COMMISSIONE EUROPEA
Bruxelles, 4.6.2025
COM(2025) 215 final
Raccomandazione di
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
sulle politiche economiche, sociali, occupazionali, strutturali e di bilancio della Lituania
{SWD(2025) 215 final}
COMMISSIONE EUROPEA
Bruxelles, 4.6.2025
COM(2025) 215 final
Raccomandazione di
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
sulle politiche economiche, sociali, occupazionali, strutturali e di bilancio della Lituania
{SWD(2025) 215 final}
Raccomandazione di
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
sulle politiche economiche, sociali, occupazionali, strutturali e di bilancio della Lituania
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 148, paragrafo 4,
visto il regolamento (UE) 2024/1263 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2024, relativo al coordinamento efficace delle politiche economiche e alla sorveglianza di bilancio multilaterale e che abroga il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio 1 , in particolare l'articolo 3, paragrafo 3,
vista la raccomandazione della Commissione europea,
viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del comitato per l'occupazione,
visto il parere del comitato economico e finanziario,
visto il parere del comitato per la protezione sociale,
visto il parere del comitato di politica economica,
considerando quanto segue:
Considerazioni generali
(1)Il regolamento (UE) 2024/1263, entrato in vigore il 30 aprile 2024, specifica gli obiettivi perseguiti dal quadro di governance economica, il quale mira a promuovere finanze pubbliche sane e sostenibili, una crescita sostenibile e inclusiva e la resilienza attraverso riforme e investimenti, nonché a prevenire disavanzi pubblici eccessivi. Il regolamento prevede che il Consiglio e la Commissione esercitino la sorveglianza multilaterale nell'ambito del semestre europeo in osservanza degli obiettivi e degli obblighi sanciti dal TFUE. Il semestre europeo comprende in particolare l'elaborazione e la sorveglianza dell'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese. Il regolamento promuove inoltre la titolarità nazionale della politica di bilancio, ponendo l'accento sul medio termine insieme ad un'applicazione più efficace e coerente. Ciascuno Stato membro deve presentare al Consiglio e alla Commissione un piano nazionale strutturale di bilancio di medio termine contenente i propri impegni in materia di bilancio, di riforme e di investimenti, che copre un periodo di 4 o 5 anni a seconda della durata della legislatura nazionale. Il percorso della spesa netta 2 contenuto nel piano deve soddisfare le prescrizioni del regolamento, compreso l'obbligo di collocare o mantenere il debito delle amministrazioni pubbliche su un percorso di riduzione plausibile entro la fine del periodo di aggiustamento, o di farlo rimanere a livelli prudenti al di sotto del 60 % del prodotto interno lordo (PIL), e di portare e/o mantenere il disavanzo pubblico al di sotto del valore di riferimento del 3 % del PIL stabilito dal trattato nel medio termine. Nel caso in cui lo Stato membro si impegni a realizzare una serie pertinente di riforme e di investimenti conformemente ai criteri di cui al regolamento, il periodo di aggiustamento può essere prorogato di un periodo massimo di tre anni.
(2)Il regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio 3 , che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza ("il dispositivo"), è entrato in vigore il 19 febbraio 2021. Il dispositivo fornisce sostegno finanziario agli Stati membri per l'attuazione di riforme e investimenti, producendo uno stimolo di bilancio finanziato dall'Unione. In linea con le priorità del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche, il dispositivo stimola la ripresa economica e sociale promuovendo riforme e investimenti sostenibili, diretti in particolare a favorire le transizioni verde e digitale e a rendere più resilienti le economie degli Stati membri. Contribuisce inoltre a consolidare le finanze pubbliche e a stimolare la crescita e la creazione di posti di lavoro nel medio e lungo periodo, a migliorare la coesione territoriale all'interno dell'Unione e a sostenere il proseguimento dell'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali.
(3)Il regolamento (UE) 2023/435 del Parlamento europeo e del Consiglio 4 ("regolamento REPowerEU"), adottato il 27 febbraio 2023, mira alla progressiva eliminazione della dipendenza dell'Unione dalle importazioni di combustibili fossili russi. Questa misura contribuisce al conseguimento della sicurezza energetica e alla diversificazione dell'approvvigionamento di energia dell'Unione, aumentando nel contempo la diffusione delle energie rinnovabili, le capacità di stoccaggio dell'energia e l'efficienza energetica.
(4)Il 14 maggio 2021 la Lituania ha presentato alla Commissione il piano nazionale per la ripresa e la resilienza, conformemente all'articolo 18, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2021/241. A norma dell'articolo 19 del medesimo regolamento, la Commissione ha valutato la pertinenza, l'efficacia, l'efficienza e la coerenza del piano, conformemente agli orientamenti per la valutazione di cui all'allegato V. Il 28 luglio 2021 il Consiglio ha adottato la decisione di esecuzione che approva la valutazione del piano per la ripresa e la resilienza della Lituania 5 , che è stata modificata il 9 novembre 2023 conformemente all'articolo 18, paragrafo 2, per aggiornare il contributo finanziario massimo per il sostegno finanziario non rimborsabile e per includere il capitolo dedicato al piano REPowerEU 6 . L'erogazione delle rate è subordinata all'adozione di una decisione della Commissione adottata a norma dell'articolo 24, paragrafo 5, che stabilisca che la Lituania ha conseguito in misura soddisfacente i traguardi e gli obiettivi indicati nella decisione di esecuzione del Consiglio. Affinché il conseguimento sia considerato soddisfacente, è necessario che, per una stessa riforma o uno stesso investimento, non siano annullati i traguardi e gli obiettivi conseguiti in precedenza.
(5)Il [data] il Consiglio, su raccomandazione della Commissione, ha adottato una raccomandazione che approva il piano nazionale strutturale di bilancio di medio termine della Lituania 7 . Il piano, presentato a norma dell'articolo 11 e dell'articolo 36, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (UE) 2024/1263, copre il periodo dal 2025 al 2029 e prevede un aggiustamento di bilancio nell'arco di quattro anni.
