni di lavoro dei giornalisti. Le intimidazioni nei confronti dei giornalisti, comprese le SLAPP, le minacce, le ritorsioni, le aggressioni fisiche e le detenzioni sono aumentate in diversi paesi, portando a un regresso in Serbia, Georgia e Turchia. Occorre instaurare un sistema di seguito sistematico a ogni singolo caso da parte delle autorità giudiziarie e di contrasto.

Sono necessarie iniziative rilevanti per allinearsi ulteriormente all'acquis dell'UE e dare effettiva attuazione alla normativa in materia di uguaglianza e non discriminazione, per contrastare i reati generati dall'odio e l'incitamento all'odio e per affrontare il problema della continua discriminazione nei confronti dei rom, delle persone LGBTIQ, delle persone con disabilità e delle persone appartenenti a minoranze. La violenza di genere, in particolare la violenza domestica, rimane diffusa in tutti i paesi dell'allargamento e sono necessari interventi per garantire l'effettiva disponibilità di servizi specializzati di assistenza alle vittime e la relativa capacità. La protezione dei minori è stata rafforzata specialmente in Ucraina, ma tutti i paesi dovrebbero continuare a dare priorità all'integrazione sistematica dei sistemi di protezione dei minori, accelerando la deistituzionalizzazione dei minori privi di cure genitoriali, così come delle persone con disabilità (compresi i minori).

Giustizia, libertà e sicurezza

Sono proseguiti i progressi nella lotta contro la criminalità organizzata e le forme gravi di criminalità con l'obiettivo di impedire ai gruppi criminali dei paesi dell'allargamento di operare a livello nazionale e internazionale, anche all'interno dell'UE. Le iniziative volte a sviluppare una solida casistica di indagini, azioni penali e condanne definitive in tutti i settori della criminalità organizzata e delle forme gravi di criminalità hanno portato ad alcuni progressi, evidenziando un costante miglioramento generale, e dovrebbero proseguire. I paesi dell'allargamento dovrebbero rafforzare le capacità di svolgere indagini proattive basate sull'intelligence, in modo da poter affrontare casi complessi di criminalità organizzata. La capacità delle procure specializzate di perseguire efficacemente i gruppi della criminalità organizzata è migliorata in alcuni paesi, in particolare in Albania, e dovrebbe essere sviluppata ulteriormente. È inoltre necessario rafforzare i meccanismi di cooperazione e coordinamento tra le istituzioni coinvolte nelle indagini e nelle azioni penali contro la criminalità organizzata in diversi paesi, in particolare in Bosnia-Erzegovina, Georgia, Moldova e Ucraina; in questi ultimi due paesi si dovrebbe portare avanti l'azione di riforma in corso.

La cooperazione tra gli Stati membri dell'UE e i paesi dell'allargamento a livello di autorità giudiziarie e di contrasto ha continuato a produrre risultati positivi. La cooperazione con CEPOL, Europol, Eurojust e Procura europea (EPPO) è consolidata con la maggior parte dei paesi dell'allargamento. Sono state istituite diverse nuove squadre investigative comuni, che hanno portato ad arresti. La partecipazione alla piattaforma multidisciplinare europea di lotta alle minacce della criminalità, sebbene ancora eterogenea, si è complessivamente intensificata e dovrebbe essere rafforzata ulteriormente, in particolare ai fini di indagini e azioni penali efficaci nei confronti dei gruppi della criminalità organizzata.

Il traffico di stupefacenti rimane uno dei settori di attività più estesi dei gruppi della criminalità organizzata nei paesi dell'allargamento. Le droghe sequestrate dovrebbero essere eliminate in modo più sistematico, conservandone solo un campione per i procedimenti penali. In Albania e in Moldova sono stati compiuti progressi nell'istituzione di sistemi nazionali di allerta precoce in relazione alle nuove sostanze psicoattive. È in fase di sviluppo una cooperazione rafforzata con l'Agenzia dell'Unione europea sulle droghe, in linea con il suo mandato riveduto.

L'attuazione della tabella di marcia regionale globale sul controllo delle armi leggere e di piccolo calibro (SALW) nei Balcani occidentali ha prodotto risultati positivi in molti settori e dovrebbe proseguire. Anche la Moldova sta compiendo progressi costanti nel controllo delle SALW e dovrebbe continuare ad affrontare i problemi residui. Parimenti in Ucraina sono stati compiuti buoni progressi al riguardo, che dovrebbero progredire.

I paesi dell'allargamento dovranno intensificare le attività di contrasto della tratta di esseri umani per ridurre ulteriormente il numero di migranti irregolari vittime del traffico, nel contesto di un notevole calo dei flussi migratori irregolari verso l'UE attraverso la rotta dei Balcani occidentali. Occorre prestare particolare attenzione alla prevenzione della tratta e all'assistenza da fornire alle vittime, anche prevenendone la re-immissione nella tratta e promuovendone il reinserimento. I paesi dell'allargamento, in particolare Serbia, Montenegro, Moldova e Turchia, hanno adottato misure incisive di potenziamento delle politiche antitratta, rafforzando ulteriormente il quadro giuridico, istituzionale e operativo per contrastare i trafficanti e assistere le vittime.

Poiché la criminalità organizzata opera sempre più nello spazio digitale, è fondamentale che i paesi dell'allargamento rafforzino le capacità di indagare sui reati favoriti dall'informatica.

Occorre migliorare la capacità di contrastare la criminalità economica, la frode fiscale internazionale e il riciclaggio. Nel corso dell'ultimo anno Montenegro, Macedonia del Nord, Albania, Serbia e Moldova hanno compiuto progressi nella lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo. Tutti i paesi dell'allargamento devono stabilire una solida casistica di indagini, azioni penali e condanne definitive nei casi di riciclaggio, anche come reato a sé stante. A tal fine è necessario un ulteriore allineamento all'acquis dell'UE in materia di rilevanza penale del riciclaggio, di lotta al finanziamento del terrorismo e di recupero dei beni. Alcuni paesi hanno compiuto progressi nell'avvio più sistematico di indagini finanziarie. Nel complesso la capacità di avviare tali indagini e di sequestrare e confiscare effettivamente i beni è nel complesso ancora insufficiente. Per reperire effettivamente i flussi finanziari illeciti e disporre la confisca dei beni interessati sono necessarie ulteriori iniziative di raccolta e divulgazione di informazioni attendibili, anche attraverso il miglioramento della trasparenza delle informazioni sulla titolarità effettiva, in particolare mediante i registri dei titolari effettivi, e potenziando l'accesso interistituzionale alle banche dati d'interesse. Occorre utilizzare tutti gli strumenti di confisca disponibili. Sebbene l'istituzione di uffici per il recupero dei beni rimanga eterogenea tra i vari paesi dell'allargamento, si registrano progressi, in particolare in Albania e Kosovo. Occorre sviluppare ulteriori capacità per contrastare l'uso improprio delle criptovalute a fini criminali. I paesi dell'allargamento devono provvedere a che le amministrazioni doganali dispongano di adeguate capacità di attuazione e applicazione e cooperino con le rispettive amministrazioni fiscali.

Il terrorismo, l'estremismo violento e la radicalizzazione continuano a meritare particolare attenzione. L'attuazione del piano d'azione comune per i Balcani occidentali sulla lotta al terrorismo è proseguita, mentre in ottobre 2025 è stato firmato un nuovo piano d'azione comune. I paesi dell'allargamento dovrebbero provvedere a che il rispettivo ordinamento preveda effettivamente la punibilità penale dei reati di terrorismo e sia allineato all'acquis dell'UE in materia di precursori di esplosivi e contenuti terroristici online. La radicalizzazione online, in particolare dei giovani e dei minori, e la radicalizzazione nelle carceri rimangono i contesti di radicalizzazione più preoccupanti e impegnativi. Sono necessarie ulteriori iniziative per prevenire tali fenomeni e dovrebbero essere adottate misure concrete per contrastare i contenuti terroristici online. In molti paesi dell'allargamento non sono ancora stati istituiti o sviluppati ulteriormente meccanismi di coordinamento per prevenire e contrastare il terrorismo e l'estremismo violento.

L'allineamento normativo e istituzionale al quadro dell'UE sulla resilienza dei soggetti critici permane in una fase iniziale in tutti i paesi. Sono necessarie ulteriori iniziative per sviluppare la normativa nazionale e individuare le infrastrutture critiche in linea con l'acquis dell'UE.

Le minacce ibride continuano a rappresentare una grave sfida politica, sociale e di sicurezza per i paesi dell'allargamento. Rientrano in questo tipo di minacce la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri (FIMI) e gli attacchi fisici e informatici, in particolare alle infrastrutture critiche. Si tratta di minacce che mirano a compromettere i valori democratici fondamentali dell'UE e a frammentare le società, sia all'interno dell'UE che nei paesi dell'allargamento. La Moldova in particolare ha dimostrato resilienza nei confronti dell'incessante ingerenza russa nel contesto delle elezioni politiche. In tutti i paesi dell'allargamento sono necessarie maggiori iniziative per restringere lo spazio sfruttabile per la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri e per la disinformazione, così come per accrescere la resilienza della società (cfr. anche parte IV della presente comunicazione). Sono stati ulteriormente rafforzati il sostegno dell'Unione ai paesi candidati e la cooperazione con essi per migliorare reciprocamente la resilienza.

Migrazione

L'UE mantiene ferma la rotta dell'impegno a cooperare e sostenere i Balcani occidentali e la Turchia adottando un'impostazione globale in tema di migrazione irregolare, compresa la lotta contro il traffico di migranti e la tratta di esseri umani, migliorando la gestione delle frontiere e la cooperazione in materia di asilo, protezione e accoglienza, intensificando i lavori sui rimpatri, sempre nel rispetto dei diritti fondamentali e fermo restando un maggiore allineamento della politica in materia di visti. Sebbene sulle rotte dei Balcani occidentali i flussi migratori irregolari siano diminuiti, per contrastarvi la migrazione irregolare occorre una vigilanza costante, in particolare sull'attività illegale e violenta delle reti criminali implicate nel traffico di migranti e nella tratta di esseri umani.

Nel 2024 il numero di attraversamenti illegali delle frontiere dell'UE dai Balcani occidentali è diminuito del 78 % rispetto al 2023, risultato che s'iscrive nella continuità del calo del 31 % registrato nel 2023 rispetto al 2022. Quest'andamento discendente molto accentuato si è finora mantenuto nel 2025, con un ulteriore calo del 47 % dei rilevamenti nei primi otto mesi dell'anno rispetto allo stesso periodo del 2024. Tale progresso è riconducibile all'intensificazione delle attività di applicazione all'interno della regione e al piano d'azione dell'UE per i Balcani occidentali. Un allineamento più rapido all'acquis dell'UE negli ultimi anni ha contribuito a migliorare la gestione delle frontiere. I settori prioritari comprendono una gestione efficace delle frontiere, la lotta contro il traffico di migranti e la tratta di esseri umani, l'aumento dei rimpatri, la cooperazione in materia di asilo e protezione e i sistemi di accoglienza.

Nel complesso la cooperazione fra l'UE e i Balcani occidentali nella lotta contro il traffico di migranti e la tratta di esseri umani sta producendo risultati operativi. I partner dei Balcani occidentali hanno mostrato un costante impegno a cooperare in tale settore.

Nel primo semestre del 2025 gli arrivi dalla Turchia sulla rotta del Mediterraneo orientale sono diminuiti di oltre un terzo e si è registrato un calo anche lungo tutte le rotte secondarie. Gli arrivi in Italia in provenienza dalla Turchia sono diminuiti del 36 % rispetto allo stesso periodo del 2024. Sebbene le rotte marittime dalla Turchia verso l'Italia e verso Cipro abbiano registrato un calo considerevole nel 2024, gli arrivi irregolari dalla Turchia in Grecia attraverso le frontiere terrestri sono aumentati notevolmente. La Commissione sta attuando il piano d'azione dell'UE per la rotta del Mediterraneo orientale adottato in ottobre 2023. L'UE continua a sostenere il notevole impegno profuso dalla Turchia per l'accoglienza di 2,7 milioni di profughi, provenienti principalmente dalla Siria, e collabora con le autorità turche per prevenire la migrazione irregolare. Per la cooperazione UE-Turchia in generale resta fondamentale l'attuazione della dichiarazione UE-Turchia del marzo 2016 e dell'accordo di riammissione UE-Turchia. La guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina continua a provocare uno sfollamento massiccio di popolazione sia all'interno dell'Ucraina sia nell'intera regione. I paesi della regione, in particolare la Moldova, hanno continuato ad accogliere profughi ucraini, contribuendo alle azioni di protezione e integrazione.

Tutti i partner dei Balcani occidentali dovrebbero provvedere in via prioritaria a un ulteriore allineamento all'elenco dell'UE dei paesi terzi soggetti all'obbligo del visto al fine di evitare un rischio in materia di migrazione o sicurezza per l'UE. In attesa del totale allineamento sarebbe opportuno che i paesi dell'allargamento garantissero una rigorosa verifica dei cittadini di paesi terzi esenti dall'obbligo del visto. I programmi e le prassi di concessione della cittadinanza in cambio di investimenti ai cittadini di paesi terzi soggetti all'obbligo del visto nell'UE comportano rischi di sicurezza o di migrazione irregolare, compromettendo la politica dell'UE in materia di visti, e dovrebbero pertanto cessare in via prioritaria.

Le domande di asilo infondate presentate da cittadini di partner dell'allargamento esenti dall'obbligo del visto continuano a rappresentare un problema rilevante per alcuni Stati membri dell'UE.

Dal 2022 sono stati negoziati, firmati o resi operativi cinque nuovi accordi sullo status che consentono all'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) di inviare nei Balcani occidentali altre squadre del corpo permanente.

L'allineamento dei sistemi nazionali ai requisiti Schengen ha registrato progressi. Ciò è essenziale per dotare i paesi dell'allargamento degli strumenti e delle risorse necessari per far fronte alle sfide condivise, tra cui le minacce alla sicurezza e la migrazione irregolare. Montenegro, Albania e Serbia hanno compiuto progressi nell'elaborazione o nell'attuazione del rispettivo piano d'azione Schengen, mentre altri paesi stanno adottando misure preparatorie. Si dovrebbe porre termine alla pratica di prevedere esenzioni stagionali dal visto e di permettere l'ingresso senza visto a persone in possesso di un visto o di un permesso di soggiorno rilasciato da un paese terzo. I paesi dell'allargamento più avanzati dovrebbero accelerare le attività e nominare un coordinatore nazionale Schengen responsabile dell'elaborazione, dell'attuazione e del monitoraggio del piano d'azione Schengen.

Economia

La crescita economica è rimasta relativamente solida nel 2024 e l'inflazione si è ridotta nella maggior parte delle dieci economie dell'allargamento, sostenuta da un calo dei prezzi delle materie prime sul piano mondiale e da un orientamento monetario complessivamente prudente nei paesi con autonomia monetaria. Il calo dell'inflazione e l'aumento dei salari hanno determinato un aumento del reddito disponibile reale; in genere la crescita dei consumi delle famiglie è stata il principale motore della crescita economica nei Balcani occidentali, in Moldova e in Georgia.  La crescita annua del PIL è aumentata in Georgia (9,4 %), Kosovo (4,4 %) e Macedonia del Nord (2,8 %), mentre Serbia (3,9 %) e Albania (4 %) hanno sostanzialmente mantenuto tassi di crescita simili a quelli dell'anno precedente. La crescita del PIL è rimasta stagnante in Moldova (0,1 %) principalmente a causa del forte calo del settore agricolo, mentre si è quasi dimezzata in Montenegro (3,2 %) e si è moderata in Bosnia-Erzegovina (2,6 %), soprattutto a causa del calo delle esportazioni. L'economia dell'Ucraina ha mostrato resilienza (2,9 %), ma l'andamento si è fatto più fiacco a metà anno a causa dell'intensificarsi degli attacchi russi alle infrastrutture critiche. In Turchia l'inasprimento delle politiche monetarie ha frenato la domanda interna e riequilibrato la crescita economica (3,3 %) verso le esportazioni nette. Un'azione politica coraggiosa ha invertito la tendenza dell'inflazione, ma nella primavera 2025 le tensioni politiche interne hanno innescato perturbazioni dei mercati finanziari.

Nel 2024 i saldi delle partite correnti sono peggiorati nella maggior parte delle economie dell'allargamento, a causa dell'aumento delle importazioni dovuto alla forte domanda interna. Gli afflussi netti di investimenti diretti esteri sono diminuiti lievemente in percentuale del PIL, ma nella maggior parte dei paesi hanno più che compensato il disavanzo esterno. I prestiti al settore privato sono aumentati nella maggior parte dei paesi. Il settore bancario vi ha mantenuto una solida posizione patrimoniale e una liquidità favorevole e nella maggior parte dei casi la redditività è aumentata grazie al persistere di margini di interesse elevati. Gli indicatori della qualità degli attivi sono complessivamente migliorati.

Nel 2024 le entrate pubbliche sono aumentate considerevolmente nei Balcani occidentali e in Moldova. Allo stesso tempo la spesa è stata inferiore a quella iscritta in bilancio nella maggior parte dei paesi, spesso a causa di una spesa in conto capitale inferiore al previsto. L'esecuzione del bilancio ha generalmente portato a disavanzi di bilancio inferiori alle previsioni. Le sfide di bilancio derivano, tra l'altro, da una modesta base di entrate, da carenze nella gestione degli investimenti pubblici, da lacune nella governance di bilancio e, in alcuni casi, da un debito pubblico da moderato a elevato.

