COMMISSIONE EUROPEA
Bruxelles, 2.7.2025
COM(2025) 378 final
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI
Conseguire gli obiettivi del patto per l'industria pulita I
Conseguire gli obiettivi del patto per l'industria pulita I
1. Introduzione
Nel patto per l'industria pulita
la Commissione ha presentato misure concrete per stimolare ulteriormente la decarbonizzazione e la competitività dell'industria europea. Tali misure rispondono alla richiesta di un approccio ben integrato in tutte le politiche dell'UE a sostegno di questo duplice obiettivo. Dimostrano inoltre l'impegno dell'UE ad affrontare le sfide alle quali è esposta la nostra industria, quali il divario dei prezzi dell'energia tra l'UE e i suoi principali concorrenti, la debolezza della domanda o la concorrenza sleale a livello mondiale, offrendo nel contempo alle imprese, di grandi e piccole dimensioni, nonché agli investitori la certezza che l'Europa manterrà fermamente l'impegno di diventare un'economia climaticamente neutra entro il 2050, tenendo conto dell'equità, della neutralità tecnologica e dell'efficienza in termini di costi, garantendo una transizione giusta e rafforzando la sostenibilità ambientale. Investire nella decarbonizzazione incentiverà la competitività dell'economia europea, ne rafforzerà la resilienza e la sicurezza economica ed energetica e creerà posti di lavoro stabili e adeguati alle esigenze future.
Nel pieno della corsa mondiale all'azzeramento delle emissioni nette, il patto per l'industria pulita consentirà inoltre all'UE di assumere un ruolo guida nello sviluppo dei mercati delle tecnologie pulite del futuro. Secondo l'Agenzia internazionale per l'energia, il mercato globale delle principali sei tecnologie energetiche pulite prodotte su larga scala
ammonterà a oltre 2 000 miliardi di USD entro il 2035, avvicinandosi al valore medio del mercato mondiale del petrolio greggio registrato negli ultimi anni
. Nel frattempo, ci si attende che il commercio di tecnologie pulite raggiungerà i 575 miliardi di USD entro il 2035. Come indicato nell'ultima relazione della Banca europea per gli investimenti
la forte posizione dell'Europa in termini di innovazione e commercio delle tecnologie pulite sta dando i suoi frutti. Le esportazioni europee di tecnologie a basse emissioni di carbonio, ad esempio, sono aumentate del 65 % dal 2017, rispetto al 79 % della Cina e soltanto al 22 % degli Stati Uniti. L'UE deve fare sì che questo vantaggio competitivo sia mantenuto e rafforzato.
Per mantenere questa posizione forte, l'industria ha bisogno di prevedibilità circa la direzione di marcia dell'Europa, di un quadro normativo che riduca al minimo gli oneri burocratici superflui e di un'attuazione rapida ed efficace di tutte le misure proposte. La decarbonizzazione e la reindustrializzazione sono due facce della stessa medaglia e non può esistere un percorso efficace verso la decarbonizzazione in mancanza di una base industriale europea forte e resiliente. Per questo motivo, unitamente alla proposta di modifica della normativa europea sul clima che fissa un obiettivo climatico per il 2040, con le necessarie flessibilità, la presente comunicazione dimostra che i risultati sono già visibili. Dopo pochi mesi dalla presentazione del patto per l'industria pulita l'Unione ha avviato una prima serie di azioni, con un sostegno attivo all'industria attraverso questa transizione fondamentale, per rafforzare la base industriale europea, promuovere condizioni eque di concorrenza a livello mondiale e sbloccare il potenziale anche nell'ambito dell'innovazione.
Sono stati compiuti progressi in tutti e sei i principali fattori trainanti individuati nel patto per l'industria pulita. Le misure garantiscono un equilibrio tra il sostegno agli ambiziosi obiettivi del patto per l'industria pulita e il mantenimento di condizioni di parità nel mercato unico, in modo che gli Stati membri possano fornire un sostegno finanziario mirato agli sforzi di decarbonizzazione e, ove necessario, alla creazione di catene del valore sovrane nel settore delle tecnologie pulite senza creare indebite distorsioni della concorrenza. Consentono inoltre agli Stati membri di mobilitare incentivi fiscali come catalizzatori per gli investimenti privati in progetti di decarbonizzazione, agevolando in ultima analisi una transizione rapida verso un sistema energetico europeo pulito e a prezzi accessibili.