(6)Il 26 novembre 2024 la Commissione ha adottato un parere sul documento programmatico di bilancio 2025 della Lituania. Lo stesso giorno la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta 2025, in cui non annoverava la Lituania tra gli Stati membri che dovevano essere sottoposti a esame approfondito. La Commissione ha inoltre adottato una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro e una proposta di relazione comune sull'occupazione 2025, che analizza l'attuazione degli orientamenti in materia di occupazione e dei principi del pilastro europeo dei diritti sociali. Il Consiglio ha adottato la raccomandazione sulla politica economica della zona euro 8 il 13 maggio 2025 e la relazione comune sull'occupazione il 10 marzo 2025.
(7)Il 29 gennaio 2025 la Commissione ha pubblicato la bussola per la competitività, un quadro strategico volto a rafforzare la competitività dell'UE a livello globale nei prossimi cinque anni, che individua le tre esigenze trasformative da cui dipende una crescita economica sostenibile: i) innovazione; ii) decarbonizzazione e competitività; e iii) sicurezza. Per colmare il deficit di innovazione, l'UE mira a stimolare l'innovazione industriale, a sostenere la crescita delle start-up attraverso iniziative come la strategia dell'UE su start-up e scale-up e a promuovere l'adozione di tecnologie avanzate quali l'intelligenza artificiale e il calcolo quantistico. Nell'intento di perseguire un'economia più verde, la Commissione ha delineato un piano d'azione organico per l'energia a prezzi accessibili e un patto per l'industria pulita, atti ad assicurare che il passaggio all'energia pulita rimanga efficiente in termini di costi, non ostacoli la competitività, in particolare per i settori ad alta intensità energetica, e costituisca un volano di crescita. Per ridurre le dipendenze eccessive e accrescere la sicurezza, l'Unione è impegnata a rafforzare i partenariati commerciali mondiali, diversificando le catene di approvvigionamento e garantendo l'accesso alle materie prime critiche e alle fonti energetiche pulite. Queste priorità poggiano su attivatori trasversali, ossia la semplificazione delle norme, l'approfondimento del mercato unico, il finanziamento della competitività e l'Unione del risparmio e degli investimenti, la promozione di competenze e posti di lavoro di qualità e un migliore coordinamento delle politiche dell'UE. La bussola per la competitività si allinea al semestre europeo, in modo che le politiche economiche degli Stati membri siano coerenti con gli obiettivi strategici della Commissione, creando un approccio unificato alla governance economica in grado di promuovere la crescita sostenibile, l'innovazione e la resilienza in tutta l'Unione.
(8)Nel 2025 il semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche continua a svilupparsi parallelamente all'attuazione del dispositivo per la ripresa e la resilienza. La piena attuazione dei piani per la ripresa e la resilienza rimane fondamentale per realizzare le priorità politiche del semestre europeo; i piani infatti contribuiscono a rispondere in modo efficace alla totalità o a un sottoinsieme significativo delle sfide individuate nelle raccomandazioni specifiche per paese formulate negli ultimi anni. Tali raccomandazioni specifiche per paese rimangono ugualmente pertinenti per la valutazione dei piani per la ripresa e la resilienza modificati a norma dell'articolo 21 del regolamento (UE) 2021/241.
(9)Le raccomandazioni specifiche per paese 2025 riguardano le sfide fondamentali di politica economica che le misure incluse nei piani per la ripresa e la resilienza non affrontano in misura sufficiente, tenendo conto delle sfide pertinenti individuate nelle raccomandazioni specifiche per paese per il periodo 2019-2024.
(10)Il 4 giugno 2025 la Commissione ha pubblicato la relazione per paese 2025 relativa alla Lituania. La Commissione ha valutato i progressi compiuti dalla Lituania nel dar seguito alle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese e ha fatto il punto dell'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza. Sulla scorta di questa analisi la relazione per paese ha individuato i problemi più urgenti che la Lituania si trova ad affrontare. Ha valutato quindi i progressi compiuti dal paese nell'attuare il pilastro europeo dei diritti sociali e conseguire gli obiettivi principali dell'Unione in materia di occupazione, competenze e riduzione della povertà e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.
Valutazione della relazione annuale sui progressi compiuti
(11)Il [data] 2025 il Consiglio ha raccomandato per la Lituania i tassi massimi di crescita della spesa netta seguenti: 6,1 % nel 2025, 5,2 % nel 2026, 4,8 % nel 2027, 4,5 % nel 2028 e 4,3 % nel 2029, che corrispondono ai tassi di crescita cumulati massimi calcolati in riferimento al 2024 pari al 6,1 % nel 2025, all'11,6 % nel 2026, al 17,0 % nel 2027, al 22,3 % nel 2028 e al 27,5 % nel 2029. Il 30 aprile 2025 la Lituania ha presentato la sua relazione annuale sui progressi compiuti 9 , nella quale informa in merito ai dati sui risultati di bilancio e alle previsioni pertinenti e all'attuazione delle riforme e degli investimenti volti a rispondere alle principali sfide individuate nelle raccomandazioni specifiche per paese del semestre europeo. La relazione annuale sui progressi compiuti rispecchia anche la relazione semestrale della Lituania sui progressi compiuti nella realizzazione del suo piano per la ripresa e la resilienza a norma dell'articolo 27 del regolamento (UE) 2021/241.
(12)La guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina e le sue ripercussioni costituiscono una sfida esistenziale per l'Unione europea. La Commissione ha raccomandato di attivare la clausola di salvaguardia nazionale del patto di stabilità e crescita in modo coordinato al fine di sostenere gli sforzi dell'UE volti a conseguire un aumento rapido e significativo della spesa per la difesa. La proposta è stata accolta con favore dal Consiglio europeo del 6 marzo 2025. A seguito della richiesta della Lituania del 2 maggio 2025, il [data] il Consiglio, su raccomandazione della Commissione, ha adottato una raccomandazione che consente alla Lituania di deviare dai tassi massimi di crescita raccomandati della spesa netta e di superarli 10 .