Sebbene la maggior parte delle economie dell'allargamento abbia registrato miglioramenti del mercato del lavoro, con un calo della disoccupazione e un aumento dei tassi di occupazione nel 2024, i tassi di partecipazione sono in genere rimasti bassi e la disoccupazione è stata più elevata che nell'UE, in particolare fra le donne e i giovani. Le politiche attive del mercato del lavoro non sono mirate sufficientemente ai gruppi più vulnerabili della popolazione, mentre il lavoro non dichiarato continua a rappresentare un problema. Persistono disallineamenti strutturali tra offerta e domanda di competenze a causa di investimenti insufficienti nel capitale umano e di sistemi di istruzione e formazione poco sviluppati. Per far fronte a queste sfide è necessario continuare a migliorare la qualità, la pertinenza e l'inclusività dell'istruzione attraverso riforme globali e a promuovere la partecipazione dei giovani. La convergenza economica deve andare di pari passo con la convergenza sociale fondata sui principi del pilastro europeo dei diritti sociali e sull'acquis sociale dell'UE. A tal fine è fondamentale che tutti i paesi dell'allargamento avanzino nello sviluppo di strutture e istituzioni del mercato del lavoro funzionanti, sistemi di protezione sociale efficaci e un dialogo sociale solido.

Tutte le dieci economie dell'allargamento si trovano confrontate con la sfida di accelerare le riforme strutturali al fine di consentire una crescita sostenibile a medio termine e compiere progressi nel soddisfare i criteri economici per l'adesione all'UE. Si tratta, fra l'altro, di garantire l'esistenza di un'economia di mercato funzionante e di dimostrare la capacità di far fronte alla pressione della concorrenza e alle forze di mercato nell'UE. Le politiche economiche dovrebbero sostenere obiettivi ambiziosi nell'ambito della transizione verde e digitale. La condotta di politiche di decarbonizzazione e resilienza è un settore che richiede urgente attenzione da parte dei paesi dell'allargamento. L'UE sostiene i paesi nell'impegno di riforma tramite i piani di crescita per i Balcani occidentali 9 e la Moldova 10 , il piano per l'Ucraina 11 e un intenso dialogo politico e raccomandazioni convenute nel dialogo economico e finanziario basato, tra l'altro, sui programmi di riforma economica 12 .  

III.3. Convergenza economica e sociale, competitività e integrazione graduale

Rafforzare i legami economici tra l'UE e i paesi dell'allargamento è essenziale per lo sviluppo socioeconomico e la competitività sia dei paesi partner che dell'UE. L'UE ha predisposto il quadro e gli strumenti per accelerare la convergenza economica e sociale tra i paesi dell'allargamento e gli Stati membri prima dell'adesione. Gli investimenti e le riforme previsti nei piani di crescita per i Balcani occidentali e per la Moldova e lo strumento per l'Ucraina sostengono e preparano i paesi dell'allargamento all'adesione. Questi strumenti sono integrati dalla possibilità, prevista negli accordi di associazione e in vari accordi settoriali, di procedere a un'ulteriore integrazione graduale dei paesi candidati in determinate politiche dell'UE e nelle iniziative faro dell'UE d'interesse, contribuendo in tal modo all'attuazione dell'acquis dell'UE, alla progressiva integrazione in alcune aree del mercato unico e a una transizione più agevole verso l'appartenenza all'Unione. Il fatto di tenere sistematicamente conto della dimensione dell'allargamento nelle prossime iniziative dell'UE faciliterà ulteriormente l'adesione dei futuri Stati membri.

Strumenti finanziari a sostegno della convergenza socioeconomica

Per rafforzare il sostegno alle riforme nei paesi dell'allargamento, l'UE sta passando a strumenti orientati ai risultati, quali i prestiti basati sulle politiche e i finanziamenti basati sui risultati. Ciò consente di concentrarsi sul conseguimento di risultati concreti piuttosto che sul rimborso dei costi, migliorando l'incisività del sostegno finanziario dell'UE e il relativo allineamento strategico alle priorità di riforma fondamentali.

Gli strumenti per le riforme e la crescita per i Balcani occidentali 13 e per la Moldova 14 e lo strumento per l'Ucraina incanalano il sostegno tramite piani e programmi di riforma strutturati, nell'ambito dei quali l'erogazione dei fondi è subordinata a progressi misurabili nelle riforme. Premiando i progressi e rafforzando la responsabilità, l'UE aiuta i partner a far avanzare le riforme in materia di governance, economia e Stato di diritto, e a migliorare l'allineamento alle norme e ai valori dell'UE. Questi strumenti mirati consolidano l'impegno condiviso a favore della crescita sostenibile, della stabilità e, in ultima battuta, dell'adesione all'UE. I nuovi piani di riforma e di crescita e il fatto che gli strumenti associati siano già in fase di attuazione costituiscono un'altra dimostrazione chiara della fermezza del sostegno e dell'impegno dell'UE nel promuovere la convergenza economica prima dell'adesione. I primi periodi di attuazione hanno già prodotto risultati nell'accelerazione delle riforme. I paesi dell'allargamento devono mantenere l'attuale slancio raddoppiando l'impegno, così da apportare benefici ancora più concreti ai loro cittadini.

Lo strumento per l'Ucraina costituisce il principale strumento di sostegno dell'UE al paese. Collega il sostegno finanziario a un ambizioso programma di riforma propizio alla crescita, volto ad agevolare la trasformazione strutturale, sostenendo nel contempo il percorso dell'Ucraina verso l'adesione all'UE. Lo strumento sta conseguendo gli obiettivi di sostenere il fabbisogno di finanziamento e la ricostruzione dell'Ucraina, mobilitare gli investimenti, migliorare il sostegno alla società ucraina e promuovere le riforme necessarie per l'adesione all'UE. Al 1º ottobre lo strumento aveva mobilitato 31,3 miliardi di EUR, di cui 22,7 miliardi di EUR erogati direttamente allo Stato sotto forma di sostegno al bilancio nell'ambito del pilastro I. 

Il piano per l'Ucraina, nell'ambito del primo pilastro dello strumento per l'Ucraina, definisce la strategia di riforma e di investimento per il paese per il periodo 2024-2027, promuovendone la ripresa economica, la ricostruzione e la modernizzazione favorendo nel contempo l'allineamento all'acquis dell'UE. Le tappe concrete fissate nel piano comprendono una serie di misure essenziali per avvicinare l'Ucraina all'acquis dell'UE a breve termine, tra cui l'adozione di una normativa che porti avanti l'attuazione di tale acquis, l'attuazione delle raccomandazioni dell'UE e l'adozione degli standard dell'UE in vari settori. Date le sfide poste dalla guerra di aggressione della Russia, nell'ottobre 2025 il piano per l'Ucraina è stato modificato leggermente per chiarire alcune tappe e modificare alcuni termini di attuazione, mantenendo invariati gli impegni complessivi dell'Ucraina. Al 28 ottobre 2025 erano state attuate 44 tappe di riforma previste dal piano per l'Ucraina, gettando le basi della ripresa a lungo termine del paese, accelerandone i progressi verso l'adesione e contribuendo all'allineamento delle istituzioni ucraine alle norme dell'UE. Fra le tappe completate, 11 contribuiscono ad allineare l'Ucraina all'acquis dell'UE. Tra le riforme rilevanti si annoverano l'aumento della capacità di combattere la corruzione, il miglioramento delle norme di governo societario, la sicurezza economica, la lotta contro l'evasione fiscale e l'adozione di un piano nazionale per l'energia e il clima e di una legge sul clima. Sono invece ancora in corso alcune tappe in materia di riforme, comprese quelle relative al sistema giudiziario.

Il piano di crescita per la Moldova, adottato in ottobre 2024, mira a promuovere la convergenza socioeconomica con l'UE e a sostenere il processo di adesione, sulla scorta dell'attuazione delle riforme collegate all'UE. Il piano si articola in tre pilastri, che accelereranno le riforme socioeconomiche e le riforme sulle questioni fondamentali, miglioreranno l'accesso al mercato unico dell'UE e aumenteranno l'assistenza finanziaria tramite uno specifico strumento per le riforme e la crescita per la Moldova. Tramite lo strumento, adottato a marzo 2025, l'UE si è impegnata con un consistente pacchetto di sostegno da 1,9 miliardi di EUR per il periodo 2025-2027. Il programma di riforma, articolato in153 riforme, è stato adottato dalla Moldova il 7 maggio, seguito dalla firma dell'accordo sullo strumento e dell'accordo di prestito. L'attuazione di questo strumento sosterrà la modernizzazione della Moldova e la sua transizione verso l'appartenenza all'Unione. Il prefinanziamento ammonta a 294 milioni di EUR, di cui 270 milioni di EUR in prestiti erogati l'11 giugno e 24,3 milioni di EUR in sovvenzioni che in una fase successiva sosterranno progetti di investimento approvati nell'ambito della piattaforma d'investimento per il vicinato. La prima quota di prestiti da 18,9 milioni di EUR è stata erogata il 2 settembre 2025, dopo che la Moldova ha presentato le prime tappe di riforma. Collettivamente il piano e lo strumento permetteranno e incentiveranno l'attuazione delle riforme e degli investimenti necessari per accelerare il processo di adesione e promuoveranno la crescita sostenibile e la decarbonizzazione dell'economia moldova a beneficio della popolazione.

Il piano di crescita per i Balcani occidentali comprende uno specifico strumento per le riforme e la crescita da 6 miliardi di EUR, volto a promuovere la convergenza socioeconomica con l'UE delle economie dei beneficiari e ad accelerare l'integrazione economica regionale e la progressiva integrazione nel mercato unico. Lo strumento premia i Balcani occidentali per i progressi compiuti nell'attuazione dei programmi di riforma concordati e sostiene gli investimenti fondamentali nei settori prioritari mediante il quadro per gli investimenti nei Balcani occidentali. Nei primi due cicli di rendicontazione dello strumento sono stati erogati ingenti fondi, a conferma del fatto che l'approccio innovativo basato sulla performance produce risultati concreti. I beneficiari devono tuttavia proseguire le iniziative per completare le restanti tappe di riforma al fine di sfruttare appieno i vantaggi dello strumento.

In ottobre 2024 la Commissione ha adottato una decisione che approva cinque programmi di riforma. L'attuazione delle relative riforme è iniziata nel 2025; parte del prefinanziamento è stata erogata ad Albania, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia. A luglio 2025 la Commissione ha adottato due decisioni per sbloccare fondi a favore del Montenegro e della Macedonia del Nord a seguito del soddisfacimento del primo ciclo di condizioni di pagamento entro marzo 2025. A ottobre 2025 la Commissione ha autorizzato un'ulteriore erogazione di fondi all'Albania, al Montenegro e alla Macedonia del Nord nel contesto del secondo ciclo di condizioni di pagamento, in riconoscimento dei progressi significativi compiuti in materia di riforme e dell'adempimento di 30 condizioni del programma di riforma. A causa del ritardo iniziale nell'adozione del programma di riforma, a luglio 2025 la Commissione ha dovuto ridurre del 10 % la dotazione indicativa della Bosnia-Erzegovina nell'ambito dello strumento per le riforme e la crescita. La Bosnia-Erzegovina ha sottoposto il programma di riforma all'approvazione della Commissione a settembre 2025. La ratifica dell'accordo sullo strumento e dell'accordo di prestito da parte del Kosovo rimane in sospeso a causa della situazione di stallo politico; l'attuazione delle tappe concordate nel programma di riforma del Kosovo è stata pertanto limitata.

Lo strumento integra l'assistenza fornita ai Balcani occidentali tramite lo strumento di assistenza preadesione (IPA III) 15 . Lo strumento si concentra sullo sviluppo delle capacità amministrative e istituzionali, sull'attuazione del piano economico e di investimenti per i Balcani occidentali 16 del 2020 e sull'attuazione di iniziative nell'ambito della strategia Global Gateway 17 , a sostegno della crescita economica e della duplice transizione verde e digitale.

La programmazione dell'IPA III per il periodo 2025-2027 segue un'impostazione basata sulle politiche, in linea con lo strumento per le riforme e la crescita per i Balcani occidentali, facendo sì che il sostegno bilaterale dell'UE sia strategico e incisivo. Il programma multinazionale IPA III intende guidare l'attuazione del piano di crescita per i Balcani occidentali, rafforzando l'impegno dell'UE nei confronti di questa regione. Tale impostazione garantisce che tutte le iniziative siano sinergiche con quelle dei singoli paesi, massimizzando in tal modo l'efficacia e la portata del sostegno dell'UE.

Integrazione graduale

L'integrazione accelerata, o graduale, mira a offrire alcuni dei vantaggi della futura adesione all'UE già nella fase di preadesione, consentendo al paese candidato di integrarsi in settori specifici della politica dell'UE, in particolare in parti del mercato unico, una volta che sia garantito l'allineamento legislativo e la capacità di applicare l'acquis dell'Unione. Ciò costituisce un incentivo a un allineamento precoce e all'attuazione dell'acquis dell'UE. L'integrazione graduale dimostra chiaramente che l'UE fa la sua parte aprendo ai paesi partner la possibilità di accelerare e approfondire l'integrazione con essa, spianando la strada all'allargamento. Non si tratta di un'alternativa all'allargamento, bensì di uno strumento a sostegno dello stesso. Di conseguenza l'avanzamento nell'integrazione graduale richiede l'impegno concreto e credibile dei paesi dell'allargamento ad avanzare nel percorso verso l'adesione e nei settori importanti per gli obiettivi geostrategici dell'UE, quali il rispetto dello Stato di diritto e la democrazia, e più in generale nell'allineamento alla PESC, così da migliorare il dinamismo e la gradualità del processo di adesione. Gli accordi che offrono ai paesi dell'allargamento l'accesso al mercato interno nel contesto dell'integrazione graduale comprenderanno un solido quadro istituzionale, garanzie giuridiche e meccanismi di risoluzione delle controversie modellati sui trattati dell'UE per garantire l'integrità del mercato interno e l'applicazione coerente del diritto dell'Unione.

Per quanto riguarda i Balcani occidentali, l'avanzamento dei lavori cui i sei partner si sono impegnati nel contesto del mercato comune regionale costituisce uno dei presupposti indispensabili di una maggiore integrazione con il mercato unico; a questo si aggiunge che nessun partner dei Balcani occidentali potrà bloccare l'accesso degli altri cinque al mercato unico dell'UE.

Per Ucraina e Moldova le zone di libero scambio globali e approfondite si sono rivelate quadri giuridici affidabili e flessibili e, cosa più importante, strumenti efficaci per promuovere l'integrazione graduale dei paesi. Per i Balcani occidentali il piano di crescita del 2023 ha offerto una via di accesso per l'integrazione graduale muovendo dagli accordi di stabilizzazione e di associazione.

Moldova, Ucraina e i partner dei Balcani occidentali hanno tutti beneficiato dell'integrazione graduale: il 2025 rappresenta in questo senso un anno determinante in diversi settori. L'integrazione graduale è uno dei motori dell'allineamento all'acquis dell'UE: i risultati sono già visibili nei settori delle telecomunicazioni (roaming), dei pagamenti, dei servizi bancari e della normativa antiriciclaggio (area unica dei pagamenti in euro, SEPA) e in materia di dogane, energia e beni industriali. Altri settori d'integrazione graduale includono l'agricoltura, i servizi fiduciari, lo spazio, la sanità, i trasporti e la difesa. In tutti questi settori i lavori proseguiranno.

Sono state adottate misure rilevanti per integrare i partner dell'allargamento nella zona di roaming a tariffa nazionale dell'UE. Nel 2025 il Consiglio ha adottato le decisioni che prevedono l'accesso reciproco al roaming per Ucraina e Moldova dal 1º gennaio 2026, con conseguenti benefici alle persone, compresi gli sfollati ucraini, consentendo loro di rimanere in contatto a livello transfrontaliero senza costi aggiuntivi. I Balcani occidentali hanno continuato ad attuare l'accordo sul roaming a tariffa regionale del 2019 e l'accordo volontario sottoscritto dai principali operatori di telecomunicazioni sulla riduzione delle tariffe di roaming con l'UE, entrato in vigore il 1º ottobre 2023. La Commissione interagisce con gli operatori e si appresta a proporre sei accordi bilaterali per estendere la zona di roaming a tariffa nazionale ai partner dei Balcani occidentali al fine di offrire loro benefici comparabili e imporre obblighi analoghi a quelli riconosciuti all'Ucraina e alla Moldova.

Per quanto concerne i servizi di pagamento, un traguardo significativo è rappresentato dall'inclusione di Montenegro, Albania, Macedonia del Nord, Moldova e Serbia nell'ambito geografico dei regimi dell'area unica dei pagamenti in euro (SEPA) 18 . Ciò consente ai loro istituti finanziari di partecipare ai regimi di pagamento SEPA, facilitando i trasferimenti in euro e riducendo i costi e tempi di elaborazione. Per aderire alla SEPA i paesi hanno dovuto allinearsi alle grandi norme finanziarie dell'UE, anche in materia di lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo, rafforzando in tal modo l'integrità e la sicurezza dei propri sistemi finanziari e promuovendo il processo di adesione. L'iter di adesione del Kosovo è in corso, mentre Bosnia-Erzegovina e Ucraina stanno lavorando alla domanda di adesione.

