COMMISSIONE EUROPEA
Bruxelles, 7.7.2025
COM(2025) 374 final
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI
Tabella di marcia verso i crediti natura
COMMISSIONE EUROPEA
Bruxelles, 7.7.2025
COM(2025) 374 final
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI
Tabella di marcia verso i crediti natura
Introduzione
La natura è il nostro migliore alleato per sostenere i mezzi di sussistenza, la salute e la prosperità: fornisce servizi ecosistemici essenziali, come trattenere l'acqua, garantire la fertilità del suolo e l'impollinazione. e contribuisce alla mitigazione dei cambiamenti climatici, all'adattamento agli stessi e alla resilienza alle catastrofi, spesso in modo molto efficace sotto il profilo dei costi. Per quanto riguarda le imprese, contribuisce a determinare i processi di produzione, l'affidabilità creditizia e l'accesso ai finanziamenti. Ciò incide anche sui rischi per gli istituti finanziari che concedono prestiti a tali imprese, motivo per cui le autorità di vigilanza finanziaria mostrano un crescente interesse per i rischi legati alla natura 1 .
La natura è pertanto una base fondamentale per un'economia competitiva e resiliente. Coloro che si trovano in prima linea nella gestione della natura, come gli agricoltori, i silvicoltori, i proprietari terrieri e i gestori di terreni, i pescatori, gli utilizzatori degli ecosistemi marini e di acqua dolce, i gestori delle zone di conservazione e le comunità locali, devono essere adeguatamente ricompensati, attraverso il mercato, per aver contribuito a salvaguardare e migliorare la natura in quanto risorsa economica strategica.
Nel pacchetto di strumenti finanziari per la biodiversità e la natura, la certificazione e i crediti 2 si stanno affermando come strumenti potenzialmente validi per integrare i finanziamenti pubblici. Agevolando gli investimenti in attività a beneficio della natura, questi strumenti innovativi e facoltativi possono svolgere un ruolo aggiuntivo fondamentale nel preservare la salute degli ecosistemi terrestri e marini e contribuire a invertire il declino della biodiversità. Al fine di rafforzare la bioeconomia, possono anche offrire la possibilità di produrre reddito a coloro che contribuiscono alla protezione, al ripristino e alla gestione sostenibile degli ecosistemi, come sottolineato nella visione per l'agricoltura e l'alimentazione 3 , nella strategia sulla resilienza idrica 4 e nel patto europeo per gli oceani 5 , garantendo nel contempo la sicurezza alimentare e la multifunzionalità delle foreste.
La presente tabella di marcia delinea un percorso verso il conseguimento di tali obiettivi. Lo scopo è integrare diverse fonti di finanziamento della natura, come i finanziamenti pubblici, sostenendo lo sviluppo di strumenti caratterizzati da un'elevata integrità (crediti natura) che trasformeranno gli investimenti nella natura in un motore affidabile di creazione di valore.
1.Ragioni economiche e commerciali delle azioni positive per la natura
1.1.Investimenti pubblici nella natura per la nostra società ed economia
La natura non solo è preziosa per se stessa, ma è anche essenziale per affrontare le crisi interconnesse dei cambiamenti climatici, della perdita di biodiversità e dell'inquinamento. Oltre la metà del PIL mondiale e due terzi del valore economico aggiunto dell'UE dipendono dalla natura e dai suoi servizi ecosistemici 6 . Circa il 72 % delle imprese della zona euro dipende in modo critico dai servizi ecosistemici, compresi quelli situati al di fuori dell'UE, in particolare nei mercati emergenti e in via di sviluppo, rispecchiando il carattere globalizzato delle catene di approvvigionamento e l'interdipendenza economica. La perdita di natura sulla terraferma e in mare è ora considerata una delle principali cause delle perdite economiche e dei rischi finanziari 7 . Investire nel suo ripristino è pertanto fondamentale per la competitività, la resilienza, la prosperità e la sicurezza dell'Europa.
Nonostante i lavori pionieristici come il sistema integrato di contabilità degli ecosistemi dell'UE, che ha stimato che dieci servizi ecosistemici hanno generato benefici per 234 miliardi di EUR all'anno 8 , i servizi ecosistemici rimangono comunque difficili da monetizzare e non si riflettono adeguatamente nei segnali dei prezzi di mercato. Ciò contribuisce allo sfruttamento eccessivo e alla carenza cronica di investimenti nel ripristino e nella protezione della natura.