(13)Sulla base dei dati convalidati da Eurostat 11 , il disavanzo delle amministrazioni pubbliche della Lituania è aumentato passando dallo 0,7 % del PIL nel 2023 all'1,3 % nel 2024, mentre il debito delle amministrazioni pubbliche è salito dal 37,3 % del PIL alla fine del 2023 al 38,2 % alla fine del 2024. Nei calcoli della Commissione questi sviluppi corrispondono a un tasso di crescita della spesa netta del 10,7 % nel 2024. Nella relazione annuale sui progressi compiuti, la Lituania stima la crescita della spesa netta nel 2024 al 10,5 %. Sulla base delle stime della Commissione, nel 2024 l'orientamento della politica di bilancio 12 , che comprende la spesa finanziata sia a livello nazionale che dell'UE, è stato espansivo, dell'1,6 % del PIL.
(14)Secondo la relazione annuale sui progressi compiuti, lo scenario macroeconomico su cui si fondano le proiezioni di bilancio della Lituania prevede una crescita del PIL reale del 2,8 % nel 2025 e dell'1,5 % nel 2026, mentre, secondo le previsioni, l'inflazione IPCA dovrebbe attestarsi al 3,3 % nel 2025 e al 2,4 % nel 2026. Le previsioni di primavera 2025 della Commissione prospettano una crescita del PIL reale del 2,8 % nel 2025 e del 3,1 % nel 2026 e un'inflazione IPCA al 2,6 % nel 2025 e all'1,2 % nel 2026.
(15)Secondo le previsioni di cui alla relazione annuale sui progressi compiuti, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche è destinato a salire al 2,8 % del PIL nel 2025, mentre il rapporto debito pubblico/PIL è destinato a salire al 42,4 % entro la fine del 2025. Questi sviluppi corrispondono a una crescita della spesa netta del 9,9 % nel 2025. Le previsioni di primavera 2025 della Commissione prospettano nel 2025 un disavanzo delle amministrazioni pubbliche al 2,3 % del PIL. L'aumento del disavanzo nel 2025 rispecchia principalmente l'aumento della spesa pubblica per prestazioni sociali, investimenti pubblici, consumi intermedi, retribuzioni di dipendenti e spesa per interessi. Nei calcoli della Commissione questi sviluppi corrispondono a una crescita della spesa netta del 9,0 % nel 2025. Tali proiezioni di crescita della spesa netta inferiori a quelle contenute nella relazione annuale sui progressi compiuti e la differenza tra il saldo delle amministrazioni pubbliche previsto dalla Commissione e quello previsto dalla Lituania sono dovute a una riduzione della spesa prevista delle amministrazioni pubbliche per consumi intermedi e investimenti nelle previsioni di primavera 2025 della Commissione. Sulla base delle stime della Commissione, nel 2025 l'orientamento della politica di bilancio, che comprende la spesa finanziata sia a livello nazionale che dell'UE, sarà espansivo, dell'1,7 % del PIL. Secondo le previsioni di primavera 2025 della Commissione, il rapporto debito pubblico/PIL è dato in aumento al 41,2 % entro fine 2025. L'aumento del rapporto debito/PIL nel 2025 rispecchia principalmente il disavanzo di bilancio e gli aggiustamenti stock/flussi.
(16)Secondo le previsioni di primavera 2025 della Commissione, nel 2025 una spesa delle amministrazioni pubbliche pari all'1,2 % del PIL sarà finanziata dal sostegno non rimborsabile ("sovvenzioni") del dispositivo per la ripresa e la resilienza, rispetto allo 0,5 % del PIL nel 2024. La spesa finanziata con il sostegno non rimborsabile del dispositivo consente investimenti di alta qualità e riforme volte ad accrescere la produttività senza impatto diretto sul saldo e sul debito delle amministrazioni pubbliche della Lituania.
(17)La spesa delle amministrazioni pubbliche per la difesa in Lituania è stata pari all'1,8 % del PIL nel 2021, al 2,1 % nel 2022 e al 2,5 % nel 2023 13 . Secondo le previsioni di primavera 2025 della Commissione, la spesa per la difesa aumenterà attestandosi al 2,8 % del PIL nel 2024 e al 3,2 % del PIL nel 2025. Ciò corrisponde a un aumento di 1,4 punti percentuali del PIL rispetto al 2021. Il periodo di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale (2025-2028) consente alla Lituania di ridefinire le priorità della spesa pubblica o di aumentare le entrate pubbliche, affinché la sostenibilità di bilancio a medio termine non sia compromessa da una spesa per la difesa permanentemente più elevata.
(18)Secondo le previsioni di primavera 2025 della Commissione, la spesa netta in Lituania crescerà del 9,0 % nel 2025. Sulla base delle previsioni di primavera 2025 della Commissione, la crescita della spesa netta della Lituania nel 2025 è destinata a superare il tasso massimo di crescita raccomandato, corrispondente a una deviazione 14 pari all'1,0 % del PIL nel 2025. La deviazione prevista rientra tuttavia nella flessibilità offerta dalla clausola di salvaguardia nazionale basata su proiezioni attuali relative alla spesa per la difesa.
(19)La relazione annuale sui progressi compiuti non include proiezioni di bilancio successive al 2025. Sulla base delle misure politiche note alla data limite delle previsioni, le previsioni di primavera 2025 della Commissione prospettano un disavanzo pubblico del 2,3 % del PIL nel 2026. Questi sviluppi corrispondono a una crescita della spesa netta del 5,8 % nel 2026. Sulla base delle stime della Commissione, nel 2026 l'orientamento della politica di bilancio, che comprende la spesa finanziata sia a livello nazionale che dell'UE, sarà neutro. La Commissione prospetta un aumento del rapporto debito pubblico/PIL al 43,9 % entro fine 2026. L'aumento del rapporto debito/PIL nel 2026 rispecchia principalmente il saldo negativo delle amministrazioni pubbliche e gli aggiustamenti stock/flussi.