Parallelamente, la Commissione ha continuato a dialogare con i portatori di interessi. Dall'adozione del patto per l'industria pulita, i dialoghi strategici sul futuro dell'industria automobilistica e sul futuro del settore siderurgico europeo hanno portato all'elaborazione di piani d'azione specifici
, con azioni concrete e settoriali per mantenere il vantaggio competitivo dell'Europa. La Commissione ha inoltre organizzato un dialogo sull'economia circolare per l'industria pulita per preparare l'atto legislativo sull'economia circolare. Ulteriori misure saranno presentate tenendo conto dei dialoghi con le industrie farmaceutiche e chimiche, per valutare le preoccupazioni specifiche formulate da questi settori.
Gli interventi per rafforzare la resilienza e la competitività delle nostre industrie vanno oltre il patto per l'industria pulita. La strategia per il mercato unico, la strategia relativa all'Unione del risparmio e degli investimenti, la strategia sulla resilienza idrica, la comunicazione sull'Unione delle competenze, accompagnata da un piano d'azione sulle competenze di base e da un piano strategico per l'istruzione in ambito scientifico, tecnologico, ingegneristico e matematico e la strategia dell'UE per le start-up e le scale-up, tra le altre, contribuiscono a rafforzare gli obiettivi del patto. A ciò si aggiungono quattro pacchetti omnibus di semplificazione volti ad alleggerire gli oneri normativi.
Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi la Commissione procederà con decisione ad attuare le restanti misure delineate nel patto per l'industria pulita.
2. Primo pacchetto per la realizzazione del patto per l'industria pulita
Un elemento fondamentale per conseguire le ambizioni e gli obiettivi del patto per l'industria pulita è la nuova disciplina degli aiuti di Stato nell'ambito del patto per l'industria pulita, adottata dalla Commissione il 25 giugno 2025. L'approvazione di oltre 85 miliardi di EUR di aiuti entro giugno 2025 nell'ambito delle sezioni "transizione" del quadro temporaneo di crisi e transizione dimostra che norme semplificate in materia di aiuti di Stato possono incentivare la volontà degli Stati membri di utilizzare gli aiuti di Stato per conseguire gli obiettivi della transizione verde e aumentarne la portata. Inoltre, il fatto che la maggior parte degli Stati membri abbia già iniziato ad attuare le misure per accelerare la transizione pulita nell'ambito del quadro temporaneo di crisi e transizione evidenzia l'esperienza pratica acquisita e la necessità di un quadro stabile e a lungo termine per sostituire quello temporaneo e continuare a sostenere la decarbonizzazione industriale.
La nuova disciplina per gli aiuti di Stato semplifica e accelera ulteriormente il processo di concessione degli aiuti da parte degli Stati membri, introducendo criteri più chiari e flessibili per la valutazione delle misure di aiuto di Stato, offrendo un orizzonte di programmazione più lungo e aumentando la prevedibilità e la sicurezza degli investimenti per le imprese. In linea con gli obiettivi del patto per l'industria pulita, la nuova disciplina si rivolge a tutte le imprese del comparto industriale, con particolare attenzione alle industrie ad alta intensità energetica e al settore delle tecnologie pulite, e introduce misure di aiuto per accelerare la diffusione delle energie rinnovabili, nonché gli investimenti nella decarbonizzazione industriale e nella capacità di produzione di tecnologie pulite. Gli Stati membri saranno in grado di contribuire a finanziare l'espansione della produzione di tecnologie pulite in Europa, utilizzando materie prime sia riciclate sia primarie e contribuendo a rafforzare la resilienza delle catene di approvvigionamento europee. Consentirà inoltre agli Stati membri di ridurre il costo dell'energia elettrica degli utenti ad alta intensità energetica che operano in industrie a rischio di delocalizzazione al di fuori dell'Unione in paesi in cui le normative ambientali sono assenti o meno ambiziose, in cambio di investimenti nella decarbonizzazione. La nuova disciplina favorisce l'afflusso di fondi privati, riducendo i rischi di investimento in progetti in linea con gli obiettivi del patto per l'industria pulita.
Inoltre, le nuove norme contribuiscono a creare mercati guida per i prodotti puliti e agevolano la combinazione di finanziamenti a titolo del Fondo per l'innovazione e di finanziamenti nazionali, facilitando l'approvazione degli aiuti di Stato per gli Stati membri che intendono sostenere progetti assortiti di un marchio di sovranità nell'ambito di tale fondo. La nuova disciplina per gli aiuti di Stato integra le norme in materia di aiuti di Stato, che rimangono pienamente disponibili e riguardano anche altre misure che contribuiranno al patto per l'industria pulita. Gli Stati membri possono notificare misure a sostegno dei produttori di tecnologie pulite, come le batterie, per conseguire effetti di scala efficienti ai sensi delle norme applicabili in materia di aiuti di Stato. In normali condizioni di mercato, i produttori di tecnologie pulite dovrebbero essere in grado di coprire i costi al funzionamento senza ulteriore sostegno pubblico. La Commissione è pronta ad aiutare gli Stati membri a individuare le modalità adeguate per sviluppare, ai sensi delle norme in materia di aiuti di Stato, un sostegno pubblico superi i fallimenti del mercato, sia necessario, proporzionato e non falsi indebitamente la concorrenza e gli scambi nel mercato unico, oppure per elaborare tale sostegno pubblico senza il ricorso ad aiuti di Stato.