Di conseguenza il ripristino e la protezione della natura dipendono principalmente da finanziamenti pubblici. L'UE si è impegnata a destinare il 10 % del suo bilancio a sostegno di azioni e investimenti per la protezione e il ripristino della biodiversità nel 2026 e nel 2027 attraverso diversi regimi di finanziamento e interventi 9 e a raddoppiare i finanziamenti per l'azione esterna a favore della biodiversità portandoli a 7 miliardi di EUR per il periodo 2021‑2027. Ciò è in linea con il quadro globale di Kunming-Montreal per la biodiversità 10 nell'ambito della convenzione sulla diversità biologica, che richiede un aumento sostanziale dei flussi finanziari da tutte le fonti, mobilitando almeno 200 miliardi di USD all'anno entro il 2030, anche attraverso finanziamenti innovativi (obiettivo 19).
Sebbene rappresentino progressi importanti, tali impegni rimangono ben lungi dall'essere sufficienti. Il quadro globale di Kunming-Montreal per la biodiversità mette in evidenza la portata della sfida, stimando un deficit globale di finanziamento della biodiversità pari a 700 miliardi di USD all'anno, un deficit che non può essere colmato dai soli finanziamenti pubblici. A livello dell'UE, anche gli attuali finanziamenti pubblici, provenienti da fonti unionali, nazionali o locali, non sono sufficienti a soddisfare il fabbisogno di investimenti, stimato a 65 miliardi di EUR all'anno 11 . Finanziamenti pubblici, compresi i contributi dell'UE e nazionali, in linea con le norme in materia di aiuti di Stato 12 , elevati e continui restano essenziali ma è fondamentale che siano integrati da finanziamenti privati per raggiungere la portata e la rapidità necessarie.
1.2.Il ruolo dei finanziamenti privati per la natura
Oltre agli investimenti del settore pubblico, la giustificazione economica dell'impegno del settore privato nella natura è in crescita, in particolare attraverso azioni positive per la natura 13 , vale a dire azioni che bloccano e invertono la perdita di risorse naturali, anche tramite il miglioramento e il mantenimento della biodiversità. Per le imprese, il riconoscimento della natura come risorsa strategica può consentire nuovi approcci per gestire i rischi, creare valore e rafforzare la resilienza economica. L'integrazione delle considerazioni relative alla biodiversità nei modelli aziendali contribuisce a ridurre i rischi reputazionali e operativi, tra cui la diminuzione delle popolazioni di impollinatori che incide sulle rese delle colture 14 o il degrado del suolo che provoca interruzioni della catena di approvvigionamento a causa del crollo degli ecosistemi 15 . Contribuisce inoltre a migliorare il carattere distintivo dei prodotti e potenzialmente a sbloccare nuovi flussi di entrate. Tra gli esempi nell'UE figurano le imprese agroalimentari che sostengono gli agricoltori nella transizione verso un'agricoltura rigenerativa 16 o modelli di finanziamento misto a sostegno dell'acquacoltura per ripristinare la biodiversità marina 17 .
Le imprese che adottano strategie positive per la natura possono beneficiare di una maggiore fiducia degli investitori, di migliori condizioni finanziarie e di una maggiore resilienza a lungo termine 18 . Anche alcuni istituti finanziari iniziano a riconoscere questo valore e a integrare sempre più la biodiversità nelle valutazioni dei rischi, come indicato nei premi, nei criteri di prestito e nelle decisioni di investimento 19 . Ad esempio, gli assicuratori creano prodotti assicurativi allineati alla natura legati a investimenti verdi o investono in progetti per ripristinare gli ecosistemi al fine di ridurre il rischio assicurativo connesso alle inondazioni 20 . Creando tale valore, le imprese vanno pertanto a vantaggio non solo dei portatori di interessi, compresi i dipendenti, i clienti, i fornitori, le comunità locali e la società in generale, ma anche dei loro azionisti 21 . I quadri in materia di informativa a norma della direttiva relativa alla comunicazione societaria sulla sostenibilità 22 , del regolamento relativo all'informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari 23 e del regolamento sulla tassonomia dell'UE 24 possono contribuire ad ampliare tale tendenza.
Nonostante questo chiaro potenziale, la transizione positiva per la natura non è priva di sfide. I costi iniziali, le lacune nei dati e le difficoltà nella misurazione dei risultati in materia di biodiversità possono ritardare i rendimenti a breve termine e scoraggiare gli investimenti. Sono necessari strumenti innovativi e quadri di sostegno per superare tali ostacoli e potenziare l'economia positiva per la natura 25 .
