Bruxelles, 4.6.2025

COM(2025) 209 final

Raccomandazione di

RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO

sulle politiche economiche, sociali, occupazionali, strutturali e di bilancio della Spagna

{SWD(2025) 209 final}


Raccomandazione di

RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO

sulle politiche economiche, sociali, occupazionali, strutturali e di bilancio della Spagna

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 148, paragrafo 4,

visto il regolamento (UE) 2024/1263 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2024, relativo al coordinamento efficace delle politiche economiche e alla sorveglianza di bilancio multilaterale e che abroga il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio 1 , in particolare l'articolo 3, paragrafo 3,

vista la raccomandazione della Commissione europea,

viste le risoluzioni del Parlamento europeo,

viste le conclusioni del Consiglio europeo,

visto il parere del comitato per l'occupazione,

visto il parere del comitato economico e finanziario,

visto il parere del comitato per la protezione sociale,

visto il parere del comitato di politica economica,

considerando quanto segue:

Considerazioni generali

(1)Il regolamento (UE) 2024/1263, entrato in vigore il 30 aprile 2024, specifica gli obiettivi perseguiti dal quadro di governance economica, il quale mira a promuovere finanze pubbliche sane e sostenibili, una crescita sostenibile e inclusiva e la resilienza attraverso riforme e investimenti, nonché a prevenire disavanzi pubblici eccessivi. Il regolamento prevede che il Consiglio e la Commissione esercitino la sorveglianza multilaterale nell'ambito del semestre europeo in osservanza degli obiettivi e degli obblighi sanciti dal TFUE. Il semestre europeo comprende in particolare l'elaborazione e la sorveglianza dell'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese. Il regolamento promuove inoltre la titolarità nazionale della politica di bilancio, ponendo l'accento sul medio termine insieme ad un'applicazione più efficace e coerente. Ciascuno Stato membro deve presentare al Consiglio e alla Commissione un piano nazionale strutturale di bilancio di medio termine contenente i propri impegni in materia di bilancio, di riforme e di investimenti, che copre un periodo di 4 o 5 anni a seconda della durata della legislatura nazionale. Il percorso della spesa netta 2 contenuto nel piano deve soddisfare le prescrizioni del regolamento, compreso l'obbligo di collocare o mantenere il debito delle amministrazioni pubbliche su un percorso di riduzione plausibile entro la fine del periodo di aggiustamento, o di farlo rimanere a livelli prudenti al di sotto del 60 % del prodotto interno lordo (PIL), e di portare e/o mantenere il disavanzo pubblico al di sotto del valore di riferimento del 3 % del PIL stabilito dal trattato nel medio termine. Nel caso in cui lo Stato membro si impegni a realizzare una serie pertinente di riforme e di investimenti conformemente ai criteri di cui al regolamento, il periodo di aggiustamento può essere prorogato di un periodo massimo di tre anni.

(2)Il regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio 3 , che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza ("il dispositivo"), è entrato in vigore il 19 febbraio 2021. Il dispositivo fornisce sostegno finanziario agli Stati membri per l'attuazione di riforme e investimenti, producendo uno stimolo di bilancio finanziato dall'Unione. In linea con le priorità del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche, il dispositivo stimola la ripresa economica e sociale promuovendo riforme e investimenti sostenibili, diretti in particolare a favorire le transizioni verde e digitale e a rendere più resilienti le economie degli Stati membri. Contribuisce inoltre a consolidare le finanze pubbliche e a stimolare la crescita e la creazione di posti di lavoro nel medio e lungo periodo, a migliorare la coesione territoriale all'interno dell'Unione e a sostenere il proseguimento dell'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali.

(3)Il regolamento (UE) 2023/435 del Parlamento europeo e del Consiglio 4 ("regolamento REPowerEU"), adottato il 27 febbraio 2023, mira alla progressiva eliminazione della dipendenza dell'Unione dalle importazioni di combustibili fossili russi. Questa misura contribuisce al conseguimento della sicurezza energetica e alla diversificazione dell'approvvigionamento di energia dell'Unione, aumentando nel contempo la diffusione delle energie rinnovabili, le capacità di stoccaggio dell'energia e l'efficienza energetica. La Spagna ha aggiunto al proprio piano nazionale per la ripresa e la resilienza un nuovo capitolo dedicato al piano REPowerEU, onde finanziare riforme e investimenti chiave che contribuiranno al conseguimento degli obiettivi di REPowerEU.

(4)Il 30 aprile 2021 la Spagna ha presentato alla Commissione il piano nazionale per la ripresa e la resilienza, conformemente all'articolo 18, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2021/241. A norma dell'articolo 19 del medesimo regolamento, la Commissione ha valutato la pertinenza, l'efficacia, l'efficienza e la coerenza del piano, conformemente agli orientamenti per la valutazione di cui all'allegato V. Il 13 luglio 2021 il Consiglio ha adottato la decisione di esecuzione che approva la valutazione del piano per la ripresa e la resilienza della Spagna 5 , che è stata modificata il 17 ottobre 2023 conformemente all'articolo 18, paragrafo 2, per aggiornare il contributo finanziario massimo per il sostegno finanziario non rimborsabile e per includere il capitolo dedicato al piano REPowerEU 6 . L'erogazione delle rate è subordinata all'adozione di una decisione della Commissione adottata a norma dell'articolo 24, paragrafo 5, che stabilisca che la Spagna ha conseguito in misura soddisfacente i traguardi e gli obiettivi indicati nella decisione di esecuzione del Consiglio. Affinché il conseguimento sia considerato soddisfacente, è necessario che, per una stessa riforma o uno stesso investimento, non siano annullati i traguardi e gli obiettivi conseguiti in precedenza.

(5)Il 21 gennaio 2025 il Consiglio, su raccomandazione della Commissione, ha adottato una raccomandazione che approva il piano nazionale strutturale di bilancio di medio termine della Spagna 7 . Il piano, presentato a norma dell'articolo 11 e dell'articolo 36, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (UE) 2024/1263, copre il periodo dal 2025 al 2031 e prevede un aggiustamento di bilancio nell'arco di sette anni.