Come annunciato nel patto per l'industria pulita, nell'ambito della revisione in corso del regolamento generale di esenzione per categoria, la Commissione valuterà inoltre se e come aggiornare le norme in materia di aiuti di Stato per fornire migliori incentivi all'industria, affinché investa nel miglioramento delle competenze, nella riqualificazione, in posti di lavoro di qualità e nell'assunzione di lavoratori per una transizione giusta. La Commissione esaminerà in particolare le norme relative agli aiuti alle imprese sociali e all'assunzione di lavoratori svantaggiati. In tale contesto, la Commissione elaborerà orientamenti specifici per assistere gli Stati membri nell'elaborazione delle misure di aiuto di Stato ai fini del sostegno e degli investimenti sociali. In molti casi tale sostegno non è considerato come aiuto o beneficia di un'esenzione per categoria ai sensi dell'omonimo regolamento.
Parallelamente alla nuova disciplina per gli aiuti di Stato, la raccomandazione della Commissione sugli incentivi fiscali, adottata oggi, incoraggia gli investimenti nelle tecnologie pulite e nella decarbonizzazione industriale, attraverso misure quali l'ammortamento accelerato e i crediti d'imposta. In tal modo si ridurranno efficacemente gli ostacoli finanziari per le imprese che investono nella sostenibilità e si stimoleranno i mercati guida per i prodotti decarbonizzati. Promuovendo un ammortamento accelerato e generoso fino alla deduzione immediata e a crediti d'imposta flessibili e rimborsabili, la Commissione mira a fornire certezza e sostegno tempestivo alle imprese.
Il sistema energetico dell'Unione è fondamentale per creare le giuste condizioni per la decarbonizzazione dell'economia. Per decarbonizzare il sistema energetico entro il 2040 sono necessarie tutte le soluzioni energetiche a zero e a basse emissioni di carbonio, comprese le energie rinnovabili, il nucleare, l'efficienza energetica, lo stoccaggio, la cattura, stoccaggio e utilizzo del carbonio, gli assorbimenti di carbonio, l'energia geotermica e idroelettrica e tutte le altre tecnologie energetiche a zero emissioni nette attuali e future, così come il rafforzamento della rete e della capacità di stoccaggio. Per fornire agli Stati membri e alle autorità nazionali di regolamentazione la base per accelerare la transizione verso un sistema energetico economicamente accessibile e più flessibile, con reti e sistemi di stoccaggio ben sviluppati, la Commissione sta adottando un pacchetto di documenti di orientamento. Tali documenti riguardano i) le tecnologie innovative e le forme di diffusione delle energie rinnovabili, ii) la designazione di zone dedicate alle infrastrutture di rete e di stoccaggio e iii) le metodologie per le tariffe di rete. Sostenendo la diffusione di ulteriori progetti in materia di energia pulita e reti, l'attuazione di tale pacchetto di orientamenti andrà anche a vantaggio della produzione interna dell'UE delle tecnologie pulite in cui l'Europa è leader a livello mondiale.
Gli orientamenti sulle forme innovative di tecnologie e sulle forme di diffusione delle energie rinnovabili sostengono l'espansione delle fonti di energia rinnovabile, contribuendo a ridurre i costi dell'approvvigionamento energetico. La dipendenza dell'Europa dalle importazioni di combustibili fossili contribuisce in modo significativo alla volatilità e agli elevati costi di approvvigionamento. L'UE può ridurre tali costi ampliando le fonti di energia rinnovabile innovative e utilizzando il potenziale non valorizzato (ad esempio, energia agrisolare, energie rinnovabili galleggianti ed energia oceanica). Tra il 2021 e il 2023 i consumatori di energia elettrica dell'UE hanno risparmiato 100 miliardi di EUR grazie alla produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici ed eolici di nuova installazione
.