La cooperazione doganale, che comprende i controlli doganali e la facilitazione delle operazioni doganali, è un altro elemento fondamentale dell'integrazione graduale. Con la Moldova è in vigore dal 2022 un quadro di riconoscimento reciproco per gli operatori economici autorizzati (AEO). Sono in corso i lavori per un accordo analogo con l'Ucraina. Sono stati compiuti progressi nell'attuazione del protocollo aggiuntivo n. 5 all'accordo CEFTA, che prevede il riconoscimento reciproco dei programmi AEO delle parti CEFTA, gettando le basi di un quadro di riconoscimento reciproco con l'UE. La Macedonia del Nord, la Serbia, la Georgia e l'Ucraina hanno già sottoscritto la convenzione sul regime comune di transito, altro accordo fondamentale che accelera la circolazione transfrontaliera delle merci. La Moldova e il Montenegro sono stati invitati a aderire alla convenzione il 1º novembre 2025, mentre la Bosnia-Erzegovina e l'Albania stanno accelerando i preparativi. Queste iniziative apportano vantaggi considerevoli, quali la riduzione dei controlli doganali e tempi di sdoganamento più rapidi, rafforzando nel contempo la capacità dei paesi di prevenire e individuare i flussi di commercio illecito. I paesi dell'allargamento devono garantire che i loro sistemi digitali siano allineati all'acquis doganale digitale dell'UE al momento dell'adesione, il che è fondamentale per gli interessi finanziari e la sicurezza dell'UE. La cooperazione tra l'UE e i paesi candidati nel settore fiscale dovrebbe essere rafforzata prima dell'adesione, al fine di preparare i paesi candidati a entrare nel mercato unico dell'UE.

Sono in corso lavori per integrare i partner dell'allargamento nelle catene di approvvigionamento industriali dell'UE. Sono in fase di elaborazione accordi sulla valutazione della conformità e accettazione dei prodotti industriali con Ucraina, Moldova e Serbia; l'attuazione per l'Ucraina è prevista già nel 2026. La Commissione ha proposto un regime per ampliare l'integrazione graduale dei Balcani occidentali, dell'Ucraina e della Moldova nei settori industriali strategici, al fine di agevolare l'integrazione delle loro industrie nelle catene del valore europee prima dell'adesione all'UE vera e propria. I paesi dell'allargamento possono svolgere un ruolo importante nell'impegno di decarbonizzazione accelerando la transizione alle energie rinnovabili e alla circolarità e sostenendo catene del valore per le tecnologie pulite e le materie prime critiche.

Per quanto riguarda infine l'energia, l'integrazione di tutti i partner dell'allargamento nel mercato interno dell'energia dell'UE prosegue nel quadro della Comunità dell'energia. Sono in corso lavori per integrare il mercato dell'energia elettrica dell'Ucraina nel mercato dell'UE entro il 2027, parallelamente alla Moldova. Ciò comprende anche un'ulteriore integrazione nel mercato del gas dell'UE. Prosegue anche l'integrazione dei mercati dell'energia dei Balcani occidentali in quello dell'UE.

III.4 Cooperazione regionale e relazioni di buon vicinato

Nei Balcani occidentali le relazioni di buon vicinato e la cooperazione regionale sono elementi essenziali sia per il processo di stabilizzazione e di associazione che per quello di allargamento. Rimane di fondamentale importanza sormontare il retaggio del passato e affrontare i contenziosi derivanti dai conflitti degli anni '90 del secolo scorso. Bisogna ancora risolvere importanti questioni bilaterali in sospeso, comprese quelle relative ai confini, rendere giustizia alle vittime dei crimini di guerra, rintracciare le persone ancora disperse e costituire una casistica precisa delle atrocità commesse in passato a livello regionale. Riconoscendo la complessità della riconciliazione l'UE resta pronta a sostenere e agevolare tutte le iniziative in tal senso attraverso i suoi vari strumenti e politiche.

Le questioni bilaterali continuano a incidere negativamente sul processo di adesione dei paesi dell'allargamento e frenano l'integrazione regionale. Il quadro dell'allargamento offre un contesto politico globale in cui affrontare in buona fede le questioni bilaterali in sospeso per trovare soluzioni accettabili per entrambe le parti, che la Commissione può facilitare.

La regione dei Balcani occidentali si è data l'obiettivo di creare un mercato comune regionale volto a garantire la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali. Questo favorirà l'occupazione e gli scambi commerciali e snellirà le formalità doganali tra i partner. I lavori per lo sviluppo di tale mercato sono coordinati dal Consiglio di cooperazione regionale e dall'accordo centroeuropeo di libero scambio (CEFTA), in partenariato con il forum per gli investimenti delle camere di commercio e dell'industria dei sei paesi dei Balcani occidentali, per un maggiore coinvolgimento del settore privato.

Negli ultimi tre anni si sono registrati progressi nell'attuazione del piano d'azione sul mercato comune regionale, grazie all'adozione di cinque accordi di mobilità riguardanti i documenti d'identità per i viaggi, il riconoscimento delle qualifiche professionali e dei titoli accademici e l'accesso all'istruzione superiore. Superando annose difficoltà, in ottobre 2024 il comitato misto dell'accordo centroeuropeo di libero scambio ha adottato varie decisioni di sostanza, ampliando i potenziali benefici derivanti dal mercato comune regionale.

La connettività regionale si è mantenuta ai primi posti dell'agenda, come evidenzia la cooperazione nei settori dei trasporti, dell'energia e delle tecnologie digitali. La Comunità dei trasporti ha continuato a progredire nell'allineamento normativo e l'integrazione regionale, promuovendo nel contempo l'agevolazione dei trasporti mediante l'iniziativa sulle corsie verdi. In tale ambito sono in via di attuazione le tabelle di marcia sugli 11 valichi più frequentati, come concordato in occasione del vertice UE-Balcani occidentali di dicembre 2024. La Commissione europea si è impegnata a fornire sostegno finanziario per rispondere alle esigenze infrastrutturali tramite il programma di trasporto sicuro e sostenibile, fornirà assistenza tecnica nella preparazione degli studi tecnici per gli investimenti e agevola le discussioni bilaterali con i paesi vicini dell'UE in merito all'armonizzazione delle procedure.  I corridoi di solidarietà UE-Ucraina restano importanti per l'offerta di rotte logistiche per i flussi commerciali critici tra l'Ucraina, la Moldova, l'UE e il resto del mondo.

Nella sfera digitale, oltre all'allineamento all'acquis dell'UE e alla realizzazione di infrastrutture solide, stabili e sicure (in conformità del pacchetto di strumenti dell'UE per la cibersicurezza del 5G, e insieme al varo di discipline globali per la ciberresilienza), è altresì fondamentale che nei Balcani occidentali si mettano a punto quadri giuridici sull'identità digitale e sui servizi pubblici digitali. La regione è impegnata a creare portafogli nazionali di identità digitale e successivamente un "portafoglio balcanico di identità digitale" entro fine 2027. Oltre 300 comuni hanno presentato domanda per l'iniziativa "Wi-Fi per i Balcani occidentali" e i primi hotspot saranno installati nel corso del 2025. La Commissione sostiene sette poli europei dell'innovazione digitale nella regione, che dovrebbero contribuire a colmare il divario di competenze nelle tecnologie digitali, compresa l'intelligenza artificiale, con ulteriori poli che saranno finanziati nell'ambito di un invito a presentare proposte attualmente in corso.

Tutte le parti devono applicare in buona fede gli accordi bilaterali esistenti, compresi l'accordo di Prespa tra la Grecia e la Macedonia del Nord e il trattato di amicizia, buon vicinato e cooperazione tra la Bulgaria e la Macedonia del Nord.

Sia per il Kosovo che per la Serbia il proseguimento del percorso verso l'UE continua a dipendere dalla realizzazione di progressi significativi nella normalizzazione delle loro relazioni. In ambedue le parti, considerazioni politiche interne hanno ostacolato l'adozione di misure risolute per l'attuazione dell'accordo del 2023 sul percorso verso la normalizzazione e del relativo allegato. In assenza di un impegno costruttivo, entrambe le parti rischiano di lasciarsi sfuggire occasioni importanti. La realizzazione di progressi nella normalizzazione delle relazioni costituisce un requisito anche ai fini dello strumento per le riforme e la crescita per i Balcani occidentali.

L'Ucraina ha intensificato strategicamente l'impegno diplomatico per rafforzare le relazioni con i paesi vicini, in particolare con gli Stati membri dell'UE. Nel contesto della guerra di aggressione della Russia, i paesi vicini dell'Ucraina appartenenti all'UE, in particolare, e diversi paesi candidati hanno sostenuto l'Ucraina con assistenza politica, umanitaria, economica, tecnica e in materia di difesa. L'impegno dell'Ucraina a favore della stabilità e dell'integrazione regionali si rispecchia nella sua partecipazione attiva a vari formati regionali, ad esempio il partenariato orientale, l'iniziativa centroeuropea, l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, l'Organizzazione per la cooperazione economica del Mar Nero, l'Organizzazione per la democrazia e lo sviluppo economico e il Consiglio di cooperazione regionale.

La Moldova mantiene buone relazioni con i paesi vicini e con gli altri paesi candidati attraverso iniziative bilaterali, trilaterali e regionali. Tiene scambi regolari con l'Ucraina e i paesi dei Balcani occidentali riguardo al processo di adesione. Nel contesto della guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina, la Moldova ha rafforzato la già intensa cooperazione con l'Ucraina e la Romania, anche nei formati trilaterali, in particolare nei settori della sicurezza energetica, dei trasporti e della connettività, sia a livello tecnico che ad alto livello. Il governo moldovo si è allineato sistematicamente alle dichiarazioni internazionali di condanna dell'aggressione militare russa e ha manifestato solidarietà all'Ucraina.

Il rinnovato dialogo tra Turchia e Grecia è proseguito. Nel periodo di riferimento la Turchia non ha svolto attività di trivellazione non autorizzate nel Mediterraneo orientale né ha effettuato sorvoli delle isole greche dell'Egeo, ma sono state segnalate violazioni dello spazio aereo e della regolamentazione del traffico aereo della Grecia. Sono ancora segnalati sconfinamenti nelle acque territoriali greche, con un notevole aumento degli incidenti rispetto al periodo di riferimento precedente. La questione irrisolta della piattaforma continentale e delle zone economiche esclusive ha continuato a mettere a dura prova le relazioni bilaterali, ma il dialogo è proseguito.

Nel dicembre 2024 il Consiglio 19 ha sottolineato nuovamente che l'Unione europea annette particolare importanza alla ripresa e all'avanzamento dei colloqui per la soluzione della questione di Cipro nell'ottica di rafforzare ulteriormente la cooperazione tra l'UE e la Turchia. Nel periodo di riferimento la Turchia non ha compiuto progressi verso la normalizzazione delle relazioni con la Repubblica di Cipro e ha continuato a non adempiere all'obbligo di attuare integralmente il protocollo addizionale dell'accordo di associazione UE-Turchia. Ha continuato a respingere il modello di federazione bicomunitaria e bizonale basato sulle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, sostenendo invece una soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati. La Turchia ha comunque partecipato alle due riunioni informali a cinque tenutesi sotto l'egida del Segretario generale delle Nazioni Unite. Il candidato dell'opposizione, vincitore delle elezioni per la guida della comunità turco-cipriota in ottobre 2025, si è detto disposto a partecipare a colloqui formali per giungere a una soluzione. In dicembre 2024 l'UE ha accolto con favore sia le misure adottate dal Segretario generale delle Nazioni Unite per la ripresa dei colloqui sulla soluzione della questione cipriota sia, a maggio 2025, la rielezione dell'inviata personale del Segretario generale delle Nazioni Unite per Cipro. A maggio 2025 la Commissione europea ha nominato un inviato speciale per Cipro. L'UE ha ribadito, da ultimo nelle conclusioni del Consiglio europeo di aprile 2024 e di dicembre 2024 20 , la disponibilità a svolgere un ruolo attivo nel sostenere tutte le fasi del processo guidato dalle Nazioni Unite, con tutti i mezzi adeguati a sua disposizione. È ora di vitale importanza che la Turchia si impegni, contribuendovi attivamente, a favore di una soluzione equa, globale e praticabile della questione cipriota in sede ONU, sulla base di una federazione bicomunitaria e bizonale caratterizzata dall'uguaglianza politica, in conformità delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e in linea con l'acquis dell'Unione e con i principi su cui questa si fonda.

La Georgia mantiene in genere buone relazioni bilaterali con i paesi vicini e con gli altri paesi dell'allargamento. Georgia e Turchia intrattengono un partenariato strategico con contatti ad alto livello, anche nel quadro di un consiglio di cooperazione strategica ad alto livello. Sebbene la Georgia ne sostenga l'integrità territoriale e la sovranità, l'Ucraina ha espresso preoccupazione per il mancato allineamento della Georgia alle sanzioni dell'UE nei confronti della Russia e per l'assenza di cooperazione tecnico-militare. Georgia e Moldova intrattengono tradizionalmente buone relazioni bilaterali.

La guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina ha generato un'instabilità senza precedenti nella regione del Mar Nero, evidenziando la necessità di un impegno lungimirante. A maggio 2025 l'UE ha presentato l'approccio strategico per la regione del Mar Nero 21 , volto a promuovere la connettività e la crescita collegando l'Europa con il Caucaso meridionale e l'Asia centrale. La strategia rafforzerà il ruolo geopolitico dell'UE quale soggetto affidabile nella regione del Mar Nero. L'obiettivo è apportare benefici concreti ai partner del Mar Nero (Ucraina, Moldova, Georgia, Turchia, Armenia e Azerbaigian) e all'UE investendo in partenariati fondamentali reciprocamente vantaggiosi e approfondendoli, e portando avanti la cooperazione regionale sulla connettività. La futura cooperazione con la regione del Mar Nero si articola in tre pilastri: i) rafforzare la sicurezza, la stabilità e la resilienza; ii) favorire la crescita sostenibile e la prosperità; iii) promuovere la protezione dell'ambiente, la resilienza, la preparazione ai cambiamenti climatici e la protezione civile.

IV. Informazione e partecipazione pubblica

L'adesione all'UE è un progetto che coinvolge l'intera società perché rappresenta la scelta di un modello sociale basato sui diritti fondamentali e sui valori democratici che ciascun paese deve sposare attivamente, in quanto ne definirà il futuro. Il progetto deve essere fatto proprio non solo dal governo, ma anche dall'opposizione, dai cittadini, dalla società civile e dalle comunità locali. Affinché questa scelta si concreti, occorre che sia sostenuta da legittimità democratica e da un ampio consenso politico e sociale. Ciò è necessario per garantire il sostegno dei cittadini sia nei paesi dell'allargamento che nell'UE e deve trovare riscontro nell'impegno dei leader nazionali nei confronti dei cittadini. La promozione del dialogo interpersonale attraverso la cultura, la gioventù e lo sport è essenziale ai fini della comprensione e della fiducia reciproche.

Dall'ultima indagine speciale Eurobarometro sull'atteggiamento dei cittadini europei rispetto all'allargamento dell'UE emerge che la maggioranza (56 %) è favorevole a un ulteriore allargamento dell'UE. Allo stesso tempo, solo un cittadino dell'UE su tre (32 %) si sente informato sul processo di allargamento, mentre due terzi (67 %) affermano di non disporre di informazioni sufficienti. È necessario intensificare le iniziative in tutta l'Unione per rispondere alle preoccupazioni dei cittadini e illustrare i benefici di un'Unione allargata. Nei paesi dell'allargamento l'opinione pubblica resta generalmente positiva. Una comunicazione efficace, così come la lotta attiva contro la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri, compresa la disinformazione, rappresentano una priorità strategica, in quanto tali fenomeni costituiscono minacce crescenti alla sicurezza sia per l'UE che per i paesi dell'allargamento. Sia gli Stati membri dell'UE che i paesi dell'allargamento hanno la fondamentale responsabilità di informare attivamente i cittadini e fornire loro informazioni precise circa il processo di adesione all'UE così che possano formarsi autonomamente un'opinione. L'opinione pubblica ha diritto a chiarezza sul modo in cui si prendono decisioni relative all'allargamento e sulle azioni per preparare l'Unione per la riuscita dell'allargamento. Gli Stati membri devono assumersi la responsabilità delle decisioni che adottano e illustrarle apertamente ai propri cittadini. La Commissione è pronta a quest'iniziativa 22 così da contribuire all'intento di rinsaldare la fiducia dei cittadini nel processo e conferire all'allargamento la legittimità di cui ha bisogno per andare avanti.

V. CONCLUSIONI E RACCOMANDAZIONI

I.

1.L'adesione all'UE è un investimento geostrategico in un'Europa forte, stabile, sicura e unita, fondata su valori democratici comuni. Investire nell'allargamento è altresì nell'interesse strategico dell'UE in termini di sicurezza e di economia a lungo termine.