Sfide politiche fondamentali
(20)La spesa pubblica per i servizi pubblici e la protezione sociale in Lituania rimane tra le più basse dell'UE, limitando l'accesso tempestivo e paritario all'assistenza sanitaria, alla protezione sociale e ai servizi della pubblica amministrazione di alta qualità. Nel 2023 la spesa per la protezione sociale è stata pari al 14,0 % del PIL, ossia quasi sei punti percentuali in meno rispetto alla media dell'UE pari al 19,8 % nel 2023. Inoltre l'efficienza della spesa per la protezione sociale, in particolare per le politiche in materia di malattia e disabilità, sembra essere limitata. Nel 2023 la Lituania ha destinato il 3,7 % del proprio PIL a prestazioni e misure in materia di malattia e disabilità, il quarto valore più elevato dell'UE. Tuttavia, nonostante un'analoga prevalenza della disabilità (27,4 % della popolazione totale della Lituania nel 2023 rispetto al 26,8 % nell'UE), nel 2023 la Lituania presentava il terzo tasso di rischio di povertà più elevato per le persone con disabilità nell'UE. Un altro settore politico fortemente sottofinanziato è l'assistenza sanitaria, che riceve finanziamenti pubblici per un ammontare pari al sesto più basso dell'UE, corrispondente al 5,3 % del PIL, rispetto alla media dell'UE del 7,4 % nel 2023. Risorse finanziarie inadeguate per l'assistenza sanitaria portano a livelli elevati di bisogni di cure mediche insoddisfatti, in particolare per i gruppi a basso reddito, a una forte dipendenza dalle prestazioni non rimborsabili e all'incapacità di offrire retribuzioni e condizioni concorrenziali agli operatori sanitari. Anche i servizi pubblici generali (quali i servizi generali delle amministrazioni statale e comunale) ricevono finanziamenti insufficienti dato che presentano un livello di finanziamenti pari al terzo più basso nell'UE nel 2023 (3,4 % del PIL, rispetto alla media dell'UE pari al 6,0 %).
(21)Conformemente all'articolo 19, paragrafo 3, lettera b), del regolamento (UE) 2021/241 e all'allegato V, criterio 2.2, del medesimo regolamento, il piano per la ripresa e la resilienza comprende un'ampia gamma di riforme e investimenti sinergici, da attuare entro il 2026. Ci si attende che tali riforme e investimenti contribuiranno a rispondere in modo efficace alla totalità o a un sottoinsieme significativo delle sfide individuate nelle raccomandazioni specifiche per paese. Dati i tempi serrati, l'effettiva attuazione del piano per la ripresa e la resilienza, compreso il capitolo dedicato al piano REPowerEU, è fondamentale per stimolare la competitività a lungo termine della Lituania attraverso le transizioni verde e digitale, garantendo nel contempo l'equità sociale. Per rispettare entro agosto 2026 gli impegni assunti nel piano per la ripresa e la resilienza, è essenziale che la Lituania acceleri l'attuazione delle riforme e degli investimenti affrontando le sfide pertinenti, quali una cooperazione limitata tra autorità nazionali, regionali e locali. Il coinvolgimento sistematico delle autorità locali e regionali, delle parti sociali, della società civile e di altri portatori di interessi rimane fondamentale per assicurare un'ampia titolarità ai fini dell'efficace attuazione del piano per la ripresa e la resilienza.
(22)L'attuazione dei programmi della politica di coesione, che comprendono il sostegno del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), del Fondo per una transizione giusta (JTF), del Fondo sociale europeo Plus (FSE+) e del Fondo di coesione (FC), ha fatto registrare un'accelerazione in Lituania. È importante proseguire le iniziative per garantire una rapida attuazione di tali programmi massimizzandone l'impatto sul campo. La Lituania sta già adottando misure nell'ambito dei suoi programmi della politica di coesione finalizzate a stimolare la competitività e la crescita. Allo stesso tempo, la Lituania continua ad affrontare sfide, tra cui quelle relative al rafforzamento della competitività, alla resilienza economica e sociale e alla lotta alle disparità regionali, alla lotta contro la povertà e l'esclusione sociale, al miglioramento dell'assistenza sanitaria, all'integrazione nel mercato del lavoro dei gruppi svantaggiati e all'offerta di competenze, in particolare in considerazione della sua ubicazione alla frontiera orientale dell'Unione. A norma dell'articolo 18 del regolamento (UE) 2021/1060, nell'ambito del riesame intermedio dei fondi della politica di coesione la Lituania è tenuta a rivedere ciascun programma tenendo presenti, tra l'altro, le sfide individuate nelle raccomandazioni specifiche per paese del 2024. La proposta della Commissione adottata il 1º aprile 2025 15 proroga oltre il 31 marzo 2025 il termine per la presentazione, per ciascun programma, di una valutazione relativa ai risultati del riesame intermedio. Prevede altresì flessibilità per favorire l'accelerazione dell'attuazione dei programmi e incentivi diretti agli Stati membri affinché destinino le risorse della politica di coesione a cinque settori strategici prioritari dell'Unione: competitività nelle tecnologie strategiche, difesa, alloggi, resilienza idrica e transizione energetica.
(23)La piattaforma per le tecnologie strategiche per l'Europa (STEP) offre l'occasione d'investire in una delle priorità strategiche fondamentali dell'Unione rafforzandone la competitività. STEP opera attraverso 11 fondi dell'UE esistenti. Gli Stati membri possono contribuire al programma InvestEU a sostegno di investimenti in settori prioritari. La Lituania potrebbe sfruttare tali iniziative per sostenere lo sviluppo o la fabbricazione di tecnologie critiche, comprese le tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse.
(24)Oltre alle sfide economiche e sociali affrontate dal piano per la ripresa e la resilienza e da altri fondi dell'UE, la Lituania si trova di fronte a diverse altre sfide connesse al miglioramento dell'accesso ai finanziamenti per le piccole e medie imprese (PMI), alla stimolazione dello sviluppo regionale, alla promozione dell'efficienza energetica e della diffusione delle energie rinnovabili, al rafforzamento della protezione sociale e dei sistemi sanitari e alla risoluzione delle disparità nell'istruzione e nelle competenze pertinenti per il mercato del lavoro.