Gli orientamenti sulla designazione delle zone per le infrastrutture di rete e di stoccaggio sono concepiti per rafforzare e accelerare l'espansione delle nostre reti, nonché per accelerare la diffusione di soluzioni di stoccaggio. Ciò è fondamentale alla luce della crescita prevista della produzione decentrata di energia rinnovabile, dell'aumento della domanda di energia elettrica e dei vincoli esistenti sulla rete elettrica, come la necessità di collegare le infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici, con i vantaggi che ne conseguono per lo stoccaggio e per il sistema energetico nel suo complesso, nonché la necessità di modernizzare il 40 % delle reti esistenti. Inoltre, la capacità di energia elettrica da fonti rinnovabili sta crescendo rapidamente e solo nel 2024 si è registrato un aumento di circa 78 GW. Dato che l'espansione annuale della capacità di energia elettrica da fonti rinnovabili dovrebbe attestarsi in media a circa 100 GW fino al 2030, occorre accelerare notevolmente le procedure di rilascio delle autorizzazioni per i progetti di stoccaggio di energia rinnovabile e le reti che integrano le energie rinnovabili.
Il terzo documento di orientamento, relativo alle metodologie per le tariffe di rete, promuove una progettazione di tali tariffe volta a ridurre i costi complessivi del sistema migliorando la flessibilità e gli incentivi differenziati in loco, nonché aumentando l'efficienza dell'utilizzo e della gestione della rete. Questa transizione volta a incentivare un cambiamento comportamentale è essenziale per gestire efficacemente i periodi di picco di consumo in modo efficiente sotto il profilo dei costi. Le tariffe di rete possono svolgere un ruolo essenziale, incoraggiando tutti gli utenti del sistema a ottimizzare i loro modelli di utilizzo. Un approccio coordinato offre vantaggi significativi, tra cui ridotte spese di gestione della rete e minori congestioni costose, una migliore capacità della rete di assorbire la produzione di energia da fonti rinnovabili e la necessità di massicci potenziamenti della rete limitata allo stretto necessario. In tal modo si ridurranno i costi complessivi di rete pagati dai consumatori nelle bollette energetiche e si produrrà un vantaggio diretto per gli utenti che contribuiscono all'integrazione del sistema energetico.
Tra le altre sfide cui deve far fronte l'industria figurano l'esposizione a una concorrenza internazionale sleale e gli oneri normativi. Dall'avvio del sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (EU ETS), il rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio è stato affrontato in modo efficace, concedendo quote gratuite ai settori esposti a tale rischio. Le quote gratuite per gli impianti inclusi nell'EU ETS che producono merci CBAM saranno gradualmente eliminate dal 2026 al 2034, parallelamente alla graduale introduzione degli obblighi finanziari del CBAM per le merci importate. Sebbene il CBAM permetta di gestire il rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio per la produzione di merci CBAM per l'UE, il rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio per la produzione di merci CBAM destinate ai mercati di esportazione potrebbe aumentare con l'eliminazione graduale dell'assegnazione gratuita di quote, finché alcuni paesi terzi non introdurranno una fissazione del prezzo del carbonio equivalente. Vari settori CBAM hanno chiesto un'azione urgente per affrontare la questione della rilocalizzazione delle emissioni di carbonio nel settore dell'esportazione.
Come annunciato nel piano d'azione europeo per la siderurgia e la metallurgia, la Commissione ha pertanto preso in considerazione diverse opzioni per affrontare questo rischio. Qualsiasi soluzione dovrebbe essere pienamente in linea con gli obiettivi ambientali del CBAM, nel rispetto delle pertinenti norme dell'OMC, e dovrebbe essere inoltre attuata rapidamente per garantire la certezza del diritto ed evitare inutili oneri amministrativi. La Commissione intende pertanto presentare una proposta specifica per utilizzare le entrate generate dal CBAM, che sarà esteso, al fine di sostenere la produzione a rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio. Ciò consentirà ai produttori interessati di ottenere una compensazione proporzionale alla graduale eliminazione delle quote gratuite in funzione dei risultati relativi alla decarbonizzazione a lungo termine. L'ambito di applicazione dovrà essere stabilito sulla base di criteri oggettivi. Tale regime rimarrà in vigore per un periodo stabilito inizialmente con un riesame previsto nel 2027. La proposta sarà presentata entro la fine del 2025, unitamente alla proposta che estende il CBAM alle merci a valle e introduce misure antielusione, e non pregiudicherà le proposte esistenti della Commissione relative alle nuove risorse proprie per il bilancio dell'UE. Questa soluzione mira a garantire parità di trattamento per le merci CBAM, siano esse prodotte e vendute nell'UE, esportate dall'UE verso paesi terzi o importate nell'UE, al fine di mantenere la compatibilità con l'OMC. La Commissione fornirà un'ulteriore analisi del rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio per la produzione di merci CBAM destinate alle esportazioni al fine di elaborare adeguatamente la misura e consultare i settori soggetti al CBAM in merito a tali piani prima della presentazione della proposta, anche tenendo conto delle circostanze nazionali specifiche. A tal fine sarà organizzato un dialogo ad alto livello.