2.Crediti natura
2.1.Dalla certificazione ai crediti
I crediti natura possono essere uno strumento fondamentale per premiare le azioni positive per la natura realizzate attraverso investimenti privati a vantaggio della natura e delle imprese, tra cui gli agricoltori, i silvicoltori, i proprietari terrieri e i gestori di terreni, i pescatori, gli utilizzatori degli ecosistemi marini e di acqua dolce, i gestori delle zone di conservazione e le comunità locali.
Consentendo a tali attori e portatori di interessi di dimostrare che le loro azioni hanno un impatto positivo sulla natura e che non si limitano al rispetto dei singoli obblighi giuridici e della gerarchia obbligatoria della mitigazione 26 , è possibile stimolare il passaggio dalla limitazione dei danni all'inversione attiva della tendenza alla perdita di risorse naturali. A livello politico, gli Stati membri potrebbero, ad esempio, utilizzare i crediti natura per riconoscere i contributi individuali agli obiettivi e agli obblighi nazionali previsti dal regolamento sul ripristino della natura 27 o dal quadro globale di Kunming-Montreal per la biodiversità. Questi strumenti potrebbero inoltre sostenere gli usi correlati, quali l'informativa sostenibile, il finanziamento di infrastrutture verdi o i pagamenti basati sui risultati. Per garantire la credibilità del processo, dovranno essere presi in considerazione criteri rigorosi, sostenuti da una governance chiara, dalla trasparenza e da garanzie.
La certificazione garantisce che specifiche azioni di alta qualità e positive per la natura siano attuate in linea con criteri o principi predefiniti. Tale certificazione valuterebbe la progettazione, l'attuazione, gli effetti conseguiti e quelli ancora attesi, fornendo un segnale riconosciuto di integrità ambientale basato sulla qualità dell'intervento. Trattandosi di un riconoscimento formale, verificato in modo indipendente, del fatto che l'intervento soddisfa le norme concordate in materia di rilevanza per la biodiversità e di buone pratiche, il certificato può contribuire a ridurre i rischi per i finanziatori e a creare fiducia fin dall'inizio. Può inoltre sostenere gli investimenti iniziali e consentire agli operatori di accedere ai pagamenti previsti per le azioni certificate.
Su tale base, un credito natura potrebbe essere considerato un'unità che rappresenta un risultato positivo per la natura, derivato da un'azione certificata e verificata in modo indipendente e quantificato utilizzando un parametro o un indicatore di biodiversità riconosciuti. Tali parametri e indicatori possono essere molteplici e adattati al contesto, rispecchiando l'eterogeneità degli ecosistemi e dei risultati. Quadri quali la mappatura e valutazione degli ecosistemi e dei relativi servizi dell'UE 28 e il sistema di conti economici ambientali — conti degli ecosistemi delle Nazioni Unite 29 dimostrano come la flessibilità tra gli ecosistemi possa essere combinata con una struttura coerente, standardizzata e scientificamente fondata di indicatori e parametri specifici per gli ecosistemi.
Questo modello in due fasi – certificazione seguita da crediti – potrebbe aprire la strada a meccanismi di finanziamento innovativi. I certificati contribuiscono a strutturare e catalizzare gli investimenti positivi per la natura costituendo la base per i pagamenti o le garanzie contrattuali, mentre i crediti potrebbero monetizzare l'impatto dimostrato, offrendo potenzialmente dividendi ai fornitori e ai primi investitori. Il ruolo della certificazione consiste nel strutturare gli interventi e garantire il controllo della qualità, mentre i crediti traducono i miglioramenti osservati e verificati in un'unità che può essere registrata, raggruppata, incassata e transata. Il processo può prevedere un meccanismo di aggiornamento dello stato degli interventi nel certificato nel corso del tempo, facilitando la trasparenza, la gestione adattativa e, se del caso, l'emissione progressiva di crediti sulla base di tappe fondamentali convalidate.
Ad esempio, un gruppo di agricoltori e gestori del territorio che collaborano per migliorare un ecosistema delle zone umide può attuare una serie di pratiche. Un certificatore indipendente riconosciuto valuta il piano del progetto, i metodi utilizzati e gli effetti previsti. Su tale base, il gruppo riceve un certificato, un riconoscimento formale del fatto che la sua attività soddisfa standard di elevata qualità per le azioni positive per la natura. Questo certificato li aiuta ad attrarre sostegno finanziario e a rafforzare la fiducia dei portatori di interessi per la valorizzazione delle loro pratiche. Il progetto è monitorato nel tempo e i crediti natura sono emessi progressivamente a seguito della dimostrazione dei risultati. L'emissione deve seguire rigorosi protocolli scientifici e di governance per garantire l'integrità ed evitare domande anzitempo. La catena del valore dei crediti natura comprende intermediari (come aggregatori o facilitatori a livello di paesaggio), certificatori, registri e acquirenti. Gli acquirenti possono includere imprese dei settori a valle (ad esempio imprese agroalimentari), istituti finanziari, enti pubblici o cittadini, in particolare nel contesto di contributi volontari, appalti pubblici o sistemi locali di ripartizione dei benefici.