(6)Il 26 novembre 2024 la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta 2025, in cui non annoverava la Spagna tra gli Stati membri che dovevano essere sottoposti a esame approfondito. La Commissione ha inoltre adottato una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro e una proposta di relazione comune sull'occupazione 2025, che analizza l'attuazione degli orientamenti in materia di occupazione e dei principi del pilastro europeo dei diritti sociali. Il Consiglio ha adottato la raccomandazione sulla politica economica della zona euro 8 il 13 maggio 2025 e la relazione comune sull'occupazione il 10 marzo 2025.

(7)Il 29 gennaio 2025 la Commissione ha pubblicato la bussola per la competitività, un quadro strategico volto a rafforzare la competitività dell'UE a livello globale nei prossimi cinque anni, che individua le tre esigenze trasformative da cui dipende una crescita economica sostenibile: i) innovazione; ii) decarbonizzazione e competitività; e iii) sicurezza. Per colmare il deficit di innovazione, l'UE mira a stimolare l'innovazione industriale, a sostenere la crescita delle start-up attraverso iniziative come la strategia dell'UE su start-up e scale-up e a promuovere l'adozione di tecnologie avanzate quali l'intelligenza artificiale e il calcolo quantistico. Nell'intento di perseguire un'economia più verde, la Commissione ha delineato un piano d'azione organico per l'energia a prezzi accessibili e un patto per l'industria pulita, atti ad assicurare che il passaggio all'energia pulita rimanga efficiente in termini di costi, non ostacoli la competitività, in particolare per i settori ad alta intensità energetica, e costituisca un volano di crescita. Per ridurre le dipendenze eccessive e accrescere la sicurezza, l'Unione è impegnata a rafforzare i partenariati commerciali mondiali, diversificando le catene di approvvigionamento e garantendo l'accesso alle materie prime critiche e alle fonti energetiche pulite. Queste priorità poggiano su attivatori trasversali, ossia la semplificazione delle norme, l'approfondimento del mercato unico, il finanziamento della competitività e l'Unione del risparmio e degli investimenti, la promozione di competenze e posti di lavoro di qualità e un migliore coordinamento delle politiche dell'UE. La bussola per la competitività si allinea al semestre europeo, in modo che le politiche economiche degli Stati membri siano coerenti con gli obiettivi strategici della Commissione, creando un approccio unificato alla governance economica in grado di promuovere la crescita sostenibile, l'innovazione e la resilienza in tutta l'Unione.

(8)Nel 2025 il semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche continua a svilupparsi parallelamente all'attuazione del dispositivo per la ripresa e la resilienza. La piena attuazione dei piani per la ripresa e la resilienza rimane fondamentale per realizzare le priorità politiche del semestre europeo; i piani infatti contribuiscono a rispondere in modo efficace alla totalità o a un sottoinsieme significativo delle sfide individuate nelle raccomandazioni specifiche per paese formulate negli ultimi anni. Tali raccomandazioni specifiche per paese rimangono ugualmente pertinenti per la valutazione dei piani per la ripresa e la resilienza modificati a norma dell'articolo 21 del regolamento (UE) 2021/241.

(9)Le raccomandazioni specifiche per paese 2025 riguardano le sfide fondamentali di politica economica che le misure incluse nei piani per la ripresa e la resilienza non affrontano in misura sufficiente, tenendo conto delle sfide pertinenti individuate nelle raccomandazioni specifiche per paese per il periodo 2019-2024.

(10)Il 4 giugno 2025 la Commissione ha pubblicato la relazione per paese 2025 relativa alla Spagna. La Commissione ha valutato i progressi compiuti dalla Spagna nel dar seguito alle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese e ha fatto il punto dell'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza. Sulla scorta di questa analisi la relazione per paese ha individuato i problemi più urgenti che la Spagna si trova ad affrontare. Ha valutato quindi i progressi compiuti dal paese nell'attuare il pilastro europeo dei diritti sociali e conseguire gli obiettivi principali dell'Unione in materia di occupazione, competenze e riduzione della povertà e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

Valutazione della relazione annuale sui progressi compiuti

(11)Il 21 gennaio 2025 il Consiglio ha raccomandato per la Spagna i tassi massimi di crescita della spesa netta seguenti: 3,7 % nel 2025, 3,5 % nel 2026, 3,2 % nel 2027 e 3,0 % nel 2028, che corrispondono ai tassi massimi di crescita cumulativi calcolati con riferimento al 2023, pari al 9,2 % nel 2025, al 13,0 % nel 2026, al 16,6 % nel 2027 e al 20,1 % nel 2028. Il 30 aprile 2025 la Spagna ha presentato la sua relazione annuale sui progressi compiuti 9 , in merito al rispetto dei tassi massimi di crescita della spesa netta raccomandati, all'attuazione dell'insieme di riforme e investimenti che giustifica la proroga del periodo di aggiustamento e all'attuazione delle riforme e degli investimenti in risposta alle principali sfide individuate nelle raccomandazioni specifiche per paese del semestre europeo. La relazione annuale sui progressi compiuti rispecchia anche la relazione semestrale della Spagna sui progressi nella realizzazione del suo piano per la ripresa e la resilienza a norma dell'articolo 27 del regolamento (UE) 2021/241.

(12)La guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina e le sue ripercussioni costituiscono una sfida esistenziale per l'Unione europea. La Commissione ha raccomandato di attivare in modo coordinato la clausola di salvaguardia nazionale prevista dal patto di stabilità e crescita per sostenere l'Unione nelle iniziative volte a incrementare rapidamente e considerevolmente la spesa per la difesa, proposta che è stata accolta con favore dal Consiglio europeo del 6 marzo 2025.