La semplificazione è un altro pilastro fondamentale del patto per l'industria pulita. In una serie di settori legislativi sono stati compiuti progressi per ridurre gli oneri normativi e consentire all'industria di aderire alla transizione verso un'economia sostenibile in modo più efficace e pragmatico. La proposta di semplificazione del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM), adottata nell'ambito del pacchetto Omnibus I nel febbraio 2025, mira a ridurre gli adempimenti burocratici e a garantire un'agevole attuazione del CBAM, una volta che sia pienamente operativo nel gennaio 2026. In particolare, la proposta introduce una soglia annua basata sulla massa pari a 50 tonnellate che esclude circa il 90 % degli importatori da qualsiasi obbligo relativo al CBAM, garantendo nel contempo che il 99 % delle emissioni rientri nell'ambito di applicazione del CBAM. All'inizio di questo mese i colegislatori hanno raggiunto un accordo sul regolamento modificato, che rispetta i principali criteri della proposta della Commissione.
3. Lavori in corso in altri settori del patto per l'industria pulita
Oltre alla prima serie di azioni concrete nell'ambito del patto per l'industria pulita sono stati compiuti notevoli progressi in diversi settori connessi a tale strategia. L'attuazione del piano d'azione per un'energia a prezzi accessibili è progredita dalla sua adozione nel febbraio 2025. Il 16 giugno la Commissione europea e la presidenza polacca del Consiglio dell'Unione europea hanno avviato congiuntamente la task force per l'Unione dell'energia. La task force affronterà gli ostacoli tecnici e normativi che impediscono il completamento di un'autentica Unione dell'energia, potenziando l'uso e lo sviluppo di infrastrutture ben interconnesse, affrontando gli ostacoli nazionali al rilascio delle autorizzazioni, aumentando la diffusione dello stoccaggio e l'utilizzo dei servizi di flessibilità, migliorando il coordinamento delle azioni regionali, nazionali e dell'UE e sostenendo le azioni chiave per l'attuazione del piano d'azione per un'energia a prezzi accessibili, ad esempio in materia di rilascio delle autorizzazioni, fiscalità e flessibilità del sistema.
I finanziamenti giocano un ruolo fondamentale. La Commissione e la Banca europea per gli investimenti hanno collaborato strettamente per sviluppare nuovi prodotti finanziari, ammissibili nell'ambito del programma InvestEU, volti a ridurre i rischi per gli investimenti del settore privato. Il 19 giugno la Banca europea per gli investimenti (BEI) ha varato nuovi regimi per offrire controgaranzie agli accordi di compravendita di energia elettrica tra gli sviluppatori di energia pulita e l'industria, con una dotazione di 500 milioni di EUR. L'iniziativa mira ad agevolare l'accesso dell'industria a prezzi dell'energia più stabili e a stimolare gli investimenti in progetti di nuova generazione. Inoltre la BEI ha varato un secondo regime di controgaranzia per attenuare i rischi associati alla produzione di nuovi componenti di rete (applicando il modello che già utilizza per il settore eolico) con una dotazione di 1,5 miliardi di EUR, che è fondamentale per l'espansione delle esigenze di rete in tutta Europa, nonché per il programma TechEU che punta a colmare il deficit di finanziamento e sostenere l'innovazione dirompente, potenziare la capacità industriale dell'Europa e le imprese in espansione (scale-up). Sta inoltre ampliando la capacità di finanziamento del pacchetto per l'energia eolica, che passerà da 5 miliardi di EUR a 6,5 miliardi di EUR, e ha istituito un nuovo prodotto di garanzia per le tecnologie pulite emergenti con una dotazione di prestiti della BEI di 250 milioni di EUR che sarà finanziata da InvestEU.
La Commissione è inoltre in procinto di avviare un progetto pilota per la futura banca per la decarbonizzazione industriale entro la fine del 2025. Con una dotazione di 1 miliardo di EUR, il progetto pilota consisterà in un'asta finalizzata a decarbonizzare il calore dei processi industriali attraverso l'elettrificazione e il calore rinnovabile diretto (come l'energia solare termica o geotermica). Ne trarranno vantaggio le imprese di vari settori industriali, comprese le medie imprese. Esso funge da iniziativa pilota per la banca per la decarbonizzazione industriale, sostenendo progetti che utilizzano come metrica la riduzione delle emissioni di carbonio. In aprile un'importante consultazione dei portatori di interessi ha dimostrato un forte sostegno da parte dell'industria a questa iniziativa. Successivamente, la Commissione ha quindi pubblicato il progetto di termini e condizioni delle aste ai fini della consultazione.