2.2.Rafforzare la fiducia e l'integrità
Per garantire la credibilità del processo, è necessario stabilire criteri e principi rigorosi per garantire la trasparenza, evitare conflitti di interesse e tutelarsi contro il greenwashing e il doppio conteggio. La separazione dei ruoli tra sviluppatori di progetti, certificatori e gestori dei registri è essenziale per preservare l'integrità del sistema e la fiducia del mercato.
Per molte imprese, dai servizi di pubblica utilità agli assicuratori, investire nella natura non è un fenomeno nuovo. Esistono già diversi strumenti di finanziamento della natura, come le obbligazioni verdi e i pagamenti per i servizi ecosistemici. Parallelamente a tali strumenti, i crediti natura basati sui certificati potrebbero apportare un valore aggiunto costituendo un formato verificabile e standardizzato per investire in azioni positive per la natura. Adeguatamente concepiti, possono diventare uno strumento fondamentale per convogliare gli investimenti privati e premiare le azioni positive per la natura.
Ove possibile, la certificazione dovrebbe basarsi sulle norme e sui quadri dell'UE esistenti ed essere allineata agli stessi, ad esempio il regime di agricoltura biologica 30 , al fine di ridurre al minimo gli oneri amministrativi. Anziché funzionare isolatamente, i crediti natura dovrebbero pertanto essere integrati in questo quadro più ampio ed emergere come strumento trasformativo.
2.3.Iniziative recenti e nuovi mercati emergenti
Sebbene siano ancora in una fase iniziale, il potenziale stimato dei crediti natura è significativo. A livello mondiale, negli ultimi anni vi sono stati rapidi sviluppi, con oltre 50 iniziative segnalate di certificazione e crediti natura 31 . Le iniziative internazionali, guidate da coalizioni di esperti quali l'Alleanza per il credito sulla biodiversità (Biodiversity Credits Alliance - BCA) 32 , il Forum economico mondiale (FEM) 33 e il Gruppo consultivo internazionale sui crediti per la biodiversità (International Advisory Panel on Biodiversity Credits - IAPB) 34 nonché dai quadri volontari in materia di informativa sulla natura, come la Task force sulle comunicazioni di informazioni di carattere finanziario relative alla natura (TNFD) 35 e la rete di obiettivi basati su dati scientifici (Science-Based Targets Network - SBTN) 36 , stanno convergendo intorno a principi condivisi per sistemi credibili e caratterizzati da un'elevata integrità quali l'addizionalità, l'attribuzione, la misurabilità, la permanenza, l'assenza del doppio conteggio, la trasparenza, le salvaguardie sociali e ambientali, l'allineamento agli obiettivi globali e i potenziali utilizzi.
Allo stesso tempo, diversi Stati membri e paesi terzi stanno sperimentando modelli di finanziamento della biodiversità che combinano capitali sia pubblici che privati. All'interno dell'UE la Francia ha adottato un sistema basato sulla creazione di siti di compensazione naturale, di restauro e di rinaturazione 37 , l'Irlanda ha concepito un regime finanziario volontario per il ripristino delle torbiere 38 e la Finlandia ha recentemente attuato un sistema volontario per sostenere gli sforzi nazionali in materia di biodiversità 39 . In altri Stati membri, tra cui Belgio, Germania, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Slovacchia e Svezia, organismi non governativi quali le organizzazioni della società civile, i gestori del territorio e gli organismi finanziari stanno attivamente sperimentando sistemi di certificazione e di credito in materia di biodiversità e natura. Inoltre il Regno Unito ha recentemente attuato la sua politica "Biodiversity Net Gain" 40 , un regime obbligatorio per i gestori e gli sviluppatori di terreni per ripristinare gli ecosistemi.
Sebbene i mercati dei crediti natura siano in evoluzione a livello mondiale, l'UE si trova nella posizione ideale per assumere un ruolo guida in questo settore, grazie a un quadro normativo globale che garantisce la protezione dei consumatori, la responsabilità delle imprese e la trasparenza degli investimenti positivi per la natura.
3.Partire dall'esperienza con i mercati del carbonio e trarre insegnamenti
I crediti natura si trovano ad affrontare molte delle stesse sfide di altri sistemi basati sulla certificazione, come quelli per l'agricoltura biologica o l'efficienza energetica, che condividono l'obiettivo di individuare e premiare i risultati ambientali positivi. Per quanto riguarda la creazione di mercati per i crediti natura, i mercati del carbonio possono offrire informazioni utili per progettare sistemi caratterizzati da un'elevata integrità, resilienti, inclusivi e affidabili.