(13)Stando ai dati convalidati da Eurostat 10 , il disavanzo delle amministrazioni pubbliche della Spagna è sceso dal 3,5 % del PIL nel 2023 al 3,2 % nel 2024, mentre il debito delle amministrazioni pubbliche è sceso dal 105,1 % del PIL alla fine del 2023 al 101,8 % alla fine del 2024. Nei calcoli della Commissione questi sviluppi corrispondono a un tasso di crescita della spesa netta del 3,5 % nel 2024. Nella relazione annuale sui progressi compiuti, la Spagna stima la crescita della spesa netta nel 2024 al 4,1 %. Secondo le stime della Commissione, la crescita della spesa netta è stata inferiore a quanto indicato nella relazione annuale sui progressi compiuti. La differenza tra i calcoli della Commissione e le stime delle autorità nazionali è dovuta a una stima diversa della variazione (rispetto al 2023) del cofinanziamento nazionale dei programmi dell'UE. La Commissione utilizza i dati comunicati dall'IGAE a Eurostat e convalidati da quest'ultimo, mentre la Spagna utilizza le stime del ministero delle Finanze. Nelle stime della Commissione l'orientamento della politica di bilancio 11 , che comprende sia la spesa finanziata a livello nazionale sia quella finanziata a livello di UE, è stato restrittivo nel 2024, facendo registrare una contrazione pari allo 0,3 % del PIL. Il 4 giugno 2025 la Commissione ha adottato una relazione a norma dell'articolo 126, paragrafo 3, TFUE 12 . Tale relazione ha valutato la situazione di bilancio della Spagna, in cui il disavanzo delle amministrazioni pubbliche nel 2024 superava il valore di riferimento pari al 3 % del PIL. La relazione ha concluso che, tenendo conto, se del caso, di tutti i fattori pertinenti, il criterio del disavanzo è considerato soddisfatto. Alla luce della valutazione effettuata e tenuto conto del parere del comitato economico e finanziario formulato in forza dell'articolo 126, paragrafo 4, TFUE, in questa fase la Commissione non intende proporre a giugno l'avvio di una procedura per i disavanzi eccessivi.

(14)Secondo la relazione annuale sui progressi compiuti, lo scenario macroeconomico su cui si fondano le proiezioni di bilancio della Spagna prevede una crescita del PIL reale al 2,6 % nel 2025 e al 2,2 % nel 2026. La relazione annuale sui progressi compiuti non contiene proiezioni IPCA 13 . Le previsioni di primavera 2025 della Commissione prospettano una crescita del PIL reale del 2,6 % nel 2025 e del 2,0 % nel 2026 e un'inflazione IPCA al 2,3 % nel 2025 e all'1,9 % nel 2026.

(15)La relazione annuale sui progressi compiuti prevede un disavanzo delle amministrazioni pubbliche in discesa al 2,8 % del PIL nel 2025 e un rapporto debito pubblico/PIL in calo al 101,7 % entro fine 2025. Questi sviluppi corrispondono a una crescita della spesa netta del 4,1 % nel 2025. Le previsioni di primavera 2025 della Commissione prospettano nel 2025 un disavanzo delle amministrazioni pubbliche al 2,8 % del PIL. Il calo del disavanzo nel 2025 riflette principalmente la completa eliminazione delle misure di sostegno connesse all'energia e l'impatto delle riforme fiscali di recente adozione. Nei calcoli della Commissione questi sviluppi corrispondono a una crescita della spesa netta del 4,2 % nel 2025. In base alle stime della Commissione, nel 2025 l'orientamento della politica di bilancio, che comprende la spesa finanziata sia a livello nazionale che dell'UE, sarà espansivo, pari allo 0,3 % del PIL. Il rapporto debito pubblico/PIL è dato in calo al 100,9 % entro fine 2025. Il calo del rapporto debito pubblico/PIL nel 2025 riflette principalmente una crescita del PIL nominale superiore al costo del servizio del debito.

(16)Secondo le previsioni di primavera 2025 della Commissione, nel 2025 una spesa pubblica pari all'1,1 % del PIL sarà finanziata dal sostegno non rimborsabile ("sovvenzioni") del dispositivo per la ripresa e la resilienza, rispetto allo 0,8 % del PIL nel 2024. La spesa finanziata con il sostegno non rimborsabile del dispositivo consente investimenti di alta qualità e riforme volte ad accrescere la produttività senza impatto diretto sul saldo e sul debito delle amministrazioni pubbliche della Spagna.

(17)La spesa delle amministrazioni pubbliche spagnole per la difesa è ammontata all'1,0 % del PIL nel 2021, all'1,1 % del PIL nel 2022 e allo 0,9 % del PIL nel 2023 14 . Secondo le previsioni di primavera 2025 della Commissione, la spesa per la difesa è stimata all'1,0 % del PIL nel 2024 e all'1,3 % del PIL nel 2025. Ciò corrisponde a un aumento di 0,3 punti percentuali del PIL rispetto al 2021.

(18)Secondo le previsioni di primavera 2025 della Commissione, la spesa netta in Spagna crescerà del 4,2 % nel 2025 e del 7,9 % cumulativamente nel 2024 e 2025. Secondo le previsioni di primavera 2025 della Commissione, la crescita della spesa netta della Spagna nel 2025 sarà superiore al tasso massimo di crescita raccomandato, con una deviazione 15 dello 0,2% del PIL su base annua. La deviazione prevista non supera la soglia dello 0,3 % del PIL per la deviazione annuale. Se si considerano congiuntamente il 2024 e il 2025, si prevede che anche il tasso di crescita cumulativo della spesa netta sarà superiore al tasso massimo di crescita raccomandato.

(19)La relazione annuale sui progressi compiuti non comprende proiezioni di bilancio successive al 2025. Sulla base delle misure politiche note alla data limite delle previsioni, le previsioni di primavera 2025 della Commissione prospettano un disavanzo pubblico del 2,5 % del PIL per il 2026. Il calo del disavanzo nel 2026 riflette principalmente la prevista scadenza delle misure di emergenza connesse alle alluvioni. Questi sviluppi corrispondono a una crescita della spesa netta del 3,9 % nel 2026. Nelle stime della Commissione l'orientamento della politica di bilancio, che comprende sia la spesa finanziata a livello nazionale sia quella finanziata a livello di UE, sarà nel 2026 sostanzialmente neutro. La Commissione prospetta una riduzione del rapporto debito pubblico/PIL al 100,8 % entro fine 2026.