(25)La crescita economica della Lituania è limitata da condizioni di prestito restrittive e da un uso limitato dei finanziamenti esterni, con un aumento dei rischi geopolitici nella regione che contribuisce anch'esso a tali effetti negativi. Il settore bancario lituano è altamente concentrato, i tassi sui prestiti sono elevati e i requisiti in materia di garanzie sono rigorosi. Nel 2024 il 13,7 % delle imprese continuava ad avere difficoltà di finanziamento, una circostanza questa che si rispecchia in un basso rapporto prestiti bancari/PIL pari al 33,5 %, rispetto a una media dell'UE del 74,5 %. Inoltre i mercati dei capitali lituani sono ancora poco sviluppati, caratterizzati da una profondità, un'attività e una liquidità limitate. Alla fine del 2024 la capitalizzazione di borsa era pari al 5,9 % del PIL, un dato notevolmente al di sotto della media dell'UE pari al 69,3 %, in quanto per il suo finanziamento esterno, che è già limitato, le imprese continuano a fare affidamento sull'intermediazione bancaria anziché attrarre finanziamenti attraverso l'emissione di azioni e obbligazioni. Il ricorso al sistema bancario tradizionale limita le opportunità di investimento e riduce l'interesse da parte degli investitori. Nonostante alcuni sviluppi promettenti nel settore del capitale di rischio, con start-up che hanno raccolto 292 milioni di EUR nel 2023, gli investimenti in private equity rimangono al di sotto dei livelli dell'UE.
(26)Le modifiche previste al secondo pilastro del sistema pensionistico comportano rischi connessi all'ulteriore sviluppo dei mercati dei capitali lituani. Il ministero lituano della Sicurezza sociale e del lavoro ha presentato una proposta volta ad abolire l'iscrizione automatica dei partecipanti al secondo pilastro del sistema pensionistico, orientandosi in tal modo verso un modello di adesione volontaria ("opt-in"), e a consentire opzioni di revoca dell'adesione di ampia portata con condizioni flessibili. Attualmente i fondi del secondo pilastro lituano hanno accumulato risparmi per circa 9,1 miliardi di EUR (11,6 % del PIL), di cui circa 1 miliardo di EUR sono investiti nel mercato nazionale. Un modello di opt-in combinato con altre azioni politiche potrebbe ridurre il livello di risparmio in Lituania, il che potrebbe compromettere lo sviluppo dei mercati dei capitali e complicare l'accesso ai finanziamenti.
(27)La Lituania registra bassi livelli di attività innovativa, che presentano ritardi rispetto alla media dell'UE per quanto riguarda i diversi indicatori in materia di ricerca e innovazione. L'intensità delle attività di ricerca e sviluppo in Lituania (circa l'1 % del PIL) è decisamente inferiore alla media dell'UE (2,25 %), principalmente a causa dei bassi investimenti delle imprese in tali attività, che nel 2023 sono scesi allo 0,44 % del PIL, un dato tre volte inferiore rispetto alla media dell'UE. Analogamente, il numero di domande di brevetto è ancora tre volte inferiore alla media dell'UE. Gli incentivi a favore delle attività di ricerca e sviluppo in Lituania, comprese le detrazioni fiscali e le aliquote ridotte, hanno avuto un impatto limitato, con una scarsa diffusione tra le PMI. In particolare, le piccole imprese e le imprese di nuova costituzione spesso non sono sufficientemente redditizie per beneficiare di tali incentivi oppure scelgono di evitare gli oneri amministrativi legati alla presentazione della domanda e al rispetto dei requisiti richiesti. È necessario riesaminare e razionalizzare gli incentivi in modo da renderli più attraenti e accessibili per le PMI, al fine di sostenere gli investimenti privati a favore della ricerca e dello sviluppo.
(28)Il tasso di co-pubblicazioni scientifiche pubblico-privato della Lituania è rimasto tra i più bassi dell'UE nell'ultimo decennio, un dato questo che indica la debolezza dei legami tra mondo scientifico e imprese. Un fattore importante è la frammentazione della base scientifica della Lituania, con attività di ricerca sparse tra diverse università e numerosi piccoli istituti, che spesso non dispongono della capacità per partecipare a progetti imprenditoriali. Sebbene sia in corso la riorganizzazione degli istituti universitari, non esistono incentivi finanziari che consentano alle università di fondere e mettere in comune le risorse per aumentare la collaborazione nelle attività di ricerca. Tali incentivi dovrebbero essere garantiti al fine di ottimizzare la rete universitaria e raggiungere una scala sufficiente per l'eccellenza scientifica, il che a sua volta faciliterebbe la collaborazione tra mondo scientifico e imprese.
(29)L'iscrizione all'istruzione post-secondaria, in particolare in settori quali l'ingegneria e l'industria manifatturiera, è diminuita in modo significativo negli ultimi anni, una circostanza questa che ha ampliato il divario di competenze. Il governo lituano ha adottato misure volte ad affrontare tale situazione, ma gli squilibri tra domanda e offerta di competenze persistono e il 76 % delle imprese ha citato la mancanza di personale adeguatamente qualificato come un ostacolo agli investimenti a lungo termine.