La Commissione ha inoltre adottato i primi due elenchi di progetti strategici da sostenere nell'ambito del regolamento sulle materie prime critiche, che riguardano progetti sia all'interno dell'UE che in paesi terzi. I progetti selezionati, che riguardano un'ampia gamma di materiali strategici e fasi della catena del valore, contribuiranno alla sicurezza dell'approvvigionamento di materie prime strategiche dell'UE. Al fine di garantirne la tempestiva realizzazione, i progetti riceveranno un sostegno volto ad agevolare gli investimenti pubblici e privati e accelerare il rilascio delle autorizzazioni per i progetti nell'UE.
L'ulteriore sviluppo dei mercati guida è una priorità fondamentale del patto per l'industria pulita. Il 6 aprile la Commissione ha adottato il piano di lavoro 2025-2030 per il regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili e il regolamento sull'etichettatura energetica. Il piano fornisce un elenco di prodotti da considerarsi prioritari, come l'acciaio e l'alluminio, al fine di introdurre specifiche per la progettazione ecocompatibile e l'etichettatura energetica nei prossimi cinque anni. In questo modo dovrebbe promuovere la diffusione di prodotti sostenibili, riparabili, circolari ed efficienti sotto il profilo energetico in tutta Europa. Una volta elaborati adeguatamente, i requisiti di sostenibilità dei prodotti armonizzati a livello dell'UE rafforzeranno il mercato unico, elimineranno gli ostacoli agli scambi, miglioreranno la parità di condizioni e le informazioni fornite ai consumatori e ridurranno gli oneri amministrativi.
Nel contesto del dialogo strategico sul futuro dell'industria automobilistica, svoltosi nel primo trimestre del 2025, e come annunciato nel piano d'azione industriale per il settore automobilistico europeo del 5 marzo 2025, la Commissione ha proposto flessibilità per il settore automobilistico al fine di rispettare gli obiettivi del 2025 in materia di vendite dei parchi veicoli attraverso una modifica mirata del regolamento (UE) 2019/631, che è stata adottata dai colegislatori. Ciò offre ai costruttori ulteriore flessibilità nell'adempiere i propri obblighi di conformità, consentendo un periodo di adempimento triennale, anziché annuale, per il 2025, il 2026 e il 2027. Pur accordando ulteriore flessibilità ai costruttori, la modifica mirata mantiene il livello di ambizione dell'obiettivo di riduzione delle emissioni. L'obiettivo è sostenere gli investimenti nella transizione pulita, preservando nel contempo l'ambizione generale in materia di clima. Il 5 marzo la Commissione ha inoltre aggiornato l'elenco dei rifiuti per mantenere più a lungo nell'economia le batterie e le relative materie prime critiche.
Lo strumento per le infrastrutture per i combustibili alternativi nell'ambito del meccanismo per collegare l'Europa ha messo a disposizione 570 milioni di EUR per la realizzazione di infrastrutture di ricarica per il periodo 2025-2026, con particolare attenzione ai veicoli pesanti. Alla seconda data limite, l'11 giugno 2025, erano state presentate 25 proposte di progetti per un costo totale di investimento pari a 665 milioni di EUR. Complessivamente, sono stati richiesti circa 287 milioni di EUR di finanziamenti dell'UE per progetti di infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici, di cui 245 milioni di EUR per infrastrutture di ricarica destinate ai veicoli pesanti.
Per quanto riguarda la dimensione esterna, la Commissione ha avviato negoziati su un primo partenariato per il commercio e gli investimenti puliti con il Sud Africa durante il vertice UE‑Sud Africa tenutosi il 13 marzo 2025. Il partenariato è stato sviluppato in collaborazione con partner strategici chiave per gestire efficacemente le dipendenze strategiche e rafforzare il ruolo dell'UE nelle principali catene del valore a livello mondiale. La Commissione e il Sud Africa si sono impegnati a perseguire un accordo per sostenere lo sviluppo di catene del valore strategiche e più pulite per le materie prime. A tal fine saranno altresì prese in particolare considerazione la valorizzazione a livello locale, le energie rinnovabili e a basse emissioni di carbonio (compreso l'idrogeno a basse emissioni di carbonio sicuro e sostenibile) e le tecnologie pulite, migliorando le condizioni per investimenti reciprocamente vantaggiosi. Inoltre, durante il vertice, la Commissione ha annunciato un pacchetto di investimenti Global Gateway per un importo di 4,7 miliardi di EUR, di cui 4,4 miliardi di EUR saranno investiti in progetti a sostegno di una transizione energetica pulita e giusta nel paese. La Commissione intende mettere a segno progressi decisivi nel partenariato per il commercio e gli investimenti puliti con il Sud Africa in vista del vertice del G20 di Johannesburg, previsto per il 22-23 novembre 2025.