(20)La raccomandazione che approva il piano di medio termine della Spagna specifica l'insieme di riforme e investimenti che giustifica la proroga del periodo di aggiustamento, indicandone anche il calendario di attuazione. Sono comprese le misure esistenti e rafforzate del piano per la ripresa e la resilienza, quali le riforme nel settore della fiscalità e della lotta contro la frode fiscale, le riforme volte a migliorare la qualità della spesa pubblica e gli investimenti nei settori della trasformazione digitale, della transizione verde e della produttività nonché ulteriori riforme e investimenti quali l'introduzione di un quadro comune di regolamentazione delle imprese, l'introduzione della fatturazione elettronica obbligatoria e gli investimenti nel capitale umano e nel capitale fisico. Tenendo conto delle informazioni fornite dalla Spagna nella sua relazione annuale sui progressi compiuti, la Commissione ritiene che l'attuazione dell'insieme di riforme e investimenti che giustifica una proroga del periodo di aggiustamento, prevista entro il 30 aprile 2025, sia stata realizzata, ad eccezione di alcuni elementi della misura C28.R3 del piano per la ripresa e la resilienza della Spagna e del relativo traguardo sull'entrata in vigore delle riforme fiscali derivanti dalle raccomandazioni del gruppo di esperti o da altre analisi del ministero delle Finanze.

Sfide politiche fondamentali

(21)Secondo le previsioni, gli sviluppi demografici dovrebbero comportare un aumento significativo della spesa pubblica connessa all'assistenza sanitaria, all'assistenza a lungo termine e alle pensioni. Il risanamento di bilancio richiede ulteriori riforme per modernizzare e adattare il sistema fiscale in ambiti quali le imposte sui consumi, l'imposta sul reddito delle persone fisiche e la tassazione ambientale, in linea con le riforme fiscali previste dal piano per la ripresa e la resilienza e dal piano di medio termine. La principale fonte di gettito fiscale in Spagna nel 2022 era costituita dalle imposte sul lavoro (50,5 % del gettito fiscale nel 2022). Nel 2022 le entrate derivanti dalle imposte sul lavoro ammontavano al 19,1 % del PIL (media UE 17,3 % e media della zona euro 17,7 %). La Spagna è uno dei paesi dell'UE con le minori entrate derivanti dalle imposte sui consumi (9,7 % del PIL contro 10,9 % nell'UE nel 2022). Anche i livelli di tassazione ambientale sono inferiori alla media dell'UE: 1,52 % del PIL, contro il 2,02 % del PIL dell'UE nel 2022. Il sistema fiscale spagnolo non internalizza in misura sufficiente i costi ambientali associati all'uso dell'acqua e del gasolio. Le riforme volte a rafforzare il ruolo delle imposte indirette (sui consumi e ambientali) garantirebbero entrate fiscali e sosterrebbero in futuro la creazione di posti di lavoro e l'attività economica, riducendo nel contempo le distorsioni economiche causate dal peso elevato delle imposte sul lavoro. La razionalizzazione delle agevolazioni fiscali costituirebbe uno strumento per semplificare la tassazione dei consumi e ridurre il divario della politica dell'IVA. Nel 2022 il sistema fiscale e previdenziale ha ridotto di 7,6 punti percentuali il coefficiente di Gini, che era prossimo alla media UE di 7,9 punti percentuali. La Spagna si colloca comunque al diciottesimo posto nell'indice di Gini per la distribuzione del reddito prima dei trasferimenti sociali e al ventunesimo posto nella distribuzione del reddito totale disponibile. La coesione sociale risulterebbe rafforzata mediante ulteriori adeguamenti alla progressività dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e delle imposte sul patrimonio.

(22)Conformemente all'articolo 19, paragrafo 3, lettera b), del regolamento (UE) 2021/241 e all'allegato V, criterio 2.2, del medesimo regolamento, il piano per la ripresa e la resilienza comprende un'ampia gamma di riforme e investimenti sinergici, da attuare entro il 2026. Ci si attende che tali riforme e investimenti contribuiranno a rispondere in modo efficace alla totalità o a un sottoinsieme significativo delle sfide individuate nelle raccomandazioni specifiche per paese. Dati i tempi serrati, l'effettiva attuazione del piano per la ripresa e la resilienza, compreso il capitolo dedicato al piano REPowerEU, è fondamentale per stimolare la competitività a lungo termine della Spagna attraverso le transizioni verde e digitale, garantendo nel contempo l'equità sociale. Per rispettare entro agosto 2026 gli impegni assunti nel piano per la ripresa e la resilienza, è essenziale che la Spagna acceleri l'attuazione delle riforme e degli investimenti affrontando le sfide pertinenti. Le dimensioni e la complessità del piano richiedono un'azione mirata specifica per garantire il completamento tempestivo delle riforme e degli investimenti. Occorre prestare particolare attenzione per affrontare le sfide connesse alla capacità di assorbimento, soprattutto data la concentrazione degli investimenti verso la fine del periodo di attuazione. Tali sfide sono ulteriormente aggravate dal notevole volume di fondi erogati attraverso gli strumenti finanziari nell'ambito del piano per la ripresa e la resilienza modificato. Il rafforzamento del coordinamento tra i diversi livelli amministrativi, unitamente alla razionalizzazione delle procedure, contribuirebbe ad accelerare l'assorbimento dei fondi e a garantire che il sostegno raggiunga rapidamente i beneficiari finali. Il coinvolgimento sistematico delle autorità locali e regionali, delle parti sociali, della società civile e di altri portatori di interessi rimane fondamentale per assicurare un'ampia titolarità ai fini dell'efficace attuazione del piano per la ripresa e la resilienza.