2.L'allargamento è e rimarrà un processo rigoroso, equo e meritocratico, basato sui progressi oggettivi compiuti da ciascun paese dell'allargamento. Ciò richiede determinazione ad attuare riforme irreversibili in tutti i settori del diritto dell'Unione, con particolare attenzione alle questioni fondamentali del processo di allargamento. La democrazia, lo Stato di diritto e i valori fondamentali continueranno ad essere le pietre angolari della politica di allargamento dell'UE. I paesi candidati devono aderire e attuare riforme impegnative e durature, realizzando una trasformazione permanente delle rispettive economie, sistemi democratici e società. A tal fine è necessario che i paesi dell'allargamento adottino un cambiamento trasformativo, creino fiducia e garantiscano il consenso trasversalmente alla società. La lotta contro la corruzione richiede un'attenzione costante. L'adesione all'UE è una scelta strategica. I partner devono adottare e promuovere i valori dell'UE in modo fermo e inequivocabile. L'allineamento alla politica estera e di sicurezza comune dell'UE, comprese le misure restrittive da essa decise, è un segnale più significativo che mai in termini di valori condivisi e di orientamento strategico nel nuovo contesto geopolitico.

3.Nell'ultimo anno sono stati compiuti progressi considerevoli. Considerando l'accelerazione del processo per alcuni candidati, l'allargamento rappresenta una possibilità realistica nei prossimi anni. Sulla base del lavoro svolto negli ultimi anni è giunto il momento di intraprendere azioni concrete per i paesi dell'allargamento e per l'UE.

4.I paesi dell'allargamento devono intensificare l'impegno profuso, in particolare quei paesi che hanno presentato obiettivi ambiziosi per la conclusione dei negoziati di adesione.

5.L'UE sostiene quest'impegno da anni mediante una serie di strumenti. Ha rivisto la metodologia dell'allargamento. L'integrazione graduale offre ai paesi dell'allargamento la possibilità di accelerare e approfondire l'integrazione nell'UE, ottenendo risultati concreti per i loro cittadini. Ha sviluppato un quadro su misura con strumenti finanziari specifici a sostegno dell'allargamento, tra cui i piani di crescita recentemente adottati per i Balcani occidentali e la Moldova e il piano per l'Ucraina, con i rispettivi strumenti. Ha rafforzato la cooperazione in materia di sicurezza e difesa con diversi paesi dell'allargamento.

6.L'UE porta attualmente avanti i preparativi di un'Unione più grande e più forte.

a.La Commissione lavora alle revisioni e alle riforme politiche pre-allargamento, che valutano l'impatto dell'allargamento sui grandi settori politici.

b.Tramite il nuovo strumento Europa globale, la proposta di prossimo quadro finanziario pluriennale presentata dalla Commissione fornirà il necessario sostegno finanziario e politico per aiutare i paesi candidati e potenziali candidati a avanzare nel percorso di adesione. La proposta della Commissione prevede che, in caso di adesione di nuovi Stati membri all'Unione, il quadro finanziario pluriennale sia rivisto di conseguenza, in conformità con il corrispondente trattato di adesione, per tener conto delle spese necessarie derivanti da tale adesione.

c.La Commissione intensificherà l'opera di divulgazione sia all'interno dell'Unione che nei paesi candidati per discutere dell'allargamento, illustrando i vantaggi di un'Unione allargata e il modo in cui fare fronte alle sfide che comporta. In un'ottica strategica sono indispensabili sia una comunicazione efficace sia il contrasto alla manipolazione delle informazioni e alle ingerenze da parte di attori stranieri, compresa la disinformazione. La Commissione e il servizio europeo per l'azione esterna sono pronti a sostenere le iniziative degli Stati membri così da rinsaldare la fiducia dei cittadini nel processo e conferire all'allargamento la legittimità di cui ha bisogno per andare avanti.

d.La Commissione ritiene che, affinché i nuovi Stati membri preservino i risultati ottenuti in materia di Stato di diritto, democrazia e diritti fondamentali e proseguano su tale strada, i trattati di adesione futuri debbano prevedere garanzie più solide per impedire qualsiasi regresso rispetto agli impegni assunti nei negoziati di adesione.

7.Nei Balcani occidentali le relazioni di buon vicinato e la cooperazione regionale sono elementi essenziali sia per il processo di stabilizzazione e di associazione che per quello di allargamento. La cooperazione regionale e l'impegno verso il mercato comune regionale sono essenziali per un'integrazione graduale. Rimane di fondamentale importanza sormontare il retaggio del passato e affrontare i contenziosi derivanti dai conflitti degli anni '90 del secolo scorso. Bisogna ancora risolvere alcune questioni bilaterali in sospeso, comprese quelle relative alla successione e ai confini, rendere giustizia alle vittime dei crimini di guerra, rintracciare le persone ancora disperse e costituire una casistica precisa delle atrocità commesse in passato a livello regionale. Riconoscendo la complessità della riconciliazione l'UE resta pronta a sostenere e agevolare tutte le iniziative in tal senso attraverso i suoi vari strumenti e politiche. Nel quadro del dialogo facilitato dall'UE, la normalizzazione delle relazioni fra Kosovo e Serbia è imprescindibile ai fini del percorso europeo dei due partner, che in assenza di progressi rischiano di lasciarsi sfuggire importanti occasioni.

8.Le questioni bilaterali continuano a incidere negativamente sul processo di adesione e a frenare l'integrazione regionale dei partner dell'allargamento. Il quadro dell'allargamento offre un contesto politico globale in cui affrontare le questioni bilaterali in sospeso per trovare soluzioni accettabili per entrambe le parti, che la Commissione è pronta a facilitare.

II.

9.In Montenegro il processo di adesione all'UE è una delle priorità fondamentali per il paese, in cui si riscontra un chiaro impegno politico delle autorità in tal senso che trova globalmente riscontro nelle decisioni politiche, come dimostra fra l'altro un continuo tasso di allineamento del 100 % alla politica estera e di sicurezza comune dell'UE, compresa l'adozione di sanzioni. L'assenza di norme chiare e la presenza di norme contrastanti nella legislazione secondaria in materia di nomina dei giudici hanno provocato una crisi istituzionale a dicembre 2024, superata a metà marzo 2025. Il governo ha operato in un contesto politico complessivamente stabile realizzando riforme e nell'ultimo anno ha accelerato notevolmente i preparativi per l'adesione all'UE. Le conferenze intergovernative di dicembre 2024 e di giugno 2025 hanno chiuso provvisoriamente altri quattro capitoli di negoziato ed è in atto un piano ambizioso finalizzato alla chiusura provvisoria di altri capitoli una volta soddisfatte le condizioni.

La valutazione della Commissione conclude che, in linea con il quadro di negoziazione, è attualmente garantito un equilibrio globale fra i progressi compiuti nei capitoli sullo Stato di diritto e quelli compiuti nei diversi capitoli dei negoziati di adesione. Il governo del Montenegro ha continuato a ribadire l'obiettivo di concludere i negoziati di adesione entro fine 2026. La Commissione ritiene che, purché mantenga il ritmo delle riforme, il Montenegro sia sulla buona strada per raggiungere quest'ambizioso obiettivo. A tal fine, il paese dovrebbe concentrarsi sul soddisfacimento dei requisiti previsti dai capitoli sullo Stato di diritto e compiere progressi negli ambiti fondamentali della libertà di espressione, della libertà dei media e della lotta contro la corruzione e la criminalità organizzata, accelerando e approfondendo le riforme in materia di indipendenza, professionalità e responsabilità della magistratura e allineandosi pienamente alla politica dell'UE in materia di visti. La tempestiva copertura dei posti di alto livello di giudice e di pubblico ministero resta una sfida che occorre superare. Per quanto riguarda i capitoli di negoziato settoriali, la priorità immediata è la realizzazione delle riforme fondamentali relative all'UE ancora in sospeso e il rispetto dei parametri di chiusura, sulla base della linea di azione strutturata e adeguatamente pianificata seguita per portare avanti il programma d'integrazione nell'UE. Resta essenziale mantenere un ampio consenso politico sulle riforme fondamentali. 

A condizione che il Montenegro mantenga il ritmo di avanzamento nei preparativi per l'adesione all'UE, come da prassi consolidata la Commissione presenterà un progetto di pacchetto finanziario, seguito da progetti di posizioni comuni per la chiusura dei negoziati sulle disposizioni finanziarie e di bilancio, e avvierà la preparazione di un progetto di posizione comune per il capitolo relativo alle istituzioni.

10.I negoziati di adesione con l'Albania hanno registrato un impulso senza precedenti con altre quattro conferenze intergovernative che hanno portato all'avvio di negoziati su cinque gruppi di capitoli. I preparativi per l'apertura dell'ultimo gruppo di capitoli quest'anno sono a buon punto. Questo risultato eccezionale è un chiaro riconoscimento del fermo impegno politico dell'Albania e delle chiare aspirazioni europee della società albanese. L'Albania ha continuato a registrare progressi in materia di riforme nell'ambito del gruppo di capitoli sulle questioni fondamentali. Il totale allineamento dell'Albania alla politica estera e di sicurezza comune dell'UE ne testimonia la scelta strategica.

La valutazione della Commissione conclude che, in linea con il quadro di negoziazione, è attualmente garantito un equilibrio globale fra i progressi compiuti nei capitoli sullo Stato di diritto e quelli compiuti nei diversi capitoli dei negoziati di adesione. Il governo albanese ha continuato a ribadire l'obiettivo di concludere i negoziati di adesione entro fine 2027. La Commissione ritiene che, purché mantenga il ritmo delle riforme, l'Albania sia sulla buona strada per raggiungere quest'ambizioso obiettivo. Per avanzare ulteriormente nei negoziati è prioritario intensificare le riforme relative alle questioni fondamentali, in particolare soddisfare interamente e in maniera rapida i parametri di riferimento intermedi relativi allo Stato di diritto, traguardo possibile nel prossimo futuro. Per quanto concerne gli altri capitoli dei negoziati, l'attenzione deve concentrarsi sull'accelerazione delle grandi proposte legislative e istituzionali in sospeso. Ciò riguarda sia i capitoli che potrebbero essere chiusi provvisoriamente a breve termine, sia quelli che richiedono investimenti o adeguamenti a più lungo termine, come nel settore dei servizi finanziari. L'Albania ha compiuto progressi nelle riforme relative alla cooperazione internazionale attiva contro la criminalità organizzata e nello sviluppo delle capacità di investigazione finanziaria; sono tuttavia necessari ulteriori interventi quanto alle indagini sui trafficanti di droga e al rafforzamento dell'individuazione e dello smantellamento dei gruppi criminali. Un'interazione inclusiva e costruttiva tra il partito al governo e l'opposizione, e con tutti i portatori di interessi, è necessaria affinché le riforme producano effetti duraturi.

11.Nonostante le circostanze estremamente difficili in cui il paese si trova a causa della guerra di aggressione della Russia, l'Ucraina ha continuato a dimostrare nell'ultimo anno un impegno considerevole nel percorso verso l'adesione all'UE. A settembre 2025 il paese ha completato il processo di screening, compiendo un ulteriore passo avanti nel processo di adesione. A maggio ha adottato sia le tabelle di marcia sullo Stato di diritto, la riforma della pubblica amministrazione e il funzionamento delle istituzioni democratiche sia un piano d'azione sulle minoranze nazionali e la posizione negoziale per il gruppo di capitoli sulle questioni fondamentali. La Commissione ha valutato positivamente tali tabelle di marcia e il piano d'azione. L'Ucraina ha continuato a promuovere l'integrità e la meritocrazia fra i ranghi della magistratura e a affermare una prassi di applicazione della legge nei casi di grande corruzione; ha avviato la riforma di diversi servizi di contrasto. Le restrizioni dei diritti fondamentali derivanti dalla legge marziale rimangono nel complesso proporzionate.

Occorre invertire con decisione le recenti tendenze negative, compresa la pressione sugli organi specializzati nella lotta alla corruzione e sulla società civile. È necessario compiere ulteriori progressi nel rafforzare l'indipendenza, l'integrità, la professionalità e l'efficienza nel sistema giudiziario, nelle procure e nei servizi di contrasto, così come occorre potenziare la lotta contro la criminalità organizzata. Occorre intensificare ulteriormente l'allineamento con le norme dell'UE in materia di tutela dei diritti fondamentali e portare avanti le riforme della pubblica amministrazione e del decentramento.

Il governo ucraino ha indicato di puntare a chiudere i negoziati di adesione entro fine 2028. La Commissione è intenzionata a sostenere quest'obiettivo ambizioso, ma ritiene che, per conseguirlo, occorra accelerare il ritmo delle riforme, specie sulle questioni fondamentali, in particolare lo Stato di diritto. La Commissione ritiene che l'Ucraina soddisfi le condizioni necessarie per aprire il primo gruppo di capitoli (questioni fondamentali) e i gruppi di capitoli sei (relazioni esterne) e due (mercato interno). La Commissione prevede che l'Ucraina soddisferà le condizioni per aprire i tre gruppi di capitoli restanti entro fine anno. La Commissione continuerà a lavorare affinché il Consiglio possa disporre l'apertura di tutti i gruppi di capitoli negoziali entro fine anno. Nonostante i progressi compiuti sulle riforme fondamentali, rimangono essenziali ulteriori iniziative.

12.Il 28 settembre 2025 la popolazione della Moldova ha votato alle elezioni politiche, esprimendo una netta maggioranza determinata a progredire nel percorso verso l'UE. Secondo l'OSCE/ODIHR, le elezioni sono state gestite adeguatamente, nonostante si siano svolte sullo sfondo di ingerenze russe senza precedenti, che hanno compreso campagne di disinformazione ben orchestrate e sofisticate, attacchi informatici e finanziamenti illeciti. A settembre 2025 la Moldova ha completato il processo di screening, compiendo nell'anno corrente un ulteriore passo avanti nel processo di adesione. In primavera il paese ha adottato le tabelle di marcia sullo Stato di diritto, la riforma della pubblica amministrazione e il funzionamento delle istituzioni democratiche, che la Commissione ha valutato positivamente. La Moldova ha continuato ad attuare importanti riforme sul percorso di adesione all'UE, comprese quelle riguardanti il vaglio ai fini della selezione e la nomina di giudici e pubblici ministeri di alto livello, la lotta alla corruzione e la libertà dei media.

Il governo moldovo ha indicato di puntare a chiudere in via provvisoria i negoziati di adesione entro i primi mesi del 2028. La Commissione è intenzionata a sostenere quest'obiettivo ambizioso ma realizzabile, a condizione che la Moldova acceleri l'attuale ritmo delle riforme. La Commissione ritiene che la Moldova soddisfi le condizioni necessarie per aprire il primo gruppo di capitoli (questioni fondamentali) e i gruppi di capitoli sei (relazioni esterne) e due (mercato interno). La Commissione prevede che la Moldova soddisfi le condizioni per aprire i tre gruppi di capitoli restanti entro fine anno. La Commissione continuerà a lavorare affinché il Consiglio possa disporre l'apertura di tutti i gruppi di capitoli negoziali entro fine anno. In prospettiva sarà fondamentale intensificare i lavori sulle questioni fondamentali, sia per quanto riguarda lo Stato di diritto in senso lato, compreso il consolidamento delle istituzioni anticorruzione e dei risultati ottenuti in materia di indagini, azioni penali e sentenze definitive, sia per la prosecuzione delle riforme della pubblica amministrazione.

13.La polarizzazione della società serba si acuisce sullo sfondo delle proteste di massa che da novembre 2024 investono tutta la Serbia, dando corpo allo scontento dei cittadini per la situazione nel paese, in particolare la corruzione e la mancanza percepita di assunzione di responsabilità e trasparenza, oltre ai casi di uso eccessivo della forza contro i manifestanti e di pressioni sulla società civile. Questo stato di cose sfocia in un contesto sempre più difficile, in cui la retorica divisiva porta a una seria erosione della fiducia fra i diversi portatori di interessi, il che si ripercuote a sua volta sul processo di adesione. Le riforme hanno subito un notevole rallentamento. È necessario porre fine alle frequenti narrazioni anti-UE utilizzate anche dai titolari di cariche politiche e riprese dagli organi di informazione. Nonostante il recente aumento del tasso di allineamento alla politica estera e di sicurezza comune dell'UE, la Serbia dovrebbe impegnarsi ulteriormente per un allineamento maggiore e più stabile. Dovrebbe manifestare chiaramente un orientamento geopolitico verso l'UE, anche iniziando ad allinearsi alle misure restrittive dell'Unione adottate nel contesto della guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina. È opportuno segnalare alcuni sviluppi positivi recenti. La Serbia ha modificato la normativa sui media per allinearla ulteriormente all'acquis dell'UE e alle norme europee. Rimane valida la valutazione della Commissione del 2021 secondo cui la Serbia ha rispettato i parametri di apertura per il gruppo di capitoli 3 (competitività e crescita inclusiva).

In futuro la Commissione prevede che la procedura di nomina, recentemente rilanciata, del nuovo Consiglio dell'organo di regolamentazione dei media elettronici (REM) e l'iter legislativo di adozione della legge sul registro elettorale unificato siano completati e attuati in modo credibile e inclusivo, coinvolgendo la società civile e tutti i portatori di interessi, compresa l'opposizione. Dalla Serbia si attende un'uscita dalla situazione di stallo che pervade il settore giudiziario e dei diritti fondamentali in generale e un'azione urgente per invertire il regresso rispetto alla libertà di espressione e l'erosione della libertà accademica, così come si attendono progressi sul sistema elettorale e il completamento della separazione dal settore energetico. La Serbia dovrebbe allineare l'elenco dei paesi esenti dall'obbligo del visto a quello dell'UE. Occorre badare costantemente a mantenere un equilibrio globale fra, da un lato, i progressi compiuti nei capitoli sullo Stato di diritto e la normalizzazione delle relazioni con il Kosovo e, dall'altro, il ritmo complessivo dei negoziati di adesione nei diversi capitoli. Nell'ambito del dialogo facilitato dall'UE ci si attende che la Serbia adempia a tutti gli obblighi che le derivano dall'accordo sul percorso verso la normalizzazione, dal relativo allegato di attuazione e da tutti i precedenti accordi di dialogo. Il dialogo facilitato dall'UE mira a promuovere la cooperazione, a compiere progressi nel percorso verso l'UE e a migliorare la vita dei cittadini.