(30)In Lituania persistono disparità regionali, aggravate da tendenze divergenti in materia di produttività del lavoro. Tra il 2014 e il 2024 la produttività è cresciuta di circa il 20 % a Vilnius e in altre grandi aree urbane, ma soltanto del 7 % nelle contee più remote, il che amplia i divari in termini di PIL pro capite, innovazione e occupazione altamente qualificata. Il settore ad alta tecnologia rappresenta il 10 % dell'occupazione totale a Vilnius, contro solo il 2,7 % altrove. Le regioni urbane attraggono una forza lavoro altamente qualificata e investimenti ad alto valore aggiunto, mentre il resto del paese rimane popolato principalmente da microimprese in settori che fanno registrare risultati di basso livello, limitando gli effetti di ricaduta in termini di produttività e il gettito fiscale locale, una circostanza questa che rende quindi difficile per i comuni remoti fornire un'assistenza sanitaria, un'istruzione e altri servizi pubblici di qualità in modo efficiente. In Lituania esistono margini per migliorare la connettività regionale, attrarre investimenti e rafforzare la cooperazione intercomunale. Zone industriali mirate, incentivi competitivi e programmi di formazione specializzata hanno dimostrato di attrarre investimenti esteri e di creare posti di lavoro di qualità. La revisione del quadro giuridico e istituzionale per la cooperazione intercomunale e il chiarimento delle strategie regionali, con una maggiore cooperazione tra i comuni, l'amministrazione centrale, gli erogatori di istruzione e le imprese, contribuirebbero a potenziare la base economica regionale, attrarre investitori strategici e migliorare la fornitura di servizi pubblici nelle regioni.
(31)La Lituania continua a dipendere dalle importazioni di energia, nonostante un aumento significativo della produzione di energia rinnovabile. Nel 2023 la sua dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili è stata pari al 68 %, ossia un dato superiore alla media dell'UE pari al 58,3 %, nonostante i miglioramenti registrati negli ultimi anni. In termini di energia elettrica disponibile per il consumo finale, le importazioni nette hanno rappresentato il 62,4 % nel 2023, ossia la seconda quota più elevata dell'UE. Allo stesso tempo, nel 2024 il paese ha aggiunto 1 724 MW di nuova capacità di generazione (+ 59,6 %), trainata principalmente dall'energia solare (+ 93 %) ed eolica (+ 42 %). Di conseguenza la rete elettrica deve adattarsi rapidamente per consentire nuove connessioni. Sebbene la Lituania abbia compiuto progressi nella razionalizzazione delle procedure di autorizzazione, la costruzione di nuove infrastrutture di rete, necessarie per ampliare la capacità di rete e facilitare l'accesso, richiede ancora molto più tempo rispetto a quello necessario per lo sviluppo di nuove capacità di generazione o di domanda.
(32)Tre quarti del parco immobiliare lituano sono stati costruiti prima del 1992, il che ha determinato una bassa efficienza energetica e un elevato consumo energetico, dovuti principalmente al fabbisogno di riscaldamento e raffrescamento, che rappresentano l'80 % del consumo totale di energia. Nonostante i notevoli sforzi compiuti negli ultimi anni, tra cui le ristrutturazioni a favore dell'efficienza energetica e il sostegno di bilancio volto a ridurre i costi energetici delle famiglie, la povertà energetica in Lituania è ancora tra le più elevate dell'UE, con il 18 % delle famiglie che non sono state in grado di riscaldare adeguatamente le proprie abitazioni nel 2024, quasi il doppio della media dell'UE pari al 9,2 %. In Lituania esistono pertanto margini per migliorare l'efficienza energetica delle abitazioni, il che potrebbe ridurre il consumo di energia primaria e la povertà energetica. Di recente la Lituania si è adoperata per diminuire le riduzioni delle accise sui combustibili fossili, aumentare le accise sui gasoli, sul carbone, sul coke e sulla lignite, introdurre accise sulla torba per riscaldamento e incorporare una componente per il biossido di carbonio nelle aliquote dell'accisa sui prodotti energetici. Ciò nonostante il paese continua a registrare sovvenzioni consistenti a favore dei combustibili fossili senza una prevista eliminazione graduale delle stesse prima del 2030. In particolare, l'eliminazione graduale delle sovvenzioni ai combustibili fossili che non affrontano né la povertà energetica in modo mirato né reali preoccupazioni in materia di sicurezza energetica, ostacolano l'elettrificazione e non sono fondamentali per la competitività industriale potrebbero essere considerate una priorità. In Lituania le sovvenzioni ai combustibili fossili, quali un'accisa ridotta sul gas naturale utilizzato per il riscaldamento da imprese e famiglie e un'aliquota ridotta dell'imposta sul valore aggiunto per il riscaldamento di spazi residenziali, sono economicamente inefficienti, perpetuano la dipendenza dai combustibili fossili e disincentivano l'elettrificazione nel settore residenziale.
(33)La Lituania si trova ad affrontare difficoltà persistenti nella transizione verso un'economia circolare. Nel 2023 la percentuale di utilizzo circolare dei materiali si è attestata soltanto al 3,9 %, un dato tre volte inferiore alla media dell'UE pari all'11,8 % e tra i cinque tassi più bassi dell'UE. Sebbene la Lituania dipenda notevolmente da materie prime importate, le loro fonti sono relativamente diversificate. Tuttavia l'impronta dei materiali del paese, pari a 22,7 tonnellate pro capite, è notevolmente superiore alla media dell'UE di 14 tonnellate pro capite e la sua produzione industriale emette circa un terzo in più di gas a effetto serra rispetto alla media dell'UE (360 g/EUR rispetto a 270 g/EUR in CO₂ equivalente), nonostante i notevoli progressi compiuti nell'ultimo decennio. È pertanto giustificata la transizione verso un modello circolare più efficiente sotto il profilo delle risorse.
(34)Il parco auto vecchio e inquinante della Lituania continua a contribuire in modo determinante alle sue elevate emissioni di gas a effetto serra e ostacola il rispetto degli obiettivi di riduzione dell'inquinamento atmosferico. Nel 2023 il 77,1 % delle autovetture private aveva più di 10 anni, il che rende il parco veicoli del paese uno dei più datati dell'UE. Allo stesso tempo, soltanto l'8,2 % dei veicoli di nuova immatricolazione nel 2023 avevano una propulsione elettrica a batteria, rispetto alla media dell'UE pari al 14,5 %, il che segna una lenta transizione verso trasporti a emissioni zero. La Lituania dispone inoltre di alcune delle imposte più basse dell'UE sui trasporti basati sui combustibili fossili ed è tra i pochi paesi che non dispongono di una tassa annuale sull'inquinamento delle autovetture. L'assenza di tale tassa, associata a un'infrastruttura pubblica di ricarica in lenta evoluzione, indebolisce gli incentivi alla transizione verso trasporti più sostenibili e a basse emissioni. Nel frattempo, i trasporti pubblici rimangono scarsamente coordinati e poco attraenti sia per i fornitori che per i passeggeri e fanno registrare la minore diffusione nell'UE; nel 2022 il 92,9 % degli spostamenti di passeggeri è stato effettuato in auto. I comuni sono in gran parte lasciati liberi di sviluppare i propri sistemi di trasporto e tale circostanza determina uno sviluppo disomogeneo e una mancanza di connettività a livello intercomunale e intermodale, di pianificazione degli spostamenti e di altri servizi essenziali per i passeggeri.