I recenti sviluppi sui mercati volontari del carbonio evidenziano sia sfide che opportunità. Le preoccupazioni circa l'integrità e il rischio di greenwashing hanno causato una contrazione di questi mercati, mentre al tempo stesso la preferenza degli acquirenti e la domanda di progetti di alta qualità che includono benefici collaterali ambientali e sociali sono rimaste forti 41 . Ciò sottolinea l'importanza di gettare solide basi per i mercati dei crediti natura in una fase precoce, anche sul versante sia dell'offerta che della domanda. È pertanto importante dare priorità a norme ambiziose e scientificamente rigorose, a un monitoraggio indipendente, a casi di uso e domanda chiari e a una governance affidabile per prevenire i rischi reputazionali.
Il regolamento dell'UE sugli assorbimenti di carbonio e la carboniocoltura 42 istituisce un sistema volontario di certificazione degli assorbimenti di carbonio e delle riduzioni delle emissioni basate sugli ecosistemi conseguite nell'UE, basato su un monitoraggio, una comunicazione e una verifica solidi. Introduce il processo in due fasi dei certificati di conformità e delle unità certificate, che semplifica l'accesso ai finanziamenti privati e ancora il sistema a criteri rigorosi per la quantificazione, l'addizionalità, lo stoccaggio a lungo termine e la sostenibilità. In particolare, richiede che le attività di carboniocoltura generino benefici collaterali per la biodiversità e i servizi ecosistemici. Possono essere inclusi anche altri benefici collaterali volontari, che costituiscono un importante precedente per i futuri quadri incentrati sulla biodiversità. Ciò corrisponde a una tendenza in crescita del mercato: gli acquirenti apprezzano sempre più crediti solidi che offrono benefici collaterali, in particolare quelli legati alle soluzioni basate sulla natura. L'integrazione della biodiversità nella certificazione del carbonio potrebbe non solo rafforzare la credibilità ecologica delle unità certificate, ma anche familiarizzare gli acquirenti con i risultati in materia di biodiversità, gettando potenzialmente le basi per mercati autonomi dei crediti per la natura. Il diritto derivato del regolamento sugli assorbimenti di carbonio e la carboniocoltura in fase di sviluppo comprenderà disposizioni per la verifica da parte di terzi indipendenti nonché strumenti basati su dati scientifici per valutare i rischi di permanenza e inversione, al fine di contribuire a ripristinare la fiducia nelle prestazioni certificate e accreditate.
È possibile trarre insegnamenti preziosi dai mercati del carbonio al fine di agevolare i primi progressi, la coerenza delle politiche e ridurre al minimo gli oneri amministrativi. Allo stesso tempo, occorre tenere conto delle caratteristiche specifiche dei crediti natura, tra cui parametri, finalità e misure di salvaguardia, nonché della specificità del sito, della misurabilità e della latenza dei risultati in materia di biodiversità. I crediti natura possono anche coprire un ambito di applicazione più ampio, in quanto possono applicarsi a interventi e zone non collegate o con un potenziale aggiuntivo di sequestro del carbonio limitato, ma con un elevato valore in termini di biodiversità, come il sostegno agli impollinatori o il ripristino di ecosistemi secchi.
4.Sviluppo dei crediti natura
Dall'inizio di questo mandato, la Commissione ha consultato gli Stati membri e i portatori di interessi per portare avanti i lavori su questo tema. Tali consultazioni hanno evidenziato la chiara necessità di istituire un processo collaborativo, sia all'interno dell'UE che a livello internazionale, basato su principi di elevata integrità, trasparenza e contributi scientificamente solidi. I portatori di interessi hanno sottolineato l'importanza di premiare non solo i nuovi interventi, ma anche la conservazione della natura in corso e il mantenimento delle buone pratiche. Hanno inoltre sottolineato l'importanza di considerare le sfide relative agli aspetti locali della biodiversità e della proprietà fondiaria, gli insegnamenti tratti dal mercato del carbonio, l'accessibilità per i piccoli operatori, gli incentivi di mercato e la necessità di coerenza con le politiche esistenti.