La Commissione è pronta a sostenere la Serbia nell'attuazione dei necessari cambiamenti democratici che ci si attende da un futuro Stato membro dell'UE. Occorre che la Serbia superi l'attuale stallo politico e le divisioni nella società ristabilendo la fiducia tra gli attori politici e quelli della società civile e instauri le condizioni di un dialogo inclusivo, necessario per portare avanti le necessarie riforme fondamentali. La Serbia deve intensificare l'impegno a favore del percorso verso l'UE e la volontà politica di attuare in modo credibile le riforme necessarie, sostenendoli in maniera più salda con azioni concrete risolute che trovino riscontro nella comunicazione pubblica. Affinché la Serbia possa avanzare lungo il percorso verso l'UE, sono indispensabili risultati tangibili nella lotta alla corruzione e nel rafforzamento dello Stato di diritto, tra cui l'indipendenza della magistratura, la libertà dei media, le riforme elettorali, la garanzia di un ambiente realmente propizio alle espressioni della società civile e iniziative credibili per bloccare la disinformazione e la manipolazione delle informazioni da parte di attori stranieri.

14.Il totale e persistente allineamento della Macedonia del Nord alla politica estera e di sicurezza comune dell'UE testimonia la scelta strategica del paese. Le autorità hanno proseguito i lavori sulle tabelle di marcia relative allo Stato di diritto, alla riforma della pubblica amministrazione e al funzionamento delle istituzioni democratiche, oltre che sul piano d'azione per la protezione delle minoranze, da finalizzare nel quadro di un processo inclusivo. Tuttavia nell'ultimo anno il paese non ha adottato misure risolute per avanzare nel processo dei negoziati di adesione. Non ha ancora adottato le opportune modifiche costituzionali -che si è impegnata ad avviare e realizzare- al fine di includere nella Costituzione i cittadini che vivono entro i confini dello Stato ma che appartengono ad altre nazioni, quali i bulgari, come indicato nelle conclusioni del Consiglio di luglio 2022. Tutte le parti devono applicare in buona fede gli accordi bilaterali conclusi con i paesi limitrofi, compresi l'accordo di Prespa tra la Grecia e la Macedonia del Nord e il trattato di amicizia, buon vicinato e cooperazione fra la Bulgaria e la Macedonia del Nord.

Per poter aprire il primo gruppo di capitoli il prima possibile, quando saranno state soddisfatte le condizioni applicabili, occorre un'ulteriore azione rapida e risoluta sui parametri di apertura, in linea con il quadro di negoziazione. La Macedonia del Nord dovrebbe intensificare le attività per attuare le riforme connesse all'UE, in particolare nell'ambito del gruppo di capitoli sulle questioni fondamentali, segnatamente per affermare lo Stato di diritto, soprattutto salvaguardando l'indipendenza e l'integrità del sistema giudiziario e rafforzando la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata. Occorre combattere senza tregua la corruzione, irrobustendo l'azione di contrasto e dando prova di una prassi solida di indagini, azioni penali e condanne definitive nei casi di grande corruzione.

15.In Bosnia-Erzegovina la crisi politica dell'entità della Republika Srpska e la caduta della coalizione di governo che ne è risultata hanno compromesso i progressi verso l'adesione all'UE. Pertanto le riforme adottate sono state poche. Su una nota positiva, a settembre 2025 la Bosnia-Erzegovina ha comunque sottoposto il programma di riforma all'approvazione della Commissione. Il costante e totale allineamento della Bosnia-Erzegovina alla politica estera e di sicurezza comune dell'UE ne testimonia la scelta strategica. Sulla scia dei recenti cambiamenti istituzionali nell'entità della Republika Srpska, la Bosnia-Erzegovina ha la possibilità di realizzare le riforme che le permetteranno di avanzare nel percorso verso l'UE.

In linea con la decisione del Consiglio europeo di marzo 2024 di avviare i negoziati di adesione, le autorità devono riportare l'attenzione sull'adozione di tutte le misure pertinenti indicate nella raccomandazione della Commissione di ottobre 2022. Rientrano in quest'ambito la messa a punto e l'adozione della legge sugli organi giurisdizionali e della legge sul Consiglio superiore della magistratura, in linea con le norme europee. La Bosnia-Erzegovina deve elaborare un piano nazionale per l'adozione dell'acquis e nominare con urgenza il coordinatore nazionale dello strumento di assistenza preadesione. I progressi su tali questioni, così come la nomina di un capo negoziatore, sono fondamentali affinché la Commissione presenti il quadro di negoziazione al Consiglio e avvii la parte esplicativa dello screening dell'acquis dell'UE. Dovrebbero essere affrontate con urgenza le questioni indicate nel parere della Commissione sulla domanda di adesione del paese, comprese la governance e le riforme costituzionali ed elettorali.

16.Il Kosovo è un potenziale paese candidato in cui il percorso verso l'UE è un impegno costante di tutti gli attori politici e può contare su un forte sostegno pubblico; il paese è allineato perfettamente alla politica estera e di sicurezza comune dell'UE. Tuttavia il contesto nazionale si è contraddistinto con una retorica divisiva nel periodo precedente le elezioni politiche di febbraio 2025, cui è seguito un periodo caratterizzato dall'incapacità degli attori politici di formare le istituzioni di base dello Stato, fino alla costituzione del parlamento a ottobre, a dimostrazione di una scarsa volontà di giungere a una soluzione negoziata. In tale contesto, dopo le elezioni di febbraio 2025 il ritmo delle riforme ha subito un rallentamento generale, cui si è aggiunto il protrarsi delle divisioni politiche. L'UE ha accolto con favore lo svolgimento pacifico, inclusivo e competitivo del primo turno delle elezioni amministrative, che ha visto la partecipazione di tutte le comunità. Alcuni progressi sono stati registrati, in particolare, nella lotta alla criminalità organizzata e alle forme gravi di criminalità e nella trasformazione digitale.

Nel prossimo periodo di riferimento il Kosovo dovrà rimettersi in carreggiata nel percorso di avvicinamento all'UE rafforzando la collaborazione interpartitica e collocando le tanto necessarie riforme in cima alle priorità, in particolare nell'ambito dello Stato di diritto e della libertà di espressione. Il Kosovo dovrebbe inoltre continuare a occuparsi del problema delle domande di asilo infondate presentate all'UE da suoi cittadini. La Commissione è pronta a elaborare un parere sulla domanda di adesione del Kosovo se le sarà chiesto. Nell'ambito del dialogo facilitato dall'UE ci si attende che il Kosovo adempia a tutti gli obblighi che gli derivano dall'accordo sul percorso verso la normalizzazione, dal relativo allegato di attuazione e da tutti i precedenti accordi di dialogo. Il dialogo facilitato dall'UE mira a promuovere la cooperazione, a compiere progressi nel percorso verso l'UE e a migliorare la vita dei cittadini. La Commissione ha mosso i primi passi per revocare gradualmente le misure disposte nei confronti del Kosovo in vigore da maggio 2025. Le prossime tappe rimangono subordinate a un continuo allentamento delle tensioni nel nord del paese. La Commissione intende revocare ulteriori misure a condizione che, in esito al secondo turno delle elezioni amministrative nel nord, si realizzi un trasferimento ordinato della governance locale e che si prosegua nell'allentamento delle tensioni.

17.La Turchia è un paese candidato e un partner fondamentale dell'Unione europea; tuttavia i negoziati di adesione con essa sono in fase di stallo dal 2018, in linea con la decisione del Consiglio. I fatti alla base di tale valutazione continuano a sussistere, in particolare alla luce dell'ulteriore regresso constatato quest'anno in materia di diritti fondamentali e Stato di diritto, anche per quanto riguarda il sistema giudiziario. La Turchia dovrebbe attestarsi sugli standard democratici più elevati in linea con gli impegni assunti da membro di lunga data del Consiglio d'Europa e paese candidato all'adesione all'UE, e dovrebbe invertire tale regresso.

È nell'interesse strategico dell'UE poter contare su un contesto stabile e sicuro nel Mediterraneo orientale e sviluppare relazioni di cooperazione reciprocamente vantaggiose con la Turchia, in particolare per quanto riguarda l'agenda per la sicurezza e la connettività transregionale che permette di avvicinare l'UE al Caucaso meridionale e all'Asia centrale e rafforzare la sicurezza della regione del Mar Nero. Le sfide geopolitiche, come quelle derivanti dalla transizione verde e digitale, richiedono un partenariato più forte con la Turchia. Sulla base del miglioramento della stabilità regionale nel Mediterraneo orientale e della promozione di relazioni di buon vicinato, sono state adottate misure concrete su questioni di interesse comune. Sono proseguiti i contatti ad alto livello ed è ripreso il dialogo ad alto livello sull'economia. Si sono inoltre svolti dialoghi ad alto livello sul commercio e su migrazione e sicurezza. Sebbene permangano opinioni divergenti su determinate questioni di politica estera, la Turchia è una protagonista regionale di rilievo in politica estera, la quale è a sua volta un elemento importante nelle relazioni UE-Turchia. La Turchia ha continuato a registrare un tasso molto basso di allineamento formale alla politica estera e di sicurezza comune, sebbene sui principali sviluppi nella regione (pace e connettività nel Caucaso meridionale, stabilità in Siria, cessate il fuoco a Gaza e l'obiettivo di una soluzione a due Stati) interessi e obiettivi risultassero spesso allineati. La Turchia ha adottato provvedimenti specifici per porre fine all'elusione delle sanzioni dell'UE nei confronti della Russia attraverso il suo territorio e su tale elusione dovrebbe continuare a cooperare con l'UE.

Dovrebbe continuare ad applicarsi un approccio graduale, proporzionato e reversibile che imprima slancio ai settori fondamentali di cooperazione, in linea con la comunicazione congiunta del 2023 e con le conclusioni del Consiglio europeo. La Turchia dovrebbe iscrivere nella durata le iniziative costruttive rispondendo alle preoccupazioni dell'UE. Ci si aspetta che la Turchia rispetti il diritto internazionale, le relazioni di buon vicinato e la sovranità degli Stati membri dell'UE. Ci si attende altresì che la Turchia sostenga attivamente i negoziati volti a trovare una soluzione equa, globale e praticabile alla questione cipriota nel quadro dell'ONU, conformemente alle risoluzioni pertinenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, compresi gli aspetti esterni, e in linea coi principi su cui si fonda l'Unione e con l'acquis dell'UE. La Turchia deve altresì adempiere all'obbligo di garantire l'attuazione integrale e non discriminatoria del protocollo aggiuntivo all'accordo di associazione UE-Turchia.

18.La Commissione ribadisce ferma solidarietà alla popolazione della Georgia e la disponibilità a continuare a sostenerla nel percorso verso un futuro europeo. Le azioni intraprese dalle autorità georgiane non soddisfano le aspettative che l'UE nutre nei confronti di un paese candidato all'UE. Si è registrato un grave regresso per quanto concerne le questioni fondamentali in tutti i settori, con l'adozione di leggi repressive che minano i diritti e le libertà fondamentali, la strumentalizzazione politica del sistema giudiziario, la persecuzione dei leader dell'opposizione, gli arresti arbitrari di manifestanti e giornalisti e la riduzione dello spazio civico. L'erosione del principio di bilanciamento dei poteri e del processo decisionale democratico, unita all'assenza di un effettivo controllo parlamentare, ha portato al rafforzamento del potere esecutivo, sino a comprendere l'appropriazione dello Stato. A novembre 2024 la decisione delle autorità georgiane di non perseguire l'avvio dei negoziati di adesione ha confermato inequivocabilmente l'allontanamento dalla linea politica dei governi precedenti, dalle aspirazioni europee della stragrande maggioranza della popolazione georgiana e dall'impegno alla piena integrazione della Georgia nell'UE sancito nella Costituzione del paese. Le autorità georgiane hanno diffuso e diffondono sistematicamente retorica anti-UE e disinformazione e non hanno dimostrato alcun impegno politico a portare avanti le riforme (ossia le nove tappe), indicate nelle raccomandazioni della Commissione dell'8 novembre 2023, necessarie per i progressi del paese nel percorso verso l'UE. La linea d'azione delle autorità georgiane ha compromesso le relazioni con l'UE e ha allontanato il paese dal processo di allargamento dell'UE. Di conseguenza il processo di adesione della Georgia all'UE è di fatto giunto a un punto morto. Fintanto che le autorità georgiane non invertono la linea d'azione, la Commissione, sia per suo conto sia in complementarità con il Consiglio, ha declassato i contatti politici ad alto livello, sospeso l'assistenza bilaterale a diretto beneficio delle autorità georgiane e intensificato le iniziative a sostegno della società civile e dei media indipendenti. Sulla base della proposta della Commissione, a gennaio 2025 il Consiglio ha deciso la sospensione parziale dell'accordo di facilitazione del rilascio dei visti UE-Georgia e la sospensione dell'esenzione dal visto per i titolari di passaporti diplomatici e di servizio/ufficiali georgiani.

La Georgia deve intervenire con urgenza per invertire il regresso della democrazia, agendo in modo globale e tangibile per sciogliere i nodi in essere e adottare le riforme fondamentali, con il sostegno interpartitico e l'effettiva partecipazione civica, in linea con le nove tappe previste per lo status di paese candidato, nel totale rispetto dei valori e dei principi su cui si fonda l'Unione europea. Alla luce delle conclusioni del Consiglio europeo di dicembre 2024, secondo cui le azioni del governo georgiano hanno di fatto portato a un arresto del processo di preadesione, e considerato il continuo regresso della Georgia rispetto alle questioni fondamentali da allora, la Commissione ritiene che la Georgia sia un paese candidato solo nominalmente. Le autorità georgiane devono dar prova di risolutezza a invertire la rotta e reincanalare il paese sul percorso di adesione all'UE.

VI. ALLEGATI

Dati statistici

Indicatori di terzi relativi alla situazione della democrazia, del buon governo e dello Stato di diritto nei paesi candidati e potenziali candidati

(1)

Piani di crescita per i Balcani occidentali e la Moldova e strumento per l'Ucraina

(2)

COM (2025) 570 final.

(3)

Capitoli 5 (Appalti pubblici), 7 (Diritto della proprietà intellettuale), 10 (Società dell'informazione e media) e 20 (Politica delle imprese e politica industriale).

(4)

* Tale designazione non pregiudica le posizioni riguardo allo status ed è in linea con la risoluzione 1244 (1999) dell'UNSC e con il parere della CIG sulla dichiarazione di indipendenza del Kosovo.

(5)

EUCO 12/24.

(6)

https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-16983-2024-INIT/it/pdf

(7)

EUCO 15/24; EUCO 25/24.

(8)

COM(2025) 900 final.

(9)

COM(2023) 691 final.

(10)

COM(2024) 470 final.

(11)

Regolamento (UE) 2024/792.

(12)

A causa del regresso registrato sulle questioni fondamentali, la Georgia non è stata invitata al dialogo economico e finanziario del 2025.

(13)

Regolamento (UE) 2024/1449.

(14)

Regolamento (UE) 2025/535.

(15)

Regolamento (UE) 2021/1529.

(16)

COM(2020) 641 final.

(17)

JOIN/2021/30 final.

(18)

Albania, Montenegro, Macedonia del Nord, Moldova e Serbia rientrano nell'ambito geografico della SEPA; le singole banche albanesi, montenegrine, moldove e della Macedonia del Nord hanno aderito ai sistemi di pagamento SEPA il 6 ottobre 2025, mentre le singole banche serbe lavorano per aderirvi entro maggio 2026.

(19)

https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-16983-2024-INIT/it/pdf

(20)

https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-16983-2024-INIT/it/pdf

(21)

  JOIN(2025) 135 final .

(22)

La Commissione intensificherà la comunicazione strategica e avvierà una specifica campagna di sensibilizzazione sull'allargamento, nell'intento di tradurre le riforme in progressi tangibili, di contrastare la disinformazione e di sottolineare i vantaggi reciproci di un'Unione più ampia e più forte.


Bruxelles, 4.11.2025

COM(2025) 690 final

ALLEGATI

della

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

Comunicazione 2025 sulla politica di allargamento dell'UE

{SWD(2025) 750 final} - {SWD(2025) 751 final} - {SWD(2025) 752 final} - {SWD(2025) 753 final} - {SWD(2025) 754 final} - {SWD(2025) 755 final} - {SWD(2025) 756 final} - {SWD(2025) 757 final} - {SWD(2025) 758 final} - {SWD(2025) 759 final}


Allegato I

Indici

Indicatori elaborati da terzi relativi alla situazione della democrazia, del buon governo e dello Stato di diritto nei paesi candidati e potenziali candidati1.