La Commissione ha inoltre inasprito la misura di salvaguardia sull'acciaio per proteggere l'industria siderurgica dell'UE dall'impennata delle importazioni, conseguendo gli obiettivi del piano d'azione dell'UE per la siderurgia e la metallurgia. Anche se la maggior parte degli adeguamenti è entrata in vigore il 1º aprile, le modifiche riguardanti un ritmo più lento di liberalizzazione e l'eliminazione del riporto dei volumi inutilizzati entreranno in vigore il 1º luglio 2025. Dato che la misura di salvaguardia cesserà di avere effetti giuridici il 30 giugno 2026, la Commissione proporrà nel settembre 2025 una misura a lungo termine per l'acciaio che fornirà al settore siderurgico dell'UE un livello di protezione altamente efficace successivamente a giugno 2026. Ciò è particolarmente importante alla luce dell'aumento dei dazi statunitensi sull'alluminio e l'acciaio, che aggravano la difficile situazione di tali industrie.
Il rafforzamento della circolarità è un'importante strada da seguire per la decarbonizzazione e la competitività delle industrie metallurgiche. Tuttavia, il volume dei rottami utilizzati per il riciclaggio nell'UE è in calo a causa della diminuzione della domanda da parte dell'industria dell'UE e dell'aumento dei prezzi dei rottami pagati nei paesi terzi. Come primo passo per invertire questa tendenza, la Commissione ha reso accessibili al pubblico i dati pertinenti della banca dati sulla sorveglianza doganale, analogamente alle recenti azioni intraprese nel settore delle sostanze chimiche. Tale iniziativa fa parte di un più ampio meccanismo di monitoraggio delle importazioni e delle esportazioni di alluminio, rame e acciaio che migliorerà la disponibilità delle informazioni di mercato, promuovendo in tal modo pratiche circolari e agevolando l'adozione di misure commerciali per garantire una disponibilità sufficiente di rottami nell'UE, ove necessario, a partire da misure dedicate all'alluminio. La Commissione si adopererà inoltre per aumentare la domanda di prodotti riciclati.
Sia nel patto per l'industria pulita che nel piano d'azione per l'industria automobilistica è stato annunciato che la Commissione avrebbe proposto condizioni per gli investimenti esteri, più specificamente nel settore automobilistico, compresi i componenti, attribuendo priorità immediata alla catena di approvvigionamento delle batterie. La Commissione proporrà condizioni specifiche sui criteri di resilienza e sostenibilità nell'atto legislativo sull'accelerazione della decarbonizzazione industriale ed eventualmente in altre iniziative.
In stretta consultazione con i portatori di interessi del settore e gli Stati membri, la Commissione proporrà misure volte a garantire che gli investimenti esteri nell'UE contribuiscano più efficacemente alla competitività a lungo termine della sua industria, che apportino un vantaggio tecnologico e favoriscano la resilienza economica, come pure la creazione di posti di lavoro di qualità nell'UE. Ad esempio, per i progetti che comportano investimenti esteri, in particolare quando intervengono finanziamenti pubblici, gli Stati membri potrebbero valutare collettivamente una serie di condizioni (quali proprietà delle attrezzature, fattori di produzione provenienti dall'UE, assunzione di personale nell'UE, necessità di joint venture o trasferimenti di proprietà intellettuale), iniziando da settori strategici come quello automobilistico o delle apparecchiature per la produzione rinnovabile.
Per quanto riguarda in particolare il settore automobilistico, la Commissione prevede di discutere con gli Stati membri e i portatori di interessi pertinenti in merito alle modalità per massimizzare il valore aggiunto degli investimenti in entrata e contribuire a prevenire una corsa al ribasso e la frammentazione del mercato interno. Tali condizioni costituiranno la base per un dialogo con i principali partner internazionali che effettuano investimenti significativi nell'UE e in particolare nella catena di approvvigionamento delle energie rinnovabili e del settore automobilistico.
La Commissione proporrà a breve un pacchetto sulle sostanze chimiche, comprendente un piano d'azione per l'industria chimica dell'UE e un omnibus sulle sostanze chimiche. Il piano d'azione introdurrà misure concrete per rafforzare la competitività globale del settore chimico europeo, comprese le PMI, e rafforzerà la sua base produttiva attraverso azioni in settori chiave, quali la produzione critica, il prezzo dell'energia e il sostegno all'innovazione e alla decarbonizzazione.