(23)L'attuazione dei programmi della politica di coesione, che comprendono il sostegno del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), del Fondo per una transizione giusta (JTF) e del Fondo sociale europeo Plus (FSE+), ha subito un'accelerazione in Spagna. È importante proseguire le iniziative per garantire una rapida attuazione di tali programmi massimizzandone l'impatto sul campo. Nell'ambito dei programmi della politica di coesione che la riguardano, la Spagna è già attiva nello stimolo della competitività e della crescita. Allo stesso tempo, la Spagna continua ad affrontare sfide, comprese quelle relative al rafforzamento dell'innovazione e della competitività nel contesto della transizione industriale, al miglioramento del livello delle competenze dei lavoratori e alla promozione delle discipline STEM nell'IFP, nonché al miglioramento dell'accesso ad alloggi a prezzi accessibili nelle principali città e aree ad alta intensità turistica e all'aumento della resilienza idrica, in particolare nelle regioni mediterranee e nelle isole Canarie. È inoltre fondamentale garantire l'efficace attuazione della garanzia per l'infanzia. A norma dell'articolo 18 del regolamento (UE) 2021/1060, nell'ambito del riesame intermedio dei fondi della politica di coesione la Spagna è tenuta a rivedere ciascun programma tenendo presenti, tra l'altro, le sfide individuate nelle raccomandazioni specifiche per paese del 2024. La proposta della Commissione adottata il 1º aprile 2025 16 proroga oltre il 31 marzo 2025 il termine per la presentazione, per ciascun programma, di una valutazione relativa ai risultati del riesame intermedio. Prevede altresì flessibilità per favorire l'accelerazione dell'attuazione dei programmi e incentivi diretti agli Stati membri affinché destinino le risorse della politica di coesione a cinque settori strategici prioritari dell'Unione: competitività nelle tecnologie strategiche, difesa, alloggi, resilienza idrica e transizione energetica.

(24)La piattaforma per le tecnologie strategiche per l'Europa (STEP) offre l'occasione d'investire in una delle priorità strategiche fondamentali dell'Unione rafforzandone la competitività. STEP opera attraverso 11 fondi dell'UE esistenti. Gli Stati membri possono contribuire al programma InvestEU a sostegno di investimenti in settori prioritari. La Spagna potrebbe sfruttare queste iniziative per sostenere lo sviluppo o la produzione di tecnologie critiche, fra cui tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse.

(25)Oltre alle sfide economiche e sociali affrontate dal piano per la ripresa e la resilienza e da altri fondi dell'UE, la Spagna si trova di fronte a diverse altre sfide connesse al contesto imprenditoriale, all'efficienza giudiziaria, alle infrastrutture energetiche transfrontaliere, alla gestione delle risorse idriche e alla resilienza idrica, alla scarsità di alloggi, alla disponibilità di alloggi sociali, all'equità sociale (in particolare per quanto riguarda la povertà infantile), alla carenza di competenze e all'abbandono scolastico precoce.

(26)Come stabilito nella bussola per la competitività, tutte le istituzioni dell'UE, nazionali e locali devono compiere uno sforzo importante per elaborare norme più semplici e accelerare la rapidità delle procedure amministrative. La Commissione ha fissato ambiziosi obiettivi di riduzione degli oneri amministrativi, almeno del 25 % e del 35 % per le PMI, e ha creato nuovi strumenti per conseguire tali obiettivi, tra cui prove di stress sistematiche del corpus legislativo dell'UE e un dialogo rafforzato tra portatori di interesse. Per rispondere a tale ambizione, anche la Spagna deve prendere provvedimenti. Il 71 % delle imprese ritiene che la complessità delle procedure amministrative sia un problema per le imprese che svolgono attività commerciali in Spagna 17 . La Spagna ha la possibilità di semplificare la regolamentazione e ridurre gli oneri amministrativi per le imprese. Il volume dei regolamenti in Spagna è aumentato negli ultimi anni, con un notevole incremento dovuto all'impatto della COVID-19. Solo nel 2022 l'amministrazione spagnola ha adottato 11 775 nuove norme. Una maggioranza significativa delle imprese spagnole ritiene che la regolamentazione costituisca un grave ostacolo agli investimenti. La Spagna deve migliorare il contesto imprenditoriale rafforzando il coordinamento tra i territori e i livelli di governo, eliminando gli ostacoli normativi a tutti i livelli e alleggerendo gli oneri amministrativi che gravano sulle attività quotidiane. La proposta del "ventesimo regime" della Spagna presenta il potenziale per migliorare il contesto imprenditoriale per le imprese.

(27)La Spagna ha adottato misure importanti per migliorare l'efficienza del sistema giudiziario, ma permangono sfide. Sebbene le riforme previste nel piano per la ripresa e la resilienza della Spagna contribuiscano a migliorare l'efficienza giudiziaria, i tempi di risoluzione delle cause civili e commerciali continuano a essere lunghi. Ciò può comportare numerose inefficienze economiche, quali, tra l'altro, una minore funzionalità dei mercati immobiliari, una minore imprenditorialità e una minore disponibilità di credito. Sarebbe utile migliorare l'efficienza del sistema giudiziario, ad esempio aumentando le risorse umane e materiali e conseguendo un livello uniforme di digitalizzazione tra i territori.