(35)Il sistema sanitario lituano è caratterizzato da un tasso elevato di mortalità imputabile a malattie curabili e prevenibili e da una speranza di vita alla nascita inferiore alla media dell'UE. I risultati del paese in materia di assistenza sanitaria sono inoltre caratterizzati da un tasso di mortalità in età lavorativa superiore alla media dell'UE e una percentuale significativa della popolazione si trova ad affrontare sfide nell'accesso a servizi medici di qualità. Ciò è legato alla limitata gamma di servizi di assistenza sanitaria preventiva e di base. Rispetto ad altri paesi dell'UE, la Lituania presenta una quota inferiore della spesa pubblica per l'assistenza sanitaria, il che comporta un onere finanziario sproporzionato per le persone fisiche, che coprono una parte significativa dei costi dell'assistenza sanitaria attraverso prestazioni non rimborsabili, aggravando le disparità socioeconomiche in termini di risultati nel settore sanitario. Inoltre il sistema sanitario del paese risente della carenza di operatori sanitari, in particolare nelle zone rurali, dove i deserti sanitari e l'invecchiamento della forza lavoro infermieristica incidono sulla fornitura di servizi di assistenza sanitaria. La Lituania potrebbe trarre beneficio da: i) azioni volte ad attrarre un maggior numero di operatori sanitari al fine di aumentarne la disponibilità; e ii) investimenti volti a rafforzare l'accesso all'assistenza sanitaria di base e preventiva.
(36)Il sistema di istruzione generale in Lituania si trova ad affrontare sfide persistenti, tra cui le disparità nelle prestazioni degli studenti tra le zone urbane e quelle rurali. Le carenze di insegnanti, aggravate dall'invecchiamento della forza lavoro, ostacolano la qualità e l'efficienza dell'istruzione. Nel 2022 quasi il 40 % degli insegnanti dell'istruzione generale aveva un'età pari o superiore a 55 anni, un dato che rappresenta la percentuale più elevata nell'UE. L'attrattiva della professione di insegnante rimane bassa in ragione di strutture salariali inadeguate e del mancato riconoscimento dell'esperienza pregressa. La revisione della struttura salariale e la riduzione dei divari in materia di istruzione tra zone urbane e rurali potrebbero contribuire ad attrarre e trattenere un numero maggiore di insegnanti. Allo stesso tempo, la scarsa pertinenza dell'istruzione e formazione professionale e dell'istruzione superiore per il mercato del lavoro, nonché la frammentazione delle previsioni in materia di competenze contribuiscono alla creazione di squilibri tra domanda e offerta di competenze nel mercato del lavoro. Nell'indagine del 2024 sugli investimenti della Banca europea per gli investimenti, il 76 % delle imprese ha citato l'indisponibilità di personale qualificato come un ostacolo agli investimenti a lungo termine.
(37)Anche la coesistenza di alcuni casi persistenti di disoccupazione e di carenze di manodopera in alcuni settori, quali la sanità, la pubblica amministrazione, i trasporti e la finanza, suggerisce che il quadro attuale per la riqualificazione e il miglioramento delle competenze è poco efficace. Il rafforzamento dell'apprendimento degli adulti, anche a favore dei disoccupati, delle persone scarsamente qualificate e di altri gruppi vulnerabili, è essenziale al fine di affrontare gli squilibri tra domanda e offerta di competenze e le carenze di lavoratori, mentre lo sviluppo di competenze verdi sostiene la transizione verde della Lituania. Inoltre, nel 2023, meno del 5 % delle persone iscritte al servizio di disoccupazione ha partecipato a misure statali destinate ad aiutarle a trovare lavoro (misure di politica attiva del mercato del lavoro). Tale percentuale è bassa da anni in Lituania, una circostanza che, secondo quanto riferito, sarebbe imputabile al limitato interesse dei disoccupati a partecipare. Un migliore adeguamento del sostegno offerto alle esigenze individuali e altri incentivi alla partecipazione potrebbero aumentare la percentuale di disoccupati coinvolti nelle politiche attive del mercato del lavoro.
(38)La disparità di reddito e la povertà sono ancora elevate in Lituania. Il reddito lordo in Lituania è tra quelli distribuiti in modo meno equo nell'UE e l'efficacia del sistema fiscale e previdenziale attuale nel ridurre la disparità di reddito e la povertà è inferiore rispetto alla media dell'UE. Di conseguenza, nel 2024, la disparità di reddito al netto delle imposte e delle prestazioni era ancora tra le più elevate dell'UE e oltre un quinto della popolazione lituana viveva al di sotto della soglia di rischio di povertà (AROP – at-risk-of-poverty). I gruppi vulnerabili, quali i disoccupati, le persone con disabilità e gli anziani (di età superiore a 65 anni), sono particolarmente interessati. Nonostante il miglioramento dell'adeguatezza delle pensioni, gli anziani continuano ad essere esposti a rischi di povertà notevoli e le donne sono particolarmente colpite. Nel 2024 il divario di genere nella povertà in età avanzata è stato considerevole, con un tasso AROP significativamente più elevato per le donne rispetto agli uomini. Le persone con disabilità si trovano ad affrontare uno dei tassi AROP più elevati (38,2 %; Media UE: 20,7 %), a causa dei bassi tassi di occupazione, e il divario nei livelli di occupazione tra persone con e senza disabilità in Lituania è tra i più elevati dell'UE. La scarsa adeguatezza delle prestazioni di invalidità aggrava ulteriormente la questione. Anche l'edilizia popolare rimane sottosviluppata e le persone attendono un alloggio sociale in media tra i cinque e i sei anni. Il superamento di tali sfide concorrerebbe anche a sostenere la convergenza sociale verso l'alto, in linea con la seconda fase di analisi per paese del quadro di convergenza sociale effettuata dai servizi della Commissione 16 .