Albania

Bosnia-Erzegovina

Kosovo

Macedonia del Nord

Montenegro

Serbia

Turchia

Georgia

Moldova

Ucraina

Nations in Transit 2024 - Democracy Scores, Freedom House

https://freedomhouse.org/count   ries/nations-transit/scores

Punteggio complessivo: 46/100

(2023: 46/100)

Stato: regime transitorio o ibrido

(2023:

regime transitorio o ibrido)

Punteggio complessivo: 36/100

(2023: 37/100)

Stato: regime transitorio o ibrido

(2023:

regime transitorio o ibrido)

Punteggio complessivo: 38/100

(2023: 38/100)

Stato: regime transitorio o ibrido

(2023:

regime transitorio o ibrido)

Punteggio complessivo: 46/100

(2023: 48/100)

Stato: regime transitorio o ibrido

(2023:

regime transitorio o ibrido)

Punteggio complessivo: 46/100

(2023: 46/100)

Stato: regime transitorio o ibrido

(2023:

regime transitorio o ibrido)

Punteggio complessivo: 43/100

(2023: 46/100)

Stato: regime transitorio o ibrido

(2023:

regime transitorio o ibrido)

n. d.

Punteggio complessivo: 34/100

(2023: 34/100)

Stato: regime transitorio o ibrido

(2023:

regime transitorio o ibrido)

Punteggio complessivo: 36/100

(2023: 36/100)

Stato: regime transitorio o ibrido

(2023:

regime transitorio o ibrido)

Punteggio complessivo: 40/100

(2023: 39/100)

Stato: regime transitorio o ibrido

(2023:

regime transitorio o ibrido)

Freedom in the World 2025 - Global Freedom Score, Freedom House

https://freedomhouse.org/count   ries/freedom-world/scores

Punteggio complessivo: 68/100

(2024: 68/100)

Stato: parzialmente libero

(2024: parzialmente libero)

Punteggio complessivo: 52/100

(2024: 51/100)

Stato: parzialmente libero

(2024: parzialmente libero)

Punteggio complessivo: 60/100

(2024: 60/100)

Stato: parzialmente libero

(2024: parzialmente libero)

Punteggio complessivo: 67/100

(2024: 67/100)

Stato: parzialmente libero

(2024: parzialmente libero)

Punteggio complessivo: 69/100

(2024: 69/100)

Stato: parzialmente libero

(2024: parzialmente libero)

Punteggio complessivo: 56/100

(2024: 57/100)

Stato: parzialmente libero

(2024: parzialmente libero)

Punteggio complessivo: 33/100

(2024: 33/100)

Stato: non libero (2024: non libero)

Punteggio complessivo: 55/100

(2024: 58/100)

Stato: parzialmente libero

(2024: parzialmente libero)

Punteggio complessivo: 60/100

(2024: 61/100)

Stato: parzialmente libero

(2024: parzialmente libero)

Punteggio complessivo: 51/100

(2024: 49/100)

Stato: parzialmente libero

(2024: parzialmente libero)

Democracy Index 2024 - The Economist Intelligence Unit

Democracy Index 2024 - Economist Intelligence Unit

Punteggio complessivo: 6,20/10

(2023: 6,28/10)

Posizione: 66/167 (2023: 66/167)

Tipo di regime: democrazia imperfetta

(2023: democrazia imperfetta)

Punteggio complessivo: 5,06/10

(2023: 5,00/10)

Posizione: 88/167 (2023: 94/167)

Tipo di regime: regime ibrido

(2023: regime ibrido)

n. d.

Punteggio complessivo: 6,28/10

(2023: 6,03/10)

Posizione: 62/167 (2023: 72/167)

Tipo di regime: democrazia imperfetta

(2023: democrazia imperfetta)

Punteggio complessivo: 6,73/10

(2023: 6,67/10)

Posizione: 50/167 (2023: 52/167)

Tipo di regime: democrazia imperfetta

(2023: democrazia imperfetta)

Punteggio complessivo: 6,26/10

(2023: 6,33/10)

Posizione: 64/167 (2023: 64/167)

Tipo di regime: democrazia imperfetta

(2023: democrazia imperfetta)

Punteggio complessivo: 4,26/10

(2023: 4,33/10)

Posizione: 103/167 (2023: 102/167)

Tipo di regime: regime ibrido

(2023: regime ibrido)

Punteggio complessivo: 4,70/10

(2023: 5,20/10)

Posizione: 94/167 (2023: 89/167)

Tipo di regime: regime ibrido (2023: regime

ibrido)

Punteggio complessivo: 6,04/10

(2023: 6,23/10)

Posizione: 71/167 (2023: 68/167)

Tipo di regime: democrazia imperfetta

(2023: democrazia imperfetta)

Punteggio complessivo: 4,90/10

(2023: 5,06/10)

Posizione: 92/167 (2023: 91/167)

Tipo di regime: regime ibrido

(2023: regime ibrido)

1 La tabella presenta le graduatorie più recenti e/o i punteggi più recenti elaborati da terzi. Se disponibile, è riportato tra parentesi un riferimento alla valutazione precedente.

World Press Freedom Index 2025 - Reporters without borders

https://rsf.org/en/index

Punteggio complessivo: 58,18/100 (2024:

54,10/100)

Posizione: 80/180 (2024: 99/180)

Punteggio complessivo: 56,33/100

(2024: 58,85/100)

Posizione: 86/180 (2024: 81/180)

Punteggio complessivo: 52,73/100

(2024: 60,19/100)

Posizione: 99/180 (2024: 75/180)

Punteggio complessivo: 70,44/100

(2024: 73,78/100)

Posizione: 42/180 (2024: 36/180)

Punteggio complessivo: 72,83/100

(2024: 73,21/100)

Posizione: 37/180 (2024: 40/180)

Punteggio complessivo: 53,55/100

(2024: 54,48/100)

Posizione: 96/180 (2024: 98/180)

Punteggio complessivo: 29,40/100

(2024: 31,60/100)

Posizione: 159/180 (2024: 158/180)

Punteggio complessivo: 50,53/100 (2024:

53,05/100)

Posizione: 114/180 (2024: 103/180)

Punteggio complessivo: 73,36/100

(2024: 74,86/100)

Posizione: 35/180 (2024: 31/180)

Punteggio complessivo: 63,93/100

(2024: 65/100)

Posizione: 62/180 (2024: 61/180)

Rule of Law Index 2024 - World Justice Project

https://worldjusticeproject.org/   rule-of-law-index/global/

Punteggio complessivo: 0,48/1

(2023: 0,48/1)

Posizione generale: 89/142

(2023: 91/140)

Punteggio complessivo: 0,52/1

(2023: 0,51/1)

Posizione generale: 71/142

(2023: 75/140)

Punteggio complessivo: 0,56/1

(2023: 0,56/1)

Posizione generale: 58/142

(2023: 58/140)

Punteggio complessivo: 0,53/1

(2023: 0,53/1)

Posizione generale: 67/142

(2023: 67/140)

Punteggio complessivo: 0,57/1

(2024: 0,56/1)

Posizione generale: 56/142

(2024: 57/142)

Punteggio complessivo: 0,47/1

(2023: 0,48/1)

Posizione generale: 94/142

(2023: 93/140)

Punteggio complessivo: 0,42/1

(2023: 0,41/1)

Posizione generale: 117/142

(2023: 117/140)

Punteggio complessivo: 0,60/1

(2023: 0,60/1)

Posizione generale: 49/142

(2023: 48/140)

Punteggio complessivo: 0,54/1

(2023: 0,53/1)

Posizione generale: 64/142

(2023: 68/140)

Punteggio complessivo: 0,49/1

(2023: 0,49/1)

Posizione generale: 88/142

(2023: 89/140)

Worldwide Governance Indicators 2023 – Rule of Law, The World Bank Group

https://info.worldbank.org/gove   rnance/wgi/

Posizione percentile: 45,75/100

Posizione percentile: 39,62/100

Posizione percentile: 41,51/100

Posizione percentile: 45,28/100

Posizione percentile: 52,36/100

Posizione percentile: 51,42/100

Posizione percentile: 32,55/100

Posizione percentile: 55,19/100

Posizione percentile: 47,17/100

Posizione percentile: 19,81/100

Worldwide Governance Indicators 2023 – Governance Effectiveness, The World Bank Group

https://info.worldbank.org/gove   rnance/wgi/

Posizione percentile: 60,38/100

Posizione percentile: 15,57/100

Posizione percentile: 47,64/100

Posizione percentile: 49,06/100

Posizione percentile: 59,91/100

Posizione percentile: 51,89/100

Posizione percentile: 41,51/100

Posizione percentile: 77,83/100

Posizione percentile: 44,34/100

Posizione percentile: 37,74/100

Worldwide Governance Indicators 2023 – Control of Corruption, The World Bank Group

http://info.worldbank.org/gove   rnance/wgi/

Posizione percentile: 43,40/100

Posizione percentile: 30,66/100

Posizione percentile: 48,58/100

Posizione percentile: 42,45/100

Posizione percentile: 51,89/100

Posizione percentile: 38,21/100

Posizione percentile: 34,91/100

Posizione percentile: 71,23/100

Posizione percentile: 46,70/100

Posizione percentile: 25,94/100

Corruption Perceptions Index 2024 - Transparency International

https://www.transparency.org/   en/cpi/2023

Punteggio: 42/100 (2023: 37/100)

Posizione: 80/180 (2023: 98/180)

Punteggio: 33/100 (2023: 35/100)

Posizione: 114/180 (2023: 108/180)

Punteggio: 44/100 (2023: 41/100)

Posizione: 73/180 (2023: 83/180)

Punteggio: 40/100 (2023: 42/100)

Posizione: 88/180 (2023: 76/180)

Punteggio: 46/100 (2023: 46/100)

Posizione: 65/180 (2023: 63/180)

Punteggio: 35/100 (2023: 36/100)

Posizione: 105/180 (2023:104/180)

Punteggio: 34/100 (2023: 34/100)

Posizione: 107/180 (2023: 115/180)

Punteggio: 53/100 (2023: 53/100)

Posizione: 53/180 (2023: 49/180)

Punteggio: 43/100 (2023: 42/100)

Posizione: 76/180 (2023: 76/180)

Punteggio: 35/100 (2022: 36/100)

Posizione: 105/180 (2022: 104/180)

ALLEGATO II – Allegato statistico

DATI STATISTICI (all'11.9.2025), parte 1 (Albania – Montenegro)

Demografia

 Nota

Albania

Bosnia-Erzegovina

Kosovo*

Macedonia del Nord

Montenegro

UE-27

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

Popolazione totale (in migliaia)

2 794 i

2 762 i

3 464 pi

3 441 pi

1 774 i

:

1 837 i

1 830 i

618 i

617 i

445 997 i

447 704 bpi

Fascia d'età 15-64 sulla popolazione totale (%)

68,0 i

67,5 i

:

:

67,1 i

:

65,9 bi

65,5 i

66,1 i

65,7 i

63,9 pi

63,8 bpi

Movimento naturale della popolazione - tasso grezzo (per 1 000 abitanti)

0,2

:

-4,2 p

-2,8 p

:

:

-2,4

-1,9

-0,1

1,1

-2,9 bep

- 2,6 bep

Speranza di vita alla nascita, uomini (anni)

77,4

:

:

:

:

:

:

:

:

75,1

77,9 bep

78,7 bep

Speranza di vita alla nascita, donne (anni)

80,9

:

:

:

:

:

:

:

:

80,2

83,3 bep

84,0 bep

Mercato del lavoro

Nota

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

Partecipazione al mercato del lavoro delle persone di età compresa tra 20 e 64 anni: quota della popolazione di età compresa tra 20 e 64 anni economicamente attiva (%)

Totale

79,1 ew

81,4 w

63,6

64,3

43,2 w

45,1 w

:

:

:

:

79,3

80

Uomini

86,7 ew

88,1 w

77,2

77,7

62,4 w

64,1 w

:

:

:

:

84,7

85,2

Donne

72,0 ew

75,1 w

49,8

50,6

24,5 w

26,8 w

:

:

:

:

73,9

74,8

Tassi di occupazione, 20-64 anni (% della popolazione)

Totale

70,4 ew

73,4 w

53,9

55,9

37,9 w

40,3 w

:

:

:

:

74,6

75,3

Uomini

77,4 ew

79,6 w

67,7

69,5

55,7 w

59,4 w

:

:

:

:

79,9

80,4

Donne

63,7 ew

67,5 w

40

42,1

20,5 w

22,0 w

:

:

:

:

69,3

70,2

Persone di età compresa tra 15 e 24 anni che non lavorano e non frequentano corsi di istruzione o formazione (% della popolazione in questa fascia d'età)

23,3 w

22,8 w

18,2

16,5

33,0 w

33,4 w

:

:

:

:

9,6

9,2



Mercato del lavoro, segue

 Nota

Albania

Bosnia-Erzegovina

Kosovo*

Macedonia del Nord

Montenegro

UE-27

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

Persone di età compresa tra 15 e 29 anni che non lavorano e non frequentano corsi di istruzione o formazione (% della popolazione in questa fascia d'età)

25,2 w

25,0 w

23,5

22,2

36,6 w

37,6 w

:

:

:

:

11,7

11,3

Occupazione per settori principali

Agricoltura, silvicoltura e pesca (%)

33,9 ew

39,4 w

7,3 i

7,6 i

2,2 w

2,4 w

:

:

:

:

3,7 i

3,6 i

Industria (%)

14,3 ew

11,8 w

25,4 i

25,1 i

13,3 w

12,9 w

:

:

:

:

17,7 i

17,4 i

Edilizia (%)

7,6 ew

7,2 w

9,2 i

9,2 i

11,0 w

11,8 w

:

:

:

:

6,8 i

6,8 i

Servizi (%)

44,2 ew

41,7 w

58,2 i

58,0 i

73,4 w

72,9 w

:

:

:

:

71,5 i

72,0 i

Persone occupate nel settore pubblico sul totale degli occupati, persone di età compresa tra 20 e 64 anni (%)

16,1 ew

15,9 w

19,0 w

19,0 w

27,7 w

27,4 w

:

:

:

:

:

:

Persone occupate nel settore privato sul totale degli occupati, persone di età compresa tra 20 e 64 anni (%)

83,9 ew

84,1 w

81,0 w

81,0 w

72,3 w

72,6 w

:

:

:

:

:

:

Tassi di disoccupazione (% della forza lavoro)

Totale

11,0 ew

9,6 w

15,4

13,2

12,5 w

10,8 w

:

:

:

:

6,2

6,1

Uomini

10,6 ew

9,3 w

12,6

10,9

11,0 w

7,6 w

:

:

:

:

5,9

5,8

Donne

11,4 ew

9,9 w

19,8

16,7

16,5 w

18,2 w

:

:

:

:

6,5

6,4

Giovani, età compresa tra 15 e 24 anni

24,9 ew

24,5 w

35,1

30,1

21,4 w

17,3 w

:

:

:

:

14,6

14,6

Di lungo periodo (> 12 mesi)

7,4 ew

6,8 w

11,4

9,6

8,1 w

7,7 w

:

:

:

:

2,4

2,1

Retribuzioni mensili nominali medie (in euro)

595

:

963

:

521 iw

570 iw

517 iw

595 iw

712 iw

792 iw

2 580

:



Istruzione

 Nota

Albania

Bosnia-Erzegovina

Kosovo*

Macedonia del Nord

Montenegro

UE-27

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

Spesa pubblica per l'istruzione in rapporto al PIL (%)

2,9 iw

2,9 piw

4,1 iw

:

3,9 iw

4,1 iw

:

:

:

:

4,7 d

:

Partecipazione all'educazione della prima infanzia (bambini di età pari o superiore a 3 anni)

1)

82,2 w

82,9 w

43,6 w

45,0 w

:

:

42,4

46,1

:

78,3

93,3 d

94,6 d

Partecipazione all'educazione della prima infanzia (bambini di età pari o superiore a 3 anni), maschi

1)

83,1 w

84,3 w

44,1 w

45,3 w

:

:

41,4

46,2

:

78,4

93,2 d

94,5 d

Partecipazione all'educazione della prima infanzia (bambini di età pari o superiore a 3 anni), femmine

1)

81,1 w

81,5 w

43,2 w

44,7 w

:

:

43,4

46,1

:

78,2

93,3 d

94,7 d

Quindicenni con scarsi risultati in lettura

73,7

:

:

:

:

:

73,6

:

52,9

:

26,2

:

Quindicenni con scarsi risultati in matematica

73,9

:

:

:

:

:

66,2

:

59,5

:

29,5

:

Quindicenni con scarsi risultati in scienze

67,4

:

:

:

:

:

65,3

:

54,9

:

24,2

:

Giovani che abbandonano prematuramente gli studi o la formazione: percentuale della popolazione di età compresa tra 18 e 24 anni in possesso al massimo di un titolo di istruzione secondaria inferiore e che non frequenta corsi di istruzione o di formazione (%)

15,5 w

15,7 w

3,6

4,2

7,8 w

7,7 w

:

:

:

:

9,6

9,6

Giovani che abbandonano prematuramente gli studi o la formazione, uomini: percentuale di uomini di età compresa tra 18 e 24 anni in possesso al massimo di un titolo di istruzione secondaria inferiore (al massimo livello 2 dell'ISCED 2011) che non frequenta corsi di istruzione o di formazione

:

:

3,9

5,2

:

:

:

:

:

:

11,1

11,3

Giovani che abbandonano prematuramente gli studi o la formazione, donne: percentuale di donne di età compresa tra 18 e 24 anni in possesso al massimo di un titolo di istruzione secondaria inferiore (al massimo livello 2 dell'ISCED 2011) che non frequenta corsi di istruzione o di formazione

:

:

3,3

3,1

:

:

:

:

:

:

8

7,7



Istruzione

Nota

Albania

Bosnia-Erzegovina

Kosovo*

Macedonia del Nord

Montenegro

UE-27

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

Percentuale di persone di età compresa tra 25 e 64 anni che hanno partecipato ad attività di istruzione e formazione (ultime 4 settimane)

0,6 w

0,7 w

1,8

1,8

:

4,5 w

:

:

:

:

11,9

12,8

Percentuale di persone di età compresa tra 25 e 64 anni che hanno partecipato ad attività di istruzione e formazione (ultime 4 settimane), uomini

0,7 w

0,6 w

1,6

1,5

:

4,3 w

:

:

:

:

10,8

11,6

Percentuale di persone di età compresa tra 25 e 64 anni che hanno partecipato ad attività di istruzione e formazione (ultime 4 settimane), donne

0,6 w

0,8 w

2,0

2,0

:

4,8 w

:

:

:

:

12,9

14,0

Esposizione di diplomati dell'istruzione e della formazione professionale (IFP) all'apprendimento basato sul lavoro (% della popolazione di età compresa tra 20 e 34 anni)

2,4 w

1,6 w

:

:

:

:

:

:

:

:

60,1

64,6 b

Percentuale della popolazione di età compresa tra 20 e 24 anni in possesso al massimo di un titolo di istruzione secondaria inferiore, totale

15,0 w

17,4 w

6,8

8,1

10,7 w

8,8 w

:

:

:

:

15,4

15

Percentuale della popolazione di età compresa tra 20 e 24 anni in possesso al massimo di un titolo di istruzione secondaria inferiore, uomini

16,3 w

19,0 w

6,7

8,8

12,1 w

8,1 w

:

:

:

:

17,6

17,5

Percentuale della popolazione di età compresa tra 20 e 24 anni in possesso al massimo di un titolo di istruzione secondaria inferiore, donne

13,8 w

16,0 w

6,8

7,5

9,4 w

9,6 w

:

:

:

:

13,1

12,3

Percentuale della popolazione di età compresa tra 20 e 24 anni in possesso di un diploma di istruzione secondaria superiore o post-secondaria non terziaria, totale

57,6 w

57,8 w

87

86,1

73,9 w

77,5 w

:

:

:

:

65,8

65,9

Percentuale della popolazione di età compresa tra 20 e 24 anni in possesso di un diploma di istruzione secondaria superiore o post-secondaria non terziaria, uomini

64,7 w

65,0 w

89,4

87,2

77,4 w

83,0 w

:

:

:

:

66,7

66,3

Percentuale della popolazione di età compresa tra 20 e 24 anni in possesso di un diploma di istruzione secondaria superiore o post-secondaria non terziaria, donne

51,1 w

51,0 w

84,6

85,1

70,1 w

71,7 w

:

:

:

:

64,9

65,4

Percentuale della popolazione di età compresa tra 30 e 34 anni in possesso di un titolo di istruzione terziaria, totale

38,4 ew

36,5 w

28,6

28,2

30,9 w

30,6 w

:

:

:

:

42,8

43,8



Istruzione

Nota

Albania

Bosnia-Erzegovina

Kosovo*

Macedonia del Nord

Montenegro

UE-27

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

Percentuale della popolazione di età compresa tra 30 e 34 anni in possesso di un titolo di istruzione terziaria, uomini

31,9 ew

31,2 w

23,4

23,5

26,3 w

23,9 w

:

:

:

:

37,4

38,4

Percentuale della popolazione di età compresa tra 30 e 34 anni in possesso di un titolo di istruzione terziaria, donne

45,5 ew

42,0 w

34,1

33,1

35,9 w

37,4 w

:

:

:

:

48,4

49,4

Percentuale di persone che possiedono almeno competenze digitali di base (% della popolazione di età compresa tra 16 e 74 anni)

:

23,3

:

30,1

:

:

:

:

:

52

:

55,6

Percentuale di persone che possiedono almeno competenze digitali di base (% della popolazione di età compresa tra 16 e 74 anni), uomini

:

25,1

:

30,8

:

:

:

:

:

53,5

:

56,7

Percentuale di persone che possiedono almeno competenze digitali di base (% della popolazione di età compresa tra 16 e 74 anni), donne

:

21,6

:

29,3

:

:

:

:

:

50

:

54,5



Conti nazionali

 Nota

Albania

Bosnia-Erzegovina

Kosovo*

Macedonia del Nord

Montenegro

UE-27

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

Prodotto interno lordo

a prezzi correnti (milioni di EUR)

18 068

21 731

23 324

25 524

8 896

9 680

13 243

14 583 p

5 924

6 964

16 136 043

17 199 528

Pro capite (EUR)

6 500

:

6 733 pi

:

5 015 i

:

7 230 e

7 980 e

9 600

11 000 p

35 950

38 130

In standard di potere d'acquisto (SPA) pro capite

12 189

:

:

:

:

:

15 086 e

15 823 e

17 477

19 550 p

35 955

38 135

In standard di potere d'acquisto (SPA) pro capite, rispetto alla media UE (UE-27 = 100)

33,9

:

:

:

:

:

42,0 e

41,5 e

48,6

51,3 p

100

100

Tasso annuo di variazione (volume) reale, rispetto all'anno precedente (%)

4,8

4

4,2

2

4,3

4,1

2,8

2,1 p

6,4

6,3

3,4

0,5

Valore aggiunto lordo per settori principali

Agricoltura, silvicoltura e pesca (%)

19,7

18,7

5,7

5,5

9,2

9

8,4

7,6 p

7,5

6,8

1,9

1,8

Industria (%)

13,3

13,2

24,2

22,7

23,3

22,8

19,7

19,8 p

11,3

11,6

20

20,1

Edilizia (%)

13,4

13,4

5,2

5,4

10,7

10,1

6,9

6,9 p

4,8

4

5,4

5,6

Servizi (%)

53,6 i

54,8 i

64,9 i

66,3 i

56,9 i

58,2 i

64,9 i

65,6 pi

76,3 i

77,6 i

72,6 i

72,4 i

Bilancia dei pagamenti

Nota

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

Investimenti esteri diretti (IED) netti (in entrata - in uscita) (milioni di EUR)

2)

C

1 253,4 i

730,7 w

863,7 w

556,9 w

650,1 w

654,2 w

488,1 w

783,0 i

434,0 i

- 270 767,2 i

- 93 663,2 pi

Investimenti esteri diretti (IED) netti (in entrata - in uscita) (% del PIL)

2)

C

5,77 i

3,13 iw

3,38 iw

6,26 i

6,72 i

4,94 i

3,35 pi

13,22 i

6,23 i

-1,68 i

-0,54 pi

Investimenti esteri diretti (IED) netti (in entrata - in uscita) rispetto all'UE a 27 (milioni di EUR)

3)

C

813,5 i

399,3 w

421,0 w

351,1 i

352,0 i

452,3 i

402,2 i

218,0 i

95,0 i

-63 667,4 i

-34 878,0 pi

Investimenti esteri diretti (IED) netti (in entrata - in uscita) rispetto all'UE a 27 (% del PIL)

3)

C

3,74 i

1,71 iw

1,65 iw

3,95 i

3,64 i

3,42 i

2,76 ip

3,68 i

1,36 i

-0,39 i

-0,20 pi

Rimesse (% del PIL)

4,60 i

4,26 i

7,86 i

7,36 i

13,7 i

13,80 i

2,65 i

2,33 pi

7,36 i

5,60 i

0,14 i

0,14 i



Commercio estero di beni

 Nota

Albania

Bosnia-Erzegovina

Kosovo*

Macedonia del Nord

Montenegro

UE-27

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

Quota delle esportazioni verso paesi dell'UE a 27 rispetto al valore totale delle esportazioni (%)

73,4 iw

70,8 iw

73,6 iw

73,0 iw

33,9 iw

32,3 iw

78,3 iw

78,7 iw

30,3 iw

36,1 iw

:

:

Quota delle importazioni da paesi dell'UE a 27 rispetto al valore totale delle importazioni (%)

51,6 iw

50,9 iw

56,9 iw

59,0 iw

42,4 iw

43,0 iw

46,8 iw

49,2 iw

44,3 iw

45,8 iw

:

:

Bilancia commerciale (milioni di EUR)

-3 912

-3 994

-5 451

-5 659

-4 719

-5 051

-3 826

-2 826

-2 840

-3 136

-435 505

34 922

Commercio internazionale di beni e servizi rispetto al PIL

Importazioni (% del PIL)

47,5

43,9

61,9

55,7

71,4

70,3

93,4

80,9 p

74,4

68,6

53,5

48,3

Esportazioni (% del PIL)

37,2

38,4

48,3

43,9

38,6

39,6

72,8

67,8 p

51,5

50

55,4

52

Finanze pubbliche

Nota

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

Avanzo (+) / deficit (-) delle amministrazioni pubbliche (%)

:

:

:

:

:

:

:

:

:

:

-3,2

-3,5

Debito delle amministrazioni pubbliche (%)

:

:

:

:

:

:

:

:

:

:

82,5

80,8

Indicatori finanziari

 Nota

Albania

Bosnia-Erzegovina

Kosovo*

Macedonia del Nord

Montenegro

UE-27

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

Variazione annuale dei prezzi al consumo (%)

4)

6,6 d

5,3 d

14,0 w

6,1 w

11,6 d

4,9 d

14,0 d

9,0 d

11,9 d

8,7 d

9,2

6,4

Debito estero totale, rispetto al PIL (%)

3)

54,1 iw

46,3 piw

51,6 iw

47,4 iw

38,6 iw

39,6 iw

81,5 iw

77,9 piw

158,7 iw

130,1 iw

:

:

Debito totale in valuta estera, rispetto al PIL (%)

:

:

:

:

:

:

:

:

:

:

:

:

Valore delle attività di riserva (compreso l'oro) (milioni di EUR)

-71,8

911,5

72,8

26,5

67,6

-44

271,6

603,1

164

-482

:

:

Riserve internazionali in mesi di importazioni

6,9 iw

7,3 iw

6,8 iw

7,0 iw

2,2 iw

2,0 iw

3,7 iw

4,6 iw

5,2 iw

3,6 iw

:

:



Imprese

 Nota

Albania

Bosnia-Erzegovina

Kosovo*

Macedonia del Nord

Montenegro

UE-27

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

Indice della produzione industriale (2015 = 100)

5)

116,1 w

106,3 w

107,2

103,1

:

:

103,6

104,3

107,2

114,1

110,8

108,6 i

Infrastrutture

Nota

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

Densità della rete ferroviaria (linee operative per migliaio di km²)

7,1 i

8,8 i

19,9 iw

19,9 iw

30,5 iw

30,5 iw

26,9 i

26,9 i

18,0 i

18,0 i

47,8 i

47,6 i

Lunghezza della rete autostradale (km)

25

25

231

231 p

:

:

335

335

0

0

:

:

Energia

Nota

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

Importazioni nette di energia rispetto al PIL

3,9 i

1,1 i

6,5 i

4,2 i

10,0 i

7,6 i

13,4 i

7,6 pi

7,0 i

2,1 i

5,1 i

3,2 i



DATI STATISTICI (all'11.9.2025), parte 2 (Serbia – Ucraina)

Demografia

 Nota

Serbia

Turchia

Georgia**

Moldova***

Ucraina

UE-27

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

Popolazione totale (in migliaia)

6 797 i

6 641 i

84 680 i

85 280 i

3 689 i

3 736 i

2 565 i

2 513 pi

40 998 i

:

445 997 i

447 704 bpi

Fascia d'età 15-64 sulla popolazione totale (%)

64,4 i

63,4 bi

67,9 i

68,1 i

63,7 i

63,8 i

66,4 i

65,9 pi

67,4 i

:

63,9 pi

63,8 bpi

Movimento naturale della popolazione - tasso grezzo (per 1 000 abitanti)

-6,9

-5,4

6,2

5,1

-1,8

-0,7

- 3,6 ep

- 3,9 ep

:

:

-2,9 bep

- 2,6 bep

Speranza di vita alla nascita, uomini (anni)

72,7 b

73,8 b

74,3

74,8

69,4

69,9

:

67,5 ep

:

:

77,9 bep

78,7 bep

Speranza di vita alla nascita, donne (anni)

77,9 b

78,6 b

78,4

79,8

78,1

77,5

:

76,4 ep

:

:

83,3 bep

84,0 bep

Mercato del lavoro

Nota

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

Partecipazione al mercato del lavoro delle persone di età compresa tra 20 e 64 anni: quota della popolazione di età compresa tra 20 e 64 anni economicamente attiva (%)

Totale

6)

75,9

76,8

63,1

63,1

65,9 w

68,7 w

53,7 w

58,4 w

:

:

79,3

80

Uomini

6)

83,3

83,3

83,3

82,7

77,9 w

80,3 w

57,8 w

61,9 w

:

:

84,7

85,2

Donne

6)

68,7

70,5

42,8

43,5

54,7 w

57,9 w

50,0 w

55,3 w

:

:

73,9

74,8

Tassi di occupazione, 20-64 anni (% della popolazione)

Totale

6)

68,8

69,6

56,5

57,3

54,0 w

56,9 w

52,1 w

55,7 w

:

:

74,6

75,3

Uomini

6)

75,8

75,9

75,9

76,5

62,2 w

64,9 w

55,8 w

58,8 w

:

:

79,9

80,4

Donne

6)

61,8

63,4

37

38

46,4 w

49,4 w

48,7 w

53,0 w

:

:

69,3

70,2

Persone di età compresa tra 15 e 24 anni che non lavorano e non frequentano corsi di istruzione o formazione (% della popolazione in questa fascia d'età)

6)

13,3

12,4

24,1

22,4

23,4 w

21,0 w

17,2 w

13,8 w

:

:

9,6

9,2



Mercato del lavoro, segue

 Nota

Serbia

Turchia

Georgia**

Moldova***

Ucraina

UE-27

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

Persone di età compresa tra 15 e 29 anni che non lavorano e non frequentano corsi di istruzione o formazione (% della popolazione in questa fascia d'età)

6)

15,4

15,2

27,2

25,8

30,7 w

26,9 w

26,2 w

23,1 w

:

:

11,7

11,3

Occupazione per settori principali

Agricoltura, silvicoltura e pesca (%)

6) 7)

13,9 i

13,1 i

15,7 i

14,6 i

17,9 w

16,5 w

20,8 w

20,9 w

:

:

3,7 i

3,6 i

Industria (%)

6) 7)

23,8 i

23,5 i

21,7 i

21,3 i

11,9 w

12,2 w

14,8 w

14,4 w

:

:

17,7 i

17,4 i

Edilizia (%)

6) 7)

5,9 i

5,9 i

6,0 i

6,3 i

8,5 w

8,8 w

7,7 w

7,1 w

:

:

6,8 i

6,8 i

Servizi (%)

6) 7)

56,4 i

57,4 i

56,6 i

57,8 i

61,8 w

62,4 w

56,7 w

57,6 w

:

:

71,5 i

72,0 i

Persone occupate nel settore pubblico sul totale degli occupati, persone di età compresa tra 20 e 64 anni (%)

:

:

:

:

23,4 w

23,3 w

28,8 w

28,5 w

:

:

:

:

Persone occupate nel settore privato sul totale degli occupati, persone di età compresa tra 20 e 64 anni (%)

:

:

:

:

76,6 w

76,7 w

71,2 w

71,5 w

:

:

:

:

Tassi di disoccupazione (% della forza lavoro)

Totale

6) 8)

9,6

9,5

10,5

9,4

17,3 w

16,4 w

3,1 w

4,6 w

:

:

6,2

6,1

Uomini

6) 8)

9,1

9,1

9

7,7

19,3 w

18,3 w

3,6 w

5,0 w

:

:

5,9

5,8

Donne

6) 8)

10,1

9,9

13,5

12,7

14,6 w

14,0 w

2,6 w

4,2 w

:

:

6,5

6,4

Giovani, età compresa tra 15 e 24 anni

8)

24,3

25

19,5

17,5

39,4 w

34,5 w

10,7 w

11,5 w

:

:

14,6

14,6

Di lungo periodo (> 12 mesi)

6) 8)

3,9

3,8

2,5

2

6,6 w

6,5 w

0,7 w

0,8 w

:

:

2,4

2,1

Retribuzioni mensili nominali medie (in euro)

6) 9) 10) 11) 12)

920

:

272 iw

333 iw

501 iw

622 iw

525 iw

622 iw

436 iw

441 iw

2 580

:



Istruzione

 Nota

Serbia

Turchia

Georgia**

Moldova***

Ucraina

UE-27

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

Spesa pubblica per l'istruzione in rapporto al PIL (%)

13)

3,0 p

:

3,1

:

3,2 iw

3,7 iw

:

:

:

:

4,7 d

:

Partecipazione all'educazione della prima infanzia (bambini di età pari o superiore a 3 anni)

12)

69,2

:

48,6

54,9

148,7 dw

141,3 dw

94,4 w

98,9 w

88,5 w

87,1 w

93,3 d

94,6 d

Partecipazione all'educazione della prima infanzia (bambini di età pari o superiore a 3 anni), maschi