Sulla base di questo contributo, lo sviluppo dei crediti natura richiederà varie azioni:
·istituire una stretta cooperazione tra gli Stati membri e i portatori di interessi per sfruttare le loro competenze per sviluppare un'intesa comune, promuovendo nel contempo la cooperazione internazionale;
· sviluppare metodologie trasparenti e caratterizzate da un'elevata integrità, con una chiara attenzione alla semplicità e all'utilizzabilità, garantendo nel contempo una governance credibile e garanzie per prevenire i rischi reputazionali, compresi il greenwashing, il doppio conteggio e la fuga;
·individuare e sviluppare la domanda e l'offerta del mercato; e
·ove necessario, fornire finanziamenti pubblici di avviamento, quali strumenti di riduzione dei rischi, veicoli di finanziamento misto e sovvenzioni per l'assistenza tecnica, al fine di dare avvio ai crediti natura.
Questi primi passi dimostreranno se sia necessario implementare un'ulteriore azione normativa a livello dell'UE, nonché le sfide e le opportunità che ciò comporterebbe per i settori chiave. Anche le esigenze specifiche e spesso le dimensioni locali o regionali della natura e della biodiversità suggeriscono che questi mercati potrebbero essere sperimentati dapprima a livello locale, prima di essere ampliati. Ciò potrebbe andare di pari passo con l'impegno a livello internazionale.
4.1.Garantire una forte cooperazione tra i portatori di interessi dell'UE e rafforzare la cooperazione internazionale
L'efficacia di un mercato dipende dall'adesione dei suoi attori. L'azione dell'UE in un primo tempo creerà pertanto un terreno favorevole al coinvolgimento significativo dei portatori di interessi in tutta l'UE e a livello internazionale.
Per l'avvio del processo, la Commissione lancerà pertanto un invito a manifestare interesse a partecipare a un nuovo gruppo di esperti dell'UE sui crediti natura. Questo gruppo condividerà conoscenze, promuoverà la collaborazione, individuerà le migliori pratiche e fornirà contributi occupandosi di metodologie, sistemi di certificazione, approcci di monitoraggio e modelli di governance diversi. La governance del gruppo garantirà metodi di lavoro semplificati. La partecipazione sarà inclusiva e riguarderà singoli esperti, rappresentanti degli Stati membri, altri enti pubblici e un'ampia gamma di portatori di interessi, quali agricoltori, silvicoltori, proprietari terrieri e gestori di terreni, pescatori, utilizzatori degli ecosistemi marini e di acqua dolce, gestori di zone di conservazione, comunità locali, imprese e investitori che operano nell'UE e a livello internazionale, comprese le piccole e medie imprese (PMI), le comunità scientifiche e le organizzazioni della società civile. Occorre inoltre prestare particolare attenzione a far sì che le popolazioni indigene e le comunità locali siano coinvolte in modo significativo, nel pieno rispetto dei loro diritti, dei loro sistemi di conoscenza e del loro ruolo di promotori della biodiversità.
Azione [2025]: la Commissione istituirà un gruppo di esperti sui crediti natura al fine di mobilitare competenze, condividere le migliori pratiche e fornire contributi.
La Commissione contribuirà a questo lavoro attraverso le sue iniziative di ricerca, innovazione e pilota, anche nell'ambito di Orizzonte Europa e del programma LIFE. Una serie di progetti pilota in tutta l'UE e nel resto del mondo stanno già sperimentando approcci reali ai crediti natura, dando vita a un'esperienza essenziale per orientare le politiche e le pratiche future. Ad esempio, in Estonia e Francia, i progetti pilota stanno valutando in che modo i crediti natura potrebbero sostenere azioni positive per la natura nelle foreste e nelle zone umide. Al di fuori dell'UE, un progetto in Perù sta valutando in che modo le imprese con sede nell'UE possono contribuire alla conservazione della biodiversità all'estero rispettando nel contempo i principi dell'UE in materia di informativa sulla sostenibilità 43 . Sono inoltre in corso progetti specifici per testare le metodologie di monitoraggio, comunicazione e verifica, anche per quanto riguarda l'uso del telerilevamento e degli strumenti geospaziali, con il supporto dell'Agenzia spaziale europea 44 e dei servizi Copernicus 45 . Alcuni di questi progetti sono sostenuti direttamente dalla Commissione, mentre altri sono sostenuti da autorità nazionali, istituti di ricerca e/o società civile.
A livello internazionale, la Commissione cercherà di collaborare ancora più strettamente nell'ambito di consessi chiave quali l'Alleanza per il credito sulla biodiversità, il Forum economico mondiale e il Gruppo consultivo internazionale sui crediti per la biodiversità. L'obiettivo è garantire che lo sviluppo delle politiche dell'UE sia basato sulle norme mondiali emergenti, contribuendo nel contempo a plasmare a livello internazionale lo sviluppo dei mercati dei crediti natura. Parallelamente, l'UE dovrebbe promuovere la cooperazione internazionale in vista di tappe fondamentali a livello mondiale, compresa la prossima conferenza delle parti della convenzione sulla diversità biologica.