(39)Date le strette correlazioni tra le economie degli Stati membri della zona euro e il loro contributo collettivo al funzionamento dell'Unione economica e monetaria, nel 2025 il Consiglio ha raccomandato a tali Stati membri di prendere provvedimenti, anche tramite i piani per la ripresa e la resilienza, per attuare la raccomandazione del 2025 sulla politica economica della zona euro. Per la Lituania, le raccomandazioni di cui ai punti 2, 3, 4 e 6 contribuiscono all'attuazione della prima raccomandazione per la zona euro sulla competitività, mentre le raccomandazioni di cui ai punti 3, 4, 5 e 6 contribuiscono all'attuazione della seconda raccomandazione per la zona euro sulla resilienza e le raccomandazioni di cui ai punti 1 e 5 contribuiscono all'attuazione della terza raccomandazione per la zona euro sulla stabilità macroeconomica e finanziaria di cui alla raccomandazione del 2025,
RACCOMANDA alla Lituania di prendere provvedimenti nel 2025 e nel 2026 al fine di:
1.Potenziare la spesa complessiva e la prontezza in materia di difesa in linea con le conclusioni del Consiglio europeo del 6 marzo 2025. Rispettare i tassi massimi di crescita della spesa netta raccomandati dal Consiglio il [data], avvalendosi nel contempo della tolleranza prevista dalla clausola di salvaguardia nazionale per una spesa per la difesa più elevata. Garantire un finanziamento adeguato a favore dell'assistenza sanitaria, della protezione sociale e dei servizi pubblici generali. Migliorare l'adempimento degli obblighi fiscali e ampliare la base imponibile a fonti meno penalizzanti per la crescita.
2.In considerazione dei termini applicabili per il tempestivo completamento delle riforme e degli investimenti a norma del regolamento (UE) 2021/241, accelerare l'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza, compreso il capitolo dedicato al piano REPowerEU. Accelerare l'attuazione dei programmi della politica di coesione (FESR, JTF, FSE+, FC), basandosi, se del caso, sulle opportunità offerte dalla revisione intermedia. Usare in modo ottimale gli strumenti dell'UE per migliorare la competitività, sfruttando anche le possibilità offerte da InvestEU e dalla piattaforma per le tecnologie strategiche per l'Europa.
3.Migliorare l'accesso ai finanziamenti per le piccole e medie imprese, anche stimolando la concorrenza nei servizi finanziari e la partecipazione ai mercati finanziari e attraverso l'iscrizione automatica al secondo pilastro del sistema pensionistico. Agevolare gli investimenti a favore delle attività di ricerca e sviluppo e sostenere la capacità innovativa, anche riesaminando e razionalizzando gli incentivi fiscali esistenti a favore di tali attività, ottimizzando la rete universitaria per promuovere i collegamenti tra imprese e mondo scientifico, e incentivando l'iscrizione all'istruzione post-secondaria nei settori delle materie STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica). Affrontare le disparità regionali migliorando il quadro giuridico e istituzionale per promuovere la cooperazione intercomunale e lo sviluppo di cluster locali al fine di attrarre investimenti nelle regioni e migliorare la fornitura di servizi pubblici, compreso il coordinamento delle linee e dei modi del trasporto pubblico.
4.Ridurre ulteriormente la dipendenza dai combustibili fossili e dall'energia importata e garantire una capacità sufficiente all'interno della rete elettrica e l'accesso alla stessa al fine di mantenere un ritmo rapido di diffusione delle energie rinnovabili. Rendere gli edifici più efficienti sotto il profilo energetico al fine di ridurre la povertà energetica e continuare a adottare misure volte a eliminare gradualmente le sovvenzioni non mirate a favore dei combustibili fossili, in particolare quelle per il riscaldamento. Aumentare la produttività delle risorse al fine di compiere progressi verso un'economia circolare, concentrandosi sull'efficienza delle risorse e sulla trasformazione e decarbonizzazione della produzione industriale. Aumentare la diffusione dei trasporti pubblici e sostenibili.
5.Rendere il sistema sanitario più resiliente e migliorare i risultati nel settore sanitario rafforzando l'accesso all'assistenza di base e preventiva e aumentando la disponibilità di operatori sanitari. Affrontare la disuguaglianza di reddito, la povertà e l'esclusione sociale aumentando la copertura, l'adeguatezza e l'efficacia del sistema di protezione sociale, migliorando la concezione del sistema fiscale, così come l'accesso ad alloggi sociali e la qualità degli stessi e aumentando l'adeguatezza delle pensioni di vecchiaia, mantenendo nel contempo la sostenibilità del sistema pensionistico.
6.Migliorare la qualità, l'equità e l'efficienza del sistema di istruzione generale, in particolare affrontando il divario nei risultati ottenuti tra le zone urbane e quelle rurali, aumentando nel contempo l'attrattiva della professione di insegnante per far fronte alle persistenti carenze e all'invecchiamento della forza lavoro. Affrontare lo squilibrio tra domanda e offerta di competenze aumentando la pertinenza dell'istruzione superiore per il mercato del lavoro, promuovendo l'acquisizione di competenze verdi, migliorando l'apprendimento degli adulti, anche per i disoccupati, le persone scarsamente qualificate e altri gruppi vulnerabili, e aumentando la copertura delle politiche attive del mercato del lavoro attraverso incentivi migliori alla partecipazione.
Fatto a Bruxelles, il
Per il Consiglio
Il presidente