(28)Per rafforzare la competitività delle imprese in Spagna, è fondamentale eliminare le barriere che ostacolano la crescita e le attività delle imprese, in particolare per le imprese più piccole e nuove. Oltre alle riforme adottate dalla Spagna nel contesto del piano per la ripresa e la resilienza, come la legge sulla creazione e la crescita delle imprese e la legge sulle start-up, sono necessarie ulteriori azioni per ridurre gli ostacoli finanziari e amministrativi alla crescita delle imprese. Esiste un notevole potenziale per migliorare la cooperazione interamministrativa, in particolare per quanto riguarda le procedure regolamentari e amministrative che hanno un impatto diretto sulle operazioni commerciali. In particolare le differenze normative tra i territori scoraggiano le imprese dall'espandersi simultaneamente tra le regioni, limitando le possibilità di innovazione, crescita, specializzazione e incrementi di efficienza. Sebbene la Spagna presenti buoni risultati in termini di eccellenza scientifica e disponga di un sistema di ricerca che attira talenti nazionali e stranieri, il paese continua a registrare risultati inferiori alla media dell'UE in termini di innovazione complessiva. La Spagna continua anche a presentare scarsi risultati per quanto riguarda i legami tra scienza e imprese. Nello specifico la spesa per attività di R&S, in particolare gli investimenti privati in R&S, rimane ben al di sotto della media dell'UE e distribuita in modo disomogeneo tra le regioni. I recenti regimi di sostegno pubblico a favore degli investimenti privati in R&S hanno una diffusione limitata a causa della loro complessità e degli eccessivi oneri amministrativi che gravano sui potenziali beneficiari.

(29)Vaste aree del paese sono soggette a stress idrico e la domanda di acqua, in particolare da parte dell'agricoltura, del turismo e dell'energia, supera le risorse idriche disponibili in condizioni sostenibili. Oltre agli investimenti e alle riforme previsti dal piano per la ripresa e la resilienza e da altri fondi dell'UE in Spagna, il miglioramento della gestione delle risorse idriche rimane un problema importante in Spagna, in particolare in termini di governance delle risorse idriche, ripristino dei corpi idrici ed efficienza idrica. Inoltre meccanismi per migliorare il coordinamento tra i diversi livelli di governo, comprese misure per favorire l'attuazione e l'applicazione efficaci delle norme, aiuterebbero le misure esistenti a realizzare appieno il loro potenziale.

(30)I rischi climatici colpiscono direttamente l'economia e la società spagnole, con un elevato numero di decessi e perdite economiche derivanti da eventi meteorologici e climatici estremi. Sono necessari ulteriori investimenti nelle infrastrutture per rendere più resiliente il sistema idrico. La capacità di anticipare e di adattarsi agli effetti negativi dei cambiamenti climatici, quali alluvioni, erosione delle coste e del suolo, desertificazione, siccità, ondate di calore e incendi boschivi, rimane una sfida fondamentale in Spagna. L'intensificazione degli sforzi in tal senso migliorerebbe anche la resilienza idrica del paese.

(31)Il degrado della natura comporta rischi significativi per l'economia e la competitività della Spagna. La Spagna presenta il livello più elevato di dipendenza della catena di approvvigionamento dai servizi ecosistemici nell'UE, con diversi settori come l'agricoltura, la pesca, l'edilizia e i servizi idrici interamente dipendenti dai servizi ecosistemici. Il mancato mantenimento della capacità degli ecosistemi di fornire servizi potrebbe comportare costi significativi o addirittura arrestare la produzione in questi settori. La protezione e il ripristino di ecosistemi chiave garantirebbero la competitività a lungo termine di questi settori economici. Nello specifico, il sistema agroalimentare continua ad esercitare impatti climatici e ambientali significativi, il che giustifica ulteriori azioni a sostegno dell'adozione di pratiche agricole sostenibili.

(32)La Spagna sta compiendo progressi nella diffusione delle energie rinnovabili e dispone di una delle più elevate capacità installate di energia eolica e solare nell'UE. Nel 2025 il livello di interconnessione transfrontaliera di energia elettrica in Spagna (meno del 5 %) è ancora fortemente al di sotto degli obiettivi di interconnessione per il 2030 (15 %). Il proseguimento dello sviluppo di reti e di soluzioni di stoccaggio contribuirebbe a sostenere l'integrazione delle energie rinnovabili nel mix energetico spagnolo.

(33)La scarsità di alloggi e i suoi effetti sui prezzi delle abitazioni incidono sul reddito disponibile delle famiglie e rappresentano una sfida, in particolare per le famiglie a basso reddito e i giovani. Dai dati della Banca di Spagna risulta che quasi il 40 % dei locatari spagnoli spende il 40 % del proprio reddito per affitti e servizi pubblici, contro una media UE del 27 %, e che l'economia spagnola presenta un deficit abitativo di circa 600 000 unità. La riforma della legge fondiaria è in sospeso e faciliterebbe lo sviluppo di nuovi alloggi riducendo i tempi procedurali, promuovendo la stabilità normativa ed eliminando inutili strozzature amministrative. È fondamentale affrontare le carenze di manodopera nel settore delle costruzioni, in quanto oltre il 50 % dei datori di lavoro del settore segnala notevoli difficoltà nel trovare lavoratori.

(34)L'offerta di alloggi sociali e a prezzi accessibili è carente, notevolmente al di sotto della media dell'UE. È essenziale invertire i fattori che limitano l'offerta per stimolare l'edilizia residenziale ed espandere il mercato degli affitti. L'accento dovrebbe essere posto sulla rapida fornitura di alloggi a prezzi accessibili, in particolare per i giovani e le famiglie a basso reddito. Secondo la Banca di Spagna, il parco di alloggi sociali in affitto rappresenta solo l'1,5 % del parco immobiliare totale, ben al di sotto della media UE del 9 %. La messa a disposizione di terreni pubblici, l'ampliamento del parco di alloggi sociali e l'aumento dei finanziamenti per alloggi sociali e a prezzi accessibili aumenterebbero la disponibilità di alloggi.