12)

69,2

:

48,9

55,3

:

:

94,4 w

99,2 w

88,7 w

87,3 w

93,2 d

94,5 d

Partecipazione all'educazione della prima infanzia (bambini di età pari o superiore a 3 anni), femmine

12)

69,3

:

48,3

54,5

:

:

94,5 w

98,6 w

88,4 w

86,9 w

93,3 d

94,7 d

Quindicenni con scarsi risultati in lettura

36,4

:

29,3

:

:

:

:

:

:

:

26,2

:

Quindicenni con scarsi risultati in matematica

43,1

:

38,7

:

:

:

:

:

:

:

29,5

:

Quindicenni con scarsi risultati in scienze

35,1

:

24,7

:

:

:

:

:

:

:

24,2

:

Giovani che abbandonano prematuramente gli studi o la formazione: percentuale della popolazione di età compresa tra 18 e 24 anni in possesso al massimo di un titolo di istruzione secondaria inferiore e che non frequenta corsi di istruzione o di formazione (%)

5,7

5,8

21,2

19,5

6,0 w

5,3 w

21,5 w

17,5 w

:

:

9,6

9,6

Giovani che abbandonano prematuramente gli studi o la formazione, uomini: percentuale di uomini di età compresa tra 18 e 24 anni in possesso al massimo di un titolo di istruzione secondaria inferiore (al massimo livello 2 dell'ISCED 2011) che non frequenta corsi di istruzione o di formazione

6,5

5,8

22,2

20,1

6,1 w

5,1 w

24,5 w

18,6 w

:

:

11,1

11,3

Giovani che abbandonano prematuramente gli studi o la formazione, donne: percentuale di donne di età compresa tra 18 e 24 anni in possesso al massimo di un titolo di istruzione secondaria inferiore (al massimo livello 2 dell'ISCED 2011) che non frequenta corsi di istruzione o di formazione

5,0

5,9

20,2

19,0

5,9 w

5,4 w

18,7 w

16,4 w

:

:

8

7,7



Istruzione

Nota

Serbia

Turchia

Georgia**

Moldova***

Ucraina

UE-27

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

Percentuale di persone di età compresa tra 25 e 64 anni che hanno partecipato ad attività di istruzione e formazione (ultime 4 settimane)

5,1

6,1

6,7

7,4

1,6 w

1,7 w

1,3 w

:

:

:

11,9

12,8

Percentuale di persone di età compresa tra 25 e 64 anni che hanno partecipato ad attività di istruzione e formazione (ultime 4 settimane), uomini

4,4

5,5

6,4

7,0

1,3 w

1,6 w

1,1 w

:

:

:

10,8

11,6

Percentuale di persone di età compresa tra 25 e 64 anni che hanno partecipato ad attività di istruzione e formazione (ultime 4 settimane), donne

5,7

6,7

7,0

7,8

1,8 w

1,8 w

1,4 w

:

:

:

12,9

14,0

Esposizione di diplomati dell'istruzione e della formazione professionale (IFP) all'apprendimento basato sul lavoro (% della popolazione di età compresa tra 20 e 34 anni)

17,2

21,4

:

:

:

:

:

:

:

:

60,1

64,6 b

Percentuale della popolazione di età compresa tra 20 e 24 anni in possesso al massimo di un titolo di istruzione secondaria inferiore, totale

6) 14)

6,5

6,3

26,2

23,5

6,0 w

5,3 w

26,5 w

22,4 w

:

:

15,4

15

Percentuale della popolazione di età compresa tra 20 e 24 anni in possesso al massimo di un titolo di istruzione secondaria inferiore, uomini

6)

6,9

5,9

28

24,6

5,9 w

4,3 w

28,0 w

22,5 w

:

:

17,6

17,5

Percentuale della popolazione di età compresa tra 20 e 24 anni in possesso al massimo di un titolo di istruzione secondaria inferiore, donne

6)

6,1

6,7

24,3

22,4

6,1 w

6,4 w

25,0 w

22,2 w

:

:

13,1

12,3

Percentuale della popolazione di età compresa tra 20 e 24 anni in possesso di un diploma di istruzione secondaria superiore o post-secondaria non terziaria, totale

6)

85,9

85,9

50,8

53,8

78,1 w

76,4 w

62,7 w

65,2 w

:

:

65,8

65,9

Percentuale della popolazione di età compresa tra 20 e 24 anni in possesso di un diploma di istruzione secondaria superiore o post-secondaria non terziaria, uomini

6)

87,4

87,5

54,6

58

83,4 w

79,4 w

62,8 w

67,4 w

:

:

66,7

66,3

Percentuale della popolazione di età compresa tra 20 e 24 anni in possesso di un diploma di istruzione secondaria superiore o post-secondaria non terziaria, donne

6)

84,4

84,2

47

49,4

72,2 w

72,9 w

62,7 w

63,0 w

:

:

64,9

65,4

Percentuale della popolazione di età compresa tra 30 e 34 anni in possesso di un titolo di istruzione terziaria, totale

6)

36,1

38,2

37,6

39,9

35,2 w

35,6 w

31,8 w

31,3 w

:

:

42,8

43,8



Istruzione

Nota

Serbia

Turchia

Georgia**

Moldova***

Ucraina

UE-27

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

Percentuale della popolazione di età compresa tra 30 e 34 anni in possesso di un titolo di istruzione terziaria, uomini

6)

30,7

29,8

37,4

39,2

30,4 w

31,2 w

27,8 w

23,5 w

:

:

37,4

38,4

Percentuale della popolazione di età compresa tra 30 e 34 anni in possesso di un titolo di istruzione terziaria, donne

6)

41,6

46,9

37,9

40,5

40,1 w

40,3 w

35,2 w

38,1 w

:

:

48,4

49,4

Percentuale di persone che possiedono almeno competenze digitali di base (% della popolazione di età compresa tra 16 e 74 anni)

:

33,6

:

33,1

32,4 w

34,5 w

:

:

:

:

:

55,6

Percentuale di persone che possiedono almeno competenze digitali di base (% della popolazione di età compresa tra 16 e 74 anni), uomini

:

35,5

:

36,8

30,5 w

33,5 w

:

:

:

:

:

56,7

Percentuale di persone che possiedono almeno competenze digitali di base (% della popolazione di età compresa tra 16 e 74 anni), donne

:

31,8

:

29,4

34,1 w

35,4 w

:

:

:

:

:

54,5



Conti nazionali

 Nota

Serbia

Turchia

Georgia**

Moldova***

Ucraina

UE-27

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

Prodotto interno lordo

a prezzi correnti (milioni di EUR)

13) 15)

63 501 p

75 204 p

862 310

1 030 514

23 662 w

28 464 w

13 795 w

15 454 w

154 006

167 632

16 136 043

17 199 528

Pro capite (EUR)

6) 13) 15)

9 530 p

11 350 p

10 150

12 080

6 374 w

7 661 w

5 455 w

6 288 w

:

:

35 950

38 130

In standard di potere d'acquisto (SPA) pro capite

15)

16 449 p

18 650 p

24 509

27 458

:

:

17 461 w

20 910 w

:

:

35 955

38 135

In standard di potere d'acquisto (SPA) pro capite, rispetto alla media UE (UE-27 = 100)

15)

45,7 p

48,9 p

68,2

72

:

:

30,9 ew

34,9 ew

:

:

100

100

Tasso annuo di variazione (volume) reale, rispetto all'anno precedente (%)

13) 15)

2,6 p

3,8 p

5,5

5,1

11,0 w

7,8 w

- 4,6 w

1,2 w

-28,8

5,5

3,4

0,5

Valore aggiunto lordo per settori principali

Agricoltura, silvicoltura e pesca (%)

13) 15) 16)

6,3 p

4,4 p

7,2

6,9

7,6 w

6,9 w

9,4 w

7,1 w

9,7

8,6

1,9

1,8

Industria (%)

13) 15) 16)

24,1 p

22,2 p

29,5

25,8

16,5 w

14,1 w

13,3 w

12,2 w

18,9

19,9

20

20,1

Edilizia (%)

13) 15) 16)

5,6 p

5,9 p

5,5

6,2

8,0 w

7,6 w

8,8 w

8,3 w

1,5

1,8

5,4

5,6

Servizi (%)

13) 15) 16)

64,0 pi

67,5 pi

57,7 i

61,1 i

67,9 w

71,4 w

68,4 w

71,3 w

69,9 i

69,7 i

72,6 i

72,4 i

Bilancia dei pagamenti

Nota

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

Investimenti esteri diretti (IED) netti (in entrata - in uscita) (milioni di EUR)

12)

4 328,2 w

4 261,6 w

8 170,2 i

4 324,7 i

1 837,9 w

1 493,1 w

514,0 w

315,8 w

249,9 w

4 102,8 w

- 270 767,2 i

- 93 663,2 pi

Investimenti esteri diretti (IED) netti (in entrata - in uscita) (% del PIL)

12) 13) 15)

6,82 pi

5,67 pi

0,95 i

0,42 i

7,77 iw

5,25 iw

3,73 iw

2,04 iw

0,16 iw

2,45 iw

-1,68 i

-0,54 pi

Investimenti esteri diretti (IED) netti (in entrata - in uscita) rispetto all'UE a 27 (milioni di EUR)

12)

1 430,0 i

2 122,0 i

2 793,1 i

1 939,1 i

621,3 w

489,8 w

:

:

92,4 w

3 323,5 w

-63 667,4 i

-34 878,0 pi

Investimenti esteri diretti (IED) netti (in entrata - in uscita) rispetto all'UE a 27 (% del PIL)

12) 13)

2,25 pi

2,82 pi

0,32 i

0,19 i

2,63 iw

1,72 iw

:

:

0,06 iw

1,98 iw

-0,39 i

-0,20 pi

Rimesse (% del PIL)

12) 13) 15)

6,31 pi

5,25 pi

0,02 iw

0,02 iw

9,48 iw

7,92 iw

8,29 diw

6,72 diw

1,03 iw

0,99 iw

0,14 i

0,14 i



Commercio estero di beni

 Nota

Serbia

Turchia

Georgia**

Moldova***

Ucraina

UE-27

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

Quota delle esportazioni verso paesi dell'UE a 27 rispetto al valore totale delle esportazioni (%)

12)

66,0 iw

65,7 iw

40,4 iw

40,8 iw

15,4 iw

11,6 iw

58,4 iw

65,4 iw

63,6 iw

64,7 iw

:

:

Quota delle importazioni da paesi dell'UE a 27 rispetto al valore totale delle importazioni (%)

12)

51,9 iw

53,6 iw

25,5 iw

29,0 iw

22,6 iw

24,5 iw

47,4 iw

48,3 iw

49,1 iw

51,1 iw

:

:

Bilancia commerciale (milioni di EUR)

12)

-10 386

-8 178

-100 663

-97 406

-7 563 iw

-8 802 iw

-4 673 iw

-4 275 iw

-10 843 iw

-25 314 iw

-435 505

34,922

Commercio internazionale di beni e servizi rispetto al PIL

Importazioni (% del PIL)

13) 15)

71,2 p

59,4 p

42,6

34,4

62,2 w

57,9 w

70,9 w

58,9 w

52

49,2

53,5

48,3

Esportazioni (% del PIL)

13) 15)

60,7 p

55,1 p

38,6

31,9

52,5 w

49,3 w

41,2 w

35,1 w

35,4

28,3

55,4

52

Finanze pubbliche

Nota

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

Avanzo (+) / deficit (-) delle amministrazioni pubbliche (%)

12) 13)

:

:

:

:

-2,4 pw

-2,3 w

-3,2 ew

-5,1 ew

-15,3 w

-19,5 w

-3,2

-3,5

Debito delle amministrazioni pubbliche (%)

12) 13) 17)

:

:

:

:

39,1 pw

38,8 w

34,2 ew

35,4 ew

77,8 w

83,3 w

82,5

80,8

Indicatori finanziari

 Nota

Serbia

Turchia

Georgia**

Moldova***

Ucraina

UE-27

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

Variazione annuale dei prezzi al consumo (%)

12) 18)

11,7 d

12,1 d

72,3 d

54,0 d

11,8 w

2,1 w

28,7 w

13,4 w

20,2 w

12,9 w

9,2

6,4

Debito estero totale, rispetto al PIL (%)

12) 13) 15)

66,0 piw

60,4 piw

50,1 iw

44,8 iw

94,9 iw

77,8 iw

65,3 iw

58,9 iw

79,7 iw

86,8 iw

:

:

Debito totale in valuta estera, rispetto al PIL (%)

:

:

:

:

:

:

:

:

:

:

:

:

Valore delle attività di riserva (compreso l'oro) (milioni di EUR)

12)

2 919,0

5 104,0

13 110,7

-1 949,6

4 591,6 w

4 528,2 w

4 206,0 w

4 903,5 w

26 751,2 w

36 459,0 w

:

:

Riserve internazionali in mesi di importazioni

12)

5,2 iw

6,7 iw

4,0 iw

4,4 iw

3,7 iw

3,3 iw

5,2 iw

6,5 iw

4,0 iw

5,3 iw

:

:



Imprese

 Nota

Serbia

Turchia

Georgia**

Moldova***

Ucraina

UE-27

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

Indice della produzione industriale (2015 = 100)

12) 19)

120,6

123,4

143,3

144,6

147,2 w

148,7 w

115,1 w

110,3 w

66,5 w

71,0 w

110,8

108,6 i

Infrastrutture

Nota

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

Densità della rete ferroviaria (linee operative per migliaio di km²)

43,6 iw

43,6 iw

13,7 i

14,6 i

16,0 iw

16,0 iw

34,0 iw

34,0 iw

:

:

47,8 i

47,6 i

Lunghezza della rete autostradale (km)

12)

941

963

3 633

3 726

263 w

271 w

0

0

15 pw

15 pw

:

:

Energia

Nota

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

2022

2023

Importazioni nette di energia rispetto al PIL

13) 15)

8,4 pi

4,6 pi

8,8 i

4,8 i

1,8 iw

1,1 iw

9,5 iw

6,0 iw

:

:

5,1 i

3,2 i

Fonte: Eurostat e/o autorità statistiche dei paesi dell'allargamento

: = dato non disponibile

b = discontinuità nella serie

c = valore riservato

d = la definizione è diversa

e = valore stimato

p = dato provvisorio

i = stima Eurostat

w = dati forniti dall'autorità statistica nazionale, sotto la sua responsabilità, e pubblicati così come vengono ricevuti e senza alcuna garanzia circa la loro qualità e aderenza alla metodologia statistica dell'UE

* = Tale designazione non pregiudica le posizioni riguardo allo status ed è in linea con la risoluzione 1244/1999 dell'UNSC e con il parere della CIG sulla dichiarazione di indipendenza del Kosovo.

** = I dati relativi alla Georgia escludono le regioni dell'Abkhazia e dell'Ossezia del Sud sulle quali il governo georgiano non esercita controllo.

*** = I dati trattati dall'Istituto nazionale di statistica della Repubblica di Moldova non comprendono i dati della regione transdnestriana sulla quale il governo della Repubblica di Moldova non esercita controllo.

Note:

1)

Bosnia-Erzegovina: dal 2022 sono inclusi anche i bambini che hanno frequentato un programma prescolare prima di iscriversi a scuola la cui frequenza non è stata regolare.

2)

Bosnia-Erzegovina: in base al manuale FMI della bilancia dei pagamenti, approccio attivi - passivi.

3)

Bosnia-Erzegovina: in base al manuale FMI della bilancia dei pagamenti, 6ª edizione, e alla definizione di investimenti diretti all'estero ("Benchmark Definition of Foreign Direct Investment") dell'OCSE - 4ª edizione.

4)

Bosnia-Erzegovina: inflazione dei prezzi al consumo.

5)

Albania: dato basato sulla NACE Rev. 2. La copertura fa riferimento alle sezioni da B a D.

6)

Ucraina: i dati sull'Ucraina per il periodo 2021-2024 sono limitati poiché dal 3 marzo 2022 vige, in forza della legge marziale, l'esenzione dalla trasmissione obbligatoria dei dati al servizio statistico statale ucraino.

7)

Georgia: dal 2020: NACE Rev. 2; prima del 2020: NACE Rev. 1.1.

8)

Georgia: persone di età pari o superiore a 15 anni.

9)

Serbia: le retribuzioni sono ottenute da fonti amministrative (registri dell'amministrazione fiscale). I guadagni medi sono calcolati sulla base dell'importo totale dei guadagni maturati per il mese di riferimento e il numero di dipendenti equivalenti a tempo pieno (ETP).

10)

Turchia: Fonte: Indagine su reddito e condizioni di vita.

11)

Moldova: comprende le unità con uno o più dipendenti.

12)

Ucraina: Esclusi i territori temporaneamente occupati della Repubblica autonoma di Crimea, la città di Sebastopoli e una parte dei territori temporaneamente occupati nelle regioni di Donetsk e Luhansk.

13)

Georgia: sulla base dell'SCN 2008.

14)

Georgia: sono escluse le persone prive di istruzione.

15)

Moldova: sulla base dell'SCN 2008.

16)

Georgia: calcoli effettuati secondo la NACE Rev. 2.

17)

Ucraina: debito pubblico e debito garantito dallo Stato.

18)

Moldova: inflazione dei prezzi al consumo.

19)

Georgia: dati destagionalizzati.