Come annunciato nel patto per l'industria pulita, la Commissione ha istituito il polo di supporto agli importanti progetti di comune interesse europeo (IPCEI) per accelerare la progettazione di nuovi siffatti progetti. La Commissione offre attualmente sostegno a diversi Stati membri per accelerare la progettazione dei nuovi IPCEI approvati dal forum europeo congiunto sugli IPCEI nel novembre 2024 e nel marzo 2025. Le iniziative sugli IPCEI relativi ai materiali avanzati circolari e sugli IPCEI relativi alle tecnologie nucleari innovative contribuiranno in particolare ad accelerare gli obiettivi del patto per l'industria pulita.
Il 13 giugno 2025 la Commissione ha inoltre adottato il programma indicativo per il settore nucleare, che fornisce una panoramica aggiornata del fabbisogno di investimenti nel settore dell'energia nucleare nell'UE e delle migliori pratiche in materia di modelli di finanziamento per piani di investimento efficienti. La realizzazione dei piani degli Stati membri in materia di energia nucleare richiederà investimenti significativi, pari a circa 241 miliardi di EUR fino al 2050, sia per l'estensione della durata di vita dei reattori esistenti sia per la costruzione di nuovi reattori di grandi dimensioni. Sono necessari ulteriori investimenti per i piccoli reattori modulari (SMR), i reattori modulari avanzati (AMR) e i microreattori, nonché per l'energia da fusione per un futuro a più lungo termine.
Sono stati inoltre compiuti passi avanti significativi per migliorare le competenze e la qualità del lavoro nell'UE, nell'ambito del patto per l'industria pulita. Il 5 marzo 2025 è stata adottata una comunicazione sull'Unione delle competenze, che introduce iniziative chiave quali il comitato europeo ad alto livello per le competenze e un osservatorio sulle competenze, rafforzando nel contempo le iniziative esistenti per migliorare il livello delle competenze e la riqualificazione. La Commissione ha inoltre avviato consultazioni con le parti sociali per preparare la tabella di marcia per posti di lavoro di qualità, con particolare attenzione al sostegno ai processi di ristrutturazione e alle transizioni giuste, e ha proposto modifiche mirate del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione e del Fondo sociale europeo Plus (FSE+) nell'ambito della revisione intermedia della politica di coesione, per accelerare e rafforzare il sostegno ai lavoratori che rischiano di perdere il lavoro a causa delle ristrutturazioni legate alla decarbonizzazione.
La revisione intermedia della politica di coesione, proposta dalla Commissione in aprile, offrirà agli Stati membri e alle regioni la possibilità, attraverso i loro programmi, di rafforzare la competitività dell'Europa e colmare il divario in materia di innovazione. Sebbene la proposta sia ancora in fase di negoziazione nell'ambito del processo di codecisione, la Commissione auspica un risultato finale ambizioso. In tale contesto, sarebbe consentito il sostegno del Fondo europeo di sviluppo regionale alle imprese di grandi dimensioni quando contribuiscono a un importante progetto di comune interesse europeo o quando operano in settori critici, quali la difesa, le tecnologie strategiche e la decarbonizzazione. Sosterrà inoltre la transizione energetica promuovendo gli interconnettori energetici (cavi terrestri e sottomarini che collegano i sistemi elettrici di paesi limitrofi) e realizzando infrastrutture di ricarica. Gli investimenti in alloggi efficienti sotto il profilo energetico a prezzi accessibili, la gestione sostenibile delle risorse idriche e l'innovazione che contribuisce agli obiettivi STEP rafforzeranno inoltre la base industriale pulita in tutte le regioni. Come incentivo finanziario a investire nelle priorità strategiche, la Commissione ha proposto di consentire agli Stati membri e alle regioni di beneficiare del 30 % del prefinanziamento nel 2026 e di tassi di cofinanziamento più elevati per i progetti sviluppati nell'ambito delle priorità strategiche.
3. Conclusioni
L'efficace attuazione del patto per l'industria pulita si basa sull'impegno degli Stati membri e delle loro autorità a metterne efficacemente in atto le azioni.
La Commissione mantiene il suo fermo impegno a realizzare il patto per l'industria pulita e a fare della decarbonizzazione un motore della competitività e della prosperità dell'Europa, anche proponendo l'obiettivo intermedio per il 2040 lungo il percorso verso la neutralità climatica entro il 2050. Realizzerà il resto delle azioni del patto per l'industria pulita attraverso una serie di pacchetti, di cui i prossimi sono previsti per il secondo semestre del 2025. Ciascun pacchetto sarà adattato per affrontare aspetti specifici degli obiettivi del patto per l'industria pulita, intensificando in tal modo gli sforzi collettivi volti a rafforzare la competitività industriale dell'Europa e i progressi verso gli obiettivi di decarbonizzazione dell'UE.