(35)In un contesto di elevati rischi di povertà ed esclusione sociale, la povertà infantile rappresenta una sfida strutturale significativa per l'equità sociale e la competitività futura. Più di un bambino su tre è a rischio di povertà o di esclusione sociale I più colpiti sono i minori provenienti da contesti migratori e Rom, i minori appartenenti a famiglie monoparentali, i minori i cui genitori hanno un livello di istruzione basso o medio e i bambini provenienti da famiglie a bassa intensità di lavoro. Anche la grave deprivazione materiale e sociale è elevata e superiore alla media dell'UE. Esiste il potenziale per migliorare il benessere dei minori garantendo un accesso più uniforme a misure di sostegno sociale e di protezione del reddito nonché un'offerta più efficiente e mirata di tali misure. Il rafforzamento e l'accelerazione dell'attuazione della garanzia per l'infanzia nonché la garanzia dell'accesso a servizi di base quali mense scolastiche e alloggi, potrebbero contribuire ad attenuare l'impatto della povertà infantile e a prevenire la trasmissione intergenerazionale degli svantaggi. Il regime di reddito minimo (Ingreso Mínimo Vital – IMV) e il sostegno integrativo per i minori (Complemento de Ayuda para la Infancia – CAPI) sono strumenti fondamentali per ridurre la povertà e negli ultimi anni sono stati compiuti sforzi costanti per rafforzarne l'attuazione. Il miglioramento della consapevolezza e la riduzione degli ostacoli amministrativi tuttavia potrebbero aumentare i tassi di utilizzo ancora bassi e affrontare le inefficienze. L'impatto dei trasferimenti sociali (pensioni escluse) sulla riduzione della povertà, compresa la povertà infantile, è tra i più bassi dell'UE. Nonostante alcuni miglioramenti, la disparità di reddito rimane elevata e superiore alla media dell'UE e anche l'effetto redistributivo delle imposte e delle prestazioni è limitato. Il perfezionamento della struttura delle attuali detrazioni fiscali relative ai figli offre l'opportunità di rafforzare il sostegno ai più vulnerabili. L'aumento del sostegno mirato alle famiglie e ai minori e la riduzione delle persistenti differenze regionali potrebbero contribuire a migliorare i risultati sociali. Il superamento di tali sfide concorrerebbe anche a sostenere la convergenza sociale verso l'alto, in linea con la seconda fase di analisi per paese basata sul quadro di convergenza sociale effettuata dai servizi della Commissione 18 .

(36)Gli ostacoli persistenti incidono sul passaggio dall'istruzione al lavoro sia nell'istruzione e formazione professionale (IFP) che nell'istruzione superiore. I bassi livelli di competenze di base e i tassi elevati di abbandono scolastico degli studenti rimangono questioni urgenti. Una percentuale significativa di giovani di 15 anni registra un rendimento insufficiente in matematica, lettura e scienze. Pochi studenti ottengono i massimi risultati, mettendo a repentaglio la produttività e la competitività future. Nonostante l'aumento delle iscrizioni all'IFP, l'iscrizione ai programmi di istruzione secondaria superiore e duali rimane limitata. I bassi tassi di occupazione dei diplomati dell'IFP mediamente qualificati e la bassa percentuale di adulti con qualifiche intermedie indicano uno squilibrio tra domanda e offerta di competenze. Le iscrizioni all'IFP diminuiscono con l'aumento dell'età e un livello di istruzione inferiore, aggravando le disuguaglianze, in particolare per gli adulti più anziani, gli uomini e le persone con bassi livelli di competenze. La scarsa diffusione dell'apprendimento degli adulti riduce le opportunità di adattamento alle mutevoli esigenze del mercato del lavoro, compromettendo in tal modo anche la produttività e la competitività.

(37)Il tasso di bambini iscritti all'educazione e cura della prima infanzia continua ad aumentare, ma persistono disparità regionali. Le differenze regionali nel conseguimento delle competenze di base sono anch'esse significative. Anche l'abbandono scolastico degli studenti rimane una sfida, con persistenti differenze a livello regionale e tra i generi.

(38)Date le strette correlazioni tra le economie degli Stati membri della zona euro e il loro contributo collettivo al funzionamento dell'Unione economica e monetaria, nel 2025 il Consiglio ha raccomandato a tali Stati membri di prendere provvedimenti, anche tramite i piani per la ripresa e la resilienza, per attuare la raccomandazione del 2025 sulla politica economica della zona euro. Per la Spagna, le raccomandazioni di cui ai punti 2, 3, 4 e 6 contribuiscono all'attuazione della prima raccomandazione per la zona euro sulla competitività, mentre le raccomandazioni di cui ai punti 4, 5 e 6 contribuiscono all'attuazione della seconda raccomandazione per la zona euro sulla resilienza e la raccomandazione di cui al punto 1 contribuisce all'attuazione della terza raccomandazione per la zona euro sulla stabilità macroeconomica e finanziaria di cui alla raccomandazione del 2025,

RACCOMANDA alla Spagna di prendere provvedimenti nel 2025 e nel 2026 al fine di:

1.potenziare la spesa complessiva e la prontezza in materia di difesa in linea con le conclusioni del Consiglio europeo del 6 marzo 2025; rispettare i tassi massimi di crescita della spesa netta raccomandati dal Consiglio il 21 gennaio 2025; attuare l'insieme di riforme e investimenti che giustifica la proroga del periodo di aggiustamento come raccomandato dal Consiglio il 21 gennaio 2025; rafforzare ulteriormente la sostenibilità di bilancio rivedendo e semplificando il sistema fiscale, anche spostando parte della pressione fiscale dal lavoro alla tassazione ambientale, dei consumi e dei beni immobili, al fine di sostenere la crescita economica e l'occupazione, la coesione e la transizione verde e digitale;

2.in considerazione dei termini applicabili per il tempestivo completamento delle riforme e degli investimenti a norma del regolamento (UE) 2021/241, accelerare l'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza, compreso il capitolo dedicato al piano REPowerEU; accelerare l'attuazione dei programmi della politica di coesione (FESR, JTF, FSE+), se del caso sfruttando le possibilità offerte dal riesame intermedio; usare in modo ottimale gli strumenti dell'UE per migliorare la competitività, sfruttando anche le possibilità offerte da InvestEU e dalla piattaforma per le tecnologie strategiche per l'Europa;