Azione [2025-2026]: la Commissione si impegnerà nell'ambito di consessi internazionali e con partner internazionali che condividono gli stessi principi, anche in preparazione della COP 17 della convenzione sulla diversità biologica.
4.2.Sviluppare metodologie e una governance solide
4.2.1.Metodologie di carboniocoltura che generano benefici collaterali per la biodiversità
A seguito dell'entrata in vigore delle prime metodologie, previste per l'inizio del 2026, il quadro del regolamento dell'UE sugli assorbimenti di carbonio e la carboniocoltura consentirà di certificare le attività di carboniocoltura che generano benefici collaterali per la biodiversità, quali la riumidificazione delle torbiere, la piantagione di alberi, l'agricoltura e l'agrosilvicoltura sostenibili, garantendo che anche i progetti di sequestro del carbonio proteggano e ripristinino la biodiversità e gli ecosistemi.
Azione [2026]: la Commissione adotterà le prime metodologie di carboniocoltura nell'ambito del regolamento dell'UE sugli assorbimenti di carbonio e la carboniocoltura con benefici collaterali obbligatori per la biodiversità.
4.2.2.Elaborazione di metodologie e quadri di governance dell'UE per i crediti natura
I criteri e le metodologie per la certificazione di un'azione positiva per la natura devono da un lato garantire un elevato livello di trasparenza, assicurare integrità sul versante dell'offerta e della domanda e prevenire i rischi, e dall'altro essere semplici e pratici e basarsi, ove possibile, su principi o norme esistenti.
La Commissione inviterà il gruppo di esperti a fornire le proprie competenze in merito a tali criteri e metodologie, tracciando e scambiando informazioni sulle pratiche nazionali e internazionali esistenti e individuando le principali soluzioni e le sfide chiave associate ai crediti natura.
Azione [metà 2026]: la Commissione inviterà il gruppo di esperti a fornire le proprie competenze in merito ai criteri e alle metodologie per i mercati dei crediti natura.
Ai fini della credibilità dei mercati dei crediti natura, occorrono inoltre quadri di governance solidi. Essi devono definire chiaramente le norme in materia di proprietà, registrazione, trasferimento di crediti, verifica indipendente, nonché le responsabilità associate alla mancata attuazione o all'annullamento dell'azione positiva per la natura. Attualmente l'assenza di un quadro ampiamente accettato per la misurazione, la comunicazione e la verifica dei crediti natura, unita alla mancanza di riconoscimento reciproco tra gli Stati membri, genera incertezza e rischia di compromettere l'integrità del mercato.
Nell'elaborazione di un quadro di governance, occorre tenere conto di diversi aspetti affinché i settori produttivi integrino la natura nei loro modelli imprenditoriali, salvaguardando nel contempo il ruolo multifunzionale degli ecosistemi terrestri, di acqua dolce e marini. Occorre prestare attenzione alla semplicità, all'utilizzabilità e alle sinergie con altre politiche dell'UE, nonché ai diritti di proprietà, anche in relazione ai dati. È inoltre importante rispondere alle esigenze specifiche dei piccoli proprietari terrieri e delle PMI, in linea con il principio "pensare anzitutto in piccolo".
Azione [2027]: la Commissione inviterà il gruppo di esperti a fornire le proprie competenze nell'elaborazione di quadri di governance per i crediti natura, prestando particolare attenzione ai piccoli proprietari terrieri e alle piccole e medie imprese.
4.3.Promuovere la prontezza per i mercati dei crediti natura
Parallelamente ai lavori sui criteri, le metodologie e la governance, saranno necessari ulteriori lavori per individuare l'offerta e la domanda di mercato e affrontare potenziali ostacoli o strozzature. Ciò richiede un'ulteriore valutazione del mercato e delle tendenze, in particolare per quanto riguarda i fattori di investimento e la capacità degli attori, compresi i piccoli proprietari terrieri, di generare l'offerta e la domanda di crediti natura.
Le attuali politiche dell'UE possono essere un importante motore di questo processo. Ad esempio, il regolamento sul ripristino della natura fornisce un quadro solido per il ripristino degli ecosistemi, creando segnali prevedibili di domanda per gli investitori pubblici e privati. Si tratta di una pietra angolare per generare azioni positive riconoscibili e verificabili per la natura. Il potenziale dei crediti natura di finanziare il ripristino della natura, a integrazione dei finanziamenti pubblici e di altri finanziamenti privati, sarà riconosciuto nella prossima relazione sul finanziamento del ripristino della natura 46 .
Azione [2025-2026]: la Commissione effettuerà una valutazione a livello dell'UE dell'offerta e della domanda di crediti natura. Successivamente, su tale base, la Commissione inviterà il gruppo di esperti a fornire contributi su come promuovere i mercati dei crediti natura.
4.4.Finanziamenti pubblici di avviamento per dare avvio ai crediti natura
Lo sviluppo di mercati dei crediti natura solidi e scalabili può essere ulteriormente sostenuto da finanziamenti pubblici o pubblico-privati mirati o da meccanismi di riduzione dei rischi per ricompensare ed espandere le iniziative di certificazione precoce della biodiversità e di crediti natura che sono essenziali per attrarre capitali privati. Senza questo sostegno iniziale, è probabile che gli elevati costi di transazione, la frammentazione delle informazioni e l'incertezza sui rendimenti continueranno a limitare l'espansione dei finanziamenti per la natura. Sono già in corso lavori esplorativi con il polo di consulenza InvestEU della Banca europea per gli investimenti 47 , anche per quanto riguarda il ripristino delle torbiere, nonché con Green Assist nell'ambito del programma LIFE 48 , allo scopo di sviluppare approcci pratici per collegare l'offerta e la domanda di crediti natura.
Sebbene la certificazione offra la possibilità di una remunerazione anticipata, essa comporta comunque un costo per gli operatori. Inoltre l'istituzione del sistema di governance comporta anche costi e oneri amministrativi per i settori pubblico e privato, sebbene si preveda che i costi saranno coperti dalla valutazione dei crediti natura.
In quanto precursori dei crediti natura finanziati dal settore privato, i finanziamenti pubblici di avviamento, compresi i fondi dell'UE disponibili per sostenere la competitività dell'UE e progetti europei innovativi nella transizione pulita, possono svolgere un ruolo importante, fornendo garanzie e/o una fonte prevedibile di entrate agli attori impegnati in azioni positive per la natura.
Azione [2025-2027]: un progetto pilota sui crediti natura sarà avviato e sostenuto dai fondi dell'UE disponibili per sostenere la competitività dell'UE e progetti europei innovativi.
4.5.Prossime tappe
Nel periodo dal 2025 al 2027 la Commissione intraprenderà le azioni sopra descritte per sostenere lo sviluppo dei mercati dei crediti natura in stretta cooperazione con gli Stati membri, i portatori di interessi e i partner internazionali. Poiché l'impegno degli agricoltori e dei silvicoltori è fondamentale per il successo dei crediti natura, la Commissione coinvolgerà direttamente il comitato europeo per l'agricoltura e l'alimentazione 49 .
Questo lavoro collaborativo aprirà la strada a un ulteriore esame delle opzioni strategiche, compreso del modo in cui l'attuale architettura del carbonio potrebbe essere sfruttata per creare una nuova sezione dedicata ai crediti natura, limitando i costi di attuazione in linea con gli obiettivi di semplificazione. Poiché i mercati dei crediti natura sono ancora emergenti, si potrebbero esplorare meccanismi più ampi per sostenere la generazione della domanda, tra cui incentivi all'adozione attraverso norme in materia di divulgazione e appalti, incentivi fiscali, requisiti settoriali o altri strumenti normativi.
Le esperienze accumulate con i programmi nazionali, i progetti pilota, gli esempi internazionali e il mondo accademico confluiranno in questo processo, garantendo che eventuali nuovi strumenti potenziali siano basati sulla scienza e sulla fattibilità pratica e siano in linea con gli obiettivi dell'UE e internazionali.
Azione [2027]: sulla base dell'esperienza, delle consultazioni e dei contributi del gruppo di esperti, la Commissione esaminerà i progressi compiuti e valuterà le prossime tappe per lo sviluppo e l'espansione dei mercati dei crediti natura.
Conclusioni
Le misure delineate nella presente tabella di marcia definiscono un percorso teso a trasformare tali basi in azioni politiche con metodologie solide, processi di certificazione affidabili e quadri di governance inclusivi, nonché a garantire un'elevata integrità sul versante dell'offerta e della domanda di crediti natura. Nell'ambito di questo processo ci si concentrerà sulla necessità di garantire la sussidiarietà, l'integrità e la semplicità e di ridurre al minimo degli oneri amministrativi fin dall'inizio.
Tutti i portatori di interessi sono invitati a presentare pareri e contributi sugli elementi indicati nella presente tabella di marcia, nonché su qualsiasi altra questione che desiderino sollevare in merito ai crediti natura.