3.semplificare la regolamentazione, migliorare gli strumenti normativi e ridurre gli oneri amministrativi e la frammentazione normativa tra le regioni; aumentare l'efficienza giudiziaria razionalizzando i procedimenti giudiziari e digitalizzando ulteriormente il sistema giudiziario in tutte le regioni; agevolare la creazione, l'innovazione e l'espansione delle imprese, sostenendo gli investimenti in R&I e il rafforzamento dei legami tra scienza e imprese;

4.migliorare la gestione delle risorse idriche per gestire meglio l'adattamento agli effetti attuali e futuri dei cambiamenti climatici, rafforzando il coordinamento tra tutti i livelli di governo e gli organi amministrativi e potenziando le soluzioni per la riduzione del rischio di siccità e di alluvioni e la gestione sostenibile delle risorse idriche in agricoltura, aumentando l'efficienza idrica e ampliando gli investimenti infrastrutturali, nonché sostenendo l'applicazione di soluzioni basate sulla natura; investire nello stoccaggio dell'energia, nella trasmissione e distribuzione dell'energia elettrica e nelle interconnessioni elettriche transfrontaliere;

5.aumentare l'offerta di alloggi completando la riforma della normativa fondiaria, riducendo i tempi di elaborazione delle autorizzazioni, eliminando le strozzature amministrative e affrontando le carenze di manodopera nel settore edile; aumentare la fornitura di alloggi sociali ed economicamente accessibili;

6.affrontare la povertà infantile, migliorando nel contempo l'efficienza, la copertura e l'adeguatezza dei trasferimenti sociali e dell'assistenza sociale; ridurre la carenza di competenze e gli squilibri tra domanda e offerta di competenze, rafforzando l'istruzione e la formazione professionale duale e aumentando l'apprendimento permanente, in particolare per le persone scarsamente qualificate; migliorare le competenze di base e affrontare il problema dell'abbandono scolastico, tenendo conto delle disparità regionali.

Fatto a Bruxelles, il

   Per il Consiglio

   Il presidente

(1)    GU L, 2024/1263, 30.4.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1263/oj.
(2)    Spesa netta quale definita all'articolo 2, punto 2), del regolamento (UE) 2024/1263; "spesa netta": la spesa pubblica al netto: i) della spesa per interessi; ii) delle misure discrezionali sul lato delle entrate; iii) della spesa per i programmi dell'Unione interamente finanziata dai fondi dell'Unione; iv) della spesa nazionale per il cofinanziamento di programmi finanziati dall'Unione; v) della componente ciclica della spesa per i sussidi di disoccupazione; e vi) delle misure una tantum e di altre misure temporanee.
(3)    Regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021, che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza (GU L 57 del 18.2.2021, pag. 17, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/241/oj).
(4)    Regolamento (UE) 2023/435 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 febbraio 2023, che modifica il regolamento (UE) 2021/241 per quanto riguarda l'inserimento di capitoli dedicati al piano REPowerEU nei piani per la ripresa e la resilienza e che modifica i regolamenti (UE) n. 1303/2013, (UE) 2021/1060 e (UE) 2021/1755, e la direttiva 2003/87/CE (GU L 63 del 28.2.2023, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2023/435/oj).
(5)    Decisione di esecuzione del Consiglio, del 13 luglio 2021, relativa all'approvazione della valutazione del piano per la ripresa e la resilienza della Spagna (ST 10150/21; ST 10150/21 ADD 1 REV 1).
(6)    Decisione di esecuzione del Consiglio, del 17 ottobre 2023, che modifica la decisione di esecuzione del 13 luglio 2021 relativa all'approvazione della valutazione del piano per la ripresa e la resilienza della Spagna (ST 13695/23 REV 1; ST 13695/23 ADD 1 REV 1).
(7)    Raccomandazione del Consiglio, del 21 gennaio 2025, che approva il piano nazionale strutturale di bilancio di medio termine della Spagna (GU C/2025/643, 10.2.2025).
(8)    Raccomandazione del Consiglio, del 13 maggio 2025, sulla politica economica della zona euro (GU C, C/2025/2782, 22.5.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2025/2782/oj ).
(9)    Le relazioni annuali 2025 sui progressi compiuti sono disponibili al seguente indirizzo: https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-and-fiscal-governance/stability-and-growth-pact/preventive-arm/annual-progress-reports_it
(10)    Eurostat, Euroindicatori, 22.4.2025.
(11)    L'orientamento della politica di bilancio è definito come misura della variazione annuale della sottostante posizione di bilancio delle amministrazioni pubbliche. Mira a valutare l'impulso economico derivante dalle politiche di bilancio, sia finanziate a livello nazionale sia finanziate dal bilancio dell'UE. L'orientamento della politica di bilancio è misurato come la differenza tra i) la crescita potenziale a medio termine e ii) la variazione della spesa primaria al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate, compresa la spesa finanziata dal sostegno non rimborsabile (sovvenzioni) del dispositivo per la ripresa e la resilienza e altri fondi dell'Unione.
(12)    Relazione della Commissione preparata a norma dell'articolo 126, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, del 4.6.2025, (COM(2025) 615 final).
(13)    Nella relazione annuale sui progressi compiuti, le autorità spagnole includono solo i dati relativi al deflatore dei consumi privati, che è previsto al 2,7 % nel 2025 e al 2,4% nel 2026.
(14)    Eurostat, spesa pubblica per classificazione delle funzioni di governo (COFOG).
(15)    A partire dal 2026 tali cifre figureranno nel conto di controllo di cui all'articolo 22 del regolamento (UE) 2024/1263.
(16)    Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica i regolamenti (UE) 2021/1058 e (UE) 2021/1056 per quanto riguarda misure specifiche per affrontare le sfide strategiche nel contesto del riesame intermedio (COM(2025) 123 final).
(17)    "Businesses' attitudes towards corruption in the EU" Flash Report, relazione Eurobarometro (aprile 2024).
(18)     SWD(2025)95 – Second-stage country analysis on social convergence in line with the Social Convergence Framework (SCF) , 2025.